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PAROLE CHIAVE

DELLA PROGETTAZIONE URBANISTICA

Partiamo da quelli che sono oggi i caratteri del progetto urbanistico

1) AMBIENTE: la dimensione ambientale, non è piu complementare al


progetto, ma diventa parte integrante di esso.

2) BENI TERRITORIALE: capire il territorio, capire quali sono i beni


pubblici e quali quelli privati. Conoscenza del proprietario del suolo in cui
progetto.

3) CARTOGRAFIA: fondamentale per la lettura del territorio. Quali


sono, come usarle quali usare e quali non usarle.

4) DISEGNO URBANO: alla base della tecnica urbanistica , ci permette


di ragionare su uno spazio definito , progettare parallelamente con spazio
costruito , spazio aperto e spazio di relazione.

5) EDIFICI: tipologie piu indicate. In coerenza con il territorio, oggi si


preferiscono strutture sostenibili (integrate con l'ambiente)

6) FORME INSEDIATIVE: studio della logica che ha portato alla


realizzazione di un certo assetto urbanistico del territorio e della città.
Indispensabile per progettare nelle zone di espansione (nuove zone che
dovranno essere integrate con le vecchie).

7) GEOGRAFIA

8) HABITAT: posizione, condizioni climatiche da integrare con il


progetto (progettare sulla costa è diverso dal progetto in montagna)

9) IMMAGINE URBANA: ''forma urbana'' , gli elementi che


compongono la città. Componenti dell'immagine (parchi, parcheggi,
centro storico…). Es. Espansione di un porto, è necessario confrontare la
vecchia immagine con la nuova, per evitare di compromettere il territorio.

10) LUOGO: è alla base del progetto , in quanto operare su un centro


storico sarà diverso dall'operare su un altra zona ( Urbano, ExtraUrbano)

11) MOBILITA: ragionare sulle reti

12) NORMATIVA: l'urbanistica deve dare un assetto normativo al


territorio, l'urbanistica è normativa e tutto il territorio va normato.
Vengono introdotti i VINCOLI URBANISTICI

Divieto di modificare, costruire, intervenire in certi ambiti


Vengono inseriti dove la ''comunità'' è debole.
Sono quindi un aspetto NEGATIVO, è necessario evitare di inserire un
vincolo mantenendo la valenza del luogo. La gestione del territorio
attraverso una logica progettuale risulta migliore rispetto all'inserimento di
un vincolo

13) OPERE DI URBANIZZAZIONE: opere che garantiscono la minima


abitabilità

14) PIANIFICAZIONE TERRITORIALE E URBANISTICA

15) QUALITA': ragionare sulle qualità ( quanti abitanti sono insediati,


quantità minime) (quantità/soglie)

16) REGOLE MORFOLOGICHE: Utilizzo queste regole per rendere


l'intervento coerente nel territorio

17) SERVIZI: ( non secondari ) è di fondamentale importanza integrare i


nuovi servizi con i vecchi

18) TESSUTO URBANO: Permette di leggere lo sviluppo della città


negli anni
19) URBANISTICA

20) VERDE URBANO: Non va visto come aspetto secondario ma


rappresenta un vero e proprio standard urbanistico.Per Standard
Urbanistico si intende una quota di servizio inderogabile (quote previste
per legge). Vanno visti come spazi abitativi in modo da innalzare la qualità
della città; il verde è quindi un opportunita.

Esempio di pedonalizzazione nell’area centrale di Monaco


(prima e dopo l’intervento).

21) ZONIZZAZIONE: Tutto il territorio viene diviso in zone con 5


categorie fondamentali. La zonizzazione può essere funzionale e
morfologica
A-AMBIENTE
Nella lingua italiana la parola ambiente indica quella porzione di spazio
fisico che circonda ogni organismo, e con la quale ogni organismo
interagisce. Il suo significato risulta pero molto più ampio.

Sviluppo sostenibile
E' necessario valutare la capacita di carico dell'intervento in modo da non
andare contro alla capacita di carico dell'ambiente. Sara quindi opportuno
valutare l'incidenza del progetto sull'ambiente (prevedere nel progetto la
valutazione ambientale).
La dimensione ambientale non deve andare in crisi.

Ambiente

Ecologia
Scienza che studia il rapporto tra gli essere umani e l'ambiente,
mentre il sistema ecologico o ecosistema è l'insieme dei fenomeni e delle
organizzazioni intessute fra gli organismi animali,vegetali e minerali, intesi
nella loro dimensione complessiva.

Tutela ambientale

Sviluppo sostenibile
(modalità di sviluppo in grado di soddisfare i bisogni delle
generazioni presenti, senza compromettere quelli delle generazioni
future)
Il grado di trasformazione antropica può essere descritto attraverso i
termini di Territorio e Paesaggio. Il primo ( Territorio ) sta ad indicare
l'estensione fisica sulla quale si attestano le azioni umane , lo spazio
dell'agire, dell'abitare, del produrre; una dimensione oggettiva e
concreta,delimitata da confini e segni di riconoscimento.
Il territorio è il luogo in cui gli essere umani vivono e trasformano le
risorse in esso presenti.
Il territorio è il primo supporto delle trasformazioni operate dalle
attività pianificazioni e progettazioni urbanistiche. E' una porzione di
terreno sufficientemente estesa ma, pur tuttavia, ben individuabile per
caratteristiche e conformazione.

Paesaggio Agrario Decreto Legislativo 42/04


Codice dei beni culturali
PAESAGGIO Geografico e del paesaggio

Culturale
Alcuni tipi di progetto avranno senso solo in determinati luoghi. Il
paesaggio permette di mantenere alta l'entità del luogo ( la storia del
territorio ).
Il passaggio successivo è quindi la PROTEZIONE DEL PAESAGGIO.
Le trasformazioni delle condizioni ambientali e i loro impatti sui territori
possono accusare diversi gradi di criticità e quindi richiedere una gamma
di provvedimenti volti ad assicurare la tutela, il controllo e la gestione. Ciò
può essere effettuato con:
-Nuovi strumenti di governo del territorio ( accanto ai piani urbanistici e
territoriali)
-Piani di settore, piani ambientali, piani di bacino introdotti con la legge
quadro del 17 agosto 1942 n 1150. Ad essi si aggiungono gli studi di
fattibilità ambientale, derivanti dall'applicazione della Legge Merloni, e gli
strumenti di valutazione introdotti dalle direttive comunitarie,come la
valutazione di impatto ambientale ( VIA ) e la Valutazione ambientale
strategica (VAS) per verificare la coerenza delle proposte programmatiche
e pianificatorie con gli obiettivi di sostenibilità.

B-BENI TERRITORIALI

Nella disciplina giuridica il termine bene viene inteso come oggetto di


diritto, che non racchiude in sé solo oggetti fisici ma anche beni
immateriali, attività, creazioni intellettuali, energie. In particolare, la
disciplina giuridica individua, tra i beni che riconosce a vario titolo come
oggetti di diritto , i beni territoriali. Essi possono essere definiti come
l'insieme di tutti i beni presenti sul territorio, naturali o prodotti da
trasformazioni umane , a cui si riconosca appunto, un valore. In
urbanistica le scelte compiute dal soggetto pubblico incidono fortemente
sul valore del bene privato e al contempo, l'iniziativa privata si ripercuote
sull'equilibrio della comunità in modo estremamente rilevante.
Vengono inseriti tra i beni pubblici anche quelli ambientali in virtù delle
caratteristiche da essi possedute. Su questa logica, i beni ambientali, sono
suddivisi in beni demaniali e beni patrimoniali disponibili o
indisponibili.

Appartengono alla
Necessari stato o a enti
territoriali
Demaniali
Destinati a uso Eventuali Non soddisfano
pubblico I bisogni collettivi
In modo diretto
Ambientali
Indisponibili
possono appartenere
a qualsiasi ente pubblico
Bene Pubblici Patrimoniali vincolati ad una destinazione
Strumento, servizio di utilità pubblica
o bene materiale la cui
fruizione è aperta a più Disponibili
soggetti, ma per la quale beni di proprietà
non esiste rivalità nel privata di un
consumo. ente Pubblico
( palazzi Municipali ecc)
Beni culturali Beni che possiedono valori
Estetici, spirituali, storici
e simbolici
I beni territoriali sono riconducibili a 3 categorie. Individuali Singoli immobili
Ville, parchi ecc...
Bellezze naturali/ambientali
Di insieme
Complessi di immobili
panorama ecc..
Beni Territoriali Beni Storico-Culturali

Beni Immobili (marchi di fabbrica,invenzioni ecc)

Lo Stato, tramite deroghe, controlla il territorio e lo sviluppo edilizio.


<<La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura, la tutela del paesaggio e del
patrimonio storico e artistico della nazione>>

C-CARTOGRAFIA

La Cartografia è storicamente definita come l'arte di descrivere lo spazio


fisico su un supporto cartaceo. La sua finalità è quella di allestire carte utili
alla lettura e alla conoscenza della superficie terrestre o di una sua
porzione.
Babilonesi/egizi

Evoluzione storica Greci

Europa Medievale
Invenzione della stampa

Oggi ( utilizzo di droni , google maps , laser scan…)

Le carte possono essere classificate in base ai :

Generali : in cui abbiamo grandi quantità di particolari di


interesse comune. (es Carte Fisiche e Politiche)La più
-CONTENUTI diffusa è quella topografica ( in ambito urbanistico)

Tematiche : Trattano temi precisi,descrivono la distribuzione


di un particolare fenomeno sul territorio.

Tratto: disegnate sulla base di misure effettuate


sul terreno
-TECNICHE DI
RAPPRESENTAZIONE Fotografiche satellitari ( montaggi di
fotogrammi o immagini satellitari)

A scala territoriale (1:100000 – 1: 10000)


-SCALA DI Si riferiscono a regioni o a grandi porzioni di territorio
RAPPRESENTAZIONE Urbana (1:10000 – 1:1000) ( 1:5000-1:2000)
Permettono di lavorare dai piccoli ambiti di quartiere fino all'area metropolitana
Di Dettaglio ( 1:500 )
Evidenziano oltre alla morfologia e alla tipologia edilizia
anche i principali caratteri dello spazio pubblico

Le carte propongono un'interpretazione della realtà,selettiva e parziale,


ricorrendo spesso a simboli e convenzioni grafiche, opportunamente
riportati in una legenda che diventa la chiave interpretativa della carta
stessa. Possiamo distinguere tre grandi famiglie di segni convenzionali : il
punto , la linea e la superficie.

