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Corso di Laurea in Ingegneria Informatica e dell’Automazione Economia e Organizzazione Aziendale L’economia Prof.
Corso di Laurea in
Ingegneria Informatica e dell’Automazione
Economia e
Organizzazione Aziendale
L’economia
Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it
Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it L’Economia Analizza l’influsso delle istituzione e della

L’Economia

Analizza l’influsso delle istituzione e della tecnologia sui prezzi e sull’allocazione delle risorse Indaga sul comportamento dei mercati finanziari Esamina la distribuzione del reddito Studia i cicli economici e la modalità di impiego della politica monetaria per attenuare inflazione e disoccupazione Studia i modelli degli scambi e di commercio internazionale Esamina la crescita nei paesi in via di sviluppo

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Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 2 L’Economia Definizione “Studio del modo in cui le

L’Economia

Definizione “Studio del modo in cui le società utilizzano risorse scarse per produrre beni utili e di come tali beni vengono distribuiti” (Paul A. Samuelson)

Scarsità Beni e servizi limitati rispetto ai desideri di tutti.

Efficienza Impossibilità di migliorare le condizioni di un individuo senza peggiorare quelle di qualcun altro (Pareto).

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Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 3 Microeconomia Definizione (A. Smith, 1776 - The Wealth of

Microeconomia

Definizione (A. Smith, 1776 - The Wealth of Nations) “Studio del funzionamento di singole entità (mercati, imprese e famiglie)”

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Meccanismi di determinazione dei prezzi di terra, lavoro e capitale Punti di forza e di debolezza del meccanismo del mercato

Teoria della “mano invisibile”

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Macroeconomia Definizione (J.M. Keynes, 1936 - General theory of Employment, Interest and Money ) “Studio

Macroeconomia

Definizione (J.M. Keynes, 1936 - General theory of Employment, Interest and Money)

“Studio

del

funzionamento

complessivo

dei

sistemi

economici”

Analisi

delle

cause

dei

cicli

economici

in

cui

si

alternano fasi di elevata disoccupazione e inflazione.

Determinazione

degli

investimenti

e

del

consumo

totale, gestione della moneta e tassi di interesse.

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Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 5 Definizioni Cicli economici: fluttuazioni del prodotto

Definizioni

Cicli economici:

fluttuazioni del prodotto nazionale, del reddito e della occupazione totali, di durata variabile tra 2 e 10 anni e caratterizzate dalla diffusa e simultanea espansione o contrazione in molti settori dell’economia.

Crescita economica:

aumento della produzione totale di un Paese nel corso del tempo (periodo di osservazione superiore ai 10 anni).

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Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 6 La Logica Economica/1 Adozione del metodo scientifico che si

La Logica Economica/1

Adozione del metodo scientifico che si basa su osservazione dei fenomeni economici, ricorso a statistiche e dati storici per interpretarli. Utilizzo di analisi e teorie che consentono ampie generalizzazioni di particolari fenomeni. Utilizzo di una particolare tecnica (Econometria) che permette di applicare i metodi statistici ai problemi economici. Possibilità di vagliare montagne di dati differenti per estrarne semplici relazioni.

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Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 7 La Logica Economica/2 Errori comuni Errore del post hoc

La Logica Economica/2

Errori comuni Errore del post hoc (inferenza di causalità):

“si verifica quando supponiamo che, dal momento che un fenomeno si è verificato prima di un altro, il primo ha provocato il secondo”. Ceteris paribus (ipotesi della parità di altre condizioni):

“quando si analizza l’impatto di una variabile sul sistema economico occorre mantenere costanti le altre condizioni”. Errore di aggregazione:

“quando si suppone che ciò che vale per una parte del sistema sia valido anche per tutto il sistema”.

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La Logica Economica/3 Quale è lo scopo di tutta questa massa di economisti impegnati in

La Logica Economica/3

Quale è lo scopo di tutta questa massa di economisti impegnati in misurazioni, analisi e calcoli?

Il fine ultimo della scienza economica consiste nel migliorare le condizioni economiche degli individui nella loro vita quotidiana. La società deve trovare il giusto equilibrio tra la dura disciplina del mercato e l’atteggiamento compassionevole espresso attraverso i programmi di assistenza pubblica. Quando menti fredde informano cuori caldi, la scienza economica può svolgere il proprio ruolo per assicurare la creazione di una società florida e giusta.

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Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 9 Tre problemi Cosa produrre? (E in che quantità?) Come

Tre problemi

Cosa produrre? (E in che quantità?)

Come produrre? (Quali tecnologie?)

Per chi produrre? (Come distribuire i prodotti?)

Prodotti = beni (materiali) o servizi (immateriali)

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Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 10 I fattori di produzione (input e output) Sono beni

I fattori di produzione (input e output)

Sono beni e servizi utilizzati dalle imprese nei loro processi produttivi.

Terra (risorse naturali). Lavoro (know-how e skills). Capitale (immobilizzazioni materiali e immateriali).

Un sistema economico impiega la tecnologia esistente per combinare gli input al fine di produrre gli output. Gli output possono essere beni o servizi disponibili per il consumo o impiegati nella produzione successiva (sotto-assemblati).

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Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 11 Economie di mercato, pianificate e miste Economia di

Economie di mercato, pianificate e miste

Economia di mercato:

Gli individui e le imprese prendono le principali decisioni sulla produzione e sul consumo. Le aziende decidono il cosa, il come e per chi. Economia pianificata:

Lo Stato prende tutte le decisioni relative alla produzione e alla distribuzione. Lo stato possiede la gran parte dei mezzi produttivi (terra e capitale). Economia mista:

Comprendono

di

alcuni

elementi

delle

economie

mercato e altri delle economie pianificate.

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Economia Economia positiva: Perché i medici guadagnano più dei portieri? Qual è l’impatto dei computer

Economia

Economia positiva:

Perché i medici guadagnano più dei portieri? Qual è l’impatto dei computer sulla produttività? La soluzione (non banale) può essere ricavata facendo riferimento all’analisi e ai fatti empirici.

Economia normativa:

Si dovrebbe chiedere ai poveri di lavorare se vogliono ricevere i sussidi dello Stato? Si dovrebbe aumentare la disoccupazione per assicurare che l’inflazione da prezzi non acceleri troppo? Si tratta di principi di carattere etico e norme di equità.

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Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 13 Gli obiettivi economici Crescita economica Piena

Gli obiettivi economici

Crescita economica Piena occupazione Efficienza economica Stabilità di prezzi Libertà economica Equa distribuzione del reddito Sicurezza economica Bilancia commerciale

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Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 14 La Frontiera delle Possibilità Produttive Prof. Ing. Fulvio

La Frontiera delle Possibilità Produttive

14 La Frontiera delle Possibilità Produttive Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 15 La

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Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 15 La Frontiera delle Possibilità Produttive Prof. Ing. Fulvio

La Frontiera delle Possibilità Produttive

15 La Frontiera delle Possibilità Produttive Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it

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Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it L’economia non ha raggiunto il livello di efficienza

L’economia non ha raggiunto il livello di efficienza produttiva desiderato

Livello di efficienza produttiva irraggiungibile
Livello di efficienza
produttiva irraggiungibile

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Definizioni/1 Frontiera delle possibilità produttive: Indica la quantità massima di produzione ottenibile da un sistema

Definizioni/1

Frontiera delle possibilità produttive:

Indica la quantità massima di produzione ottenibile da un sistema economico, date la conoscenza tecnologica e la quantità di input di cui si dispone.

Costo opportunità:

Indica il valore del bene o servizio cui si è rinunciato.

Efficienza:

Misura del rapporto tra la quantità di output ottenuto in rapporto alla quantità di input utilizzata.

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Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 17 Definizioni/2 Efficienza allocativa: le risorse devono

Definizioni/2

Efficienza allocativa:

le risorse devono essere destinate alla produzione dei beni e servizi più richiesti dalla società.

Efficienza produttiva:

per ottenere i beni e servizi desiderati devono essere utilizzate le tecniche produttive meno costose. Questa si ottiene quando non è possibile aumentare la produzione di un bene senza ridurre quella di un altro bene.

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Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 18 Applicazione della FPP/1 Prof. Ing. Fulvio Iavernaro –

Applicazione della FPP/1

– f.iavernaro@poliba.it 18 Applicazione della FPP/1 Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 19

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Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 19 Applicazione della FPP/2 Prof. Ing. Fulvio Iavernaro –

Applicazione della FPP/2

Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 19 Applicazione della FPP/2 Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 20

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Applicazione della FPP/3 Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 21 Appendice La pendenza di una

Applicazione della FPP/3

Applicazione della FPP/3 Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 21 Appendice La pendenza di una linea

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Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 21 Appendice La pendenza di una linea rappresenta la

Appendice

La pendenza di una linea rappresenta la variazione subita da una variabile al variare di un’altra. La pendenza è un numero che esprime la relazione esistente tra la variazione di y e la variazione di x.

esistente tra la variazione di y e la variazione di x. Prof. Ing. Fulvio Iavernaro –

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x. Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 22 Appendice La ripidezza di una curva dipende dalla

Appendice

La ripidezza di una curva dipende dalla scala del grafico. La ripidezza non rappresenta in alcun modo la pendenza di una curva.

non rappresenta in alcun modo la pendenza di una curva. Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it

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Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 23 Appendice Prof. Ing. Fulvio Iavernaro –

Appendice

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Appendice Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 25 Esercizio Supponiamo di avere 16 ore a

Appendice

Appendice Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 25 Esercizio Supponiamo di avere 16 ore a disposizione

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Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 25 Esercizio Supponiamo di avere 16 ore a disposizione per

Esercizio

Supponiamo di avere 16 ore a disposizione per preparare gli esami di economia (variabili x) e disegno (variabile y).

