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IL POPOLO VENETO

FondatoFondatoFondatoFondato nelnelnelnel 1921192119211921 n.08n.08/2011n.08n.08/2011/2011/2011 www.ilpopoloveneto.itwww.ilpopoloveneto.itwww.ilpopoloveneto.itwww.ilpopoloveneto.it DirettoreDirettoreDDirettoreirettore EmanueleEmanueleEmanueleEmanuele BellBellBellBellatoatoatoato

BellBellBellBellatoatoatoato AFRICA LIBERA Mentre il mondo brucia in Italia si parla di

AFRICA LIBERA

Mentre il mondo brucia in Italia si parla di immunità parlamentare, di processo breve, di

conflitti di attribuzione, tutte iniziative atte a salvare il premier dai numerosi processi che lo vedono coinvolto. L’Italia di Silvio Berlusconi non giocherà nessun ruolo nella ridefizione del nuovo assetto politico nordafricano perché troppo compromessa con i regimi appena abbattuti. In particolare il rapporto di amicizia intima del nostro premier con il rais libico Muammar Gheddafi è stato un errore di proporzioni catastrofiche, perché, come sottolinea

il giornalista Gigi Riva su l’Espresso: ”Il Governo ha ridotto la Libia a un uomo solo. Con

affari, parate show, ma senza costruire rapporti con chi oggi manifesta per la democrazia”. Deve essere chiaro che chi ha creato i problemi, ora non può risolverli. Se profughi e questione energetica torneranno ad essere delle emergenze, i nomi e i cognomi dei responsabili li conosciamo tutti bene. Siamo di fronte ad un cambiamento epocale, storico

e politico. I giovani tunisini, egiziani, algerini, libici, anche grazie al web, chiedono libertà e

sono disponibili a sacrificare le proprie vite per la democrazia. La loro ansia di cambiamento non può essere sacrificata sull’altare dell’attendismo. Berlusconi non è Gheddafi, ma come lui non ha ancora capito che il suo tempo è finito. (foto: http://english.aljazeera.net)

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> Crisi in Libia

Assumiamoci le nostre responsabilità

La denuncia: La repressione in Libia si fa con armi italiane

di Ivano Maddalena

in Libia si fa con armi italiane di Ivano Maddalena Prudenza ed accoglienza. Due valori su

Prudenza ed accoglienza. Due valori su cui riflettere. Due aspetti su cui fondare

scelte autentiche e concrete di fronte a chi ci interpella e a cui dobbiamo risposte

in

quanto corresponsabili della situazione

in

cui si son venuti a trovare.

Prudenza nelle espressioni, nei giudizi, nelle parole e nelle azioni. Accoglienza nel segno della fratellanza e del rispetto

dei diritti dell’uomo. Ricordiamo come

l’Europa sia stata cieca e abbia creduto al pregiudizio di un Islam immobile che avrebbe bloccato ogni rivolta e ogni accesso alla democrazia da parte di popolazioni che si son sollevate contro i tiranni a noi tutti noti e ben conosciuti. Dittatori con i quali abbiamo allacciato relazioni economiche per svariati miliardi

di euro pensando di dare benessere ai

popoli. Di fatto pochi si sono super arricchiti e molti sono rimasti alla fame. L’occidente e gli USA pensavano di avere alleati con cui interloquire e esportarvi pure la democrazia occidentale. Anche l’Italia, chi ora la governa e l’ha governata, ha fallito in modo cieco e connivente. Ora le masse di affamati di pane, libertà e democrazia si muovono verso dove si pensa si possa trovare pane, libertà e democrazia. Dove è la

vera democrazia? In Italia? Abbiamo dei dubbi. Si fanno le previsioni. Quelle del governo italiano parlano di 200-300mila

persone verso l’Italia. In queste situazioni

è sicuramente importante essere pronti

ad ogni scenario, incluso il peggiore. Quindi va bene apprestare piani d’emergenza e di rapido intervento. Va bene non lasciarsi cogliere impreparati ma ritengo che si debba fare di tutto per non diffondere ansia da assedio nell’opinione pubblica. La Germania ha accolto 400 mila profughi provenienti

dall’ex Jugoslavia, ma non è andata più di tanto a piangere aiuti dall’Europa. Vorrei ricordare che il Veneto vanta il maggior numero di migranti dal 1876 al 1976, furono ben 3.300.000 i veneti che fuggirono dalla povertà.