La temporalità del progetto è fondamentale per scandire le varie fasi. Un


Cronoprogramma permette una migliore definizione dell'obiettivo di
progetto, tuttavia non sempre viene svolto.

Lo scopo dei disegni tecnici è quello di trasmettere la possibilità di


realizzare un progetto,di costruire un oggetto ,un edificio, un quartiere.
I disegni grafici sono quindi uno strumento Fondamentale della
progettazione e ne costituiscono il preludio cognitivo. Essi consentono
di indicare le dimensioni reali del progetto,di passare dall'idea
fondatrice alla verifica della sua realizzabilità.
Tra i vari tipi di disegni tecnici abbiamo:
-Planimetria -Sezione -Prospetto
-Assonometria
Oggi il render finale in 3d risulta di grande importanza rispetto a tutto il
progetto.
D-Disegno Urbano

Il disegno è il mezzo attraverso il quale un prodotto intellettuale viene


elaborato e comunicato, dapprima per chiarire le intenzioni e le idee a se
stessi e quindi per approfondirle, verificarle e condividerle con altri
interlocutori, destinatari del messaggio e dei contenuti da trasmettere.
Costituisce supporto alla conoscenza e alla documentazione, è funzionale
alla trasmissione di informazioni, adatto per comunicare impressioni ma
anche per esemplificare contenuti di prescrizioni e normative.

Nel campo della progettazione non è raro utilizzare la voce design che puo
significare tanto ''disegno'' quanto ''progetto''. In questa seconda accezione,
essa sta ad indicare in maniera specifica la fase creativa in cui l'idea prende
forma come risposta ad una serie di sollecitazioni derivanti dal programma
di intervento, dalle richieste della committenza, dalle condizioni del
contesto, dalle attese degli abitanti e dalla risorse disponibili.

Per quanto complesso e articolato possa sembrare, ogni percorso


progettuale viene tuttavia sempre espresso e comunicato attraverso una
serie di disegni che corrisponde ad altrettante fasi di lavoro.
Percorso Progettuale
1- Design: La prima è quella dell'ideazione, è il momento in cui viene
impostata l'idea, si cercano e si valutano possibili soluzioni alternative,
accompagnate da schizzi rapidi e disegni schematici funzionali.
2- Elaborazione del progetto di massima ( definitivo ) : è questo il
momento in cui l'alternativa selezionata viene perfezionata e illustrata
attraverso una serie di disegni dal contenuto prettamente tecnico
( planimetrie , prospetti, sezioni, prospettive, a cui si affiancano
modellazioni solide e rendering )
3- Progettazione Esecutivo : progettazione esecutiva che guida il
passaggio verso la realizzazione dell'opera e che si avvale di disegni molto
accurati e precisi, con adeguati dettagli disegnati nelle scale più opportune,
destinati al cantiere.
4-Comunicazione: le persone devono essere informate sulle
trasformazioni attraverso il progetto.

Il Decreto Legislativo 163/2006 ha introdotto la tripartizione del progetto


in , Preliminare, Definitivo ed Esecutivo.

Ci si occupa del disegno della Città pubblica Città dei servizi,


quei beni e servizi disponibili per la comunità.
Nella riqualificazione Urbana il ruolo degli abitanti risulta fondamentale
dato che essi saranno i prossimi utilizzatori.

(Esempio di città lineare)


E-EDIFICI

L'edificazione è l'attività che permette di realizzare tutti i manufatti


necessari all'inurbamento di una comunità , organizzando il territorio in
forme costruite , variamente destinate. L'oggetto prodotto dall'attività
edificatoria è prioritariamente l'edificio che si specifica a seconda della
funzione cui è preposto: gli edifici residenziali sono destinati all'abitare,
edifici industriali e manifatturieri sono destinati alla produzione di beni,
attrezzature ed infrastrutture sono edifici e manufatti destinati
all'erogazione di beni e servizi.

Residenziali si distingue per la funzione di


Edifici protezione e rifugio.

Industriali destinati alla produzione di beni, ecc..


Esiste un rapporto molto strutturato tra la tipologia edilizia e la
morfologia del territorio che lega insieme nel tempo l'edificio con la
piazza, la strada, gli altri edifici del quartiere,l'intera città. La diversa
associazione dei tipi edilizi, anche in relazione con la rete stradale, può
determinare diverse conformazioni del
tessuto urbano.
Progetto urbanistico

Tipologia

Possiamo distinguere 7 tipi di edifici :


-Unifamigliare singola
-Unifamigliare a schiera
-Plurifamigliare in linea
-Plurifamigliare a ballatoio
-Plurifamigliare a torre
-Plurifamigliare a blocco
-Plurifamigliare a palazzina

La tipologia a patio migliora


l'integrazione con il territorio
F-FORME INSEDIATIVE

Con il termine di forme insediative si indicano gli insediamenti umani


stabili e aggregati alle loro diverse scale, da quella territoriale fino a quella
della città o di parti costitutive di questa, considerati sotto lo specifico
profilo della conformazione fisica e dei caratteri morfologici d'assetto.
Classificazione per Tipologia formale degli insediamenti

Distinzione elementare dei diversi tipi di aggregazione insediative nel


territorio. Facendo riferimento a 2 differenti livelli di scala si possono
individuare le tipologie formali degli insediamenti. Il livello territoriale
corrisponde alla scala sovra-urbana e riguarda la forma d'insieme di un
sistema di centri e città diverse nel territorio. Il livello urbanistico
corrisponde alla scala di un'intera citta o di parti riconoscibili di essa, come
ad esempio i quartieri.
Le tipologie formali elementari degli insediamenti si designano con gli
aggettivi:LINEARE,RETICOLARE,RADIALE,ANULARE/CONCENTRICA, GALATTICA.

Essa è quindi costituita da due livelli:

Ragionare su una porzione di territorio


importante, gestire il territorio in ambito
-LIVELLO TERRITORIALE sovracomunale (gestione provinciale).
(provincia) Il Decreto Legislativo 142/90 ( Riforma
del RIO) che ha riorganizzato gli ambiti
territoriali. Ha definito in maniera chiara il
il ruolo delle città metropolitane.
(Ogni provincia doveva dotarsi di un piano
Territoriale

Si agisce in termini di riqualificazione


-LIVELLO URBANISTICO e di recupero. La Scala è quella di un
(città) intera città.
Il concetto di struttura territoriale e urbana
La forma dell'insediamento, indipendentemente dalla scala e dalla
dimensione , può essere descritta evidenziando l'assetto della sua struttura

Viabilità
Struttura: Costituisce un potente strumento
Assi vari
Sia nell'analisi che nel progetto o nella
Pianificazione delle forme territoriali urbane Assi commerciali
Fanno parte della struttura Assi Strutturanti
Forma Urbana

Centralità morfologiche
Contenuto Centralità ambientali Land Mark
Centralità funzionali (punto di riferimento)

Sopra un esempio di livello territoriale con


una disposizione dell'insediamento lungo
una linea, a destra un sistema territoriale
con assetto a reticolo.

Per SUM si intende la Struttura Urbana Minima ovvero costituisce il


sistema essenziale dell’organismo urbano: (sistema di percorsi,spazi aperti
funzioni urbane,edifici strategici); per la risposta urbana al sisma in fase di
emergenza, e per il mantenimento e la ripresa delle attività urbane
ordinarie, economico-sociali e di relazione. ( Individuazione degli assi
strutturanti nella città in casi di calamita. )
G-GEOGRAFIA

Rappresenta gli elementi che caratterizzano un determinato luogo (il


rischio entra in maniera dirompente nella geografia)
Si tratta di una ''Scrittura della terra'' , la prima raffigurazione fu quella di
Anassimandro ( primo cartografo ) .
I campi di applicazione si sono progressivamente allargati e modificati nel
tempo arrivando a distinguere, una geografia fisica da una geografia
umana.
La prima intesa come scienza della terra, volta principalmente a descrivere
e confrontare le varie parti dello spazio fisico attraverso lo studio di dati e
fenomeni che riguardano condizioni climatiche,altimetriche,demografiche.
La seconda attiene allo studio dei rapporti intercorrenti fra società umane e
ambiente geografico.
Geografia Fisica : Scienza della terra (studio dello
spazio fisico) Condizioni Climatiche, Altimetriche
Oggi; Geografia Demografiche.

Geografia Umana : Studio dei rapporti tra la società


umana e l'ambiente geografico

E' necessaria una presa di coscienza del paesaggio esistente , Conoscenza


dei luoghi ( riconoscimento della loro forma, testimonianza dei segni della
storia). CONOSCENZA DEI SAPERI E MULTIDISCIPLINARIETA'

L'Osservazione e la Descrizione sono i due principi di base che connotano


la geografia e che ne costituiscono il presupposto di ogni processo di
conoscenza del territorio.
Osservare vuol dire esaminare con cura, guardare con attenzione per
riconoscere il mondo attorno a noi e prendere atto di quanto circonda il
nostro sguardo. L'osservazione può essere diretta , sotto forma di
ricognizione dei luoghi nel caso in cui si attivi un sopralluogo , un
esplorazione, un indagine condotta in prima persona. L'osservazione
indiretta implica , invece, l'uso di materiale documentativo di vario genere
,come trattati, carte, fonti statistiche, disegni e rappresentazioni
fotografiche.
Descrivere ,significa rappresentare con parole e simboli. La descrizione
presuppone, pertanto, il saper nominare gli elementi che compongono
l'oggetto osservato. Ma dal momento che è impossibile rappresentare la
totalità degli elementi , ecco dunque che la descrizione comporta, per sua
stessa natura, un'azione selettiva derivante dalle intenzioni poste
all'origine.
Possiamo dire che la geografia costituisce il supporto e la cornice di ogni
operazione di conoscenza dei luoghi e che essa prelude all'intervento
urbanistico, non solo in termini materiali ma anche concettuali.

