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Riassunti Semiotica - SAUSSURE - HJELMSLEV - GREIMAS


- ROLAND BARTHES - UMBERTO ECO
Semiotica (Libera Università di Lingue e Comunicazione IULM)

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RIASSUNTI SEMIOTICA

SAUSSURE
La dottrina di Saussure nasce dall’insoddisfazione verso la linguistica dell’800.

Saussure riflette su quale debba essere l’oggetto della linguistica:


ci si può focalizzare su più aspetti:
- Aspetti acustici o di produzione vocalica
- Corrispondenza fra suono e significato che trasporta
- Aspetti individuali o sociali
- Aspetti stabili o di evoluzione.

Dà una rappresentazione della comunicazione tra due individui A e B.

1- Il circuito linguistico parte nel cervello di A dove i concetti sono associati alle rappresentazioni delle
immagini acustiche che servono ad esprimerli (fenomeno psichico).
2- Il cervello trasmette agli organi di fonazione un impulso (fenomeno fisiologico).
3- Le onde sonore arrivano dalla bocca di A all’orecchio di B (fenomeno fisico).
4- Il circuito si inverte e dall’orecchio viene trasmessa al cervello B l’immagine acustica.

Propone una dicotomia fondamentale per tutta la sua teoria:


PAROLE - Realizzazione del segno linguistico ed individuale.
LANGUE - Competenza sociale che permette di comprendere gli atti di parole.
(insieme delle abitudini linguistiche che permettono ad un soggetto di comprendere e farsi comprendere).

“A” pronuncia delle sequenze di suoni denominate FONIE (eventi fisici) che rimandano a determinati
SENSI.
Una fonia può corrispondere a diversi sensi ed un senso può essere espresso da più fonie.
(dominio della parole)

Nel produrre una fonia si ha in mente un’immagine acustica definita SIGNIFICANTE, modello collettivo
astratto che il parlante ha costruito attraverso l’esperienza.
Anche per i sensi abbiamo dei modelli astratti collettivi chiamati SIGNIFICATI (concetto).
(dominio della langue)

L’oggetto di studio della linguistica è la LANGUE.

Si può pensare a due tipi di linguistica


ESTERNA: Studia i rapporti tra la storia di una lingua a quella di una civiltà.
INTERNA: Studia il sistema di regole che caratterizza una lingua.
Saussure pensa che non sia indispensabile conoscere la storia evolutiva di una lingua (esempio degli
scacchi).

Il SEGNO LINGUISTICO unisce un CONCETTO ad una IMMAGINE ACUSTICA (traccia psichica astratta di un
suono).
È quindi un’entità psichica a due facce che si rimandano tra di loro.

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RIASSUNTI SEMIOTICA

Concetto – significato
Immagine acustica – significante
Segno è unione tra significante e significato.

Il segno è caratterizzato da due principi:


- ARBITRARIETA’ DEL SEGNO
Il legame che unisce significante e significato è arbitrario: l’idea di “sorella” non è legata alla
sequenza di suono s-o-r-e-l-l-a, potrebbe essere rappresentata da qualsiasi altra frequenza (lo
provano le differenze tra le lingue).
Questo non significa che un soggetto può scegliere liberamente i significanti.
- CARATTERE LINEARE DEL SIGNIFICANTE
Essendo di natura auditiva si svolge nel tempo e assume il carattere della linearità.
I significanti visivi (segnali marittimi) possono avere simultaneità su più dimensioni.

Nonostante il carattere arbitrario le lingue hanno il carattere dell’immutabilità.


Motivazioni:
1- ARBITRARIETA’ – Un significante per cambiare deve avere una giustificazione, non essendoci
motivazioni nei legami segnici ogni cambiamento sarebbe irragionevole.
2- MOLTITUDINE DEI SEGNI NECESSARI A COSTRUIRE UNA LINGUA
3- CARATTERE COMPLESSO DEL SISTEMA SEGNICO
4- RESISTENZA COLLETTIVA ALLE INNOVAZIONI LINGUISTICHE
La lingua cambia senza che i soggetti possano trasformarla, quindi è INTANGIBILE ma non INALTERABILE.
La sua evoluzione dipende dalla massa parlante e dal tempo.

La linguistica considera due assi:


ASSE DELLA SIMULTANEITA’ – concerne i rapporti tra entità coesistenti su cui è escluso l’intervento del
tempo.
ASSE DELLE SUCCESSIONI – su cui è possibile considerare un elemento alla volta e dove sono situate tutte
le entità con i loro cambiamenti.

Questi assi riflettono due prospettive di studio:


LINGUISTICA SINCRONICA (statica) – studia gli stati di una lingua.
LINGUISTICA DIACRONICA (evolutiva) – studia l’evoluzione di una lingua.

Es. scacchi – se ci poniamo in una dimensione sincronica studiamo uno stato preciso della partita in cui i
pezzi sono posizionati in un certo modo. Se analizziamo da una prospettiva diacronica studiamo la partita
dall’inizio alla fine ricostruendo tutte le mosse.

Saussure insiste sul fatto che per analizzare la langue ci si deve mettere in una prospettiva sincronica (non
serve conoscere la storia di una lingua per analizzarne la sua struttura).

L’IDENTITA’ tra due elementi non è data dalla materialità ma dal VALORE.

Es. strada – una strada demolita e poi ricostruita non è materialmente la stessa anche se per noi lo è.
(identità dipende dalle relazioni che intrattiene con altri elementi del sistema).
Es. scacchi – se durante una partita un pezzo si rompe lo possiamo sostituire con una figura che non ha
niente a che vedere con la precedente purché le si attribuisca lo stesso valore (compiere le stesse mosse).

La lingua per Saussure è un SISTEMA DI VALORI, cioè elementi che intrattengono relazioni.

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RIASSUNTI SEMIOTICA

Saussure prova ad immaginare la genesi di una lingua:


immagina uno stato primordiale in cui i suoni ed i pensieri sono delle nebulose senza confini, la lingua
interviene organizzando queste nebulose in un piano delle idee e un piano dei suoni:

La lingua elabora le sue unità attraverso delle divisioni (linee tratteggiate) all’interno delle due masse. Non
si può dividere una massa senza ritagliare anche l’altra.

Da qui consegue che la lingua non è solo una serie di nomi selezionati collegati a concetti – Se le lingue
fossero delle nomenclature sarebbe facile tradurre una lingua.
Es. il termine francese aimer non ha un corrispondente univoco in inglese, bisogna scegliere tra to like e to
love.
Da una lingua all’altra non cambiano solo gli elementi fonetici ma anche gli spazi concettuali.

