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ÉLIPHAS LÉVI

(ALPHONSE-LOUIS CONSTANT)

Preghiere e scongiuri tratti da un manoscritto


intitolato: Il Libro Magico dei Pastori

(Prières et conjurations extraites d'un manuscrit intitulé: Le Grimoire des


Bergers)

da: La Clef des Grands Mystères suivant Hénoch, Abraham, Hermès


Trismégiste et Salomon, 1897

Testo originale all'indirizzo web http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k5510884x.r=eliphas+l


%C3%A9vi+clef+des+grands+myst%C3%A8res.langFR

Traduzione e note di Dario Chioli

11/1/2010

Altre traduzioni italiane

La traduzione italiana di questi testi curata da C. Giacomelli ne La chiave dei grandi misteri
secondo Enoc, Abramo, Ermete Trismegisto e Salomone, Atanòr, Roma, alle pp. 191-195, pur di
massima ben fatta, è però incompleta e contiene comunque alcuni errori di traduzione.

Nota su Éliphas Lévi

Éliphas Lévi Zahed (questa è la completa versione ebraica del suo nome di battesimo Alphonse-
Louis Constant) nacque nel 1810 e morì nel 1875. Dopo aver studiato in seminario ed esservi
stato ordinato diacono, nel 1836 ne uscì per amore di una donna. Seguitò tuttavia a frequentare
ambienti ecclesiali, e studiò approfonditamente la tradizione cristiana. Fu poi attratto dal
socialismo utopista e soprattutto dagli studi esoterici, per i quali ultimi divenne assai noto, sia per
le sue abilità di sintesi letteraria e filosofica sia grazie a un notevole giro di conoscenze (tra gli
altri frequentò Louis Lucas, Józef Maria Hoëne-Wronski, Edward Bulwer-Lytton). Riformulò le
tradizioni magiche soprattutto in tre notevoli opere: 1) Dogme et Rituel de la Haute Magie (1855-
56); 2) Histoire de la Magie avec une Exposition Claire et Précise de ses Procédés, de ses Rites
et de ses Mystères (1860); 3) La Clef des Grands Mystères suivant Hénoch, Abraham, Hermès
Trismégiste et Salomon (1861). Molte altre opere pubblicò in vita, alcune col suo nome di
battesimo e alcune col suo pseudonimo. Tra le prime va citato specialmente l'eruditissimo
Dictionnaire de Littérature Chrétienne (settimo tomo della Nouvelle Encyclopédie Théologique del
Migne) del 1851, mentre tra le seconde si possono citare un romanzo, Le Sorcier de Meudon
(1861), e i due volumi della Philosophie Occulte: la prima serie intitolata Fables et Symboles
avec leur Explication ou sont révélés les Grands Secrets de la Direction du Magnétisme
Universel et des Principes Fondamentaux du Grand Oeuvre (1862) e la seconda intitolata La
Science des Esprits: Révélation du Dogme Secret des Kabbalistes, Esprit Occulte des Évangiles,
Appréciation des Doctrines et des Phénomémes Spirites (1865). Molte altre sue opere ancora
uscirono postume. In Italia i suoi principali lavori esoterici furono tradotti per i tipi di Atanòr,
mentre più di recente la sua Storia della magia è edita dalle Mediterranee. Tali edizioni sono
comunque tutte curate malissimo, con continui errori nella trascrizione dei termini ebraici,
ingiustificate omissioni e nessun tentativo di aggiornamento o integrazione. È un peccato perché
Éliphas Lévi, nonostante alcuni notevoli difetti (non ultima una vera fissazione per i Tarocchi, che
trasmise a tutta una generazione di occultisti), meriterebbe tuttavia di essere studiato con più
cura, sia per il merito delle cose che afferma sia per la sua importanza storica.

