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Pionieri del sax

L’evoluzione del saxofono, negli anni, ha abbracciato non solo la parte


“tecnica” dello strumento, ma anche quella “didattica”. Molti sono stati i
saxofonisti ad aver lasciato una loro impronta, a partire da Rascher, il quale si
interessò allo studio dei sovracuti, finendo con Mule, il quale fu il primo ad
utilizzare il “vibrato”, Bumcke, Londeix, Rousseau i quali, hanno lasciato un
eredità di “sapere didattico” che ancora oggi influenza lo studio del
saxofonista.
Di seguito i principali saxofonisti:

Gustav Bumcke
Saxofonista – compositore
berlinese, il suo operato risulterà
fondamentale per la diffusione del
saxofono in Germania.
Egli, infatti, aprirà una scuola di
saxofono presso il Conservatorio
Stern di Berlino.
Uno dei suoi allievi degni di nota fù:
Sigurd Rascher, che, con i suoi
studi e con i suoi metodi didattici,
contribuirà allo sviluppo tecnico
dello strumento.
Bumcke, scriverà e pubblicherà un
metodo di importanza didattica
intitolato “Saxophon-Schule”, nel
quale parlando degli aspetti tecnici dello strumento, quali imboccatura,
emissione, ecc.., parlerà per la prima volta della tecnica degli “Armonici”.
Il suo operato, come già detto, risulterà decisivo per la diffusione del saxofono
nel suo paese, Cominciarono, infatti, ad essere scritte opere originali,
soprattutto di autori austriaci e tedeschi, tra cui “Hindemith”, suo collega
presso il Conservatorio di Berlino.Egli, utilizzerà il sax in diverse composizioni
operistiche e orchestrali, inoltre scriverà lavori da camera quali: “Sonata” per
sax alto e pianoforte; “Konzerstück” per due sax alti; “Trio op.47” per sax
tenore, viola e pianoforte, “Quartetto op.23”. Bumcke fonderà un’orchestra di
soli sax (15 elementi) e un ulteriore quartetto, “Quartetto di Saxofoni di
Berlino”, proponendo durante i concerti esclusivamente lavori orginali scritti
per questa formazione. L’avvento del Nazismo segnerà, come anche per altri
artisti, il declino della sua carriera.
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