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Il Consiglio Superiore Della Magistratura

Il Consiglio Superiore della Magistratura è un organo di rilievo costituzionale, cui spetta


il compito di garantire l’autonomia e l’indipendenza della magistratura ordinaria.
La Costituzione ha scelto di attribuire tutte le decisioni più significative sulla carriera e sullo
“status” professionale dei magistrati a tale organo, la cui caratteristica fondamentale è
l’autonomia dagli organi di indirizzo politico di maggioranza.
Un ordine giudiziario autonomo e indipendente costituisce, infatti, una caratteristica
fondamentale, sul piano organizzativo, dello Stato di diritto, in quanto realizza il principio
della separazione dei poteri.
“Spettano al CSM, le assunzioni, le assegnazioni ed i trasferimenti, le promozioni e i
provvedimenti disciplinari nei riguardi dei magistrati”. (Articolo 105 Cost).

LA COMPOSIZIONE

Il CSM è composto da:

- il Presidente della Repubblica, che ne è membro di diritto, in ragione della funzione


svolta, e lo presiede.
- il Primo Presidente della Corte di Cassazione, che ne è membro di diritto, in ragione
della funzione svolta
- il Procuratore generale presso la Corte di Cassazione, che ne è membro di diritto, in
ragione della funzione svolta
- 16 magistrati
- 8 professori ordinari in materie giuridiche o avvocati con almeno 15 anni di esercizio della
professione.
Il Vicepresidente del CSM è eletto fra i componenti sostituisce il Presidente della Repubblica
in caso di assenza o impedimento, esercita le funzioni che questi gli delega nonché quelle
previste dalla legge o dal regolamento interno (quali, ad esempio, la predisposizione
dell’ordine del giorno e la presidenza del Comitato di presidenza).

LE FUNZIONI DEL CSM

Le funzioni del CSM sono previste dalla Costituzione (artt. 104 ss.), che stabilisce che la
magistratura è autonoma e indipendente da ogni altro potere dello Stato (cioè quello legislativo
ed esecutivo) e disciplina il CSM, l’organo, cioè, chiamato a garantire questa autonomia e
questa indipendenza.
Ciò avviene affidando esclusivamente al CSM l’adozione di tutte le decisioni che riguardano la
vita professionale del magistrato e, più in generale, l’amministrazione della giustizia.
Sottraendo agli altri poteri dello Stato le competenze ad esempio su nomine, promozioni,
trasferimenti, si evita il rischio che le decisioni assunte dai magistrati nell’esercizio delle loro
funzioni possano essere “influenzate” da timori sulle ripercussioni politiche delle scelte stesse
sulla carriera.
Il Consiglio decide quindi su tutti gli aspetti della vita professionale del magistrato:
- l’accesso e il tirocinio
- le progressioni in carriera
- la formazione
- lo svolgimento di incarichi extragiudiziari
- i trasferimenti ad altra sede o altre funzioni
- il collocamento fuori del ruolo organico
- la nomina a incarichi direttivi (o semidirettivi)
- le assenze e i congedi
- il collocamento a riposo
- l’irrogazione di sanzioni disciplinari.
Le nomine dei dirigenti degli uffici sono l’unico caso in cui il Ministro della Giustizia interviene
nel procedimento, esprimendo il “concerto”, una sorta di parere necessario sul magistrato
individuato dal Consiglio. Ciò si giustifica perché, secondo l’art. 110 Cost., il Ministro della
Giustizia è competente per l’organizzazione e il funzionamento dei servizi relativi alla giustizia.
Pertanto, poiché i dirigenti degli uffici giudiziari hanno notevoli poteri in materia organizzativa, è
coerente che il Ministro della Giustizia possa esprimere la propria valutazione.
Inoltre, il CSM ha rilevanti poteri in materia di organizzazione degli uffici e informatica giudiziaria,
poiché – ferme restando le competenze del Ministro della giustizia – stabilisce le regole generali,
oggettive e predeterminate, per l’assegnazione dei giudici alle sezioni e dei procedimenti ai
singoli giudici, così tutelando l’autonomia del giudice da interferenze esterne e il principio
costituzionale della pre-costituzione del giudice (art. 25 Cost.).
Infine, il CSM ha il potere di dare pareri al Ministro della Giustizia (su richiesta dello stesso) sugli
atti normativi all’esame del Parlamento e di formulare proposte di legge a quest’ultimo. Deve,
ovviamente, trattarsi di materie direttamente o indirettamente connesse all’ordinamento
giudiziario e al funzionamento della giustizia.
Il CSM svolge le funzioni sopra indicate sia per i magistrati ordinari sia per quelli onorari.
La particolare collocazione del CSM nell’ambito dei rapporti fra poteri dello Stato ha come
conseguenza che il Consiglio stesso non rientra nel novero delle pubbliche amministrazioni che
fanno capo al Governo dello Stato o delle regioni.