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LEZIONE 01

01. Cosa implica parlare di diversità, oggi? COPIABILE


Parlare di diversità oggi implica la necessità di prendere in considerazione almeno due aspetti: la
dimensione intersoggettiva e la dimensione culturale.
La dimensione intersoggettiva fa riferimento alla rete di relazioni; quell’ambito dove entrano in
comunicazione differenti bisogni e differenti intelligenze e deficit.
La dimensione culturale è quella relativa ai sistemi di segni, lingua, usi, costumi e valori che
condizionano azioni e comportamenti. L’istruzione e la formazione rappresentano gli ambiti
principali per l’inserimento e l’integrazione.

LEZIONE 02

08. Quale quale comunità si configura come accogliente e nella quale tutti gli alunni, a
prescindere dalle loro diversità funzionali, possano realizzare esperienze di crescita
individuale e sociale? COPIABILE
La comunità nella quale tutti possono realizzare la propria crescita individuale e sociale è quella
rappresentata dal sistema educativo e scolastico; l’integrazione scolastica degli alunni con disabilità,
infatti, costituisce un fiore all’occhiello per il sistema educativo. L’inclusione degli alunni con
disabilità è l’obbiettivo perseguito dalla scuola ed è stata favorita dalla legge 517/77 che ha
rappresentato un punto di svolta nella cultura pedagogica italiana, la scuola infatti ha cessato
l’approccio assistenzialistico nei confronti degli alunni in situazione di handicap divenendo una
comunità educativa accogliente e non emarginante.

09. Descrivi, in meno di 500 caratteri, in concetto di diagnosi funzionale. COPIABILE


La DIAGNOSI FUNZIONALE è un atto sanitario medico legale, che descrive analiticamente la
compromissione funzionale dello stato psicofisico dell'alunno in situazione di handicap. Viene
redatta dal neuropsichiatra infantile, dal terapista della riabilitazione e dall’assistente sociale.

10. Descrivi, in meno di 500 caratteri, il profilo dinamico funzionale. COPIABILE


Il Profilo Dinamico Funzionale indica le caratteristiche fisiche, psichiche, sociali ed affettive
dell'alunno e pone in rilievo sia le difficoltà di apprendimento conseguenti alla situazione di
handicap e le possibilità di recupero, sia le capacità possedute che devono essere rafforzate e
sviluppate.
Il PDF è realizzato congiuntamente da: operatori delle ASL, genitori, docenti curriculari e
specializzato e dirigente scolastico e si basa sui parametri: cognitivo, affettivo-relazionale,
comunicazionale, linguistico, sensoriale, motorio-prassico, neuropsicologico, autonomia e
apprendimento.

LEZIONE 05

10. Descrivi sinteticamente il concetto di diversità oggi - COPIABILE


La diversità oggi è concepita come una risorsa per tutta la comunità, soprattutto ma non solo,
all’interno dei contesti educativi. Il concetto di diversità implica la necessità di prendere in
considerazione la dimensione intersoggettiva, cioè la rete di relazioni e la dimensione culturale cioè
quella relativa ai sistemi di segni, lingua, usi, costumi e valori che condizionano azioni e
comportamenti.

11. Descrivi sinteticamente il reale significato del termina integrazione. COPIABILE


Il termine integrazione è comunemente inteso come il diritto per alcune categorie di persone di
frequentare la scuola, ma il suo reale significato si riferisce ad un processo per cui due o più
elementi si compenetrano o si compensano reciprocamente: si rendono quindi integri, interi e
completi.

12. Descrivi sinteticamente il percorso per l'integrazione nella scuola. COPIABILE


L’integrazione scolastica degli alunni con disabilità costituisce un obbiettivo primario ma anche un
fiore all’occhiello per il sistema educativo italiano. Il percorso per l’integrazione in Italia è stato
favorito dalla legge 517/77 che ha segnato il passaggio da una scuola da un approccio
assistenzialistico nei confronti degli alunni in situazione di handicap ad un approccio di sistema.
Nel febbraio 1992, l’approvazione della Legge Quadro 104 per l’assistenza, l’integrazione sociale e
i diritti delle persone handicappate, sottolinea la necessità di una continuità educativa tra i diversi
gradi di scuola con forme di consultazione tra gli insegnanti e la stipula di accordi tra gli Enti
Locali, finalizzati all’attuazione e alla verifica di progetti educativi, riabilitativi e di socializzazione
individualizzati.

