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MODULO 2- POSTIMPRESSIONISMO

TENDENZE POST IMPRESSIONISTICHE

Con questo termine si e’ indicato tutto quel complesso insieme di orientamenti artistici che
si svilupparono in Francia , soprattutto nell’ultimo ventennio dell’ottocento, ma che ebbe
importanti ripercussioni anche nel resto d’Europa e furono fondamentali per lo sviluppo
dell’AVANGUARDIE STORICHE e la nascita dell’arte del NOVECENTO.
alla base della loro esistenza c’era la conquista impressionistica della natura, indagata
senza che l’artista scegliesse un soggetto particolare perche’ tutto quanto si presentava ai
suoi occhi sembrava degno di essere rappresentato così come appariva alla vita.

Alcune caratteristiche comuni ai postimpressionisti furono:

• il rifiuto della sola impressione visiva


• la tendenza a cercare la solidita’ dell’immagine
• la sicurezza del contorno
• la certezza e la liberta’ del colore

Tali scelte erano appigli sicuri per quegli artisti che furono i protagonisti della svolta
nell’arte al tramonto del XIX secolo,, primi fra tutti: Cézanne, Seraut, Gauguin, Van Gogh.
Tutti i post-impressionisti ebbero inizi impressionisti. Cézanne espose con il Gruppo del
Cafe Guerbois, mentre Seraut credette di aver dato dignita’ scientifica alla pittura
dell’impressione.

IL NEOIMPRESSIONISMO O IMPRESSIONISMO SCIENTIFICO O CROMOLUMISMO O


DIVISIONISMO
A partire dal 1839 il chimico Chevreal pubblica risultati sulla sua ricerca di cromatica.
(teoria empirica che fissa i criteri per la classificazione dei colori. Si devono a lui i
termini che ancora usiamo di tinta, tono e luminosita’)Aveva esposto il principio di
contrasto simultaneo secondo il quale se si accostano due colori complementari la qualita’
di luminosita’ di ognuno vengono esaltate Per lui ogni colore considerato isolato contro
uno sfondo bianco appare invece circondato da una tenue aureola del colore suo
complementare. Se si accostano due colori qualsiasi, l’aureola di ognuno andra’ a
sovrapporsi all’altro dando luogo visivamente a due colori velati che si presentano un po
diversi da come sarebbero apparsi se si fossero tenuti isolati. (accostando il giallo e il
verde, il primo velera’ il secondo di violetto e il secondo velera’ il primo di rosso)
Ma se accostiamo due complementari, l’aureola di ognuno andra’ a rafforzare l’altro che
apparira’ piu’ deciso e brillante.Accostando il giallo e il violetto ,il primo velera’ il secondo di
violetto e il secondo velera’ il primo di giallo.

CERCHIO CROMATICO DI CHEVREAL


Chevreul aveva anche predisposto un cerchio cromatico, diviso in 72
parti in cui i colori primari – rosso, giallo e blu- e i secondari
complementari – cioè rispettivamente: verde, violetto e arancio- sono
accompagnati da numerose sfumature che da un colore trapassano
verso l’altro e dove, inoltre, ogni colore è opposto al suo
complementare.
GEORGE SEURAT-PARIGI 1859-PARIGI 1891
Nato nel 1859 a Parigi da una agiata famiglia, compi’ i suoi studi prima in una scuola d’arte
e poi all’Ercole des Beaux-Arts. La sua vita artistica fu molto breve, mori’ infatti appena 32
a Parigi nel 1891.