Il contenuto di un significante è dato dal suo significato e dai rapporti oppositivi che il segno intrattiene con
gli altri segni: il significato di “cane” è delimitato da quello di “gatto” e da altri significati di un’area.
Distinguiamo il significante /cane/ da /pane/ per i due elementi fonetici /c/ e /p/ che si differenziano.
Saussure dice: Nella lingua non ci sono altro che differenze.

L’arbitrarietà può avere due accezioni:


ARBITRARIETA’ VERTICALE – non ci sono vincoli naturali e motivati tra il significante ed il significato.
ARBITRARIETA’ ORIZZONTALE – sono arbitrari i rapporti tra un significante e gli altri significanti come
quelli tra un significato e gli altri significati.
In inglese la “i” lunga o breve può differenziare due concetti (barca da pecora) mentre in italiano non lo fa.
La differenza tra “i” lunga e breve è arbitraria.

Le unità linguistiche sono legate da due tipi di relazioni:


SINTAGMATICO – Rapporto basato sul carattere lineare della lingua – in praesentia - Congiunzione “e”
(pantaloni e calze e scarpe) dominio della langue.
PARADIGMATICO – Rapporto tra elementi che hanno qualcosa in comune – rapporto associativo in
absentia – Congiunzione “o” (questa maglietta o quest’altra etc.).

HJELMSLEV
Muove l’ipotesi che ci siano delle costanti nei fatti linguistici.
Per trovare le costanti mette in atto un’ANALISI SCIENTIFICA (DEDUZIONE) – partendo dal testo integro
considerandolo come una CLASSE e analizzandolo in COMPONENTI fino all’esaurimento dell’analisi.

PRINCIPIO DI IMMANENZA: La linguistica deve cogliere la lingua come una totalità autosufficiente.
Studiare il linguaggio indipendentemente da fattori extralinguistici.
La lingua è una struttura chiusa con elementi che hanno rapporti tra di loro.

Il primo passo dell’analisi è scomporre il testo in:


PIANO DELL’ESPRESSIONE - SIGNIFICANTE

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RIASSUNTI SEMIOTICA

PIANO DEL CONTENUTO – SIGNIFICATO


SEGNO (unione di significante e significato) diventa FUNZIONE SEGNICA.

Hjelmslev concepisce:

MATERIA DELL’ESPRESSIONE – continuum sonoro: insieme di suoni come “vibrazioni dell’aria” – non
formato linguisticamente ma organizzato secondo criteri fisici.
MATERIA DEL CONTENUTO – realtà esterna su cui la lingua traccia le sue divisioni. (concetto).
Su queste materie si proietta una FORMA che consente di identificare SOSTANZE LINGUISTICHE (materia
linguisticamente formata).

Di fronte ad una materia del contenuto ogni lingua impone arbitrariamente le sue divisioni rendendola
SOSTANZA DEL CONTENUTO, nella formazione di questa sostanza converge l’antropologia sociale: una
stessa “cosa” fisica viene descritta diversamente dalle lingue a seconda della cultura.

SEGNI: elementi del linguaggio che hanno un’entità corrispondente sul piano opposto.
FIGURE: non hanno un’entità corrispondente sul piano opposto (lettere).
/pero/ è un segno composto da figure /p/e/r/o

PRINCIPIO DELLA DOPPIA ARTICOLAZIONE: le lingue hanno delle unità prive di significato (figure -
SECONDA ARTICOLAZIONE) che combinandosi danno luogo a unità dotate di significato (segni - PRIMA
ARTICOLAZIONE).

H. riprende Saussure.
Piano dell’E e piano del C vanno analizzati considerando due assi:

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RIASSUNTI SEMIOTICA

ASSE DEL PROCESSO – si dispongono gli elementi con relazioni sintagmatiche (rapporto “e-e”) – analisi del
processo: PARTIZIONE
ASSE DEL SISTEMA – Si dispongono gli elementi con relazioni paradigmatiche (rapporto “o-o”) – analisi del
sistema: ARTICOLAZIONE

PROVA DI COMMUTAZIONE –Scambio su un piano (da /cane/ a (pane/ sul piano dell’espressione) che
provoca uno scambio sull’altro piano (da “cane” a “pane” sul piano del contenuto). l’analisi deve portare al
numero più basso possibile di elementi. Questo si può ottenere attraverso la prova di C.

PERMUTAZIONE – scambio di elementi linguistici sull’asse del processo che provoca uno scambio sul piano
del sistema. (inversione di parole in una frase).

Commut. E perm. Vengono detti MUTAZIONE.

SOSTITUZIONE: Lo scambio non provoca mutazione tra i membri di un paradigma sul piano del contenuto.
(se pronuncio una parola con l’erre moscia il contenuto non cambia).
(suono che possono scambiarsi senza provocare cambiamenti sul contenuto: FONEMI es. R moscia).

H. distingue 2 tipi di linguaggi:


LINGUAGGI RISTRETTI – non linguistici (algebra) – sistemi monoplanari (c’è conformità tra i due piano es.
semaforo verde = partire, semaforo rosso =fermarsi)
LINGUAGGI NON RISTRETTI – linguistici, possono tradurre altri linguaggi – sistemi biplanari (agli elementi /
c/, /b/, /l/ non corrisponde niente sul piano del contenuto).

Un sistema di comunicazione può essere considerato semiotica solo quando è composto da figure minime
prive di significato (lettere).

SEMIOTICA DENOTATIVA – sistema che mette in relazione un piano dell’espressione con un piano del
contenuto. Es. l’espressione /casa/ denota sul piano del contenuto: edificio privato.
SEMIOTICA CONNOTATIVA – sistema che ha degli elementi che determinano un contenuto supplementare
Es. /casa/ con la “c” aspirata ha una relazione con il connotativo “toscanità”.
METASEMIOTICA – semiotica il cui piano del contenuto è una semiotica.
La linguistica è una metasemiotica: è un METALINGUAGGIO che parla di un linguaggio.

GREIMAS
Sviluppa una metodologia per descrivere il piano del contenuto dei sistemi significanti.

Nell’analisi si distinguono 2 livelli:


LINGUA-OGGETTO – L’oggetto di studio.
METALINGUAGGIO – Strumenti linguistici della ricerca semantica. Deve essere scientifico e costruito (tutti i
termini devono costituire delle definizioni).

Il meta linguaggio deve essere studiato dal META-META LINGUAGGIO (linguaggio metodologico) per
definire concetti descrittivi e verificare coesione interna. Infine il LINGUAGGIO EPISTEMOLOGICO verifica la
solidità del linguaggio metodologico.

Greimas suddivide i fonemi in TRATTI DISTINTIVI (FEMI) che ne distinguono il suono.


