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Conservatorio di musica “Luigi Canepa”

Sassari

Istituto di alta formazione musicale

a.a 2015/2016

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“LIED”
- storia della canzone d'arte tedesca -

T E S I N A A C U R A D I D A N I E LE C A M B U L E
R E L A T O RE : L A R A S O N J A U R A S , D O C E N T E D I S T O R I A E S T O RI O G R A F I A M U S I C A L E
INDICE

Introduzione.................................................................................................... 3

1. Le origini del Lied in Germania....................................... 4

2. Il Lied nella cultura preromantica.................................. 7

3. I grandi compositori romantici del Lied.................... 14

Bibliografia.................................................................................................... 22

2
INTRODUZIONE

Lo scopo di questo elaborato è quello di ripercorrere le origini storiche ed il successo

di un genere musicale vocale che in particolare durante il periodo Romantico, ebbe la

sua età d'oro nei paesi di lingua germanica, e non solo.

Questo componimento come lo conosciamo oggi, ovvero tipica espressione della

musica da camera per voce e pianoforte strettamente legata al Romanticismo, è

molto diverso da quello fiorito in epoca rinascimentale nel campo della musica corale

profana.

La sua storia percorre quindi un periodo piuttosto lungo che, a partire dal medioevo

fino alla più moderna musica contemporanea, attraversa momenti di oblio e di

rinascita.

Tanti sono stati i compositori importanti ed i poeti che hanno dedicato il loro

impegno, creatività e genio alla produzione di questo tipo di composizione, il cui

successo è attribuibile anche alla sua “semplicità” di ascolto ed esecuzione, cosa che

lo rese indubbiamente un genere popolareggiante e di consumo.

Figure come Schubert, Schumann, ma anche Mozart e Beethoven faranno si che il

Lied entri nella storia come la più alta forma di “canzone d'arte” del panorama

musicale tedesco.

3
1. LE ORIGINI DEL LIED IN GERMANIA

Non è facile per storici e musicologi stabilire esattamente quando e dove questo

genere vocale, la cui storia si confonde con la storia stessa dalla nazione tedesca,

abbia iniziato ad affermarsi. “Lied”, termine prettamente tedesco con il quale

generalmente si indica un componimento lirico-poetico di brevi dimensioni intonato

su una determinata melodia, può essere tradotto come “canzone” o “romanza”,

parole che comunque non rendono la sua specificità dalle antichissime radici culturali.

Nel medioalto tedesco con“daz liet” si indicava propriamente la singola strofa, e al

plurale (diu liet) somma delle strofe, dedicate al canto, distinguendosi quindi da altri

termini utilizzati per indicare, ad esempio, canzone/canto (Gesang), o semplice

componimento poetico (Gedicht).

Secondo coloro che ne hanno seguito le tracce, il Lied entra a far parte della cultura

musicale tedesca sin dall'epoca carolingia inizialmente come musica di tipo

ecclesiastico “Kirchenlied” (Lieder chiesastico), assimilabile formalmente al ceppo del

canto gregoriano1, le cui melodie venivano trasformate e rigenerate dallo spirito della

lingua tedesca (o dei dialetti tedeschi). Di destinazione liturgica o devozionale, queste

composizioni interessarono tanto la comunità cattolica quanto soprattutto quella

luterana, divenendo di quest'ultima la manifestazione espressiva per eccellenza, da

noi conosciuta come “corale luterano”2.


Esempio 1

Fig. 1

Fig. 2

 Nell'Esempio in fig.2 è riportato il Sanctus tedesco dalla Deutsche Messe di Lutero del
1526. Il testo tedesco è in versi e la melodia si ispira al Sanctus gregoriano di fig. 1.

1 THRASYBULOS G. GEORGIADES, Musica e linguaggio – Il divenire della musica occidentale nella prospettiva della
composizione della Messa”, traduzione di Oddo Piero Bertini, Napoli, Guida editori Napoli, 1989, p. 86
sostiene che “È anche attraverso il Lied che la lingua tedesca fa ingresso nella liturgia durante il Medioevo,
nella forma di “Kyrioleise”, lieder popolari-spirituali che utilizzavano come verso ricorrente il Kyrie eleison”.
2 Com'era successo per i tropi e le sequenze prodotti a dismisura sino alla loro soppressione da parte del
Concilio di Trento, l'eccessiva proliferazione di corali ne segnerà inevitabilmente la caduta, e ad eccezione di
quelli di Bach e pochi altri compositori ne rimarranno relativamente pochi.

