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I SENTIERI DELL'ICONA
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febbraio: 2021

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Grazie alla collaborazione del Centro Russia Ecumenica di Roma, 8 9 10 11 12 13 14

fondato e diretto da don Sergio Mercanzin, pubblichiamo la 15 16 17 18 19 20 21


seconda parte della trascrizione di una conferenza tenuta il 18
gennaio 2001 dal compianto cardinale Tomas Spidlik (la berretta « Mag
cardinalizia gli venne attribuita da Giovanni Paolo II nel 2003),
L M M G V S D
scomparso nel 2010, sul tema “Il mondo dell’icona: lo spirito e la
legge. L’icona: canoni, tecnica, materiali”. Si tratta delle ultime due 22 23 24 25 26 27 28
di quattro sezioni (le prime due sono disponibili nella sezione “I
« Mag
documenti” di questo sito) che la redazione ha ritenuto di
suddividere per consentire una riflessione più approfondita sulla
ricchezza dei contenuti proposti e l’articolata originalità delle ARCHIVI
argomentazioni. Nato nella Repubblica Ceca nel 1919, gesuita,
Seleziona mese
Spidlik è stato uno dei massimi studiosi della spiritualità e della
teologia dell’Oriente cristiano, grande divulgatore attraverso libri,
pubblicazioni, conferenze, incontri tenuti in Italia e all’estero, “I SENTIERI
Russia compresa. Innumerevoli i riconoscimenti ricevuti in ambito DELL’ICONA” ANCHE
internazionale che rendono il suo pensiero un punto di SU FACEBOOK
riferimento assoluto per comprendere la profondità e la

fondamentale essenzialità dell’icona per il sentire cristiano.

