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COMUNICAZIONE NON VERBALE (NVC)

Che cosa si intende per comunicazione non verbale? Essa è nota anche come comunicazione extra-linguistica. È
un trasferimento di info significative da una persona ad un’altra attraverso mezzi differenti dal linguaggio parlato
o scritto:

- espressioni del volto


- tono della voce
- gesti
- posizione del corpo
- lo sguardo…

La differenza tra la CNV e la CV è data dall’assenza di verbo nel caso della prima, abile nel conferire immediatezza
alla comunicazione, rispetto che alla CV dove la sua più grande abilità è di trasmette significati complessi in modo
efficace.

Ma è effettivamente vero che la componente non verbale “comunica” molto di più di quella verbale?
Sapevate che le persone possono produrre circa 20.000 espressioni del volto differenti e 1000 segnali
basati sul paralinguaggio? Tra gesti fisici, espressioni del volto e movimenti diversi si raggiunge un totale
di 700.000 atti?

Si è dimostrato che ciò che viene percepito in un messaggio vocale può essere così suddiviso:

 Movimenti del corpo (soprattutto espressioni facciali) 55%


 Aspetto vocale (Volume, tono, ritmo) 38%
 Aspetto verbale (parole) 7%

Quindi la comunicazione non verbale ha un notevole peso nella determinazione dell’efficacia di un qualsiasi
messaggio vocale. La comunicazione non verbale può essere utile per:

 Ricavare informazioni sui sentimenti e sulle intenzioni degli altri


 Regolare le interazioni
 Esprimere intimità
 Stabilire una posizione di dominanza o di controllo
 Agevolare il raggiungimento di un obiettivo

La CNV può essere utilizzata intenzionalmente o


inconsapevolmente evocando risposte comportamentali
fisiologiche. Esse ci danno indizi riguardo alle reali intenzioni
di chi abbiamo di fronte che non vuole esplicitare a livello CV.
La consapevolezza o inconsapevolezza può essere presente
sia nella fonte che nel ricevente. La capacità di codifica e di
interpretazione di queste espressioni sono una competenza
sociale cruciale per vivere in una comunità.

Secondo le distinzioni di Argyle (1988), specifici tipi di comunicazione sono associati a congruenti combinazioni di
consapevolezza della CNV e CV in fonte e ricevente. Li si affronta nella tabella seguente.
FONTE RICEVENT TIPO DI ESEMPIO RISULTATO COM.
E COMUN.
Consapevole Consapevole VC, CNV Parole e gesti, es. Trasmissione della
indicazioni stradali conoscenza di un percorso
Inconsapevole Inconsapevole Specie CNV Mettere una certa distanza Mantenimento delle
spaziale tra le persone differenze sociali
appartenenti a gruppi
sociali diversi
Consapevole Inconsapevole CV, CNV Un venditore cerca di Persuasione
convincere un acquirente
usando parole e contatto
fisico, apparenza estetica
ecc..
Inconsapevole Consapevole CNV Uno studente che copia Segnalazione
all’esame si irrigidisce dell’irregolarità
sulla sedia quando il
docente si avvicina

Quanti sistemi caratterizzano la NCV?

1) VOCALE
2) CINESICO
3) PROSSEMICO
4) VISIVO

SISTEMA SEGNALE ESEMPIO RISULTATO


COMNICAZIONE
Vocale Tono, intensità, tempo e “ti sbagli, io amo te” con Maggiore enfasi e
silenzi volume alto in una delle parole importanza comunicata dalla
parola intensificata
Cinesico Mimica facciale, sguardo, Dopo aver finito di esprimere Viene comunicato il
gesticolazione, movimenti una mia idea, guardo negli passaggio di turno
corporei occhi il mio interlocutore
Prossemic Contatto interpersonale e Faccio un passo indietro Viene comunicata la volontà
o gestionale dello spazio in cui quando il mio interlocutore di interrompere la
avviene l’interazione affronta un argomento per me comunicazione
sgradito
Visivo Immagini: fotografie, Scelta di un colore freddo per Enfasi della caratteristica
disegni, grafici, illustrazioni, pubblicizzare una bibita gasata rinfrescante della bibita
segnali

SISTEMA VOCALE

Comprende tutti i segnali della CV che non riguardano direttamente le parole e la loro semantica, come ad es:

- l’intonazione (tono; frequenza della voce e modulazione)


- l’intensità (volume della voce)
- il tempo
- silenzio..