E poi accade che un “politico” che

risponde al nome di Daniele Stival si esprima in termini inqualificabili e incomprensibili. Date per scontate le sue capacità intellettive, crediamo che fosse perfettamente cosciente di ciò che

dichiarava, del pubblico a cui si rivolgeva,

e di quali conseguenze sarebbe stato

chiamato a rispondere. E' vero che non tutti gli esponenti leghisti ragionano in questi termini quando parlano con la stampa - basti vedere cosa “spara” Calderoli quando lo intervistano - ma è anche vero che questi signori devono cominciare a rendersi conto che essendo personaggi pubblici le loro parole hanno un peso significativo.Altro che prudenza e accoglienza. Per Stival sembra essere prioritario ciò che concerne: l’odio, l’intolleranza, la violenza.

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Impensabile che un rappresentante del

2009). Ecco come si spiega il silenzio

popolo parli così. Dimissioni subito!

complice del nostro ministro degli esteri e

Una battuta veramente infelice e

la

rampogna, anche questa tardiva,

offensiva perché è vero che questa gente fugge da situazioni politico-sociali- economiche, di cui noi occidentali siamo certamente corresponsabili: accoglierli è il minimo che possiamo fare in quanto il

dell’Unione Europea contro l’ambiguità del governo italiano, amico di ben noti dittatori e affaristi. Tra gli affari con Gheddafi abbiamo concluso anche questo: “Nel 2009 l’Italia

nostro progresso è macchiato del loro sangue. Ma dire questo domanderebbe imparare a distribuire le loro ricchezze prima di tutto nei loro paesi: e quale partito si accollerebbe il compito di rendere gli italiani più poveri perché più giusti? Silvio Berlusconi era il socio in affari più importante per Gheddafi e abbiamo visto come non abbia mosso né un dito né pronunciato una parola contro le violenze volute da Gheddafi finché non è stato

ha triangolato attraverso Malta al regime del Colonnello Gheddafi oltre 79milioni di euro di armi leggere ad uso militare della ditta Beretta. E’ anche con queste armi che l’esercito di Gheddafi sta sparando sulla popolazione”. Questa la denuncia documentata dalla ReteItaliana per il Disarmo e dalla Tavola della Pace che chiedono al governo Berlusconi di rispondere urgentemente in merito. Altro che prudenza. Abbiamo armato tiranni di molte nazioni e ora pretendiamo

costretto dall’Unione Europea. “E' un

di

respingere uomini e donne che

onore per me essere stato invitato il

fuggono da coloro a cui abbiamo fornito i

prossimo anno in Libia il 30 agosto per la

fucili con cui stanno compiendo genocidi.

giornata di amicizia tra il popolo italiano e

Si

ipotizzano crimini contro l’umanità. Chi

il popolo libico, e sarò lieto di rimanere

ci

governa ne è responsabile e anche se

con voi per festeggiare il 40°anniversario della vostra grande rivoluzione” (Silvio Berlusconi rivolto a Gheddafi il 3 marzo

ora sembra darsi da fare per riparare l’irreparabile dovrà prima o poi rispondere del proprio operato.

Vignetta di Carlos Henrique Iotti
Vignetta di Carlos Henrique Iotti

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> Crisi in Libia

Berlusconi & Gheddafi connection

Affari e gaffe. L’amicizia del Cavaliere con il Rais libico

e gaffe. L’amicizia del Cavaliere con il Rais libico In Libia si sta consumando un genocidio.

In

Libia si sta consumando un genocidio.

Si

parla di circa 10.000 morti e 50.000

feriti dall’inizio delle proteste contro Muammar Gheddafi. Testimoni riferiscono di raid aerei su Tripoli e spari contro i manifestanti a Bengasi, mentre il Colonnello continua a lanciare deliranti video-messaggi in cui caldeggia il massacro degli oppositori, considerati dei drogati, dei ratti al soldo degli americani, degli italiani e da ultimo di Bin Laden. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, dopo il vergognoso rifiuto di disturbare, con una semplice telefonata, l’amico Gheddafi, ha cambiato repentinamente linea, così da ieri il “vento della democrazia” ha cominciato a soffiare anche ad Arcore. Resta comunque l’ambiguità di un governo compromesso, per colpa di una scellerata politica estera improntata sulle relazioni personali di amicizia. Da 30 anni i diversi governi succedutisi nel nostro Paese hanno avuto rapporti di collaborazione con il Colonnello libico, ma nessuno mai, prima

di

Berlusconi, ha raggiunto un tale grado

di

servilismo. Una umiliazione continua,

iniziata con la provocazione della foto appuntata sulla divisa di Gheddafi a ricordare il nostro passato coloniale, le tende beduine installate durante la visita a Roma, le lezioni alle hostess, il deferente baciamano del premier, gli