TERZA PARTE
Florenskij, nel suo libricino “Porte regali” in cui descrive la AVVISO AI LETTORI
psicologia dell’arte, dice: nessuno può dipingere se prima non ha I contenuti di questo sito hanno
dentro una cosa vissuta. Dunque prima c’è la visione spirituale. finalità esclusivamente culturali
Lui racconta che Raffaello aveva avuto da giovane una visione e divulgative e l’attività di
aggiornamento è svolta dalla
della Madonna e che avrebbe voluto dipingerla, ma non ci riusciva
redazione a titolo di completa
perché tutte le ragazze che vedeva non erano minimamente come
liberalità. Ogni utilizzo
lei e di questo soffriva molto. Allora cosa fare? Ci sono artisti improprio dei testi o del
impazienti che dipingono attingendo dalla propria fantasia, ad es. materiale fotografico proposti
per raffigurare il Paradiso, che non è di questa terra, creano in queste pagine - in particolare
forme che qui non esistono, uccelli rossi, blu, animali fantastici per scopi di lucro - e
quali non sono nel mondo, ma a cosa serve moltiplicare forme l'omissione del rimando alle
relative fonti citate negli articoli
che non esistono, cose che non hanno alcun significato? Se
sono pertanto tassativamente
nessuna ragazza di questo mondo corrisponde all’ideale della
vietati
Madonna che ho nella mente, cosa devo fare? L’artista soffre
molto di questa contraddizione, ma un giorno incontra una
ragazza, che non è come la Madonna che ha nella mente, ma che PER METTERSI IN
gli fa pensare a quella Madonna, gliela ricorda, quella ragazza, CONTATTO CON LA
allora, diventa “simbolo” di qualcosa di superiore a lei e l’artista la NOSTRA REDAZIONE
ritrae perché simbolo della cosa invisibile. redazione@sentiericona.it
Una volta un sacerdote ortodosso parlava con disprezzo delle lettere@sentiericona.it
Madonne italiane, diceva: «queste non sono immagini della
Madonna, questi sono ritratti della sua amante, il pittore amava VIDEO
una ragazza e l’ha dipinta e voi pregate davanti a questo? Questo è
vergognoso! ». Ma io penso che molti giovani, quando si
innamorano, vedono qualcosa di superiore a quello che si vede
con gli occhi, e proprio così deve essere, allora, quando questa
persona concreta diventa “simbolo” la si dipinge. Bene, allora
cominciamo a dipingere… ma attenti, bisogna fare quello che gli
orientali chiamano “il digiuno delle forme e dei colori”, perché si
deve dipingere solo quello che è simbolo e niente di più,
altrimenti quel di più distrae. Così l’iconografo: “Dunque, c’era un
bosco nel quale c’erano dei pastori beh, bastano due alberi,
La bellezza de…
questo è già bosco, due pastori e due pecore”, ciò che è in più è
inutile, non è più simbolo.
Si parla delle cosiddette “false immagini golose”. Un esempio ne è
la famosa Maria Maddalena nel bosco che fa penitenza del
periodo impressionista. Si vede una donna ben nutrita, poco
vestita, in un bosco pieno di fiori… chi pensa alla penitenza Old Russian ic…
vedendo questa immagine? Ne dovrebbe essere un simbolo, ma
di fatto distrugge ogni simbolismo. Si sente dire degli iconografi:
ma perché non dipinge qualcosa di più nella sua icona, perché
non fa la Madonna più dolce, e perché quel bambino così vecchio?
Ma forse perché si desidera vedere una bella immagine, una bella
ragazza, e non la Madonna.
Dunque cosa sono le icone? Non sono immagini fantastiche e Old Russian Ic…
sono immagini molto magre, in cui c’è solo quello che è
necessario, perché se ci fosse di più si perderebbe il simbolismo.
Frank, uno psicologo, aggiunge a questo un complemento su
come nasce un’opera d’arte. Spesso si sente dire che l’artista
esprime se stesso, ma nessun artista dice questo di sé, tutti gli
artisti dicono: “mi è venuta un’ispirazione”, dunque la visione di
cui parlavamo prima, fonte e origine dell’immagine dipinta, è Ikonenmalen
qualcosa che “è venuta”.
E quando viene cosa accade? Che l’artista subito si mette a
dipingere dimenticando tutto il resto. La moglie di un pittore mi
ha detto: “quando lui comincia a dipingere tutte le pastasciutte
diventano fredde!”, il pittore sembra quasi schiavo di questa
ispirazione, dipinge perché deve dipingere, e deve farlo come e
quando l’ispirazione lo spinge, e se gli si obietta: “perché lo fai Praise the Lor…
così? non lo venderai di certo!”, lui risponde: “non posso farlo in
nessun altro modo, perché così mi detta l’ispirazione”. Ora si
domanda Frank, ma è morale questo, che un uomo sia schiavo di
un’ispirazione? Se la perfezione consiste nella piena libertà e uno
schiavo di qualcosa non è libero, dunque gli artisti non sono
uomini liberi, non sono uomini spirituali!
Lo sono oppure no? Frank risponde così: c’è una sola ispirazione
che non priva l’uomo della libertà, quella che proviene dallo
Spirito, tutte le altre non sono che possessioni diaboliche. La vera
arte è spirituale, veramente spirituale, e l’uomo dà a questa Andrei Rublev …
ispirazione dello Spirito tutto ciò che può dare.