Qual è la pendenza delle linea che rappresenta la relazione tra le ore di economia e quelle di disegno?

Supponiamo che vi necessitino 6 ore al giorno per studiare economia. Tracciare sul grafico il punto che corrisponde a 6 ore. E se le ore fossero 4? Cosa succede?

Cosa succederebbe se ci fossero a disposizione 18 ore per studiare?

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Corso di Laurea in Ingegneria Informatica e dell’Automazione Economia e Organizzazione Aziendale Mercati e Stato
Corso di Laurea in
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Economia e
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Mercati e
Stato
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Stato Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it L’Economia scomparsa Negli ultimi due secoli si è

L’Economia scomparsa

Negli ultimi due secoli si è verificato il passaggio dal feudalesimo al meccanismo di mercato e capitalismo concorrenziale. Laissez-faire (XIX secolo): lo Stato dovrebbe intervenire il meno possibile sull’attività economica e lasciare le decisioni al mercato. Welfare State (XX secolo): i mercati controllano le attività della vita economica quotidiana mentre lo Stato stabilisce le condizioni sociali, fornisce le pensioni, assistenza medica e altri servizi essenziali alle famiglie povere.

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Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 2 Che cosa è il mercato? Il mercato è un

Che cosa è il mercato?

Il mercato è un luogo (reale o virtuale) che consente l’interazione tra venditori (offerta) e acquirenti (domanda) al fine di determinare il prezzo e le quantità di un bene o servizio.

In

un

economia

di

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nessun

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dei problemi economici. prezzi coordinano le decisioni dei produttori e dei

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responsa

I

consumatori in un mercato e fungono da equilibratori.

Prezzi

consumatori e a incoraggiare la produzione. Prezzi più bassi incoraggiano il consumo e frenano la produzione.

elevati tendono a ridurre gli acquisti dei

più

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più Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 3 Equilibrio di mercato Definizione Punto in cui la

Equilibrio di mercato

Definizione Punto in cui la quantità offerta dai venditori è uguale alla quantità richiesta dai compratori. I mercati operano simultaneamente per determinare un equilibrio generale di prezzi e produzione.

una

sovrabbondanza di beni sul mercato. Un prezzo troppo basso creerebbe un eccesso di domanda da parte dei consumatori.

Un

prezzo

troppo

elevato

porterebbe

ad

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I tre problemi economici – Cosa produrre Voto del portafoglio dei consumatori nelle decisioni di

I tre problemi economici – Cosa produrre

Voto del portafoglio dei consumatori nelle decisioni di acquisto quotidiane. I consumatori scelgono in base alle caratteristiche dei prodotti. Le aziende spingono per massimizzare i profitti. Uscita da quei settori che hanno rendite basse. Incremento degli investimenti in R&S.

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Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 5 I tre problemi economici – Come produrre Elevata

I tre problemi economici – Come produrre

Elevata concorrenza spinge a mantenere bassi costi di produzione. Profitto (ricavo netto) = valore totale delle vendite – costi totali. Investimenti in nuove tecnologie produttive o in strumenti informatici di supporto. Esempio Locomotive a vapore anziché cavalli (vapore meno costoso per unità di lavoro utile)

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Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 6 I tre problemi economici – Per chi produrre Dipende

I tre problemi economici – Per chi produrre

Dipende dalla domanda e dall’offerta sul mercato dei fattori di produzione. Il prezzo dei fattori di produzione viene stabilito in base alla particolare situazione di mercato.

Reddito della popolazione = quantità di fattori (ore di

* prezzi dei fattori (salari,

lavoro, ettari di terra, rendite,

)

Il sistema di mercato si serve dei profitti e delle perdite per indurre le imprese a produrre i beni desiderati!

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Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 7 Il circuito del mercato Prof. Ing. Fulvio Iavernaro –

Il circuito del mercato

Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 7 Il circuito del mercato Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 8

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I settori economici Primario: legato alle risorse della terra (agricoltura, pesca, allevamenti, ecc ). Secondario:

I settori economici

Primario: legato alle risorse della terra (agricoltura, pesca, allevamenti, ecc ). Secondario: legato alla trasformazione dei beni fisici del settore primario in beni finali a maggior valore aggiunto. Terziario: tutto ciò che non riguarda strettamente la trasformazione e produzione di beni ma è legato all’erogazione di servizi (trasporti, internet, consulenze, ricerca e sviluppo, ecc

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ecc Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 9 Le tipologie produttive Prodotti standardizzati

Le tipologie produttive

Prodotti standardizzati (commodities):

Il prezzo e la quantità del bene viene fissata dal mercato nel suo insieme (zucchero, petrolio, grano,…). Processo di approvvigionamento caratterizzato da

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Prodotti personalizzati (customizzati):

bene viene fissata dai

singoli mercati. processo di approvvigionamento è caratterizzato da transazioni con elevati flussi informativi a diversi livelli di codifica.

Il

prezzo

e

la

quantità del

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del Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 10 La Mano Invisibile Adam Smith esamina il problema

La Mano Invisibile

Adam Smith esamina il problema dell’armonia tra profitto privato e interesse pubblico. Sostiene che l’individuo agisce esclusivamente per la propria sicurezza e il proprio tornaconto […]; in questo è guidato da una mano invisibile che lo porta a perseguire un fine estraneo alle proprie intenzioni. Nel fare i propri interessi, spesso, promuove anche quelli della società in maniera molto più efficace di quando si propone di promuoverli realmente. L’interferenza dello Stato nell’economia è dannosa”.

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Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 11 Il mercato concorrenziale perfetto viene massimizzata la

Il mercato concorrenziale perfetto

viene

massimizzata la produzione di ricchezza. Il mercato opera come una “mano invisibile” di distribuzione ottimale delle risorse. Quando prevalgono monopoli, esternalità o altre forme di fallimento potrebbe venir meno l’efficienza della “mano invisibile”.

In

un

mercato

concorrenziale

perfetto

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Scambi, moneta e capitale Complessa rete di scambi tra individui e Stato basata sulla elevata

Scambi, moneta e capitale

Complessa rete di scambi tra individui e Stato basata sulla elevata specializzazione e sulla complessa divisione del lavoro. La moneta costituisce il mezzo di scambio e il metro per misurare il valore economico di un bene. Il capitale permette di fare investimenti in nuove tecnologie e di aumentare l’efficienza del lavoro umano.

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Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 13 Specializzazione e scambi Concentrazione degli sforzi degli

Specializzazione e scambi

Concentrazione degli sforzi degli individui su un particolare insieme di attività, affinché ogni individuo o Paese possa utilizzare al meglio le proprie capacità e risorse. L’efficienza della specializzazione permette la fitta rete di scambi tra individui e Nazioni. Vantaggi negli scambi: globalizzazione.

cui

Gli individui e le Nazioni scambiano i

beni in

sono specializzati per ottenere i prodotti degli altri.

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Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 14 Principio del vantaggio comparato Ogni paese avrà un

Principio del vantaggio comparato

Ogni paese avrà un vantaggio se si specializzerà nella produzione ed esportazione dei beni che può produrre a un costo relativamente basso (nei quali è relativamente più efficiente di altri paesi). Al contrario, ogni paese avrà un vantaggio se importerà i beni che produce ad un costo relativamente elevato (nei quali è relativamente meno efficiente di altri paesi). Il costo opportunità per la produzione di un determinato bene in termini di altri beni è minore in un paese rispetto agli altri.

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Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 15 La globalizzazione Capelli dal Giappone Assemblaggio in

La globalizzazione

Capelli dal Giappone Assemblaggio in Indonesia, Malaysia e Cina (era in Giappone) Stampi e vernici
Capelli dal
Giappone
Assemblaggio in Indonesia,
Malaysia e Cina (era in
Giappone)
Stampi e vernici dagli USA
Plastica da Taiwan
Cotone per vestiti
dalla Cina
Prezzo di vendita:
10 $
Costi manodopera cinese:
0,35 $
Costi materiali esteri:
0,65 $
Altre spese (trasporto):
1 $
Profitti MATTEL:
8 $

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Moneta Definizione Consente agli individui di scambiare gli output che producono per ottenere la vasta

Moneta

Definizione Consente agli individui di scambiare gli output che producono per ottenere la vasta gamma di beni e servizi prodotti da altri.

La moneta è:

Un mezzo comune di pagamento. Il lubrificante degli scambi. Pericoli:

Inflazione (politica monetaria della Banca Centrale). Oculata gestione nell’offerta di moneta.

Inflazione (politica monetaria della Banca Centrale). Oculata gestione nell’offerta di moneta.

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Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 17 Capitale Definizione Strumenti di produzione a loro volta

Capitale

Definizione Strumenti di produzione a loro volta prodotti, input durevoli che sono allo stesso tempo un output del sistema economico. Il Capitale deve essere prodotto, prima di poter t Lavoro e terra (fattori di produzione primari):

essere u

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zza o.

l’offerta è determinata da fattori non economici (tasso di fertilità e geografia del paese). Gran parte dell’attività economica consiste nel sacrificare il consumo presente per incrementare il capitale.