spari ai pescatori italiani su motovedette regalate dall’Italia con a bordo uomini della Guardia di Finanza, la mancata garanzia del rispetto dei diritti umani dei profughi respinti dalle coste italiane. Poi gli affari privati, con il solito business delle televisioni. Acqua passata per i cortigiani del premier, tutti affannati, per l’ennesima volta, nel rimuovere le tracce di una relazione pericolosa. Sono talmente spudorati da voler negare l’evidenza. Prima il leghista Cota a Ballarò e poi il direttorissimo del Tg1 Minzolini hanno persino tentato, pateticamente, di far passare Gheddafi come un amico dell’ex presidente del Consiglio Romano Prodi. L’incapacità di governare è sopperita con la disinformazione e la rissa mediatica. Hanno perso il contatto con il mondo reale. Anche dopo la rivoluzione dei gelsomini in Tunisia il governo italiano ha continuato a riporre fiducia nei regimi dittatoriali dell’Egitto e della Libia, dimostrando scarsa preveggenza politica. In una intervista di Maurizio Caprara con Frattini, pubblicata da “Il Corriere della Sera” lo scorso 17 gennaio, il ministro degli Esteri ribadiva la necessità di “sostenere con forza i governi di quei Paesi, dal Marocco all'Egitto” e lodava il modello Gheddafi: “Faccio l’esempio di Gheddafi. Ha realizzato una riforma che chiama dei Congressi provinciali del popolo: distretto per distretto si riuniscono assemblee di tribù e potentati locali, discutono e avanzano richieste al governo e al leader. […] Ogni settimana Gheddafi va lì e ascolta. Per me sono segnali positivi”. I segnali positivi, intravisti dal ministro, si sono trasformati, nel giro di poche settimane, in un tragico bagno di sangue.

IL POPOLO VENETO n.8/2011 Pag.5

> Crisi in Libia

Proposta shock: “Fermiamoli col mitra”

La sparata dell’Assessore leghista Stival sull’emergenza profughi

dell’Assessore leghista Stival sull’emergenza profughi Bisognerebbe sentire il parere di Monsignor Rino Fisichella,

Bisognerebbe sentire il parere di Monsignor Rino Fisichella, per stabilire se la presunta bestemmia del leghista Daniele Stival, assessore regionale alla Caccia, all’Identità veneta, alla Protezione civile, ai Flussi migratori, pronunciata oggi, a microfoni spenti, durante la seduta del Consiglio regionale è contestualizzabile oppure no. L’assessore leghista nega l’addebito: “Io bestemmiato?”. Vabbé concediamogli il beneficio del dubbio, magari gli sarà scappata a sua insaputa. Una gaffe tira l’altra, appena ieri, lo stesso assessore, ospite di un talk show trasmesso da Rete Veneta, aveva detto che “per fermare i profughi ci vorrebbe il mitra”. Dichiarazioni da cui si sono dissociati gli

alleati del Pdl e successivamente anche i vertici del Carroccio. Sulle incaute uscite di Daniele Stival si è espresso con estrema durezza Gennaro Marotta, segretario regionale dell’Italia dei Valori:

“Non fosse in atto una tragedia epocale, questo schizzo di fango troglodita meriterebbe il luogo che gli compete, il cassonetto. L’assessore del Carroccio, che ha pure la delega all’immigrazione dovrebbe avere più rispetto per il ruolo istituzionale che ricopre e non può straparlare a sproposito, manco fosse al bar o nella taverna di casa, dopo il grappino. Siamo alle solite - aggiunge Marotta - la Lega manca di sostanza e non fornisce risposte ai cittadini veneti, nemmeno alla vigilia di una possibile, reale, ondata di flussi migratori incontrollati. Invece di analizzare la situazione, si limita alle bordate da osteria. Con l’assessore - chiude il segretario IdV - inutile parlare di dimissioni, per quelle bisognerebbe fare appello alla sua sensibilità. Dote di cui, viste le ultime uscite, sembra essere sprovvisto”. La richiesta formale di dimissioni dell’assessore leghista è stata invece annunciata dalla capogruppo del Partito Democratico Laura Puppato insieme al vicecapogruppo Lucio Tiozzo.

www.iovotoil29maggio.it

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IL POPOLO VENETO n.8/2011 Pag.6

> Politica

Lega e Pdl dalla parte dei più forti

“Milleproroghe”: Nuove tasse e condono dell’anatocismo bancario

Nuove tasse e condono dell’anatocismo bancario All’indomani dei dubbi di costituzionalità sul decreto

