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Metodologia operativa: comunicazione antiautoritaria e non-direttiva

Il tema dell’efficacia nel processo


di insegnamento-allenamento

Divenire allenatori efficaci

È divenuto un obbligo essere efficaci. La ricerca dell’efficacia nell’educare va


ricercata in quel qualcosa che rende l’insegnamento non più un mestiere ma quasi
un’arte, ove accanto alle competenze disciplinari indispensabili concorrono tutta una
miriade di “atteggiamenti e di sensazioni “ che consentono quel salto di qualità che
alla fine realizzano un passaggio straordinario dall’essere insegnanti al divenire
maestri.
Un desiderio mi spinge pertanto a presentare di seguito queste poche righe di
considerazioni personali su un mio lavoro di ricerca. Il lavoro di ricerca è partito dalla
lettura del testo di Thomas Gordon ”Insegnanti efficaci” edito in Italia dalla casa
editrice Giunti e Lisciani nel 1998; in esso vengono esposti alcuni convincimenti
dell’autore, peraltro da me condivisi e da molti colleghi con i quali socializzo le mie
convinzioni.
Cos’è allora che rende diverso l’insegnamento che funziona da quello che fallisce e
l’insegnamento che procura soddisfazioni da quello che invece provoca stress?
C’è un fattore che influisce in maniera rilevante sul risultato finale ed è il grado di
capacità dell’insegnante nello stabilire un determinato rapporto con gli studenti.
È proprio la qualità di questo rapporto che è importante: ancor più di ciò che si sta
insegnando, è determinante il modo in cui l’insegnamento viene impartito.
Nei rapporti interpersonali il dialogo può essere sia costruttivo che distruttivo, esso
può distaccare l’insegnante dagli studenti oppure creare uno stretto legame tra loro.
Infatti, l’effetto prodotto dal dialogo dipende dalla qualità nel discorso e dalla capacità
dell’insegnante di trovare le parole più adatte nelle diverse circostanze.
Qualsiasi insegnamento può diventare interessante se impartito da un insegnante che
abbia appreso il modo corretto di rapportarsi con gli studenti, instaurando una
relazione di reciproco rispetto. Al contrario se l’insegnante stabilisce con gli alunni un
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tipo di rapporto che li rende oppressi, diffidenti, distaccati, umiliati o valutati con
occhio critico, qualsiasi attività o insegnamento provocherà in loro noia, disinteresse e
rifiuto ostinato.
Troppo spesso gli allenatori si pongono coi loro calciatori non come persone ma come
dei casi senza volto: ipodotati, superdotati con problemi caratteriali, economicamente
depressi, con alto o basso quoziente di intelligenza, emotivi, ansiosi e così via.
Noi crediamo invece che ci siano molte più somiglianze che differenze nei calciatori.
Tutti sono esseri umani prima di tutto, tutti hanno sentimenti umani, risposte umane.
Tutti i ragazzi si entusiasmano o si scoraggiano secondo se vengono accolti o
emarginati. Tutti i ragazzi sviluppano dei meccanismi di difesa da contrapporre all’uso
di potere da parte degli allenatori. Tutti i ragazzi danno un grosso valore alle proprie
necessità e proteggono i propri diritti .
I TRE FATTORI CHE ACCRESCONO L’EFFICACIA DELL’INSEGNAMENTO

1. LE COMPETENZE DIDATTICHE;
2. LE CARATTERISTICHE PROFESSIONALI;
3. IL CLIMA DELLA SQUADRA.

Le competenze didattiche sono micro-comportamenti che possono essere appresi,


mentre le caratteristiche professionali hanno radici molto più profonde, sono quei
modelli di comportamento che ci spingono ad agire in un certo modo, e come tali
servono a sostenere le prime. Il clima della squadra rappresenta, invece una misura
degli esiti dell’insegnamento e indica come i calciatori si sentono tra di loro, che è
determinante per la motivazione ad apprendere. Nessuno di questi tre fattori produce
da solo il valore aggiunto dell’insegnamento e perché avvenga, devono interagire. I tre
fattori assieme possono migliorare il rendimento di oltre il 30%.
1) LE COMPETENZE DIDATTICHE
Le competenze didattiche sono quei “micro-comportamenti” che gli allenatori
efficaci esprimono costantemente sul campo. Comprendono comportamenti come:
- Coinvolgere tutti i calciatori nelle situazioni;

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- Usare la differenziazione in modo appropriato per proporre “sfide” adatte a
ciascun calciatore;
- Usare una varietà di attività o di metodi di apprendimento;
- Applicare metodi didattici coerenti con gli obbiettivi del progetto sportivo;
- Usare tecniche diverse di verifica per valutare le conoscenze e la
comprensione dei calciatori.

