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IL CORPO CHE PARLA

1- FUNZIONE MOTORIA ed ATTO COMUNICATIVO


1.1 La [FUNZIONE MOTORIA] NELL’UOMO

Raggruppa tutti i movimenti che l’uomo può compiere con il proprio


corpo per rapportarsi con - l’ambiente fisico Il corpo umano
- l’ambiente socio-relazionale è concepito e
conformato per
Viene utilizzata per - muoversi nell’ambiente muoversi
- provvedere ai nostri bisogni essenziali

Il movimento è
È una funzione sempre presente nell’uomo che vive, riscontrabile anche nelle
perciò anche quando è fermo o in stato di riposo battito cardiaco stazioni o posizioni
respirazione
L’uomo per mantenerle
compie, senza saperlo,
delle contrazioni della
Una gestione corretta delle attività motorie diventa un fattore muscolatura posturale
determinante per il benessere e la qualità della vita antigravitaria.

FUNZIONE MOTORIA comprende l’insieme di tutte le risposte di adattamento che si


strutturano nell’uomo dalla nascita in poi per rispondere
all’ambiente

FISICO SOCIALE E DI RELAZIONE Inteso come MONDO


INTERIORE
Insieme di posture, Insieme di risposte di
schemi posturali e comunicazione verbale e non Insieme di idee e
motori pensiero dinamico

Le funzioni del movimento nell’uomo sono 4

Sviluppo delle Sviluppo e Sviluppo delle Sviluppo delle


CAPACITà conservazione della CAPACITà e delle CAPACITà di
INTELLETTIVE FUNZIONALITà ABILITà ESPRESSIONE
DELL’ORGANISMO E DI RELAZIONE
1.a. -- Funzione motoria e CAPACITà INTELLETTIVE

Le esperienze motorie portano il bambino a conoscere e sperimentare il rapporto con l’ambiente


e hanno un ruolo decisivo nello sviluppo della capacità di PERCEZIONE = Elaborazione delle
informazioni sensoriali
provenienti da
Tali stimolazioni attivano e sviluppano i processi - esterno del corpo
cerebrali che sono alla base della costruzione della - superficie del corpo
memoria e delle altre capacità mentali. - interno del corpo

Il bambino che, grazie ad esperienze motorie finalizzate, INTELLIGENZA UMANA


impara a conoscere ed a controllare il proprio corpo è
ben adattato all’ambiente Capacità dell’uomo di adattarsi
all’ambiente sapendo risolvere a
proprio favore i differenti problemi che
gli si pongono

Il movimento umano avviene grazie ad una attivazione:

NEURO-FISIOLOGICA ogni movimento, quanto più automatizzato e memorizzato passa


SPINALE da un sistema di controllo cerebrale ad uno sottocorticale e a
CEREBRALE meccanismi automatici spinali

EFFETTI
del movimento sulle differenti componenti del sistema nervoso:

Miglioramento qualitativo e quantitativo delle funzionalità delle vie sensoriali afferenti ed


efferenti;
Aumento di opportunità di elaborazione e delle capacità di analisi, scelta e gestione delle
Informazioni;
Strutturazione e memorizzazione di programmi motori di tipo utilitaristico e prestativo;
Strutturazione di capacità e competenze cognitive elementari, intermedie, superiori convergenti
e divergenti;
Miglioramento del controllo motorio nei movimenti globali e di coordinazione fine;
Progressiva acquisizione di autocontrollo nelle situazioni emotivamente cariche indotte dal
movimento;
Razionalizzazione del successo e dell’insuccesso in un contesto di agonismo.

1.b. -- funzione motoria, PREVENZIONE PRIMARIA e BENESSERE

L’esercizio fisico svolge un’importante azione

Sul tessuto osseo rendendolo più elasticoe ritardandone l’invecchiamento ed i problemi di


osteoporosi;
Sulle articolazioni che vengono mantenute attive e funzionali ed i fenomeni infiammatori e
degenerativi ritardano la loro comparsa;
Diminuisce il rischio di infarto e tutto l’apparato cardio-circolatorio mantiene un buon livello di
efficienza;
Sulla muscolatura striata - esercizio allena il tono posturale, atto a sorreggerci e a contrastare la
forza di gravità;
- esercizio allena il tono funzionale che ci permette di muoverci
nell’ambiente senza fatica.
Nei confronti di due malattie frequenti _ diabete mellito;
_ colesterolo Con l’attività motoria aumenta
inpercentuale quello ‘buono’ e diminuisce
quello più dannoso per l’organismo.

Oggi,però, ci sono sempre meno spazi per muoversi e c’è sempre meno
tempo per poterlo fare.

1.c. – funzione motoria e SVILUPPO DELLE ABILITà DI MOVIMENTO

CRESCITA MOTORIA è quel processo che porta il bambino ad acquisire:

Abilità o SCHEMI MOTORI Controllo delle posture SCHEMI POSTURALI


di base
Gli schemi posturali
Schemi motori di base consentono all’uomo di
costituiscono le abilità che interagire con l’ambiente e chef
l’uomo costruisce nel corso anno parte da sempre della
del processo evolutivo del gestualità analitica tipica
movimento umano e dell’uomo.
compongonola motricità
abituale dell’uomo. (ex. flettere, abdurre,
elevare...)
(ex. camminare, lanciare..)

La costruzione ed il consolidamento della motricità umana può


avvenire solo se maturano le condizioni strutturalie funzionali che
sono state individuate nei PREREQUISITI DEL MOVIMENTO = Condizioni necessarie
per l’apprendimento
motorio e lo sviluppo
delle abilità.
FUNZIONALI STRUTTURALI

- Strutturazione schema corporeo - Conformazione e sviluppo


(idea di consapevolezza del proprio corpo) dell’apparato:
- Funzione di controllo degli equilibri _ scheletrico
- Funzione di controllo della lateralità _articolare
- Funzione di orientamento spazio-temporale _muscolare
- Funzione dicoordinazione globale, percettivo- - Sviluppo strutturale dell’apparato
motoria e segmentaria nervosa
- Funzione di controllo del tono postural - Sviluppo dell’apparato
- Funzione di rilassamento psichico e corporeo cardiocircolatorio e respiratorio
La crescita motoria è condizionata quando il soggetto, in età evolutiva, scopre e consolida le
abilità di: - traslocazione nello spazio
- prensione sviluppando progressivamente gli
- manipolazione e controllo degli oggetti schemi motori di base e postural sia
dal punto di vista quantitative che
qualitative in un ambiente
favorevole.
1.d. – funzione motoria, RELAZIONE SOCIO-AMBIENTALE e COMUNICAZIONE

Dalla nascita il neonato dispone di movimenti innati (espressioni spontanee ed istintive) con le quali
parla, perciò il linguaggio del corpo e dei gesti diventa espressione di emozioni, sentimenti ed
intenzioni e, quindi, mezzo per entrare in relazione coni simili
Imparare a muoversi secondo le sue
esigenze è l’unica soluzione che ha
per manifestare i propri bisogni.
Nel corso dei primi anni di ita lo sviluppo
infantile comprende degli aspetti che sono
alla base di una prima autonomia del
bambino rispetto al suo ambiente:
- Acquisizione del controllo sfinterico
- Costruzione e sviluppo del linguaggio parlato
- Conquista dello spazio prossimo attraverso un apprendimento progressive delle
abilità di traslocazione.

GIOCO spontaneo è un’esperienza che comporta:


_ l’acquisizione di abilità motorie
_ provoca nuove esperienze emotive, cognitive e relazionali favorendo lo sviluppo di:
 creatività
 capacità percettive e coordinative
 senso del tempo e dello spazio
 nel complesso di tutta la persona.

Il gioco e il movimento “sono linguaggi naturali e culturali della nostra specie”

Il LINGUAGGIO DEL CORPO accompagna l’uomo per tutto l’arco di vita ogni volta
che avviene un movimento involontari, riflesso, spontaneo, volontario e controllato,
automatizzato o in alcuni casi anche patologico.

Comunicazione Verbale Il Linguaggiocomunicativo del Corpo e



dei suoi movimenti
È estrinseca in quanto
impersonale e oggettiva È intrinseco in quanto personale e soggettivo

FUNZIONE COMUNICATIVA DEL MOVIMENTO

SPONTANEA ESPRESSIVO-SPORTIVO-MOTORIA

(inconsapevole) (consapevole)
 Modalità di relazione attraverso le posture e la  Ambito sportive attraverso gesti tecnici;
padronanza di movimenti;  Ambito motoro-funzionale-utilitaristico
 Manifestazioni di coinvolgimento emozionale attraverso la gestualità convenzionale
attraverso la mimica facciale, atteggiamenti del per comunicare, quando non è
corpo e tono di voce; possibile in modo verbale;
 Supporto e conferma del discorso verbale  Ambito espressivo per esprimere
attraverso sguardi, cenni, segnali vocali e non volutamente sensazioni, stati d’animo
vocali; ed emozioni.
 Ccomunicazione di atteggiamenti interpersonali
attraverso la vicinanza fisica, tono di voce e
contatti.

