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Aggiornamento sulle terapie strumentali

in fisioterapia

Terapie fisiche in ortopedia

Dott. Corrado Greco


Kinésithérapeute – UCL –Belgio
Osteopata D.O.
CENNI STORICI
� Nel 500 a.C. circa, il fisico greco Aetus usava l’elettricità
biologica animale (circa 70V), generata da una torpedine, per il
trattamento della gotta.

� Nel 1745, più di 2000 anni dopo Aetus, i francesi Jallabert e


Marat descrissero gli effetti dell'elettrostimolazione sulla
contrazione muscolare dimostrando la loro utilità nella cura
della neuroparalisi e dei reumatismi.

� Nel 1786, l'italiano Galvani scoprì l'elettricità biologica del corpo


umano e la terapia costante di corrente elettrica che esso
produce.

� L'utilizzo su larga scala dell'elettrostimolazione arrivò nel 1840


quando il Guys'Hospital di Londra la impiegò sistematicamente.

� Nel 1902 il francese Ludec progettò uno stimolatore di corrente


diretta intermittente, che fondò le basi per la moderna terapia
di corrente diretta intermittente a bassa frequenza.
L'apparecchiatura di Ludec era però voluminosa, difficile da
trasportare e produceva forti e fastidiose stimolazioni.
Terapie fisiche in ortopedia
• Elettroterapie: TENS, Ionoforesi,
elettrostimolazioni, correnti
interferenziali,diadinamiche,ultrasuoni etc….
• Onde d’urto
• PST- CEMP
• TECARterapia
• Laserterapia
• Crioterapia
• Pedane Vibranti
Onde d’ Urto
Le apparecchiature per la generazione delle onde d’urto derivano
direttamente dei litotritori impiegati nelle calcolosi e vengono
impiegati nel trattamento di patologie osteoarticolari, più
precisamente per la cura delle calcificazioni, delle affezioni
articolari (periartriti, etc.), delle algie in fase acute (pubalgie, etc.)
e patologie correlate (epicondiliti, etc.).

Le onde d’urto sono onde acustiche generate da apparecchi


elettroidraulici, elettromagnetici o piezoelettici; hanno
andamento impulsivo e diffondono nei tessuti essendo
influenzate dalle caratteristiche particolari del mezzo in cui
transita. Il meccanismo d’azione delle onde d’urto sembra
riconducibile a tre effetti principali:

1. riduzione della trasmissione del dolore per mezzo di


stimolazione di terminazioni nervose e liberazione di
endorfine
2. riduzione meccanica delle calcificazioni tissutali
3. effetto di cavitazione con conseguente formazione di nuovi
vasi sanguigni (neoangiogenesi) e maggior afflusso locale di
sangue e miglioramento del trofismo tissutale.

Tra i parametri caratteristici delle onde d’urto riveste la maggiore


importanza la precisione del puntamento e focalizzazione del
fascio, la energia dell’impulso ed il numero di impulsi
somministrati sulla parte.
.
PST - generalità
• Gli impulsi emessi dalla PST hanno tipicamente frequenze comprese tra i
2 ed i 120-150 Hz

• variabile e flusso magnetico compreso tra 40 e 200 Gauss.

• Durante la terapia PST il tessuto viene trattato con impulsi aventi


frequenza, durata e potenza variabili in maniera automatica, così facendo
vengono interessate tutte le cellule ed i tessuti compresi nel campo di
radiazione, ottenendo effetti sia antiinfiammatori di lunga durata che una
importante rigenerazione tissutale; la PST viene impiegata anche nelle
terapia dell’osteoporosi e delle fratture.

• La PST o terapia a segnali pulsati è una metodica terapeutica che in


questi ultimi anni ha trovato diffusione nella terapia delle affezioni articolari
e come terapia di supporto alla classica magnetoterapia B.F. Il
meccanismo di funzionamento si basa sull’emissione di campi magnetici
ad elevata intensità che determinano l’aumento della circolazione ed
ossigenazione tissutale (non possono essere infatti impiegate sugli
emofiliaci) e soprattutto accelerano la ricrescita di osteoblasti e fibroblasti,
trovando applicazione proprio nella terapia di lesioni cartilaginee, piccole
lesioni dei legamenti ed artrosi.