Possiamo avere diverse finalità:


-GEOGRAFICA: descrizione del territorio per conoscere i fenomeni e le
loro cause
-URBANISTICA: Vi aggiunge il tassello propositivo e progettuale, per
fornire soluzioni alle problematiche del territorio

Necessaria una presa di coscienza del Paesaggio Esistente

(il paesaggio esistente)Non più semplice sfondo ma MATERIA


STRUTTURALE del PROGETTO (PRINCIPIO di GREGOTTI)
E' il luogo ,dunque, che diventa il fondamento del progetto e suggerisce
forme di ascolto, che sanno riannodare le continuità del passato , senza
cadere in sterili ed incongrue nostalgie stilistiche.

Norbert Schulz parla di Genius loci: Ad ogni luogo viene attribuito uno
spirito guardiano in grado di assicurare protezione e identità. Viene quindi
ripreso questo antico principio già conosciuto ai romani.
Si sofferma quindi sul concetto dell'abitare poeticamente, inteso come
capacità di interpretare in modo nuovo e creativo l'identità e i significati
che i luoghi sono in grado di esprimere,se si ha la pazienza e l'attenzione
per ascoltare.
Il sito è una porzione di spazio delimitato , spesso soggetto a certe regole o
restrizione, oppure a specifiche destinazioni d'uso. Si può parlare di sito
archeologico, di sito militare, di sito protetto. In Urbanistica, il sito è l'area
sulla quale si sviluppa il progetto. Ci sono poi siti di importanza
comunitaria detti SIC.
La geografia è strettamente legata all'habitat.

SITO Porzione di spazio delimitato, spesso soggetto a certe regole


o restrizioni,oppure a specifiche destinazioni d'uso.
Tipi Archeologico,militare,protetto

Urbanistica: -singolo lotto inserito in un contesto urbano o


area sulla quale si sviluppa il progetto situato in aperta campagna
-spazio della dimensione territoriale, un area
carica di memorie oppure ancora libera

Comprendere l'importanza del sito e della sua storia è la premessa


fondamentale alla TRASFORMAZIONE COSCIENTE ed
INTENZIONALE dello SPAZIO FISICO, ovvero lo SPAZIO del progetto
H-HABITAT

Esso è un efficace pretesto per riflettere sulla relazione tra uomo e


geografica dell'abitare che l'uomo stesso costruisce o modifica nel tempo e
che egli dovrebbe tendere ad adattare a un orizzonte di progressivo
benessere.

E' una delle testimonianze dell'internalizzazione del vocabolario tecnico-


intellettuale.

Habitat Relazione che intercorre tra l'uomo e la geografia dell'abitato.

Geografie del luogo Habitat

Nell'uso più frequente allude alle caratteristiche e alle condizioni di un contesto fisico
nel quale una specie animale o vegetale vive, o meglio : riesce o meno a
sopravvivere. Volendo cercarne una collocazione semiologica ( studio dei segni ) , si
può provare a definirne i rapporti con i termini contigui di ''territorio'' , ''ambiente'',
''paesaggio'' ma anche con il termine di ''luogo''.

TERRITORIO: Disegna una porzione di superficie terrestre


con la sua posizione,la sua delimitazione e le relative
componenti dimensionali. Definizione ANAGRAFICO-
LOCALIZZATA
AMBIENTE: territorio qualificato biologicamente,
può significare: storicamente e culturalmente. Descrizione aspetti-indicatori
naturali e culturali
PAESAGGIO: è l'ambiente nella sua espressione formale
la forma in cui si esprime l'unità sintetica di territorio e
paesaggio. INDICAZIONI ASPETTIMORFOLOGICI
LUOGO: insieme circoscritto e chiaramente aggettivato
CAPACITA' DI ESPRIMERE IDENTITA' E SENSO

Habitat, dunque , al pari di territorio , ambiente, paesaggio e certamente


anche cosi come luogo , rappresenta un ambito, un contesto fisico per la
vita umana. E come gli altri , in varia misura, è oggetto di trasformazioni
antropiche, sia pure con un grado di consapevolezza molto variabile.
Rispetto agli altri termini , in habitat vi è insito, fin dalla costituzione del
vocabolo, il concetto di RELAZIONE FONDANTE tra SOGGETTO
ABITANTE e OGGETTO ABITATO.
HABITAT=esprime la capacità di un luogo di essere abitato, ospitale.

Ciò che si posside con continuità


ABITARE HABITARE HABERE
Nel tempo

Relazione stabile,consapevole,posseduta e
interiorizzata, quindi esente da tensioni

L'habitat è ciò che si possiede con continuità nel tempo, ricostruirlo


significa ricreare quelle sue funzioni che in qualche modo sono state
compromesse. Con la realizzazione di un intervento, l'habitat, non va
assolutamente compromesso. La Riconfigurazione dell'habitat risulta
quindi un dilemma per l'uomo. L'habitat dovrà infatti essere trasformato
per adeguarlo ai bisogni, desideri e alle urgenze dell'uomo. Tuttavia c'è il
rischio che queste trasformazioni minaccino la stabilità delle sue abitudini.

Per porre rimedio ai cambiamenti, bisogna prevedere Misure di


Mitigazione e Compensazione Ambientale(in modo da ridurre l'impatto
ambientale). La Rete NATURA 2000 è la legge europea che insieme al
SIC/ZPS (zona di protezione speciale) aiutano ad individuare gli habitat in
ambito comunitario.
I-IMMAGINE URBANA

L'immagine urbana è l'importanza della dimensione poetica e simbolica di


una città. Nella disciplina urbanistica il concetto di immagine è
immediatamente riferito ai lavori di Kevin Lynch (1918-1984), uno
studioso americano, docente presso il MIT. Lynch elabora una teoria
destinata a sparigliare approcci, metodi e modelli, affermando
l’importanza della dimensione poetica e simbolica della città e
rimettendo l’uomo, come soggetto dotato di sensibilità percettiva, al centro
della scena urbana. Una teoria che studia la città e la guarda attraverso gli
occhi dei cittadini, annotando comportamenti, modi diversi di percepire,
vivere e sperimentare la realtà urbana. Il metodo seguito da Lynch prevede
un’indagine sul campo riguardante tre città americane (Boston, Jersey City,
Los Angeles) e un campione di abitanti. I cittadini sono chiamati a
rispondere a quindici domande sulle proprie abitudini urbane e a fare uno
schizzo della pianta della città di residenza.

SCENA URBANA = immagine mentale scomponibile ricercando elementi


,sistemi di relazione,qualità.

Metodo Lynch Tra gli obiettivi c’è quello di individuare


l’immagine mentale o ambientale di ognuno di loro(dei cittadini) assieme
alle immagini pubbliche delle tre città esaminate.
Nelle immagini urbane i contenuti riferibili alle forme fisiche possono
essere strumentalmente classificati in cinque tipi di elementi o
componenti fondamentali: i percorsi, i margini, i nodi, i riferimenti, le
parti. Nel perseguire l’orchestrazione totale degli elementi è necessario
rispettare alcune qualità. Leggibilità, significato, identità, figurabilità,
struttura specificano i caratteri degli elementi, sottolineando la
dimensione sistemica della forma urbana.

Gli elementi ricorrenti nelle mappe mentali corrispondono alle componenti


fondamentali dell’impianto urbano, identificabili con i percorsi, i nodi, i
riferimenti, i margini, le parti di città.
L-LUOGO

Apparentemente sinonimi, le parole luogo e spazio esprimono due distinti


concetti dai significati profondamente diversi. Lo spazio è un' estensione
indefinita e non delimitabile.
Il luogo deriva dal concetto di SPAZIO,concetto astratto che assume di
volta in volta significati diversi (si parla di spazio):

SPAZIO EUCLIDEO Composto di 3 dimensioni: altezza,larghezza


lunghezza
SPAZIO MATEMATICO Insieme dei punti delle medesime proprietà
SPAZIO DELL'ASTRONOMIA Quella parte dell'universo in cui si
muovono gli astri
SPAZIO DELLA MUSICA Dato dall'intervallo tra le righe del
pentagramma

1974:HENRI LEFEBVRE Sistema complesso che è allo stesso


tempo:
-PERCEPITO,attraverso le relazioni della vita quotidiana
-CONCEPITO,dal pensiero
-VISSUTO, come esperienza corporea

L'indicazione aggiuntiva di spazio fisico aiuta a delimitare il nostro campo


di intervento : quella della disciplina urbanistica e della progettazione,
appunto dello spazio fisico. Altre specificazioni possono condurre al
concetto di spazio interno ed esterno, a seconda che si faccia riferimento
all'interno di una stanza , di un edifico , di un ambito urbano, di un
ambiente comunque dato, oppure al di fuori di esso.
Si può parlare di spazio aperto , estroverso , apparentemente senza confine,
e di spazio chiuso, introverso , concentrato su se stesso .

Interni/esterni
Spazio fisico declinato in
aperto/chiuso

Il luogo può essere definito come spazio specifico, dotato di peculiari


caratteri distintivi , parte integrante dell'esperienza umana, molto di più di
un astratta localizzazione in quanto fenomeno ''totale'' qualitativo, dotato di
identità ed in grado di trasmetterla. Il luogo è uno spazio vissuto,
stratificato nel tempo e negli usi, unico e al contempo dotato di caratteri
universali.
Lo spazio fisico costituisce la materia prima del progetto di architettura e
di urbanistica, un lavoro di trasformazione che riesce a dare forma ad
esigenze,aspirazioni,idee. La dimensione di tale spazio è misurabile. Un
luogo invece viene scoperto ,disvelato, si manifesta a chi sa coglierne
l'essenza,riconoscerne la qualità.
E' la dimensione del tempo, uno degli elementi fondamentali nella
formazione di un luogo.

