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ANNO 2 N.

9 FEB 2014

D I R E T TO DA M A X S T È FA N I

I L M E G L I O D E L L A STA M PA R O C K
INTERNAZIONALE

EU RO 7,00

MIKE BLOOMFIELD

A BLUES
BOY
Beatles 1962/1963 Jeff & Tim Buckley Blue Oyster Cult Juana Molina
OUTSIDER
FUORI DAL MUCCHIO

ABBONAMENTI
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OGNI MESE IL DIRETTORE
MAX STÈFANI INCONTRERÀ
GLI ADDETTI AI LAVORI DEL
PANORAMA MUSICALE ITALIANO CON CONTENUTI SELEZIONATI
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INTERVISTE, ARTICOLI E UN
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CON GLI HANGOUT
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4 OUTSIDER OVERTURE

OVERTURE
di Max Stèfani

“In sostanza: in Italia una recensione è “bella” se conferma quello che io già pensavo. È “brutta” se va contro a
quello che io penso. Qual è il ruolo del recensore oggi? Nessuno. Perché si scrivono comunque? Sarcazzo” .
Paolo Vites

Le “mutate condizioni di mercato” hanno indotto la FIMI ad tro numeri, dove mischiavo rock, libri e cinema senza alcun
abbassare ulteriormente, a partire dal 1° gennaio 2014, le so- ritegno. Ma era una scelta “commerciale”, alla quale già allora
glie previste per l’assegnazione alle case discografiche e agli facevo molta fatica a partecipare.
artisti dei riconoscimenti ufficiali legati ai risultati di vendita. Mi veniva più comodo darla in pasto ai miei arrapati collabo-
Pertanto, album e compilation diventeranno d’oro oltre le 25 ratori di allora.
mila copie vendute (contro le 30 mila di prima), di platino Ora: la classifica di fine anno può essere un dovere per le te-
oltre le 50 mila copie (contro 60 mila) e diamante oltre 500 state musicali, e un diritto inalienabile di chiunque ascolti/
mila (contro 600 mila). scriva di musica, ma sinceramente credo che una rivista di
Fino al dicembre del 2004 i dischi d’oro e di platino (album) “approfondimenti” come “Outsider” ne possa fare a meno.
venivano assegnati (su autocertificazione delle case disco- Vista la politica di questo giornale e il poco spazio che diamo
grafiche - ?!?) rispettivamente al superamento di 50 e 100 mila alle recensioni di dischi nuovi, non ce n’è bisogno. I miglio-
copie vendute. Come vedete di questo passo basterà stampa- ri dischi sono quelli di cui parliamo, spalmati fino a marzo-
re 500 copie per arrivare facilmente al 1° posto delle charts. aprile dell’anno successivo, tenendo conto che ci siamo presi
Questo tipo di premi fu inventato nel 1958 in America dalla la grande libertà di parlare dei dischi anche 5-6 mesi dopo la
Recording Industry Association of America (RIAA) e il primo loro uscita.
disco d’oro (500mila copie) fu Catch A Falling Star di Perry Alteriamo così il trend generale dei nostri colleghi di stampa,
Como. che consiste nel recensire più dischi possibile, prima - o in
Il disco di platino fu inventato nel 1976 (un milione di copie). contemporanea - di tutti gli altri.
Il primo fu Their Greatest Hits degli Eagles. Comunque il mio lavoro mi obbliga a tenermi informato: ma
ad un certo punto, dopo averne lette a centinaia, sono entrato
Sono da qualcuno stato rimbrottato per il fatto che “Outsid- in corto circuito.
er” non abbia stilato le classifiche di fine anno. Sì, quelle liste Detto che nove dei dieci dischi più venduti in Italia nel 2013
più o meno lunghe che grazie a FB hanno proliferato in ma- sono italiani (tutti orrendi) e che per trovarne uno decente bi-
niera abnorme. In Italia e all’estero. Giornali, blog, siti, perso- sogna arrivare ai Pearl Jam, n.31, con 37mila copie vendute
ne fisiche, negozi, tutti a rincorrersi l’un l’altro… Quelle liste (i tanto osannati Arctic Monkey’s sono appena a 10mila!?!),
che con i miei giornali - fossero Suono (dal 1971 al 1978) e per quello che mi riguarda è un’ulteriore prova che l’Italia
Mucchio (dal 1977 al 2011) - ho sempre fatto. Addirittura con sia rimasta chiusa in una bolla culturale autarchica e fuori
il Mucchio m’inventai un “Annuario” che è uscito per quat- dai linguaggi del resto del mondo (pop o indie è lo stesso).
OUTSIDER 5

Le cause: la vecchiaia della popolazione e internet, che unen- che non si possano cancellare 34 anni di direzione. Vale per
do chi parla l’inglese esclude chi non lo capisce condannan- me e per chi mi segue. Nelle mie intenzioni c’era il fatto che su
dolo all’immobilità, al provincialismo e al perenne “revival” queste pagine non si dovesse mai parlare del Mucchio, ma me
di qualcosa. ne devo fare una ragione.
Il grande mistero del 2013 re- Qualche giorno fa sono capitato
stano i votatissimi Vampire per sbaglio sul FB di un saltua-
Weekend. Non perché Mo- rio collaboratore di Outsider e
dern Vampires of the City non non ho resistito dal dire la mia
sia carino… Ma perché veder- su certi periodi. In uno di que-
lo in cima a così tante classifi- sti affermavo che il momento
che…! Sorvolo sulla recente co- migliore del “Mucchio” è stato
ver di Bocelli, ma se i primi due dal 1988 al 1996, ovvero da “Vel-
album erano in qualche modo vet”” alla nascita del settimana-
attraenti, questo stufa presto. le. Gli anni dove in redazione
Ma ci sono comunque dei di- eravamo io, Biamonte, Tetta-
schi usciti nel 2013 che mi manti, Zambellini, Ronzani,
hanno se non altro incuriosi- Mongardini…
to. Penso a King Rule, Juana Non l’avessi mai fatto! Mi è sta-
Molino, Black Joe Lewis, to subito rinfacciato che di que-
Bassekou, Sam Amidon, ste cose non ne capivo niente,
Excitements, Mazes, Jason che “Velvet” era la migliore rivi-
Isbell, Reckless Kelly… sta mai fatta in Italia (?!?) e che
Come alcune sorprese, o con- i collaboratori arrivati all’inizio
ferme che siano, come Bowie, del 2000 erano il miglior gruppo
Linda e Richard Thompson, di giornalisti mai esistiti sulla
Torrini, Govn. Mule, Cal- Terra etc etc.
lahan, Costello, Mavis Sta- Strano farsi spiegare la propria
ples… Perfino alcuni dischi vita da persone che non l’han-
italiani, come Diaframma, no vissuta (se non esteriormen-
Teardo, Santo Niente. te o per sentito dire).
Però, come ha scritto un mio Per non parlare di quel matto
vecchio amico, Zambellini, che ha voluto scrivere “la vera
Il lupo perde il pelo non il vizio…
“si può dire e scrivere ciò che storia del Mucchio”, in contrap-
si vuole, si può tirare in ballo posizione alla mia! Da ricovero
l’età, le emozioni legate agli poveraccio.
anni giovanili, le aspettative, Quelli che però più mi commuo-
gli amori, il fatto che nel rock vono, sono coloro che afferma-
n’roll è già stato fatto tutto, la no di continuare a comprare il
tecnologia e tutto quanto vole- “Mucchio” solo per affetto o per
te, ma è incontrovertibile che collezione.
nei dischi del passato c’era più Basta che comprino anche que-
creatività, ispirazione, sponta- sto giornale! :)
neità, genio”.
Detto questo, ognuno è libero Buona lettura
di pensarla come vuole e di Max Stèfani
trarre le proprie conseguenze,
la mia è che si vendono meno Ps – Questo numero è dedicato
dischi perché sono meno belli. a Daniele Ghisoni. Ha collabo-
Andate a vederle la lista dei mi- Mike Bloomfield e il Mucchio rato con me al “Mucchio” per
gliori del 1974 a pag. 127 e fate poco tempo, dal 1977 al 1980.
un confronto. Perché, se non ricordo male, al momento della scissione con
Carù rimase legato al giornale del negozio, “Buscadero”. Ci
Nelle due pagine seguenti della “posta”, si parla spesso di eravamo sentiti da poco, perchè voleva farmi i complimenti
“Mucchio”. Succede tutti i mesi. Non so se dolermi o meno di per “Outsider”. È morto per un infarto il giorno di Natale. Abi-
tutto ciò. Sto cercando disperatamente di buttarmi alle spalle tava a Crema, era in pensione da qualche anno, scriveva per
il passato, anche con una certa fatica (perché vederlo ancora in “Late for the Sky” e faceva volontariato per la Caritas. Una
edicola così senza senso, un po’ mi fa male), ma mi rendo conto brava persona. R.I.P.
6 OUTSIDER SOMMARIO/POSTA

SOMMARIO N. 9 FEBBRAIO 2014

4 EDITORIALE

6 SOMMARIO + POSTA
BASTA PARLARE DI
MUCCHIO... PLEASE!

52 JUANA MOLINA
NON C’È NESSUNO COME
LEI. IN QUASI DIECI ANNI,

14 BEATLES MOLINA HA FATTO USCIRE


GLI ANNI DI AMBURGO, CINQUE ALBUM DI MUSICA
IL RITORNO A LIVERPOOL, MERAVIGLIOSAMENTE
ANNI CRUCIALI PER LA IMPERSCRUTABILE.
CRESCITA DELLA BAND È MUSICA ETNICA? JAZZ?
DI LIVERPOOL… ELECTRO-FOLK?
POP?

86 RECENSIONI
PASSATO IL 2013 RECU-
PERIAMO ALCUNI DISCHI
USCITI NELL’ANNO COME
AMIDON, VILLAGERS,
KAMIE WEST, BASSEKOU,
LAURA MARLING… PIÙ
QUALCOSA DI NUOVO
MR. BOJANGLES

26 JEFF E TIM BUCKLEY


ERA PREVEDIBILE CHE
PRIMA O POI SAREMMO
8 JERRY JEFF WALKER OVVIA-
MENTE, MA ANCHE TANTI
ALTRI: NITTY GRITTY, DYLAN,
98
COME BECK O BENMONT
TENCH.

RISTAMPE
ARRIVATI SU TIM E JEFF TODD SNIDER… MESE RICCO. WOODY
BUCKLEY. LO FACCIAMO GUTHRIE, BILLY BRAGG,
CON UN RICORDO E DUE LEE HAZELWOOD, NICK
BELLISSIME INTERVISTE. DRAKE, UNCLE TUPELO,
BADFINGER, DEEP
PURPLE…

110 MIXED UP
ROBERTO CIOTTI, NEIL
YOUNG, NICK CAVE, TOM
ATTAH & JAMIE N COM-

76 BLUE OYSTER CULT MONS, EVERLY BROTHERS,


UN GRUPPO DA CANNED HEAT…
(RI)SCOPRIRE.. FORSE
129 WHO WE ARE

60 MIKE BLOOMFIELD LA PIÙ GRANDE MISCONO-


LO SPUNTO PARTE DA UN SCIUTA BAND D’AMERICA & NEXT ISSUE
BELLISSIMO BOX APPENA CHE HA INFLUENZATO GE- CHI SIAMO? PERCHÉ NON
USCITO. POI CI SIAMO AL- NERAZIONI DI GRUPPI CHE, ANDIAMO DA QUALCHE
LARGATI. QUANTO È BELLO GRAZIE A LORO, HANNO ALTRA PARTE? CHE C’È IL
IL RICORDO DI AL KOOPER? FATTO CARRIERA. PROSSIMO NUMERO?

POSTA max@outsiderock.com

Ciao Max, dopo qualche mese d’indecisione se comprare o completamente facendo non so quale lavaggio del cervello a
meno “Outsider” mi decido per un “si lo compro!” e durante un Corciulo. Devo però essere sincero e dirti con tutta franchezza che
viaggio a Genova per lavoro passo dallo storico Disco Club per se oggi “Mucchio” sta perdendo di vitalità, di linfa, di freschezza,
comprare l’ultimo numero. Poi già che ci sono prendo anche il il tuo “Outsider” è una vera luce all’orizzonte. Purtroppo
penultimo, un paio di copie erano rimaste sullo scaffale. Caro l’editoria sta attraversando un momento triste ed un giornale
Max, non ti nego che ho mal sopportato il tuo modo di porti come Outsider può seriamente riattivare un circuito neurale,
nell’ultimo periodo di “Mucchio”, oltre che alcune tue plateali cerebrale e musicale che si era perso da tempo. Credo proprio
prese di posizione contro il “tuo” storico giornale, pur non che mi abbonerò. Per un motivo prima di tutto: perchè hai
entrando nel merito di ciò che ti ha portato ad abbandonare trovato (immagino con l’ausilio dei tuoi numerosi collaboratori)
la rivista. Neppure ho potuto sopportare la tua collaborazione una linea editoriale diversa da quello che viene proposto dalla
con “Suono” che, a mio umile parere, sei riuscito a snaturare concorrenza. Io leggo assiduamente “Buscadero”, mi piace per
OUTSIDER 7

il genere trattato, ma certamente non posso essere d’accordo essere retribuiti.


su alcuni atteggiamenti dei giornalisti che lo “scrivono”, così E il risultato si è visto.
come non sempre lo ero nei confronti del “Mucchio” che tanto Rispettosi saluti
ho amato. Spero di non esserlo nemmeno con “Outsider”, così Beppe Riva
da poter avere sempre nuovi spunti di riflessione leggendo Grazie Beppe. Si fa quello che si può ed “Outsider” è una rivista a
articoli che in qualche modo possano riaccendere la mia 360 gradi, fatta ferma la qualità. Quindi ci sarà spazio anche su
voglia di riscoprire autori, musicisti e dischi storici. Allargare la quel rock “hard rock prog”, specie inglese, a cui accenni. Dacci
distribuzione anche a La Spezia attraverso un locale di cultura tempo. Con Trombetti infatti andiamo d’amore e d’accordo. Due
musicale sarebbe possibile? Il locale si chiama DISTRO’. piccioncini :)
Stay rock.
Alessandro Ebuli - La Spezia
Grazie dei complimenti Alessandro. Penso anche io che Guarda Max, mi dispiace molto dirtelo, ma il nuovo numero
con “Outsider” forse abbiamo trovato l’idea giusta. E devo di “Outsider”di gennaio è incredibile. Penso il migliore di tutti
confessarti che mi piace molto farlo, come non mi capitava da i numeri, compreso quelli vecchi del “Mucchio”. Una cosa così
tanto tempo. su Green non l’avevo mai vista da nessuna parte. Vedo che hai
trovato uno stile molto preciso, e capisco anche il tuo fastidio
verso l’approssimazione del web. Sinceramente non credevo
Caro Max, ti debbo (come minimo) dei ringraziamenti e, che ce l’avresti fatta. Mi dispiace farti questi complimenti, forse
non sia mai che a gentilezza non si risponda con altrettanta perché influenzato da com’è finita con il “Mucchio”, da tutta la
cortesia, pertanto rinuncerò volentieri al rito che mi vedeva merda che vi siete tirati dietro, e forse malamente influenzato da
davanti all’edicolante per ritirare il numero del “Mucchio” e, tutti quelli che spargono merda su di te.
attualmente da Buscemi per comperare la nuova (e superba) Mi chiedo anche come mai hai aspettato tanto per Green. Non ti
rivista. Detto cio’, dal 2014 sottoscriveremo l’abbonamento. mancava certo spazio sul Mucchio?
Una rinuncia che è un atto dovuto, ad una grande persona, a Gaetano
quello che reputo un amico dal numero uno del “Mucchio”, Il “Mucchio” non poteva sopportare un articolo così lungo.
a quello che per me è IL DIRETTORE. Una poderosa stretta di Poteva andare bene su “Extra”, ma questi aveva una carta
mano Max, take care. pessima e il budget non permetteva l’acquisto di foto (il direttore
Pier e Brunella di allora le rubava da altri giornali o libri) con risultati estetici
Fare i “direttori” non è così semplice. Ho lasciato il orribili. Non mi andava. Mi diverte invece il fatto che sei quasi
“Mucchio” a 6500 di vendita e adesso è a 3600. “Rumore” dopo “costretto” a farmi i complimenti. Perché poi?
l’allontanamento di Sorge/Campo è passato dalle 4500 alle
attuali 3600. Sempre meglio di “Blow Up” che sta a 3300. Pare
facile. Ciao Max, un tuo ex collaboratore (che da quanto ho letto nella
tua biografia, deve a te se fa questo mestiere e non l’arrotino),
nel suo blog, che è pieno di offese nei tuoi confronti neanche gli
Ciao Max, ho visionato un pò il nuovo “Outsider”, quello di avessi scopato la donna o ammazzato la madre, mette proprio
dicembre, primo numero che ho acquistato e ti dico cosa ne all’inizio una frase estratta dal la tua biografia “Wild Thing”
penso: inerente il libro “500 dischi del rock” della Giunti. Immagino per
- apprezzo molto la grafica ed impaginazione, sobria ed elegante, far capire che gli hai rubato i diritti d’autore. Com’è questa storia?
senza cadute nel pacchiano e adatta a un pubblico maturo. Marco Lepore
- per me, se volevi fare un “Mucchio Selvaggio” (esclusi i Sì, me l’hanno fatto notare e mi sono ammazzato dal ridere. A
“Guglielmismi wavish”) proiettato nell’attualità ma con molti la stupidità altrui da fastidio o fa pena, a me in certi casi
inevitabile riferimento ai Classici, lo scopo è senz’altro genera ilarità. Il libro in questione (“500 dischi rock” della Giunti,
raggiunto. 2002) contiene estratti di recensioni apparse sul “Mucchio”
- mi sembra, che manchi però quasi del tutto la linea Classic e “Mucchio Extra”. Anche mie. Il libro è stato assemblato
Rock (che per me ci starebbe bene, anche in percentuale assai all’interno della Stemax, su materiale regolarmente pagato agli
minoritaria) dell’omonima rivista inglese (che a quanto scrivi, scriventi. I diritti d’autore per le vendite, invece di andare alla
sta chiudendo in Italia) quindi hard rock e prog, specie inglesi, Stemax, sono andati al 50% a me (giacchè avanzavo vecchie
che peraltro credo tu non abbia mai valutato molto, infatti nel pendenze mai pagate, come i diritti delle 5000 copie vendute
Mucchio dell’epoca aurea non c’era. del libro “Seppia. La mia vita con un cane”) e 50 % alla mia ex
- da vecchio lettore di Trombetti, vedo che sta facendo di tutto segretaria, adesso direttore/editore (e qui obiettivamente non si
per cancellare il suo passato heavy; secondo me lui è sempre sa perché, né perché l’ho accettato).
stato un “Mucchista” mascherato e al tuo fianco, si sentirà La cosa è stata bene a tutti, compreso al furbetto in questione,
sicuramente a suo agio e in una dimensione più stimabile. che per circa dieci anni ha riscosso mensilmente un ricco
- aggiungo che “Outsider” mi sembra molto più efficace di stipendio. Nel momento in cui è stato cacciato dal “Mucchio”
“Suono”, che si presentava benissimo, sia chiaro, ma a mio insieme al suo “amichetto” di sempre (quando io già non c’ero),
modesto avviso il mix hifi-rock era difficilmente commerciabile. roso dalla rabbia di trovarsi fuori (dopo che era convintissimo
L’iniziativa “Outsider” è senz’altro lodevole in tempi duri che cacciato me avrebbe potuto assurgere a chissà a quali livelli
come l’attualità, e lasciami concludere dicendo che non sono - accorgendosi con ritardo che era caduto dalla padella nella
affatto fra coloro che gioiscono se le riviste italiane chiudono brace), gli è venuto in mente che forse i diritti del libro potevano
(mi riferisco al tuo editoriale), ma ho sempre pensato che ciò spettare in piccola parte anche a lui. Cosa ovviamente non
che più contava nelle scelte editoriali dei direttori o editori che vera. Anche perchè se il libro ha venduto tanto (10mila copie) è
fossero, non era certo la competenza ed il valore della prosa perché la Stemax ci ha investito almeno 50 pagine di pubblicità.
di chi scriveva ma la disponibilità e il fatto di non accettare di Ripeto. Terapia di gruppo?
8 OUTSIDER MR BOJANGLES

foto: Stephanie Chernikowski/Getty Images


OUTSIDER 9

WILD SONGS

JERRY JEFF WALKER


MR
BOJANGLES
di Maurizio Faulisi

“This is really a true story, you know, a lot of people have heard the
song, and... Well, at least, Jerry Jeff tells me it’s a true... true story.
I played guitar with Jerry Jeff Walker for about two years and we...
we did this song every night for two years., and I never got tired of it.
Jerry got a little tired of it -- at night, after the clubs would close,
we’d do horrible things to it...

‘Twas a true story, he... this guy, Bojangles, was a... he was a street
dancer in New Orleans, and what he’d do, he’d go from bar to bar
and... he’d put money in the juke box, or get somebody else to do it...
And then he’d either dance or pantomime the tune. And for that,
people would buy him drinks and get him pretty drunk, and then
he’d go on to the next bar, and the next one, until it was closing time...
and then he’d go on, the next night. After a few nights of this, he’d
end up on the corner, and the cops would pick him up and then take
him to the drunk tank -- this is where Jerry Jeff met him.

Jerry Jeff wasn’t there on a research project -- I mean, the way I got
that story, I may have that wrong, but the way I got that is that he
propositioned the right woman at the right time and the wrong
place -- and her husband, the bartender... called the cops, and they
took Jerry to the... Parish jail. And he and this guy just talked for three
days in the cell about what’ve you got... “

– David Bromberg –
10 OUTSIDER MR BOJANGLES

Ci sono artisti con cui passi tutta la vita, Jerry Jeff è una di quelle da raccontare, nissimo gli studi e anche casa per pro-
che li scopri quando sei teenager e su- trascorsa in viaggio, vissuta nei locali vare a campare come folk singer propo-
bito per magia diventano tuoi amici e notturni, carica di esperienze, passata nendosi nei club del Greenwich Village
rimangono tali per sempre, accompa- alla continua ricerca di un significato di New York City e di altre città armato
gnandoti nelle varie stagioni del tuo da dare alla propria esistenza, con l’a- di chitarra, ukulele e berretto per le of-
percorso, pronti a fornirti un rifugio in iuto di tutte le persone che una vita del ferte. Tornò a Oneonta giusto il tempo
cui poterti isolare e la canzone di cui hai genere ti permette di incontrare. per ultimare gli studi e diplomarsi nel
bisogno per rimettere a posto il tuo stato 1960, quando il richiamo della strada
d’animo. Nacque col nome di Ronald Clyde Cros- riprese a farsi assordante. Forte dell’e-
I cantautori, i cosiddetti singer-songwri- by nel 1942 a Oneonta, una cittadina sperienza maturata precedentemente
ter, per molti di noi sono questo, dei con poche migliaia di anime nello stato e deciso che quella senza alcun dubbio
cari amici, quando non addirittura dei di New York. Prima di stampare sulla fosse la direzione da seguire, al richia-
fratelli maggiori dai quali riceviamo copertina del suo primo disco il nome mo non oppose alcuna resistenza e si
consigli e piccole preziose lezioni di d’arte Jerry Jeff Walker, pare che ne uti- ritrovò presto sul ciglio della strada col
vita, attraverso poche misurate parole, lizzò ben otto differenti. Lasciò giova- pollice alzato alla volta di New Orleans,
poesie arricchite dai suoni giusti, quelli Houston, New York, o qualunque altro
che più ci appassionano. Canzoni che luogo potesse trasformarsi in opportu-
assimiliamo e interpretiamo inconsa- nità per vivere di musica.
pevolmente come suggerimenti, che La versione della Nitty
ci aiutano ad avere una visione della Gritty Dirt Band raggiunse La prima metà degli anni ’60 la trascorse
società e un approccio nei confronti del ‘on the road’, in un continuo susseguir-
nel 1971 il nono posto nel-
prossimo, e della vita in generale, più si di incontri ed esperienze, umane e
aperti e profondi. le classifiche di vendita dei artistiche “in quei cinque anni, dal 1960
Jerry Jeff Walker ha conquistato il dischi USA. Quella di Dylan al ’65 assaporai il gusto della libertà.
cuore di tanti giovani della generazione Lasciavo la Louisiana per raggiunge-
degli anni ’70, perché ha rappresentato è inclusa nell’album Dylan, re la lontana California in autostop,
quella parte della loro personalità alla del 1973. mi guardavo in giro, entravo nei cof-
quale avrebbero probabilmente volu- feehouse e suonavo alcune canzoni
to dare maggior sfogo. Perché la vita di imparate sulle strade di New Orleans.

foto: Richard E. Aaron/Getty Images


OUTSIDER 11

Ero sempre in movimento, e funzio- more a prima vista esisteva per davvero, racconta che l’uomo si lasciò andare in
nava. Fu un lungo periodo durante il in un’altra occasione, senza nemmeno racconti di storie vissute e del rapporto
quale contemporaneamente suonavo capirne il motivo, fu portato via duran- speciale che aveva col suo cane, storie
e imparavo, incontravo persone nuo- te una retata della polizia insieme a una lunghe quanto il weekend che trascor-
ve, scrivevo canzoni su ciò che vedevo mezza dozzina di personaggi maleodo- sero insieme tra quelle quattro mura.
e sentivo e tutto quanto era estrema- ranti con i quali trascorse una breve ma Incitato dagli altri compagni di cella,
mente eccitante”. pare che l’uomo non si fece
Il suo repertorio di allora pregare e si esibì anche in
consisteva principalmen- qualche passo, battendo il
te di canzoni di cantauto- ritmo con le mani sul corpo.
ri come Cisco Houston, Scene e storie quasi cine-
Woody Guthrie e Bob matografiche che colpirono
Dylan “ma pescavo anche il giovane Jerry Jeff, che le
nel repertorio di Jimmie trasformò da lì a breve in
Rodgers, le sue canzoni un poetico racconto sotto
rispecchiavano la mia fi- forma di ballata, romantica
losofia di vita, mi ricono- e amara al contempo. Una
scevo in quell’approccio, canzone che andò cantando
in quel desiderio di giro- in giro per gli Stati Uniti da
vagare, Hobo Bill era tra le solo e accompagnato da Da-
mie preferite” … “l’evolu- vid Bromberg che conobbe
zione fu naturale, passare qualche tempo dopo averla
dall’eseguire canzoni altrui scritta nel 1965.
a brani miei fu semplice.
Dopo aver eseguito per tan- Nel 1966 Jerry Jeff mise in
to tempo storie vissute da piedi i Lost Sea Dreamers, un
altri folksinger cominciai gruppo rock con alcuni mu-
ad accumulare esperienze sicisti di diversa provenienza
di vita che meritavano di artistica conosciuti in parte
essere raccontate”. in Texas, Bob Bruno (chitarra
e tastiere), David Scherstrom
Coffeehouse e club, ma so- (batteria), Gary White (basso)
prattutto le strade, i mar- e Peter Troutner (chitarra e
ciapiedi erano il palco sul percussioni).
quale quotidianamente si La band incise un album
confrontava col pubblico, nel ’67 con differente nome,
imparando quanto fosse Circus Maximus, per volontà
importante instaurare un della Vanguard Records che
rapporto immediato con chi trovò discutibile che una
lo stava ascoltando. Le stra- formazione di rock psiche-
de del quartiere francese di delico utilizzasse un nome
New Orleans furono quelle le cui iniziali richiamavano
che frequentò più a lungo il noto allucinogeno. Il grup-
“erano piene di giovani ta- po per oltre sei mesi nel 1967
lenti che avevano raggiun- lavorò come house band nel
to Crescent City come me, in locale newyorkese Electric
autostop, ed erano lì come Circus (da qui il nome). Nello
me a farsi esperienza arti- stesso periodo Jerry Jeff, che
stica e di vita”. contemporaneamente por-
In quella città riuscì a man- tava avanti la sua proposta
tenersi suonando vecchie folk song e intensa detenzione. Uno di questi era folk esibendosi con il polistrumentista
canzoni sue che aveva cominciato a uno street dancer che si faceva chiama- David Bromberg, venne chiamato dal-
scrivere, Jerry Jeff lo racconta come un re “Mr Bojangles”, come il famoso bal- la stazione radio WBAI di NYC, dove in
periodo formativo carico di bellissime lerino degli anni ’30 Bill Robinson, un una trasmissione serale cantò qualche
esperienze, un periodo in cui riuscì an- personaggio che campava raccogliendo traditional e cover ma soprattutto pez-
che a inguaiarsi. Una volta fu ospite offerte per le sue esibizioni sui marcia- zi suoi, tra cui Mr Bojangles, canzone
di un’accogliente cella perché cercò di piedi e nei locali della città. Nella sua che quelli della radio decisero di estra-
convincere una giovane donna che l’a- biografia “Gipsy Songman”, Jerry Jeff polare dalla registrazione e mandare in
12 OUTSIDER MR BOJANGLES

onda con una certa continuità. Un paio


di settimane dopo lo show radiofonico
cominciò ad arrivare all’Electric Circus
un sempre più consistente numero di
persone che si attendevano di ascoltare
quella Mr Bojangles sentita alla radio.
Jerry Jeff rimase sorpreso di sentire che
quella radio stava facendo ascoltare a
tutta Manhattan in maniera insistente
la sua canzone. Tornò agli studi dell’e-
mittente per parlarne, gli dissero che
avevano ricevuto telefonate da Arlo
Guthrie, Judy Collins e Harry Belafonte,
tutti per richiedere la stessa cosa, infor-
mazioni sulla canzone, su chi l’avesse
scritta e se fosse possibile registrarla.
“Beh a dire il vero anch’io vorrei regi-
strarla” rispose loro Jerry Jeff.

Contattò la Vanguard Records e l’Atlan-


tic Records. Nel giro di quattro mesi re-
gistrò tre album, uno per la Vanguard, zoni meravigliose, cariche
due per la Atco (Atlantic), che le due di profonda umanità e de-
etichette fecero uscire nell’arco di un liziosa, scanzonata legge-
anno. rezza e ha scelto brani da
A breve lasciò la band e anche New amici di sempre come Guy
York, e diede inizio ad una carriera che Clark e Ray Wylie Hub-
lo porterà a stabilirsi in Texas, a incidere bard, Gary P. Nunn che
alcuni memorabili album pubblicati da ha interpretato magistral-
major quali la MCA, Elektra, Asylum, mente, con un partecipa-
Warner e dalla sua stessa etichetta (Tri- zione sentimentale sempre
ed And True) che dal 1982 gli permette toccante, emozionante.
di produrre dischi in assoluta indipen- Mr Bojangles è la canzone
denza. La avviò quando si rese conto più famosa tra quelle da lui
che per continuare a raccontare storie scritte, ma solo grazie ad un
dedicate a uomini e donne della stra- numero impressionante
da, a sentimenti di solitudine e amo- di cover, molte delle quali
re senza utilizzare i cliché imposti per eseguite con arrangiamen-
raggiungere la massa, doveva necessa- ti molto originali e con i più
riamente allestire una situazione fami- disparati stili, se ne posso-
gliare. Perché poi, in fondo, sono quelle no trovare versioni reggae,
le cose importanti della vita. “Non mi rock, pop, strumentali, jazz,
urta affatto sapere di non essere parte folk, country… l’hanno
del grande business” disse “devi sentir- cantata crooner e rocker,
ti felice dove ti trovi, sia dal punto di folk singer, country band
vista professionale, che creativo, che e star della musica pop…
famigliare, padrone del tuo tempo. Il Nitty Gritty Dirt Band (quella che nali. Ma se si considera la storia della
rapporto con i tuoi cari e i tuoi amici, ha avuto maggiore successo), Sammy canzone, come è nata e come si è fatta
che puoi non vedere per mesi a causa Davis Jr., Garth Brooks, Bob Dylan, conoscere, e naturalmente la roman-
dei tour, è troppo importante. Dopo Harry Belafonte, JJ Cale, Jim Croce, tica, malinconica figura del soggetto,
anni passati a cercare di farcela ne John Denver, Neil Diamond, Nina forse è quella intimista, quasi sofferta
passi altrettanti a lavorare duro sulla Simone, Frank Sinatra, Cat Ste- di David Bromberg a toccare di più il
strada, per poi renderti conto di essere vens, Esther Phillips, Robbie Wil- cuore. È contenuta nel suo secondo al-
circondato solo da una manciata di sco- liams, e tra gli ultimi Todd Snider bum Demon In Disguise (1972), e apre
nosciuti”. che ha pubblicato nel 2012 un album questo articolo.
di canzoni di Jerry Jeff Walker. Diffici-
Jerry Jeff Walker nella sua carriera di le dire quale è meglio di quale altra, è * Un sincero grazie per la collaborazio-
quasi cinquanta anni ha scritto can- davvero una questione di gusti perso- ne a Pierangelo Valenti.
SE HAI PERSO I NUMERI ARRETRATI
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N. 1 GIUGNO 2013 N. 2/3 LUGLIO/AGOSTO 2013

JOE STRUMMER – STEPHEN P


PINK FLOYD – QUEENS OF
STILLS – GRAM PARSONS – THE STONE AGE – DAVE
T
WAYNE COYNE – JOHN GRANT - GROHL - BEN HARPER – PRI-
G
TROGGS – VAN MORRISON/JOHN MAL SCREAM – ROLLING
M
MAYALL/ERIC BURDON – JOHN STONE – BOB DYLAN - PHO-
MARTYN – UMBERTO PALAZZO ENIX PIÙ WHO – ALLMAN
PIÙ LAURA MVULA - KNIFE – BROTHERS – DONOVAN
STEVE FORBERT – GENE CLARK – HENDRIX –BLACK SAB-
– DON NIX – BEATLES… BATH…

N. 4 SETTEMBRE 2013 N. 5 OTTOBRE 2013

FRANK ZAPPA – BLONDIE DIAFRAMMA/FIUMANI –


– NATIONAL – SHUGGIE NIRVANA – BOARDS OF
OTIS – ROD STEWART – CANADA – PETER GABRIEL
ALBERT KING/FREDDIE – STEVE MILLER BAND
KING/B.B.KING - GANG PIÙ - PIÙ J.J. CALE – ELVIS
SMASHING PUMPKINS - SE- COSTELLO – MAVIN STA-
BADOH – DIAFRAMMA – PLES – ROBERT PALMER
IAN MATTHEWS –DELANEY – FAIRPORT CONVENTION
AND BONNIE… – TOM RUSH…

N. 6 NOVEMBRE 2013
N N. 7 DICEMBRE 2013

D
DAVID BOWIE – ELL
ELLIOTT SMITH – CHUCK
DR.FEELGOOD – EDI- BERRY
BER – RAY DAVIES/KINKS
T
TORS – CARAVAN/ – VA
VAN MORRISON/MOON-
CANTERBURY/SOFT DANCE
DA –COMMANDER CODY
MACHINE – JOHNNY –NNINE INCH NAILS – TEHO
CASH – BOB DYLAN PIÙ TEARDO/BLIXA BARGELD
TE
GEORGE THOROGOOD PIÙ JONATHAN WILSON –
– DEVO – HUMBLE PIE PAUL MCCARTNEY – BLACK
PA
– SLY – KING CRULE - JO
JOE LEWIS – NINA SIMONE
STRYPES… – HENDRIX - LOS LOBOS…

N. 8 GENNAIO 2014
COMPRATE GLI ARRETRATI ORA,
PETER GREEN - SMALL FA-
COSÌ POI NON VI LAMENTERETE
CES - ARETHA FRANKLIN
- JERRY WEXLER - FLEET- CHE SI TROVANO SOLO SU EBAY
WOOD MAC - CREAM A 50 EURO. ANZI COMPRATENE
PIU’ WATERBOYS - WHO
- KING CRIMSON - TANTI, COSÌ SARETE VOI QUELLI
MICHAEL NESMITH - CHE RIVENDETE LE COPIE IN PIÙ
SPRINGSTEEN -
JUANA MOLINA -
A 50 EURO.
EXCITEMENTS....

TI VERRANNO SPEDITI AL PREZZO DI 10 EURO CADAUNO (COMPRESE LE SPESE DI SPEDIZIONE)


14 OUTSIDER BEATLES: IN 4 CONTRO IL MONDO

foto: Getty Images


OUTSIDER 15

GIOVANI SPERANZ E

BEATLES
IN 4 CONTRO
IL MONDO
di Andrew Male // Mojo

L’estate del 1963 vide i Beatles trasformarsi da eroi


del beat a superstar mondiali. Un anno di assoluta
mania che ha fatto tremare il pianeta.

Quando i Beatles si trasferirono a Lon- classifiche del Regno Unito (Please Ple-
dra nell’estate del 1963 si lasciarono ase Me/From Me to You) e impegnati
alle spalle la città in cui avevano tra- in un tour infinito di delirio di massa
scorso gli anni più importanti della loro crescente, apparizioni in tv e interviste
formazione e dove avevano fatto i loro per la stampa, e avevano appena finito
migliori concerti. Andrew Male parla le registrazioni negli studios di Abbey
con gli amici, i membri della band e i Road della EMI, per il loro secondo al-
frequentatori del Cavern, che hanno bum di studio, With The Beatles.
assistito alla trasformazione di gruppo Furioso perché non riusciva a tirare
di teppisti di Liverpool a messia del fuori il suo cachet dal concerto alla
Mersey. Grafton Ballroom (la band ora suonava
Il concerto era avvenuto solo per ri- solo nei teatri), il manager dei Beatles,
picca. Venerdì 2 agosto 1963, i Beatles Brian Epstein, aveva deciso di rubare
suonarono alle Grafton Rooms, in West la scena della sala prenotando per la
Derby Road, a Liverpool, onorando il sua band in uno spazio di sabato sera in
contratto firmato in gennaio, sette mesi un locale del centro di Liverpool in cui
e una vita intera fa. avevano già suonato tipo 270 volte – il
Allora erano solo delle giovani speran- Cavern – insieme a due band locali in
ze del pop di Liverpool con una hit al crescita già prenotate per i concerto: gli
numero 17 delle classifiche (Love Me Escort, e i Merseybeats, di cui Epstein
Do/P.S. I Love You) e un buon seguito era stato manager.
ai live. Ora erano famosi – in vetta alle “I Beatles erano davvero arrabbiati
16 OUTSIDER BEATLES: IN 4 CONTRO IL MONDO

quella sera”, ricorda Billy Kinsley dei verpool Jazz Society al Iron Door. Loro Elvis, ricevette un biglietto che recita-
Merseybeats. “Avevano già due nume- odiavano il rock’n’roll. Le rock band va ‘Finiscila con quel fottuto rock del
ri 1 in classifica, teatri in cui suonare, locali riuscivano ad ottenere serate nei cazzo’.
e roadie per farli andare alla grande. locali jazz, solo presentandosi come “Il rock’n’roll era bandito dal centro
Non si poteva fare un cosa del genere gruppi skiffle. Quando Rory Storm della città”, spiega Billy Hatton dei
al Cavern. In più, era la festività na- And The Hurricanes iniziarono un Fourmost, “I locali meno centrali
zionale di agosto, quindi il locale era pezzo rock, i fan del jazz li bersagliaro- come il Jive Hive a Crosby, Blair Hall,
assolutamente stracolmo, senza con- no di monete. E vennero anche multa- Garston Swimming Baths erano fan-
tare che ci sarebbero stati i Beatles. Era ti. Quando comparvero i Quarrymen tastici, ma il pubblico era uno schifo
come tornare all’essenziale per loro, e John Lennon esplose in un pezzo di – tutte le sere alle 10 e mezzo era l’ora
dove ti beccavi delle scosse elettriche della rissa…
dai microfoni perché la condensa “A Garston ‘Maledetto’ Baths venim-
scorreva giù dai i muri. Poi saltò la cor- mo aggrediti perché indossavamo
rente. John era di cattivo umore. John “Quando raccontavano scarpe bianche di vernice,” ricorda
e Paul si misero a suonare una vecchia John McNally dei The Searchers.
canzone da sala live, con Paul al piano.
che dal vivo erano
“Chiamarono la polizia. Dovettero se-
Non ce ne siamo accorti finché non fantastici, e che la gente pararci più di una volta, prima che i
è uscito Sgt. Pepper… When I’m 64! al Cavern e in Germa- ragazzi si abituassero alle ragazze che
Ma, per la maggior parte, lo humour guardavano le band sul palco. Prima
e l’improvvisazione erano andati. Nel nia si gasava quando li c’erano solo band jazz o dance. Nessu-
backstage, Paul, sul serio, ci disse: ‘Ve sentiva suonare, non ci no posava uno sguardo sexy su Ken
l’ho detto che non avremmo dovuto Colyer o Acker Bilk”.
tornare qui’”.
credeva nessuno.
Invece era tutto vero”. Mentre i jazz club della città erano mez-
All’inizio di dicembre del 1960, quando zi pieni, le sale da ballo erano strapie-
i Beatles tornarono a Liverpool dopo i ne. “C’è una diceria riguardo alle sale
loro primi 100-e più- gior- da ballo”, ricorda il can-
ni di intenso apprendista- tante di Bootle, Billy J.
to musicale negli squalli- Kramer. “Come se ci fosse
di club illuminati al neon quella forza lì, sai”.
di Amburgo, stavano tor- C’erano molte ragioni che
nando in una città mu- spiegavano il perché del
sicalmente divisa. I club grande numero di band
del centro erano ancora che suonavano a Liver-
occupati dai palcosce- pool e dintorni nel 1959.
nici del bohemian jazz, La versione più popolare,
mentre le sale da ballo come la racconta Gerry
dei quartieri di periferia, Marsden, frontman dei
come Litherland nella Gerry And The Pacema-
zona nord e Garston al kers, dice che “Liverpool,
sud erano ancora domi- essendo una città portua-
nati dalle giovani band le, aveva molto traffico
rock’n’roll, arrapate da da tutto il mondo. Giù
Jerry Lee Lewis, Eddie Co- nell’area del porto, tutte le
chran e Elvis Presley. famiglie avevano qualcu-
“C’era più rock’n’roll che no nella marina mercan-
jazz nel 1959”, spiega il tile che sarebbe tornato
giornalista musicale loca- con dei dischi dagli Stati
le Bill Harry. “Il rock ve- Uniti”.
niva suonato in centina- “Un sacco di marinai del-
ia di ritrovi: auditorium la marina mercantile
delle chiese, piscine pub- portavano a casa i dischi”,
bliche, piste di pattinag- spiega Billy Hatton.
gio. C’erano solo pochi “Erano soprattutto dischi
posti in cui si continuava country, ma facevano
a suonare jazz o skiffle: il comunque interessare
Temple Jazz Club, il Ca- le persone alla musica
vern, il Mardi Gras e la Li- americana. I negozi di
OUTSIDER 17

dischi di Liverpool cominciarono ad atles professionisti – Lennon, Paul Del Renas e Johnny Sandon And
ordinare musica dagli Stati Uniti, e McCartney, George Harrison, Pete The Searchers, presentati dal DJ locale
un sacco di gente di Liverpool venne Best e il bassista provvisorio Chas Bob Wooler. Dopo essere stato infastidi-
a conoscenza del rock’n’roll passando Newby – avvenne martedì 27 dicem- to dai Beatles per fare un vero e proprio
per la roba country. Blue Suede bre 1960, alla Litherland Town concerto post-Amburgo nel Merseysi-
Shoes, Matchbox, Honey Hall Ballroom, cinque de, Wooler chiese a Kelly di infilare la
Don’t.... A Liverpool miglia a nord del cen- band nel programma. Kelly fece così e
Carl Perkins era tro di Liverpool. Il modificò la locandina secondo il cam-
più importante dance promoter bio di programma: “Direttamente da
di Elvis”. locale Brian Amburgo, i Beatles”.
“Il mito”, dice Kelly inizial- Il chitarrista e vocalist dei Searchers,
Bill Harry, mente aveva John McNally si ricorda ancora la
“è che gli prenotato tre prima volta che vide il gruppo. “Pen-
uomini che show per la savo che fossero uno sciatto mucchio
lavoravano dance post di delinquenti. Lennon indossava
sui transat- natalizia, i una giacca di pelle, jeans e stivali da
lantici Cu- Deltones, i cowboy, ed era pettinato con un ridi-
nard, porta-
vano a casa il
rock’n’roll. Ma
nel 1959 tutti i di-
schi suonati dai Beatles C’ERA UNA VOLTA
e altri gruppi – Jerry Lee
Lewis, Buddy Holly, quelli degli
– di Luciano Ceri –
inizi della Tamla Motown – erano di-
sponibili nei negozi di dischi di Liver-
pool”. Era tutto vero, dunque. Quello che avevamo letto nei libri, nelle interviste, nelle di-
chiarazioni sulle prime esibizioni dei Beatles ad Amburgo e a Liverpool. E che maga-
Al centro delle scene del vinile, c’era ri avevamo accettato con qualche riserva, tipo: ok, d’accordo, ma sono cose successe
il reparto dischi dei “North End Music nel 1960, nel 1961, magari chi parla non si ricorda bene, e visto che si tratta dei Be-
Stores” (NEMS) in Great Charlotte Stre- atles magari ci ricama sopra. Voglio dire, quando raccontavano che dal vivo erano
et, che, nel 1959, si spostò in una sede fantastici, e che la gente al Cavern si gasava quando li sentiva suonare. Invece era
più grande a Whitechapel nel centro tutto vero, e le cose che leggerete in questo articolo di Andrew Male lo confermano
di Liverpool. “Era gestito da un ragaz- in pieno. Le quattro, cinque, sei ore a sera passate a suonare nei locali di Amburgo
zo di nome Brian Epstein, figlio del avevano dato il loro frutto: i Beatles suonavano a memoria, e lo facevano con una
proprietario del negozio”, dice Gerry energia e con una padronanza tecnica e scenica che non avevano paragoni nell’am-
Marsden. “Diceva: ‘Perché mi chiede- biente musicale di Liverpool. Quando tornarono per la prima volta dalla Germania
te quei dischi americani che nessuno tutti subito si accorsero, ascoltandoli, di quanto erano migliorati tecnicamente e di
conosce?’ E noi, Beh facciamo parte di quanto potente fosse il suono che generavano, e tutti rimasero colpiti dal fascino che
qualche band, suoniamo nella zona di emanavano, quel fascino che catturò immediatamente Brian Epstein quando andò
Liverpool e ci servono dischi di Fats ad ascoltarli per la prima volta al Cavern Club di Liverpool nel 1961, dopo che erano
Domino e Little Richard. Così lui stati per altri quattro mesi ad Amburgo, migliorando ulteriormente il loro sound e la
svogliatamente ce li procurava”. loro presenza in scena. Ma l’articolo di Male è anche una interessante rivisitazione
dei fermenti musicali presenti in una delle più importanti città portuali dell’Inghil-
Nel 1959, semplicemente suonare terra di allora, situata alla foce del fiume Mersey, dove a poco a poco, e grazie soprat-
rhythm and blues nella zona di Li- tutto alla crescente popolarità dei Beatles, i club e le dance-hall allargarono la loro
verpool era sufficiente per la maggior offerta dal jazz e dalla musica da ballo (che l’avevano fatta da padrone per tutti gli
parte delle band. “Molti di noi erano anni cinquanta) al rock, fino a dare vita ad un movimento musicale, il Merseybeat,
semi-professionisti”, dice Billy Hat- che raccoglieva i numerosi artisti presenti in città e nei suoi dintorni, coperti media-
ton. “Appena i Beatles tornarono da ticamente da una rivista, Mersey Beat, che contribuì a garantirne la visibilità e la
Amburgo fecero un’impressione così popolarità. Almeno fino a quando i Beatles rimasero a Liverpool: dopo che si trasfe-
buona perché erano diventati dei pro- rirono a Londra le cose cambiarono, e quella magica aura di spontaneità e creatività
fessionisti veri. Avevano suonato sette che aleggiava lungo il Mersey a poco a poco svanì, per trasferirsi negli uffici e negli
ore a sera per tre mesi. Potevano suo- studi delle case discografiche londinesi, che avevano capito la lezione e che comin-
nare tutto, senza nemmeno pensare ciarono ad accogliere a braccia aperte i gruppi che dalle altre città inglesi cercavano
e… si vedeva”. l’appuntamento con il successo.

La prima apparizione dei nuovi Be-


18 OUTSIDER BEATLES: IN 4 CONTRO IL MONDO

colo ciuffo. McCartney lo stesso. Noi Sabato 1° aprile 1961 i Beatles tornaro- occupate di questa cosa. Ma molti mu-
avevamo dei maglioni rossi a V. Sem- no nuovamente ad Amburgo. Durante sicisti erano ancora semi professionisti,
bravano così sicuri e rock’n’roll. Però le 13 settimane in cui furono la resident che lavoravano full time oppure anda-
avevano un sex appeal che noi, con i band del Top Ten Club, suonarono dal vano a scuola o al college. Quindi erano
nostri curati e puliti maglioni a V, pro- vivo per 503 ore, un numero da capo- relativamente pochi i gruppi che pote-
prio non avevamo”. giro, con una media di
5 ore ogni sera. Questo
Poi, i Beatles cominciarono a suonare. risultato non può esse-
“La prima cosa che notai fu il rumo- re raggiunto con mezzi
re”, dice McNally. “Pete Best teneva naturali. Il segreto era
i quarti con la grancassa.. Era potente, un piccola pillola che
non come avevano insegnato a noi. costava 50 pfennigs per
Avevano reso tutto più sonoro. Fecero ogni giro, comprata dal-
Long Tall Sally, Red Sails In The Sun- la signora che puliva i
set… Il pubblico ballava, poi improv- bagni del club.
visamente si fermarono. Una scintilla “Prendevi del Prelu-
correva nella sala. Potevi sentirla. Ci din con una bottiglia
fu un lento movimento verso il palco. di Coca-Cola”, spiega
La gente semplicemente stava ferma John McNally. “Che
a guardare. Ragazzi e ragazze, stavano ti avrebbe accompa-
lì in piedi, a guardare stupefatti questa gnato per tutta la notte.
band che saltava sulle sedie, mentre Alcuni ragazzi stavano
interpretavano Chuck Berry avan- in piedi per tre giorni.
ti e indietro sul palco, assolutamente Non c’erano inibizio-
folli. Improvvisamente realizzavi, sta ni. Senza saperlo, stavi
succedendo qualcosa qui. Una genera- sviluppando il tuo stile.
zione si sta muovendo. Devi scegliere: Amburgo è il luogo in
o salti su o li guardi passare”. cui si sono formate le
“La prima volta che i Beatles tornaro- identità di Liverpool”.
no da Amburgo, fu come un battesimo
del fuoco”, dice Bill Harry. “Erano com- Quando i Beatles tor-
pletamente differenti, dinamici. Pete narono a Liverpool il 3
Best aveva creato ‘the atom beat’, un luglio 1961, tornavano,
modo di suonare la grancassa che ren- super carichi, e ad at-
deva tutto dannatamente forte. Brian tenderli c’era una già
Kelly fissò per il gruppo 30 o 40 concer- solida fan-base e, dal
ti al Aintree Institute e alla Litherland 9 febbraio, divennero
Town Hall”. la “resident band” del-
I Beatles fecero 36 date alla Litherland la ex roccaforte jazz, il
Town Hall tra il 5 gennaio e l’11 mar- Cavern. “Tutto cambiò
zo. Uno dei primi testimoni di questo quando Ray McFall
evento fu Billy J. Kramer. “Non ci comprò il Cavern
sono stati né pubblicità, né promozio- nell’ottobre del 1959”
ne precedenti”, ricorda. “Solo il sipario spiega Bill Harry. “Tro-
che si apriva e Paul McCartney che vandosi all’interno
cantava Long Tall Sally di Little Ri- della città, d’improvvi-
chard come nessun altro ragazzo bian- so ebbe l’idea dei con-
co che abbia mai visto. Poi Lennon certi durante la pausa
venne avanti e cantò Money di Bar- pranzo. Tutti i ragazzi
rett Strong. Wow! Non ho mai visto che lavoravano in cen-
una band in cui un membro lasciasse tro, facevano la pausa
cantare l’altro, tutti cantavano e tutti pranzo al Cavern”.
si accompagnavano l’un l’altro. Prima
dei Beatles, c’erano solo dei cantanti Improvvisamente, il
davanti a una band. Tornando a casa, rock’n’roll non fu più
dissi ai miei amici, Diventeranno più confinato nella perife-
grandi di Elvis. E loro dissero ‘Bevi di ria. Anche le serate jazz
meno, Billy’”. mezze piene si erano
OUTSIDER 19

NEWCOMERS
TO THE CHARTS:
LIVERPOOL’S
BEATLES
WROTE THEIR
OWN HIT
- di Alan Smith // NME -

Al loro debutto nelle charts del NME


con Love Me Do, questa settimana
sono i Beatles, un gruppo vocale/stru-
mentale che proviene da Liverpool,
la città natale di star come Billy Fury ,
Frankie Vaughan, Norman Vaughan e
Ken Dodd. La loro composizione Love
Me Do, è il loro primo disco a essere ri-
lasciato su un’etichetta inglese.
Precedentemente erano con la Polydor
e avevano diversi dischi rilasciati sul
continente, di cui uno con il cantante
Tony Sheridan, Oh Boy.
Perché sono chiamati “The Beatles? I
vano suonare all’ora di pranzo. Quelli navano jingle televisivi, parlavano ragazzi sorridono a questa domanda
che lavoravano nelle ferrovie, come con voci stupide tipo Goons (del pro- dicendo: “Il nome è venuto a noi da
Gerry Marsden e Billy J. Kramer, gramma radiofonico The Goon Show). una visione”.
potevano saltare al volo su un treno e Poi fecero Money e Lennon se ne uscì La line- up è John Lennon (armonica,
prendere la pausa pranzo lunga, ma i con la voce più sporca e odiosa possi- chitarra ritmica e voce), Paul McCart-
Beatles non avevano altri lavori. Quin- bile: ‘The best things in life are free…’ ney (basso, voce), George Harrison
di sempre disponibili. (‘Le cose migliori della vita sono gra- (chitarra solista) e Ringo Starr (batte-
Un habitué della pausa pranzo al Ca- tis...’) Il modo in cui diceva ‘money’: ria). Ringo, che si è unito al gruppo
vern era il futuro fondatore della Pro- ecco, non si poteva ascoltare niente di all’inizio di quest’anno, era nella stessa
be Records e futuro boss dell’etichetta simile in giro. Ecco tutto. Ero possedu- classe di Billy Fury a Liverpool.
Probe Plus, Geoff Davies. “Vidi per la to da loro”. Durante la loro carriera breve ma in-
prima volta i Beatles a una session Con le sessions della pausa pranzo al tensa, i Beatles sono diventati le prin-
notturna, sabato 5 agosto. Eravamo Cavern, il seguito dei Beatles conti- cipali stelle allo Star Club di Amburgo,
andati a vedere il trombettista jazz nuò ad aumentare, insieme alla salu- Germania, oltre a comparire in shows
Kenny Ball, e in mezzo a tutte quelle te della scena musicale del Mersey in in Gran Bretagna con Little Richard,
band, abbiamo sentito questo orren- generale, in parte grazie alla disponi- Bruce Channel, Gene Vincent, Acker
do suono amplificato provenire dalle bilità, dall’inizio di luglio, della rivista Bilk , Kenny Ball e Joe Brown. Joe è tra
casse. Quindi ce la siamo squagliata quindicinale di musica di Bill Harry, il i loro principali estimatori.
per andare allo stand notturno tè-e- “Mersey Beat”. Oltre Love Me Do, i ragazzi hanno scrit-
torta al Pier Head. La settimana se- “Stavo cercando di rendere viva la sce- to più di 100 canzoni proprie. La b-side
guente andammo a un concertovin na”, dice Harry. “Passavo il tempo al P.S. I Love You, è una di queste.
pausa pranzo. Erano gli stessi tizi casi- Jacaranda con John [Lennon], Stuart
nari del sabato precedente. E, tutto qui. [Sutcliffe] e [l’amico del college di bel-
Li ho adorati. Si comportavano in un le arti] Rod Murray e scrivevo delle Ps –Il primo articolo sui Beatles appar-
modo che non avevo mai visto prima, band di Liverpool. Mi resi conto che le so sulla stampa londinese, il NME del
erano vestiti eleganti e facevano il persone non sapevano che succedeva 26 ottobre 1962.
‘walk’ degli Shadows. Si stavano in- a, per esempio, Crosby, Formby o Din-
casinando con un sacco di pezzi, suo- gle. Era una scena frammentata”.
20 OUTSIDER BEATLES: IN 4 CONTRO IL MONDO

Solo 15 chilometri separano la peri- Cavern a vedere


feria suburbana costiera di Crosby e una delle session
Formby al nord e la zona del porto vi- della pausa pran-
cino al quartiere Dingle al sud, ma nel zo dei Beatles”.
1959 pochi osavano spostarsi da un “Ero lì la prima
capo all’altro della città, per non par- volta che Brian
lare di quel tratto di 15 chilometri. A andò giù al Ca-
quei tempi quasi nessuno poteva per- vern”, disse Geoff
mettersi una macchina. Davies. “Dissi,
“L’estrema zona nord e quella sud di Li- Oddio, è quel tizio
verpool erano posti abbastanza diver- chic supponen-
si”, spiega Geoff Davies. “South Liver- te dei NEMS!” Mi
pool, la zona da cui venivano i Beatles, ricordo di averlo
è sempre stata la parte cosmopolita. visto entrare nella
L’arte, i poeti e i club giamaicani si tro- sala della band e di
vavano lì. La parte nord è più turbo- aver pensato, Per-
lenta. Molti ragazzi delle band della ché gli interessano
zona nord erano semplici commessi, i Beatles a questo?
operai, portuali. Non erano sofisticati A Brian non piace-
come i Beatles”. va quel genere di
musica. Quello che
Il Mersey Beat unì la città, ma, ricorda gli piaceva, credo,
l’ex teenager habitué del Cavern, San- erano loro, quella
dra Kinsley, è stato fondamentale an- specie di libertà
che in altri modi. che possedevano,
“Non solo le band, ma le pubblicità, i e che lui non ave-
negozi di vestiti…” ci spiega. “Noi era- va, la libertà della
vamo della zona nord di Liverpool e personalità, per
prima dell’arrivo del Mersey Beat non fare tutto questo
andavamo nella parte sud, non sape- come se niente
vamo nemmeno dove fosse! Questo fosse. Invidia in-
migliorò moltissimo la situazione. Il somma”.
Cavern divenne il nostro ritrovo abi-
tuale. C’erano un sacco di beatniks che Brian Epstein di-
indossavano maglioni dolcevita neri, venne il manager
quindi noi indossavamo maglioni dei Beatles il 10 di-
dolcevita neri e bevevamo caffè mac- cembre del 1961, e
chiato e Fanta. La Fanta era appena da buon commer-
uscita. Era la bibita nuova”. ciante, immedia-
tamente si prefisse
Il Mersey Beat creò anche il collega- l’obiettivo di alzare
mento essenziale tra i Beatles e il loro il loro cachet e mi-
nuovo manager, Brian Epstein. gliorare l’aspetto
“Il primo singolo My Bonnie/The del gruppo. Quan-
Saints, circolò al Cavern, al Iron Door, do Billy Kinsley,
al Rushworths & Dreaper, e ai negozi allora 15enne, li
NEMS”, disse Bill Harry. “Brian disse vide suonare al
‘Proverò con una dozzina.’ Il secondo Cavern venerdì 12 gennaio 1962, assi- coffin’ (‘la bara’). Il chitarrista solista
numero, del luglio ’61, aveva in coper- sté a una delle ultime apparizioni del dei Big Three, Adrian Barber, l’ave-
tina una foto dei Beatles fatta da Astrid modello-Amburgo-improvvisato. va fatta per Paul. Non si è mai sentito
Kirchherr. Brian ordinò 12 dozzine di “Stavano suonando jazz tradizionale”, un suono così, John e George suonava-
copie, mi chiamò nel suo ufficio, mi dice Kinsley, “quindi stavo per tor- no così forte sopra la grancassa di Pete
offrì uno sherry, e disse, ‘Posso essere narmene a casa, quando sentii una ra- Best e l’amplificatore di Paul”.
il tuo critico musicale?’ Le recensio- gazza strillare e vidi entrare i Beatles,
ni comparirono per la prima volta tutti vestiti di pelle, Neil [Aspinall] e I Big Three, l’originale gruppo di sup-
sul numero 3, che uscì nell’agosto del Pete Best stavano portando l’ampli- porto della cover band latino america-
1961. Brian mi invitò a pranzo un paio ficatore per basso più grande che pos- na locale, i Cass And The Casanovas,
di volte e organizzai di portarlo giù al siate immaginare. Si chiamava ‘the erano un trio della dura classe operaia
OUTSIDER 21

di Liverpool, il cui esplosivo attacco In ogni caso, per Brian Epstein, il suc- da un nuovo ferreo codice di compor-
di chitarra/basso/batteria influenzò cesso di Beatles non dipendeva più sol- tamento.
il sound del Cavern dei Beatles. Ispi- tanto dal loro potentissimo sound. I Be- “Disse loro ‘Non masticate sul palco,
rati da un amplificatore del bassista atles, sotto tono e vestiti male, avevano non accogliete le richieste del pubbli-
dei Johnny Kidd And The Pirates, già rovinato una audizione il giorno di co, non dite parolacce, inchinatevi
Brian Gregg, i ‘coffin’ (‘bare’) su misu- Capodanno, che Epstein si era assicu- alla fine dell’esibizione, come gli Sha-
ra di Adrian Barber – casse per il cine- rato con la Decca Records e fu irremo- dows”, spiega Bill Harry. “A molti di
ma da 18 pollici all’interno di enormi vibile sul migliorare la loro immagine. noi non piaceva quel cambiamento.
mobiletti concavi – cambiarono i gio- Tre quarti del gruppo aveva adottato il John apriva il primo bottone della ca-
chi nel circuito live del Merseyside. nuovo look col taglio a scodella ispira- micia e si allentava la cravatta e Paul
“Erano assordanti in uno spazio chiu- to alle foto di Astrid Kirchherr, alla fine andava di corsa a riannodargliela. Ci
so”, spiega il bassista dei Big Three, del 1961, dopo che John e Paul erano sembrava si fossero venduti il culo.”.
John Gustafson. “A quanto pare si stati a Parigi, quell’ottobre, con Jürgen “Brian sembrava un matusa borghese
sentiva fino negli uffici al piano su- Vollmer, collega della scena musicale con quel vestito”, ammette Billy J. Kra-
periore. Le ragazze scendevano sem- di Amburgo. Questo nuovo look anti- mer, “ma era importante per le band
pre a lamentarsi. ‘Cos’è questo rumo- capellone era completato da eleganti di Liverpool perché poteva andare giù
re terribile?’ Il mio amplificatore per costosi abiti a tre bottoni di Beno Dorm, a Londra e non essere trattato come il
basso”. comprati da Epstein nel marzo 1962, e solito Scouser (abitante di Liverpool).

“A Epstein non piaceva


quel genere di musica.
Quello che gli piaceva,
erano loro e quella specie
di libertà che possedevano,
e che lui non aveva.
Invidia insomma”.

– Bill Harry –

Così ci adattammo tutti: dovevi parlare


bene e vestirti bene. Era un gentleman.
Non credo che la gente a Londra lo ve-
desse come uno del nord e quindi po-
terlo trattare da campagnolo”.