DIVISIONISMO
I suoi inizi furono impressionisti ma già nel 1886 egli aveva creato il suo capolavoro con la
tecnica da lui stesso messa a punto, quella divisionista, consistente nell’accostamento di
colori puri tenuti divisi, derivante proprio dalle teorie di Chevreul sul “contrasto
simultaneo”Consisteva nell’accostamento dei colori puri tenuti fra loro divisi. derivante
dalle teorie di Chevreul sul contrasto simultaneo.
A questo Seurat aggiunse il principio della RICOMPOSIZIONE RETINICA. I colori sulla
tela accostati sarebbero stati ricomposti e fusi dalla retina dell’occhio degli osservatori
senza l’intervento meccanico del pittore.
Tale modo di operare avrebbe assicurato sia la massima luminosità, poiché i colori erano
tenuti divisi, sia la loro fusione al solo guardarli.
Perché questo potesse verificarsi occorreva però che i colori fossero depositati sulla tela
con la punta del pennello sotto forma di puntini. Da ciò il termine Pointillisme (Puntinismo),
con cui la tecnica divenne nota, anche se Seurat avrebbe preferito il termine Divisionismo
o Cromo-luminismo per via dell’attenzione ai valori di luminosità dei colori.
Questo modo di operare avrebbe assicurato sia la massima luminosita’, sia la loro fusione
al solo guardarli.
I colori andavano pero’ stesi sulla stella con la punta del pennello a minuscoli tratti o
puntini. da qui il termine PUNTINISMO con cui la tecnica divenne nota. anche se Seurat
preferiva chiamarlo Divisionismo.
La sua pittura venne definita inizialmente NEOIMPRESSIONISTA in quanto costituiva un
perfezionamento della tecnica impressionista o anche IMPRESSIONISMO SCIENTIFICO
per contrapporlo a quello LIRICO.

DIVISIONISMO ITALIANO (1676-1679)


Anche in Italia come in Francia le teorie di Chevreul e poi quelle di Rood, influenzarono un
gruppo di artisti che abbracciarono la tecnica divisionista.
Uno di essi, Previti sintetizzo la loro ricerca in un trattato I PRINCIPI SCIENTIFICI DEL
DIVISIONISMO.
Pe gli italiani la tecnica divisionista consistente nella divisione dei colori e nella loro
stesura secondo pennellate filamentose e’ lo strumento per ottimizzare la ricerca
nell’ambito della miglior resa luministica della realta’. I divisionisti italiani tendono a
privilegiare le tematiche simboliste, storiche, socialiste e di denuncia nell’ambito sociale.

CONFRONTO CON IL DIVISIONISMO ITALIANO


Il Divisionismo è un movimento pittorico che si sviluppò in Italia a partire dall'ultimo
decennio del XIX secolo, prendendo parzialmente lo spunto tecnico dal Pointillisme
(Puntinismo), che si stava affermando in Francia, ma derivando principalmente dalla
corrente della "Scapigliatura Lombarda" e dal Decadentismo.

In Italia, l'approdo dell'applicazione sulla tela dei colori puri, non è legata unicamente
all'applicazione di nuove scoperte scientifiche, ma all'evoluzione dello stile
antiaccademico della Scapigliatura Lombarda che, per la tecnica pittorica caratterizzata
da contorni sfumati, colore spumoso, forte contrasto chiaroscurale, viene accostata
all'Impressionismo, da cui se ne diversifica per l'acuta sensibilità e l'intimismo
dell'interpretazione.

L'atto ufficiale che sancisce la nascita del divisionismo è la Triennale di Milano, dove, nel
1891, viene esposto il quadro "Le due madri" di Giovanni Segantini e viene sostenuto in
particolar modo dal critico ed artista Vittore Grubicy de Dragon.
Segantini e Pellizza da Volpedo, secondo i critici d'arte, si contendono la palma di
Esponente Principale del Divisionismo, mentre unanimemente riconoscono in Gaetano
Previati il codificatore e lo sviluppatore delle linee stilistiche del Movimento, proseguendo
il lavoro di Segantini e influenzando i giovani pittori Liguri e Lombardi.

DISEGNO
Il disegno, solitamente eseguito a matita CONTE’ ubbidisce a nuove regole puntinismo e i
supporti prescelti sono il cartoncino e la carta ruvida. Questi tipi di materiali tendono a
sfumare il segno, in quanto trattengono il pigmento grasso della matita in maniera
disomogenea. Tutto cio’ si comprende guardando disegni come: Il ragazzo seduto, tela
preparatoria di UNE BAIGNADE A’ ASSNIERES. La medesima tecnica ricorre anche in
DONNA SEDUTA CON IL PARASOLE disegno preparatorio di “UNE DIMANCHE APRES
MIDI…….)