PRIÈRES ET CONJURATIONS PREGHIERE E SCONGIURI TRATTI DA


EXTRAITES D'UN MANUSCRIT UN MANOSCRITTO INTITOLATO: IL
INTITULÉ: LE GRIMOIRE DES BERGERS LIBRO MAGICO DEI PASTORI

PRIÈRE DU MATIN PREGHIERA DEL MATTINO


O ma belle et divine dame, O mia bella e divina signora,
Dont les pleurs font pleurer mon âme, Le cui lacrime fanno piangere la mia anima,
Qui cherchez-vous en soupirant? Chi cercate sospirando?
— Je cherche mon petit enfant. — Cerco il mio figlioletto.
— Il est sur la croix, pauvre mère! — È in croce, povera madre!
Et son sang coule sur la terre E il suo sangue scorre sulla terra
Comme un grain qui sera mûri Come un seme che sarà maturo
Le beau jour de Pâques-Fleuri. Alla Domenica delle Palme.
Alors du fruit rouge qu'il donne Allora del rosso frutto che ne viene
Nous vous ferons une couronne. Noi vi faremo una corona.
Car des palmes en sortiront, Perché palme ne usciranno,
Et des étoiles qui luiront. E stelle che splenderanno.
Qu'est-ce que Marie? — Une Mère; Chi è Maria? — Una Madre;
Mais son fils n'est plus sur la terre. Ma il figlio suo non è più in terra.
— Où donc est-il? — Il est au ciel, — Dov'è dunque? — Nel cielo,
Et revient pour nous sur l'autel. E torna per noi sull'altare.
Dieu son père est aussi mon père; Dio suo padre è anche padre mio;
La vierge Marie est ma mère; La vergine Maria è mia madre;
Monsieur saint Pierre est mon parrain, Messer san Pietro è mio padrino,
Et saint Jacques mon grand-cousin: E san Giacomo è mio cugino:
Voilà ceux que j'aime le mieux, Ecco quelli che più amo,
Mes parents qui sont dans les cieux. I miei parenti che stanno in cielo.

LA PATENÔTRE BLANCHE IL PADRENOSTRO BIANCO (*)

PRIÈRE DU SOIR PREGHIERA DELLA SERA

Voici la patenôtre blanche Ecco il padrenostro bianco


Que Dieu fit un jour de dimanche, Che fece Dio un giorno di domenica,
Et qui l'écrit, quand je la dis, E che lo scrive, allorché lo recito,
En lettres d'or au paradis. In lettere d'oro in paradiso.
Comme un enfançon dans ses anges, Come un bambinello tra i suoi angeli,
En me couchant, j'ai vu sept anges. Coricandomi ho visto sette angeli.
Trois aux pieds et quatre au chevet; Tre ai piedi e quattro al capezzale;
Puis une dame il y avait, Poi c'era una signora,
Qui m'a dit : «Viens ça, couche-toi, Che m'ha detto: «Vieni qua, coricati,
Croise les mains, repose-toi. Incrocia le mani, riposati.
Prie en t'endormant pour ton père, Addormentandoti prega per tuo padre,
Pour les bienfaiteurs, pour ta mère, Per i benefattori, per tua madre,
Et pour tous les bons coeurs joyeux, E per tutti i cuori buoni gioiosi,
Enfants du royaume des cieux. Figli del regno dei cieli.
Dieu les exauce sans nul doute. Senza dubbio Dio li esaudisce.
Et Notre Dame les écoute». E Nostra Signora li ascolta».
Je m'endormirai doucement: M'addormenterò dolcemente:
J'ai pour patron monsieur saint Jean; Ho per patrono messer san Giovanni;
Et monsieur saint Jacques, son frère, E messer san Giacomo, suo fratello,
Me garde avec monsieur saint Pierre. Mi sorveglia con messer san Pietro.
J'ai faict ung bouquet de trois fleurs, Ho fatto un mazzetto di tre fiori,
Et les trois vierges sont mes soeurs. E le tre vergini sono mie sorelle.
La croix de saincte Marguerite, La croce di santa Margherita, (**)
Je l'ai sur ma poitrine escripte. Ce l'ho scritta sul mio petto.
Marie allait à Dieu pleurant; Maria andava piangendo da Dio;
Elle a trouvé monsieur saint Jean: Ha trovato messer san Giovanni:
«Pourquoi pleurez-vous, saincte Dame?» «Perché piangete, santa Signora?»
«On m'a pris l'enfant de mon âme». «M'hanno preso il figlio dell'anima mia».
«Vierge, il est cloué par les mains «Vergine, è inchiodato per le mani
A l'arbre sauveur des humains, All'albero salvatore degli esseri umani,
Ayant sur sa tête qui penche Mentre gli pende sopra il capo
Petit chapeau d'épine blanche. Piccolo cappello di spina bianca.
Adieu, Vierge, adieu, je m'en vas; Addio, Vergine, addio, me ne vado;
Et si je ne revenais pas, E se non dovessi tornare,
Mettez mon corps en terre saincte, Mettete il mio corpo in terra santa,
Et de Dieu gardez-moi la crainte, E conservatemi il timor di Dio,
Pour que je meure en vous aymant Perché muoio amandovi
Comme vostre petit enfant». Come il vostro figlioletto».