Forse non lo vedevano come uno del


nord, e forse molti a Londra lo trovava-
no naif.
“Viaggiava avanti e indietro con quei
nastri della Decca e la gente alla fine
rideva di lui”, dice Bill Harry. “Tutte le
etichette lo rifiutavano. Pye, Piccadil-
ly, Decca… e tutti facevano battute sul
fatto che era stato rifiutato dalla Wo-
olworths”.

I Beatles aspettavano Epstein al Punch


& Judy Café alla Lime Street Station per
dargli le brutte notizie. L’assistente di
Brian, Alistair Taylor, disse che Epstein
22 OUTSIDER BEATLES: IN 4 CONTRO IL MONDO

era solito piangere e tirare pugni sul Andy White l’11 settembre, per la re- anche essere il tuo manager?’ E io dissi,
tavolo perché George Martin non ri- gistrazione nello Studio Two del primo “Sì, Gesù, sì, Dio”. Prendevamo 5 sterli-
spondeva alle sue chiamate. Secondo 7 pollici del gruppo, Love Me Do, il cui ne extra ciascuno a sera, e lui ci disse di
Taylor, Epstein, alla fine, divenne così b-side era P.S. I Love You. buttare i jeans, indossare una camicia
frustrato che spaventò la EMI con un “Quando tornammo da Amburgo a e cambiare gli accenti. Così anche noi
divieto su tutti prodotti HMV, Parlo- giugno, Brian era giù al Cavern”, ri- perdemmo molto del nostro stile rude.
phone, Columbia e EMI nei suoi outlet corda Gerry Marsden. “Disse, ‘Gerry, D’altra parte prima di Brian, nessuno
NEMS nel nord dell’Inghilterra, se l’eti- ascoltami, qual è la tua band?’ io rispo- a Londra voleva conoscerti, se eri di
chetta non avesse concesso un’audizio- si, Gerry And The Pacemakers. E lui Liverpool. Dopo il suo arrivo, la scena
ne ai Beatles. disse, ‘Beh, io ho appena contrattato i musicale di Liverpool cambiò comple-
Beatles. Credo che riuscirò a procura- tamente”.
Quindi, è abbastanza comprensibile re loro un accordo per un disco. Posso
che, dopo tutto questo, Epstein licen- Infatti, il vero punto di svolta si rivelò
ziò Pete Best, il più resistente ai suoi essere il secondo singolo dei Beatles,
ordini, per la prima sessione di registra- Please Please Me/sk Me Why, uscito
zione del gruppo alla EMI, il 6 giugno l’11 gennaio 1963. Improvvisamente,
1962. “Cercare di seguire i tutti i manichini dei negozi dei sarti
Il suo sostituto fu l’ex batterista dei Beatles era come cercare avevano una chitarra in mano. Liver-
Rory Storm And The Hurricanes, pool diventò una città in Technicolor.
un gruppo rock di Liverpool, Ringo
di seguire Elvis. Nessun “I Beatles tornarono da Carnaby Street
Starr, il cui sonoro stile charleston ‘fru- altro poteva essere Elvis.“ con camicie rosa, rosse, verde lime”,
sciante’ era influenzato dal batterista spiega Billy Kinsley. “prima non ti
dei Big Three, Johnny Hutchinson. saresti fatto vedere neanche morto in
Ma Ringo inizialmente si dimostrò in- – Gerry Marsden – giro per Liverpool con una camicia co-
costante quanto Best negli studios del- lorata. Ma quando suonavano Please
la EMI, e venne sostituito dal turnista Please Me tutto quello che volevo era
OUTSIDER 23

librarmi nell’aria. Sono serio. Quello mo, ‘Les, stiamo per perdere il treno. che da casa la sera. Si era spostato tutto
va oltre i dettagli. È quello che non si Gerry ha un contratto, e anche Cilla a Londra”.
può spiegare. Non mi sono mai sentito e Billy J. Si sta prosciugando tutto qui, “Il Cavern non era più il nostro luogo
così in vita mia”. non riusciremo a rimetterci al passo.’ di ritrovo preferito”, dice Geoff Da-
Quindi facemmo una demo di 11 trac- vies. “Era diventato così famoso tra le
“Ascoltavi Please Please Me e pensa- ce e su quella demo c’era Sweets For My persone normali che c’era la fila fuori
vi, Qui sta succedendo qualcosa”, dice Sweet”. di queste persone…. Il nostro gruppo li
John McNally. “Ci sedevamo col no- chiamava i plebei. Inoltre, i Beatles se
stro manager, Les Ackerley, e diceva- In ogni caso, la nuova alba in Technico- ne erano andati. E questo fu un calo di
lor di Liverpool si qualità notevole”.
sarebbe dimostra- “Cercare di seguire i Beatles era come
ta di breve dura- cercare di seguire Elvis”, riflette Gerry
ta. “Dopo Please Marsden. “Nessun altro poteva essere
Please Me erano Elvis. Andavo a vedere quei gruppi e
comparsi agen- mi dicevano, ‘Che ne pensi, Ger?’ E io
ti ad ogni porta, rispondevo, i Beatles hanno già fatto
per contrattare queste cose. State perdendo il vostro
chiunque fosse di fottuto tempo”.
Liverpool,” dice “Improvvisamente c’erano centinaia
Billy Hatton. di gruppi che – senza cattiveria – non
“Nella nostra erano molto bravi”, dice John McNal-
piccola comuni- ly. “Anche la particolarità dell’accento
tà isolata, tutte le di Liverpool stava perdendo il suo ap-
band si supporta- peal. Avevano perso il treno, tutti”.
vano a vicenda.
Ma quando tutti Le band sopravvissero, ma l’industria
cominciarono era cambiata. Presto le etichette di Lon-
a fare dischi, di- dra ne ebbero abbastanza delle band
ventare famosi, di Liverpool. “I Beatles avevano fatto
lasciare Liverpo- un buco nella diga, ma i talent scout di
ol, cominciò ad Londra ora cercavano gruppi vicini a
insinuarsi l’invi- casa”, dice Bill Harry.
dia e a rovinarsi Alcuni si trasferirono a nord del centro
l’atmosfera”. nella periferia di Hope Street, e nella
scena bohèmienne che girava intorno
I Beatles si tra- al Philharmonic pub, al Liverpool Col-
sferirono a Lon- lege Of Art e al Hope Hall Cinema, dove
dra nell’estate del il poeta e pittore Adrian Henri teneva
1963, ed alloggia- banco. Gli altri si diedero allo show-
vano all’Hotel biz: Freddie Starr dei Midnighters,
President a Blo- Russ Abbott dei Black Abbots, e Ire-
omsbury, prima ne Carroll dei Carrolls, che divenne
di trasferirsi in un Faith Brown. Ma il vuoto rimase.
appartamento al “La gente mi chiede ancora”, dice Ger-
57 di Green Street, ry Marsden, “‘Uscì ancora qualcosa da
vicino ad Hyde Livepool dopo che i Beatles se ne era-
Park. Li segui- no andati?’ Sì, rispondo, Sì, uscì qualco-
rono altre band, sa. I Beatles appunto”.
insieme a molti
altri della scena I Beatles avevano scelto di fare i buo-
musicale. “Molti ni. Agli Stones non rimase che fare i
di noi seguirono i cattivi.
Beatles giù a Lon-
dra”, dice Sandra © IFA-Amsterdam, 2013
Kinsley. “Quan- Traduzione di Alessandra Maggi
do tornavamo a
Liverpool non Immagini giornali:
uscivamo nean- archivio Fulvio Fiore
24 OUTSIDER MORE BEATLES MORE

tutelarne lo sfruttamento commerciale. Oltre a Misery ci sono


MORE BEATLES altre 14 tracce provenienti dalle sessioni di incisione del 1963,
e riguardano (con una o più takes) There’s A Place, Do You

MORE Want To Know A Secret, A Taste Of Honey, I Saw Her Stan-


ding There, From Me To You, Thank You Girl, One After 909,
Hold Me Tight e Money. Poi ci sono 42 registrazioni effettuate
nel corso del 1963 alla BBC e rimaste fuori dalle due antologie
di Luciano Ceri
(quella del 1994 e quella del 2013) pubblicate per testimoniare
le esibizioni dal vivo dei Beatles alla radio di Stato, ma non
sono presenti nuove canzoni rispetto a quelle in scaletta nelle
Molto in sordina e con poca pubblicità (non se ne trova traccia due antologie citate, soltanto diverse esecuzioni delle stesse
sul sito ufficiale dei Beatles) la Apple ha pubblicato il 17 di- canzoni, e in qualche caso con una qualità audio non ottima-
cembre scorso 59 tracce inedite dei Beatles, raccolte sotto il ti- le. Ma se siete degli agguerriti completisti allora vi farà piacere
tolo comprensivo di Bootleg Recordings 1963. Ma non si tratta ascoltare le tre versioni dal vivo di Love Me Do, le quattro di
di un raffinato cofanetto o di altri appetibili formati fisici, visto A Taste Of Honey o le tre di Roll Over Beethoven. Sono più
che tutte le tracce sono disponibili soltanto in forma di file au- interessanti sicuramente le ultime due canzoni pubblicate,
dio e acquistabili soltanto su iTunes. Quale dunque il senso che avevano visto già la luce in varie edizioni pirata e di cui
dell’operazione, prima di addentrarci a vedere di che cosa si si trova traccia anche su You Tube, in qualche caso integrate
tratta? Molto semplice, è un espediente per bloccare eventua- (proprio così!) da registrazioni aggiuntive di batteria e chitarre
li bootleg e per fermare i diritti su queste registrazioni che, ad opera dei fans, ma che sono gli unici veri inediti di tutto
essendo tutte di cinquant’anni fa, avevano bisogno di essere il pacchetto: si tratta di due brani che Lennon e McCartney
in qualche modo pubblicate per estenderne la tutela legale in avevano scritto per altri artisti, legati alla Parlophone e sotto
scadenza il 31 dicembre 2013. I fonogrammi pubblicati hanno contratto con Brian Epstein: Bad To Me (un vero gioiellino),
tutti una copertura legale, per quanto riguarda la tutela dei che venne affidata a Billy J.Kramer e ai suoi Dakotas, e I’m
diritti, di 70 anni, mentre per quelli mai pubblicati la tutela In Love, che fu incisa dai Fourmost, un gruppo di Liverpo-
si ferma a 50 anni e tutti i materiali inediti prodotti nel 1963 ol. Le demo dei Beatles, tutte e due cantate da Lennon che ne
rischiavano in questo modo di perdere tutela legale. Tutte le è anche il principale autore, sono molto corte e durano circa
registrazioni di questo cofanetto virtuale sono state effettuate un minuto e mezzo ognuna, e mentre Bad To Me presenta un
nel 1963, e se tanto mi dà tanto avremo, ad ogni futuro dicem- piacevole intreccio di chitarre che si rincorrono e si rispondo-
bre fino al 2020, tracce inedite dei Beatles pubblicate in forma no, I’m In Love (decisamente un brano minore) vede John da
di file. solo al pianoforte, in una interpretazione molto espressiva e
Sul concetto di inedito possiamo poi discutere, e se da una par- sentita.
te è indubbio che la Take 7 di Misery non l’avevamo mai po- Se poi non volete lasciarvi scappare nulla, ma proprio nulla,
tuta ascoltare è anche vero che le differenze non sono poi così di quanto su ripubblica dei Beatles allora vi segnaliamo la ri-
evidente rispetto alla Misery che tutti conosciamo, ma uffi- stampa (in 13 cd) di tutte le uscite americane degli album be-
cialmente si tratta di un inedito, e trattandosi dei Beatles (mi- atlesiani su Capitol - The US Album Box Set - in occasione
niera d’oro che produce profitti a ripetizione) era necessario del cinquantesimo anniversario dello sbarco dei quattro sca-
rafaggi negli States, avvenuto il 7 febbraio del 1964.
In realtà non si tratta di tutti gli album, ma soltanto
di quelli assemblati con track-list diverse rispetto
a quelle inglesi, con differenti titoli (Meet The Be-
atles, Betales VI, Something New, The Early Beat-
les) e con conseguenti diverse copertine, compresa
la famosa butcher-cover di Yesterday And Today,
dove i Beatles apparivano vestiti da macellai con
tra le braccia prezzi di carne e due bambole decapi-
tate. Mancano i dischi da Sgt. Pepper in poi, iden-
tici a quelli inglesi, ma sono presenti in compenso
un disco di interviste mai uscito in Europa -The Be-
atles’ Story - e una curiosa antologia del 1970 intito-
lata Hey Jude, pubblicata al tempo anche in Italia.
La curiosità è data dal fatto che la Capitol all’inizio
snobbò i Beatles (i cui primi 45 giri uscirono su due
etichette americane minori, la Vee Jay e la Tollie) e
quando alla fine, di fronte all’enorme succeso negli
USA di I Want To Hold Your Hand (un milione e
mezzo di copie in tre settimane), accettò di metter-
li sul mercato si ritrovò a dover recuperare il tem-
OUTSIDER 25

po perduto, ed è questo il motivo per cui nel 1964 negli USA che contengono solo le canzoni effettivamente presenti sullo
uscirono ben 6 album dei Beatles, riassemblati, come abbiamo schermo con l’aggiunta delle tracce strumentali che si senti-
detto, nelle scalette e con copertine del tutto nuove. In real- vano in sottofondo (in molti casi brani dei Beatles), arrangiate
tà non ci sono molte novità rispetto a quanto già sentito: una rispettivamente da George Martin e da Ken Thorne. Con-
serie di mix diversi, qualche frammento live da un concerto fezione ricca e seducente, con ogni album presente sia in ver-
allo Hollywood Bowl del 1964 (in The Beatles’ Story), I’ll Cry sione mono che stereo in replica completa del long-playing
Instead con una strofa in più, mentre le cose più interessanti originale e il tutto corredato da un volume di 64 pagine am-
sono senz’altro le due colonne sonore di A Hard Day’s Night piamente illustrato e con un saggio scritto per l’occasione da
e di Help!, perché sono le vere colonne sonore dei film, visto Bill Flanagan. Sarà difficile resistere alla tentazione.

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26 OUTSIDER FATHER AND SON: TIM & JEFF BUCKLEY

Tim Buckley, Ed Caraeff/Getty Images


OUTSIDER 27

CHARMERS

FATHER
AND SON
TIM & JEFF
BUCKLEY
di Giancarlo Susanna // Michael Davies
// Josh Farrar

Qui si racconta di due uomini che nacquero


vecchi e morirono prima di diventare adulti.
Però vivranno per sempre.

If a fiddler plays you a song, my love


And if I gave you a wheel
Would you spin for my heart and loneliness
Would you spin for my love

Tim Buckley,
Phantasmagoria in Two
28 OUTSIDER FATHER AND SON: TIM & JEFF BUCKLEY

Fra i molti tratti comuni a Tim e Jeff Buc- più che uno strumento insieme al quin- parve soltanto qualche mese dopo sulle
kley, il segno forte dell’immediatezza e tetto del complesso. Ciò che si sente è riedizioni, sul cd promozionale Peyote
della spontaneità è forse quello meno una musica il cui scheletro di strofe vie- Radio Theatre e infine su Grace, sintesi
analizzato dalla critica. Insofferenti alle ne rapidamente coperto dall’improvvi- perfetta della visione musicale e poetica
prove troppo lunghe e all’eccessivo la- sazione”. di Jeff.
voro in studio, questi due artisti hanno Come abbiamo già spiegato, i dischi che
fatto dei concerti il fulcro creativo della suggeriamo sono live (non sono tutti, si di Giancarlo Susanna
loro musica. L’appena passato anniver- badi, basta consultare la sua discografia
sario del Live At Siné di Jeff ci permette, per rendersene conto), ma non possia- TIM BUCKLEY
grazie a un escamotage caro alla disco- mo certamente trascurare capolavori 14 febbraio 1947 – 29 giugno 1975
grafia e all’editoria, di esplorare la loro come Blue Afternoon (forse il più equi- JEFF BUCKLEY
opera proprio da questo punto di vista. librato nel ridefinire la forma canzone), 17 novembre 1966 – 29 maggio 1997
Senza trascurare due lunghissime inter- Lorca e Starsailor (quest’ultimo, incre-
viste, che ben rappresentano la persona- dibile ma vero attende da tempo una
lità dei due musicisti. seria ristampa).
L’esordio discografico di Tim risale
all’autunno del 1966 e forse soltanto ora L’industria culturale macina ricorrenze LIVE
Tim Buckley viene considerato come e anniversari. Ora più che mai, stanti la CONSIGLIATI
quello che effettivamente è: la straordi- crisi economica e il calo delle vendite di
naria opera prima di un ragazzo di ap- libri e cd. A volte il suo cinismo ci sor- JEFF BUCKLEY
pena 19 anni. Non era ancora possibile prende e non basta per difendersi indos- Live At Siné,
proporre in concerto gli archi di Jack sare la corazza dell’esperienza. Chi avrà (Columbia, 1994)
Nitzsche e le tastiere di Van Dyke Parks, pensato che sono passati vent’anni dai Live At Siné Legacy Edition
ma anche con il solo supporto di una concerti solitari che Jeff Buckley tenne (Columbia, 2003)
chitarra acustica Tim poteva incantare a New York per anticipare il suo esordio Live From The Bataclan
e catturare il pubblico. Basta ascoltare in studio? Qualche mente priva di scru- (Columbia, 1995)
il Live At The Folklore Center, NYC – poli? Qualche discografico “amico”? Live In Chicago
March 6, 1967 per rendersene conto. Tim Mary Guibert? Solo lei, la madre di Jeff, (Columbia, 2002; DVD).
canta in una stanza senza microfono e la potrebbe mettere un punto fermo alle
sua voce è incredibile, potente e delicata ristampe e alle speculazioni che rischia- * Su You Tube si può vedere/sentire tut-
a un tempo. Il successivo Goodbye And no di soffocare l’importanza dell’uni- to il concerto del 15 luglio 1995 a Cor-
Hello si muoveva nella stessa direzione co album che Buckley ha realizzato e reggio. La qualità purtroppo non è delle
di Tim Buckley – è ormai un classico del pubblicato in vita. Nella sua frenetica migliori. Ci sono due covers di Nina Si-
folk rock dei Sixties – ma Happy Sad, con attività live, destinata soprattutto a pro- mone, una di Van Morrison (The Way
il suo approccio minimale e i suoi brani muovere Grace, uscito il 15 agosto del Young Lovers do), degli MC5 (Kick Out
dilatati, era quello che Tim voleva e che 1994, Jeff toccò tre volte l’Italia: il 16 set- the Jams), di Edit Piaf (Je n’en connais
cercò di raggiungere fino alla fine dei tembre 1994 a Milano, il 17 febbraio e il pas la fin), dei Big Star.
suoi giorni, fino agli scialbi e a tratti irri- 15 luglio 1995, rispettivamente a Cesena
tanti Sefronia e Look At The Fool. e a Correggio. Ricordate il gioco di Nick TIM BUCKLEY
La fortuna ha voluto che qualche pro- Hornby in Alta fedeltà? Be’, il concerto Dream Letter – Live In London 1968
moter o qualche tecnico del suono ab- di quella sera invernale verrà senz’altro (Demon, 1990)
bia deciso di registrare alcuni concerti. ricordato dai presenti come uno dei cin- Tim Buckley - Peel Sessions
Tra album ufficiali e dischi pirata si deli- que più belli e coinvolgenti della loro (Strange Fruit, 1991)
nea così la figura di un artista inquieto e vita. Chi avrebbe mai immaginato che Morning Glory
incapace di adattarsi alle mode anche in Jeff Buckley avesse un tale magnetismo (Band Of Joy, 1994)
occasione dei concerti. nell’affrontare il pubblico? Nei dieci Live At The Troubadour 1969
Scriveva sul finire degli anni ’60 Rolf- minuti di Hallelujah erano tutti ipno- (Edsel, 1994)
Ulrich Kaiser: “Piccolo ed esile, avanza tizzati. Mai vista e sentita una cosa del Works In Progress
timidamente sul palcoscenico. Ma ap- genere. Questo spiega anche la strategia (Rhino, 1999)
pena il suo chitarrista Lee Underwood della Columbia, che preparò il terreno a Once I Was
e il suo suonatore di conga Carter CC Jeff con il Live At Siné. (Strange Fruit, 1999)
Collins attaccano l’introduzione e lui I discografici volevano che Buckley si The Copenhagen Tapes
si unisce a loro, il suo corpo si erge tut- presentasse come un giovane artista (Pinnacle, 2000)
to: ne erompe un grido che si fa sempre proveniente dalla scena underground e Live At The Folklore Center,
più imperioso. Happy Sad, (…) è più ma- dai piccoli locali del Lower East Side di NYC – March 6, 1967
linconico, più sognante (dei primi due New York. Il Live At Siné fu pubblicato (Tompkins Square, 2009)
album), un delirio di strane fantasie di in prima battuta da un’etichetta indie,
felicità e tristezza. A volte la voce non è la Big Cat e il logo della Columbia com-
OUTSIDER 29

TIM BUCKLEY
SOLO UN RAGAZZO DI MONTAGNA DAI CAPELLI RICCI
di Michael Davies // Goldmine Magazine

At The Bitter End, Michael Ochs/Getty Images

L’intervista che segue ha avuto luogo una delle persone più brillanti con le vecchi come Buzzin’ Fly, e più recenti
nell’aprile del 1975, due mesi prima che quali abbia mai parlato in dodici anni come Get On Top Of Me, Woman, bene-
Tim Buckley morisse per una “disav- di interviste. Dopo la sua stupida, tragi- ficiati entrambi dal suo quintetto solido
ventura chimica”. Si era appena sfilato ca morte, alcuni ne hanno parlato come – anche se non esplorativo, da uno stile
dal fuoco incrociato tra la sua agenzia di un “bruciato”, ma non era affatto così. funk-rock, e anche la sua voce era in ot-
di management e la sua casa discografi- Il suo concerto allo Starwood fu un suc- tima forma. Nel backstage Buckley mi
ca, e si avvicinava per lui una data allo cesso, lontano anni luce dallo show di ha rivelato che c’erano in corso dei pia-
Starwood club di Hollywood, quindi qualche anno prima al Bitter End West, ni per un album live. Non sarebbe mai
era entusiasta di parlare con la stampa. con la band di Starsailor, dove, per po- successo.
Era aperto a discutere della sua intera ter suonare ancora un paio di pezzi a Riascoltando il nastro di questa intervi-
carriera e di alcune delle fondamenta fine serata, fu costretto ad affascinare le sta, c’e un momento da brividi verso la
filosofiche della sua musica, non solo cameriere uscite a pulire i tavoli. Ha tra- fine: dopo che Buckley aveva nominato
di quella che all’epoca era la sua attua- scinato una robusta folla allo Starwood, più volte Lenny Bruce, ho sottolineato
le condizione, e ne è venuto fuori come e anche la musica era solida. Pezzi più il fatto che un album ri-edito di Bruce
30 OUTSIDER TIM BUCKLEY

era finito nelle classifiche. L’idea che na sola è davvero fenomenale, quando
Bruce ottenesse un successo postumo si sa che c’è qualcosa che fa fatto. Quan-
ha fatto scoppiare Buckley a ridere. “Ascolto molto Duke do parli a un comitato… non lo so. Ci
Eppure nel 1984, la Rhino Records ha sono grosse compagnie in cui una sola
fatto uscire il disco Best of Tim Buckley, Ellington; è incredi- persona fa tutto: Ahmet Ertegun alla
e la sua stella ha ripreso a sorgere, in In- bile come tutta quel- Atlantic, Clive Davis alla Arista, quelle
ghilterra in modo particolare. Julian che si preoccupano davvero per gli ar-
Cope, l’ex-leader dei Teardrop Explo-
la gente possa suo- tisti.
des, ne ha tessuto le lodi, e una versio- nare insieme come
ne di Song To The Siren (da Starsailor) Per quali ragioni hai lasciato la
se fosse un semplice
registrata dai This Mortal Coil, un Elektra?
progetto unico che ha visto la parteci- quintetto!” Jac vendette la compagnia. Quello fu l’i-
pazione della cantante Elizabeth Fra- nizio dei miei problemi negli affari, an-
zer dei Cocteau Twins, band che ha che se all’epoca non lo sapevo. Sapevo
scalato le classifiche britan- che era molto triste, e sapevo
niche, ha passato parecchie anche che probabilmente non
settimane nella classifica in- avrei potuto andare avanti
glese dei singoli più venduti. come ero abituato, sia musi-
Viene da domandarsi se da calmente che nel business.
qualche parte lo spirito di Quando lasciò l’Elektra, si è
Buckley non si stia godendo invece aperta una voragine
un’ironica risata di fronte a nella qualità musicale.
tutto questo.
È previsto qualche cambia-
Parlami dei cambiamen- mento musicale in corso,
ti nel management e nel- ora?
la casa discografica: a che Beh, non scriverò qualcosa
punto sono ora? sulle case discografiche e il
Di base è solo un grande management (ride). Musical-
repulisti. Il management, mente non assomiglia a Gre-
con cui non ho più legami, etings From L.A. o a Sefronia
è stato un grosso problema e o Look At The Fool. Sotto molti
questo era intrecciato con la aspetti è più semplice, ma an-
Warner Bros. quindi ovun- che più musicale. Hai mai in-
que correva cattivo sangue. contrato qualcuno che fosse
La cosa non mi coinvolge- in grado di spiegare in modo
va molto, ma la mia musica efficace la sua musica in un
ne stava pagando le conse- qualunque momento? Se ti è
guenze. La mia musica non capitato, hai parlato con un
veniva promossa, punto, e artista da Top40 (ridacchia). Io
siccome ogni progetto cui finché non ho risentito la pri-
prendo parte lo sento dav- ma traccia non lo so.
vero molto, odio vederli
morire così. Tutto quello che Hai fatto qualche registra-
so è che sono libero ed è fan- zione orientata al nuovo
tastico. progetto?
Uh, no. Ho scritto alcune cose
Immagino che ora tu stia che sono pronte da suonare,
cercando un’altra casa di- ma ancora non so come suo-
scografica? neranno.
Giusto, preferibilmente una
in cui c’è un solo uomo a Che genere di artisti stavi
prendere le decisioni. La ascoltando, quando hai
prima compagnia di regi- cominciato a mettere assie-
strazione per cui ho firmato me la tua musica?
è stata la Elektra, ed era Jac Be’, non sono mai stato un
Holzman a far andare avanti amante del folk. Ho sempre
tutto. Parlare con una perso- avuto le mie radici nei ritmi
OUTSIDER 31

africani. Ascolto ancora Hm-hm. Ricordo che andavo a scuola


Duke Ellington; è me- con Larry Beckett, con cui ho scritto
ravigliosa, per me, tutta le canzoni da lì in avanti. Beckett era
quella gente che suona un batterista, e alla chitarra avevamo
assieme come fosse un un tizio di nome Brian Hartzler. Ora
quintetto. Serve una scrive opere liriche, ma ha cominciato
grande partitura e una con una Stratocaster. Comunque: an-
grande comprensione dammo a Hollywood per trovare un
della gente nella band. manager e un concerto, per trovare una
In fin dei conti ho se- possibile visibilità. Andammo in un
guito quel principio club chiamato It’s Boss; ora si chiama
per il quintetto; provo Art Laboe’s. Abbiamo fatto un provino
a capire le persone che davanti a questo tizio, e non abbiamo
lavorano per me così terminato un brano. Abbiamo suonato
come lui faceva con le per lui venticinque canzoni, e a metà di
sue. Scriveva pensando ciascuna diceva: “Okay, fatemi sentire
a quello che erano bravi la prossima”. Avevamo un repertorio
a fare. Se non fai così, la straordinario; facevamo di tutto. All’e-
musica diventa solo un poca non sapevamo niente della Top40;
sostegno per le parole. pensavamo: “Ci ameranno, gente; ca-
volo, tutte le nostre canzoni le abbia-
Come sei entrato in mo scritte noi”.
contatto con questi E invece no: lui voleva la Top 40 — The
ritmi africani? Midnight Hour di Pickett o Knock On
Attraverso i gruppi di Wood. Ma poi si rese conto che ave-
danza, e gente come vamo tutte queste canzoni originali
Olatunji. A New York, e allora volle trovarci una casa disco-
di tanto in tanto pas- grafica. Finimmo con il mandare un
savano robe africane, nastro a Jac Holzman e la decisione la
latine, portoricane e prese lui: ci chiamò. Quindi andammo
africane. E inoltre lavo- a New York in una Volkswagen. Era-
rando con Carter (C.C. vamo rimasti solo Beckett e io, perché
Collins), il mio suona- Brian era minorenne e Jimmy Fielder
tore di conga. era in un gruppo rock - che aveva più
successo di noi - e giustamente vole-
Da queste parti ti si va suonare con loro. Ha vissuto una
associa alla favo- buffa sequenza di eventi: è entrato nei
leggiata scena folk Buffalo Springfield, e, appena è arri-
dell’Orange County. vato nel gruppo, si sono sciolti (ride), e
Ma non è mai esistita. Jackson Brow- avvocati, o le spie, o chissà cos’altro. È poi mi pare con altre tre persone i cui
ne veniva da lì, io no. Mi è solo capitato così che sono finito nell’Orange County. progetti sono falliti non appena è arri-
di suonare laggiù un paio di volte. Io Avevo trovato qualche club in cui ser- vato lui nel gruppo. Alla fine, quando
venivo da New York e da Washington vivano the di sassofrasso e caffè: erano arrivammo a New York, si era unito ad
D.C.; quando ci trasferimmo lì, andam- effettivamente delle caffetterie, quindi Al Kooper mentre questi scioglieva i
mo a Commerce, a Bell Gardens. In un moccioso come me poteva suonarci. Blues Project. Quei giorni a New York
quel periodo c’era davvero l’esplosione Prima avevo suonato in qualche band furono fantastici. Proprio l’altro giorno
del folk e i ragazzi di periferia avevano country, come chitarra solista e cose ho sentito il primo album dei Blood,
bisogno di chitarre; era davvero impor- così, e potevo suonare nei bar perché a Sweat & Tears fatto da Al Kooper e gli
tante essere come i Kingston Trio o i loro non importava. arrangiamenti erano semplicemente
Limelighters. Compravo queste chi- magnifici. All’epoca non mi interessa-
tarre Martin a un banco dei pegni a Los Cosa ti ha portato al tuo primo con- va molto quella roba, ma quando l’altro
Angeles — e quei tizi non sapevano tratto con una casa discografica? giorno ne ho sentito un brano, suonava
cosa avessero in mano, alcune di quel- Io e la mia band del liceo andammo a grandiosamente, davvero innovativo.
le Martin risalivano agli anni ‘30 — le Hollywood.
portavo in periferia e mi incontravo C’erano un sacco di innovazioni
con questi strani ricconi che compra- Incluso il bassista Jim Fielder, che musicali, nei tardi anni ’60. L’età
vano le chitarre per i loro bambini. Ora in seguito entrò nei Blood, Sweat & dell’oro…
quei bambini fanno probabilmente gli Tears? Beh, credevamo tutti in qualcosa.
32 OUTSIDER TIM BUCKLEY

Le canzoni socio-politiche del se- ne testuale generale è ancora piuttosto ha senso dire due volte la stessa cosa.
condo album erano figlie di quel figa, ma non sono bravo nei testi quanto I seguiti non sono mai buoni come la
periodo, o più di Lerry che tue, o lui. Scrivere assieme a qualcuno richie- canzone originale.
cosa? de un sacco di comprensione reciproca,
Sì, ma a quei tempi funzionava, perché perché non stai solo scrivendo una can- In quel periodo il tuo materiale è
c’era una piazza e la voce di piazza era zone: stai scrivendo un album. Una can- diventato più personale; ti sei se-
la miglior pubblicità che potessi avere. zone ne è solo una parte, lo sai. Anche se duto a pensare prima di fare questa
Ora, quando una casa discografica te lo sul disco qualcuno suddividesse la mu- scelta, o è solo scivolata dentro in
viene a dire, sta solo scherzando. Ma pri- sica tra diverse band, comunque ogni quel momento?
ma di ciascuno dei miei primi tre album, canzone dovrebbe essere parte di un È scivolata dentro. Dopo aver fatto Go-
non ho avuto una chitarra fino a una tutto. Tengo ben a mente quello che ho odbye and Hello, Beckett voleva arri-
settimana prima delle sessioni: perché fatto prima e provo ad aggiungergli una vare a un livello ancora più grezzo di
le avevo dovute vendere, per vivere. È nuova dimensione, cosa che crea scom- quello raggiunto da me, che è il motivo
stato solo dopo Happy/Sad che ho co- piglio da un punto di vista commer- per cui ho fatto l’album da solo. All’e-
minciato a fare abbastanza grana da pa- ciale, perché finché funziona bisogna poca credevo, ma ci credo ancora oggi,
gare una band. Avevo Carter Collins vendere la stessa cosa ancora e ancora. che nel mondo le cose non potessero
alle congas e Lee Underwood alla chi- Ma oggi so che non potrei mai scrivere essere cambiate piantando in testa alla
tarra; siamo andati avanti così per anni, un’altra Goodbye and Hello, perché non gente l’idea che alcune cose siano giu-
finché non è diventato piuttosto ridico- ste e altre siano sbagliate. Non puoi rin-
lo inseguire la gente che si era bruciata chiudere un punto di vista o uno stile di
la testa con la musica spazza-mente. vita. Deve essere fatto attraverso degli
Dopo il passaggio dei Pink Floyd o dei “Per un sacco di tempo esempi, e facendo canzoni sulle relazio-
Blue Cheer, andare avanti era come ni uno-a-uno, perché così si parla di cose
una scoreggia dopo una tempesta.
siamo andati avanti con
rudimentali su cui tutti basiamo la no-
due chitarre e le congas. stra vita. Non mi pento del viaggio nel-
Cos’è intervenuto a cambiare le Ma con l’arrivo dei Pink la politica; mi spiace solo che nulla sia
cose mentre scrivevi il materiale stato detto alla popolazione americana.
per Happy/Sad? Floyd o dei Blue Cheer, an- E ora la paranoia sta diventando reale;
Larry e io all’epoca scrivevamo in due dare avanti in quel modo è davvero fantastico, per alcuni di noi,
modi diversi, e se scrivi assieme a qual- sapere che quello che temevamo a quei
cuno di solito sei abbastanza bravo da
era come una scoreggia in tempi sia reale.
renderti conto di quando ti devi ferma- mezzo a una tempesta”.
re. Quello che stavo facendo per Happy/ Con un decennio di ritardo abbia-
Sad era molto più musicale. L’espressio- mo scoperto che negli anni ‘60 la
CIA spiava davvero un sacco di per-
sone.
Giusto (ride). Ora che siamo smobilitati
e lontani dalla strada, possono dircelo.

Com’è comparsa questa direzione


più stralunata nella tua musica?
Stavamo cercando, e ci siamo riusciti,
di contribuire a una canzone. In quel
periodo avevo fatto tre album in un
mese; ho fatto Blue Afternoon, Lorca
e Starsailor. Era perché Jac stava ven-
dendo la compagnia; avevo un dovere
verso di lui, e allo stesso tempo dovevo
fornire un album alla Warner Bros. Mi
è piaciuto perché, in un certo senso, per
Blue Afternoon ho soddisfatto il mio
desiderio di scrivere canzoni, variando-
ne le tipologie, e tre di quelle le suono
ancora, perché sono tra le mie canzoni
migliori. Quando cominciai a fare Lor-
ca, in quel momento decisi che era ora
di forzare qualcosa di nuovo, perché
una voce con cinque ottave e mezzo
OUTSIDER 33

era certamente in grado di uscir- Assomigliava a un quintetto


sene con qualcosa di nuovo. Ci jazz.
stavamo davvero stancando di È stato divertentissimo. Ho con-
scrivere canzoni che aderissero a servato alcuni nastri; era diver-
quella roba di strofa, strofa, ritor- tente anche da ascoltare. È stato
nello. Tuttavia non era un eser- piuttosto avventuroso perché
cizio intellettuale; in effetti, era un cantante non l’aveva mai
una cosa che alla fine fece Miles fatto. Si sentivano esplorazioni
[ndt: Davis] con In a Silent Way. di tromba e sassofono, e andava
È successo grazie a un piano elet- bene, ma mai vocali. Dovevi arri-
trico Fender Rhodes, e usando vare con un testo; non potevi bla-
una linea di basso che tenesse terare e basta. Scrivere un testo al
in testa l’idea dell’intonazione. momento e farlo quadrare con
Su In a Silent Way, Miles ha una qualcosa è molto difficile. Non
linea melodica che suona con posso cantilenare perché non fa
la tromba, mentre io avevo un parte del mondo da cui proven-
testo e una melodia che attraver- go; funziona per Leon Thomas.
savano Lorca. Ancora oggi non In un sacco di sensi possibili, era
lo puoi mettere su durante un una cosa molto vicina alla mu-
party senza fermare le cose: non sica folk; la definirò sempre mu-
è adatto. Il progresso vero arriva sica folk, se coinvolge una voce.
con Anonymous Proposition, la Stai ancora provando a racconta-
canzone che arriva dopo Lorca. re qualcosa, ma la racconti da un
Gestisce il concetto di ballad con ambiente più catastrofico.
una presentazione totalmente
personale e fisica, sfrondando le Cos’è successo coi cambia-
sciocchezze, la roba superficiale. menti di band dopo il periodo
Dev’essere eseguita con lentez- di Starsailor?
za; deve prendere cinque o sei Dalla Warner Bros. mi hanno
minuti; dev’essere un movi- fermato dicendomi “Per favo-
mento. Deve tenerti lì e renderti re! Basta!” (ride). All’epoca non
cosciente del fatto che qualcuno mi sono ribellato molto, perché
ti sta raccontando qualcosa di quella sindrome l’avevo decisa-
se stesso, nelle tenebre. È questo mente esaurita. Mi ha in qual-
che significa la musica su disco. che modo ritemprato, tornare a
È molto personale; non ci sono scrivere canzoni più orientate sui
altri modi per averci a che fare. testi. Non porto alcun rancore
Ci sono alcune cose che i grandi verso la Warner Bros.; mi han-
cantanti devono gestire; è loro no aiutato a liberarmi da quei
dovere farlo. Poi con Starsailor contratti. Ma non posso stare a
decidemmo che, ora che ci ri- contatto di una simile metropoli;
usciva bene, avremmo presentato un dovuto sovraincidere, l’avrei fatto io; è come una fabbrica di plastica. Ci vuo-
nuovo modo di scrivere canzoni. Sul è stato parecchio divertente. Finché lo le una grande forza per interrompere
lato A dell’album, facciamo canzoni in fanno i musicisti va bene, ma, quando qualcosa che per certi versi è nuova - la
senso tradizionale. Sono libere, ma ci lo fa un cantante, tradisce un accordo, musica - e per altri è vecchia - l’artista.
sono alcuni momenti di ritmo, certi mo- tradisce l’immagine del cantante. Ora ce Ma si abituarono ai miei cambiamenti;
menti in cui lo si lascia andare alla deri- ne si sta allontanando, perché la gente in effetti, se li aspettavano. Ora da che
va. Tutto ha testo e melodia. I Woke Up usa la propria voce per diverse cose, ma sono uscito con Greetings From L.A.
è quella che di quell’album ricordo di quando vennero fatte quelle fu quasi la risposta è ancora migliore di prima.
più; Song To The Siren era una canzone sacrilego. Tutte le robe vocali che faccio ora han-
fantastica, una di quelle più convenzio- no un ritmo e una presentazione che
nali. Ma poi ci sono Starsailor e Healing C’è stata una reazione forte da parte in un sacco di modi è immediatamente
Festival. L’intro di Healing Festival par- della comunità jazz? riconoscibile, ed unico in altri, perché la
la di Harlem; ho sovrainciso io tutte le No, perché sono un bianco. Questo se musica è cresciuta. Il jazz si è mischiato
voci. Su Starsailor ho sovrainciso sedici esistesse una comunità jazz; è diventata con il rock, con la musica latina, etc., e
voci. È il primo album su cui abbia fatto più continentale, e Miles Davis ne è la tutto è finito sotto l’etichetta del rock.
delle sovraincisioni o le abbia fatte fare ragione. La musica non è più territoriale Con Greetings From L.A., ho introdotto
a qualcuno. Ho pensato che se avessimo come un tempo. la tecnica della glossolalia, che è parec-
34 OUTSIDER TIM BUCKLEY

chio religiosa, presa dalla roba dei E così l’artista si confronta con
pentecostali e molto americana: è l’opportunità di diventare uno
una parte del paese. Dopo un po’ dei tanti rinnegati, muovendosi
le parole perdono di senso in un ai margini di quello che la so-
sacco di modi, le parole sono sol- cietà ama e del modo in cui sa
tanto preliminari al vero aspetto che si guadagnerebbe da vivere.
della musica. Solo i migliori riescono a farlo, a
intraprendere un nuovo viaggio,
Spostarsi verso una nuova una nuova esplorazione. Cioè: è
band è stato un tentativo per tutto quello che è rimasto. Sia-
raggiungere più persone? mo arrivati sulla luna; abbiamo
Non è stato un compromesso, se viaggiato attraverso i deserti. Sia-
è questo che intendi; non era una mo venuti in California, ci siamo
commercializzazione. In effetti, lustrati gli uni contro gli altri e
le canzoni sono più controverse negli ultimi vent’anni ci siamo
perché sono più erotiche di quel- annoiati a morte. California:
le politiche. Quando passo per le dove ogni minuto un coglione
radio in giro per gli Stati Uniti e nasce e può vivere per sempre
trasmettono Get On Top Of Me, (ride). E queste nuove esplorazio-
Woman o qualcosa del genere, ni vanno fatte attraverso il con-
c’è un tremendo scalpore. davvero: è difficile insegnare alla gente tatto personale con la gente.
della classica come ci si relazioni gli uni
Mi domandavo quanto vengano con gli altri, nel senso di qualcuno che Parlando di gente, stai facen-
trasmesse canzoni così. suona un motivo e qualcun altro che lo do ancora qualcosa con Emmett
Qualcuna sì, chiaramente in FM. Le ra- afferra e risponde suonando. Ora, c’è un Chapman, l’inventore dello Stick?
dio AM non possono vendere sapone sacco di gente che rispetta il fatto che Per il momento è nel limbo, finché non
con quelle. loro sappiano leggere e suonare ma- ottengo un contratto per musica clas-
gnificamente e dipendere dal compo- sica. Chapman è una forza straordi-
Posso supporre che, in quello che sitore: ma quel modo di fare le cose sta naria. È un musicista che ha inventato
fai, lo stile sia meno importante del diventando via via più obsoleto, perché uno strumento che funziona, e questa
contenuto? il compositore è morto e non è lì a discu- è una cosa piuttosto rara. Abbiamo la-
Esatto. Lo stile è meramente un veico- tere con l’orchestra o il direttore. Quindi vorato assieme per circa otto mesi ed è
lo per il mio modo di scrivere musica, ai cantanti d’opera dico che sono pigri, stato fantastico, fino a un certo punto.
che è di tipo popolare. Non ho voltato perché non esprimono il pieno poten- È adatto a un segmento di quella roba
le spalle al mio periodo ‘Starsailor’; scri- ziale delle loro voci. Non hanno suona- classica che sto scrivendo, assieme a un
vo ancora cose che sono nate da quel to per la strada come ho fatto io o Leon coro fatto solo dalla mia voce. Queste
periodo, ma mi sono appena accorto Thomas; non si sono messi in contatto cose sono solo innovazioni diverse, non
che è avanguardia in senso più classico. con la gente comune. Suonano prin- spiacevoli all’orecchio: sono solo strane.
Sostanzialmente, mi piacerebbe firma- cipalmente per i cocktail party, quindi Qualsiasi cosa che non abbia una linea
re un contratto discografico che sia un non sanno a che diavolo di punto sia di basso in quattro quarti e in levare,
contratto per musica classica ma anche la musica in America. Viene costante- bella grassa, è strana. È per quello che è
un contratto commerciale; in fondo è mente detto loro che cosa fare, e non classica: non ha un ritmo (ride).
questo che sto cercando. Ho davvero impari niente in quel modo; impari
bisogno di uno sbocco per la mia mu- incasinandoti. Dai piccoli successi che Queste cose classiche sono scritte
sica classica. Comprende cori e diverse raccatti qua e là, è così che impari. Mi su uno spartito, o sono su nastro,
storie, una piattaforma migliore per la tolgo il cappello per Cathy Berberian nella tua testa: cosa?
mia voce e il mio modo di scrivere. Mi per aver messo fuori il naso, perché non Tutte e tre, in effetti. Quelle nella mia te-
piacerebbe fonderli in un modo che dia si riceve nessun tipo di incoraggiamen- sta sono ovviamente le cose corali. Be-
un riscontro economico: ma il ’75 è un to a farlo. Finché rimarrà appiccicata a ckett e io abbiamo scritto una cosa ba-
po’ sconfortante, perché ora il grande fe- Luciano Berio, prima o poi capiranno sata sul libro di Conrad ‘Un reietto delle
nomeno è la paranoia. Ricordo quando cosa fare. Carla Bley è un esempio per- isole’. Abbiamo scritto canzoni diverse,
portai la mia band di Starsailor a New fetto. Ora sta cominciando a collaborare una per ciascuno degli otto personag-
York. Venne a vedermi Leontyne Pri- con Jack Bruce. Potrebbe non funzio- gi, e alla fine delle otto canzoni capisci
ce. Arrivò e disse “Ragazzi, vorrei che nare (è successo) ma che diavolo: vai e la storia nel suo insieme. Quindi non è
scrivessero cose così per noi cantanti prova; ha il mio applauso …. e il … pre- come un ciclo di canzoni; è uno sforzo
d’opera”. E io risposi: “Beh, fai come so dall’artista, non dalla casa discografi- piuttosto ambizioso per Beckett. Quella
ho fatto io: fatti la tua band”. Era un ca perché non si sposterà da ciò che le fa sarebbe una delle cose sulle quali ame-
commento un po’ improvvisato, però fare soldi. rei lavorare prima della fine del decen-
OUTSIDER 35

sun altro paese, perché è per


conoscitori esperti. Quando
alla fine si rivela, porta a un’e-
spressione più vitale. Le nostre
credenziali in America reggo-
no il confronto con quelle di
chiunque altro al mondo. Per-
ché in questo paese, col prete-
sto della libertà d’espressione,
dobbiamo ascoltare molta più
merda, per il mondo reale, per
arrivare alle persone. Non la
superficie, non la facciata, non
la falsa creatività, non la deca-
denza che i media ci sbattono
costantemente in faccia, ma
il nocciolo vero. Quando un
artista riesce ad attraversare
tutto questo casino, senti una
voce pura: ed è americana. E
l’Europa non può toccarla.

Sono molti gli americani


che ascoltano quelle voci,
però?
Abbiamo l’abitudine di emu-
lare quelle voci pure quando
sono morte, leggendo di loro
nei libri di storia. L’esempio
classico è Lenny Bruce. È a
distanza di sicurezza; non può
essere intervistato perciò non
devi subire il suo disprezzo.
Non lo devi contattare perciò
non devi fare la figura del co-
glione di fronte a lui, o niente
del genere, perché corri un
grosso rischio a metterti di
fronte a persone del genere.
Lo sarebbe per chiunque. Per
la gente è difficile andare in
backstage a incontrare qual-
nio. Queste cose non verranno fatte da vengono plagiate, e questa è una figata. cuno: oh, ci sono dei pro, in questo, ma
nessun altro: ho raggiunto un punto Ho visto un tizio in Texas che provava a quando arriva qualcuno che davvero
tale nella musica per cui non ne ho più fare lo yodel, ed era fantastico. ti vuole incontrare ed è stato davvero
paura. toccato da quello che fai, gli risulta dif-
Funzionava? ficile.
Non mi pare che sia mai stato un Su Proud Mary? (scoppiando a ridere).
problema (ride). No, non funzionava. Ovviamente: non Se vieni toccato dall’arte di qualcu-
Mi dava fastidio. Scrivevo qualcosa e capiva il concetto, o la teoria. no, tendi in qualche modo a porlo
poi dicevo: “Devo portarla in studio, più in alto di te.
per capirci qualcosa”. Cosa ne pensi del sistema europeo La cosa buffa è che, più qualcuno ti ha
di sussidio ai musicisti? toccato, più quel qualcuno è semplice
Devo dire che non vedo in giro orde Mi piacerebbe che qualcuno si occupas- e regolare. È sempre così. Di solito è un
di band in attesa di battere Tim Buc- se per me di queste infime questioni: tizio piuttosto nella norma, perché è da
kley sul tempo. ma c’è qualcosa che ha a che fare con lì che ha attinto: dalla gente.
No, non è commercialmente remune- la lotta, con lo spirito americano. Io so
rativo. Tuttavia ci sono delle cose che solo che non riuscirei a creare in nes- Traduzione di Lorenzo A.P. Balducci
36 OUTSIDER JEFF BUCKLEY

JEFF BUCKLEY
UN SEGAIOLO SINCRETICO
di Josh Farrar

“Ho incontrato Jeff Buckley a Melbourne, Australia, all’una del mattino.


Il suo tour manager ci ha presentati, e ci siamo seduti a parlare nell’atrio del suo albergo”.

foto: Dave Tonge/Getty Images

Potrebbe non essere necessario, ma Beh, è vero, ma sono un musicista, C’erano un sacco di ragazzine.
ho pensato che forse dovrei fornire e il mio direttore sapeva che ero Sì, un sacco di ragazzine.
qualche spiegazione o avvertenza molto appassionato di musica, e
su come sono arrivato a scrivere mi ha detto: “Senti..., se mai voles- Ad ogni modo è andata così. Non so
questo articolo, perché non sono si scrivere di musica sulla rivista, quanto io sia bravo a intervistarti,
davvero un giornalista. fallo.” Ti ho appena visto suonare a o se tutto questo vedrà mai la luce
Una cosa che ho notato su quella copia Boston e a Providence, con Juliana del giorno...
[di DoubleTake] è che non mi pare di Hatfield e allora… È buffo. Me lo domando spesso. Ci pen-
averci trovato [servizi su] nessun musi- Dove si sono messi a pogare su Lilac so sempre: vivo questo interno conflitto
cista o nessun artista. Wine. È stata una cosa selvaggia...da sul perché, in un modo o nell’altro, ci si-
animali. ano sempre così tante imprecisioni nel
OUTSIDER 37

giornalismo musicale. No, non impreci- musicali, qualsiasi cosa, da Duke El- menti elettrici, e la cosa bella della
sioni... solo questa strana... Penso che la lington a Edith Piaf. Mi piace Um chitarra elettrica è che attraverso quel
maggior parte del giornalismo musicale Kalsoon – hai mai sentito parlare di segnale elettrico puoi tirare fuori cose
con cui qualsiasi band è entrata in con- lei? È una cantante egiziana, ha cantato di ogni tipo. Puoi avere un riverbero
tatto sia principalmente sensazionali- dagli anni ‘30 ai ‘60. Continuò a cantare sull’amplificatore, l’amplificatore lo
sta, imbottita di iperboli o di aggettivi fino a tarda età, tipo fino a settant’anni. puoi sparare al massimo. Puoi spararlo
incatenati con i trattini, ed è davvero Una donna fantastica. E quelle canzo- al massimo e suonare molto delicata-
abbagliante: ma non trasmette nulla, ni lunghe quarantacinque, cinquanta mente. Devi solo tenere un accordo, e la
mai, se dietro non c’è un bravo autore. minuti. C’era una linea di violini, una roba salterà fuori in larsen. Comprende
linea di batteria, e un uomo che pizzi- un sacco di livelli.
Non descrive mai nulla. Non lo cava lo zimbalon. Mi piacciono le cose Ma principalmente sta tutto nel ritmo
fanno nemmeno i bravi autori. Sai, elaborate. e nella melodia, e in quello che canti. E
leggo “Rolling Stone”, e da ragaz- anche nell’atteggiamento.
zino leggevo sempre “Musician”; Per un po’ hai suonato da solista.
mi piaceva davvero. Quella gente Quindi ora che stai suonando con Hai mai pensato di sperimentare
non dice mai niente; non fanno una band, sei interessato a quel con una formazione diversa, un di-
mai domande che, almeno secondo tipo di tensioni dinamiche che pos- verso tipo di quartetto?
me, significhino qualcosa. Di solito sono venire fuori da un abile arran- Intendi né chitarra né basso né batte-
è: “Abbiamo allestito la scena nel- giamento? ria? Certo, chiaramente.
la stanza d’albergo della stronza Già, un arrangiamento appropriato.
rockstar Tal Dei Tali. Una ragazza Fortunatamente suoniamo con stru- Per andarci anche in tour?
gli siede in grembo, lui è in Au- Non lo so, non lo so. Chitarra, basso
stralia... e durante il concerto e batteria sono una cosa naturale,
ha suonato questa e questa perché è in quel modo che sento la
canzone, e questa e quest’altra musica. Ricordo che insegnai a me
canzone”. E l’articolo è finito. stesso a conoscere le estensioni e le
Di solito sono lunghi una pa- trasposizioni del sassofono, della
gina, massimo due. Allora: io viola, dell’oboe... l’orchestrazione.
ho una tonnellata di doman- Amavo questo tipo di cose…. In
de. Parte [della mia linea d’in- realtà non l’ho ancora applicata,
tervista] ha a che fare col fatto ma lo farò.
che la non sia una rivista mu- L’arrangiamento, diciamo, degli
sicale, e che penso che buona archi su Grace, è spettato princi-
parte dei suoi lettori sia parec- palmente a Karl [Berger, autore
chio lontana dalla cultura po- delle partiture per gli archi su
polare. Quindi volevo comin- Grace], e qualche volta entravo
ciare chiedendoti come descri- anch’io e dicevo “Forse dovre-
veresti la tua musica a della sti mettere del vibrato su questa
gente che, diciamo, non abbia nota,” oppure dicevo [accennando
idea di chi sia... potrebbero a un ritmo] “Bam, bam, bam, bam,
avere una qualche familiarità bam, bam”.
con John Coltrane e con i Beat-
les, ma non hanno idea di chi Prima di lavorare con lui co-
sia Patti Smith, per esempio. noscevi il suo lavoro?
Hmmm... be’, direi che funziona No.
questa modalità. Come descriver-
la? È semplicemente tutto quello Una qualche persona intelli-
che ho sempre amato, messo in gente vi ha messi assieme?
musica. È buffo perché, come mol- Il mio intelligente referente alla
te cose là fuori, non ha davvero a casa discografica. Ha detto: “Cono-
che fare con quella che sarebbe vi- sco un arrangiatore per gli archi.”
sta come un’esperienza rock, non Io su questa canzone sentivo dei
solo per quanto riguarda testi e violini, e anche lui sentiva dei vio-
musica, ma in termini di arrangia- lini. E allora arrivò Karl, si è messo
menti [delle canzoni]... che sono in un angolo dello studio ed ha co-
molto eccitanti, ed evocano anche minciato a ballare, ondeggiava da
cose mai viste, emozioni. Mi piace un lato all’altro con gli occhi chiu-
molto ascoltare gli arrangiamenti si. Poi disse [imitando un accento
38 OUTSIDER JEFF BUCKLEY

svizzero/tedesco]: “Penso che domani rienze musicali. Qualcuno dei tuoi Magari gente che non era famosa,
avrò qualcosa per te”. E arrivò con tutta primi ricordi musicali: quando hai ma persone che nella tua vita hai
questa merda. Era buono. Avere lì dei cominciato ad ascoltare musica, incontrato e che ti hanno influen-
violini, lavorare con loro, è stata una quando hai cominciato a suonare zato non solo musicalmente, ma
grande cosa la chitarra, quando hai cominciato che in qualche modo hanno in-
a cantare. fluenzato la tua stessa vita.
Ci sono alcuni momenti fantasti- Mi ha preso come prende tutti, in effetti, Certo. I Grifters. I Butthole Surfers mi
ci in cui canti assieme a loro, e poi per quanto ne so. C’è gente che se ne fa sono stati di grande conforto. Amo i
esegui parte della loro melodia. carico come di una dura vocazione. La Can. Amo i Sebadoh. Mi piace un sacco
Penso a The Last Goodbye. musica è come la violenza: è sempre quell’album dei Red House Painters,
Ma furono scritti dopo che registrammo stata al fianco dell’umanità. quello con le montagne russe.
la melodia.
Forse posso provare ad essere più Lascia che ti spieghi meglio quello
Quindi sono loro a riflettere il tuo specifico. Ho letto parecchio a a cui sto pensando...
cantato? Cool. proposito dei musicisti che hai Vuoi parlare solo dei paradigmi perso-
Già, è più di una roba jazz di reazione. citato per il grande impatto che nali e sconosciuti della mia vita?
Karl del resto è un vibrafonista jazz. hanno avuto su di te, Nina Si-
mone o Bob Dylan o Patti Smith. Ecco cosa intendo. Quand’ero pic-
Mi interessano le tue prime espe- Oppure i Kiss. colo ho cantato per cinque anni in

JEFF BUCKLEY: GRACE


– Mick Houghton // MOJO // settembre 1994 –

Nel corso degli ultimi mesi Jeff Buckley ha cominciato a farsi largo. Un piccolo scalpore di critica salutò il suo primo mini-LP live,
mentre un pugno di ipnotiche performance soliste a marzo hanno causato estatiche salivazioni – questo malgrado lo svantaggio
solitamente portato dalle parentele importanti. Il papà di Jeff, Tim Buckley, è genuinamente stato una forza unica nella musica, un
lavoro duro dargli un seguito, anche per un figlio che l’ha conosciuto a malapena. La domanda resta, comunque: Jeff Buckley sta
soltanto indossando i vestiti nuovi dell’imperatore, o l’eredità di suo padre, o è davvero un grande nuovo talento in emersione? In
modo abbastanza seducente, la risposta alla sua forza, quella del suo primo vero album, sembra essere: tutte e tre.
Saggiamente, Jeff Buckley ha cercato di minimizzare l’aspetto da ‘tale padre tale figlio’, ma non c’è modo di sfuggirgli. Già soltanto
la sua abilità vocale, uno dei biglietti da visita di Tim Buckley, è inquietantemente simile. Condividono anche la stessa anima
poetica e la tendenza all’eccesso e all’esagerazione, una cosa che ha rovinato i primi due LP di Tim Buckley, Tim Buckley ed Hello
And Goodbye. È stato solo da Happy/Sad che Buckley sr. ha messo a freno gli arrangiamenti e i testi eccessivamente barocchi, che
avevano reso i suoi primi due LP sostanzialmente dei reperti d’epoca hippy. Lì il percorso di miglioramento compariva in canzoni
controllate, misurate, come Once I Was, Song Slowly Sung e Morning Glory. E da lì in poi non si è quasi più guardato indietro.
Jeff Buckley non si sta in alcun modo infilando in un vicolo cieco – tutt’altro – ma spesso sgancia cariche di profondità emotive che
mancano il bersaglio. Principalmente è esibizionismo. Ma ancora: se possiedi una voce che può buttarsi in picchiata, sprofondare,
volare e cadere a piacimento, perché non usarla? I doni di natura, tuttavia, vanno usati con saggezza. Quando lo fa è una meraviglia
starlo a guardare. Quando non gli riesce, ti sembra di aver preso per sbaglio un LP di Colin Blunstone.
Lilac Wine (proprio il successo di Elkie Brooks) serve solo a compiacere il pubblico. Nella resa live è appassionata e impressionante,
gestita con così tanta sensibilità, ma qui è fuori posto. Canzoni del genere funzionano dal vivo perché l’artista può veicolarle con
la sua sola presenza – su disco sono solo un freddo esercizio muscolare. L’esempio più estremo è Corpus Christie Carol (For Roy):
riarrangiata da una composizione di Benjamin Britten, è innegabilmente eseguita alla perfezione. Così la può cantare come un
fanciullo del coro, ma questo sminuisce l’impatto delle due belle canzoni prima e dopo di lei. Se da suo padre deve imparare una
lezione, è imparare a costruire un ambiente, e un’atmosfera, e risucchiarci l’ascoltatore – queste due canzoni semplicemente stroz-
zano il flusso.
Se tutto questo sembra troppo severo, è perché le canzoni originali di Jeff sono troppo buone per essere sminuite. E i suoi arrangia-
menti sono anche meglio. Usando principalmente la sua Telecaster, con basso e batteria semplici, più degli occasionali e meravi-
gliosi archi, sa creare delle straordinarie strutture musicali. Non è un risultato da poco, il fatto che sappia veicolare l’essenza di un
remoto cantautore degli anni ‘60, dandogli però un sapore contemporaneo. Al suo meglio raccatta influenze di qualsiasi provenien-
za – Hendrix, gli Zeppelin, i Beatles – e le fa sembrare dei compagni di letto perfettamente normali.
In apertura al disco, Mojo Pin stabilisce l’atmosfera, una ballad interrazziale che si accende presto con la frase “questo corpo non sarà
OUTSIDER 39

un coro di ragazzi e adulti. Il nostro Che cos’era: il G.I.T.? (Guitar Insti- Quindi Lee Ritenour l’ha frequen-
direttore era un fottuto tiranno, ma tute of Technology in Los Angeles) tata, o qualcosa del genere?
era una bellissima, bellissima per- Già, era proprio il G.I.T.. Ti davano il Il G.I.T. fu avviato da Howard Roberts, il
sona. Alcuni aspetti della musica loro piano di studi, che non è molto tizio che suonava la chitarra wah-wah
ce li trapanava dentro. Ha avuto un esauriente ma è appena abbastanza, e sul tema di Shaft. E da quest’altro tizio
enorme impatto sulla mia vita, che poi puoi [schiocca le dita] passare alla di nome Pat Hayes. Non lo so. Sembra-
io fossi o meno interessato alla mu- cosa successiva. E, abbastanza in fret- va semplicemente un racket, davvero.
sica. È di questo che sto parlando. ta, ti trovi imbottito di quelle cazzate: John ha detto un sacco di cose che mi
Sì. Quasi tutti alla fine sono diventa- allora ti danno un foglio che ti spiega si sono impresse nella mente. Ha det-
ti miei amici. Ho un amico di nome cosa serva per essere un musicista pro- to che non esiste nessuno che arriva,
John Humphrey. Per un anno sono fessionista. ti mette a sedere in una stanza e dice:
andato in questa merdosa scuola di “Okay, abbiamo tutti questi artisti da
chitarra, e lui insegnava lì, era un in- È una roba orientata sul rock, giu- cui stai imparando come si suona, hai
segnante di basso. E poi se ne andò, sto? i tuoi eroi della chitarra, i tuoi virtuo-
e più tardi, dopo che mi laureai, fi- In fin dei conti, penso, l’unico vero sistici oggetti del desiderio. Ma non c’è
nimmo ad essere compagni di stanza. frutto di quel tipo di apprendimento nessuno che possa fare il tipo di musica
Questo è il tipo di scuola in cui versi un è farti ottenere delle date nel circuito che puoi fare tu, adesso, a parte te. E tu
fottio di soldi per poter passare un anno degli studios, e delle date nel circuito puoi farla, adesso. Non devi nemmeno
a imparare il loro piano di studi. dei turnisti. imparare ad andare veloce”. E questo

mai in salvo dal dolore”. Mischia poi un blues pesante


influenzato dagli Zeppelin con delle sognanti chitar-
re alla Cocteau e con il primo di parecchi momenti di
sottile accenno ai Beatles – la chitarra rovesciata di Re-
volver.
Seguono due colpi da maestro: Grace e Last Goodbye,
una così complessa nel suo arrangiamento da smentire
la semplicità del risultato finale, l’altra la semplicità in
persona. Entrambe spiacevolmente commoventi – una
fissata sulla morte, l’altra sull’amore perduto. Vorresti
dirgli di tirarsi su, ma non vuoi fermare il puro godi-
mento che stai provando a spese della sua disperazione.
Emozioni miste. Felice/Triste. Last Goodbye toglie il fia-
to. Guida la canzone un ritmo agitato, strimpellato, sot-
to degli archi r ga beatlesiani, e un testo sulle relazioni
dannate che ricorda l’unione segnata tra Bogart e Gloira
Grahame nel film di Nicholas Ray, ‘Il Diritto di Uccide-
re’. È bella fino a quel punto. Ricorda anche Sweet Surrender di Tim Buckley. Come ho detto, è bella fino a quel punto.
È raro che un’anima torturata sia così affascinante. Prendete Eternal Life: “La vita eterna adesso è sulle mie tracce/Ho la mia bara
rossa fiammante/Mi serve solo un altro chiodo.” Questo canto epico di confronto con la mortalità, sullo sfondo di riff sub-metal, tanto
duro quanto altrove sa essere delicato, è di nuovo arrangiato in modo memorabile. Mentre questo grunge bluesato trova il suo pas-
so, degli archi in stile I Am The Walrus vorticano in scena e Buckley, per qualche istante, ruba persino la linea melodica di Lennon.
Grace contiene altri momenti notevoli di questo tipo. Profondità di sentimento combinata a un maturo senso della struttura della
canzone e della direzione musicale, rendono quei superlativi che Jeff Buckley ha già ricevuto, non più dei puri esercizi di pia illu-
sione da critico musicale. Pare che abbia rigettato queste piaggerie della critica perché non si accordano al modo in cui lui vede se
stesso. Messa in altri termini: quando sei così bravo non hai bisogno che qualcuno te lo dica. Devi imparare a conviverci.
Jeff Buckley potenzialmente è bravo fino a quel punto. Nel western di Howard Hawk, ‘Rio Bravo’, confrontando la propria velocità
ad estrarre la pistola col personaggio di Dean Martin, John Wayne sputa la storica battuta: “è tanto in gamba che non sente la neces-
sità di dimostrarlo.” Il tempo ci dirà quale potrà essere la differenza tra i talenti di Jeff e di Tim. Per ora, la famosa frase di Lilian Roxon,
parlando di Tim Buckley nel 1968, in una fase della sua carriera simile a quella del figlio ora, è misteriosamente appropriata: “Non
c’è ancora un nome per il luoghi in cui lui e la sua voce possono andare.”