13. Descrivi sinteticamente cosa è, e come si realizza il PEI. COPIABILE


Il Piano Educativo Individualizzato è quel documento in cui viene pianificato il progetto didattico-
educativo, riabilitativo e di socializzazione individualizzato, nonché le forme di integrazione tra
attività scolastiche ed extrascolastiche.
Il PEI viene redatto congiuntamente da: gli operatori delle ASL, gli insegnanti curriculari, il docente
di sostegno, l’operatore psico – pedagogico in collaborazione con i genitori. Il PEI tiene presenti i
progetti didattico- educativi, riabilitativi e di socializzazione individualizzati, nonché le forme di
integrazione tra attività scolastiche ed extrascolastiche.
Il PEI identifica la situazione dell’alunno al momento dell’ingresso nella scuola in termini di
capacità, livelli di apprendimento e abilità; individua, inoltre, gli obiettivi didattici e definisce gli
obiettivi terapeuticoriabilitativi degli operatori socio-sanitari. Il PEI permette anche la verifica del
programma svolto anche attraverso una riformulazione del programma “per obiettivi”.

LEZIONE 06

1. Di cosa deve tener conto la programmazione individualizzata? COPIABILE


La programmazione individualizzata, essendo finalizzata all’integrazione, deve necessariamente
tenere conto della programmazione della classe; è necessario che i docenti di sostegno e i docenti
curricolari lavorino insieme in maniera da individuare gli obiettivi, i contenuti e le attività secondo
diversi livelli di difficoltà. Deve anche tenere conto delle strategie utili per realizzare una buona
integrazione costruendo un in classe un clima inclusivo, che da un lato permetta l’adeguamento
degli obiettivi del disabile agli obiettivi della classe e dall’altro l’adeguamento degli obiettivi della
classe a quelli del disabile.

LEZIONE 12

11. Analizza ed approfondisci come l'apprendimento migliora a monte della lettura dei testi
attraverso le metodologie chiare e strutturate in grado di organizzare le informazioni.
COPIABILE
L’apprendimento migliora se a monte della lettura dei testi vengono applicate metodologie chiare e
strutturate in grado di organizzare le informazioni; è necessario utilizzare organizzatori anticipati,
ovvero mezzi di rappresentazione visiva della conoscenza ossia un modo di strutturare
l’informazione o di organizzare gli aspetti più importanti di un argomento in uno schema che
utilizza le definizioni, in grado di selezionare le idee principali, individuare i nessi causa-effetto,
stabilire analogie e differenze, a supporto della complessa operazione di organizzazione delle
informazioni. Si tratta di diagrammi causa-effetto, grafici di sequenze, diagrammi di confronto,
grafici dell’idea principale e dei dettagli.

12. Descrivi sinteticamente i principali tipi di organizzatori anticipati. COPIABILE


I principali tipi di organizzatori anticipati sono:
- Diagrammi causa-effetto. Sono usati per evidenziare i nessi causali nelle azioni di un personaggio
di una storia, nelle manifestazioni di un fenomeno, negli eventi che hanno segnato la Storia.
- Grafici di sequenze. Servono ad evidenziare gli elementi chiave secondo una linea temporale,
oppure nelle Scienze o in Fisica per visualizzare le procedure di un esperimento scientifico.
- Diagrammi di confronto. Sono un eccellente strumento per evidenziare visivamente le somiglianze
e le differenze tra le idee principali, per costruire la scaletta di testi comparativi e, in matematica,
per trovare il massimo comun divisore ed il minimo comune multiplo fra più numeri.
- Grafici dell’idea principale e dei dettagli. Sono utilizzati per individuare l’idea principale ed
elencare una serie di dati minori che servono ad illustrarla.