La combinazione e l’integrazione armonica tra schemi motori di base e


capacità motorie formano il complesso delle abilità motorie umane.

1.2 EPISTEMOLOGIA DELLA COMUNICAZIONE

Si può cogliere nel movimento dell’uomo due aspetti fondamentali:


Quello della _ TRANSITIVITà = legato alla efficacia e alla coordinazione del gesto in funzione di
obiettivi funzionali e/o sportivo-prestativi.
_ ESPRESSIVO-COMUNICATIVO = legato al significato che le posture e gli atti motori
Portano con sé.

Tali aspetti assolvono a due bisogni essenziali per l’uomo: quello della azione
: quello della comunicazione
La comunicazione tra gli esseri umani si attiva
quando un soggetto (emittente) entra nello La parola è da sempre considerate la ‘regina
spazio sensoriale di un altro soggetto (ricevente) della comunicazione’.
e si avvale del linguaggio definibile come un Il linguaggio verbale dipende
Sistema costituito da un insieme di ‘segni’ che sostanzialmente dalla contrazione
possono essere trasmessi attraverso 2 canali: coordinata dei muscoli responsabili della
- Verbale fonazione e dei movimenti della lingua
- Non verbale rispetto al palate ed è dunque un atto di
coordinazione motoria considerabile come
una forma raffinata ed evoluta di espressività
corporea.

1.a. -- La comunicazione scritta e verbale come ATTI di COORDINAZIONE MOTORIA

La distribuzione delle aree motrici cerebrali denota uno spazio maggiore deputato
al controllo di quelle parti del corpo che servono all’uomo per comunicare.

La COMUNICAZIONE può essere spiegata con la metafora dello scambio in cui gli oggetti di scambio
sono le opinioni e le informazioni che contengono un messaggio riconducibile, in questo esempio,
alla sostanza fatta circolare all’interno di un tubo immaginario posto tra due soggetti che riescono, in
questo modo, a scambiarsi le opinioni
A viaggiare dentro esso sono i segnali, le informazioni
sono frutto dell’interpretazione e della elaborazione
intelligente di essi.
Nella TEORIA della comunicazione due soggetti che interagiscono elaborano reciprocamente i
segnali che si trasmettono grazie ad una interpretazione completa degli stessi che tenga conto del
motorio.
“il motorio fornisce l’interpretazione del sensorio e viceversa”

SEGNALE Concetti di INFORMAZIONE

Caratterizza il sistema Caratterizza il sistema


comunicativo di tipo comunicativo più complesso dove
banale ovedato un la risposta varia a seconda
ordine si avrà una dell’interpretazione personale del
risposta. soggetto che riceve il messaggio in
quanto subentra la percezione
LINGUAGGIO Intesa come elaborazione
personale ed intelligente di esso.
Insieme dei suoni e dei segni comprensibili ed elaborabili
all’interno di un gruppo comunità che condivide la stessa
lingua e la stessa cultura.
Perciò è un codice che si apprende e si sviluppa per
esprimere e comunicare concetti, idee, opinion ma anche
emozioni, sensazioni e percezioni.

1.b. – ESPRESSIVITà, comunicazione CORPOREA e SISTEMI comunicativi

La comunicazione tra due soggetti avviene attraverso i vari tipi di linguaggio e si esprime a due livelli:
1- messaggio primario = rappresenta direttamente l’individuo e ne esprime il grado ed il tipo di
comunicazione consapevole basato su un discorso intellettuale chiaro che
consiste in proposizioni comunicate volontariamente;
2- metamessaggio = comunica il modo di essere dell’individuo attraverso il linguaggio non verbale,
perciò è una comunicazione inconsapevole.

SPIEGAZIONE di come nascono i concetti che implicano sempre e costantemente


l’intermediazione delle esperienze pratico-motorie

Attraverso l’esperienza e la motricità il bambino scopre la possibilità di esercitare la propria


azione sugli oggetti e tutto ciò lo porta a denominare non solo gli oggetti ma anche le azioni da
intraprendere per arrivare agli oggetti attraverso l’utilizzazzione delle prime approcciate forme
verbali che consentono di possedere la conoscenza permanente dell’oggetto e la conseguente
rappresentazione mentale associata alla parola corrispondente.

Si ritiene che oggi la comunicazione corporea si possa attuare attraverso:

SEGNI CONVENZIONALI GESTI SPONTANEI

Riprendono le modalità communicative del Sono istintivi e nella maggior parte dei casi
linguaggio verbale e trasmettono informazioni vengono attuati inconsapevolmente
relative a situazioni o dati di fatto. attraversoquell’insieme di messaggi che
Sono azioni globali o segmentarie volontarie ed compongono il comportamento comunicativo
intenzionali. dell’uomo.
(ex. orientamento e postura convenzionale, (ex. espressività delle mani, degli arti superiori
abbigliamento e cura dell’aspetto esteriore) e del volto, tono di voce)
DECODIFICA
Nella comunicazione verbale e Nella espressività spontanea non
non verbale convenzionale la verbale la decodifica del segnale è
codifica e la decodifica personale.
dipendono dale convenzioni:
- nazionalità
- grado di cultura
- stato sociale.

Tempi e intensità dei segnali non verbali individuando:


 SEGNALI CARENTI = durano per un tempo ed avvengono ad una intensità inferiore rispetto a quanto
ci
si spetta;
= il soggetto con il suo stato d’animo è chiamato, anche quando non lo vuole o non
lo sente, a comunicare ed a interferire e lo fa tentando di simulare i segnali
esteriori di una emozione che, in effetti, non sta provando ma solo recitando.
 SEGNALI ECCESSIVI = durano per un tempo più lungo ed avvengono con intensità
eccessiva;
= denotano l’incapacità, da parte del soggetto che li mette in atto, di
valutare il grado di forza e di intensità della risposta non verbale.

1.c. – Espressività degli ARTI SUPERIORI e delle MANI

Due psicologi sociali Ekman e Freisen arrivano a distinguere:


 GESTI EMBLEMATICI = connotano segnali arbitrari e convenzionali il cui significato è legato ad una
socio cultura;
 GESTI ILLUSTRATORI = accompagnano il linguaggio verbale attraverso forme di designazione di
mimo
per un’azione o di evidenziazione di una forma;
 GESTI REGOLATORI = accompagnano, sostituiscono parzialmente, punteggiano, integrano e
regolano
il flusso verbale contribuendo a volte a modularne tono ed intensità;
 GESTI INDICATORI DI STATO EMOTIVO = gesti spontanei involontari legati a stati interni;
 GESTI DI ADATTAMENTO = consistono in atti non intenzionali;
 SEGNALI BARRIERA = azioni compiute inconsciamente che attiviamo per difenderci o per prevenire
una caduta in un contesto socio-ambientale ritenuto pericoloso.

1.d. – INTENZIONALITà COMUNICATIVA, tono funzionale e DIFFERENZIAZIONE


CINESTETICA

Tre tipologie di comunicazione non verbale associate a tre differenti condotte indicatrici di
relazione:
1. Situazione comunicativa fondata su un rapporto di parità: i segnali comunicativi passano a
turno da un soggetto all’altro e il
messaggio inviato viene compreso
e decodificato con certezza.
2. Comunicazione mono-direzionale: l’emittente sceglie una modalità di rapporto fortemente
carica di emotività, il ricevente diviene solamente oggetto
di un messaggio di aggressività che non gli consente di
rispondere.
3. I soggetti del messaggio comunicativo inviano all’altro un segnale aggressivo facilmente
decodificabile in termini di rifiuto a comunicare.

Esiste uno stretto legame tra il tono funzionale che utilizziamo per muoverci, le motivazioni e le
relazioni indotte dall’ambiente con la difficoltà di mascherare l’aspetto comunicativo non verbale.

1.e. – Movimenti del CAPO, espressività del VOLTO, sguardo e DILATAZIONE delle
PUPILLE

Il capo dell’uomo L’espressività del volto avviene grazie Le pupille non reagiscono
attraverso una all’intervento sinergico e principalmente spontaneo unicamente alla variazione
serie di movimenti dei muscoli cutanei che originano dallo scheletro di luce ma anche agli stati
segmentari appena della testa e si inseriscono sulla pelle del viso o emotive dilatandosi
accennati svolge della volta cranica = sono muscoli piccolo e quando vediamo qualcosa
una importante appiattiti che con che ci eccita (sia
funzione le loro contrazioni danno luogo alla eccitazione piacevole che
comunicativa. mimica facciale e vengono perciò da paura) e restringendosi
chiamati ‘muscoli mimici’. quando viviamo/vediamo
qualcosa di sgradevole.
L’espressività del volto può essere:
- naturale e spontanea quando asseconda nel
modo più semplice e con il giusto tono funzionale Tali modifiche avvengono
il linguaggio verbale senza che no ice ne
- indotta ed imposta da situazioni contingenti. accorgiamo

Vi sono soggetti che cono in grado di comunicare


con lo sguardo in modo efficace ciò che vogliono
da un’altra persona.