4
Il pensiero di Lutero sulla connessione fra lingua tedesca e composizione musicale

può essere illuminato da una sua affermazione, fatta dopo aver sentito l' Introitus in

latino durante una messa pasquale: “Se si vuol cantare in tedesco, si cantino buoni

Lieder tedeschi; se si vuol cantare in latino, come debbono fare gli scolari, ci si

attenga al vecchio Gregoriano e ai vecchi testi .... 3”. Nel tardo medioevo, tra XII e XIV

secolo, inizia ad affermarsi presso l'ambiente cortese dei Minnesanger4 un tipo di Lied

monodico con accompagnamento strumentale che tratta testi di argomento amoroso

la cui struttura segue spesso la forma comunemente chiamata Barform (AAB).

Dal XV al XVI secolo la produzione liederistica si arricchisce di forme polifoniche a tre

o quattro voci di contenuto popolare ( Volkslied) e cortese (Hofweise): con Oswald

von Wolkenstein, all'inizio del Quattrocento, si avviò la tradizione del Lied polifonico,
basato su una melodia generalmente preesistente intorno alla quale si creavano

nuove linee in un'articolata condotta polifonica.

Dal Cinquecento in poi l'evoluzione del Lied segue quindi le tappe della musica colta:

ci si libera gradualmente della melodia gregoriana e del cantus preesistente verso

forme più simmetriche il cui assetto sonoro è assimilabile ai generi della villanella o

della canzonetta, e verso strade più autonome grazie anche all'influenza della musica

strumentale. Con l'avvento della monodia su basso continuo arriviamo ad una nuova

fase della produzione liederistica, che condurrà alla genesi della moderna canzone

tedesca. Le nuove musiche di Giulio Caccini e il dilagare dell'opera italiana esercitano

sui compositori tedeschi una grande influenza: in contrapposizione al vecchio stile a

cappella, domina ora la nuova composizione accompagnata sul basso continuo, che

per mezzo d'una semplice guida rende possibile vari accompagnamenti. Con ciò la

canzone monodica accompagnata vince definitivamente, e anche quella a più voci si

uniforma a questo stile.

Fu però proprio a causa dell'affermarsi dell'opera italiana ma anche dell' operà

3 Vedi M. JOH. MATHESIUS, D. Martin Luthers Leben in 17 Predigten, a cura di G. Buchwald, Leipzig 1887, p. 292
4 Compositori e cantori di Minnesang ovvero componimenti poetico-musicali di argomento amoroso. Tra i più
importanti ricordiamo quelli di Neidhart von Reuental (circa 1180-1240), di Hugo von Montfort (1357-1423),
del monaco di Salisburgo (fine del sec. XIV), di Oswald von Wolkenstein (1367-1445)

5
comique francese che la fortuna del Lied si appannò nei paesi germanici, così sulla
fine del XVII secolo è l'aria operistica di stampo italiano ad avere il successo del

pubblico facendo decadere la produzione di musica tedesca; inoltre la semplicità

popolareggiante che contraddistingue i Lieder non era in linea con gli ideali estetici

della musica barocca. Assistiamo dunque ad un periodo di scarsa fortuna per questo

genere musicale, anche se molti Lieder saranno inseriti nelle partiture operistiche con

la funzione di arie. Il Lied avrà però nuova luce con il declino della musica barocca e

la nascita delle nuove correnti culturali e letterarie del Settecento.

6
2. IL LIED NELLA CULTURA PREROMANTICA

Si è visto come con l'affacciarsi di nuove esigenze musicali e culturali, questo tipo di

componimento abbia subito diverse mutazioni stilistiche. Ciò vale anche per quanto

riguarda la figura dello scrittore del testo poetico di un Lied, che per quella del

musicista. Fin quando non prese piede l'uso del basso continuo che integrò e poi

sostituì il tessuto polifonico aggiunto alla voce principale, il testo e la melodia

fondamentale erano opera dello stesso autore. Dal primo quarto del Seicento in poi

invece i ruoli del letterato compositore del testo, e del musicista tenderanno a

diversificarsi. È attorno alla seconda metà del Settecento che nei poeti tedeschi

contemporanei inizia a formarsi una nuova consapevolezza del proprio sentire, e

l'essenzialità dell'espressione popolare si impose nuovamente come valore estetico 5.