SILENZIO caratteristica molto complessa studiata da Bruneau e Thomas (1973) che classificano:

a) silenzi psicolinguistici: interrompono la continuità del parlato e plasmano correzioni, interruzioni, momenti
di esitazione. Non sono comunicativi di per sé ma danno possibilità alla fonte di chiarire il mess.
b) silenzi interattivi: marcano i confini del dialogo facilitando il processo di presa di turno, spostare
l’attenzione da un interlocutore all’altro, definendo lo spazio interpersonale.
c) silenzi socioculturali: a che fare con le norme sociali che quasi ogni cultura impone nella gestione dei due
precedenti tipi di silenzio. Es. culture occidentali promuovono turni veloci e brevi silenzi (se lunghi
provocherebbero imbarazzo).

Jensen (1973): i 5 ambiti del silenzio

1. funzione di creazione o scioglimento di un legame (es. silenzio commemorativo della persona mancata)
2. funzione affettiva (silenzio rinforza o indebolisce il legame affettivo a seconda del contesto)
3. funzione rivelatrice (tacere per nascondere info o rivelare la verità)
4. funzione di giudizio (approvazione o dissenso)
5. funzione attivazione (suggerisce che la persona si sta preparando per dire o fare qualcosa, oppure indica
distrazione).

Il silenzio è dunque caratterizzato dall’ambiguità risolta solo attraverso la lettura del contesto.

Gregory e Gallagher, 2002: hanno esaminato alcune caratteristiche della voce dei candidati durante i faccia a
faccia televisivi che hanno preceduto un certo numero di elezioni presidenziali negli US. Hanno riscontrato delle
differenze nel grado di dominanza della voce dell’uno e dell’altro candidato misurate attraverso apparecchi che
rilevano il tono della voce (la frequenza fondamentale).
Risultati: dall’analisi sequenziale hanno anche visto che il candidato inizialmente meno dominante tende man
mano ad accomodare le proprie vocalizzazioni non verbali a quelle del candidato dominante, come se lo stesse
imitando.  Hanno inoltre rilevato che chi aveva una voce più dominate è stato più spesso il vincitore poi delle
elezioni.
SISTEMA CINESICO

È forse il sistema più ampio, include sia segnali codificati e intenzionali, sia segnali spontanei. Include ogni tipo di
movimento del proprio corpo, tra cui:

- Espressione di emozioni, la mimica facciale


- Lo Sguardo (dx, sx, alto o in basso)
- I Gesti delle mani
- La postura e i movimenti del corpo

1) EMOZIONI

 6 Emozioni primarie
 Linguaggio universale comprensibile in tutte le culture;
 Tra culture cambia solo il quando e il dove sia appropriato esprimere una certa
emozione (es., sorriso per le donne giapponesi e rabbia per le donne
occidentali);
 Le donne mostrano più spesso le emozioni rispetto agli uomini

UNIVERSALITÀ DI DECODIFICA (Ekman et al., 1972), Esperimento in Nuova Guinea:

- hanno descritto brevi storie che implicavano un contenuto emotivo;


- hanno mostrato le foto di americani (M e F) che esprimevano le 6 emozioni primarie;
- hanno chiesto di associare a ciascuna storia l’emozione appropriata

Risultati: accuratezza simile a quella mostrata da soggetti americani.

UNIVERSALITÀ DI CODIFICA (Ekman et al., 1972), Esperimento in Nuova Guinea;

- lettura delle brevi storie da parte di americani come nello studio precedente;
- richiesta di esprimere l’emozione appropriata (fotografati);
- a dei partecipanti americani è stato richiesto di individuare l’emozione espressa
Risultati: accuratezza elevata. Decodifichiamo correttamente oltrepassando i limiti della cultura, nel cui contesto
cambia frequenza e intensità dell'emozione.