(*)
JEAN-BAPTISTE THIERS , nel suo Traité des Superstitions qui regardent les Sacremens, Selon l'Ecriture
Sainte, les Décrets des Conciles, et les Sentimens des Saints Pères, & des Théologiens, Avignone, 1697,
prima parte, primo volume, pp. 97-98, riporta un'altra versione di questo testo, allorché parla de «la
superstition de la priere ridicule, que l'on appelle la Pate-nôtre blanche, dont les zèlateurs , qui sont en
assés grand nombre, & sur tout à la campagne, promettent infailliblement le paradis à ceux qui la disent
tous les jours. Voici ce qu'elle porte: Petite Pate-nôtre blanche que Dieu fit, que Dieu dit, que Dieu mit
en paradis. Au soir m'allant coucher, je trouvis trois Anges à mon lit couchés, un aux piés, deux au
chevet, la bonne Vierge Marie au milieu, qui me dit, que je m'y couchis, que rien ne doutis, le bon Dieu
est mon Pere, la bonne Vierge est ma Mere, les trois Apôtres sont mes freres, les trois Vierges sont mes
soeurs. La chemise où Dieu fut né, mon corps en est enveloppé, la croix sainte Marguerite, à ma poitrine
est écrite, Madame s'en va sur les champs à Dieu pleurant, rencontrit Monsieur S. Jean. Monsieur S.
Jean d'où venez? Je vien d'Ave salus. Vous n'avez pas vû le bon Dieu, si est, il est dans l'arbre de la
croix, les piés pendants, les mains cloüants, un petit chapeau d'épine blanche sur la tête. Qui la dira
trois fois au soir, trois fois au matin, gagnera le Paradis à la fin».
(**)
Si disse di questa santa Margherita (o Marina) di Antiochia di Pisidia, che chiusa in prigione per
essersi convertita al cristianesimo, fu lì assalita da un drago che la divorò. Tuttavia, armata di crocifisso,
perforò il ventre del mostro e riuscì a uscirne. Venne rappresentata come «una fiorente giovane con la
croce in mano e la palma segno di vittoria o con il libro del Vangelo. Vinto, ai suoi piedi, il mostruoso
dragone. Talvolta sui bracci della croce si trova una bianca colomba, segno della spirituale e verginale
bellezza» (da: http://confrsangiuseppe.altervista.org/s_margherita/s_margherita.htm). Ne narra la storia
Iacopo da Varazze nella Leggenda Aurea, attribuendola a «Teodimo, glorioso uomo e santo». Ma si veda
anche RAFFAELA TORTORELLI , Le fonti agiografiche su santa Marina di Antiochia e san Nicola di Myra e il
culto dei due santi nel mezzogiorno d’Italia, in "Spolia. Journal of medieval studies"
(http://www.spolia.it/online/it/argomenti/storia/storia_religiosa/documents/tortorelli.pdf). Santa
Margherita d'Antiochia fu fatta rientrare nel numero dei "quattordici santi ausiliatori", e veniva invocata
contro i dolori del parto.