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Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 18 Capitale e proprietà privata Il capitalismo prende il

Capitale e proprietà privata

Il capitalismo prende il nome dalla capacità degli individui di possedere e sfruttare il capitale. Benché la società occidentale sia basata sulla proprietà privata, i diritti di proprietà sono limitati. La risorsa più importante (il lavoro) non può diventare un bene da acquistare e vendere come fosse una proprietà privata. I diritti di proprietà vengono fatti valere attraverso l’ordinamento giuridico che costituisce l’insieme di leggi con cui opera un sistema economico.

valere attraverso l’ordinamento giuridico che costituisce l’insieme di leggi con cui opera un sistema economico.
valere attraverso l’ordinamento giuridico che costituisce l’insieme di leggi con cui opera un sistema economico.
valere attraverso l’ordinamento giuridico che costituisce l’insieme di leggi con cui opera un sistema economico.

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Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 19 Il ruolo economico dello Stato Aumentare l’ efficienza

Il ruolo economico dello Stato

Aumentare l’efficienza favorendo la concorrenza, limitando le esternalità e fornendo beni pubblici. Promuovere l’equità utilizzando le imposte e i programmi di spesa per ridistribuire il reddito tra determinate categorie di popolazioni. Favorire la stabilità e la crescita macroeconomica riducendo la disoccupazione e l’inflazione e incoraggiando la crescita economica.

Lo Stato svolge queste funzioni esigendo che i cittadini paghino le tasse, osservino le leggi e consumino determinati beni e servizi comuni.

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Efficienza Adam Smith riconobbe che le virtù del meccanismo del mercato si realizzano completamente solo

Efficienza

Adam Smith riconobbe che le virtù del meccanismo del mercato si realizzano completamente solo quando sono presenti i freni e gli equilibri imposti dalla concorrenza perfetta (tutti i beni e servizi hanno un prezzo e vengono scambiati sul mercato senza poter essere influenzato). Situazioni anomale:

Concorrenza imperfetta. Esternalità. Beni pubblici.

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Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 21 Concorrenza imperfetta: Monopolio Il mercato presenta un

Concorrenza imperfetta: Monopolio

Il mercato presenta un unico fornitore o comunque un numero ristretto di fornitori.

unico fornitore o comunque un numero ristretto di fornitori. RIMEDIO Leggi concorrenza nazionale ed estera. antitrust,

RIMEDIO

Leggi

concorrenza nazionale ed estera.

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generale

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la Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 22 Concorrenza imperfetta: l’Unione Europea “Nel 2007 la

Concorrenza imperfetta: l’Unione Europea

“Nel 2007 la politica di concorrenza ha continuato a migliorare il funzionamento dei mercati a vantaggio delle imprese e dei consumatori europei. Ciò ha comportato, tra l’altro, misure volte a indagare e sanzionare comportamenti anticoncorrenziali da parte degli operatori e a rimediare a strutture e regolamentazioni di mercato anticoncorrenziali in vari settori chiave dell’economia. La politica di concorrenza è stata inoltre inserita nel programma di lavoro della Commissione per la riforma economica globale, ovvero nel quadro della strategia di Lisbona”.

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Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 23 Concorrenza imperfetta: l’Unione Europea Lotta ai

Concorrenza imperfetta: l’Unione Europea

Lotta ai cartelli e alle concentrazioni.

Lotta agli aiuti di Stato per il salvataggio o la ristrutturazione di imprese in difficoltà.

il salvataggio o la ristrutturazione di imprese in difficoltà. Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 24

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Esternalità Imprese o individui impongono costi o benefici ad altri soggetti al di fuori delle

Esternalità

Imprese o individui impongono costi o benefici ad

altri soggetti al di fuori delle relazioni di mercato.

RIMEDIOad altri soggetti al di fuori delle relazioni di mercato. Regolamentazioni per controllare le esternalità quali

Regolamentazioni per controllare le esternalità quali l’inquinamento, le miniere a cielo aperto, i rifiuti dannosi, i materiali radioattivi,…

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Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 25 Beni pubblici Sono delle esternalità positive

Beni pubblici

Sono delle esternalità positive caratterizzate da:

il costo sostenuto per estendere il servizio ad un individuo è zero. è impossibile impedire agli individui di farne uso .

zero. è impossibile impedire agli individui di farne uso . Prezzo dei beni pubblici: le imposte

Prezzo dei beni pubblici: le imposte sui redditi personali e sulle imprese (non volontarie).

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Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 26 Equità I mercati non producono necessariamente una

Equità

I mercati non producono necessariamente una distribuzione del reddito che si possa considerare socialmente equa.

Un’economia

disuguaglianze di reddito e consumo è inaccettabile

determina

di

mercato

che

er

p g

li elettori

.

RIMEDIOinaccettabile determina di mercato che er p g li elettori . Imposizione fiscale progressiva. Trasferimenti pubblici

Imposizione fiscale progressiva.

Trasferimenti pubblici (assistenza agli anziani,

sussidi, ecc

).

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27

). Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 27 Crescita e stabilità macroeconomiche Obiettivi a lungo

Crescita e stabilità macroeconomiche

Obiettivi a lungo termine

Crescita economica: crescita dell’output di una Nazione.

Produttività:

misura

dell’output

in

rapporto

alle

ità di i

un Strumenti Politiche fiscali: rappresentano il potere di far pagare le imposte e di spendere. Politiche monetarie: determinazione dell’offerta di moneta e dei tassi di interesse.

t

npu .

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Riepilogo Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 29

Riepilogo

Riepilogo Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 29

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29

Corso di Laurea in Ingegneria Informatica e dell’Automazione Economia e Organizzazione Aziendale Domanda, Offerta e
Corso di Laurea in
Ingegneria Informatica e dell’Automazione
Economia e
Organizzazione Aziendale
Domanda, Offerta e
Elasticità
Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it
Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it Domanda e Offerta: introduzione Prof. Ing. Fulvio Iavernaro

Domanda e Offerta: introduzione

– f.iavernaro@poliba.it Domanda e Offerta: introduzione Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 2 La

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2

Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 2 La domanda La quantità acquistata di un bene dipende

La domanda

La quantità acquistata di un bene dipende dal

prezzo (senso comune

e

osservazioni

scientifiche). Esiste una relazione tra il prezzo di mercato di un bene e la quantità richiesta a parità di altre condizioni (scheda di domanda o curva di domanda).

Legge della domanda con pendenza negativa (verificata per qualsiasi tipo di bene).

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3

Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 3 Curva di domanda Prof. Ing. Fulvio Iavernaro –

Curva di domanda

Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 3 Curva di domanda Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 4

Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it

Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 3 Curva di domanda Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 4

4

Definizioni Effetto sostituzione L’aumento il consumatore a scegliere prodotti simili in alternativa e quindi a

Definizioni

Effetto sostituzione

L’aumento

il

consumatore a scegliere prodotti simili in alternativa e quindi a consumare minori quantità di quel bene.

del

prezzo

di

un

bene

porta

Effetto reddito Se il prezzo di un bene aumenta il consumatore, a parità di altre condizioni, diventa più povero e non può acquisire il bene.

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5

Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 5 Significato della domanda La curva di domanda del mercato

Significato della domanda

La curva di domanda del mercato si ottiene sommando le quantità domandate da tutti gli
La curva di domanda del mercato si ottiene
sommando le quantità domandate da tutti gli individui
ad ogni livello di prezzo.

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6

Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 6 Determinanti della domanda Prof. Ing. Fulvio Iavernaro –

Determinanti della domanda

– f.iavernaro@poliba.it 6 Determinanti della domanda Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 7

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7

Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 7 Variazioni della domanda Le variazioni di fattori diversi

Variazioni della domanda

Le variazioni di fattori diversi dal prezzo di un bene che influiscono sulla quantità acquistata portano ad un aumento (o diminuzione) della quantità richiesta a ciascun livello di prezzo.

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della quantità richiesta a ciascun livello di prezzo. Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 8

8

Variazione della quantità domandata Definizione Spostamento in un punto diverso sulla medesima curva di domanda

Variazione della quantità domandata

Definizione Spostamento in un punto diverso sulla medesima curva di domanda a causa di una variazione di prezzo.

Incremento (o diminuzione) degli acquisti di un bene a secondo della variazione del prezzo del bene. I fattori che influenzano la domanda (diversi dal

di

prezzo)

osservazione.

rimangono

costanti

nel

periodo

Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it

9

Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 9 L’offerta L’offerta di un mercato implica le condizioni

L’offerta

L’offerta di un mercato implica le condizioni alle quali le imprese producono e vendono i loro prodotti. Esiste una relazione diretta tra la quantità offerta di un bene e il suo prezzo di mercato a parità di altri fattori (scheda di offerta o curva di offerta) Andamento della curva di offerta: crescente. Validità della legge dei rendimenti decrescenti.

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10

Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 10 Curva di offerta Prof. Ing. Fulvio Iavernaro –

Curva di offerta

Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 10 Curva di offerta Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 11

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Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 11 Determinanti dell’offerta Prof. Ing. Fulvio Iavernaro

11

Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 11 Determinanti dell’offerta Prof. Ing. Fulvio Iavernaro –

Determinanti dell’offerta

– f.iavernaro@poliba.it 11 Determinanti dell’offerta Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 12

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12

Spostamenti della curva Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 13 Equilibrio di domanda e offerta

Spostamenti della curva

Spostamenti della curva Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 13 Equilibrio di domanda e offerta Domanda

Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it

13

Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 13 Equilibrio di domanda e offerta Domanda e offerta

Equilibrio di domanda e offerta

Domanda e offerta interagiscono tra di loro per produrre un prezzo e una quantità di equilibrio (equilibrio di mercato). Al prezzo di equilibrio la quantità che i consumatori desiderano acquistare è uguale a quella che i produttori desiderano vendere. Al livello di equilibrio non vi è alcune tendenza al rialzo o ribasso del prezzo. Al prezzo di equilibrio non si verificano eccessi di domanda o offerta.