Ekman ha anche sviluppato un “sistema di codifica delle espressioni facciali” chiamato FACS e ci sono dei corsi che
lo insegnano. Questi software hanno dei limiti quando i movimenti non intenzionali vengono deputati intenzionali
dal software. L'uomo deve supervisionare.

REGOLE DI OSTENTAZIONE: regole culturali e situazionali marcate, definite regole di ostentazione, che governano
l’espressione delle emozioni Regole culturali e situazionali che stabiliscono se sia appropriato o meno
esprimere le proprie emozioni in un determinato contesto. Nelle regole di ostentazione ci sono variazioni
culturali, di genere sessuale e situazionali.

2) LO SGUARDO E IL CONTATTO VISIVO

 Gli occhi sono spesso considerati lo specchio dell’anima.


 Le persone trascorrono molto tempo guardandosi reciprocamente negli occhi
 Contatto visivo = sguardo reciproco

Lo sguardo è forse il principale canale di comunicazione non verbale, il più ricco di informazioni! Uno sguardo
troppo insistente può diventare anche imbarazzante, ma anche l’assenza di contatto lo può essere (es., occhiali da
sole).

Lo sguardo gioca un ruolo importante anche nel regolare l’andamento di una conversazione: quando ascoltano,
gli adulti bianchi passano il 75% del tempo guardando negli occhi; quando parlano il 41%; questo varia da un’etnia
ad un’altra  implicazioni per la comunicazione tra persone appartenenti ad etnie diverse.

Lo sguardo può comunicare una relazione di status tra noi e gli altri: individui con uno status inferiore guardano
negli occhi il loro interlocutore maggiormente rispetto a individui con uno status più alto.

Tendiamo a seguire spontaneamente lo sguardo altrui per verificare che cosa ha attirato la loro attenzione allo
scopo sia di prevedere e capire il comportamento degli altri, ma anche per regolare il nostro comportamento.
Questo può essere modulato da caratteristiche:

 Proprie del ricevente (di chi osserva)


 Dell’interlocutore (seguiamo di più lo sguardo di certe persone rispetto ad altre; differenze legate sia a
caratteristiche visive dell’interlocutore, sia non visive)

Dominanza percepita (Jones et al., 2009) – COMPITI DI GAZE-CUING: seguiamo maggiormente lo sguardo di
persone dal volto “mascolino” piuttosto che “femminile”. Nel caso dell'esperimento si doveva fissare uno
schermo al centro con lo sguardo fisso, poi compariva per brevissimo tempo il volto di una persona che guardava
a dx o a sx, subito dopo compariva una lettera in qualche parte dello schermo. Quanto più è influenzato dalla
direzione dello sguardo del prime, è tanto più sarà veloce nell'identificare la lettera. Valori maggiori indicano
maggiore distanza tra prove congruenti (ie. La lettera è dove lo sguardo indicava) ed incongruenti (ie. Sguardo
opposto alla posizione della lettera, tempi di risposta maggiori). La linea grigia indica la risposta nel caso dei volti
femminili, in nero i volti mascolini. Inconsapevolmente e nell'immediato seguiamo di più i volti Mascolini anziché
femminili.
Seguiamo maggiormente lo sguardo di persone
appartenenti al nostro gruppo etnico rispetto
all’outgroup (Pavan et al., 2011).

- Linea continua: prove congruenti (target da


discriminare con stessa posizione della
lettera) differisce in funzione del prime:
valori maggiori con risposte più lente quando
si presentava il volto outgroup.
- Linea tratteggiata: prove incongruenti (target
in posizione opposta)

Indicatori non visivi (Dalmaso et al., 2012): Seguiamo maggiormente lo sguardo di persone di alto status rispetto
a quelle di basso status.

