Sei sulla pagina 1di 7

IL TEMPIO E LA SUA STRUTTURA

Un tempio è una struttura dedicata al culto delle divinità. A non


tutti era consentito l’accesso ma solo ai sacerdoti ed era situato
sull’Acropoli della città. I templi si sviluppano nel periodo
arcaico. Solitamente i templi sono ambienti rettangolari, con un
portico sorretto da colonne, e al suo interno sono presenti il
NAOS, cioè la cella sacra dove era custodita la statua del Dio a
cui era dedicato il tempio e il PRONAO, porticato antistante
all’entrata del tempio. I templi presentano una copertura o una
capanna a spioventi. Questo consentiva di ripararsi dalla
pioggia. Il tempio con 4 colonne sul prospetto si dice
TETRASTILO, con 6 colonne ESASTILO, con 8 colonne
OCTASTILO, con 9 colonne ENNASTILO, con 10 colonne
DECASTILO e con 12 colonne DODECASTILO. Sul lato
lungo le colonne sono il doppio di quelle del lato corto più una,
quindi se per esempio ho 8 colonne sul lato corto avrò 17
colonne sul lato lungo. Sulla facciata frontale c’è un alto
rialzamento caratterizzato dal succedersi di gradoni(crepidoma).
Le colonne non hanno una base propria e sopra presentano un
capitello, sovrastato dall’architrave. Inoltre c’è la presenza del
timpano, cioè lo spazio architettonico delineato da cornici
aggettanti del frontone, cioè che sporgono all’esterno,
probabilmente per proteggere dalla pioggia o altro. Vi sono
rappresentante delle scene dedicate alle divinità, rappresentate
sotto forma di affreschi, statue, a rilievo o a basso rilievo. La
figura centrale era solitamente una statua in posizione eretta. Le
principali tipologie di templi sono:
-il tempio in antis, non presenta colonne lungo tutto il
perimetro ma solo due sul fronte del tempio. Inoltre presenta
delle mura in sezione, aperte solo all’ingresso
-il tempio doppiamente in antis, presenta due
colonne sul fronte e sul retro, diventando simmetrici, ma con
sempre solo un ingresso
-il tempio prostilo, presenta 4 colonne sul lato minore che si
succedono; sul fronte non abbiamo mura ma solo colonne.
-il tempio anfiprostilo, presenta due colonnati, uno anteriore e
uno posteriore. Presenta 4 colonne sia sulla facciata che sul
retro, ma con sempre solo un ingresso.
-il tempio periptero, è circondato da colonne lungo tutto il
perimetro, in modo da fare una peristasi(portico continuo)
-il tempio diptero, presenta colonne su tutto il perimetro a
doppio giro.
-il tempio monoptero, presenta una pianta circolare, con
colonne su tutto il perimetro ma non c’è il naos.
-il tempio periptero circolare, presenta una pianta circolare
sempre con colonne su tutto il perimetro e al centro presenta il
naos, perciò è anche chiamato “a tholos”

GLI ORDINI ARCHITETTONICI


Con ordine architettonico facciamo riferimento allo stile del
tempio. Ci sono tre tipi di ordini architettonici impiegati dai
Greci: dorico, ionico e corinzio.
Nell’ordine dorico la colonna si innesta direttamente sul
crepidoma e non presenta una base propria; la parte superiore
del crepidoma è detta stilobate e costituisce il piano orizzontale
sul quale poggiano tutte le colonne del tempio. La colonna è
massiccia e presenta un diametro di base molto ampio rispetto ai
successivi ordini architettonici. La colonna dorica si compone di
due elementi: uno verticale di forma cilindrica chiamato fusto e
uno di coronamento detto capitello. Il fusto dorico non è liscio
ma scanalato. Queste scalanature hanno forma cilindrica e sono
accostate l’una di seguito all’altra. Il capitello è costituito
dall’abaco e l’echino.
Nell’ordine ionico la colonna si compone di tre elementi: la
base, il fusto e il capitello. La base compare per la prima volta.
Il fusto non poggia più direttamente sullo stilobate ma sulla
base. Ciò conferisce alla colonna un senso di slanciatezza. La
scanalatura del fusto ionico, a differenza della scanalatura dorica
che è più profonda e presenta degli spigoli vivi, è solcato da 24
scanalature che si succedono con spigoli smussati. Il capitello si
presenta con elementi aggiuntivi: presenta un’echino a volute.
Nell’ordine corinzio il capitello è ben diverso, infatti è molto più
esteso in termine di altezza. Si contraddistingue per elementi
aggiunti di tipo floreale. E’ più elegante rispetto a quello dorico
ed è decorato con foglie di acanto.