La fortuna del Lied ricomincia da questo momento storico che coincide con la

sostituzione della stenografica notazione del basso continuo con la parte obbligata

dello strumento a tastiera, ponendo così le basi di quella che sarà la struttura

caratteristica dei Lieder nel periodo di maggior successo, ossia il Romanticismo.

Gradatamente inizia a delinearsi il profilo caratteristico della forma Lied che lo

distingue dagli altri generi vocali simili.

In riferimento al rapporto testo-musica il Lied può essere:


1. strofico: melodia uguale per tutte le strofe

2. strofico-variato: melodia che cambia di strofa in strofa

3. durchkomponiert: melodia e armonia in continuo cambiamento

Attorno al 1770 si forma quella che viene definita “S cuola liederistica di Berlino”; la

città fu infatti il principale centro per la composizione e teoria del Lied, ed è qui che

venne pubblicato nel 1753 il primo trattato sull'argomento che godrà di una certa

rilevanza: Von der Musikalischen Poesie, scritto da Christian Gottlieb Krause, nel quale

vengono innalzate semplicità e cantabilità di questo genere a veri e propri dogmi 6.

5 È in questo periodo che nasce il movimento culturale letterario tedesco chiamato “ Sturm und drang”, che
rivendica un'integrale rivalutazione dell'irrazionale nella vita e nell'arte, in opposizione all'intellettualismo
illuministico. Lo S. si annuncia fin dalle sue origini come un ritorno alle fonti della tradizione spirituale tedesca,
in polemica con il predominio della cultura francese in Germania.
6 LEON PLATINGA, La musica romantica, Storia dello stile musicale nell'Europa dell'Ottocento, Milano 1989, p118.

7
A questa scuola appartengono compositori come J. A. P.

Schulz, F. Reichardt e C. F. Zelter, i quali riservarono la

loro attenzione per i testi dei poeti del Classicismo

letterario di Weimar tra cui spiccano importanti figure:

Friedrich Schiller, Johann Gottfried Herder, e soprattutto


Johann Wolfgang von Goethe.
“La fioritura tardosettecentesca del Lied è un fenomeno Johann Wolfgang Von Goethe
(1749 - 1832)

strettamente connesso con il grande rinnovamento culturale di quel periodo, durante il quale

la Germania conobbe la sua stagione poetica più luminosa” 7. Goethe dominò la scena

letteraria tedesca per parecchi decenni mostrando un vivace interesse per il Lied, e le

sue prese di posizione sull'argomento ebbero sempre una grande

diffusione.

Schulz scrisse oltre 200 Lieder, di cui 132 contenuti in una

raccolta divisa in tre parti intitolata Lieder im Volkston (Canti in

tono Popolare) i quali ripercorrono, in un certo senso, il cammino


Johann Abram Peter Schulz tracciato da un importate opera letteraria di J. G. Herder
(1747 - 1800)

Stimmen der Völker in Liedern (Voci dei popoli nei canti), opera che eserciterà grande
influenza sulla sensibilità romantica. In questa raccolta Schulz non propone melodie

popolari ma canti nello stile popolare , scegliendo quindi testi

di poeti che avessero le caratteristiche del “popolare”, e

applicando ad essi melodie semplici, tali da essere intonate da

tutte le persone amanti del canto. Zelter dal canto suo

produsse 210 lieder basati sui testi di grandi poeti (in

particolare Goethe, del quale mise in musica 75 liriche) 8, nei Carl Friedrich Zelter
(1758 - 1832)

quali lascia spesso al pianoforte un maggior grado di indipendenza rispetto ai suoi

contemporanei.

7 Cfr. RENATO DI BENEDETTO, Romanticismo e scuole nazionali, Torino, E. D. T. Edizioni di Torino 1982, p.60
8 Zelter fu anche grande confidente di Goethe con il quale intrattenne una corposa corrispondenza, costituita da
quasi 900 lettere, ed insegnante di F. Mendelshon con cui invece predispose nel 1827 la riesumazione della
Passione secondo Matteo di Bach.

8
Esempio 2

 Lied di Zelter Wandrers Nachtlied I (su testo di Goethe) nel quale è possibile notare
l'importanza data all'accompagnamento del pianoforte.