Une dimanche après-midi à l’Ile de la Grande Jatte


1884-1886-OLIO SU TELA-THE ART INSITUTE-CHICAGO

Il dipinto fu iniziato nella primavera del 1884 e


terminato dopo circa un anno. In seguito l’artista lo
riprese e copri’ lo strato originario dei colori con una
trama minuta fatta di piccole pennellate e di puntini.
Seurat ebbe bisogno di numerose sedute sul posto
per realizzare dei bozzetti nella stessa ora del giorno e
con la stessa luce. Il dipinto, contrariamente alla
tecnica veloce degli Impressionisti, richiese quasi due
anni di lavoro. Tutta la composizione fu meticolosamente pensata e realizzata in
studio, contrariamente all’uso impressionista di dipingere all’aria aperta. E’ pero’
documentato da disegni, schizzi e tavole a olio che ogni parte del dipinto e io suoi
singoli gruppi sono stati studiati con sopralluoghi dal vero, ne e’ un esempio la
scimmietta.

Il fatto che l’artista abbia assemblato le singole parti solo nella composizione finale
spiega le anomalie di prospettiva che nell’insieme possono ricordare Giotto.
Il quadro è di dimensioni eccezionali rispetto a quelle utilizzate dagli Impressionisti: per
questo aspetto si rifà volutamente alle grandi tele della tradizione classica francese.
Anche riguardo al contenuto sembra riallacciarsi ai temi dell’Arcadia: Il soggetto è il
passeggio domenicale all’isola della Senna chiamata Grande Jatte, ma il modo in cui
sono disposte le circa quaranta figure non ha nulla della spontaneità delle scene
consimili dipinte da Monet o Renoir.
Le figure sono collocate a coppie, in gruppi di tre, da sole, prevalentemente disposte di
spalle o di profilo, sedute ad angolo retto, distese orizzontalmente o rigorosamente
verticali.
Piu’ che persone reali sembrano manichini inseriti in uno scenario teatrale, in una
disposizione sacrale che ricorda le figure ieratiche egiziane, Ma questa sacralita’ e’
contraddetta da una vena ironica che descrive una societa’ formale.
I personaggi di Seurat risentono delle pose statiche e classicheggianti e soprattutto,
dell’immobilità delle figure di Piero della Francesca..I puntini di colore sono pressoché
infiniti, ognuno è stato deposto sulla tela badando a quello vicino, tenendo presente la
teoria del contrasto simultaneo e il cerchio cromatico per ottenere la massima luminosità
e facendo attenzione a che la ricomposizione retinica desse luogo proprio a quei colori
registrati dall’artista durante le sedute
Una donna pesca, un uomo suona la tromba, due militari camminano appaiati, una coppia
si abbraccia, dei canottieri vogano, mentre dei bambini corrono o camminano all’ombra
protettrice degli adulti. Fra tutti spicca la coppia di destra: l’uomo con il cappello a cilindro,
il bastone, il monocolo e un fiore all’occhiello cammina tenendo un sigaro in mano; la
donna dal cappellino con un vistoso mazzolino di fiori rossi si ripara dal sole con un
ombrellino e tiene al guinzaglio una scimmietta.
Nella composizione Seurat si e’ preoccupato di curare l’armonia geometrica tra le linee
verticali( alberi, persone in piedi) e line oblique(ombre) e le curve create dal curioso gioco
di ombrelli e dei cappellini.

Le figure sembrano uscire dalle pagine di un libro per bambini.


