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L’INVESTIMENTO MIGLIORE

LA STRATEGIA CHE ACCOMUNA TUTTI GLI INVESTITORI, PROFESSIONISTI E NON

INTRODUZIONE

Qual è l’investimento prediletto dai professionisti?

Difficile dirlo.

Perché ogni investitore di professione possiede una strategia propria.

Vi sono quelli che prediligono proprietà immobiliari.

Quelli che scelgono il mercato azionario.

Vi sono investitori che scandagliano le caratteristiche di una compagnia per comprare il loro titolo
e tenerlo per lungo tempo.

E vi sono i trader, che non lo tengono per più di un giorno.

Vi sono investitori che apprezzano il valore plurisecolare dell’oro.

E altri che invece sono affascinati dalle criptovalute e dalle nuove opportunità emergenti dalla
nuova finanza decentralizzata.

Vi sono investitori che si costruiscono una rendita nel tempo, attraverso piani di risparmio.

E altri che si appassionano a rischiosi investimenti in startup.

Alcuni che scelgono il ritmo cadenzato e regolare delle annuita’.

E altri che apprezzano l’idea di diversificazione pubblicizzata sulle brochure degli ETF e dei mutual
fund.

Le tecniche e le strategie possono essere molteplici. E possono persino ritrovarsi tra le


caratteristiche del medesimo investitore in momenti diversi.

E allora qual è l’approccio migliore?

Partiamo con il dire che la domanda è malposta.

Perché ciò che conta non è il tipo di investimento.

Ma è il tipo di investitore.

Che cosa è meglio, un motorino che va a 50 o una Ducati che sfreccia a 300 all’ora?

Forse mi dirai che la Ducati è meglio, ma probabilmente non ci faresti salire tuo figlio che ha
appena compiuto 14 anni.

Ogni investimento va contestualizzato.

Cioè va visto in relazione alle capacità, alle conoscenze e all’esperienza della persona che vi si
approccia.

Tuttavia, vi è un elemento comune che si ritrova in tutte le strategie.

Questo elemento accomuna il trader come l’investitore long term, il padre di famiglia che deve
costruire una pensione e l’appassionato di criptovalute.

E questo elemento si può riassumere con tre parole: non perdere soldi.

NON PERDERE SOLDI

Se dovessi scegliere una regola che accomuna qualsiasi investitore scegliere questa. Perché a
nessuno piace perdere soldi.

Ora, è vero che talvolta si deve accettare la perdita.

Specialmente se si è deciso di cimentarsi con investimenti un po’ più rischiosi e magari non si
possiede una grande esperienza.

In tal caso la seconda regola, strettamente collegata alla prima, è quella di tagliare le perdite.

Se ti accorgi che il tuo secchio è bucato e l’acqua sta uscendo, una buona strategia è quella di
togliere l’acqua velocemente e cambiare il secchio.

Una delle differenze principali che si nota tra l’investitore di professione e il beginners sta nella
strategia di uscita.

Mentre il beginner che esamina una proposta di investimento è focalizzato sui possibili ritorni per
valutare le possibilità di entrata, un professionista inizia sempre un investimento definendo le
strategie d’uscita.

Se l’investimento fosse un edificio, l’investitore professionista non si farebbe ammaliare da un bel


cancello di ingresso. Come prima cosa, cercherebbe invece le uscite di sicurezza prima di
entrarvi.

Questo perché ad ogni buon investitore piace pianificare.

E l’uscita fa parte della pianificazione.

In altri termini, se l’investimento non dovesse andare secondo i piani, vi sarebbe sempre la
possibilità di uscire.

E di farlo velocemente.

Vi sarebbe sempre la possibilità di tagliare le perdite.

Ricorda:

Prima regola: non perdere soldi.

Seconda regola: in caso di perdite, tagliale velocemente.

Ma perché NON perdere soldi è così importante?

Innanzitutto per un fattore emotivo.

La paura di perdere qualcosa che si possiede è solitamente maggiore della soddisfazione di


vincere e ottenere qualcosa di nuovo.

Quello che perdi lo avevi tra le mani un momento prima. Era tuo.

Quello che vinci è tanto di guadagnato. Può soltanto espandere la tua situazione di partenza.

Ma c’è anche un motivo logico.

I costi di una perdita sono maggiori dei guadagni di una vincita.

Per esempio:

Se tu investi 10 e perdi 5, hai perso il 50% del tuo capitale iniziale.

Quanto dovresti fare in percentuale per recuperare?

“Beh... il 50%” mi dirai, “così torno a 10 e recupero il mio capitale”.

Sbagliato.

Perché dopo la perdita il tuo capitale è 5.

Se vuoi tornare a 10 devi fare il 100%, cioè devi raddoppiare il nuovo capitale di partenza.

La discesa è veloce, molto più veloce della risalita.

Sei mai stata/o a sciare?

Il tempo che impieghi in pista è un tiro di schioppo.

Il tempo in seggiovia è infinito.

Vedi l’importanza della prima regola?

Adesso di mostro l’importanza della seconda.