Traduzione di Lorenzo A.P. Balducci


40 OUTSIDER JEFF BUCKLEY

per me è il concetto più sensato studiavo batteria, e il mio in-


del mondo. È anche una sorta di segnante di San Francisco, era
processo invisibile, quel concetto: un quacchero.. e…
l’originalità. È così in tutti i siste- Non dire cazzate: è un quacchero?
mi educativi; non c’è mai nessu- Oh mio Dio.
na reale... educazione all’identità,
una specie di arte identitaria au- Già. Vive in questa vecchia
to-generativa, essere te stesso. Se grande casa che in passato
tutti a Melbourne avessero un or- era stata una stazione della
gano Wurlitzer, e avessero la pas- metropolitana. Comunque:
sione per cantare qualcosa o fare questo tizio, Steve, adesso ha
qualcosa, ci sarebbero centinaia cinquant’anni e ne dimostra
di migliaia di stili differenti, se settanta; è un tossico.
arrivassero esattamente ed esclu- Un tossico quacchero! [ride]
sivamente dal DNA di ciascuno,
dalla loro sola costituzione, e le Già. È un batterista jazz e un
loro percezioni emotive, la loro vecchio hippie, che si spostò a
idea di cosa l’arte sia. Ci sarebbero San Francisco nel 1967. Gli ho
generi lontani chilometri da ciò fatto sentire alcune delle mie
che è attualmente accettato, un’a- cose e gli sono davvero pia-
vanguardia country-rock-punk- ciute, allora ho messo su delle
folk-eccetera. È illimitata. Ma, per canzoni su cui stavo lavoran-
qualche ragione, le convenzioni do, e non gli sono piaciute. Ha
vincono sempre: ed esiste già una detto: “sei diventato troppo
formula, potente e pronta all’uso, a esoterico”. Stavo scrivendo al-
cui sottomettersi... cune robe in metrica, metrica
poetica...
Quelli sono i musicisti [basa- Cosa vuoi dire?
ti sulle formule] che riescono
a dire: “Beh, nel 1967 stavo Beh, stavo solo cercando di
ascoltando la radio e ho sen- scrivere in metrica.
tito l’assolo su All Along the Intendi come Whitman, Keats --
Watchtower di Jimi Hendrix, pentametri?
e quel suono di chitarra, quel
tono, funzionerebbero alla Esatto. Anne Sexton ha scrit-
perfezione per questo spot te- to questa poesia, “La Ballata
levisivo”. del Masturbatore Solitario”.
Già. Capisci? “Rubare ai grandi è Sì, conosco quella poesia.
okay”. Va bene. Un giorno mi fermai [al vana in stile jazz-fusion. Ho pensato:
G.I.T.] anni dopo, mentre ero in tour in oh merda – stava provando i suoi giri Beh, l’ho messa in musica, e mi ci
giro per Los Angeles, giusto per vedere grunge! Stava ingoiando il suo grunge! sono volute un paio d’ore; e mi ci
come fosse diventato. Avevano una La cosa migliore che puoi fare, cazzo, se fissai, e ho pensato: merda, questa
struttura da svariati milioni di dollari, hai l’interesse è andare da un insegnan- è una ballata, è una canzone. Ha
completamente high-tech. te privato, andare da qualche parte, in scritto una canzone senza musica.
un qualche college, e imparare la teo- Quindi ho cominciato a suonare un
Più di quanto non fosse quando ci ria. Quello è qualcosa che mi è davvero po’, usando alcune metriche, usan-
andavi tu? piaciuto, in effetti, qualcosa che non era do dieci sillabe a verso, e a Steve ho
Parecchio di più. Quando ero lì, c’era completamente senza senso. Teoria che fatto sentire alcune cose del genere:
solo un pugno d’insegnanti messi as- significa il significato della nomencla- e non gli sono piaciute. Cozzavano
sieme alla buona, e oramai se n’erano tura musicale. Ero attirato da armonie col suo... non lo so: con il suo senso
andati tutti. Avevano una struttura per davvero interessanti, roba che sentivo estetico. Avrà pensato: queste sono
i video, un corso di movenze da palco, in Ravel, Ellington, Bartok. stronzate.
cose di ogni tipo. E ho visto il tizio che Perché pensava che fossero troppo or-
lavorava all’ingresso, il tizio che con- Si sente nel modo in cui accordi la nate o troppo frù-frù?
trollava la porta. Imbracciava un basso, voce, e nelle evoluzioni degli ac-
e stava provando i suoi giri dei Nirva- cordi in alcune delle canzoni. Sai, Pensava che fossero... ‘esoteriche’ è
na! Stava suonando In Bloom col suo sentendoti parlare di originalità mi la parola che ha continuato e conti-
basso alto sul torace: la canzone dei Nir- torna in mente una cosa. All’epoca nuato a ripetere. Sì, ornate, preten-
OUTSIDER 41

ziose. Penso che la ragione di tutto mi odiava. Era quello con accanto la co- cosa pensino che sia la mia personalità.
questo fosse... beh: hai mai sentito lonna in cui si diceva che stavo tentan- È buffo.
parlare di un tizio di nome Jonny do di uccidere mio padre. Incredibile. Ad ogni modo: il brano di Rimbaud? Ho
Polonsky? detto alla giornalista che, la prossima
Oh sì certo, il formidabile Jonny Po- È quel tipo di cosa che capita spes- volta che l’avessi vista, avrei provato a
lonsky. Già. È venuto alla CBGB’s Galle- so – qualcuno interviene dalle alte metterlo in musica, ma ora come ora mi
ry e l’ha fatta a pezzi. sfere di una rivista? sto solo concentrando sulle mie cose.
Già, o anche i giornalisti stessi. Qualche
È stato un bello show? volta è capitato. Ma sono gli incerti del Sto cercando di scavare in questa
Li ha uccisi mestiere. Dove porti, io non lo so. Non pila di domande, sperando di tro-
ho un vero personaggio da difendere. varne qualcuna valida.
Ho fatto sentire a Steve il disco di È questo quello che stavo cercando di Avrei voluto essere preparato come te
Jonny, e tu conosci le sue canzoni: dire prima. La percezione vera che si ha quando ho intervistato Nusrat Fateh
in qualche modo derivano dalla di un artista è sempre un azzardo. Sem- Ali Khan. La mia idea era: vai a freddo,
roba che gli piace -- i Kinks, i Beat- bra che, quando si parla di musica, scri- non prepararti. Grande errore del cazzo.
les... vere si trasformi in qualcosa di aperto Avevo tonnellate di domande da far-
Beh, sulle prime: ma in realtà il fascino a tutti. È un concetto amorfo: perché la gli, tutte nel mio interesse, ma ci siamo
di tutto sta nel fatto che lui questo l’ha musica ha l’effetto che ha? È indescri- persi tra traduttore, incomprensioni va-
infuso nelle sue cose. È una graziosa vibile. Non ha un linguaggio, davvero, rie…
miniatura. Lo fa con l’anima; si sente la per descriverla, a meno di non rivolger-
differenza tra qualcuno che semplice- si al linguaggio alchemico e alla poe- Quindi mentre parlavi con lui sei
mente si infila nei Beatles, o in qualsiasi sia. I giornalisti rock di solito finiscono rimasto sconvolto? Ti ha in qualche
altra cosa, e qualcuno come lui. semplicemente a buttarsi su qualsiasi modo sopraffatto?

Quindi gli ho fatto sentire quella


roba. Avevamo appena avuto una
discussione, e stavo cercando di
allentare un po’ la tensione, fargli
sentire della bella musica. Mentre
il CD di Jonny andava, lui mi fis-
sa, mentre fuma la sua pipa e beve
il suo latte e vodka, e parte con la
sua tirata ubriaca e semi-coerente
sull’originalità, sul trovare la pro-
pria voce. L’atmosfera s’è inacidita.
Però è a quello che servono i CD. Servo-
no per farti entrare in rapporto con una
personalità, o per deriderla o per sputar-
ci su. Presto o tardi una canzone signi-
ficherà qualcosa, per te. Lui lo prende
come un pacchetto unico: come consu-
matori lo facciamo tutti. Ma la musica,
le canzoni, trovano altrove il proprio
significato. Sono come le mosche ai
picnic; ronzano dentro e si rubano la
tua merda. È buffo. Lo sa Dio cosa possa
aver pensato della confezione di Grace.
“Ciao, sono Jeff Buckley, sono un segaio-
lo sincretico”.

Tornando a noi, da qualche parte ho


letto che ti interessava mettere in
musica una poesia di Baudelaire?
Era Rimbaud. Sì, l’ha suggerito una ra-
gazza che mi stava intervistando per
Option. Quello era l’articolo che l’edi-
tor riscrisse completamente perché mi
odiava. Non l’ho mai incontrato, ma
42 OUTSIDER JEFF BUCKLEY

Già. Stavo morendo. E questo è uno. C’è Già. Umile. Piccolo, anche. Era davvero implica soldi, implica i tour; è una com-
un altro uomo di nome Abed Azrieh. piccolo. pagnia di giro veramente scalcagnata
C’è un uomo di nome Alim Kasimov. – lo stesso giorno li ho visti cacciati via
Abed Azrieh vive a Parigi. È un cantan- Quindi: è come un piccolo cerchio. da una cazzo di camera d’albergo. Un
te siriano, voce molto profonda (Buc- Sì, fai conto una sfera. Dopo lo show, tizio dell’hotel venne su e disse: “Chi è
kley canta qualche nota nel suo stile). sono uscito con un paio di amici; ci il responsabile della stanza, qui?” E io
Abed ha cambiato la mia vita, per via aveva invitati il manager, Ikbal, un pensavo: “Questo qui è il fottuto Jimi
del modo in cui vede gli uomini. Era un fottuto animale da party. I musulmani Hendrix del fottuto Pakistan! Qui è lui
uomo che riusciva ad essere, in qualche non toccano liquori, sigarette o cose del il capo!”. In seguito sono stati scaccia-
modo, delicato, forte, talentuoso e cen- genere, e questo tizio fa [imitando un ti anche dal Town Hall – “Liberate la
trato. Ero a cena con lui e la mia amica accento mediorientale] “Raggiungete- stanza, gente! Fuori dalle palle!”. Stesso
Susan. Quando è entrato nella stan- ci, abbiamo da bere, da bere, un sacco di discorso.
za mi ha fatto sentire completamente roba da bere”.
diverso, soltanto perché ero in quella Pensi che fosse una cosa razziale?
stanza con lui. E volevo uniformarmi Ma Nusrat è un sufi, giusto? No, no. Beh, penso che il tipico diret-
a tutto questo, così come vogliamo tutti Quello che ho effettivamente detto tore d’albergo, a vedere un pugno di
uniformarci a qualsiasi bella creatura. E nell’intervista è che era il primo sufi pachistani in una stanza d’hotel, sem-
ricordo che quella è stata la prima volta che avessi mai incontrato in vita mia, plicemente impazzisca. Ho lavorato in
che ho visto un uomo cantare con un per quel che ne sapevo. un hotel, e so come funziona. Ma, no, i
tamburello in mano. compagni di tour di Nusrat non erano
La seconda volta che ho visto la mia troppo a posto, tutto lì. Non sono quel
vita scorrermi davanti agli occhi a cau- tipo di tour manager ad alto potenziale,
sa di un essere umano, è stato quando con i cellulari e la cintura porta-soldi.
ho cantato con Alim Kasimov. C’era un Se senti cantare Alim Ka- Ikbal, quando finisce di cantare sui ri-
festival di musica classica a Saint Flo- simov ti accorgi di come tornelli di Nusrat, conta tutte le mance
rent, in Francia, una piccola deliziosa lanciate sul palco, poi va a comprare la
comunità estiva. Un locale molto pic-
sia una cosa pura, senza cena per tutti. In qualche modo riesce a
colo, circa seicento posti a sedere. Alim sforzi... è a quello che ser- pagare il noleggio del furgone.
è arrivato, e lui viene dall’Afghanistan, Ma l’aspetto particolare di Nusrat è che
ve la voce. È davvero al di
ed è un cantante magistrale. Di solito lo era così – beh, prima ho detto “ordina-
accompagnano due fratelli agli archi, là di qualunque cosa io ora rio”.... era seduto in un ristorante, non
ma non erano potuti venire, quindi è riesca a capire. Il respiro aveva mangiato molto, stava leggendo
arrivato col suo tamburello, e ha can- il giornale, guardando uno spettacolo
tato, ed era una cosa così pura e senza scorre in questi uomini. comico con gli altri cantanti, suo fratel-
sforzi, come... un’enorme collina di fiori lo, i suoi cugini, le loro mogli e i mariti, e
in boccio. È a quello che serve la voce. si pisciavano addosso dal ridere, e credo
È davvero al di là di qualunque cosa io di essere scivolato in una specie di fan-
ora riesca a capire. Deve esserlo, perché tasia in cui lui era mio zio o qualcosa di
il respiro non scorre attraverso di me Ma se vivi a New York, probabil- simile. Le sue grandi spalle, i suoi capel-
come fa con quegli uomini. [La voce] è mente ne hai visto qualcuno. li un po’ radi. Riesco quasi a toccarlo,
un eterno soffio di vento che non si è Oh, sono andato a un paio di incontri di annusarlo.
mai fermato, e non è mai cominciato. sufi. È stato imbarazzante. Sembrava un Ho cantato alcune delle mie melodie
Dico così perché mi sento un idiota. Ma ashram hippie. E penso di essere in gra- qawwali e rāga preferite, che sapevo
guardi a questi uomini, e hanno tutti do di vedere la differenza tra questo e essere anche le sue.
questa bellissima età virile di, tipo, 45- la roba vera. Penso che gli incontri sufi
50 anni. non siano rintracciabili; non li troverai Le hai imparate sui suoi dischi?
mai. Dai suoi dischi e da altra gente che sa-
Totalmente in antitesi con la cultu- Nusrat dice che lui “segue il Sufismo”, pevo conoscere il rāga. Ma non posso
ra giovanile del rock&roll… intendendo che segue quel percorso e spingermi troppo in là. Devo partire da
Già, questi tizi sono… uomini maturi. che ancora non si definisce sufi perché, quella che è la mia tradizione di ma-
Sono diventati dei simboli, per me. Por- almeno per la sua sensibilità, non vive schio americano bianco.
tano con sé una straordinaria tradizio- come ha vissuto suo padre. Suo padre
ne, e una cultura poetica, una religione, era un maestro, uno studioso, non un Già, se ti spingi troppo in là diventi
davvero ricche. Penso che incontrare intrattenitore. Nusrat probabilmente un etnomusicologo.
Muddy Waters sarebbe stato lo stesso: sente di essere entrato nel campo del- Fanculo queste stronzate. Semplice-
perché era così terribilmente ordinario. lo show business al fine di migliorare mente non ha “rock”. Io devo cantare
la forma [del Qawwali], e al fine di dif- delle mie esperienze. Entro con entu-
Intendi umile? fondere il messaggio. Quindi la cosa siasmo in quelle discipline, ma sto cer-
OUTSIDER 43

cando un tipo di informazione molto su una specie di integrità spirituale frontato col tuo sviluppo come mu-
diverso, qualcosa che si amalgami alla che era in lui, e sul rispetto per le sicista, e cosa pensi della tua identi-
mia esperienza, al mio dna musicale. tradizioni musicali che stava stu- tà di cantante nel contesto della tua
diando. ammirazione per personaggi come
Nel college che ho frequentato c’e- La gente che ha scoperto quei ritmi e li Patti Smith e Bob Dylan, i quali, a
ra uno spettacolare programma di ha utilizzati, lo faceva per evocare le di- torto o a ragione, sono considerati
etnomusicologia, e ho studiato con vinità, evocare la pioggia, e scacciare gli meno cantanti e più...
un batterista di nome Royal Har- spiriti maligni – una cosa molto segreta. Poeti.
tigan. Scrisse una tesi di duecento Posso cantare e suonare solo di quello
pagine sul modo in cui incorporare che ha forza per me. Non desidero di Sì.
i ritmi ghanesi, indiani meridio- uscirmene con un’attraente amalgama; Mi domando perché sia così.
nali e balinesi nella struttura di uno spettacolo di marionette balinesi,
batteria jazz afro-americana. Dalla un tipo di vibrazione da gamelan, non È la stessa cosa di cui parlavamo
sua roba era veramente difficile ca- avrebbero senso per me. [ride] prima – è convenzionalità, musica
vare un senso, ma era un musicista occidentale, tono, intonazione.
magnifico. Spaccava, non era af- Sono rimasto davvero piacevol- Esattamente. Non riconosco affatto
fatto rigido. Aveva questa roba in- mente sorpreso nel leggere una quella sensibilità. Non riconosco nulla
tensamente intellettuale in corso: cosa che hai detto. Stavi parlando che non sappia riconoscere un bocciolo.
ma quando si sedeva, scompariva. di Blonde on Blonde. Descrivevi Parlavi di Anne Sexton e del suo ritmo.
Aveva alcune idee davvero rigide Bob Dylan, come cantante, e hai Quello che manca alla tua poesia scritta
su cosa fosse giusto incorporare da detto “Su quell’album, Dylan è Bil- [si indica il petto] è questo, il corpo che
altre culture, e cosa non lo fosse, e lie Holiday”. Volevo chiederti del le dà significato e la spara nel cielo. La
credo che quelle idee fossero basate tuo sviluppo come cantante, con- poesia viene dalla gente che la fa; i libri
sono solo libri, ciano-
tipi. Dylan e Cohen e
Patti Smith, tutti oscuri,
tutti romantici. Quando
dico “romantici” inten-
do una sensibilità che
vede ogni cosa, e che
deve esprimere ogni
cosa, e ancora non sa
che cosa cazzo sia: fa
davvero male. Tenta
solo di dire, disperata-
mente, qualsiasi cosa
senta: e ciò può voler
dire cose enormi. Quel
tipo di mentalità che
può trasformare un’a-
rancia baciata dal sole
in un meteorite in
fiamme, e farlo suona-
re in quel modo in una
canzone.
E c’è quell’etichetta
pretenziosa di cui par-
lavamo prima. La gente
dice: “Perché abbellirla?
Deve essere una canzo-
ne. Perché tutta que-
sta roba frù-frù?”. Beh,
perché l’arte? Perché la
pittura? Perché la scul-
tura? Sembra come se il
mondo si sia sbarazzato
foto: Bob Berg/Getty Images del tutto dell’arte, e di
qualunque preoccupa-
44 OUTSIDER JEFF BUCKLEY

zione o relazione verso di essa. Tantissi- la lista dei drink contro una finestra) frega un cazzo? A me? Perché dovrebbe?
me cose semplici sembrano essere sopra fare questo, ma il coraggio di... inven- Una cosa che mi ha colpito di Patti
la testa del pubblico. Ma in realtà, se ci tare la lampadina. È un potere molto Smith è che ha sviluppato, oppure l’ha
arrivasse in un certo modo, lo colpireb- chiaro che non vediamo quasi mai, e sempre avuta, una grande quantità di
bero dritto in pancia; è davvero facile. lo vediamo solo nella musica; la gente compassione per se stessa, che viene
La forza di Smith e di Dylan e di Cohen inventa cose. Non abbiamo amici che trasferita sul mondo intero. Una grande
sta nella loro abilità di raccontare così inventino nuovi tipi di bollitori o di band leader.
bene quella storia, e tutta la roba su bicchieri.
Blonde on Blonde e su Horses e Radio L’eccitazione basilare e immediata per Già, il grande talento di cui nessu-
Ethiopia e Songs From a no parla mai è quello.
Room, e anche Death of Io l’ho visto, amico. Ero lì,
a Ladies’Man, che è un al- a questa jam. C’ero io, Len-
bum squallido da morire; ny Kaye, Tom Verlaine,
è un dono raro, che qual- Jay Dee Daugherty, Tony
cuno sia in grado di can- Shanahan, questo tizio di
tare tutto questo, di dirlo. nome...Hearn [Gadbois]
Dylan non aveva alcun alla darbouka, e un ragaz-
tipo di ornamento. Aveva zino di nome Oliver [Ray].
una sensazione pura e un Stavano facendo questa
puro linguaggio che sgor- jam che poi avrebbero
gavano da lui, e questo editato e trasformato in
faceva tutto. una canzone. Non avevo
mai incontrato Patti pri-
Una volta stavo ascol- ma, ed era favolosa, favo-
tando il Greatest Hits losa... Era parte della vita
Vol.1 [di Dylan] sul di quelle persone da sem-
walkman: e nel - forse pre. Per me, essendo un
– secondo ritornello di outsider, e non un vero
It Ain’t me Babe, quan- amico, anche se in fondo
do canta “No, no, no, it fiducioso e affidabile... è
ain’t me, babe,” (“no, stata come un’iniziazio-
no, no, non sono io, ne letale. Davvero, tutto
bambina”) centra dav- quello che stavo facen-
vero il terzo “no.” Ero do era contribuire a una
in metropolitana, e mi jam, ma mi sono sentito
sono guardato attorno realmente incastrato du-
come se fossi in shock, rante ogni secondo che
aveva completamente passava. Stavo suonando
preso la mia attenzio- uno strumento che non
ne. E allora ho pensato, so suonare, questo sitar
beh, fanculo al cantare in miniatura chiamato
bene e cantare male. essrage, uno strumento
Se prendi un esperto di ad arco. E la mia tecnica
canto e gli fai smontare con l’archetto è quella di
e analizzare quella fra- un bambino di otto anni.
se, come potrebbe mai Ma sono riuscito a tirar-
dire che non sia splen- ne fuori una melodia, e
dida? l’invenzione arriva dalla musica, ed è lei era così disponibile, disponibile a
È l’emozione dietro di lei... non c’è nes- probabilmente questo il motivo per cui qualunque idea, tranne per le idee che
sun “bel canto”: è solo “presente” o “as- è legata a così tante tensioni, a così tanti soffocavano qualcosa, che soffocavano.
sente”. È tutto. soldi, a così tanto statuto sociale, tutti i
pregiudizi e il dolore e il reale tormento E lo manifestava con tatto?
Cosa intendi? L’impegno emotivo? spirituale vissuto dagli artisti per sco- No.
Quanto profondamente lo si senta? prire se siano davvero necessari o rile-
Quello è un aspetto. Ma penso che sia vanti nel mondo. Quello è il primo vero Diceva solo: “Non farlo?”.
anche più gutturale di così. Sono le pal- tormento: Dovrei vivere? Devo vivere? Già. “Sta zitto”.
le. È solo il completo senso d’immortali- Questa cosa di vivere la devo fare? Esi-
tà, di coraggio. Non il coraggio di (lancia ste un posto per me? A qualcuno gliene Il batterista di cui ti parlavo prima,
OUTSIDER 45

Steve, il quacchero – i suoi concer- lenti, sia il fatto che vivono la loro vita tutti. Ci sono gelosie, rabbia, sempre.
ti più importanti sono stati con Joe allo scopo di raggiungere quegli stati.
Henderson e Van Morrison. Non assomigliano al tipico giovane e Le relazioni in una band sono come
Cosa? Assieme? bianco “tizio rock”. le relazioni d’amore – lo stesso tipo
Suppongo che la convenzione sia che di vulnerabilità e lo stesso tipo di
No, prima Van Morrison, poi Joe il rock è per il palco. Non so come lo dolore, il potenziale per il tradi-
Henderson. gestiscano le altre persone. Conosco mento. È così intenso che puoi a
Oh, meno male, stavo già,pensando: alcune persone che gestiscono un con- malapena viverci, in quel mondo.
“Ma come ho fatto a perdermelo?”. certo rock come un’occasione speciale. Quando ero a Boston, per un po’
[ride] Si vestono a modo, e vanno su di giri, e non ho avuto veri amici oltre alle
quando è finita, non si portano niente a persone con cui suonavo, ma erano
Ha suonato con Van Morrison su- casa. Ma per me non è così. Per noi non abbastanza per... una vita intera!
bito dopo l’uscita di Astral Weeks è così. E non è niente di nobile o pre- Non ero felice, ma era una intera
e Moondance. Apparentemente ha tenzioso; in quell’altro modo per noi ha vita. Era enorme.
registrato un sacco di roba che non semplicemente più senso. È proprio come nelle relazioni d’amore,
è mai stata pubblicata, per un pe- entrambi lavorate su ciò che c’è di con-
riodo di circa tre anni. Steve ha det- Beh: non sta lì la differenza tra il diviso tra di voi.
to che con Van Morrison si sentiva trovare musicisti coi quali hai affi-
così: che non stava tanto suonando, nità spirituale, e trovare qualcuno E quando non funziona, è così ov-
quanto era Van a suonare attraver- vio e così doloroso.
so di lui. Suonava lui un fill che con Il tuo modo di scrivere sta vivendo
la melodia avrebbe funzionato... dei cambiamenti che saresti in gra-
E metteva assieme qualcos’altro. do di caratterizzare?
Conosco alcune persone che No, scorro assieme a lui e basta. Ancora
Già. Steve diceva a se stesso: “Non gestiscono un concerto rock non lo so.
l’ho fatto io. Non erano i miei Devo cedere, e dirti che non penso che
istinti, non era subconscio, era lui: come un’occasione speciale. niente di tutto questo sia davvero de-
Van. . Si vestono a modo, e vanno gno di nota.
Sono pronto a scommettere che quello
che Van ha estratto da lui fosse una for-
su di giri, e quando è finita, Cosa mi stai dicendo?
ma di energia. Dipende davvero dall’at- non si portano niente a casa. Tutta questa situazione del cazzo. Devo
teggiamento. Quelle persone con cui Ma per me non è così. ricordarmi... cosa significhi essere inter-
ho suonato nella band di Patti hanno vistato per una rivista. Non significa
un certo tipo di atteggiamento, che era nulla.
contagioso, e risuonava.
Scusa, non ti seguo.
Che idea hai di te come leader di Bene, okay, hai il mio album. Interpre-
una band? Sembri avere una buona che è soltanto, diciamo, un gran tazione secca: io che do corpo a dei bra-
consonanza, e affetto, e amore, ver- chitarrista solista? ni originali, assieme ad alcuni standard
so le persone con cui suoni. Quan- Già: con Michael, il nostro chitarrista, che suonavo durante i miei spettacoli
do vedo persone che fanno musica è proprio così. Prima di questa non era nelle caffetterie. È tutto lì. Ora c’è tutta
assieme, e si guardano l’un l’altra, mai stato in una band, e non sa suo- questa acclamazione, elogi, maledizio-
che sia con un sorriso o un cenno nare gli assoli. Ma la sua musica ci ha ni, speculazioni; è molto strano. Com’è
o qualche altra manifestazione del mandati in una dimensione completa- là fuori? La gente come mi vede? Come
legame che c’è fra di loro, questo mente diversa. Quando è venuto su ed pensa che io sia? Cosa pensa che io sia?
porta la musica... a un livello molto ha suonato con noi, sapevo che sarebbe Lo sai?
più alto. andato bene, e fu così. Sapevo che ce l’a-
Già. O la porta all’essenziale. Molti dei vrebbe fatta. Un uccello raro... Lo stai chiedendo a me?
nostri concerti sembrano semplicemen- Già. E le ragazze e tutto il resto?
te delle enormi, piacevoli, confusiona- Quindi voi tre andrete avanti assie-
rie sessioni di baci, dove sei così pieno me per un po’? Beh, posso parlare solo della mia
di passione che ogni movimento che fai Sì. Io l’ho sempre pensata così. Sono reazione, e, forse, del mio shock
sul corpo... lo spedisce verso il piacere. sempre stato in band che conoscevano davanti alle reazioni altrui. Ho let-
Principalmente è così; poi le canzoni le dinamiche. Ci sono mille modi di- to la recensione di un tuo recente
arrivano da sole. Penso che consista versi per farlo: c’è la band in cui sono concerto a Boston, nel quale l’auto-
solo nel lasciarsi andare ad alcuni stati coinvolte due persone [come collabora- re ha detto qualcosa che ho trovato
dell’essere. Immagino che il motivo per tori principali], la band con il dittatore, totalmente fuori luogo. Era un pa-
cui i cantori qawwali siano tanto eccel- quella totale, completamente aperta a ragone, un paragone dispregiativo
46 OUTSIDER JEFF BUCKLEY

tra te e Jim Morrison. de la via facile, si alimenta da sola. siva, perché stando all’interno di
Uh-huh? Mi piacerebbe essere così ac- Già, è tutto endogamico, parecchio, ai quel contesto poteva esprimere
culturato, e sexy, e imponente – Mi pia- piani alti. Io conosco le vere grandi tantissime cose.
cerebbe. band che non conosce nessuno, e sap- Beh, la gente gli si accostava con que-
piamo tutti che è lì che le cose succe- sta... ostilità incredula, e con delle do-
Beh, quello non era un compli- dono. Amo gli Helium. Ma il ragazzino mande davvero stupide, domande dav-
mento. medio ha gli Oasis, e non ascolta Mary vero umilianti – “Pensi che le persone
Era una frecciata, lo so. Beh, non me ne Timony. capiscano davvero quello che canti?”.
frega un cazzo! Mi sto solo domandan- “Vaffanculo!” -- la mia risposta sarebbe
do questo che tipo di sapore sia. Cosa... Hai mai letto il “New Yorker”? questa. La sua era: “Sì, me l’hanno detto
non lo so. Me lo domandavo e basta. No. [che capiscono]”.

Beh, il motivo per cui ho voluto Quello contro cui si battono, in par- Anche ai Beatles riusciva bene.
scrivere di te, il motivo per cui fac- te, è il culto della personalità che Sì. Amo quelle stronzate. Ma quella era
cio tutto questo è che penso che la domina larga parte della nostra stampa con gli occhi aperti. C’era una
tua musica sia bellissima. cultura. Io, che scrivo di te, e parlo grande disparità in termini di età e di
Grazie. È quello che sto cercando di della ragazza che ti sta seduta in obiettivi. Ora sono ragazzini che guida-
fare: costruire cose belle. Non me ne braccio e rendo romantico il tuo fu- no ragazzini.
frega un cazzo dei riferimenti incrociati mare, bere caffè – in Australia! Vo-
che può fare la gente o il giornalista di Tutti sono i colleghi di tutti, e i gior-
turno. Non provo compassione per la nalisti cambierebbero volentieri
loro mancanza di comprensione, o per posto con te se solo potessero. Non
la loro paura del cambiamento, la loro trovi sorprendente quanto siano
paura della... musica. Non mi interessa- Sto cercando di costruire bene informati i giornalisti rock?
no le percezioni di una cerchia di gior- cose belle. Non me ne Ho regalato al mio compagno di
nalisti. Anche se a volte riesce a ferirmi, stanza ‘Spin Alternative Record
frega un cazzo dei riferi-
o a disorientarmi. Guide’ per il suo compleanno...
menti incrociati che può Oddio! Mi avevano chiesto di contribu-
Posso approfondire un po’. Come fare la gente o il giornali- ire al progetto.
te sono cresciuto, probabilmente,
ascoltando questo, il rock, e come sta di turno… In che modo, scrivendo una lista
hai detto prima sono più vicino dei tuoi dieci album preferiti?
agli AC/DC che all’Islam. Proprio Già: quel fax l’ho strappato, cazzo.
come un sacco di altri ragazzi, con
questa merda ci siamo cresciuti. Beh, è una buona lettura quando si
Già, sicuro. gliono allontanarsi da tutto questo, è in bagno. Quando lo leggo, però,
ma il loro problema è... penso tra me e me: “Ho ascoltato
Ciò che mi emoziona, essendo io In che altro modo attirare lettori. questa musica per tutta la vita, e
una persona che si emoziona di non so di cosa cazzo stia parlando
fronte a diversi tipi di musica, è il Eh sì. questo tizio”. A volte mi sembra che
modo in cui incorpori così tanti tipi Non c’è niente di male in una rivista i giornalisti di “Spin” definiscano i
differenti di musica che ami. E lo che rifletta tutto quell’armamentario loro gusti al solo fine di dire “Fotti-
fai in un modo che tutto sommato da rockstar, niente di male nel ritrarlo. ti” a Rolling Stone. Se a Rolling Sto-
trascura qualsiasi cosa che abbia ne piacciono i Live, Spin li odierà.
a che fare con i manierismi tipici Già, se c’è, c’è: e se sei un reporter, Già, sono molto più trendy di Rolling
del rock&roll. È bello, è audace, ed provi a dire la verità. È distillare Stone. È sempre la solita cosa, no? Penso
è sprezzante verso... tutta la merda una persona in quell’oggetto che che a quei giornalisti piaccia davvero la
che non ha nessun valore. è terribile, non guardare a ciò che roba di cui scrivono – sono delle mac-
Giusto. Ho visto troppe cose comparire lo forma. O cercare di ritrarre quel- chine perfette e integrate. Le loro pre-
e scomparire. Tutto questo continuum lo che il soggetto sta onestamente occupazioni riguardano gli intenti gior-
di cultura musicale socio/fama-orien- tentando di esprimere. È molto raro nalistici. Stanne certo! Una volta che
tata. Ho visto comparire e scomparire che qualcuno possa essere ridotto a un uomo mette qualcosa in stampa, in
ogni tipo di suono. Li ho visti tornare quel tipo di ‘fumetto’. circolo, questo significa qualcosa – e ne
a galla, ed ho solo ventinove anni. E Beh, Madonna può. Può essere ridotta a parlo da qui, cosciente che sarò in stam-
questo dice qualcosa di quanto cieca sia un simbolo, a un aspetto. Dylan ne ha pa e in circolo, edito o inedito – dà una
l’intera questione. fatto un’arte. vera botta di potere. C’è un vero potere
anche nell’essere un editor o un autore.
L’industra musicale, quando pren- Ma era un’arte totalmente sovver- In realtà i critici non fanno niente che
OUTSIDER 47

abbia un valore durevole. Ma agiscono succhiata nella stessa fottuta trappola. giare una donna o desiderare una don-
nella consapevolezza di stare facendo Kurt Cobain muore, e cosa succede? Gli na o scopare, o niente del genere. Parlo
la cosa giusta. Vivono dentro a una spe- editor di Rolling Stone fanno uscire un delle strutture emotive in cui cadi, gli
cifica gamma di gusto, dicono cosa sia libro-tributo: perché loro ci tengono tal- stati di caos che ti bruciano, per giorni
figo e cosa no. È una cosa molto avida, mente tanto da pubblicare una compi- e giorni e giorni, e portano con sé ogni
orientata sui collezionisti; sono come lation dei loro articoli nel giro di pochi sorta di comprensione – tipo una rottu-
dei costruttori di modellini che non sia- mesi! ra? Nemmeno una rottura: una putre-
no mai saliti a bordo di una nave. Se un fazione. Voglio dire: perché la gente si
tizio così prendesse una chitarra e salis- Una volta ti ho sentito su una radio lascia? Perché fa questo? Perché, di col-
se sul mio palco, lo sbatterei fuori a calci di Boston intervistato da un DJ che po, diventano invisibili l’uno all’altro, e
in culo immediatamente. diceva, in tutta serietà, qualcosa cominciano a smagnetizzarsi? Non san-
Non c’è niente di sbagliato, a mio pare- tipo: “Jeff, per alcuni mesi mi sono no cosa stia succedendo – [lo realizzano]
re, nella critica. Ma c’è qualcosa di sini- davvero immerso nel tuo album. a cose fatte, e sempre con avvilimento.
stro nei critici che vivono fuori dal pro- Ogni volta che lo metto su a casa, “Dio aiutami, cazzo sto morendo! Cosa
cesso artistico e provano ferocemente a mi fa venire voglia di prendere sta succedendo?”. Quel tipo di cose.
legittimare una forma d’arte all’interno mia moglie e buttarmi dritto in ca- Ultimamente, quando mi fumo una
della loro sensibilità. Ti immagini come mera da letto. Sul serio. Ti conside- canna, ho delle fantasie di morte. Sono
sia vivere in un mondo del genere? Hai ri un romantico?”. [ride] molto vivide, sono vividi sogni ad occhi
ascoltato vagonate di Billie Holiday, Per “romanticismo” non intendo corteg- aperti che si ripetono ancora e ancora.
Armstrong, Fats Waller. Se sono davvero di
Ti sei concentrato sugli qualità, si ripetono an-
anni ‘30, ‘40 e ‘50, e poi cora e ancora e ancora.
scrivi di PJ Harvey per-
ché è sexy e ti ricorda Su cosa si concen-
Howlin’ Wolf. Molti dei trano?
loro gusti mi piacciono. Beh, mutilazioni, le
È solo che il modo in mutilazioni altrui,
cui parlano di musica quanto possano essere
ovviamente rivela delle veloci. Non è una pa-
anime inacidite. ranoia – lo vedo solo
succedere. Vedo omi-
Penso che quei ra- cidi. Vengo assassina-
gazzi si atteggino e to, nei miei sogni. Mi
basta. Mi immagino scontro con degli as-
un autore di Spin che sassini, nei miei sogni.
dopo il lavoro corre a Di rado vengo ucciso,
casa e si ascolta Born ma loro sono proprio lì
to Run. Sul posto di con me. E di rado sono
lavoro non avranno io l’assassino. Qualcu-
mai il permesso di ap- no sta sempre cercan-
prezzare Springsteen. do di uccidere me. C’è
Giusto. Non puoi ucci- quello che picchia sua
dere il passato negando- moglie, un enorme,
lo. Puoi ucciderlo solo massiccio tizio con i
rendendolo obsoleto. E capelli neri e una cin-
anche così, devi trovare tura. Si sfilerà la cintu-
qualcosa di onorevole ra. Lo odio per via del
nel passato. Non puoi modo in cui picchia
mozzare pezzi di te, e sua moglie. Ha una
aspettarti che ricresca- bellissima moglie.
no.
Genere, genere, genere. Queste non sono
Pensa ai Nirvana. Una persone che conosci
cosa che è stata davve- davvero?
ro grande e divertente No. Beh, probabilmen-
e differente, rock che te hanno aspetti di
interpreta l’anima. È persone che conosco
stata completamente ri- davvero. Conosco una
48 OUTSIDER JEFF BUCKLEY

persona così. E stava per uccidermi. Ho alto fuori dai confini, ma insomma mi un giorno magico. Vivevamo vicini a
conosciuto un killer, sempre in sogno, condannarono a morte. Mi assegnaro- Disneyland, e a volte mia mamma dice-
che era un artista. C’era un tizio, un tipo no il mio consulente legale, quest’inu- va: “Domani andiamo a Disneyland”, e
davvero basso e timido, con un princi- tile signora bionda, che non mi disse così andavo a letto con questa fantasti-
pio di calvizie in cima alla testa, troppo esattamente cosa stesse succedendo. E ca eccitazione per il giorno dopo. E mi
giovane per perdere i capelli. Ed era un mi disse che avevo dieci minuti da vi- ricordo di questo sogno. Tutte le piante
artista; questo vuol dire che, quando uc- vere. E mi diede queste testimonianze e gli alberi si erano trasformati in questi
cideva le sue vittime, non le uccideva dell’accusa, queste foto d’archivio che boccioli del colore del fuoco, e c’erano
immediatamente. Le anestetizzava e le illustravano quello che mi sarebbe suc- queste enormi, massicce renne, renne a
intrecciava per farne dei canestri, e nei cesso. Quello che succede è che ti porta- fumetti fatte di fiori, e le si poteva caval-
canestri le loro viscere funzionavano no in questi padiglioni medici, e loro, di care come scimmiette, ed era un giorno
ancora. Li teneva in vita, e scattava loro fronte ai padiglioni, siedono a dei tavoli magico. E c’era questa musica. Non rie-
delle fotografie. da picnic. Quindi: ho visto le foto – ce sco a ricordarla, ma ricordo che effetto
n’erano circa dieci, o otto: qualcosa del facesse.
Scusami, ma... genere. Per prima cosa ti rasano la testa. Guidare lungo quella strada australia-
Questo era un sogno. La seconda cosa che fanno è posizionar- na alle sei di sera mi ha ricordato tutto
ti in questa specie di imbragatura da questo, ed è un bene, perché almeno
Le immagini arrivano da un sogno, dentista. Tu sei legato lì dentro, e allo- mi rimane un po’ di innocenza... da
ma la conoscenza di tutte le infor- ra loro prendono un ago e te lo ficcano qualche parte. E quella sorta di sorgen-
mazioni di sfondo era già lì. Perché nello stomaco, e poi prendono un altro te, quel serbatoio. So di averla, anche
quello che descrivi è bello compli- se alle volte la perdo di vista. Però è lì.
cato. Penso che non si perda mai il bambino
No, no, ho visto quello che ha fatto, e di quattro o cinque anni che è in te; svi-
potevo vedere che gli occhi della vitti- luppi solo delle corazze esterne. Cono-
ma erano ancora vivi. Penso di avere una pulsio- sco parecchi over-quarantenni che non
E c’è stata quella volta in cui sono stato sono cresciuti affatto.
condannato a morte. Questo tizio [l’arti-
ne a sentirmi... eliminato,
sta] era magnifico – era concentrato sul in qualche modo, Già, a volte mi torna in mente il
suo lavoro. C’erano file di cavalletti, e su modo in cui funzionava la mia te-
distrutto. A volte i sogni
ciascun lato dei cavalletti c’era una foto. sta a, diciamo, sei anni, e penso:
Aveva la sua galleria personale allestita mi parlano. “Merda. Il modo in cui allora ho
dentro alla sua piccola e privata... vive- raggiunto quel pensiero, è esatta-
va in quella che sembrava una piccola mente il modo in cui ci arrivo ades-
scuola, un collegio di campagna, nel so”. Le cose che mi piacevano, le
sud. Io mi cagavo addosso dalla paura, cose che non mi piacevano.
tremavo, guardavo le foto di queste per- ago, e te lo ficcano alla base del collo. Già. Questo [ricordo] oggi era sul mio
sone mutilate, e cercavo di confortare Quello che fanno è inserirti un piccolo patrigno. Stavo giusto per mentire su
questo tizio, provando a evidenziare gli globulo di metallo nel cervello, e darti qualche cosa, e lui lo sapeva. Era un
aspetti positivi del suo lavoro: restando anche un siero che fa... uomo grosso, di un metro e novanta,
completamente terrorizzato per tutto il Stronzate del genere. Il mio lavoro un metro e novantacinque. Ricordo che
tempo. E all’ultimo momento è arrivata arriva da lì. E anche altre cose. Non è ero nella mia stanza; penso vivessimo a
la polizia e mi ha salvato. La polizia mi qualcosa di preciso, e non è niente che Fullerton, vicino ai binari della ferrovia
ha anche portato via per essere condan- io possa spiegare. Non è una cosa magi- e all’aeroporto. E lui ha detto: “Se men-
nato a morte con iniezione letale – non ca, che potrei spiegare. È quello che è, e ti, ti sculaccerò. Se mi dici la verità, non
ricordo a causa di cosa. Penso di aver vo- posso descrivertela. Sai cosa voglio dire? succederà nulla”. Ha mantenuto la sua
lato, ho volato per scappare a dei bulli, e Che è la mia sorgente. promessa.
ho volato fuori dai confini regolamenta- Quando eravamo ad Adelaide [Austra-
ti dalla città. Allora gli sbirri hanno por- lia] – andare lì è stato un bene – abbia- Quindi hai mentito o hai detto la
tato me, e i bulli, gli assalitori, in questa mo percorso questa strada che era mol- verità?
stanza. Camminiamo lungo il corridoio, to confortevole, e bella, e perfetta, mol- Ho detto la verità. Credimi. Ma ricor-
e io continuavo a parlare ai poliziotti, to simile ai posti in cui sono cresciuto, do che mantenne la promessa, ricordo
cosa che avevo scoperto essere proibita, nell’Orange County, ad Anaheim. Siepi quella sensazione... quelle cose dav-
un’infrazione. Ho detto “Co...” davvero perfette, e auto scintillanti, at- vero speciali che non hanno bisogno
trezzi allineati con grazia nei garage, e di parole. Me le tengo strette, perché...
Scusami, la regola qual era? Papà e Mamma e Fluffy e Jodi. E il cane, una parte così grossa di quello che resta
La regola era di non parlare alle guar- Little Sparky. [ride] Totalmente perfet- dell’esistenza è così fottutamente ovvia,
die, in nessun caso. Cosa ho fatto non to – poi ecco me, e mia madre single. così semplice da ripetere, ed è così facile
lo so. Okay, forse avevo volato troppo in Ricordo di aver fatto questo sogno – era annoiarsene. Ma c’è quest’altro ritmo
OUTSIDER 49

che intanto esiste sempre; è molto più


vibrante, ma è più difficile da condivi-
dere. Immagino che sia nelle profon-
dità più abissali di quel ritmo che i sufi
vivano. Loro sono completamente... in
fiamme, sempre.

In questo periodo sto leggendo un


romanzo, The Bone People, scritto
da una neozelandese, Keri Hulme;
è un libro sui maori. Parla di una
donna mezza europea e mezza ma-
ori, della sua relazione con questo
maori, e con suo figlio. Il bambino
non è il figlio naturale dell’uomo.
Il bambino è un naufrago, e l’uomo
l’ha trovato, e l’ha cresciuto come
suo. Molto del libro tratta della
combinazione di brutalità e tene-
rezza del padre, come in questa
particolare relazione siano l’uno
indispensabile all’altro. Massacra
di botte il ragazzino, ancora e anco-
ra, eppure gli dà... se stesso. È pieno
d’amore, ogni sera canta ai piedi
del bambino prima di metterlo a
letto.
È perché non ha una donna.

Già. Sostanzialmente è così. Dal


modo in cui l’autrice descrive i
maori, sembra che i loro sogni sia-
no davvero presenti nella loro vita
quotidiana.
Sai cosa succede dopo un po? Leggi ogni
cosa nel modo in cui leggi i sogni.

Quando parlavi di quei sogni di


morte, parlavi di qualcosa che vi-
sualizzi quando sei fatto?
No, quei sogni li ho fatti dormendo.

Quindi: eri fumato e addormentato?


No no, mai fumato e addormentato.
Ma, a volte, faccio dei sogni ad occhi
aperti.

Che esaltano della roba che hai vis-


suto?
No, cazzate nuove fiammanti. Direi che
quelle sono visioni ossessive, non le
vere... magiche visioni che qualcuno ha.

Perciò non nascono in modo del


tutto indipendente dalla volontà?
Esatto. Penso di avere una pulsione a
sentirmi... eliminato, in qualche modo,
distrutto.
50 OUTSIDER JEFF BUCKLEY

Quindi queste visioni diventano Già, mi capita spesso. Forse è questo che so perché. Ma sono affascinanti. Perché
quello che alimenta le immagini succede. A una coppia di miei amici sono umane. Voglio dire: se questo bic-
delle canzoni? dava fastidio che parlassi così, per im- chiere [prende un bicchiere] è un’accet-
A volte creo uno slang o una battuta magini. Non sapevo perché li turbasse, tata insegna dell’essere umano, allora
che solo io capisco, e che per me rappre- e non capivo perché facesse così tanta anche quei ricordi devono esserlo.
sentano [il sogno], e in qualche modo lo differenza. E non sapevo perché io stes- Essere un essere umano include tantis-
trasmettono anche alla canzone. Come so lo facessi. simo di quello che già percepiamo, ma
Mood Swing Whiskey (ndt.: ‘il Whiskey che ci scorre tutto accanto così veloce-
degli Sbalzi d’Umore’). Quella era ini- Parlavi per immagini? Cosa vuoi mente. Ti alzi e vai a parlare con quei
ziata come una battuta, il nome per dire? due signori laggiù [indica due uomini
un prodotto immaginario che per certi Lo sai, metafore folli, come...”Suona d’affari]? Risuonerai assieme a loro, ve-
versi vedevo come un eufemismo per come un lucchetto peloso”. Roba così. drai determinate cose, determinati mes-
questa vita. Qualcosa che portasse via la Non è un qualche tipo d’imbarazzato saggi ti verranno trasmessi, messaggi
gente dal quotidiano stress della vita. E surrealismo, è solo... ho questo ricordo, è molto razionali... c’è molto di più, ami-
che causa un sacco di problemi. Non mi un incrocio tra un sasso, una merendina co, dietro la cravatta e la Mercedes. Ed è
sono mai sentito parte di nessun posto o e un cane. E non so che cosa sia, ma ri- importante. Viene da chiedersi cosa stia
di niente, ma mi sento parte di questo, cordo che l’ho toccato. Ricordo che ave- facendo il loro restante 80%.
di questa vita, e in questa vita sono una va la consistenza di una merendina, ma
parte del tutto. era molto liscia, e non ricordo cosa fos- Beh, vuoi sapere una cosa? Appena
È davvero buffo. Sono in disaccor- se. Non so nemmeno se l’abbia sogna- prima di venire qui [in Australia],
do con tutto. Ma c’è una cosa con cui ta oppure no. Ma per qualche motivo mi sono fatto fare il migliore – no,
sono in sintonia, ed è che alle quattro cose del genere mi preoccupano, e non il secondo miglior taglio di capelli
e mezza dovrò andare al della mia vita. Quan-
soundcheck, e preparare lo do ero a Boston, mi ta-
spazio per lo show di stase- gliava i capelli questa
ra. Quella è... un’industria donna fantastica. Era
con cui riesco ad avere a una bostoniana puro-
che fare. sangue, era bella, era
Hai presente quando hai dolce, e ogni volta che
una coppia, e uno è un fat- andavo a tagliarmi
tone totale, mentre l’altro i capelli, ci perdeva-
no? Così si sentono molto mo in intense cazzate.
lontani. L’alcool e le chitar- [ride] Era come una te-
re porteranno i vostri bam- rapia. Era quello che la
bini su questa cazzo di gio- terapia dovrebbe esse-
stra che li segnerà per tutta re. Comunque, si chia-
la vita. Non saranno più gli mava Yvonne, Yvonne
stessi. Quindi di solito è lì Bonnacorso.
che [i miei sogni] trovano Una vera bostoniana!
posto nelle canzoni. Ecco!

Quello che descrivi Ma me ne andai da Bo-


m’interessa molto, per- ston, e mi spostai a San
ché è un approccio del Francisco. C’è questo
tutto diverso a quello quartiere, a San Franci-
cui sono abituato. Il mo- sco, che si chiama Sun-
tivo per cui ti ho chiesto set. È proprio davanti
se quello che descrivevi all’oceano. Cercavo
l’avessi visto nel sonno sull’elenco del tele-
oppure no, è che la tua fono, e ho trovato un
descrizione del sogno posto di nome Isabel’s
era così dettagliata che Hair Design, su Tara-
mi è quasi sembrato di val street. L’ho chiama-
esserci dentro. ta, perché amo il nome
È una mia caratteristica. Isabel L’ho chiamata,
ed aveva un pesante,
È un po’ spiacevole, fa pesantissimo accento
un po’ paura. filippino. Allora sono
OUTSIDER 51

andato. È una bellissima donna, sono sempre uomini carini, ma non verso, non sarebbe successo. Certa gente
probabilmente tra i cinquantacin- avrà a che fare con nessuno di loro. va in giro con... dei vuoti... e quando nel-
que e i sessant’anni. Ha i capelli Giusto. la stanza entrano altre specifiche perso-
raccolti in cima alla testa, indossa ne, questo in qualche modo le nutre, o
un abito lungo fino alle caviglie e Quindi: lei me lo sta raccontando. le spinge. Una cosa non avviene senza
scarpe col tacco alto. Quando aveva Un anno prima avevo scritto una l’altra – lei non l’ha semplicemente dato
trent’anni doveva essere da urlo. canzone che parlava di una donna a te. È una cosa davvero preziosa... dav-
Ma è ancora bella. E mi racconta, che si avvicinava alla morte, da vero preziosa. Ovviamente, in te c’era
beh, mi ha raccontato la storia della sola. Una vedova che immagina qualcosa che... a lei andava bene.
sua vita. È arrivata negli Stati Uniti Fred Astaire che ogni notte arri- Questo spiega tutto.
con suo marito; è qui dal 1956. Dieci va e balla con lei, balla fino a farla
anni fa suo marito è morto, e l’uni- addormentare. Voleva essere una Beh, direi che abbiano finito. Gra-
ca cosa che stesse facendo allora era metafora per intendere che questa zie mille. Parlare con te è davvero
prendere lezioni di ballo liscio, e ta- donna stesse cercando di dire ‘ciao’ bello.
gliare i capelli alla gente. Ed è tutto alla morte. Già.
quello che fa. Giusto.
Sembra delizioso. Josh Farrar è uno scrittore e musicista
E la canzone assomigliava così tan- di San Francisco. Questa intervista ha
E mi descriveva come fosse stato to a quello che Isabel mi stava rac- avuto luogo il 29 febbraio del 1996 per
tornare al ballo dopo la morte di contando, che ho cominciato a pen- “DoubleTake”, un trimestrale lettera-
suo marito. sare: “Ho sognato il suo sogno, o la rio ora chiuso, pubblicato a Durham,
Dovere ogni volta gestire un partner? sua vita? È stata una coincidenza? North Carolina, USA. Finora era rima-
Perché sull’elenco del telefono ho sta inedita.
Già, e lei scivola da un partner a un scelto il suo nome?”.
altro a un altro ancora. Dice che Penso che se tu fossi stato un uomo di- Traduzione di Lorenzo A.P. Balducci

ROCK
500
DISCHI
FONDAMENTALI
A cura di Max Stèfani
GIUNTI EDITORE

Un elenco di album assolutamente fondamentali per


conoscere il pianeta rock e i satelliti che gli ruotano
attorno, che consiglia quali dischi possedere, di quali
artisti e segnala gli esempi più significativi dei vari
sottogeneri. Una guida che consente di delineare una
raccolta ideale composta da 500 titoli nella versione
completa e da 250 o 100 nelle versioni più essenziali.
Una chiave di lettura dell'evoluzione del rock, in una
visione a 360° dove c'è spazio anche per i suoni terzo
quarto mondisti, per le contaminazioni elettroniche e
per l'hip hop, oltre che naturalmente per blues, soul,
funk e reggae. Uno strumento utilissimo a scoprire (o
riscoprire) una serie di lavori belli e rilevanti, senza
limitarsi ai soliti classici.

PRIMA EDIZIONE CARTACEA – 2002


PRIMA EDIZIONE DIGITALE 2010
52 OUTSIDER FOLKTRONICA
OUTSIDER 53

Non c’è nessuno come Juana Molina.


Per chi non lo sapesse, la musicista di
origini argentine, che ha passato buo-
FOLKTRONICA na parte della sua infanzia a Parigi, è
anche una dei più amati comici e per-
sonaggi televisivi di tutta l’Argentina.
Dopo sette anni passati lavorando sul

JUANA suo show televisivo di grande successo


(“Juana y sus hermanas”), Molina ha
interrotto la sua carriera di attrice —

MOLINA per il dispiacere di tutti — e ha deciso


di concentrare le proprie energie sul
suo primo amore: fare musica.

CAPOLAVORO In quasi dieci anni, Molina ha fatto


uscire cinque album di musica meravi-
gliosamente imperscrutabile e si è gua-
VISIONARIO dagnata la fama di artista dalla voce
decisamente caratteristica e particola-
DELL’ANNO re. È musica etnica? Jazz? Electro-folk?
Pop? Sembra non esserci unanimità
nel decidere, ma la sua musica, ad un
certo punto, è stata definita con ogni
di T. Cole Rachel // IFA possibile aggettivo. Wed 21, il suo pri-
mo album nuovo in più di cinque anni,
è stato recensito lo scorso numero di
Outsider. Composto, eseguito, registra-
Juana Molina sul fare musica nuova, superare il passato
to e prodotto con le sue sole forze, nello
ed i piaceri dell’essere impossibile da bloccare. studio della sua casa di Buenos Aires,
il nuovo album amplia ulteriormente
la sua già ampia gamma sonora — un
brillante miscuglio di loop, sovrapposi-
zioni, e suoni organici/elettronici — in
una varietà di soluzioni nuove e total-
mente inaspettate.

Sono passati sei anni dall’uscita


del tuo ultimo disco. Come ci si
sente a rientrare nel turbine dell’a-
zione, producendo materiale come
questo, facendo promozione e par-
lando del disco? Ti senti bene?
Si è sentito parlare così poco di me lo
scorso anno, quindi non credo che ‘so-
litaria’ sia la parola giusta, ma ‘sola’…
‘sola’, questa è la parola giusta. È strano
trovarsi all’improvviso a dover par-
lare con le persone e tornare on the
road, dover rispondere a e-mail e tele-
fonate e prepararsi per il tour. Ma ci si
fa l’abitudine. È stressante solo i primi
giorni, perché tutte le cose ‘nuove’ mi
stressavano. Ma va bene. Io faccio le
cose molto lentamente. Ho bisogno di
tempo per ambientarmi in qualunque
situazione nuova mi capiti.

