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IL TECNICO

LEGALE
QUINDICINALE DI NORME, PRASSI
E METODOLOGIE PER CTU, CTP,
PERITO, MEDIATORE E ARBITRO

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ITL_copertina_senza_scritte_ese:Layout 1 21-10-2010 16:15 Pagina 1

IL TECNICO
LEGALE
Direttore Responsabile:
Giovanna Lisi
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Responsabile di redazione:
Irene Chiappalone
Coordinatore editoriale:
Piera Perin
Redazione:
Paola Furno
Coordinatore scientifico:
Paolo Frediani
In questo numero

Editoriale............................................................... pag. 3
Proprietario ed Editore:
Il Sole 24 Ore S.p.A. Agenda
via Monte Rosa 91
20149 Milano Fiere, corsi e convegni........................................ pag. 4
Presidente:
Giancarlo Cerutti Notiziario
Amministratore Delegato:
Donatella Treu Dalle professioni................................................... pag. 5

Testata in attesa di registrazione Articolo


dal Tribunale di Milano
Questo fascicolo è stato chiuso
Come riconoscere le tipologie.
il 27.10.2010 nell’edilizia residenziale storica........................... pag. 7
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vietata senza autorizzazione di Paolo Galantini
scritta dell’Editore
Redazione: per informazioni
in merito a contributi, articoli e
Professione CTU
argomenti trattati: Si può parlare di qualità.
tel. 02.3022.3644, 02.3022.3692
fax 02.3022.3992 del consulente tecnico di ufficio?................... pag. 10
Servizio Clienti Periodici: di Paolo Frediani
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Amministrazione Vendite: Perché il tecnico legale?.................................. pag. 13
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67061 Carsoli (AQ) risponde Paolo Frediani
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IL TECNICO LEGALE 1| 2010 2
di ??????? editoriale

Le professioni tecniche si sono sempre rivelate le più interessanti ma anche le più complesse da seguire
adeguatamente, per la velocità con cui evolvono, la varietà dei temi di riferimento, la necessità di
contemperare aspetti tecnici e normativi, l’impatto spesso imprevedibile dell’evoluzione tecnologica, la
tendenza alla specializzazione e la necessità di mantenere una visione globale di attività e procedure.
Negli ultimi anni in particolare, in parte anche a causa della crisi economica, i professionisti tecnici hanno
ulteriormente radicalizzato la tendenza a diversificare le aree di interesse, rivolgendo l’attenzione a settori
in precedenza trascurati. Tra questi hanno acquisito rilevanza tutte le attività del c.d. “tecnico legale” anche
a seguito di alcuni interventi legislativi che hanno dato una notevole spinta propulsiva al settore, come
l’art. 696-bis cod. proc. civ. “Consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite”, che conferisce
al CTU il potere di conciliare la controversia, e la legge 69/2009 che ha introdotto la c.d. “mediazione
delegata”, poi definitivamente regolata con il D.Lgs. 28/2010 che demanda a organismi di conciliazione,
da istituirsi anche presso gli ordini professionali, lo svolgimento di mediazioni che, dal 20 marzo 2011, per
alcuni importanti settori costituiranno condizioni di procedibilità della domanda giudiziale.
Il “tecnico legale” è dunque investito di grandi responsabilità sia in qualità di esperto del giudice sia in veste
di arbitro o mediatore, nonché nella redazione di perizie contrattuali o pareri pro veritate. Per la natura
dell’attività cui è chiamato, deve avere competenze ampie e interdisciplinari, che vanno dalla conoscenza
degli aspetti strettamente tecnici e della normativa di riferimento, a quella dell’ordinamento processuale e
della procedura civile.
Alla luce di queste considerazioni, il Gruppo 24 ORE ha deciso di mettere a disposizione dei professionisti
tecnici che operano nelle controversie pubbliche e private – architetti, geometri, ingegneri, periti industriali,
agronomi, geologi e amministratori di condominio – uno strumento studiato per rispondere alle loro
specifiche esigenze.
Nasce così Il Tecnico Legale quindicinale di norme, prassi e metodologie che approfondisce tutti i temi
di interesse per:
– consulente tecnico d’ufficio in procedure giudiziarie (processo civile, penale e amministrativo) e
procedure stragiudiziali (arbitrati, conciliazione e mediazione delegata);
– consulente tecnico di parte nel processo civile e penale;
– tecnico in procedure di giurisdizione privata (arbitrato, arbitraggio, perizia contrattuale ecc.);
– tecnico nominato dall’A.G. in ausilio ad attività di natura privatistica (amministrazione giudiziale,
stima per società, componente collegio per espropri ecc.);
– attività libero-professionale nell’ambito delle diverse situazioni conflittuali e di liti (compravendite
immobiliari, progettazione, stime immobiliari, scioglimento di comunioni ereditarie, riconfinazioni,
limiti e vincoli delle proprietà immobiliari, condominio e tabelle millesimali ecc.)
– mediazione, con particolare attenzione alle tecniche di negoziazione extragiudiziali.
Il Tecnico Legale, pubblicato on line in formato pdf, garantisce un aggiornamento completo, tempestivo
e un vero supporto operativo nonché una formazione “permanente”, alternando un numero che potremo
definire “ordinario”, che presenterà articoli di attualità, approfondimento, question time ecc., e un numero
interamente dedicato a un tema di particolare rilevanza trattato con modalità di corso di formazione, ossia
sviluppato per concetti e accompagnato da slide.
Siamo certi che questa iniziativa sarà accolta dagli operatori del settore con il consueto favore e speriamo
di ricevere numerosi e fattivi contributi in termini di suggerimenti, richieste e indirizzi pratici.