KOUROS/KOURAI E KORE/KORAI
Il kouros o kore è un tipo di statua relativa al periodo arcaico.
Con kouros indichiamo la figura maschile scolpita, con kore
quella femminile scolpita. Il kouros è generalmente
rappresentato con lo sguardo fisso rivolto in avanti e
inespressivo, quindi poco verosimile, la testa eretta, i pugni
serrati, la gamba sinistra leggermente avanzata e le braccia stese
lungo i fianchi. Una delle più grandi aspirazioni dei Greci era
mettere in risalto la bellezza, si voleva mettere in condizione di
ammirare la fisionomia, per questo erano spesso rappresentati
nudi.
La kore era generalmente raffigurata con la testa eretta, i piedi
uniti e un braccio disteso lungo i fianchi a reggere la veste e
l’altro ripiegato sul petto in atto di recare un vaso.
Kouroi e korai possono identificare delle divinità, personaggi
eroici o esseri umani. Nacque il concetto di kalos kagathos, cioè
al bello corrispondeva il buono. Le dimensioni sono
approssimative e non in proporzione.
Il kouros può appartenere a 3 differenti periodi scultori:
-la corrente scultorea dorica, che presenta delle statue
massicce, semplici e ben squadrate. Le braccia cadono lungo i
fianchi e i pugni sono serrati. Le gambe sono tese e la posizione
è stante, un piede è più avanzato rispetto all’altro. Esempio sono
i due gemelli mitici Cleobi e Bitone, collocati originariamente
presso il santuario di Apollo di Delfi e scolpiti da Polimede di
Argo. Le statue rappresentano due giovani uomini in posizione
eretta. I loro visi sono molto regolari. Le bocche poi sembrano
accennare un sorriso. Inoltre, gli occhi sono chiusi. Gli zigomi
sono alti e molto pronunciati come si nota dall’ombra che si crea
al di sotto. I capelli sono riuniti in piccole treccine annodate e
cadono dietro la schiena. Le spalle sono ampie e forti mentre le
braccia sono distese lungo il corpo. Le mani sono strette a
pugno. La gamba sinistra avanza mentre la destra è in fase di
spinta. La muscolatura infine è robusta ma appena accennata.
-la corrente scultorea attica, che presenta una statua con uno
sguardo più vivo, si presenta meglio la capigliatura, cambia la
posizione delle braccia che si portano al petto e anche la postura
cambia. Ne è un esempio il MOSCHOPHOROS, che significa
letteralmente portatore di vitello. Esso rappresenta un kouros
che porta un vitellino sule spalle reggendolo per le zampe e
secondo alcuni esso rappresenta un uomo nell’atto di recare al
tempio la propria offerta e secondo altri è in procinto di ritirare
il premio vinto di una gara. Il Moschophoros non è
completamente nudo ma indossa la chlaina, cioè un tipico
mantello greco quasi trasparente che evidenziava la
muscolatura. Con molta probabilità è stata aggiunta la barba al
personaggio.
-la corrente scultorea ionica, presenta una maggiore
raffinatezza del modello,un uso di proporzioni più slanciate. La
posizione è sempre stante, le braccia sono un po’ più lunghe e lo
sguardo si fa leggermente più espressivo, si parla infatti di
sorriso arcaico. Il KOUROS DI MILO è un esempio di scultura
ionica. Il fanciullo, fratturato alle caviglie e ai piedi, sta eretto e
nudo, come tipico nelle rappresentazioni dei kouroi, col piede
sinistro leggermente avanzato. Le braccia sono dritte e strette ai
fianchi. Il volto è giovanile, col tipico sorriso arcaico, i capelli
lunghi e ricadenti sulle spalle.

IL DISCOBOLO DI MIRONE
Discobolo in greco vuol dire lanciatore di disco. Il lancio del
disco era una pratica sportiva dell’epoca. L’artefice di questo
manufatto scultoreo è Mirone. Non parliamo di kouros,
superiamo quella fase. Non ci troviamo proprio nel periodo
classico ma in un periodo che lo introduce cioè quello severo.
Non abbiamo più a che fare con quella posizione stante, statica.
Essa rappresenta una copia romana dell’originale bronzo-greco.
I romani inizialmente copiavano le opere dei greci, di
conseguenza le copie sono state conservate e quelle originali
sono andate disperse.
Il discobolo di Mirone è nel momento di maggiore sforzo,
l’atleta si ruota su se stesso nella parte superiore, solleva con il
braccio destro il pesante disco, con lo sguardo ruota il capo in
direzione del braccio sollevato, fa perno sulle gambe di cui una
più flessa dell’altra e come elemento retrostante ritroviamo una
mezza colonna, un sostegno. Serve a far raggiungere quel
ricercato equilibrio. La muscolatura è ben definita e la statua ben
strutturata. Loro cercano di raggiungere la perfezione ideale, per
questo negli atleti spesso si rappresentava la divinità.
L’equilibrio è quasi raggiunto. L’espressione è un po’ strana in
quanto sembra dissociarsi da quanto sta facendo, l’azione
sembra prescindere dall’espressione. Altri punti di vista non ci
danno lo stesso risultato, si suggerisce di guardare la scultura
davanti perchè se la guardassimo da un’altra angolazione non
otterremmo lo stesso risultato visivo.