Es:

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RIASSUNTI SEMIOTICA

/k/ occlusivo; velare; sordo.


/g/ occlusivo; velare; sonoro.

Per descrivere il piano del contenuto dei linguaggi la semantica postula i


SEMI come tratti minimali del piano del contenuto, si definiscono solo in
relazione ad altri semi. La loro natura è solo teorica e metalinguistica.

Il loro valore si definisce all’interno di una CATEGORIA SEMANTICA (due


semi di senso opposto).
Es. DONNA/UOMO:

Uomo: Umano; Adulto; Maschile


Donna: Umano; Adulto; Femminile

La differenza è data dalla categoria semantica “sessualità”.

Greimas distingue delle tipologie di semi:


SEMI FIGURATIVI – grandezze del piano del contenuto delle lingue naturali, corrispondono agli elementi
del piano dell’espressione del mondo naturale. (orizzontalità / verticalità; esteriorità/interiorità).
SEMI ASTRATTI – grandezze del contenuto che non si riferiscono ad esteriorità ma che servono a
categorizzare il mondo e renderlo significante.
SEMI TIMICI – Connotano i sistemi semici secondo la categoria euforia / disforia, facendone dei sistemi
morali, logici, estetici.

LESSEMA – insieme di semi, stabile ma non immutabile: essendo soggetto alla storia può arricchirsi o
perdere semi.

Analizzando il lessema TESTA in vari contesti si notano dei semi comuni che compongono il NUCLEO
SEMICO. Gli altri semi vengono chiamati CLASSEMI (dipendono dal contesto della frase).
SEMEMA = Ns + Cs

ISOTOPIA: ricorrenza di semi contestuali che garantiscono la coesione semantica e l’omogeneità del
discorso.

IL PERCORSO GENERATIVO DEL SENSO – Teoria in cui il soggetto è il TESTO cioè ogni parte di realtà che sia
portatrice di contenuti culturali e che l’analista ritiene utile indagare (un libro, un quadro, uno spot etc.).
Si supera l’idea che il piano del contenuto possa essere descritto a partire da un inventario limitato di semi
perché impossibile trovare un inventario capace di descrivere la semantica del linguaggio naturale.

La struttura soggiacente ai testi è pensata come un sistema semantico organizzato per livelli di profondità
che con un meccanismo di GENERATIVITA’ permette agli elementi più profondi e semplici di generarne di
più superficiali e complessi secondo regole di CONVERSIONE (insieme di procedure per il passaggio dal
livello più profondo a uno più superficiale, mantenendo lo stesso significato ma arricchendo il senso).

Nel livello più profondo si trova la struttura elementare della sognificazione: il QUADRATO SEMIOTICO.

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RIASSUNTI SEMIOTICA

Partiamo con i termini “maschile” (S1) e “femminile” (S2) che costituiscono l’asse semantico della categoria
semantica SESSUALITA’ (S) . Ciascuno dei due termini possono proiettare il proprio contraddittorio (non-S1
e non-S2). I 4 elementi hanno delle relazioni (contrarietà, subcontrarietà, contraddizione,
complementarietà).

Il modello rappresentato dal quadrato è semantico (semantica fondamentale) in quanto struttura una
categoria semantica e rende conto dell’articolazione del senso all’interno di microuniverso di significato.

È anche un modello sintattico (sintassi fondamentale) perché consente operazioni:


1- NEGAZIONE sul termine primitivo S1 che genera il suo contraddittorio non-S1.
2- ASSERZIONE sul termine contraddittorio non-s1 per far emergere tutto ciò che non è S1, cioè S2.
3- Una volta negato S2 si potrà tornare tramite asserzione a S1.

Il passaggio dal livello più profondo a quello di superficie è chiamato CONVERSIONE.


Il primo meccanismo di conversione consiste nel passaggio dall’astrazione del quadrato ad una narrativa
che assume forme e modalità umane (narrativa antropomorfizzata). La narrativa è una sequenza ordinata
di situazione e azioni.
Presupposto fondamentale della teoria di Greimas:
IL SENSO PUO’ ESSERE COLTO SOLO ATTRAVERSO LA NARRATIVIZZAZIONE.

Greimas prova a elaborare una grammatica narrativa ispirandosi a PROPP.

Propp si propone di studiare l’oggetto fiaba in sé stesso attraverso l’analisi della sua forma comparando un
corpus di 100 fiabe magiche slave.
Trova che le unità costitutive della fiaba sono le FUNZIONI dei personaggi e ne individua 31.
Ogni fiaba attualizza solo un numero limitato di funzioni ma senza modificarne l’ordine di successione.
Alcune funzioni possono essere riunite in SFERE D’AZIONE: Antagonista, donatore, aiutante, personaggio
etc.

Levi-strauss ne contesta la generalizzazione che fa perdere per strada il contenuto.

Greimas rielabora le sfere d’azione di Propp riducendole ad un modello ancora più generale:
delinea gli ATTANTI NARRATIVI (ruoli sintattici astratti della narratività di carattere formale).
Categorie attanti:
1- SOGGETTO / OGGETTO sono una presenza costante del modello attanziale. Tra i due c’è una
relazione basata sul desiderio e sulla ricerca.
2- ADIUVANTI /OPPONENTI (soggetti animati o inanimati che creano delle situazioni favorevoli o
sfavorevoli).
3- DESTINANTE / DESTINATARIO due modi di concepire questa coppia attanziale:
1- Destinante deve trasferire un oggetto ad un destinatario. Il soggetto è incaricato del
trasferimento (Nella ricerca del Santo Graal il soggetto è l’eroe, il Graal è l’oggetto, il destinante
è Dio e il destinatario è l’umanità).
2- Destinante chiede ad un destinatario di riparare un danneggiamento subito. Il destinatario
coincide con il soggetto-eroe quindi sono in sincretismo.
Accanto al soggetto c’è sempre un anti-soggetto che svolge un percorso narrativo opposto ma
mirando allo stesso oggetto.

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RIASSUNTI SEMIOTICA

Greimas sottolinea che


Propp equipara funzioni
che indicano
un’attività
(partenza dell’eroe) piuttosto che uno stato (mancanza).