Le competenze didattiche sono descritte nelle seguenti voci:

- Aspettative elevate;
- Programmazione;
- Metodi e strategie;
- Gestione dei calciatori \disciplina;
- Gestione del tempo di allenamento e delle risorse;
- Valutazione
- Concentrazione dei calciatori e ritmo della seduta di allenamento.

ASPETTATIVE ELEVATE

Gli allenatori efficaci esprimono elevate aspettative nei confronti dei loro calciatori
e gliele comunicano direttamente. Li sfidano, li ispirano, si aspettano il massimo da
loro.
Sanno porre obiettivi appropriati per ogni atleta. Quando gli allenatori esprimono
questa competenza sanno cogliere il massimo da tutti. L’allenatore efficace
incoraggia alti standard di impegno, precisione, prestazione, usa strumenti di
differenziazione in modo appropriato cosi che tutti i calciatori possano raccogliere

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le sfide che vengono loro proposte, usa strategie diverse per motivare ragazzi
diversi, crea occasioni per responsabilizzare i calciatori nei confronti del loro
apprendimento, fa ricorso alle esperienze o alle idee degli stessi per rendere più
interessante e significativo il lavoro.

PROGRAMMAZIONE

Gli allenatori efficaci sanno programmare. Predispongono obiettivi chiari per


ciascuna seduta, nel contesto del microciclo e di una programmazione di più lungo
termine. Il loro approccio alla seduta di allenamento è strutturato. La seduta
comincia con il riepilogo di ciò che è stato fatto in quelle precedenti e con una
veloce panoramica dei nuovi obiettivi.
La seduta si conclude con il riepilogo degli obiettivi perseguiti e dalla revisione di
quanto è stato appreso. La programmazione degli allenatori efficaci tiene conto dei
diversi bisogni tecnico tattici ed altri emersi , e non trascura mai quelli di chi ha
particolari difficoltà. L’allenatore efficace all’inizio della seduta ne comunica con
chiarezza l’impianto e gli obiettivi, predispone le risorse e i materiali necessari,
collega gli obiettivi della seduta al progetto di gioco, alla fine della seduta fa un
riepilogo e verifica quello che i calciatori hanno acquisito.

METODI E STRATEGIE

Gli “allenatori efficaci” impiegano una grande varietà di strategie e tecniche di


insegnamento in modo da tenere i calciatori sempre impegnati. Nel corso della
seduta utilizzano regolarmente sia il lavoro individuale che l'attività in piccoli
gruppi, per rinforzare l'apprendimento attraverso l'esercitazione e la riflessione.
Quando i calciatori si esercitano , gli “allenatori efficaci” si muovono
continuamente fra di loro per monitorare la loro concentrazione e la loro

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comprensione del compito. Gli “allenatori efficaci” fanno moltissime domande,
coinvolgono tutti i calciatori nella discussione. In questo modo riescono ad
impegnarli attivamente, a indurli a ragionare e a monitorare il loro grado di
comprensione . L'”allenatore efficace” coinvolge tutti i calciatori nella gestione,
predispone molteplici attività e le diversifica sulla base dei diversi modi di
apprendere; applica metodi di insegnamento appropriati agli obiettivi del proprio
progetto di gioco, usa un'ampia gamma di proposte tecnico tattiche per monitorare
le conoscenze e le comprensione dei calciatori, li incoraggia ad usare diverse
tecniche di “problem solving”, offre spiegazioni chiare, indirizza esercitazioni
pratiche per migliorare la comprensione e l’apprendimento, ascolta tutti e risponde
sempre alle loro domande.