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14

Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 14 Equilibrio di domanda e offerta Prof. Ing. Fulvio Iavernaro

Equilibrio di domanda e offerta

– f.iavernaro@poliba.it 14 Equilibrio di domanda e offerta Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 15

Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it

15

Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 15 Equilibrio di domanda e offerta In dall’intersezione delle

Equilibrio di domanda e offerta

In

dall’intersezione delle curve di domanda ed offerta.

un

mercato

concorrenziale

l’equilibrio

è

dato

ed offerta. un mercato concorrenziale l’equilibrio è dato Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 16

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16

Variazioni di domanda e di offerta Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 17 L’equilibrio Indica

Variazioni di domanda e di offerta

Variazioni di domanda e di offerta Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 17 L’equilibrio Indica che

Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it

17

Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 17 L’equilibrio Indica che le diverse forze operanti sul

L’equilibrio

Indica che le diverse forze operanti sul mercato si bilanciano in modo che il prezzo e la quantità che ne derivano soddisfino i desideri di acquirenti e fornitori. La variazione degli elementi che influenzano la domanda o l’offerta comporta spostamenti delle curve con conseguente cambiamenti dell’equilibrio di mercato relativamente a prezzo e quantità. L’equilibrio contabile tra acquisti e vendite non spiega la natura del complesso equilibrio economico.

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18

Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 18 Effetto di diverse variazioni di domanda e offerta Prof.

Effetto di diverse variazioni di domanda e offerta

18 Effetto di diverse variazioni di domanda e offerta Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 19

Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it

19

Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 19 Elasticità di domanda e offerta Permette domanda e

Elasticità di domanda e offerta

Permette

domanda e dell’offerta al variare del prezzo. Permette di analizzare il comportamento dei consumatori e dei produttori alla variazione del prezzo dei beni. Modifica in maniera diretta la scelta nell’acquisto di beni di lusso (automobili, crociere, ecc…). Non modifica in maniera sensibile la scelta nel mercato dei beni di prima necessità (generi alimentari, elettricità, ecc…).

della

la

misurazione

della

reattività

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Elasticità della domanda rispetto al prezzo Definizione Variazione percentuale della quantità domandata divisa per

Elasticità della domanda rispetto al prezzo

Definizione Variazione percentuale della quantità domandata divisa per la variazione percentuale del prezzo.

prezzo

L’elasticità

dei

singoli

beni

rispetto

al

dipende:

da fattori economici, e tende a essere più elevata per i beni di lusso; dalla disponibilità di beni sostitutivi; dal tempo che i consumatori hanno per adattare il loro comportamento alla nuova situazione.

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Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 21 Calcolo dell’elasticità della domanda E variazione

Calcolo dell’elasticità della domanda

E

variazione percentuale della quantità domandata

=

D variazione percentuale del prezzo

La domanda si dice elastica se E > 1.

La domanda si dice anelastica se E < 1.

La domanda si dice ad elasticità unitaria se E =

1.

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1. Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 22 Esempio Prof. Ing. Fulvio Iavernaro –

Esempio

Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 22 Esempio Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it

Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it

TabellaTabellaTabellaTabella 3.73.73.73.7
TabellaTabellaTabellaTabella 3.73.73.73.7

23

TabellaTabellaTabellaTabella 3.73.73.73.7 23 Calcolo dell’elasticità della domanda E D =   Q

Calcolo dell’elasticità della domanda

E

D

=

 

Q

 

P

(

Q

1

+

Q

2

) / 2

(

P

1

+

P

2

) / 2

Per evitare qualsiasi ambiguità si utilizza sempre nel calcolo dell’elasticità il Prezzo Medio e la relativa Quantità Media.

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L’elasticità della domanda Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 25 Aspetti fondamentali

L’elasticità della domanda

L’elasticità della domanda Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 25 Aspetti fondamentali

Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it

25

Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 25 Aspetti fondamentali dell’elasticità della domanda le

Aspetti fondamentali dell’elasticità della domanda

le

quantità si muovono nella direzione opposta. La definizione di elasticità si riferisce a variazioni percentuali piuttosto che a variazioni effettive.

Elasticità

sempre positiva anche se i prezzi e

Il

valore

di

P

e

Q al denominatore delle singole

variazioni viene considerato come valore medio. Elasticità non è sinonimo di pendenza della curva.

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Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 26 Particolarità Prof. Ing. Fulvio Iavernaro –

Particolarità

Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 26 Particolarità Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 27

Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it

27

Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 27 Esempio Prof. Ing. Fulvio Iavernaro –

Esempio

Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 27 Esempio Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 28

Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it

28

Il calcolo dell’elasticità L’elasticità della curva di domanda in un punto può essere calcolata come

Il calcolo dell’elasticità

L’elasticità della curva di domanda in un punto può essere calcolata come rapporto tra la lunghezza del segmento sotto il punto e quella del segmento sopra il punto.

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punto. Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 29 Il paradosso del raccolto abbondante In un anno

29

Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 29 Il paradosso del raccolto abbondante In un anno di

Il paradosso del raccolto abbondante

In un anno di clima particolarmente favorevole, gli agricoltori scoprono alla fine dell’anno gli agricoltori scoprono che i loro ricavi sono diminuiti. Il mercato dei generi alimentari ha una domanda anelastica.

raccolti

L aumento

abbondanti tende a far diminuire i prezzi. La diminuzione dei prezzi non provoca significavi aumenti della quantità domanda. I ricavi (prodotto tra Prezzo e Quantità) non tendono ad aumentare.

delle

quantità

derivanti

da

Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it

30

da Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 30 Elasticità della domanda e ricavo Per definizione il

Elasticità della domanda e ricavo

Per definizione il ricavo totale è dato dal prodotto tra il Prezzo del bene e la quantità totale venduta.

tra il Prezzo del bene e la quantità totale venduta. Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it

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Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 31 Elasticità di offerta Definita come variazione percentuale

Elasticità di offerta

Definita come variazione percentuale della quantità offerta divisa per la variazione percentuale del prezzo.

E

variazione percentuale della quantità offerta

=

O variazione percentuale del prezzo

L’offerta si dice elastica se E > 1.

L’offerta si dice anelastica se E < 1. L’offerta si dice ad elasticità unitaria se E = 1.

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Fattori d’influenza dell’elasticità dell’offerta Facilità nell’aumentare la produzione (gli input devono essere

Fattori d’influenza dell’elasticità dell’offerta

Facilità nell’aumentare la produzione (gli input devono essere facilmente reperibili).

Periodo

di

tempo

preso

in

considerazione (maggiore è il tempo

migliore è la risposta

al

dei produttori cambiamento).

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Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 33 Esempio: il settore dell’agricoltura Prof. Ing. Fulvio

33

Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 33 Esempio: il settore dell’agricoltura Prof. Ing. Fulvio

Esempio: il settore dell’agricoltura

33 Esempio: il settore dell’agricoltura Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 34

Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it

34

Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 34 Esempio: il settore dell’agricoltura Per far fronte alla

Esempio: il settore dell’agricoltura

Per far fronte alla diminuzione dei redditi, gli agricoltori hanno esercitato pressioni sui governi.

Misure di sostegno, limitazioni delle importazioni tramite l’imposizione di dazi doganali, sovvenzioni.

agli

I

governi

adottano

misure

di

sostegno

agricoltori per indurli a produrre meno.

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35

Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 35 Esempio: il settore dell’agricoltura Prof. Ing. Fulvio

Esempio: il settore dell’agricoltura

f.iavernaro@poliba.it 35 Esempio: il settore dell’agricoltura Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 36

Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it

f.iavernaro@poliba.it 35 Esempio: il settore dell’agricoltura Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 36

36

Esempio: imposta sulla benzina Imposizione di una tassa sul prezzo della benzina. Incidenza diretta sul

Esempio: imposta sulla benzina

Imposizione di una tassa sul prezzo della benzina.

Incidenza

diretta

sul

reddito

reale

di

consumatori

e

produttori. Diminuzione

dei

consumi

con

conseguente perdita per i produttori.

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Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 37 Esempio: imposizione del prezzo massimo Lo prezzo massimo

37

Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 37 Esempio: imposizione del prezzo massimo Lo prezzo massimo a

Esempio: imposizione del prezzo massimo

Lo

prezzo massimo a 1 euro/litro.

stato

impone

il

Spostamento

della

curva

di

domanda

dovuto

al

razionamento formale

dei

produttori. Eccesso di domanda non soddisfatta.

o

informale

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Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 38 Incidenza delle imposte Le imposte permettono allo

38

Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 38 Incidenza delle imposte Le imposte permettono allo stato

Incidenza delle imposte

Le imposte permettono allo stato di scoraggiare il consumo di un bene e/o servizio.

L’incidenza

di

un’imposta

denota

l’impatto

dell’imposta

stessa

sui

redditi

dei

produttori e

consumatori. Dipende dall’elasticità della domanda.

Se

la

domanda

è

anelastica

rispetto

all’offerta

graverà di più sui consumatori.

 

Se

l’offerta

è

anelastica

rispetto

alla

domanda

graverà di più sui produttori.

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39

Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 39 Scarsità Il concetto fondamentale è che i beni sono

Scarsità

Il concetto fondamentale è che i beni sono sempre scarsi e la società non è mai in grado di soddisfare i desideri di tutti.

normali è il prezzo stesso che raziona

l’offerta limitata. Quando lo Stato interferisce nel meccanismo di domanda e offerta, i prezzi perdono la loro funzione di razionamento e si verificano sprechi, inefficienze e peggioramenti della situazione iniziale.

In

tempi

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40

Esercizio Tracciare le curve di domanda e offerta e determinare il prezzo e la quantità

Esercizio

Tracciare le curve di domanda e offerta e determinare il prezzo e la quantità di equilibrio.