l’Editore

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agenda

Fiere, corsi e convegni


quando cosa dove perché
27-30 SAIE
www.saie.bolognafiere.it
Bologna Salone internazionale dell’industrializ-
zazione edilizia
ottobre

27-30 SAIENERGIA
www.saie.bolognafiere.it
Bologna Salone delle energie rinnovabili e
tecnologie a basso consumo per il
ottobre costruire sostenibile

3-6 Ecomondo
www.ecomondo.com
Rimini Fiera internazionale del recupero di
materia ed energia e dello sviluppo
novembre sostenibile

3-6 Key Energy


www.keyenergy.it
Rimini Fiera internazionale per l’energia e
la mobilità sostenibile, il clima e le
novembre risorse per un nuovo sviluppo

11-14 Expoedilizia
www.senaf.it
Roma Fiera professionale per l’edilizia e
l’architettura
novembre

11-14 SITE
www.senaf.it
Roma Salone dell’impiantistica
novembre

17-19 MAPIC
www.reedmidem.com
Cannes Forum sul mercato dell’industria in-
ternazionale dell’insediamento com-
novembre merciale

17-19 Enersolar+ 2010


www.enersolar.biz
Milano (Rho) Salone internazionale interamente
dedicato all’energia solare fotovol-
novembre taica e termica

17-19 HTE – HI.TECH. Expo


www.hitechexpo.eu
Milano (Rho) Salone delle tecnologie fotovoltai-
che, vuoto, coating, laser, fotonica,
novembre nanotecnologie, idrogeno e celle a
combustibile, immagazzinamento
elettricità, superconduttori, tecnolo-
gie della visione e fusione nucleare

17-20 Sicurezza 2010


www.sicurezza.it
Milano (Rho) Rassegna internazionale biennale:
sistemi antintrusione, antincendio,
novembre difese passive, impiantistica elettrica,
automazione edifici

IL TECNICO LEGALE 0 | 2010 4


notiziario

Dalle Professioni
Decreto mediazione, dal CNF un parere tecnico per migliorare la normativa Modi-
ficare alcuni passaggi del decreto ministeriale della mediazione, per rendere più efficace
la normativa. La richiesta viene dal Consiglio nazionale forense, che ha inviato lo scorso 6
ottobre – all’ufficio legislativo di via Arenula – un parere tecnico sullo schema di decreto
ministeriale destinato a disciplinare procedure e indennità dei procedimenti di mediazione,
schema che il ministero della giustizia sta elaborando in questi giorni. Il parere, in uno spirito
di collaborazione istituzionale, tende a rendere più efficace la nuova normativa. Il documento
del CNF segnala, da una parte, l’impatto che sull’avvocatura ha avuto l’entrata in vigore
del D.Lgs. 28/2010 e, dall’altro, constata la “latente sfiducia” della quale lo stesso decreto
ha fatto oggetto proprio gli avvocati, per esempio mancando di prevedere la necessaria
assistenza tecnica durante il procedimento. Nel merito, il parere passa in rassegna le istanze
avanzate da CNF e Consigli dell’Ordine, che sono state disattese nella stesura attuale del
D.M., chiedendone la revisione.

Imprese: sportello unico e agenzie per semplificare il rapporto con la burocrazia


Con il D.P.R. 160 del 7 settembre 2010, pubblicato nel s.o. n. 227 alla Gazzetta Ufficiale n.
229 del 30 settembre 2010, viene riordinata e semplificata la disciplina degli Sportelli unici
per le attività produttive. Lo Sportello unico, da attivarsi presso ogni comune, assicura al
richiedente una risposta telematica unica e tempestiva in luogo degli altri uffici comunali
e di tutte le amministrazioni pubbliche comunque coinvolte nel procedimento, comprese
quelle preposte alla tutela ambientale, al patrimonio storico-artistico o alla tutela della
salute e della pubblica incolumità. Il decreto entra in vigore domani, 15 ottobre 2010, ma
per rendere operativi gli Sportelli unici i comuni hanno sei mesi di tempo, che diventano
dodici per le procedure più complesse.
Le aziende avranno a disposizione anche un altro strumento, le Agenzie per le imprese,
introdotte dal Regolamento n. 159/2010, anch’esso pubblicato nella stessa Gazzetta Uffi-
ciale. Si tratta di soggetti privati accreditati dal Ministero dello sviluppo economico a cui
gli imprenditori potranno rivolgersi per attestare la presenza dei requisiti richiesti dalla
legge per realizzare, trasferire o cessare un’attività. Lo Sportello unico, in sostanza, sarà il
soggetto pubblico di riferimento per tutti i procedimenti che abbiano a oggetto l’esercizio
di attività produttive e di prestazione di servizi, e quelli relativi alle azioni di localizzazione,
realizzazione, trasformazione, ristrutturazione o riconversione, ampliamento o trasferimento,
nonché cessazione o riattivazione delle suddette attività.