Tagliare le perdite.

Riprendiamo l’esempio in cui investi 10 e perdi 5, rimanendo a 5. Se non tagli le perdite e arrivi
fino a perdere 9, adesso ciò che ti rimane è 1.

Adesso devi fare il 1000% soltanto per recuperare quanto avevi all’inizio.

E la strada si pone davvero in salita.

Per questo motivo tutti gli investitori bravi, anche quelli provenienti da strategie diverse
concordano sull’importanza di evitare le perdite e sul tagliarle nel caso si verifichino.

Come si fa ad evitare le perdite e/o a tagliarle?

Attraverso la gestione del rischio.

LA GESTIONE DEL RISCHIO

Se sei un investitore in proprietà immobiliari conosci il concetto di gestione del rischio.

Quando fai un mutuo con una banca e compri una casa, sei ben cosciente che quella casa deve
essere protetta.

Che succederebbe infatti se vi fosse un incendio nel quartiere e la tua casa venisse
irrimediabilmente danneggiata?

Meglio non pensarci.

Per non pensarci, devi fare una assicurazione sulla casa che copra i danni causati da un incendio.
Un’assicurazione antincendio ti darebbe quella pace di spirito necessaria per affrontare
l’investimento nel migliore dei modi.

Quando compri una casa e fai un mutuo, devi inoltre considerare con quale stipendio il mutuo
verrà pagato. Se è il tuo stipendio quello che conta e non quello di tua moglie, forse è il caso che
tu ti faccia un’assicurazione sulla vita. Perché se muori, la banca non sospende il mutuo. Anzi,
continua a chiederlo a tua moglie, che continua a non avere lo stipendio per pagarlo. Per evitare
di lasciarle un carico sulle spalle, ti fai un’assicurazione sulla vita.

Non voglio essere sessista. Lo stesso vale anche se sei una donna e sei la breadwinner della
famiglia. Al giorno d’oggi sono moltissime le mamme capofamiglia. O anche le mamme single,
che si occupano nel contempo della casa e del supporto finanziario della famiglia e hanno mutui
da pagare.

La polizza vita è una forma di gestione del rischio.

La gestione del rischio permette di affrontare un progetto di investimento con maggiore


tranquillità.

Anche i trader che comprano titoli azionari e li rivendono nel giro di un giorno, fanno un
assicurazione sul loro acquisto.

Le loro assicurazioni si chiamano opzioni.

Immagina un trader che compra delle azioni di Apple a 100 con l’idea di rivenderle ad un prezzo
più alto. Magari vanno a 110 e lui ci guadagna il 10%. Non male. Ma se scendono a 95? Lui ci
perderebbe il 5%. Una perdita non da poco se ha comprato 1000 titoli. Sarebbero 5000 dollari
lasciati per strada e non farebbe piacere.

Il nostro trader decide allora di gestire il rischio.

Compra un opzione a 98 dollari. Significa che se il valore non scende sotto tale cifra, lui ha pagato
soltanto il costo dell’opzione, una sorta di premio assicurativo. Se invece il prezzo scende sotto le
98, verrà compensato a seconda del valore finale raggiunto dal titolo in caduta. Se per esempio
Apple finisce a 95, lui verrà compensato con 3 dollari ad azione. Una forma di ritorno che avviene
anche se le cose non sono andate esattamente come previsto.

Questa è gestione del rischio. Limitare le perdite. O addirittura far scattare possibilità di guadagni
in caso di scenari avversi.

Perché i ricchi diventano ricchi?

Perché non dipendono dalle circostanze. Fanno soldi in tutti gli scenari.

E perché questo accade? Sono forse dei geni?

No. Sono persone normali, come te e me.

Ma pianificano bene.

E fanno gestione del rischio

Chi sono quelli che vanno nel panico di fronte ad un crash del mercato azionario?

Quelli che hanno messo i soldi nel mercato e hanno incrociato le dita.

Quelli che ci hanno costruito la propria pensione.

E quelli che non hanno fatto gestione del rischio.

Quelli che hanno fatto un’opportuna pianificazione non vanno nel panico di fronte ad una caduta
del mercato. Per loro è arrivato il momento di comprare.

Ora, vedi come la gestione del rischio può essere qualcosa che può farti diventare ricco.

O comunque è ciò che evita che tu diventi povero.

Come ti dicevo, gli investitori e i trader di professione sono fissati con la gestione del rischio.

Se non vedono il rischio, pagano qualcuno che li aiuti a vederlo e a gestirlo. Sono soldi ben
investiti. La gestione del rischio è un investimento sull’investimento.

Al contrario, molti dei problemi finanziari del risparmiatore medio nascono dal fatto che non fa
gestione del rischio.

Non fa gestione del rischio perché non vede il rischio.

E non assume nessuno che glielo faccia vedere.

Preferisce tenere i soldi in banca piuttosto che investirli in qualcuno che lo aiuti a individuare il
rischio.

E lasciando i soldi in banca, corre un rischio.

Un rischio che non vede.

