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GLI ATTRAVERSAMENTI ED I PERCORSI

PEDONALI
RIFERIMENTI
 D.Lgs. 30 Aprile 1992, n. 285 e successive modifiche
“Nuovo Codice della Strada”;
 DPR n. 495 del 16.12.1992 “Regolamento di Esecuzione
ed Attuazione del Nuovo Codice della Strada”;
 Decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1996, n.
503 “Regolamento recante norme per l’eliminazione delle
barriere architettoniche negli edifici, spazi e servizi pubblici”
 CNR B.U. 150/1992 “Norme sull’arredo funzionale delle
strade urbane”
 D.M. 5.11.2001 “Norme funzionali e geometriche per la
costruzione delle strade”
 Highway Capacity Manual
DEFINIZIONI [art. 3 del Codice della Strada]
Attraversamento pedonale: parte della carreggiata
opportunamente segnalata ed organizzata, sulla quale i pedoni in
transito dall'uno all'altro lato della strada godono della
precedenza rispetto ai veicoli
Area pedonale: zona interdetta alla circolazione dei veicoli, salvo
quelli in servizio di emergenza, i velocipedi e i veicoli al servizio di
persone con limitate o impedite capacità motorie, nonchè
eventuali deroghe per i veicoli ad emissioni zero aventi ingombro
e velocità tali da poter essere assimilati ai velocipedi. In
particolari situazioni i comuni possono introdurre, attraverso
apposita segnalazione, ulteriori restrizioni alla circolazione su aree
pedonali.
Marciapiede: parte della strada, esterna alla carreggiata, rialzata
o altrimenti delimitata e protetta, destinata ai pedoni.
DEFINIZIONI [art. 3 del Codice della Strada]
(segue)

Passaggio pedonale (cfr. anche Marciapiede): parte della strada


separata dalla carreggiata, mediante una striscia bianca continua
o una apposita protezione parallela ad essa e destinata al transito
dei pedoni. Esso espleta la funzione di un marciapiede stradale, in
mancanza di esso.

Salvagente: parte della strada, rialzata o opportunamente


delimitata e protetta, destinata al riparo ed alla sosta dei pedoni,
in corrispondenza di attraversamenti pedonali o di fermate dei
trasporti collettivi.
IL D.P.R. 26 luglio 1996
Art. 5
Marciapiedi

Per i percorsi pedonali in adiacenza a spazi carrabili le indicazioni


normative di cui ai punti 4.2.2. e 8.2.2. del decreto del Ministro
dei lavori pubblici 14 giugno 1989, n. 236, valgono
limitatamente alle caratteristiche delle pavimentazioni ed ai
raccordi tra marciapiedi e spazi carrabili.
Il dislivello, tra il piano del marciapiede e zone carrabili ad esso
adiacenti non deve comunque superare i 15 cm.
La larghezza dei marciapiedi realizzati in interventi di nuova
urbanizzazione deve essere tale da consentire la fruizione anche
da parte di persone su sedia a ruote.
IL D.P.R. 26 luglio 1996
Art. 6
Attraversamenti pedonali

Nelle strade ad alto volume di traffico gli attraversamenti pedonali devono


essere illuminati nelle ore notturne o di scarsa visibilità.
Il fondo stradale, in prossimità dell’attraversamento pedonale, potrà essere
differenziato mediante rugosità poste su manto stradale al fine di segnalare la
necessità di moderare la velocità.
Le piattaforme salvagente devono essere accessibili alle persone su sedia a
ruote.
Gli impianti semaforici, di nuova installazione o di sostituzione, devono essere
dotati di avvisatori acustici che segnalano il tempo di via libera anche a non
vedenti e, ove necessario, di comandi manuali accessibili per consentire tempi
sufficienti per l’attraversamento da parte di persone che si muovono
lentamente.
La regolamentazione relativa agli impianti semaforici è emanata con decreto del
Ministro dei lavori pubblici.
TIPI DI ATTRAVERSAMENTI PEDONALI
 sfalsato;
 semaforizzato;
 Zebrato.
TIPI DI ATTRAVERSAMENTI PEDONALI
SFALSATO:

In generale, gli attraversamenti pedonali sfalsati, oltre


agli usuali apprestamenti per la sicurezza (parapetti,
ecc.) devono essere attrezzati con:
• impianti di illuminazione;
• corrimano, con funzione ove necessario anche di
parapetto, posti su ambedue i lati dall’altezza massima
di 1.05 m nelle parti non in orizzontale (l’altezza minima,
dipendentemente dall’alzata dei gradini, risulta quindi
pari a 1.05 meno la predetta alzata);
TIPI DI ATTRAVERSAMENTI PEDONALI
SFALSATO:

• pavimentazione in materiale antisdrucciolevole e tale


da consentire il deflusso delle acque ed, in particolare,
di quelle meteoriche;
• rete di protezione alta non meno di 2.00 m dal piano
di calpestio e prolungata per tutta la lunghezza
dell’attraversamento, nel caso di passaggi pedonali
sovrappassanti.
TIPI DI ATTRAVERSAMENTI PEDONALI
SFALSATO:

Qualora non esistano valide alternative nelle immediate


vicinanze, gli attraversamenti pedonali sfalsati devono
essere dotati di idonee rampe o sistemi meccanici di
elevazione per consentire l’accessibilità dei medesimi
anche alle
persone anziane ed a quelle con ridotte o limitate
capacità di deambulazione (invalidi temporanei, invalidi
non deambulanti, ecc.).
TIPI DI ATTRAVERSAMENTI PEDONALI
SFALSATO:
Ciascuna di dette rampe, con riferimento particolare a
quest’ultimo tipo di utenza, deve avere:
♦ pendenza massima non superiore al 5%; tale pendenza può
essere elevata fino ad un massimo dell’8% solo quando sia
previsto un ripiano orizzontale, di lunghezza minima di 1.50 m,
ogni 10 metri di sviluppo lineare del percorso pedonale;
♦ larghezza minima pari a 1.50 m;
♦ un cordolo sopraelevato di 10 cm sui lati della rampa
prospicenti il vuoto;
♦ un ulteriore corrimano posto ad un’altezza di 0.80 m e
prolungato per almeno 0.50 m nelle parti in orizzontale, sui due
lati della rampa.
TIPI DI ATTRAVERSAMENTI PEDONALI
A RASO:
Per gli attraversamenti pedonali a raso si deve porre particolare
attenzione alla loro idonea ubicazione, in modo da assicurare la reciproca
visibilità tra pedoni e conducenti dei veicoli. Nella progettazione
dell’illuminazione stradale, al fine di mantenere la visibilità anche in
situazione notturna, di nebbia, ecc., si deve evitare che gli attraversamenti
vengano a trovarsi in zone d’ombra. Qualora, invece, non sia prevista
l’illuminazione della strada, i passaggi pedonali debbono comunque essere
illuminati.
Per favorire la circolazione dei pedoni, gli attraversamenti a raso vanno
realizzati prevedendo, sull’intera larghezza del percorso pedonale o –
comunque – per una parte di esso non inferiore a 0.90 m, opportune
rampette ed inviti dei cigli dei marciapiedi, nonché tagli delle isole
spartitraffico invalicabili interessate dai percorsi pedonali.
TIPI DI ATTRAVERSAMENTI PEDONALI
A RASO:
In particolare:
• le rampette consistono in raccordi tra carreggiata e marciapiede (hmax
= 15 cm) mediante lieve pendenza;
• i tagli delle isole di traffico consistono nella realizzazione di un piano di
calpestio posto alla stessa quota del piano viabile.
Sempre con le stesse finalità è opportuno non interrompere la continuità
del piano del marciapiede, mantenendone la quota invariata, in
corrispondenza dei passi carrabili a modesta utilizzazione veicolare; in tale
evenienza il passo carrabile sarà dotato di opportune rampette per
consentire ai veicoli il superamento del marciapiede.
TIPI DI ATTRAVERSAMENTI PEDONALI
SEMAFORIZZATI:
Gli attraversamenti pedonali semaforizzati si realizzano, in genere, sulle strade di
scorrimento e di quartiere secondo le risultanze del ciclo, dal quale potrà
derivare anche l’esigenza di interposizione di isola salvagente. Quest’ultima
deve, comunque, essere realizzata nel caso di attraversamenti semaforizzati su
intersezioni ove la regolazione semaforica preveda l’effettuazione
dell’attraversamento pedonale in più fasi.
Qualora la regolazione semaforica dell’attraversamento pedonale venga
prescelta per motivi di sicurezza del traffico, cioè in presenza di ostacoli
inamovibili che impediscano la visibilità reciproca tra veicoli e pedoni, essa può
essere realizzata anche su strade locali e, in ogni caso, previa apposizione di
adeguata segnaletica di presegnalamento.
Ove sia consentita l’organizzazione della sosta a fianco del marciapiede, essa
deve essere vietata su un tratto adeguatamente lungo per consentire la
realizzazione di corsie di accumulo, prima dell’attraversamento pedonale, e di
deflusso veicolare, dopo l’attraversamento medesimo.
TIPI DI ATTRAVERSAMENTI PEDONALI
ZEBRATI:
Questi tipi di attraversamento si realizzano sulle strade di quartiere, secondo le
risultanze del calcolo del ciclo semaforico e sulle strade locali.

Ove sia consentita l’organizzazione della sosta a fianco del marciapiede si


praticherà un ampliamento del marciapiede medesimo, prolungato di una
lunghezza pari all’ampiezza dell’attraversamento pedonale incrementata di 5
metri nel verso delle correnti veicolari in arrivo. Nel caso di attraversamenti non
su intersezione di strade a più di 2 corsie per senso di marcia, si deve
realizzare sulla carreggiata un’adeguata isola salvagente.
IL LIVELLO DI SERVIZIO DI UN
ATTRAVERSAMENTO PEDONALE
IL LIVELLO DI SERVIZIO DI UN
ATTRAVERSAMENTO PEDONALE
LOS A
LOS B

LOS C
LOS D

LOS E
LOS F

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