IL TECNICO LEGALE 0 | 2010 5


La mediazione delegata presso i Collegi dei Geometri e Geometri Laureati di Fermo
e Pesaro Con la partecipazione, in qualità di relatore, di Paolo Frediani avrà inizio, il
prossimo 19 novembre a Fermo e il 20 ad Ascoli Piceno, il percorso formativo pianificato
dai Collegi dei Geomteri della regione Marche, sulla nuova disciplina legislativa, che afferma
la diffusione della cultura sulla “mediazione/conciliazione”.
L’istituto è un’importante opportunità e concreta prospettiva di sviluppo professionale per
il Geometra, che auspica di ridurre il carico della giustizia ordinaria soprattutto in materia
civile, includendo tra gli organismi di mediazione anche gli ordini professionali.
Questi i temi che verranno trattati durante i primi seminari di studio, dal titolo “La mediazione
delegata: una nuova sfida per il Geometra”, volti al successivo dovuto approfondimento.
Per informazioni e iscrizioni all’incontro di studio contattare le segreterie dei Collegi dei
Geometri.

Frane e alluvioni: territorio italiano a elevato rischio L’Italia è un territorio fragile: le


aree ad alta criticità idrogeologica rappresentano il 10% della superficie nazionale e riguar-
dano l’89% dei comuni, mentre le aree a elevato rischio sismico sono pari a circa il 50% del
territorio e interessano il 38% dei comuni. La tutela della popolazione residente in queste
aree, il risanamento idrogeologico del territorio e la messa in sicurezza del patrimonio dagli
eventi disastrosi diventano prioritarie per il Paese. È quanto emerge dal rapporto “Terra e
sviluppo. Decalogo della terra 2010” sullo stato del territorio italiano, presentato nei giorni
scorsi dal Consiglio nazionale dei geologi. Secondo lo studio sono circa 6 milioni le per-
sone che abitano nei 29.500 chilometri quadrati del nostro territorio considerato a elevato
rischio idrogeologico, ovvero dove eventi naturali straordinari possono determinare effetti
nefasti per cose e persone. Nel nostro Paese vi sono un milione e 260 mila edifici a rischio
di frane e alluvioni. Di questi oltre 6 mila sono scuole, mentre gli ospedali sono 531. Della
popolazione a rischio il 19%, ovvero oltre un milione di persone, vivono in Campania, 825
mila in Emilia Romagna e oltre mezzo milione in ognuna delle tre grandi regioni del nord,
Piemonte, Lombardia e Veneto. È in queste regioni, insieme alla Toscana, dove persone e
cose sono maggiormente esposte a pericoli, per l’elevata densità abitativa e per l’ampiezza
dei territori che registrano situazioni di rischio.

È nata Federimmobiliare, stipulato atto costitutivo È stato stipulato il 7 ottobre l’atto


costitutivo di Federimmobiliare, la Federazione Italiana dell’Industria Immobiliare. La nuova
Federazione, che aggrega tredici associazioni in rappresentanza dei più significativi operatori
della rete immobiliare, sarà presieduta da Gualtiero Tamburini (Assoimmobiliare) mentre
Federico Filippo Oriana (Aspesi) ne sarà Vicepresidente Vicario. «Federimmobiliare – ha
sottolineato Tamburini – nasce con l’obiettivo di promuovere una crescente integrazione
fra tutte le Associazioni del mondo immobiliare. Oggi il settore immobiliare con il 5% del
PIL rappresenta una quota dell’economia nazionale strategica che si va ad aggiungere al
circa 10% delle costruzioni. A fronte dell’indubbia importanza economico-sociale del real
estate, sta una sottovalutazione storica che solo con un’azione di costruzione di una vera
cultura dei valori dell’immobiliare potrà essere superata». Per la crescita e la competitività
dell’economia nazionale è necessario adottare politiche industriali che facciano leva sulle
grandi risorse locali costituite da edilizia e immobiliare.

IL TECNICO LEGALE 0 | 2010 6


di Paolo Galantini articolo

Come riconoscere le tipologie


nell’edilizia residenziale storica
1. Le tipologie edilizie sono codificate da qualche normativa?
No. È bene comunque verificare sempre i Regolamenti Urbanistici dei vari Comuni, infatti possono avere
classificato gli immobili, soprattutto quelli storici, in base alla tipologia come viene intesa da questo scritto.

2. Perché è importante saper riconoscere le tipologie e classificare


in questo modo gli edifici?
La classificazione tipologica nasce dall’esame storico e formale dell’oggetto: è indispensabile (anche in
virtù della normativa locale) per un corretto intervento di ristrutturazione edilizia. Per il consulente e
l’estimatore è fondamentale per un giudizio di merito sull’intervento subìto da un immobile e perché un
progetto di qualità si riflette sul valore commerciale dell’immobile. Giova sottolineare ancora una volta che
i Regolamenti Urbanistici ed Edilizi comunali tendono a salvaguardare gli aspetti formali e morfologici
dell’edilizia (anche di base), non solo nei Centri Storici.

