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16-10-19

FARE LA TEOLOGGIA OGGI

Presentazione:

 Discorso della montagna: identità del cristiano: libertà dei beni materiali.
 Correlato alla fiducia: abbandono davanti a Dio; di tutti due diventa un agire.
 Fiducia e abbandono servono per aprire uno spazio.
 Preoccupate innanzitutto per cercare il Regno di Dio e la sua giustizia, e una azione
impegnativa, potremo dire è una manifestazione che si pone alla fine de un camino.
 Anzi è proprio cercare la verità il significato più profondo del verbo: “reteite” è una
sfumatura della verità.
 Cercare il regno di Dio è cercare la verità.
 La preoccupazione del mangiare, del bere, del possedere, sono tutti atteggiamenti collegati
alla verità.
 Il regno de Dio è di Dio, no è li frutto de un agire umano. Non possiamo possedere il Regno
di Dio.
 Tutti noi crediamo che possiamo indicare con il risultato di la nostra ricerca.
 Cercare i Regno di Dio in cercare innanzitutto per fare emergere i tratti del Regno.
 È uno sforzo aumentare i tratti del Regno.
 Lo sforzo per capire il regno di Dio si manifesta en un discorso su Dio. Questo discorso di
modo scientifico si chiama “teologia”.
 Tutto discorso di Dio è collegato a la ricerca del Regno.
 La teologia come la espressione del nostro cercare il Regno di Dio è collegata a i tratti del
Regno di Dio (una domanda, una interrogazione).
 Essere teologo oggi, fare teologia oggi: comporta affrontare questioni, pensare un tratto del
Regno di Dio.
 Molte questioni vengono cartonate per pigrizia, per incapacità, per paura… cercare i tratti
del Regno di Dio, spaventano: questo non è i tratti, è un sistema, nel fondo confonde il
Regno di Dio con il regno dell’uomo.
 Non cercare il Regno, non affrontare i tratti che emergono nella nostra realtà… sono le
fragilità della teologia.
 Affrontare queste questioni implica avanzare, per evitare che la fiducia non sia pigrizia, sia
lavoro, fatica, rischio.
 Il corso svilupperà 6 questioni (testimonianza de un camino, di una ricerca del Regno):
o Essenza escatologica delle fede e del teologare (Nitrola)
o La sfida “illuministica” dell’uomo maggiorese (Cosentino)
o La domanda sul linguaggio della teologia (Capizzi)
o La fine della metafisica (Patsh)
o Il cambiamento dell’idea di natura (Micaleff)
o Una visione ancora troppo giuridica del rapporto con Dio e delle categorie che lo
esprimono (Pieri)
 Esame: scritto un foglio, due temi, scegliere uno di due.
 Bibliografia:

ESSENZA ESCATOLOGICA DELLE FEDE E DEL TEOLOGARE (NITROLA)


 Nel fare teologia oggi un argomento importante: l’aridità della teologia.
 Molta gente non capisce il perché della teologia.
 Chi non è cristiano non capisce la necessità della teologia.
 Heidegger: “gestel” (per descrivere la situazione del mondo contemporaneo). La tecnica
costringe il mondo di oggi: l’idea de essere schiavi della tecnica, questo dice un modo di
vedere la vita, de percepire la nostra vita. La logica della tecnica: il progetto per il risultato.
 Nel discorso teologico e omiletico pensiamo due cose:
o (1) che la tecnica è uno strumento davanti cui noi siamo liberi, un riporto
strumentale.
o (2) la logica dei risultati nella chiesa, e vero che l’amore di Dio deve fare un risultato
nella vita. Il problema è che squalifica tutto che non produrre risultati, questo è già
un giudizio di valore.
 Il teologo deve dimostrare il collegamento fra teologia e vita. Il vero scopo è che la teologia
si fa vita de ogni uno dei credenti.
 Dire che la teologia è la nostra vita significa scoprire la dimensione escatologica della vita e
della teologia.
 Per no dimenticare 1Pe 3,15: “rendere ragione della speranza” scritta per cristiani
proveniente del paganesimo in difficoltà (incomprensione), lo sviluppo della lettera è
incoraggiare a questi cristiani.
 I cristiani dovrebbero di rispondere alle domande sulla sua attesa del Signore, una speranza
concreta (della parusia). Una attesa che aveva molte conseguenze nell’agire dei cristiani,
davanti a queste conseguenze axiologici.
 Il confronto fra le domande il mondo contemporaneo e la teologia non solo compete alla
teologia fondamentale, anzi a tutta la teologia.
 Rendere ragione della speranza no è lo stesso che rendere ragione della speranza (errore
nella Fides et ratio 67). Queste errore permite riflessionare sul: il rendere ragione de la fede,
e rendere ragione dello sperare, di tutti quello che sorge della attesa del Signore.
 La teologia insieme rende ragione della fede e dell’atteggiamento della speranza, perché la
teologia è vita. Di questo modo chi critica la teologia per la sua astrazione si sbaglia.
 La teologia no è una teoria astratta, sino implicata in tutto quello che facciamo. Lei porta in
sé un atteggiamento. La teologia non può non pensare innanzitutto.
 C’è una “formula chimica”, formula che attraversato il tempo di origine di S. Agostino,
passa per Pedro Lombardo e arriva a S. Tomasso: “credere Deum, credere Deo, credere in
Deum”
o Credere Deum: credere qualcosa di Dio (incarnato, creatore, etc.). È la dimensione
dei contenuti.
o Credere Deo: credere a qualcuno, “credere a Dio” presuppone un rapporto con una
persona affidabile. La fiducia in Dio (dimensione fiduciale della fede)
o Credere in Deum: credere verso Dio, credere andando verso Dio. Andare verso Dio:
l’amore che va verso l’amato. L’amore come l’atteggiamento che cammina verso
l’amato; non fermarsi.
 Credendo amare… credere amando perciò andare verso Dio amando (P.
Lombardo). Implica amare Dio.
 La fede dice un contenuto globale dell’essere umano.
 Questa riflessione tradizionale, attraverso il cristocentrismo e la prospettiva storico-salvifica.
 Amare Dio, significa amare a Dio in tre persone: implica amare Cristo, verso lo Spirito:
“Amare Dio, per Cristo nello Spirito”.
 Amare Dio: come il senso della nostra vita come un cammino vitale. Ogni paso va verso di
Lui.
 La fede si ritrova legata alla speranza… Ecco la dimensione escatologica della teologia chi
deve rendere ragione della nostra speranza.
 Dobbiamo capire meglio questo: non possiamo semplificare questa questione (teologia-
speranza- ragione).
 Inizia lo sviluppo: 1906-1998: Keserman “rivalutare il Gesù storico”