Reichardt fu sicuramente uno dei più significativi e prolifici

esponenti della scuola liederistica di Berlino, nonostante

pochi dei suoi Lieder abbiano una qualche grande pretesa

dal punto di vista musicale: ammirato da Goethe, scrisse più

di mille Lieder molti dei quali basati proprio sui testi del

grande poeta. Semplicità, chiarezza e aderenza al testo

Johann Friedrich Reichardt poetico erano i principi guida di questo compositore, che
(1752 - 1814)

anziché imitare ariette francesi (come spesso accadeva in altri compositori di Lied)

risaliva alla vena feconda della tradizione popolare, alla ricerca di audaci

sottolineature drammatiche.

Esempio 3

 Lied di Reichardt Wandrers Nachtlied I (su testo di Goethe): si può vedere come
rispetto alla versione di Zelter, il trattamento musicale sia praticamente sillabico; solo
l'armonia si solleva a tratti ad un livello più alto.

9
La fama del Lied arriva anche a Vienna, altra importante fucina musicale, dove

convivono fianco a fianco opera e musica strumentale e dove, come sappiamo,

operavano compositori importanti quali Haydn, Mozart e Beethoven. Anche se

ciascuno di loro dedicherà a questo tipo di composizione un interesse piuttosto

marginale, è qui che maturano le esperienze decisive che apriranno la strada alla

consacrazione del Lied al Romanticismo.

È probabile inoltre che a Berlino, città sensibile ad ogni variazione del clima letterario,

l'imminente presenza di Goethe fosse più un freno che uno stimolo per la crescita del

Lied, mentre nella più libera e spensierata Vienna, e soprattutto nelle mani dei tre

classici per antonomasia, questo genere conquista una maggiore autonomia di

linguaggio attuando quella perfetta unione tra musica e poesia, perseguita fino ad

ora attraverso espedienti intellettualistici.

Se però la maggior parte dei Lieder di Haydn è ancora notata su due righi, e mostra

ancora un forte legame con la forma sonata e la musica strumentale, quelli di Mozart

risalenti ai suoi ultimi anni di vita, assumono spesso una connotazione espressiva

drammatica vicina all'aria d'opera.

Scrisse circa 30 Lieder (pochi se pensiamo alla produzione di Zelter o Reichardt) due

dei quali possono essere considerati dei capolavori precursori del Lied romantico Das

Velichen (La Violetta) e Abendempfindung (Sentimento della sera).

10
11
12
Beethoven può essere considerato il precursore del gusto romantico per il Lied

ciclicamente organizzato nella struttura tonale e nel contenuto.

“Nella raccolta An die ferne Geliebte (All'amata lontana – 1816), apice della

produzione liederistica del compositore, ogni Lied, di carattere diverso e in diversa

tonalità, è collegato al successivo attraverso passaggi modulanti” 9. Altri elementi

ciclici sono il ritorno di motivi tematici e la ripresa alla fine dell'incipit iniziale.

Grazie all'opera dei tre grandi Maestri del Classicismo il Lied settecentesco subisce

forti approfondimenti: il pianoforte abbandona la neutrale funzione di sostegno per

la voce, crea un dialogo non intessuto di meccaniche imitazioni ma fondato su intima

corrispondenza con le altre parti e arricchisce il suo timbro di una dimensione

interiore, cose che faranno di lui un interlocutore discreto ma indispensabile.

Il Lied, genere nato povero, in breve spazio di tempo accumulò fama al punto da

lasciare a grande distanza tutte le altre espressioni della vocalità cameristica in voga

nei Paesi Europei, e diventare la forma tipica d'espressione del panorama musicale

tedesco.

9 Cfr. S. MARGARONE / S. PISTONE, Il Lied e Beethoven – Saggio critico, Monza, Casa Musicale eco s.a.s, 2006 p.10

13
3. I GRANDI COMPOSITORI ROMANTICI DEL LIED

Se ci fu un compositore in grado di esplorare ed estendere le

potenzialità del genere Lied, come nessun altro fin'ora era

riuscito a fare, è sicuramente Franz Schubert. Nelle sue mani

questa breve composizione vocale cameristica si arricchisce di

nuove invenzioni melodiche ed intuizioni armoniche di

straordinaria originalità. Schubert adotta per i suoi circa 600


Franz Schubert Lieder soluzioni formali estremamente varie, da quella
(1797 - 1828)

semplicemente strofica fino a quelle più libere da schemi, e si serve sia delle liriche di

poeti tedeschi importanti come J. W. Goethe o H. Heine, che di quelle di altri poeti

minori quali Hölty e Müller. Un certo numero di Lieder giovanili sono esercizi nello

stile ballata drammatica in voga nell'epoca, ma già dal 1814 l'adolescente Schubert

scrive le prime composizioni liederistiche di rilievo, su testo di Goethe: Gretchen am

Spinnrade (Margherita all'arcolaio - 1814) e Der Erlkönig (Il re degli Elfi – 1815).