3. È sempre possibile riconoscere in modo certo la tipologia di appartenenza


di un edificio in base alla classificazione data?
No. Non possiamo avere questa pretesa, essenzialmente per due motivi: 1. spesso un edificio è il risultato
finale di successivi interventi, che snaturano o modificano la tipologia; 2. vi possono essere forti influenze
locali sulla produzione edilizia, al punto da generare tipologie originali che vanno individuate con autonoma
indagine: bisogna saper dedurre una metodica di riconoscimento tipologico dalle indicazioni offerte.

4. Le tipologie sono determinate dalla localizzazione geografica?


Sono numerosi i fattori che determinano la formazione di una tipologia, quindi le influenze climatiche
sono fondamentali. La ricca letteratura in materia è però concorde nel ritenere il tipo come un’astrazione
nella quale è possibile riconoscere i vari edifici che presentano quelle caratteristiche, a prescindere anche
dalla loro localizzazione geografica. Resta inteso che alcune tipologie (non solo per motivi geografici)
non si riscontrano ovunque: un esempio è la distribuzione a ballatoio, tipica del Nord Italia (come le
milanesi case di ringhiera), quasi completamente sconosciuta in Toscana.

5. La tipologia può influenzare una perizia di stima e in quale modo?


L’analisi tipologica, in determinate arre urbane, deve entrare nella perizia: per una stima analitica è un
elemento che consente la corretta classificazione del bene economico e l’esame degli interventi subiti
eventualmente dall’edificio possono, in base al rispetto degli aspetti storici dell’edificio stesso (anche di
edilizia corrente!), avere diversa valutazione. In sostanza un progetto di recupero o di ristrutturazione
comporta un valore economico aggiuntivo, legato appunto alla coerenza dell’intervento.

IL TECNICO LEGALE 0 | 2010 7


Lo scritto è uno strumento per il riconoscimento pratico delle tipologie nell’edi-
lizia residenziale storica, ai fini di una corretta valutazione nelle perizie di stima
e come supporto nell’attività di consulenza.
L’individuazione tipologica è un mezzo fondamentale per lo studio dell’edificato
esistente e della morfologia urbana; è inoltre essenziale per l’individuazione delle
categorie di intervento ammesse sui singoli edifici, al punto che gli strumenti
urbanistici di molti comuni ne offrono una classificazione, al fine di garantire che
qualsiasi intervento edilizio conservi il tipo nella sua costituzione, quale memoria
storica dell’ambiente umano.
Lo scopo di questo contributo è essenzialmente pratico; pertanto non entra nel
merito dello studio dell’idea di tipo in architettura. Il termine tipo nel linguaggio
non specialistico ha il significato di forma generale ed equivale a un insieme di
proprietà comuni a un certo numero di individui o oggetti: è sinonimo di classe,
risulta quindi da un procedimento classificatorio ed è strumentalmente utilizza-
bile per una classificazione degli oggetti in esame.
La definizione dei tipi dipende dal criterio che si assume per la classificazione:
nel nostro caso vale considerare la struttura formale dell’oggetto architettonico
come l’elemento che, con maggiore completezza, restituisce la natura dell’archi-
tettura. Il tipo architettonico è un enunciato che descrive una struttura formale.
Quindi: il tipo è di natura concettuale, riunisce cioè una famiglia di edifici che
posseggono tutti le stesse caratteristiche, senza identificarsi con alcuno di essi;
si può parlare al più di esempi.
Dividiamo, per quanto ci riguarda, l’edilizia in due categorie: edilizia di base ed
edilizia specialistica. Gli edifici appartenenti alla prima categoria costituiscono
la maggior parte del costruito e posseggono spesso una minor caratterizzazione,
mentre l’edilizia specialistica è connotata da forte caratterizzazione e spesso
ne sono noti il committente e l’autore. Bisogna, inoltre, notare che evoluzioni
edilizie locali hanno portato a tipi assolutamente caratteristici del luogo, oppure
a evoluzioni particolari di alcuni elementi formali: in questo primo approccio
individueremo tipi che astraggono da influenze geografiche.
Circoscriviamo l’edilizia residenziale storica agli interventi realizzati sino agli
anni ‘30 e non necessariamente situati nei centri storici, come individuati dai
piani regolatori comunali.
Le tipologie fondamentali dell’edilizia residenziale di base che pren-
deremo in esame sono:
1. casa a schiera;
2. casa in linea;
3. casa a corte;
4. casa rurale.
A queste tipologie si possono aggiungere quelle tipicamente ottocentesche del
palazzetto e del villino, quali evoluzioni del palazzo e della villa che da prodotti
di edilizia specialistica, come diremo, sono stati ricondotti a prodotti di edilzia
di base per adeguarli alle nuove esigenze sociali ed economiche.
L’edilizia specialistica riguarda edifici con destinazione d’uso che supera la nor-
male esigenza dell’abitare o che hanno destinazioni d’uso specifiche: il palazzo, la
villa, la chiesa, il convento, gli edifici per attività industriali o artigianali. Spesso la
destinazione d’uso originaria è stata abbandonata, ma nonostante il mutato aspet-

IL TECNICO LEGALE 0 | 2010 8


to funzionale il tipo va riconosciuto per quello che era alla nascita dell’edificio.
Le caratteristiche analizzate per individuare le varie tipologie sono le
seguenti:
a. localizzazione urbana suburbana o rurale;
b. edificazione a filo strada o arretrata;
c. mono o plurifamiliare;
d. caratteristiche della distribuzione orizzontale e verticale;
e. impostazione delle murature portanti;
f. esistenza e caratteristiche di spazi aperti a piano terra.