À L'ANGELUS ALL'ANGELUS
J'écoute la voix de la belle, Ascolto la voce della bella,
La belle dame qui m'appelle, La bella signora che mi chiama,
Qui m'appelle parmi les lys, Che mi chiama tra i gigli,
Les lys fleuris en paradis. I gigli fioriti in paradiso.
L'hiver passera sur la terre, L'inverno sulla terra passerà,
Le printemps me rendra ma mère, Mia madre la primavera me la renderà,
Et je verrai Pâques fleurir E vedrò Pasqua fiorire (*)
Quand Dieu me dira de mourir! Quando Dio mi dirà di morire!

(*)
Allusione alla Domenica delle Palme (Pâques fleuries), giorno glorioso che prelude alla Passione e
alla Resurrezione

L'ORAISON DES VIERGES L'ORAZIONE DELLE VERGINI


I. I.
C'est madame sainte Appoline È la signora santa Apollonia (*)
Qui vient s'assoir sur la colline. Che viene a sedersi sulla collina.
Notre Seigneur passant par là: Nostro Signore passando di là:
— Ma fille que faites-vous là? — Figlia mia voi là che fate?
— Je viens écouter la prière — Vengo e ascolto la preghiera
De ceux qui souffrent sur la terre, Di quelli che in terra soffrono,
Car au ciel ne saurais durer, Perché non saprei resistere in cielo,
Tant qu'ici-bas j'entends pleurer. Fintanto che sento piangere quaggiù.

(*)
Santa Apollonia fu martire intorno al 249. Le furono strappati tutti i denti (da ciò il fatto che sia, santa
ironia, patrona dei dentisti) e poi le fu minacciato il rogo se non rinnegasse la sua fede. Liberatasi si
buttò da sé tra le fiamme.

II. II.
Madame sainte Marguerite La signora santa Margherita
Dit au dragon qui se dépite: Dice al dragone colmo di dispetto:
— Pourquoi donc grinces-tu des dents? — Perché dunque stridono i tuoi denti?
— C'est que tes deux pieds sont ardents, — È che ambedue i tuoi piedi sono ardenti,
Et que je ne saurais les mordre. E io non saprei morderli.
— O méchant esprit de désordre, — O maligno spirito del disordine,
Tu voudrais bien me dévorer, Ben vorresti divorarmi,
Mais il ne faut pas te leurrer Ma non è il caso che t'illuda
D'une espérance mensongère; Con speranze menzognere;
Tu me trouverais trop amère, Troppo amara mi troveresti,
Et l'amour que j'ai pour mon Dieu E l'amore che porto a Dio
Te percerait comme du feu. Ti ferirebbe come fuoco.
Vers toi je ne saurais descendre Verso di te non potrei scendere,
Non plus que le feu vers la cendre. Non più che il fuoco alla cenere.
Déchire-moi, dévore-moi, Dilaniami pure, divorami,
Mon pied sera toujours sur toi! Il piede mio sarà sempre su di te! (*)