Piazza = fulcro centrale

Luogo = dimensione fisica + sociale

Perdita della dimensione fisica e/o sociale porta al Non Luogo


M-MOBILITA'

La mobilità di persone, merci, informazioni, risorse idriche ed energetiche


necessaria a fini insediativi, è resa possibile da elementi quali, ad esempio,
strade ferrovie, condotte,cavi. Questi elementi sono molto diversi tra loro
per la differente natura di ciò che consentono di trasportare e per questo
danno luogo ad insiemi specializzati. Questi insiemi vengono indicati
come reti, per esempio reti stradali, reti delle telecomunicazioni,reti
idriche.
Mentre le reti delle telecomunicazioni e quelle di distribuzione sono
oggetti a sé stanti, separati , spesso nascosti nel sottosuolo , la rete della
viabilità è invece un vero e proprio spazio urbano.

Mobilità : a fini insediativi devo


prevedere la mobilità
Negli anni 80 si poteva
richiedere di costruire sul
proprio territorio , fuori dalla
città.
Questo ha causato un problema
importante in quanto si
ragionava sulle reti.
Era necessario pianificare le reti
(costo elevato).
Un malfunzionamento delle reti
porta a un problema nella
progettazione urbanistica.

Mobilità Quadro/telaio delle infrastrutture

Aspetti essenziali : mobilità tarata in relazione alle funzioni

Gerarchia è un termine chiave nell'urbanistica.


L'organizzazione gerarchica della viabilità è legata essenzialmente alla
tipologia dimensionale e funzionale dell'insediamento. Gli insediamenti di
piccola dimensione hanno soltanto una strada principale che svolge il ruolo
di connessione con il resto del territorio e alcune strade locali,collegate alla
strada principale ,che consentono l'accesso ai singoli edifici. Senza
gerarchia si avrebbero conflitti sulla viabilità.
I Livelli gerarchici di una rete stradale sono: Primario,Principale,
Secondario, e locale. Le strade di ciascun livello sono connesse in modo
diretto solo con le strade dello stesso livello o di livello immediatamente
superiore o inferiore: per esempio le autostrade ( livello primario ) sono
connesse direttamente soltanto con altre autostrade e con le strade urbane
di scorrimento ( livello principale ), queste ultime soltanto con autostrade e
con le strade di quartiere ( livello secondario ) . Ad ognuno dei livelli
gerarchici della rete appartengono strade che svolgono prevalentemente un
determinato ruolo funzionale. Quelle della rete primaria svolgono un
ruolo di connessione della città col territorio , quindi di connessione tra
viabilità extraurbana e livello principale.

La rete condiziona l'assetto funzionale


Città continua = uscendo dalla città siamo sempre in un centro urbano

Ogni strada deve avere caratteristiche fisiche tali da poter svolgere in


modo efficiente e in condizioni di sicurezza il ruolo funzionale richiesto
dal livello a cui essa appartiene.

Allargare il marciapiede significa dare forza alla dimensione Urbana =


maggior utilizzazione del centro.
N-NORMATIVA

Norma 1150/42
e
Decreto Legislativo 42/04

Beni paesaggistici Articolo 14 . Per noi è il cuore della normativa


( autorizzazione paesaggistica ).
Città Consolidata (es centro Ancona)
Interventi di funzionamento di città esistente

Normativa
Passa attraverso

Programmi strutturali
(stagione corrente 2014/2020)
PDI ( Prescrittivo Direttivo Indicativo )
Il progetto urbanistico contiene già gli elementi per il bando.

Programmi strutturali Insieme di normative che hanno


anche carattere progettuale (PDI)

P è prescrittivo ( obbligatorio )

D Secondarie, ma vanno comunque valutate perché


I contengono informazioni utili
Norma

Gerarchica Funzionale

Normativa statale:
1- 1150/42
2- DlgS 42/04
3- D.L. 156/06 ''Codice dell'ambiente'' (Legge che norma tutta la
progettazione riguardante l'ambiente)
4- D.L. 163/06 ''Codice dei contratti''

Quando agirò su scala inferiore 163/06 ( Tripartizione )

P.P P.D P.E

Lo studio di fattibilità oggi non va molto bene (legge merloni)


Va integrato nelle 3 fasi di progetto

Atto Deliberativo

1: C.C ( consiglio comunale. Deve approvare l'organo….)


L'urbanistica procede con atti deliberativi del C.C. ( i piani vengono
approvati dal C.C.)

2: G.C. ( Giunta Comunale si occupa dei lavori pubblici)


Delibere di approvazione del P.P e del P.D

3: DET (Determinazione Dirigenziale) L'ingegnere capo approva il


progetto esecutivo.

Come si impone il vincolo? E perché si impone?


Il vincolo viene inserito nel caso si voglia avere un particolare uso del
bene vincolato.
Dal punto di vista urbanistico il vincolo consiste in una
limitazione,derivante da leggi o norme, che viene imposta al libero uso di
un bene immobile, area o fabbricato , al fine di tutelare interessi pubblici.
L'imposizione di un vincolo può avere origini diverse, può derivare ad
esempio da specifiche caratteristiche fisiche,paesaggistiche,ambientali, che
richiedono una particolare tutela, come avviene per i vincoli idrogeologici
ecc. In questo caso il vincolo ha come oggetto la tutela del bene ed assume
un ruolo fondamentale nella gestione del territorio, evidenziando quegli
elementi la cui conservazione e valorizzazione è di fondamentale
importanza. In altri casi l'imposizione del vincolo può derivare da
particolari usi del bene stesso, che richiedono una specifica tutela per
motivi di sicurezza o di igiene, come avviene per esempio per aeroporti,
cimiteri ecc. I vincoli si suddividono principalmente in due categorie.

Urbanistico ( Pesante; sarebbe meglio non averli mai )

Vincoli

Di settore ( tutelano particolari beni o usi )(Storico,Forestale..)

I vincoli urbanistici derivano dalle prescrizioni degli strumenti di


pianificazione che stabiliscono le trasformazioni ammissibili nelle diverse
parti del territorio. Il PRG , ad esempio , in funzione delle esigenze della
collettività e delle compatibilità ambientali e funzionali, definisce la
disciplina del territorio, indicando gli usi consentiti. L'insieme di tali
prescrizioni costituisce la normativa dei piani , contenuta nell'elaborato
normativo chiamato Norme Tecniche di Attuazione, che limita il diritto
di proprietà in funzione della destinazione urbanista del territorio, fino a
comportare, nel caso di aree interessate da interventi pubblici m anche la
perdita del bene stesso.
Ad esempio il vincolo imposto su un terreno al fine di realizzare un opera
pubblica è un vincolo di carattere assoluto che comporta la perdita del
bene stesso, perdita che viene però indennizzata da parte della pubblica
amministrazione sostanzialmente attraverso due modalità: il pagamento di
una somma stabilita per legge, che prende il nome di Indennità di
esproprio ( Meccanismo di espropriazione per cause di pubblica utilità ) ,
il trasferimento dei diritti edificatori ad altre aree ( meccanismo
perequativo )
Il vincolo preordinato all'esproprio ha una durata limitata di tempo pari a 5
anni, durante i quali deve essere disposta la realizzazione dell'opera
pubblica.
Tale vincolo può però essere motivatamente reiterato, prima della sua
scadenza, attraverso l'approvazione di una variante di Piano o di uno
specifico strumento attuativo, quale ad esempio un Piano particolareggiato
o un Piano di zona.
Il PRG NTA ( NORMA TECNICA DI ATTUAZIONE )

Meccanismo Perequativo

da luogo

Perequazione Statale

Zona E (vincolo)

Trasferisco il diritto Edificatorio


sotto . Non riconosco l'esproprio
Posso prevedere un vincolo
S.P preordinato all'esproprio.
Trascorsi 5 anni ( senza intevento ) va
rinnovato il vincolo ( principale fonte
di contenziosi).

Zona B/C/D

I vincoli di settore ,introdotti con specifiche leggi (leggi di settori)


hanno lo scopo di tutelare determinati tipi di beni che presentano
particolari caratteristiche fisiche , come avviene per i vincoli
idrogeologici o forestali, o particolari qualità storico-archeologico
o ambientali, come si verifica per i vincoli di tipo monumentale-
archeologico o paesaggistico-ambientale.
In altri casi questi vincoli tendono invece a garantire specifici usi
dei beni stessi.
I vincoli di settore vengono recepiti dagli strumenti di
pianificazione rispetto ai quali rimangono comunque indipendenti.
Di conseguenza, nell'ipotesi di una revisione del piano attraverso
una variante, tali vincoli restano vigenti ed immutati; una loro
variazione è possibile solo attraverso un'apposita legge.
Tra i principali vincoli di settore ricordiamo in particolare i vincoli
forestali e idrogeologici, quelli monumentali ed architettonici ,
quelli paesaggistici ed ambientali e quelli inerenti alle zone di
rispetto.

Vincoli di settore

Forestali Ambientale- Monumentale ed


Paesaggistico Archeologico

I vincoli forestali introdotti con la ''Legge Forestale'', riguardano la tutela


dei boschi , in particolare di quelli ritenuti utili per le condizioni igieniche
locali, per ragioni di difesa militare o che , per la loro speciale ubicazione,
difendono i terreni e i fabbricati dalla caduta di valanghe , rotolamento di
sassi o dalla furia dei venti. Il vincolo consiste nella limitazione
nell'utilizzazione dei boschi , viene imposto dal Corpo forestale a seguito
di un'esplicita richiesta da parte delle province, dai comuni o di altri enti e
privati interessati. Il Corpo forestale e di vigilanza ambientale si occupa
del monitoraggio delle aree sottoposte a tutela.

I vincoli di tipo monumentale ed archeologico hanno come finalità la tutela


di ''tutte le cose,immobili e mobili, caratterizzate da interesse artistico,
storico,archeologico o etnografico''.Questo tipo di beni, inclusi in appositi
elenchi, redatti dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali con il
concorso delle regioni e degli altri enti pubblici territoriali , è soggetto ad
una particolare tutela che ne impone l'immodificabilità, sia estetica che
funzionale.

I vincoli di tipo paesaggistico-ambientale hanno lo scopo di tutelare tutti


quei beni che presentano particolari caratteristiche paesaggistiche o
ambientali di rilevante interesse pubblico. Fanno parte di questa categoria,
le cose immobili con rilevanti caratteri di bellezza naturale o di singolaritò
geologica .
La legge Galasso ( legge 431/85 ) si preoccupa di classificare le bellezze
naturalistiche in base alle loro caratteristiche peculiari suddividendole per
classi morfologiche.