Casa a schiera Casa in linea Casa a corte Casa rurale


Localizzazione urbana-suburbana urbana-suburbana urbana-suburbana rurale – può risultare
riassorbita dall’espan-
sione urbana
Edificazione filo strada filo strada accesso filo strada – arretrata – raramente
sviluppo filo strada e lungo strada
interno
Mono o monofamiliare plurifamiliare plurifamiliare mono o pluri familiare
plurifamiliare
Distribuzione scala interna di uso scala interna di uso varie scale interne e/o una o più scale inter-
esclusivo comune interne di uso comu- ne e/o esterne di uso
ne e esclusivo – pos- solitamente esclusivo
sibili distribuzioni a
ballatoio
Murature due setti murari per- tessitura di setti mu- struttura composita: struttura isolata, costi-
portanti pendicolari alla stra- rari più o meno com- spesso la corte rac- tuita da due o tre muri
da plessa, lungo due di- coglie edifici costruiti longitudinali e setti
rezioni ortogonali in momenti diversi, trasversali – l’aggre-
con diversa tipologia gazione spesso avvie-
strutturale ne in epoche succes-
sive
Spazi aperti resede esclusiva po- cortile o giardino po- corte quale spazio di- struttura isolata con
a p.t. steriore steriore – raramente stributivo comune – spazi aperti di uso
portico interno eventuali orti retro- comune, circondata
stanti da campi coltivati

Paolo Galantini
Ingegnere, libero professionista, titolare dello Studio Galantini.
Svolge attività di progettazione urbana e architettonica dal 1992.
Professore a contratto presso il Corso di Ingegneria Edile–Architettura, facoltà di Ingegneria dell’Uni-
versità di Pisa. Invited Professor all’Università di Architettura U.F.O. di Tirana, Albania.
Oltre all’insegnamento svolge attività di ricerca sul progetto urbano.
IL TECNICO LEGALE 0 | 2010 9
di Paolo Frediani professione CTU

Si può parlare di qualità


del consulente tecnico di ufficio?

‘‘ Quali qualità deve possedere, che tipo di formazione


deve affrontare, quale sviluppo professionale deve avere
un consulente tecnico di ufficio? E ancora, potremmo dire

,,
che un buon professionista tecnico è sicuramente un buon
CTU?

Da tempo si è aperta un’ampia discussione nel mondo professionale circa le qualità


che i professionisti debbono garantire nell’assolvimento dei loro mandati; unita-
mente a ciò si sono perfezionati i sistemi di riconoscimento dei crediti formativi
al fine di garantire una formazione continua a tutti i professionisti, nell’indirizzo
di soddisfare uno standard minimo idoneo a dimostrare alla collettività le com-
petenze e gli aggiornamento maturati.
Anche la figura del CTU deve considerarsi interessata da queste innovazioni sia
perché è parte integrante delle attività professionali sia, e mi si lasci dire, soprat-
tutto, per le ricadute che la sua opera provoca sulla collettività e sui rapporti tra
i componenti di essa.
Svolgiamo su questo alcune interessanti considerazioni.
L’attività di consulente tecnico di ufficio, ausiliario giudiziario e perito, ovvero
quelle figure di ausilio fondamentale alle attività dell’autorità giudiziaria nei settori
civile e penale, hanno da sempre affascinato i professionisti; sì è frequentemente
osservato quelle attività con rispetto, e anche (da parte dei più giovani) con un
po’ di soggezione, dovute principalmente al fatto che le conoscenze e competenze
tecniche private del tecnico vengono poste al servizio della pubblica giurisdizione,
sia essa civile che penale, come qualificato contributo per trarne un giudizio.
D’altra parte per coloro che svolgono costantemente il ruolo, il compito è vissuto
come fonte di prestigio professionale, tanto da manifestarne l’esercizio attraverso
biglietti da visita, carta intestata e targhe all’ingresso dello studio.
E infatti il consulente tecnico di ufficio svolge una funzione giurisdizionale im-
portante per il giudice. Esso rappresenta “l’occhio specialistico” del magistrato
quando questi si trova a dover decidere su aspetti che esulano dalle proprie
competenze e conoscenze. Occorre altresì osservare che sempre più spesso –
ancor di più nello stato attuale della giustizia nel nostro Paese – il risultato del