Traduce la funzione di Propp in un ENUNCIATO NARRATIVO (EN) composto da una Funzione (F) e da un
certo numero di attanti (A1, A2,…)

EN=F(A1,A2…)

La sintassi del testo una una successione di enunciati elementari che possono essere:
BINARI: EN=F(A1, A2) – Funzione crea una relazione tra A1 Soggetto che compie l’azione e A2 Oggetto che
la subisce. F(S,O)
TERNARI: EN=F(A1, A2, A3) Funzione mette in atto un trasferimento o comunicazione. A1 (Destinatario,
D1) trasferisce o comunica A2 (Oggetto, O) a A3 (Destinatario, D2). F(D1,O,D2)

Greimas prevede 2 tipologie di enunciati binari:

ENUNCIATI DI STATO – Stabiliscono una relazione di GIUNZIONE tra un attante soggetto e un attante
oggetto
S☊O, soggetto congiunto all’oggetto – una persona ricca è congiunta al suo denaro – i soggetti congiunti si
dicono REALIZZATI
S☋O, soggetto disgiunto dall’oggetto – una persona infelice è disgiunta dalla felicità – I soggetti disgiunti si
dicono ATTUALI

La narrazione non è che una trasformazione di stati, da congiunto a disgiunto e vice versa. La
TRASFORMAZIONE opera sugli stati di giunzione.

ENUNCIATI DEL FARE – Un soggetto provoca la congiunzione o disgiunzione di un soggetto rispetto ad un


oggetto.
➝ (trasformazione) S1 (soggetto del fare) S2 (soggetto di stato)
S1 ➝ (S2☊O) – Trasformazione congiuntiva (realizzazione)
Appropriazione se S1 coincide con S2
Attribuzione se S1 non coincidono
S1 ➝ (S2☋O) – Trasformazione disgiuntiva (virtualizzazione)
Rinuncia se S1 coincide con S2
Spoliazione Se non coincidono

Es. Conte di Montecristo:

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Dantes è prigioniero nella fortezza di If.


- E’ un enunciato di stato che esprime una congiunzione tra l’attante soggetto (conte di Montecristo)
e l’attante oggetto (prigioniero).
- In seguito alla fuga diventerà un enunciato di stato che esprime una disgiunzione tra S e O.
- Tra i 2 enunciati c’è un enunciato di trasformazione.

EN1 (S1☊O1) EN2 ➝ EN3 (S1☋O1)

Il conte di Montecristo è alla ricerca di un tesoro che finisce per trovare.

EN4 (S1☋O1) EN5 ➝ EN6 (S1☊O1)

ENUNCIATI TERNARI
Sono comuni a verbi come dare, ricevere scambiare comunicare.
Possono esprimere solo trasformazioni, sono ENUNCIATI TRANSLATIVI:

ET: (D1➝ O ➝D2)

Prevede un S1 disgiunto da un oggetto ed un S2 congiunto all’oggetto.

(S1☋O);(S2☊O)

E’ un atto di comunicazione: un soggetto del fare S3 sarà incaricato del fare trasformativo.
Lo scambio può essere:
VIRTUALE: S2 rimane attirato dall’oggetto che perde
REALIZZATO: S2 non ha più relazione con l’oggetto perso.
COMUNICAZIONE PARTECIPATIVA: Si attribuisce un oggetto senza la rinuncia completa (La regina
Elisabetta può delegare i suoi poteri senza smettere di essere la sovrana).

Greimas ritiene che le attività umane si svolgano su due assi:


ASSE DELLA PRODUZIONE (azione sulle cose, rappresentato da enunciati binari)
ASSE DELLA COMUNICAZIONE (azione sugli altri uomini, rappresentato da enunciati ternari)

Questo sistema canonico degli enunciati non può essere applicato su testi che al centro dell’attenzione
hanno riflessioni e stati cognitivi?
La dimensione cognitiva degli attanti viene descritta attraverso i predicati MODALI (un predicato è modale
quando modifica un secondo predicato precedendolo posizionalmente: “Eva vuole prendere la mela” –
“Volere” è il predicato modale che modifica il predicato “prendere”).

Se l’enunciato prevede una trasformazione viene definito PERFORMANZA (struttura modale del far-essere
– “prendere una mela”).

Lo stato cognitivo che consente la performanza è la COMPETENZA, modo di essere che ci consente di
eseguire un atto (struttura modale dell’essere de fare – “Voler prendere una mela”).

Insieme costituiscono un ATTO PRAGMATICO – “Eva prende una mela (performanza) perché voleva
prendere la mela (competenza presupposta all’atto).

Ci sono anche:

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MANIPOLAZIONE – fare che modifica il fare – “Il serpente fa in modo che Eva prenda la mela” “far
prendere una mela”.
SANZIONE – essere che modifica l’essere – “Eva, ascoltando il serpente, crede che l’oggetto sia investito di
potere” “credere nel potere della mela”.

4 strutture insieme:
SCHEMA NARRATIVO CANONICO

1- MANIPOLAZIONE
Destinante S1 fa in modo che un soggetto S2 compia un’azione attraverso una COMUNICAZIONE.
Destinante e destinatario stipulano un CONTRATTO definendo regole e compensazioni. Il destinante
spinge il destinatario ad accettare il contratto proposto attraverso tentazione, intimidazione,
provocazione e seduzione.
2- COMPETENZA
Definisce il modo di essere prima della performanza. Può essere descritto in 4 modalità: Volere,
dovere, potere e sapere.
Un soggetto sulla base del contratto deve o vuole fare qualcosa, acquisisce la competenza (sapere) e
il potere (es. permesso).
Così possiamo rendere conto dei conflitti interni dei soggetti: un attore può sia volere-fare che
non-potere-fare.
3- PERFORMANZA
Realizzazione dell’azione.
4- SANZIONE
Destinante giudica l’atto compiuto dal destinatario.

PROGRAMMA NARRATIVO (PN)


Enunciato del fare che regge un enunciato dell’essere.
Indicano sintatticamente gli scopi e le azioni dei soggetti, è un cambiamento di stato di un S1 su un
soggetto S2.
PN=F(S1(S2☋Ov))
PN=F(S1(S2☊Ov))

PN DI BASE – “raggiungere la banana”.

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PN COMPLESSO (Quando esige la realizzazione preventiva di un altro PN) – “Cercare un bastone per
prendere la banana”.
PN D’USO (presupposto per in PN complesso) – “cercare un bastone”.
PN ANNESSO (PN d’uso realizzato da un soggetto delegato dal primo).

Le strutture semio-narrative (come la langue di Saussure) sono la competenza presupposta per qualsiasi
produzione discorsiva. Ogni enunciatore ha questa base semiotica preesistente che attiva quando produce
un discorso (enuncia).
Il passaggio da struttura semio-narrativa a discorso si chiama convocazione.

L’istanza dell’enunciazione può essere definita come un sincretismo di IO-QUI-ORA.