I vincoli inerenti alle ''zone di rispetto'' sono sostanzialmente vincoli di


inedificabilità, assoluta o parziale , che vengono imposti sulle aree
prossime a particolari attrezzature che richiedono obblighi di distanza.
Alcuni esempi , zone di rispetto delle opere militari, zone di rispetto dei
cimiteri, fasce di rispetto delle strade ed autostrade.

L'attività edilizia comprende l'insieme delle operazioni necessarie alla


costruzione o modificazione di manufatti edilizi, destinati a soddisfare
bisogni abitativi o produttivi. Il diritto di edificare spetta al proprietario del
suolo, tuttavia l'attività edilizia non è libera, ma sottoposta al controllo da
parte dell'Autorità comunale , che ha la competenza di rilasciale il titolo
abilitativo all'edificazione.
Attività Edilizia

Titolo Abilitativo

La cosiddetta LEGGE BUCALOSSI ha sostituito la licenza edilizia con


la concessione edilizia, che impone al proprietario di partecipare agli
oneri relativi alle opere di urbanizzazione primaria e al costo di
costruzione dell'opera.
Con l'entrata in vigore del Testo Unico ( D.P.R 280/2001 ) i titoli
abilitativi sono stati nuovamente modificati e ridotti a due : il Permesso di
Costruire ( PDC ) che sostituisce la concessione edilizia, e la Denuncia di
Inizio Attività ( DIA ) . Sulla base delle diverse tipologie di intervento
edilizio , viene indicato il corrispondente titolo abilitativo.

Legge Bucalossi

DPR 380/01

OGGI(2011)

SCIA
(Segnalazione Certificata di Inizio Attività)

Con l'introduzione della PEC ( Posta Elettronica Certificata) il giorno dopo


la spedizione è possibile iniziare il cantiere. ( Accorciamento dei tempo e
dei costi)
O-OPERE DI URBANIZZAZIONE

Con il termine opere di urbanizzazione si indica l'insieme delle attrezzature


necessarie a rendere una porzione di territorio idonea all'uso insediativo
previsto dagli strumenti urbanistici vigenti .
Urbanizzare un territorio significa realizzare opere necessarie affinché esso
possa ospitare un insediamento, abitativo o produttivo.
Nell'espansione urbana, la costruzione di nuovi edifici è quindi sempre
accompagnata dalla realizzazione di attrezzature, capaci di garantire l'uso
futuro degli edifici stesi e la vita di relazione degli abitanti.

Esempio.
Area inizialmente libera, deve essere
inserita in 2 ambiti già esistenti.
Nel primo step il progettista dovrà
comprendere come intercettare le reti
territoriali ( Luce, gas …) per far si
che l'area sia Urbanizzata.

Servirà un
ulteriore palo
qui

Palo luce Deviazione della


rete

Urbanizzare Definizione (individuazione) delle possibili azioni


per garantire all'area i servizi ( oggi sono da comprendere tra i servizi
anche la banda larga,internet ecc.. )

Urbanizzazione Per organizzare, normare il territorio.


L'intervento su un impianto già esistente può essere svolto attraverso
soluzioni tecnologiche moderne.

Le opere di Urbanizzazione possono essere:

- di urbanizzazione PRIMARIA -di urbanizzazione SECONDARIA

Le opere di urbanizzazione primaria comprendono tutte le attrezzature a


rete , o infrastrutture , necessarie per assicurare ad un'area edificabile
l'idoneità insediativa in senso tecnico. Cioè tutte quelle attrezzature che
rendono possibile l'uso degli edifici.
Tra le opere di urbanizzazione Primaria abbiamo : Rete fognarie,
Parcheggi, Pubblica illuminazione, gli spazi di verde attrezzato…

Le opere di urbanizzazione secondaria includono tutte quelle attrezzature


di carattere locale che rendono l'insediamento funzionale per gli abitanti,
garantendo la vita di relazione.
Tra le opere di urbanizzazione Secondaria abbiamo : Scuole, Asili ,
Impianti sportivi , Parchi pubblici,Chiese, Centri sociali…

In funzione della qualificazione che apportano al territorio, le opere di


urbanizzazione primaria e secondaria vengono anche denominate,
rispettivamente , '' Opere a standard tecnico '' ed '' opere a standard sociale''

La definizione delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria ha


subito nel corso del tempo diverse integrazioni.

Leggi
da anni 60

Testo Unico Più dettagli (Edilizio più che urbanistico)


380/2001

Attrezzature diverse ( cimiteri, aeroporti…) sono zone di carattere generale


( zona G)
P-PIANIFICAZIONE TERRITORIALE E URBANISTICA

La pianificazione territoriale e urbanistica è l'insieme degli indirizzi e degli


strumenti pubblici di governo delle trasformazioni del territorio, sia in area
vasta che in ambito urbano. Essa è indirizzata al conseguimento di una
migliore qualità dell'abitare,attraverso un uso delle risorse razionale,equo e
sostenibile in modo da garantire nel tempo il benessere della collettività.

Obiettivo principale Migliore qualità dell'abitato


della pianificazione (obiettivi di qualità)

Essa deve avvalersi di un insieme di strumenti che siano in grado di garantire


coerenza alle trasformazioni dello spazio fisico sia negli assetti che nelle
localizzazioni, di consentire nel tempo la flessibilità delle scelte sia determinate che
indotte.

Gli strumenti di cui si avvale la pianificazione sono piani , programmi ,


progetti con obiettivi e contenuti variabili in funzione del contesto storico
e sociale, economico e culturale in cui sono applicati.
Nella disciplina urbanistica si intende per Piano un sistema complesso di
previsioni e regole , articolato in elaborati aventi contenuti e forma
differenziati, con le quali un ente o autorità territoriale formalizza e rende
note una serie di decisioni e norme di proprio competenza istituzionale,
funzionali a finalità e obiettivi attinenti in forme diverse all'assetto
territoriale o urbano.

Tratta la forma fisica del territorio negli aspetti generale, le scale utilizzate
variano da 1:10000 a 1:5000

E' un area sensibile , che può essere riqualificata/innovata attraverso


l'utilizzo di nuove tecnologie.

La Legge fondamentale dell'urbanistica 1150/42 ha introdotto il Piano


Regolatore Generale come strumento ordinario di pianificazione e di
governo delle trasformazioni all'intera scala comunale, e il Piano
Particolareggiato di Esecuzione (PPE) come strumento attuativo del PRG
alla scala locale.

All'interno del piano è contenuto il Programma Azioni di


intervento,enunciazione particolareggiata di ciò che un soggetto intente
fare, con la predisposizione o l'indicazione di massima della sequenza di
azioni o delle fasi operative. Predisposizione di una sequenza di azioni nel
tempo tese ad un certo esito .
La differenza tra piano e programma è che il primo può,al limite,
consistere solamente in un modello d'assetto da realizzare, mentre il
secondo consiste essenzialmente nella predisposizione di una sequenza di
azioni nel tempo tese ad un certo esito.

Programma Contiene TEMI e AZIONI (TEMA è una parola chiave)

Azioni :
1) di salvaguardia del centro storico
2) di salvaguardia del paesaggio di frangia
3) mobilità sostenibile

Individuazione delle tematiche territoriali


(Il PRG deve essere ''cucito'' a misura per il territorio )
Capire i temi affrontati dai piani attuativi

Ricapitolando dal PIANO si sviluppa il PROGRAMMA che contiene


TEMI e AZIONI.

Progetto Urbanistico Prefigura la forma urbana in modo diretto e


approfondito a più scale di interventi

Parola chiave MultiScalarità

La pianificazione territoriale e urbanistica in Italia ha vissuto stagioni


complesse e dense di eventi in modo congruente con la storia del paese.
L'attuale strutturazione del corpus legislativo in materia, poggia le basi su
quella che viene chiamata Legge fondamentale 1150 /42.
Fino al 1942 la pratica della pianificazione in Italia era legata a singole
iniziative delle città più importanti, che elaboravano principalmente piani
di espansione. Particolarmente rilevante fu la l'introduzione nel 1939 di
due leggi finalizzate alla tutela del patrimonio culturale ed ambientale del
paese.
3 anni prima della legge del 42

Legge 1497/39 (legge sulla tutela delle bellezze naturali)


Legge 1089/1939 (tutela delle cose di interesse storico)

Per quanto attiene alla scala sovracomunale, particolarmente rilevante è


stata l'emanazione della cosiddetta Legge Galasso. Essa ha introdotto
un'accezione estensiva e articolata del concetto di tutela ambientale,
ampliata a tutte le qualità dell'ambiente naturale e non solo a quelle
estetiche oggetto della legge del 39, e ha normato nel dettaglio il piano
paesaggistico rendendone obbligatoria l'elaborazione a cura delle regioni.

Legge Galasso Tutela Ambientale, vincoli paesaggistici

5 ANNI DOPO

1990 Viene attribuito alla provincia un ruolo fondamentale


nella pianificazione di scala sovracomunale
Viene introdotto il concetto di Città Metropolitana (Decreto del Rio,
cogente)

Riordino degli enti

La città metropolitana è una città a cui è riconosciuto un rango superiore.


Esempio , Bologna è una città con continuità unica.

OGGI i 3 criteri sono stati RIDOTTI a 2 ( REGIONE E COMUNE)


Scompaiono le PROVINCIE.

Somma di comuni di piccole dimensioni

''Primo Livello di pianificazione prende forza ( comune ) il sindaco diventa


un nostro referente''

L'innovazione più recente è stata l'introduzione dei cosiddetti Programmi


complessi, che si basano tra l'altro sull'attivazione di forme di
concertazione delle decisioni di pianificazione tra decisori pubblici e
operatori privati.

I contenuti di un Piano Territoriale o urbanistico possono comprendere, tre


tipi di contenuti di base,inerenti agli aspetti strutturale della pianificazione,
alla disciplina degli usi del suolo e agli aspetti strategici della
pianificazione.
Contenuti dei piani territoriali : 3 tipi di contenuti
1) Invarianti (rete stradali,stazioni, Montagne…)
2) Sistemi Ambientali
3) Sistema Insediativo: Elementi dell'antropizzazione
Si definisce sistema ambientale l'insieme degli elementi costitutivi del
territorio naturale (suolo, sottosuolo, risorse,acqua ) che , unitamente
all'atmosfera e al clima , formano l'ambiente naturale.