IL TECNICO LEGALE 0 | 2010 10


lavoro dell’esperto (la c.d. relazione peritale), quando la questione controversia si
risolve in aspetti esclusivamente tecnici – diventa la sostanza della decisione del
magistrato. Pertanto non appare eccessivo sostenere che il consulente tecnico
finisce per decidere, in quei casi, l’esito della controversia.
La figura del CTU, anche per questi motivi, da lungo tempo è stata frutto di trat-
tazioni in pubblicazioni, seminari e convegni di studio nel mondo delle professioni,
in particolare di quelle tecniche, ambiti nei quali si è rivolto costantemente l’in-
teresse alle funzioni precipue dell’ausiliario giudiziario, alle proprie attività e alle
risultanze del lavoro peritale. Viceversa, dobbiamo laconicamente registrare come
non si sia mai posto al centro dell’attenzione il tema delle qualità e conoscenze
che un consulente tecnico di ufficio dovrebbe poter garantire per lo svolgimento
corretto e compiuto del proprio ruolo. Non parliamo tanto delle conoscenze pro-
prie del professionista, garantite dalla “speciale competenza tecnica” statuita dalle
disposizioni codicistiche, quanto di quelle specifiche dell’ambito di svolgimento
della propria opera, ossia le regole e norme del processo che, ove sottovalutate,
finiscono soventemente per condizionarne gli esiti.
È da constatare come nel percorso scolastico e universitario non si siano mai
curate in modo specifico la formazione e la specializzazione del futuro esperto
del giudice, ancorché a questi vengano, da sempre, affidati compiti di rilevante
responsabilità e incombano, ove le liti si risolvano in questioni di natura tecnica,
le responsabilità di decidere l’esito della controversia. Si è da sempre osservata
l’attività di consulenza tecnica di ufficio come “parte” dell’attività professionale
quotidiana, talvolta riservandole tempi e spazi marginali rispetto ai ben più re-
munerativi settori della progettazione, topografia e altri.
D’altra parte lo stesso codice di procedura civile, nelle sue disposizioni attuative,
da, per così dire, per scontata la conoscenza giuridica del consulente. Difatti,
all’art. 15 disp. att. cod. proc. civ.1, questo stabilisce i requisiti in:
– speciale competenza tecnica in particolari materie;
– specchiata condotta morale;
– iscrizione nelle rispettive associazioni professionali.

Competenza tecnica
È come si è detto, una speciale competenza tecnica che deve, non solo, essere
spiegata dal titolo di studio acquisito, dall’appartenenza a una categoria profes-
sionale o ancora dallo svolgimento di una attività professionale, ma soprattutto
dall’acquisizione di titoli, dalla partecipazione a percorsi di formazione specifici
nella materia, dall’aver svolto pubblicazioni o attività di insegnamento. È nella
sostanza non sufficiente dimostrare il “poter fare” ma occorre esprimere il “saper
fare”, in quel determinato settore.

Condotta morale
Il riferimento della norma è da leggersi come generale condotta morale del ri-
chiedente e quindi, in concreto, formano condizioni limitanti non solo i casi di

1
Art. 15 disp. att. cod. proc. civ. Iscrizione nell’Albo – Possono ottenere l’iscrizione nell’Albo coloro che sono forniti di speciale compe-
tenza tecnica in una determinata materia, sono di condotta morale specchiata e sono iscritti nelle rispettive associazioni professionali.
Nessuno può essere iscritto in più di un Albo. Sulle domande di iscrizione decide il comitato indicato nell’articolo precedente. Contro
il provvedimento del comitato è ammesso reclamo entro quindici giorni dalla notificazione al comitato previsto nell’art. 5.

IL TECNICO LEGALE 0 | 2010 11


condanne penali, civili ma anche l’irrogazione di sanzioni disciplinari e ammi-
nistrative per fatti non inerenti all’incarico di CTU, ma che possono incidere
sull’esercizio della professione o che comunque denotano, in chi le ha subite,
spregio della legalità o mancanza di senso civico.

Iscrizione nell’ordine o collegio professionale


Tale condizione, con ogni evidenza, vale per quelle categorie professionali (archi-
tetti, ingegneri, commercialisti, geometri, periti industriali ecc.) mentre per gli altri
vale l’iscrizione negli appositi elenchi conservati presso le camere di commercio
industria agricoltura e artigianato.
Dalla analisi svolta ne discende che non mai riconosciuto il valore di una speciale
conoscenza delle procedure e norme. E non certo perchè non ve ne sia l’esigenza;
difatti il professionista tecnico, esperto nel settore di competenza, frequentemente
non lo è nella procedura che lo coinvolge nel corso dell’adempimento dell’incarico
giudiziario.
L’esperienza quotidiana indica, difatti, che il professionista è spesso portato, er-
roneamente, a ritenere che la propria competenza, motivata dall’iscrizione a un
ordine o collegio professionale e gli anni di esperienza, possa di per sé essere
sufficiente a garantire il corretto assolvimento del mandato giurisdizionale. In
verità – e ciò assume ancor più un particolare rilievo alla luce dalle riforme del
processo del 2006 e del 2009 – tale da prefigurare legittimo chiedersi se un buon
tecnico è anche un buon CTU. Difatti, non appare scontato il fatto che un buon
tecnico possa rappresentare necessariamente un buon consulente tecnico, poiché
per svolgere efficacemente l’attività di ausiliario del giudice, questi deve possedere
particolari conoscenze e qualità, in un certo senso anche autonome rispetto alle
mere competenze scientifiche e professionali. Ed è quello che contraddistingue
la figura del CTU rispetto a quella di un professionista tecnico in senso lato. E
in tal senso non è detto che una consulenza tecnica ineccepibile da un punto di
vista scientifico possa anche esserlo sotto quello della procedura civile.
Ma d’altra parte nel nostro Paese non si è mai sviluppata una seria riflessione
sul concetto della professionalità (e quindi qualità) che il consulente tecnico di
ufficio deve poter garantire; né da parte delle categorie professionali né da quella
della magistratura. Certamente, come già osservato, i requisiti per l’iscrizione
all’albo non sono né sufficienti né idonei a rendere plausibile il corretto, compiu-
to e soddisfacente assolvimento all’incarico. Dovrebbe, invece, farsi strada una
considerazione diversa del ruolo contraddistinta da un riconoscimento anche
formale (certificazione) da ottenersi attraverso un percorso formativo specifico da
realizzarsi dapprima nell’ambito dei cicli scolastici e successivamente da svolgersi
nell’ambito dei percorsi d’indirizzo professionale da definirsi a cura dalle catego-
rie professionali unitamente, perché no, al corpo della magistratura. Insomma è
necessario dare definitivamente priorità al saper fare piuttosto che al poter fare.