Al momento dell’atto di linguaggio l’istanza dell’enunciazione proietta fuori di se attraverso un
DEBRAYAGE un:
- Non-io – DEBRAYAGE ATTANZIALE
- Non-qui – DEBRAYAGE SPAZIALE
- Non-ora – DEBRAYAGE TEMPORALE

DEBRAYAGE ATTANZIALE

Quando nel discorso compare la prima persona (io, tu) si dice debrayage ENUNCIAZIONALE (enunciazione
enunciata). Nessun “io” può essere considerato un soggetto enunciatore, si tratta di SIMULACRI del
soggetto dell’enunciazione. Produce l’effetto di referenzializzazione.

Quando nel racconto si parla in terza persona (egli) si dice debrayage ENUNCIATIVO (enunciato enunciato).
L’enunciato produce una forma oggettivata nel senso che si coglie bene la distanza rispetto alle strutture
dell’enunciazione. Produce l’effetto di oggettivizzazione.

La struttura dell’enunciazione prevede due istanza:


ENUNCIATORE – produce il discorso
ENUNCIATARIO – riceve ed interpreta il discorso, non è solo destinatario ma anche un soggetto produttore
perché la lettura è un atto di significazione come la produzione del discorso.

Il soggetto enunciatore non ha un’esistenza precedente al debrayage ma si crea nel momento in cui si
effettua un debrayage.

ATTORIALIZZAZIONE – procedure con le quali si istituiscono gli attori del discorso. Può essere attore un
tappeto volante, una società, un indviduo, una collettività etc.
Un attante può essere manifestato da tanti attori come un attore può essere il sincretismo di tanti attanti.

1- Attante del destinante viene personificato dal re.


2- il re parte egli stesso per recuperare la principessa
3- tre eroi vanno alla ricerca della principessa (3 attori –
costituiscono l’attante dell’eroe).

DEBRAYAGE SPAZIALE

Produce lo spazio oggettivo dell’enunciato indicato come spazio


dell’altrove (enunciazione enunciata con il termine “qui” che produce
un simulacro dello spazio di enunciazione).

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SPAZIALIZZAZIONE: procedure con le quali l’enunciato viene dotato di un’organizzazione spaziale.


- LOCALIZZAZIONE SPAZIALE: procedura che permette di situare spazialmente gli attanti e i
programmi narrativi uno in relazione all’altro.
Si inizia scegliendo uno SPAZIO TOPICO (spazio zero, di riferimento) e poi gli SPAZI ETEROTOPICI
(spazi adiacenti).
Lo spazio topico viene articolato in:
SPAZIO UTOPICO – luogo dove si svolgono le azioni.
SPAZIO PARATOPICO – luogo dove si acquisiscono le competenze.

DEBRAYAGE TEMPORALE

Produce un tempo del discorso indicato come un ALLORA, autonomo rispetto al tempo dell’enunciazione
“ora” (si può avere un’enunciazione enunciata con il termine “ora” ma è solo un simulacro) – allora e ora
sono posizioni temporali “zero”.
TEMPORALIZZAZIONE: procedure con cui il discorso viene dotato di un’organizzazione temporale.
- LOCALIZZAZIONE TEMPORALE: si organizzano le successioni temporali e si collocano nel tempo i
diversi programmi narrativi del discorso in un asse delle consecuzioni secondo la categoria
anteriorità/posteriorità.

EMBRAYAGE
Si ha embrayage quando si produce un effetto di identificazione tra il soggetto dell’enunciato e il soggetto
dell’enunciazione. (es. un narratore dopo essersi eclissato alla fine del racconto torna per rivolgersi ai
lettori.
Ogni embrayage presuppone un debrayage, infatti è solo un ritorno al simulacro (utilizzo di pronomi come
“io”, “tu, “qui”, “ora”).

Supponiamo che vi sia un attante Soggetto che ricerca la “libertà”. Questo significa che c’è un attante
oggetto investito dal valore “libertà” che è disgiunto dal soggetto, per il quale questo valore è l’obbiettivo
del suo programma narrativo.
Il valore “libertà” può essere tematizzato.

TEMATIZZAZIONE – procedura di conversione semantica che permette di formulare diversamente uno


stesso valore, in maniera sempre astratta. Es. Libertà può essere tematizzato attraverso un percorso di
“evasione”.
FIGURATIVIZZAZIONE – Rendere meno astratto questo valore. Es. descrizione di un imbarco verso mari
lontani.

Immettendo nel discorso grate segate, imbarchi, tappeti volant etc. facciamo di un percorso narrativo
astratto un percorso tematico poi un percorso figurativo.

RUOLO TEMATICO – denominazione dell’insieme di proprietà del soggetto che effettua un certo percorso.
Es. PESCATORE è il ruolo tematico di un soggetto con la proprietà PESCARE.
Come si delinea all’interno dell’analisi del testo?
Con una doppia riduzione:
1- Bisogna ridurre la configurazione discorsiva a un solo percorso tematico (pescare può supporre più
percorsi come: pescatore di pesci o di uomini; bisogna selezionarne uno.
2- Ridurre questo percorso ad un agente che lo assume.

L’attore deve avere almeno un ruolo attanziale e un ruolo tematico.

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RIASSUNTI SEMIOTICA

SEMIOTICA VISIVA

Greimas si concentra sulle RAPPRESENTAZIONI PLANARI (fotografie, dipinti, disegni etc.)


Individua 2 livelli:
1- LIVELLO FIGURATIVO – consente di riconoscere le figure visive planare e metterle in relazione con
una configurazione del mondo naturale. (mettere in relazione il disegno di un albero con l’oggetto
naturale “albero”).
Alla base di questa relazione c’è una GRIGLIA DI LETTURA comune (variabile culturalmente) agli
artefatti planari ed al mondo naturale. Seleziona i tratti visivi rendendo il significante riconoscibile
come rappresentazione parziale di un oggetto del mondo naturale.
2- LIVELLO PLASTICO – segmentazione che permette di riconoscere elementi plastici che producono
elementi di senso attraverso configurazioni visive (spazi, forme, colori) indipendentemente da ciò
che rappresentano.
CATEGORIE TOPOLOGICHE: Descrivono lo spazio bidimensionale sul quale sono stati fatti i disegni
(alto/basso, destra/sinistra etc.).
CATEGORIE EIDETICHE: servono a descrivere le forme (circolare, quadrato ellittico etc.), le proprietà
di una linea (curvilinea, rettilinea, spezzata etc.) o di un contorno (frastagliato, netto).
CATEGORIE CROMATICHE: Descrivono i colori, ma non come facciamo comunemente.
Radicali cromatici: toni principali dello spettro cromatico.
Saturazione: percentuale di bianco.
Valore: quantità di luce.

Come si possono descrivere le significazioni degli elementi plastici?


