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ANDREA BIASOTTO

Relazione corso “Tecnica e consapevolezza corporea” a.a.2019-20

Il sassofono e la corretta postura

Il sassofono è uno strumento musicale aerofono ad ancia semplice ideato dal belga Adolph Sax nel 1840 e
brevettato nel 1846. Nonostante il corpo di questo strumento sia in ottone, esso viene inserto nella famiglia
dei legni poiché ha come antenati il flauto e il clarinetto da cui eredita la sua struttura. L’
inventore adottò l’ottone come materiale poiché questo innovativo strumento veniva utilizzato in
particolare nell’ orchestra di fiati militare, per cui serviva un materiale che non presentasse problematiche
legate all’ usura, al clima e all’ umidità che rendono invece il legno materiale poco adatto e pratico. Il suono
viene prodotto tramite la vibrazione dell’ancia semplice sul bocchino, l’altezza invece grazie la variazione del
flusso della colonna d’ aria.
Data la sua recente creazione, non esistono dei veri e propri manuali e studi dedicati alla corretta postura da
adottare per il musicista, tuttavia esistono regole universalmente accettate che ogni saxofonista e musicista
dovrebbe conoscere ed applicare al suo studio e alla vita quotidiani.

Esistono più tipi di saxofono, inizialmente 14 ma ora 6 sono ancora in uso, che si diversificano per
dimensioni, peso e registro, parametri che variano tra una marca e l’altra e dal tipo di materiale con cui
sono stati realizzati. Generalmente sono in ottone, di cui abbiamo i parametri scritti qui sotto, ma possono
essere anche in rame, bronzo o un misto dei tre materiali. I più utilizzati sono 4:

Sax soprano Sax contralto Sax tenore Sax baritono


1, 43 kg 2, 54 kg 3, 3 kg 5, 4 kg
69 cm 64 cm 73 cm 102 cm

Molto importante è quindi tenere conto della corporatura del musicista dato che, come possiamo vedere,
peso e dimensioni di alcuni sassofoni richiedono un discreto impegno fisico. Il
saxofono soprano, ad esempio, è quello meno pesante e quindi più facile da sostenere per il nostro corpo e
impegna invece maggiormente rispetto agli altri tipi di sax dal punto di vista della pressione che deve avere
l'aria durante la emissione del suono. Il saxofono contralto è quindi lo strumento che di norma viene
utilizzato per iniziare gli studi per la sua facilità nell’ emissione, che lo rende lo strumento più confortevole.
Diversamente, lo studio del saxofono tenore, baritono o basso, il quale supera gli 8 kg, può essere
abbastanza scomodo e faticoso per chi ha una corporatura esile o mani piccole come me.

Fortunatamente, per sostenere il peso di questo strumento sono stati progettati dei collari/collarini di vari
tipi per sostenerne il peso e renderne lo studio più agevole e confortevole, anche se il saxofono soprano
può anche essere suonato senza l’aiuto del collare. Per chi invece soffre di disturbi alla cervicale e per chi
suona saxofoni più pesanti come il baritono o il basso, o per chi ha una corporatura esile, sono state
realizzate delle imbragature che invece di scaricare il peso direttamente sul collo distribuiscono il peso sulla
schiena e sulle spalle. Sono state anche da poco aggiunte al commercio delle tracolle che liberano la
colonna cervicale e vertebrale dalla pressione e scaricando il peso sul torace, all’altezza dello sterno. In
questo modo si evitano problemi alle spalle e al collo e riducono i problemi legati alla postura.

Inoltre per rendere lo studio o un’esecuzione in pubblico del musicista meno faticosi, alcuni strumenti come
il saxofono baritono e basso sono dotati di un puntale per appoggiare lo strumento a terra. In questo modo
si evita di sostenere il loro peso continuamente con le spalle e la schiena, come si fa anche con altri
strumenti come il violoncello e il contrabbasso. Hanno poi realizzato anche dei supporti anche per i
saxofoni dove poter momentaneamente appoggiare lo strumento.

Tutti questi accessori non sono altro che aiuti per il nostro corpo a mantenere una posizione corretta e a
non incorrere in problematiche posturali e lesioni che a volte possono essere anche gravi.
La postura in genere più adottata dal saxofonista per la sua comodità nel sostenere il peso dello strumento
è da seduti. Questa però, se scorretta, può causare la compressione dei muscoli e degli organi dell’apparato
respiratorio, limitando la portata d’ aria. La postura ideale è quindi quella eretta, in quanto la gabbia
toracica non viene compressa ed è libera di approvvigionarsi di aria. Si
devono inoltre aprire le spalle allargando così i gomiti e il torace ma senza irrigidire spalla e braccia,
altrimenti si rischia di contrarre dolori come ad esempio la tendinite, ovvero l’infiammazione dei tendini,
strutture del tessuto connettivo elastico che lega i muscoli alle ossa, problema comune per chi suona uno
strumento a fiato e sostiene il peso con le braccia, compiendo quindi sollecitazioni ripetute e alterazioni
degenerative. La testa deve essere dritta, parallela con il corpo, e bisogna rilassare gli addominali per
permettere un maggiore incameramento d’ aria. I musicisti infatti tendono ad ingobbirsi restringendo i
pettorali, ciò dovuto al restringimento del trapezio; per evirare ciò è necessario mantenere attivo il dorsale,
muscolo di forma triangolare collocato sotto l’ascella che forma il grande dorsale, il muscolo più esteso del
corpo.
Muscolo trapezio Muscolo dorsale