Dopo l’uscita di quell’ultimo disco,


Un Día, nel 2008 hai passato molto
54 OUTSIDER FOLKTRONICA

tempo on the road? cuni non hanno mai capito quello che persone su, per esempio, una sce-
Sì e poi mi invitarono anche a suonare stessero dicendo gli altri. Ma era così neggiatura o qualche progetto di
con i Congotronics. Non so se è stato forte e potente. Tutte quelle personali- scrittura — è stato incredibilmente
due o tre anni fa, non mi ricordo. Ma tà. Tante differenti personalità, tutte lì. salutare. Ti porta in qualche modo
mi ci volle moltissimo tempo, perché Ognuno diverso dall’altro. È molto dif- fuori dalla tua mente, in un modo
abbiamo passato i mesi prima del tour ficile non ferire i sentimenti di nessuno che probabilmente è una cosa salu-
con tutti i membri della band che ci fa- ed essere gentili, senza essere... “conde- tare da fare ogni tanto, dal punto di
cevano impazzire… dovevamo creare scing”? “Condescending” in spagnolo vista psicologico… soprattutto se
nuova musica. Non dovevamo suona- ha un altro significato rispetto all’in- sei una persona che lavora sempre
re ciascuno le canzoni degli altri. Dove- glese. “Condescending” in spagnolo si da sola.
vamo costruire e creare nuove canzoni usa quando si dice di sì a qualcuno per Sì. Non avevo mai riflettuto su questo,
per il tour. Quindi per mesi abbiamo tranquillizzarlo. Non conosco la parola ma hai ragione.
mandato file per tutto il mondo, in Sve- in inglese. Quindi era molto difficile ge-
zia, in America, in Belgio, in Africa… stire una situazione dall’equilibrio tan- Voglio dire, quando tutto quello è
to precario. Per di più dovevamo fare arrivato in qualche modo alla fine,
Wow. Com’è stata quell’esperien- grossi concerti. Grandissimi palcosce- hai avuto la sensazione che abbia
za? nici e grandi concerti, che implicavano avuto un effetto sui lavori succes-
Heavy metal. È stato molto difficile. lo spostamento di molte persone, mol- sivi? O sul modo in cui hai pensato
Sono molto, molto… beh, diciamo che te persone che lavoravano insieme ai di tornare al tuo personale modo di
sono una maniaca del controllo. Lo am- musicisti. Fu un’esperienza molto forte. lavorare?
metto, lo so. È un po’ un problema a vol- Non saprei. Qualcosa è cambiato
te per le persone con cui ho a che fare, È folle. Quanti concerti avete fatto? dall’ultimo disco a questo — dal disco
ma è ottimo per concludere i lavori. Non so… 15 forse? precedente a questo nuovo. Ma non so
Perché se nessuno prende il controllo esattamente cosa mi abbia influenzato
di niente… Ero con altre due o tre per- Io sono uno scrittore e non devo la- o cosa esattamente mi abbia cambiata.
sone e ci occupavamo delle canzoni e vorare con altre persone. Non devo Forse mi trovavo talmente bene con i
del metterle insieme. È stato un lavoro dipendere da nessun altro per deli- miei strumenti e il mio ambiente, che
davvero duro. Anche molto piacevole. neare i tratti del progetto di cui mi era tutto sotto controllo. E ho avuto la
Ed emozionante. Non avevo mai fatto sto occupando. Comunque, quan- sensazione che fosse troppo facile fare
niente del genere prima. Quindi abbia- do mi è capitato di doverlo fare un disco così. Non voglio mentire, non
mo cominciato a suonare senza cono- — quando ho lavorato con altre ho mai pensato che il tour con i Con-
scerci. Stavamo cominciando a scam-
biarci file e poi abbiamo scritto forse
una dozzina di canzoni. Ma quando ci
siamo conosciuti, ciascuno aveva ca-
pito una cosa diversa. Eravamo 19 sul
palco. È stata una cosa davvero folle;
non c’era un vero e proprio direttore dei
lavori che ci facesse stare tutti zitti e che
ci coordinasse, tipo “ok, tu fai questo, tu
fai quello”. È stato abbastanza caotico,
e ovviamente rispetti le altre persone
perché non le conosci bene. Tutte que-
ste cose succedono quando non ci si
conosce. Quindi abbiamo passato un
mese e mezzo provando a Bruxelles.
Non avevo realizzato quanto fosse dif-
ficile e che fosse un miracolo creare 12
o 13 brani con persone mai incontrate
prima. C’erano persone che non par-
lavano nemmeno altre lingue, se non
questa. Era più facile per me perché par-
lavo le lingue di quasi tutti i presenti,
tranne i dialetti parlati da alcuni dei
congolesi. Ma tutti parlavano francese,
inglese e spagnolo, quindi per me era
più facile avere una sensazione chiara
di quello che stava succedendo. Ma al-
OUTSIDER 55

gotronics possa avermi influenzato o altri… semplicemente funzionano. sei una persona che tende a dedi-
qualcosa del genere. Ho semplicemen- carsi al lavoro in maniera molto
te pensato che quello che mi ha vera- Sono sicuro che molte persone ti zelante? Vai allo studio diligente-
mente allontanata dal fare un altro di- abbiano detto che cinque anni è un mente tutti i giorni?
sco, sia il fatto che non volevo sentirmi periodo molto lungo tra un disco Sì. Sì, per un paio di settimane lavoro
nella posizione comoda di chi fa qual- e l’altro, ma io non so… in qual- tutti i giorni per superare le cose che
cosa che sa che funzionerà. Sapevo che modo è una cosa che mi piace vedo davanti a me: il computer, gli
che cosa stavo facendo nei dischi pre- molto. Apprezzo l’attesa che si crea strumenti, il tavolo, la sedia, la chitarra.
cedenti. Qui non sapevo esattamente quando un artista non fa uscire E poi dopo poche settimane di lavoro
quello che stavo facendo. Ho avuto dischi per molto tempo. Credo fer- — quando comincio a lavorare vera-
momenti davvero felici, come quel- mamente che il lavoro venga arric- mente — non vedo nient’altro. Sono
li in cui scopri cose che non pensavi chito nell’allontanarsi dal tempo. altrove. E quando succede, il disco co-
avresti mai scoperto. O quando dubiti Credo che ci sia bisogno di tempo mincia a prendere forma. Anche se
molto sul da farsi. Perché, per essere si- per ricaricare le batterie o vivere sono qui a fissare le cose, quelle stesse
curo di qualunque cosa, hai bisogno di un’altra vita per un po’ e poi torna- cose non le vedo più. Semplicemente
un po’ di tempo di stabilizzazione, per- re indietro. vedo qualcosa; semplicemente vedo
ché la cosa cresca o muoia. Credo che Sì. Ed è anche come se ci fosse una for- quello che mi mostra la musica. E cre-
le canzoni siano... non entità, ma semi. mula da applicare per riuscire ad avere do che questo sia l’indizio per capire se
Alcuni semi non crescono. Muoiono un fidanzato; ogni cinque anni hai bi- sto andando nella direzione giusta o no
nel disco. E altri crescono alla grande sogno di un fidanzato e durerà tre mesi perché, se non mi trovo in quella situa-
e fanno in modo che quella canzone e sette settimane. Non sai mai quando zione, significa che tutto quello che sto
evolva e cambi e, a volte, raggiunga conoscerai qualcuno o… forse caricare facendo rimane a un livello superficia-
la sua forma definitiva, altre volte, le batterie era qualcosa di importante le. E non veramente interessante, alme-
invece, ci sono canzoni che suonano da fare perché non avevo parlato per no per me.
leggermente differenti ogni volta che quasi cinque anni. È stato abbastanza
le suono, perché non hanno ancora intenso. E onestamente… non ho fatto Per quanto riguarda il processo, o il
trovato la propria forma definitiva. E molto in questi cinque anni. tuo modo di lavorare, quando hai
programmato il lavoro per questo
È stato stressan- disco, c’era qualcosa che hai cerca-
te o piacevole? Il to di fare in modo del tutto diver-
non fare sempli- so? O sei una di quelle persone che
cemente niente. pensano cose tipo, stavolta non
Beh, ho comincia- userò questo strumento o questa
to ad avere il fuoco tastiera o qualcos’altro? Ti imponi
sotto i piedi e la regole del genere?
cosa è diventata Un pochino sì. Credo che i dischi pre-
scomoda e forse cedenti siano parte di qualcosa di
dovevo comin- morto. Come, qual è la parola?, sono
ciare a provare come pezzi di un lavoro. È lo stesso la-
un nuovo disco. voro che si evolve. Non puoi fermare
Così ho comincia- qualcosa e iniziare qualcosa del tutto
to. E poi quando nuovo, ma puoi sforzartici un po’ e poi
quell’idea aveva fare una cosa nuova. Non volevo fare
trovato la sua solu- un disco dove tutto si costruisse, strato
zione e sapevo che su strato, strati sopra altri strati. Ma mi
avrei registrato, piace quella cosa che succede con tut-
cominciai ad entu- ti quegli strati, perché è come entrare
siasmarmi all’idea. in un altro mondo, è come viaggiare
in un mondo ricco e pieno di colori,
Hai uno studio almeno per me. Ma non voglio farlo,
in casa? non perché non mi piaccia, ma perché
Sì. l’ho già fatto per quattro dischi. Quindi
è solo un modo di sfidare me stessa per
Quando comin- vedere se sono capace di fare qualcosa
ci ad impegnarti di un pochino diverso. Non puoi fare
nel processo e le qualcosa di completamente diverso da
ruote comincia- quello che sei, ma puoi cambiare un
no a muoversi, po’ la direzione.
56 OUTSIDER FOLKTRONICA

Rispetto agli ultimi dischi, questo Mi sento un po’ in imbarazzo quando niente interessante, ma te la posso rac-
è risultato particolarmente più dif- arrivano, anche se mi piacciono. Non contare. Avevo scritto la canzone, ci fu
ficile da fare? so. È come quando hai portato i capelli un black-out e, prima che andasse via
No, non è stato più difficile da fare. È lunghi per tutta la vita e poi te li tagli e la corrente, dovevo salvare tutto velo-
stato più difficile prendere alcune de- sono corti ed è una cosa nuova, ma an- cemente. Probabilmente ho guardato il
cisioni perché sai, quando… non so che strana. E poi la gente dice, “Adoro il computer e ho visto la data: “Wed 21”,
come descriverlo. Sai quando ascolti tuo taglio, stai benissimo!” e poi ti piace ma al momento non ho realizzato che
una canzone alla radio che ti emoziona sempre di più, ma, dopo qualche anno, era la data perché la mia testa era da
davvero tanto, ma tre settimane dopo li fai crescere di nuovo. Quindi non lo tutt’altra parte. Il giorno dopo, quando
non la sopporti più? La odi? Beh, succe- so, non mi è ancora successo con questo ho acceso il pc, non riuscivo a trovare
de con le cose nuove. Quindi mi sono disco. Non so se davvero così tanto di- quella canzone, quindi ho ordinato
entusiasmata molto per alcune cose e verso dai precedenti. La struttura delle i file per data e l’ho ritrovata. Mi ero
qualche settimana dopo non potevo canzoni è un po’ diversa, ma c’è ancora dimenticata di averla nominata così
più sopportarle. Ho pensato che non era qualcosa di riconoscibile, credo. Spero. di corsa. Continuai a lavorarci e ogni
quello che volevo nel mio disco. Quin- volta salvavo una versione differente:
di è questo che intendevo quando non Da dove viene il titolo dell’album? Wed 21 1, Wed 21 2. Dopo quella vol-
volevo fare qualcosa... volevo uscire da È una storia molto stupida. Non è per ta non ci fu più modo di cambiare il
quella zona di tranquillità, dove so che titolo. E questo è tutto. Quando vedevo
i suoni sono fighi, so che tutto si com- quelle lettere insieme, non erano una
bina perfettamente con tutto il resto e data per me. Era solo un nome astratto.
ogni cosa è sotto controllo. Qui stavo “Non puoi fare qualcosa Quello era il suono che stavo per sen-
esplorando nuovi territori del suono e tire. Quindi quelle lettere rappresenta-
a volte ho pensato che alcune cose fos- di completamente diver- no quel suono. Qualunque altro titolo
sero molto entusiasmanti, forse molto so da quello che sei, che ho provato era troppo complicato
sonore e deformanti, e poi due settima- oppure ne cercavo uno che fosse signi-
ma puoi cambiare un po’
ne dopo non potevo più sentirle. Sono ficativo. L’idea non fu mia, ma di mia
successe un sacco di cose simili nel di- la direzione”. figlia – [modificando la voce] “Perché
sco. Ma queste cose sono andate: non non lo chiami Wed 21? È una data. In
ci sono nel disco. Beh, alcune ci sono. che senso non è una data? In inglese
è una data...” Anche se avessimo cam-
biato solo una lettera e non voleva dire
niente, aveva perso qualcosa. Il nome
piaceva a tutti così com’era.

Il tuo essere maniaca del controllo


si estende anche alla musica?
Sono una maniaca del controllo incre-
dibile. È terribile! Sono una persona
gentile, ma, se qualcuno sta piegando
dei fogli mentre sto suonando la chi-
tarra, controllo il modo in cui lo sta pie-
gando. Cerco di non dire niente e, tra
me e me, mi dico, “Non dirò nulla, non
dirò nulla...” prima di dire, “Perché non
li pieghi nell’altro senso, così staranno
meglio sulle mensole?” Cerco di trat-
tenermi, ma non ho ancora imparato.
Almeno ne sono consapevole, ma non
è abbastanza.

Ho ascoltato molto il tuo disco. Cer-


cavo un modo di esprimere come
mi sono sentito, ascoltandolo, che
non mi facesse sembrare stupido.
Per me era qualcosa di strutturale
— in questo disco c’è una specie di
qualità sonora differente dagli al-
tri. Anche se non riesco ad identifi-
OUTSIDER 57

carla esattamente. mai nello stesso modo tutti i giorni. E Nonostante l’utilizzo di sofistica-
No, è vero. Ci sono dei nuovi strumenti, anche gli altri suoni intorno, forse un te tecniche di registrazione, la tua
ci sono dei nuovi suoni. Assolutamen- camion o qualcuno che sta lavorando musica è di una qualità davvero
te sì. Perché è esattamente quello che con un… come chiamate quelle cose naturale. È qualcosa per cui ti im-
volevo fare. Volevo allontanarmi dalla per fare i buchi? pegni in maniera particolare?
mia vecchia gamma di suoni che cono- Ho registrato Segundo tra il 1998 e
sco a memoria. Un trapano? il 1999, e sono passati quasi 13 anni.
Esatto, tipo zzzzzzzzzzzz, quando ci Durante questo periodo, ho impara-
Alcune canzoni presenti su Son, sono suoni elettronici. E qualunque to molto. Quel disco, Segundo, ha un
del 2006, erano piene di grilli e rumore può diventare parte di un ar- sacco di ottime atmosfere, ma la regi-
rane e cani. La natura è uno dei rangiamento. Quando ascolto la mu- strazione è davvero pessima, anche se
temi principali? sica che registro, ci sono gli uccelli e alcune persone mi hanno chiesto, ‘Oh,
Sì, io vivo a Buenos Aires, dove la na- la natura, quindi ho deciso semplice- come hai fatto le registrazioni? Ha un
tura è molto rumorosa. Preferisco ascol- mente di renderli parte del disco. Non suono incredibile!’ È stato solo un caso.
tare la natura piuttosto che un disco, è qualcosa che arriva da lontano. Non Non sapevo quello che stavo facendo.
perché c’è una sinfonia differente ogni è un animale africano. Non viene dal Non sapevo nemmeno che esistessero
giorno. Perché gli uccelli sono sempre bel mezzo della giungla. È solo la zona gli EQ. Poi qualcuno mi ha dato una
lo stesso strumento, ma non suonano in cui lavoro. mano a remixare il disco — non i vo-
lumi o le bande o l’ambience, ma le fre-
quenze che mi davano fastidio. Quindi
ho imparato molto, facendo questo
lavoro nel 1999. E quando, poi, ho re-
gistrato Tres Cosas, sapevo molto di più
sulla registrazione e il mixaggio. E ora
con questo disco, la composizione e il
mixaggio sono stati fatti praticamente
contemporaneamente. Correggo subito
eventuali imperfezioni nel momento
in cui registro.

C’è una lunga serie di date nel tuo


sito. Il tuo modo di suonare live
sarà diverso ora che hai questo ma-
teriale nuovo?
Beh, i pezzi non saranno come nel di-
sco. Sarebbe impossibile. Per farlo avrei
bisogno di almeno 8 musicisti, ed è
assolutamente impossibile. Visto che
alcuni suoni sono come una libreria
digitale, mi servirebbe anche un com-
puter sul palco e mi rifiuto di mettere
un computer sul palco. Ci sono così tan-
ti suoni che si possono mettere in un
campionatore, potrei farlo, ma non lo
farò. Invece sostituirò i suoni con delle
idee. Quindi l’idea della canzone è che
succeda questo, ok facciamolo succede-
re con un altro strumento. E non credo
assolutamente che sarei capace, come
nei dischi precedenti, di fare una ver-
sione senza la band. Ho una versione
senza la band di tutti i dischi, ma con
questo non ci sono ancora arrivata. Tro-
vo molto difficile avere una selezione
di canzoni che posso suonare da sola
che rappresentino davvero quello che
sono le canzoni per questo album. Cre-
do che, finora, ci sia solo una canzone
58 OUTSIDER FOLKTRONICA

che posso più o meno suonare da sola. ni o anche paragoni con altri artisti e Succede molto raramente oggi.
Quindi ecco a che punto mi trovo. penso, “Cosa? COSA? Stiamo ascoltando La maggior parte della nuova
lo stesso disco che ho fatto uscire io o musica è strettamente codificata
Sei emozionata all’idea di tornare loro stanno ascoltando qualcos’altro?” per genere.
on the road? A volte non capisco davvero da dove Credo che sia anche un’esigenza. La
Sì. Non siamo ancora pronti, ma ab- tirino fuori certe idee. Mi sorprende to- gente ha bisogno di classificare le cose.
biamo ancora qualche mese. La
parte più difficile della musica è Credo anch’io.
pronta, è stata appena sistemata Li fa sentire più sicuri.
la scorsa settimana. Tutti sanno
quello che fanno. Adesso è solo Mi ricordo che quando ci
una questione di prove. Quindi siamo parlati l’ultima volta
la parte difficile è fatta. Perché — cinque anni fa — abbiamo
c’è voluto molto tempo per de- parlato molto di come ti sen-
cidere, “Ok, tu fai questo. No, io tivi nel passaggio dal lavoro
faccio quello. Ok, tu fai quello, in un ambito — come attrice
ma io quando faccio questo? e comica — a quello total-
Ok, no proviamo qualcos’altro”. mente differente, cioè quel-
Perché trovi una soluzione per lo musicale. Hai accennato
qualcosa, ma quella soluzione al modo in cui ti vedevano
è una complicazione per qual- le persone o in cui non ti vo-
cosa che viene dopo. Quindi levano vedere le persone, se
quella parte è stata un po’ dif- sapevano che prima facevi
ficile. L’abbiamo fatta con il ta- l’attrice. Era ancora difficile
stierista; c’è voluto un mese per per loro vederti come una
trovare il modo in cui avremmo musicista. Mi dicevi che
suonato il disco, ancora prima questo ha influito sul modo
di suonarlo. in cui tu vedevi te stessa e
su quello che stavi facendo
come musicista e che, al-
Stavo pensando a questo meno per un po’, ti ha reso
quando la prima canzone del le cose un po’ più difficili.
disco è stata lanciata e tutti i Adesso, fai musica, dischi e
siti di musica hanno postato tour come musicista da mol-
la notizia e stavo leggendo to tempo, ma è cambiato il
tutti i vari modi in cui la gen- modo in cui ti senti? Ti senti
te descrive il genere di mu- più sicura della tua identità?
sica che suoni. Credo che il Assolutamente sì. È divertente…
fatto che le persone non sap- Ho fatto e registrato una pubbli-
piano definirlo ci faccia capi- cità per una compagnia telefoni-
re davvero quanto sia speciale ca quest’anno. Mi continuavano
quello che fai. a chiamare, così alla fine ho accet-
È una cosa di cui vado fiera. tato. Mi pagavano bene e era una
cosa facile da fare per me. E, anche se
Credo che sia bellissimo, perché non sapevo se farlo o no, semplicemen-
qualcuno l’ha descritto come una te non ho potuto rifiutare. Quindi ho
specie di jazz, qualcun altro ne par- fatto quattro dei personaggi più impor-
lava come se fosse musica etnica. E talmente. Ma credo tanti e riconoscibili che facevo in tele-
so che molte di queste definizioni che sia come trovare belli o brutti un visione qui in Argentina… e la gente è
non vogliono dire nulla in ogni uomo o una donna, quando la faccia impazzita. Impazzita totalmente. Per
caso, ma è da molto che fai questo è sempre la stessa. Ognuno vede delle tre mesi mi hanno chiamata senza
lavoro. Ti sorprendi ancora per il cose diverse in quella faccia. Tu vedi sosta dei produttori che volevano pro-
modo in cui le persone reagiscono delle cose, io altre. Quindi suppongo durmi o farmi fare un nuovo show, “Ti
al tipo di musica che fai? O per il che sia una questione di percezione. possiamo dare tutto quello che vuoi e
modo in cui le persone non sanno Non so. Ma mi piace… Mi piace quan- avrai tempo libero per continuare con
nemmeno come parlare di questo do succede. la tua musica!” Ma, quando ti dicono
genere di musica? così, è come se ti dicessero che avrai
Sì, spesso leggo commenti o descrizio- Penso che sia una cosa molto bella. tempo anche per i tuoi hobby, come
OUTSIDER 59

se la musica fosse un hobby. Sminuen- cui ti vedono le persone, ma nel totalmente diverso, non mi piace più.
dola appena un pochino. Non hanno modo in cui sei arrivata a vederti Boo boo boo!”.
nemmeno preso in considerazione il tu stessa. Sarebbe come cammi-
fatto che io sia una musicista. Ma la nare all’indietro. In ogni caso, Quando fai tutto da solo e puoi
gente impazziva. E io ho quasi accetta- queste sono decisioni difficili da lavorare nella tua personale bol-
to un’offerta per un programma di un prendere. la creativa a casa, nel tuo studio,
anno. Perché ti tentano in molti modi. Sì, sono molto difficili ma ho sempre deve fare abbastanza paura divi-
E poi ho cominciato a sentirmi davvero saputo di aver preso la posizione giusta dere quella musica con gli altri. C’è
male e molto stressata ed ero arrabbia- per via del modo in cui mi sono sentita qualcuno nella tua cerchia di co-
ta e di cattivo umore. E un giorno ho dopo. Immediatamente, nel secondo noscenze con cui condividi i lavori
chiamato il tizio, senza chiedere consi- in cui ho fatto la chiamata, già mi stavo appena finiti?
glio a nessuno, l’ho chiamato e gli ho sentendo meglio. No, non questa volta. No.
detto, “Ci ho pensato e non ho inten-
zione di farlo.” Non poteva credere che La parole sono l’ultima cosa da ag- Beh, dev’essere abbastanza sner-
avessi rifiutato. E, da quel momento, giungere a una canzone? vante quando offri il lavoro al
il mio buon umore è tornato e non mi Sì, faccio molta attenzione con le pa- mondo perché lo valuti e per ve-
sentivo più per nulla stressata né nien- role. Non vorrei che suonassero ri- dere che cosa abbia da dire. Ma so
te del genere. Mi sono sentita libera e dicole, stupide o pretenziose, quindi da altre persone che conosco che
felice in un modo che non puoi nem- cerco di trovare il mio personale modo questo disco è molto amato. Spero
meno immaginare. È stata una cosa di parlare, usando parole che sento che anche tu abbia la stessa sensa-
ottima non farlo. Perché avrei dovuto appartenermi o il mio modo di parla- zione.
cominciare adesso, in ottobre. Quando re. Il problema con i testi è il codice. Sì, è così. Sono molto felice. Sto comin-
penso a quell’idea, mi sento così solle- Come quando si parla con qualcuno in ciando a sentirmi più sollevata. Sto
vata e saggia per aver rifiutato che non un’altra lingua. Si può comunicare, ma solo aspettando di avere lo show pron-
mi interessa che sia qualcosa a cui tut- manca il codice. E pensano che tutto to e andare in tour, e credo che sarà di-
ti pensano che non si possa dire di no. quanto, tutta la comunicazione sia il vertente.
Ma eccomi qui e ho detto di no. codice. E se mi manca, mi sento un po’
persa. Per questo scrivo in spagnolo. Puoi dirmi qualcosa del prossimo
Immagino che dopo aver passato tour del nuovo disco?
tanti anni a creare questa nuova Beh devo dire che il disco mi piace Ora siamo in tour solo in Europa e fi-
identità per te stessa, o magari non moltissimo. Ho amato anche gli al- niremo il tour a Hong Kong e in Giap-
addirittura crearla, ma abbraccia- tri, ma credo che questo sia davve- pone. Non sono mai stata a Hong Kong
re quest’altra parte della tua iden- ro bello e interessante. prima d’ora, quindi voglio lasciarmi
tità sia importante per te — posso Grazie. Sono felice che stia andando stupire. Mi sono messa al pc e l’ho go-
immaginare come possa essere così, perché per me è stata una sfida. Ed oglato per vedere qualche foto, ma ne
annullare molti anni di lavoro. E ero un po’ tipo, “Oh che dirà il pubbli- ho viste solo un paio e poi ho pensato
nemmeno lavorare nel modo in co?” oppure “Oh no ha fatto qualcosa di che non volevo vederne altre. Penso
che sarà meglio rimanere sorpresa
quando sarò là e poi vedere le foto e
Con i Congotronics riconoscere ciò che ho già visto. Non è
un tour molto lungo, è solo un ritorno
sulle scene perché non ho suonato per
molto tempo. È un po’ come rimettere
in moto il meccanismo. È un piccolo
tour ma sono felice che lo stiamo fa-
cendo, perché mi farà venire voglia di
farlo di nuovo.

Tu hai una figlia, giusto?


Sì, ho una figlia, e non considero i miei
dischi come dei figli. L’unico figlio che
ho avuto forse è Segundo. Quello può
essere considerato più come un figlio.
Ma non mi danno questa sensazione.
Credo che sia una cosa troppo seria
considerare un disco un figlio.

Traduzione di Alessandra Maggi.


60 OUTSIDER BLUES BOY

B LU E S B OY

MIKE
BLOOMFIELD
PURE BLUES 100%
di Jim Delehant // Hit Parader // 1967

Ormai, molti di voi avranno sentito i non hanno assolutamente influito su


dischi della Paul Butterfield Blues di me, musicalmente.
Band e saranno rimasti strabiliati dal
modo in cui Mike Bloomfield suona E la tua prima esperienza col blues?
la chitarra. Grazie all’incredibile stile Per quanto riguarda la chitarra, fu mio
di Mike, il mondo della musica rock cugino Charles. Cominciò a suonare
ha preso molta più coscienza del blues, la chitarra quando avevo tredici anni.
in generale, e dell’idolo di Mike, B.B. Mi procurai una chitarra perché lui ne
King, in particolare. aveva una. È allora che ho comincia-
Al momento Mike è il chitarrista più to a suonare. Non saprei davvero rac-
influente nella musica pop, come di- contarti la mia prima esperienza con il
mostrano le centinaia di chitarristi so- blues perché lo ascoltavo ma non sa-
listi – delle band minori – che stanno pevo cosa fosse. Poi, quando lo scoprii,
imparando da lui. Mike è anche molto mi si spalancò un nuovo mondo di ar-
richiesto come turnista. È comparso su- tisti e intrattenitori da Chicago. Avevo
gli album di Dylan, John Hammond, circa sedici, diciassette anni. Ascoltavo
Peter, Paul and Mary e tanti altri. Lo dischi blues da che ne avevo tredici, e
abbiamo stretto in un angolo del “Cafe mi piacevano davvero, ma non sapevo
Au Go Go”, al 152 di Bleecker Street NYC, cosa fossero. Li sentivo sulla stazione
luogo di ritrovo preferito del Village per radio WGES, a Chicago. Lì c’era questo
molti musicisti, e abbiamo chiacchiera- D.J., Al Benson. Era una radio di solo
to un po’ con lui. blues. C’erano canzoni di Chuck Berry
che mi piacevano particolarmente —
Qual è stata la tua primissima espe- Deep Feeling e Wee Wee Hours. Non
rienza musicale? ho mai capito cosa le rendesse diverse
Ascoltare il musical South Pacific. Oltre dalle altre. Era la sonorità di quelle note
ai dischi per bambini come Little Orley blues. Le sentivo negli assoli alla chi-
e Bozo Under The Sea. I miei genitori tarra di Gene Vincent e nelle canzoni
OUTSIDER 61

Clapton e Bloomfield // foto: Ed Caraeff - Getty Images


62 OUTSIDER BLUES BOY

di Fats Domino. Quando avevo quin- Il blues non è fatto solo di note. È una
dici anni cominciai ad ascoltare gente cosa ambientale, complessiva, nelle sue
come Lightnin’ Hopkins e John Lee “The first time I saw sfumature di canzone, discorso e per-
Hooker. Ho comprato dischi di Blind sonalità totale delle persone coinvolte.
Michael play guitar…
Lemon Jefferson e Big Bill Broonzy Capirlo mi fa stare bene. È una cosa per-
e Jimmy Reed. Ma ancora non sapevo it literally changed sonale. Ho un personale attaccamento
davvero chi fossero o cosa fosse il blues. my life enough for alla musica. È parte di me, assolutamen-
te. È la musica che capisco meglio, con
Quando hai scoperto del tutto cosa me to say, ‘this is un sentimento completo, e tutte le sot-
fosse? what I want to do for tigliezze del caso. È solo qualcosa in cui
Avevo un’idea piuttosto rudimenta- sono davvero dentro. Le mie principali
le della forma musicale, e sapevo che
the rest of my life.’” influenze nel suonare la chitarra arriva-
per lo più la cantava la gente di colore. no da Lightnin’ Hopkins, ma per mol-
Poi un’estate, quando avevo diciasset- to tempo ho suonato un sacco la chitar-
– Carlos Santana –
te anni, ci trasferimmo ad Hyde Park. ra folk — lo stile di Merle Travis, il fin-
C’era un sacco di gente del giro folk, ger picking e un sacco di country blues.
da quelle parti. Erano interessati alla Ma ad oggi la mia influenza principale
forma del blues da un punto di vista
musicologico — gli artisti, i loro album,
lo stile di chitarra. È stato allora che ho
cominciato a impararlo, come linguag-
gio. All’epoca, le mie esperienze nel
rock&roll mi avevano reso un chitar-
rista piuttosto capace in quel campo.
Semplicemente mi piaceva quel modo
di suonare la chitarra, senza sapere che
fosse blues. Poi ho sentito dal vivo del-
la gente che suonava in quel modo. Ho
suonato con la gente nei bar hillbilly e
nei bar per neri. Ho cominciato a par-
tecipare sempre. Non avrei saputo dire
quale fosse la differenza tra quello che
suonavo io e quello che suonavano
loro, ma una differenza c’era. Allora
mi interessai sempre di più alla musica
come forma musicale, intellettualmen-
te — gli artisti, le informazioni, la storia.
Ma non arrivai a capire come suonare
il blues nel modo corretto, con le note
giuste, finché non cominciai a lavo-
rare con la Paul Butterfield’s Blues
Band. Beh, no, penso di aver comincia-
to a capirlo quando mi feci la mia band
un anno prima di aggregarmi a Paul.
Ma non c’ero entrato in modo comple-
to, prima della Butterfield.

Hai sempre suonato amplificato?


No. Ho cominciato a lavorare nei club
a quindici anni, con le rock band. Vedi:
è molto sottile la differenza tra canzo-
ni come Oop Oop A Doo e Money, che
qualunque band white rock o hillbilly
di mia conoscenza suonava, e le canzo-
ni di Muddy Waters. Quando avevo
diciassette anni andai a vedermi quei
ragazzi tipo Muddy Waters, li ho ascol-
tati e li ho visti. E ho imparato molto.
OUTSIDER 63

è B.B. King. Non si può dire abbastan- io improvvisavo parecchio magari in primi tempi acustici. Volevo andare lì e
za di B.B. King. Lo considero uno dei direzioni sbagliate. sbattergli in faccia lo scarso chitarrista
principali artisti americani. C’è un libro che era. Le note sul suo primo album,
di Charles Keil intitolato ‘Urban Blues’, Per un po’ hai suonato nella band che lo descrivevano come un buon
della Chicago University Press. Quel li- di Howlin’ Wolf? chitarrista, mi avevano fatto infuriare.
bro racconta tutto quello che sento del No. Magari. Purtroppo lo sono solo an- Scoprii che comunque era davvero un
blues e che adesso non so spiegare. dato ad ascoltare. Sono andato ad ascol- bravo ragazzo. Poi lo vidi ancora a New
tare tutte le band che ho potuto. Non York a un party, e suonammo un po’ in-
Ti ricordi di quando hai detto di vo- ho mai suonato in nessuna blues band sieme. Grazie a quei due incontri, mi ha
ler suonare con Ray Charles? famosa; Elvin sì, invece. Le robe le ho chiamato per registrare un disco con lui.
Lo voglio ancora parecchio. Alcune par- imparate principalmente suonando in Potrebbe esserci stato altro, non lo so.
ti di chitarra sui suoi dischi sono osce- quelle band.
ne. Ma ora ha un chitarrista fantastico. C’eri tu, durante la sua prima ses-
Sono molto soddisfatto di suonare nel- Come ha incontrato Bob Dylan? sion amplificata?
la band di Butterfield, ma suonare con Mi ha chiamato al telefono. Una volta No, c’era Bruce Langhorne, un chi-
Ray è tipo un sogno irraggiungibile. lo incontrai al Bear, a Chicago, nei suoi tarrista davvero bravo che aveva già
Suonare con lui sarebbe un’emozione
incredibile, perché lui e la sua band
sono davvero bravi. foto: Sony

Oltre a B.B. King, quali sono alcuni


degli altri chitarristi ad averti in-
fluenzato?
Tutta la scuola dei chitarristi di Chicago.

Otis Rush, Buddy Guy, Freddy King,


Albert King, Albert Collins, B.B.
King, Elmore James, Hound Dog
Taylor, Muddy Waters, Earl Hoo-
ker, Little Smokey Smothers, Big
Smokey Smothers. I vari accompa-
gnatori — ragazzi poco conosciuti che
suonarono con Little Walter — gente
come Luther Tucker, Fred Robinson,
Louis Miles e alcuni dei vecchi chitar-
risti di Chicago come John Lee Gran-
derson, e un sacco di pianisti, perché il
piano l’ho suonato parecchio. I pianisti
mi hanno fatto vedere un sacco di roba.
Sunnyland Slim, Fats: mi hanno aiu-
tato personalmente, tipo facendomi
suonare con loro. Alcuni ragazzi hanno
davvero speso del tempo ad aiutarmi.
Sunnyland mi ha portato spesso a casa
sua e mi ha davvero aperto la mente.
Big Joe Williams è stato quasi un pa-
dre per me. Era davvero gentile, e mi
ha insegnato un sacco di roba. Soltanto
guardandolo, ho imparato come… un
gatto viva nella giungla. È un mondo
duro, il suo mondo. Ma anche lui è un
tipo tosto. E anche il nostro chitarrista
di adesso nella band, Elvin Bishop,
mi ha insegnato un sacco di roba. Circa
quattro anni fa, Elvin mi ha insegna-
to un mucchio di cose sulle basi della
chitarra blues. Mi ha fatto cominciare a
suonare la roba in modo corretto perché
64 OUTSIDER BLUES BOY

suonato con Gordon Lightfoot, Peter colo di suonare il blues. Devi viverci as- specie quella inglese. Per mia opinione,
Paul and Mary, Joan Baez… Era una sieme, sentirlo davvero, hai il dovere di nessuno lo suona tranne noi.
cosa molto folk-rock, semplice: Dylan e sapere cosa succeda nel mondo che l’ha
pochi altri. Nella sessions in cui ho suo- creato. Devi conoscere gli artisti. È una Ti piace la musica country western?
nato io eravamo semplicemente una cosa dura da imparare perché è aliena La adoro. Ho suonato il bluegrass per
grossa band rock&roll. all’ambiente di buona parte della gente, molto tempo. Il country western mo-
derno non mi piace particolarmente.
Sembra che ultimamente stiano Non lo conosco molto. Mi ha interessa-
saltando fuori un sacco di blues to per un po’. Amo le steel guitar e il do-
band. Pensi che stia per succedere “Best guitar player bro. Penso che qualche volta mi piace-
su larga scala? rebbe suonare la steel, ma è un concetto
No. Perchè non penso che nessuna di I ever heard”. completamente nuovo, coi pedali e tut-
loro sia in alcun modo decente. Nessuna to il testo. Suono un po’ il dobro, ma non
di loro nemmeno si avvicina a suonare – Bob Dylan – abbastanza bene da suonarla ovunque.
il blues correttamente. Ci sono tanti tipi
di blues, il blues di Chicago, il country Hai mai partecipato a qualche ses-
blues, il jump band sion della Chess o
blues, c’è lo stile della Checker?
di Joe Turner, di foto: Sony Ho fatto due anni fa
B.B. King, di Ray una sovra-incisione
Charles. Ho sen- per una canzone di
tito alcuni ragazzi Chuck Berry inti-
inglesi che hanno tolata It Wasn’t Me.
davvero talento Da quelle parti c’ho
— Jeff Beck degli passato un sacco
Yardbirds, il ra- di tempo. Non ero
gazzino del gruppo bravo abbastanza
di Spencer Davis, da partecipare alle
Steve Winwood sessions, quando
— lui è incredibile. vivevo a Chicago.
C’è un altro ragaz- Ora lo sono. Se tor-
zino, compare su nassi là, vedrei di
What’s Shakin’, procurarmi più la-
quell’album com- voro nelle sessions.
pilation dell’Elektra La Chess ha un’in-
uscito l’anno scorso, tera stalla di gen-
mi pare si chiami te. Hanno un tizio
Clapton. Nel corso hillbilly che suona
degli anni ho sen- piuttosto bene la
tito alcuni bianchi chitarra blues, e
in grado di suonare hanno Buddy Guy,
bene il blues e alcu- un chitarrista fanta-
ni buoni cantanti, stico, ma che ha dei
come i Righteous problemi personali.
Brothers, ma che È un’organizzazione
sono un po’ troppo molto chiusa, quasi
sdolcinati per me. settaria. Avere a che
Buona parte di que- fare con la Chess è
ste band inglesi fa davvero dura, ed
del buon rock&roll immagino che con
elettrico moderno, la Motown sia lo
e delle adorabili stesso.
ballate. Ma, se devo
dirti la verità, non Perché ti interes-
fanno blues. Non sa la Motown?
sono autentici. È Perché lì non c’è
buona musica, ma è nessuno che sappia
un tentativo… ridi- suonare come me.
OUTSIDER 65

Mi piacerebbe andare lì e dire: “Beh, (2° PARTE) Cosa ne pensi di Bo Diddley?


ecco cosa so fare, magari lo potete usa- Non mi piace. Penso che parecchi anni
re”. A me interessano i soldi e gli arran- Eccoci tornati al “Cafe Au Go-Go” per fa si sia incastrato in un cliché, e l’ha
giamenti puliti, fatti bene. La musica completare la seconda metà della nostra spremuto da allora. Ha l’accento del
della Motown è musicalmente perfet- chiacchierata con Mike Bloomfield. Mississippi e parla di argomenti piut-
ta, ma la trovo piatta. È soul accultura- Dal mese scorso, Mike e la Paul Butter- tosto asciutti come le magie voodoo e
to. Mi piace molto il nuovo sound del- field Blues Band sono entrati nelle clas- robe simili.
la Atlantic — Joe Tex, Percy Sledge, sifiche nazionali dei dischi più venduti,
Otis Redding, e quel nuovo Laundro- con il loro ultimo album per la Elektra: Ma l’ho visto suonare davanti a un
mat Blues di Albert King — un testo East-West. Mike ha anche suonato la pubblico di bianchi, e quando ha
fantastico. Mi piacciono molto anche chitarra con alcuni amici, i Chicago cominciato il suo giochino degli
le cose jazz. Il mio stile personale è in Loop, per un nuovo singolo (When She insulti il pubblico non ha mai sor-
qualche modo andato anche in quella Wants Good Lovin’) She Comes To Me. riso.
direzione. Ai primi di ottobre la Butterfield Band No. Prendono tutto troppo sul serio. Il
ha acceso gli animi britannici con alcu- pubblico bianco di questo paese non sa
Perché pensi che Barefootin’ di ni concerti in Inghilterra. Ma ora lascia- cosa stia succedendo nella musica. Non
Robert Parker sia arrivata in clas- mo girare il nastro. hanno idea di cosa stanno ascoltando.
sifica?
Quella è in classifica? Un vecchio shuf-
fle come quello? Non ci credo. Non è
possibile! Ho pochissima fiducia nel
gusto dei bianchi. Forse è solo perché
dice ‘Barefootin’’ [ndt: ‘a piedi scalzi’]! È
un buon disco. Che dire invece di Get
Out Of My Life, Woman e Hold On, I’m
Coming? La mentalità sta diventando
più aperta. Sono sicuro che la Motown
abbia aperto la strada. L’Atlantic ha
davvero fatto impazzire la classe ope-
raia negra, e stanno realmente soddi-
sfacendo i suoi gusti. Ascolta i testi di
alcuni dischi di Joe Tex: sono davvero
semplici e commoventi. “Sono stato
picchiato e sbattuto in giro”. Robu-
sti arrangiamenti gospel alle spalle.
Molto commovente. Mi piacciono
anche un sacco di tizi del jazz. Quel-
li che sanno soffiare davvero forte. I
musicisti potenti. Roland Kirk è uno
dei musicisti più incredibili che abbia
visto nella mia vita. Lo guardi e vie-
ni riempito dalla gioia, stai vedendo
sgorgare da quell’uomo così tanta bel-
lezza e potenza: cominci a ridere senza
controllo. Archie Shepp, anche. Più
suono, più i miei gusti migliorano. Ho
passato un sacco di tempo con molti
critici musicali che mi hanno aiutato a
sviluppare i miei gusti musicali. Certi
ragazzi sono semplicemente dei geni, e
certi altri no. Quei geni vale davvero la
pena di ascoltarli. Gente come Thelo-
nious Monk e Charlie Mingus, dei
veri geni con delle grandi idee. È gente
spiritosa e intelligente, e la loro è una
musica arguta. Se la ascolti e la capisci,
sei davvero partito per qualche inte-
ressante sviluppo intellettuale.
66 OUTSIDER BLUES BOY

In Inghilterra sanno cosa sta succeden- riesce quasi sempre. Parecchie blues Goldberg, Mark Naftalin e il batterista
do e sembrano conoscere il senso delle band non hanno swing. Lo swing è un Buddy Miles (Wilson Pickett band).
parole. Sono furiosamente tutti pro- termine arcaico. A volte non ci riuscia-
negro, anche troppo devo dire. Posso- mo, ma noi siamo in grado di swingare Poco fa hai detto che le blues band
no arrivare dei vecchi che nemmeno duro. di bianchi non sono brave abba-
sanno suonare, ma, siccome sono de- stanza, ma non pensi che comun-
gli arcaici vecchi negri, vengono ac- Il tuo singolo farà del duro swing? que possano ottenere un succes-
clamati. Ci sono ragazzi come Big Joe No. Il nostro singolo e l’LP sono in so commerciale? In fin dei conti
Williams che hanno ancora parecchie “drerd” al momento. il pubblico bianco sembra essere
cartucce da sparare. Ma ci sono ragaz- sempre più coinvolto da questa
zi che semplicemente non ne hanno Cos’è che sono? musica.
più. Uno in particolare, John Henry È una parola ebraica. Significa che non Certo, potrebbero, ma sarà una cosa
Barbee: un vecchio autentico cantan- si sono mai alzati da terra. incasinata e fasulla. È già successo e
te blues, che ora è morto. Lo incontrai succederà ancora. È successo con i tizi
quando cercarono di rimetterlo in pi- come Elvis Presley, che avevano del
sta, ma era davvero troppo vecchio talento e adattarono il blues a modo
e logorato per suonare. Peg Leg Ho- loro. Anche se lui è molto figo, ha rovi-
well, che registrava per la Testament, è “The future of rock nato il linguaggio originale dei negri.
un altro. Era come mostrare il video di guitar was in ‘East- Gli Stones l’hanno rifatto, con la loro
un vecchio acrobata, ora un totale stor- ridicola Little Red Rooster. In un certo
pio, che debolmente cerca di scalare le West.’ At one point or senso lo facciamo anche noi. Perché
parallele. È una roba brutta. Ma perso- another you’re hearing nemmeno noi, per dirla francamente,
ne come B.B. King e Muddy Waters, siamo roba autentica. Gli Stones sono
sanno ancora parlare alla gente…. ci
what would become fighi. Fanno un buon rock&roll, rifan-
sono tantissimi aspetti della loro mu- the Grateful Dead, no bene le canzoni di Chuck Berry.
sica che semplicemente sfuggono ai Ma quel ragazzo non sa cantare. Ascol-
Santana, the Allman
giovani ascoltatori. Buona parte di loro ta Chuck che canta e poi ascolta Mick
ascolta la loro musica perché ha ritmo, Brothers, Crazy Horse, Jagger — quel ragazzo non sa cantare!
o perché sanno che è Muddy Waters Television and the Io mi reputo bravo tanto quanto la
e per loro significa qualcosa di nebulo- maggior parte dei chitarristi contem-
so e oscuro, ma comunque da ascoltare Tedeschi Trucks Band.” poranei da cui ho imparato. Paul But-
perchè è trendy. Oppure sono gente del terfield è sullo stesso livello dei tizi da
giro folk e sanno che è blues. Alcuni ra- cui ha imparato. Little Walter e gli al-
– Dave Alvin –
gazzi ascoltano davvero il blues e se lo tri ragazzi. Non puoi essere una fiacca
godono con tutto il gusto che possono imitazione. Ci sono cose fatte da Mud-
metterci. Succede parecchio anche da dy Waters a cui semplicemente non si
un punto di vista testuale — un “afi- può arrivare. Non le so suonare nem-
cionado” apprezzerà cose che un altro Dylan non ha scritto una canzone meno io. A Chicago quella gente suona
ragazzo non noterà. Uso la parola in per la band? per professione, e se arrivi te, bianco, fi-
spagnolo perché è l’unica adatta. Devi La canzone è sul suo album Blonde ghetto, ti ride in faccia. Sono sicuro che
viverlo, deve diventare parte di te. on Blonde. Anche quella canzone è Muddy parli bene degli Stones, per-
in “drerd”. S’intitola Pillbox Hat. È una ché fanno le sue canzoni e sono soldi
Una volta hai detto la stessa cosa canzone carina, ma niente di speciale. di diritti. Ma devi suonare bene come
della musica dei nativi america- Cominciamo a essere stanchi di met- gli altri ragazzi. Allora capirai cosa suc-
ni... tere assieme del vero blues. Durante cede. Buona parte di questi tizi inglesi
Esatto, quella è un’altra cosa. Non co- le session siamo stranamente nervosi. e americani ascolta dei dischi e li imita.
nosco le scale ma, se la ascolti, riesci Il nostro organista, Mark [Naftalin, Quando parlo di imitare, intendo grot-
a capire emotivamente cosa stia suc- ndt], e io, stiamo scrivendo canzoni che tesche, accentate, ridicole, fasulle, da
cedendo in quel mondo di sfumature non sono affatto blues. Penso che va- “zio tom”, prive di gusto, rozze imita-
che vive lì dentro. È molto importante, dano in una direzione folk-rock. Non zioni di una cosa davvero bella. Ora: le
se vuoi riuscire a smettere di fare l’au- stiamo però scrivendo canzoni per il note che fanno saranno anche quelle
toma. Il lungo brano che facciamo noi gruppo, e questo può essere un proble- giuste, ma quegli accenti grotteschi mi
non è affatto indiano. Trasmette sol- ma. Dovremmo avere un po’ di roba imbarazzano e basta. Ho cantato esat-
tanto quella sensazione. Raggiungere valida, ma i nostri gusti sono troppo tamente così per un sacco di tempo, e
l’emotività è la cosa più importante di raffinati e siamo tutti parecchio diver- ancora non so cantare come loro. Se
tutta la musica. Se non sai tirare fuori si l’uno dall’altro (NDR - Da lì a poco quelle parole per te significano davve-
emozioni dal tuo pubblico, quello che Bloomfield si trasferirà a San Francisco ro qualcosa, darai loro la giusta enfasi
fai non significa niente. Lo swing ci dove fonderà gli Electric Flag, con Barry senza dover copiare qualcun altro. Mi
OUTSIDER 67

piacerebbe poter dire qualcosa di bel- Esistono dei giovani musicisti di Anche tra 50 anni.
lo di tutti quei ragazzi. Ti dirò chi è un colore che vogliono lavorare se-
buon cantante blues: Bob Dylan è un guendo la tradizione di B.B. King? Come trovi che la comunità negra
cantante blues accettabilmente buono. Ho incontrato un sacco di ragazzi che reagisca alla tua musica di chitar-
Sul suo nuovo album, in Obviously 5 suonano del vero blues, ma non ado- rista bianco?
Believers canta abbastanza bene. lescenti. Forse da qualche parte nel Abbiamo ricevuto un’ottima reazione,
profondo sud, a Stonewall, Mississippi, perché i negri sembrano orgogliosi che
Pensi che il suono Motown uccide- forse c’è un nuovo giovane Muddy noi si voglia imparare dalla loro cultu-
rà il blues? ra. In più, i loro stan-
No. Perché la gen- dard sono più alti dei
Con Bob Dylan / Sony
te che compra i di- nostri. Piccinerie che
schi Motown non andrebbero bene con
è la stessa gente un pubblico di bian-
che compra i di- chi, sarebbero consi-
schi blues. Quelli derate appunto picci-
che comprano i nerie da un pubblico
dischi blues, il che negro. Ho vissuto
vuol dire: i dischi grandi esperienze fa-
di B.B. King, che è cendo gare d’improv-
il nome di maggior visazione con altri
richiamo in questo chitarristi, aggregan-
paese (Ray Char- domi alle band e fa-
les non fa più del cendo impazzire tutti
vero blues, e Mud- — jam che duravano
dy vende a livello ore. Ma abbiamo vis-
locale) B.B. suona suto un’esperienza
al sud, a New York, disastrosa quando
sulla West Coast. abbiamo suona-
Ha un pubblico to all’It Club di Los
enorme — gente Angeles. Era vuoto,
della classe opera- punto. Quello è stato
ia che va dai ven- l’unico disastro. Ma
ti ai sessant’anni. Paul Butterfield ha
Sanno chi sia B.B., suonato per un anno
è una leggenda. intero in un club per
Quelli che ascolta- soli negri. Ha avu-
no i dischi Motown to molto successo al
sono ragazzini, “Sylvio’s”, dove di so-
bianchi e neri, Ma lito suona Howlin’
la Motown è trop- Wolf.
po zuccherata. Ci
puoi ballare, ma Pensi che la tua
quei ballerini non band sarà mai inte-
compreranno cer- ressata dalla musi-
to i dischi di B.B. ca elettronica?
King. In effetti, cre- Me ne sto già inte-
do sia un bene per ressando. Ma circa
il blues. Qualsiasi la roba estrema non
cosa porti la cultu- lo so. Non uso came-
ra negra fino ai ra- re di riverberazione,
gazzini bianchi è un bene per il blues. Waters che ascolta alla radio Jimmy pedali fuzz, come fanno gli Yardbirds
Potrà annacquarlo, ma sicuramente Reed... Penso che la musica sarà sem- in Inghilterra, macchine e robe varie.
aiuterà le entrate di un sacco di artisti pre lì, per le persone che la capiscono. Vuol dire imparare a usare uno stru-
che non se la passano troppo bene, ora. Non morirà. Forse, con il migliora- mento completamente nuovo. Devi
Per esempio le loro canzoni verrebbero mento delle condizioni di vita e la di- imparare a suonare in quel modo. Forse
registrate, e, anche se B.B. è felice dove struzione delle basi fondamentali del un giorno lo farò. Ora no. Sto ancora im-
sta, potrebbe ottenere il riconoscimen- blues, potrebbe. Ma non penso. Il blues parando a suonare la mia musica. Fare
to che merita. toccherà sempre il cuore della gente. musica usando quei nuovi aggeggi, si-
68 OUTSIDER BLUES BOY

gnifica anche imparare a far suonare No. Non lo conosco affatto. Vivevo La pugnalata che gli fu fatale. L’ho
gli amplificatori e il resto dell’equipag- nei sobborghi, in una famiglia ebrea, sentita raccontare da cinque persone
giamento, come i colori, le luci strobo. piuttosto benestante. Non so niente di diverse, e tutte giuravano che erano
È tutto molto figo, un buon modo per Chicago come città. Mi piace, anche se con lui la notte in cui morì. Come lo
fare soldi e blah blah blah, ma per un è piuttosto sciatta. Però conosco mol- portarono a casa, lo appoggiarono alla
po’ possiamo ancora suonare solo mu- te delle sue leggende blues. La celebre porta, suonarono il campanello mentre
sica pulita. morte di Sonny Boy Williamson I. il suo inerte corpo sanguinante franava
dentro. Quello è un mondo che conosco
Dici sul serio? molto bene.
È la musica del futuro. Non è per forza
una degenerazione. È che ora sarebbe “Mike Bloomfield is Traduzione di Lorenzo A.P. Balducci
un lavoro di troppo. Dovrei imparare
tutte le nuove tecniche.
music on two legs.”
Ps - tutti i vari “negro” che dicono
nell’intervista li abbiamo lasciati così,
Quali sono alcuni dei gruppi che ti – Eric Clapton – cercando di conservare la parlata
piacciono di adesso? dell’epoca: niente “gente di colore” o
Potrei elencare i gruppi buoni e i gruppi “afroamericani”, per capirci.
cattivi. I gruppi che mi piacciono sono:
i Blues Project, i Fugs, i Mama’s &
Papa’s, i Lovin’ Spoonful, i Mothers,
gli MFQ, i Byrds. I Beatles davvero
tantissimo. Penso che siano dei geni.
Sono musicisti elettrici della più alta
levatura. E mi piacciono Bob Dylan,
Bobby Goldsboro. Anche il chitarrista
di Dylan, Robbie Robertson, è uno
bravo. E questo per quanto riguarda la
scena pop potrei elencare più gente che
aborro, come Lesley Gore e Nancy Si-
natra e tutti quelli della loro razza. Mi
diverte Herman. E sta migliorando, è
sempre più vicino al blues man mano
che invecchia.

Che tipo di strumentazione usi?


Uso una chitarra Gibson Les Paul. È un
modello del 1958 o ‘59. È dorata e ha
due pickup, uno switch di selezione,
quattro controlli. Uso un amplificatore
Fender Twin Reverb, metto il volume a
10, le alte a 10, le medie a 5, niente bas-
se, e il riverbero a 2. Ultimamente al Go
Go ho tenuto il volume a 5.

Essendo di Chicago, ti piacciono i


libri e le storie di Nelson Algren?
È uno dei miei scrittori preferiti al
mondo.

L’hai mai incontrato?


No. Mai. Penso sia un ragazzo che capi-
sce davvero il blues e se lo gode. James
Agee è un altro ragazzo che potrebbe
aver capito il blues. Hai letto “A Death
in the Family”?

Vivendo a Chicago, conosci anche


l’aspetto romantico di quella città?
OUTSIDER 69

FROM HIS HEAD TO HIS HEART


di Carlo Zampolini

foto: Sony

Fratelli Joel e Ethan Cohen, ho una sto- li ebrei, proprietari di un’azienda che le due domestiche di colore, dalla qua-
ria da proporvi, che ha per protagonista produce utensili da cucina e una mac- le sente provenire, attraverso la radio,
un ragazzino di Chicago, magro ed irre- china da caffè (la “Bloomfield Koffee una musica struggente, quasi dolorosa,
quieto come un cane randagio, malato King”, brevettata da suo padre Harold) irresistibile come un canto di sirene:
d’insonnia, con una nuvola di capelli fra le più vendute d’America. “Era una specie di attrazione naturale.
piantata sulla testa: uno che sembra Vive in una casa grande e lussuosa, – ricorderà da grande – In questo paese
un teppista da strada, e invece appar- ma la stanza che più lo attrae, fin da la gente di colore soffre esternamen-
tiene a una famiglia di ricchi industria- piccolo, è quella di Berenice e Trudy, te, e gli ebrei soffrono internamente.
70 OUTSIDER BLUES BOY

E la sofferenza è la radice comune del definizione del suo amico Al Kooper), trasformano la musica folk in musica
blues.” si cerca una stanza in cui vivere, un la- rock, il blues in psichedelìa, e la mari-
Ecco come si chiama: il blues. Il ragaz- voro con cui mantenersi, e finisce per juana in LSD.
zino sarebbe disposto a cedere l’intera fare il commesso in un banco dei pe- Sarà proprio lui a dare la prima scarica
azienda di famiglia (della quale non gni, dove conosce Susan, la nipote del di defibrillatore al cuore intorpidito
gli importa, e mai gli importerà, un fico proprietario, diciannovenne e randa- della musica americana, quando, sul
secco) in cambio di quella radio. Ma gia pure lei, e senza pensarci due volte palco del Festival di Newport, dopo es-
dovrà attendere fino al giorno del suo la sposa (per la gioia di papà Harold). sersi esibito a fianco di Butterfield, co-
bar mitzvah prima che il suo severissi- Insieme mettono su un localino, il Fic- pre col suono assordante della sua te-
mo padre (Alan Arkin, nel film che ho kle Pickle, sul cui palco si esibiscono lecaster la voce di Bob Dylan (che l’ha
in mente io) si decida a regalargliene vecchi bluesman del passato, come Big voluto nel suo nuovo disco Highway
una. Joe Williams, Kokomo Arnold e John 61) e l’intero testo di Maggie’s Farm,
Ora gli serve una chitarra, per tentare Henry Barbee, e ai cui tavoli presto si scatenando una tempesta elettrica che
di riprodurre quella musica: e dopo set- radunano tutte le nuove leve del blues passerà alla storia. E sarà ancora lui ad
timane di assillanti richieste, e l’inter- di Chicago, che si chiamano Paul But- inventarsi East-West, una mirabo-
cessione di sua madre Dorothy (Fran- terfield, Elvin Bishop, Nick Grave- lante suite strumentale in cui blues e
ces McDormand, ovviamente) il padre nites e Charlie Musselwhite. Na- rock, jazz e raga indiano, John Coltrane
cede, e pur di levarselo dai piedi glie- scono qui le prime registrazioni, i primi e Ravi Shankar si fondono in quella
ne compra una. Finalmente il ragazzo demo, che il giovane ed intraprenden- che è di fatto la prima miscela acid rock
può coronare il suo sogno: catturare la te manager Joel Harlib (Steve Buscemi, della storia (e che dà il titolo al secondo,
musica che fuoriesce dalla radio (che direi) riesce a far
non è più solo blues, ma è anche R’n’B, recapitare nien-
rock’n’roll e country) e incanalarla temeno che a
“from his head to his heart to his han- John Ham-
ds”, fino al manico della sua chitarra. mond (John
Certo, gli servono due dritte, e a fornir- Goodman, chi
gliele sarà il parrucchiere di sua madre: altri?), il miglior
Tony Tenaglia, detto Carmen (e questo cane da tartu-
è John Turturro, non si scappa), il quale fi d’America,
gli mostra quei pochi accordi (non sa il quale mette
fare molto di più, almeno con la chitar- sotto contratto
ra) sufficienti a fargli spiccare il volo: il ragazzo se-
ed è un volo acrobatico e vertiginoso, duta stante. E
che nell’arco di qualche anno lo porta a questo punto
dritto nei club del South Side, dove, con il film decol-
la faccia tosta del quindicenne, non la, e al tempo
esita a lanciarsi sul palco a fianco di stesso precipita.
Muddy Waters, Howlin’ Wolf o Ju- John Goodman
nior Wells, lasciando tutti (pubblico, (pardòn, Ham-
musicisti e proprietari dei locali) piace- mond) ha un
volmente sorpresi. attacco di cuore;
il ragazzo, trop-
MikeBloomfield: “Quei vecchi blue- po impaziente
sman erano contenti. I veri musicisti per attendere, si
non sono stronzi, sanno che la musi- unisce alla neo-
ca è una cosa universale e comunque nata Paul But-
la loro unica paura era che magari un terfield Blues
bianco potesse portargli via del pub- Band, e la
blico, ma non è mai successo. Erano sua vita, come
bei tempi quelli”. quella di mol-
ti altri, viene
Insomma, il ragazzo ci sa fare: e dun- all’improvviso
que è inevitabile che, terminati a fatica risucchiata nel
gli studi, se ne vada di casa, per seguire vortice di que-
la propria strada. Così, senza chiede- gli anni folli ed
re un soldo ai genitori (“he was not a incalzanti, che
shirt-and-tie-limousine-riding-son- nel volgere di
of-a-rich-man”, secondo una colorita poche stagioni
OUTSIDER 71

strepitoso album della Paul Butterfield tutto al suo amico Al Kooper (e qui ci disco, certo, perché la classe non è ac-
Blues Band). vedrei bene Jesse Eisenberg, lo Zucker- qua. Ma il destino è scritto, e puntual-
Sul disco durerà tredici minuti, ma ne- berg di Social Network), il quale è con- mente si compie in un parcheggio di
gli show dal vivo può dilatarsi per più vinto da sempre che il meglio di quel periferia, dove lo spacciatore di turno,
di un’ora, trasformandosi in un vero e ragazzo, di ciò che sa fare con la chitar- dopo avergli iniettato un’ultima dose
proprio rito sabbatico, nel bel mezzo ra, non sia ancora stato catturato su di- di robaccia, lo lascia morire sul sedile
del quale, a volte, il ragazzo incendia sco. E allora gli fa una semplice propo- della sua macchina. All’obitorio vie-
una torcia, la agita sul pubblico, e in- sta: “Perchè non ce ne andiamo un po’ ne registrato come “unidentified John
fine la ingoia, sputando fiamme come in studio a cazzeggiare?”. E così, senza Doe”. Si chiamava Michael Bernard
un drago. Zolfo e mercurio, fuoco ed nemmeno una prova, registra in una Bloomfield, aveva 37 anni, ed è stato
eroina: gli spettacoli di Butterfield e sola notte quel capolavoro di Super uno dei più grandi chitarristi della sto-
soci diventano leggendari, ed è lui il Session. Ma riuscirà a completarne ria del rock.
sacerdote officiante. Le date si molti- una sola facciata: la mattina dopo tro- La colonna sonora del film, ovviamen-
plicano, ma il ragazzo gradualmente verà in camera un biglietto del ragazzo te, è tutta in questo splendido cofanet-
crolla: l’insonnia, che lo tormenta da con scritto: “Alan, couldn’t sleep. Went to, prodotto dall’amico Al Kooper, e
sempre, e le droghe che ha usato (al- back home to San Francisco. Sorry, contenente l’essenza di una vita ran-
meno inizialmente) per combatterla, thanks, and good luck.” Per finire il di- dagia, dai primi demo per John Ham-
lo hanno ridotto a uno straccio. Molla sco chiamerà Stephen Stills. mond fino ad un’ultima, inedita esi-
tutto e se ne va, senza sapere dove. bizione dell’81 con Bob Dylan, pochi
Per qualche mese vaga negli studi di Mike Bloomfield: “Una mattina Al mesi prima della morte; passando per
registrazione, finché incontra un ami- mi chiama al telefono e mi dice “Hey tutti i momenti gloriosi di una carrie-
co pianista di nome Barry Goldberg, Mike ti va di andare negli studi della ra fulminante e disordinata, con dovi-
e insieme a lui (a con Marcus Daulle- Columbia, facciamo una jam e ve- zia di inediti e rarità, e anche un paio
day, Peter Strassa e Honey Brook) s’in- diamo cosa esce?”. Kooper chiamò il di chicche per “dylaniati”. Tre cd che
venta un nuovo gruppo, che all’acid bassista Harvey Brooks e io portati il condensano perfettamente tutto ciò
rock sappia mischiare la black music, batterista Eddie Hoh, che a quei tempi che si deve sapere di Bloomfield, del
il soul e l’R’n’B, in una sorta di summa suonava con i Mama’s and Papa’s. Poi suo estro inimitabile, della sua tecnica
maxima di tutta la musica americana: siamo volati a Los Angeles dove ab- prodigiosa, e del suo ruolo di assoluto
si chiameranno Electric Flag. Ancora biamo suonato un giorno intero. Pur- precursore, che la critica stenta ancora
una volta in anticipo su tutto e tutti, re- troppo ho avuto dei problemi e non oggi a riconoscergli. E in più c’è un’ora
cluta una sezione fiati, e un giovanis- ho potuto suonare il giorno dopo. Così di documentario in dvd, pieno di amici
simo batterista nero, con un ciuffo da Al ha chiamato Stills, che a quei tempi e di cose belle e toccanti, e un libretto
Woody Woodpecker, di nome Buddy era senza lavoro perchè aveva appena da leggere e sfogliare come fosse una
Miles, che presto si rivela un’inconte- rotto con i Buffalo Springfield. La cosa sceneggiatura. Che speriamo finisca,
nibile furia da palcoscenico (del genere buffa è che Stills non l’ho neanche vi- prima o poi, nelle mani dei fratelli
clap-yer-hands-gonna-git-down, per sto. Nel disco c’era anche Goldberg. E Cohen.
capirci) e trascina il gruppo in una di- insomma conoscerai il disco. Mi è ser-
rezione assai diversa da quella che lui, vito molto perchè è stato con la sorpre- Ps- Le frasi di Bloomfield sono tratte
il ragazzo, aveva in mente. sa di tutti un grande successo, in tutti i da un’intervista pubblicata nel n.30
sensi, disco d’oro etc etc”. del “Mucchio” (maggio 1980) fatta da
Mike Bloomfield: “Sono andato a Klaus Tengler. Appaiono anche due
sentire Goldberg a uno spettacolo di Ecco, la storia potrebbe finire qui, col foto dove Bloomfield legge (o cerca di
Wilson Pickett. Era un buon show nostro eroe che finalmente si abbando- leggere) il n. 25 del “Mucchio”, con Da-
di rhythm and Blues e poi c’era quel na tra le braccia di Morfeo, e si perde in vid Bromberg in copertina.
batterista, Buddy Miles. Barry aveva uno di quei sogni che nessuno, meglio
16 anni e lasciare Pickett voleva dire dei fratelli Cohen, sa tradurre in imma-
lasciare un lavoro sicuro, ma poi ha gini. E invece prosegue per più di un
deciso di rischiare e ne è valsa la pena. decennio, suonando spesso nell’area di IL FILM
Si suonava nell’area di Marin County, Mill Valley, verso una fine tristemen-
un aio di miglia a nord di frisco e poi te annunciata. Il ragazzo, che ormai è Regia: Joel e Ethan Cohen
siamo arrivati a suonare a Monterey un uomo, casca e ricasca, e sempre più Attori: Alan Arkin (il padre), Frances
ed è stata veramente una grande cosa”. a fatica si rialza, sotto i colpi dell’alcol, McDormand (la madre), John Turtur-
Il tempo di incidere un unico, faticoso dell’eroina e dell’insonnia, che ormai ro (il parrucchiere), Steve Buscemi (il
album, e si dà nuovamente alla fuga. son diventati un’unica cosa. Amicizie manager), John Goodman (John Ham-
Altra droga, altre notti insonni. Ed è perse, progetti falliti, patetiche reu- mond), Jesse Eisenberg (Al Kooper),
proprio ora, nel momento di maggiore nion, persino colonne sonore per i Max Stèfani (Steve Bishop).
sfinimento, che il ragazzo produce la film porno dei Mitchell Brothers (altro
sua opera migliore. Il merito va soprat- bello spunto). E in mezzo qualche bel
72 OUTSIDER BLUES BOY