1.f. – I GESTI-MESSAGGIO ‘convenzionali’ e/o ‘convenzionati’

- Hanno la funzione di sostituire la comunicazione verbale quando non vi sono le condizioni


affinchè questa possa avvenire con efficacia.
- Possono essere:
 Convenzionali = quando sono interretabili allo stesso modo da tutti
 Convenzionati = vengono interpretati solo da poche persone.

EX. L’alfabeto muto è un esempio di come l’uomo possa usare segnali del corpo convenzionali per
sostituire le lettere dell’alfabeto.

1.g. – La PROSSEMICA: spazio individuale di relazione-comunicazione


Studia le modalità di rapporto all’interno dello spazio di
Termine introdotto dall’antropologo relazione tra esseri umani; spazio che a volte determina
Americano E.T. Hall nel 1963. situazioni espressivo-comunicative di significato.
Individua 4 differenti distanze di comunicazione e relazione tra persone:
1) DISTANZA INTIMA = (dal contatto fisico fino ai 45 centimetri)
Si instaura quando vi è un rapporto di estrema confidenza;
2) DISTANZA PERSONALE = variante di vicinanza (tra i 45 e i 75 centimetri)
variante di lontananza (tra i 75 e i 120 centimetri)
= quella più usata nella vita di relazione dell’uomo, la vicinanza è
direttamente proporzionale al grado di conoscenza e confidenza
con l’altro;
3) DISTANZA SOCIALE = (da m.1.20 a m. 3.50)
= non impone necessariamente una relazione diretta con chi sta di fronte;
4) DISTANZA PUBBLICA = (> m. 3.50)
= utlilizzata principalmente per situazioni comunicative
prevalentemente monodirezionali.
Quando in una situazione di comunicazione interpersonale si modificano le distanze tra gli
interlecutori cambiano che i rapporti tra gli stessi e possono avere luogo fenomeni di:
- ‘invasione’ nel caso in cui queste distanze si riducano,
- ‘esclusione o minor interesse’ nei confronti dell’interlecutore.

1.h. – Le POSTURE e l’orientamento del corpo nella comunicazione inter-personale

Rappresentano la storia fisica e psichica della persona fatta di emozioni,


vissuti, condizionamenti e disagi.

La postura si manifesta:
 Nel corpo = attraverso dei blocchi osteo-articolari e delle tensioni muscolari permanenti
 Nella psiche = con una sorta di rigidità mentale che condiziona negativamente l’interiorità della
persona e le sue relazioni con il mondo: è dovuta ad inibizioni di emozioni,
adattamenti forzati all’ambiente,
condizionamenti.

1.3. EVOLUZIONE DEL CONCETTO DI INTELLIGENZA UMANA:


verso un modello estensivo di valorizzazione della persona
Nella Cultura Classica = le definizioni di intelligenza tendono a valorizzare la componente razionale
della mente umana.
Nel corso dell’Ultimo Secolo = sono stati elaborati una serie di test psicometrici costituiti da una serie
di prove il cui grado di difficoltà era in relazione all’età del soggetto.

Secondo tali test il QI veniva calcolato attraverso il rapporto tra:


- Età Mentale del soggetto (EM): veniva valutata in base al numero di
prove superate relativamente ad
abilità linguistiche e/o
logico-matematiche;
- Età Cronologica (EC).

L’intelligenza umana non può essere ridotta ad un'unica componente razionale-logico-intellettiva ma,
nel suo comandare l’agire ed il fare dell’uomo, deve far tesoro anche delle afferenze che gli
provengono dalla corporeità, delle motivazioni ed emozioni ricreate dalle necessità dell’uomo di
esprimere se stesso, comunicare ed entrare in relazione con gli altri e con il mondo.

INTELLIGENZA UMANA = insieme dei processi mentali semplici e complessi che consentono
all’uomo la risoluzione dei problemi, derivanti dal rapporto con l’ambiente,
che implicano una ristrutturazione del rapporto adattivo con l’ambiente
stesso.

1.a. – PIERRE VAYE: il corpo come relazione e comunicazione con il mondo


La METODOLOGIA si fonda sulla possibilità di utilizzare la psicomotricità per educare e per rieducare
non solo la parte di fisicità ma anche la parte psico-intellettiva dell’uomo.

Dimostra come il corpo proprio, che rappresenta e raggruppa tutte le esperienze vissute del
soggetto, sia il primo ed efficace “mezzo di relazione e di comunicazione” con il mondo degli
oggetti e degli altri.

SCHEMA CORPOREO Individua nella comunicazione con gli altri 3 piani:


1. TONICO = contrazione e decontrazione della
Insieme di percezioni relative al sè che muscolatura postural ed espressiva;
rappresenta “l’insieme delle sensazioni 2. GESTUALE
relative al proprio corpo in relazione ai dati 3. VERBALE
delmondo esterno”.

SCOPO della PSICOMOTRICITà è di sviluppare i linguaggi primari dell’azione, dell’espressione


corporea e della motricità intenzionale affinchè successivamente
anche la comunicazione verbale possa svilupparsi in modo
efficiente ed efficace.

Attraverso le esperienze del corpo deriva una conoscenza del mondo non solo limitata agli oggetti ma
estesa anche agli altri, pertanto lo schema corporeo è alla base del processo di socializzazione
intesa come insieme stabile di interrelazioni con gli altri.

1.b. – JEAN LE BOULCH: la scienza delle ‘condotte’ e l’aspetto


espressivo-comunicativo del movimento umano

SCIENZA DELLE ‘CONDOTTE’ MOTORIE = tutto quello che l’uomo fa è frutto di un’elaborazione
soggettiva orientata verso l’esterno.
Tutti i movimenti dell’uomo sono
forme di condotte e pertanto espressioni orientate verso l’ambiente ed il mondo.

Nelle sue ricerche precisa il funzionamento dei SISTEMI PIRAMIDALE ed EXTRAPIRAMIDALE,


nonché la mappatura della corteccia cerebrale per quanto attiene le funzioni motorie.

Garantisce il movimento volontario ed Permette il movimento:


intenzionale e rappresenta la motricità:  Automatico
 Fine  Riflesso
 Localizzata  Semivolontario
 Segmentaria  Grossolano.
 Percellare
potendo controllare un numero limitato di Le diverse parti del movimento si attivano senza
muscoli. intervento diretto della corteccia cerebrale che segue
solo e controlla il meccanismo.

Nell’uomo adulto la motricità più complessa ed elaborata è il risultato dell’azione sinergica dei due
sistemi piramidale ed extrapiramidale.

MOTRICITà = insieme di attività estremamente complesse ma sempre legate al cognitivo e in


interazione costante con l’emisfero dominante dal quale, quanto più i movimenti si
automatizzano, può anche allontanarsi e sfuggire per acquisire una propria autonomia
relativa nei centri sotto-corticali.

A livello muscolare la regolazione di ogni condotta motoria si realizza grazie al duplice funzionamento
del muscolo che può produrre una contrazione tonica o fasica.
- riflessa
- continua
- involontaria

garantisce il tono base e postural sul


quale si inserirà la contrazione fasica L’esecuzione motoria del gesto.

Le IMPLICAZIONI DIDATTICO-EDUCATIVE che derivano dalla teoria di Le Boulch:


1) L’apprendimento motorio si struttura in modo efficace attraverso le fasi di:
 aggiustamento globale,
 percezione intelligente,
 dissociazione delle risposte errate,
 apprendimento intelligente per programmazione mentale cosciente,
 automatizzazione delle risposte efficaci.
2) L’apprendimento è tanto più veloce quanto più il discente ha interiorizzato e strutturato lo
schema corporeo che corrisponde “all’intuizione e conoscenza immediata del proprio corpo in
posizione statica o dinamica, in rapporto alle diverse parti tra loro e, soprattutto, nei rapporti
con lo spazio e gli oggetti che lo circondano”.
3) Educare al movimento significa cercare di armonizzare e coordinare i due sistemi (piramidale
ed extrapiramidale) responsabili del controllo e della regolazione del movimento.

1.c. – ABRAHAM MASLOW e la piramide dei bisogni

Nel corso degli ultimi 40 anni studi ed esperimenti hanno dato vita a tre teorie sull’apprendimento
umano: - Comportamentismo = si articola nelle due opposte concezioni dell’associazionismo e della
globalità della forma;
- Cognitivismo o teoria della scoperta cognitiva;
- Teoria della valorizzazione della persona che abbraccia l’approccio prettamente umanistico e
il problema dell’apprendimento.

Maslow ha orientato i suoi studi verso la SCOPERTA e la CLASSIFICAZIONE DEI BISOGNI


DELL’UOMO che possono influenzare o meno la capacità di apprendimento/intelligenza, il
compimento della auto-realizzazione personale che rappresenta il gradino più alto della
soddisfazione e più in generale la salute globale.

PIRAMIDE DEI BISOGNI si articola in 5 livelli:

Bisogni di Tutti I bisogni:


autorealizzazione  Sono connessi tra loro
gerarchicamente
Bisogni di stima secondo un ordine di
Bisogni di appartenenza
Potenza e di priorità,
 Sono in continuo
Bisogni di sicurezza divenire dinamico
 si supportano
Bisogni fisiologlici vicendevolmente.
Bisogni fisiologici sono i più impellenti perché necessari alla sopravvivenza e vanno soddisfatti per
primi ed al più presto.
Gli altri vengono considerati come carenze o lacune individuali colmabili e da soddisfare attraverso
un positivo funzionale rapporto con l’ambiente fisico e socio-relazionale.