Prezzo

   

(euro/pizza)

Quantità domandata

Quantità offerta

10

0

40

8

10

30

6

20

20

4

30

10

2

40

0

0

125

0

Cosa succederebbe se la domanda di pizza triplicasse per ciascun prezzo? Cosa accadrebbe se il prezzo fosse inizialmente fissato a 4 euro/pizza?

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41

Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it 41 Esercizio Si stima che nel breve periodo l’elasticità

Esercizio

Si stima che nel breve periodo l’elasticità della domanda mondiale del greggio rispetto al prezzo sia pari a 0,05.

Se il prezzo iniziale del petrolio è di 30$ al barile, quale sarebbe l’effetto sul prezzo e sulla quantità di petrolio

di

petrolio mondiale del 5% (si supponga che la curva di

offerta sia totalmente anelastica)?.

di

u

n

mb

e

r

a go

c

h

e

f

acesse

dimin ir

u

e

l’

o

ff

e

rt

a

Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it

42

Corso di Laurea in Ingegneria Informatica e dell’Automazione Economia e Organizzazione Aziendale Le scelte del
Corso di Laurea in
Ingegneria Informatica e dell’Automazione
Economia e
Organizzazione Aziendale
Le scelte del
consumatore
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Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it Domanda e comportamento del consumatore Prendere decisioni

Domanda e comportamento del consumatore

Prendere decisioni su come distribuire il denaro e il tempo disponibile. Acquistare una nuova auto o far riparare quella vecchia? Studiare economia o andare a prendere il sole al parco? d La somma di tali scelte influenza la curva della domanda e l’elasticità rispetto al prezzo. Processo con il quale gli individui cercano di ottenere i beni di consumo preferiti.

Ri

ce ca

r

e

ll’

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a

n

ecess

ità

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d

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e

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.

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e ri . Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it Utilità Gli individui tendono a scegliere quei

Utilità

Gli individui tendono a scegliere quei beni e servizi ai quali danno il valore maggiore. In modo in cui i consumatori scelgono viene descritto attraverso il concetto di Utilità. Definizione:

Utilità indica soddisfacimento ovvero la misura in cui determinati beni e servizi vengono preferiti dai consumatori. Nella teoria della domanda, si dice che gli individui massimizzano la propria utilità. Scelgono i beni di consumo che preferiscono.

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Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it Utilità Marginale Definizione: Se si consuma un’unità

Utilità Marginale

Definizione:

Se si consuma un’unità aggiuntiva di un bene o servizio si ottiene un soddisfacimento maggiore o una utilità aggiuntiva.

il

significato di aggiuntivo. Legge dell’utilità marginale decrescente:

L’utilità marginale diminuisce se un individuo consuma quantità sempre maggiori di un determinato bene. All’aumentare del consumo di un bene la sua utilità marginale tende a diminuire.

L’espressione

marginale

viene

sempre

usata

con

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Da dove nasce il concetto di Utilità Jeremy Bentham (1748-1832) Principio di utilità definito come

Da dove nasce il concetto di Utilità

Jeremy Bentham (1748-1832) Principio di utilità definito come la capacità di qualsiasi oggetto di produrre piacere, bene e felicità o di impedire dolore, male o infelicità. Massima felicità per il maggior numero di persone.

William Stanley Jevons (1835-1882) Teoria economica come calcolo di piacere e dolore. Le persone razionali basano le loro decisioni di consumo sull’utilità aggiuntiva o marginale di ciascun bene.

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bene. Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it Utilità totale e marginale Prof. Ing. Fulvio Iavernaro –

Utilità totale e marginale

– f.iavernaro@poliba.it Utilità totale e marginale Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it

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Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it Condizione di equilibrio Massimizzazione della utilità

Condizione di equilibrio

Massimizzazione della utilità individuale. Ogni individuo deve effettuare le proprie scelte in modo che ogni singolo bene porti alla stessa utilità marginale per euro speso.

Utilità Marginale del reddito Di fronte ai prezzi di mercato dei beni, un consumatore, con reddito dato, ottiene il massimo soddisfacimento quando l’utilità marginale dell’ultimo euro speso per un bene è esattamente uguale all’utilità marginale dell’ultimo euro speso per qualsiasi altro bene.

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bene. Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it Condizione di equilibrio Il consumatore che disponga di un

Condizione di equilibrio

Il consumatore che disponga di un reddito R destinato al consumo di n prodotti lo ripartisce in maniera tale che risulti:

UM

1

P

1

=

UM

2

P

2

=

UM

3

P

3

=

=

UM

n

P

n

= UM

Se (UM/P) 1 aumenta, gli acquisti di 1 aumentano mentre diminuiscono gli altri beni Se (UM/P) 1 diminuisce, gli acquisti di 1 diminuiscono mentre salgono gli altri beni

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Allocazione ottimale del tempo Ogni individuo deve sapere distribuire il proprio tempo così come ripartisce

Allocazione ottimale del tempo

Ogni individuo deve sapere distribuire il proprio tempo così come ripartisce le proprie finanze. Tale compito non è affatto semplice dato che, ognuno di

noi, povero o ricco che sia ha a disposizione solo 24 ore

al giorno.

Quale è il modo migliore per distribuire il tempo?

Non si tratta solo di una semplice legge economica ma

di una legge di scelta razionale.

Studio dell’economia cosiddetta comportamentale.

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. Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it La curva di indifferenza Sviluppate da Pareto permettono di

La curva di indifferenza

Sviluppate da Pareto permettono di studiare il comportamento del consumatore messo di fronte alla scelta tra due o più beni differenti. Vale la legge della sostituzione. Quanto più un bene è scarso, tanto maggiore è il suo valore relativo di sostituzione. La sua utilità marginale cresce rispetto all’utilità marginale del bene che è diventato abbondante. La pendenza della curva in ogni punto rappresenta il cosiddetto saggio marginale di sostituzione.

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Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it La curva di indifferenza Prof. Ing. Fulvio Iavernaro –

La curva di indifferenza

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Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it La mappa di indifferenza Prof. Ing. Fulvio Iavernaro –

La mappa di indifferenza

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Il vincolo di bilancio Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it L’equilibrio del consumatore Prof. Ing.

Il vincolo di bilancio

Il vincolo di bilancio Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it L’equilibrio del consumatore Prof. Ing.

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L’equilibrio del consumatore

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L’equilibrio del consumatore si raggiunge nel punto in cui la retta di bilancio è tangente alla curva di indifferenza più elevata i

ovvero

marginale di sostituzione

è esattamente uguale alla pendenza della retta di bilancio. Nel punto di equilibrio:

d

il

ove

sagg o

P

Ga

UM

= Ga

P

V

UM

V

punto di equilibrio: d il ove sagg o P Ga UM = Ga P V UM

Particolarità

d il ove sagg o P Ga UM = Ga P V UM V Particolarità Prof.

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Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it Derivazione della curva di domanda Prof. Ing. Fulvio
Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it Derivazione della curva di domanda Prof. Ing. Fulvio

Derivazione della curva di domanda

– f.iavernaro@poliba.it Derivazione della curva di domanda Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it

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Approccio alternativo Effetto di sostituzione Quando il prezzo di un bene aumenta, i consumatori tendono

Approccio alternativo

Effetto di sostituzione Quando il prezzo di un bene aumenta, i consumatori tendono a sostituire il bene che è diventato più costoso con altri bene per soddisfare i propri bisogni in modo più economico (comportamento simile per le imprese). Effetto reddito Indica l’impatto di una variazione di prezzo sulla quantità domandata di un bene risultante dall’effetto della variazione di prezzo sui redditi reali dei consumatori. Elasticità della domanda rispetto al reddito.

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Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it Dalla domanda individuale a quella di mercato La curva di

Dalla domanda individuale a quella di mercato

La curva di domanda di mercato è data dalla somma delle domande individuali a ciascun prezzo.

Se la domanda di tutti i consumatori fosse esattamente la stessa e se i consumatori fossero 100, la curva di domanda di mercato sarebbe 100 volte quella di domanda del consumatore. Per ottenere la curva di domanda di mercato bisogna sommare tutte le quantità che i diversi consumatori acquistano ad un determinato prezzo. La quantità totale sarà rappresentata da un punto sulla curva della domanda di mercato.

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Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it Dalla domanda individuale a quella di mercato Prof. Ing.

Dalla domanda individuale a quella di mercato

Dalla domanda individuale a quella di mercato Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it Dalla

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Dalla domanda individuale a quella di mercato

f.iavernaro@poliba.it Dalla domanda individuale a quella di mercato Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it

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Definizioni Beni sostitutivi Un incremento della domanda dell’altro (manzo e pollo). aumento del prezzo di

Definizioni

Beni sostitutivi

Un

incremento della domanda dell’altro (manzo e pollo).

aumento

del

prezzo

di

un

bene

determina

un

Beni complementari Un aumento del prezzo di un bene determina una diminuzione della domanda dell’altro (automobili e benzina). Beni indipendenti

un bene non provoca

Una variazione del prezzo di

alcuna variazione sulla domanda dell’altro (manzo e libri).