All’indomani dei dubbi di costituzionalità sul decreto “Milleproroghe” espressi in una lettera dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano; il ministro dell’Economia Giulio Tremonti ha detto che il governo è disponibile ad accettare

la modifica di alcune norme, ma non ha

toccato la questione relativa alle

agevolazioni alle banche per quanto riguarda i termini per fare ricorso e la tassazione dei fondi d’investimento. Sulla norma fiscale che consentirà alle banche

di non risarcire ai correntisti gli interessi

percepiti indebitamente è intervenuto Antonino Pipitone, consigliere regionale IdV Veneto: «Che il PdL stia dalla parte delle banche, contro i cittadini-correntisti, non sorprende. Che Berlusconi sia sempre dalla parte dei più forti a danno dei più deboli neppure. Ma ora, con il “milleproroghe”, anche Bossi e la Lega sono usciti allo scoperto. Una norma indecente - dice Pipitone - che salva le banche che per anni hanno fatto pagare agli ignari correntisti gli “interessi sugli interessi”, con la pratica dell'anatocismo». Obiettivamente si tratta di una norma a favore delle banche che colpirà

soprattutto i privati e le piccole e medie aziende: «Il governo Lega-PdL - ribadisce Pipitone - ha presentato un emendamento nel “milleproroghe” che impedirebbe al correntista di chiedere il rimborso degli interessi versati alla banca, per coprire l’ addebito degli interessi anatocistici, se sono trascorsi 10 anni dalla data del versamento in conto. Visto che l’anatocismo si è fermato nel marzo 2000, tutti i ricorsi sono superiori ai 10 anni. In questo modo nessuno potrà più fare ricorso, il tempo sarebbe già scaduto e chi se ne frega di quei cittadini indebitamente vessati dalle banche scorette. Un palese escamotage - afferma il politico dipietrista - per consentire ai pesci grossi di continuare a mangiare i piccoli». Per i veneti il “milleproroghe” nasconde amare verità, ovvero l’introduzione di nuove tasse, come la prevedibile reintroduzione dell’Irpef. Pagheremo il regalo, imposto dalla Lega, agli allevatori che hanno violato la legge sulle quote latte, con lo slittamento di 6 mesi dei pagamenti. Ci sono poi le tasse che arrivano subito, al cinema e al distributore, il risultato dei favori alle lobby dei potenti o alle società del premier.

IL POPOLO VENETO Fondato nel 1921 Anno 90 n. 08 / 2011 www.ilpopoloveneto.blogspot.com e-mail: ilpopoloveneto@gmail.com

IL POPOLO VENETO

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Fondato nel 1921 Anno 90 n. 08 / 2011 www.ilpopoloveneto.blogspot.com e-mail: ilpopoloveneto@gmail.com Direttore

Fondato nel 1921 Anno 90 n. 08 / 2011 www.ilpopoloveneto.blogspot.com e-mail: ilpopoloveneto@gmail.com Direttore Responsabile: Emanuele Bellato Reg. Tribunale di Rovigo Numero 16/04 R.A.A. Cron.2287/04 del 21/10/2004. Reg. stampa N. 11/04. Stampa in proprio (27/02/2011). Giornale gratuito

Numero 16/04 R.A.A. Cron.2287/04 del 21/10/2004. Reg. stampa N. 11/04. Stampa in proprio (27/02/2011). Giornale gratuito

IL POPOLO VENETO n.8/2011 Pag.7

> Osservatorio sicurezza lavoro

Aumentano le morti bianche nel Nordest

Il 50 per cento delle vittime nel settore dell’Agricoltura. Dati Gennaio

Al lavoro si muore, purtroppo, anche di domenica, prevalentemente nel settore dell’agricoltura a causa di una caduta

dall’alto o schiacciati da oggetti pesanti. E

a finire nella trappola della morte sono soprattutto le persone che hanno più esperienza. E’ questa la prima descrizione dell’emergenza ‘morti

bianche’ a Nordest che si riferisce al primo mese del 2011 e in cui si contano 6 vittime. Alcuni elementi di un’istantanea che appare subito più macabra di quella del gennaio 2010 e in cui le vittime del lavoro erano 5. A livello nazionale, poi, il risultato è ancor più sconcertante:

25 i decessi nel primo mese dello scorso anno

e 50 quelli registrati nei

primi 31 giorni del 2011.

