Sei sulla pagina 1di 1

II Domenica di Avvento

06 Dicembre 2020

Voce di uno che grida…

Il racconto ascoltato, sottolinea fin nei dettagli la figura di singolare di Giovanni il Battista. Non
c’era modo migliore per prepararci al Natale che ascoltare la voce di Giovanni il Battista e la sua
testimonianza. Stando al Vangelo, Giovanni apparteneva alla classe sacerdotale. Questo fatto
avrebbe dovuto inserirlo nel contesto del tempio di Gerusalemme dedito al culto religioso-
tradizionale con l’uso di abiti sacerdotali lussuosi. Giovanni si allontanò dalla classe sacerdotale e
andò a vivere lontano dall’ambiente sacerdotale sul deserto di Giuda sulle sponde del fiume
Giordano; è qui che si fece carico di immergere le persone tra le acque del Giordano. Predicava a
gran voce un Battesimo di penitenza per la remissione dei peccati. Giovanni deluso dall’aridità
spirituale dei riti tradizionali di Israele, sente l’esigenza di un cambiamento radicale e decisivo.
Esorta a un autentico “ritorno al Signore” a un rinnovamento del mare. La voce del deserto è più
forte del rumore della città, e tutti gli abitanti della regione “accorrono afferrati da un grande
desiderio di remissione. L’invito del Battista interpella la coscienza credente e risveglia la
disponibilità a desiderarsi personalmente.
Il senso del Vangelo si preannuncia fin dall’inizio, come cammino di purificazione interiore non
tanto dal male esterno, quanto dall’incapacità del cuore di rimanere fedele a Dio. Il rischio di una
ritualità esteriore, tradizionale, ripetitiva, viene superato nella fiducia in Dio che attraverso suo
Figlio si offre per la remissione dei peccati. L’Avvento è una occasione per riportare lo sguardo e il
cuore ai movimenti dello Spirito che aprono, indicano, esortano, sanano. L’acqua del Giordano ci
riporta spiritualmente all’inizio della vita per ricominciare il cammino della vita. Si rinasce
dall’acqua (Battesimo) e, nel deserto della vita, nella disponibilità alla conversione, Dio cerca di
plasmare la nostra esistenza con il suo spirito. Liberiamoci dall’immersione nelle cose del mondo
(sono tanti), fissiamo il nostro sguardo su Gesù. La nostra vita sia condizionata solo dall’amore di
Dio e dei fratelli e viviamola con la più grande serenità interiore trasferendo la nostra pace a tanti
altri fratelli. Viviamo di Dio, e per Dio e sperimenteremo la presenza di Dio in noi. Guardiamo
spesso al Bambino di Betlemme, ascoltiamolo, lui ha da dirci tante cose.

Impegno

Viviamo ogni giorno sull’attesa di Dio che viene e liberiamo il nostro cammino dai tanti
impedimenti che imprigionano il nostro sguardo.