Paolo Frediani
Libero professionista, esperto nei settori delle consulenze tecniche e di conciliazione, autore di pub-
blicazioni sulle materie e libero docente in corsi di formazione professionale.
IL TECNICO LEGALE 0 | 2010 12
Question time
risponde Paolo Frediani

Perché il tecnico legale?


Per comprendere obiettivi e caratteristiche di questa nuova iniziativa editoriale,
abbiamo fatto alcune domande a colui che ne è l’ideatore e coordinatore
scientifico, Paolo Frediani, esperto di consulenza giudiziaria e mediazione,
da tempo collaboratore del Gruppo 24 ORE e di numerose pubblicazioni
e corsi di formazione sulla materia.

Perché il tecnico legale? in cui la pubblica giurisdizione delega ampi spazi


Da tempo il Gruppo 24 ORE nel settore dei periodici a quella privata per la gestione e soluzione delle
professionali ha deciso di privilegiare un rapporto controversie.
più concreto e diretto con i propri lettori, sia con le
riviste storiche sia con nuove iniziative come questa, Ci può spiegare meglio?
progetti che vogliono accompagnare una più efficace Certamente.
maturazione e crescita professionale. Nel nostro Paese è sotto gli occhi di tutti come la
Ciò si rivela ancora più importante in un momento conflittualità sociale e comunitaria sia sempre in for-
in cui il mondo professionale è attraversato da forti te crescita. Non è questa l’occasione, naturalmente,
cambiamenti e oggettive difficoltà; la crisi, che anche per analizzare tale delicato tema che renderebbe
tra i professionisti è tangibile, ha indotto molti a necessaria un’approfondita trattazione e per il qua-
diversificare le aree di attività rivolgendo l’attenzione le ci ripromettiamo di proporre un contributo nei
a settori in precedenza trascurati ovvero a conferire prossimi numeri.
maggiore impulso a quegli spazi professionali distin- Dobbiamo purtroppo registrare questa condizione
tivi della propria area professionale. sia attraverso il costante incremento del numero
In tal senso il momento che stiamo vivendo per la di processi civili pendenti in vari gradi di giudizio
comunità di professionisti è una autentica occasione e nell’aumento del ricorso a forme alternative e in
per poter operare mutamenti importanti e sostan- vario modo complementari come l’arbitrato, la con-
ziali del proprio indirizzo operativo. da consolidare ciliazione e mediazione.
poi nei successivi periodi. La professione del tecnico Tale stato di cose esige e richiede figure professionali
legale, centrale e trasversale delle diverse categorie, preparate e competenti per intervenire adeguatamen-
in questo senso, offre ampi spazi di attività e crescita te nei ruoli delle diverse procedure, anche nell’ottica di
per i professionisti qualificati e preparati. Ancor più contribuire a deflazionare l’enorme carico giudiziario.
oggi dove, frequentemente, assistiamo a fenomeni Limitandoci a citare gli ultimi in ordine di tempo,