POLICLETO DI ARGO
La prima scultura rappresentativa è il doriforo di Policleto. Il
doriforo è il portatore di lancia e non si sa chi rappresenti ma si
pensa sia l’idealizzazione dell’eroe Achille. Con il doriforo si
abbandona la rigidezza della frontalità che caratterizzava la
scultura arcaica.Essa rappresenta una copia romana
dell’originale bronzo-greco. Ci troviamo durante il periodo
classico e l’equilibrio è stato raggiunto. Inoltre si parla di
chiasmo, cioè parliamo di perfetta corrispondenza bilanciata tra
parti in tensione e parti rilassate.
Le idee sulle perfette proporzioni del corpo umano sono
compendiate dalle sculture in un trattato, cioè un’opera scritta, il
canone policleteo. Secondo il canone, ogni elemento del corpo
umano deve essere rappresentato proporzionalmente a tutti gli
altri.
L’atleta ha un braccio flesso che impugna la lancia che è però
andata persa, la gamba contrapposta fa da perno ed è perciò
flessa, l’altra gamba è rilassata come lo è il braccio contrapposto
ad esso. Le spalle non sono perfettamente allineate, ma
leggermente inclinate.
IL PARTENONE
Il tempio più conosciuto è quello del Partenone, così chiamato
perchè dedicato alla dea Atena Partenos. Partenone ha anche un
altro significato, infatti in greco esso significa ”stanza della
vergine”.
Il tempio, nell’arco del tempo diventerà una chiesa cristiana,in
seguito una moschea e infine una polveriera. Il Partenone è un
tempio in marmo,octastilo(ha 8 colonne sulla parte frontale) e
presenta sul lato laterale 17 colonne. Il Partenone è considerato
la migliore rappresentazione dell’arte classica.
Esso nasce dalle rovine di un vecchio tempio raso al suolo dai
persiani. Il tempio fu ideato e raccomandato da Pericle nel 447
a.C e costruito da Fidia,Ictino e Callicrate.Il tempio si sviluppa
con 31 metri di larghezza e 70 di lunghezza. I 2 frontoni del
tempio si trovano oggi al British museum. Sul frontone rivolto
verso l’occidente, era rappresentata la lotta tra Atena e
Poseidone per il possesso dell’Attica. Sul frontone rivolto ad est,
era rappresentata la nascita di Atena(dea della sapienza che
nacque dalla testa di Zeus). Il tempio dall’esterno presenta una
proporzionalità, infatti esso era stato leggermente deformato
dagli architetti per farlo sembrare simmetrico e proporzionato.
La stessa proporzionalità la ritroviamo anche all’interno del
tempio. Delle statue rappresentate nel frontone, ritroviamo una
figura maschile che rappresenta Dioniso perchè per i greci
rappresentava il lato più istintivo della natura,al contrario di
Apollo.Il suo sguardo infatti,è perso e sembra umano.
Nell’angolo opposto del frontone,vi erano 3 sculture
femminili:Afrodite, sdraiata sulla madre Dione e infine Estia,
dea della purezza e del focolare domestico. Il fregio del tempio è
lungo 160 m e rappresenta una processione che avveniva ogni 4
anni nel mese di agosto (panatenee) il cui scopo era di portare
un tessuto sacro alla piccola statua di legno della dea Atena. In
questa processione vi erano cavalieri a ranghi di 6 e carri,ragazzi
e ragazze che portavano offerte, ma tutti erano diretti verso la
statua dove si trovava l’arconte(massima carica religiosa)che
aveva il compito di portare il tessuto.Infine all’interno del
Partenone vi era una statua che rappresentava Atena,statua che
purtroppo è stata distrutta con il tempo ma che viene oggi
ricordata come una delle più grandi statue costruite in tutta
l’antichità.
Essa era alta 15 metri ed era interamente ricoperta di oro e
avorio.
Fidia fu un grande architetto, decoratore e ingegnere e fu il
maggiore rappresentante dell’arte classica greca.