Per gestire ed organizzare con serenità il proprio comportamento l’uomo deve tendere a soddisfare i
Bisogni di sicurezza utilizzando i mezzi consentiti dall’ambiente.

Bisogni di appartenenza collocati nella necessità per l’uomo di instaurare rapporti interpersonali ed
amicizie.

Bisogni di stima ed autostima soddisfano da un lato il desiderio di rispetto e reputazione da partedegli


altri (stima), dall’altro il sentirsi adeguati e gratificati nel mondo (autostima) generando coraggio e
fiducia in se stessi e nelle proprie capacità.

Secondo Maslow il soddisfacimento di questi 4 gruppi di bisogni non è sufficiente all’individuo per
sentirsi appagato.
L’insoddisfazione può essere dovuta alla mancanza di utilizzo pieno del proprio potenziale personale
che avviene solo attraverso l’impulso che porta al culmine della piramide dove può avvenire
l’autorealizzazione e l’autoaccrescimento =
Capacità dell’uomo di generare il nuovo e di
condizionare il proprio divenire.
Secondo Maslow è necessario distinguere la:
o Creatività derivante da special talento:
viene ereditata geneticamente ed è privilegio
solo di pochi.
o Creatività derivante dall’autorealizzazione:
È presente in ognuno di noi come capacità di
esprimere la propria personalità.

L’ESPRESSIVITà NEL COMPORTAMENTO può essere di due tipi:


1. Strumentale = si manifesta nelle situazioni in cui atteggiamenti, gesti e posture vengono
assunti
con una precisa intenzionalità e finalità utilitaristica.
2. Spontanea = è pura e semplice espressione, libera e disinibita, spesso determinata dallo stato
interno dell’organismo; non è motivata da nessun particolare interesse, non ha
significati comunicativi intenzionali, non viene appresa né condizionata
dall’ambiente.

Nella teoria risalta con evidenza come l’espressione, la creatività e l’autorealizzazione abbiano un
ruolo primario nella vita dell’essere umani.

1.d. – HOWARD GARDNER: l’intelligenza corporeo-cinestetica

Intelligenti = non solo coloro che sanno utilizzare con efficacia le abilità logico-matematiche o
linguistiche ma anche tutte quelle persone che sanno padroneggiare con efficacia il
proprio corpo per esprimere e comunicare il proprio modo di essere.

Secondo esso gli uomini si distinguono perché sono portatori di diverse FORME DI INTELLIGENZA:

 Intelligenza linguistico-verbale: chi la possiede si dimostra abile con il linguaggio, sensibile al


significato, al suono, al ritmo ed alle inflessioni delle parole oltre
ad avere una particolare sensibilità per le differenti funzioni del
linguaggio.
 Intelligenza logico-matematica: chi la possiede è in grado di comprendere in mondo attraverso
un’intuizione delle azioni che si possono compiere sugli oggetti,
delle relazioni tra di esse e delle relative ipotesi che si possono
fare.
 Intelligenza musicale: chi la possiede si dimostra abile nel riconoscere i modelli tonali, e
particolarmente sensibile ai suoni ed al ritmo che è in grado di ripetere in
più ampi schemi musicali, dando loro una forma.
 Intelligenza visivo-spaziale: chi la possiede è in grado di percepire, comprendere, interiorizzare
e trasformare lo spazio.
 Intelligenza corporeo-cinestetica: chi la possiede si dimostra in grado di conoscere e
padroneggiare sia il proprio corpo che i modi con cui esso
opera.
Intelligenza corporea implica la capacità di comprendere il mondo attraverso il corpo, di
esprimere idee, sentimenti e comunicare con gli altri attraverso il corpo.
 Intelligenza interpersonale: chi la possiede è capace di osservare e fare distinzioni in modo
particolare sugli stati d’animo, i temperamenti, le intenzioni, le
personalità, i comportamenti e le motivazioni degli altri.
 Intelligenza intrapersonale: capacità nell’uomo di comprendere e conoscere il proprio mondo
interiore.
È l’intelligenza di quelle persone che riescono ad avere un grande
controllo dei propri sentimenti e delle proprie emozioni.
 Intelligenza naturalistica: tipica di chi riesce a riconoscere, categorizzare e comprendere i
diversi oggetti nella natura.
 Intelligenza esistenziale o filosofica: chi la possiede è in grado di effettuare riflessioni profonde,
spirituali e complesse su questioni fondamentali della vita.

Tutte insieme compongono la nostra potenza Cerebrale

Avere una buona intelligenza motoria significa “saper usare il proprio corpo in modi molto differenti e
abili, per fini espressivi oltre che concreti”.
3 tipologie di motricità che nell’uomo si integrano e si completano vicendevolmente pur avendo
ubicazioni cerebrali differenti: - fine: area dell’emisfero sinistro
- per il controllo dei movimenti più grossolani: nell’area dell’emisfero
destro.

Entrambe le motricità, sinistra (analitica e logica) e destra (gestaltica, globale, procedurale) possono
funzionare sia da sole sia nella interazione reciproca di una con l’altra.

Nessuna prestazione può verificarsi semplicemente attraverso l’esercizio di una singola intelligenza
in quanto esistono forti relazioni tra le stesse, oltre che uno scambio di informazioni ed un
completamento reciproco.

1.e. – DANIEL GOLEMAN: l’intelligenza emotiva

Secondo questo studioso dall’intelligenza emozionale dipendono anche l’intelligenza cognitiva e la


capacità di motivare e guidare se stessi verso l’azione operativa:
Afferma che la scuola dovrebbe porsi come obiettivo educativo il raggiungimento in ogni allievo
dell’autoconsapevolezza, della gestione delle proprie emozioni e della capacità di incanalarle in
armonia con il corpo oltre alle modalità di risoluzione dei conflitti.

INTELLIGENZA EMOTIVA = “capacità di motivare se stessi, di persistere nel perseguire un obiettivo


nonostante le frustrazioni, di controllare gli impulsi e rimandare le
gratificazioni, di modulare i propri stati d’animo evitando che la
sofferenza ci impedisca di pensare, di essere empatici e di sperare”
emotività provoca un aumento della frequenza cardiaca, ipertonia muscolare, nervosismo,
mancanza di autocontrollo, aumento degli atti respiratori, sudorazione ed altro…

Goleman arriva a definire un percorso di sensibilizzazione, conoscenza e controllo dell’emotività


che _ parte dalla CONSAPEVOLEZZA EMOTIVA che ha come fine il far conoscere quali siano le principali
forme di emozione, come riconoscerle e quali siano le cause che le determinano;
_ prosegue con L’AUTOCONTROLLO o momento nel quale impariamo a dominare i nostri stati
interiori ed a ridurre l’aggressività che potrebbe scatenarsi verso noi stessi o verso gli altri;
_ si trasforma in AUTO-MOTIVAZIONE per indirizzare verso una meta positiva la nostra carica emotiva
perseguendo obiettivi e superando eventuali ostacoli o insuccessi;
_ sfocia nell’EMPATIA o capacità da parte degli individui di riconoscere gli stati d’animo altrui
attraverso la lettura dei loro stati emozionali;
_ si conclude nella GESTIONE DELLE RELAZIONI INTERPERSONALI POSITIVE che si traducono nella
capacità da parte degli individui di comunicare con efficacia, concordare e risolvere situazioni di
conflittualità, costruire rapporti relazionali stabili e soddisfacenti.

2- ESPRESSIVITà ed EMOTIVITà
cenni di neuroanatomia e neurofisiologia
L’espressività corporea nell’uomo si manifesta attraverso modificazioni posturali e funzionali
indotte dalla contrazione dei muscoli che, grazie alla loro particolare struttura anatomica,
possiedono proprietà quali - eccitabilità
- elasticità
- contrattilità
- tonicità.

2.1. MUSCOLI E TONO MUSCOLARE


Grado di tensione esprimibile da ogni nostro muscolo e rilevabile attraverso un elettromiografo.
3 tipi:
Strumento utilizzatoper dtudiare il Sistema
1. TONO BASALE nervoso periferico dal punto di vista
funzionale; cioè per dare informazioni sulla
funzionalità dei nervi periferici e dei muscoli
scheletrici.
o gradi di tensione minimo,
Si rileva anche quando il muscolo è a
riposo ed ha una funzione preparatoria
per le intensità di tensione richieste
successivamente.

1. TONO POSTURALE
Indica la tensione muscolare impiegata da ogni singolo muscolo per contrarsi in modo
prevalentemente statico mantenendo così inalterata la sua lunghezza.

2. TONO FUNZIONALE
Esprime il grado di tensione necessario ad un muscolo per contrarci concentricamente o
eccentricamente comportando una variazione di lunghezza dello stesso.
Così l’uomo può produrre il movimento delle singole parti e del corpo in toto.

