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I moti della terra.

La Terra non è statica nello spazio, ma compie alcuni movimenti (moti) molto
importanti per l'osservazione astronomica e per i fenomeni che da essi ne
scaturiscono. Moto di rotazione - porta la Terra a girare su se stessa in senso
antiorario (da Ovest verso Est), attorno ad un asse inclinato di 23,5° e passante per i
poli Nord e Sud. Da esso derivano l'alternanza del giorno e della notte e l'apparente
moto del cielo. Dura circa 24 ore (giorno). Moto di rivoluzione - il moto orbitale che
il nostro pianeta compie attorno al Sole in un arco di tempo pari a 365,25 giorni
(anno), e che avviene secondo una traiettoria di forma ellittica che lo porta ad una
distanza variabile da un massimo di 152 milioni di km (afelio) e ad un minimo di 147
milioni di km (perielio).

Precessione degli Equinozi.


I moti terrestri non sono regolari, ma subiscono delle leggere variazioni che alla
lunga, se non corretti, porterebbero ogni stagione ed il calendario a non
corrispondere più con gli stessi fenomeni astronomici da cui dipendono.

In primo luogo la rotazione della Terra, che subisce rallentamenti per effetto delle
maree, seguita dall'asse terrestre, che a causa dell'attrazione gravitazionale
esercitata sulla Terra dal Sole e dalla Luna, descrive nel tempo un movimento in
senso contrario a quello orbitale, simile a quello di una trottola, disegnando appunto
un cono di apertura di 23,5°.

Una conseguenza sarà allora la migrazione del polo Nord celeste, attualmente
rappresentato grosso modo dalla Stella Polare, che varia descrivendo un cerchio
nell'arco di circa 26000 anni e puntando a stelle differenti. Oscillando l'asse trascina
con sè anche l'equatore che perciò seguendo l'identico movimento modificherà
pure le intersezioni del piano equatoriale con l'eclittica e dunque i nodi orbitali.
La conseguenza principale di questo fenomeno, detto precessione degli equinozi è
che i punti equinoziali vengono raggiunti ogni anno in anticipo dal nostro pianeta (20
minuti prima). Tutto ciò si ripercuote sui sistemi di coordinate astronomiche che si
contano a partire dal punto d'ariete (equinozio di primavera), che variando la
propria posizione celeste trascina con sè tutti gli altri valori facendo quindi slittare
anche il percorso apparente del Sole rispetto ai 12 segni zodiacali.
Questo fenomeno introduce inoltre l'Anno Tropico la cui durata è di 365,24 giorni,
che rappresenta l'intervallo di tempo fra due successivi passaggi della Terra
all'equinozio di primavera, e che quindi risulta essere inferiore all'Anno Siderale di
circa 20 minuti. Su di esso è basato l'Anno Civile, che essendo di 365 giorni necessita
dell'aggiunta di un giorno ogni quattro anni per compensare la differenza di 6 ore
con quello tropico. Ciò si ottiene con l'introduzione dell'Anno Bisestile di 366 giorni,
che appunto contiene quel giorno in piu' inserito per consuetudine il 29 di febbraio.