GESTIONE DEI CALCIATORI \ DISCIPLINA

Gli “allenatori efficaci” hanno una strategia chiara per gestire i calciatori. Nelle
loro squadre prevale l'ordine ed i calciatori percepiscono sicurezza e stabilità. Gli
“allenatori efficaci” stabiliscono confini precisi per il comportamento dei calciatori
ed esercitano la loro autorità in modo trasparente e leale fin dall'inizio. Alcuni
“allenatori efficaci” hanno sottolineato l'importanza del così detto “effetto faro”,
l’aver sempre una visione a 360° di quello che avviene nella dinamiche della
squadra.
Gli “allenatori efficaci” hanno una lunga esperienza nel riconoscere i ragazzi con
problemi di comportamento che riescono a gestire in modo da minimizzare i tempi
di interruzione e di disturbo delle sedute e garantire un ambiente sicuro.
L'allenatore efficace:
- tiene impegnati i calciatori per tutta le fasi dell’allenamento;
- corregge immediatamente i cattivi comportamenti;
- elogia i buoni risultati e l'impegno;
- tratta i ragazzi in modo equanime, dando ciascuno secondo i suoi bisogni;
- si rapporta correttamente con il restante personale della società.

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GESTIONE DEL TEMPO E DELLE RISORSE
Gli “allenatori efficaci” gestiscono il tempo e le risorse in modo intelligente ed
accurato. Governano la squadra strutturando in modo chiaro gli allenamenti,
pianificando il tempo, accelerano o rallentano a seconda delle esigenze.
Cominciano in orario la seduta, non lasciano mai le cose in sospeso e concludono
sempre con un breve riepilogo di quello è stato fatto. Quando questo avviene, i
calciatori sono incoraggiati, a loro volta, a gestire bene il proprio tempo e a stare
entro i tempi dovuti nello svolgimento dei compiti. Gli “allenatori efficaci”
riescono a mantenere la concentrazione dei calciatori per tutta la durata della
seduta.

L' “allenatore efficace”:


struttura la seduta in modo da usare bene il tempo disponibile;
fa durare la seduta per tutto l'arco del tempo disponibile;
fa ricorso a risorse che aumentino le opportunità di apprendimento dei
calciatori;
procede con ritmi giusti;
distribuisce bene il tempo di intervento nelle diverse fasi della seduta.

VALUTAZIONE
Gli “allenatori efficaci” usano numerosi metodi e tecniche di verifica e valutazione per
monitorare la comprensione del progetto di gioco. Può trattarsi di situazioni tecnico-
tatiche, di partite a tema o di vere e proprie simulazioni di gara. Ma è anche attraverso
il quotidiano interagire con gli allievi che gli “allenatori efficaci” cercano di rendersi
conto dei loro progressi, delle loro carenze e di ciò che non hanno capito. Inoltre si
adoperano perché essi imparino a valutare da soli il proprio lavoro e a porsi obiettivi di
miglioramento.
L' “allenatore efficace”, pone particolare attenzione a:

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- comprensione e significato;
- memoria dei fatti;
- padronanza delle abilità;
- applicazioni in contesti della vita reale;
- verificare e valutare l'apprendimento;
- sa riconoscere ciò che i calciatori non hanno capito e lo chiarisce;
- finalizza la correzione utilizzando vari tipi di rinforzi;
- incoraggia i calciatori a fare meglio la volta successiva.

CONCENTRAZIONE DEI CALCIATORI ED INTENSITA’ DELLE SEDUTE


Gli “allenatori efficaci” riescono ad ottenere la concentrazione di tutti i calciatori
durante la seduta, l’intensità delle loro sedute procede, in modo naturale, con un
giusto equilibrio tra:

- l'interattività con l’intera squadra;


- il lavoro individuale;
- il lavoro collaborativo di gruppo;
- la gestione della squadra;
- la verifica e le correzioni.

Le Caratteristiche professionali
Deontologia professionale
Capacità di proporre sfide e sostenerle
E’ l'impegno a fare tutto il possibile per ciascun calciatore e a mettere tutti in grado di
riuscire.
Preoccuparsi di ogni atleta come persona integrale e del suo apprendimento, fargli
sentire che teniamo a lui, è essenziale per la costruzione della sua autostima, che è a
sua volta indispensabile perché l’apprendimento abbia luogo. Esprimere aspettative
positive nei confronti di tutti, mostrare fiducia che possano imparare e che

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impareranno, è uno dei modi più potenti per influenzarli positivamente e aumentare il
rendimento. Gli “allenatori efficaci” oltre a prendersi cura dei giocatori, assumono una
linea di condotta molto ferma, rifiutandosi di accettare la mediocrità e sfidando gli
altri, avversari, colleghi del team e gli stessi calciatori a fare altrettanto, nell’interesse
superiore di ogni singolo giocatore.