Presentati due gruppi di persone: foto e CV,


manipolato in modo che ci fosse:

- un gruppo di alto status


- un gruppo di basso status

Il tutto indipendentemente dall’età con una


manipolazione tra partecipanti.

In grigio scuro sono rappresentate le prove congruenti, mentre in grigio chiaro le prove incongruenti (la lettera
compare in posizione opposta rispetto alla direzione dello sguardo)  Soprattutto nelle persone ad alto status si
vede grande differenza nelle prove congruenti e incongruenti. Maggiore effetto di gaze-cuing che influisce su
entrambe le prove per seguire il suo sguardo. Maggiore velocità nel caso di prove congruenti, valori più lenti con
prove incongruenti. Valori maggiori indicano risposte più lente.

LO SGUARDO USATO IN MODO STRATEGICO:

Cambia solo lo sguardo della ragazza, dal centro al prodotto.


L’attenzione ricade di più nel prodotto.

3) I GESTI

Classificazione proposta da Anolli (2002):

- Gesticolazione (illustrazione di un concetto)


- Pantomima (rappresentazione di una azione o situazione)
- Emblemi (gesti convenzionali, con significato preciso)
- Gesti deittici (usati per indicare)
- Gesti motori (gesti semplici ripetuti)
- Linguaggio dei segni (sostituisce il CNV)

I gesti delle mani hanno un ruolo importante nella comunicazione. In generale, si è visto che quando le persone
hanno intenti persuasivi utilizzano maggiormente i gesti delle mani e che accompagnare con gesti coerenti il
proprio discorso può aumentare l’efficacia persuasiva.

Esempio: sono state condotte delle analisi di faccia a faccia televisivi immediatamente prima delle elezioni che
hanno consentito di rilevare quali gesti vengono maggiormente utilizzati da alcuni politici italiani.

Analisi del secondo faccia a faccia televisivo (3 Aprile 2006) che ha preceduto le elezioni politiche del 2006:
confronto tra Berlusconi e Prodi

- I due leader utilizzano in modo significativamente diverso le categorie dei gesti


- Berlusconi utilizza più gesti ritmici (piccoli colpetti in su e giù, o avanti e indietro di entrambe le mani) che
conferiscono enfasi e vivacità al discorso, e gesti deittici (puntare il dito verso qualcuno o qualcosa), che
segnalano uno stile comunicativo esuberante e intrusivo.
- Prodi utilizza più gesti emblematici (gesti simbolici con significati condivisi come il gesto del saluto o il
“no” con l’indice in alto) e gesti metaforici che servono per illustrare concetti astratti (concetto di forza
rappresentato dal pugno chiuso), tutti indicatori di uno stile comunicativo più razionale e pacato.

Altri gesti non sono legati al discorso (come quelli appena visti) ma sono funzionali a soddisfare certi bisogni
emotivi del parlante gesti adattatori che, quando sono troppo numerosi e sistematici, possono danneggiare la
credibilità dell’oratore.

- Berlusconi ha utilizzato un maggior numero di gesti oggetto-adattatori (manipolazione di oggetti, per


esempio una penna) se testicolo con una penna do maggiore credibilità e competenza
- Prodi ha usato un numero maggiore di gesti auto-adattatori (movimenti di auto-manipolazione, per
esempio fregarsi le mani, le orecchie o sistemarsi i capelli) toccarmi la guancia può essere rischioso,
penalizzano in maniera maggiore l'oratore
- I primi sono meno penalizzati per l’oratore in termini di credibilità

4) POSTURA E MOVIMENTI DEL CORPO

o es. abbassare il corpo per indicare umiltà o sottomissione


o es. posizione delle braccia per indicare apertura o chiusura

Kramer, Arend, & Warda, 2010 hanno preso in considerazione i movimenti salienti
(giunture) del corpo di Obama e McCain e li hanno convertiti al computer in
immagini virtuali. I movimenti di braccia, spalle e busto erano rappresentati da linee, e
quelli di occhi e mani da punti, rendendo quindi irriconoscibili i due leader. Così facendo si
è cercato di non influenzare il giudizio in base alla simpatia provata per il leader.