SIC/ZTS si occupa principalmente dell'ambiente (sottosuolo , suolo …)

La disciplina degli usi del suolo costituisce un aspetto della pianificazione


che riguarda nel dettaglio il territorio, nel senso che esso compre l'intero
ambito territoriale di un piano , lo suddivide in zone , e definisce in
maniera univoca, per ognuna di esse gli usi principali del suolo e gli usi
del suolo complementari a quello principale. L'operazione di suddivisione
di un ambito territoriale in zone contigue viene denominata azzonamento o
zonizzazione. Gli usi principali del suolo sono costituiti dalle funzioni
territoriali maggiormente significative e caratterizzanti per ognuna delle
zone individuate.
Gli aspetti strategici della pianificazioni sono dati dall'insieme degli
obiettivi che sono alla base di un piano per ognuno dei sistemi costituenti
il sistema-territorio,e delle azioni che si intende porre in atto per
raggiungere quegli obiettivi.

Il piano contiene inoltre gli aspetti strategici

Piani Strategici
(Piano territoriale redatto da ''provincia , comune e regioni'' ma volontario
non cogente )
(Es. sfrutto i fiumi per il trasporto delle merci, Allargamenti di autostrada)

Gli Obiettivi di un piano saranno :


-Generali: riguardano il sistema in termini di principi generali.
-Specifici: entrano nello specifico ( dettagliato)

I livelli di pianificazione territoriali

La fonte legislativa della strumentazione per la pianificazione territoriale è


data in Italia da due diversi leggi: quelle nazionali e quelle regionali, oltre
a quelle provinciali limitatamente alla province autonome di Trento e
Bolzano. La competenza legislativa ed amministrativa in materia
urbanistica e di governo del territorio compete alle regioni e alle suddette
province autonome. A livello nazionale la legge quadro più importante è la
legge 1150 / 42.

Strumenti di Pianificazione divisi in 5 categorie

-Piani territoriali Urbanistici


-Piani ambientali riguardano la valorizzazione e la tutela del sistema
nei suoi diversi caratteri
-strumenti di programmazione territoriale urbanistica carattere
pragmatico valido 15-20 anni
-programma complesso Piano di recupero contenente tecniche
innovative
-Piani di recupero Perimetrazione Parti di città
+ Conformità

I piani territoriali urbanistici si distinguono in generali , di settore ,


attuativi.
I piani ambientali riguardano la valorizzazione e la tutela del sistema
ambientale nei suoi differenti contenuti e caratteri.
Gli strumenti di programmazione territoriale urbanistica sono costituiti da
sistemi di regole di carattere programmatico.
I programmi complessi sono costituiti da strumenti e procedure innovative
introdotte in Italia a partire dai primi anni novanta, e tese essenzialmente a
realizzare un nuovo tipo di relazioni tra decisori pubblici e operatori
privati.

Negli anni 90 vengono attribuiti caratteri di :


a) innovazione tecnologica ( Utilizzo del Fotovoltaico , Risparmio
energetico )
b) sostenibilità
c) Atti negoziali
d) Partecipazione
e) QTE
Viene introdotto il rapporto con i privati. Non negare lo sviluppo
dell'azienda , è necessaria una crescita coerente

Volontaria – Cogente
Disagio abitativo

Ragionare in condizioni difficili ( periferie )


Il piano complesso si pone di operare anche in questi casi.

QTE = Quadro Tecnico ed Economico

1) PRG / C ( comunale ) legge 1150/42


2) PTC ( Piano Territoriale di Coordinamento) 142/90
3) PPAR (Piano Paesaggistico Ambientale Regionale) L.R. 22/11

Q-QUALITA'
Fondamento di base del progetto
La dimensione quantitativa è intrinseca all'urbanistica, sia relativamente
allo studio dei fenomeni insediativi che all'elaborazione dei Piani
urbanistici e territoriali, finalizzati ad orientare l'evoluzione di tali
fenomeni. Ciò vuol dire che per cercare di comprendere e guidare i
fenomeni insediativi bisogna anche misurarli: misurare il numero di
abitanti , le superfici di terreno destinate alle diverse funzioni e relativa
edificazione. Le dotazioni di servizi pubblici.
Gli aspetti quantitativi di un insediamento vengono misurati utilizzando
grandezze denominate parametri urbanistici, sia con finalità descrittive,
cioè per analizzare la condizione della città esistente, che prescrittive, cioè
per regolarne l'evoluzione.
Per questo motivo i parametri sono tra gli elementi essenziali alla base dei
Piani e dei progetti urbanistici.
La definizione dei parametri urbanistici richiede preventivamente il
chiarimento del concetto di lotto , al quale fa riferimento , direttamente o
indirettamente gran parte dei parametri.
Un lotto è una porzione di terreno,appartenente ad un'unica proprietà,
pubblica o privata. All'interno di un lotto edificato la superficie di terreno
non occupata dall'edificio o dagli edifici è detta area di pertinenza.

L'indice di edificazione fondiaria è il rapporto tra il volume edificato o


edificabile e la superficie fondiaria (metro cubo / metro quadrato)

In D1 l'indice di fabbricabilità è
di 0.2 , in D2 è di 0.6. Quindi
in D1 la parte
edificabile sarà molto minore
rispetto a quella in D2.
L'indice dipenderà principalmente dalla destinazione d'uso oltre che dalla
superficie del lotto.
Il volume edificato o edificabile è quello compreso all'interno della
superficie fondiaria.

Esempio , un lotto fondiario di 1500 metri quadrati che il Piano urbanistico


destina alla funzione residenziale con un indice di edificazione fondiaria
paria a 1,8 metri cubi / metro quadro. Ciò vuol dire che su quel lotto il
piano consente di realizzare un edificio residenziale il cui volume edificato
non dovrà superare i 2700 metri cubi ( 1500 x 1.8 ) .

-Abitanti insediati e insediabili


-Superficie coperta, è la proiezione al suolo della massima superficie di
ingombro di un edificio.
-Superficie Edificata, è la somma delle superfici lorde, interamente
chiuse, di tutti i piani di calpestio di un edificio o di un insieme di edifici
esistenti. Per superficie lorda si intende che comprende lo spessore dei
muri perimetrali e dei muri interni
-Superficie fondiaria, somma delle superfici dei lotti destinati
all'edificazione privata , i lotti fondiari.
-Lotti fondiari, sono lotti destinati all'edificazione privata.
-Volume edificato è la somma dei volumi lordi , interamente chiusi , di
tutti i piani di calpestio di un edificio o di un insieme di edifici esistenti.
Superficie edificata e volume edificato viaggiano di pari passo.

Rapporti tra valori assoluti


-Indice di edificazione fondiaria
-Indice di dotazione di aree per attrezzature pubbliche

L'indice di dotazione di aree per attrezzature pubbliche è il rapporto tra la


superficie pubblica di un terreno destinata a tali attrezzature ed il numero
di abitanti insediati o insediabili.
Parte del lotto sarà comunque non edificabile ( destinato a parcheggi , aree
verdi ecc )

Standards urbanistici ( introdotti dal D.M 1444/68 )


La popolazione e le attività economiche presenti in un sistema urbano
hanno bisogno di servizi pubblici relativi , tra gli altri, a istruzione , sanità ,
cultura, mobilità, tempo libero, pubblica amministrazione , distribuzione di
acqua, elettricità, gas, ecc.
Un sistema urbano deve quindi essere adeguatamente dotato di attrezzature
pubbliche per l'erogazione di tali servizi.
Il D.M. 1444/1968 considera alcuni servizi pubblici, li esprime
prevalentemente in termini di superficie di terreno per ogni abitante
insediato / insediabile destinato alla loro realizzazione e definisce i livelli
di dotazione da ritenere adeguati.
Tali livelli minimi, noti come standard urbanistici vengono definiti per
ciascun servizio e in funzione delle caratteristiche del contesto urbano.
Relativamente a quest'ultimo aspetto, il decreto definisce le zone
territoriali omogenee e prescrive la suddivisione del territorio comunale
secondo tali zone, facendo corrispondere ad ognuna di esse uno specifico
livello minimo di dotazione per ciascun servizio.
Piani e progetto urbanistici devono quindi prevedere livelli di dotazione
superiori ai minimi fissati nel decreto. Gli standard urbanistici del decreto
corrispondono, dunque , a superfici di terreno e non a superfici relative
agli edifici.
Il fatto di garantire una quota standard non ne garantisce la qualità.
Il nostro obiettivo è la qualità formale , sociale dell'abitato.
Di conseguenza non è necessario garantire gli standard (ci dovranno
comunque essere) ma garantire il raggiungimento degli obiettivi
qualitativi.
Gli standard urbanistici definiscono le quantità minime di spazi
pubblici da prevedere in relazione agli insediamenti.
R-REGOLE MORFOLOGICHE

In urbanistica e architettura la morfologia si occupa della forma del


territorio,dell'insediamento,della città , del quartiere, degli edifici, delle
strade e delle piazze, dei parchi e dei giardini e , in generale, di qualunque
altro simile manufatto.
Gli elementi morfologici sono caratteristici di ogni zona e sono la base del
progetto.

Se in una città già realizzata, mi trovo un vuoto urbano ( verde ),il


progettista dovrà attenersi a quella che è la caratteristica del territorio.
Sara necessario un dialogo con il territorio.
Inserisco tipologie in relazione al contesto in modo che non si creino
fratture tra il territorio e la città.