Fiducia in se stessi
È la convinzione di potere essere “allenatori efficaci”, di potere raccogliere e vincere
“sfide”.
Gli allenatori che hanno fiducia in se stessi esprimono ambizioni per i propri
calciatori, per la squadra, per sé. La sicurezza in sé molto spesso deriva
dall'esperienza, e quando la si è acquista la si trasmette con facilità agli altri, riuscendo
a costruire quel clima di ottimismo che consente di tentare il nuovo, di mirare in alto e
di riuscire. Consente di essere emotivamente saldi di fronte ai ragazzi che esibiscono
atteggiamenti provocatori e di resistere psicologicamente in qualsiasi situazione,
dando un contributo stabile e duraturo. La fiducia in se stessi e la convinzione
dell'importanza del proprio lavoro servono a costruire una forte identità professionale
e a stabilire confini entro cui è consentito agire ed è possibile ottenere risultati.

Capacità di ispirare fiducia


È l'essere coerenti e leali e il saper tenere fede alla parola data. L’affidabilità
professionale è fondamentale nell'ambiente calcistico, nei confronti di tutti, perché c'è
bisogno di poter contare l'uno sull'altro, soprattutto nei confronti dei calciatori, perché
serve a conquistare il loro rispetto, la loro fiducia e la loro confidenza. Quando
l'allenatore è leale e affidabile riesce a creare un'atmosfera di fiducia che consente ai
ragazzi di agire con naturalezza, di esprimersi con sincerità e di non avere paura di
commettere errori. E questo è basilare per l’apprendimento. Quando questa
caratteristica professionale è espressa in modo forte dagli allenatori e da tutto lo staff,

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si crea e si diffonde l’etica del rispetto e l’allenatore diventa un punto di riferimento
importante per tutti.

Rispetto verso gli altri


È la convinzione profonda che ogni individuo vale e merita rispetto. Ascoltare gli altri
e valorizzare il loro contributo è fondamentale all’empatia e allo scambio che sono il
cuore della formazione e dell'apprendimento. Far sentire agli altri che sono tenuti così
in considerazione, aumenta la loro fiducia di riuscire e li spinge a fare molto di più di
quanto avessero mai pensato. Dimostrando esplicitamente di rispettare e considerare
gli altri, si inducono i calciatori a fare altrettanto e a interiorizzare queste esperienze.
Così imparano a valorizzare le esperienze e la cultura di chi ha retroterra diversi dai
propri.

CAPACITÀ INTELLETTUALI
Capacità di analisi
La capacità di pensare in modo logico, di scomporre le cose e di riconoscere le cause e
gli effetti. Attraverso il lavoro di analisi e la cura dei dettagli gli allenatori dimostrano
praticamente ai calciatori l'importanza dell'approccio logico, inducendo gli stessi a
interrogarsi sul perché alcune cose sono andate meglio di altre. Serve a far loro
acquisire un approccio flessibile e a migliorare, anno dopo anno, la loro pratica
professionale.

Capacità di sintesi

La capacità di vedere i disegni complessivi e i collegamenti, anche tra moltissimi


dettagli. Un insegnamento efficace richiede che il progetto sportivo sia sviluppato
attraverso sedute ed iniziative che diano agli allievi una visione ampia delle cose e il
senso della continuità. È importante che gli allenatori sappiano conciliare le esigenze
dell'intera squadra con quelle dei singoli, muovendosi con facilità dal quadro generale
al particolare. Infine è importantissima la capacità di chiarire e semplificare idee

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complesse e di saperle comunicare, perché i ragazzi progrediscono se comprendono
appieno i concetti e i contenuti della disciplina.