14
Il testo di Gretchen am Spinnrade è un inserto poetico di 10 strofe contenuto nella

prima parte del Faust, una delle opere goethiane più importanti: Schubert ne fa una

realizzazione musicale di tipo drammatico, che ignora per lo più l'articolazione

strofica della poesia a favore di un'organizzazione tripartita con successivi punti di

tensione sempre più enfatici.

Nella prima parte Gretchen, all’arcolaio, canta le sue pene d’amore, la sua angoscia da

cui non può liberarsi. Nella seconda ritorna con la mente all’uomo (Faust) che ha

conosciuto, il quale con la sua voce, il suo portamento, la bella figura l’ha affascinata.

Questa seconda parte culmina nella rievocazione appassionata del bacio. Nell’ultima

Gretchen esprime il desiderio ardente, che ormai si è impossessato di lei, di amare il

giovane Faust e trovare l’oblio tra le sue braccia.

Il suono della ruota dell'arcolaio si fa udire costantemente nel pianoforte, eccetto che

nel punto culminante della seconda sezione, dove Gretchen si dimentica di filare,

sopraffatta dall'emozione. La raffinatezza dello stile armonico è ciò che più colpisce in

questo Lied, ben distante dall'uso comune: ciascuna delle tre sezioni principali

comincia nella tonica di Re minore e si sviluppa poi quasi esclusivamente per seconde

e per terze, attraverso svariati cambiamenti di tonalità che sembrano corrispondere al

viaggio psicologico della protagonista.

15
Il testo del secondo famoso Lied di Schubert, Der Erlkönig, è tratto da un Singspiel

Die Fischerin (La Pescatrice) del 178210. Schubert ne musicò quattro versioni, l'ultima
delle quali è oggi quella universalmente conosciuta.

10 Negli anni successivi molti compositori, tra cui anche alcuni esponenti della Scuola di Berlino, e perfino
Beethoven, misero in musica questa ballata.

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La trama racconta di un padre che porta con sé il giovane figlio gravemente malato in

una precipitosa cavalcata notturna per i boschi, diretto verso il vicino villaggio nel

tentativo di salvargli la vita; il bambino, in preda a una fortissima febbre, dice di

vedere l'Erlkönig (Siehst, Vater, du den Erlkönig nicht? ), il Re degli Elfi, che lo chiama a

sé; il padre si rende naturalmente conto delle condizioni disperate del figlio, che

ormai sragiona e una volta giunti alla fattoria infatti, il bimbo è già morto tra le sue

braccia11.

Il componimento poetico è letteralmente drammatico, dato che in esso parlano in

prima persona quattro personaggi: il narratore, il padre, il figlio e il Re degli elfi.

L'ossatura del brano è data dall'ossessionante battito delle ostinate terzine cui si

contrappongono figure metriche essenzialmente binarie del canto, che acquisisce

quindi una singolare incisività; il taglio è strofico, ma ogni strofa è sottilmente variata,

spesso mediante frequenti spostamenti tonali; l'improvviso arresto finale della

percussiva trama ritmica che sfocia nel breve recitativo conclusivo, è

straordinariamente efficace. Scubert inoltre caratterizza i personaggi del poema

anche attraverso la natura e la diversità del materiale melodico affidato ad ognuno di

essi.

11 La ballata prende spunto da un fatto realmente accaduto: Goethe apprese infatti da un giornale la notizia di un
bambino gravemente malato portato di corsa dal padre al villaggio più vicino nella speranza, purtroppo
invano, di salvarlo.

17
Sulla strada aperta da Beethoven, di

mettere in musica cicli poetici di autori

contemporanei, Schubert darà vita a

quella che è considerata una delle sue

opere più importanti Die Winterreise

(Viaggio d'Inverno) su testi di Wilhelm

Müller, composta un'anno prima della

sua morte: la si può considerare come

un’opera lirica, o meglio un

monodramma, nel quale i vari

personaggi della vicenda, che si snoda

attraverso 24 canzoni, sono presentati

dalla voce di un unico soggetto lirico, il

quale rappresenta una figura tipicamente

romantica, quella dell’innamorato condannato al fallimento dalla sua stessa

ipersensibilità.