Un progetto urbanistico differisce da un progetto ''semplicemente''


architettonico, non perché non sia anch'esso un progetto di architettura,
possiamo dire di architettura urbana, ma perché coinvolge un numero più
alto di variabili di relazione, in particolare tra gli edifici che lo
compongono, tra edifici e spazi aperti, tra l'insieme e il resto della città.
Il primo oggetto delle regole dovrà essere il disegno, la forma dello spazio
pubblico, cioè della rete stradale, delle sedi del trasporto pubblico , delle
piazze e spazi della sosta di persone e veicoli, dei giardini e dei parchi.
L'importanza che viene solitamente attribuita allo spazio pubblico nel
progetto urbanistico non è scontata.
Esistono quartieri nei quali , per tanti motivi, lo spazio pubblico svolge un
ruolo residuale, nel senso che è quasi soltanto ciò che resta del territorio
destinato all'edificazione privata, come spesso accade per la localizzazione
di molte aree verdi.
La dimensione dei lotti non può essere arbitraria ma deve discendere dal
tipo edilizio e dalla sua destinazione. L'assortimento delle dimensioni dei
lotti determina quella che chiamiamo la grana dell'insediamento , cioè le
dimensioni dei suoi componenti elementari, che sono appunto gli edifici
destinati ad usi privati.

Grana di continuità dell'insediamento ; esempio , Se mi trovo in un centro


storico devo seguire regole per l'insediamento di nuovi edifici.

Il progetto urbanistico risulta dunque composto:


- dal disegno degli spazi pubblici e dalle indicazioni relative alla
localizzazione degli edifici pubblici;
- dal disegno della lottizzazione con relative destinazioni d'uso dei suoli e
degli edifici;
- dalle regole morfologiche per l'edificazione e l'arredo urbano, giusto
dimensionamento per la corretta fruibilità degli spazi pubblici;
- da esemplificazioni tipologiche che dimostrino la concreta applicabilità
della lottizzazione e delle regole morfologiche, scelta coerente della
tipologia utilizzata;
- da un complesso di norme tecniche che descrivono e spiegano in forma
testuale o grafica tutte le prescrizioni o le raccomandazioni per le
successive fasi di progettazione.
Le regole morfologiche costituiscono la parte più delicata del progetto.
La ricerca di modi efficaci di trasmettere regole alla progettazione
architettonica è continua e sempre oggetto di discussione.
A parte l'arredo, in definitiva si tratta di una predeterminazione abbastanza
approssimata dell'ingombro degli edifici o, più in generale , di quelle che
chiamiamo le invarianti del progetto.

Le regole costituiscono quindi le invarianti del progetto , o anche , se


vogliamo , il sistema di vincoli , esse hanno un senso se consentono certi
gradi di libertà,se, cioè, a parità di vincoli, sono possibili più soluzioni
progettuali.
Nei casi di notevoli dimensioni, con pluralità di soggetti attuatori, di
imprese e di progettisti, le regole intese nel senso anzidetto costituiscono ,
per così dire,l'involucro all'interno del quale prenderanno forma definitiva
i singoli componenti del progetto urbanistico.
In questo senso una definizione generale e onnicomprensiva del
termine regole morfologiche può essere quella di ''un sistema di
vincoli che precondiziona la forma – di una città , di una parte di città,
di un complesso edilizio e , al limite di un edificio – al fine di
conseguire gli obiettivi qualitativi del progetto .
Queste ultime parole – obiettivi di progetto – rappresentano , in qualche
modo , il mandato che il committente e il progettista affidano alle regole.
Qualunque progetto si prefigge certi obiettivi.
Questi sono di tipo quantitativo, come realizzare , attraverso un dato
investimento di risorse , determinati volumi e superfici , spazi aperti ,
dotazioni di verde, un determinato numero di alloggi , uffici e servizi , ma
anche di tipo qualitativo come quelli di carattere sociale, funzionale
,estetico.
Le regole devono far si che questi ultimi , gli obiettivi qualitativi- possano
essere raggiunti nel più efficace e meno oneroso dei modi.

La parola tessuto significa un insieme di strade, piazze , lotti , edifici,


giardini che ordiscono una struttura continua, di ''grana'' molto
diversificata , dove ogni elemento è complementare a tutti gli altri, è legato
a tutti gli altri da uno stato di interdipendenza necessaria.
S-SERVIZI

Si definiscono genericamente come servizi collettivi tutte quelle attività


necessarie all'organizzazione, al trasporto , all'erogazione e alla gestione
dei beni materiali ed immateriali utili alla vita comunitaria. I servizi urbani
sono prestazioni offerte a tutti i cittadini in via continuativa, capaci di
rispondere alla domanda collettiva di istruzione,sanità,igiene,sicurezza,
mobilità, assistenza, cultura, svago, sport, amministrazione.
I servizi e le attrezzature devono rispondere ad una fondamentale esigenza:
esaudire il fabbisogno collettivo materiale e immateriale di una data
comunità.
La dotazione di servizi collettivi di un'area urbana, e delle relative
attrezzature , è dunque determinata dai fabbisogni comuni, distinguibili in
fabbisogni primari , ovvero INDISPENSABILI alla vita quotidiana – come
mobilità, l'igiene, la fornitura idrica, elettrica,fognaria – o secondari, come
quelli necessari alla vita associativa – come le strutture amministrative ,
commerciali, sociali , sportive, religiose, militari.
Il Piano dei Servizi, cura l’armonizzazione tra insediamenti funzionali e il
sistema dei servizi e delle attrezzature pubbliche e di interesse pubblico o
generale.
Piano dei servizi , perché utilizzarle? Ci permettono di mettere a sistema le
risorse in relazione alle esigenze.
La connessione con il diretto intorno e con le altre attrezzature è uno dei
presupposti indispensabili per un corretto funzionamento del servizio e per
una sua buona integrazione con il contesto fisico. Il valore intrinseco di
luogo collettivo può essere potenziato , o al contrario dequalificato, in
base alla capacità di relazione e integrazione con il territorio.

La tecnica urbanistica si occupa di elementi puntuali e diffusi ( su tutto il


territorio ). Non ha alcun senso un inserimento ''a pioggia '' di servizi.
Il servizio va integrato per poter essere fruibile.
Modalità di confronto e integrazione dei servizi
e delle attrezzature con gli altri elementi della città

Gestionale Dimensionale morfologica


Funzionale Ovvero la tipologia di spazio fisico
Inerente al tipo di Ovvero la modalità di gestione
Occupato del manufatto
Attività, di prestazione Delle attività svolte e di
(attrezzatura) che contiene il servizio
O di bene erogato Erogazione di beni
Che si affianca e dialoga con gli altri
Manufatti.
Privata,Pubblica
Localizzazione Puntuale, Reticolare
Privata a partecipazione
Statale Areale

REGIONE MARCHE
PORU

L.R. 22/11 Norme di riqualificazione urbana e assetto


idrogeologico

Ragionare su recuperi tessuti e porzioni di territorio degradati.

Introduce il procedimento; devono essere individuate parti per


permettere di applicare le norme

La norma tiene conto anche del rischio territoriale


L.R. 22/11 cosa chiede? :
1) Riqualificazione urbana Contrastando il
consumo di suolo

Ragionare sulla trasformazione della città


Sprawl urbano, città diffusa o dispersione urbana sono termini che
stanno ad indicare una rapida e disordinata crescita di una città. Questo
fenomeno si manifesta nelle zone periferiche data la connotazione di aree
di recente espansione e sottoposte a continui mutamenti.

2) Creare Spazi Pubblici aumentare la qualità


( Sociale e formale )

3) Modernizzare le Reti Infrastrutturali e aumentare l'efficienza


energetica

4) Procedure urbanistiche semplificate ( l'urbanistica non affronta


solo il progetto ). Piano di recupero ( ha carattere innovativo )

5) Ragionare per singolo lotto è sbagliato, è necessaria un integrazione


( strategia integrata )

Dialogo
6) Aumentare la sicurezza
Città intelligente

7) Cambiamento climatico mitigazione

Dall'U.E. viene richiesto di redigere un patto sindacale , il PAES per la


riduzione delle emissioni , tuttavia questo patto è di carattere volontario e
non obbligatorio. Esso rappresenta un Piano d'azione per l'energia
sostenibile.
8) Rete ecologica ambientale, mantenimento delle caratteristiche
ambientali

Rete Natura 2000/UE VIA


(introduzione dei siti di importanza comunitaria) SIC (valutazione di
(introduzione delle Zone di protezione speciale) ZPS Incidenza
Ambientale )
L.R. 22/2011

Abbiamo affrontato:
1) Strutture della legge
2) finalità della legge
3) elementi
4) individuazione delle aree
5) redazione del PORU Vuole essere un aggiornamento del PRG

PORU Obiettivo: definire l'assetto urbano ( forme e funzioni )


Assetto Formale / Assetto Funzionale

a) migliorare qualità città e paesaggio


b) limitare consumo suolo
c) incrementare le prestazione energetiche e ecologiche

a)L'obiettivo è quello di migliorare la qualità, ragionando su contesti


diversi.

b) limitazione consumo del suolo , il consumo di suolo ha portato a danni


al territorio, sono necessari interventi mirati e coerenti, evitando il
consumo di suolo.
c)Il PORU deve inoltre contenere al suo interno un attenzione
all'incremento delle prestazioni energetiche ed ecologiche
(ECOSOSTENIBILITA')

a)
b) Sostenibilità ECOQUARTIERE
c)
Il PORU ( Piano Operativo di Riqualificazione Urbana) è un piano
attuativo che ha validità di 10 anni ( non scade entro i 10 anni , entro i 10
anni devono essere eseguite tutte le azioni previste )
Il PORU non si applica a:
Zone A ( Centri storici D.M. 1444/68 )
Zone E
All'interno troviamo:
Superficie coperta > 12,5 della superficie fondiaria
Densità territoriale > 1,5 mc/mq

PRG = 0.4 %
PORU = 0.54%

La superficie Coperta è di 0.4 , in caso di Variante PORU (0.54) posso


allargarmi di una quota maggiore.

Da qui lo strumento permette di realizzare interventi prima preclusi.

PORU AGISCE 1) CAMBI DI DESTINAZIONE D'USO (CDU)


2) INCENTIVAZIONE VOLUMENTRICA
( PREMIALITA')

Oltre agli standards , l'amministrazione comunale può richiedere quote da


cedere per costruire la città pubblica (parcheggi e aree verdi)

Il PORU è quindi uno strumento molto elastico.


Con il PORU viene superata la rigidità degli standard urbanistici.