CAPACITÀ DI PROGRAMMARE - CREARE ASPETTATIVE


Capacità di guidare il miglioramento
È la spinta a lanciare sfide e proporre traguardi ambiziosi per i calciatori e per la
società. Indicare traguardi impegnativi e insieme raggiungibili aumenta le possibilità
di riuscita. Misurare i progressi che si ottengono e renderli noti motiva i calciatori e le
altre persone coinvolte. Tutto questo crea una forte tensione verso l'eccellenza e
impone di abbandonare situazioni di comodo. Il successo genera successo. Più i
calciatori conseguono risultati positivi più si convincono di poter riuscire, non solo sul
campo ma anche nella vita. L'empatia fra allenatori e calciatori migliora e accresce in
tutti la disponibilità ad apprendere per tutta la vita. L’ambiente calcistico diventa
un'autentica comunità di apprendimento dove si lavora e si sta volentieri.
Capacità di cercare informazioni
È la spinta a scoprire e andare al cuore delle cose; è curiosità intellettuale.
Gli “allenatori efficaci” cercano informazioni sui ragazzi, sui loro problemi e sui loro
progressi. Avere un'approfondita conoscenza dei ragazzi, della loro provenienza, di
quello che hanno appreso in precedenza e dei risultati conseguiti, serve all'allenatore
per capire ciò che potrà interessarli e motivarli. Trovare le risorse appropriate, le
pratiche migliori sperimentate da altri, i risultati delle ricerche didattiche e altro
ancora, valorizza l'insegnamento e l'apprendimento . Infine, gli allenatori che hanno
curiosità intellettuale riescono facilmente a trasferirla sui calciatori, dotandoli così di
un elemento chiave per l’apprendimento.

Spirito d'iniziativa
L'impulso ad agire con tempestività per anticipare e predeterminare gli eventi. Oltre a
predisporre un’accurata programmazione delle sedute, gli “allenatori efficaci” sanno
pensare con anticipo alle cose. Questo permette di pianificare avvenimenti specifici e
di competere a vari livelli, locali, nazionali, o mondiali. La tecnologia sta

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rimodellando i metodi di insegnamento e di apprendimento, e gli “allenatori efficaci”
sanno con tempestività pensare come trarre vantaggio da queste nuove opportunità.

CAPACITÀ DI GUIDA
La Flessibilità
La disponibilità ad adattarsi ai bisogni di una data situazione e la conseguente
capacità di cambiare tattica. Per ottenere il meglio occorre essere aperti a nuovi
approcci ed essere pronti a sperimentare cose nuove. In qualsiasi squadra i calciatori
hanno abilità diverse e apprendono in modi diversi. Gli “allenatori efficaci”
differenziano il proprio insegnamento, in modo che tutti possano imparare. Questo
richiede l'utilizzo di una gamma di tecniche differenziate di insegnamento, adatte ai
diversi bisogni dei singoli calciatori e alle diverse situazioni.
Flessibilità significa saper valorizzare esperienze diverse, saper fronteggiare il non
previsto, specialmente quello determinato dalla condotta degli avversari.
La spontaneità genera vitalità nell'apprendimento, aiuta a renderlo piacevole, e
può aiutare lo sviluppo di approcci creativi alla soluzione dei problemi.

Capacità di responsabilizzare gli altri


La capacità e la tendenza a stabilire aspettative con parametri chiari e
responsabilizzare gli altri rispetto a ciò che va fatto. È indispensabile stabilire ciò che
ci si aspetta dagli altri e delineare i confini del loro agire perché così li si induce a
concentrarsi sull'obiettivo dell'apprendimento e a minimizzare gli atteggiamenti
dispersivi. Chiarire le responsabilità di ognuno crea il senso di appartenenza alla
squadra, fondata su norme condivise di comportamento. I percorsi chiari generano
sicurezza. Essere chiari rispetto alle aspettative, ai comportamenti ed alle prestazioni
aiuta le persone ad assumersi impegni e a diventare responsabili di sé e delle proprie
azioni. È essenziale per mettere tutti i componenti della squadra in grado di capire con

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chiarezza quale ritorno avranno dai loro sforzi, di rendersi conto di ciò che accadrà o
non accadrà come risultato delle azioni che intraprenderanno. Quando le prestazioni
non sono all’altezza delle aspettative, gli “allenatori efficaci” agiscono con prontezza e
competenza perché siano raggiunti gli scopi stabiliti.