(*)
Così Iacopo da Varazze nella Leggenda Aurea narra questo episodio della vita di santa Margherita
d'Antiochia, avvenuto quando fu chiusa in carcere dopo essere stata torturata: «Nel quale luogo essendo
pregò il Signore che le dimostrasse il nimico visibilemente, il quale combattea con lei. Ed eccoti apparire
iventro un grande drago e, ponendo la bocca sopra il capo di colei e la lingua sotto il calcagno, sì l'ebbe
tranghiottita; ma quando ella vidde ch'elli la volea tranghiottire, sì si armò col segno de la Croce: e però
il drago, per vertù de la Croce, sì crepò, e la vergine n'uscì fuori sanza male. Ma questo che si dice del
divoramento del dragone e del suo criepamento è tenuto che sia favole. E 'l diavolo un'altra volta, per
poterla ingannare, sì si trasfigurò in ispezie d'uomo: e ella vedendolo si diede a l'orazione; da che fu
levata, il diavolo andò a lei, e tenendole la mano sì le disse: "Bastiti quello che tu hai fatto, guardati
oggimai da la mia persona". E quella il prese per lo capo e gittollo a terra e sotto a sè, e puose il pie'
diritto sopra il collo suo, così dicendo: "Cadi giù, superbo dimonio, sotto i piedi de la femmina". E 'l
dimonio gridava: "O beata Margherita, io sono vinto! Se un giovane m'avesse vinto, io non ne curerei,
ma ecco che sono vinto da una tenera donzella, e quindi mi duole più, chè 'l padre e la madre tua furono
miei amici"» (BEATO IACOPO DA VARAGINE , Leggenda Aurea, Volgarizzamento toscano del Trecento a cura
di Arrigo Levasti, Libreria Editrice Fiorentina, Firenze, 1925, vol. II, pp. 777-778).

III. III.
Sainte Barbe, la sainte fleur, Santa Barbara, fiore santo, (*)
Tient la croix de Notre Seigneur; Tiene la croce di Nostro Signore;
Elle est debout sur sa tourelle, Se ne sta in piedi sulla sua torretta,
Et répond à Dieu qui l'appelle. E risponde a Dio che la chiama.
— Je reviendrai vers les élus — Ritornerò dagli eletti
Lorsque vous ne tonnerez plus; Quando voi non tuonerete più;
Je tiens votre croix sur la terre Tengo la vostra croce sulla terra
Pour en détourner le tonnerre; Per salvarla dal tuono;
C'est pour cela que nuit et jour Ecco perché notte e giorno
Je suis en garde sur ma tour. Sono di guardia sulla mia torre. (*)

(*)
Convertitasi al cristianesimo, santa Barbara fu torturata e uccisa di spada nel 290 dal padre Dioscoro,
che però fu colpito da un fulmine. Anche lei era del numero dei "quattordici santi ausiliatori". Tradizione
vuole che la si invochi a protezione da fulmini, fuoco e morte improvvisa. Mia madre mi ricorda a questo
proposito una giaculatoria piemontese: Santa Barbara e san Simon, | libereme da la lòsna e dal tron. |
Sia për cà e sia për via | liberé tuta la mia famija. (Santa Barbara e san Simone | Liberatemi dalla
folgore e dal tuono. | Sia per casa che per via | Liberate tutta la mia famiglia).

IV. IV.
Sainte Catherine, la belle, Santa Caterina, la bella, (*)
Qui tient une épée auprès d'elle, Che presso di sé ha una spada,
M'a dit: — Prends-la, combats pour moi M'ha detto: — Prendila, combatti per me
Tous les ennemis de ton roi. Tutti i nemici del tuo re.
France est le paradis du monde, Francia è il paradiso del mondo,
Va combattre, je te seconde; Va' a combattere, io t'assecondo;
Puis tu viendras, je te le dis, E poi verrai, te lo dico,
Dans la France du paradis. Nella Francia del paradiso.

(*)
Santa Caterina fu martire ad Alessandria d'Egitto nel 304. Condannata al supplizio della ruota, tale
ruota si ruppe e fu decapitata. Si narra che santa Giovanna d'Arco attribuisse a santa Caterina (che
insieme a santa Margherita d'Antiochia e a san Michele arcangelo era una delle "voci" che la ispiravano)
la rivelazione del luogo dov'era nascosta la spada che sarebbe stata sua. Anche lei è tra i "quattordici
santi ausiliatori", invocata contro le malattie della lingua.

