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Canto XII

Il Minotauro (1-30)
Il punto in cui Dante e Virgilio scendono dal VI al VII Cerchio è impervio, in quanto la discesa è
simile alla frana che ha percosso il letto dell'Adige. Sull'estremità superiore di questa rovina c'è
il Minotauro, che appena vede i due poeti si morde dalla rabbia. Virgilio gli grida che nessuno di
loro è Teseo, l'eroe che uccise il mostro sulla Terra, e Dante non è qui su indicazione di Arianna ma
per vedere le pene dei dannati. Il Minotauro si allontana saltellando, come un toro che ha ricevuto
un colpo mortale, e i due poeti ne approfittano per allontanarsi e calarsi giù per lo scoscendimento
della roccia.

Origine dei crolli all'Inferno (31-48)


Virgilio intuisce che Dante si sta chiedendo quale sia l'origine della ruina dove stava a guardia il
Minotauro e spiega che la prima volta in cui è passato di lì (poco dopo la sua morte, quindi prima
della nascita di Cristo) essa non c'era ancora. Però poco tempo prima che Cristo risorto traesse
dal Limbo le anime dei patriarchi biblici, tutta la valle infernale tremò scossa da un terremoto
fortissimo e fu questo a causare il crollo. Virgilio invita quindi Dante a guardare davanti a sé, dove
c'è il fiume di sangue in cui sono immersi i violenti.

Nesso mostra a Dante i violenti (100-139)


Dante obbedisce e vede un'ampia fossa a forma di semicerchio, in cui scorre un fiume di sangue
bollente (il Flegetonte), e tra la parete del Cerchio e il fiume corrono dei centauri, armati di arco e
frecce. I mostri si arrestano quando vedono arrivare i due poeti e tre di loro si staccano dalla schiera.
Uno di loro chiede da lontano quale sia il peccato dei viaggiatori e li minaccia con l'arco. Virgilio
risponde che spiegherà tutto al loro capo, Chirone, e poi dice a Dante che il centauro che ha parlato
è Nesso, morto a causa di Deianira, mentre quello al centro è Chirone, che allevò Achille, e l'altro è
Folo, uno dei più violenti. Intorno al fiume ce ne sono migliaia, col compito di colpire con le frecce
i dannati che fuoriescono troppo dal sangue bollente.

Incontro con Chirone (76-99)


I due poeti si avvicinano ai centauri e Chirone minaccia di colpirli con una freccia, indicando ai
compagni che Dante è ancora vivo. Virgilio spiega che il suo compito è mostrare al discepolo
l'Inferno, poiché questo è il volere divino e Dante non è un ladrone, né lui stesso un malfattore.
Virgilio chiede poi a Chirone di incaricare uno dei compagni di portare in groppa Dante e fargli
attraversare il Flegetonte, dal momento che Dante ha un corpo fisico. Chirone si volta alla sua
destra e incarica Nesso di guidare i due poeti fino al guado.

Nesso mostra a Dante i violenti (100-139)


Nesso obbedisce e scorta Dante e Virgilio lungo il Flegetonte, dove i dannati immersi nel sangue
levano alte grida. Il centauro indica a Dante spiriti immersi sino alle ciglia e spiega che sono tiranni,
tra i quali indica un Alessadro, Dionisio di Siracusa, Ezzelino da Romano, Òbizzo d'Este. Più avanti
Dante vede dei dannati immersi sino alla gola nel bulicame, tra cui Nesso indica Guido di Montfort
che uccise a Viterbo Enrico, cugino del re d'Inghilterra. Altri dannati emergono fino al petto e tra
questi Dante riconosce più di uno, altri ancora sono immersi sino ai piedi. 
Dopo che ha fatto salire sulla sua groppa Dante e ha iniziato ad attraversare il
Flegetonte,Nesso spiega che il livello del fiume si abbassa progressivamente, sino a ricongiungersi
al punto opposto dove invece è più profondo e dove sono puniti i tiranni. Nel punto di maggior
profondità sono immersi Attila, Pirro, Sesto Pompeo, Riniero da Corneto e Rinieri dei Pazzi. Dopo
essere giunto sull'altra sponda, il centauro torna da dove è venuto.