A delineare i contorni

della tragedia è l’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega Engineering, che si occupa di monitorare quotidianamente il dramma. Un risultato d’esordio sconfortante ed allarmante in cui ad indossare la maglia nera a Nordest sono Veneto e Trentino Alto Adige rispettivamente con 4 e due vittime. E il Veneto è quarto nella graduatoria nazionale, dopo Sicilia e Campania (7), Lombardia (6) ed Emilia (5). Nessuna croce del lavoro invece viene registrata in Friuli Venezia Giulia. Accanto ai numeri assoluti, però, appare altrettanto significativo l’indice di mortalità

rispetto alla popolazione lavorativa. E i valori più elevati a Nordest - sebbene sotto la media nazionale pari a 4,4 - arrivano dal Trentino Alto Adige (4,3)

seguito a distanza dal Veneto (1,9). Mentre nella classifica provinciale in testa troviamo Verona (due morti bianche). Una vittima è stata registrata a Rovigo, Padova, Bolzano e Trento. Ancora una volta l’agricoltura è il luogo maggiormente votato alla tragedia. Ma la percentuale delle vittime non è mai stata così elevata; perché il 50 per cento delle morti bianche nel mese di gennaio si è verificata proprio nei campi del Nordest. Nessuna vittima, invece, viene accertata nel settore delle costruzioni. Preoccupante, poi, il 16,7 per cento degli eventi mortali registrati nel settore del legno, in quello delle associazioni commercio e attività artigianali e in quello della produzione, distribuzione e manutenzione di energia elettrica e gas. Un nuovo dato, invece, emerge nell’indagine delle cause che hanno portato alla morte i lavoratori; e la caduta dall’alto non è più sola in cima alla graduatoria e si affianca il decesso per schiacciamento avvenuto in seguito alla caduta di oggetti pesanti. In entrambi i casi la percentuale arriva al 33,3 per cento. Il 16,7 per cento degli eventi mortali è poi avvenuto in seguito al ribaltamento di un mezzo in movimento e per l’investimento di un mezzo. Altrettanto sconvolgente il dato sulla mortalità per fascia d’età e la più colpita è sempre quella in cui l’esperienza dovrebbe insegnare a non esporsi al rischio (tra i 40 e i 49 anni, ovvero il 50 per cento delle vittime. Con il nuovo anno tra i giorni più luttuosi si inserisce anche la domenica.

anni, ovvero il 50 per cento delle vittime. Con il nuovo anno tra i giorni più

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> Musica

Chitarre in concerto: vicenzAcustica 2011

Con Dalla Vecchia, sabato 19 Marzo al Teatro Comunale di Vicenza

Dalla Vecchia, sabato 19 Marzo al Teatro Comunale di Vicenza Nuovo appuntamento per vicenzAcustica, Chitarre in

Nuovo appuntamento per vicenzAcustica, Chitarre in concerto, la serata dedicata alle sei corde organizzata da Roberto Dalla Vecchia che chiama a Vicenza artisti di fama internazionale a duettare assieme sul palco più prestigioso della città. Vero evento musicale per gli appassionati non solo del genere “chitarra acustica” ma di tutta la musica dal vivo di qualità, quest’anno il concerto si terrà sabato 19 marzo 2011 al Teatro Comunale Città di Vicenza, con inizio alle ore 21.00.

vicenzAcustica è a tutti gli effetti una tradizione musicale per Vicenza. Alla sua settima edizione, ripropone un format sempre molto apprezzato dal pubblico, con Roberto Dalla Vecchia che fa da padrone di casa per i suoi ospiti, italiani ed internazionali. Un’occasione per apprezzare accostamenti particolari, come quest’anno quello tra chitarra e mandolino, e le performance di artisti di primissimo livello, che presentano le proprie musiche e i loro stili esecutivi. Il festival si realizza con il patrocinio del Comune di Vicenza. Per l’edizione 2011 Dalla Vecchia suonerà assieme al flatpicker americano Jim Hurst, al mandolinista genovese Martino Coppo, e al chitarrista basco

Balen Lopez de Munain.

Grande novità, questa edizione di vicenzAcustica segnerà il debutto del nuovo disco di Roberto Dalla Vecchia. «Il mio ultimo lavoro - racconta l’artista - si intitola “Hand In Hand” ed è frutto di un unico grande concetto, il senso di non essere soli, di far parte di un tutto. Mi sono ispirato alla sensazione di comunità, intesa come antitesi all’isolamento, nella certezza che ogni uomo è sempre connesso ad altri. Da questa suggestione derivano dieci motivi, dieci sfaccettature musicali nate da una meditazione su un sentimento che è sempre composito, e prende diverse sfumature nella vita di ogni persona.»

e prende diverse sfumature nella vita di ogni persona.» Chi già conosce vicenzAcustica si attende una

Chi già conosce vicenzAcustica si attende una selezione artistica di alto livello, con un tocco di originalità e di sorpresa. Previsioni che saranno rispettate, a partire dalla straordinaria presenza di Jim Hurst, alla sua seconda esibizione in assoluto nel nostro Paese. Chitarrista flatpicker che visita anche il fingerstyle, è stato più volte acclamato “miglior chitarrista dell’anno” negli USA, e ha vinto diversi premi in ambito di musica acustica.

