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LEZ. 6 + diritto sogg.

IL TEMPO.
Il tempo, nel diritto privato, ha diverse funzioni e caratteristiche.
Regola più o meno generale: art. 2963 cc. -> I termini di prescrizione contemplati dal presente
codice e dalle altre leggi si computano secondo il calendario comune. Non si computa il giorno nel
corso del quale cade il momento iniziale del termine e la prescrizione si verifica con lo spirare
dell'ultimo istante del giorno finale. Se il termine scade in giorno festivo, è prorogato di diritto al
giorno seguente non festivo. La prescrizione a mesi si verifica nel mese di scadenza e nel giorno di
questo corrispondente al giorno del mese iniziale. Se nel mese di scadenza manca tale giorno, il
termine si compie con l'ultimo giorno dello stesso mese.

Per l’estinzione di un diritto, distinguiamo:


PRESCRIZIONE ESTINTIVA = Estinzione del diritto soggettivo per inerzia del titolare del diritto
stesso, che non lo esercita o non lo usa per il tempo determinato dalla legge.
E’ inderogabile – le parti non possono decidere di abbreviare o prolungare i termini stabiliti dalla
legge- e può essere oggetto di rinuncia successiva – si può rinunciare alla prescrizione solo dopo
che si è compiuta: in altre parole potrebbe darsi che il diritto sia effettivamente estinto, ma il
debitore in ossequio ad una sua regola morale, decida di adempiere lo stesso.-

Tutti i diritti sono soggetti a prescrizione estintiva, tranne i diritti indisponibili e il diritto di
proprietà (il non uso è espressione della libertà del proprietario).
La prescrizione comincia a decorrere dal giorno in cui il diritto avrebbe potuto essere esercitato.
La sospensione del termine di prescrizione è determinata o da particolari rapporti intercorrenti tra
le parti, o dal fatto che l’inerzia del titolare è giustificata.
L’interruzione avviene quando il titolare compie un atto con la precisazione dell’interruzione, o
quando il soggetto passivo riconosce il diritto altrui.
L’inerzia viene meno o perché il diritto è stato esercitato o perché e stato riconosciuto dall’altra
parte.

La prescrizione può essere ordinaria o breve:


 prescrizione ordinaria = 10 anni ;
 prescrizione per i diritti reali = 20 anni ;
 casi particolari = 5 anni , 1 anno (diritti commerciali), 2 anni (contratto di assicurazione).

PRESCRIZIONE PRESUNTIVA = si fondano sulla presunzione che un determinato credito sia


stato pagato o che l’obbligazione si sia estinta per qualche altra causa.
Il debitore è esonerato dall’onere di fornire in giudizio la prova dell’avvenuta estinzione del credito
azionato, spetterà al creditore offrire la prova che la prestazione non è stata eseguita.
Il creditore può soltanto o ottenere dal debitore l’ammissione che l’obbligazione è ancora
esistente, o invitare il debitore a prestare giuramento affermando che l’obbligazione si è davvero
estinta (espediente pericoloso).
DECADENZA = Si limita a fissare un termine perentorio entro il quale il titolare di un diritto deve
realizzare una certa attività, superato il quale il diritto sarà estinto.
La decadenza legale, sollevata dal giudice, può essere prevista per:
 interesse generale, quindi termine di decadenza rilevato d’ufficio;
 interesse individuale, quindi il singolo deve agire per essere tutelato;
 decadenza convenzionale, con la quale le parti si mettono d’accordo e scelgono di fissare
dei termini di decadenza, ma questa è prevista solo per i diritti disponibili alla volontà delle
parti.
Alla decadenza non si applicano gli istituti della sospensione o dell’interruzione.

DIRITTO SOGGETTIVO.
L’ordinamento, al fine di consentire che l’agire di ciascun soggetto si realizzi senza arrecare
nocumento agli altri, conferisce determinati “diritti soggettivi”, ovvero tali diritti che danno ai
soggetti titolari il potere di agire e di “pretendere” la piena realizzazzione del proprio interesse.
Il diritto soggettivo non garantisce però incontrollata libertà, ma l’ordinamento riconosce la
validità e la liceità della pretesa avanzata dal titolare (agere licere).

DIRITTI ASSOLUTI -> il soggetto può soddisfare il proprio interesse senza bisogno della
cooperazione altrui e può vantare/opporre il diritto nei confronti di tutti. (come i diritti della
personalità e i diritti reali) Il titolare di questi diritti gode di una tutela giuridica ampia e certa.
DIRITTI RELATIVI -> il soggetto titolare soddisfa il suo interesse a seguito del comportamento di
un altro soggetto, contro il quale soltanto il diritto è opponibile e verso il quale egli può agire in
giudizio per chiedere il coattivo adempimento.
DIRITTI POTESTATIVI -> quei diritti il cui titolare soddisfa il proprio interesse senza bisogno della
cooperazione altrui, ma che rivolgono e possono essere opposti solo ad un soggetto determinato.

Altre situazioni giuridiche soggettive ATTIVE sono:


 IL POTERE (facoltà) – può indicare situazioni implicite nella titolarità di un diritto sogg. (il
potere del proprietario di chiudere un fondo) o del tutto svincolate da un diritto sogg. (il
possesso).
 LA POTESTA’ - in cui il titolare agisce per la cura di interessi altrui (“potere-dovere”) x.es. la
potestà dei genitori sui figli minorenni.
 LO STATUS – situazione sia attiva che passiva, che riassume una serie di diritti e doveri che
fanno capo ad un soggetto in relazione ad una determinata collettività, x.es. lo status di
socio riguardo ad una società, lo status di figlio riguardo ad una famiglia.

Situazioni giuridiche soggettive PASSIVE:


sono quelle proprie del debitore, ovvero “l’obbligo”. Contrapposta al diritto potestativo prende il
nome invece di “soggezzione”, manifestando che il soggetto subisce passivamente, senza potersi
opporre, l’esercizio del diritto altrui.