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Interazione tra diverse sostanze chimiche

L’uomo e gli altri organismi viventi sono soggetti all’esposizione di molteplici


sostanze potenzialmente tossiche spesso contemporaneamente

Quando si valutano gli effetti tossici delle sostanze chimiche è quindi


importante considerare i diversi tipi di interazione che si instaurano a
causa dell’esposizione contemporanea a due o più sostanze
Interazione tra diverse sostanze chimiche

Quando un organismo è esposto a due o più sostanze


contemporaneamente il loro effetto combinato può essere
classificato in 4 categorie:

EFFETTO ADDITIVO
EFFETTO DI POTENZIAMENTO

EFFETTO SINERGICO
ANTAGONISMO
Interazione tra diverse sostanze chimiche

EFFETTO ADDITIVO

Si ha effetto additivo quando l’effetto tossico combinato di due o


più sostanze chimiche è uguale a quello della somma degli effetti
individuali di ogni sostanza

EFFETTO DI POTENZIAMENTO

Si ha effetto di potenziamento quando una sostanza che normalmente


non ha un effetto tossico rende maggiormente tossica un’altra sostanza

Il piperonil butossido non ha effetti tossici di per sé ma potenzia di


10 volte l’effetto degli insetticidi piretroidi
Interazione tra diverse sostanze chimiche

EFFETTO SINERGICO

Si ha effetto sinergico quando l’effetto combinato di due o più


sostanze tossiche è maggiore della somma degli effetti di ogni
sostanza presa in considerazione singolarmente

Effetto sinergico del tetracloruro di carbonio e


dell’etanolo
L’esposizione a tetracloruro di carbonio (CCl4)
induce epatotossicità (danni al fegato)
La concomitante esposizione di un individuo a CCl4
ed etanolo induce effetti epatotossici maggiori
rispetto alla somma degli effetti indotti da CCl4 ed
etanolo separatamente
Interazione tra diverse sostanze chimiche

ANTAGONISMO

In tossicologia, si ha antagonismo quando l‘effetto di una sostanza


tossica viene ridotto in presenza di un’altra sostanza non tossica

oppure

quando l’effetto combinato di due o più sostanze tossiche è minore della


somma degli effetti di ogni sostanza presa in considerazione singolarmente

L’antagonismo è spesso desiderabile in tossicologia in quanto è


alla base del meccanismo d’azione di molti antidoti

ANTIDOTO = sostanza in grado di contrastare l’azione tossica di una sostanza nell’organismo


Interazione tra diverse sostanze chimiche

ANTAGONISMO

Possiamo distinguere diverse forme di antagonismo:

• FUNZIONALE
• CHIMICO
• TOSSICOCINETICO
• RECETTORIALE
ANTAGONISMO FUNZIONALE
Si ha ANTAGONISMO FUNZIONALE quando le due sostanze hanno effetti contrapposti
su una determinata funzione fisiologica

1) In caso di intossicazione acuta da barbiturici si può avere una notevole riduzione della
pressione sanguigna
Per contrastare il calo della pressione si può utilizzare noradrenalina che ha l’effetto opposto
(aumento della pressione)

pressione pressione

pentobarbital noradrenalina
2) Diverse sostanze tossiche provocano convulsioni (es. intossicazione da METANOLO)
Per contrastarle si possono utilizzare agenti anticonvulsivanti come le benzodiazepine

convulsivante anticonvulsivante
metanolo
diazepam
ANTAGONISMO CHIMICO

Si ha antagonismo chimico quando la tossicità di una sostanza viene ridotta


o abolita da un legame o una reazione con un’altra

Due sostanze tossiche possono anche reagire per formare un composto meno tossico

Dimercaprolo e EDTA possono chelare diversi metalli (tra cui mercurio, piombo,
bismuto e arsenico) diminuendone la tossicità

Dimercaprolo

EDTA
(Acido etilendiamminotetraacetico)
ANTAGONISMO TOSSICOCINETICO

Si ha ANTAGONISMO TOSSICOCINETICO quando una sostanza interferisce con


l’assorbimento, la distribuzione, il metabolismo o l’eliminazione di un’altra sostanza tossica
in modo tale che questa raggiunga il sito bersaglio in concentrazione minore o venga
eliminata prima

L’acido ascorbico può acidificare le urine


aumentando la velocità di eliminazione di
diverse sostanze tra cui la metamfetamina
ANTAGONISMO RECETTORIALE

Si ha ANTAGONISMO RECETTORIALE quando una sostanza occupa il recettore di una


sostanza tossica impedendole di agire

EFFETTO NESSUN
TOSSICO EFFETTO

recettore
sostanza tossica

antagonista

Il naloxone (un antagonista dei recettori oppioidi) può ridurre gli effetti di una overdose
da oppioidi (morfina, eroina, fentanil) sostituendosi e occupando il recettore
(impedendo di fatto agli oppioidi di agire)
Classificazione degli effetti tossici

Gli agenti tossici possono modificare i meccanismi omeostatici


dell’organismo e determinare tossicità in numerosi modi diversi

Può quindi risultare utile classificare la tipologia degli effetti tossici


Classificazione degli effetti tossici
In base alla loro modalità di azione gli
effetti tossici delle sostanze chimiche
possono essere classificati in:

LOCALI oppure SISTEMICI

REVERSIBILI oppure IRREVERSIBILI

IMMEDIATI oppure RITARDATI


EFFETTI TOSSICI LOCALI

Un effetto tossico locale si riferisce a un effetto nocivo che avviene


nella zona di contatto tra l’agente chimico e l’organismo

Le zone di contatto più comuni sono la pelle, l'apparato


respiratorio, il tratto gastrointestinale e gli occhi

Esempi:
• Ustione cutanea o lesione oculare provocate dal contatto con un acido forte
• Lesione dell'esofago in seguito a ingestione di sostanze caustiche
• Lesioni polmonari per inalazione di sostanze irritanti
EFFETTI TOSSICI SISTEMICI

Per effetti tossici sistemici si intendono quelli causati dalla sostanza


tossica dopo il suo ingresso nella circolazione sistemica

Un effetto sistemico richiede che la sostanza chimica


sia distribuita, attraverso il sangue, agli organi dove
è in grado di produrre gli effetti tossici (definiti
organi bersaglio)

La maggior parte delle sostanze chimiche di


interesse tossicologico ha effetti SISTEMICI

CIRCOLAZIONE SISTEMICA: parte della circolazione che porta il sangue dal cuore a
tutti gli organi e i tessuti
Alcune sostanze chimiche hanno sia
effetti tossici LOCALI che SISTEMICI

Ad esempio il PIOMBO
TETRAETILE oppure alcuni
SOLVENTI ORGANICI hanno
sia effetti lesivi locali nel
punto di contatto con la
pelle, che effetti sistemici a
carico del sistema nervoso
centrale
EFFETTI TOSSICI REVERSIBILI

Si definiscono REVERSIBILI gli effetti tossici di una sostanza


chimica che cessano quando tale sostanza viene eliminata
dall’organismo

La reversibilità dell’effetto dipende principalmente dal grado di esposizione e dalla


capacità intrinseca del tessuto colpito di riparare il danno

Ovvero è più facile che l’effetto tossico sia reversibile:


• se la dose e la durata dell’esposizione sono minori
• se colpisce organi che si rigenerano molto velocemente
(ad esempio il fegato)
EFFETTI TOSSICI IRREVERSIBILI

Si definiscono IRREVERSIBILI gli effetti tossici di una sostanza


chimica che permangono anche quando tale sostanza viene
eliminata dall’organismo

È più facile che l’effetto tossico sia irreversibile:


• se la dose e la durata dell’esposizione sono maggiori
• se colpisce organi che si rigenerano molto lentamente
(ad esempio il cervello)
EFFETTI TOSSICI REVERSIBILI E IRREVERSIBILI

Per chiarire l’importanza del grado di esposizione vediamo l’esempio degli


effetti dell’etanolo nel fegato

L’eccessivo consumo di etanolo può portare dopo


un certo periodo di tempo alla STEATOSI ALCOLICA

La steatosi alcolica è REVERSIBILE (riducendo o


eliminando il consumo di alcol il fegato è in grado di
rigenerarsi)

Se però il consumo eccessivo di etanolo continua (aumento FEGATO SANO

della durata dell’esposizione e spesso anche della dose), la


steatosi può trasformarsi in CIRROSI EPATICA

La CIRROSI EPATICA è IRREVERSIBILE (il danno al fegato rimane


anche se si smette di bere alcol) FEGATO STEATOSICO

STEATOSI EPATICA = accumulo intracellulare di trigliceridi (grassi), comunemente denominata «fegato grasso»

CIRROSI EPATICA = distruzione delle cellule del fegato e sostituzione del normale tessuto con tessuto fibroso
cicatriziale non vitale. Si ha perdita della funzionalità del fegato
FEGATO CIRROTICO
EFFETTI TOSSICI IMMEDIATI

L’effetto tossico si dice immediato se si sviluppa rapidamente dopo


l’esposizione alla sostanza

Un tipico esempio di effetto tossico immediato è rappresentato dall’avvelenamento da


cianuro: i principali sintomi (convulsioni, ipotensione, paralisi, coma) si sviluppano dopo
pochi secondi (se inalato) o entro 30 minuti (se ingerito)

Nel 1978 più di 900 cittadini


statunitensi appartenenti ad una setta
religiosa si suicidano con cianuro, in
quello che rappresenta uno dei più
grandi suicidi di massa della storia
EFFETTI TOSSICI RITARDATI

L’effetto tossico si dice ritardato se si sviluppa diverso tempo dopo l’esposizione alla
sostanza (a distanza di giorni, mesi o anche anni)

Gli effetti delle sostanze cancerogene sono dei classici effetti ritardati perché
possono comparire anche dopo 10-30 anni dall’esposizione

Un altro esempio è rappresentato da alcuni insetticidi che possono


determinare effetti neurotossici anche a distanza di diversi giorni
dall’esposizione

Gli effetti ritardati non devono essere confusi con l’esposizione cronica: anche
l’esposizione acuta (singolo episodio di esposizione) ad una sostanza tossica può
provocare effetti ritardati

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