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Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it Alcuni esempi Prof. Ing. Fulvio Iavernaro –

Alcuni esempi

Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it Alcuni esempi Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it Alcuni
Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it Alcuni esempi Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it Alcuni

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esempi Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it Alcuni esempi Droghe pesanti Droghe leggere il “ città,
esempi Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it Alcuni esempi Droghe pesanti Droghe leggere il “ città,

Alcuni esempi

Droghe

pesanti
pesanti

Droghe

leggere
leggere

il “

città, diffonde l’AIDS, corrompe i tutori dell’ordine e del crimine,

produce ed esacerba la povertà ed erode il tessuto morale di una società”. [Miron, J.A. & Zwiebel, J. – 1995]

mercato illegale delle droghe favorisce il crimine, distrugge le

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le Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it Il paradosso del valore “Niente è più utile

Il paradosso del valore

“Niente è più utile dell’acqua, ma con essa non si può acquistare praticamente nulla. Al contrario, un diamante ha uno scarso valore d’uso, ma può essere spesso scambiato con moltissimi altri beni”. (Adam Smith, 1776)

Il prezzo dell’acqua dipende dalla sua utilità marginale o meglio dall’utilità dell’ultimo bicchiere di acqua disponibile. Maggiore è la quantità disponibile di un bene, meno desiderabile sarà l’ultima unità consumata.

Il divario

valore totale di mercato è detto Rendita (o surplus) del

esistente tra l’utilità totale di un bene e il suo

consumatore.

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La rendita del consumatore Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it Il paradosso del valore Ogni

La rendita del consumatore

La rendita del consumatore Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it Il paradosso del valore Ogni individuo

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Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it Il paradosso del valore Ogni individuo riceve la rendita del
Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it Il paradosso del valore Ogni individuo riceve la rendita del

Il paradosso del valore

Ogni individuo riceve la rendita del consumatore di un mondo economico costruito da altri. Hobhouse affermò:

“L’imprenditore che crede di essersi fatto da solo e di aver costruito la propria impresa esclusivamente con le proprie mani ha in realtà ereditato un intero sistema sociale, di cui ha potuto disporre sotto forma di operai, macchinari, mercato, pace e opere pubbliche […] Se l’intero sistema sociale venisse a mancare, non saremmo che selvaggi che si nutrono di radici, bacche e insetti”.

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Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it Esercizio Gli elementi della domanda di attraversamento di

Esercizio

Gli elementi della domanda di attraversamento di un ponte sono Q=1.000.000-50.000*P. (Q è il numero di volte che il ponte viene attraversato e P è il prezzo del pedaggio).

1. Si calcoli la rendita del consumatore per i pedaggi pari a 0, 1, 20.

2. Se il ponte costasse 1.800.000 euro qual è il pedaggio che permette di raggiungere il pareggio? Quale è la rendita del consumatore per tale pedaggio?

3. Se il ponte costasse 8.000.000 euro per quale motivo dovrebbe comunque essere costruito anche se non vi è un pedaggio di pareggio?

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Corso di Laurea in Ingegneria Informatica e dell’Automazione Economia e Organizzazione Aziendale Produzione e
Corso di Laurea in
Ingegneria Informatica e dell’Automazione
Economia e
Organizzazione Aziendale
Produzione e
tecnologia
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Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it Funzione di produzione La relazione tra la quantità massima

Funzione di produzione

La relazione tra la quantità massima di output ottenibile e la quantità di input necessaria per ottenerla, per un determinato livello di conoscenze tecnologiche. Esistono milioni di funzioni di produzione differenti, una per ogni bene o servizio esistente. La funzione produzione può non essere definita in maniera formale ma derivante dalla pratica quotidiana. Facilità di obsolescenza a causa del continuo progresso tecnologico e scientifico. Utile strumento per descrivere le capacità produttive di un’impresa.

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Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it Prodotto totale, medio e marginale Prodotto totale:

Prodotto totale, medio e marginale

Prodotto totale:

Quantità totale di output prodotto in unità fisiche. Prodotto marginale:

Output aggiuntivo conseguente all’aumento di una unità di input mentre tutti gli altri fattori rimangono costanti. Prodotto medio:

Misura l’output totale per unità totali di input.

,

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, Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it Prodotto totale, medio e marginale Prof. Ing. Fulvio

Prodotto totale, medio e marginale

– f.iavernaro@poliba.it Prodotto totale, medio e marginale Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it

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Esempio Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it Legge dei rendimenti decrescenti Definizione: Aggiungendo

Esempio

Esempio Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it Legge dei rendimenti decrescenti Definizione: Aggiungendo

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Esempio Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it Legge dei rendimenti decrescenti Definizione: Aggiungendo

Legge dei rendimenti decrescenti

Definizione:

Aggiungendo quantità addizionali di input, e mantenendo costanti tutti gli altri fattori, si otterranno quantità via via decrescenti di output. Valido per tutti i fattori produttivi (terra, lavoro, capitale). Osservazione:

Studiare di volta in volta o fare tutta una tirata prima dell’esame di economia?

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Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it Esempio Prof. Ing. Fulvio Iavernaro –

Esempio

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Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it Rendimenti di scala Studio degli effetti degli incrementi in

Rendimenti di scala

Studio degli effetti degli incrementi in scala (aumento proporzionale) degli input sulla quantità prodotta. Rendimenti di scala costanti La variazione di tutti gli input porta ad una variazione proporzionale dell’output. Rendimenti di scala crescenti Un aumento di tutti gli input produce un incremento più che proporzionale dell’output. Rendimenti di scala decrescenti Un aumento di tutti gli input produce un incremento meno che proporzionale dell’output.

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Breve periodo e lungo periodo Affinché la produzione sia efficiente è necessario disporre di tempo

Breve periodo e lungo periodo

Affinché la produzione sia efficiente è necessario disporre di tempo (oltre che degli input tradizionali). Breve periodo:

Periodo nel quale si possono modificare solo la quantità e la qualità degli input variabili mentre i fattori fissi (attrezzature, impianti, capitale, ecc…) non possono subire cambiamenti significativi. Lungo periodo:

Periodo nel quale un’impresa può modificare tutti i fattori produttivi compreso il capitale.

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Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it Il progresso tecnologico Si riferisce a miglioramenti dei

Il progresso tecnologico

Si riferisce a miglioramenti dei processi produttivi di beni e servizi, a variazioni di prodotti già esistenti o all’introduzione di nuovi prodotti. Innovazione di processo:

Si verifica quando si migliorano o vengono introdotte nuove tecniche produttive che permettono di migliorare l’efficienza e l’efficacia del processo. Innovazione di prodotto:

Si verifica quando sul mercato vengono introdotti prodotti nuovi o con caratteristiche nettamente migliorative rispetto ai precedenti.

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Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it Il progresso tecnologico Prof. Ing. Fulvio Iavernaro –

Il progresso tecnologico

Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it Il progresso tecnologico Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it Misura

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Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it Misura delle prestazioni economiche La produttività è data

Misura delle prestazioni economiche

La produttività è data dal rapporto tra l’output totale e la media ponderata degli input utilizzati. Produttività del fattore lavoro:

Misura la quantità di output prodotta in rapporto al solo lavoro utilizzato. Produttività totale dei fattori:

Misura la quantità di output prodotta in rapporto agli input totali utilizzati (capitale e lavoro). La produttività aumenta grazie alle economie di scala e al progresso tecnologico.

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La funzione produzione aggregata Stime empiriche per misurare l’efficienza di un intero sistema economico considerando

La funzione produzione aggregata

Stime empiriche per misurare l’efficienza di un intero sistema economico considerando il prodotto totale, la quantità di fattori e la produttività totale. La produttività totale è aumentata nel corso del XX secolo grazie al progresso tecnologico e agli elevati livelli di istruzione e specializzazione dei lavoratori. Lo Stock di capitali è cresciuto più rapidamente rispetto al numero di ore lavorate. Il tasso di rendimento del capitale si è mantenuto quasi costante. La produttività del lavoro è cresciuta ad un media leggermente inferiore al 2% annuo.

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annuo. Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it Le Reti Sistema attraverso il quale è possibile collegare

Le Reti

Sistema attraverso il quale è possibile collegare tra di loro diverse persone che ne traggono beneficio. Tre caratteristiche fondamentali:

Propendono per pochi prodotti se non per uno solo (Windows e non Linux). Mantiene una sua storicità con il passare del tempo (tastiera qwerty e non abcdef). Sono governate da una serie di strategie economiche derivanti dall’interazione tra economie di scala, previsioni, dinamiche e propensioni. Possibilità di estendere la leadership di un’impresa per occupare una posizione dominante sul mercato!

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Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it Le reti Prof. Ing. Fulvio Iavernaro –

Le reti

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reti Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it Organizzazione delle imprese La quasi totalità della

Organizzazione delle imprese

La quasi totalità della produzione è dovuta ad organizzazione specializzate: piccole, medie o di grandi dimensioni. Le imprese sono organizzazioni specializzate che si dedicano alla gestione del processo produttivo. Il fattore primario alla base dell’organizzazione della produzione nelle imprese è costituito dalle economie della produzione in serie. L’organizzazione si basa su tre fattori fondamentali:

Divisione; Specializzazione; Coordinamento.

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Organizzazione delle imprese La seconda funzione delle imprese è il reperimento delle risorse per la

Organizzazione delle imprese

La seconda funzione delle imprese è il reperimento delle risorse per la produzione su vasta scala. Passaggio da finanziatori privati (magnati) all’uso del profitto o dei capitali di terzi per portare avanti le attività produttive. La produzione finanziata privatamente sarebbe impensabile se le aziende non fossero in grado di reperire fonti ingenti per i nuovi progetti. Nasce la necessità di gestire il processo produttivo. La figura di riferimento sono i manager i quali:

Organizzano la produzione; Introducono nuove idee, prodotti e processi produttivi; Prende le decisione ed è ritenuto responsabili dei successi e dei fallimenti.