Enfatica ed elegante la donna con la scimmietta al guinzaglio ,
tratta dalle caricature di giornali satirici.
I loro rapporti reciproci sono studiatissimi, armoniosi e sorretti da
un ordine severo. Ad esempio, l’asse di simmetria della tela è
segnalato dalla giovane donna che tiene una bambina per mano,
mentre gli assi delle due porzioni di destra e di sinistra sono
individuati dal fusto di un albero e dal piccolo drappo che pende
dal braccio dell’uomo con il cappello a cilindro accompagnato dalla donna con il parasole.
Un gruppo piramidale, a sinistra, segue le inclinazioni di due diagonali minori.
La mancanza di certi accostamenti e la mancanza di relazioni tra i personaggi hanno
scatenato una corsa a interpretazioni simboliche e sociologiche che non erano aspetti
rilevanti per Seurat.Cio’ che e’ evidente e’ una ricerca formale di un rinnovamento interno
al linguaggio dell’arte, l’artista anticipa il procedimento dell’immagine a colori del “pennello
elettronico”,. il suo puntino e’ infatti un progenitore del pixel nello schermo televisivo.

UNE BAGNAIDE A ASNIERES-1883-1884-LONDRA-GALLERY MUSEUM


L’impressionismo al quale Seraut inizialmente si accosta si
vede nel dipinto Une Bagnaide… Degli uomini e dei ragazzi
ritratti di profilo prendono il sole sulle rive della Senna.
Se il tema per dipingere l’acqua, definire i prati, gli alberi e il
cielo sono impressionisti , non si puo’ dire la stessa cosa dei
puntini azzurri e arancione sul cappellino rosso del bambino.
Non e’ nella tradizione degli impressionisti neanche il formato
della tela che per v ia delle dimensioni impedisce di dipingere
en plaid air.
E neppure si puo’ dire impressionista la statuaria immobilita’
delle figure. La geometria compositiva e’ diversissima dagli uomini e le donne colti in
movimenti concitati tipici dei dipinti impressionisti.

IL CIRCO-1891-MUSEO ORSAY-PARIGI
Lasciato incompiuto dall’autore e’ stata preceduta da uno
schizzo preparatorio che rivela la geometri dell’insieme, un
reticolo di verticali e orizzontali. il dipinto e’ stato fatto coma
sapienza e il maggior effetto prospettico e’ dato dalla figura del
clown in primo piano visto di spalle. Seraut dissemina la tela di
linee ascendenti; i capelli del clown, dell’equilibrista , la criniera
del cavallo, i baffi degli uomini,. le pieghe della tenda. a tutto cio’
si aggiunge la prevalenza di colori caldi come il giallo e il rosso.,
CEZANNE-TRATTARE LA NATURA SCONDO IL CILINDRO, LA SFERA, IL CONO

PAUL CEZANNE- FRANCIA 1839-1906


Il successo arrivo’ molto tardi . Soltanto nel 1900, quando l’artista aveva ormai 61 anni, gli
STAATLICHE MUSEUM DI BERLINO acquistarono una sua opera .
Nasce da una famiglia benestante a Aix en Provence nel sud della Francia , studia nel
collegio Bourbon dove conosce Emile Zola’ al quale resto’ legato per molti anni. Trascorse
la sua intera esistenza in Francia. A Parigi entro’ in contatto con quei pittori che vennero
poi chiamati Impressionisti, primo fra tutti Pissarro.Partecipo’ alla loro prima esposizione
poi con il tempo se ne allontano’. Le sue opere, agli inizi degli anni 80 mostrano differenze
rispetto a quelle degli impressionisti .
Dall’Impressionismo Cezanne apprese il dipingere en plein air e la ricerca della massima
luminosita’ dei colori. L’esperienze impressionista fu per lui solo l’inizio di una ricerca che
lo vide tormentarsi nella speranza di giungere a quella verita’ essenziale delle cose che
l’impressione visiva non poteva esaurire.
Questa ricerca genero’ in lui non solo insoddisfazione per tutto cio’ che faceva ma anche
disgusto per quelle sue opere che riteneva imperfette.
Mori’ nel 1906 durante un tremendo temporale che lo colse all’aperto mentre stava
lavorando.