Hanno chiesto poi a delle persone di valutare alcuni tratti di personalità di queste figure e
di esprimere una ipotetica intenzione di voto nei confronti dei due personaggi stilizzati.

I risultati hanno favorito “l’avatar” di Obama, percepito come più vitale, vigoroso, sano, dominante. Questo a
partire dal sistema cinesico del corpo, l'affidabilità percepita..

SISTEMA PROSSEMICO

Prossemica: Studio della distanza interpersonale. Anche la distanza tra i corpi ci dice molto sia riguardo le persone
singole che riguardo le loro relazioni.
Spazio personale: Spazio fisico che circonda il corpo delle persone, le quali lo trattano come se fosse una parte di
loro stesse Regoliamo la distanza interpersonale per regolare la riservatezza e l’intimità.

Hall nel 1966 ha individuato 4 zone di distanza interpersonale:

1) DISTANZA INTIMA: (da 0 centimetri a 50 cm). Si tratta appunto di quella distanza che gestisce i rapporti
intimi che non di rado non disdegnano il contatto fisico. E’ una distanza comunemente nota fra madre e
figlio, ma anche fra partner: il contatto fisico in questi casi non crea né soggezione, né fastidio. Questo
genere di distanza consente di percepire l’odore dell’altro, il calore ed è possibile addirittura percepirne le
emozioni. In linea di massima gli sguardi diretti sono poco frequenti e il tono della voce si fa nettamente
più basso.

2) DISTANZA PERSONALE: (da 50 cm. a 125 cm). Normalmente consentiamo una vicinanza di questo genere
ad amici o a persone per le quali proviamo attrazione. Chi interagisce ad una distanza personale infatti
può toccarsi e scambiarsi sguardi con una certa frequenza eppure l’odore non è facilmente percepibile.

3) DISTANZA SOCIALE: (da 120 cm a 4 m.). Regola rapporti formali e normalmente è la distanza richiesta
quando si interagisce con impiegati negli uffici, con dipendenti e colleghi.

4) DISTANZA PUBBLICA: (oltre) A queste distanze ci si percepisce come elementi facenti parte dell’ambiente.
I segnali della comunicazione perdono di impatto.

La violazione dello spazio personale causa disagio e stress. Può avvenire fisicamente ma anche con suoni e odori.
Il senso di violazione aumenta quando lo stimolo estraneo è inaspettato. Un aspetto che ci accomuna anche ad
altri animali…

Lo spazio personale riflette l’importanza che le persone attribuiscono alla propria zona corporea di protezione.

TEORIA DELL’EQUILIBRIO NELL’INTIMITÀ all’aumentare dei segnali di intimità (prossemica) in una modalità
corrisponde solitamente la loro contemporanea diminuzione in altre modalità (come il contatto visivo), può
essere considerato quasi come un effetto compensazione. Secondo la teoria dell’equilibrio nell’intimità possiamo
ridurre i segnali di intimità (ad es. in ascensore, fissando i numeri dei piani che lampeggiano sul display, oppure
ascoltando l’i-Pod in luoghi sovraffollati).

Quali ipotesi nella situazione determinata dal COVID-19?

La distanza che intercorre tra sé stessi e un’altra


persona o un oggetto ci dice molto riguardo
l’atteggiamento che noi abbiamo nei confronti di
quella persona o di quell’oggetto. Spesso usata come
misura negli esperimenti per misurare gli
atteggiamenti: MISURE DI APPROCCIO ED
EVITAMENTO (specie per atteggiamenti impliciti).

IMPLICIT APPROACH AVOIDANCE TASK


ASSUNTO DEL COMPITO:

- I partecipanti saranno più rapidi nel premere il tasto avanti (approccio) quando hanno un atteggiamento
positivo nei confronti dell’oggetto in questione.
- Allo stesso tempo saranno più rapidi nel premere il tasto indietro (evitamento) quando hanno un
atteggiamento negativo nei confronti dell’oggetto in questione

La distanza che intercorre tra sé stessi e un’altra persona o un oggetto ci dice molto riguardo l’atteggiamento che
noi abbiamo nei confronti di quella persona o di quell’oggetto.