Winterreise si apre con un addio, una malinconica ninna-nanna (Gute nacht) che
viene intonata dal protagonista mentre lascia nottetempo la casa dove, da viandante,

si era fermato per un certo periodo, e nella quale vive la donna amata, che però

adesso pensa a qualcun altro. Il viaggio attraverso un paesaggio innevato, che da

affascinante diventa sempre più freddo e ostile, si chiude, nell’ultima canzone, con il

giovane che si trova davanti a un personaggio che è una premonizione del suo

futuro: un suonatore di organetto, al quale nessuno getta un soldo e i cani abbaiano,

ma che comunque continua a suonare la sua melodia, girando la manovella su uno

stagno ghiacciato.

Questi e molti altri Lieder, come Licht und Liebe, o Meeres Stille, solo per citarne

alcuni, esercitarono un immediato successo ed un intenso fascino sugli apostoli

dell'individualismo romantico. Le componenti musicali del Lied corrispondevano alla

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nuova poesia che essi intonavano e di cui erano l'equivalente, una miscela di classico

e popolare, drammatico e lirico, complesso e semplice; un incontro dove la musica da

palazzo si univa alla musica della gente per produrre musica da salotto.

L'intera storia successiva del Lied romantico si può leggere come una continuazione

del percorso schubertiano, lungo il quale ciascun compositore dispone tratti

individuali. Non si può non tener conto quindi dell'apporto dato a questo genere da

figure importanti come. C Loewe, F. Mendelsshon, R. Schumann, R. Franz, R.

Wagner, F. Liszt, J. Brahms e H. Wolf.

I Lieder di Loewe (circa 375) mantengono un forte legame con

la tradizione settecentesca della subordinazione alla parola, e

mancano, rispetto a quelli di Schubert, di una certa

indipendenza musicale. In ogni caso la genialità di Loewe si

rintraccia in un tessuto armonico e melodico, lineare ed

espressivo in accordo con gli argomenti poetici del testo, cosa


Carl Loewe che ha reso le sue creazioni ancora oggi molto popolari nel
(1796 - 1869)

mondo tedesco. Gli accompagnamenti pianistici tendono ad iniziare e finire con la

voce che assume spesso funzione descrittiva, per evocare ad esempio il suono di

un'arpa o di una campana, o utilizzando altre tecniche e stili tra cui il bel canto.

D'altra parte, la sua inventiva copiosa e creativa lo renderà un maestro esemplare del

Lied, giustamente ammirato da Wagner e Wolf, su cui ebbe una grande influeza. Fra

le ballate più celebri annoveriamo: Edward, Wirtin Töchterlein, Erlkönig, e Der Nöck,

Die Uhr.
Di tutt'altra specie sono invece i Lieder di Mendelsshon

(circa 90), la cui musica è perlopiù autonoma, e nei quali

raramente vi è un accenno di dramma, personaggio o azione.

I testi sembrano quasi scelti per essere dominati dalla musica,

la quale tende ad una perfezione formale solitamente strofica

con una coda, o con un ultima strofa variata.


Felix Mendelsshon
(1809 - 1847)

19
Eppure il suo genio per l'espressività melodica come in Auf Flügeln des Gesanges

(Sulle Ali del Canto) su testo di H. Heine, e la ricerca della perfezione formale furono

originali quanto influenti, in particolare su Brahms.

Altro capostipite della produzione liederistica è Schumann:

nei suoi circa 260 lavori amplia il legame con la musica

strumentale pianistica, e ricombina i due elementi basilari

del Lied, ossia l'equivalenza musico-verbale sfruttata da

Loewe e l'indipendenza musicale enfatizzata da

Mendelsshon. La sua innovazione personale fu però una

nuova indipendenza nella parte del pianoforte, che diventa


Robert Schumann
(1810 - 1856)
un pezzo lirico la cui melodia è condivisa dalla voce. Molti

dei suoi Lieder sono raggruppati in cicli, tra i quali ricordiamo Liederkreis, Myrthen,

Frauenliebe und leben, e Dichterliebe; qui Schumann analizza e sottolinea il testo,


dando sempre maggior spazio alla parte pianistica. Un vero e proprio erede del

romanticismo schubertiano che aveva tentato, nel genere liederistico, una fusione di

voce e strumento svincolata da ogni rigido schematismo, dove la melodia del

pianoforte potesse evocare, fingere e plasmare le immagini suggerite dalle parole.