13. Descrivi sinteticamente i mediatori didattici. COPIABILE


I “mediatori didattici” sono modalità diverse di presentazione dei contenuti, ovvero azioni messe in
atto dagli insegnanti per favorire l’apprendimento degli alunni. Vengono identificati da Damiano
quattro tipi di mediatori:
- I mediatori attivi che fanno ricorso alla esperienza diretta. Ad esempio l’esperimento in
laboratorio.
- I mediatori iconici che si basano sulla rappresentazione del linguaggio grafico e spaziale
(immagini, schemi, fotografie, filmati, carte geografiche etc.).
- I mediatori analogici sfruttano le possibilità di apprendimento insite nel gioco e nella simulazione.
- I mediatori simbolici sono quelli che si allontanano di più dalla realtà di riferimento (ad esempio
la lezione frontale) e sono considerati i meno efficaci soprattutto per la passività di chi ascolta.

14. Descrivi sinteticamente i mediatori simbolici. COPIABILE


- I mediatori simbolici sono quelli che si allontanano di più dalla realtà di riferimento, come ad
esempio la lezione frontale, e sono considerati i meno efficaci in termini di risultati di
apprendimento, soprattutto per la passività di chi ascolta. In termini di tempo è, invece, il più
economico dei mediatori e questo rappresenta uno dei principali motivi per cui è preferito dalla gran
parte dei docenti.

LEZIONE 13

01.Descrivi, in meno di 500 caratteri, l'apporto del modello diagnostico ICF. (COPIABILE)
L’ICF valuta la situazione di una persona in un’ottica di salute globale, risultante sia della dotazione
biologica che dell’ambiente di crescita dove i fattori esterni, i fattori contestuali personali e le
dimensioni psicologiche fanno da sfondo interno alle azioni. Il modello diagnostico ICF apporta una
rivoluzione culturale nella definizione della disabilità, in quanto focalizza l’attenzione sul profilo di
funzionamento del soggetto in correlazione ai contesti in cui è inscritto, consentendo così di
individuare i Bisogni Educativi Speciali per motivi fisici, biologici, fisiologici o anche per motivi
psicologici, sociali, configurandosi come modello finalizzato allo sviluppo di una Diagnosi
Funzionale Educativa.
LEZIONE 17

09. Che cosa sono i fattori contestuali ambientali? (COPIABILE)


I fattori contestuali ambientali sono quei fattori relativi all’ambiente in cui l’alunno vive che
interagiscono nella definizione del profilo di funzionamento di un alunno e possono avere
un’influenza positiva sulla vita del soggetto e in tal caso rappresentano dei facilitatori, o, al
contrario, un’influenza negativa, rappresentando una barriera rispetto alla qualità della vita dei
soggetti: famiglia problematica, cultura diversa, situazione sociale difficile, culture e atteggiamenti
ostili, scarsità di servizi e risorse, ecc.;

10. Che cosa sono le funzioni corperee? (COPIABILE)


Le Funzioni Corporee, nel sistema ICF, fanno riferimento alle funzioni fisiologiche dei sistemi
corporei, incluse le funzioni psicologiche che determinano, insieme ad altri fattori, il profilo di
funzionamento dell’alunno: deficit visivi, deficit motori, deficit attentivi, di memoria, ecc.;

11. Che cosa è la partecipazione sociale? (COPIABILE)


Per Partecipazione si intende il coinvolgimento in una situazione di vita e rappresenta la prospettiva
sociale del funzionamento della persona, attraverso il mantenimento di relazioni sociali, lo scambio
di informazioni, l’occupazione, la vita economica, civile e di comunità, ecc. Queste sono
considerate attività sociali, nel senso che continuamente vengono influenzate dagli eventi della
società.