IL DISEGNO

Il suo disegno e’ deciso ed e’ realizzato con linee ondulate che si sovrappongono nel
delimitare i contorni, mentre un tratteggio rapido indica le zone in ombra e modella i
volumi.
Gli acquerelli dell’ artista, preparatori per un dipinto a olio si fondano sul sottostante
disegno a matita, nonche’ sulla tecnica che vede vari strati di trasparenze colorate
sovrapposti l’uno all’altro solo dopo che la pennellata sottostante si era gia’ asciugata.
In questo modo impediva ai colori di mescolarsi , mentre la loro sovrapposizione da a
luogo a vari piani che determinavano lo spazio.
Lasciava che si vedesse il bianco del foglio quando voleva evidenziare quelle parti colpite
dalla luce. Neanche le masse vengono rifinite bastando il colore gia’ dato a indicarne la
forma.

LA CASA DELL’IMPICCATO-1872-73MUSEO
ORSAY-PARIGI

La scelta dell’en plaid air e i piccoli tocchi di colore con i


numerosi chiari fanno di questo dipinto un’opera
sicuramente impressionista. Vi sono pero’ elementi che
mettono in evidenza la volonta’ dell’artista di andare oltre:
-paesaggio senza presenza umana,
-paese incastonato fra due grandi edifici
-enorme vallata delimitata dal cielo che da lilla diventa
azzurro deciso
-scarso olio per diluire i colori
LE GRANDI BAGNANTI-1906-FILADELPIA-MUSEO

I Bagnanti e’ l'ultima opera in cui Cezanne sceglie come


soggetto il nudo maschile. dipinto di grandi dimensioni
preceduto da numerose tele dedicate a piccoli gruppi di
fanciulle., ne e’ un esempio LE GRANDI BAGNANTI , qui il
numero delle giovani e’ elevato circa 17. lo sfondo si apre per
mostrare un composto paesaggio inquadrato dagli alberi
inclinati verso l’asse centrale della tela, lo stesso nel quale
convergono i popi delle bagnant. i colori sono essenziali:
verde, ocra, rosso e blu.

I GIOCATORI DI CARTE-1892-95—MUSEO D’ORSAY-PARIGI(analisi dell’opera)

Il piccolo dipinto e’ una delle molte versioni alle quali Cezanne vi si dedico’ dal 1890,
prendendo come modelli i contadini di Aix era Provence.
Se la prima opera (BARNES FONDATION)compiuta
prevedeva cinque figure di cui solo tre impegnate nel
gioco con una gamma di colori piuttosto vasta,
quest’ultima versione si concentra sulla lotta celebrale
di una partita a due.
L’immagine si presenta con uno schema geometrizzato
che conferisce ai due personaggi una dignita’ classica,
non c’e’ folclore nell’aneddoto, ma solo tensione vitale.
Sembra un tema impressionista(basti pensare al “bar
della follie berbere “ di Manet o l’assenzio di Degas), ma
non e’ cosi’.
Lo specchio ad esempio e’ quasi opaco e sembra far parte della boiserie, l’attenzione di
Cezanne e’ tutta per il tavolo e per i due uomini che sembrano due manichini. ma e’
proprio questo che vuole l’artista.
Lo spazio e’ costituito su una griglia di orizzontali( piani del
tavolo e linee della finestra) e verticali (gambe del tavolo,
bottiglia, sedia del giocatore di sinistra, pieghe della tovaglia a
sinistra).
In questo schema si inseriscono le oblique formate dal corto
tratto bianco della pipa a sinistra , dalla caduta della tovaglia a
destra , dalla lieve inclinazione delle braccia dei giocatori.
rispetto alla versione della BARNES le curve sono sparite.
L’immagine appare fuori centro in quanto sia il tavolo che il
riflesso della bottiglia sono spostati verso destra rispetto ai
margini dei quadro.
la finestra in alto funge da contrappeso visivo a questo sbilanciamento.
Questo lieve sbilanciamento dal centro era il dispositivo con il quale evitava il rischio di
descrivere un mondo non tratto dal vero.
Il giocatore di sinistra ha una posa piu’ rigida del compagno e i volumimche formano il suo
cappello, le maniche della giacca, la pipa, la forma del torso, l’avambraccio, sembrano
meno morbidi di quelli che connotano il personaggio a destra che ha invece aspetti piu’
flosci(il cappello, la giacca che si allarga verso il basso, la posizione a triangolo delle
braccia, la forma del viso)
Il primo giocatore ha la giacca blu e i pantaloni gialli, mentre il secondo ,l’opposto.
Il tavolino, mani e volti e la boiserie sono colorati con toni di rosa, arancio e marrone.
Tutto il dipinto è quindi articolato su di un principale contrasto di complementarietà di tre
colori fondamentali: il blu, il giallo e il rosso.
I colori sono in contrapposizione di caldi e freddi/chiari e scuri. Il colore chiaro del
giocatore di destra ci indica la tensione interiore mentre il colore scuro del giocatore di
sinistra indica l’attesa del gioco. Il caldo arancione della tovaglia crea un equilibrio tra i due
colori caldi dei due personaggi.
Le pennellate ampie e regolari scolpiscono le forme e creano dei piani su di esse. Il
modellato è quindi sintetico e sottolinea la semplificazione geometrica delle figure e della
principali masse.