L'ORAISON MYSTÉRIEUSE DE LA L'ORAZIONE MISTERIOSA DELLA


BARBE À DIEU BARBA DI DIO (*)
Pauvres pécheurs, le coeur me tremble Poveri peccatori, il cuore mi trema
Comme fait la feuille du tremble, Come la foglia del pioppo tremulo,
Comme fait l'oiseau dans son nid Come l'uccello nel nido
Quand le tonnerre au ciel bruit, Quando il tuono rumoreggia nel cielo,
Le pont où doit passer notre âme Il ponte per cui ha da passare l'anima nostra
Ressemble au cheveu d'une femme; È simile al capello d'una donna;
Dessous est un gouffre de feu, Al di sotto c'è un baratro di fuoco,
Au-dessus est la barbe à Dieu, Al di sopra c'è la barba di Dio,
Les deux mains vite il faut étendre, Subito le due mani bisogna stendere,
En la baisant il faut la prendre; E baciandola afferrarla;
Et notre Père, doux et bon, E nostro Padre, dolce e buono,
Ne secouera pas le menton. Non scuoterà il mento.
Tenons bien fort, quoi qu'il nous dise Teniamoci ben forte, checché ci dicano
(Sauf respect de la sainte Église), (Salvo l'onore della santa Chiesa),
Et forçons-le de se baisser E forziamolo ad abbassarsi
S'il veut en enfer nous chasser; Se vuol cacciarci all'inferno;
Car dans l'éternelle géhenne, Perché nell'eterna geenna,
Pour peu que sa barbe se prenne, Per poco che la sua barba vi entri,
Il tirera tous les maudits Trarrà tutti i maledetti
De l'enfer dans le paradis. Dall'inferno nel paradiso.
Tel est, pour échapper aux flammes, È questo, per sfuggire alle fiamme,
Le secret du salut des âmes; Il segreto della salvezza delle anime;
Tel est, pour entrer au saint lieu, È questo, per entrare nel santo luogo,
Le secret de la barbe à Dieu. Il segreto della barba di Dio.

(*)
JEAN-BAPTISTE THIERS , nel già citato Traité des Superstitions, parte prima, volume primo, p. 98, riporta
una diversa versione «de cette autre priere qu'on nomme ordinairement La-Barbe-à-Dieu, & dont voici le
paroles: Pecheurs & Pecheresses venez à moi parler, le coeur me deust bien trembler au ventre comme
fait la feuille au tremble, comme fait la Loisonni [= l'oiseau au nid] quand elle voit qu'il faut venir sur
une petite planche, qui n'est plus grosse ni plus membre, que trois cheveux de femme grosse ensemble.
Ceux qui La-Barbe-à-Dieu sairont, par-dessus la planche passeront, & ceux qui ne la sairont, au bout
de la planche s'asiseront, criront, brairont, mon Dieu, helas malheureux état, comme petit enfant est que
La-Barbe-à-Dieu n'aprend, Un seul Dieu tu adoreras, &c».