• Gli impulsi magnetici a bassa frequenza vengono applicati localmente


tramite bobine cilindriche analoghe a quelle della magnetoterapia, con
diametro differenziato in base alla zona da trattare.
• Vengono tipicamente trattate le articolazioni del ginocchio, anca, caviglia e
spalla
TecarTerapia
T rasferimento
E nergetico
Ca pacitivo
R esistivo

Stimola energia dall’interno dei


tessuti attivando naturali processi
riparativi ed antiinfiammatori
• L’idea di trasferire energia ai
tessuti lesi a scopi terapeutici è
comune a molte terapie fisiche
che si fondono sull’irradiazione
di energia. Tuttavia ciò che le
differenzia dalla TECARterapia
è la modalità di trasferimento
energetico.
Modalità
• Irradiazione di energia
dall’esterno per tutte le altre
metodiche (ionoforesi,
diadinamiche, tens, etc)
• utilizzo di energia endogena
nella tecarterapia che si
realizza attraverso il
richiamo nell’area di
trattamento di cariche
elettriche presenti sotto
forma di ioni nei tessuti.
Tecarterapia
• Le correnti di spostamento producono 3
tipi di effetti:

- Biochimico
- Meccanico
- Termico
Biochimico
• Riequilibra il disordine enzimatico negli
adipociti
• Accellera il metabolismo delle cellule
• Richiama sangue ricco di ossigeno
• Velocizza il flusso ematico
• Facilita il drenaggio linfatico dalle aree
periferiche non affette da cellulite
Effetto meccanico
• Aumenta la velocità di scorrimento dei
fluidi
• Drena la stasi emolinfatica
• Tonifica le pareti vascolari
Effetto termico
• Per l’effetto joule prodotto dalle correnti,
induce una endotermia profonda e diffusa
Meccanismo d’azione
• Tramite un generatore di energia veicolata
all’interno dei tessuti tramite un elettrodo
capacitivo o uno resistivo
• Teoria del condensatore
• Profondità di azione
Nella maggior parte delle altre terapie
fisiche classiche, infatti, l'80%
dell'energia fisica viene dispersa nel
primo strato di epidermide; per questa
ragione, allo scopo di ottenere risultati
apprezzabili si è costretti ad utilizzare
energie e frequenze elevatissime con
conseguente surriscaldamento dello
strato cutaneo e inefficace azione
profonda.
Capacitivo e Resistivo

