Sei sulla pagina 1di 1

Mi si mungano le palle.

Ma io Signor Nessuno, proprio anonimo, ho diritto di poter dir male circa il libro di
un illustre? Chiedo per un amico. No, burlo, davvero sconsiglio vivamente e mi sento pure altruista nel
metterci impegno e veemenza nel farlo. Meglio esserne sicuri, convincenti, anche se è improbabile che, a
meno di non essere costretti, finiate con quest’opera tra le mani, prosa e primo romanzo di questo noto
poeta e molto altro ancora, che qui non sto a dire. Andate pure a informarvi per conto vostro sull’autore, io
mi limito, in minima contestualizzazione, a dire che fu opera giovanile volendo considerare l’intero corpus
del suo scrivere. Ma comunque l’esistenza di questo testo non è giustificata in ogni caso a mio parere,
nemmeno volendo farne questione di innovazione strabiliante e rottura con un recente passato di quei
tempi. Realmente per me non c’è neo-avanguardia e sperimentalismo che tenga; tanto è stato un fastidio
leggere “Capriccio Italiano” di Edoardo Sanguineti. A che servono oltre duecento pagine in 111 capitoletti in
uno stile volutamente sciatto e vicino al parlato, prettamente descrittivo, se non per qualche breve dialogo
insignificante di non più tre battute? Sono brevi grani, ma diventano una grana, esprimendo una serie, dove
è difficilissimo perdersi, di avventure oniriche tra loro slegate prive di una qualsivoglia forte suggestione
d’immagine, e totalmente orbe di qualsiasi riflessione su alcun ché. Se è questo sognare lasciatemi dormire
sonni tranquilli, se non altro come morto non mi annoio. Qui invece è tedio, alcun ché capendo di ciò che si
vorrebbe rappresentare, se non qualche facile simbolismo, quale può essere una discesa verso il basso o
allusioni sessuali a iosa, ma affatto erotiche. Chi potrebbe aver interesse a tentare un simile stile? Insomma
il libro annoia e non lascia niente. Se non altro, nel tempo in cui l’ho letto, ho evitato di stimolare il mio
apparato riproduttore onde ne fosse spremuto il contenuto delle gonadi. Non che a lettura finita non ne
abbia avuto bisogno, talmente mi si erano ingrossate. Sto esagerando? Mi sento d’atteggiarmi volgare e
supponente, così da magari irretire, provocare qualche stolto, che volendo smentirmi con ragione di causa
arrischi a procurarsi questo romanzo e leggerlo nonostante il mio filantropo consiglio.