 Spesso usata come misura negli esperimenti per misurare gli atteggiamenti: MISURE DI APPROCCIO ED
EVITAMENTO
 Anche misure comportamentali di distanza fisica (es. dove si siede una persona)
 Molti studi oggi anche con la realtà virtuale.

Nel loro insieme, diversi studi dimostrano che in contesti diversi, una maggiore distanza interpersonale può
funzionare come una misura implicita della valutazione negativa, o che comunque manteniamo maggiori
distanze verso chi abbiamo un atteggiamento negativo. Può essere vero anche il contrario: chi ci sta troppo
lontano può essere valutato più negativamente.

…durante e dopo COVID-19? Oggi dobbiamo mantenre un distanza di 1-2m. In questo particolare contesto
generale, l'atteggiamento potrebbe essere valutato positivamente anziché negativamente. Se la oersona
mancante le distanze di sicurezza la giudicherò responsabile, che a cura della salute sia sue che degli altri.
Potrebbero cambiare i significati delle distanze a livello prossemico. Oggi e virtuoso stare distanti, quindi anche i
loghi delle aziende saranno più distanti.

IL RUOLO DEL CONTATTO FISICO NELLA PERSUASIONE

 Il contatto corporeo interpersonale e la sua gestione sollecita il sistema aptico, ovvero l’esplorazione
dell’oggetto attraverso il tatto. Caratterizza in primo piano le relazioni affettive (es. madre – figlio)
 Un breve contatto tattile porta la persona che è stata toccata (anche solo sfiorata) a formarsi
un’impressione positiva nei confronti della persona che l’ha sfiorato;
 Un tocco leggero può indicare interesse e quindi essere percepito come positivo;
 Può dipendere comunque dal contesto, in alcuni contesti può rappresentare una minaccia, e dalla cultura
di appartenenza

Studio di Fisher, Rytting e Heslin, 1976 con studenti in biblioteca: valutavano in modo più positivo gli addetti della
biblioteca se ricevevano un breve contatto fisico.

Hornik (1992) – Tactile Stimulation and Consumer Response:

 Studio di in un grande magazzino, il commesso che sfiorava la mano dei clienti porgendo un volantino
induceva le persone a valutare più positivamente il punto vendita.
 Studio all’interno di un ristorante: il cameriere riceveva mance più elevate quando sfiorava brevemente
(uno/due secondi) il braccio o la spalla dell’interlocutore (indipendentemente dal genere e dall’aspetto
fisico)
 Se si confronta anche in relazione del genere e dell'aspetto: aumentava la considerazione positiva del
cameriere/a, del cibo e del posto. Il tocco ha un effetto universale.

Perché questa valutazione positiva?


Tre ipotesi:

1. Aumenta il senso di familiarità percepito


2. La persona che decide di entrare in contatto viene percepita di status superiore (dato che prendono
iniziativa)
3. Associazioni automatiche con le prime forme di comunicazione (esempio materno – legato ala figure
genitoriale)

SISTEMA VISIVO

Molti degli elementi che abbiamo visto anche prima della comunicazione non verbale (gesti, posture, espressioni
del volto…) spesso vengono comunicati attraverso una rappresentazione su supporto visivo. Particolarmente nelle
comunicazioni di massa per l’immediatezza e riproducibilità).

EMOTICONS: Usate per supplire all’assenza della comunicazione non verbale (Walther e D’Addario, 2001)  caso
emblematico dell’irruzione del CNV in quello squisitamente CV scritta grazie alla rappresentazione visiva.

QUALI SONO LE FUNZIONI DELLA CNV?

- Livello individuale (ad es., embodiment e autopersuasione)


- Livello interpersonale (ad es., mimicry)
- Livello intergruppi
- Livello delle comunicazioni di massa (e.g., face-ism; spatial agency bias)
■ LIVELLO INDIVIDUALE

Il corpo può essere usato per manifestare degli stati psicologici interni soggiacenti…ma allo stesso tempo può
causare determinati stati psicologici (rapporto circolare). Si pensi quando sorridiamo in alcuni frangenti
consapevolizzandoci di quello stiamo vivendo e i nostri atteggiamenti.

