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“I COLORI DELLA FEDE”: LA Search the site 

SIMBOLOGIA CROMATICA
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NELL’ARTE DELLE ICONE Giorno per giorno
redazione | I documenti, Un po' di storia... | Nessun commento
I documenti
Presentiamo agli amici de “I sentieri dell’icona” un interessante,
Istantanee
breve saggio redatto da Simona Pisciotta e dedicato al simbolismo
Le mostre
dei colori nell’antica tradizione iconografica. Il tema destra
sempre grande interesse presso i lettori e i collezionisti perché Le storie

circonfonde le tavole di valenze che vanno oltre la percezione e le Libri


sensazioni immediate. Ecco, dunque, un ulteriore contributo alla News
conoscenza di questo specifico aspetto dell’arte iconografica. Preghiere ortodosse

È l’alba quando, al terzo giorno di digiuno, dopo la preghiera e Texts in English


l’unzione delle mani con il myron, il monaco, scelto dalla comunità Un po' di storia…
ortodossa, intinge il pennello nei pigmenti mesticati, dando vita a Video
quelle che diventeranno, passando indenni nei secoli, le più
grandi testimonianze della fede espressa con la purezza dei colori.
febbraio: 2021
Negli affreschi, nei mosaici e soprattutto nelle icone, i colori sono
stati il mezzo per far penetrare la grandezza del sacro mistero ai L M M G V S D
dotti e agli analfabeti, ai poveri come ai ricchi.
L’icona aggiunge all’opera d’arte un’altra dimensione: quella del 1 2 3 4 5 6 7
trascendente.
8 9 10 11 12 13 14
Osservando un’icona, la prima cosa da cui si viene rapiti sono i
colori. Dice Trubeckoj: “Ma come possono dei colori così 15 16 17 18 19 20 21
straordinariamente vivi, accordarsi con l’ascetismo e le sofferenze
« Mag
delle vite dei santi e di Cristo stesso?”.
L M M G V S D
Evgenij Nikolaevič Trubeckoj incentra gran parte del suo
bellissimo saggio, Contemplazione del colore, su questo quesito. 22 23 24 25 26 27 28
Noi, tuttavia, non volendo addentrarci troppo nella teologia, ma
« Mag
volendo approfondire la simbologia legata ai colori, risponderemo
in parte a questa domanda con una frase molto illuminante
riportata da lui stesso nel libro: “La cosa più importante nell’icona, ARCHIVI
non è la profondità della sofferenza, ma la gioia nella quale si
Seleziona mese
trasforma il dolore”.