Attraverso 2 meccanismi:
1- SIMBOLISMO: all’interno di una certa cultura viene legato un valore plastico ad un significato. Es.
nella pittura occidentale il colore oro è collegato al contenuto sacro.
2- SEMISIMBOLICO: Collegamento tra una categoria del piano dell’espressione con una del piano del
contenuto. Es. codice gestuale appartenente alla cultura occidentale, che esprime il “si” e il “no”
attraverso un movimento verticale ed uno orizzontale. Una categoria del piano dell’espressione
(costituita da due opposti verticale/orizzontale) corrisponde ad una categoria del piano del
contenuto (affermazione/negazione).

LA SEMIOTICA DELLE PASSIONI

Le azioni narrative dipendono dalla passionalità, cioè dall’essere dei soggetti.


È impossibile parlare di soggetti neutri perché sono per definizione soggetti inquieti.

Secondo Greimas le passioni si definiscono come DISPOSITIVI MODALI che si manifestano attraverso le
MODALIZZAZIONI DELL’ESSERE (concernono il suo essere e non il suo fare).

L’esistenza passionale di un soggetto trova origine nel livello più profondo del percorso generativo: il
quadrato semiotico.
A questo livello agisce una CATEGORIA TIMICA: Descrive il modo in cui ogni essere vivente sente sé stesso e
ciò che lo circonda attraverso i suoi termini contrari: EUFORIA/DISFORIA che si proiettano sul quadrato e
assiologizza i suoi valori connotandoli positivamente o negativamente (La categoria timica descrive il modo
in cui ogni essere vivente si sente nei confronti di ciò che lo circonda attraverso un sistema di attrazioni e
repulsioni).

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RIASSUNTI SEMIOTICA

Es. Un diario in cui un anziano manifesta la sua stanchezza per la vita e decide di andare incontro alla
morta smettendo di mangiare.

Per descrivere il percorso generativo del senso


mettiamo nel livello profondo la categoria vita/morte
La vita viene valorizzata in modo negativo mentre la
morte in modo positivo.

I valori emersi dall’applicazione della categoria timica


affiche si attualizzino (diventando valori per qualcuno)
devono essere convertiti al livello superficiale.
Si possono dire convertiti quando sono investiti negli
oggetti e quando gli oggetti entrano in congiunzione
con i soggetti.

ROLAND BARTHES
Nel libro Mythologies analizza alcuni aspetti della società di massa (analizzando articoli di giornale,
fotografie, spettacoli etc.) Vuole svelare il modo in cui la società borghese fa passare come “naturale” ciò
che è storico e culturale.
Studia le MITOLOGIE della società borghese:

MATRIMONI
La stampa è sempre propensa a raccontare i grandi matrimoni borghesi e aristocratici.
Nel caso di Miss Francia, che sposò un suo amico di infanzia che faceva l’elettricista, la sua scelta si allinea
con quella dei cittadini. Il matrimonio appare sempre come finalità “naturale” dell’accoppiamento.

GIOCATTOLI
I giocattoli sono sempre socializzati e rappresentano un microuniverso adulto: soldati, poste, medicine etc.
Come se la natura avesse sempre creato questi oggetti. Il giocattolo forma dei bambini-utenti e non dei
bambini-creatori.

INONDAZIONE DEL GENNAIO 1995


Le foto che giravano dell’inondazione le hanno dato i caratteri dell’euforia e della solidarietà, la piena
diventa un evento.

FOTOGRAFIE-CHOC
Le fotografie “choc” in mostra al musee d’orsay non fanno alcun effetto perché il fotografo ha intervenuto
troppo sulla foto supercostruendo l’orrore.

LA GRANDE FAMIGLIA DEGLI UOMINI


Fotografie della mostra di parigi che mostrano l’universalità di certe fasi umane. Se a questi fatti si toglie il
contorno socio-culturale non rimane nulla.

In questi esempi un tratto comune è la storicità che viene fatta passare come naturale.
Questo meccanismo viene chiamato MITO:

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RIASSUNTI SEMIOTICA

E’ un segno, cioè l’unione di un significante con un significato, che diventa in un secondo livello il
significante he veicola un altro significato.

es. giovane ragazzo nero vestito in uniforme che fa il saluto militare alla bandiera francese.
Ha un segno formato da un significante e un primo significato (saluto alla bandiera francese di un soldato
di colore), questo primo segno diventa un significante che veicola un altro significato: La Francia è un
grande impero e tutti i suoi cittadini, anche di colore, sono patriottici. Questo secondo significato deforma
il primo livello facendo passare per naturali fenomeni culturali.

RIBALTAMENTO DI SAUSSURE
Considerare la semiologia una parte della linguistica e non vice versa:
Le significazioni dei messaggi visivi dipendono dall’intervento di messaggi linguistici (come una didascalia
che spiega una foto).
La lingua nomina il significante ed il significato di un oggetto, è il sistema di significazione supremo.

TEORIA DELLA CONNOTAZIONE


La significazione si basa su una relazione tra piano dell’espressione e piano del contenuto (ErC), questa
relazione può diventare il piano dell’espressione di un secondo sistema (ErC)rC.
Il primo sistema costituisce la DENOTAZIONE il secondo la CONNOTAZIONE.
Le connotazioni sono sensi aggiunti.
Nel caso opposto in cui il primo sistema costruisce il piano del contenuto del secondo sistema Er(ErC) si
parla di METALINGUAGGIO: Una semiotica che parla di un’altra semiotica.

Barthes crede si possa distinguere:


COSTUME (langue) – dimensione sociale
ABBIGLIAMENTO (parole) – dimensione individuale
Es. la larghezza delle spalle di una giacca può essere abbigliamento se è fatta su misura di chi lo indossa, è
costume se la dimensione è stata fissata da un gruppo che fa “moda”.

La moda scritta è rilevante perché LESSICALIZZA I SIGNIFICATI, riveste gli indumenti di una rete di
significati.
Gli enunciati verbali delle riviste di moda possono essere ricondotti a 2 insiemi:
- INDUMENTO/MONDO
Mette in relazione un indumento reale e una circostanza del mondo. (Gli imprimees trionfano alle
corse).
- INDUMENTO/MODA
Mette in relazione un indumento alla moda. L’indumento è il significante e la moda è il significato.
(ogni donna accorci la gonna fin sotto al ginocchio).

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RIASSUNTI SEMIOTICA

Si prefigura un sistema a 3 livelli nella moda scritta:

1- Costituito da un sistema reale e retto da un codice extralinguistico. (Vestito che ha una sua
significazione in quanto oggetto.
2- Prende in carico il primo sistema e passa al sistema denotativo della lingua (si rende
linguisticamente significante un vestito prefigurando un metalinguaggio).
3- Terzo livello diventa connotativo: La relazione denotativa diventa il piano dell’espressione di un
significato di ordine ideologico.

