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-44= B - COLLEGAMENTI_SMONTABILI Capitolo Iv COLLEGAMENTI_A VITE Par.1 - Applicazioni dei collegamenti a vite I collegamenti a vite si distinguono principal- mente in due gruppi : a) viti di serraggio, b) viti di manovra, Le viti di serraggio si usano : a) per collegare fra loro due parti, conservando la possi. bilita di un facile smontaggio; b) per porre in tensione: ad esempio nei tenditori, nei forzamenti su sede conica (fig.5 del cap.V); c) per chiudere dei recipienti o dei fori (tappi, ecc.) d) per eseguire una regolazione, ad esempio per regolare un cuneo per la ripresa dei giochi (fig.4 della parte III Cap.III). Le viti di manovra servono : a) per trasformare il movimento da rotatorio in traslato- rio e viceversa; ad esempio nella vite madre del tor- nio, nel trapano; b) per ottenere grandi forze assiali con piccoli momenti, ad esempio nelle presse a vite. hanno inoltre dei casi in cui le viti servono per ese- re misure, come ad esempio nei micrometri. zion le viti Le viti vengono o tagliate alla filiera per piccole viti, o al tornio, o alla fresa; oppure rullate © pressate (procedimento senza truciolo). Elementi di macchine -6 ~42- Si hanno vari tipi di filetti (°) a) triangolare (fig.1a) per le viti di serraggio b) rettangolare (fig.1b), trapezoidale (fig.1c), a den ti di sega (fig.1d) per le viti di manovra. b) c) Fig.1 Le viti sono unidificate e con sistemi diversi nei vari paesi. Ad esempio per le viti di serraggio abbiamo : a) Il sistema metrico con angolo di inclinazione del fian co del filetto @ di 30° (e percid angolo fra i fian- chi di 60°); in tale sistema le grandezze di riferimen to sono il diametro in mm. ed il passo b) Il sistema Whitworth con angolo di inclinazione del fianco del filetto @° di 27°30' (e percid angolo fra i fianchi di 55°); in tale sistema le grandezze di ri- ferimento sono il diametro in pollici ed il numero di filetti per pollice; ¢) Il sistema Sellers (ACME) usato in America con angolo di inclinazione di 30° ( e percid fra i fianchi di 60°) ecc. Le dimensioni delle viti unificate secondo tali sistemi sono riportate dalle norme dei vari paesi. Per il sistema metrico vedi le norme UNI tab. 159,160,ecc Per il sistema Whitworth vedi anche le norme UNI tab.2709 A tale riguardo vedi anche i manuali. (*) Ammettiamo che le caratteristiche della superficie elicoidale della vite siano gid note dalla meccanica applicata. -70- zione armissibile opam- $i pud anche ridurre omoteti- camente il diagramma di Smith limite, e si ottiene il diagramma di Smith delle sollecitazioni ammissibili Se la vite @ soggetta ad urti il grado di sicurezza de- ve essere aumentato. In mancanza di dati pit precisi si pud moltiplicarlo per il coefficiente ns della tabella I parte IV Cap.II. In de. va si ha (53) 6 — Fam Par.11 - Procedimento di calcolo delle viti di manovra Abbiamo visto nel par.1 che le viti di manovra si usano come viti di forza in presse, torchi per eser- citare notevoli forze assiali, e come viti di guida in macchine utensili come nel tornio, per la trasformazio- ne del moto da rotatorio in traslatorio e viceversa. Lo stelo filettato si fa in acciaio dolce o duro, la ma drevite in acciaio, ghisa o bronzo (bussola). La filettatura si fa in modo che l'attrito risulti il pit piccolo possibile e il filetto sia resistente e di costrugione. $i hanno percid, a secondo dei ca- © rettangolare (poco usato), trapezio (buona za, facile costruzione, attrito maggiore); a di sega (per forze agenti in una sola direzione attrito minore, resistenza minore, costruzione pik diffi, viti di manovra di forza si debbono verificare le Alla torsopressione : (54) ae ove P @ 1a forza assiale, ad esempio nelle presse a vite dovuta alla pressione esercitata, ed even tualmente agli attriti per il moto traslatorio relativo al telaio; -11- @ il momento necessario per produrre il moto eli coidale relativo fra vite o madrevite e corrispon de ad un momento di serraggio; esso @ quasi egua- le al momento applicato dalltesterno perch? si cer ca di fare il pil piccolo pes (con bronzine © cuscinetti a sfere) il mom dovuto al moto rotatorio relativo telaio; Cam @ 1a sollecitazione ammissibile; caso di solleci po (statica) ed a c'; nel caso di sollecitazioni ripetute p tempo (pulsatoria). ove San vol.I parte III. Lo stelo si fa file ghezza corrispondente allo b) Numero dei filetti Si determinano limiran sui Filetti. si ha: (56) R= da cui: (57) ir Pan ove Pag in buone conaizic eguale at 0,7 + 1 Kg/mm* 1,5 kg/mm* -72- PD c) Lialtezza minima del filetto L'altezza del filetto dipende dal passo e dal numero di principi, che si determinano in base a condizioni di ren dimento, potenza ecc. Bisogna perd verificare che la al tezza dei Filetti risulti sufficiente. I filetti sic siderano come mensole di sezione d'incastro (fig.4): and,i (per lo stelo) ed andi (per la madrevite). Si ritiene il carico eguale ripartito sui vari filetti $i ottiene allora : Per il filetto : Pb oaqayetc: (mai) af r6 0 (58) o per la madrevite : Fb (Rd i) at:6 (59) oF ove a @ l'altezza del filetto al- l'attacco con lo stelo : b = (d-dy):4 @ la distanza della elica media dall'attacco con lo stelo. La sollecitazione ammissibile si ot- tiene assumendo un grado di sicurez~ za effettivo piuttosto alto (attorno al 3), per tenere conto che i calco- 1i sono eseguiti in modo molto sem- plificato.