LA MONTAGNA SAINTE.-VICTOIRE VISTA DAI LAUVES-1904-1906-MUSEUM OF


ART-PHILADELPHIA-

Negli ultimi anni della sua vita fu ossessionato e affascinato dal paesaggio che era
abituato a vedere sin da bambino, quello dominato dalla montagna SAINTE VICTOIRE, un
massiccio posto a est di Aix.en.Provence.
Cézanne dipinse molte volte La montagna Sainte-Victoire.
La osservò sempre dalla stessa angolazione. Variò invece il
modo di rappresentare il paesaggio.
nel dipinto di PHILADELPHIA alla rappresentazione dei
volumi, cioe’ alla scomposizione delle cose in essenzialita’ e
alla loro ricomposizione si aggiunge la ricerca della
profondita’ senza prospettiva geometrica, ma attraverso i
colori.Nel dipinto l’aria e il cielo assumono i colori delle case
degli alberi, il verde e’ pure nel cielo da cui solo un tenue
contorno azzurro riesce a separare il monte. La profondita’
sta nel cielo unito alla montagna dall’aria impalpabile che si
interpone fra il pittore e l’oggetto ritratto.L’inquadratura del dipinto ha formato orizzontale e
sottolinea l’estensione del paesaggio antistante la montagna. La composizione è
organizzata per fasce orizzontali. Dal primo piano si susseguono gli alberi, le case in primo
piano e altre abitazioni in lontananza. La montagna crea un triangolo compositivo puntato
verso destra.Creo’ un dipinto del tutto diverso da un dipinto impressionista,
confrontandolo con una tela di Renoir il piu’ giocoso degli artisti impressionisti avente lo
stesso soggetto.Renoir dipinge un paesaggio che riconcilia l’uomo con la natura, una
visione paradisiaca in cui le case sono piccole macchie e dove l’erba ingiallita dal sole, le
chiome degli alberi , le colline rosate, il monte in lontananza e il cielo sembrano pettinati
dal pennello. Non a caso Cezanne diceva che i dipinti di Renoir erano COTONATI.
Il suo dipinti invece e’ la natura vinta e svelata pronta per essere consegnata ai
pittori.indagatori delle generazioni future.. Sara’ di li’ a pochi anni che i CUBISTI riterranno
Cezanne loro padre ispiratore.
PAUL GAUGUIN-Parigi-1848-Polinesia-1903
La sua vita fu un moto perpetuo tra l’Europa, il sud America e l’Oceania. nato a Parigi nel
1848, trascorre la sua infanzia in Peru’. Rientrato in Francia gia’ a 17 anni inizio’ a
viaggiare come marinaio su un mercantile , poi come militare di leva toccando i piu'
importanti porti nel mondo.
Desideroso di una vita semplice, lontana dalla cultura soffocante si trasferi’ in Bretagna,
poi in Martinica. Rientrato in patria vendette tutti i suoi averi per tasferirisi a Tahiti.Mori’ in
carcere in Polinesia nel 1903.
I suoi inizi furono impressionisti, amico di Degas, ma gia’ dal 1888 il suo modo di dipingere
era cambiato. I colori erano dati per ampie campiture piatte e piu’ che di colori
complementari, faceva uso di quelli primari: rosso, giallo, blu.