• 1) Capacitiva: mediante elettrodi


protetti e quindi isolati con
materiale ceramizzato

• 2) Resistiva, mediante elettrodi


non protetti e quindi non isolanti
Modalità capacitiva
• L’attrazione e la concentrazione delle cariche si ha
esclusivamente in prossimità dell’elettrodo mobile
capacitivo (isolato)
• Consente una specificità di intervento e facilità di
controllo sull’area di trattamento
• Azione soprattutto sulle masse muscolari e sistema
vascolo/linfatico
Modalità resistiva
• Adoperando elettrodi non isolati, la
concentrazione delle cariche elettriche
(quindi l’effetto biologico) si verifica nei
tessuti a più alta resistenza che si
interpongono tra l’elettrodo mobile e la
piastra di ritorno, vale a dire nel punto più
resistivo del tessuto:
• Tendini, articolazioni e tessuto osseo
Effetti fisiologici
• Aumento dell’estensibilità del tessuto collagene
per riduzione della viscosità
• Riduzione del dolore per liberazione di endorfine
• Riduzione degli spasmi e contratture muscolari
per ridotta attività degli effetti secondari
• Velocizzazione del riassorbimento di raccolte
ematiche
• Vasodilatazione con aumento del flusso ematico
locale che contribuisce al rifornimento di
ossigeno e di sostanze nutritizie e
all’asportazione di cataboliti
Quindi agisce su:
• Nocicettori e fibre nervose periferiche
• Vasi sanguigni e linfatici
• Muscoli
• Capsula, cartilagine ed osso
Controindicazione della TECAR
• Portatori di pace-maker
• Donne in gravidanza
La presenza di protesi metalliche non
costituisce una controindicazione al
trattamento...Ma.?!!
LASERTERAPIA
• Light
• Amplification by
• Stimulated
• Emission of
• Radiation
Principio Fisico del Laser
• Se un atomo passa da uno strato di
energia maggiore ad uno di energia
minore emette un fotone
• Caratteristiche del raggio laser:
- Monocromaticità
- Coerenza
- Direzionalità
Monocromaticità
• I fasci laser hanno una sola lunghezza
d’onda di emissione e quindi una sola
frequenza di vibrazione e possono
emettere luce nel campo dell’ultravioletto
(vicino) del visibile (lontano) o
dell’infrarosso (lontanissimo).
Coerenza
• I fasci laser emessi vibrano in
concordanza di fase , spaziale e
temporale
Direzionalità
• I fasci laser mantengono la stessa
direzione, procedono in linea retta e nel
vuoto e si propagano all’infinito. Tanto è
vero che, ad esempio, è stat misurata con
precisione la distanza terra-luna.
Classificazione
• Mezzo attivo (allo stato solido, a gas, a
semiconduttore)
• Modalità di emissione (continua, pulsata, a
flash)
• Potenza media
• Lunghezza d’onda
In fisioterapia
• Stato solido: Nd:Yag lunghezza. Onda
1060 nm
• A gas: CO2 infrarosso lontano: lunghezza
onda 10600 nm
• Semiconduttore: Indio con Arseniuro di
Gallio. Lungh.onda 520-1000 nm
Classificazione dei laser in base
alla potenza
• Power Laser: Nd:Yag , CO 2 effetto
termico superficiale
• Mid laser: senza effetto termico
• Soft laser: He-Ne, I.R. Assenza di effetti
termici
Lunghezza d’onda
• La lunghezza d’onda
dipende dal laser utilizzato,
ed in terapia quelle
utilizzate sono comprese
fra i 600 e 1400 nm
(finestra terapeutica).
• La lunghezza d’onda
influenza la capacità di
penetrazione del raggio in
relazione alla
composizione del tessuto
biologico irradiato
Finestra terapeutica
• Range tra i 600 e i 1400 nm
• Entro questo range si verificano gli “effetti di
biostimolazione” – effetti di reazione
fotochimiche indotte da radiazioni
elettromagnetiche.
Modalità di applicazione del laser
• I tempi di applicazione variano a secondo
dei seguenti fattori
- tipo di laser adoperato
- ampiezza del campo da trattare
- entità della componente algica
Il numero delle applicazioni in genere varia
tra cicli di 10-15 applicazioni con
frequenza bi-trisettimanale
Effetti biologici del laser
• Antalgico mediante l’aumento della soglia
delle terminazioni algotrope e la
produzione di betaendorfine a livello
sinaptico
• Antiflogistico: tramite la stimolazione di
leucociti e macrofagi e mediante la
riduzione della secrezione di
prostaglandine PGE2e aumento di
prostacicline PGI2
Effetti biologici del laser
• Antiedemigeno: medianet l’aumento del
drenaggio linfatico, dovuto all’attivazione
del microcircolo
• Cicatrizzante: per aumento della sintesi
proteica da stimolazione della membrana
del reticolo endoplasmatico ed anche per
l’incremento della produzione di ATP per
stimolazione della membrana
mitocondriale
Effetti biologici del laser
• E’ intuitivo come l’effetto terapeutico sia
funzione della lunghezza d’onda del fascio
di luce, così come del tipo di tessuto
trattato ( ad es. il contenuto d’acqua, la
presenza di pigmento emoglobinico e/o
melaninico o di corpi estranei a livello del
derma) variando il coefficiente di
assorbimento
Indicazioni del laser
• Lesioni muscolari
• Tendinit, entesiti, borsiti
• Riassorbimento superficiale e in profondità
di resisui di ematoma e di edema
• Artralgie di varia natura, sia reumatica che
degenerativa
Controindicazioni
• Soggetti portatori di gravi disturbi del ritmo
cardiaco
• Portatori di pace-maker
• Gravidanza (incerta, all’inizio, avanzata)
• Predisposizioni a convulsioni di tipo
riflesso
• Neoformazioni di tipo epiteliale
• Presenza di mezzi di sintesi?!!
LASER Nd:Yag
• ND : Neodimio (terra rara)
• Yttrium
• Alluminium
• Garnet (granato o cristallo)

