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LUIGI PIRANDELLO: le poesie e le novelle

Pirandello compose poesie dal 1883 al 1912, dall’età di sedici anni fino alla maturità, ma non
aderì alle correnti poetiche a lui contemporanee e conservò i codici letterari, i moduli espressivi e
le forme metriche tradizionali.
Le novelle Per tutto l’arco della sua attività letteraria e soprattutto tra la fine dell’Ottocento e i
primi quindici anni del Novecento, Pirandello scrive anche novelle che escono, inizialmente su
quotidiani e riviste e che l’autore ripubblica in diverse raccolte. Nel 1922 Pirandello progetta di
raccogliere, senza seguire un ordine preciso, tutta la sua produzione novellistica in Novelle per un
anno, un’opera in 24 volumi, dei quali solo 15 giungono però alla pubblicazione. All’interno della
raccolta si possono individuare due gruppi di testi:
 le novelle “siciliane”, incentrate sull’ambiente contadino dell’isola, ma scritte con uno stile
molto lontano da quello del Verismo;
 quelle “romane”, che rappresentano la condizione meschina e frustrata della piccola
borghesia, soffocata dal lavoro monotono e meccanico e da condizioni familiari opprimenti
che intristiscono gli individui.
Nelle novelle Pirandello analizza con lucidità le convenzioni sociali che impongono all’uomo
maschere e ruoli fissi, mostrando il suo rifiuto per ogni forma di società organizzata, che spegne la
spontaneità e l’immediatezza della vita.

L’atteggiamento umoristico nelle novelle Anche nelle novelle Pirandello mette in opera la sua
poetica umoristica: deforma i tratti dei personaggi, esaspera i loro gesti, le loro ossessioni, i loro
impulsi, crea situazioni paradossali e porta all’estremo dell’inverosimiglianza e dell’assurdo i casi
comuni della vita, seguendo la sua poetica incentrata sulla convinzione che la realtà è governata
da una bizzarra casualità, nella quale è impossibile trovare un senso. I personaggi pirandelliani
non hanno una coerenza interna rigorosa: in ogni individuo si annidano infatti varie personalità,
che possono emergere all’improvviso, una volta l’una, una volta l’altra, per i motivi più casuali e
futili. Questi meccanismi assurdi potrebbero generare il riso, se non fosse che il <<sentimento del
contrario>> ci fa sentire una grande pietà per la miseria della vita umana.

Prof. ssa+ Sabatella


Daniela