LE CHARME DU CHIEN NOIR L'INCANTESIMO DEL CANE NERO


C'est le chien noir de la montagne, È il cane nero della montagna,
Qui va tournant dans la campagne, Che va aggirandosi nella campagna,
Le nez soufflant, les yeux en feu Soffiando dal naso, gli occhi infuocati
Et la langue aboyant à Dieu. E la lingua che abbaia a Dio.
Mais si Dieu veut que je l'arrête, Ma se Dio vuole che lo fermi,
Je mettrai le pied sur sa tête. Porrò il piede sul suo capo.
Dieu le voudra si je le veux, Dio lo vorrà se io lo voglio,
Car sa lumière est dans mes yeux, Perché la sua luce è nei miei occhi,
Il le voudra, si je le prie, Lo vorrà, se io lo prego,
Car avec moi veille Marie, Perché con me veglia Maria,
Qui porte son petit enfant Che porta il suo bambinello
Debout sur le front du serpent. In piedi sulla fronte del serpente.
— Viens ici, grand chien de la plaine, — Vieni qui, gran cane della pianura,
Viens garder mes bêtes à laine, Vieni a sorvegliare il mio lanoso gregge,
Abaisse ta férocité Lascia la tua ferocia
Devant l'agneau d'humilité; Davanti all'agnello d'umiltà;
Marche, quand je n'y verrai goutte, Cammina, quando non ci vedrò nulla,
Devant moi, pour montrer la route. Davanti a me per mostrarmi la via.
L'ouragan tourne autour de moi, L'uragano turbina attorno a me,
Il n'ébranlera pas ma foi; Non scuoterà la mia fede;
Le vent souffle dans la clairière, Il vento soffia nella radura,
Il n'emporte pas ma prière. Non porta via la mia preghiera.
Gaspar, Balthasar, Melchior, Gaspare, Baldassarre, Melchiorre,
Je marche avec l'étoile d'or. Cammino con la stella d'oro.
LA PRIÈRE DU SEL LA PREGHIERA DEL SALE
Sel blanc, sel mouvant, sel amer Sale bianco, sale mobile, sale amaro
Comme l'écume de la mer, Come la schiuma del mare,
Je te prends et je te conjure Ti prendo e ti scongiuro
De me conserver sans souillure; Di mantenermi senza macchia;
Sel de sagesse, en toi je crois Sale di saggezza, in te io credo
Avec la vertu de la croix, Con la virtù della croce,
Sel du salut, sel du baptême, Sale della salvezza, sale del battesimo,
Avec la vertu de Dieu même, Con la virtù di Dio stesso,
Loups, obéissez à la croix; Lupi, obbedite alla croce;
Serpents, fuyez devant la croix; Serpenti, fuggite davanti alla croce;
Lions d'enfer, lutins et faunes, Leoni d'inferno, spiritelli e fauni,
Esprits follets, esprits des aulnes, Spiriti folletti, spiriti degli ontani,
Démons du soir, démons du bruit Dèmoni della sera, dèmoni del rumore
Et lavandières de la nuit, E lavandaie della notte, (*)
Filandières du clair de lune, Filatrici del chiar di luna, (**)
Bergers de mauvaise fortune, Pastori di mala sorte,
Obéissez au sel béni Obbedite al sale benedetto
Par la vertu d'Adonaï. Per la virtù d'Adonài. (***)

AMEN AMEN

(*)
Le lavandaie della notte sono – in Bretagna e Normandia – fate che appaiono lavare i propri lini di
notte, chiedono aiuto al passante e colpiscono coloro che rispondano di mala grazia. Vengono
considerate una variante delle dame bianche, presenti in tutta Europa. Secondo la versione riportata da
GEORGE SAND nel racconto Les Laveuses de nuit ou Lavandières compreso nelle sue Légendes rustiques,
le lavandaie della notte sarebbero le anime delle madri infanticide
(cfr. http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k7534p.r=george+sand+lavandi%C3%A8res.langEN).
D'altra parte, secondo quanto narra LOUIS-ANTOINE-FRANÇOIS DE MARCHANGY nel secondo volume del suo
Tristan le voyageur, ou La France au XIVe siècle, le laveuses de nuit di Morlaix, nella Bassa Bretagna, a
chi le aiuta consentirebbero di attingere, in luogo dell'acqua, perle e zaffiri, affogando invece chi rifiuta il
suo aiuto
(cfr. http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k28433c/f70.image.r=%22laveuses+de+nuit%22.langEN).
Versioni simili a queste e altre ancora sono diffusamente riportate e commentate da PAUL SÉBILLOT nel
secondo volume del suo Le Folk-Lore de la France
(cfr. http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k123018v.r=%22laveuses+de+nuit%22.langEN).
(**)
Le Soeurs Filandières sono le Parche.
(***)
Adonày, "mio Signore", è uno dei nomi di Dio nella Bibbia, quello con cui nella lettura più
frequentemente si sostituisce l'impronunziabile Tetragramma (YHWH).
LE CHÂTEAU DE BELLE-GARDE IL CASTELLO DI BELLAGUARDIA (*)
Sel béni, sel pur, sel fidèle, Sale benedetto, sale puro, sale fedele,
Fait au château de sainte belle, Fatto al castello di santa bella,
De sainte belle Élisabeth, Di santa bella Elisabetta, (**)
Au nom d'Iseult et d'Isolet, In nome d'Iseult e d'Isolet,
De gloria vierge brillante, Di Gloria (***) vergine brillante,
De Galliane et Doriante, Di Galliana e Doriante,
De la fée au sceptre vermeil Della fata dallo scettro vermiglio
Qui rit au lever du soleil, Che ride al levar del sole,
Sois le bon sel des pâturages, Sii il buon sale dei pascoli,
Rends meilleur le suc des herbages, Rendi migliore il succo degli erbaggi,
Purifie et bénis les eaux Purifica e benedici le acque
Pour la santé de mes troupeaux. Per la salute delle mie mandrie.
Vertu de lumière et de gloire, Virtù di luce e di gloria,
Enseigne-moi ce qu'il faut croire Insegnami quel che bisogna credere
Et chasse tout mauvais démon E caccia ogni cattivo dèmone
Par la gloire de ton saint nom. Per la gloria del tuo santo nome. (****)