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Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it Organizzazione delle imprese Definizione Le imprese sono

Organizzazione delle imprese

Definizione Le imprese sono organizzazioni specializzate che si dedicano alla gestione del processo produttivo. La produzione è organizzata nelle imprese perché l’efficienza richiede una produzione su vasta scala, il reperimento di notevole risorse finanziarie, nonché l’attenta gestione e il controllo delle attività in corso. Stilare contratti che prevedano tutte le possibili contingenze è un compito molto arduo e le imprese preferiscono svolgere tali operazioni internamente. Le organizzazioni favoriscono l’innovazione e la produttività dato che senza il genio organizzativo della moderna impresa privata, terra, lavoro e capitale servirebbero a poco.

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poco. Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it L’Organizzazione Si occupa della scelta dei criteri di

L’Organizzazione

Si occupa della scelta dei criteri di divisione del lavoro.

Implementa tecniche e metodologie di coordinamento

delle attività del personale aziendale. Definisce l’assetto organizzativo, identificando:

1. gli organi;

2. le funzioni attribuite agli organi;

le relazioni gerarchiche relative agli stessi organi. Viene rappresentata graficamente attraverso l’utilizzo degli organigrammi.

3.

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. 3. Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it Le funzioni aziendali Per svolgere la sua funzione

Le funzioni aziendali

Per svolgere la sua funzione di produzione e commercializzazione, l’imprese deve instaurare una serie di rapporti economici con l’ambiente che la circonda. Sistema aperto in cui convergono gli input e divergono i prodotti realizzati. Combinazione delle risorse secondo criteri di efficienza (impiego dei fattori) ed efficacia (raggiungimento degli obiettivi). Raggruppamento in sottosistemi omogenei sotto il profilo tecnico ed economico.

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Le funzioni aziendali Strutture di intermediazione con il mercato: Approvvigionamenti. Amministrazione, Contabilità e

Le funzioni aziendali

Strutture di intermediazione con il mercato:

Approvvigionamenti. Amministrazione, Contabilità e Finanza. Organizzazione e gestione del personale. Marketing. Sottosistemi interni per la trasformazione:

Pianificazione. Produzione. Supporto alle attività:

Sistema Informativo.

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Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it Imprese grandi, piccoli e piccolissime In un’economia di

Imprese grandi, piccoli e piccolissime

In un’economia di mercato la produzione avviene all’interno di una vasta gamma di organizzazioni aziendali. Attualmente in Italia esistono milioni di imprese diverse. Per la maggior parte si tratta di imprese individuali di modeste dimensioni, altre sono società di persone formate da due o più soci, le più grandi sono di solito società per azioni. Differenze tra piccole e grandi:

Numero delle vendite; Attività patrimoniali; Potere economico e politico; Numero di dipendenti.

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Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it L’impresa L’impresa individuale Piccole imprese a

L’impresa

L’impresa individuale Piccole imprese a conduzione familiare. Sono le più diffuse sul territorio ma presentano un numero di vendite molto esiguo. Grosso impegno da parte del titolare.

i Due o più persone si riunisco per formare una società di persone accettando di fornire parte del lavoro e del capitale. Tutti i soci si suddividono i profitto generati. Alcuni svantaggi:

L a soc e tà di

persone

Responsabilità illimitata dei soci; Difficoltà a reperire le fonti di finanziamento.

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Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it L’impresa La società per azioni A partire dal XIX

L’impresa

La società per azioni A partire dal XIX secolo sono state emanate leggi che consentono a chiunque di creare una società per azioni cone le finalità più disparate. È una forma di organizzazione aziendale istituita mediante statuto e appartenente a numerosi azionisti. Caratteristiche:

Responsabilità limitate dei soci; Proprietà determinata dal numero di azioni possedute; Gli azionisti controllano la società, percepiscono dividendi in proporzione alle azioni possedute, eleggono gli amministratori e votano sulle questioni importanti. La gestione è affidata agli amministratori delegati.

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L’impresa La società per azioni A partire dal XIX secolo sono state emanate leggi che

L’impresa

La società per azioni A partire dal XIX secolo sono state emanate leggi che consentono a chiunque di creare una società per azioni cone le finalità più disparate. È una forma di organizzazione aziendale istituita mediante statuto e appartenente a numerosi azionisti. Caratteristiche:

Responsabilità limitate dei soci; Proprietà determinata dal numero di azioni possedute; Gli azionisti controllano la società, percepiscono dividendi in proporzione alle azioni possedute, eleggono gli amministratori e votano sulle questioni importanti. La gestione è affidata agli amministratori delegati.

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Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it Esercizio La sostituzione tra fattori si verifica quando le

Esercizio

La sostituzione tra fattori si verifica quando le imprese sostituiscono un input con un altro (per esempio trattori invece di lavoro a seguito di un aumento dei salari). Considerate i seguenti mutamenti nel comportamento di un’impresa. Quali rappresentano un progresso tecnologico e quali una semplice sostituzione di fattori con altri?

1. Quando il prezzo del petrolio aumenta, un’impresa sostituisce un impianto a gasolio con uno a gas.

2. Un rivenditore di libri riduce il numero di commessi del 60% e apre un sito di e-commerce per la vendita.

3. Un’università acquista PC per i docenti e riduce il numero di segretarie.

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Corso di Laurea in Ingegneria Informatica e dell’Automazione Economia e Organizzazione Aziendale Macroeconomia e
Corso di Laurea in
Ingegneria Informatica e dell’Automazione
Economia e
Organizzazione Aziendale
Macroeconomia e contabilità
nazionale
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Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it Quadro generale Macroeconomico Differenza tra Macro e Micro.

Quadro generale Macroeconomico

Differenza tra Macro e Micro.

Studio

del

Ciclo

Economico

e

della

Crescita

economica.

Combattere

le

crisi

economiche

e

stimolare

la

crescita di lungo termine . John Maynard Keynes (1883-1946) individuò le forze che determinano le fluttuazioni economiche. Stato è un potente mezzo per controllare il mercato. Fallimenti macroeconomici come insegnamento per le Nazioni.

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Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it Tre problemi macroeconomici 1. Perché la disoccupazione?

Tre problemi macroeconomici

1. Perché

la

disoccupazione? 2. Qual è l’origine dell’inflazione e come si può tenerla sottocontrollo? 3. Come può una nazione aumentare il proprio tasso di crescita economica? Non ci sono formule semplici per risolvere questi dilemmi.

l’occupazione

a

volte

e

la

produzione

si

e

può

diminuiscono

come

ridurre

Grandi divergenze di opinione tra economia.

gli

esperti di

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di Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it Obiettivi della macroeconomia Prof. Ing. Fulvio Iavernaro

Obiettivi della macroeconomia

Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it Obiettivi della macroeconomia Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it

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Produzione La misura più completa della produzione di un’economia è il Prodotto Interno Lordo (PIL).

Produzione

La

misura

più

completa

della

produzione

di

un’economia è il Prodotto Interno Lordo (PIL).

Il

prodotti finiti e servizi realizzati in un Paese nel corso

di un anno. PIL Nominale valutato secondo gli effettivi prezzi di mercati.

la misura del valore di mercato di tutti i

PIL è

PIL Reale calcolato in base ai prezzi costanti (riferiti ad un anno scelto come base di riferimento).

L’aumento

rappresenta la crescita

del

PIL reale

economica di una Nazione.

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Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it Produzione Prof. Ing. Fulvio Iavernaro –

Produzione

Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it Produzione Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it PIL

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Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it PIL Potenziale Definizione È il livello massimo

PIL Potenziale

Definizione È il livello massimo sostenibile di output di lungo periodo e rappresenta la capacità a lungo termine dell’economia. Rappresenta anche la quantità massima che l’economia può produrre, quando la forza lavoro e lo stock di capitale presentano condizioni di elevato impiego. Quando una Nazione opera al di sopra del proprio potenziale il livello di inflazione tende ad aumentare.

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Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it PIL Potenziale Dipende Input sostenibili (terra, lavoro,

PIL Potenziale

Dipende Input sostenibili (terra, lavoro, capitale, …).

Efficienza

tecnologica

(grado

di

sviluppo

delle

tecnologie produttive e loro sfruttamento).

Recessione

Periodo

di

calo

dell’output,

del

reddito

e

dell’occupazione di durata dai 6 ai 12 mesi. Depressione Periodo di calo di durata superiore all’anno.

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PIL reale vs potenziale Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it Alta occupazione, bassa disoccupazione I

PIL reale vs potenziale

PIL reale vs potenziale Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it Alta occupazione, bassa disoccupazione I

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Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it Alta occupazione, bassa disoccupazione I cittadini vogliono

Alta occupazione, bassa disoccupazione

I cittadini vogliono essere in grado di ottenere impieghi con elevata retribuzione senza cercare o aspettare troppo a lungo e godere della sicurezza del posto di lavoro. Tasso di disoccupazione:

Si ottiene calcolando la percentuale dei disoccupati sulla forza lavoro.

quelle

disoccupate in cerca di impiego. Non tiene conto dei disoccupati che non cercano lavoro.

Comprende

tutte

le

persone

occupate

e

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e Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it Disoccupazione Prof. Ing. Fulvio Iavernaro –

Disoccupazione

Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it Disoccupazione Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it

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Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it Stabilità dei prezzi Il rimanere invariato o crescere

Stabilità dei prezzi

Il

rimanere invariato o crescere lentamente. Costruzione dell’Indice dei Prezzi per monitorarne l’andamento. Indice dei prezzi al consumo (IPC):

Rileva

servizi

livello generale o globale dei prezzi (P) deve

il

prezzo

medio

dei

beni

e

dei

acquistati dai consumatori. Viene rilevato attraverso il Tasso di Inflazione ovvero la variazione percentuale del livello generale dei prezzi da un anno all’altro.

