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LA LIBERTÀ E IL MANTENIMENTO.

ESTETICA DEL TOTAL LOOK


DI CHANEL
PRECISAZIONE TERMINOLOGICA: il termine “Mantenimento” è stato tradotto così dal termine
“Maintien” quando in francese ha più significati: dal mantenimento nel senso della “conservazione”
al portamento.
Gabrielle Chanel nasce nel 1883 e muore nel 1971
Chanel voleva slegarsi dall’idea che la donna si veste per piacere all’uomo, pensava che le donne
dovessero vestirsi per loro, sono emancipate e indipendenti.
SAGGIO DI FLOCH
Analizza il Look di Chanel, per lei si parla però di Total Look perché studia l’intera figura femminile
(silhouette) dalla testa ai piedi.
Chanel parla molto della bigiotteria, non perché vuole far sembrare le donne più belle anche delle
più ricche.
Barthes studiava la moda “scritta” sui giornali, mentre Floch analizza il look di Chanel come fosse
un discorso che veicola una serie di significati. Si pensava che bisognasse analizzare solo i testi
scritti e mai visivi, eppure dagli anni 80 (in particolare con Greimas e “semiotica plastica e
semiotica figurativa”) si inizia ad analizzare anche quei testi.
Floch studia la cronologia delle invenzioni di Chanel. e identifica certi particolari che non mancano
mai nel look di Chanel tra cui il fiocco, la scarpa con la punta nera, la sua borsetta con la catena
d’oro ecc.
La donna Chanel non è infagottata, non ha un vestito lungo che si restringe al livello delle gambe (è
molto scomodo così) per esempio: si veste in modo funzionale per muoversi senza costrizioni,
infatti la punta nera delle scarpe è essenzialmente pratica essendo la punta la parte che si sporca
più facilmente, e col nero si vede meno. Crea anche dei pantaloni da donna, che al tempo erano
molto criticati perché era strano vedere una donna con dei pantaloni, ma Chanel aveva in mente
una donna che si muove per la città e che esegue molte mansioni, le misure infatti vengono prese a
braccia incrociate perché lei prevedeva un abito adatto a un corpo in movimento e alla mobilità del
corpo femminile. Nonostante sembri banale a quei tempi non lo era per niente.
Il suo look in voga dagli anni ’60.