Il complesso composto da motoneurone alfa e relative fibre muscolari costituisce l’unità motoria e
l’intensità di tensione.
Numero di fibre variabile in relazione al tipo di funzione che il muscolo
svolge.
 Muscolatura Liscia ed involontaria che interessa gli organi interni, i vasi
sanguigni e la zona viscero-tonica intestinale;
 Muscoli Striati o Scheletrici Antigravitari e Funzionali deputati alla tenuta
delle posture ed all’effettuazione dei movimenti globali e segmentari.
La tipologia delle fibre della muscolatura striata può essere ricondotta a 3 categorie:
1- Fibre rapide (bianche)
2- Fibre lente (rosse) In relazione alla proporzione con qui queste fibre sono
3- Fibre miste presenti nel muscolo si distingue:
1.Muscoli a CONTRZIONE RAPIDA = Definiti bianchi in quanto ricchi di una proteina chiamata actina.
Sono inclusi solitamente tutti i muscoli superficiali.
Ci servono per compiere azioni globali, movimenti segmentari e
gesti sportivi e ciò avviene attraverso una modalità di contrazione
detta ‘fasica’ caratterizzata dall’attività ‘in fase’ e sincronizzata
delle diverse unità motorie.
Il loro dispendio energetico è consistente.
2.Muscoli a CONTRAZIONE LENTA = Definiti rossi in quanto ricchi di una proteina chiamata miosina.
Localizzati più in profondità.
Utilizzano una contrazione muscolare detta ‘tonica’ che consiste
in una produzione di tensione permanente, di natura automatica,
caratterizzata dall’alternanza dell’attività delle diverse unità
motorie e da una loro azione non sincronizzata.
Il loro dispendio energetico è limitato.
3.Muscoli MISTI = Caratterizzati dalla compresenza di fibre toniche e fibre fasiche che consente una
doppia funzionalità ad una loro partecipazione all’uno o all’altro tipo di contrazione.

La muscolatura striata svolge 4 differenti funzioni:


I. La funzione tonica di base: si manifesta attraverso un lieve stato di contrazione e di tensione
permanente dei muscoli e connota il tono basale.
II. La funzione tonico-posturale: si manifesta con l’interazione e l’integrazione di vari gruppi
muscolari
e/o distretti ed è strettamente connessa ai vissuti affettivo-emotivi
della persona dalla nascita in poi.
III. La funzione tonico-funzionale: da cui dipende la possibilità di compiere movimenti riflessi,
controllati o automatizzati volti al raggiungimento di precisi compiti
e risposte all’ambiente.
IV. La funzione tonico-espressiva: connota uno stato di tensione nel muscolo che esercita e
genera
manifestazioni espressive con funzioni comunicative.

2.2. LA FORMAZIONE RETICOLARE


È una fitta rete di neuroni tra loro interconnessi situata a metà strada tra la corteccia cerebrale ed il
midollo spinale, ha una allocazione strategica nel sistema nervoso centrale ed è centro di
smistamento e di incrocio di:
- vie nervose discendenti = hanno una funzione nell’abbassare l’intensità del tono muscolare
- vie ascendenti = hanno una funzione di attivazione della soglia dell’attenzione e vigilanza.

Oggi si ritiene che questa formazione abbia almeno tre importanti funzioni:
a) La Prima: (Sistema reticolare Discendente) attraverso i suoi prolungamenti nel midollo spinale
ha effetto di regolazione e controllo sulla muscolatura ed in particolare sul tono
muscolare.
b) La Seconda: (Sistema reticolare Ascendente) attraverso i suoi prolungamenti di
interconnessione con la corteccia cerebrale offre un apporto significativo alle
funzioni di attenzione e vigilanza del sistema nervoso centrale.
c) La Terza: attraverso prolungamenti al sistema limbico (sede delle emozioni) ed alle aree
dell’encefalo deputate alla memoria dei vissuti, è implicata nella funzionalità della
memoria cinestetica e nella presa di coscienza e controllo degli stati affettivo-emotivi
della persona.

Si può dire che regola e controlla il nostro potenziale energetico ed il fluire


dell’energia in tutte le cellule organizzando un apposito sistema:
sistema energetico-affettivo

2.3. SISTEMA ENERGETICO E SISTEMA OPERATIVO

Esistono due sottostrutture


SISTEMA ENERGETICO all’interno del sistema nervoso centrale:
SISTEMA OPERATIVO

Trasporta e gestisce l’energia. Veicola le informazioni ascendenti e discendenti.

Agisce attraverso la rete di È orientate verso il mondo esterno e consente


neuroni della formazione l’esecuzione di movimenti, azioni, coordinazione e
reticolare che raggiunge tutte le quant’altro è necessario alla persona per fare ed agire
cellule, viene influenzato dai nell’ambiente.
vissuti affettivi ed emotive della
persona e la sua attività si traduce Compito è raccogliere informazioni dall’ambiente
nel bilanciamento della quantità di attraverso gli analizzatori sensoriali, elaborarli e
energia presente in ogni parte del rispondere motoriamente.
nostro corpo.
La sua organizzazione si articola in 3 livelli (secondo
Jackson):
1. livello riflesso
2. livello degliautomatismi
3. livello volontario e controllato di elaborazione
Entrambi i sistemi agiscono in interazione continua e concorrono allo sviluppo unitario della persona.
2.4. LE POSTURE

Cit. - Ruggieri = “l’espressione del modo di essere al mondo in questo determinato momento: è data
dall’intreccio della storia dell’individuo con le sue componenti genetiche”.
- Annibaldi = “posizione che il corpo assume sia da fermo che in movimento”.

POSTURA è frutto di una precisa intenzionalità ad inibire il movimento e comporta un intervento


tonico-muscolare attivo, a carico della muscolatura anti-gravitaria, per contrastare la forza
di gravità.
Presuppone una serie di piccoli aggiustamenti attorno alla posizione prescelta e dunque veri e propri
interventi muscolari automatici.
Il mantenimento è per lo più inconsapevole in quanto dipende da:
_ fattori neuro-muscolari
_ fattori psico-emotivi e sociali

Le posture connotano la modalità individuale e personale di assumere determinate


posizioni del corpo nello spazio e sono dunque tante quanti sono gli individui.

Ogni postura è la risultante di aggiustamenti personali, attivati fin dalla nascita, impregnati
di corporeità ma anche di sentimenti, emozioni e vissuti relazionali.

La vita dell’uomo è un continuo succedersi di eventi e di cambiamenti pertanto le sue


posture una volta definite, possono essere modificate o ristrutturate.

2.5. LE EMOZIONI

Il termine EMOZIONE è riconducibile alla radice “emo” = dal greco sangue, e azione.

Perciò emozione vuol dire azione che si fa sangue, azione tradotta in sangue, azione
veicolata dal sangue, impulsi ad agire e piani di azione costruiti attraverso l’esperienza
per gestire in tempo reale le situazioni di emergenza.

Ogni emozione ci predispone ad agire in modo personale ed originale orientandoci verso una
direzione che si era già rivelata proficua per classifica
Damasio superare quel problema
le emozioni in: ed ogni uomo, nel corso del suo
processo di crescita, costruisce un vero  eEmozioni
proprio repertorio
primarie emozionale
o universali utile per lapaura,
(ex. gioia, sua rabbia…)
sopravvivenza nell’ambiente.  Emozioni secondary o sociali (ex. gelosia, orgoglio,
imbarazzo…)
Sistema Limbico = circuito che attiva eregola le emozioni
Emozioni di fondo (ex. calma, malessere, tensione…)
 Temperamento: fattore genetico che rimane uguale per tutta
Principali famiglie emozionali: la vita
 Rabbia  Umore, stati d’animo: si prolunga anche per giorni e influisce
 Tristezza sul nostro comportamento
 Emozioni vere e proprie: durata breve scatenate da cause
precise non sempre note.
 Paura
 Gioia
 Amore
 Sorpresa
 Vergogna
 Disgusto

Tutti i tipi di emozioni sono risposte chimiche e neurali dell’organismo e determinati eventi e svolgono
un ruolo vantaggioso per la sopravvivenza della persona.

EMOZIONE è una reazione affettiva di elevata intensità e di durata molto limitata.

Può un’emozione essere conosciuta e controllata?


Goleman traccia un percorso che parte dalla autoconsapevolezza e che può portare a sviluppare
‘l’intelligenza emotiva’.
La mente umana può essere resa cosciente e allenata a:
o Acquisire una consapevolezza emotiva
o Maturare un efficiente autocontrollo
o Motivare se stessi
o Acquisire senso empatico
o Gestire con efficacia le relazioni interpersonali.

Le EMOZIONI se ben integrate nella totalità dell’essere determinano situazioni di benessere


individuale;
quando vengono inibite o non realizzate, invece, il corpo si ammala fino a ‘destrutturare’
la sua morfologia scivolando verso uno stato di malessere e di non accettazione di sé.

3- SUONO, RITMO e MUSICA


3.1. IL SUONO
È la risultante di una successione di eventi causati da onde vibratorie che si propagano nell’ambiente.
Il fenomeno vibratorio avviene nell’aria che crea intorno a noi un campo attivo immediatamente
percepibile dal nostro apparato uditivo.