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Gli Indici dei prezzi al consumo (IPC) In Italia il calcolo dell’indice è affidato all’Istituto

Gli Indici dei prezzi al consumo (IPC)

In Italia il calcolo dell’indice è affidato all’Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT). Tre diversi indici dei prezzi al consumo:

NIC (intera collettività nazionale) misura l’inflazione a livello dell’intero sistema economico. FOI (famiglie di operai e impiegati) si riferisce ai consumi dell’insieme delle famiglie che fanno capo ad un lavoratore dipendente; IPCA (IPC armonizzato) è stato sviluppato per assicurare una misura dell’inflazione comparabile a livello europeo.

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Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it Gli Indici dei prezzi al consumo (IPC) NIC e FOI

Gli Indici dei prezzi al consumo (IPC)

NIC e FOI si basano sullo stesso paniere ma il peso attribuito a ogni bene o servizio è diverso (per il NIC la popolazione italiana, per il FOI l’insieme delle famiglie che fanno capo a un operaio o impiegato).

IPCA

la

di

riferimento ma IPCA esclude dal paniere le lotterie, il lotto, i concorsi pronostici e i servizi relativi alle assicurazioni sulla vita.

Concetto

dal

FOI prezzo pieno di

e

NIC

hanno

stessa

popolazione

di prezzo: NIC

IPCA

prezzo

e

vendita,

consumatore.

effettivamente

pagato

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pagato Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it Gli Indici dei prezzi al consumo (IPC) Prof. Ing.

Gli Indici dei prezzi al consumo (IPC)

f.iavernaro@poliba.it Gli Indici dei prezzi al consumo (IPC) Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it

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(IPC) Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it Inflazione Tasso di inflazione = [P(x)-P(x-1)]/P(x-1) Prof.

Inflazione

Tasso di inflazione = [P(x)-P(x-1)]/P(x-1)

Inflazione Tasso di inflazione = [P(x)-P(x-1)]/P(x-1) Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it

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Ancora sulla stabilità dei prezzi Definizioni Deflazione: diminuzione dei prezzi (inflazione

Ancora sulla stabilità dei prezzi

Definizioni Deflazione:

diminuzione

dei

prezzi

(inflazione

negativa). Iperinflazione:

aumento

del

livello

dei

prezzi

estremamente rapido (superiori al 1000% annuo).

sistema

economico si inceppa non potendo più essere in grado di auto-regolamentarsi. Difficoltà nella stima della scarsità dei beni e dei servizi e nella stima di domanda e offerta.

I

prezzi

perdono

il

loro

significa

e

il

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e il Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it Strumenti di politica Macroeconomica I governi dispongono di

Strumenti di politica Macroeconomica

I governi dispongono di diversi strumenti che si

sull’attività

Macroeconomica. Uno strumento di politica economica è una variabile sotto il controllo del governo che può influire su uno o più obiettivi macroeconomici.

Principali strumenti:

Politica fiscale o di bilancio. Politica monetaria.

possono

utilizzare

per

influire

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Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it Strumenti di politica Macroeconomica Politica Fiscale.

Strumenti di politica Macroeconomica

Politica Fiscale.

Controllo

direttamente le dimensioni relative del consumo collettivo rispetto a quelle private. Controllo della tassazione: riduce i redditi e la spesa privata e incide sul risparmio privato, oltre ad avere un effetto sugli investimenti e sulla produzione potenziale.

spesa pubblica: influenza

della

Impiegata soprattutto per influire sulla crescita economica di lungo periodo grazie all’effetto che esercita sul risparmio nazionale e gli incentivi al lavoro.

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Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it Strumenti di politica Macroeconomica Politica Monetaria.

Strumenti di politica Macroeconomica

Politica Monetaria. Gestita dalla Banca Centrale determina l’offerta di moneta le cui variazioni fanno salire o scendere i tassi di interesse. Tassi di sconto elevati indicano un periodo di stretta creditizia (minore circolazione di moneta). Incidono diretta sulla spesa in settori quali gli investimenti delle imprese, l’acquisto di abitazioni e le esportazioni nette. Ha un effetto rilevante sia sul PIL effettivo che sul PIL potenziale.

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I rapporti internazionali Tutte le Nazioni partecipano all’economia globale e sono collegate tra loro attraverso

I rapporti internazionali

Tutte le Nazioni partecipano all’economia globale e sono collegate tra loro attraverso il commercio e la finanza. Continui rapporti di importazione ed esportazione di beni e servizi rilevanti. Esportazioni nette:

Differenza numerica tra il valore delle esportazioni e quello delle importazioni. Se l’indice è > 0 => surplus di beni e/o servizi. Se l’indice è < 0 => deficit di beni e/o servizi.

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Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it Economia Internazionale Definizione: Intricata rete di

Economia Internazionale

Definizione:

Intricata rete di rapporti commerciali e finanziari tra Paesi. Forte interesse nelle politiche commerciali e nelle politiche di gestione della finanza internazionale e sugli obiettivi interni di produzione, occupazione e stabilità dei prezzi.

e

Politiche

limitano le importazioni ed esportazioni. Politiche di gestione della finanza: tasso di cambio e valore della valuta.

commerciali:

normative

che

regolano

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Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it Prodotto Interno Lordo Valore monetario totale dei prodotti

Prodotto Interno Lordo

Valore monetario totale dei prodotti e dei servizi realizzati da una Nazione in un dato anno.

Somma del valore monetario di tutti i consumi (C), gli investimenti lordi (I), la spesa pubblica (G) e le esportazioni nette (X) in altri Paesi.

PIL=C+I+G+X

Migliore

di

misuratore

dei

risultati

globali

un’economia.

Misurabile in due modi completamente diversi.

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Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it La misurazione del PIL Metodo del flusso dei prodotti Somma

La misurazione del PIL

Metodo del flusso dei prodotti

Somma del flusso annuale di beni e servizi finali ovvero valore monetario totale del flusso di beni finali prodotto da una Nazione.

Utilizzo dei prezzi di mercato come pesi per valutare beni diversi.

Metodo dei costi o dei redditi

Somma di tutti i costi insiti in un’attività produttiva, compresi i salari, le rendite per la terra, i profitti per il capitale, ecc…

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La misurazione del PIL Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it Equivalenza tra i due metodi

La misurazione del PIL

La misurazione del PIL Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it Equivalenza tra i due metodi I

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PIL Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it Equivalenza tra i due metodi I due metodi sono

Equivalenza tra i due metodi

I due metodi sono equivalenti perché considerano entrambi il profitto.

vendita di un

Il

profitto

è

ciò

che rimane dalla

prodotto dopo aver pagato gli altri costi dei fattori.

Gli economisti traggono le informazioni necessarie da un’ampia gamma di fonti.

Il conto economico di un’azienda è lo strumento principale con cui vengono registrati tutti i flussi economici rilevanti.

Il problema dei doppi conteggi.

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. Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it I conti economici nazionali Prof. Ing. Fulvio Iavernaro –

I conti economici nazionali

– f.iavernaro@poliba.it I conti economici nazionali Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it Metodo

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Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it Metodo del Valore Aggiunto Definizione Il valore aggiunto è

Metodo del Valore Aggiunto

Definizione

Il valore aggiunto è la differenza tra le vendite effettuate e gli acquisti di materiali e servizi da altre imprese.

Per evitare doppi conteggi è opportuno includere nel PIL solo i beni finali ed escludere quelli intermedi usati per produrre altri beni.

Sottraendo le spese per i beni intermedi acquistate da altre imprese si evitano doppi conteggi e si registrano salari, interessi e altro una sola volta.

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Il valore aggiunto Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it Aspetti particolari della contabilità Prof. Ing.

Il valore aggiunto

Il valore aggiunto Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it Aspetti particolari della contabilità Prof. Ing.

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Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it Aspetti particolari della contabilità Prof. Ing. Fulvio

Aspetti particolari della contabilità

f.iavernaro@poliba.it Aspetti particolari della contabilità Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it

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Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it Deflatore del PIL (P) La variazione dei prezzi è uno

Deflatore del PIL (P)

La variazione dei prezzi è uno dei problemi che si crea quando si utilizza la moneta come unità di misura.

PIL Nominale viene calcolato in base ai prezzi effettivi di mercato (variabili) mentre il PIL reale viene calcolato in base a prezzi costanti.

Definizione

Rapporto tra il PIL nominale (PQ) e il PIL reale (Q).

Serve a misurare il livello globale dei prezzi.

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Deflatore del PIL

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PIL nominale vs reale Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it Consumo Le spese per consumo

PIL nominale vs reale

PIL nominale vs reale Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it Consumo Le spese per consumo personale

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reale Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it Consumo Le spese per consumo personale rappresenta la

Consumo

Le spese per consumo personale rappresenta la componente più importante del PIL ed è pari a quasi i 2/3 del totale negli ultimi anni.

Tre categorie:

Beni durevoli (automobili,…).

Beni non durevoli (generi alimentari,…)

Servizi (assistenza sanitaria,…).

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Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it Incidenza del consumo sul PIL Prof. Ing. Fulvio Iavernaro

Incidenza del consumo sul PIL

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PIL Prof. Ing. Fulvio Iavernaro – f.iavernaro@poliba.it Investimenti e formazione del capitale Le Nazioni riservano

Investimenti e formazione del capitale

Le Nazioni riservano parte del loro prodotto alla realizzazione di capitale per incrementare la produzione futura.

Sacrificio del consumo presente per favorire quello futuro.

Per le imprese si parla di aggiunte al capitale sociale di costruzioni, attrezzature, software e scorte nel corso di un anno.

Il PIL è la somma di tutti i prodotti finali considerando anche gli investimenti.

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