Secondo Barthes anche le immagini funzionano come i miti: naturalizzano delle ideologie attraverso
stereotipi.
Es. FOTO PUBBLICITARIA DELLA PASTA PANZANI
- La borsa semi aperta che fa scivolare i prodotti sconfezionati veicola il significato di FRESCHEZZA.
- La tinta tricolore e il nome della marca veicolano il significato di ITALIANITA’.
- L’assembramento di oggetti diversa veicola il significato di SERVIZIO CULINARIO TOTALE, cioè
Panzani fornisce tutto il necessario per un piatto elaborato.
- La composizione rinvia al significato estetico di NATURA MORTA).

Il funzionamento di questi segni è reso possibile da un sapere culturale


profondo che permette al destinatario di riconoscere oggetti come
pomodoro, borsa a rete, pasta etc.

Barthes definisce i significati simbolici (italianità, freschezza) SEMI


CONNOTATIVI. L’ambito definito dai semi connotativi è quello
dell’ideologia (l’italianità non coincide con l’Italia ma è l’essenza di tutto
ciò che può essere italiano).

UMBERTO ECO
APOCALITTICI E INTEGRATI – 1964
Di fronte alle novità (soprattutto dei media) ci sono 2 atteggiamenti: gli INTEGRATI, che sono favorevoli alle
novità e gli APOCALITTICI, persone sfavorevoli invece ai nuovi media.
Per Eco non è necessario essere una cosa o l’altra, la cosa che si può fare è studiare questi nuovi
meccanismi. Lo studioso è il 3° atteggiamento, è capace di comprendere questi meccanismi ed anche di
diffonderli in modo che le persone se ne rendano conto e non abbiano una ricezione di tipo passivo.

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RIASSUNTI SEMIOTICA

IL TRATTATO DI SEMIOTICA GENERALE

Si ha SIGNIFICAZIONE ogni volta che qualcosa di materiale sta per qualcos’altro (un albero può stare per
l’idea di natura. La significazione può sussistere anche se un destinatario non la attiva.
La COMUNICAZIONE è un processo tra esseri umani che presuppone dei sistemi di significazione e li attiva.
Gli essere umani si servono di significazioni per veicolare i messaggi.

TEORIA DEI CODICI

CODICE
Es. Bacino d’acqua regolato da una diga. Una serie di segnali elettrici indicano lo stato dell’acqua e
richiedono delle risposte dal destinatario:

4 possibili codici:
1- Una serie di segnali regolati da combinatorie interne (lampadine).
2- Serie di stati dell’acqua.
3- Possibili risposte da parte del destinatario.
4- Regola che associa gli elementi di questi 3 sistemi.

I primi 3 vengono chiamati S-CODICI, il CODICE è la regola che associa i 3 S-CODICI.


L’s-codice diventa l’espressione, il codice il contenuto.

SEGNO: sempre caratterizzato da elementi di un piano dell’espressione correlati a degli elementi del piano
del contenuto.
Un segno è il luogo di incontro di elementi indipendenti: sono risultati PROVVISORI (es. l’espressione
/piano/ può essere correlata ai contenuti “livello”, “progetto”, “lentamente” etc.)

SUPERELEVAZIONE DEI CODICI:


Oltre a un primo codice che DENOTA un significato, entra in funzione un secondo codice che CONNOTA
una seconda funzione.
Es. per un segnale elettrico espresso dalle lampadine c’è un primo contenuto che denota “pericolo” ed un
secondo che connota “evacuare”.

Eco si ispira a:

PIERCE

La semiotica studia la SEMIOSI: un processo che coinvolge un segno, un oggetto ed un interpretante che
devono essere sempre compresenti.

Per rendere conto degli oggetti della realtà abbiamo bisogno dei segni, diventano quindi il fulcro della
semiosi in quanto mediano fra l’oggetto e l’interpretante.
Per svolgere la mediazione il segno deve cogliere certe qualità dell’oggetto, può coglierne solo certi.

REPRESENTAMEN – significante
OGGETTO IMMEDIATO – contenuto di un segno

Per spiegare il significato del representamen /cane/ diremo che è un animale con certe caratteristiche,
faremo vedere delle fotografie.
Tutti questi segni sono INTERPRETANTI. L’oggetto è l’insieme di tutti gli interpretanti.

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RIASSUNTI SEMIOTICA

Possiamo solo avvicinarci ad un significato senza poterne cogliere l’essenza completa, quindi la semiosi è
ILLIMITATA: il ricorso agli interpretanti è potenzialmente infinito.

MODELLO SEMANTICO DIZIONARIALE – fondato su tratti minimali


MODELLO SEMANTICO ENCICLOPEDICO – fondato sulle conoscenze del mondo.

Eco propone un MODELLO SEMANTICO RIFORMULATO:


Inserisce nella rappresentazione semantica le denotazioni e le connotazioni che si attivano in base ai
contesti:

TEORIA DELA PRODUZIONE SEGNICA


Si concentra sul lavoro nel produrre e interpretare i segni.
Segni prodotti per:
RATIO FACILIS – Occorrenza espressiva si accorda al proprio tipo espressivo (parole o segnali stradali).
RATIO DIFFICILIS – Non c’è un tipo espressivo preformato e l’occorrenza espressiva viene accordata al
proprio contenuto (indici gestuali, la produzione dei quali dipende dall’organizzazione del contenuto
corrispondente).

PRAGMATICA DEL TESTO: analizzare l’attività che porta il destinatario a collaborare con il testo, traendone
anche informazioni non esplicite.
L’uomo nella sua attività conoscitiva fa dei ragionamenti detti INFERENZE, che hanno 3 elementi: CASO,
REGOLA, RISULTATO. Possono esserci 3 tipi di inferenze in base all’ordine degli elementi:

1- DEDUZIONE:
REGOLA – Se un uomo è governatore, allora riceve grandi onori.
CASO – Quest’uomo è governatore.
RISULTATO – Quest’uomo riceve grandi onori (sicuramente).

2- INDUZIONE:
CASO – Quest’uomo è governatore.
RISULTATO – Quest’uomo riceve grandi onori.
REGOLA – Se un uomo è governatore, allora riceve grandi onori (forse).

3- ABDUZIONE:
RISULTATO – Quest’uomo riceve grandi onori.
REGOLA – Se un uomo è governatore, allora riceve grandi onori.
CASO – Quest’uomo è governatore (forse).

Eco definisce il testo come una catena di artifici espressivi che devono essere attualizzati dal destinatario.
Es.

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RIASSUNTI SEMIOTICA

Giovanni entrò nella stanza. “sei tornato allora!”, esclamò Maria, raggiante.
Il testo non dice che Giovanni e Maria sono nella stessa stanza.