IL MIO AMICO MICHAEL…


di Al Kooper // Gadfly // 2001

Per qualche strano motivo, tra di noi ci chiamavamo coi no- Dopo essersi divincolato dalla danarosa stretta della sua fa-
stri nomi “di battesimo”, Michael e Alan. Per tutti gli altri, miglia, scelse di vivere in un relativo squallore. “Una volta
eravamo Mike Bloomfield e Al Kooper. In effetti Micha- ho affittato una casa veramente orrenda, inconsistente, in
el era l’unico, a parte la mia famiglia, a chiamarmi Alan. Se un brutto quartiere di Chicago. Mi ci sono trasferito in no-
chiunque altro si fosse azzardato a fare una cosa simile, gli vembre. Io e un cagnolino. La merda del cucciolo era ovun-
avrei dato subito uno schiaffo in testa. Ma quando lo dice- que, in giro per casa. Non ero dell’idea di pulire merda di
va Michael, in qualche modo era affettuoso e lusinghiero. cane ogni due ore, quindi la coprivo con un giornale e basta.
Suo fratello si chiamava Allen, e sentivo come se mi stesse Faceva freddo; il vento attraversava la casa e si portava via
inserendo nel suo nucleo familliare, chiamandomi col mio l’odore. Ma ogni volta che il cagnolino cagava, coprivo tut-
nome. to stendendoci sopra fogli di giornale. Un uomo ha bisogno
Michael faceva razza a sé – completamente sciolto e disini- di camminare liberamente in casa sua, dopo tutto”.
bito ma quasi sempre inseguito dai suoi demoni interiori, “Beh, cos’è successo quando a giugno ha cominciato a fare
che lo rendevano solitario e insonne. Se era tuo amico, avevi veramente caldo?” gli ho chiesto con curiosità.
avuto un gran culo. Avrebbe fatto di tutto per te – prestarti “Non lo so proprio” rise: “Me ne sono andato via a marzo!”.
soldi, darti da mangiare, darti i suoi vestiti o lasciarti dormire Un primitivo per scelta, non era un figlio-di-papà-giacca-e-
a casa sua. Si circondava di una cricca scalcagnata di fannul- cravatta-e-limousine. Au contraire. Ma aveva ricevuto una
loni, che l’avevano trovato in chissà che modo. Principal- buona educazione e di certo aveva un alto QI. Amava parla-
mente si approfittavano della sua gentilezza e non avevano re dei libri che aveva letto e della nuova musica che aveva
a cuore il suo bene. Ma era troppo pigro per uscire e trovarsi appena scoperto. Una buona giornata, per lui, consisteva
amici migliori. Quelli gli arrivavano tramite la musica. nell’arrotolarsi nell’accappatoio a leggere un bel libro. Una
Ci siamo incontrati nel 1965, alle registrazioni di Like A buona notte? Guardare la televisione accompagnando alla
Rolling Stone di Bob Dylan. Più o meno della stessa età e chitarra qualsiasi cosa apparisse sullo schermo. Conosceva
religione, siamo notoriamente andati d’accordo all’istante. anche tutti i jingle delle pubblicità.
I nostri retroterra economici, tuttavia, erano smaccatamen- Una volta andammo ad Harlem all’Apollo Theater per ve-
te diversi. Io venivo dalla piccola borghesia, cresciuto nel dere James Brown, assieme a una coppia sposata di amici
Queens, a New York. Mio padre era un avvocato che lavo- suoi. Mentre aspettavamo in coda per entrare, un fratello
rava per i suoi “amici”, che non lo pagavano mai. Il padre nero su di giri cominciò a provarci con la donna della coppia.
di Bloomfield lavorava nelle forniture per la ristorazione. A provarci duro. Bloomfield era esterrefatto. Perse comple-
Aveva il brevetto di alcuni accessori da cucina: la saliera esa- tamente la testa. “Hey tipo, questa è la moglie di quest’uomo,
gonale in vetro, con in cima i fori a forma di Stella di David, la sua donna! Come osi fargli una cosa del genere in faccia?
la zuccheriera di vetro con il dosatore in acciaio inossidabi- Ora muoviti, chiedi scusa e vattene!”. E il tizio lo fece. Sem-
le e la classica macchina da caffè che, ancora oggi, porta il plicemente. Michael in contesti come quelli non vedeva
nome dei Bloomfield. Nel 1965, il vecchio Bloomfield aveva mai bianchi e neri. Le persone erano persone. Era una cosa
venduto le sue macchine da caffè e gli altri brevetti alla Be- di Chicago. Era una cosa buona.
atrice Foods, una delle principali società al mondo, e se ne Una volta avevamo preso accordi per un’intervista assieme,
andò con un sacco di milioni. per la rivista “Hit Parader”, e andai a prenderlo nel suo hotel
Michael è cresciuto in famiglia ricca, nei sobborghi di Chi- a Manhattan. Quando chiamai la sua stanza dalla hall, lui
cago. Le si è ribellato quasi subito e, da adolescente, era già mi disse di salire. Quando arrivai su, la porta era socchiusa
nel Southside, cogliendo gli autentici suoni blues che sboc- ed entrai. Era seduto sul cesso, con la porta aperta. “Hey ami-
ciavano nei campi della Chicago “per male”. Aveva un certo co, come butta? Siediti, siediti”. Ora, il rumore di una cagata
talento innato nel suonare la chitarra che ai suoi maestri fu l’ho sentito anch’io, ma... andiamo! Accoglieva così tutti i
immediatamente ovvio. Capirono che questo non era un ra- suoi ospiti – o avrei dovuto sentirmi lusingato?
gazzino bianco qualunque; questo era qualcuno che capiva Un giovane piuttosto enigmatico. Di recente ho recuperato
veramente di cosa parlasse il blues. Tra i suoi primi sostenito- alcuni nastri di un concerto che facemmo al Fillmore East
ri abbiamo B.B. King, Muddy Waters, Bob Dylan e Bud- nel 1968, e che si sono persi nelle cripte della Sony per tren-
dy Guy. Michael diceva sempre: “È naturale. In questo paese tadue anni. Quando suonavamo dal vivo, sceglievamo un
i neri soffrono fuori. Gli ebrei soffrono dentro. La sofferen- accompagnatore a testa; se io sceglievo il batterista, allora il
za è il fulcro condiviso del blues”. bassista lo sceglieva lui, e viceversa. Allora facevamo una
OUTSIDER 73

sola prova, poi durante il concerto cercavamo la strada a detto, Alan? No... davvero. Mangiava il fuoco, proprio come
naso. Ci piaceva così. Ora, nei primi anni 2000, mentre siedo al circo. Non ho idea di come o perché lo facesse! Sporadi-
ad ascoltare questi nastri per un’edizione postuma, l’intellet- camente, proprio in mezzo all’esecuzione di East-West della
tualismo del suo modo di suonare mi ha meravigliato. Butterfield Band, Bloomfield incendiava una torcia e se
Era anni avanti a tutti. Il suo senso melodico e il gusto erano la cacciava in gola – proprio in mezzo alla canzone! Finiva
incomparabili. Una notte l’ho visto sconfiggere Hendrix, sputando illegalmente fiamme sopra alle teste del pubblico!
in un duello alle ore piccole. Durante il concerto che stavo Quale altro chitarrista gli starebbe dietro? Beati voi, se siete
ascoltando, del 1968, invitò sul palco Johnny Winter per stati tanto fortunati da assistere a una di quelle serate.
fargli fare il suo debutto newyorkese. Johnny non aveva Nel 1970 stavo suonando a Chicago, e il fratello di Blo-
nessun contratto, e nessuno del pubblico l’aveva mai senti- omfield, Allen, mi invitò a un brunch domenicale a casa
to prima, quindi per lui era davvero una grande occasione. dei suoi genitori. Arrivai alle dieci e mezza del mattino, e
Venne su e suonò splendidamente. La gente era ipnotizzata, inaspettatamente Michael era lì. Pochi giorni prima, si era
mentre lui allestiva uno straordinario spettacolo di chitarra internato da solo in una casa di cura perché non dormiva da
blues. Bloomfield si fece generosamente da parte e suonò una settimana. Quando entrai a casa loro, lui era in cucina
la chitarra ritmica, quieto, dietro di lui. Dopo che Johnny a intrattenere Allen e sua mamma con le storie del manico-
suonò per circa sei minuti, davanti a un pubblico in estasi, mio. Suo padre stava accanto alla mensola del camino, in
fece cenno a Bloomfield di fare il suo assolo. Michael restò sala da pranzo, coi pantaloni alla cavallerizza, brandendo
dietro e suonò, in due ritornelli, quello che a Winter c’erano un frustino, di ritorno o in partenza verso una qualche espe-
voluti sei minuti per fare. Il pubblico impazzì. Non era nem- rienza equestre, chi lo sa. Per tutto il tempo che ho passato
meno una gara di abilità. Avevano entrambi un tremendo lì non ha detto una sola parola. È una cosa disfunzionale?
rispetto l’uno per l’altro. E credetemi, i sei minuti di Johnny Questa roba implora una categoria tutta sua.
Winter furono davvero eccezionali, ma quella notte andò Chiaramente le esperienze musicali sono quelle che ho più
così. care. Nel 1968, le nostre carriere erano misteriosamente pa-
E non scordiamoci dei momenti ‘mangiafuoco’. Come hai rallele. Ci eravamo conosciuti alle registrazioni di Dylan,

Al Kooper e Bloomfield // foto: Michael Ochs/ Getty Images


74 OUTSIDER BLUES BOY

poi entrambi ci unimmo a delle blues band già esistenti; lui da lui una grande performance in studio era quello. Nessu-
la Butterfield, io il Blues Project. Poi entrambi lasciammo no dei due aveva niente da perdere. Avevamo concluso la
le blues band per formare delle band di fiati; lui gli Electric porzione iniziale e frenetica dell’Atto Primo delle nostre car-
Flag, io i Blood Sweat & Tears. Di fatto, entrambi venimmo riere, iniziato nel 1965. Nel 1968, divertirsi in studio senza
rapidamente cacciati dai compagni via dalle rispettive band. preoccuparsi delle conseguenze sembrava okay. E quell’al-
Sembravamo destinati a incidere assieme. E mentre sedevo bum fu inciso così – completamente liberi dalle preoccupa-
nel mio nuovo ufficio da produttore alla Columbia Records, zioni legate agli affari o alle carriere.
appena finita con i Blood Sweat & Tears, tutti questi pen- Dopo la prima notte di registrazioni, tutti i musicisti ripie-
sieri mi passarono per la testa. garono in una casa di Hollywood, completa di piscina, che
Avevamo ap- avevo affitta-
pena registra- to (grazie alla
to un album Columbia Re-
di jam session cords) per un
incluso nel po’ di meritato
secondo di- riposo. La mat-
sco di Moby tina dopo, la
Grape, Wow. stanza di Blo-
Perché non omfield era
fare un inte- vuota. Se n’era
ro disco as- andato all’al-
sieme? All’e- ba. Un biglietto
poca, buona spiegava par-
parte dei di- zialmente il suo
schi jazz ve- problema:
nivano fatti Alan,
secondo que- Non riuscivo a
sto modus dormire. Torna-
operandi: sce- to a casa a San
gli un leader Francisco. Scu-
o due co-le- sami, grazie, e
ader, assumi buona fortuna.
gli accompa- MB
gnatori adat-
ti, scegli qual- Essendo anch’io
che brano, insonne, non
inventane avevo bisogno
qualcun’al- di altre spiega-
tro e registra zioni. Ed è per
un intero al- questo che lui
bum nel giro compare su un
di uno o due solo lato dell’al-
giorni. Per- bum, e sull’al-
ché non legit- foto: Michael Ochs/Getty Images tro c’è Stephen
timare il rock, Stills.
aderendo a Si è detto molto
questi standard? In più, come fan, non ero soddisfatto dai dell’uso di droghe fatto da Bloomfield. Dopo tutto è quello
lavori in studio di Bloomfield pubblicati fino a lì. Il suo la- che l’ha portato alla morte. Fu trovato su una strada isolata,
voro in studio sembrava inibito e pilotato, in confronto con morto nella sua auto, in circostanze misteriose. Come alcuni
le sue incendiarie esibizioni live. Sarei riuscito a metterlo in dei suoi ‘villeggianti’, non era dipendente dall’eroina. Era
una situazione da studio in cui si potesse sentire libero di quello che chiamavano “un consumatore della domenica.”
bruciare come faceva dal vivo? Metteva da parte un po’ di “soldi per divertirsi”, andava a
Una grande sfida. casa dello spacciatore, comperava, e si faceva una pera lì sul
Il risultato: l’album chiamato Super Session, per le carriere di posto. Per lui era sufficiente. Michael non è mai stato fatto di
entrambi l’album arrivato più in alto nelle classifiche. Arri- eroina, quand’era con me. L’avrebbe imbarazzato troppo. Sa-
vò a 11, come gli Spın al Tap, ma mancò il 10, diversamente peva che avrei disapprovato e gli avrei fatto un sacco di sto-
dagli Spın al Tap. Super Session, anche se riuscì a catturare rie. Non ne abbiamo nemmeno mai parlato. Da quello che
l’essenza del fuoco che dal vivo bruciava Bloomfield, fu un i suoi amici sapevano di lui, si è supposto che una notte sia
disco che registrò in una notte. Forse il segreto per ottenere andato da solo dallo spacciatore per una botta di vita. Il tizio
OUTSIDER 75

deve averlo mandato in overdose per errore e, nel panico, “La fama è una cosa strana/Il modo in cui ti avvolge come
l’ha messo nella sua macchina, l’ha portato da qualche parte una seconda pelle/E cominci a salire/Ma allo stesso tempo
e l’ha lasciato lì a morire. Che futile spreco, per un talento e scendi/Gli amici che conoscevi una volta/Non sono più gli
una personalità tanto unici. stessi/E quelli nuovi lasciano molto a desiderare.
Nel 1981, spronato dall’elezione di Reagan, mi trasferii a Sto ancora scoprendo come mi piaccia suonare e cantare/
Londra. Una sera ero seduto a leggere il giornale, e c’era scrit- Ma sono abbastanza soddisfatto di restarmene qui sulla
to che Michael era morto. Ho reagito a scoppio ritardato e ho riva/Con una lacrima in entrambi gli occhi/Perché ho visto
riletto l’articolo tre volte. Ho messo giù il giornale e ho pian- morire quasi tutti i miei amici/E come loro non ne fanno
to a lungo. Un mese prima, ci eravamo sentiti al telefono. Mi più
disse che la sua ragazza era una ballerina, che presto sareb- Ricordo quando restavamo al bar/E pensavamo che il mon-
be andata in tour in Europa, e che lui si sarebbe aggregato. do fosse nostro/Perché avevamo sempre le droghe più
Sarebbero passati in Inghilterra, sarei riuscito a organizzare nuove/E potevamo scegliere le ragazze più carine
qualche concerto per me e lui a Londra? Disse che era in ot- Ma oggi quel bar è lontanissimo/E ancora più lontano da
tima forma – addirittura massiccio, visto che si era allenato quella superstar/E io non sono niente di che, solo un vetera-
regolarmente in palestra. Gli ho riso in faccia, lungo i cavi no di quella guerra/E se potessi imparare dal passato/Forse
transatlantici. “Sei uno sfacciato bugiardo. Il pensiero di te non vorresti vivere la tua vita così veloce/Perché non è per
coi muscoli mi fa solo ridere!”. Ridemmo entrambi, e gli dissi questo che siamo su questa terra/E come loro non ne fanno
che avrei organizzato le serate. più/Nossignore/No, come loro non ne fanno più”.
Quella fu la nostra ultima conversazione. Stetti lì seduto, Hey Michael – mi manchi un sacco – è veramente un casino
col giornale in grembo, per tutta la notte, pensando a tutto ora quaggiù, non potresti immaginartelo. Ci vediamo tra un
il tempo passato assieme, e a tutta la gente buona e cattiva po’. Stammi bene....
che avevamo conosciuto. Al sorgere dell’alba, scrissi questa
canzone: Traduzione di Lorenzo A.P. Balducci
76 OUTSIDER BANDA BASSOTTI
OUTSIDER 77

B A N DA B AS S OT T I

BLUE OYSTER CULT:


DISTILLAZIONE FANTASTICA
DELLA REALTÀ
di Giancarlo Trombetti

Brutti, bassini, poco attraenti: la Banda Bassotti del rock and roll !I Blue Oyster
Cult sono forse la più grande misconosciuta band d’America. Sfortunati, frain-
tesi dai fessi, alcuni loro album hanno influenzato generazioni di gruppi che,
grazie a loro, hanno fatto carriera. Un gruppo da (ri)scoprire.

Il tendone era bianco riflettente all’e- una maglietta nera con maniche bian- sie di un tal Daniel, un mellifluo pro-
sterno e immenso, visto dall’interno. che addosso e seminascosto dietro a un moter inglese della Warner che ci ave-
Non che non avessi mai visto un tendo- paio di Ray-Ban a specchio, aveva quasi va appiccicato addosso dei badge e che
ne in precedenza, ma era il luogo, non terminato la sua chiacchierata con due ci aveva raccomandato, lisciandoseli
particolarmente ampio, a farlo sembra- giovanotti muniti di registratori. nell’abbandonarli attaccati alle nostre
re fuori misura. Per terra una moquette Un altro paio di tizi in piedi, vestiti ed magliette, di non separarci mai da loro.
rossa a coprire le pecche e i dossi di un atteggiati a stewart, gestivano il traffi- I Blue Oyster Cult di Eric Bloom non
terreno non perfettamente pianeggian- co. “Mr Bloom preferisce parlare con erano l’attrazione principale di quell’an-
te. Su due terzi del tendone una lunga non più di due giornalisti per volta e, no, ma “gli ospiti speciali dall’America”
fila di tavoli era coperta da cibo e beve- se possibile, provenienti dal medesimo e per me che ero impazzito per mesi per
raggi di ogni genere; il resto era attrezza- paese”... trovare un loro doppio album al tem-
to a tavoli e sedie in plastica. Al centro Feci cenno di sì con il capo: era lui la po recuperabile solo di importazione
uno spazio a disimpegno tra chi andava mia scelta tra le tre possibilità. Fuori lo erano per certo. Lo era in particolare
a cibarsi e chi faceva la fila, ordinata- rimbombavano forte, troppo forte per il quel tal Eric Bloom di cui apprezzavo
mente. mio inglese di allora, le prove per il pri- le doti vocali e di compositore – le virtù
Visibilmente non eravamo in Italia, mo gruppo del pomeriggio. Era il 22 di tecniche nel gruppo stavano altrove – e
dove la regola del buffet è quella del più agosto ed eravamo piazzati alla base di la curiosità di parlare con il portavoce di
veloce e del più furbo. Tre tavoli erano a una collinetta davanti alla quale, come un quintetto che giudicavo, e giudico
disposizione di tre diversi musicisti che in un anfiteatro naturale, grosso modo tutt’ora, uno dei due o tre gruppi hard
si sarebbero esibiti poco più tardi; in uno settantamila persone erano già stipate. rock fondamentali della scena statuni-
Allan Lanier chiacchierava a gambe Lontano si notava una sorta di arco che tense, era bruciante.
accavallate, rilassato, con un paio di tizi. attraversava, come un arcobaleno ricur- Mi vergognavo, così come mi vergogno
Un paio di metri più in là Donald Ro- vo, la pista di Castle Donington; sopra profondamente tutt’oggi, a mostrare il
eser, detto “Buck Dharma”, più vicino a c’era la scritta “Dunlop”. lato “fanatico” del mio apprezzamento,
me un tizio con un cesto di capelli ricci, Eravamo entrati grazie alle mille corte- quindi cercavo di muovermi con un
78 OUTSIDER BANDA BASSOTTI

minimo di distacco e professionalità. Mi wer - giusto una manciata di anni pri- di cui più tardi sarebbe stato il mana-
toccò di mettermi a sedere con un paio ma che il punk ne facesse la Mecca di ger. Senza rendersi conto del tutto che
di amici che stavano con me quel gior- un suono scarno, essenziale, che la City si trovava su presupposti decisamente
no; un quarto, assolutamente digiuno non amò mai e di cui fu felice di sbaraz- divergenti. I testi futuribili, fantascien-
della lingua, se ne stava in piedi, di lato, zarsi quanto prima da un punto di vista tifici, assolutamente non comuni erano
come un cameriere. Uno si alzò quasi di approccio culturale - aveva elaborato lontani dalle radici blues e dai conti-
immediatamente per andare a fotogra- un rock così aggressivo e poderoso, ma nui riferimenti all’occulto dei Sabbath,
fare....boh? Chi se lo ricorda? Ma pare- musicale e melodico al tempo stesso, da tutt’altra scuola, ma sopra ogni cosa
vano essenziali per lui. L’altro restò un attirare le curiosità di tal Sandy Pearl- erano le composizioni, non l’assalto
tempo minimo prima di gettarsi, pure man, un giornalista, produttore, poeta e frontale, a renderli “tutta un’altra cosa”.
lui, nel recinto dei fotografi. Rimasi solo scrittore di fantascienza e a tempo perso Pearlman, un personaggio controverso,
a parlare con Bloom, che stava piegato dirigente di casa discografica; Pearlman incontenibile, all’avanguardia, elaborò
in avanti, appoggiato sulle ginocchia, – che poi con gli anni produsse e ven- da una serie di suoi racconti non solo
per comunicare in sicurezza; il muro ne coinvolto nelle avventure di Clash, alcuni testi per il gruppo ma anche
di suono che le pareti del tendone non Dictators, Aldo Nova, Black Sab- il nome definitivo che volle imporre
fermavano certo, dava evidentemente bath e Pavlov’s Dog - in piena era dei cambiando l’originale, Blue Oyster
fastidio pure a lui. Figli dei Fiori aveva deciso di affidare Cult, appunto, e gli appiccicò addosso,
il compito di musicare una serie di rac- usandolo per primo così narra la leg-
A ventisei anni avevo a pochi centi- conti che aveva intitolato “Imaginos” genda, l’epiteto di “heavy metal”, una
metri uno dei miei miti di gioventù: un a un gruppo che lui stesso aveva scelto descrizione derivante da un racconto di
soggetto che aveva partorito all’inizio di chiamare Soft White Underbelly, William Burroughs, “The Soft Machi-
dei Settanta una trilogia di album bel- un nome che aveva rubacchiato addi- ne”, dove un personaggio era definito
lissimi, dalle copertine assolutamente rittura a Winston Churchill che l’aveva “il ragazzino di metallo pesante”, heavy
non attraenti ma intriganti e voluta- usato in un suo discorso per descrivere metal kid.
mente ambigue, uno che nella New l’Italia del dopoguerra. Sandy Pearlman aveva utilizzato per
York dalla puzza al naso già partita alla Quando a cavallo dei Settanta le band primo la definizione per descrivere il
ricerca di un suono rock che la distin- inglesi esplosero anche in America, Pe- suono chitarristico dei Byrds, solo un
guesse dal resto del rozzo Paese ancora arlman pensò di fare del gruppo la rispo- paio di anni prima. I critici attenti si
ubriaco della stagione del flower po- sta statunitense a quei Black Sabbath, appropriarono immediatamente del
OUTSIDER 79

termine per descrivere il nuovo suono


blues, “appesantito” da chitarre distorte
e batterie ben presenti che proveniva
dalla madrepatria Inghilterra, appic-
cicandolo addosso a Led Zeppelin,
Black Sabbath, Deep Purple o ai
locali Blue Cheer, Mountain, Iron
Butterfly...
Buffo pensare oggi a tutti questi nomi
come heavy metal bands, ridicolo,
direi, ma ancor più imbarazzante con-
statare che il suono che con sufficienza
viene individuato da soggetti ipodotati
come la quintessenza della rozzezza e
la consacrazione dello spirito dozzina-
le, l’heavy metal, abbia matrici nobili
come Burroughs, contenuti ancor più
nobili per riferimenti a notevoli scrittori
di fantascienza, fiction e sociale e sia la
radice di moltissimo rock degli anni Ot-
tanta, ben più amato dalla critica dalla beata minchia di niente ma a insegnare toccare, con deferenza ed educazione
puzza al naso che preferisce guardare a a tutti, con prosopopea. il perché non fosse mai stato del tutto
quel che più le aggrada, senza mai pen- chiarita l’ambiguità del logo.
sare alle origini dirette, denigrandole Per questo, quando dissi a Bloom che Ecco: se avessi voluto far tagliar corto
sistematicamente senza conoscerle. ero italiano lo vidi un po’ meno rilas- una chiacchierata fino a quel momen-
Per lanciare il gruppo, Pearlman con- sato di quel che mi pareva solo un at- to distesa e piacevole, non avrei potu-
vinse la CBS a distribuire un volantino timo prima. Fuori imperversavano sul to trovare argomento più definitivo.
senza immagini dei componenti, con il palco i Blackfoot ed io, timidamente, “Cazzo – mi disse – ma è o non è il 1981
solo simbolo presente e con una frase chiedevo informazioni su Michael anche in Europa? Non avete suffi-
che era un programma : “Their songs Moorcock, uno scrittore inglese di fan- cienti giornali che vi hanno spiegato
are fantasy distillation of reality”... le tascienza che aveva a lungo collabora- che si tratta di un simbolo della vostra
loro canzoni sono distillazione fantasti- to con gli Hawkwind, gli chiedevo di mitologia? Che non esiste alcun riferi-
ca della realtà. Alla faccia della rozzezza Patti Smith, collaboratrice ai testi sui mento politico o nostalgico in questo
del metallo pesante! primi due album (“...quello lo devi chie- simbolo?” e si girò ad indicare un enor-
Dall’altra parte del mondo gli Zep sco- dere a quello lì – mi rispose indicando me manifesto che copriva un lato del
privano i piaceri della campagna di Allan Lanier prima di rispondermi tendone.
Bron-Y-Aur, i Sabbath scavavano nelle ampiamente – era lui che ci andava a Ebbi la prontezza di dire che, sì certa-
cadenze rallentate di Masters of Reali- letto!”), gli chiedevo della passione per mente, lo si era letto nei giornali an-
ty facendo scivolare basso e chitarra sui fantascienza e dei riferimenti colti che glosassoni ma che non tutti avevano
medesimi accordi un’ottava più bassa, i affioravano ovunque nei loro testi ma avuto la possibilità di approfondire e
Purple rischiavano di bruciare nel casi- che non sempre erano chiari per noi che sarebbe stato interessante leggere
nò di Montreaux insieme a Frank Zap- – non dimenticate che il web sarebbe la versione completa su di un giornale
pa e il Culto dell’Ostrica Blue, sceglieva arrivato molti anni dopo – prima di italiano. E che comunque, l’impressio-
per sé un simbolo che era l’insieme di ne che avevamo avuto, da lontano, era
riferimenti alla mitologia greca e roma- stata che Pearlman, un furbacchione,
na: il logo, composto da croce e gancio, almeno agli inizi, su questa ambiguità
simbolo di Crono, re dei Titani e padre ci avesse giocato un pochino...
di Zeus per i greci e simbolo di Saturno, “Cazzo ma è o non è il 1981 Fu così che riuscii a terminare l’intervi-
dio della fertilità per i latini. anche in Europa? Non sta ottenendo per la prima volta quella
Simbolo con riferimenti nazisti per gli spiegazione che, se fosse stato per “Ciao
imbecilli che nelle piramidi bianconere
avete giornali dove legge- 2001”, non avrei mai avuto. Anzi. Se
di Tyranny and mutation e, sopra ogni re che il nostro logo è un avessi dovuto dar retta alle recensioni
cosa, nella copertina del terzo album, proprio di quei primi dischi, non mi sa-
simbolo mitologico senza
Secret Treaties, vollero vedere una ico- rei mai neppure dovuto avvicinare al
nografia visibilmente filonazista a ogni riferimenti politici?” Culto dell’Ostrica Blu... Certo che se solo
costo. Gli italiani, in questa corsa a chi è – Eric Bloom – avessi saputo cosa sarebbe accaduto da
più deficiente, si distinsero su tutti. Sia- lì a un’ora, avrei evitato di fare tante al-
mo famosi, noi, a non sapere mai una tre piccole cose.
80 OUTSIDER BANDA BASSOTTI

Ma in testa avevo solo il mio primo stavo raccogliendo le mie cose con an-
concerto dei Blue Oyster Cult, per di cora nelle orecchie la parole sarcastiche
più da seguire direttamente su un lato I BOC sono rimasti un di Eric Bloom nei confronti di Albert
del palco, il sinistro, appollaiato su gruppo sostanzialmente Bouchard, uno dei membri fondato-
una specie di tribunetta da cui vedere ri del gruppo, batterista, elemento es-
da una distanza minima il concerto
di culto, dove il potenziale senziale non solo per il suo strumento
ascoltandolo direttamente dai monitor commerciale è rimasto al ma anche perché destinato a cantare
degli strumenti... Davanti a me era- da solista in alcuni dei brani più noti e
palo e l’immagine apprez-
no già dimenticati More, Blackfoot, che se n’era tornato indietro negli Stati
Slade e poco o nulla stavo pensando zata solo da un pubblico Uniti, mollando il gruppo a metà di un
a Whitesnake e AC/DC che sareb- maschile maturo. E senza importante tour estivo proprio il giorno
bero seguiti. Davanti avevo i cinque prima....e ricordavo la sua voce alterata
soggetti che avevano preso la lezione ragazzine e ragazzini si va nel dirmi che...“per colpa di quella tro-
dei Cream, degli Zeppelin, delle gran- poco lontano. ietta...la mia Yoko la chiama quel defi-
di rock band inglesi e l’avevano fatta ciente...non posso stare senza di lei, mi
propria. A loro era stato sufficiente che manca tanto...e voi siete solo in grado
fosse stata indicata la strada, il resto era di pensare ai concerti e alla band, io ho
venuto grazie a un incredibile senso anche un amore cui dover render con-
della composizione, a un profumo ed mente più popolari grazie alla esplosiva to!”... per colpa di una donna, appunto,
un gusto completamente diverso da immagine di bellissimo clone di Mick i due fratelli Joe e Albert prima, e il re-
tutto quanto si trovava in circolazio- Jagger, laddove i BOC siano rimasti, sto del gruppo poi, avevano rotto co-
ne, a una maestria nell’uso dei propri appunto, fedeli al proprio marchio: un stringendoli a modificare scalette e ad
strumenti rara e non certo mutuata da gruppo sostanzialmente di culto, dove arrangiarsi piazzando Rick Downey,
marchingegni di studio. il potenziale commerciale, nonostante un roadie, alla batteria, che stavo già
Uno di quei gruppi che nascono una i tentativi, sia sempre rimasto al palo e arrampicandomi per una scaletta solida
volta ogni vent’anni, ma a guardarsi l’immagine sia stata apprezzata solo da ma poco pratica per raggiungere il pal-
bene indietro adesso, anche ogni qua- un pubblico maschile e sostanzialmen- chetto da dove avrei seguito il concerto.
ranta. Bravi, originali, melodici e catti- te maturo. E tutti sappiamo bene che Con me un giovanotto italiano che si
vi, semplicemente perfetti, in grado di senza ragazzine e ragazzini si va, com- era aggregato e che si trascinava dietro
eccellere nella rara arte della compo- mercialmente, poco lontano. un borsone affidatogli da un oggi noto
sizione come non accade più da parec- fotografo italiano all’estero. Io avevo
chio tempo sul Globo. Perché in fondo, Facendo un passo indietro, avevo ap- con me il mio zaino, con il piccolo Sony
la differenza tra un grande gruppo ed pena terminato di ascoltare l’ultima con cui registravo tutto e una specie di
uno buono, sta tutta nella qualità dei risposta a una mia domanda e che poi valigia dell’altro noto fotografo italiano
pezzi, ed i BOC ne hanno sfornati a doz- in realtà non era altro che uno sfogo, e oggi felice uomo dal portafoglio ben for-
zine, influenzando mille band anche e
specialmente non del settore.
Due cose mi piace ricordare: di quanti
gruppi, inaspettatamente, mi abbiano
indicato, negli anni, i newyorkesi come
loro maggior influenza e quanto bene,
di cuore, spontaneamente e con im-
menso rispetto mi abbia parlato di loro
Patti Smith che con nostalgia mi rac-
contò di come, in un’epoca in cui pare-
va importante solo emergere facendosi
notare per eccessi e atteggiamenti stra-
vaganti, i Blue Oyster Cult spiccavano
una decina di spanne su tutti solo grazie
alla grande qualità della loro musica e
delle loro canzoni. Alla grande profes-
sionalità.
Che poi, a ben vedere, è un ragionamen-
to che, letto al contrario, potrebbe spie-
gare il fatto che gruppi come gli Aero-
smith, a mio parere molto inferiori da
un punto di vista compositivo e creati-
vo, siano stati e siano tutt’ora immensa-
OUTSIDER 81

nito e dedito all’assaggio di vini nobili badge con la medesima cura con si leva Con il culo dolorante, incazzato come
in Versilia. una zecca a un cane, poi afferrò il tipo una pantera, senza più la cassetta con
Vedere i Cult da quattro metri e poter ve- aggregato come si prende un gatto per l’intervista, con il demente aggregato
dere al tempo stesso l’effetto della musi- portarlo fuori di casa: piegato in due, che farfugliava scuse incomprensibili
ca su una collina brulicante di migliaia sottobraccio, e prese me per il bavero persino in italiano e con la necessità as-
di ragazzi era già di per sé un’emozione mettendomi sulle spalle come se fossi soluta di recuperare il resto della nostra
indimenticabile. Probabilmente lo era io uno zaino. Passeggiando tranquilla- roba rimasta sul palco, certo di avere al-
anche per Downey, visto che quello mente prese un viottolo lungo almeno meno metà del mio culo inutilizzabile
era il suo battesimo di fuoco...Anche se un paio di centinaia di metri che a me per il resto della vita, iniziai a risalire la
dopo un po’, nonostante la buona qua- parvero – e paiono tutt’ora ripensandoci marea dei settantamila.
lità del concerto e la tensione positiva – due chilometri, ci portò esattamente in Mi ci volle tutto il concerto dei White-
che potevamo notare sul palco, la folla fondo ad uno dei lati della folla. Ultimi snake per farlo, le maree umane non
iniziava a dare segni di evidente fasti- di settantamila. Lato sinistro. Gli Whi- si postano nemmeno di fronte a Mosè
dio; un roadie, immediatamente chia- tesnake avevano già
mato per capire, dava veloci spiegazioni iniziato a suonare e in
e non ci voleva molto per comprendere quel momento, mentre
che il volume che usciva dall’amplifi- il suono era tornato ma-
cazione era basso e il suono poco pulito, gicamente perfetto tra
indistinto. Né noi né il gruppo eravamo la folla grazie alle me-
in condizioni di capirlo. raviglie dei boicottaggi
Ricordo che mi girai verso l’amico ita- anglosassoni, Bloom e
liano aggregato proprio nel momento Lanier stavano sfogan-
in cui due della security lo avevano pre- do la loro incazzatura
so di peso e se lo stavano portando via. su di un paio di targhe
Si erano accorti che aveva in mano una commemorative dona-
grossa “banana”, un microfono vistoso tegli per l’occasione da
collegato a un registratore infilato nella promoter o discografici.
borsa affidatagli dal famoso fotografo. Ma questo me lo rac-
Il tipo, come già detto, non parlava una contarono in seguito.
sola parola di inglese e mentre lo trasci- Noi eravamo in fondo
navano malamente giù per le scalette, ai settantamila, seppur
ebbe la scortesia... diciamo la stronzag- ancora al di quà di una
gine, di indicarmi, come per chiedere specie di recinzione per
aiuto. Un gesto che venne inteso come cavalli, una recinzione
una condivisione di colpa. Ricordo solo in legno, alta più di un
che un terzo tipo salì sul palco, mi si metro e mezzo e sorve-
avvicinò, frugò velocemente nella mia gliata.
borsa e trovando il piccolo registratore Ricordo di aver visto
iniziò a spingermi giù. Lo assecondai: volare l’aggregato ita-
non era quello il luogo per dare spiega- liano come un borso-
zioni ed ero tranquillo. Avrei fatto chia- ne e con il borsone a
mare il Daniel della Warner e avremmo seguirlo in sequenza
chiarito tutto. un paio di metri al di
Arrivato il tizio, uno della sicurezza che là. Quando toccò a me,
pareva avere maggior voce in capitolo la mia stazza ed il mio
gli parlò nell’orecchio e questo, prima peso impedirono il gio-
ancora che potessi spiegare che le uni- chino del “lancio del
che due cassette che custodivo nello Trombetti”, così mi pre-
zaino erano vergini o riempite dell’in- si il più grande calcio
tervista con Bloom, me le sequestrò, nel culo della mia vita,
nonostante le mie insistenze per verifi- dato con uno stivalone
carne il contenuto e si avvicinò, dicen- da motociclista del 45
domi, molto educatamente: “Sorry Mr ma che a me parve del
Trombetti, ve ne dovete andare”. 55 e che mi fece alzare
Fece un cenno a una specie di mutante letteralmente da terra
vestito in cuoio, un biker che mi sovra- volando quasi dall’altra
stava di un palmo almeno ed io sono parte. Non fui in grado
1,87. Le sue spalle due ante. Ci strappò i di sedermi per giorni.
82 OUTSIDER BANDA BASSOTTI

e ricordo che mi fermai solo all’inizio rio Apache” e non so come, non so per- quegli anni, per farne un bootleg, con
dello spettacolo finale per memorizza- ché io sarei venuto a saperlo e in quel copertina nera e argento che chiamò
re, almeno, la campana degli AC/DC momento gli avrei sguinzagliato dietro Still Kicking, alla faccia di Daniel. Una
che scandiva l’entrata del gruppo più i cani, avrei pagato due sicari per fargli seppur minima vendetta consumata.
importante sul palco. Credo fossero al un servizio che forse avrebbe gradito in
loro terzo o il quarto pezzo quando ar- altre occasioni ma non in quella, sarei E oggi? Oggi siamo nell’era del web. Chi
rivai alla cancellata che permetteva ai poi andato personalmente a sezionare il vuole può annusare estratti del Mito
fotografi di far su e giù per svolgere il cadavere. Tutto questo per avermi umi- dei Blue Oyster Cult un po’ ovunque,
loro preziosissimo lavoro. Urlavo come liato, per avermi fatto perdere la parte può persino trovare scampoli inediti di
un ossesso ma nessuno dei due ignari finale del concerto di una delle migliori esibizioni spettacolari con versioni kil-
compari mi poteva sentire: uno fotogra- band al mondo, per avermi fatto dormi- ler anche dei brani più oscuri del grup-
fava con i tappi nelle orecchie e l’altro re su un fianco per due settimane, per po; può facilmente ricostruire le vicen-
era troppo lontano. Così mi feci coraggio avermi fatto perdere occhiali, magliet- de e gli intrecci che hanno portato uno
e chiesi alle prime file di chiamarmi ta, borsa e cavoli vari. Spesso la signora dei quintetti più rispettati dai colleghi
quello della security più vicino, che ci Harris ricordo bene che mi diceva “no, ad avere un risultato commerciale nep-
dava le spalle. Dopo qualche minuto questo non posso tradurlo!”, ma alla pure lontanamente paragonabile alla
un’anima pia lo fece. Il tipo che si girò terza bestemmia finiva per farlo, rossa qualità della produzione per...lack of
era il mostro di cuoio che ci aveva ap- come un peperone. E ricordo che Daniel image...come disse Miss Smith. E oggi,
pena quasi massacrato e che vedendo mi prese molto sul serio, dato che nei nell’era del web è anche possibile di-
che mi sbracciavo al suo indirizzo, saltò due giorni successivi sparì dalla circo- gitare nome e cognome di quel Daniel
la recinzione come un capriolo e iniziò lazione. Ricordo anche il tono curiale e trovarlo al primo colpo (...è così fesso
a venirmi incontro. Ci misi un attimo a di un responsabile di un mensile su cui da mettere una serie di informazioni
tornare in fondo ai settantamila e par- estratti di quella intervista andarono essenziali nel suo profilo da renderlo ri-
te delle mie cose e di quelle affidatemi a finire, che mi chiese se avessi avuto conoscibilissimo) su facebook ed è pos-
rimasero sul palco di Castle Donington. problemi con la Warner in Inghilterra sibile anche star qui, da qualche tempo,
perché avevano ricevuto una lettera di a rimuginare, limare e perfezionare
Non ero incazzato: ero furibondo. Con biasimo nei miei riguardi. Lettera che quelle poche, ma per lui indimenticabi-
l’imbecille aggregato non parlante in- credo sia ancora dentro qualche casset- li righe che ho intenzione di inviargli.
glese, con chi gli aveva chiesto di regi- to, a imperituro ricordo. Così, senza malizia, per ricordargli che il
strargli i concerti, con quel Daniel che Una cosa ricordo bene: che una copia sedere ancora brucia e in caso che aves-
non aveva neppure provato a sentire le dell’audio di quel concerto, tagliata alla se ingenuamente pensato che la fatwa
mie ragioni, con quel gigante di cuoio metà di Roadhouse Blues me la ritrovai potesse essere decaduta.
che se solo una delle maledizioni che dentro la valigia; probabilmente era la
gli lanciai gli fosse arrivata l’avrebbero copia realizzata dall’aggregato non par- Come scritto anche su Outsider Il 14
trovato incenerito sul sellino della sua lante. E ricordo anche che in cambio di agosto 2013 è deceduto il membro ori-
moto, con il consolato italiano che non una sola copia del disco, la donai a un ginario Allen Lanier dopo una lunga
mi aveva risposto al telefono il giorno mio amico molto noto nel milanese, in malattia.
successivo, con il mondo.
Una settimana dopo eravamo a Rea-
ding e la rabbia non si era ancora so-
pita. Quando vidi il mio amico Daniel
entrare nella piccola tenda della War-
ner provai cosa accade al toro quando
gli sventolano un drappo rosso davanti
alle corna: presi bruscamente sottobrac-
cio la moglie di Bob Harris, un DJ della
BBC che faceva da padrone di casa tra
un concerto e l’altro, sapendo che lei era
italiana. Le dissi seccamente: “Il perché
te lo spiegherò più tardi. Adesso voglio
che tu traduca letteralmente, parola
per parola, quello che ho da dire a un
tipo e voglio che lo faccia tu perché non
voglio che vada perduta una sfumatu-
ra nella traduzione a causa della mia
foga!”. Ricordo solo che gli suggerii di
non varcare mai la frontiera italiana in
vita, perché quello, per lui, era “territo-
OUTSIDER 83

DISCOGRAFIA

I FONDAMENTALI heavy nel secondo disco e la intrigante Then Came The Last
Days of May, storia vera di un duplice omicidio che affiora tra
i testi e divenuta una cavalcata epica con i solo di Roeser dal
“BLUE OYSTER CULT” (1972) - È il debutto pubblicato all’al- vivo.
ba del 1972 e nonostante una copertina poco attraente mostra
un gruppo già assolutamente maturo da un punto di vista “TYRANNY AND MUTATION” (1973) - Esce esattamente
compositivo e tecnico, sicuramente uno dei primi album più un anno dopo, luminoso esempio di “heavy rock intelligen-
belli del rock. Un Bangs non sempre a suo agio con il rock, te”, un disco che, se ascoltato da chi guarda con schifo al rock
anzi, decisamente poco a suo agio con il rock, scrive che “con duro, quelli che giudicano dai nomi senza ascoltare, farebbe
un po’ di fortuna dovrebbe restare in giro almeno per un cambiare idea a tutti. Patti Smith, donna di Allan Lanier ai
po’”...e per uno che aveva appena definito gli Zeppelin “come tempi, fa il suo esordio con i testi di Baby Ice Dog. E mentre per
i Cream, però peggio”, è una eccellente recensione. Il rock dei la prima volta i BOC vengono etichettati heavy metal, pensa-
BOC non compete né con i Cream, né con gli Zeppelin anche re al suono del metal odierno e confrontarlo con quel suono
se una critica miope non trova altri riferimenti; in realtà il suo- hard pulito fa davvero impressione. The Red and the Black
no è già rivolto a un hard rock pieno di senso della melodia, viene travisata dagli acuti critici politicizzati che credono di
un rock “adulto” e intelligente, che poco deve al blues come i capire chissà cosa da testi che parlano della Polizia a caval-
gruppi appena citati ma estremamente ben suonato e arran- lo Canadese...da segnalare 7 Screaming diz-busters, O.D.’d on
giato come da scafati professionisti. Se un raffronto dovesse es- Life Itself, Hot Rails to Hell. Un gran disco!
sere per forza fatto, un paio di riff fanno riferimento ai Sabbath,
ma l’abisso di estensione vocale tra Bloom e Osbourne rende “SECRET TREATIES” (1974) - Completa la trilogia. Votato
risibile il confronto. Tutto l’album, nonostante la produzione “Miglior disco rock di tutti i tempi” da un gruppo di critici
risenta degli oltre 40 anni trascorsi e dalla “compressione” dei del Melody Maker, è in seguito etichettato come il più gran-
brani in minutaggi limitati – dal vivo era altra storia - è da as- de dei “proto-metal” album di sempre... tanto per inventarsi
saporare, brano dopo brano, con la preferenza per l’apertura di un’altra etichetta... Secret Treaties è forse il disco per eccel-
Transmaniacon MC, I’m on the Lamb, poi ripresa e resa più lenza, un diamante non perfettamente levigato che soffrirà
solo, alla lunga, del gioco
al doppio senso voluto e
cercato dal manager Pe-
arlman sull’immagine
di copertina e sul logo.
L’assoluta mancanza di
appeal dei cinque BOC
fermerà la popolarità del
gruppo cristallizzando-
lo come cult band per
antonomasia. Otto pezzi
immortali su cui spizza
quella Astronomy, i cui
testi sono estratti da una
novella di Pearlman,
narra degli alieni chia-
mati Les Invisibles che
gestiscono la vita di una
sorta di androide chia-
mato Imaginos, appunto,
o anche Desdinova im-
ponendogli ruoli chiave
nella Storia che lo porte-
ranno a causare la prima
84 OUTSIDER BANDA BASSOTTI

Guerra Mondiale. Ma l’intero disco contiene tutti i brani che secolo ai nostri giorni. Mitologia, fantascienza, occultismo...
diverranno i punti forti delle esibizioni dal vivo. Imperdibile. la trama si snoda al limite della comprensione anche per i
mille tagli che la storia subisce per essere compressa dentro
“ON YOUR FEET OR ON YOUR KNEES” (1975) - È la colon- un solo disco che viene attribuito all’intero gruppo laddove
na sonora della consacrazione del Culto immortalato su un i principali autori e gestori delle registrazioni sono Pearlman
palcoscenico. Rarissimo e di sola importazione americana o e il licenziato Albert Bouchard. Con la presenza di ospiti spe-
giapponese divenne immediatamente uno degli album live ciali quali Joe Satriani, Robbie Krieger, Aldo Nova, Marc
più ambiti e adorati dai rocker di tutto il mondo. Nonostante Biedermann, Kenny Aaronson e altri, il solo racconto dello
un suono soffocato, chiuso, a sviluppo di Imaginos meriterebbe un ar-
causa di una produzione che ticolo a se stante. Che merita attenzione e
forse credeva di renderne an- l’approfondimento.
cor più truce e tosto l’impatto,
il doppio è uno dei dieci di- “A LONG DAY’S NIGHT” (2002) - Disco
schi da vivo da possedere as- e dvd dal vivo che mostra come la forza
solutamente per qualsiasi fan espressiva e tecnica dei BOC sia intatta a
dell’hard rock. Donald Roe- trenta anni dall’esordio, pur a fronte di un
ser si conferma come uno dei periodo di assoluta mancanza di nuove
chitarristi di maggior gusto e composizioni e di un aspetto oramai da
competenza del pianeta non reduci del rock and roll. Chiudendo gli oc-
assumendo il ruolo di rockstar chi le versioni del 2002 di brani originali
per una altezza fisica scarsina e sono di una bellezza e di una liricità stu-
una presenza ben poco esube- pefacente. The Last Days of May diventa
rante. Eric Bloom mostra una la Comfortably Numb del gruppo, con
voce di rara potenza. Peccato un assolo di Roeser da incorniciare. Mai
che nessuna teenager sia di- gruppo si è trovato così distante da un
sposta a passarci sopra. punto di vista estetico dalla qualità della
musica prodotta. Ultimo disco a essere
“SOME ENCHANTED EVE- pubblicato, i BOC rimangono vivi grazie
NING” (1978) - È il secondo all’attività concertistica, nonostante la
live dei cinque newyorkesi e morte recente di Allan Lanier, malato da
forse il loro più grande succes- tempo.
so discografico. Dopo una cop-
pia di dischi discutibili, questo
live riporta altissima la tensio- VALGONO L’ACQUISTO
ne e concretizza la maestosità
di un suono che è un marchio “AGENTS OF FORTUNE” (1976) - Molti
scopiazzato da qualsiasi na- fan del gruppo lo considerano un ottimo
scente nuova heavy band. Al disco; purtroppo con il migliorare del suo-
di là di un paio di cover di ot- no e della produzione, con l’affinarsi della
tima fattura, We Gotta Get Out padronanza di studio , corrisponde anche
Of This Place degli Animals un rallentamento della tensione. D’ac-
e di Kick Out The Jams degli cordo: questo è il disco del più grande hit
MC5, tutto il disco è un inno dei BOC, Don’t fear the reaper e contiene
alla forza e alla potenza di un l’eccellente E.T.I., ma le vette compositive
suono lucido, limpido, mai fuori controllo. Il fatto di essere dei primi dischi restano un paio di spanne al di sopra. Forse
un disco singolo verrà molti anni dopo mitigato da una usci- perché Albert Bouchard, batterista del gruppo e cantante
ta ben rinforzata da brani aggiuntivi e da un dvd che mostra solista di alcuni brani, si prende la fetta maggiore delle com-
i Blue Oyster Cult nel massimo del loro splendore. E che è posizioni, precedentemente scritte a quattro o cinque mani, la
quello che consigliamo. Smith, a un passo dalla rottura con Lanier collabora più che
attivamente ai testi. Buono, comunque.
“IMAGINOS” (1988) - Dopo una serie di uscite superflue e di
dischi incompleti, i BOC hanno un guizzo. Imaginos ripren- “SPECTRES” (1977) - Continua la linea di rock melodico, lim-
de e completa l’originale racconto di Pearlman facendone un pido e estremamente ben confezionato inaugurato dal prece-
concept album di assoluto rilievo. Un’opera rock che la leggen- dente disco. I testi lirici, sognanti e fantascientifici lasciano
da vuole in gestazione per ben otto anni e che avrebbe dovuto sempre più spazio a canzoni di più classico stampo rock che
far parte di una trilogia di doppi album interamente dedicata potrebbero figurare anche altrove; è tangibile la speranza dei
alla vicenda di Desdinova, l’androide/alieno e che avrebbe BOC di scalare qualche classifica. Ci sono le robuste Godzilla,
dovuto attraversare duecento anni di storia, dall’inizio del 19 RU ready 2 rock e Nosferatu a tener alta la tensione, ma sia-
OUTSIDER 85

mo in fase stagnante. Bel disco,


per essere del 1977, ma difficile DA EVITARE
compararlo ai precedenti. Ian
Hunter fa capolino come co- “MIRRORS” (1979) -
autore in un brano. Con il 1979 e Mirrors,
si chiude l’era di San-
“CULTOSAURUS ERECTUS” dy Pearlman e Murray
(1980) - È il settimo disco di Krugman (un binomio
studio; successivo al fiasco di inscindibile per sette
Mirrors, riporta il gruppo a un anni, insieme ai Cult) e
suono se non simile, quanto più si apre quella di Micha-
simile ai primi tre album. È Mar- el Moorcock, scrittore di
tin Birch che compie il piccolo fantascienza che regala
miracolo. Meriterebbe di stare la sua prima perla al
tra gli impedibili se solo la qua- gruppo, quella The gre-
lità media dei pezzi fosse com- at sun Jester che è l’uni-
parabile ai primi dischi. Black co picco di un disco al-
Blade, scritta da Moorcock, e trimenti deludente. La
The Marshal Plan non bastano produzione di Tom Werman (Motley
da sole. Buono, non eccellente. Crue, Molly Hatchet, Twisted Si-
ster, ecc) tendente al salto nei posti alti
“FIRE OF UNKNOWN ORI- di Billboard fa acqua da tutte le parti.
GIN” (1981) - Ha tutte le ca- Dimentichiamocelo.
ratteristiche per essere incluso
tra gli imperdibili ma a causa “THE REVOLUTION BY NIGHT”
della ricerca spasmodica di un (1983) - Nono album di studio e entra-
hit single, decidiamo di pena- ta nel tunnel per il gruppo che perde
lizzarlo. Burning for You bana- forza compositiva, coraggio, stile. Un
lizza il suono dei Cult, e Joan gruppo come tanti, senza guizzi e con
Crawford ne ridicolizza la sem- la imbarazzante ricerca di un singolo
pre intelligente scelta dei testi, fortunato (qui ci si prova con Take Me
ma grazie a Veteran of the psy- Away) che proprio non è nelle possibi-
chic wars una indimenticabile lità del Culto. Un disco da dimentica-
cavalcata sonora impreziosita re, nonostante il ritorno di Pearlman
dal racconto di Moorcock, il di- ai testi e l’aiuto di Aldo Nova, Patti
sco fa evitare qualsiasi dubbio Smith, Ian Hunter e del critico Ri-
sull’acquisto. Patti Smith, parzialmente rappacificatasi con chard Meltzer.
Lanier torna a collaborare ai testi.
“CLUB NINJA” (1985) - ….imbarazzante. Un disco ascoltabile
“EXTRATERRESTRIAL LIVE” (1982) - I BOC hanno in comu- se solo non fosse marcato BOC. Torna in pianta stabile Pearl-
ne con i Rush la scelta di chiudere i propri cicli compositivi man, ma le minestre riscaldate, a meno che non siano la fari-
con album live che mettono un punto fermo nella produzione. nata di cavolo nero toscana, non funzionano mai. Scansatelo
Questo doppio chiude il terzo ciclo del gruppo, contiene per la accuratamente.
prima volta il nuovo batterista e pur essendo un gran be disco
dal vivo, con una bella copertina ed una buona produzione, “BAD CHANNELS” (1992) - Con Club Ninja come ultimo
soffre dalla inevitabile comparazione con i due predecessori, disco ufficiale da attribuire a tutto il gruppo, questa colonna
anni luce avanti. Certo che la versione dal vivo di Veteran è in sonora è la prima uscita a firma dei cinque BOC. Dimentica-
grado di togliere il sonno a centinaia di arzilli ragazzini con il tevelo subito.
mito del rocchettaro stampato in fronte!
“HEAVEN FORBID” (1998) - È il tentativo di raschiare il ba-
“CULT CLASSICS” (2001) - È a tutti gli effetti una raccolta di rile. Persa la vena compositiva – a questo punto da attribui-
materiale già pubblicato ma interamente eseguito ex novo. re anche al disprezzato Bouchard – i BOC si mettono addirit-
Una raccolta di classici che ognuno è costretto a confrontare tura a comporre “seguiti” alle proprie canzoni. Il risultato è
con gli originali per trarne un giudizio. Interessante anche se trascurabile, anche se questo è il primo disco del gruppo in
una operazione da “disperata speranza di restare sul mercato”; dieci anni, datato 1998... e questo nonostante i Cult si affidino
il giudizio è cattivo ma obbligato visto che il medesimo disco a John Shirley, noto scrittore di cyberpunk per i propri testi.
uscirà per altre due occasioni con differenti copertine e titoli Shirley scriverà anche per CURSE OF THE HIDDEN MIRROR
(Champions of rock e ETI revisited) ma identico contenuto. (2001), tre anni dopo. Altro disco dimenticabile.
86 OUTSIDER NOVITÀ

NOVITÀ

BENMONT TENCH
YOU SHOULD BE SO LUCKY
di Blue Bottazzi

VOTO DELLA REDAZIONE: 7

Probabilmente Benmont Tench è il più robusto tastierista carattere low profile del musicista, ed ai primi ascolti l’impres-
che abbia mai militato in un gruppo rock americano. Non sione è quella di una costruzione molto delicata, leggera come
mi viene in mente nessuna band con un tastierista così signi- un aliante, dove si sarebbe potuto osare di più in termini di
ficativo nel suono collettivo. Non i Grateful Dead, che di ta- ritmica più aggressiva, arrangiamenti più pieni e soprattutto
stieristi ne cambiarono parecchi per causa di forze maggiore, fornendo alle voce di Tench, che spesso richiamano gli impasti
non gli Allman che con Chuck Leavell cercarono di sostituire bucolici di The Band, il supporto del coro di voci di valore.
la chitarra di Duane. Forse la E Street Band che si appoggiava Ma spesso sono i lavori migliori quelli che non si lasciano sve-
sulle due colonne di Danny Federici e di Roy Bittan. Magari i stire al primo ascolto ma crescono giorno dopo giorno. La tra-
Traffic, dove le tastiere erano lo strumento del frontman Steve ma lieve, delicata e sapiente delle tastiere, gli arrangiamenti
Winwood. Ad assistere allo show degli Heartbreakers di Tom così rispettosi prendono forma mano a mano che ci si lascia
Petty non si può che rimanere ammaliati dal lavoro di Tench, pervadere dal loro incantesimo.
letteralmente circondato ad ogni lato dalle tastiere di piano ed Il primo pezzo a commuovere è il traditional di Corrina Cor-
organo. Se Mike Campbell è il Jimmy Page della situazione e rina. La versione di Tench è un gioiello delicato, grazie ad un
Tom il McGuinn, Tench è il telaio della band. incastro di tastiere che paiono di cristallo. Poi la title track,
Gli Heartbreakers si sa, almeno dalla rifondazione di Damn “avresti potuto essere così fortunato”, un titolo molto Petty, che
The Torpedoes del 1979 sono la backing band di Tom Petty. è la canzone più differente, una sorta di inno da garage-band
Ma ci fu un tempo in cui non era così. che potrebbe risalire ai 13th Floor Elevator o ai gruppi di Nug-
Agli inizi il ruolo creativo del resto del gruppo fu sacrificato gets, un brano che nel repertorio degli Heartbreakers farebbe
a favore di quello del leader, autore di praticamente tutte le un figurone. Blonde Girl In A Blue Dress è una ballatona dal
canzoni, con un piccolo aiuto dell’ef- ritmo loose su cui ameresti sentire i cori
fervescente chitarrista ma non di di Levon Helm e compagnia.
Tench, che è un tipo che tiene un Today I Took Your Picture Down, “oggi
basso profilo. Così nel corso di tutti ho tolto la tua fotografia”, è un etereo
questi anni il tastierista ha scritto un lento malinconico molto Heartbrea-
pugno di canzoni che ha però tenuto kers, con un gran impasto fra il piano e
nel cassetto. Una è finita di recente l’organo con cui singolarmente si apre
nel disco dei Mudcrutch, altre era- l’album mentre è una di quelle canzo-
no nate allo stesso scopo fino a che ni con cui di solito i dischi si chiudono.
l’idea di un disco solista ha comin- Veronica Said paga l’ispirazione al riff
ciato a prendere forza. È stato Glyn di Fire di Springsteen, mentre Ecor
Johns a convincere Tench a rompe- Rouge è un tenue intermezzo strumen-
re gli indugi. tale vagamente jazzato come li faceva
Il suono di You Should Be So Lucky Van Morrison. Bello il boogie antico di
è quello roots rock delle origini di Woobles e l’inno californiano di Like
Tench: Mudcrutch, Flying Burrito The Sun.
Brothers e quelli che questo suo- Un disco di valore con dentro l’anima,
no l’hanno inventato, The Band. capace di comunicare ed emozionare
Benmont Tench non è un cantante specie l’ascoltatore che arriva da un
e la sua voce è delicata fino alla ti- rock americano di tanti anni fa. Mi
midezza. Glyn Johns è stato molto piacerebbe sentire le stesse canzoni
rispettoso di questa caratteristica, suonate da una band e non da session
Foto Sam Jones
che con ogni evidenza è parte del man.
OUTSIDER 87

NOVITÀ

LAURA MARLING
ONCE I WAS AN EAGLE
di Rachael Maddux

VOTO DELLA REDAZIONE: 7,5

Laura Marling pare crescere da sempre. Il brillante Alas I conta il modo in cui la Marling gestisce le conseguenze. Nelle
Cannot Swim – il debutto nel 2008 – ne fece la pupilla del revi- canzoni lo interroga, lo accusa, ammette di essere stata crudele,
val folk inglese e le valse la nomination al Mercury Music Pri- senza scusarsi, senza concedersi il rito della colpa.
ze; di nuovo nel 2010, con I Speak Because I Can. Nel 2011 con Dopo i brividi di Interlude si cambia prospettiva. Where Can
A Creature I Don’t Know si conferma artista ambiziosa, dallo I Go? presenta Rosie, una figura che potrebbe rappresentare
sguardo tagliente. Col tempo il suo talento – abile cantautrice, Marling prima che iniziasse tutto questo. Su Little Bird interro-
chitarrista delicata – ha continuato a montare come un’onda. ga la ragazza, o se stessa: “Perché scappi da chiunque provi ad
Once I Was An Eagle è però il primo album a sembrare davve- amarti, Rosie?” Scuote, re-incontrare più avanti lo stesso per-
ro sudato e rifinito. sonaggio. Forse è questo il punto: riflette lo shock di ritrovarsi,
È aperto, ambizioso, lontano dai cliché ultimamente accumu- sanguinante ma viva, in fondo al disastro.
lati dal folk. Qui l’album torna su se stesso, come se aspettasse la morte. Par-
È scuro, rabbioso, persino… sexy. ti di I Was an Eagle tornano in Pray for Me: il riff, lì tagliente
Once I Was An Eagle segna dunque un’altra partenza: regi- per un effetto di sitar, qui è solo pizzicato. S’è sciolto un peso;
strarlo negli studi di campagna di Ethan John è stato uno entra un po’ di luce. La Marling cerca la propria salvezza.
degli ultimi atti della Marling da cittadina inglese. Voleva par- Questa presa di coscienza anima l’ultima parte del disco: capi-
tire per Los Angeles già prima di aver pensato all’album? Può re cosa vada fatto, e farlo; mettere via l’infanzia sembra essere
darsi. Comunque sia, le 16 canzoni testimoniano il processo, il fulcro di Eagle. “Grazie ingenuità, mi hai salvata ancora/
incarnano la catarsi, il tumulto esistenziale che ci accompagna Il mio prossimo verso era lui”, abbaia sull’ultima traccia, su
passando tra i detriti di passato e presente. La Marling scava i un’onda composta da ogni parte strumentale apparsa prima:
suoi angoli oscuri, esamina tutto, soppesa le migliaia di piccole violoncello, percussioni, organo, e la sua chitarra, solida e or-
decisioni scegliendo cosa tenere e cosa abbandonare. nata. Amore e odio sono stati divisi, superati – non sempre
È un concept album o un disco di rottura? Un “bildungsro- bene, e non in un modo che eviteerà disastri futuri, ma abba-
man emotivo”, o una “bruciante auto-interrogazione sulle stanza per un nuovo avvio. Laura Marling ha 23 anni; prima
possibilità della felicità”? I suoi testi sono sempre stati raccon- la sua età era importante: nessun coetaneo stava facendo al-
ti velati, canzoni sentite, e l’esecuzione perfetta rende fuori bum così. Con Once I Was an Eagle, è perché nessuno ha fatto
luogo la distinzione tra reale e irreale. Ma quest’album è per- album così, mai.
sonale: l’Io narrante non è chiaro, come sempre, ma sembra
la vera Marling.
Eagle ha richiesto dieci giorni, un violoncello, e l’attento ac-
compagnamento di John a batteria, piano e organo; la Mar-
ling ha registrato ogni parte di voce e chitarra in un solo take,
in un solo giorno, ottenendo un suono più immediato. Nella
voce e nel suono c’è una ferocia che sembra esserci sempre sta-
ta; a volte la possiede una nuova serenità, passando abilmen-
te da una modalità all’altra. È evidente sulle prime quattro
tracce, scritte come una suite, e così la quinta. Assieme vanno
impercettibilmente da un’acustica pizzicata e sonnambula
a un’esplosione di violoncello e frenetiche percussioni tabla,
a partire da Take the Night Off, la pioggerella che prelude al
temporale; all’apice della suite, Master Hunter, la Marling ma-
stica e sputa le relazioni come boli di cenere.
Non importa capire quanto di questo dramma la coinvolga:
88 OUTSIDER NOVITÀ