Capacità di gestire i calciatori


È la propensione e la capacità di dare chiare direttive , di coinvolgerli e motivarli.
Fra tutte le caratteristiche del nostro modello questa è quella decisiva ai fini del clima
della squadra e di tutta la società.

Passione per l’apprendimento


La passione a sostenere i calciatori nel processo di apprendimento, ad aiutarli a
diventare autonomi ed avere fiducia nelle proprie capacità di apprendimento. Per
facilitare l’apprendimento gli “allenatori efficaci” creano un ambiente ricco e
differenziato che risponde ai diversi modi di imparare. Danno spiegazioni e
dimostrazioni chiare quando introducono nuovi sviluppi e nuovi concetti o devono
aiutare i calciatori a rendersi conto delle prestazioni che devono raggiungere. La
pratica guidata e la differenziazione dell’insegnamento sono la chiave per mettere in
grado i calciatori di diventare autonomi e interiorizzare l'apprendimento. Gli allenatori
che sanno dare ai loro ragazzi gli strumenti per imparare autonomamente, sviluppano
in loro capacità di apprendere per tutta la vita e di poter rispondere alle sfide di una
partita le cui situazioni sono sempre in rapido cambiamento.
CAPACITÀ DI RELAZIONARSI AGLI ALTRI
Avere ascendente sugli altri
La capacità di esercitare un forte ascendente sugli altri per raggiungere finalità
positive. Avere un forte ascendente sui calciatori rafforza la loro motivazione
all’apprendere e valorizza il loro impegno. Serve a vivificare l'apprendimento e a
renderlo impresa entusiasmante, a creare allenamenti memorabili, e addirittura
campionati memorabili per i calciatori. Serve a coinvolgere profondamente i calciatori

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e a trasmettere loro passione per l’attività che si svolge. La capacità di influenzare è
particolarmente importante nelle situazioni in cui i calciatori hanno difficoltà ad andar
avanti, o hanno momenti di crisi e di stanchezza. In questi casi la creatività aiuta
davvero, e diventa fondamentale possedere e saper usare una vasta gamma di tecniche
di insegnamento. Riuscire ad esprimere un ascendente positivo serve nelle relazioni
per convincerli a lavorare assieme verso i migliori risultati.
Saper lavorare in squadra

La capacità di lavorare con gli altri per raggiungere traguardi condivisi. L’attività
dell’allenatore è un lavoro impegnativo e stressante. La collaborazione e il sostegno
reciproco aiutano a creare quel clima che serve al conseguimento di buoni e
continuativi risultati. Ricercare il punto di vista degli altri serve a costruire un comune
impegno per modificare positivamente l'azione formativa. Solo in questo modo può
essere massimizzata l’esperienza e la creatività di tutti. Il lavoro di squadra di tutti ,
compreso staff ed altri, è necessario per assicurare un approccio integrato e coerente
che indichi ai calciatori, senza contraddizioni, il senso di quello che fanno e ne faciliti
l’apprendimento. Il lavoro di squadra serve non solo per lo sport ma per la vita.
Attraverso di esso si acquisisce il senso di appartenenza ad una comunità e si impara
a relazionarsi agli altri, che è cosa fondamentale nella vita e nella professione.
Comprendere gli altri

Le propensione e la capacità di capire gli altri e le ragioni dei loro comportamenti. Gli
“'allenatori efficaci” considerano gli altri nella loro specifica individualità, persone
singole, che hanno caratteristiche e talenti unici. Se riescono ad entrare in sintonia con
ciascun calciatore, riescono anche a strutturare correttamente gli approcci
all’insegnamento e adattare le proposte, tenendo conto dei diversi punti di forza e delle
loro debolezze. Sanno attivare entusiasmi ed interessi, che usano come molla per
approfondire ed ampliare i processi di apprendimento. Qualsiasi calciatore si sente
valorizzato quando si sente sinceramente compreso, e quando gli altri si interessano a
lui. Gli “allenatori efficaci” sanno utilizzare questa comprensione per costruire