QUARTA PARTE
L’Incarnazione è la più grande opera d’arte: l’ispirazione dello
Spirito Santo in Persona e la Madonna che offre tutte le sue forze,
tutta se stessa… e nasce l’uomo-Dio, come nell’arte nasce
l’immagine umano-divina. Dunque Gesù Cristo è la perfettissima
immagine perché chi vede Lui vede il Padre, e l’arte, quindi, è
tipicamente cristiana, anzi, solo il cristianesimo giustifica la vera
arte. Vjaceslav Ivanov, studioso di molte culture diverse, come
quella egizia, quella greca e molte altre, osservava: quante culture
diverse si sono avvicendate, poi sono scomparse, morte, se ne
raccolgono reperti, se ne conservano monumenti, ma quello che
si ottiene è un museo, non più cultura viva. Cosa si potrebbe fare
per salvare una cultura dall’estinzione? Notò che una cultura
piuttosto mediocre, se paragonata a quella egizia o a quella greca,
quella ebraica, con i suoi salmi, la storia di Davide, ecc., non era
ancora morta, e fino ad oggi si continuano a recitare i salmi ma
non certo la poesia babilonese, come mai? Perché ha ricevuto un
significato cristologico, perché è entrata in Cristo, e aggiunge: se
vogliamo salvare la nostra cultura europea, mentre nascono nuovi
mondi e nuove culture, dobbiamo dare significato cristologico alla
nostra cultura, ai nostri concetti, alle nostre immagini. Per mezzo
di Cristo il visibile diventa simbolo dell’invisibile, umano simbolo
del divino.
Ultimo punto: il culto delle immagini.
Che le immagini potessero avere valenza catechetica, di
un’istruzione, questo lo ammettevano anche gli iconoclasti, ciò
che si può dire con le parole, si può dire anche con le immagini (e
l’oriente amava molto le immagini… io dico sempre,
scherzosamente, che gli orientali dicono: questa è l’immagine, se
non la capisci te lo spiego a parole, mentre in occidente si dice: te
lo dico, se non lo capisci ti faccio un disegno). Dunque immagine
come parola, niente di più, come insegnamento, parola-visiva, ma
perché dovrei venerarla? Se l’iconografia è come un catechismo va
bene, ma nessuno venera il libro di catechismo! Perché si
dovrebbe venerare un ‘immagine? Già Origène diceva: “C’è
differenza tra parola umana e parola divina”.
Io dico “dovete fare questo”, ma non succede niente, che questo
accada ora dipende da voi, non dalla mia parola, perché la mia
parola è debole, invece quando Dio dice qualche cosa lo fa, quel
qualcosa “è”, nei sacramenti, nella lettura di salmi come
esorcismo è Dio che dice. Dunque l’immagine non deve essere
parola umana, ma deve essere parola divina, l’icona è
paragonabile alla Parola divina e per questo venerabile.
Nell’iconoclasmo ci sono stati due grandi periodi.
Dicono di venerare un’immagine, evidentemente questa
immagine deve essere unita in qualche modo con ciò che
rappresenta, perché non posso adorare il legno in quanto tale, o è
unita con Cristo oppure niente da fare, ma come si fa ad unire
un’immagine di Cristo con Cristo stesso?
Il primo periodo, del patriarca Niceforo, è tipicamente greco; i
greci dicevano: se due cose hanno la stessa forma sono
praticamente uguali, vediamo la statua dell’imperatore con la sua
stessa forma, allora ci inchiniamo davanti alla statua
dell’imperatore, è lui, la stessa forma, perciò si cercava di
riprodurre la stessa forma del santo da rappresentare nell’icona,
non si poteva cambiare, e per Gesù si aveva l’immagine
acheropita del volto santo e si riproduceva così, ma siamo sempre
sicuri che quel santo aveva quella forma? Perché se la sua forma
non fosse esattamente quella la sua immagine non sarebbe più
venerabile.
Nel secondo periodo S. Teodoro Studita diceva: “umanità e
divinità hanno la stessa forma? No, però sono unite per mezzo
dell’amore; allora solo amore può unire il legno con Cristo stesso,
e come si esprime quell’amore? Per mezzo della preghiera”.
Dunque per mezzo della preghiera l’icona diventa sacra, se non si
pregasse sarebbe un pezzo di legno, “l’icona davanti alla quale
non si prega è come una finestra murata”, si vede la finestra, ma
non si vede attraverso.
Mi è stato detto che al tempo del totalitarismo, quando quella
famosa icona della Trinità era conservata così, tra altre immagini,
alcuni studenti andavano di nascosto per pregare davanti a lei
perché non si desacralizzasse, adesso è in una stanza speciale
perché si possa venerarla, ora sono di nuovo icone. In una chiesa
di Mosca, guardando come la gente pregava davanti all’icona della
Madonna non si poteva dire che fosse semplicemente legno,
perché quel legno era impregnato delle preghiere dei fedeli, allora
è diventato sacro, difatti la preghiera santifica il mondo. Le
migliori preghiere sono le preghiere sacramentali, dove la
preghiera del Sacerdote santifica l’Eucarestia, noi distinguiamo
“sacramenti” e “sacramentali”, questa è per forza di Cristo e
questa per la preghiera dei fedeli, ma infine la preghiera dei fedeli
è anche la preghiera di Cristo.
Dunque la Madonna davanti alla quale per secoli si pregava non è
la stessa di una nuova, magari migliore, più bella con cui la si
vorrebbe sostituire, lasciate quella migliore per il museo, non si
può, questa è venerata da secoli, questa è sacra. E’ proprio la
preghiera che permette quel passaggio dal visibile all’invisibile. Io
vi auguro di fare questo passaggio!

Card. Tomas Spidlik


(II – fine)

Nella foto: la sacrestia della chiesa ortodossa serba di Santo


Stefano, a New York, completamente affrescata dall’iconografo
padre Teodoro Jurewicz

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