I suoni hanno effetti anche sul nostro corpo in quanto siamo dotati di organi sensoriali sollecitabili
dalle vibrazioni acustiche e di un sistema nervoso capace di percepirli, analizzarli e dar loro un
significato.

Ogni suono è caratterizzato da alcune qualità che lo classificano:


 L’intensità e forza = dipende dall’ampiezza della vibrazione ed è percepibile facilmente.
 Il timbro = aspetto del suono non facilmente percepibile.
 La durata e la periodicità = rappresentano le caratteristiche temporali di ogni fenomeno
sonoro.
 L’altezza = dipende dalla frequenza e determina la classificazione in suoni acuti e suoni gravi.

Gli stimoli vibratori delle onde acustiche possono influire in senso positivo o negativo sulla persona
‘risuonando’ in accordo (sincronia) o in disaccordo (diacronico) con la sua dinamica energetica.
RUMORE = non possiede alcuna linea melodica e non è neppure percepibile come stimolo
ritmico, quindi solitamente è vissuto come fastidioso.

SUONO = è ritmico e melodioso, quindi viene percepito come piacere.

3.2. IL RITMO

Organizzazione o strutturazione di eventi sonori che avvengono nel tempo.

In natura esistono due categorie di fenomeni sonori:


1. ARITMICI = rappresentano tutto ciò che non possiede leggi di organizzazione.
2. RITMICI = possiedono una struttura temporale, sono cioè organizzati e si svolgono con una
successione non casuale ma organizzata.

Tra i fenomeni ritmici possiamo distinguere i ritmi che:


- provengono dall’ AMBIENTE: (estrinseci) i fenomeni ritmici sono innumerevoli e presenti in tanti
aspetti dell’universo
- appartengono alla PERSONA: l’essere umano possiede una organizzazione fisiologica e
funzionale che rispetta le leggi proprie della vita e viene definita
come ritmo biologico o bioritmo.

È la strutturazione dei fenomeni I bioritmi assecondano il funzionamento del


temporali che si manifestano Sistema organico e sono cadenzati dalla
attraverso differenti tipologie. regolarità nella successione di alcuni eventi.

Affinchè il bambino possa strutturare la sua vita futura su basi psico-fisiologiche solide e sane, è
necessario che viva quotidianamente e sulla totalità di sé nel modo più spontaneo il senso della
ritmicità degli eventi.

COORDINAZIONE MOTORIA = qualità ritmica del movimento che si esprime con l’armonia
del movimento.

Nell’organizzazione del tempo il bambino si adegua ad un condizionamento esterno che deve


imparare ad integrare con i propri ritmi.
Ciò determina inlui la abilità di comprendere e di adeguarsi con una certa cronologia nella
successione degli eventi che vengono memorizzati e danno origine man mano alla capacità di
rappresentarsi mentalmente la temporalità.
In questo modo potrà disporre della memoria delle esperienze precedenti per realizzare nuove
situazioni e della capacità di rappresentazione mentale, aspetti fondamentali dell’intelligenza globale.
L’espressività del gesto è
Aspetti: data dall’armonizzazione
 Temporale: determinato dalla velocità, durata e periodicità; personale di entrambi gli
 Spaziale: determinato dalla forma, ampiezza e orientamento. aspetti, unità all’intenzionalità
di manifestarsi nel modo più
spontaneo.

TEMPO = caratteristica percettiva determinata dai dati ricevuti dall’orecchio, che si distingue per
la presenza di una certa regolarità nella frequenza di sequenze sonore successive.
Attraverso l’analisi percettiva del tempo possiamo individuare due differenti aspetti:
I. Aspetto qualitativo: rappresentato dal tipo di organizzazione
II. Aspetto quantitativo: rappresentato dalla durata e dagli eventuali intervalli presenti al suo
interno.

DURATA = fenomeno temporale riconoscibile attraverso la percezione di un inizio e di una fine


tra i quali si interpone un intervallo.

Nella trasformazione di una percezione da temporale in atto motorio coordinato e sincronico, si


utilizza il termine CADENZA per definire qualsiasi movimento eseguito con regolarità nel tempo e
facilmente riconducibile con battute di mani o altra parte del corpo in cui ogni singolo contatto
corrisponde ad un’accentuazione del tema.

L’uomo è geneticamente dotato di una propria ritmicità: prenderne coscienza, assecondarla e


svilupparla attraverso il movimento sono obiettivi educativi che rientrano nello sviluppo funzionale
globale.
Il percorso didattico si propone di mettere in condizione l’allievo di poter padroneggiare e controllare
la propria motricità attraverso un movimento volontario sulla componente ritmica.

3.3. LA MUSICA
L’arte di comporre i suoni secondo determinate leggi e convenzioni che costituiscono un codice
normativo.
All’ORIGINE, secondo gli studiosi, ci fu un linguaggio che utilizzava i suoni come codice comunicativo
(musica e linguaggio nacquero insieme).

Quando ottiene l’effetto di farci entrare in armonia con noi stessi e con l’ambiente è positiva.

Esiste una sorta di catena cinetica che collega le vibrazione dei suoni con le emozioni che vanno
ad influenzare l’attività della formazione reticolare ed il tono di base.
 I suoni accentuati aumentano il livello del tono muscolare articolare e degli arti;
 Le musiche melodiche abbassano il tono muscolare ed hanno effetto calmante.

4- ETà EVOLUTIVA: obiettivi specifici di apprendimento


(OSA) dell’espressione
Nelle recenti indicazioni nazionali si individuano gli OSA delle scienze motorie e sportive nei differenti
cicli scolastici a partire dalla Scuola per l’infanzia.
Secondi G.Bertagna gli OSA delle scienze motorie e sportive possono essere raggruppati in
categorie:
 OSA del movimento
 OSA dell’espressione
 OSA del gioco e dello sport
 OSA riferiti e connessi all’educazione alla convivenza civile.

4.1. GENESI DELL’ESPRESSIVITà


Le prime modalità espressivo-comunicative dell’essere umano sono corporee (a partire dalla nascita)

SISTEMICA o SCIENZA DEI SISTEMI = nata intorno al 1970, si occupa dello studio dei fenomeni
visti
nella loro complessità e costante interazione.
Secondo questa Considera l’individuo come un sistema e ne analizza i singoli
concezione aspetti in relazione a tutto il contesto.
l’organismo umano è
un sistema autonomo il cui funzionamento è regolato da proprie leggi di organizzazione, è
costituito da un insieme di sottoinsiemi che interagiscono tra loro e che sono costantemente in
relazione con l’ambiente; ogni singola parte è in comunicazione con il resto del sistema e
qualunque cambiamento di un aspetto genera una modificazione di tutto l’insieme.

Attraverso l’Espressività Gestuale il bambino entra in relazione con l’ambiente trasmettendo


messaggi e ricevendo risposte.

Esperienze di relzione vanno a Esperienze di


buon fine relazione
Esperienze sono memorizzate Cioè la richiesta non verrò soddisfatta
non vanno o lo sarà in ritardo
a buon fine rispetto
affettivamente in senso positive ed all’intensità del bambino, esso proseguirà nel pianto e nella iper-
entrano a far parte del bagaglio di attivazione tonico-emozionale fino a quando arriverà a calmarsi,
vissuti che influiranno sull’equilibrio esausto, senza aver sperimentato la soddisfazione e l’emozione del
tonico-emozionale future. piacere; il vissuto verrà memorizzato come svantaggioso e se si
ripeterà con frequenza, rimarrà impressso influenzando la
strutturazione del Sistema energetico-affettivo futuro.

Verso i 6 mesi di vita: grazie alla maturazione del fascio piramidale della corteccia cerebrale, la
motricità diventa progressivamente controllata ed intenzionale.

Si può affermare che grazie alla maturazione del fascio piramidale intenzionale ed alle
esperienza di piacere legate ai vissuti affettivo-emotivi positivi l’espressività spontanea
del bambino viene orientata verso la soddisfazione dei bisogni assumendo, con il passare
del tempo, una funzione socio-relazionale intenzionale.

4.2. DAI 3 AI 6 ANNI: gli OSA dell’espressione nella scuola dell’infanzia

Fino ai 3 anni: l’affettività viene strutturata in relazione ai vissuti tonico-emozionali madre-bambino


attraverso il cosiddetto dialogo tonico.
Grazie al gioco tonico, vive a livello corporeo i sentimenti dell’altro.

A partire dai 3 anni: emerge progressivamente il bisogno di affermazione ed intraprenderà


l’esperienza del sé staccandosi a poco a poco dai modelli in cui si era
identificato per costruire il suo ‘io sociale’.
Il bisogno di affermazione nell’ambiente ricrea la necessità di adeguarsi: dovrà tener conto degli
effetti
prodotti nell’ambiente e
sugli altri.
Gli studi di H. Montagnier sui bambini di 2/3 anni hanno dimostrato
che la riuscita della relazione efficace tra pari è correlata in modo significativo con il livello di
spontaneità motoria e di espressione/comunicazione corporea ancor più che con la capacità di
dialogare attraverso il linguaggio verbale, ancora incompleto a questa età.

