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I ripostigli della memoria

di Attilio Scarcella

Cresce il grano tra la seta dei campi. Naviga l’estate sotto il sole. L’agave dorme inerte alla marina. Greggi di
cirri sciolgono nell’aria nuvolaglie d’ombre incandescenti. E il treno va ... e il treno rallenta. Come fiume che
insegue la sua corsa.

“Signore, voi che dite?” chiede una signora al viaggiatore seduto accanto a lei.“Siamo in perfetto orario?”

“Be’ Sì... pare proprio di sì, signora. Le Frecce Rosse volano svettano … corrono veloci. Il tempo di avviare
una breve banale conversazione e il gioco è fatto: il treno è già pronto per fare il suo ingresso alla stazione
terminale. Come in un giro di giostra. Il pulsante inizia la corsa... il pulsante la conclude. È d’accordo,
signora? … Non le pare?”

“Mio Dio, che tristezza! … Sì. Proprio così. Quanto più bello intrigante il viaggio sul magico intercity. Da
Roma a Milano... uno spasso, caro signore! U-no-spa-sso … mi creda! Un giorno tutto da inventare. Un
treno che brulica di folla scarica gente in tutte le stazioni. Si finisce un discorso, un altro se ne apre. I
passeggeri sono modesti, i prezzi bassi nessuna discriminazione sociale. Si stringono amicizie facilmente, si
raccontano storie e … giù risate buonumore brio a non finire! Il tempo di scambiare un’opinione, confidare
un sogno, una speranza ... e già sei a Milano. Scusi, signore, lei dove va?”

“Dove vado … eh, lei mi chiede. Mhmm! ... bella domanda! … Io, beh... sì, ho iniziato una vacanza, un
viaggio di riposo totale”.

“Dunque … in viaggio di piacere” smania la signora.

“Be’, sì. Dopo anni di lavoro e sacrifici ho in mente di fare un lungo giro per il mondo visitare città mostre
musei spassarmela un bel po’ ”.

“Ah, ecco... certo! … Naturale. Bene bene”. dice la signora. “E poi? … Poi tornerà a casa, vero signore”.

“E chi lo dice? … No no. Non ci penso nemmeno! Farò il turista a vita” risponde divertito il viaggiatore. “Non
mi va più di pagare il dazio della mediocrità. Voglio vivere libero lontano da impegni, da interessi calcoli
mentali”.

“Bene! Giustissimo! Geniale ! E con la moglie... come va, mi dica, con la moglie? Ne sentirà certo la
mancanza, poverina!” arguisce la signora.

“Ma quando mai!! Nient’affatto. Litighiamo spesso … e di brutto. A volte c’insultiamo come uccelli marini
che si contendono la preda sulla riva deserta di una spiaggia”.

“Insulti!? … E perché mai? … La preda!? … E di che preda parla, signore?” sogghigna divertita la signora.

“Dei conteggi del dare e dell’avere, ovviamente. Dei luridi interessi che ci tengono in vita; che perpetuano
livori ostilità rancori... fino alla morte. Il nostro patrimonio è immenso, sa, signora? Obbligazioni terreni
ville al mare, in montagna. Ciascuno è convinto di portarlo con sé ... all’altro mondo”.

“Mio Dio, mio Dio! E voi, signore, credete di curare così l’immortale piaga della coscienza?

Fuggendo dagli affetti, dagli uomini? … Correndo per il mondo?”

“Vivaddio, Gesùmmaria, signora! … Che domande!? Ma … in che mondo vive lei? E se le dicessi che la mia
anima non s’interroga più da decenni? … Che è incapace di uno sguardo tenero? … Che è stanca di sperare
e … sperare? Di provare sentimenti d’amore? Ecco, signora, lei ha toccato il tasto giusto. Il punto è questo:
di tutta la mia vita,oggi, una sola cosa comprendo. Mai … finché il tempo non sarà consumato, il fuoco del
cuore e il fuoco della mente si potranno unire.