(*)
CHARLES LOUANDRE (La sorcellerie, Hachette, Parigi, 1853, cap. XIV, sul web all'indirizzo
http://www.citadelle.org/encyclopaedia.cfm?doc_id=976&scriptorium&alpha=L) riporta di questo
incantesimo un'altra versione, e lo dice una formula per mantenere sani i cavalli: «Le château de Belle-
Garde pour les chevaux. Prenez du sel sur une assiette; puis, ayant le dos tourné au lever du soleil, et les
animaux devant vous, prononcez, étant à genoux, la tête nue, ce qui suit:
"Sel qui es fait et formé au château de Belle, sainte belle Elisabeth, au nom de Disolet, Soffé portant sel,
sel dont sel, je te conjure au nom de Gloria, Dorianté et de Galliane, sa sœur; sel, je te conjure que tu
aies à me tenir mes vifs chevaux de bêtes cavalines que voici présents, devant Dieu et devant moi, saints
et nets, bien buvants, bien mangeants, gros et gras, qu'ils soient à ma volonté ; sel dont sel, je te conjure
par la puissance de gloire, et par la vertu de gloire, et en toute mon intention toujours de gloire".
Ceci prononcé au coin du soleil levant, vous gagnez l'autre coin, suivant le cours de cet astre, vous y
prononcez ce que dessus. Vous en faites de même aux autres coins; et étant de retour où vous avez
commencé, vous y prononcez de nouveau les mêmes paroles. Observez, pendant toute la cérémonie, que
les animaux soient toujours devant vous, parée que ceux qui traverseront sont autant de bêtes folles.
Faites ensuite trois tours autour de vos chevaux, faisant des jets de votre sel sur les animaux, disant: "Sel,
je te jette de la main que Dieu m'a donnée; Grapin, je te prends, à toi je m'attends".
Dans le restant de votre sel, vous saignerez l'animal sur qui on monte; disant: "Bête cavaline, je te saigne
de la main que Dieu m'a donnée; Grapin, je te prends, à toi je m'attends"».
(**)
Probabilmente si tratta della figlia di re Andrea II, santa Elisabetta di Turingia o d'Ungheria (1207-
1231), patrona dell'ordine francescano secolare, la quale dopo aver generato tre figli si dedicò
completamente ai poveri.
(***)
Questo gloria (minuscolo nel testo di Éliphas Lévi) è poco chiaro. La voce francese per l'italiano
gloria essendo gloire, questo gloria sembrerebbe piuttosto l'ablativo della voce latina: «Di vergine
brillante per gloria» (gloria virgo fulgida). Ma nella versione di CHARLES LOUANDRE Gloria è nome
proprio: «je te conjure au nom de Gloria, Dorianté et de Galliane, sa sœur».
(****)
Vedi l'ultimo verso de La preghiera del sale. Il santo nome per eccellenza è il Tetragramma
(YHWH).