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Direttiva 2016\0359

Obiettivo della proposta : L’obiettivo di fondo della proposta è ridurre i principali ostacoli al libero flusso
dei capitali derivanti dalle divergenze tra i quadri degli Stati membri in materia di insolvenza e
ristrutturazione. Il fine è che tutti gli Stati membri si dotino di principi fondamentali su quadri efficaci in
materia di ristrutturazione preventiva e seconda opportunità, e di misure per migliorare l'efficienza di tutti i
tipi di procedure di insolvenza riducendone la durata e i costi associati e migliorandone la qualità. Più
specificamente, tali quadri servono ad aiutare ad aumentare gli investimenti e le opportunità di lavoro nel
mercato unico, ridurre le liquidazioni inutili di società economicamente sostenibili, evitare inutili perdite di
posti di lavoro, prevenire l’accumulo di prestiti deteriorati, facilitare le ristrutturazioni transfrontaliere e
ridurre i costi e aumentare le opportunità per gli imprenditori onesti di ripartire da zero. Oltre ai principi
fondamentali, sono necessarie norme più mirate per rendere più efficaci i quadri in materia di
ristrutturazione. Un ruolo importante nello sviluppo di una cultura del salvataggio delle imprese anziché
della loro liquidazione è svolto dalle norme sul dovere di diligenza dei dirigenti dell’impresa quando questa
è prossima all’insolvenza, in quanto incoraggiano la ristrutturazione precoce e prevengono i fenomeni
patologici e le perdite evitabili per i creditori. Altrettanto importanti sono le norme sugli strumenti di
allerta. La proposta non armonizza gli aspetti centrali dell’insolvenza, quali le norme sulle condizioni per
l’avvio della procedura di insolvenza, la definizione comune di insolvenza, il grado dei crediti e le azioni
revocatorie in generale. Sebbene tali norme siano utili per raggiungere la piena certezza giuridica
transfrontaliera, come confermato da molti portatori di interessi nel corso della consultazione pubblica,
l’attuale diversità dei sistemi giuridici degli Stati membri in materia di procedure di insolvenza appare
troppo grande per poter essere colmata, dati i numerosi legami tra il diritto fallimentare e i settori connessi
del diritto nazionale, come il diritto tributario, il diritto del lavoro e il diritto della previdenza sociale.
Un'armonizzazione prescrittiva potrebbe richiedere modifiche di ampia portata del diritto commerciale,
civile e societario, mentre disposizioni flessibili rischiano di non apportare i cambiamenti auspicati. Inoltre,
le norme in materia di insinuazione al passivo e accertamento dei crediti menzionati nella comunicazione
della Commissione del dicembre 201214 sono poco rilevanti, tenuto conto dei miglioramenti apportati dal
regolamento relativo alle procedure di insolvenza . Al contrario, la presente proposta si concentra sui
problemi più importanti che potrebbero concretamente essere risolti mediante l'armonizzazione. Le
procedure d’insolvenza dovrebbero essere adattate per permettere al debitore in difficoltà finanziarie di
procedere alla ristrutturazione in una fase precoce. A tal fine si dovrebbe sopprimere l’obbligo del debitore
di presentare istanza di fallimento finché è ancora in un processo di ristrutturazione formale, in quanto tale
istanza potrebbe impedire il conseguimento degli obiettivi della ristrutturazione; occorre inoltre un regime
di azioni revocatorie nelle procedure di insolvenza per proteggere le operazioni concluse in buona fede in
considerazione della ristrutturazione preventiva del debitore. La proposta copre inoltre le misure connesse
all’insolvenza con un impatto diretto sulla durata delle procedure, ad esempio la specializzazione dei giudici
e la professionalità dei professionisti del settore, e quelle strettamente connesse con il quadro di
ristrutturazione preventiva, volte ad esempio a proteggere i nuovi finanziamenti da azioni revocatorie. Per
incoraggiare l’attività imprenditoriale è opportuno che gli imprenditori e i dirigenti dell’impresa non siano
stigmatizzati se i loro sforzi imprenditoriali onesti non hanno avuto successo. Le persone fisiche non
dovrebbero essere dissuase dallo svolgere attività imprenditoriali né dovrebbero vedersi negata una
seconda opportunità. Si stima che offrire agli imprenditori onesti un'effettiva seconda opportunità per
ricominciare un'attività consentirebbe di creare 3 milioni di posti di lavoro in tutta Europa. Nell’elaborare la
proposta la Commissione ha cercato di trovare il giusto equilibrio tra gli interessi dei debitori e dei creditori,
prevedendo garanzie laddove le misure proposte potrebbero avere un impatto negativo sui diritti delle
parti. La proposta mira soprattutto a consolidare la cultura del salvataggio in tutta l’UE. Le norme sulla
ristrutturazione delle imprese e sui diritti degli azionisti contribuiranno principalmente alla "prevenzione",
quelle sulle azioni revocatorie, sugli amministratori delle procedure di insolvenza e sulle autorità giudiziarie
o amministrative al "recupero del valore" e quelle sulla seconda opportunità alla "liberazione dai debiti".
Oltre ai vantaggi economici, si avranno anche ripercussioni sociali positive. La proposta fissa obiettivi
comuni, sotto forma di principi o, ove necessario, di norme mirate dettagliate. Il suo scopo è raggiungere la
necessaria coerenza dei quadri in tutta l’UE, lasciando tuttavia agli Stati membri la flessibilità necessaria per
conseguire gli obiettivi applicando i principi e le norme mirate secondo modalità adeguate ai contesti
nazionali. Questo è molto importante, in quanto alcuni Stati membri dispongono già di elementi di quadri
ben funzionanti. L’obiettivo non è intervenire in quello che funziona bene, ma istituire un quadro comune a
livello dell’UE per garantire una ristrutturazione efficace, una seconda opportunità e procedure efficienti a
livello sia nazionale che transfrontaliero. Per promuovere la crescita e l’occupazione in Europa occorre una
cultura del salvataggio più forte, che aiuti le imprese economicamente sostenibili a ristrutturarsi e a
continuare a operare, incanalando al contempo le imprese senza possibilità di sopravvivenza verso una
rapida liquidazione, e che offra agli imprenditori onesti in difficoltà una seconda opportunità. La presente
proposta costituisce un importante passo avanti verso un cambiamento di cultura.

Quaderno 71