NOVITÀ

SAM AMIDON
BRIGHT SUNNY SOUTH
di Ryan Foleye

VOTO DELLA REDAZIONE: 8

Geniale ricreatore, ambiziosissimo rianimatore, meraviglioso ta da gente come Dock Boggs e Allison Krauss, Amidon è sia
folklorista, archivista stantìo — chiamatelo come vi pare. L’ap- invisibile che ovunque. Rende autentici gli aspetti tradiziona-
proccio di Sam Amidon alla musica — decostruire e rimonta- li, e dà arcaici tocchi personali.
re antiquati canti sacri, ballate profane e pezzi folk, e l’occasio- Anche l’inno sacro He’s Taken My Feet è trattato allo stesso
nale pezzo da classifica — consegna al cantautore trentunenne modo. La voce di Amidon, fiacca e pia, fa del testo (“Ha preso
più della sua dose di etichette, anche quando il prodotto finale i miei piedi dalla rovina e dall’argilla/E li ha posti sulla roccia
le rifiuta tutte. Voglio dire: come la chiami una cover della vi- del tempo”) un blaterìo religioso, prima che si scateni il caos: gli
vace Shake It Off di Mariah Carey cui sia stata grattata via la ultimi 90 secondi del brano sono pieni rullanti martellati e stri-
lacca per immergerla nel catrame e nella sabbia? Bubblegum- denti chitarre elettriche. He’s Taken My Feet esplora con grazia
folk-prog? Non è mica facile da dire. il senso di deferenza e dovere: il finale stridente mostra come
Bright Sunny South, sesto lavoro solista di Amidon, come i pre- siamo spesso combattuti, quando dobbiamo compiere atti di
cedenti fonda la sua potenza sul modo in cui l’autore crea dico- devozione o dovere.
tomie emotive e poi lancia ponti traverso questi enormi golfi. Ma Bright Sunny South non è sempre così complesso. L’aggior-
Le sue reinterpretazioni sembrano lavori bipolari. Ci sono brani namento della semplice ode di Tim McGraw all’amicizia, My
caldi, familiari, accoglienti: è come sentire uno zio, un cugino, Old Friend, è più composta ed evocativa dell’originale. Streets
un vicino che pizzica una pezzo folk al banjo, battendo il pie- of Derry, registrata da band folk irlandesi come Bothy Band e
de per tenere il tempo, coi baffi che svolazzano ad ogni respiro. Oisin, è il sobrio revival di uno schietto lamento funebre, che
Poi si passa spensieratamente a canzoni distanti, spietate, dure: tratta di un amore sulla via del patibolo.
come sentire una ballata country ruscellare giù da un monte, A parte i suoi reboot di prodotti da Top40, è dura immaginare
le parole un cupo mormorio, la melodia un ronzio straziante, la che le interpretazioni di Amidon trovino pubblico fuori dalle
voce per sempre senza nome. fila dei più feroci fan del folk vecchio-stile. Ma Streets of Derry
Guardiamo le versioni di Bright Sunny South di brani folk — così come Weeping Mary, un inno che i suoi genitori, Peter
come As I Roved Out e Short Life. Nella prima Amidon è gio- e Mary Alice Amidon, incisero nel 1977 per la compilation
coso, audace, sta per saltar su e danzare. Nell’altra, una melodia Rivers of Delight: American Folk Hymns from the Sacred
desolata e accenni lamentosi di violi- Harp Tradition, Nonesuch Records —
no sorreggono parole disperate: “Una mostrano il suo vero intento. Canta forte
breve vita di guai/Ancora pochi gior- e chiaro, non necessariamente perché
ni di pena”. In entrambe la passione animato da intenti rivoluzionari o, nel
e la precisione di Amidon si uniscono caso di Weeping Mary, dal bisogno di
per creare tracce fresche e dinamiche. omaggiare il suo dio, ma perché è dav-
La loro bellezza giunge in superficie, vero dedito a conservare e mantenere
dove scoppia con grazia come una bol- queste intime, pure, vecchie canzoni.
la d’argento. Questo fa di Amidon un membro attivo
Serve abilità vera, a un artista moder- di quello che il leggendario cantante e
no, per capire quale polverosa compo- polistrumentista american Pete Seeger
sizione logorata dal tempo potrà toc- chiamava “il processo folk”, il passaggio
care senza sbriciolare. Però dire che il della musica folk da una generazione
valore di Bright Sunny South sia da at- all’altra. Un altro protagonista del mo-
tribuire interamente al buon orecchio derno revival folk, l’inglese Cecil Sharp,
musicale di Amidon probabilmente è ne ha elencato i tre principi: continuità,
ingiusto. Nel paesaggio della titletrack, variazione, selezione. Tre parole che di-
una ballata della Guerra Civile suona- cono tutto di Bright Sunny South.
OUTSIDER 89

NOVITÀ

THE AUTUMN DEFENSE


FIFTH
di Paolo Vites

VOTO DELLA REDAZIONE: 7,5

Il debito che Jeff Tweedy con i suoi Wilco ha nei confronti mai noiosa, anzi, suonati grintosamente senza indulgere in
dei Beatles, specialmente John Lennon, è già altissimo, per alcun auto compiacimento, ricchi di brio e buon gusto. Pro-
cui non deve stupire che anche gli Autumn Defense, band prio come si faceva negli anni 60, quando la parola pop non
composta dall’unico membro originario insieme ovviamen- era una parolaccia come lo è oggi. Un piacere ascoltare nel
te a Tweedy rimasto nel gruppo di Chicago, e cioè il bassista terzo millennio canzoni che hanno inevitabilmente il mar-
John Stirrat, e dal polistrumentista Pat Sansone, abbiano chio dell’epoca che fu, ma allo stesso tempo sanno suonare
lo stesso debito. contemporanee e vitali. Non è da tutti, pensando a quante
Nati nel 1999, quando Sansone ancora non faceva parte dei operazioni del genere sono state fatte. Non solo: c’è molto
Wilco, erano inizialmente il “side project” del bravo Stirrat, anche della bella stagione californiana anni 70, per l’elegan-
che ne avrebbe ideato un altro ancora, nel 2004, insieme alla za con cui ogni singolo brano è curato, dai Fleetwood Mac
gemella Laurie, questo secondo però maggiormente dedito a in giù per dozzine di rivoli musicali, quando la radio AM era
certo folk noir. anch’essa qualcosa di nobile.
Gli Autumn Defense invece spaziavano – e spaziano tutt’o- Difficile citare un brano piuttosto che un altro: Calling Your
ra – nel rock pop degli anni 60, Beatles in primis. Col tempo Name è certo il pezzo più beatlesiano, con quell’andamento
Sansone si è guadagnato la leadership della band (completa- pianistico apparentemente sbarazzino, None Of This Mat-
ta dai nuovi compagni Brad Jones - basso, organo - e Greg Wiz ter apre il disco con i Big Star bene nella mente, The Light
- batteria, percussioni) come dimostra ampiamente questo in Your Eyes è il perfetto hit che questa epoca cialtrona non
ottimo Fifth, quinto album appunto del gruppo, e si è guada- permette di vedere in classifica, This Thing That I’ve Found
gnato anche il posto nei Wilco. Ottimo affare per lui dunque paga pegno a un altro Beatle, George Harrison questa volta,
da tutti i punti di vista. con quella Rickenbacker bella in primo piano, Things In My
Il nuovo episodio (il disco è stato registrato durante un lungo Mind è dalle parti dei primi Byrds con dei riffoni di chitarra
inverno di auto-isolamento di puro power pop.
a Nashville) vede dun- Tweedy fa la sua apparizione,
que esplodere l’amore per aggiungendo figure sottili di
John Lennon – ma anche chitarra su Why I’m Like This,
McCartney, tra le righe –, e Andrew Bird graffia con il suo
quello più malinconico, au- violino The Answer.
tore di tante splendide bal- Un disco per anime gentili, il cui
late: il disco è una deliziosa ascolto non è del tutto dissimile
raccolta di splendidi gioiel- dall’addormentarsi davanti a
lini dall’incedere pop, con un caminetto, con i piedi a metà
ariose chitarre acustiche ed penzoloni fuori da sotto un plaid,
elettriche, con rimandi a parzialmente sazi da una cena
tanti gruppi garage di fine parca ed una tazza di tè fumante
anni 60. Sansone è ottimo in mano.
vocalist e altrettanto ottimo Ed è altrettanto certo che, vista
chitarrista, Stirrat si conce- anche l’aria un po’ di stanca che
de uno spazio minore, ma si è respirato negli ultimi dischi
altrettanto efficace. Sono dei Wilco, a questo punto un
brani pieni di mestizia au- contributo di Stirrat e Sansone al
tunnale (nome della band songwriting della band di Twee-
perfetto), ma che non risulta dy non guasterebbe affatto.
90 OUTSIDER NOVITÀ

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KANYE WEST
YEEZUS
di Andrea Hawkes

VOTO DELLA REDAZIONE: 8

È molto difficile che possiate imbattervi in un disco mainstre- West ha iniziato come “beatmaker” (così si chiama colui che
am uscito di recente che sia più coraggioso ed estremo di Yee- assembla le basi musicali nella musica elettronica e nell’hip
zus di Kanye West. Sicuramente coraggio ed estremismo non hop) per conto di altri. Alcuni dei maggiori successi di Jay-Z
sono più virtù del rock che fa cassetta, perché il rock ha perso portano la sua firma, ma Yeezus è un inversione a U rispetto al
così tanto il gusto del rischio e dell’avventura da essere oramai passato. Non c’è quasi traccia del suo stile lussureggiante basa-
stilizzato e prevedibile quanto il country. Individuare nel rock to su campionamenti di classici soul e rock e il nuovo suono è
un modello unico è più difficile che nel country, ma i suoi mo- violento e industriale.
delli attuali sono comunque poco altro che ricombinazioni di La stessa grafica del disco, solo il jewel case trasparente con un
stilemi ortodossi accettati da tutti i suoi ascoltatori, modelli pezzo di nastro adesivo rosso che riporta i crediti dei campio-
idonei a non generare mai quella sensazione di fastidio che namenti e poco più, è una sfida al culto del lusso che imperver-
inevitabilmente segnala che ci si trova di fronte a qualcosa di sa nel rap e la critica al consumismo è uno dei temi portanti.
nuovo e interessante. Un fastidio che è come il prurito della New Slaves definisce il consumismo come la nuova forma
pelle nuova che si riforma su una ferita, cioè un segnale di ri- assunta della schiavitù.
generazione. La seconda parte del disco è a tratti più simile alle produzioni
Quello che rende l’hip hop più interessante e dinamico del precedenti: in Blood On The Leaves, il picco emotivo dell’al-
rock, è la sua totale mancanza di timore reverenziale nei con- bum, West usa l’interpretazione di Strange Fruit di Nina
fronti del passato. Negli USA non esistono stazioni radio de- Simone (1965) come sfondo per mettere in scena la devasta-
dicate all’hip hop classico, mentre ovviamente abbondano le zione psicologica conseguente al divorzio dalla sua prima mo-
stazioni dedicate al classic rock e, del resto, alla base dell’hip glie. L’accostamento fra il sacro degli orrori del linciaggio e il
hop c’è l’utilizzo senza rispetto di composizioni precedenti che profano del dramma personale può sembrare blasfemo, ma il
vengono trattate, attraverso il procedimento del campiona- sangue sulle foglie mosse dalla brezza del famoso inno anti-
mento, come semplici materiali da costruzione. Quest’idea di razzista diventa, miracolosamente, una metafora dell’egoismo
solito ripugna fan del rock, ma fa sì che l’hip hop sia sempre nelle relazioni interpersonali. Uno dei tanti colpi di genio di
vitale e vincente oramai dagli anni novanta e non c’è davvero questo breve e intensissimo album.
niente che possa minacciare la sua supremazia commerciale,
soprattutto ora che la fiammata dell’electronic dance music
(EDM) sembra riassorbita e metabolizzata.
La costruzione di Yeezus inizia a Parigi e le principali fonti
d’ispirazione della sua scheletrica costruzione sono il design
e l’architettura minimalista. Per i suoni, West sceglie di ricon-
nettersi alla tradizione di Detroit, la sua città natale, culla della
techno e dell’house originarie e di certo non famosa per la sua
scena hip hop.
Il disco è scurissimo e tragico e, soprattutto nella prima parte,
è possibile sentire l’influenza di artisti idealmente lontanissi-
mi dal gusto mainstream dell’hip hop come Cybotron, Death
Grips e Nine Inch Nails. La base di I am a God è opera dei
Daft Punk (minacciosi come non mai) e vede la partecipazio-
ne vocale di Bon Iver. Black Skinhead rotola feroce su un tap-
peto di percussioni tribali che ricorda The Beautiful People di
Marilyn Manson. Urla spettrali perforano in continuazione
il fronte sonoro. Un vero rito voodoo elettronico.
OUTSIDER 91

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SHARON JONES
& THE DAP-KINGS
GIVE THE PEOPLE WHAT THEY WANT
di Alberto Castelli

VOTO DELLA REDAZIONE: 8

Alcuni mesi fa, quando la pubblicazione di questo lavoro tanto. Sembrano esclamare: “D’accordo abbiamo celebrato a
era dietro l’angolo, a Sharon Jones è stato diagnosticato un modo nostro la Stax e tutto quel suono fantastico, abbiamo
tumore. Per fortuna, la cantante più importante e ispirata ballato e sudato come James Brown, preteso rispetto come
e coinvolgente del “nuovo soul classico” ha reagito nel Otis Redding e Aretha Franklin, abbiamo detto che un cam-
migliore dei modi alle cure, che sono state tempestive ed ef- biamento deve arrivare, proprio come diceva Sam Cooke,
ficaci, al punto da decidere che era arrivato il momento per ma ora tutte queste sensazioni sono talmente dentro di noi
far uscire l’album e riprendere l’attività. Questa è la prima che ora siamo pronti per fare a modo nostro. Siamo pronti a
bella notizia, la più importante. spiccare il volo!”.
La seconda bella notizia è che Give The People What They E chi le ascolta non ha alcuna intenzione di rimanere a ter-
Want è un gran bel disco, il migliore della sua carriera. O ra. Niente di tutto questo. Perché arrivano cose come Re-
meglio, il più riuscito, quello più curato e originale per quan- treat! (molti anni fa quelli che in Inghilterra seguivano il
to riguarda il suo- Northern Soul
no. Una serie di sarebbero im-
canzoni di grande pazziti per que-
impatto, con de- sta canzone) e
gli arrangiamenti poi il groove po-
talmente curati tente di Stran-
e perfetti da per- ger to my Hap-
mettere all’inter- piness o ancora
prete di trasmet- la vertigine di
tere completa- You’ll Be Lonely
mente l’energia e o Now I See con
la passione della un gioco tra chi-
sua voce. Se in tarra e fiati che
passato Sharon lascia senza fia-
Jones e la sua to. E il gioco non
squadra formida- finisce qui, per-
bile – composta ché un altro dei
dal chitarrista, pregi di questo
arrangiatore e disco è che non
produttore Tom c’è nessun mo-
Brenneck, dai mento di stanca,
Dap- Kings e da nessun episodio
un’etichetta in- sfuocato, tutto
dipendente e dal grande cuore quale la Dapton – avevano corre veloce, con una falcata tanta possente quanto rega-
infatti rinnovato l’impatto emotivo proprio del soul classico le. C’è quell’energia, quella gioia e quella vogli di lasciarsi
(soprattutto di quello della Stax di Memphis, a partire dal andare che pervadono i concerti di Sharon Jones (e anche
fatto che artisti neri e bianchi dialogavano uno a fianco quelli del suo “partner in crime” Charles Bradley, l’altro
dell’altro), qui tutto suona non solo in maniera classica e fuoriclasse della Daptone). Insomma, questo è esattamente
quindi riconoscibile fin dalla prima battuta ma soprattutto quello che vogliamo: soul vero e canzoni che quando ti col-
in maniera originale e dannatamente attuale. piscono, tu non senti nessun dolore (proprio come cantava
Questa canzoni parlano a voce alta e dicono qualcosa, anzi tanto tempo fa Bob Marley).
92 OUTSIDER NOVITÀ

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PHOSPHORESCENT
MUCHACHO
di Nathan Huffstutter

VOTO DELLA REDAZIONE: 7,5

Matthew Houck, l’uomo dietro al moniker Phosphorescent, e un malinconico pianoforte meccanico. Houck tocca il fondo,
pare aver completato il materiale per Muchacho dopo una “cri- lo ulula alla luna, in A New Anhedonia: la ricerca del piacere
si familiare”, che l’ha costretto a lasciare New York per le coste è arida, persino il porto sicuro della musica sembra “noioso” e
del Messico. La sua vita s’intreccia con le canzoni, ma, ben più “straniero”. Mentre canta su un piano potente e armonie mute,
importante, Muchacho torna alle desolate vette dell’album pre- messo in ginocchio da troppe notti selvagge, Houck si offre a
cedente, quel Here’s To Taking It Easy, presente nelle classifiche una qualche purificazione:
del Top 2010 di qualsiasi rivista o webzine che fosse. “Dagli alberi sono uscito scalzo, sulle dune tra le alte canne, nel
Muchacho, con il suo “soft-country” minimalista, coglie l’istan- blu la brezza ha piegato entrambi”
te in cui l’amore crolla e lo lancia nella solitudine. Lo delinea Esiliato a sud, Houck trasforma il sesso senz’amore in una lot-
Song For Zula — battuta da un vento arido, la traccia fa turbi- ta coi demoni — e dove il precedente album (Here’s To Taking
nare una tempestosa ‘grandeur’ in un ribelle cuore dixie. Houck It Easy) cercava di tenere la serietà di The Mermaid Parade, in
lavora con sabbia, terra, oro e vapore per dare all’amore la forma Muchacho gli riesce l’impossibile, superando Song For Zula con
del sollievo. E cazzo, ci riesce — dando poesia a parole pesanti, la violenta omelia nell’epica western di The Quotidian Beasts.
e con spettacolare controllo sulla sua fragile voce da tenore. Da Santo cazzo. Un crescendo dopo l’altro di violino, chitarre vulca-
flebile e inconsueta che era, la sua voce ora è uno strumento em- niche e un piano in stile Jerry Lee Lewis, mentre il brano erut-
patico e duttile; in Song For Zula canta “Non mi aprirò di nuovo ta fuoco e fiamme, magia nera, lampi e unghie nella schiena, e
così” con un leggero sussulto di dolore e sorpresa: sei versi dopo grida di battaglie vinte o perse, e battaglie vinte solo perché s’è
lo ripete, cambiando l’inflessione, la rivelazione ora è rassegna- rimasti in piedi a tentare un altro colpo.
zione. L’evoluzione autoriale di Muchacho non è casuale: è organico
Il suo cuore rimbalza tra palle e cuore, e Houck si tende e geme a Phosphorescent. Anche se è un progetto solista, circa 20 mu-
come quei personaggi di Barry Hannah distrutti dall’amore: così sicisti hanno arricchito l’album. Violini ribelli, trombe sbronze,
stretti e carichi d’amore da esclamare ‘dolci nulla’ come “Voglio lap steel, un piano Big Pink—è impossibile dare i giusti meriti: il
strapparle un braccio. Voglio dormirle nell’utero lasciando un talento registico di Houck mischia alchemicamente gli sforzi dei
piede fuori.” La chiusa di Song For Zula stringe sul momento in compagni. Nella stanca ballad Down To Go una ex punzecchia
cui l’amore diventa un rogo nucleare che cerca sfogo: “Voi gente, Houck dicendo “Oh, farai oro di questo dolore.” Lo sottostima
venite a vedere/State nel bicchiere a guardarmi/Ma il mio cuo- parecchio.
re è selvaggio. Le mie ossa vapore/Se fossi libero vi ucciderei a Muchacho apre e chiude con la luce dell’alba. L’elettronica di
mani nude.” Sun, Arise! (An Invocation, An Introduction) il senso oceanico
Irascibile, insubordinato, fiero: Houck non si ritira a compiacersi dell’alba che brilla s’un’immensità blu, mentre Houck canta “Il
del dolore. Ride On/ Right On corre di sole sorge. Calma. Piano. Scuro come
notte per la città, per beccare i compañe- me. Calma. Piano.” Houck modula an-
ros e offrire un giro a una ragazza in ri- cora, e chiude Muchacho con Sun’s
piglio. A Charm/A Blade mostra gli esiti Arising (A Koan, An Exit) dove ripete
della convivenza — niente da chiama- le stesse speranzose parole, cambian-
re casa, qualche sollievo nel piano ro- do il tono per mostrare che non si sta
adhouse e in guaiti fulminei. svegliando nella luce, ma guarda l’alba
Ovvio: ci sono postumi e rimpianti. “Mi dopo una notte selvaggia. “Il sole sor-
sono fottuto/sono stato un idiota,” am- ge. Calma. Piano. Scuro come me, beh.
mette Houck su Muchacho’s Tune, che Calma. Piano.” Senza sufficienza o com-
promette redenzione tra cenni biblici e miserazione: che sia fresco o distrutto,
una sincera steel guitar: ma vuoto e ten- entrambi i modi di svegliarsi sono d’i-
tazione si celano tra trombe messicane spirazione, essenziali, umani.
OUTSIDER 93

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VILLAGERS
AWAYLAND
di Matthew Foster // The Quietus

VOTO DELLA REDAZIONE: 7,5

Nel 2010, portando in tour l’ottimo Becoming A Jackal, Conor te libero”. Dopo un crescendo di batteria che sembra stare per
O’Brien, l’infaticabile autore attorno a cui orbitano gli irlande- esplodere in una colossale, grandiosa esposizione di svenevo-
si Villagers, ha dichiarato di essere preoccupato dal fatto che, lezze, la band fa un passo indietro e restiamo con piano, chitarra
continuando a ripetere lo stesso materiale d’amore disperato, e la voce soffiata di O’Brien che testimonia di “una vita troppo
la cosa rischiasse di diventare “un po’ di facciata”: alla meglio breve”. “Con questa terra nuova arriva questo nuovo dolore”,
un mestiere, fraudolento alla peggio. {Awayland} quindi suona canta, e quella che sembrava una banale ode finisce invece a
come una reazione a una precoce etichetta di onesto, confessio- portarci nelle tenebre.
nale cantautore di area folk, tuttavia molto meno calcolata e E anche se su {Awayland} non c’è niente come gli ululati sul
molto più giocosa di quanto ci si aspetterebbe. Per la prima vol- finale della delirante Pieces (su Jackal), in chiusura abbiamo il
ta i Villagers suonano come una vera band, e ora le canzoni di buffo blues Rhythm Composer, piuttosto bizzarro e concluso,
O’Brien sono torte e ritorte, quando prima si accontentavano come dovrebbe fare ogni canzone da ora in poi, col raglio di un
di essere solo crude e carine. asino su suoni statici. Certe debolezze sono il prezzo da pagare
Eccovi una sfida. Trovate, nel 2013, un verso d’apertura miglio- per una scrittura senza mai sbavature: togliere quell’asino dal
re di questo: “nudo sul cesso con lo spazzolino da denti in bocca, suo sistema ha probabilmente permesso a O’Brien di scrivere
quando di colpo lo colse uno schiacciante senso di dubbio”. Se l’immortale tormentone in salsa R.E.M Nothing Arrived, quin-
volete consultare le fonti, aprono la seconda traccia, Earthly di ringraziatelo.
Pleasure: un vero treno in corsa, un po’ avventura nel tempo, {Awayland} è un tesoro di album, pieno d’idee quasi tutte effi-
un po’ Bond, un po’ cabaret, del tutto geniale. Altrove, l’intro caci: e tutte, almeno, provano che O’Brien non è l’ennesimo ra-
di The Bell copia Runaway di Del Shannon e ci si butta a pe- gazzino che si lamenta perché i genitori non gli passano il sale,
sce: l’organo hammond affonda e il dramma aspetta, mentre ma un autore di sostanza. Da questo triste, buffo, esuberante e
O’Brien teme, come teme chiunque abbia mezzo cervello e scri- brillante disco, tra tutti i versi che ora vorrei tatuarmi in faccia,
va pop nel 2013, che “tutto sia stato detto”. ho scelto questo da Judgment Call: “dobbiamo prendere i bam-
The Waves si costruisce su dei ‘bip’ sincopati e gioca felice con bini prima che crescano/Dio non vuole che provino meravi-
le parole, opponendo “cimiteri di api” a “dignitari ben isolati”. glia”. Io ho ritrovato la mia. Ovvio che è un disco che non può
Al minuto 3:15, la terra inghiotte la sezione ritmica, lasciando fare a meno dei suoi testi. Ma credo lo abbiate capito.
la voce di O’Brien a galleggiarci sopra per un po’, pri-
ma che una corroborante cacofonia di chitarre thrash
ci spazzi via.
I tocchi migliori di {Awayland} comunque si rivela-
no solo dopo esserci andati un po’ a letto. O’Brien è
grande a rigirarsi un pezzo in testa proprio mentre
l’ascoltatore si ambienta. Grateful Song, quando attac-
ca, potrebbe facilmente essere presa per una semplice
canzone d’amore che saccheggia Nice Dream dei Ra-
diohead: la ascolti meglio ed è tutt’altro. Salta fuori
che O’Brien non sta proclamando la sua gratitudine a
una qualche ragazza in estasi ma, invece, al dio di “do-
lore… tragedia… disprezzo… inganno e sventurata,
indifesa agonia”, ringraziato perché tiene l’autore nel
materiale da canzoni. Che si diceva delle confessioni?
Anche In A Newfound Land You Are Free parte come
un inno pieno di speranza per un neonato “brutalmen-
94 OUTSIDER NOVITÀ

NOVITÀ

MARK KOZELEK
JIMMY LAVALLE
PERILS FROM THE SEA
di Stephen M. Deusner

VOTO DELLA REDAZIONE: 7,5

Mark Kozelek ha mai scritto una descrizione del suo processo tempi di Ghosts of the Great Highway.
creativo più vera e succinta di Ceiling Gazing? “Sdraiato a letto Kozelek scrive lasciando andare la mente, poi passa anni a ri-
guardo il soffitto/il jet lag dall’Australia mi tiene sveglio” can- percorrere i suoi passi in scena. Che le sue canzoni partano per
ta nel pezzo di punta di Perils from the Sea, la sua nuova col- tangenti e digressioni può frustare l’ascoltatore, perché signifi-
laborazione con Jimmy Lavalle, fondatore di Album Leaf. ca che tende a evitare ritornelli, bridge, motivetti e altri abbel-
Mentre un organo ossessivo ripete una frase ascendente, Koze- limenti strutturali. Al contrario, le sue canzoni sono costruite
lek descrive la pila di posta che lo aspetta dopo il tour, incluso sulla sola strofa, e spesso con una sola semplice melodia. Quan-
“l’invito al matrimonio di un nuovo giovane parente che non do funziona, come in Ceiling Gazing, questo approccio può
conosco”. L’invito fa girare la sua mente attorno all’albero ge- porre un immenso potere simbolico anche negli oggetti appa-
nealogico, fino a toccare il ricordo della sorella. È appena uscita rentemente più banali: una copia rigata di Dreamboat Annie
da un brutto divorzio e cresce due figlie, di quattro e sette anni: degli Heart che lui e la sorella hanno sentito all’infinito, per
lui vuole vivere a lungo, per vedere come cresceranno. È una esempio, o la solitaria casa in Ohio dove ora lei vive.
canzone dolce e intensa, che delinea con delicatezza la distanza Lavalle lo capisce, e crea ritmi che rappresentano il meccani-
tra Kozelek e i suoi cari, anche mentre cerca di raggiungerli con smo della memoria. È raro che suonino stridenti. I synth psi-
la musica. “Non posso impedire alla mente di correre” conclu- chedelici di 1936 sono troppo foschi e ultraterreni per una pic-
de. “Non è buono o cattivo, è solo come mi ha fatto Dio”. cola storia graziosa su una speciale moneta da dieci centesimi,
Pochi autori delineano una scena con l’occhio di Kozelek per e su You Missed My Heart, il borbottio dei rumori di fondo non
il dettaglio, o la sua economia di linguaggio, e meno ancora sa redimere il teso resoconto di un assassino che uccide – e poi
toccano la sua introspezione nel tratteggiare un personaggio. muore – per amore. Il sentimento è troppo arguto per sembrare
Ultimamente, però, la mera mole del lavoro che Kozelek ha vero, e questo sta a Kozelek, ma i beat di Lavalle sono troppo
pubblicato con la sua etichetta ha diluito l’impatto delle sue evasivi per aggiungere gravità o leggerezza. Tuttavia apprezzia-
canzoni. Neanche il fan più entusiasta sa star dietro al diluvio mo lo sforzo, non foss’altro perché le canzoni mostrano entram-
di dischi bonus e album live, e musicalmente si è ridotto a uno bi uscire con coraggio dalle loro zone di sicurezza.
strumento solo: la chitarra con le corde in nylon introdotta su Perils from the Sea può non essere una collaborazione senza
Admiral Fell Promises. Ha un senso più economico che este- falle, ma erano anni che nessuno dei due artisti sembrava così
tico, visto che permette di tenere al minimo le spese dei tour, determinato nelle proprie fantasticherie.
ma quelle corde di nylon stanno definendo il suo suono sia dal
vivo che in studio, fondendo le canzoni una con l’altra.
Ciò rende Perils from the Sea unico nel recente catalogo di
Kozelek. Cede quasi tutte le parti non-vocali a Lavalle, quindi
invece di sdreng-sdreng sentiamo dei cupi blip-blup – più som-
messi che nelle produzioni Album Leaf, ma chiaramente di-
segnati e cuciti sulla versificazione di Kozelek. Lavalle opta per
una pulsazione, uno strimpellare sottile, a base di elettronica
ultra-minimale, drum machine e tastierine vintage che rinfor-
za delicatamente la concretezza dei dettagli. Su Caroline, il beat
balbettante accelera il tempo e fa cantare Kozelek più svelto del
solito. È un altro brano che contrasta le sicurezze domestiche
(svegliarsi accanto al proprio amore il suo cucciolo di rat terrier,
andare nella proprio bar preferito) con le seduzioni della stra-
da, eppure la musica dà alle emozioni una disperazione nuova
e urgente. Può essere il momento migliore di Kozelek sin dai
OUTSIDER 95

NOVITÀ

BILLY TALBOT
ON THE ROAD TO SPEARFISH
di Wesley Britton

VOTO DELLA REDAZIONE: 7

Forse chiunque sia cresciuto con il “classic-rock” sa che, alla Quel ritmo sfumato continua su Runnin Around e Cold Wind,
fine del 1962, il bassista Billy Talbot si unì al chitarrista Dan- tra morbidi tromboni e sax, e spazzole per la batteria di Junca
ny Whitten e, poi, al batterista Ralph Molina, formando i che ricordano un certo Warren Zewon.
Crazy Horse, la band di supporto per Everybody Knows This Le chitarre ruvide e ricche di fuzz, che ricordano canzoni come
Is Nowhere di Neil Young, del 1969. Chi ama la musica sa Cowgirl in the Sand o Down by the River di Young, le trovia-
anche che in più di quarant’anni, tra vari cambi di formazione, mo solo due volte. Prima nella quarta traccia, On the Road to
i Crazy Horse si sono goduti una lunga, ma incostante, collabo- Spearfish. Il pezzo forte dell’album dura poco meno di tredici
razione con Young. minuti, e pare che Talbot sia stato ispirato a scriverlo guardan-
Pochi sanno che Talbot nel 2004 ha pubblicato il suo primo al- do il primo episodio di “Deadwood”, cupo western moderno
bum solista, Alive in the Spirit World. Per quel disco la Billy della HBO visto anche in Italia. Nell’episodio una famiglia di
Talbot Band includeva il chitarrista Matt Piucci (di Rain “Testequadre” – dispregiativo per gli immigrati svedesi – viene
Parade e Moving Sidewalks), Erik Pearson (fiati, banjo, massacrata “sulla strada per Spearfish”, a quindici miglia dalla
steel guitar), Mark Hanley (steel guitar, mandolino, chitarra), vera città di Deadwood, Sud Dakota.
Tommy Carns (basso), e Stephan Junca alla batteria. L’anno Dopodiché Talbot torna ai ritmi afflitti dei brani più lunghi,
scorso sono tornati per On the Road to Spearfish, accompa- come Big Rain, che parla di esondazioni fluviali. Riguarda alla
gnati dalle strabilianti performance di Ryan James Holzer a storia dei cowboy con The Herd e Miller Drive. L’assai ripetiti-
trombone, armonica, autoharp, organo, chitarra acustica. va God and Me parla proprio di lui e di Dio.
Un disco faticoso da fare, più che altro perchè Talbot non trova- Finalmente la malinconia sfuma e la batteria accelera, per la
va né il denaro né un etichetta. trionfale Ring the Bell, dove la tetraggine dei primi brani lascia
Parecchi aggettivi saltano in men- spazio a un gran finale positivo.
te, per descrivere l’ultimo lavoro di Come la titletrack, Ring the Bell
questo ensemble. Severo. Rarefatto. dimostra che Talbot ha imparato
Riflessivo. Cupo. Lamentoso. Perché anche a cantare (anche se non cer-
il personale ritratto delle sconfinate to sullo stesso registro) e a costrui-
praterie che circondano Spearfish, re ritornelli e cadenze da un certo
Sud Dakota, è dove Talbot e sua mo- qual rocker canadese.
glie vivono, in una cascina ristruttu- On the Road to Spearfish è uno di
rata. La musica si rarefà per riflettere quegli album simili a un romanzo
quegli enormi spazi aperti, luogo per ben congegnato, dove il testo si
ballate e canzoni quiete, non scate- accorda ai colori sottili e peculiari
nate jam à la Crazy Horse. della strumentazione folk/count-
“Molte canzoni mi sono uscite quan- ry/rock arricchita di linee soliste
do con mia moglie uidavamo per il di trombone e sassofono. Serve a
Montana e il Wyoming e passavamo portarvi in un posto in cui il tem-
per queste piccole città. Cold Wind si po ha poco valore, ma nel cui po-
riferisce a una di queste, Big Rain” tere d’illustrazione c’è qualcosa di
parla del nostro ranch, On The Road mistico. Ho già detto che Spearfish
To Spearfish viene dai viaggi verso non è lontano dalle Black Hills, in
casa. Sud Dakota, dove cavalcò un certo
È chiaro dalla prima traccia, Empty Cavallo Pazzo? Forse è lui uno de-
Stadium, piena di desiderio e strana- gli spiriti che infestano la musica
mente lenta per l’inizio di un album. di Talbot.
96 OUTSIDER NOVITÀ

NOVITÀ

BECK
MORNING PHASE
di Giancarlo Susanna

VOTO DELLA REDAZIONE: 8,5

Beck l’ha definita California Music, respiro di un’area cul- ricorrere agli arrangiamenti degli archi, affidati ancora al
turale che ha profondamente segnato il rock d’oltreoceano padre David Campbell. Stessa cura Beck ha messo nelle parti
a partire dalla seconda metà degli anni ‘60. Se ne è parlato vocali soliste e nelle splendide armonie, che rimandano pro-
per definire il suono di band di oggi come i Fleet Foxes o i prio alla California Music più classica. Riascoltavo poco fa
Midlake – per fare appena due nomi – si è detto che di- – non a caso! - un bootleg del 1978 di Roger McGuinn, Chris
schi come Fifth Dimension dei Byrds, Again dei Buffalo Hillman e Gene Clark e sono stato colpito per l’ennesima vol-
Springfield, If I Could Only Remember My Name di David ta da un’armonia a tre voci perfetta (senza i trucchi e i ritoc-
Crosby, Songs For Beginners di Graham Nash, Grievous chi di un lavoro in studio). E ancora: potevo trascurare David
Angel di Gram Parsons, Forever Changes dei Love o No Crosby? Conosco a memoria If I Could Only Remember My
Other di Gene Clark hanno lasciato una traccia più nitida Name, ma ancora mi meraviglio per la sua solare bellezza.
e forte di quanto generalmente si creda riandando alla storia Non contento di riproporlo in una versione rimasterizzata
di quegli anni. nel 2006, Crosby, che giustamente ci tiene molto, ha voluto
Lo stesso Beck – un artista versatile e poliedrico come pochi regalarci una outtake, Kids And Dogs, che sembra la magica
altri sulla scena della popular music nordamericana – aveva sintesi del suo fare musica e dev’essere familiare a Beck.
percorso anni fa queste strade in Sea Change, considerato ge- Tornando agli archi – questione delicatissima – ci viene da
neralmente l’apice della sua complessa creatività musicale. pensare subito (Beck e suo padre non ce ne vorranno) al
Tutto questo fino a oggi. Perché Morning Case arriva a rime- Jack Nitzsche di Expecting To Fly dei Buffalo Springfield di
scolare le carte in tavola. E sorprende chi pensava a questa Again, un disco che Neil Young ama moltissimo e che an-
nuova primavera della California Music come a un lampo drebbe riscoperto e ricollocato nella giusta luce storica e criti-
fugace, destinato a spegnersi nel giro di poche stagioni. ca. L’inserimento delle chitarre acustiche di Morning Phase
D’altra parte è anche vero che Morning Phase è il primo al- mi ha ricordato anche l’inizio di Forever Changes dei Love,
bum di brani originali di Beck in sei anni e che si tratta di un altro capolavoro rimasto per troppo tempo nell’ombra. Il
un’opera meditata ed elaborata a lungo. I primi accenni a suono nervoso e inquieto di Forever Changes è un po’ lonta-
Morning Phase risalgono a delle session tenute a Nashville no da quello più algido di Morning Phase, ma siamo sempre
nel 2005, ma al resto, compresi tre brani registrati sempre a di fronte a una creatività fuori dal comune e all’influenza che
Nashville con Jack White (Walking Light, Blackbird Chain questa musica meravigliosa ha esercitato su epigoni illustri
e Country Down) Beck ave- come Beck.
va lavorato già nel 2011. Il A questo punto speriamo di
paragone con Sea Change è avervi dato un’idea approssi-
inevitabile, come dicevamo, mativa di quello che fin d’ora
ma Morning Phase ci sem- possiamo annoverare tra “i mi-
bra perfino superiore: è come gliori dischi dell’anno”. Sempre
se i ricordi della sua infanzia che lo stesso Beck, che promette
avessero finalmente trovato di pubblicarne un altro fra qual-
un solido approdo e si fossero che mese, tirando fuori l’enne-
trasformati in realtà. Questo simo coniglio dal cilindro, non
dipende dai testi, malinconi- cambi nuovamente idea.
ci e intimisti, ma anche e so- Ps - Uscita è prevista per il 25
prattutto dai tratti stilistici di febbraio.
cui dicevamo. C’è una sorta Nel frattempo è possibile ascol-
di geometria nell’uso costan- tare un brano su Vevo http://
te della chitarra acustica e nel vevo.ly/RCHPr3.
OUTSIDER 97

NOVITÀ

ST. VINCENT
ST. VINCENT
di Luca Garrò

VOTO DELLA REDAZIONE: 7,5

Intitolare un album con il proprio nome può significare mol- tra un brano e l’altro.
te cose, talvolta anche semplice mancanza di originalità. In È il caso dell’iniziale Rattlesnake, che probabilmente piacerà
genere, tuttavia, quando un artista decide di intitolare con all’ultimo Trent Reznor, che anticipa molto bene gran parte
il proprio nome un album che non sia quello di debutto, si- del materiale che da lì in poi popolerà il disco, in particola-
gnifica qualcosa di diverso, probabilmente qualcosa di molto re la splendida Psychopath e Every Tear Disappears. Tutto è
importante. studiato alla perfezione, ma nulla sembra artificioso o di ma-
Con il quarto album da studio, il quinto se consideriamo la niera: è forse questo l’aspetto a colpire di più della proposta
splendida avventura in compa- odierna di St. Vincent.
gnia di David Byrne, Annie Erin Se infatti il precedente Strange Mer-
Clark, in arte St. Vincent, sembra cy, seppur una spanna sopra l’ottan-
giunta ad un punto di svolta del- ta per cento dei lavori dei colleghi,
la propria carriera, prima ancora sembrava mostrare qualche segno
dal punto di vista psicologico che di stanchezza compositiva e aveva
da quello squisitamente artistico. spaventato qualche fan della prima
Il lavoro con Mr. Talking Heads, ora, i dubbi sono definitivamente
in questo senso, può essere visto fugati. Il rischio di un’involuzione
come una sorta di epilogo della che potesse portare l’artista a ripeter-
prima parte di carriera di un’arti- si all’infinito, dunque, sembra scon-
sta che ha mostrato una notevole giurato anche questa volta. Alcune
prolificità, unita ad una voglia tracce di St. Vincent, infine, sembra-
continua di superare i propri li- no mostrare uno dei possibili futuri
miti ma che questa volta sembra della bella Annie: pur mostrando
non aver più paura di mostrarsi ancora una volta di amare le trovate
solo per quello che è. In realtà, musicali meno banali, dal free-jazz
tutte le sfaccettature che avevano all’elettronica passando per la mu-
caratterizzato i primi dischi della sica tribale e per orchestra, e avendo
cantante sono presenti anche qui, raggiunto ormai un sound personale
ma la sensazione è che la legge- e riconoscibile, la sensazione è che la
rezza dovuta al fatto di non dover sua voce, spesso rarefatta e nascosta
dimostrare più nulla l’abbia por- da un tripudio di effetti e distorsioni,
tata a comporre il proprio album potrebbe sposarsi alla perfezione con
più completo, sia dal punto di vi- canzoni minimali e senza trucchi. In
sta musicale che da quello delle questo senso, un brano posto a metà
liriche, che risulta assolutamente album come I Prefer Your Love pare
omogeneo nella sua disomoge- indicativo dell’amore verso schemi
neità. Ancora una volta la Clark pone gran parte dell’atten- più lineari, anche se spesso solo abbozzati, quasi per paura.
zione sulla produzione, anche in questo caso curata al limite La chiusura stessa, lasciata ad un altro dei brani più “con-
della maniacalità: i suoni elaborati, sintetici, stratificati, gli venzionale” come Severed Crossed Fingers, potrebbe essere
effetti sempre presenti ma mai fuori luogo e la voce, talvolta l’indizio che trasforma in prova un semplice sospetto e tra-
schermata e in altri casi invece pulita ed intensa, creano un sformare la canzone stessa in una dichiarazione d’intenti per
mix che inizialmente pare tenuto insieme in qualche modo, il futuro prossimo. Un futuro in cui sarebbe bello trovare una
mentre alla fine conquista e mostra collegamenti evidenti comparsata del redivivo David Bowie...
98 OUTSIDER OLDIES BUT GOLDIES

OLDIES BUT GOLDIES

sa di più di un incensato EP (veniva anche suonato a 45 giri


al minuto), ma solo il primo luglio del 1983, la Charisma fece
BILLY BRAGG uscire Life’s a Riot with Spy Vs Spy come un mini album
12 pollici, con la raccomandazione di Bragg “Non pagate
più di £2.99” stampata sulla copertina. Fortunatamente, le
LIFE’S A RIOT WITH SPY VS SPY
canzoni erano un antidoto così efficace contro le tendenze
(30TH ANNIVERSARY EDITION)
musicali che avevano preso il sopravvento, che la loro di-
chiarazione di obiettivi di qualità faceva perdonare la loro
brevità. In un periodo in cui molte band stavano sostituen-
Se si potesse tornare indietro nel tempo, fino all’inizio del do le chitarre con i synth e aprendo le porte ad abitudini
1983, e chiedere all’allora 25enne Billy Bragg, se pensava di produzione del tipo più-fai-meglio-è, le astuzie sonore dal
che il suo primo disco avrebbe avuto un giorno anche un’E- doloroso e onesto accento cockney abbaiate su una chitarra
dizione Speciale per il 30esimo anniversario, probabilmente sottile e stridente non avrebbero potuto risaltare più di così.
avrebbe risposto con una risata. In quel periodo, il cantan- Il titolo traeva le sue origini dal primo nome d’arte usato
te di giorno lavorava in un negozio di dischi che vendeva da Bragg quando cominciò a lavorare come solista, Spy Vs
i 45 giri acquistati in Spy (un riferimento al
eccesso a 5 penny e fumetto di “Mad Maga-
poi prendeva la me- zine”, una parodia della
tro, dopo il lavoro, Guerra Fredda). Anche
con chitarra e ampli- se si era sempre im-
ficatore per suonare maginato come “una
in qualunque pub versione one-man dei
londinese glielo per- Clash”, Bragg sapeva
mettesse. Facendo che la maggior parte
l’apertura di concerti di locali e location per
di altri, passava il suo concerti considerava-
tempo a competere no tutti i performer
con video musicali solisti come strani ar-
e folle distratte, affi- tisti folk e, per cercare
nando le sue battu- di avere più appeal
te da palcoscenico e con il booking, scelse
lanciando la sua ver- un nome che sembras-
sione East London di se più quello di una
Route 66 a volumi im- band completa. Non
possibili da ignorare. che fosse sprovvisto di
Ma Bragg non si tro- un buon curriculum,
vava nel posto giusto avendo fatto parte del
e al momento giusto gruppo punk Riff Raff
per il suo grandissi- alla fine degli anni ‘70,
mo desiderio di essere ma come solista Bragg
ascoltato. Con l’aiuto univa l’aggressività
del futuro DJ della del suono della chitar-
BBC Andy Kershaw, registrò un nastro demo live duran- ra e la rabbia indignata del punk alla ricchezza di suoni e
te uno dei suoi concerti che pubblicizzò incessantemente, l’approccio confessionale di alcuni dei suoi artisti preferiti,
ottenendo una breve recensione sul “Melody Maker”. Più come Bob Dylan e Simon & Garfunkel.
tardi, s’intrufolò alla Charisma Records proponendosi come Prendendo spunto sia da Strummer che da Zimmerman,
tecnico elettronico per lasciare la cassetta al talent scout Pe- esplorò il range ritmico e sonoro della chitarra elettrica, che
ter Jenner. Jenner ne rimase abbastanza colpito da offrire al era necessario, vista la sensibilità di alcune delle sue canzo-
giovane ultimo arrivato un contratto, promettendo “dobbia- ni. The Man in the Iron Mask è sia eccezionalmente cruda
mo fare qualcosa, foss’anche inutile”. Dopo tre sessioni di che dolorosamente dolce e qui la chitarra di Bragg rispec-
cinque ore, durante le quali Bragg registrò alcune canzoni chia la sua voce—spigolosa, malinconica e persistentemen-
del suo repertorio live su nastro, e un uso creativo del fondo te sonora. Nessuno nel mondo del punk scriveva canzoni
cassa di Jenner per pagare l’immagine di copertina, venne tanto sincere ed emozionanti in tono ribelle quanto lui. Per
finalmente realizzata la prima uscita. esempio sia The Man in the Iron Mask che Richard (un
A sette canzoni e 17 minuti, il disco era decisamente qualco- vecchio pezzo dei Riff Raff mai registrato) presentavano
OUTSIDER 99

OLDIES BUT GOLDIES

protagonisti cornuti, arrabbiati per il tradimento della pro- sioni live di tutte e sette le canzoni, prese dal concerto del-
pria compagna e ancora incapaci di liberarsi della relazione. lo scorso giugno alla Union Chapel di Londra, e sono tutte
Quel genere di anti-machismo era sconvolgentemente nuo- performance buone e piene di energia, ma nulla che non
vo. Anche se Morrissey, amico e contemporaneo, avrebbe si possa trovare in una qualunque registrazione pirata. Per
portato quegli stessi sentimenti nella classifiche, non erano la maggior parte dei fan, il modo migliore di godersi Life’s a
ancora parte né del linguaggio musicale né di quello della Riot with Spy Vs Spy resta quello di sentirlo all’interno della
working-class inglese, nel 1983. Back to Basics compilation creata dalla Elektra Records nel
Ma anche se molti dei personaggi di Bragg erano stati re- 1986 per presentare gli americani ai britannici. L’unione di
spinti da una donna, il suo atteggiamento nei confronti questo mini album con il primo di lunga durata, Brewing
delle donne era tutt’altro che amaro. Infatti, con The Busy Up with Billy Bragg e l’EP Between the Wars vi darà un’im-
Girl Buys Beauty ha dato voce ad uno degli inni femmini- magine completa dei primi lavori di Bragg in un colpo solo.
sti maschili più grandi di tutti i tempi. Riprendendosi dalla Gli amanti della completezza troveranno, invece, maggiore
triste osservazione di A New England, secondo la quale “all soddisfazione con la riedizione del 2006 di Life’s a Riot, il cui
the girls I loved in school are already pushing prams” (“tutte disco bonus di 11 tracce contiene live fondamentali, come
le ragazze che ho amato al liceo stanno già spingendo una A13 Trunk Road to the Sea (la sua versione di Route 66), una
carrozzina”), gli bastano meno di due minuti per distruggere graffiante cover di Fear Is a Man’s Best Friend di John Cale,
totalmente le opzioni dolorosamente limitanti con le quali e anche un tesoro nascosto: delle versione alternative e delle
avevano a che fare le donne della classe operaia. Bragg de- canzoni inedite dello stesso periodo.
scrive le riviste femminili (o, come le chiama lui “I brillanti Infatti, una riedizione per 30esimo anniversario sembra
occhi della patinata storia della moda”) come manuali del quasi dissonante per un disco così volutamente semplice
dubitare di se stessi, di orizzonti limitati e della remissività come Life’s a Riot with Spy Vs Spy. Con sette canzoni, 16
che ci si aspetta dalle donne. Bragg elenca i tipi di lezioni minuti e nessun assolo di chitarra, questa non è musica
(esplicitamente dichiarate e non) che le donne devono co- che trae beneficio dall’essere eccessivamente antologizzata
OLDIES BUT GOLDIES
OUTSIDER
noscere perfettamente grazie a queste pubblicazioni—“i mi- o drappeggiata di nostalgia. Questa è la musica che arriva,
gliori consigli per i fornelli, segreti sessuali dal successo as- dice quello che deve dire e non si approfitta dell’essere la
sicurato, ciò che bisogna fare ogni giorno per avere capelli benvenuta, trattenendosi troppo a lungo. È questa sempli-
splendidi—e la verità sul dolore”. cità che ha dato alle canzoni tutta questa risonanza. In Wai-
Queste canzoni ci mostrano una rivoluzione nella filosofia ting for the Great Leap Forwards, del 1988, Bragg produsse
punk. Bragg ci ha mostrato che un genere musicale nato dal uno dei testi più caratteristici del suo stile: “if no one out
desiderio di anarchia, confronto e rifiuto può essere ugual- there understands then start your own revolution and cut
mente audace e trasgressivo nell’esprimere dubbio, amore out he middleman.” (“se nessuno là fuori comprende, dai
e empatia. Il pezzo di apertura, The Milkman of Human inizio alla tua rivoluzione ed elimina l’intermediario”.) Se
Kindness, non parla di distruggere il sistema o di ribellione, questo consiglio sembrava particolarmente ispiratore, forse
è una canzone che esprime l’amore per la comunità e l’a- è perché, mezza decade prima, ci aveva già dimostrato come
micizia. È difficile pensare a un’interpretazione più sincera raggiungere un obiettivo simile.
delle parole “I loooooove you” di quella di Bragg in questa JOHN M. TRYNESKI
canzone. Il momento più lungo del disco, A New England,
diventa uno dei pezzi preferiti da cantare in compagnia per-
ché parla al nostro non-ancora-esausto lato romantico. An-
che quando aveva il cuore spezzato, Bragg cercava soltanto
una stella per esprimere un desiderio e trovava solo un fred- UNCLE TUPELO
do satellite. Anche il punto più arrabbiato dell’album, un
pezzo socialmente incisivo, To Have and Have Not parla più
NO DEPRESSION
del condividere la sofferenza della difficile situazione della
classe operaia (“the system has failed you, don’t fail yourself”
- “il sistema ti ha bocciato, non bocciarti da solo”) e del dare
voce alle dolorose lotte umane più che dell’attaccare gli al- Per darvi un’idea di quanto sia importante questo disco,
tri. Il verso più sprezzante del pezzo ci mostra Bragg sulla tenete conto di questo: non soltanto è l’album che prende
difensiva, mentre dice “just because you’re going forwards il nome dalla canzone della Carter Family – un classico
doesn’t mean I’m going backwards.” (“solo perché voi state country da cui gli Uncle Tupelo hanno tratto ispirazione
avanzando, non significa che io indietreggerò”). – ma di conseguenza è anch’esso eponimo delle successive
Purtroppo, nonostante le sette canzoni siano assolutamente band di questo genere che si sono unite nel prendere ispi-
dei pezzi fondamentali, sembra che ci sia una piccola rima razione dall’album e dalla sua eredità. Troppo importante
o una motivazione dietro questa nuova uscita, oltre al fatto per il suo stesso bene? Con discussioni che sembrano correre
che 30 è una cifra tonda e importante. Il CD contiene ver- avanti e indietro come è successo esattamente per il genere
100 OUTSIDER OLDIES BUT GOLDIES

OLDIES BUT GOLDIES

rivelato total-
mente, e le can-
zoni si adattano
facilmente alla
storia: Farrar e
Tweedy cam-
biano le parti
principali del te-
sto di quasi tutte
le altre canzoni
e in modo così
prosaico, come
se non bastasse
– bisogna arri-
vare fino a oltre
Graveyard Shift,
That Year e Be-
fore I Break per
trovare quella
catena per frena-
re temporanea-
mente. Sarebbe semplicemente sbagliato dipingere Farrar
come un maniaco del controllo, modo in cui viene descritto
spesso, come quando Tweedy usa l’album come se fosse il
suo personale forum per due canzoni, mentre Farrar lo fa
una volta sola. Le canzoni di Tweedy sono di un rock dolce/
amaro, Train che è la sorella più evoluta della più coraggio-
sa Flatness e che schiaccia l’etica country della band con il
suo sound semplicemente fantastico – chitarre, batteria e
il resto. Farrar è il suo corrispettivo in ogni aspetto con la
semi-profetica So Called Friend che sfreccia ad alta velocità.
Il lavoro di squadra del gruppo a mala pena si distingue da
quei tentativi individuali di successo, ma la collaborazione
civile fa miracoli: Life Worth Livin è una delle più grandi
pugnalate della band al cuore lancinato dal dolore, e quella
non è per nulla un’impresa facile quando sai scrivere una
canzone bella quanto Still Be Around. Musicalmente gira
tutto intorno alla sensazione; con una maggiore semplicità
sarebbe un cliché, ma la sua esecuzione è perfetta e diventa
un vero ritorno a Guthrie: “It seems we’re all looking for/a
life worth livin’” (“Sembra che stiamo tutti cercando una
vita che valga la pena di essere vissuta”).
poco sorprendentemente intitolato ‘no depression’ e con la Potrebbe essere un segno di giovinezza cocciuta il fatto che
band che aveva la tragedia scritta su tutta se stessa dopo biz- le due cover country tradizionali dell’album spiccano alla
zarre ricadute, è difficile non sentirsi come se lo spettacolo grande in No Depression, ma è più probabile che ci mostri
di Farrar e Tweedy avesse avuto crudelmente quello che la band come (per ora) dei performer più che come dei com-
si meritava per aver apparentemente dato ai moderni fan positori; John Hardy e No Depression funzionano quasi
del country il loro album tipo “non ci avevo mai pensato!”. come compensazione per una band che, come dichiarò il
A questo punto nel tempo, due terzi Son Volt e un terzo batterista Heidorn, sentiva solo di contribuire a una lunga
Wilco, sembra fissato nella storia che il 1990 segni l’anno linea storica di scarse registrazioni country. Invece di pren-
che rappresenta i Tupelo in un fronte assolutamente unito. dersi la loro corona come re del country alternativo, il loro
Siccome Farrar dà la colpa, qualunque cosa accada, ai pro- continuo impegno nei confronti delle loro radici è ciò che
blemi comunicazione, raramente per il loro debutto hanno colpisce maggiormente: No Depression viene reinventata
l’espressione giusta per affrontare il gioco. I Tupelo potreb- a partire dal suo sound gospel anni ‘40 e ribaltata con uno
bero essere visti come una band dal duplice ego non ancora slancio affascinante, anche se la chitarra acustica rimane la
OUTSIDER 101

OLDIES BUT GOLDIES

stessa per entrambi i gruppi. John Hardy prende il soprav- per combattere le malattie veneree; e canzoni per sostenere
vento su Lead Belly e fa un lavoro simile di mantenimento lo sforzo bellico per la Seconda Guerra Mondiale.
del suono ma a un ritmo impercettibile – qui i Tupelo alla Sei CD documentano questo materiale e delle annotazioni
fine lo perdono e diventano in tutti i sensi una band più po- dettagliate guidano l’ascoltatore durante il suo percorso.
tente. Le sessioni con Lomax sono una ricca combinazione di sto-
Mentre la sua reputazione è controversa – e per la maggior rie, canzoni e storie-canzoni. I due uomini sono seduti in un
parte ad opera della stessa band – quello a cui No Depres- piccolo studio (con saltuari sorsi di liquori) e Lomax – impie-
sion in termini non esitanti dà inizio è la struttura degli Un- gando la garbata narrativa che i due avevano appena incon-
cle Tupelo come dovrebbe essere. Dolci ballate inseguono trato – chiede a Guthrie di abbandonarsi ai ricordi della sua
ritmate canzoni cow-punk adatte ai 13 anni, e quello che ne vita quando era un ragazzo nel profondo sud, in Oklahoma,
esce è un disco di conflitto musicale – i Tupelo potrebbero di quando si è trasferito in California, e una miriade di altri
anche stare rendendo il loro omaggio alle icone del count- argomenti. Per parte sua, Guthrie racconta barzellette, nar-
ry, ma c’è anche uno sgradevole dito medio che attraversa ra struggenti storie di morte, e intrattiene Lomax con storie
l’album troppo velocemente per delle scuse. Quello che ne di vita vissuta.
risulta è una band troppo grande per i suoi stessi stivali, ma E abbastanza spesso – a volte senza essere senza che gli ven-
troppo sincera perché questo possa essere un problema. ga richiesto espressamente, altre volte incoraggiato da Lo-
La ristampa per la collana “Legacy Recordings”, comprende max — Gurthrie canta e suona canzoni. Occasionalmente
due cd. Il primo contiene l’album originale rimasterizzato pezzi suoi, ma, nella maggior parte dei casi, canzoni che ha
da Vic Anesini con nuove note di copertina rispetto all’origi- imparato da altri. Canzoni tradizionali adattate al suo stile,
nale. Il secondo contiene 17 canzoni della band originale ri- tra questi brani vi sono anche Greenback Dollar e The Mid-
salenti agli anni 1987-1988-1989, mai apparse su cd. Mi risul- night Special (l’ultima scritta e diffusa da Huddie Ledbet-
ta che nella prima edizione la Sony abbia incluso nel packa- ter alias Lead Belly, amico di Guthrie e un altro dei sogget-
ging anche un vinile in 7 pollici con la cover di I Wanna Be ti delle sessioni di Lomax).
OLDIES BUT GOLDIES
OUTSIDER
Your Dog degli Stooges e Commotion dei Creedence. Guthrie canta dell’amore, del suo dio (Jesus Christ), di eroi
ROBIN SMITH // SPUTMIK e antieroi folk americani (Billy the Kid. Pretty Boy Floyd), e
delle lotte tra chi aveva tutto e chi non aveva nulla (The Jol-
ly Banker).
L’ultima di queste, porta alla discussione di una questione
della quale si parla lungamente nello splendido libro di
WOODY GUTHRIE American Radical Patriot: Woody Guthrie era un membro
del Partito Comunista? Vengono presentate le prove e, alla
fine, il lettore/ascoltatore viene incoraggiato a prendere la
AMERICAN RADICAL PATRIOT
propria decisione, ma il poco esplicito autore del saggio (Bill
Nowlin, anche se bisogna cercare bene per trovare il nome o
i ringraziamenti del modesto autore) chiaramente ritiene – e
La maggior parte degli americani conosce il nome di Wo- lo argomenta in modo convincente – che Guthrie fosse dav-
ody Guthrie. Quello che sanno di lui, oltre a questo – e/o vero un “commonist” più che un membro di qualunque spe-
la loro opinione su quello che significhi per la cultura e la cie di organizzata scuola di pensiero. Ecco le semi-scherzose
musica popolare – varia moltissimo. È un personaggio spes- parole di Guthrie stresso sull’argomento: “Non sono neces-
so incompreso e, come frequentemente accade, la tendenza sariamente un comunista, ma ho passato tutta la mia vita
umana verso una specie di pensiero riduzionista tende a cer- in rosso”. Nowlin suggerisce che Guthrie fosse una specie
care di semplificarlo, per concentrare la sua essenza in una “socialista quasi cristiano”, e le canzoni in generale sosten-
breve voce di wikipedia. gono questa visione. Più di ogni altra cosa, era un difensore
Il corpus dei suoi lavori è una presenza sconveniente per dell’uomo comune, degli oppressi, di chi non aveva voce in
quel genere di approccio. Ha scritto almeno 3001 canzoni capitolo.
(questo è il numero di quelle catalogate dalla sua fonda- Nonostante si trattasse di una voce espressa in modo incre-
zione ufficiale) e ce n’erano sicuramente altre. Ha anche dibilmente chiaro e che esprimeva il personaggio dell’uomo
registrato molto. E questa nuova compilation raggruppa comune americano, Guthrie era davvero complicato. Le
una serie di registrazioni tematicamente legate, che posso- sue idee cambiavano spesso. All’inizio usava la parola con
no essere collocate soprattutto negli anni ‘40 e ‘50. Woody la N (nigger), finché un ascoltatore della radio non gliene
Guthrie: American Radical Patriot raccoglie per la prima disse quattro. (Smise immediatamente di usare quel termine
volta insieme tutte le registrazioni della Library of Congress offensivo). Le sue opinioni delle glorie dell’espansionismo
che Guthrie fece con lo storico Alan Lomax, le sue canzoni di frontiera americano lo portano a tracciare un ritratto ne-
della Bonneville Power Administration; i demo che ha fatto gativo dei nativi americani in una delle canzoni che incise
nella speranza di sostenere iniziative della sanità pubblica per la BPA (Bonneville Power Administration) (Roll On Co-
102 OUTSIDER OLDIES BUT GOLDIES

