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Psicologia Muiscale II parte - III lezione

Il fenomeno del raggruppamento


Nella prima lezione abbiamo accennato alla capacità degli esseri umani di percepire lo scorrere del tempo, e
quindi il controllo del movimento ma anche del linguaggio verbale e del pensiero, attraverso meccanismi di
anticipazione che permettono la relazione fra le esperienze precedenti con quelle presenti per produrre
previsioni.

Anche per governare un flusso sonoro è necessario mettere in relazione i suoni che non vengono percepiti
come slegati e indipendenti, ma raggruppati in unità, per permettere alla mente di semplificare e codificare
la complessità dell’evento percepito.
Tutto ciò anche ai fini della memorizzazione che, come noto, nel tempo di 2 a 5 secondi, durante la fase
detta della Memoria di lavoro o Memoria a Breve Termine, compie il processo di raggruppamento
percettivo. In questo brevissimo tempo di attenzione si attiva il sistema cognitivo, che tende ad organizzare
in forme (gruppi) tutto ciò che percepisce; a seconda dello stimolo, la mente cerca di comporre, per quanto
possibile delle forme che abbiano un significato.
Nel flusso sonoro, ad esempio, la mente cerca di cogliere ripetizioni, similitudini e differenze, cesure e
continuità, anche creando gerarchie fra gli elementi.

! Il problema è quello di ritenere il maggior numero di informazioni nei limiti quantitativi e


! temporali (2-5 secondi) disponibili agli “spam” di memoria di lavoro (Fraisse, 1982). Ciò é
! reso possibile attraverso l’articolazione degli eventi in “chunks” (gruppi), contenenti
! ciascuno un certo numero di informazioni che andranno successivamente organizzate in un
! unico schema di rappresentazione mentale; pensiamo alla memorizzazione di un numero
! telefonico (3386284554) che per essere ricordato può essere suddiviso in gruppi di 2 - 3
! cifre (338 62 84 554) anziché 10 di seguito. (...) Sarà l’esperienza ad aiutarci
! nell’economizzare il carico di memoria, riconoscendo configurazioni note (nel caso della
! musica cellule ritmiche o melodiche, scale, accordi etc.) e ripetizioni di moduli che ci
! permetteranno di semplificare e ridurre la complessità delle strutture percepite. Il
! raggruppamento opera in base al principio dell’uguale/diverso: quando si sente una
! discontinuità nell’evento percepito si !d e l i m i t a i l g r u p p o . P u ò e s s e r e i n d o t t a d a
! alterazioni nelle altezze (acuto/grave), nelle durate (lungo/corto), nell’articolazione
! (legato/staccato), nell’intensità (piano/forte) nel cambio di timbro.

(Lucchetti, Ferrari, Freschi, INSEGNARE LA MUSICA, Carocci Faber, 2012)


Psicologia Muiscale II parte - III lezione

Senza operare raggruppamenti temporali non saremmo in grado di ascoltare musica.


Nella stragrande maggioranza dei casi la musica è organizzata in gruppi anche se vi sono esempi
di composizioni che hanno ricercato stili e strutture che tendono all’uniformità (abbiamo già
ascoltato Lux aeterna di G. Ligeti ma gli esempi potrebbero essere molti, ad esempio penso ad
alcuni brani della corrente del minimalismo).

Il fenomeno percettivo del raggruppamento è così importante per la mente che, anche quando gli
stimoli sonori sono identici da un punto di vista fisico (per es. una goccia d’acqua che cade a
intervalli regolari), vengono percepiti con una differenza tra il 1° e il 2°, a volte tra il 1° e il 2° e 3°,
cioè vengono raggruppati ogni due oppure ogni tre, molto raramente ogni quattro, come se il primo
di ogni serie fosse differente. Fraisse definisce questo fenomeno ritmizzazione soggettiva, la
tendenza a raggruppare su base semplice (generalmente binaria) strutture isoritmiche anche se
prive di accenti.

Il raggruppamento è possibile grazie al presente psicologico, un tipo di coscienza relativa ai


fenomeni temporali, una sorta di SPAZIO MENTALE che ci permette di trattenere nel presente ciò
che è appena passato al fine avere una percezione globale di eventi successivi (in analogia con
l’angolo di visuale nello spazio).
! “Senza un presente psicologico non c’è percezione globale del successivo e senza
! percezione globale non c’è struttura ritmica” (Fraisse, PSICOLOGIA DEL RITMO, Armando,
! 1979)
E qui ci ricolleghiamo ai limiti percettivi illustrati nella lezione precedente: ricordate il limite di 1/8 di
secondo sotto il quale i suoni si trasformano in tremoli e il limite di 2 secondi sopra il quale la
mente inizia ad essere insicura dell’intervallo di tempo trascorso? Sono esattamente i limiti del
presente psicologico.
! Ciò giustifica il fenomeno per il quale percepiamo una pulsazione solo all’interno di
! una gamma di velocità: se è troppo lenta abbiamo bisogno di suddividerla in pulsazioni più
! veloci; se è troppo veloce prenderne come riferimento una ogni due o tre. (Freschi,
! MOVIMENTO E MIsURA, EDT, 2006)

Quindi se per la sincronizzazione ritmico-motoria è fondamentale la presenza di una pulsazione,


altrettanto fondamentale è la possibilità di raggruppare gli eventi. Per questo nella percezione
dell’architettura ritmica oltre ad estrarre l’unità di misura è altrettanto importante cogliere la
sequenza degli accenti metrici che servono a rendere ancora più solida la percezione
dell’unità di misura.
Il raggruppamento metrico in musica è un ancoraggio percettivo fortissimo.