LEZIONE 18

01. Descrivi, in meno di 500 caratteri, la realizzazione di una buona prassi didattica inclusiva
(COPIABILE)
La realizzazione di una buona prassi didattica inclusiva ha origine nella concezione dei docenti
come “gruppo docente” che abbia come obiettivo lo sviluppo delle competenze di ciascun alunno
realizzando una scuola inclusiva che superi la concezione dell’apprendimento come trasmissione di
nozioni. Per poter sviluppare un corretto processo d’insegnamento il ruolo dello studente deve
essere attivo e partecipe e le discipline devono essere considerate strumenti di pensiero.
Le discipline vanno considerate nel loro ruolo strumentale rispetto alla formazione della persona e
la concezione di apprendimento non deve essere ristretta solamente alla dimensione del sapere, ma
anche a quella della promozione di competenze relative al saper fare, a quelle relazionali,
comunicative e al saper essere,
La programmazione didattica deve tener conto come punto di partenza dei livelli di competenza
posseduti dagli allievi ed i loro potenziali di apprendimento. Per lo sviluppo di una didattica
inclusiva il docente deve superare la lezione frontale come unica modalità didattica e deve essere in
grado di attuare le adeguate metodologie e tecniche didattiche, approccio imprescindibile per la
didattica di oggi; deve tenere conto dei diversi stili cognitivi degli alunni in riferimento alla realtà
della propria classe.
La valutazione ha una valenza propriamente formativa poiché permette di evidenziare il
collegamento di quanto realizzato dall’alunno con il proprio personale processo di crescita.

LEZIONE 25

01. Descrivi, in meno di 500 caratteri, la costruzione di un gruppo classe come condizione per
l'integrazione. COPIABILE
Il clima relazionale interno alla classe rappresenta un passaggio fondamentale per l’integrazione
degli alunni con disabilità o con BES. Il gruppo-classe rappresenta sia la struttura base attraverso
cui la scuola persegue l’obiettivo dell’acquisizione di conoscenze ma costituisce anche l’ambito
entro il quale si manifestano bisogni di natura individuale, ad esempio il bisogno di avere amicizia.
La costruzione di un clima positivo è elemento fondamentale per favorire la formazione di un senso
di appartenenza alla classe che consente l’integrazione piena di tutti i suoi membri.

LEZIONE 26

01. Descrivi, in meno di 500 caratteri, la teoria generale dei sisemi. COPIABILE
La Teoria Generale dei Sistemi sostiene che per comprendere un fenomeno è necessario studiarne
gli elementi che lo compongono nella loro interazione. Essa scaturisce sia dall’esigenza di dare
“scientificità” alle scienze che studiano il comportamento sia dal bisogno di elaborare una teoria che
superasse la divisione tra le varie discipline.
Questa Teoria permette di comprendere i comportamenti comunicativi e relazionali degli alunni che
entrano in relazione.
La Teoria Generale dei Sistemi fornisce agli insegnanti utili suggerimenti per impostare relazioni
che promuovano sviluppo e permette di realizzare percorsi che favoriscano un miglioramento del
comportamento dei bambini in difficoltà.

LEZIONE 29

08. Da quali fattori è scaturita la Teoria Generale dei Sistemi? COPIABILE


La Teoria Generale dei Sistemi scaturisce sia dall’esigenza di dare “scientificità” alle scienze che
studiano il comportamento sia dal bisogno di elaborare una teoria che superasse la divisione tra le
varie discipline.

09. Come viene considerato il rapporto individuo - insegnante, allievo, genitore? COPIABILE
L’individuo nel rapporto - insegnante, allievo, genitore – viene considerato come membro di uno o
più sistemi relazionali (es. la relazione insegnante-allievo; insegnante-colleghi; insegnante-genitore
degli allievi ecc.). La Teoria Generale dei Sistemi offre strumenti utili alla comprensione e allo
studio dei comportamenti comunicativi e relazionali a scuola e ai differenti significati che essi
possono assumere per i differenti soggetti che entrano in relazione.
Condizione necessaria perché si stabilisca un sistema è che i diversi elementi che lo compongono
possano interagire tra loro scambiandosi informazioni; le parti agiscono in maniera organizzata e
interdipendente al fine.