L’adattamento all’ambiente viene ottenuto tramite:


- Continui aggiustamenti motori attraverso i quali il bambino si rende conto dell’efficacia dei suoi
interventi volontari e si auto-gratifica
- Un aumento della consapevolezza di sé nel mondo grazie alla scoperta progressiva delle
emozioni, dei sentimenti e della motricità propria di ciascuno di noi.

ESPRESSIVITà INDIVIDUALE = esteriorizzazione di un’idea, di un sentimento o di un’emozione che


a
partire dal dentro di noi viene portata fuori e si fa azione, attraverso
la corporeità.
Scopo è di comunicare.

Nel periodo dai 3 ai 6 anni: è importante lasciare il bambino libero di sperimentare, di scoprire e di
confrontarsi con limiti spazio-temporali, indispensabili per una buona
padronanza della motricità.
In questo modo gli viene assicurata la possibilità di esprimersi attraverso la motricità che gli è
propria e di acquisire armonia fino a raggiungere, verso i 4 anni, il massimo dell’eleganza gestuale.

La motivazione innata a scoprire l’ambiente e ad imparare a fare, unita alla possibilità che gli viene
offerta di essere libero di esplorare e operare aggiustamenti, consentono alla sua motricità ritmica di
conservare il carattere espressivo anche nelle esperienze operative della vita.

I risultati:
- Sul piano pratico: si rende conto di essere capace di fare e, quindi, sperimentala gioia della
riuscita
- In relazione all’esperienza di sé: la spontaneità manifesta nelle sue esperienze rafforza la
strutturazione di un’identità solida.
Conseguenza è l’approccio positivo a nuove esperienze.

INDICAZIONI NAZIONALI per i PIANI PERSONALIZZATI delle ATTIVITà EDUCATIVE nelle


SCUOLE dell’INFANZIA
Obiettivi specifici di apprendimento nei bambini dai 3 ai 6 anni:
1) Costruzione e rafforzamento dell’autonomia e dell’identità;
2) Maturazione di competenze di motricità globale ed utilitaristica di locomozione;
3) Capacità di muoversi spontaneamente e in modo guidato, soli e in gruppo;
4) Controllo dell’affettività e delle emozioni, rielaborandola attraverso il corpo ed il movimento;
5) Parlare con i grandi e con i coetanei
6) Utilizzare il corpo e la voce per riprodurre, inventare…suoni, soli e in gruppo, e utilizzare e
fabbricare strumenti per produrre suoni e rumori.

GIOCHI:
 Funzionali tradizionali: utili allo sviluppo delle abilità motorie e stimolano la realizzazione
di
automatismi motori nuovi; vanno proposti in forma globale.
 Di immaginazione e di immedesimazione in personaggi luoghi o stati d’animo
sollecitano la fantasia, la creatività e la funzione simbolica.
 Di espressione libera: hanno lo scopo di sviluppare la naturale ritmicità del bambino e di
consolidarne l’affettività grazie all’espressione di emozioni, sensazioni e sentimenti.

Quando i bambini avranno familiarizzato con esperienze di tipo musicale ed acquisito una certa
disponibilità corporea attraverso questi giochi si può proseguire con attività di espressività corporea
vera e propria. Ricerca di se stessi attraverso il
recupero della spontaneità.
Si può sostenere che
l’espressività corporea
aiuta ad esprimersi nel modo più autentico.

L’azione educativa della scuola dell’infanzia deve orientarsi verso lo sviluppo della spontaneità e della
naturalezza proprie del bambino di questa età, al fine di facilitare l’organizzazione della sua motricità
in armonia con l’espressione di sé in un ambiente relazionale accogliente.
In questo modo anche lo sviluppo di altre funzioni verranno favorite.

4.3. DAI 6 AGLI 11 ANNI: gli OSA dell’espressione nella scuola primaria

L’ingresso nella scuola primaria, connesso con le nuove richieste di


apprendimento può comportare stati di ansia e disagi che talvolta causano
disadattamento e problemi di comprensione.

Questi fenomeni possono determinare situazioni potenzialmente ansiogene legate ai


vissuti di successo/insuccesso che il bambino sperimenta a scuola.
L’efficacia del sistema operativo-funzionale-relazionale poggia su un buon equilibrio del sistema
energetico alimentato dai vissuti positivi sperimentati nel corso della vita.

Le esperienze vissute con in proprio corpo rappresentano la via privilegiata per la costruzione dei
prerequisiti funzionali e le attività motorie-educative costruiscono nel bambino di questa fascia d’età
le basi per la realizzazione di un percorso scolastico motivante ed efficace che porta alla
strutturazione di un’identità culturale e sociale solida.

Dai 6 anni in poi: - il bambino inizia ad aprirsi alla cooperazione con l’altro ed al bisogno/necessità
di socializzare.
Gli scambi con l’altro implicano l’organizzazione della sua motricità in funzione
della comunicazione.
- Con il passare degli anni il bisogno di costruire una propria identità anche sociale si integra
alle ‘imposizioni’ dell’ambiente convenzionale che si vanno delineando con maggior chiarezza;
Il bambino pertanto incomincerà ad interessarsi di attività ludiche orientate al risultato.

GIOCHI:
 Di gruppo
 Guidati
 Di regole con i quali il bambino può misurarsi con se stesso e contemporaneamente vivere
l’esperienza del gruppo.
Consentono al bambino di vivere l’esperienza del protagonismo e l’emozione della
cooperazione per il raggiungimento di un obiettivo comune.
 Di imitazione
 Di immaginazione
 Organizzati in forma di competizione

INDICAZIONI NAZIONALI per i PIANI PERSONALIZZATI nella SCUOLA PRIMARIA


Obiettivi specifici di apprendimento riferiti all’attività espressiva:
1) Usare consapevolmente il linguaggio del corpo;
2) Rappresentare idee, stati d’animo e storie mediante gestualità e posture;
3) Risolvere in forma originale e creativa un determinato problema motorio e sportivo ma anche
variare, ristrutturare e riprodurre nuove forme di movimento;
4) Stabilire corretti rapporti interpersonali e mettere in atto comportamenti operativi ed
organizzativi all’interno del gruppo.

L’esistenza di obiettivi chiari da raggiungere non toglie la possibilità al bambino di esprimersi poiché
non ci sono strategie preconfezionate, né modelli da seguire ma voglia di giocare e di dimostrare a se
stessi e agli altri che si è capaci.

Ogni esperienza è meglio appresa se seguita dalla verbalizzazione in cui si mettono in evidenza le
modalità adottate nella realizzazione, le motivazioni che hanno spinto a quella particolare scelta e le
eventuali difficoltà incontrate.

4.4. DAI 12 AI 14 ANNI: gli OSA dell’espressione nella scuola secondaria


di 1^ grado
La Pubertà è quel periodo della vita caratterizzato dalla maturazione del sistema genitale dovuto
all’attività del sistema ipotalamo-ipofisario.
La sua peculiarità è rappresentata dallo sviluppo delle gonadi e di tutti quei caratteri sessuali che
specificano il maschio e la femmina.
Si verifica un forte incremento nell’attività del sistema endocrino rappresentato in particolare dalle
ghiandole surrenali, dall’ormone della crescita e dagli ormoni steroidei, il testosterone nel maschio e il
progesterone nella femmina.

Le variazioni biologiche tipiche di quest’età hanno ripercussioni sia sulla motricità sia
sull’emotività. All’inizio della spinta pubertaria è necessaria la presa di coscienza dei
cambiamenti fisiologici, corporei, emozionali e cognitive in atto.
Il ragazzo ha anche la necessità di vivere esperienze di successo, di
potersi misurare con le difficoltà e rendersi conto di essere capace.
Nuova immagine corporea = andrà via via evolvendosi fino a concretizzarsi nella capacità di gestione
autonoma di sé, quindi di fare uso del corpo, del movimento e delle
emozioni in armonia con i propri bisogni e con le norme socio-culturali in
vista di un’efficace collocazione nella società.
L’accettazione della propria identità è legata all’accettazione da parte dell’altro.
Richiede un riconoscimento sociale. Da ciò deriva la ricerca del senso di appartenenza al gruppo.
Attraverso l’esperienza del gruppo viene facilitata la
strutturazione del proprio sé sociale.

INDICAZIONI NAZIONALI per i PIANI di STUDIO PERSONALIZZATI nella SCUOLA


SECONDARIA DI 1^ GRADO
OSA dell’attività motoria e sportiva:
a) Relazionarsi positivamente con il corpo;
b) Usare consapevolmente il linguaggio del corpo;
c) Rappresentare idee, stati d’animo e storie mediante gestualità e posture;
d) Risolvere in forma originale e creativa un determinato problema motorio o sportivo;
e) Stabilire corretti rapporti interpersonali e mettere in atto comportamenti operativi ed
organizzativi all’interno del gruppo;
f) Mettere in atto comportamenti equilibrati dal punto di vista fisico, emotivo e cognitivo.
Obiettivi:
1) Utilizzare tecniche di controllo dell’emotività, di rilassamento, di osservazione critica del
rapporto mente-corpo;
2) Comprendere le modificazioni fisiche del proprio corpo e metterle in relazione con quelle
psicologiche e di comportamento sociale;
3) Essere consapevoli delle modalità relazionali da attivare sforzandosi di correggere le eventuali
inadeguatezze;
4) Riconoscere il rapporto affettività-sessualità-moralità;
5) Riconoscere attività e atteggiamenti che sottolineano nelle relazioni interpersonali gli aspetti
affettivi che ne facilitano la corretta comunicazione.