A proseguire sulla strada iniziata da Schubert e ampliata da

Schumann, troviamo un altro importante compositore che

dedicò praticamente tutte le sue energie alla produzione di

Lieder, Hugo Wolf:


“non è una personalità facile da decifrare: sembrerebbe il

prototipo del motto "genio e sregolatezza", l'incarnazione

ideale del Wanderer12 romantico, di un Wanderer però Hugo Wolf


(1860 - 1903)

ormai in ritardo di cinquant'anni e quindi ancor più spaesato e insoddisfatto,

in questo senso immagine del decadente in conflitto con il proprio tempo 13”

12 Il termine si riferisce ad uno dei più caratteristici Lieder di Schubert: Die Wanderer (Il Viandante). Nel
Romanticismo tedesco è un avventuriero dello spirito, un essere che va alla ricerca di sé stesso, o meglio
dell'indefinibile che sfugge ad ogni più rigorosa disamina razionale.
13 Elisabetta Fava, Paesaggi dell'anima – I Lieder di Hugo Wolf, 2000

20
Componendo in tutte le forme accumulò gradatamente un vocabolario personale ed

espressivo, volto a realizzare finalità compositive strettamente associate a parole e

idee. Lo stile di base di Wolf è una scrittura pianistica a quattro parti, spesso

indipendenti al punto tale da suggerire una scrittura per quartetto d'archi, arricchita

da contrappunto vocale e strumentale. La linea vocale invece, di per sé indipendente,

è plasmata sulle parole e su ogni loro inflessione.

Infine egli aggiunse una nuova dimensione drammatica nella cornice lirica, perché i

suoi Lieder racchiudono danza e musica di scena, luce, costumi e scenografia. La

maturità creativa di Wolf fu probabilmente troppo breve per permettere cambiamenti

o sviluppi radicali.

Verso la fine del XIX secolo la storia del Lied romantico finiva com'era iniziata,

segnando la fine del rinascimento poetico tedesco.

Nonostante tutto, alcuni compositori del Novecento come Schöenberg o Webern,

continuarono, seppur marginalmente, a comporre cicli di Lieder, spesso inseriti come

punto culminante di un'opera di musica da camera.

Per citare Aribert Reimann, pianista, compositore e scrittore tedesco: “Le probabilità

di riscoprire il Lied, e di azzardare nuove combinazioni, sono a portata di mano.

Bisogna solo saper cominciare”14.

(Franz Schubert)

14 Cfr. ERIK BATTAGLIA, Il Lied tedesco – Scelta di saggi, Gorgonzola, Analogon Edizioni 2009, p. 185

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BIBLIOGRAFIA
Monografie:

BARTOLOTTO 1984

MARIO BARTOLOTTO, Introduzione al Lied Romantico, Milano 1984

BATTAGLIA 2009

ERIK BATTAGLIA, Il Lied tedesco – Scelta dei saggi, Gorgonzola 2009

DI BENEDETTO 1982

RENATO DI BENEDETTO, Romanticismo e scuole nazionali, Torino 1982

GEORGIADES 1989

THRASYBULOS G. GEORGIADES, Musica e linguaggio – Il divenire della musica occidentale

nella prospettiva della composizione della Messa, Napoli 1989

MATGARONE / PISTONE 2006

S.ALVATORE MARGARONE / STEFANIA PISTONE, Il Lied e Beethoven – Saggio critico , Monza

2006

MATHESIUS 1887

M. JOHANNES MATHESIUS, D. Martin Luthers Leben in 17 Predigten , a cura di G. Buchwald,

Leipzig, 1887

PLATINGA 1989

LEON PLATINGA, La musica romantica, Storia dello stile musicale nell'Europa

dell'Ottocento, Milano 1989

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Documenti reperibili on-line:

MARCO ROSIN, Il Lied tra radici poetiche e visioni trascendenti,

http://www.iltamnsy.net/cssm/lied.pdf

ELISABETTA FAVA, Paesaggi dell'anima, I Lieder di Hugo Wolf ,

http://www.sistemamusica.it/ottobre/32.htm

ACCADEMIA ARS ANTIQUA, Il Romanticismo e le nuove forme musicali,

http://www.accademiaarsantiqua.net/romanticismo-nuove-forme-musicali

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