A tale proposito, la posizione ottimale per il saxofonista è compatibile a tadasana (posizione in piedi), che
nello yoga rappresenta una condizione di centralità usando solo e sempre strutture muscolari indispensabili
col minimo sforzo. Essa fa parte delle asanas, ovvero posture psichiche poiché la mente è coinvolta al 100%
insieme al corpo (dualità corpo-mente).
Mente e corpo si uniscono e collaborano alla ricerca di equilibrio con consapevolezza e determinazione, un
po' come abbiamo cercato di fare noi durante le lezioni del corso e come tutti i musicisti dovrebbero fare.
Tadasana si esegue portandosi in piedi con le gambe separate all’altezza dei fianchi, i piedi paralleli sulla
stessa linea dei fianchi. Contrarre poi il medio gluteo, in modo che gli ischi (ossa che fanno parte dell’anca)
si stringono fornendo sostegno alla base della colonna vertebrale. Gli addominali hanno il compito di
spingere indietro il bacino di 45° in modo da permettere alla colonna vertebrale di formare la curva
lombare. Mantenere le spalle rilassate ed indietro, la testa in linea con la colonna e il mento parallelo al
suolo e lasciare andare le braccia lungo i fianchi ruotando i palmi delle mani in avanti, continuando ad
immaginare di essere appesi ad un filo che ci porta ad allungare la colonna vertebrale e il collo verso l’alto.

Per capire se la stai eseguendo correttamente mettiti in piedi, appoggia la parte posteriore dei talloni, l’osso
sacro e le scapole (ma non la nuca) a contatto con una parete e ripeti le istruzioni precedenti. Oppure, come
ho potuto sperimentare a lezione, ci si distende su un tappetino con la schiena contro il pavimento,
verificando così la presenza o meno di problemi alla curva lombare. Tadasana è molto
utile per comprendere il corretto allineamento del nostro corpo, oltre a correggere cattive abitudini
posturali e significa letteralmente “Posizione della Montagna” (Tada = montagna e Asana = posizione.)
Quindi è necessaria una corretta postura, e un continuo sostenere la colonna vertebrale da parte dei
muscoli dorsali, addominali, bicipiti, tricipiti, quadricipiti, spalle, trapezio, glutei e scapole, tutti muscoli in
sinergia fra loro.

Io personalmente come musicista durante le mie ore di studio suono prevalentemente seduta. Questa
posizione ricorda la posizione di yoga utkatasana, ovvero la posizione della sedia.
La nostra postura normalmente prevede un disallineamento dell’asse verticale, per cui l’essere umano non
potrebbe stare seduto in quanto la pressione sui dischi intervertebrali aumenta del 50%. Le gambe quindi
devono spingere, il peso deve essere scaricato sui piedi che devono essere perpendicolari alle ginocchia,
tenere il busto eretto (dritto ma non troppo per mantenere la curva lombare e la cifosi dorsale) per
sorreggere la colonna vertebrale, tenere indietro il bacino e le gambe devono formare un angolo superiore
ai 90°. In questa posizione è importante mantenere la lordosi lombare e sentire il peso su gli ischi, il
mediogluteo deve stringersi e continuare a lavorare con i quadricipiti e la posizione deve essere bilanciata,
ovvero il peso sui due lati destro e sinistro deve essere uguale.
Bisogna inoltre favorire, stando seduti, il mantenimento delle 4 curvature della nostra colonna vertebrale (2
cifosi e 2 lordosi). Tutto questo deve avere come obbiettivo ottenere una condizione di equilibrio che
rispetti la funzionalità: massima resa e minimo sforzo.