EMBODIMENT ovvero AUTOPERSUASIONE


la mente umana, e quindi anche i nostri atteggiamenti, sono largamente influenzati dal nostro corpo e quindi dai
comportamenti che mettiamo in atto. Anche quando il CNV viene indotto in modo artificiale esso mantiene il suo
impatto psicologico. I segnali non verbali sono in primo luogo info per noi stessi anche se non sempre ci rendiamo
conto della loro funzionalità e impatto sui processi cognitivi.

Brinol e Petty (2009): Teoria dell’Autovalidazione il livello di sicurezza che abbiamo nei confronti dei nostri
pensieri svolge un ruolo cruciale nel processo di costruzione e di cambiamento degli atteggiamenti. Siamo a
creare o cambiare un atteggiamento se ci fidiamo e ci sentiamo sicuri dei pensieri che producono
quell’atteggiamento, rispetto a quando abbiamo l’impressione che i pensieri legati a quell’atteggiamento sono del
tutto inaffidabili. I segnali del nostro corpo possono contribuire a questo senso di sicurezza.

Es. Wells & Petty, 1980.  Esperimento presentato come: controlliamo il funzionamento di alcune cuffie mentre
la persona è in movimento.

Es. Strack, Martin, &


Stepper, 1988  Ai partecipanti venivano presentate delle
vignette. Dovevano tenere delle cose tra le labbra per vedere le
attivazioni muscolari.

■ LIVELLO INTERPERSONALE

È la funzione più studiata. La comunicazione non verbale serve per regolare l’interazione personale, ma anche per
segnalare, cambiare o creare degli atteggiamenti nei confronti di persone, animali, cose, eventi… la distanza è uno
sei segnali più evidenti: più mi avvicino e più mi piace l’oggetto target. Difatti è usata come misura indiretta degli
atteggiamenti nei test di avvicinamento/ evitamento.

Mimicry (effetto camaleonte o di imitazione)  tendiamo ad


imitare il comportamento degli altri quando la situazione conferma
le nostre aspettative o delle persone che ci piacciono.

I segnali non verbali possono essere usati come strumento di autopresentazione espressiva (ie. scopo di
comunicare info su di sé) o autopresentazione strategica (ie. scopo di piacere agli altri).

Cavazza (2006) – Stili Comportamentali di Comunicazione vedi ruolo persuasivo del contatto fisico (es. aiuto, o
in ambito clinico nei casi di autismo).

■ LIVELLO INTERPERSONALE MA ANCHE INTERGRUPPI

Il CNV segnala anche l’appartenenza sociale. Le sue funzioni sono:


- A livello cinesico i movimenti di approccio sono più rapidi nel caso di membri ingroup anziché outgroup.
- Regola anche le interazioni tra i membri di gruppi sociali (es. status sociale più alta, maggiore libertà di
movimento, maggiore iniziativa nel comportamnto di approccio vs status minore che ha invece maggiori
capacità di monitoraggio e analisi dei segnali non verbali espressi dagli altri)
- Mantenere o scalzare le differenze sociali: ad es. segnali di discriminazione enfatizzati dal gruppo
maggioritario per mantenere le differenze intergruppi.

Mimicry (Castelli et al., 2007): imitazione del CNV (tocco volto, incrocio gambe) maggiore quando il confederato
pronunciava contenuti stereotipici e che condivideva di più.

Trasmettere dei valori o degli stereotipi (Castelli et al., 2012 - Studio 1)  Visione di un video della durata di 1
minuto circa in cui c’erano due persone, una bianca e una nera, che interagivano.