Il suo stile è stato così innovativo da soppiantare quello del sarto più importante di Parigi/Francia:
Poiret.
Dato che durante la guerra ogni attività lavorativa e ogni mansione era affidata alle donne perché
gli uomini in età lavorativa erano al fronte, iniziò a creare un senso di emancipazione, seppur
forzata.
I valori di /libertà/, /lavoro/, /sport/ (caratteristiche semantiche) divengono importati nella moda
femminile e questo si vede anche nelle stoffe, alcune delle quali non erano considerate alla moda
nel mondo femminile. La cosa più incredibile è che è difficile cambiare la moda in questo modo, e
lo era ancora di più ai suoi tempi. Perfino molte caratteristiche tipiche del look maschile, come il
berretto, il gilet a righe, le cravatte, i capelli corti, abiti alla marinara ecc. nel look femminile
veicolano femminilità, ricchezza e stile.
Floch afferma che nel Total Look di Chanel sono gli elementi plastici (linee, spazi e colori) a essere
particolarmente identificativi, come la chiusura della forma in generale, la punta nera l’uso dei
fiocchi, il cappello tipico ecc. i confini sono ben delineati.
Chanel privilegia la LINEA: presente sotto forma di bordature evidenti, essa è garante di una certa
“caduta” a piombo degli abiti (ovvero costante). Anche le catene e le collane hanno questo ruolo.
Il look ha anche una propria luce e cromatismo: beige, blu marino, rosso e nero, lo sfavillio di
diamanti, perle, ori e gemme. I tessuti sono fatti per assorbire, dominare la luce. Quando sono
scelte materie cangianti, devono esaltare la purezza della linea, non confonderla.
A questo proposito Floch fa un paragone tra il classico e il barocco formulate dallo storico dell’arte
Heinrich Wolfflin. Vediamo le caratteristiche principali dei due stili secondo lui:
Lo stile classico privilegia ciò che è lineare, suddiviso in piani, dalla molteplicità di elementi che
però sono distinguibili e la chiarezza.
Lo stile barocco privilegia ciò che è pittorico, profondo, con una forma aperta, l’unità che assorbe
tutto in una forma unica e l’oscurità.
L’arte barocca privilegia l’idea di mosso, di mondo in movimento che si da in maniera primordiale
alla nostra percezione
Nell’arte classica rimanda a una visione del mondo già discretizzata, di cui il soggetto è in grado di
padroneggiare la visione secondo coordinate che si è dato.
Secondo Floch, Chanel si ispira alla visione classica di Wolfflin: linearità, separazione dei piani,
chiusura della silhouette, isolamento delle forme e luce “assoluta” (e non relativa come ama il
barocco).
Anche Barthes era della stessa opinione su Chanel.
Ci sono caratteristiche Barocche nello stile di Chanel: le collane e i gioielli che però sono
circoscritti, stanno lì solo per esaltare e non come contrapposto.
Chanel cerca di non ancorarsi a un solo stile, bensì al “mantenimento”, alla costanza
FLOCH: il rigore della forma di Coco Chanel e il fatto di aver mantenuto negli anni un’identità
stilistica si traduce anche in un’etica, in un modello più profondo del modo di porsi dell’individuo
nei confronti del progetto di vita, lei infatti dice “mi accusano di fare sempre la stessa cosa, ma non
voglio fare cose che stupiscano ma che rendano la donna più bella e a suo agio, cambiando
continuamente il mio stile farebbe certe cose che farei non avrebbero senso”.
Viene veicolata una perseveranza di tipo etico. Non piegare la testa, non stare curvi, bisogna avere
un certo portamento. È un Total Look etico, non propone solo vestiti ma anche un modo di
presentare il tipo di persona indipendente, consapevole del suo valore e che mantiene quella
perseveranza e fedeltà a se stessi. Chanel vuole che la sua moda sia sobria ma impeccabile, come i
dandy.

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1 GLI “ELEMENTI D’IDENTIFICAZIONE ISTANTANEA DI CHANEL”
Nel primo numero del catalogo Chanel nel 1993, Karl Lagerfeld ha disegnato 5 tavole con le grandi
tappe della carriera di Coco Chanel.
La prima si intitola “Gli Elementi d’identificazione istantanea di Chanel” e ha come Base-Line “Il
Patrimonio spirituale di Chanel” con la scarpetta dalla punta nera, l’abitino nero, la spilla
multicolore a forma di croce, la giacca del “Tailleur Chanel”, un fiocco, una camelia, il bottone
dorato contrassegnato dalla doppia C.
La seconda si intitola “Il Trionfo di Coco” e contiene parecchie silhouettes di giovani donne e
annota, a destra di quella che veste il tailleur tutti gli elementi identificativi di Chanel, i quali sono
ricorrenti nel suo look degli anni 50-60.
ABITI CREATI DA CHANEL O INSERITI NEL MONDO DELLA MODA:
- La marinara (1913)
- Il Jersey (1916)
- Il cardigan e i completi in maglia (1918)
- I pantaloni (1920), l’anno in cui impose i capelli corti
- Il vestito nero (1924)
- Il blazer con bottoni dorati e il berretto da marinaio (1926)
- Il tweed (1928)
- I gioielli fantasia (1930)
- Il tailleur in tweed profilato e la cintura di catena dorata (1956)
- La scarpetta con la punta nera e la borsa impunturata con la catena dorata (1957)
- Il fiocco (1958)
Il look di Chanel, in quanto semiotica figurativa, ha per contenuto narrativo la conquista di una
libertà individuale.