I monaci isografi
apprendevano le tecniche
“I SENTIERI
DELL’ICONA” ANCHE
di ricerca e preparazione
SU FACEBOOK
dei colori dai loro maestri,
quasi esclusivamente in 
modo orale; sono molto
rari i manuali in proposito,
i più antichi trattati sulla AVVISO AI LETTORI
loro simbologia e I contenuti di questo sito hanno
composizione provengono finalità esclusivamente culturali
dal monte Athos. I tre e divulgative e l’attività di
aggiornamento è svolta dalla
regni: animale, minerale e
redazione a titolo di completa
vegetale hanno fornito la
liberalità. Ogni utilizzo
tavolozza e la fede improprio dei testi o del
“infuocata” di cui la vita di questi maestri era pervasa, il mezzo per materiale fotografico proposti
rendere visibile l’invisibile. in queste pagine - in particolare
Noi tutti ben conosciamo l’importanza della luce per la lettura di per scopi di lucro - e
un’immagine, la luce è tutto! Senza di questa non percepiremmo l'omissione del rimando alle
relative fonti citate negli articoli
alcuna distinzione tra i colori. Gli iconografi utilizzavano un colore
sono pertanto tassativamente
che non ha bisogno di luce, poiché è luce: l’oro. Nelle sacre
vietati
immagini l’oro acquista il significato di luce divina.
Splendono di luce divina le auree mandorle dell’Onnipotente e di
Cristo risorto, le vesti di Cristo in trono e di Cristo Pantocratore, le PER METTERSI IN
vesti della Madre di Dio, perché trascende dal suo aspetto terreno CONTATTO CON LA
con la sua santità, e le vesti dei santi. NOSTRA REDAZIONE
Un colore che si avvicina all’oro per brillantezza e dinamicità è il redazione@sentiericona.it
bianco. Ricavato, principalmente, dall’ossidazione del piombo, il lettere@sentiericona.it
bianco è il colore del candidato (candidus), di colui che sta per
mutare condizione. Era usato già nell’antica Grecia e nel mondo VIDEO
pagano, Pitagora imponeva ai suoi discepoli vesti bianche per gli
inni sacri, i morti si seppellivano avvolti in bianchi lenzuoli di lino
(sindonos), e i sacrifici si compivano su altari di marmo bianco.
È chiaro come già nell’antichità, il bianco, fosse legato per
simbologia alla divinità.
Il bianco opera sulla nostra anima come il silenzio assoluto, può
quindi indurre disorientamento o calma; è il colore della
rivelazione, della Trasfigurazione abbagliante, si avvicina dunque
all’oro e afferma sulla terra il regno di Dio.
Il blu è il colore detto “mistero degli esseri”; tra tutti gli
La bellezza de…
irradiamenti cromatici, quello del blu è il più spirituale. Produce
un’impressione di profondità e calma. Ricavato triturando
finemente il lapislazzuli, era già utilizzato dagli antichi egizi, dove
era l’emblema dell’immortalità (il sommo sacerdote, durante gli
uffici, portava una veste blu). Nell’arte sacra occidentale è, spesso,
il colore dell’allegoria della Fede, la prima virtù teologale. Old Russian ic…
Nell’iconografia cristiana si tingono di questo colore il manto di
Cristo, le vesti della Vergine e le vesti degli apostoli.
L’azzurro presenta la trasparenza dell’acqua, dell’aria e del
cristallo, in esso lo sguardo penetra all’infinito. Era ricavato
dall’azzurrite, dal lapislazzuli chiaro o dalla miscela con il bianco.
Tra tutti i colori, il più attivo è il rosso, che avanza e s’impone
verso lo spettatore: manifesta l’irruzione di una vita esuberante e Old Russian Ic…
il fuoco dell’amore spiritualizzato o Spirito Santo. Rosso è il
chitone di Gesù e dei martiri, il Manto della madre di Dio e
dell’arcangelo Michele, rossi sono i serafini, che ardono d’amore
per Dio, e il carro di fuoco, guidato dallo Spirito Santo, del profeta
Elia. Rosso è anche l’odio, la guerra e l’orgoglio luciferino. In
occidente raffigurava la Carità, la terza virtù teologale.
Esistono molti rossi, tra i più utilizzati troviamo il cinabro Ikonenmalen
(Kinnàbaris o vermiglione). Questo pigmento, formato da solfito di
mercurio, era celebre per la sua purezza, si trovava sotto forma di
cristalli romboedrici in determinate zone della terra, per questo
era molto costoso fin dall’antichità. Nel sud della Russia, era già
utilizzato intorno al terzo millennio avanti Cristo da tribù della
cultura Maikop.
Anche il rosso carminio era molto costoso. In America si ricavava Praise the Lor…
dagl’insetti Cocciniglia, ed in Russia da insetti simili, chiamati
Tchervetz.
Il verde, che irradia calma e neutralità, rappresenta il
rinnovamento spirituale, la natura, la fertilità. Richiama la visione
di Isaia del “germoglio”, prefigurazione della venuta di Cristo e
nell’iconografia è usato spesso per le vesti di profeti e di re,
simbolo di totale rinascita. Nel linguaggio cristiano occidentale è
simbolo della speranza, la seconda virtù teologale.
Il verde smeraldo è simbolo di castità e di vittoria sui bassi istinti.
La tradizione vuole che la coppa del santo Graal fosse intagliata in Andrei Rublev …
un unico smeraldo, caduto dalla fronte di Lucifero mentre
precipitava dai cieli. Questo colore è il simbolo della redenzione
dei peccati.
Il giallo, cromato di zinco, nella sua tinta pura diffonde tristezza,
questa caratteristica sembra confermata dalla antica Scrittura,
nella quale è segno di cattivi raccolti, del carbonchio e della
lebbra. Nel linguaggio profano gialla è la gelosia.
Il bruno si presenta sotto forma di svariate terre, o si ottiene da
mescolanze; scuro è utilizzato per le vesti dei monaci e degli asceti
a significare la loro povertà e la rinuncia alle gioie della vita
terreste.
Il nero è l’assenza totale di luce ed è l’ultimo colore nella
gerarchia di Dionigi l’Areopagita, Tutto l’universo dei colori si
spegne nella notte del nero, con esso sono rappresentati i
condannati sulle icone del giudizio universale. L’ade nell’Anastasi è
nero, cosi come la tomba di Lazzaro e la grotta sotto la croce, con
il cranio di Adamo, simbolo dell’entrata della morte per il peccato.
Anche la grotta della Natività è nera, per ricordare che il Salvatore
appare “per illuminare coloro che stanno nelle tenebre e
nell’ombra della morte e dirigere i nostri passi sulla via della pace”
(Lc 1,79).
Il nero è anche utilizzato per le vesti dei monaci che portano il
grande schima, simbolo del più alto grado dell’ascesi, per mezzo
del quale sono già morti a questo mondo.

Le icone, nella loro vera natura, sono rimaste sepolte per secoli da
una coltre di vernice ossidata e nero fumo, che insieme alle
coperture metalliche, aggiunte posteriormente, conferiva loro una
severità che impediva ai colori di emergere e a noi di farci
penetrare dal loro vero messaggio, un messaggio di gioia e di
fede, d’amore e di speranza.

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