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Riconosciuto come uno dei più quotati artisti nel suo genere, Jim ha suonato e registrato musica con personaggi del calibro di Trisha Yearwood, Sara Evans, Holly Dunn, Claire Lynch, Travis Tritt, John Cowan, Mark Schatz, Tim O'Brien. La sua carriera si divide egualmente tra esibizioni come solista e con la band, anche nel ruolo di cantante. Nella mescolanza dei generi musicali che

caratterizza la chitarra acustica, Jim Hurst

è un artista che farà comprendere

appieno lo stile della cosiddetta “Americana music”, la tradizione tipicamente “bianca” che nasce come

interpretazione delle diverse radici, tra cui anche il blues. Originario del Kentuky, lo stato che dà i natali proprio al Bluegrass (il “country” di provenienza irlandese), Jim

è il miglior ambasciatore di quella

tradizione. Porterà a Vicenza le musiche

di “A Box of Chocolates”, il suo cd più

recente

musiche di “A Box of Chocolates”, il suo cd più recente Per restare nelle atmosfere del

Per restare nelle atmosfere del

Bluegrass, ci sarà uno strumento classico del genere, come il mandolino, suonato da Martino Coppo, musicista genovese famoso per essere parte (anche in veste

di voce solista) della trentennale band

Red Wine, una delle formazioni storiche

di Bluegrass & Country in Europa,

fondata nel 1978 dal chitarrista genovese Beppe Gambetta e dal banjoista Silvio Ferretti. Il gruppo nel 1995 ha debuttato anche negli Stati Uniti, partecipando a festival quali l’Hardly Strictly Bluegrass Festival a San Francisco, il Mountain Song Bluegrass Festival in North

Carolina, l’Uncle Pen’s Memorial Festival a Bean Blossom (Indiana), il Walnut Valley Festival a Winfield (Kansas), lo Station Inn (Nashville, Tennessee) e soprattutto l’International Bluegrass Music Association (IBMA) Fan Fest Bluegrass Festival and Artist Showcase (Nashville TN). A Vicenza sarà interprete anche del bouzouki, strumento a corde di antichissima provenienza (ne restano tracce a partire dai tempi dell’antica Grecia), parente stretto del mandolino, che negli anni ’60 ha conosciuto una rivisitazione proprio in terra irlandese.

Lo straordinario quartetto di vicenzAcustica 2011 si completa con Balen Lopez de Munain, maestro della chitarra classica che dà presto voce ai suoi forti legami con la musica tradizionale basca, intrecciata alle suggestioni del jazz, per un risultato di musica etnica di chiaro sapore mediterraneo. Nel 1998 inizia a collaborare con il contrabbassista e violoncellista sardo Salvatore Maiore e con il flautista inglese Geoff Warren, dando corso ad una sonorità che è frutto di una ricerca nella quale coesistono i diversi stimoli musicali. Accanto ai brani originali di Balen Lopez de Munain, il repertorio presenta arrangiamenti di melodie popolari del suo Paese, come le antiche danze ezpatadantze, zortziko e fandango.

del suo Paese, come le antiche danze ezpatadantze, zortziko e fandango. www.vicenzacustica.com www.robertodallavecchia.com

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www.robertodallavecchia.com

IL POPOLO VENETO n.8/2011 Pag.10

> Fotografia

Scarpa, uno sguardo contemporaneo

Prima edizione del concorso fotografico rivolto agli under 35

edizione del concorso fotografico rivolto agli under 35 Da tempo ormai Carlo Scarpa è una icona

Da tempo ormai Carlo Scarpa è una icona dell'arte del Novecento, non più solamente un beniamino degli architetti. La sua opera ha ispirato Orozco in una famosa istallazione alla Binennale di Venezia del 2003 ed è da tempo una musa per fotografi e video makers. Questo concorso ha come obiettivo allargare il mondo degli appassionati di Scarpa, ed è rivolto a fotografi under 35, chiamati a proporre una lettura critica originale di una o più architetture di Carlo Scarpa: un progetto visivo che, al di là di un singolo scatto "fortunato", mostri coerenza stilistica ed espressiva.

Le domande di partecipazione e il progetto fotografico dovranno pervenire alla segreteria organizzativa del concorso dal 1°marzo 2011 ed entro e non oltre l'8 maggio 2011.