La scuola deve mirare il suo intervento ad uno sviluppo consapevole del giovane.
Bisogna porre l’accento sull’attivazione delle attitudini necessarie e facilitare l’apprendimento
attraverso le discipline.
L’azione educativa deve dapprima occuparsi di coltivare le potenzialità estensibili e svariate
situazioni, successivamente di conferire saperi.

Ognuno di noi dalla nascita è dotato di un potenziale funzionale con basi genetiche che durante la
vita potrà essere attuato in relazione al nostro adattamento all’ambiente.

Lo sviluppo funzionale rappresenta un vero bisogno ‘impresso’ nella spinta evolutiva; corrisponde a
costanti di natura biologica che si manifestano con caratteristiche diversificate nei vari stadi dello
sviluppo, dura tutta la vita e coinvolge la persona nella sua totalità corporea e mentale.
gli studi di Piaget sull’adattamento hanno evidenziato che nel corso dello sviluppo la persona è
confrontata costantemente con l’ambiente di riferimento con il quale stabilisce relazioni di varia
natura; la risultante di questo processo è il fenomeno dell’adattamento. È la risultante di due
‘momenti’
differenti ma complementari:
 Assimilazione: che comporta l’acquisizione da parte
Del soggetto di una serie di dati dall’ambiente;
 Accomodamento: determinato dalle modalità scelte dal soggetto per reagire ed interagire con
l’ambiente attraverso risposte personali grazie al movimento ed al linguaggio
verbale.
L’azione prodotta dall’individuo all’interno del contesto
socio-culturale che si esprime attraverso il movimento, assume
un’importanza prioritaria perché tutto comincia dal movimento e
solo successivamente si organizza l’equilibrio della persona con
l’ambiente.

SISTEMA ENERGETICO = si esercita in due direzioni:


1- verso i Muscoli: a livello dei quali determina una certa soglia di tono muscolare di base;
2- verso la Corteccia Cerebrale: a livello della quale determina una certa soglia di vigilanza,
attenzione.
È dunque
È influenzata anche dallo stato affettivo, dai bisogni organici, dallo
una funzione
stato tonico-posturale della persona e dalle afferenze provenienti
psicomotoria.
dal mondo esterno.

BISOGNI del giovane appartenente alla società occidentale:

PRIMARI SOCIO-CULTURALI / AMBIENTE


 Fisiologici  Culturali
 Affettivo-relazionali  Apprendimento
 Comunicazione  Pensiero
 Espressivi  Espressione verbale
 Sessuali  Movimento
 Esperienze artistico-espressive/creative
Alimentati dale funzioni energetiche
Alimentati dale funzioni operative e cognitive
La loro attuazione consente il divenire autentico della persona.

4.5. DAI 15 AI 18 ANNI: gli OSA dell’espressione nella scuola


secondaria di 2^ grado.

L’Adolescenza rappresenta il momento in cui ciò che esisteva già prima si espande e si sviluppa.

Il giovane a ricerca del proprio equilibrio psico-fisico viene a confrontarsi con 3 problematiche:
1) La coscienza e l’identità del corpo;
2) Il riconoscimento delle proprie capacità;
3) L’assunzione di un ruolo sociale e la ricerca di un’attività professionale.
Il sé, la società con il lavoro e l’amore diventano tre contesti che, da questo momento in poi,
caratterizzeranno la sua vita.
AUTOREALIZZAZIONE = l’espressione autentica del sé non va repressa ma sollecitata:
l’uomo è chiamato ad attivare il proprio potenziale individuale in sintonia
con l’ambiente esterno e nel rispetto degli altri.
La scuola.
- necessita di orientare il percorso educativo verso la formazione della persona;
- deve consentire agli allievi di confrontarsi con problemi e quesiti che sollecitino uno sforzo
creativo poi consolidato grazie alla riuscita dell’esperienza di apprendimento;
- deve offrire agli allievi un apprendimento significativo che avvenga tramite il fare e che
contempli la partecipazione del giovane sia sul piano razionale-conoscitivo che su quello
emozionale-affettivo.
L’individuo e il gruppo hanno un ruolo attivo nel percorso finalizzato all’assunzione di
responsabilità.

L’insegnamento si origina, quindi, dai bisogni, dagli interessi e dalla curiosità dell’allievo e ne rispetta
le modalità e i tempi di apprendimento.
Avviene tramite il fare ed è quantificabile attraverso i cambiamenti del comportamento.

L’apprendimento può realizzarsi attraverso una modalità di tipo:


 ‘lineare’: nella quale il sapere viene acquisito secondo metodiche proprie ad ogni disciplina;
 ‘mediazione’: in cui l’allievo è implicato totalmente nel processo di apprendimento e l’unitarietà
della persona fa si che i diversi saperi siano sempre in relazione tra loro e con il soggetto
operante.

INDICAZIONI GENERALI dei programmi di educazione fisica della SCUOLA SECONDARIA DI


2^ GRADO
1) Educazione fisica deve tendere al motivato coinvolgimento degli alunni i quali ricercano la
propria autonomia responsabile avendo, così, bisogno di un confronto.
2) Educazione fisica deve concorre alla formazione degli alunni allo scopo di favorirne
l’inserimento nella società.

ESPRESSIVITà CORPOREA = - offre la possibilità di portare l’attenzione su di sé alimentando la


funzione di interiorizzazione;
- è efficace anche per educare all’affettività;
- l’espressività dei gesti induce l’allievo a gestire la propria
energia.
DISAGI GIOVANILI: talvolta durante l’infanzia l’adulto si sostituisce ripetutamente al bambino nella
soluzione di problemi pretendendo di insegnare a lui tutto, iper-proteggendolo e negandogli
l’opportunità di fare le esperienze utili al suo sviluppo funzionale.
Questo errore educativo ricrea nell’adolescente dipendenza e passività, incapacità di essere
protagonista e di cimentarsi in compiti particolarmente impegnativi.

Con l’avvento delle problematiche adolescenziali i più deboli non sono in grado di sostenersi
autonomamente e spesso demotivati, sono spinti verso la ricerca di soluzioni palliative e
compensative (droghe, fumo…).

Proponendo un percorso educativo efficace attraverso il movimento si può offrire agli allievi
adolescenti la chance per conquistare la propria autonomia.

Attività motoria è uno dei mezzi più adeguati a supportare il giovane nel
superamento della delicata fase che sta attraversando.

4.6. Le intelligenze che la scuola non vede: la CORPOREITà e


l’ESPRSSIONE
Intelligenza non si manifesta solo nelle forme del sapere tradizionale, ma anche in altri contesti del
fare, pensare e del comunicare dell’uomo.

Il corpo ci invia dei messaggi che se ascoltati ci aiutano a comprendere le nostre emozioni, ad
entrare in relazione con la nostra intima interiorità e a prevenire alcune malattie.
Scoprendo e comprendendo il linguaggio del nostro corpo potremo sempre più avvicinarsi alla
dimensione dell’inconscio.

La corporeità occupa un ‘posto’ rilevante nell’educazione e nella formazione del giovane alla quale si
aggiunge l’importanza di valorizzare anche gli aspetti affettivi ed emotivi.

Conoscere l’insieme di un sé che non è solo cervello ma è anche corpo è necessario per garantire al
futuro adulto il raggiungimento dell’autonomia personale e sociale.

5- DIDATTICA delle ATTIVITà


ESPRESSIVO-COMUNICATIVE
L’organizzazione di un percorso di espressività corporea nella scuola può avvenire con modalità
differenti:
1) In forma di PROGETTAZIONE ANNUALE
Tenuto conto delle Indicazioni Nazionali per i Piani di Studio Personalizzati, del Progetto
Formativo di Istituto (POF), degli obiettivi specifici di apprendimento (OSA) riferiti, in questo
caso, alle Scienze Motorie, si programmerà un intervento a lungo termine che tenda a
sviluppare le conoscenze e le abilità previste attraverso l’attivazione delle capacità
coordinative e condizionali, e lo sviluppo degli aspetti: relazione, comunicazione e espressività
corporea.

2) In forma di UNITà DIDATTICA e/o di APPRENDIMENTO


Sviluppare le argomentazioni contenute in più gruppi di schede dei blocchi proposti.

3) In forma di SINGOLA LEZIONE


Sviluppare ed ampliare le attività proposte in ogni singola scheda in base agli obiettivi che si
intendono raggiungere, al contesto in cui si opera ed ai bisogni degli allievi.

4) In forma di PERCORSO EXTRACURRICOLARE