IL TECNICO LEGALE 0 | 2010 13


sono significativi gli interventi operati dal legislato- gure distintive della detta area emerge quella degli
re che hanno introdotto procedure in cui il tecnico esperti del giudice in cui si individuano il CTU nei
diviene soggetto centrale per i processi che posso- processi civile di cognizione, cautelare e nella pro-
no condurre alla risoluzione delle controversie. Tra cedura 696-bis cod. proc. civ., l’Ausiliario giudiziario
queste è da evidenziare la legge 80/2005 con l’intro- nel processo esecutivo, sia nella forma generica delle
duzione dell’art. 696-bis cod. proc. civ. Consulenza esecuzioni immobiliari sia in quella specifica delle
tecnica preventiva ai fini della composizione della complesse procedure degli obblighi di fare o non
lite che conferisce al CTU il potere di conciliare la fare, nel processo fallimentare, il Perito e Consulente
controversia, inserendo forme di tutele a garanzia tecnico nel processo penale, ma anche quelle del
dell’accordo veramente innovative e la legge 69/2009 CTP nel processo civile e penale; e ancora del Tec-
con l’introduzione della c.d. mediazione delegata, poi nico che svolge la propria attività nelle procedure
definitivamente regolamentata con il D.Lgs. 28 del 4 giurisdizionali dell’amministrazione giudiziaria del
marzo 2010, che demanda a organismi di conciliazio- bene comune o stragiudiziali come l’arbitrato, dove
ne da istituirsi anche presso gli ordini professionali lo occorre ricordare può ricoprire incarichi di arbitro
svolgimento di mediazioni che, occorre precisare, dal o consulente tecnico o di stimatore nelle procedure
20 marzo 2011, per alcuni importanti settori, costi- espropriative provinciali o alla mediazione delegata
tuiranno condizioni di procedibilità della domanda dove può svolgere l’attività di mediatore e consu-
giudiziale. lente tecnico di ufficio, e ancora quelle dei tecnici
Se mai ve ne fosse stato bisogno, questi provvedi- che assistono le parti in diverse operazioni come la
menti di riforma hanno riconfermato l’importanza e stima immobiliare, la compravendita e altro ancora.
l’attualità della figura e dei compiti del tecnico legale In tutte queste procedure le figura e l’opera del
che, non dimentichiamoci, incarnava storicamente tecnico è imprescindibile ed essenziale per la riso-
il ruolo di risolutore delle liti già con gli incarichi di luzione delle problematiche connesse alle attività
consulente tecnico di ufficio, di parte e arbitro, que- specialistiche.
sto ultimo compito da tempo demandato ai tecnici. Insomma è un tecnico che svolge la propria opera
professionale in quella area tecnico – legale dove si
A proposito di questo, incontrano figure istituzionali e non che si confron-
chi è il tecnico legale? tano con le controversie o con le fattispecie di situa-
Il tecnico legale è soggetto che opera in una vasta zioni potenzialmente tali. In tale senso nel tecnico
area professionale con sempre più rilevanti respon- legale rientrano a pieno titolo tutti i professionisti di
sabilità. Assiste e collabora, fornendo essenziali com- area tecnico-specialistica come architetti, ingegneri,
petenze, con le diverse figure come il magistrato, geometri, periti industriali, commercialisti e consu-
l’avvocato, l’arbitro e il mediatore chiamate, in vario lenti del lavoro, geologi, agronomi, amministratori
modo, a gestire le diverse e complesse procedure di condominio e quanti altri.
sia di ambito giurisdizionale (civile e penale) che
stragiudiziale. Quali conoscenze deve possedere
Ma è anche chiamato direttamente a gestire e ri- il tecnico legale?
solvere le nascenti controversie o le situazioni che Per la natura stessa delle attività a cui è chiamato,
potenzialmente lo potrebbero divenire nello svolgi- le conoscenze che il tecnico legale deve offrire sono
mento degli incarichi di arbitro, sia unico sia costi- necessariamente interdisciplinari.
tuente un collegio, di mediatore, sia nelle procedura Mi spiego meglio con un esempio.
delegata sia in quelle amministrate dai veri enti e Assumiamo la figura forse più emblematica di questa
società, che più squisitamente tecniche dell’arbitrag- area di attività, il consulente tecnico di ufficio, chia-
gio e della perizia contrattuale, dei diversi pareri pro- mato dal magistrato a svolgere un importantissimo
veritate, di perizia assicurativa e dell’assistenza alle ruolo nel processo civile (nella specie di cognizione),
operazioni di stima e compravendita immobiliare. oserei dire spesso decisivo ove le questioni contro-
Senza dubbio nella amplissima comunità delle fi- verse si risolvano nella natura tecnica. Esso, tecnico,

IL TECNICO LEGALE 0 | 2010 14


garantisce le conoscenze e competenze professiona- costanze e fatti idonei a spiegare la possibile nullità
li proprie ma non può prescindere da assicurare al della consulenza tecnica di ufficio con le eventuali
magistrato e alle parti anche quelle specifiche che conseguenze sul piano delle responsabilità discipli-
regolano l’ambito nel quale il proprio suo mandato nari, civili e penali.
trova svolgimento, nel caso specifico le norme pro- Per il tecnico, per sua stessa natura non “tecnico del
cedurali del processo di cognizione. diritto”, si impone pertanto la conoscenza appro-
Tale concetto può sembrare di una imbarazzante fondita dell’intero quadro normativo che consente
banalità, ma spesso coloro che affrontano l’attività di poter svolgere nel migliore dei modi la propria
di consulente tecnico di ufficio, in particolar modo attività, mettendosi al riparo da eventuali spiacevoli
coloro che la svolgono saltuariamente, la ritengono, conseguenze.
nei fatti, una parte diretta e accessoria della profes- Nell’esempio trattato quindi il consulente deve cono-
sione, trascurando la portata che talune obbligazioni scere adeguatamente le disposizioni regolanti l’iscri-
stabilite dall’ordinamento processuale e dal codice zione, la tenuta, la formazione dell’Albo dei consu-
di procedura civile rappresentano per il corretto e lenti tecnici (artt. 13 disp. att. cod. proc. civ. e segg.),
valido svolgimento dell’incarico. nonché quelle relative alle sanzioni e responsabilità
Il mancato rispetto del contraddittorio e del diritto cui è soggetto (art.64 cod. proc. civ. e 366 cod. pen.
alla difesa, ovvero assumere documentazione irri- e segg.), quelle relative alla propria attività e quella
tuale nel corso dell’incarico o, per quella acquisita, dei consulenti di parte (artt. 90 disp. att. cod. proc.
non garantirne la consegna alle parti o ancora dare civ. e segg.), le disposizioni generali (artt. 61 cod.
inizio ovvero prosecuzione alla operazioni senza proc. civ. e segg.) e quelle concernenti il processo di
darne avviso alle parti, possono rappresentare cir- cognizione (artt. 191 cod. proc. civ. e segg.).

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