In base alla propria sensibilità, i giovani fotografi potranno scegliere di ritrarre una o più delle seguenti opere: il complesso monumentale Brion a San Vito di Altivole (Treviso), il Museo di Castelvecchio e la facciata del Banco Popolare a Verona; a Venezia il sito monumentale dedicato alla Partigiana, il ponte della Fondazione Querini Stampalia, l'ingresso dell'Istituto Universitario di Architettura, gli esterni del negozio Olivetti, il Camping Fusina; a Vicenza il condominio in contrà del Quartiere e casa Gallo; il monumento in

ricordo delle vittime di piazza della Loggia

a Brescia, la facciata del negozio Gavina

a Bologna.

La Commissione giudicatrice, presieduta da Roberta Valtorta (Museo di Fotografia Contemporanea, Cinisello Balsamo), è composta da storici dell'architettura (Guido Beltramini, CISA Andrea Palladio, Vicenza) e dell'arte (Stefania Portinari, Università Cà Foscari, Venezia), un esperto in comunicazione (Maria Teresa Cerretelli, giornalista e photo editor di "Class"), un fotografo professionista (Alessandra Chemollo), gestori di archivi fotografici (Francesca Fabiani, MAXXI Architettura, Roma; Elisabetta Michelato, CISA Andrea Palladio, Vicenza), un commissario della Regione del Veneto (Maria Teresa De Gregorio, dirigente regionale Attività Culturali e Spettacolo).

Entro la fine di maggio la Commissione selezionerà 11 finalisti e assegnerà, fra

questi, 3 premi del valore di 1.500 euro (primo classificato), 1.200 euro (secondo)

e 1.000 euro (terzo). Dal mese

successivo le stampe fotografiche dei finalisti, e uno slide show di tutti gli scatti pervenuti al concorso, saranno presentati in una mostra allestita al Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio che sarà corredata da un catalogo. I 3 vincitori saranno annunciati il giorno dell'inaugurazione.

Per informazioni:

Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio contrà Porti 11, 36100 Vicenza, tel. 0444323014, fax 0444322869 concorsofotografico@cisapalladio.org http://concorsofotografico.cisapalladio.org

IL POPOLO VENETO n.8/2011 Pag.11

> Sport & Motori

A Passione Moto ospite Troy Bayliss

Il 5 e 6 Marzo, l’appuntamento è presso il polo fieristico di Padova

l’appuntamento è presso il polo fieristico di Padova Passione Moto sarà a Padova Fiere il 5

Passione Moto sarà a Padova Fiere il 5 e

6 marzo 2011. A proporla e gestirla è

Intermeeting , gruppo che da trent'anni organizza il salone internazionale Auto e Moto d'Epoca presso la Fiera di Padova, manifestazione riconosciuta a livello internazionale e apprezzata da un pubblico di più di 60.000 tra visitatori ed estimatori provenienti da tutta Europa. Auto e Moto d'Epoca resta la manifestazione di punta della stagione autunnale, mentre Passione Moto si pone come appuntamento nuovo, fresco e di

gran livello ad apertura di stagione, il 5 e

6 marzo, appunto. Ospite d'onore il grande campione australiano Troy Bayliss.

Obiettivo della nuova manifestazione è portare in scena la storia e l'attualità della motocicletta, offrendo agli appassionati delle due ruote una vetrina ed un punto d'incontro nuovo nel panorama italiano. Ventimila metri quadri di superficie espositiva accolgono a Padova Fiere commercianti, preparatori e restauratori, club e registri storici, ricambistica, accessori e abbigliamento, custom e il settore dei privati con moto d'epoca e usate in vendita. Al Salone partecipa in modo ufficiale anche la Federazione Motociclistica Italiana con tutti i Registri Storici. FMI festeggia quest'anno i suoi primi cento

anni e Passione Moto festeggia FMI offrendo a tutti i tesserati uno sconto di due euro sul biglietto di ingresso. Moltissime le mostre tematiche che accompagnano questa prima edizione di