OLDIES BUT GOLDIES

lumbia), anche se Nowlin ci suggerisce — di nuovo in modo


convincente — che, se Guthrie fosse stato criticato per que-
sto, avrebbe probabilmente ripensato e riscritto il testo. BADFINGER
Inoltre, era decisamente contro la guerra fino all’affonda-
mento della USS Reuben James da parte dei tedeschi, nel
TIMELESS… THE MUSIC LEGACY
1941. Guthrie continuò a prestare servizio nella quasi-go-
vernativa Marina Mercantile, e più tardi nell’Esercito degli
Stati Uniti. Registrò molte canzoni antifasciste, tra cui Reu-
ben James e Whoopy Ti-yi, Get Along, Mr. Hitler. American È stata una storia complicata quella dei Badfinger, e soprat-
Radical Patriot contiene anche questi brani. Mentre, a pri- tutto tragica, visto che due dei componenti del gruppo (Pete
ma vista, le opinioni populiste di Guthrie possono sembra- Ham e Tom Evans, quelli che scrivevano meglio) si suici-
re in contrasto con l’idea di registrare per il governo fede- darono nel giro di otto anni quando il gruppo precipitò in
rale, un’analisi più attenta mostra che la cosa non è affatto una serie di dispute legali con il proprio manager e di litigi
discrepante. Guthrie vedeva il governo federale come un tra di loro, dopo che il successo sembrava essere svanito nel
contrappeso per alcune tendenze ancora più anti-populiste nulla.
dell’autorità statale; sotto molti punti di vista, è l’estremo Ma furono anche la band più Beatles-oriented della storia
opposto della fuorviata, meschina e poco lungimirante co- del rock, e non soltanto perché incidevano per la Apple, che
siddetta mentalità “tea party” del 21esimo secolo. li aveva messi sotto contratto quando ancora si chiamavano
La nuova collezione include inoltre moltissimo materiale Iveys e avevano colto subito un buon successo come Maybe
interessante, ma eccovi un resoconto delle cose più signifi- Tomorrow.
cative. Per prima cosa, c’è un DVD nel quale troviamo Roll Il fatto è che i Badfinger suonavano e cantavano in maniera
On Columbia, un film documentario di 99 minuti; sono in- molto simile ai Beatles, tanto è vero che quando Paul Mc-
cluse anche anche 11 canzoni di Guthrie. Il libro – in un Cartney scrisse e produsse per loro Come And Get It nel
capitolo intitolato “The Bonneville Power Administration 1969 lo fece a patto che replicassero in tutto e per tutto il de-
Recordings” — racconta la storia dell’eroica conservazione motape della canzone che aveva registrato (pubblicato poi
di alcune pellicole (contenenti la musica di Guthrie) delle nell’Anthology 3 dei Beatles), ed aveva ragione, visto che fu
quali era stata ordinata la distruzione durante i bui giorni un successo mondiale da un milione di copie.
del Maccartismo. C’era molto del rock melodico tipico di McCartney nella
Anche se di uso pratico per molte poche persone, il cofanet- vena musicale dei Badfinger, come testimoniano Rock Of
to include anche un disco da 10 pollici a 78 giri. Nel disco All Ages, No Matter What, Baby Blue, I’ll Be The One, Belie-
troviamo una registrazione alternativa di The Biggest Thing ve Me (che nelle battute iniziali cita la melodia di Oh! Dar-
that Man Has Ever Done (in origine incisa per la BPA) e nel ling), ma anche George Harrison si interessò al loro lavoro,
B-side una registrazione di Bob Dylan che canta una cover producendo Day After Day, Name Of The Game e Suitcase,
di VD Blues di Guthrie.
La confezione stessa va oltre ogni immaginazione. Inserito
all’interno di una custodia rigida fatta per dare la sensazio-
ne di un vecchio “record album”, American Radical Patriot
potrebbe essere – da un punto di vista visivo/tattile ed este-
tico – uno dei più notevoli cofanetti mai realizzati. Il libro di
60 pagine (non un libretto!) inserito all’interno è una lettura
fondamentale, anche se i lettori vengono avvisati di non
tentare di leggerlo durante l’ascolto dei CD. E, se tutte que-
ste cose tridimensionali non fossero sufficienti, un e-book
(disponibile anche sul Disco Uno in formato PDF, e in copia
stampata con un minimo sovrapprezzo di circa $13.50) pre-
senta una versione molto più lunga e approfondita del libro
incluso fisicamente nel cofanetto.
Essendo Woody Guthrie un’icona culturale, le sue storie
registrate oralmente e la sua musica sono tutti esemplari
delle migliori qualità dell’esperienza americana. Che un
cofanetto come American Radical Patriot venga creato per
omaggiarlo è una di quelle cose che ti fanno chiedere per-
ché-non-ci-hanno-pensato-prima?. Ma eccolo qui. Sempli-
cemente imprescindibile.
BILL KOPP
OUTSIDER 103

OLDIES BUT GOLDIES

marchiando quelle canzoni con l’inconfondibile suono del- ticipava l’uscita dell’epocale album di debutto Faces (1986),
la sua slide-guitar, e non è un caso che poi i Badfinger par- vera e propria pietra miliare del garage rock. Seguirono poi
tecipassero alle sessions di All Things Must Pass e al Concert un tour in mezza Europa al fianco di leggende del Sixties-
For Bangladesh del 1971. revival quali Fuzztones e Nomads, il conseguente succes-
Il fatto di registrare ad Abbey Road con un tecnico del suo- so di pubblico e critica fino al punto di diventare una delle
no che si chiamava Geoff Emerick (poi anche loro produt- formazioni italiane più conosciute e apprezzate all’estero e
tore) portò nella musica dei Badfinger persino il suono di i successivi album Shaking Street (1988), Floating (1990) e
certi brani beatlesiani, senza poi dimenticare che a produrre Renaissance (1992) che virano verso sonorità più punk/hard
le loro canzoni si prestò anche Mal Evans, figura chiave e rock, di chiara matrice stoogesiana. Negli anni Novanta l’on-
pluri-ruolo dell’entourage dei Beatles. Curiosamente non data garage e neopsichedelica del decennio precedente, che
azzeccarono l’arrangiamento di Without You (scritta da si rifà alla musica ed estetica dei Sixties (capelli a caschetto,
Ham ed Evans e contenuta nel loro secondo album, No Dice, organo Farfisa, chitarre a goccia e canzoni ispirate a band
del 1970) e ci volle l’orchestra diretta da Paul Buckmaster e quali 13th Floor Elevators, Count Five, Seeds, Electric
la classe di Harry Nilsson (che ascoltandola per la prima Prunes) ha una battuta d’arresto e anche la band si scioglie.
volta pensava fosse una canzone inedita dei Beatles) per far- Ma è solo una pausa temporanea, poiché il combo torinese
ne un successo mondiale nel 1971 e poi ancora nel 1994 con torna di nuovo in azione con uno stile rinnovato, che guar-
Mariah Carey. da al power pop più cristallino, fatto di ritornelli fulminanti,
Tutte le canzoni fin qui citate fanno parte di questa bella energici riff di chitarra e melodie raffinate. Decide quindi di
antologia del gruppo, compresa Dear Angie (un’altra traccia affidarsi alle mani esperte di Dom Mariani, eroe di culto
degli Iveys), Apple Of My Eye (il malinconico addio all’eti- del garage/power pop australiano (Stems, Someloves, DM3,
chetta che li aveva tenuti a battesimo) e Dennis che, insie- Stoneage Hearts). Vengono così pubblicati Blastin’ Out e No
me a Love Is Gonna Come At Last appartiene all’ultimo pe- Need for Speed (2011), che fanno nuovamente circolare il
riodo dei Badfinger quando, lasciata la Apple, firmarono per nome dei Sick Rose tra i cultori e gli appassionati e riscuo-
OLDIES BUT GOLDIES
OUTSIDER
la Warner. E tanto per non tagliare del tutto il cordone om- tono un successo inaspettato di critica e vendite in patria e
belicale con i Beatles si fecero produrre da Chris Thomas, all’estero.
che nel 1968 aveva sostituito, per la produzione di alcune Stampato in Italia da Teen Sound e andato presto fuori ca-
sessions del White Album, George Martin partito per le ferie, talogo, Blastin’ Out è ora disponibile in edizione di lusso
suonando anche le tastiere (non accreditato) su quattro trac- nella ristampa in doppio cd curata da Area Pirata, etichet-
ce del doppio bianco. ta pisana da anni dedita al recupero della musica garage-
LUCIANO CERI punk e rock’n’roll dentro e fuori la Penisola. Il disco mette
in fila undici brani rivelatori del nuovo corso dei Sick Rose,
ora orientati verso un power pop grintoso, vibrante e spen-
sierato. Una musica carica di spirito adolescenziale che si

THE SICK ROSE

BLASTIN’ OUT… PLUS!

La Rosa Malata è oggi più viva che mai. Il novembre scorso


la leggendaria garage rock band italiana ha festeggiato il tra-
guardo dei trent’anni di attività con un concerto allo Spazio
211 di Torino, che ha richiamato l’attenzione del pubblico
più appassionato, presentando per l’occasione la ristampa in
versione estesa del penultimo album Blastin’ Out del 2006.
Era esattamente il novembre del 1983 quando a Torino, da
“Rock&Folk”, noto negozio di dischi della città, apparve l’an-
nuncio “The Sick Rose, band neopsichedelica, cerca batteri-
sta, chitarrista, tastierista e bassista”. Il nome era un omaggio
all’omonima poesia scritta dal poeta inglese William Blake
e il gruppo, nato dall’incontro tra Luca Re (voce) e Diego
Mese (chitarra), avrebbe esordito col singolo Get Along Girl
edito nel 1986 dalla Electric Eye di Claudio Sorge, che an-
104 OUTSIDER OLDIES BUT GOLDIES

OLDIES BUT GOLDIES

rifà esplicitamente al power pop di Knack, Nerves, Beat, punto di svolta. Da qui in poi la sua band ha cambiato il
Plimsouls e DM3. Il secondo cd retrospettivo racchiude in- nome in Magnolia Electric Co., e in questo disco il suono
vece la storia del gruppo con diciotto canzoni che attingono della sua musica sobbalza in avanti e indietro nello stesso
al meglio della produzione (dal devastante singolo d’esor- momento. La traccia di apertura, Farewell Transmission,
dio Get Along Girl fino all’ultimo album Renaissance, che inizia con un intenso motivo tendente al blues, eseguito
precede lo scioglimento). Un’uscita dunque imperdibile sia con una pedal steel guitar, ma poi la band fa il suo potente
per i neofiti sia per i cultori di quella che può essere a tut- ingresso rock in stile big guitar. Molina canta un testo che
ti gli effetti considerata la più grande e importante garage parla di una comunità in declino perseguitata dalla morte,
band italiana. ma una in cui i cuori battono e la resurrezione è ancora as-
GABRIELE BARONE solutamente possibile, nonostante tutto. Se non riusciste a
trovare l’ottimismo basandovi strettamente sul testo (cosa
comprensibile), potreste trovarlo assolutamente nel movi-
mento continuo del ritmo, con scintillii di bellezza tanto
marcati quanto crescendo indie: voce dell’armonia azzecca-
JASON MOLINA ta, sottofondo di piano elettrico Wurlitzer e quella geniale
pedal steel guitar vicino ai crescendo.

In questo disco, la questione dei testi di Molina non è chia-


SONGS: OHIA MAGNOLIA ELECTRIC CO. ra. Possono passare da una scarna realtà al mito, per esem-
(TEN YEAR ANNIVERSARY EDITION) pio. John Henry Split My Heart non soltanto evoca il tri-
vellatore della leggenda folk, ma evoca anche la strada
aperta che attraversa il paese, la 66 Highway, e la metafora
Jason Molina era un uomo che cantava con vulnerabili- romantica di un cuore spezzato o “split”, spaccato. Al narra-
tà, passione, e anche energia. Fece la sua comparsa nel mo- tore viene spezzato il cuore da John Henry così che Molina
mento di massimo splen- possa “pay this band” (“pa-
dore del lo-fi e dell’indie gare questa band”) con una
rock che ebbe luogo alla metà e tenere l’altra per un
fine del millennio, can- prossimo concerto. È “Ma-
tando in una croma folk gnolia” lungo i binari a
che sembrava inizialmen- dire a Molina “Don’t come
te simile in qualche modo back” (“Non tornare”). Il
alla voce di Neil Young pezzo che chiude l’album
e sarebbe stata più tardi (Hold on, Magnolia) ripor-
correttamente paragonata ta alla luce buona parte
a quelle di suoi contempo- della stessa immagine. Ora
ranei, come Will Oldham il narratore sta dicendo a
e Ryan Adams. “Magnolia” di afferrare con
forza “that great highway
Ma, in sostanza, Molina— moon” (“quella grande
che registrò inizialmente luna-autostrada”) mentre
col nome di Songs: Ohia lui sente “that lonesome
e poi come Magnolia whistle whine” (“quel so-
Electric Co.—potrebbe litario lamento fischiato”).
essere la voce alla quale Altre ferrovie, altri cuori
ne vengono giustamente infranti. Molina mescola e
paragonate altre. Quanto- accosta il classico immagi-
meno possiamo dire que- nario della strada america-
sto: il suo disco del 2003 na, sentimenti di solitudi-
registrato col nome di Songs:Ohia, Magnolia Electric Co. era ne e distacco, e una specie di speranza lontana. Almost Was
davvero fantastico, addirittura un classico, in un periodo in Good Enough afferma ripetutamente, “almost no one makes
cui i dischi classici erano raramente così senza tempo, onesti it out” (“quasi nessuno se la cava”), ma nonostante questo il
e autentici. narratore afferma che lui proprio lui ce l’ha fatta. Quasi.

Prima di Magnolia Electric Co., Molina aveva già fatto più Il sound della band di Molina evoca questa gamma di ele-
di mezza dozzina di registrazioni. Ma questo disco è stato un menti musicali con cura e delicatezza. In I’ve Been Riding
OUTSIDER 105

OLDIES BUT GOLDIES

with the Ghost ogni verso termina con una spettrale serie di sentiva Magnolia Electric Co. come un segmento musica-
“oooh-oooh-oo-oo-oo-ooooooh” armonizzati, che vengono le collocato esattamente nel mezzo della storia degli Stati
seguiti dalla pedal steel, gli stessi suoni metallici che danno Uniti, come anche nel mezzo della storia del rock. “It’ll get
inizio al ritmo country di Just Be Simple. Le canzoni tendo- so quiet when this record ends” (“Sarà tutto così silenzioso
no a passare dal sussurrare parti tranquille alle grida graf- quando finirà questo disco”), comincia. “Let me be me ho-
fianti dell’intera band. La band suona assolutamente fanta- nestly” (“Lasciatemi essere me stesso onestamente”) è la sua
stica nella bonus track The Big Game is Every Night, dove il preghiera, ma costruisce il teatro della canzone come una
violino geme forte e al massimo mentre un tonante suono partita di football: “Now light the field for the big game
del basso unisce il tutto con lentezza empatica. Fanno un tonight” (“Ora illuminate il campo per la grande partita di
ottimo lavoro anche in un pezzo down-tempo honky-tonk, questa sera”). E mentre ricorda i leggendari giocatori di fo-
come The Old Black Hen, che è denso di violino e suoni vi- otball Johnny Unitas e Raymond Berry, immagina anche
branti country, interrotti soltanto da una chitarra lacerante. uno “strike” (“attacco”) da “Mark Twain to Thomas Jefferson”
(“da Mark Twain a Tomas Jefferson”) e poi “Luke the Drifter
Quella canzone è una delle due che si trovano al centro to Zimmerman, line drive” (“una trasmissione diretta da
dell’album originale dove non canta Molina. A The Old Luke the Drifter a Zimmerman”). “Luke the Drifter” era uno
Black Hen viene regalato un suono country dalla voce pro- pseudonimo per Hank Williams quando cantava canzoni
fonda di Lawrence Peters, l’incantesimo di una “bad luck moralizzanti e, ovviamente, Zimmerman è il nostro vecchio
lullaby” (“ninnananna della mala sorte”) su un lento ritmo amico Bob Dylan.
di valzer che è avvolto da una sensazione di vorticosa deter- E Molina vede anche se stesso in questo modo, come un pre-
minazione. Subito dopo c’è Peoria Lunch Box Blues, cantata dicatore di storie singolari e morali nascoste. Qui conclude
da Scout Niblett, che trasmette le parole con un lamento- la prima canzone ripetendo un’implorazione sulla parola
so dolore femminile. Non è un insulto dire che queste due “listen” (“ascoltare”).
tracce regalano all’ascoltatore un piacevole sollievo dalla E, giunti alla fine di Magnolia Electric Co., stiamo ascoltan-
OLDIES BUT GOLDIES
OUTSIDER
trillante intensità di Molina come cantante. Il terreno sem- do con un interesse pressante e personale. Le canzoni di Ja-
bra differente in queste canzoni, ancora scuro, ma più come son Molina si estendono oltre il paese, oltre la nostra storia,
storie dalle quali siamo distanti, fosse anche soltanto perché ma, come la nostra migliore arte, sono anche profondamen-
chi canta è meno comune di Molina. te individuali. Questo è uno dei dischi migliori fatti nel nuo-
vo millennio, finora? Dieci anni dalla pubblicazione potreb-
Il decimo anniversario ci regala le demo di Molina di tut- bero essere una distanza troppo breve per dirlo, ma d’altra
te queste canzoni, aggiungendo anche le sue versioni delle parte è difficile immaginare di avere mai molta distanza da
canzoni nelle quali alla fine non aveva cantato. È fantastico questa bellissima collezione di canzoni, un album che ci av-
in questi pezzi, accompagnato soltanto dalla sua chitarra, vicina tanto quanto la migliore sfida musicale.
ma il potere delle versioni definitive non è mai messo in WILL LAYMAN/POPMATTERS
dubbio.

Ascoltato dieci anni dopo, Magnolia Electric Co. ha il pre-


gio di essere un monumento, qualcosa di grande che si sta-
glia all’orizzonte. È abbastanza antico da richiamare Dylan, DEEP PURPLE
Neil Young, Woody Guthrie e abbastanza nuovo da sem-
brare una registrazione che ancora non hai assimilato total-
mente. La qualità lamentosa della bonus track Whip Poor
Will è piacevole quanto lo stridente rock di Farewell Tran-
THE AUDIO FIDELITY COLLECTION
sition, ed è quello che permette al miglior disco di Molina di
[LIMITED EDITION BOX SET]
rivendicare il suo diritto ed essere imperituro. Mentre Ma-
gnolia ha un animo trasparente e un suono distintivo, pos-
siede al suo interno anche un intero mondo di variazioni. Normalmente, quando vengo a sapere di una riedizione di
Come un buon romanzo, questo disco rimane concentrato materiale classico e l’unica differenza tra le nuove versioni e
sul suo obiettivo, anche quando si avventura leggermente quelle precedenti è solo il packaging, non mi emoziono più
al di là di esso. È un’azione di riequilibrio e una bella passeg- di tanto. In ogni caso, quando ho letto la descrizione di The
giata nei dintorni, un viaggio attraverso il paese e una lunga Audio Fidelity Collection dei Deep Purple, mi sono incu-
chiacchierata notturna con tuo fratello. riosito subito.
La lunga storia-canzone The Big Game is Every Night non Sì, In Rock (1970), Fireball (1971), Machine Head (1972), e
era presente nell’edizione originale, ma venne fatta uscire Who Do We Think We Are (1973) sono già passate per all’Au-
tempo dopo come una traccia completa con tutta la band. dio Fidelity e sono già state rimasterizzate dal tecnico Steve
La versione non dell’album ci dimostra che Molina stesso Hoffman. In ogni caso, i quattro dischi rimasterizzati, nel-
106 OUTSIDER OLDIES BUT GOLDIES

OLDIES BUT GOLDIES

la prima versione
uscita, sono introva-
bili da ormai cinque
anni. Audio Fideli-
ty avrebbe potuto
semplicemente farli
uscire di nuovo in
modo da far compa-
rire titoloni sui gior-
nali del tipo “i Deep
Purple finalmente
hanno buone pos-
sibilità di entrare
nella Rock and Roll
Hall of Fame nel
2014!”
Ma notizie come
questa sono il vero
tipo di motivazioni
per cui vendere in-
sieme questi quat-
tro album in un co-
fanetto, soprattutto
perché i collezioni-
sti possano comme-
morarne la tarda
introduzione.
Quello che c’è di di-
verso in questa edi-
zione è che i quat-
tro album di studio
della line-up for-
mata dal chitarrista
Ritchie Blackmo-
re, il cantante Ian
Gillan, il tastierista Jon Lord, il bassista Roger Glover, e il
batterista Ian Paice sono presentati come CD di oro 24k in
un nuovo cofanetto in edizione limitata, dentro una scatola
di metallo con stampe in rilievo. Su ogni disco è inciso un
numero di serie unico. A parte i collezionisti, il target sono,
si spera, i fan più recenti dei Deep Purple che potrebbero es-
sere anche loro interessati al cofanetto. Questo perché, men-
tre i metallari hanno perso la testa per Machine Head per
qualche decade, i Deep Purple ci hanno offerto altre mera-
viglie nei primi anni ‘70.
Sì, in Machine Head c’è anche una certa canzoncina intito-
lata Smoke on the Water che ha ottenuto decisamente più
diffusione via radio e attenzione del dovuto. Mi rendo con-
to di essere in minoranza su questo punto, forse l’unico a
pensarla così. Ma ho sempre ritenuto che i punti forti dell’al-
bum fossero Highway Star e Space Truckin’. Ascoltando di
nuovo Machine Head, credo di non aver dato sufficiente
attenzione a Pictures of Home. Qualunque siano i vostri
pezzi preferiti, nel complesso, Machine Head è senza alcun
dubbio una pietra miliare del rock e merita i molti riconosci-
OUTSIDER 107

OLDIES BUT GOLDIES

menti ricevuti negli anni.


Ma se vi siete persi i due album di studio che lo precedono,
In Rock e Fireball, non conoscete i Deep Purple. Ad ecce- ARTISTI VARI
zione del live Concerto for Group and Orchestra (1969), che
era essenzialmente un progetto orchestrale di Jon Lord, In
THERE’S A DREAM I’VE BEEN SAVING
Rock era la presentazione della Mark II line-up. Il quarto al-
LEE HAZELWOOD INDUSTRIES
bum dei Purple, con Gillan e Glover al posto del preceden-
1966-1971
te cantante Rod Evans e del bassista Nick Simper, è stato
anche una delle prime vere collection heavy metal in un
anno in cui il metal si stava rendendo noto attraverso band
che andavano dai Mountain ai Vanilla Fudge. La prima Questa volta quelli della Light In The Attic – l’etichetta che
canzone, Speed King, da sola mostrava la pionieristica inte- ci ha fatto scoprire Sixto Rodriguez, Jim Sullivan e altri
grazione del teatro di voce, chitarra e organo di cui questa gioielli del genere – ha davvero esagerato. Per fortuna. Già,
versione dei Purple era la migliore espressione. Parlando di perché questo “cofanettone” (al momento non mi viene in
teatro, se l’incarnazione da studio di Child in Time può non mente un altro termine) è qualcosa di clamoroso. Anzi, come
avere il potere delle interpretazioni live del pezzo, come ci direbbero quelli chic “assolutamente clamoroso”.
confermano album come Made in Japan (1972), era ancora Cominciamo dalla fredda cronaca: qui troverete: 4 Cd che
da dimostrare il talento musicale del quintetto Mark II. contengono tutti i brani (107), perfettamente “rimasterezza-
Poi, c’è Fireball, allora e oggi tra le mie preferite della band ti”, che “il tipo” (un po’ pazzo, molto geniale e un gran fur-
di sempre. Cosa si può dire di un album con pezzi rock come bone) pubblicò con la sua etichetta – Lee Hazlewood Indu-
Fireball, Strange Kind of Woman, la psichedelica The Mule, stries – tra il 1966 e il 1971-; un DVD con il film Cowboys In
e lo humour di Anyone’s Daughter e No One Came? Di nuo- Sweden realizzato nel 1970 e un vero e proprio libro di 170
vo, potrei essere in minoranza nell’esprimere il mio apprez- pagine con 150 foto pazzesche. Poi, così tanto per la crona-
OLDIES BUT GOLDIES
OUTSIDER
zamento. Si dice che la maggior parte della band non avesse ca, c’è anche il biglietto da vista, o meglio la business card,
una grande opinione del disco che, apparentemente, aveva- del “tipo” (scomparso nel 2007 a Las Vegas) e anche un “flexi
no messo insieme in fretta e furia in studio. Beh, ho logorato disc” con la registrazione di “chiacchere varie in studio”. Una
i solchi analogici ascoltando il vinile originale della Warner cosa davvero enorme (anzi, assolutamente enorme). Tutto
Brothers all’epoca e adesso mi piace ancora come prima. For- bello, molto bello. Un tributo ampiamente meritato, perché
se, in fatto di donne, ho conosciuto troppi tipi strani. il “tipo” è stato l’outsider degli outsider. Basta vedere la foto
Ammetto che, dopo My Woman from Tokyo, le canzoni- della copertina, dove tra baffi, giaccone di pelle, pantaloni a
storia di Who Do We Think We Are non erano della stessa zampa d’elefante e stivaletti, sembra il più pappone dei pap-
sostanza di cui sono fatte le leggende. So di non essere in poni di un qualsiasi film della blaxploitation anni ’70 come
minoranza, questa volta; la maggior parte delle recensioni un calciatore, o meglio un bomber, uno di quelli che parla-
che ho visto sono d’accordo sul fatto che questa collection, vano poco e segnavano tanto, di quegli stessi anni.
plasmata durante un conflitto interno della band, suona Diavolo di un Lee Hazlewood! Si quello che collaborò con
ben fatta e priva di ispirazione. Le storie dietro le
composizioni sono più interessanti dei risultati. Per
esempio, Mary Long, un nome composito preso da
Mary Whitehouse e Lord Longford, è una dichiara-
zione contro quegli autonominatisi guardiani della
pubblica moralità. Ok—valeva la pena di farlo—ma
quante volte vale la pena di ascoltarlo?
Per essere giusti, per avere una completa esperienza
Purple del periodo Mark II, forse la cosa migliore
sono le edizioni del 25esimo anniversario che inclu-
dono un vasto assortimento di bonus track. Se avete
quelle, l’unica ragione per comprare la nuova Au-
dio Fidelity box è godersi la confezione. Cioè, se state
pensando solo a voi stessi. Questa è la ragione per
passare i classici della musica da una generazione a
quelli che non c’erano quando si ascoltava l’heavy
metal con quegli oggetti neri e lucidi con un piccolo
foro nel mezzo. Alla prossima festa, fai il regalo che
non smette di suonare il riff in nero, oro e viola.
WESLEY BRITTON
108 OUTSIDER OLDIES BUT GOLDIES

OLDIES BUT GOLDIES

il chitarrista Duane Eddy prima di lavorare con Nancy nel vostro lettore ed ascoltare. Già in apertura, Introduction,
Sinatra, alla quale regalò quella These Boots Are Made for con i suoi 1.33 di magia, è sufficiente per cogliere la sensibili-
Walkin’ che sicuramente hanno ascoltato almeno una vol- tà e la dolcezza disarmante che aveva Nick. In un tempo così
ta anche su Marte. Poi ha scritto anche per Dean Martin breve avviene un climax emotivo tale a cui è impossibile sot-
e tanti altri e ha collezionato un numero ragguardevole di trarsi. Quell’arpeggio di chitarra e l’arrangiamento splendido
successi facendo più o meno sempre la stessa canzone. La sua dell’amico Robert Kirby che entra in modo discreto e poi
voce bassa, molto bassa, al centro che raccontava, più che cresce… cresce… Ammetto di avere un debole per i primi due
cantare, strane storie e poi arrangiamenti con fiati, violini e album di Nick, quelli con gli arrangiamenti di Kirby… Non
tanto altro ancora. La sua figura e il suo stile rientrano alla so, trovo siano davvero fondamentali ed in un certo senso in-
perfezione in quella cose che negli Stati Uniti definiscono scindibili dalla sua musica.
come “guilty pleasures”, cioè le cose che ti piacciono anche se Nick Drake, ha un posto speciale tra i miei favoriti, insieme a
non ti dovrebbero piacere. Poi, ovviamente, molte delle sue Robert Wyatt, Mark Hollis, Scott Walker, John Martyn
canzoni negli ultimi anni sono state riscoperte e celebrate da e pochi altri… sicuramente Danny Thompson.
tanti nomi di spicco del rock più colto e illuminato. Succede Ancora oggi quando penso a Nick o a John Martyn, non
così, a volte. posso che immaginarli insieme al fidato Danny, con cui c’era
Hazlewood giocava con la vita come con il country, il pop un’alchimia davvero incredibile….
più “zuccheroso”, gli standard e i classici della musica statu- Come non posso non tornare ai Love di Forever Changes
nitensi, il rock delle radici, il blues, il cinema di Hollywood quando ascolto Way To Blue e Day Is Done, con quegli arran-
e tanto altro ancora. Tanto con quel “vocione” poteva fare
qualsiasi cosa (a proposito: cominciò la sua carriera, al ritor-
no dalla guerra in Corea, come DJ radiofonico e sarebbe fan-
tastico reperire qualche registrazione dei suoi programmi),
però aveva uno stile, un suono e il talento di fare canzoni
che colpivano all’istante. OLDIES OLDIES
BUT GOLB

Al momento tutto questo costa intorno ai 100 euro e acqui-


standolo sarete a posto per diversi mesi.
ALBERTO CASTELLI

NICK DRAKE
TUCK BOX

Aprite il pacco, scartate l’involucro e… troverete


il vostro box (dalla copertina orribile purtroppo).
Dopo una serie di posters, delle fedeli riprodu-
zioni pubblicitarie dei singoli dischi, ecco, poco
più sotto, finalmente, i tre album ufficiali di
Nick e Made To Love Magic (in sostituzione dell’
”antica” Time Of No Reply), ed il recente Family
Tree, dal titolo che più chiaro ed eloquente non
si può…
Purtroppo per i golosi, non ci sono ulteriori Bo-
nus o Alternative Takes ma forse bisogna met-
tersi l’animo in pace. Continuo a sperare che
Gabrielle, la sorella di Drake, (che nei primissi-
mi anni 70 è stata anche Gay Ellis, nella famo-
sa serie UFO) prima o poi scovi qualche nastro
misterioso…
Basta aprire uno di questi digipak, molto carini
e curati, ad esempio, Bryter Layter, inserire il Cd
OUTSIDER 109

OLDIES BUT GOLDIES

giamenti così sofisticati… assoluta dei grandi organici. Una volta arrivata, Ella oscurò
Pink Moon è ancora oggi un disco estremamente toccante, la voce di Charles Linton, un onesto cantante di fila che non
che fotografa perfettamente la fragile delicatezza delle sue poteva assolutamente competere con la nuova vedette di
“ultime” composizioni, quando purtroppo i problemi di de- Harlem, che ha in A-Tisket A-Tasket, il suo primo eloquente
pressione si erano fatti seri. Nick, sensibile e timido, aveva biglietto da visita.
sempre avuto difficoltà ad esibirsi in pubblico, non riusciva, A neanche vent’anni, ecco la passerella ideale per mettere in
pur essendo un ottimo musicista. Le sue canzoni inoltre, ave- evidenza la sua naturale per quanto prepotente (non dimen-
vano accordature molto complesse che differivano da brano tichiamoci che siamo in presenza di un’autodidatta), marcia
a brano… Questo certamente acuì in parte le sue tensioni… in più rispetto a tutto quello che si era visto ed ascoltato fino
Il fallimentare tour di promozione del primo album organiz- a quel momento. Prendete Undecided, scelta a proposito per
zato da Joe Boyd ed il suo trasferimento negli U.S.A, ebbero evidenziare l’irrisoria facilità con cui la vocalist passa da un
certamente un certo influsso su Nick, che si chiuse ancor più registro all’altro, quella straordinaria gamma timbrica, oltre
in se stesso incrementando l’utilizzo di farmaci… Pink Moon a quelle raffinatezze virtuosistiche che in seguito sarebbero
rese tutto ciò dolorosamente palpabile… Per finire vorrei state ancora più esasperate, portando ad un’involontaria per
consigliarvi anche il bel libro di Stefano Pistolini: Le Pro- quanto surreale competizione con Billie Holiday, di cui la
venienze dell’Amore, se volete saperne di più. Spero che critica imperante preferiva la drammaticità ed il blues feeling
sempre più persone possano apprezzare il lavoro di Nick, in rispetto all’esuberante Ella.
grado veramente di nobilitare ad ogni ascolto. Se ancora non In tutto sono 187 tracce di cui solo tre inedite, ma con tutti i
lo conoscete, prendete questo box è un’ottima occasione per singoli impressi sui gloriosi 78 giri allineati in ordine crono-
entrare nel suo mondo. logico. Sono anche inclusi due brani in cui la Fitzgerald duet-
MARCO CALLONI ta con i Mills Brothers in una ammaliante interpretazione a
cappella di Big Boy Blue e Dedicated to You.
Nei 12 anni coperti dal cofanetto, sono presenti tra i sideman
TM
LDIES
BUT
OLDIES BUT GOLDIES
TM OUTSIDER
GOLDIES
alcuni nomi che avrebbero poi spiccato delle belle carriere
individuali come Louis Jordan, Benny Carter e Mario
CHICK WEBB & Bauza. Altri, come Ram Ramirez e Eddie Barefield si uniro-
no negli anni post-Webb, quando l’ensemble divenne nota
ELLA FITZGERALD come Ella Fitzgerald e la sua Orchestra con gli arrangiamenti
di Edgar Sampson, nel segno della continuità rispetto a Webb,
THE COMPLETE DECCA SESSIONS che dalla sua piattaforma sopraelevata al centro del palco,
(1934-1441) per ovviare al grave handicap che ne aveva pregiudicato la
statura sin dall’infanzia, aveva uno spessore di entertainer
capace di fare spettacolo a sé.
VITTORIO PIO
È molto realistico considerare che non ci sarà mai più una
cantante del livello della Fitzgerald e questo box ne celebra
l’epifania, facendo risaltare anche il gran lavoro di Chick
Webb, batterista e direttore d’orchestra di grandi e sfortunate
doti, (morì a soli 37 anni per una tubercolosi ricorrente), capa-
ce di allestire una formidabile macchina da swing in cui la
voce di Ella, non ancora strumento di geometrica perfezione,
appare talmente liscia e morbida, ma così ricca sul piano tim-
brico, da lasciare stupefatti.
Nel periodo preso in oggetto si sovrappone anche un altro
mito, ovvero la costituzione della Decca nell’agosto del 1934,
una label divenuta leggendaria anche per le sue registrazioni
in ambito classico, che come primo atto ingaggiò astutamen-
te l’orchestra di Webb, cui si aggiunse nella primavera succes-
siva il talento della Fitzgerald, subito così coccolata ed a suo
agio da rimanere in organico anche nei due anni successivi
alla scomparsa del suo band-leader.
Webb era un ometto ricurvo e non particolarmente grade-
vole alla vista, ma quando saliva sul palco si trasformava,
sfoderando acume e doti orchestrali che lo portarono anche
a collaborare a stretto giro con Benny Goodman, autorità
110 OUTSIDER MIXED UP

FIUMANI // NEIL YOUNG // TOM ATTAH


// JAMIE N COMMONS // NICK CAVE //
ROBERTO CIOTTI // EMILIANO RA-B //
GEORGE MARTIN // GYPIE MAYO // KEN-
NETH ANGER // EVERLY BROTHERS //
CORVI // EGOKID // CORRADO MERAVI-
GLIA // DETRIOT // LINDA THOMPSON
// EFRAIM MEDINA REYES // BEATLES //
POCO // CANNED HEAT //BEST 1974 //
LIBRI, MUSICA, CINEMA, FUMETTI, ARTE, CAZZATE, POLEMICHE, ETC. ETC. ERIC CLAPTON // MONTY PYTHON

È MORTO PHIL EVERLY: NE PARLA TRA I MIGLIORI DISCHI DEL 1974 C’È TOM ATTAH ARTISTA DI COLORE, È
GIANCARLO SUSANNA ANCHE RANDY NEWMAN UNO DEI NUOVI BLUESMEN INGLESI

tato i 2 gruppi (Diaframma


e Litfiba) che poi la secon-
FEDERICO FIUMANI da ha preso. E in effetti è la
verità...

SPIGOLATURE.9 Con cosa si abbinano un


paio di pantaloni di vellu-
to rosso ruggine ?
Io ci tengo molto ad avere successo al Sud, perchè mia ma-
dre è siciliana e perchè mi sento molto simile agli uomini del Parlo di sesso anale nella
Sud (passionale, emotivo, testa calda). Solo che non è facile, mia biografia e mi croci-
al Sud non si vince a mani basse. figgono. Ne parlano ragaz-
ze qui su fb e tutti a dirgli
Che me ne importa a me di studiare? sono un chitarrista new “brava”...
wave...
Stasera a Brescia userò la Rickenbacker… a sentirla in prova
Oggi in un negozio di dischi ho sentito che parlavano degli sembra che suoni bene, in concerto chissà.
Offlaga per cui mando un sms a Max per riferirglielo e lui
mi chiede: “che dicevano?” - mah, qualcosa del tipo son bravi Una volta a Roma, dopo un concerto, ero a casa di un mio
ma un disco intero non ce la faccio a sentirlo - e Max: “a volte amico e si parlava di come finire la serata. Io dissi: “potrei
neanch’io”. chiamare una tipa che è un pò che mi tampina su fb, dalle
foto sembra bella..”. La chiamo e lei si fa in taxi tutta Roma
Per chiunque faccia rock di un certo tipo, Lou Reed rappre- per raggiungerci.
senta una lezione imprescindibile. A suo modo un maestro Quando arriva, l’amara sorpresa: il volto era attaccato a un
di vita. donnone di almeno 150 chili! la furba aveva messo solo foto
di primi piani… Niente, visto che era lì mi sembrava male
Stanotte ho sognato che mi chiedevano di fare un parallelo mandarla via e così dissi a Roberto di lasciarci soli per un po’.
fra la Italian Record e la Ira e io rispondevo: la prima ha scar- Mi sentii come il capitano Achab, alle prese con Moby Dick.
OUTSIDER 111

DISCHI LIVE

NEIL YOUNG
LIVE AT THE CELLAR DOOR
- di Giancarlo Susanna -

A proposito di questo cd, un mio amico musicalmente solo – osserva un biogra- non gli impediscono di proporre una
spendeva parole di entusiastica ammi- fo attento come David Downing – e pro- Cinnamon Girl al piano, una versione
razione, come se il grande cantautore babilmente era felice di esserlo”. Le tre che da sola giustificherebbe l’acquisto
canadese avesse il dono della preveg- serate al Cellar Door furono inoltre gli dell’album. Ma che dire poi di Expec-
genza e si vedesse già nel 1970 prota- apripista dell’impegno prestigioso alla ting To Fly, Bad Fog Of Loneliness, See
gonista di una stagione segnata da pre- Carnegie Hall il 4 e il 5 dicembre 1970. The Sky About To Rain, I Am A Child
stigiose uscite discografiche d’archivio. Il valore storico di Live At The Cellar e Flying On The Ground Is Wrong? Il
Questo è vero solo in parte, come vedre- Door sembra davvero poco discutibile. Cellar Door entra di diritto fra i capola-
mo, perché Young pensava a un obiet- Young ha inseguito per anni il “disco vori del cantautore canadese.
tivo più alla portata di mano: un album acustico perfetto” e anche
doppio con parecchie canzoni catturate una buona parte del suo pub-
in concerto. blico lo preferisce in situa-
Alla fine, l’unica traccia live del disco zioni simili. Tra i miei dischi
in cantiere - Harvest, il top seller di pirata in vinile c’è, ad esem-
Young - è la celeberrima Needle And pio, un Live At The Los An-
The Damage Done. Ancora oggi vie- geles Music Center, February
ne da chiedersi come mai un progetto 1st, 1971 stampato in Italia
tanto faticoso e frammentario. abbia da un’anonima e misteriosa
potuto conquistare il cuore di milioni AER Records. Emerge, tra le
di persone. Grazie al singolo Heart Of canzoni di quel periodo, un
Gold? Certo, se vogliamo individuare cantautore sempre più pa-
una canzone che sia la sintesi di quan- drone del palco: malinconico
to Young aveva fatto fino a quel mo- e pessimista, certo, ma anche
mento. La reazione di Bob Dylan, che capace di (auto)ironia. Nel
stava attraversando uno dei suoi tan- Cellar Door Young scherza
ti momenti difficili, spiega cosa fosse sulle sue discutibili doti di
davvero Heart Of Gold: “Ero io, suona- pianista, doti che tuttavia
va come una cosa scritta e cantata da
me”. E anche gli altri brani registrati a
Nashville – Out On The Weekend, Har-
vest, Old Man – avevano un impatto
simile e sono ancora oggi tra i migliori
che Young abbia realizzato. Di quelli
arrangiati da Jack Nitzsche e di quelli
più marcatamente rock è quasi inutile
parlare, visto che Harvest, pubblicato al
principio del 1972, gode ancora oggi di
un’incredibile popolarità.
Le sue radici sono proprio nel tour
acustico e solitario che Elliott Roberts,
amico fidato più che soltanto manager,
organizzò per un Neil Young sofferente
per problemi alla spina dorsale. Il Cellar
Door venne addirittura citato proprio in
Needle And The Damage Done, quasi a
ribadire l’importanza di questo locale
per un artista costretto a performance
solitarie. “Per il momento (Young) era
112 OUTSIDER MIXED UP

sono stati i chitarristi bianchi degli anni sessanta a farci sentire


quei brividi lungo la schiena. Si chiamassero Hendrix, Clapton,
Green, Jeff Beck, Page, Alvin Lee, Kaukonen, Bloomfield, Galla-
gher, Winter o Duane.
Nella seconda metà degli anni settanta arrivarono Mark
Knopfler, Frank Marino e George Thorogood a darci una bocca-
NEXT BIG THING ta d’ossigeno e poi chi non ricorda Robert Cray, Steve Ray Vau-
ghan, Popa Chubby, Kenny Wayne Shephard, Johnny Lang,
– di Andrea Hawkes – Doyle Bramhall, Warren Haynes, Scott Henderson, Jeff Healey?
Ci sono più bravi e meno, chi dura più a lungo e chi ha fatto solo
un disco per poi vivere di rendita.
TOM ATTAH & JAMIE N COMMONS Però è un dato di fatto che ogni tanto esce qualcuno di nuovo.
Uno che potrebbe fare la sua entrata è Tom Attah, per molti
una boccata di aria fresca.
Noi amanti del rock-blues sembriamo a volte dei vecchi bab- E nato nel profondo sud dell’Inghilterra per poi trasferirsi nella
bioni attaccati a un suono ormai datato. Poi ogni tanto, ed è città dell’acciaio di Sheffield e scegliere di girare il Regno Unito
successo parecchie volte nel corso degli anni, arriva un nuovo e l’Europa cantando e giocando il suo blues acustico .
chitarrista e tutti a lucidarci gli occhi, meglio sarebbe dire le Gli spettacoli dal vivo di Tom sono pieni di energia, umorismo
orecchie, perché c’è qualcuno che ancora sa far cantare la chi- e storie che illustrano le origini del blues e dei significati delle
tarra elettrica. canzoni e della musica. Gli ultimi emozionanti 24 mesi l’hanno
Molti sono partiti anni addietro con Albert e Freddie King ma visto in tutto il Regno Unito e l’Europa in sedi e importanti fe-
stival tra cui il Festival di Glastonbu-
ry, il Great British Rhythm & Blues
Festiva , Blues Autour Du Zinc in
Francia e Blues Au 13 a Parigi.
Tom si è esibito al fianco del vin-
citore del premio Grammy David
“Honeyboy” Edwards, Toots & The
Maytals, Connie Lush & Blues Shou-
te , Robin Trower, Wizz Jones.
Tom ha anche partecipato a diverse
sessioni radio regionali della BBC.
La sua musica e i suoi testi ricordano
la crudezza emotiva di Robert John-
son, il ruggito di Muddy Waters, la
raffinatezza di Robert Cray e la sem-
plice poesia di Seasick Steve.
Finché ci sono persone vive per sen-
tire l’emozione e finché c’è il blues, ci
sarà un posto per Tom Attah.
Assicuratevi di controllare i progres-
si di Tom sul suo sito web (www.
tomattah.com) e alle sue pagine di
MySpace e Facebook.

Jamie N. Commons sembra aver


inciampato su un sacco di hype re-
centemente. Oltre alle recensioni
estatiche che hanno (meritatamen-
te) accompagnato la sua uscita nel
2013 di Rumble And Sway, la sua
canzone Lead Me Home è stata scelta
per la terza stagione della AMC della
serie “The Walking Dead”, che per un
musicista nuovo è come aver vinto
alla Lotteria di fine anno.
Se ciò non bastasse come esposizio-
ne, Eminem ha scelto la sua canzone
OUTSIDER 113

Desperation per campionarla nel suo nuovo disco. Chissà che rock e blues del Delta.
non si ripeta quanto successo con Dido, quando la sua canzone Ci sono influenze precise, certe parti di chitarra veloci e sludgy
Thank You è stato campionata a Eminem su Stan nel 2000. sembrano venire da Neil Young o da Jack White e non ultimo
Duane Eddy. In Caroline c’è qualcosa di Bob Dylan.
Leggendo la stampa uscita in questi ultimi mesi, alcuni hanno La terza traccia, Worth Your While prende le cose in una dire-
fatto un confronto con Nick Cave e non è ingiustificato. Basta zione diversa. Apre con una linea di sintetizzatore che non sa-
sentire The Preacher, dove con un tono calmo e scuro, racconta rebbe affatto fuori luogo su una canzone dei Nine Inch Nails,
la storia di un predicatore e il destino della sua famiglia. Una scorta esplode in un breve assolo di chitarra nel mezzo della
canzone che potrebbe stare sicuramente stare negli annali del- canzone.
le grandi “canzoni della storia”, come quelle scritti da Johnny Nonostante tutti i confronti con altri artisti, Jamie N Commons
Cash o Bob Dylan . ha una sua personalità. Si tratta di un debutto molto promet-
La musica di Common combina elementi di soul, roots, folk- tente da un artista sul precipizio di diventare una grande star.

DISCHI LIVE

NICK CAVE
LIVE FROM THE KRCW
- di Gabriele Antonucci -

Il 2013 è stato un anno da incorniciare eyes, Mermaids e la title track Push the rato che spinge il protagonista a sfidare
per Nick Cave: il ritorno con i Bad Seeds, sky away. L’inizio è da applausi, con il mare aperto per inseguire un’irresisti-
un disco, Push the sky away, tra i più la magnifica Higgs Boson Blues, lenta, bile sirena. Manifesto del pessimismo
ispirati degli ultimi quindici anni, un cadenzata e ipnotica, che ricorda le mi- cosmico di Cave è la desolata ballad Pe-
tour mondiale che ha fatto registrare gliori ballad di Neil Young. Un emozio- ople ain’t no good: difficile dargli torto,
dovunque il sold out (vedi lo scorso nu- nante piano- guardando le
mero di Outsider per la data mana). forte introduce classifiche degli
Per il bardo di Melbourne il live è la la romantica album più ven-
dimensione ideale dove far emergere Far from me, duti in Italia.
le sue due anime, quella incendiaria nella quale la Dopo la dila-
e quella intimista, creando una stra- voce di Cave tata e obliqua
niante alternanza di emozioni come veleggia mor- Push the sky
solo i grandi del rock sanno fare. Per bida e roton- away, arriva
questo Live from the KRCW, quarto da. Atmosfere quasi liberato-
album dal vivo della sua discografia, più inquiete rio il gran finale
non è solo una strenna natalizia, ma la caratterizzano con il momen-
testimonianza preziosa di un momen- Stranger than to più elettrico
to fortunato della sua carriera. Uscito kindness, dove e rock dell’al-
originariamente su vinile per il Record il cantante, nel bum, una ver-
Store Day, Live from the KRCW non raccontare una sione adrenali-
ha l’energia primordiale che ha carat- fugace relazio- nica di Jack The
terizzato le sue infuocate performance ne da motel, ri- Ripper nella
italiane. Cave, complice l’atmosfera rac- spolvera la sua quale il violino
colta del luogo, accantona la sciabola a voce luciferina. È quindi la volta del suo di Warren Ellis e l’organo elettrico di
favore del fioretto, mostrando il suo lato capolavoro The mercy seat, in un’inedi- Barry Adamson sono liberi di correre e
più lirico e romantico, senza rinunciare ta versione solo per voce e pianoforte, di intrecciarsi furiosamente.
alla tensione latente che si respira nella rilassata e carezzevole, che stempera Live from the KRCW è una fedele istan-
sua musica, in dieci canzoni registrate la tematica della pena di morte. Nel tanea della ritrovata intesa tra Nick
dal vivo il 18 Aprile 2013, davanti a un blues struggente di And no more shall Cave e i Bad Seeds, uno dei sodalizi più
piccolo pubblico, per la stazione radio we part Nick supplica la sua amata di proficui e fortunati della storia del rock.
californiana KCRW-FM. Quasi la metà non lasciarlo, ben accompagnato dall’e- Peccato solo per la mancanza di Jubilee
dei brani, quattro su dieci, apparten- mozionante violino di Warren Ellis. street, ma è una piccola ombra in un
gono all’ultimo album Push the sky Un brano che fa il paio con Mermaids, disco illuminato da una luce calda e in-
away: Higgs Boson Blues, Wide lovely anch’esso dominato da un amore dispe- sieme malinconica.
114 OUTSIDER MIXED UP

a Bolzano, Tolo Marton a Treviso, Nick in un’incredibile energia, vibrante ed


Becattini a Pistoia, Rudy Rotta a Ve- eccitante, sembrava di essere tutti parte
rona, Maurizio Bonini a Roma, Paolo di un unico respiro di umanità. Mi sen-
Bonfanti a Genova etc. tivo vicino a quella musica dalle radici
DEAD FLOWERS Inevitabile frequentarci. profonde. Condividevo il suo messag-
Io parlavo poco. Lui ancora meno di me. gio liberatorio e apprezzavo i toni rivo-
– di Max Stèfani – Un orso. luzionari dei suoi testi. Erano concerti,
Nel 1978 firma un contratto con la quelli, che ti facevano tornare a casa un
Cramps e con loro inciderà Supergasoli- po’ diverso, con qualcosa in più capace
ROBERTO CIOTTI ne blues e Bluesman. di riempirti lo stomaco e il cuore.
(1953–2013) Nel 1980 partecipa alla prima edizio-
ne del “Pistoia Blues Festival” con Marley gli porterà, non volendo, un con-
I sogni svaniscono all’alba,
B.B.King, Muddy Waters, Fats Domino e tratto con la Rca, Rockin’ Blues (1982).
i bluesmen vivono in eterno.
Alexis Korner. A metà degli anni ottanta fa un lungo
La prima svolta nella sua vita arriva il 27 tour americano con Ginger Baker alla
Quando devi scrivere qualcosa su un giugno dello stesso anno, Bob Marley batteria e Enzo Pietropaoli al basso
musicista che muore, è sempre doloroso. allo Stadio Meazza di Milano (il giorno (poi jazzista di fama ma sempre con il
Quando lo conosci e ti ha accompagnato dopo allo Stadio Comunale di Torino). rock nel DNA. – vedi il recente disco con
a fasi alterne con la sua musica per 40 Eravamo tutti reduci da una
anni, vorresti semplicemente non farlo. terribile stagione di concerti,
Astenerti dal tuo ruolo di cronista. Poi fatta di contestazioni sul prez-
pensi che bisogna anche saper accettare zo del biglietto, di auto-ridu-
la morte e che questo maledetto “coc- zionisti, d’inevitabili scontri
codrillo” può, seppure in minima parte, con la polizia e l’evento riapre
rendergli omaggio. le porte a una futura stagione
Ho visto - e conosciuto - per la prima vol- di concerti internazionali. Ma
ta Roberto intorno al 1974, quando suo- avrà un significato non solo
nava con i Big Fat Mama (con la sezione musicale, in quanto Marley
ritmica di Ponzoni e Minotti). Se non non era solo un musicista,
ricordo male, in un buco di locale sulla era un simbolo: era il reggae,
salita di via Garibaldi a Roma. Aveva già una musica nuova - per l’Ita-
suonato in un gruppo studentesco, Harp lia - che parlava e predicava
Blues Band, che pescava a piene mani libertà, pace, orgoglio, appar-
nel blues revival inglese fine anni ses- tenenza, comunione, reden-
santa (Savoy Brown – faceva a memoria zione, marijuana.
Me And Me Baby come Kim Simmonds A Milano confluirono al-
- Chicken Shack, Fleetwood Mac…). meno 60-70mila
Era il periodo in cui andavo in giro la persone. I suppor-
notte a far danni con Andrea Carpi (poi ter furono Roberto
con me direttore della rivista “Chitarre”) Ciotti, Pino Daniele
e Sergio Caputo. (era l’anno di Nero a
Veniva già dall’esperienza dei Blue Mor- metà), e la Average
ning, un gruppo jazz-progressive (era White Band.
l’epoca), con Maurizio Gianmarco ai fiati “Fu emozionante,
(poi sassofonista jazz di rango). non lo dimenti-
Aveva già suonato in Alice non lo sa di cherò mai. Tutte le
De Gregori e nei 2-3 anni successivi si volte che ci penso
legherà con Edoardo Bennato, che lo sento l’intensità
vorrà nei suoi dischi La torre di Babele, che si respirava. Il
Burattino senza fili e nel 1990 anche in ritmo rallentato e
Edo Rinnegato. ipnotico del reggae,
Io a quel tempi ero già stato svezzato con l’odore fortissimo
il blues, ma in Italia Ciotti era il primo della marijuana che
a suonare blues, o rock-blues che dir si avvolgeva tutto e
voglia. Era un po’ l’alter ego romano di l’emozione di quella
quello che era Fabio Treves a Milano e folla gigantesca. Ci
poi di Toffoletti a Venezia, Micheletti si sentiva coinvolti
OUTSIDER 115

Viterbini). Suoneranno per un mese in esperienza indimenticabile (suonare figlio di un operaio dell’Italgas.
giro per gli States con buoni riscontri: Sunshine Of Your Love al Bottom Line Difficile capire che tipo fosse. Quelle po-
Bottom Line di NYC, Tuts a Chicago, El di NY, la mecca del rock, non è una cosa che volte che mi capitava d’incontrarlo
Mocambo a Toronto…. che si scorda facilmente), ma anche e gli chiedevo come stava, rispondeva
Credo sia successo a pochi musicisti ita- molto intensa e “formativa”, nel senso sempre “Se campicchia...”.
liani. più “hard” del termine. Ricordo che Ro- Come ha scritto qualcuno sul mio Fa-
berto stava, come sempre, “sulle sue”. cebook “Se tu avessi potuto anche solo
Pietropaoli - L’esperienza con Ginger Essendo sempre stato uno spirito libero sfiorare l’anima di quest’uomo... forse
Baker e Roberto, dei primi anni ‘80, è cercava di non sprofondare nel clichè non avresti capito una minchia co-
cominciata in maniera piuttosto sin- “sex and drug and rock and roll” deci- munque”.
golare. samente estremo del nostro entourage Rende bene l’idea.
Qualcuno, non ricordo più chi, forse un composto da manager, road manager e Ultimamente si esibiva con Ivano For-
fotografo suo amico, mi chiama da Pi- fonico inglesi, sempre tutti quotidiana- tuna (percussioni) e Fabiola Torresi (bas-
stoia; all’epoca Ginger abitava da quelle mente al limite e molto spesso decisa- so e voce).
parti, occupandosi, dopo l’esperienza mente oltre. Insomma, entrambi siamo I mass media, gli stessi che adesso su Fa-
africana, dei suoi amati cavalli e di pro- riusciti a riportare a casa la pelle con cebook si sono stracciati di lodi per lui,
duzione di olio, e voleva mettere su un successo. l’avevano da tempo dimenticato, inse-
trio per un lungo tour negli USA. Più rendolo a forza, suo malgrado, nell’e-
blues rispetto ai Cream. Negli anni successivi, Ciotti si deve ac- lenco degli sfigati di turno, dei soprav-
Insieme a me si presenta, mandato dal contentare di una carriera in seconda vissuti.
manager di Ginger dall’Inghilterra, un fila, perché in Italia si è deciso che il Non era un genio (pronuncia ingle-
chitarrista che vantava prestigiose col- blues è passato di moda. Ci ripenserà se consì-consà, un blues spesso un po’
laborazioni (ndr - Huw Lloyd Langton Salvatores e dargli nuovamente le luci all’acqua di rose) e solo negli States c’era-
degli Hawkwind), decisamente molto della ribalta con “Marrakech Express” no, e ce ne sono, 5000 meglio di lui. Ma
abile nel rock ma assai meno nel blues, (1989) e “Tourné” (1990). lì partono già da 40-0 e li vorrei vedere
che poi era la musica che Ginger voleva Gli ultimi venti anni porteranno tanti se invece che a Chicago o a Mill Valley
fare. Dopo un paio di prove insoddisfa- concerti, tanti dischi e una biografia nel fossero nati alla Garbatella.
centi lo “rispedisce” a destinazione e mi 2006 (Castelvecchi), con accluso cd. È stato un luminoso esempio di musi-
chiede un aiuto. Gli propongo Roberto, Sempre discretamente, in punta di piedi cista indipendente, legato unicamente
il numero uno indiscusso, che ci rag- per non dare troppo fastidio, come da alla passione per il blues.
giunge e tutto parte alla grande. Una verace ragazzo romano della Garbatella, R.I.P.