10. Come sono ordinati i membri di un sistema relazionale? COPIABILE


I membri di un sistema relazionale sono ordinati in una gerarchia che permette di distinguere le
diverse generazioni: nel caso della famiglia: i genitori e i figli; nella classe: il maestro e gli allievi.
Dal punto di vista del potere e della sua distribuzione, la divisione in generazioni dei membri di un
sistema ha spesso importanza decisiva.

11. Come viene eseguito in intervento sistemico? COPIABILE


Condizione necessaria di un sistema è che i diversi elementi che lo compongono possano interagire
tra loro scambiandosi informazioni; le parti agiscono in maniera organizzata e interdipendente. Un
intervento sistemico non è sui singoli elementi del sistema, ma sulle relazioni e sulle interazioni tra
di essi; nessun individuo può essere compreso al di fuori del contesto in cui vive.
LEZIONE 30

01. Descrivi, in meno di 500 caratteri, lo sviluppo della competenza meta cognitiva negli
alunni COBIABILE
Lo sviluppo della competenza metacognitiva negli alunni è necessario per migliorare le prestazioni
in compiti cognitivi; si tratta di prendere coscienza di sé, di ciò che si fa e di come la propria mente
lavora. L’obiettivo è quello di offrire agli alunni l’opportunità di imparare ad interpretare,
organizzare e strutturare le informazioni ricevute dall’ambiente e divenire autonomi.
La competenza metacognitiva si sviluppa con operazioni semplici relative al pensiero proprio e
altrui: imparare a distinguere tra il significato di un’affermazione, individuare nei brani il punto di
vista dell’autore, le sue intenzioni, le sue credenze.

02. Perché la scuola rappresenta il contesto privilegiato per la crescita cognitiva?


COPIABILE
La crescita cognitiva dell’alunno trova un contesto privilegiato nella scuola in quanto costituisce
uno spazio protetto, un tempo, con i suoi ritmi e rapporti costanti con persone che gli forniscono gli
aiuti di cui ha bisogno per migliorare le sue abilità.
Il bambino a scuola ha modo di confrontarsi con i propri pensieri e quelli degli altri e questo
richiede che il bambino trovi le modalità per inserirsi nel gruppo dei pari, valuti se e quando
partecipare ai giochi con i compagni, se e quando rispondere alle domande che gli vengono rivolte o
prendere la parola durante le lezioni. Questo tipo di decisioni vengono prese dal bambino in base ai
criteri suggeriti dalle abilità meta cognitive.

03. Cosa è necessario in ogni attività comunicativa? COPIABILE


Per una reciproca comprensione, in ogni attività comunicativa, è necessario conoscere il significato
che gli interlocutori impongono ai termini usati, cogliere i segnali e assicurarsi che quanto è stato
detto sia stato compreso correttamente.

04. Descrivi, in meno di 500 caratteri, la teoria della mente nei contesti di insegnamento-
apprendimento. COPIABILE
La teoria della mente può essere definita come l’abilità di assumere la propria e l’altrui prospettiva.
Consente di capire non solo gli stati mentali, di chi entra in relazione con noi, ma anche intuire o
prevedere il suo comportamento, capire perché reagisce o si comporta in quel modo. In tale
processo la figura del docente gioca un ruolo chiave nel rapporto col bambino, per lo sviluppo della
capacità di quest’ultimo di saper cogliere e gestire i propri e gli altrui stati cognitivi, emotivi e
comportamentali. Capire che cosa c’è dietro uno stato di agitazione o di apparente disinteresse per
le attività che si svolgono in classe permette all’insegnante di gestire tali situazioni.

LEZIONE 42

01. Qual è il primo luogo in cui è possibile manifestare di distrubi specifici


dell'apprendimento? COPIABILE

Il primo luogo in cui è possibile individuare il manifestarsi di Disturbi Specifici


dell’Apprendimento è la scuola. Si tratta di quei disturbi nei quali le normali modalità di
acquisizione delle abilità scolastiche, ovvero la capacità a eseguire una sequenza di azioni connesse
con la prassi didattica in modo rapido e corretto, sono alterate già nelle prime fasi dello sviluppo.

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