• Laser ad alta potenza


• Lungh. Onda 1060 nm
Laser Nd:Yag
• Grazie al suo basso coefficiente di
assorbimento e alle alte densità di potenza
può avere effetti biostimolanti fino a 5-6
cm di profondità nei tessuti molli. Pertanto
è indicato nelle patologie muscolo-
tendinee acute e croniche, in reumatologia
e nella traumatologia sportiva
Importante
• Nella laserterapia è opportuno stabilire:
- tipo di esordio (acuto o cronico)
- segni di flogosi
- profondità e coinvolgimento dei diversi
tessuti nella patologia
Cervicalgie
• La finalità è la scomparsa del dolore e
della contrattura muscolare, pertanto si
possono usare i seguenti schemi:
– Per il dolore: laser CO2 a scansione
– Nella contrattura muscolare: laser ad alta
potenza Nd:Yag con esposizione diretta sui
tessuti contratti.
Tendinopatie
• La differenza fondamentale è legata alla
profondità e alla durata del processo
infiammatorio che nelle tendiniti croniche,
presenta degenerazioni e metaplasie
predisponenti la rottura. L’indicazione più
corretta riguarda le forme acute o
subacute in cui la scelta del tipo di fonte
laser è meno vincolante sia che siano soft
o a alta potenza
Cryoterapia
- Applicazione terapeutica
del freddo per diverse
metodologie (ghiaccio,
cloruro di metile,
apparecchi cryo)
- Ippocrate (460-377
av.Cr.) tramite neve e
ghiaccio
Cryoterapia 2
• Nozione di “choc
termico”:
– Un grande
abbassamento della
temperatura in un minimo
di tempo
– Da 34 C° a 15 C° in un
minimo di tempo ma
senza scendere i 7 C°
– 30 sec a 1 min a – 5 C° e
poi a 12 C°
Cryoterapia 3
• Effetti:
– Analgesia: rallentamento conduzione nervosa
(>15 C°), diminuzione eccitabilità nocicettori
– Antinfiammatoria: vasocostrizione, riduzione
mediatori chimici dell’infiammazione
– Vasomotori: vasocostrizione arteriolare e
capillare – “Hunting Reaction”
– Neurologici: diminuzione dello spasmo
muscolare
Cryoterapia 4
• Indicazioni:
– Traumatologia
– Nevralgie
– Chirurgia postoperatoria
– Antalgia
Controindicazioni:
- Problemi della sensibilità cutanea
- Allergie al freddo
- Sindrome di Raynaud
Pedana vibrante
• Carmelo Bosco
• Oscillazioni fra i 10 e 60
Hz
• Di solito 1 min di lavoro
e 1 di pausa per 10 min.
• Fondamentale la
posizione che il soggetto
assume
Pedane vibranti
• Servono?
- “L’impiego delle vibrazioni in un anno
permettono di aumentare la forza
isometrica e la massa muscolare del
quadricipite in soggetti > 60 anni. Tuttavia
questi risultati sono comparabili ad un
programma classico di fitness.”
Pedane vibranti
• “24 Settimane di vibrazioni non riducono il
peso, ne il grasso sotto cutaneo dei
soggetti di sesso femminile sani.”
• “una esposizione corta aumenterebbe la
produzione di testosterone e ormone di
crescita; le vibrazioni sembrerebbero
efficaci nel trattamento dell’osteoporosi e
della fusione muscolare”
Grazie per la gentile attenzione

Corrado Greco