Chi produce un testo cerca di prevedere le mosse interpretative del destinatario, organizzando delle
strategie:
- LETTORE MODELLO (Non ha nulla a che fare con il lettore empirico, serve per decidere le scelte
testuali come la lingua, il patrimonio lessicale etc).
- Allo stesso tempo si profila un AUTORE MODELLO (non corrisponde all’autore empirico, è uno stile
filosofico).
Tra queste due strategie avviene una COOPERAZIONE TESTUALE formata da vari livelli:

1- Comincia il lavoro di interpretazione del lettore applicando dei codici per correlare delle espressioni
ai contenuti.
Vengono messe in relazione delle CIRCOSTANZE DI ENUNCIAZIONE che danno informazioni
sull’emittente, il contesto comunicativo etc. attraverso un ragionamento: “qui c’era un individuo
umano che ha enunciato il testo ed io assumo che sta parlando del mondo della nostra comune
esperienza”.

2- Il lettore per applicare l’informazione fornita dai codici deve assumere un’identità tra il mondo
evocato del testo e quello della nostra esperienza, mettendolo tra parentesi (da qui ESTENSIONI
PARENTIZZATE). Se procedendo nella lettura ci sono discrepanze tra i due mondi allora il lettore
sarà costretto a fare operazioni estensionali più complesse.

3- Sulla base di REGOLE DI COREFERENZA il lettore interpreta espressioni deittiche e anaforiche


Es. se ad una frase che ha come soggette Biancaneve segue “essa era molto bella” il lettore può
stabilire che “essa” si riferisce a Biancaneve.
Inoltre il lettore riesce a decodificare facilmente testi ipercodificati, come le espressioni fatte.
Il lettore fa anche ricorso a FRAMES (sceneggiature) cioè una struttura di dati che serve a
rappresentare una situazione stereotipata.
Es. Caso in cui i testi vengono interpretati attraverso la conoscenza di altri testi.

4- Il destinatario seleziona e attiva solo alcune delle proprietà enciclopediche di un termine, alcune
vengono MAGNIFICATE altre NARCOTIZZATE.
Es. Un uomo cammina per New York – Magnifichiamo il fatto che è un essere vivente che ha la
facoltà di camminare, narcotizziamo che questo signore ha un fegato, due braccia etc.
Per selezionare i tratti si realizzano delle ipotesi attraverso il TOPIC (di che cosa stiamo parlando).
Un testo non ha un solo topic: I promessi sposi all’inizio esibiscono un topic sulla descrizione del
lago di Como, poi un topic sull’incontro tra un curato e due bravi etc.

5- Il lettore è in grado di sintetizzare intere porzioni di discorso attraverso macroproposizioni, che


possono servire anche a fare delle previsioni.
FABULA – ordine cronologico degli eventi.
INTRECCIO – storia come ci viene raccontata.

6- Ci sono dei punti nella fabula chiamati snodi, introdotti da segnali di suspence (per esempio la fine
di un capitolo) che inducono il lettore a prevedere cosa succederà.
Questa previsione è chiamata PASSEGGIATA INFERENZIALE (l’ipotesi in questo caso è un’inferenza).

7- dispositivi per generare mondi possibili narrativi, popolati di individui in azione (umani o non) che
intrattengono relazioni reciproche, e portatori di proprietà semantiche.

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RIASSUNTI SEMIOTICA

Il testo non ammette di essere interpretato come vuole:


Se interpretiamo i promessi sposi come un testo di spionaggio stiamo usando il testo, non interpretando.
Interpretazione può essere la ricerca di:
INTENTIO AUCTORIS – quello che voleva dire l’autore empirico.
INTENTIO OPERIS – ciò che il testo vuole dire in base ai suoi sistemi e la sua coerenza.
INTENTIO LECTORIS – ciò che il destinatario fa dire al testo in base ai propri sistemi e desideri.
La semiotica considera l’interpretazione come intentio operis. Un’interpretazione può essere confermata
solo se viene confermata o non viene messa in discussione nel testo.

MODELLO DIZIONARIALE: Il piano dell’espressione e quello del contenuto hanno la stessa organizzazione
ed è possibile identificare degli elementi minimali in entrambi (figure), sono elementi linguistici che
servono a descrivere degli altri elementi linguistici.
- Problema della natura dei tratti: vengono considerati distinti dal linguaggio che devono descrivere,
anche se poi vengono rappresentati da termini linguistici perché non possediamo altri mezzi per
parlare.
- Problema dei primitivi: La ricerca dei primitivi sul piano del contenuto non può avere lo stesso esito
della ricerca sul piano dell’espressione perché il contenuto è immateriale.
- Problema della struttura della rappresentazione: Capire quanta informazione può entrare nella
rappresentazione di un significato.
- Problema di rigidità: Il rapporto tra espressione e contenuto è di natura dinamica (una pila di libri
può essere considerata sedia).

MODELLO ENCICLOPEDICO: Il significato di un termine è dato dagli interpretanti relativi a quel termine.
Gli interpretanti sono dati oggettivi perché collettivamente verificabili, vanno a costituire l’enciclopedia.
Ogni espressione può essere il soggetto di un’interpretazione ma anche essere usata per interpretarne
un’altra.
L’enciclopedia può essere pensata come un rizoma senza un centro, nel quale ogni punto può essere
connesso con qualsiasi altro punto e potenzialmente infinito perché contenente tutti i saperi e
interpretazioni.
Per analizzare un termine bisogna inserirlo in un contesto:

INFERENZA PERCETTIVA: Attraverso un’inferenza di fronte a qualcosa si pronuncia un giudizio.

Grazie a questa produciamo individualmente dei TIPI COGNITIVI che ci permettono di riconoscere le
occorrenze concrete.
Es. Gli aztechi che assistono allo sbarco dei conquistadores non avevano mai visto un cavallo. Dopo la
frequentazione con gli spagnoli, apprendendo molte cose sui cavalli, creano un nome nella propria lingua.
In questo modo creano un tipo cognitivo che gli consentirà di riconoscere le occorrenze (riconoscere un
cavallo quando lo vedono).

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RIASSUNTI SEMIOTICA

I TC sono posseduti dagli individui ma possono anche essere costruiti collettivamente.


Es. Gli aztechi si saranno scambiati tra di loro le esperienze sui cavalli (pelo, galoppo etc.) .
Gli elementi condivisi collettivamente sono interpretanti, l’insieme collettivo di interpretanti viene
chiamato CONTENUTO NUCLEARE.

Può anche esserci un CONTENUTO MOLARE, cioè una conoscenza specialistica.


Es. un fantino o uno zoologo avranno un CM di cavallo molto preciso.

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