! Le musiche delle diverse culture tendono a soddisfare la tendenza al raggruppamento: la


! maggior parte, infatti, presenta un’organizzazione ciclica delle pulsazioni, il cui primo
! elemento viene percepito accentato e il flusso ritmico-melodico si organizza sulla base di
! questa struttura. Ma ogni cultura ha elaborato modi e regole diverse per questa
! organizzazione che è chiamata “metro”, per cui coloro che nascono e crescono in una
! cultura sviluppano maggiori capacità percettive in relazione all’organizzazione metrica
! prevalente nel proprio habitat musicale e con questa si trovano percettivamente a loro agio,
! mentre sentono come meno familiari altri tipi di organizzazione. Pensiamo ad esempio alla
! nostra difficoltà a sincronizzarci sulle musiche balcaniche, caratterizzate di cicli “anomali”
! rispetto a quelli delle musiche occidentali. Talvolta, come ci segnalano gli antropologi della
! musica, una stessa melodia può essere scandita in modi diversi in diverse culture. Gli
! africani*, ad esempio, tendono ad accentare quello che noi sentiamo come tempo debole
! (1 2 3 4 anziché 1 2 3 4). (Lucchetti, Ferrari, Freschi, INSEGNARE LA MUSICA, Carocci Faber, 2012)
* L’uso del termine africani mi pare generico. Credo che le autrici si riferissero alla culture musicali
sub-sahariane e non del nord Africa
Psicologia Muiscale II parte - III lezione

Vi propongo un breve esempio di lavoro su un metro inusuale per le competenze comuni della
nostra cultura.
Ascoltate il brano Niin mie mieltynen del guppo finlandese Varrtina
https://www.youtube.com/watch?v=J9OrFNScJ4w

E’ un brano con metro in 5 proponibile, come ascolto attivo, ai ragazzi della prima media.
Il testo cantato aiuta moltissimo a comprendere l’accentazione del metro in 3+2 perché le ultime
due sillabe del verso (sul 2) sono sempre in isocronia con la pulsazione.
Io ho utilizzato questo ascolto anche con i bambini della classe quarta e quinta della primaria,
ovviamente dopo aver fatto un buon lavoro motorio, esecutivo e anche di comprensione
concettuale tramite l’uso di notazioni alternative o tradizionale, sui metri più comuni (metro in 2, in
3, in 4). Con i bambini della primaria si realizzano solo alcune fasi del lavoro che segue.

- Allievi sparsi nello spazio. Ascolto L’insegnante (I.) chiede di individuare la pulsazione
camminando;
- continuando a camminare sparsi nello spazio, li invita a concentrarsi sull’ascolto delle frasi
cantate e chiede di battere le mani all’inizio di ogni frase dove la pulsazione è più accentata (1
del ciclo in 5); una variazione utile ad aumentare previsione e sincronia con gli altri è eseguire l‘1
battendo le mani con quelle del compagno vicino, al momento dell’accento sull’1;
- continuando a camminare sulla pulsazione chiedete di formare un cerchio.

- In cerchio. Senza musica. Per imitazione I. propone varie sequenze di body percussion (BP) che
suddividano il 5 in 3 + 2 (ad es. 3 battiti mani + 2 piedi alternati, 1 mani 2 schiocco dx 3 schiocco
sin, 4 e 5 entrambe le mani sulla cosce, etc..). La capacità di sincronizzarsi sul 3+2 potrà essere
rafforzata non solo cambiando i timbri delle BP ma anche organizzando le sequenze con varie
alternanze ad es. un gruppo esegue il 3 e l’altro il 2 e ad un segnale stabilito ci si scambia,
oppure si fa circolare il 3+2 sul cerchio alternati uno dopo l’altro...

- A coppie: ogni coppia inventa una sequenza di BP sul metro 3 +2. Ogni coppia esegue la propria
sequenza due volte e tutto il gruppo imita. L’alternanza coppia 1/tutti/ coppia2/tutti etc... dovrebbe
proseguire senza interrompersi... non facile.

- Sulla musica. La classe sceglie due sequenze di BP, una da eseguire individualmente e una in
coppia, che saranno eseguite sulla musica. Sarà l’I. ad indicare quando eseguire l’una o l’altra
con un segnale prestabilito.

Allego alcune attività sullo sviluppo della percezione ed esecuzione del metro.

All. 1 “Il gesto accentato” dal libro Buzzoni, Degli Esposti, Deriu, Guardabasso, I SUONI IN TASCA, editore
Nicola Milano, Bologna, 1989. Approccio iniziale attraverso il movimento.

All. 2 “La tribù dei piedi a tempo” dal testo per la scuola secondaria di I° di Deriu, Pasquali, Ventura,
MUSICA INTORNO, editore Bompiani, 2008. Spartito di semplici PB sul metro in 4 in notazione analogica.
La notazione è stata inventata per scopi didattici dall’ensemble Les Percussion de Strasbourg. Materiali di
questo tipo se ne trovano molti sui testi di didattica musicale di base.

All.3 “Rondò” dal libro di Conrado, Paduano, MUSICA DAL CORPO, edizioni Rugginenti, Milano,2006.
Schema di rondò sul metro in 5 da eseguire con timbri scelti dagli esecutori.

All.4 Invio il pdf di tutto il libro di Enrico Strobino IL TEATRO DEL RITMO scaricabile gratuitamente dal sito
https://www.musicheria.net/. Le attività che riguardano il metro sono a pagina 4 e 5.
Psicologia Muiscale II parte - III lezione