Sei sulla pagina 1di 2

I patti lateranensi, la politica esterna e le leggi razziali Per Hannah

Arendt (1906-1975), che è stata la più importante studiosa del totalitarismo, il regime totalitario
è una forma di governo completamente diversa da quelle che l’hanno preceduta; legato al
Novecento e alla società di massa.
Si basa su alcuni elementi imprescindibili: la concentrazione di tutto il potere nelle meni
di un’oligarchia inamovibile e politicamente irresponsabile, ossia esente da qualsiasi giudizio di
verifica da parte dei governati; l’imposizione di un’ideologia ufficiale (fascismo, nazismo,
stalinismo), che permea di sé ogni aspetto della vita quotidiana, rendendo gli individui
completamente subalterni ai sui precetti; la presenza di un partito unico di massa che si occupa
di tenere la collettività in uno stato di permanente mobilitazione, nel tentativo di alimentare un
costante consenso verso il potere; il controllo integrale degli apparati amministrativi dello stato,
piegati alla volontà politica della leadership o del capo carismatico; il ricorso continuo alla
propaganda come strumento per dominare le coscienze, attraverso la manipolazione
dell’informazione e l’uso dei mezzi di informazione di massa (giornali, radio, cinema);
l’uso sistematico del terrore di Stato (ovvero della violenza da parte della polizia e
dell’esercito) non solo contro gli avversari politici ma anche contro gruppi bersaglio della
popolazione, minoranze stigmatizzate (ebrei, comunisti, omosessuali, zingari ecc.) come
portatrici di caratteri negativi, eliminati i quali i conflitti si appianerebbero e l’ordine regnerebbe
sovrano.
Il totalitarismo italiano è un totalitarismo imperfetto in quando gli storici dicono che mentre
in Germania, in Russia con Stalin il partito totalitario si indentificata nello stato mentre in Italia
era presente la monarchia e la chiesa cattolica; imperfetto perché queste due istituzioni
rimangono.
Mussolini esce rinforzato dall’affare Matteotti perché l’affare Matteotti una volta concluso,
Mussolini con il discorso del 3 gennaio e delle leggi fascistissime ha superato ed ha cominciato la
costruzione della società totalitaria, grazie all’azione della propaganda, del controllo si diffonde
l’ideologia e il culto del capo, del duce. i patti lateranensi del 11 Febbraio 1919 costituiscono un
accordo tra il duce ed il papato, ed esso era costituito da tre parti: 1) un Trattato dove lo stato
italiano stabiliva che la religione cattolica fosse l’unica religione dello stato e riconosceva la
sovranità al pontefice del nuovo Stato della Città del Vaticano, chiudendo così anche la questione
romana; 2) una Convenzione Finanziaria dove lo Stato donava alla Santa Sede una somma di
denaro a compenso dei danni subiti dall’ex stato pontificio e 3) un Concordato dove lo stato
garantiva alla chiesa il libero esercizio del culto su tutto il territorio nazionale, riconoscendo così
l’Azione Cattolica a patto che svolgesse la propria attività fuori di ogni partito, alla dipendenza
della Chiesa e per diffondere i principi cattolici, fatta eccezione per il partito del papa e di don
Sturzo che resta aperto mentre i partiti restanti sono costretti a chiudere.
Dal punto di vista economico la dittatura fascista vuole mettere in atto un modello economico-
sociale che si distingua tanto dal capitalismo tanto del comunismo, viene considerata ad una sorta
di terza via che però la politica economia, ad uno stato cooperativo fascista a mettere in piedi
operai, padroni in una sorta di partito unico ma non ci riesce e o stato fascista rimane uno stato
capitalista, dove la Confindustria a mano libera viene messa a tacere, le corporazioni non hanno
successo e quindi la struttura dello stato fascista resta capitalista ma con un forte componente
“dirigista”. Il dirigismo economicodove lo stato che controlla l’iniziativa economica, stabile i vari
rapporti e limita la concorrenza, inoltre mussolini prenderà misure protezionistiche, l’autarchia
idea che lo stato deve essere sufficiente a sé stesso; quindi sempre contrario al liberismo
economico e al neoliberismo.
Nel 1925 vi fu la battaglia del grano cioè in questa ottica di autosufficienza (ripercussioni della crisi
del ’29) rispetto ai cereali si inserisce nel quadro economico dirigistica, ma anche la bonifica delle
paludi pontine. L’Italia dopo le crisi della prima guerra mondiale sembra aver trovato un cammino
verso la modernità, gli stati europei guardano con questi occhi d’interesse verso l’Italia fascista,
quanto all’autoritarismo del regime anche le altre potenze liberali ritengano che sia una difesa
degli interessi nazionali e difesa dal comunismotolleranti.
Quello che cambia lo scenario internazionale è la guerra d’Etiopia, Mussolini riprende le conquiste
coloniali nonostante l’epoca del colonialismo sia quasi concluso e resta in buoni rapporti sia con la
Francia, sia con l’Inghilterra.
Nel 1935 riprende il programma coloniale italiano, senza alcuna dichiarazione di guerra e le truppe
italiane occupano l’Etiopia. La società delle Nazioni pone delle sanzioni verso l’Italia ma non ha il
coraggio di prendere posizione forte. Nonostante ciò nel maggio del ’36 Mussolini l’impero
d’Etiopia e Vittorio Emanuele III ne diviene imperatore, questo evento è l’apice del fascismo
mentre per la società delle nazioni non è riuscita ad arginare questa violazione del diritto
internazionale. Dopo questa conquista dell’Etiopia, l’Italia fu costretta d’uscire dalla Società delle
nazioni e con questo isolamento si avvicinò ad Hitler, siglando un accordo con la Germania il 24
Ottobre 1936l’Asse Roma-Berlino. Questo avvicinamento portò nel 1937 all’emanazione delle
leggi raziali fasciste ed ufficializza un atteggiamento antisemita e razzista. Il 15 luglio 1938 fu
pubblicato un manifesto di difesa della razza che dichiarava l’adesione del fascismo alle teorie
razziste. Tra il 1938 ed il 1939 furono emanate una serie di leggi per la difesa della razza e queste
leggi avevano come obbiettivo la discriminazione e le persecuzioni degli ebrei e contemplavano:
 L’esclusione dalle scuole pubbliche
 Il divieto di matrimoni con gli italiani
 Il divieto di possedere aziende
 Il divieto di prestare servizio nelle forze armate
 Divieto di svolgere qualsiasi incarico che comportasse funzioni di pubblico ufficiale