- Costante: contenuto verbale positivo espresso dalla persona bianca


- Condizione A: comportamento positivo/situazione congruente al
contenuto verbale (CNV = CV)
- Condizione B: comportamento negativo/situazione incongruente

Atteggiamenti impliciti nei confronti delle persone nere e bianche: Nel grafico
punteggi maggiori indicano un atteggiamento più positivo verso i bianchi
rispetto ai neri. Il CV era uguale nelle due condizioni, ma il CNV influenzava il loro giudizio.

Trasmettere dei valori o degli stereotipi (Castelli et al., 2012 - Studio 2)  I partecipanti leggevano ad un altro
partecipante (in realtà confederato) un brano giornalistico molto negativo sulle persone nere.

- Costante: contenuto verbale negativo


- Condizione sperimentale: il confederato annuiva con la testa e si
avvicinava a chi leggeva
- Condizione di controllo: Il confederato rimaneva fermo, nessuna
comunicazione non verbale

Atteggiamenti impliciti nei confronti delle persone nere e bianche  Nel


grafico punteggi maggiori indicano un atteggiamento più positivo verso i
bianchi rispetto ai neri.

■ LIVELLO INTERGRUPPI – TRASMETTERE DEI VALORI O DEGLI STEREOTIPI

Nella comunicazione non verbale di massa:

1. Il ruolo principale è quello di fonrire info in modo rapido e sintetico sfruttando la stimolazione visiva.
Quetsa funzione è molto intuitiva e spesso segue il canale epslcito (sia per fonte che per ricevente).
2. La sua seconda funzione, è trasmettere dei valori o degli stereotipi, plasmando sistemi di atteggiamento e
di rappresentazione [Arcuri].
3. Orientamento del comportamento di consumo

Fenomeno di FACE-ISM (o prominenza facciale) sfruttare l’inquadratura.


Tendenza generale che emerge anche nella presentazione di candidati
politici (Konrath & Schward, 2007). Nel caso della Gioconda l’indice di
faceism è maggiore se prevale il volto anziché la rappresentazione intera
della donna.  Tanto maggiore è lo spazio occupato dal volto rispetto al
resto del corpo, tanto più i soggetti percepiti inferiscono caratteristiche
di intelligenza, dominanza e competenza. Difatti, se il target è
caratterizzato da uno status sociale alto sarà inquadrato con un’alta
prominenza facciale, al contrario succede per i target a basso status sociale.

Le persone ritratte con maggior focus sul volto sono giudicate più
intelligenti, assertive, ambiziose. Gli uomini sono ritratti con maggiore
preminenza facciale delle donne che invece sono rappresentate a corpo
intero. Il maggior focus sul volto degli uomini riflette l’impatto degli
stereotipi di genere che assegna maggiore intelligenza, indipendenza, e
capacità di imporsi agli uomini piuttosto che alle donne.

N.B. collegamento alla lezione sull’oggettivazione.

SPATIAL AGENCY BIAS altra strategia tramite cui i media


perpetuano la trasmissione degli stereotipi. Le persone che
occupano le posizioni più a sinistra (a livello spaziale) o che
guardano da sinistra verso destra vengono ritenute più “potenti”
ma meno socievoli rispetto a chi occupa la posizione opposta. “sei a
sx? Sei più potente ma meno socievole”.

Gli uomini sono solitamente rappresentati a sx…cercate “coppie


famose” in google, anche quelle dei cartoon! La donna viene più
rappresentata a dx o al massimo che guarda verso sx manifestando
implicitamente passività.

Orientamento al consumo colori, profumi e musiche influenzano le scelte di acquisto e il benessere.


- Blu, azzurro e verde rilassano = scuole e ospedali
- Ambiente profumato induce a trascorrervici più tempo = spa  non ha solo effetti positivi, il profumo
influisce solo sui clienti con maggiore intensità affettiva. Oppure chi è più intuitivo, olistico, è più
influenzabile dal profumo di cioccolato durante lo shopping online.
L’effetto di congruenza intersensoriale può anche indurre a un effetto di compensazione (se temperatura calda
poi preferisco colori freddi). La stimolazione sensoriale può orientare scelte e giudizi, ma anche comportamenti
prosociali (es, > beneficenza se buon profumo).