Anzi, pensa che il suo denaro sia in un posto sicuro.

LA GESTIONE DEL RISCHIO DEL RISPARMIATORE

Il risparmiatore medio incrocia le dita e spera che vada tutto bene.

Questa è la sua strategia di gestione del rischio.

Potrei finire qui il paragrafo.

Se gli parli di assicurazione, fa gli scongiuri invece di una solida analisi razionale.

Meglio non entrare nel dettaglio sul tipo di scongiuri.

Prima di finire il paragrafo voglio però farti una domanda:

Che ne pensi di questa strategia di gestione del rischio? Un po’ approssimativa?

Forse.

Ma prima di giudicare ricorda di fare sempre un esame di coscienza.

Come stai gestendo i tuoi rischi?

“Ma io non ho rischi” mi dirai.

Uhmmmm... pensaci.

Forse non hai un mutuo da pagare. Forse non fai trading sul mercato azionario.

Ma hai un lavoro.

E magari il lavoro ti fornisce uno stipendio.

E lo stipendio è la tua unica fonte di entrata.

Hai un unico canale di entrata finanziaria.

Non è forse un rischio?

Un unico canale di entrata finanziaria che, tra l’altro, è legato al tuo tempo, ai tuoi skills, alle tue
performance fisiche e intellettuali.

Non puoi permetterti di fallire.

Questo non rappresenta forse l’esporsi ad un rischio?

Magari hai pure una moglie o un marito che beneficiano da questo tuo stipendio.

Magari ci sono dei bambini.

Li stai proteggendo in maniera adeguata?

Per capire se li stai proteggendo adeguatamente, fatti la seguente domanda.

E non devi rispondere a me.

Rispondi davanti allo specchio.

Quanto potrebbero i tuoi cari mantenere l’attuale stile di vita se non vi fosse più il lavoro?

Questa è una buona misura per capire il tuo livello di gestione del rischio.

Questo vale anche se sei un professionista single o una professionista in carriera.

Hai fatto un bene creandoti indipendenza finanziaria negli anni. Complimenti.

Ma aldilà del tuo lavoro, hai altre entrate?

E se non vi fosse più lo stipendio, chi ti supporterebbe?

Ti trasformeresti in un carico sulla pensione di mamma e papà, che stanno diventando anziani?

Non è di certo la migliore prospettiva.

Forse è il caso che inizi a ragionare su queste cose. Con calma e lucidità.

Inizi a vedere i rischi adesso?

Se li vedi, puoi iniziare a gestirli.

Magari dovresti farti uno stipendio alternativo.

O un’assicurazione sulle disabilità.

O una polizza vita.

Non devi essere un investitore per avere dei rischi da gestire. Basta un lavoro. Una famiglia. Basta
essere un soggetto con una certa valenza sociale. Un individuo con delle relazioni.

E comunque, anche non avere investimenti è un rischio.

Se la tua strategia è tenere tutti i soldi sotto il materasso, stai affrontando un rischio.

In questo caso la tua assicurazione è un bell’allarme sul cancello. O un pitbull salivante che
gironzola nel tuo giardino. O una cassaforte dietro al dipinto falso della Gioconda che tieni in
camera da letto.

Forse i soldini non sono sotto il materasso, ma sono al sicuro in banca.

Tuttavia, devi sapere che anche tenere i soldi in banca è un rischio che devi gestire.

I soldi fermi sul conto perdono valore.

Le banche possono fallire.

Improbabile?

Vedi 2008-9.

Vedi tutti i soldi stampati quest’anno che possono svalutare il mucchietto che tieni in banca.

Uno dei principali rischi che oggi corre il risparmiatore è non fare assolutamente niente con i soldi
che guadagna.

Semplicemente continuare a lavorare e a mettere via lo stipendio è un rischio per la propria


pensione futura.

Dipendere da un unica fonte di entrata finanziaria significa esporsi al rischio di perderla.

In conclusione, qual è il take-away di questo scritto?

Inizia a muovere il denaro. E utilizzarlo, in primis, per creare protezione.

E non importa se non sei un esperto di Bitcoin o di real estate.

La prima regola da imparare è non perdere soldi.

Tagliare le perdite.

Individuare il rischio.

E gestirlo.

Questo è ciò che accomuna l’investitore professionista e il principiante.

Le tecniche per farlo saranno poi diverse a seconda delle strategie adottate e dei tipi di
investimento che ti interessano.

Ma il concetto è lo stesso, sia per il mago del trading e che per il padre di famiglia che si è appena
fatto un’assicurazione sulla vita.

Il concetto è non rimanere vittima dei propri investimenti.

È avere una strategia.

È avere protezione.

Puoi avere una macchina stupenda, che fa girare la testa a tutti quando passi per strada.

Ma se l’hai comprata senza airbag per risparmiare, forse non hai fatto la scelta giusta. Quelli che ti
guardano da fuori e ammirano il design e la carrozzeria non lo sanno che manca l’airbag

Ma tu lo sai.

E questo è più che sufficiente per iniziare a fare qualcosa.