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Inferno V – Purgatorio V

FRANCESCA E PIA, ACCOMUNATE NELLA SORTE TERRENA, VIVONO UN DIVERSO


DESTINO SPIRITUALE: COME PRESENTA L’AUTORE DELLA COMMEDIA QUESTE DUE
FIGURE FEMMINILI?

Nel canto V dell’Inferno e del Purgatorio Dante introduce due figure femminili, descritte con
molta sensibilità e molto particolari, anche perché sono fra le poche donne presenti in tutta la
Divina Commedia.
Francesca e Pia sono entrambe accomunate da un tragico destino in vita, l’amore che le ha portate
alla morte, ma la loro condizione ultraterrena è ben diversa.
Francesca è la protagonista assoluta del canto infernale: l’attenzione di Dante è subito catturata da
quest’anima, che procede nella bufera dei lussuriosi ancora abbracciata al suo amato. Il racconto
di Francesca è lungo e appassionato, e i suoi ricordi del mondo terreno sono ancora forti: l’anima
prova odio per il suo uccisore e per il modo brutale in cui le è stata tolta la vita, mentre era insieme
al suo amante, Paolo, che procede silenzioso e in lacrime accanto a lei.
La breve autopresentazione di Francesca lascia subito spazio al tema centrale del suo racconto:
l’amore, “ch’a nullo amato amar perdona”, che è ancora forte in lei, ma che è anche la causa
della sua perdizione.
La passione è ancora viva in Francesca: come tutte le anime dei dannati, anche lei ha un grosso
rimpianto per la vita terrena, poiché non ha nessuna speranza di giungere a Dio.
Anche Pia è protagonista del canto V del Purgatorio, il canto della violenza, ma la sua presenza si
percepisce in modo diverso: l’anima fa una discreta comparsa negli ultimi versi, e il suo desiderio
non è quello di ricordare la sua tragica vicenda, ma di sollecitare le preghiere in Terra per
accelerare il suo cammino verso Dio.
La delicatezza di Pia le permette di accennare soltanto alla sua morte, avvenuta per mano del
marito, e in lei non c’è alcun rimpianto per la vita terrena, né odio verso il suo uccisore.
Nel racconto purgatoriale possiamo trovare una sproporzione tra il poco spazio dedicato a Pia,
protagonista del canto, e i centoventinove versi destinati a Jacopo del Cassero e Buonconte da
Montefeltro, ma il breve discorso di Pia è superiore per il tono e la sollecitudine dell’anima.
Francesca e Pia sono le protagoniste di due canti della Commedia, il canto dell’amore e il canto
della violenza, apparentemente diversi ma accomunati da queste due grandi ritratti femminili:
Francesca, ancora legata al mondo terreno, e Pia, pellegrina che ha la speranza di giungere a Dio.