Se la postura è sbagliata e non forniamo al nostro corpo la giusta quantità di ossigeno e non lo poniamo in
una posizione di equilibrio che ne renda fluida la circolazione, i muscoli inizieranno a non funzionare come
dovrebbero, compromettendo l’efficienza del sistema. Bisogna quindi mantenere sempre controllata la
propria postura e, per i musicisti, al termine della sessione di studio eseguire esercizi di yoga per rimettere
in ordine il corpo.
1. Controllo del piano frontale: in questo modo si controlla la posizione delle spalle e verificare che
non sia presente una forma di scogliosi;
2. Controllo del piano sagittale: controllo della posizione di profilo e si verifica se la presenza dell’iper
lordosi, cioè l’infossamento profondo nella regione lombare e cervicale, o la retroversione del
bacino, ovvero il movimento erroneo del bacino la cui parte più alta viene sospinta indietro;

iperlordosi retroversione del bacino

3. Piano trasverso: controllo dalle scapole per vedere se sono in fuori o nella loro corretta posizione.

Controllando la mia postura con il mio strumento, ho potuto osservare che:

1. Sul piano frontale noto che le spalle non sono perfettamente allineate, inoltre non sono in una
posizione di rilassamento ma sono in tensione e verso l’interno, tendo a chiuderle in avanti. Questo
posso osservarlo anche senza il saxofono. Inoltre si può vedere rigidità anche sulla bocca, in quanto
la mia mandibola è tesa e proiettata in avanti, e sulle braccia i cui muscoli sono contratti ed in una
posizione non naturale. Anche il collo non è in linea con la colonna vertebrale ma è inclinato.
2. Sul piano sagittale posso vedere che la mia schiena è rigida, e le spalle e il collo non sono proiettati
verso l’alto ma in avanti. Ciò mi provoca rigidità e quindi più difficoltà a rilassare anche il torace e
quindi incamero meno aria di quello che potrei fare al massimo delle potenzialità, e a lungo andare
può causarmi problemi ai cervicali e alla schiena (cervicalgia e lombargia). Questo problema è
evidenziato ed aumentato dal collare che i saxofonisti utilizzano per sorreggere lo strumento e che
si posiziona sul collo per sostenere il peso dello strumento. L’ideale è la nuova tracolla di cui
abbiamo parlato in precedenza che aiuta al mantenimento corretto della posizione delle spalle e a
non irrigidire la schiena e il torace, dilatando così la gabbia toracica ed evitando così di scaricare il
peso sul collo che con il tempo tende a non essere allineato ma teso in avanti. Secondo la
Biomeccanica del respiro dello yoga, il muscolo principale utilizzato nella respirazione è il
diaframma che inspirando spinge giù e può trovare sia una parete addominale tonica, quindi si
dilatano le costole e il torace e favorendo perciò un maggiore incameramento d’aria dei polmoni;
che organi che venendo spinti vanno verso l’esterno, gonfiando la pancia se l’addome cede. Nello
yoga, la respirazione non deve mai essere addominale, così come la corretta respirazione di noi
musicisti, e in questo specifico caso di noi sassofonisti. Si deve infatti muovere il torace, la gabbia
toracica si espande insieme ai polmoni che si riempiono maggiormente d’aria. In questo modo il
musicista stesso si sentirà meno stressato ed irrigidito ottenendo una maggiore resa con respiri più
profondi ed equilibrati.
Un buon esercizio per allargare le spalle che durante lo studio con il mio strumento sono stressate e
irrigidite, è quello di appoggiare una mano contro il muro e spingere verso l’esterno, come se volessi
allontanarlo. In questo modo allarghiamo anche la gabbia toracica.
Osserviamo ora di un sassofonista quando studia con il sassofono soprano, considerato il sax più
leggero da sostenere, insieme al sopranino, tanto che io di solito lo suono senza l’ultilizzo di un
collarino.
1) Sul piano frontale vediamo due esempi di come solitamente viene suonato il sassofono soprano. Nel
caso della prima foto vediamo che essendo leggero rispetto agli altri sassofoni, è più facile adottare
posizioni non corrette, come scaricare il peso su una sola gamba rispetto che ad un uguale
scarivcamento del peso su entrambi i piedi. Inoltre vediamo che in genere i sassofonisti, soprattutto
quando sono sottoposti a stress, tendono ad irrigidire molto le spalle, alzandole, e irrigidendo così
anche il collo (questo non solo con il sassofono soprano, ma essendo possibile suonarlo anche senza
collarino è più frequente questa rigidità). Quindi, se si è consapevoli di suonare questo strumento per
molto tempo, è preferibile indossare il collarino per permettere maggior riposo alle spalle ed alle
braccia che devono sorreggere lo strumento, provocando rigidità.

Sul piano frontale sarebbe meglio adottare la posizione della seconda foto, abassando e rilassando le
spalle, e tenendo il collo allineato alla colonna vertebrale.

SBAGLIATO CORRETTO
2) sul piano sagittale possiamo vedere che il collo è inclinato in avanti, e anche la colonna vertebrale è in
tensione. Per questi motivi il musicista che non controlla che la sua posizione sia in equilibrio e bilanciata
in entrambi i lati può incorrere in gravi problematiche alla schiena, alle braccia e al collo, parti del corpo che
vengono messe molto sotto stress durante lo studio o un esecuzione.

Terminata la sessione di studio è quindi necessario riallineare tutto il nostro corpo, rimettendolo in
equilibrio, in uno stato di funzionalità: massima resa e minimo sforzo.