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l'autostima dei loro calciatori, conquistare la loro fiducia e motivarli ad apprendere. La
comprensione verso gli altri serve anche come modello di comportamento per le altre
persone coinvolte .
IL CLIMA DELLA SPOGLIATOIO
Il clima dello spogliatoio è la percezione collettiva che i calciatori hanno del loro
stare assieme e che è tale da influenzare la loro motivazione e il loro impegno.
Gli “ allenatori efficaci” usano le loro conoscenze, competenze e la loro pratica per
trasformare il lavoro sul campo in ambienti stimolanti, che massimizzano le occasioni
di apprendimento, motivano i calciatori e facilitano l’organizzazione dell’apprendere.
Il clima presenta diverse caratteristiche, ciascuna delle quali ha una precisa influenza
sugli allievi e sul loro modo di sentirsi squadra.
Sono state classificate nove caratteristiche:
- chiarezza degli scopi di ciascuna seduta. Sia rispetto al programma più ampio di cui
ciascuna seduta è parte, sia rispetto alle finalità ed agli obiettivi;
- ordine nella squadra. Mantenimento della disciplina e dei comportamenti civili;
- definizione di standard di prestazione e di comportamento. L'accento è posto più su
standard elevati che standard minimi;
- equanimità. Assenza dei favoritismi e coerenza fra riconoscimenti e risultati
acquisiti;
- partecipazione. Possibilità per tutti di partecipare attivamente alle sedute attraverso
il continuo e sistematico coinvolgimento;
- sostegno. Supporto psicologico ed emotivo ai calciatori per indurli a tentare il nuovo
e ad apprendere dagli errori;
- sicurezza. Lo spogliatoio come ambiente sicuro, dove sono bandite ogni forma di
arroganza e di prepotenza sia fisiche che psicologiche;
- interesse. Il campo come luogo stimolante, ricco di sollecitazioni per
l'apprendimento;
- ambiente. I luoghi di lavoro come ambiente fisico confortevole, ben organizzato,
pulito e attraente.
Sul clima generale tre importanti fattori di fondo hanno particolare rilevanza per

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apprendimento:
- mancanza di disturbo e di interruzioni;
- incoraggiamento all'impegno;
- elevate aspettative da parte dell’allenatore.

Nel settore giovanile i progressi dei ragazzi sono fortemente influenzati dal clima
complessivo e in particolare da alcune caratteristiche del clima quali “ordine”,
“sicurezza”, “ambiente”. Questo suggerisce che un ambiente fisico piacevole
insieme alla mancanza di confusione è particolarmente importante per
l’apprendimento.
Nel calcio degli adulti il progresso ha forti collegamenti con il grado di differenza che
percepiscono tra il clima desiderato e quello esistente, sia generale che riferito alle tre
caratteristiche “ordine”, “sicurezza”, “ambiente”.
Un buon allenatore:
- è gentile,
- è generoso,
- ti ascolta,
- ti incoraggia,
- ha fede in te,
- sa mantenere un segreto,
- ama insegnare ai ragazzi,
- ama il suo lavoro,
- impiega tutto il tempo necessario per spiegarti le cose,
- ti aiuta quando sei in difficoltà,
- ti dice come vai,
- ti lascia parlare,
- non ti trascura,
- tiene conto delle tue opinioni,
- ti fa sentire bravo,
- tratta tutti in modo giusto,

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- ti difende,
- ti dà credito,
- dice la verità,
- sa perdonare.

CONCLUSIONI
La metodologia operativa s’impegna a comprendere, tramite la concretezza dei fatti e
dei vissuti delle persone, i profondi mutamenti del nostro tempo per rispondere
concretamente e fattivamente ai bisogni e alle aspettative della società contemporanea.
Ha fiducia nella capacità di ogni persona di autogestire il suo processo di
attualizzazione e di ricerca e convalida continuamente, tramite la verifica, le
condizioni relazionali che facilitano il cammino verso l’autorealizzazione. Oggi
l’approccio centrato sulla persona ha esteso le sue radici in tutti i settori della ricerca
e dell’azione sociale: medicina, antropologia, psicologia, sociologia, teologia, scienze
politiche ecc., dimostrando una tale vitalità da resistere e rafforzarsi anche in ambito
calcistico a dispetto di quanti lo denigrano e lo contrastano.

Raffaele Di Pasquale, ordinario di ed. fisica


ed allenatore professionista I catg.

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