Le radici del motivo per cui, nel nostro tutti”, se mai ci dovesse riuscire, la situa-
PENSIERI
paese, il rock non funziona più, mentre zione rimarrà questa.
l’hip hop va alla grande, sono estrema- Punto, non c’è altro da dire.
- Emiliano Ra-B -
mente più semplici da comprendere di È tutto talmente ovvio che è quasi su-
quanto non si pensi. perfluo il doverlo scrivere
Uno degli ultimi avamposti della ci- Il rock, da noi, ha rinunciato da decenni
viltà, in questo paese, è rappresentato a svolgere la propria, originaria, funzio- Stavo ascoltando Battiato intervistato
dal fatto che, a Roma, ancora non abbia ne di “musica del popolo”, di “musica da Santoro.
aperto uno Starbucks. diretta” per tramutarsi sempre più in È singolare constatare come un artista
“musica per eletti”, “colti”, “gente che ne che è stato in grado di scrivere cose di li-
A me la Littizzetto fa ridere circa quanto capisce”. vello eccelso, una volta che viene chia-
un Fabio Fazio su per il culo. L’hip hop, d’altra parte, da quando i rap- mato a rispondere a domande circa la
per hanno smesso di vestirsi larghi ed società e la politica, riesca ad inanellare
Leggo le classifiche della “critica fica” hanno cominciato ad agghindarsi ed una simile sfilza di banalità, insulsaggi-
dei migliori dischi e dei migliori brani ad esprimersi come il 99% dei ragazzi in ni e vere e proprie stronzate crasse che
dell’anno appena passato e mi sento circolazione, è diventato il portavoce di neanche il grillino convinto che Obama,
ottimista, perché penso che, almeno i intere generazioni. in realtà, è un Autorobot Transformer.
nomi che leggo lì, non dovrebbero usci- Prima, i rapper erano “quelli vestiti XL Sempre detto io: gli artisti devono par-
re con due album consecutivi, quindi il che imitano i neri americani”, ora “di- lare solo e soltanto tramite la propria
2014 sembrerebbe promettere bene. cono quello che diciamo noi”, “si espri- opera.
Poi, però, realizzo che è appena uscito il mono e si vestono come noi”, quindi Quando li conosci, di solito, sono sempre
nuovo di Dente. piacciono. una delusione tremenda.
Mai ‘na gioia. E finché il rock non tornerà a “parlare a Battiato, in tal senso, è quasi fuori scala.
116 OUTSIDER MIXED UP

ruolo anche forzatamente terzo, perché


alla fine era sua la responsabilità non
solo di arrivare al missaggio finale di
ogni canzone ma di arrivarci con la si-
curezza di aver fatto tutto il possibile (e
BOOKS DEAD FLOWERS
nel miglior modo possibile) per rispet-
tare le aspettative che i Beatles nutriva-
– di Luciano Ceri - no sulla veste sonora delle loro nuove – di Andrea Hawkes –
composizioni. Un compito difficile e
GEORGE MARTIN complesso, così come difficili e comp- GYPIE MAYO
lesse erano le canzoni di Sgt. Pepper, (1951-2013)
L’ESTATE DI SGT. PEPPER
che Martin riuscì a portare a termine
Torna in libreria, con l’aggiunta di una grazie alla sua poderosa cultura musi- È morto un ex Dr. Feelgood. La notizia è
breve ma acuta prefazione di Stefano cale, alla versatilità della sua vena ar- che non si tratta di Wilco Johnson.
Bollani, il volume di Gorge Martin del tistica e soprattutto grazie al rapporto di
2008, Summer of Love. The Making of amicizia che lo legava ai Beatles, che di Gypie Mayo (nato John Phillip Cawthra)
Sgt. Pepper, la cui traduzione italiana lui si fidavano ciecamente. Il racconto è stato il chitarrista dei Dr. Feelgood dal
vide la luce per la prima volta nello stes- di Sir George è dunque oltremodo affas- 1977, quando ha sostituito Wilko John-
so anno per i tipi di Coniglio Editore in cinante, e la scena che si apre davanti son, al 1981. Dal 1996 al 2004 nei rifor-
collaborazione con la rivista “Chitarre”, ai nostri occhi è quella di un fantas- mati Yardbirds.
presente anche in quest’occasione. tico laboratorio musicale dove quattro In giovane età ha ascoltato la musica
In realtà Martin aveva pubblicato la giovani musicisti possono sperimen- classica, il padre suonava, più tardi, ha
prima versione del suo racconto sulla tare ciò che vogliono sotto l’occhio vig- visto la luce ascoltando Apache degli
realizzazione di Sgt. Pepper nel 1994, ile e attento di un uomo che prendeva Shadows. Lascia la scuola e finisce per la-
intitolandolo With A Little Help Froma nota di tutto, delle cose possibili e di vorare in una tipografia per tre anni. Nel
My Friends ed in occasione del quaran- quelle impossibili da realizzare, con 1969 lascia il suo lavoro per partecipare a
tennale dell’album lo ripubblicò, ar- la precisa consapevolezza di stare as- una blues band. La band rimase insieme
richendolo di nuovi materiali e cambi- sistendo alla nascita di un capolavoro. per circa un anno e suona in tutto il Re-
ando titolo. E se qualcuno ha mancato Sgt. Pepper fu il vero inizio dell’estate gno Unito, insieme a concerti in Svizzera
quella prima edizione italiana (ormai dell’amore, quella summer of love che e Francia. Esce anche un singolo per la
fuori catalogo) ha l’occasione giusta per Martin ha voluto come titolo del suo MCA Records, prodotto da Mike Leander.
non perdersi un racconto fondamen- racconto, un’estate che doveva ancora Nella prima metà degli anni suona in
talmente imperdibile non soltanto per incominciare e di cui quel fantastico varie band inglesi, anche in una band
tutti gli appassionati dei Beatles, ma album fu in qualche modo il gioioso e tradizionale irlandese chiamata Concre-
per tutti quelli a cui interessa sapere sensuale annuncio. te Mick, dove suona il mandolino .
come andarono esattamente le cose Mayo era relativamente sconosciuto
tra l’autunno del 1966 e il 1° Giugno fino all’inizio del 1977 quando ha sosti-
del 1967, quando venne pubblicato tuito Wilko Johnson nei Dr. Feelgood,
Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band con loro è stato per quattro anni e sei
e il mondo capì che il rock era entrato album. Ha co-scritto con Nick Lowe
in un territorio nuovo e affascinante l’unico loro UK Top 10 single Milk and
che apriva le sue porte alla creatività di Alcohol .
quattro ragazzi inglesi. Sappiamo molto Nel 1996, per otto anni, è stato il chitarri-
di quelle sedute di registrazione, grazie sta nei riformati Yardbirds, con i quali ha
al monumentale lavoro di Mark Lewis- inciso anche il disco Birdland. Con lui gli
hon che con il suo The Complete Bea- originali Chris Dreja e Jim McCarty più
tles Recordings Sessions nel 1987 svelò John Idan e Alan Glen.
i segreti degli studi di Abbey Road: ma
un conto è avere avuto il privilegio di
ascoltare tutte le sedute di registrazione
dei Beatles e di aver potuto consultare
i documenti di lavoro di quelle sedute,
come ha fatto Lewishon, è un conto è
ascoltare il racconto di quelle sedute da
chi le ha vissute e le ha dirette, come ha
fatto Gorge Martin. Un testimone co-
involto in prima persona che però allo
stesso tempo ha dovuto rivestire un
OUTSIDER 117

Club di Marlon Brando sembrano ormai lontani anni luce. E


invece, dieci anni dopo, sono ancora lì che fanno da motore ai
personaggi di Anger. Una banda di motociclisti omosessuali a
spasso per l’America di quegli anni. Trenta minuti di silenzio,
MOVIE perché i personaggi non aprono bocca. A parlare ci pensano
le quattordici canzoni che il regista ha scelto per il film: Hit
- di Pike Borsa - The Road, Jack, Blue Velvet, He’s A Rebel, Party Lights... E poi
Ray Charles, Bobby Vinton, Elvis Presley, Claudine Clark, i
Surfaris... Cinquant’anni più tardi, i Peggy Sue si ricordano di
KENNETH ANGER “SCORPIO RISING” questa pellicola e se ne escono con plays the songs of Scorpio
Rising. Entrano in studio per la Yep Roc e nel giro di pochi
giorni registrano le loro personalissime versioni delle canzoni
All’inizio, prima del Diluvio, c’è stato il Verbo. Quello di Bill del film. Tutte meno due. Restano fuori (You’re The) Devil in
Haley. E quando lo sentì, Richard Brooks pensò che potesse Disguise di Presley e Leader of The Pack dei Shangri-Las, ma
funzionare. Prese Rock Around The Clock e l’usò nel Seme del- le altre ci sono tutte. Anche se ormai spogliate delle vecchie
la violenza. Così, per la prima volta, il rock andò sul grande sonorità. I Peggy Sue le rivestono infatti a modo loro. Aggior-
schermo e fu un successo. Era il nandole ai giorni nostri e ral-
1955 e poi ci fu il Diluvio. Sco- lentandone il ritmo. Facendole
perto il rock, sembrava che or- suonare con un po’ di tristezza
mai Hollywood non ne potesse addosso. Come accade con Hit
più fare a meno. Elvis Presley The Road, Jack. Però il risulta-
diventò un attore e Fred Sears to è bello lo stesso. Le canzoni
raccontò in fretta Bill Haley. scelte da Anger sono di quelle
Poi al cinema il rock s’infilò immortali, ma i Peggy Sue ce le
dappertutto. Nel west, in città ripropongono come se fossero
e lungo le strade d’America. nuove. Col risultato che plays
A bordo di un’auto o in sella a the songs of Scorpio Rising è
qualche moto. Con I selvaggi forse uno degli omaggi più bel-
di Roger Corman e, prima anco- li che, in questi ultimi anni, ha
ra, con Kenneth Anger e i suoi fatto il rock al cinema. A questo
motociclisti in Scorpio Rising. lavoro la Yep Roc c’ha creduto
Siamo solo nel 1963, ma è già così tanto che poi ne ha fatto
come vivere in un altro mon- girare anche un’edizione limi-
do. I Black Rebel Motorcycle tata, per collezionisti.

de maggioranza dei casi (90%, fidatevi sopra) che occupando posizioni non di
del gallo ragliante) l’atteggiamento è poco conto, ti ingenerano la convinzio-
davvero quello dello spaccapietre o di ne di essere determinati, votati alla cau-
chi si arrabatta e si sbatte solo per porta- sa, e quindi “cazzuti”, ma senza crederlo
re a casa la pagnotta. Difficile davvero, veramente. Anzi, sanno già che non ti
imbattersi nel terzo personaggio. aiuteranno mai ed è matematico che ti
IL RAGLIO DEL GALLO
Perché poi, il vero problema non è quel- remeranno contro. Solo, che tu non lo
lo di avere a che fare con chi “ti spacca le sai, ti fidi e lasci la zona scoperta: il terri-
“Tre persone erano al lavoro in un can- palle” di mestiere o con quelli negativi, torio non è presidiato..
tiere edile. Avevano il medesimo com- poco propositivi o lamentosi di loro e da Ma insomma, dove vuole arrivare ‘sto
pito, ma quando fu loro chiesto quale sempre; quelli li inquadri dopo un atti- cavolo di gallo? È comunista? (no, ga-
fosse il loro lavoro, le risposte furono mo, capisci subito che non ti potranno rantito…) E che raglia a fare?
diverse. “Spacco pietre” rispose il pri- mai essere di grande utilità, e li metti (se Niente e nessuno, questo è lo stato del-
mo. “Mi guadagno da vivere” rispose il puoi) a lavorare di manovalanza. Palla le cose: nel tempo, nello spazio, nella
secondo. “Partecipo alla costruzione di avanti e pedalare! Sicuramente qualche cultura, nella scuola, nella politica,
una cattedrale” disse il terzo”. risultato arriva e comunque non faran- nel lavoro, nello sport, nella nutella e
– Peter Schultz – no danni bestiali. nel vino, nei Rolling Stones, in “Blade
Invero davvero difficile, perché subdo- Runner”, nella solitudine dei nume-
Eh beh, c’è poco da dire: tutti i giorni ci lo, è riuscire però ad individuare e con- ri primi (o secondi?)…stop, basta, per
si confronta con questa tipologia di per- tenere tutti quei soggetti (sono quelli oggi ho finito.
sone, e il problema è che nella stragran- che incrementano la percentuale di cui Scusa Max.
118 OUTSIDER MIXED UP

Kentucky, il piccolo centro che la fami- uno spazio tutto per lui, The Little Don-
glia Everly considerò sempre come la nie Show. La stessa strada fu seguita dal
propria casa. Non molto tempo dopo la piccolo Phil e fu naturalmente Ike a
nascita di Phil, Ike, accompagnato dai insegnare ai due figli i primi rudimenti
North Carolina Boys, suonava nei mi- del canto in armonia, quel suono che li
DEAD FLOWERS crofoni della stazione radio KXEL; la sua avrebbe resi davvero unici. Nel frattem-
carriera radiofonica proseguì a Water- po la maggior diffusione dei dischi e l’a-
– di Giancarlo Susanna – loo, Iowa e quindi alla KMA di Shenan- scesa della televisione stavano metten-
doah. Nel 1945 Don cominciò a cantare do in crisi i live shows radiofonici e gli
col padre e in breve ebbe a disposizione Everly dovettero spostarsi a Knoxville,
PHIL EVERLY
(1939-2014)

Phil Everly, metà del più celebre e ama- “God bless Phil Everly. The
to duo della popular music, è scompar- Everlys were the real deal
so il 3 gennaio scorso a Burbank, Cali-
when it comes to Ameri-
fornia, in seguito alle complicazioni di
can music. I saw them in
una grave malattia polmonare. Aveva
the 60s at the 20 Grand in
74 anni.
Detroit, and they seriously
La popolarità di Don e Phil era immen-
rocked the huge house,
sa e i due musicisti l’hanno sempre
gestita con stile, bravura ed eleganza,
with just two Gibson Jum-
come ricorda bene anche chi ha avuto
bos, and their voices. And
occasione di apprezzarli quando Si-
man, did these guys have
mon & Garfunkel, che avevano inse-
cool haircuts. I bought
rito Bye Bye Love in Bridge Over Trou-
‘Songs our Daddy Taught
bled Water, li vollero ospiti del loro tour Us’ on download recently
del 2004. and there’s a whole life les-
Tempo fa mi capitò di intervistare per son in there. It’s brothers
telefono Graham Nash e gli chiesi like the Everlys, that make
quale fosse il ricordo più bello della sua the music scene of today
lunga carriera. Nash non ebbe esitazio- worth bothering with. I
ni: “Cantare con gli Everly Brothers. am in their debt like so
Nel 1990 ho cantato So Sad con loro dal many others, for they have
vivo ed è stato uno dei momenti più enriched my life”.
importanti della mia storia musicale”.
Stessa cosa per Linda Thompson: “Ho
– Iggy Pop –
imparato a cantare in armonia ascol-
tandoli. Era la prima volta che nella
musica pop sentivo il fenomeno di due
persone che cantavano come una sola.
Anni dopo, a una festa, Don mi prese
per mano e mi cantò Dimming Of The
Day (di Richard & Linda Thompson,
N.d.r). Poi disse, “Io non la canto bene
come te”. Ti immagini? Uno dei miei
momenti migliori in assoluto”. E dire
che nel curioso album del Bunch l’ari-
stocrazia del british folk rock aveva reso
un omaggio ai grandi del rock’n’roll e
Linda e Sandy Denny avevano inciso
When Will I Be Loved, scritta proprio
da Phil nel 1960.
Nato a Chicago nel 1939, Phil era il se-
condogenito di Ike Everly, un minatore
appassionato di musica, e di sua moglie
Margaret – il primogenito, Isaac Do-
nald (Don), era nato nel 1937 a Brownie,
OUTSIDER 119

Tennessee, dove Ike aveva trovato un Felice e Boudleaux Bryant, che stimava metterli in crisi, anche se bisogna rico-
altro ingaggio. come autori di grande talento. Intuizio- noscere agli Everly di aver ripreso con
Quando Ike comprese che era arrivato ne più che giusta: Bye Bye Love, scritta ottimi risultati le fila di una musica – il
il momento di lasciare Don e Phil libe- proprio dai Bryant, scalò i vertici delle country rock – che avevano contribuito
ri di tentare la strada della discografia, classifiche e diventò il prototipo dell’E- a creare.
si trasferì al nord per cercare lavoro. A verly Sound. I rapporti fra Don e Phil non sono sem-
offrire ai due ragazzi diverse opportu- Le malinconiche canzoni d’amore del pre stati idilliaci e nel 1973 i due fratelli
nità furono nell’ordine Chet Atkins, duo, le armonie vocali perfette, lo stile decisero di separarsi. Dopo dieci anni di
Wesley Rose, Roy Acuff e Archie del loro aspetto, la geniale fusione tra attività solistica di discreto livello e gra-
Bleyer, proprietario della piccola eti- folk, country e rock’n’roll erano il segre- zie ai buoni uffici di Paul McCartney,
chetta Cadence. A Bleyer piacevano to di un approccio vincente alla musica. gli Everly Brothers tornarono insieme,
le canzoni scritte dai due fratelli, ma Soltanto i Beatles, che pure dovevano regalando al pubblico una manciata di
insistette per presentare loro i coniugi molto agli Everly, furono capaci di dischi più che pregevoli.

PERLE RARE

– di Luciano Ceri –

CORVI
UN RAGAZZO DI STRADA
Ariston, 0152LP, 1966

“Perle Rare” di questo mese è dedicato alla memoria di Angelo Ravasini,


cantante e chitarrista dei Corvi, che è venuto a mancare il 26 dicembre
2013: era un autentico ragazzo di strada del beat italiano, e nessuno meglio
di lui ha saputo interpretare le parole della canzone che li rese famosi.
Un ragazzo di strada si intitolava anche l’album dei Corvi, uscito alla fine
del 1966, dopo la fulminante rivelazione al Cantagiro di quell’anno con
la canzone omonima, versione italiana di I Ain’t No Miracle Worker dei
Brogues, una garage-band californiana poco conosciuta e con solo due
singoli all’attivo. Il suono aspro e senza fronzoli del gruppo ben si sposava
con la voce graffiante di Ravasini, efficace anche quando affrontava il liri-
co repertorio di Donovan (To Try For The Sun e Colours, che diventavano
Voglio finirla e I colori) o del Ray Davies più intimo (This Strange Effect
scritta per Dave Berry e diventata Che strano effetto).
I Corvi, che venivano da Parma, avevano pubblicato soltanto due singoli
quando incisero il loro unico album, sicuramente sulla scia del successo
conseguito al Cantagiro, spettacolarizzato ulteriormente dalla presenza in
scena di un vero corvo, di nome Alfredo (un omaggio al loro direttore
artistico Alfredo Rossi), appollaiato sulla paletta del basso di Italo Ferrari.
In aggiunta a Un ragazzo di strada (il cui testo era firmato da Nicola Salerno, in arte Nisa, l’autore dei testi delle canzoni di Renato
Carosone) nei due 45 giri (e anche nell’album) c’erano Datemi una lacrima per piangere (firmata dai figli di Salerno, Alberto e
Massimo), una loro versione della inflazionata Bang Bang di Cher e Che notte ragazzi, scritta da Piero Umiliani e presente nella
colonna sonora di un thriller italiano dallo stesso titolo. Oltre alle cover già ricordate il disco conteneva anche un vecchio hit
(1961) di James Brown, I Don’t Mind, che diventava, con una riuscita versione, Resterai e che probabilmente arrivò ai Corvi
tramite gli Who, che ne avevano fatto una cover nel 1965.
I fratelli Salerno contribuivano con altri tre brani originali e di buona fattura, Quando quell’uomo ritornerà, Si prega sempre
quando è tardi e la suggestiva Luce e c’era spazio anche per un giovane Califano che firmava insieme a Stelvio Cipriani C’è un
uomo che piange.
Un buon disco in definitiva, che accanto a Ravasini e Ferrari vedeva l’altra chitarra di Fabrizio Levati e la batteria di Claudio Be-
nassi, unico superstite della formazione originale, visto che anche Ferrari e Levati hanno lasciato questo mondo.
120 OUTSIDER MIXED UP

THE NEXT BIG ITALIAN THING


– di David Drago –

EGOKID + CORRADO MERAVIGLIA


La terza prova in italiano degli Egokid, dopo Minima storia curativa e il giustamente acclamato Ecce Homo del 2012, mette l’ac-
cento su un pianeta sovrappopolato: di spazzatura, spesso umana, desideri indotti e disillusione. Ma gli Egokid sono per fortuna lon-
tanissimi da tutti quelle neo-band finte incazzate che strasuonano a suon di parolacce. Gli Egokid sono eleganti, ironici, perfino ro-
mantici, e hanno due anime affini che fanno capo ai due frontman Diego Palazzo (chitarrista nei Baustelle) e Piergiorgio Pardo.
Troppa gente su questo pianeta (Novunque) in uscita il 4 febbraio, è un disco perfettamente vestito di pop, che conferma gli Ego-
kid la band forse più “mainstream” del panorama indipendente italiano, dove finalmente la parola “mainstream” assume soltanto
il significato di canzoni intelligenti e fruibili, orecchiabili e accattivanti, in grado di ruotare in qualsiasi radio e network.
Gli Egokid sono uno di quei gruppi che rendono vieta e inutile la distinzione tra indie e “mainstream”: le dieci tracce che com-
pongono l’album degli Egokid sono canzoni prevalentemente d’amore, che dal sentimento personale allargano però lo sguardo
all’universale, a un mondo che continuamente promette felicità, induce desideri e poi li frustra.,e in cui contenitori vuoti e spazi
angusti spacciati come grandi paesi delle meraviglie e votati al consumo condi-
zionano pesantemente il privato di ciascuno. La scrittura è elegante, l’interpreta-
zione intensa. Un pezzo come Il Re Muore (che apre l’album ed è scritto insieme
a Samuele Bersani che lo ha inserito anche nel suo Nuvola numero nove con
un diverso arrangiamento) esemplifica bene: fine di un amore, ma anche delle
illusioni, “un sole che un tempo splendeva e che adesso muore”.
Gli Egokid amalgamano ancora una volta da un lato, con Diego Palazzo, il miglio-
re cantautorato (la scrittura può accomunarli a un Bersani o a un Niccolò Fabi)
e dall’altro, con Piergiorgio Pardo, le signore della canzone che non ci sono più
(Mina tra tutte, che magari incidesse pezzi come “La Madre” o “Il mio orgoglio”). Il
quintetto milanese (insieme a Palazzo e Pardo suonano Davide Debenedetti,
Cristian Clemente, Fabrizio Bucchieri e Giacomo Carlone) inaugura il 2014
con un pop sempre più ricercato e sensualmente melodico, dalle tentazioni sixty
magnificamente rielaborate, in un disco prodotto da Sergio Maggioni, mixato da
Matteo Cantaluppi e masterizzato da Giovanni Versari, garanzie per la perfezione
del suono. Tra i pezzi migliori dell’album, oltre Il Re Muore e La Madre, anche
Frasi fatte, l’acuta Non balliamo più (ironico e lucido funerale a quegli stanchi
residui di Milano da bere diventata oggi Milano da bare) e la deliziosa La ma-
lattia che chiude l’album e, liberamente ispirata a Svevo e alla sua coscienza di
Zeno, prefigura un’apocalisse da danza sulle rovine.
Navigando nel free download, ecco l’ep di Corrado Meraviglia Le Case, edito da
La Fame dischi e scritto dal cantautore ligure nel suo studio domestico a Savona.
Dopo due album e un ep, Meraviglia regala adesso tre perle minimali, variazioni
minime e suoni sovrapposti, nessuno strumento suonato, testi che poeticamen-
te si aprono alle piccole infinite possibilità di gioia oltre la perdita. La title track
in particolare,
le Case, è dav-
vero una me-
raviglia di in-
timità, rifugio,
calore (“so che
quando viene
sera li senti
anche tu i de-
sideri che spin-
gono e corrono
via...”) e stanze
in cui non ci
siamo mai sve-
gliati.
OUTSIDER 121

che vede coinvolto Pascal Humbert, in


passato nei Passion Fodder e nei 16 Hor-
sepower. La scelta di non uscire con un
lavoro firmato col proprio nome è pro-
babilmente quella giusta e necessaria
per non caricare troppo queste canzoni
BLEU, BLANC, ROCK dell’attenzione di chi, con fare chirur-
gico, le avrebbe dissecate minuziosa-
10 SONGS
– di Daniel C. Marcoccia – mente in cerca di richiami e riferimenti
a Marie Trintignant, al carcere e a una
storia che peserà per sempre come un LINDA THOMPSON
DETROIT macigno nella rimanente vita di Ber-
trand. Questi testi sono davvero molto
Bertrand Cantat è tornato. Un ritorno personali e autobiografici nel raccon-
che è stato l’oggetto di una copertina tare sentimenti e ricordi recenti, accen-
di Les Inrockuptibles, con una lunga e tuati poi da una musica semplice, fatta
ovviamente interessante intervista con spesso da arpeggi di chitarre e pochi Pavanne
––––
il diretto interessato (“Cantat parle”, un slanci elettrici (anche se “Le creux de ta
Telling Me Lies
titolo più che significativo). In effetti, il main”…) e con qualche coro a tratti go-
––––
ritorno alla musica dell’ex cantante dei spel a dare enfasi qua e là. Siamo lonta- Dear Mary
Noir Désir, dopo i tragici fatti di Vilnius, ni dai noir Désir, questo è sicuro. Soprat- ––––
era atteso da anni, un po’ per morbosa tutto da quelli degli esordi. “Horizons” No Telling
curiosità, parecchio per l’amore dei fan può al massimo riallacciarsi a qualche ––––
nei confronti di questo carismatico mu- episodio di “Des visages, des figures”. È The Banks Of The Clyde
sicista. Certo, c’erano state alcune appa- soprattutto un semplice e onesto disco ––––
rizioni nei dischi di amici (Eiffel, Shaka rock con le canzoni che Bertand Cantat Give Me A Sad Song
Ponk, Amadou & Mariam), ma nulla in aveva bisogno di scrivere e cantare. For- ––––
primo piano. Era forse troppo presto per se soprattutto per se stesso. I Want To see
questo e magari c’era ancora in Ber- The Bright Lights Tonight
––––
trand la speranza di farlo assieme ai
When Will I Be Loved
suoi compagni di sempre, protetto
––––
dalle mura amiche della sua band. Go Home
Ma nel frattempo, quasi inevitabil- ––––
mente e più per volere del chitarri- Dimming Of The Day
sta Serge Teyssot-Gay, i Noir Désir
hanno deciso di mettere la parola
* P.S. Il pezzo degli Everly è
fine alla loro storia. A quel punto,
cantato da Linda con Sandy
per Bertrand Cantat era meglio af- Denny.
frontare la situazione di petto e at- Bright Lights e Dimming Of The
traverso un nuovo progetto perso- Day sono firmate da Richard, ma
nale. Anticipato dal singolo “Droit non sarebbero così belle se a
cantarle non fosse Linda.
dans le soleil”, è così uscito “Hori-
zons”, primo album dei Detroit, duo
122 OUTSIDER MIXED UP

tano le vendite di passeggini. Molti


vengono utilizzati come carrelli per la
#@&* spesa: tra i cassonetti (Saverio Caruso)
?
Ma erano i funerali di Mandela o di Mi-
chael Jackson? Aspettavo il discorso di I 1O DISCHI
SHORT TALKS LaToya (Marco Cestoni) PIU ASCOLTATI DI
– perle di saggezza
Certo che le barrette proteiche fanno Giancarlo Susanna
dal mio facebook (M.S.) –
proprio schifo... sanno di detersivo
(Barbara Volpi) NEIL YOUNG
Cari uomini, se spogliando una donna LIVE AT THE CELLAR DOOR
vi accorgete che ha il reggiseno coordi- C’è un busker in pieno centro a Cecina
LINDA THOMPSON
nato alle mutandine, è stata lei a deci- che sta suonando Neil Young. In questo
WON’T BE LONG NOW
dere di portarvi a letto paese allo sbando e con questo frescoli-
(Francesco Ulisse Miccio) no pungente, è rimasta una ragione per AARON EMBRY
TINY PRAYERS
mettere la testa fuori di casa
Comunque Cesare Basile ha fatto bene a (Cesare Carugi) THE EVERLY BROTHERS
rifiutare la Targa Tenco e non deve esse- ROOTS
re stata una rinuncia da poco. Un gesto Posso dire che sentire De Gregori parla- GRAHAM PARKER
coerente che merita stima re mi toglie un po’ di voglia i ascoltare le SQUEEZING OUT SPARKS
(Umberto Palazzo) sue canzoni? Che supponenza e antipa-
THE BUNCH
tia, cazzo (Michele Monina) ROCK ON
Oggi ho fatto una botta da signore, sono
FRANK SINATRA
andato dal benzinaio e gli ho detto “50 Parlavo con un amico di vecchi con-
SEPTEMBER OF MY YEARS
euro di verde”, la lancetta ha toccato certi dove la gente si incazzava perchè
terre inesplorate...... (Fabrizio Romitti) costava troppo il biglietto. 3000 lire, IAIN MATTHEWS
cioè 1.50 euro. In 25 anni siamo passati THE ART OF OBSCURITY
Prima c’erano i banner, poi i pop up, a minimo 40 euro. THE DESOTO CAUCUS
adesso le pubblicità video obbligatorie (Paolo Spunke Bertozzi) OFFRAMP RODEO
e quelle che ti escono fuori mentre leggi LOVE
qualcosa e quelle che clicchi per chiu- Nelle automobili moderne non capita FOREVER CHANGES
derle mentre il clip si muove e riparto- più di vedere i lembi di cappotto pen-
no di nuovo. Sta diventando impossibi- zolare dalle portiere chiuse. Ed io vorrei
le girare per il web essere quel lembo Max Stèfani
(Giancarlo Trombetti) (Massimiliano Salvatori)
BASSEKOU KOUYATE
Sallusti dice che il condannato è uguale A me piacerebbe un talent show di JAMA KO
a J.F.K. Il Pd è preoccupato perché Li- scrittori dove: se scrivi bene vinci, se
QUICKSILVER M.S.
gabue non vota alle primarie. Qualche scrivi male ti butto in un burrone o ti HAPPY TRAILS
idiota, secchione inutile pedante ma faccio pubblicare da Newton Compton.
NEIL YOUNG
sempre idiota, sotto il marchio 5stelle (Gian Paolo Serino)
LIVE AT THE CELLAR DOOR
chiede di togliere la parola socialista al
busto di Matteotti. Oh…io volevo lega- Sento Ligabue (ultimi due singoli a CHRISTY MOORE
lizzare la marijuana…. non che LSD di- cantilena) e provo ad immaginare la 81-91 COLLECTION
ventasse obbligatorio….. sua frustrazione quando ascolta Dylan, BO DIDDLEY
(Alessandro Gandino) Springsteen o Neil Young.... THE ESSENTIAL
(Vittorio Pio) BLACK JOE LEWIS
Una volta dagli U2 ci si aspettava il ELECTRIC SLAVE
rock, adesso invece il remix... Siamo forti noi italiani, sbraitiamo con-
JOHNNY WINTER
(Vittorio Pio) tro gli immigrati che ci rubano il lavoro, TRUE THE BLUES
che sono tutti delinquenti, vogliamo
Ho visto povere genti lamentarsi dello mandare tutti i politici ladri a casa e HARD WORKING AMERICANS
HARD WORKING AMERICANS
Stato in un bar, mentre giocavano, l’u- ammassiamo in una baraccopoli centi-
no accanto all’altro, con due slot ma- naia di immigrati dell’est facendoli la- STEEPWATER BAND
chine (Mauro Biani) vorare in nero nei campi e nelle vigne. LIVE & HUMBLE
Evviva la legalitá! Evviva l’ipocrisia SAM AMIDON
Nelle classifiche di fine anno aumen- (Massi Fusai) BRIGHT SUNNY SOUTH
OUTSIDER 123

cuparmi dei lettori? Pensavo solo a lei, e a chi mi aveva rubato


la sua anima, i suoi occhi, il suo bel culo.

Il protagonista de “La sessualità della Pantera Rosa”


è un aspirante rockstar. Nei tuoi romanzi la musica è
sempre stata ovunque.
La musica, e mi riferisco soprattutto alla musica afroamerica-
ASCOLTI D’AUTORE na, è stata un elemento essenziale della mia vita. È stata il mio
antidoto contro la stupidità, mia e altrui. Il modo di definire e
– di Pierluigi Lucadei – affilare il mio dolore. La mia risposta ad una realtà cretina. La
musica è stata l’unica cosa che avevo quando non possede-
vo niente. Non è che io pianifichi di metterla nelle mie storie,
EFRAIM MEDINA REYES semplicemente essa scorre naturalmente mentre scrivo e in
tutte le cose che faccio. Nella mia testa c’è sempre una melo-
Ex ragazzo terribile della nuova letteratura sudamericana, dia, non importa la situazione, sento sempre il ritmo della mu-
Efraim Medina Reyes vive tra la Colombia e l’Italia, dove, con sica. Allo stesso tempo è un’eredità culturale, nel mio paese
Feltrinelli, ha pubblicato “Tecniche di masturbazione tra Bat- nulla funziona senza musica, nemmeno il silenzio.
man e Robin”, “La sessualità della Pantera Rosa” e il recente
“Quello che ancora non sai del Pesce Ghiaccio”. Molti lo co- Iggy Pop o Lou Reed?
noscono però per quel capolavoro della narrativa rock che è Iggy è la bandiera strappata e indistruttibile di tutti i miei fal-
“C’era una volta l’amore ma ho dovuto ammazzarlo”. limenti. Reed è troppo presuntuoso per noi che abbiamo so-
pravvissuto contro ogni pronostico.

Il sottotitolo di “C’era una volta l’amore ma ho dovuto Kurt Cobain o Jim Morrison?
ammazzarlo”, è “Musica dei Sex Pistols e dei Nirvana”. Entrambi sono stati autentici poeti, esseri capaci di esprimere
È una dichiarazione d’intenti o un richiamo per i lettori il proprio malessere fino alle ultime conseguenze.
musicofili?
Il mio primo ricordo è legato al rock, mio padre è morto quan- Temo la risposta. Ti piace il rock italiano?
do ero appena un bambino, così sono cresciuto insieme a uno Meglio parlare di tarantella. I rocker italiani sono una min-
zio che trascorreva le sue giornate fumando marijuana e ascol- chiata colossale, una volgare imitazione di quello che dovreb-
tando rock. Tutti gli altri a Città Immobile (Cartagena de Indias, be essere il carattere del rock. C’è più rock in una pasticceria.
Colombia) ascoltavano e ballavano ritmi caraibici, quella di
mio zio era l’unica casa che suonava Jimi Hendrix col volume E il rock colombiano?
a manetta. Così il rock è diventato il mio nome, il mio sangue Non esiste, non è un ele-
e il mio background. Non ho scritto quel libro pensando ai mento di base della nostra
possibili lettori, era un affare mio, un regolamento di conti, cultura.
un proiettile d’argento destinato a centrare il cuore di una
certa ragazza e che invece ha finito per trafiggere il mio. Ero Quante groupies hai
magro, sprofondavo nell’angoscia più profonda, rinchiuso in avuto nella tua vita?
una stanza dipinta di nero. Come diavolo avrei potuto preoc- Nessuna che sia disposto a
riconoscere.

È possibile ascoltare
musica mentre si scri-
ve?
Non potrei scrivere nem-
meno una riga senza mu-
sica, scrivo ad orecchio,
in un’atmosfera assolu-
tamente posseduta dalla
musica. La verità è che scrivere per me è solo
un altro modo di ascoltare e creare musica.

Tieni il ritmo quando sei seduto a scrivere?


Si! È incredibile, inconsapevolmente mentre
scrivo batto il ritmo con i piedi e alcuni dicono
che lo faccio anche quando muovo le dita sulla
tastiera del pc.
124 OUTSIDER MIXED UP

guardare a quei dispositivi di output che ne dispongono. In


aggiunta, per quelli che sono a un grave stadio della malattia,
Hi-Fi il dispositivo identificato dovrà essere piccolo per garantire la
mobilità, ma di qualità, perché la musica non ci piace declina-
– di Paolo Corciulo – ta male! Va detto che da questo punto di vista la tecnologia ci
viene incontro: la possibilità di utilizzare oggi amplificazioni
molto compatte e con poca dispersione di calore, unita all’u-
so di DSP che ne ottimizzano l’interfaccia con gli altoparlan-
ti, sommati agli ulteriori benefici della soluzione attiva per
Coordinato Samsung DA-F60 questi ultimi, ha consentito di realizzare prodotti per ascoltare
Prezzo: € 200,00 la musica, soprattutto nelle sue nuove forme di fruizione, di
www.samsung.it qualità davvero impensabile in passato nonostante il conte-
nimento al minimo delle dimensioni.
Ricacciando nei recessi della mente la parte audiofila del mio
Il mio amico Stefano Belli è l’autore di uno dei riti che mag- animo (terribilmente indispettita!), ho considerato anch’io
giormente testimoniano l’amore per le sette note da parte di questo tipo di prodotti che fanno la differenza tra ascoltare
alcuni di noi. Mi è capitato di assistervi durante quei viaggi musica o no, in certe situazioni limite dove tutto ti sognere-
di lavoro che ci hanno portato a condividere un “tetto sopra sti tranne che di trasportarti appresso un sistema hi-fi! Così
alla testa”. Nonostante le difficoltà logistiche che si affronta- il Samsung DA F60 è stato, dopo anni senza musica, il mio
no comunemente in questi casi (e che ci portano in giro per compagno nelle vacanze estive (e, per inciso, lo sarà di quel-
il mondo bardati di tutto punto con macchine fotografiche, le invernali…) per due buone ragioni: è piccolo ed è costrui-
obiettivi, registratori e via cantando), a questi ammennicoli to bene, dunque fa anche piacere maneggiarlo e, cosa ancor
immancabilmente lui aggiunge tutto il necessario per poter più importante, promette di suonare, se non bene, almeno in
ascoltare i CD acquistati nei pochi momenti liberi di quelle modo soddisfacente.
occasioni (questo, di rito, lo consumiamo insieme), imman- Lo standard adottato (apt-X) assicura il flusso lossless anche se,
cabilmente dedicati a una visita al negozio di dischi della cit- ed è un discorso più generale, non è chiaro che cosa accada nel-
tà di turno! Moderno Eta Beta, Stefano tira fuori dal bagaglio la trasmissione di due dispositivi di questo tipo (ovviamente
(spesso a mano perché il mondo si gira leggeri) il lettorino gli smartphone di ultima generazione Samsung ne sono dota-
portatile, una coppia di diffusori amplificati che, solo guar- ti), ma qualche cosa di “brutto” accade, rispetto alla pretesa di
dandoli, ti chiedi come abbiano potuto trovare poter trasmettere un flusso pcm “intonso”. Va
posto nella borsa, e inoltre segnalata la totale idiosincrasia con i
cavi da tutte le parti… prodotti Apple (a parte un isolato tentativo,
Il suo scopo è enco- l’apparecchio non è stato riconosciuto!) frut-
miabile: soli, in città to di quegli screzi a colpi di cause milionarie
sconosciute e in parte tra i due colossi.
ostili, magari stanchi Ciò detto, entrando nel merito delle qualità
e a fine giornata in sonore del sistema, va doverosamente pre-
una anonima stanza messo che occorre spogliarsi delle vesti
d’albergo, una rassicu- audiofile (ed assumere semplicemente
rante razione di mu- quelle di un amante della
sica ci sta. Oggi però musica) per ravvi-
non si fa più così, pur sare le qualità po-
senza rinunciare alla sitive del DA F60
corroborante dose di che, sostanzial-
musica, possibilmen- mente, riesce in
te disegnata secondo un ogni condizione (file
percorso personale. Si parte da compressi o no, Spotify
Spotify o un’altra delle nuvole che o altro) a fornire una performance
forniscono servizi di streaming musica- più che decorosa, di quelle, in sostanza, dove non
le - lì è dove è depositato un enorme patrimonio musicale a fa immediatamente capolino la fatica d’ascolto e il desiderio
cui attingere per creare le proprie playlist -, si passa attraverso di passare ad altro. Ma è paradossalmente rivestendo i panni
uno smartphone, che ha la sola funzione di gestire musica dell’ascoltatore critico che si apprezza di più la “magia” di un
che proviene da altrove, viene “gestita” lì e reindirizzata al- sistema come questo che (e mi ricollego alle argomentazioni
trove (il moderno e immateriale tasto play). Prego: declinare della prima parte di questo articolo) sorprende e travalica il
“altrove”… valore pregiudiziale espresso secondo i canoni tipici della ma-
La connessione più semplice e meno impegnativa in termini teria: bassi abbondanti, alte frequenze non trapananti, certo
logistici è quella wireless e il Bluetooth quella più standardiz- non uno stage significativo (il suono è un po’ inscatolato) ma
zata, quindi per il “manuale del viaggiatore leggero” occorre sufficiente dinamica per muovere il piedino!
OUTSIDER 125

s’occupa di fecondazione artificiale: ed definiti. Più che altro, intuisce che sta
essendo troppo pulita, troppo in ordi- avvenendo qualcosa (something is
ne, essendo i suoi titolari troppo per- happening but you don’t know what it
fetti, troppo affabili, troppo disponibili, is, ammoniva mastro Dylan) e non gli
essendo il probabile investitore un vec- dice niente bene. Sicchè, lavorando ai
chietto assai amante dello schnapps suoi casi tutto sommato non da niente,
con figlio avido, ecco che, nolente la s’abbarbica al suo passato di ex mari-
SEDIMENTI Haldering, si dà all’investigazione e ne, alle sue vecchie abitudini: le sco-
scopre gabole assai gravide (è il caso di pate feroci con il suo capo (ginnastica
– di Antonio Tettamanti – dirlo) che coinvolgono il governo,altri di buon livello), la dieta a base di tutto
ed alti pirati della speculazione e un ciò che c’è disponinbile purchè grasso
factotum di rara antipatia (finirà -appa- e piccante, l’alcol in discrete quantità,
TIMOTHY ANDAVA rentemente- male). E poi in una conge- l’andare a piedi prima che gli yuppies
rie di cugini libano -svedesi e sibilanti gli rovinino il panorama correndo, le
A WALL STREET che tentano -tutti!-di ingabolare borsa bestemmie affettuose contro il clima
e creduloni col trucco più vecchio del che egli stesso contribuisce non poco
Cone è un marginale (non un emargi- mondo ( la catena di santantonio ovve- ad inquinare con due pacchetti quo-
nato) per libera e orgogliosa scelta. Va- ro e più laicamente, il sistema Charles tidiani di Camel, l’ufficio vecchiotto e
gamente simile a un Lincoln più magro Ponzi) arricchito da nuovi e migliorati unto tutt’altro che di rappresentanza
e più nodoso, brutto come il peccato ma riccioli barocchi e truffaldini. Infine, in come la casa e il terrificante gatto, le
non privo di fascino, abbandona la sua un’infida coppia fraterna e incestuosa sue amicizie lise e senza pretese, i suoi
caverna all’ultimo piano (in cui tra mo- di costruttori edili che credono di farla abiti idem, e sarà quel che dio (o chi per
bili di discarica, bagno a vista e atrocità franca col trucco delle tre carte e inve- lui) vorrà. Cone, insomma s’incista. Ma
varie, convive con un gatto senza palle ce, no. sa che la tempesta sta arrivando, che le
e residui della sua sconsiderata dieta) Bene, come si suol dire same old story, nubi si addensano all’’orizzonte, che
e s’avvia fendendo l’aria fetida di NY niente de che nè di nuovo: e che c’en- il male che durerà almeno vent’anni
(che gli si appiccica addosso come una trano il crinale e il great divide, e per- (macchè venti: trenta, e non accenna
pellicola unta e ciò gli piace) verso il più chè piacevolmente leggere le avventu- a finire) incombe. Come tanti, coi suoi
improbabile dei lavori per un improba- re colesteroliche di Timothy Cone? C’è poveri e bei mezzi, Timothy Cone s’ap-
bile come lui. Cammina su un crinale, che il crinale è, pro forma, il 1980 e il presta a resistere, resistere, resistere.
personale e storico senza averne so- great divide è l’avvento e la presa del
spetto alcuno, passeggia su un great di- potere assoluto del capitalismo finan- LAWRENCE SANDERS
vide, uno dei molti che abbiamo incon- ziario. È nell’aria di Timothy, l’annusa, Il Dossier
trato (e, ahimè, incontreremo) nel corso ne scruta, pur non avendoli ancora Sperling & Kupfer
della nostra e sua vita
segnata dalla velocità
e, fra le altre cose, dal-
la finanza e dai suoi
ineliminabili danni. E
proprio nella finanza
lavora il nostro, non
già come speculatore,
investitore o quel che
vi pare, bensì come in-
vestigatore per conto
della Haldering & Co.,
piccola ma stimata
ditta che si occupa di
controllare che ciò che
accade nelle transazio-
ni (durante le, prima
delle) sia pulito come
un fischietto e non ci
siano falle, almeno
non troppe. Così fra le
altre cose, s’imbatte in
una presumibilmente
stimabile azienda che
126 OUTSIDER MIXED UP

Live At The BBC”, uscito in sordina e


senza gli squilli di tromba suscitati nel
1994 dal primo set, c’è una cover inedi-
ta di Talkin’ About You cantata da John
Lennon. Inedita almeno in questa for-
ma poiché veniva spesso eseguita dal
CHINCAGLIERIE vivo ed è presente perfino nel doppio
A 45 GIRI album “Live! At The Star-Club in Ham-
burg, Germany, 1962”. Purtroppo l’in-
– di Pierangelo Valenti – terpretazione per l’ente radiofonico bri-
tannico risulta piuttosto annacquata,
banalotta, scarica, in agonia e non può
THE BEATLES in alcun modo competere con la, a mio
I’M TALKING ABOUT YOU avviso definitiva, versione degli Stones
per qualità vocale e strumentale (flip- precedente “Crazy Eyes” e la dipartita
All You Need Is Cover. La penna di side del singolo italiano 19th Nervous di Richie Furay, fondatore ed animato-
Chuck Berry ha fornito linfa vitale a Breakdown). Si ascolti l’irreprensibile re della band, per altri lidi, ci si poteva
chicchessia in passato, la trasmette assolo di Keith Richards in forma sma- anche aspettare una parabola discen-
oggigiorno e continuerà all’infinito gliante e la grinta palpabile di Mick dente, la classica crisi fatale a molte
in secula seculorum. Difficile scovare Jagger (e non a caso è stata registrata formazioni, il fatidico canto del cigno
qualche artista o qualche musicista che con la supervisione di David Hassinger sul quale avremmo versato qualche
seriamente o per gioco, per divertimen- negli studi RCA di Los Angeles) in con- lacrimuccia per poi consolarci con
to, come spunto per una jam abbia resi- fronto al John sottotono nonostante gli la prospettiva dell’ “avanti un altro”.
stito a non usare, decifrare, trasformare urletti ed alla chitarra mediocre e con- Invece “Seven”, ancora prodotto dal
e stravolgere i tre/quattro accordi del fusa. Occasione persa, ma eravamo nel canadese Jack Richardson (un vero e
papà di Maybellene e di Johnny B. Go- 1963, ben due anni prima dei colleghi proprio re Mida per questo genere mu-
ode. Nel secondo volume appena dato in un’epoca dove novità impensabili e sicale e non solo, mecenate dei Guess
alle stampe delle registrazioni radiofo- colpi di scena accadevano nell’arco di Who), rimane sulla china e addirittura
niche dei quattro di Liverpool, “On Air- una giornata, e molta acqua doveva rappresenta l’epopea compositiva del
ancora passare sotto i ponti. chitarrista Paul Cotton (la metà dei ti-
toli porta la sua firma), qui come non
mai ai vertici più alti. Angel, brano ad
un primo affrettato ascolto forse meno
POCO appariscente e magari anche ostico,
ANGEL (1974) ha molte caratteristiche della balla-
ta atipica dove gli accordi in minore
Davvero curioso ed affascinante il sembrano un incrocio tra un country
curriculum artistico dei Poco, da sem- blues, con tanto di palpabile “high lo-
pre ed a ragione uno dei gruppi più nesome sound” e narrazione quasi so-
rappresentativi del panorama musi- spesa a mezz’aria, ed un canto pelleros-
cale californiano di alto profilo an- sa alla maniera di Robbie Robertson (e,
che se, dobbiamo ammetterlo, amati, chissà, un indiretto omaggio a Witchy
apprezzati e seguiti purtroppo da un Woman o Bitter Creek di Bernie Lea-
pubblico esclu- don ai bei tempi degli Eagles). Chitarre
sivo di nicchia e acustiche a briglia sciolta, slide come
paradossalmen- una lama d’acciaio, basso stellare (il
te più in Europa nostro Timothy B. Schmit, e si percepi-
che non negli sce ad ogni nota), batteria precisa come
Stati Uniti. Dopo un metronomo, il marchio di fabbrica
sei albums di Poco nelle solite voci a duetto e trio da
puro ed entusia- brivido, il ritornello che è la morte sua.
smante country Ed a cucire insieme il tutto ci si mette
rock in continua il discreto irresistibile dobro di Rusty
evoluzione ed Young. Per la cronaca, il redivivo Jim
avvicendamento Messina al mandolino e Burton Cum-
di musicisti, l’ec- mings, cantante e tastierista dei Guess
cellenza quasi ir- Who, partecipano come ospiti alle ses-
raggiungibile del sions.
OUTSIDER 127

CANNED HEAT
BIG ROAD BLUES (1967) OLD MEMORIES
– di Max Stèfani –
All You Need Is Cover. Apparso come
una meteora appena dopo la partecipa-
zione al Monterey Pop Festival, l’album BEST 1974
del debutto dei Canned Heat lasciò tutti
a bocca aperta. Non era forse la prima Si entra a pieno diritto nel 2014 e cosa di meglio di ricordarsi qual è il meglio uscito
volta che brani classici blues passassero esattamente 40 anni orsono? Visto anche che non abbiamo fatto il Top 2013?
al vaglio di ritmi tipicamente rocketta- Qualche disco ha accusato i tempo (On Stage di Loggins and Messina?), ma il resto
ri ma qui era lo spirito interpretativo brilla di luce propria anche dopo 4 lustri e questa lista può benissimo essere uno
nuovo e l’assoluta bontà della ricerca spunto per riascoltare qualche chicca d’annata.
nel repertorio storico che rendono il tut-
to irripetibile per quegli anni. Muddy
Waters, Willie Dixon, Robert Johnson, Bad Company – Bad Company
William Harris, Jimmy Oden, Elmore Bob Marley – Natty Dread
James, Tommy Johnson (il responsabile Bob Seger – Seven
del brano, autore innamorato di strade, Burning Spear – Rocking Time
polvere, profumo di carburante, binari e Charlie Daniels Band – Fire On The Mountain
chilometri) ecc, da vivi o da morti, ven- Deep Purple – Burn
gono recuperati, resuscitati, tolti dalla Eric Clapton – 461 Ocean Boulevard
croce da una manciata di musicisti con Genesis – The Lamb Lies Down On Broadway
una grande personalità, un’inattaccabi- Gordon Lightfoot – Sundown
le fede e un profondo rispetto. Si noti il Gram Parsons – The Grevious Angel
basso di papà Larry Taylor trascinare il Hatfield & The North - Hatfield & The North
tutto come una locomotiva sotto sforzo Jackson Browne – Late For The Sky
in salita con gli stantuffi a pieno regime. Leo Kottke – Dreams And All That Stuff
Ed anche qui, come per Going Up The Leonard Cohen – New Skin For The Old Ceremony
Country, aleggia il fantasma di Henry Little Feat - Feats Don’t Fail Me Now
“Ragtime Texas” Thomas. Loggins And Messina - On Stage
Lou Reed – Rock and roll Animal
Lynyrd Skynyrd – Second Helping
Mahogany Rush - Maxoom
Marshall Tucker Band – Where We All Belong
Mott The Hoople - Live
Nitty Gritty Dirt Band – Stars And Stripes Forever
Paul Simon – Live Rhythm
Phoebe Snow – Phoebe Snow
Randy Newman – Good Old Boys
Richard e Linda Thompson – I Want To See The …
Robert Palmer - Sneakin’ Sally Through The Alley
Robert Wyatt – Rock Bottom
Rory Gallagher – Irish Tour
Ry Cooder – Paradise And Lunch
Siegel Schwall Band – The Last Summer
Sparks - Kimono My House
Steely Dan – Prefzel logic
Traffic – When The Eagles Flies

* Fonte libro “Wild Thing”.


* Volendo si possono aggiungere anche: Joni Mitchell (Court And Spark), Big Star
(Radio City), Van Morrison (It’s Too Late To Stop Now), Eagles (On the Border),
Weather Report (Mysterious Traveller), David Bowie ( Diamonds Dogs), Mar-
vin Gaye (live), Ayers/Cale/Eno/Nico (June 1,1974), Funkadelic (Standing on
the Verge of Getting It On), Neil Young (On the Beach), Who (Odds and Sods),
King Crimson (Red), Roxy Music (Country Life)…
128 OUTSIDER MIXED UP

parte più bella è il filmato bonus prove. Con più di un’ora e mezza di musica tra
Non si tratta di qualche canzone a ca- i due CD e oltre due ore di performance
saccio ma 62 minuti di concerto, senza filmati sul DVD, questa è una ristampa
pubblico con una scelta di canzoni leg- con i fiocchi.
MOVIE / DVD germente diffe-
rente dall’album
– di Andrea Hawkes – originale. Una
sorta di prova ge-
nerale. Anche se
ERIC CLAPTON conoscete la tra-
UNPLUGGED smissione origina-
le come il palmo
Questo è un caso da manuale di come della vostra mano
gestire con successo una ristampa. Fatto (considerando che
bene e mantenuta ad un prezzo ragio- è stato a lungo di-
nevole. La confezione è l’immagine di sponibile su DVD),
semplicità, un digipak tri-fold di dimen- questa è una stra-
sioni standard che ospita tre dischi e un ordinaria oppor-
libretto. Il primo è l’album originale tunità di ascoltare
rimasterizzato che suona meglio che e vedere tutto di
mai. I brani li conoscete: Layla, No- nuovo.
body Knows You When You’re Down Pensate che di
and Out, Ellas Otha Bates’s (a.k.a. Bo questo cd/dvd dal
Diddley), Before You Accuse Me, Hey 1992 ne sono state
Hey di Bog Bill Broonzy etc. vendute 10 milio-
Il secondo disco audio contiene sei ni di copie.
“Outtakes & Alternative”, cioè una com- Alcuni hanno la-
binazione di canzoni che non compaio- mentato la man-
no nell’album (Circus, due takes di My canza di intensità
Father’s Eyes e Worried Life Blues), ol- rock dello show
tre a diverse versioni di quelle presenti. ma è un’opportu-
Il terzo disco è un DVD di 65 minuti nità di ascoltare
di trasmissione MTV Unplugged origi- Clapton in versio-
nale, remixato in 5.1 DTS audio. Ma la ne acustica .

CULT

PAPPAGALLO MORTO
La vita è un gioco. O vinci o perdi, sei quello che sei.

E ORA QUALCOSA DI COMPLETAMENTE DIVERSO


MONTY PYTHON E IL SACRO GRAAL
BRIAN DI NAZARETH
LIVE AT HOLLYWOOD BOWL
IL SENSO DELLA VITA
BRAZIL
LE AVVENTURE DEL BARONE MUNCHAUSEN
UN PESCE DI NOME WANDA
1969-1974 FLYNG CIRCUS
1972 MONTY PYTHON’S FLIEGENDER ZIRKUS

Basterebbe un film come “The Life of Brian” per mettere i


Monty Python nel nostro paradiso personale. Magari di
fianco ai fratelli Marx, anche loro con un tipo di comicità
simile, che esulava dalle regole classiche, prima tra tutte la
plausibilità. Imperdibili. Più “outsider” di così!! Max Stèfani
OUTSIDER 129

WE ARE
OUTSIDER
Il rock è qualcosa che mi disturba anche come termine.
ALBERTO CASTELLI Mi frastorna. È cacofonico, è impronunciabile.
Ha cominciato a scrivere di musica nel 1980 per “Il Mucchio Selvaggio” per poi passare a “Fare Mu- È inascoltabile e non mi diverte. (Emilio Fede)
sica”. Dal 1985 al 1995 ha scritto per “Rockstar”. Dal 1995 a oggi ha collaborato con “Musica!” e poi
“XL” di Repubblica. In questi anni ha scritto anche per “Blow Up” e “Liberazione”, mentre dal 2002 IL MEGLIO DELLA STAMPA ROCK
al 2008 ha diretto “Supefly” e dal 2005 al 2008 il “Sunny”, il giornale del festival Reggae europeo INTERNAZIONALE
Rototom Sunplash. Via San Domenico Savio 1, 73024 Maglie
Inoltre dal 2005 al 2010 ha diretto la collana di libri “Sconcerto” per Stampa Alternativa / Nuovi Tel. 0836 427478
Equilibri. Per Arcana ha pubblicato due libri: “Soul People –ritratti della musica nera” (2004) e “Afri-
ca Unite – Il sogno di Bob Marley” (2005). È una delle “voci” storiche di “Stereonotte”.
DIRETTORE:
Max Stèfani - max@outsiderock.com
MAX STÈFANI
Esordisce nel 1971 per la rivista di hi-fi “Suono”, dove cura la parte musicale Music Box fino al 1980. REDATTORI:
Nel 1976 dirige i primi due numeri di “Popster / Rockstar”. L’anno dopo fonda “Il Mucchio Selvag- Alberto Castelli - alberto@outsiderock.com
gio”, giornale che ha editato e diretto fino al febbraio 2011. Come editore ha creato anche “Rumore”, Giancarlo Trombetti – giancarlo.trombetti@alice.it
“Chitarre”, la rivista di cinema “Duel / Duellanti”, il sito “Rockol”. Ha scritto per “L’Europeo”, “La
PROGETTO GRAFICO:
Repubblica”, le riviste francesi “Starfix” e “Lesinrockptibles”. Da aprile 2012 a settembre 2013 ha co- Giulia Tessari
diretto con Paolo Corciulo “Suono”, curando solo la parte musicale.
IMPAGINAZIONE:
Giulia Tessari, Linda Robinson
GIANCARLO TROMBETTI
Inizia a vent’anni a scribacchiare per giornaletti minori e a divertirsi in radio; ma è dal 1979 in HANNO COLLABORATO A QUESTO NUMERO:
poi che tutto inizia a girare positivamente: “Rockstar”, “Tuttifrutti”, “Mucchio”, “Rockerilla”... riesce Gabriele Antonucci, Gabriele Barone, Pike Borsa,
a rifilare le sue cose un po’ a tutti. Dirige un paio di riviste Rock: “Metal Shock” e “Flash”. Nel 1988 Blue Bottazzi, Marco Calloni, Luciano Ceri, Marco
Drago, Federico Fiumani, Roberto Gallo, Luca Garrò,
molla la carta per la televisione e finisce in quel rifugio di peccatori che era Videomusic. Lavora
Andrea Hawkes, Pierluigi Lucadei, Daniel C. Marcoccia,
per TMC, poi per La7, Super Channel Europa, D+, apre DeeJay Tv, Sky. Rimbalza tra Milano, Roma Vittorio Pio, Emiliano Ra-B, Giancarlo Susanna,
e Londra. Nel mezzo riesce a gestire da direttore artistico un elenco spropositato di eventi speciali, Pierangelo Valenti, Paolo Vites, Carlo Zampolini
tra cui qualche centinaio di concerti che lui stesso sostiene: “avrebbe voluto vedere” in primo luo-
FOTOGRAFI:
go. Sopravvive ritirato in campagna come Cincinnato, collaborando su periodici dove vecchi amici
PG Brunelli, Getty Images, Chris Walter/Photofeatures
hanno il coraggio di ospitarlo, recentemente “Suono” e questo nuovissimo “Outsider” del buon Max.
TRADUTTORI:
Alessandra Maggi, Lorenzo Balducci,
Francesca Fiorucci

COMITATO DEI GARANTI:


SUL NUMERO DI MARZO DI OUTSIDER Roberto Gallo, Alessandra Maregatti

STUDIO LEGALE:
Mario Caverni, Andrea Di Pietro, Lucia Maggi

BO DIDDLEY AND QUICKSILVER MESSENGER SERVICE MEMORIES:


Si parte da una “Wild song” di Bo Diddley, Who Do You Love?, e si scivola dentro Fulvio Fiore

i Quicksilver di John Cipollina e sulla scena di Frisco di quei magici anni sessanta. DIRETTORE MARKETING, PUBBLICITÀ:
Tiziana Solidoro - tiziana@outsiderock.com

RY COODER DIFFUSIONE, ABBONAMENTI E ARRETRATI:


Un box appena uscito, peraltro deludente, ci offre lo spunto per fare una lunga diffusione@outsiderock.com
cavalcata sulla musica di Ry Cooder degli anni settanta. Si parte da Ry Cooder del DISTRIBUZIONE:
1971 fino a Borderline del 1980. 9 dischi uno più bello degli altri. Pieroni Distribuzione srl
Viale Vittorio Veneto 24 - Milano

NEXT BIG THING STAMPA:


Uno è Black Joe Lewis, l’altro King Krule. Il primo è un incrocio tra il garage Str press srl - P.zza Cola Di Rienzo 85 - 00192 Roma

rock, il proto punk di Detroit (MC5 e Stooges) e la musica nera. Il secondo mischia REGISTRAZIONE:
le influenze e gli stili più differenti, punk, elettronica minimale e ballate dark su Reg.trib. Milano N. 140 del 10.05.2013

ritmi dubstep, atmosfere trip-hop e arrangiamenti jazz. DIRETTORE RESPONSABILE:


Massimo Stèfani

ALLMAN BROTHERS OUTSIDER è una pubblicazione mensile della


In attesa della reissue di 6 cd del famoso Live at Fillmore del 1971, ecco Play All Revenge srl, via XX settembre 6, 73020 Cutrofiano (LE)
Sito internet: www.outsiderock.com
Night: Live at the Beacon Theatre 1992, due cd prodotti da Warren Haynes.
SPIRITUAL GUIDANCE:
John Belushi e Stefano Ronzani
JOHNNY WINTER
Esce il 25 febbraio True To The Blues, un cofanetto di 4-CD con 57 canzoni spal- Foto di copertina:
mate tra il 1968 e il 2011. Inediti del 1979 (Atlanta Pop Festival), del Fillmore East Mike Bloomfield // Sony

(1968)… © Revenge srl - Tutti i diritti di produzione sono riservati.


Chiuso in redazione il 24 gennaio 2014
PUNTI VENDITA
OUTSIDER
Edicole di MILANO e ROMA e dei tre aeroporti
di LINATE, MALPENSA e FIUMICINO.

BARI – New Records, Via Nicola de Giosa 59


BERGAMO – Bergamo musica, Via Nazionale 34, 4, Seriate
BIELLA – Paper Moon, Via Galimberti 37
BOLOGNA – Disco d’Oro, Via Galliera 23
BRESCIA – Kandinsky Shop, Via Tartaglia 49C C
BRINDISI – Quincy Music Store, via Giordano Bruno 21
CAGLIARI – Alta Fedeltà, Via Deledda Grazia a 27
CESENA – Rev-Up, Via Giovanni XXIII, 20
CHIAVARI – Oltrepiù, Via Entella 40/42
CONCORDIA SAG. – Sacco e Vanzetti, Via R. Candiani 75
EBOLI – Edicoleria Peter Pan, Via Tavoliello
lo 138
FERRARA – Giornali e Tabacchi, Corso della
ella Giovecca 99
FIRENZE – Contempo / Data Records 93, 3, Via Dei Neri 15R
FIRENZE – Zazie Dans/Spazio Alfieri, Via ia dell’Ulivo 6
GENOVA – Disco Club, Via San Vincenzo zo 20
JESI – Transylvania, Costa Mezzalancia 2
LECCE – Libreria Palmieri, Via Trinchese 62
MACERATA – Juke box all’Idrogeno, Corso Italiana Repubblica 45
MILANO – Buscemi Dischi, Corso Magenta 31
MILANO – Libraccio, Viale Vittorio Veneto 22
MODENA – Dischi in Piazza, P. Mazzini 345
PADOVA – Green Records, piazza De Gasperi 9
PALERMO - Macaione, Via Marchese di Villabianca 102
PAVIA – Libreria CLU, via San Fermo 3A
PESARO – Plastic, Via Passeri Giambattista 31
PIACENZA – Alphaville, Via del Tempio 50
PORDENONE – L’Edicola del Corso, C.so Vitt. Emanuele II, 19B
PORTO SAN GIORGIO – Mingus, viale Bruno Buozzi 33
POTENZA – Comicstore, Via Mazzini 119
PUTIGNANO – Spaziolibridischi, C.so Vitt. Emanuele 10
RAVENNA – ROK, via IV novembre 23 b/d
REGGIO EMILIA – Tosi, Via Emilia S. Pietro 157
ROMA – Transmission, Via dei Salentini 27 UNISCITI
ROMA – Doctor Music, Via Catone 44 A NOI!
SALERNO – Disclan, Corso Vittorio Emanuele 100
TARANTO – Libreria Dickens, Via Gastone Mezzetti 17 Negozi interessati a diventare
TORINO – Back Door, Via Pinelli Pier Dionigi 45A un nostro “Punto vendita”
TORINO – Rock and Folk, Via Bogino 4 possono scrivere a:
TORINO – Edicola del portico, C.so Eusebio Giambone 14C diffusione@outsiderock.com
TRENTO – Rivisteria, Via San Vigilio 23
VARESE – Record Runners, Via Albuzzi 8
VERONA – Dischi Volanti, Via Fama
VIAREGGIO – Mondo Disco, Viale Margherita 26
WILD THING
“Wild Thing” è la mia biografia ma soprattutto la storia della rivista “IL MUCCHIO SELVAGGIO” dal momento in cui l’ho fondata nel 1977
fino a inizio 2012, quando mi sono messo nelle condizioni di farmi dimettere.
Con tutti i retroscena, gli interventi di tanti collaboratori, il perchè di certe scelte, la storia di molte firme storiche, chicche, curiosità, foto
originali, copertine storiche (Berlusconi, il Papa…).
Senza peli sulla lingua come da sempre nel mio stile. Pane al pane e vino al vino.
Ma è anche molto di più. E’ la storia di chi ha scritto, fatto vedere o sentire musica rock in Italia dal 1960 ad oggi. Con gli interventi dei
diretti protagonisti.
Stampa (da “Ciao 2001” a “Muzak” fino a “Popster/Rockstar”, “Rumore”, “Blow Up”, “Rocksound” etc), radio (“Count Down”, “Bandiera
Gialla”, “Per voi Giovani”, “Stereonotte”….), siti web (“Rockol” “Rock It”…), grandi storici concerti
(Led Zeppelin, Clash, Patti Smith, Bob Marley…),
locali, negozi….
Compreso una lista dei migliori dischi
dal 1960 ad oggi, e dei migliori film
dal 1977.

Max Stèfani

“Wild Thing” è un librone di 330 pagine, a colori, illustrato con 708 foto,
cartonato, dal peso di 1.600 grammi, formato gigante 30x24 cm.

E’ ordinabile all’indirizzo diffusione@outsiderock.com al prezzo di 40 euro,


comprese le spese di spedizione, in copie autografate e personalizzate.
Oppure, a prezzo più basso, nelle varie combinazioni legate all’abbonamento alla rivista Outsider.
ST. VINCENT
il nuovo album dal 25 febbraio 2014

CD / LP LTD EDITION / DOWNLOAD

www.ilovestvincent.com

www.universalmusic.it