Ecco, le voglio raccontare un episodio, un evento emblematico della mia vita. Incontrai una volta, ricordo,
una donna ai bordi del fiume. “Siedi qua, uomo” mi disse. “Ferma la tua anima inquieta e riposa. Non
affaticarti, stenditi. Placa le tue ansie. Tutte le vicende del mondo finiranno”. Rombava il vento nel fondo
della valle e il suo urlo sfiorava la felice inquietudine degli alberi. Lei mi si accostò vicino. E io: “Donna,
dov’è il pane della vita? Dove i sogni di giovinezza? Dove i segnali e la direzione di senso del nostro andare,
fuggire per il mondo? E dimmi, donna … dimmi, perché su di essi si abbatte la scure dei nostri inganni?”

E lei, ragazza allegra, spensierata, madre generosa di rimando rispose:“Vieni avvicinati, ecco il mio corpo.
Prendi, fratello... e mangia!” E presi … e mangiai.

Da allora strane navi solcano gli oceani le vele i cieli dei miei pensieri. Muovono i venti dell’anima verso i
bordi del fiume in attesa che quella creatura ritorni e la vita riprenda la sua corsa”.

“E lei, signora, qualche storia galante l’avrà avuta?” incalza l’uomo. “O tutto è andato sempre per il meglio
durante gli anni di giovinezza e il tempo della sua verde stagione di ragazza?”

“Oh... sì! … Certo che sì! Di storie ne ho avute tante negli anni ormai non più miei. Ero un germoglio un
virgulto un ramoscello tenero nel vento. Fui amata, ricordo, non per la bellezza ma per il carattere forte di
mia vita.

Un giorno – ricordo avevo già vent’anni - uscii con un ragazzo di Latina ricco sfondato che mi girava attorno
ormai da tempo. Montai sulla sua moto fiammante splendida veloce diretti verso il lago di Bracciano.
Correvamo nel vento. Non certo nel vento dell’amore! Mi offrì miele caldo rose rosse champagne e fragole
sensuali. Canestri di ciliegie e grappoli di ribes. Ma era tutto un raggiro un inganno tutta una messa in
scena per prendersi il mio corpo. Fu così che mi sedusse nel capanno. Promise di sposarmi, cambiarmi la
vita. Di regalarmi una villa con prato e con piscina. Dall’alba al tramonto fece di me tutta una rapina. E se ne
andò dal capanno a sera lasciandomi svuotata … persa … senza veli. Mia madre però l'ha sempre detto:‘Mai
figlia... mai nulla aspettarti dagli uomini volubili dimentichi e bugiardi’.

Ecco, signore, vede? Anch’io ho pagato il dazio dell’aurea mediocritas. Si dice così, vero?

Spiccioli di gioia per un giorno. Per un giorno soltanto. Poi nulla. Perché nulla da fuori mai ci appaga se il
vento dell’amore, oltre la carne, non nutre e irrora gli abissi dell'anima.

Il vento dell’amore, signore, è un mondo nuovo, flusso inarrestabile che arde e si fa rogo, fuoco
incandescente di passione atto infondato che trova insopportabile il gesto della replica e della reiterazione.

Mio Dio... siamo già arrivati? Oh ... come scorre in fretta il tempo! Via senza ritorno è la vita!
C’incontreremo ancora, signore,per un ripasso di altri fotogrammi?”

“Be’, questo non è dato sapere, gentile signora! Solo una cosa è certa: che il sentiero fecondo dei ricordi si
riprende il nastro dei desideri, dei sogni … come e quando vuole. E lo alimenta alla fiamma del tempo e
dell’eterno che nessuna musica può far danzare... se non quella dell’anima! Arrivederci, signora. Buona
fortuna! Nei giorni che la sorte mette in fila … la vita fugge ma il dolore resta”.

Il treno si fermò il vento tacque. Nell’aria fluida che il tramonto concede una falce di luna sanguinante
scosse impietosa il sigillo della sera.💕💕😀😁💕💕 🍒😁 🍇💕 💕