PORU INTERCOMUNALI Dimensionamento


Tematismo ( tema delle risorse)
Esempio

Proposte in maniera
separata = progetto debole

Proposte con
intercomunalità = grande
forza
Variante:
a) edilizi/urbanistici
b) destinazione d'uso
c) assetto urbanistico

TERRITORI DELLA DIFFUSIONE

CITTA' DIFFUSA

Intercomunalità inter provincialità/ regionalità

Perequazione e compensazione urbanistica


per evitare disparità tra i proprietari dei suoli.

La compensazione urbanistica ( stima ) introdotta con realizzazione


della città pubblica
Perequazione ( diritti edificatori )

ICI presenti

Negoziabili

PORU fornisce una spinta ai PRG non attuati.


Esempio , in 7 ambiti del prg il 7° non è stato realizzato , nel 2015 inizio la
realizzazione di 3 ambiti.
Il PORU ci permette di realizzare il 7° ambito , ma prima è necessario
finire ( realizzare ) i 3 ambiti iniziati nel 2015.
Il PORU richiama in gran parte, un riferimento legislativo antisiniano
( articolo 18 , legge 20 /00 )
VAS ( Valutazione Ambientale Strategica )

A valle dell'intervento vengono verificati gli effetti dell'intervento di


trasformazione che possono influire su : acqua, aria, rifiuti, qualità.

MATERIA

URBANISTICA LL PP

C.C G.M
(Consiglio comunale) (approva i PORU)
T-TESSUTO URBANO

Come si è già visto nelle FORME INSEDIATIVE, la forma fisica della


città può essere analizzata a differenti scale di osservazione, a seconda
dell'estensione delle parti di città oggetto di studio e degli elementi
costitutivi della forma urbana che vengono presi in esami.

La storia dell'analisi della città ha espresso in molteplici momenti una


particolare attenzione nei confronti dello studio dei caratteri morfologici e
dei processi di formazione e di trasformazione delel parti urbane
omogenee.
Le parti urbane morfologicamente omogenee della città possono essere
distinte in tessuti e forme aperte.
Si indicano come tessuti le morfologie dell'insediamento caratterizzate da
una stretta correlazione tra la forma degli spazi stradali e l'insieme degli
edifici , determinata dal fatto che i fronti edificati si dispongono lungo i
bordi delle strade.
I tessuti possono essere classificati in base a due caratteri morfologici
fondamentale: la conformazione dell'impianto e la grana. L'impianto è
determinato dalla forma d'insieme della rete stradale, e può essere distinto
in intricato , reticolare , radiocentrico , organico.
La grana invece , indica il grado di frammentazione/unitarietà della trama
edificata che compone il tessuto, e viene definita sulla base della
dimensione media dei corpi edilizi continui in esso presenti , o dei lotti .
La grana non dipende dalla dimensione complessiva degli isolati, né
dall'altezza degli edifici , ma unicamente da dimensioni in pianta di edifici
o lotti.
La prima fase è la lettura del territorio in cui verrà svolto l'intervento.
E' possibile riconoscere vari tipi di tessuti.
U-URBANISTICA

L'urbanistica è una disciplina dai contenuti e ambiti di applicazione


piuttosto ampi che non si presentano in maniera compatta o omogenea ma
risultano, invece, sottoposti a continui processi di ridefinizione.

Urbanistica MultiDisciplinarietà

L'urbanistica è l'attività di trasformazione e organizzazione dello spazio


fisico che reclama un sapere tecnico, artistico e scientifico, utile alla
definizione di un insieme di teorie,dottrine e metodi di riflessione critica
sul progetto, sull'agire politico , sulla norma,sulla gestione urbana , sulla
tutela del territorio.
Trasformazioni
- L'urbanistica tra arte e scienza. La dimensione dell'urbanistica rimarrà
a lungo travagliata fra la connotazione positivista delle competenze
scientifiche e quella più creativa della sensibilità artistica, oscillando tra la
volontà di trovare delle coerenze di percorso e il desiderio di continui
arricchimenti e ibridazioni.
- L'urbanistica come riforma sociale. Parlare di urbanistica fuori di una
determinata concezione etico-politica non ha senso. L'urbanistica non è
semplicemente una tecnica. Gli urbanisti assumono con passione politica e
sociale il compito di essere parte attiva nel miglioramento delle condizioni
di vita urbane.
- L'urbanistica come trasformazione dello spazio.
Il superamento di una visione moralistica dell'urbanistica come disciplina
sociale consente di focalizzare con più aderenza le finalità progettuali di
trasformazione dello spazio fisico.

- L'urbanistica come sistema complesso.


L'immagine della città che oggi ci viene restituita non è più quella storica,
definita da una strutturata alternanza di pieni e vuoti, racchiusa da mura
che la separano da una campagna coltivata; né tanto meno è quella del
periodo industriale,
V-VERDE URBANO

Elemento connettivo dell'impianto urbano, con un ruolo funzionale e


strutturante, il verde, o meglio gli spazi verdi, descrivono una rete
composita formata da parchi , giardini, viali e passeggiate , aree per lo
sporto e il gioco , orti urbani , zone vincolate praticabili e non praticabili.
E' una rete, non sempre continua, che si pone in stretta connessione con il
costruito, oppure può entrare in relazione con il paesaggio naturale, fino ad
individuare zone specifiche di rispetto o di tutela.

Nella progettazione contemporanea gli spazi verdi possono assumere una


grande varietà di dimensioni interscalari, a partire da piccole aree
interstiziali fino a comprendere estese porzioni di territorio.

VERDE URBANO

Giardino Parco Spazio Verde

La principale caratteristica del giardino è legata al suo etimo di luogo


recintato, separato e protetto dal resto del territorio cui si contrappone per
forma e trattamento. Opera d'arte e allo stesso tempo opera tecnica, è in
stretta relazione con lo spazio architettonico di cui costituisce
un'espansione all'aperto, ma la sua dimensione è generalmente limitata a
qualche ettaro per consentirne l'attraversamento a piedi.

Nel parco invece, prevale oltre alla dimensione più estesa, l'aspetto della
naturalità dell'impianto e nelle sistemazioni vegetali , sempre connesso ,
tuttavia , all'intenzione progettuale. L'impostazione planimetrica più libera,
assieme all'estensione, lo connotano come riserva di verde a scala urbana o
territoriale, come di verde a scala urbana o territoriale, come area nella
quale poter organizzare liberamente attività ed attrezzature destinate alla
funzione collettiva e ricreativa del tempo libero.
La dizione di spazio verde , tipica delle città contemporanea , introduce
un'accezione più ampia e nello stesso tempo più generica. Esso può
indicare un'accezione più ampia e nello stesso tempo più generica. Esso
può indicare l'insieme delle aree urbane e periurbane coperte da
sistemazioni vegetali oppure riferirsi ad una serie eterogenea di singoli
spazi dalle destinazioni molteplici: aree per il gioco e le attività sportive,
zone di pregio sottoposte a tutela ambientale ecc.

Esempio di parco ( Central Park di New York )

Il verde diventa parte integrante (strutturante) dell'impianto urbano


funzionale.

Il verde a scala di vicinato è strettamente integrato con la funzione


residenziale per garantire le qualità abitative di base e pertanto è
localizzato in maniera capillare con distanze dagli alloggi non superiore a
cinque minuti di cammino.
La presenza di superfici vegetali contribuisce alla permeabilità dei suoli e
al benessere, limitando gli effetti nocivi dell'inquinamento atmosferico e
rendendo evidenti le alternanze stagionali.

Il verde di quartiere è integrato con le abitazioni, le attrezzature e gli spazi


pubblici formando una vera e propria trama connettiva facilmente
accessibile dai pedoni.
Di uso pubblico, consente la fruizione del tempo libero quotidiano
accogliendo pratiche diverse e destinate allo svago e al riposo.

Il verde alla scala urbana è un grande spazio pubblico a dominante


carattere vegetale , formalmente organizzato , dove possono essere inserite
alcune istallazioni specifiche, di tipo sportivo, culturale o botanico.

Il verde a scala territoriale può essere costituito da vaste aree naturali dalle
marcate connotazione paesistiche o rurali, volte a tutelare aree
ecologicamente importanti oppure a permettere la fruizione del tempo
libero.
Spesso situato ai margini di un'area metropolitana, può estendersi per
diverse centinaia di ettari, completamente aperto al pubblico oppure con
eventuali restrizioni per le aree protette , ed è raggiungibile con mezzi di
trasporto privati, che richiedono pertanto l'adeguata predisposizione di
spazi destinati alla sosta.

La progettazione del giardino, e più in generale degli spazi verdi, è al


tempo stesso creazione architettonica, urbana e paesaggistica. E'
condizionata da fattori insediativi, climatici e botanici,sempre in stretta
relazione con l'ambiente sociale , culturale e storico di un determinato
momento.
Z-ZONIZZAZIONE

Zonizzazione significa letteralmente suddivisione in zone.


La zonizzazione è lo strumento tecnico, impiegato dalla pianificazione
urbanistica e territoriale, per disciplinare gli usi del territorio.
Storicamente esso nasce da molteplici esigenze : mettere ordine nelle città
investite dalle ondate migratorie provocate dalla rivoluzione industriale,
eliminare gli inconvenienti derivanti dall'originaria commistione di
funzioni incompatibili fra loro , localizzate nella stessa zona, evitare il
sovraffollamento, dotare la città di servizi indispensabili.

La zonizzazione consiste nella divisione di un territorio di qualsivoglia


dimensione in un certo numero di zone alle quali vengono assegnate una o
più funzioni specifiche (residenziale, produttiva, ricreativa, di servizio) in
base alle rispettive esigenze localizzative e alle scelte del piano.

La zonizzazione implica sei possibili condizioni operative:


a) la definizione degli usi possibili
b) l'attribuzione a ciascun uso di alcune dotazioni necessarie al suo
corretto svolgimento
c)l'indicazione, per ciascuna zona , degli usi principali o di scopo
d)La qualificazione degli usi suddetti in alcune misure
significative
e)la prescrizione delle modalità di mantenimento.
f) le eventuali regole tipomorfologiche dell'insediamento