Passione Moto. Tra le tante, l'esposizione dedicata alle Moto inglesi, le splendide bicilindriche che hanno dato lustro, per decenni, alla meccanica d'oltremanica. Tra i pezzi forti esposti a Padova, la AJS del 1933 restaurata in Inghilterra da Sammy Miller, grande motociclista più volte campione del mondo. Il modello è un competition K10 40, albero a camme

in

testa, 500 cc., uno dei dieci esemplari

in

circolazione al m mondo. Ci sarà anche

la

Norton International 40 del 1952 con

albero a camme in testa, antenata del nosrton manx. L'International è stata progettata dalla Norton per partecipare al TT, circuito in quegli anni facente parte del campionato GP. Regina di sempre, la Ducati. A Passione Moto, una campionessa: la 888 che ha dominato il mondiale SBK su una delle piste più impegnative d'Europa. Per non parlare della Ducati 750 F.1, la moto che riportò l'interesse degli addetti ai lavori e appassionati alla Marca grazie a un design prorompente: il modello presenta i caratteri identificativi nella ciclistica che da lì in avanti hanno contraddistinto ogni Ducati. Un modello unico, nella linea della carenatura, da risultare splendidamente fuori dal mucchio. Una delle protagoniste sarà la Pantah TT2, realizzata artigianalmente in collaborazione tra reparto corse e collaboratori qualificati. L'esemplare fu

cavallo di battaglia di Tony Rutter, il pilota britannico che conquistò il titolo mondiale

di categoria per quattro volte.

IL POPOLO VENETO n.8/2011 Pag.12

Si potrà inoltre ammirare anche il Pantah dell'ingegner Taglioni che nel lontano 1985, con un motore Cagiva, affrontava la massacrante Parigi-Dakar vincendo addirittura quattro tappe. I visitatori potranno rifarsi gli occhi con la Ducati Scrambler, una moto fuori dalle regole che oggi potremmo definire un enduro, ma che arrivò sul mercato con più di dieci anni di anticipo; un connubio piacevole tra la scuola motociclistica americana e quella europea. Ma c'è da giurare che la vera star sarà la Desmosedici GP11 del "Dottore". La Ducati Desmosedici GP11 su cui Valentino Rossi affronta il campionato del mondo é equipaggiata con un motore 4 tempi V4 a 90°, raffreddato a liquido, distribuzione desmodromica con doppio albero a camme in testa, 4 valvole per cilindro e 799cc di cilindrata. La potenza supera i 200 CV, consentendo una velocità massima superiore ai 310 Km/h. Ad una Regine di oggi, Passione Moto affianca una regina di ieri, la Laverda, storica marca motociclistica nata negli anni 50 rimasta caposaldo della storia motociclistica italiana. Durante Passione Moto si potrà ammirare la Laverda SFC 750 prima serie costruita nel 1971 nel classico colore arancione. Grazie a questa particolare tinta nacque e si diffusa la leggenda che a causa di un accidentale imprevisto nella fornitura della vernice l'azienda fu costretta ad utilizzare la vernice normalmente impiegata per le macchine agricole. In realtà, la scelta del color arancione era una vera e propria strategia aziendale per dare una tinta di marca nelle corse. La SFC 750 uscì sul mercato ad un costo elevato e una limitatissima produzione, fu così che molti provvidero a dei restyling casalingghi delle loro SF con serbatoi, cupolini, selle e pedane fornite da ditte di accessori. Attesissima, la panoramica completa

della storia della KTM: in rassegna tutti i modelli più significativi dagli anni settanta ad oggi. I visitatori potranno ammirare una KTM 125 Penton, una KTM 340 del 1978, una KTM 340 del 1979, una KTM 250 del 1988, una KTM 350 del 1989, una KTM 250 del 1992 e una KTM 250 del 1997. Inoltre una replica fedelissima della famosa KTM da rally utilizzata da Fabrizio Meoni nell'edizione del 2005 della Parigi Dakar che gli fu fatale. Fino alla KTM 350 SX-F che ha portato il siciliano Antonio Cairoli alla vittoria del campionato del mondo 2010. Per concludere un nuovissimo modello realizzato nel 2011. Altra Regina, la BMW GS80 presente a Passione Moto con i principali modelli stile Parigi Dakar, Granturismo, modelli personalizzati ad hoc per viaggi intorno al mondo. 15 modelli uno diverso dall'altro che faranno la storia del gs. Imperdibile l'ampio Settore Custom realizzato con la collaborazione della società Terre di Moto srl e che vedrà in prima linea la rivista leader di settore Bikers Life, con una piccola esposizione (Bike Show) di qualche decina di Special di altissimo livello in rappresentanza di tutti i generi trattati dal Magazine, quindi:

Freestyle, Metric, Modified Harley- Davidson, Old Style, Streetfighter & Sport Bike, Café Racer e Bagger. Tutte le motociclette esposte saranno naturalmente degli esemplari unici, nati dalla passione e dalle capacità dei loro esperti costruttori (Customizer), che nelle loro officine ormai situate in tutta Italia, isole comprese, come dei sarti "cuciono" addosso ai loro proprietari le moto che hanno sempre sognato. In quest'area si potranno trovare inoltre gli stand di diversi professionisti del settore ed Aziende produttrici di accessori.

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