CLOISONNISME
La sintesi a cui mira Gauguin è realizzata con la tecnica del cosiddetto cloisonnisme:
cioè la sua pittura a campiture ricorda le cloisons, le vetrate medievali delle cattedrali
gotiche. Sono vetrate in cui le fugure si compongono di superfici chiuse da contorni netti
(fili di piombo). È una tecnica che apprende da un altro pittore: il suo amico Èmile
Bernard. La tecnica consisteva nel contornare con un marcato segno nero oggetti e
personaggi dipinti e nel riempire lo spazio cosi’ definito con il colore.
La marcata linea di contorno assume un forte valore espressivo, contribuendo a mettere
in risalto cio’ che viene dipinto, anzi e’ sostitutivo dei valori spaziali di cui le tele di Gauguin
sono quasi del tutto prive.
Il colore uniforme rende percio’ il dipinto piatto.
Con Gauguin si ha il recupero della BIDIMENSIONALITA’ DELLLA PITTURA che puo’
fare a meno di ogni illusionismo prospettico, geometrico e cromatico,..

DA DOVE VENIAMO-CHI SIAMO-DOVE ANDIAMO-1897-1898-MUSEO DI BOSTON

Poco prima di un tentativo di suicidio , aveva iniziato a lavorare a una tela di grandi
dimensioni che avrebbe dovuto essere una sorta di testamento spirituale.
Si tratta di un dipinto molto piu’ esteso in lunghezza che in altezza. I bordi superiori della
tela recano a destra la forma e la data di esecuzione, a sinistra il titolo sul fondo giallo-oro
di un triangolo mistilineo.
Il dipinto doveva suggerire l’effetto di un affresco con gli angoli rovinati.
I personaggi sono collocati su piani diversi, anche se manca una costruzione prospettica
classica.
All’interno di un ambiente naturale, fantastico e idealizzato vi sono dodici figure umane e
numerosi animali. A partire da destra in basso un
bambino di pochi anni dorme tranquillo sull’erba.
Accanto a lui poi tre giovani donne sedute
sorvegliano il suo sonno.(in francese la parola
parto segnica in italiano accucciamento) Due di
loro guardano centralmente verso lo spettatore
mentre la terza è seduta di schiena con il volto di
profilo. Dietro il gruppo, verso il centro due figure
femminili in ombra avanzano lentamente.
Indossano lunghe tuniche e sembrano uscire da un antro buio. Quasi al centro un giovane
polinesiano in piedi raccoglie dei frutti. Indossa solo un panno intorno ai fianchi e ha le
mani alzate verso le fronde in alto. questi sembra dividere il quadro in due parti
simmetriche. Unica figura maschile puo’ rappresentare l’uomo che coglie, nel momento
piu’ esaltante della propria vita, la giovinezza, il frutto prezioso era parte migliore
dell’esistenza, come puo’ anche rinviare al concetto ebraico-cristiano del peccato.
Verso sinistra un adolescente seduto a terra di profilo addenta un frutto. Accanto a lui
infine giocano due gatti e una capra attende seduta e tranquilla.
In prossimità dell’angolo di sinistra è seduta una giovane con il corpo coperto solo da un
panno stretto intorno ai fianchi. È rivolta verso una donna molto anziana seduta e raccolta.
Ha le mani strette intorno al volto e gli occhi chiusi. Ai suoi piedi un uccello bianco trattiene
una lucertola tra le zampe. Una donna infine è raffigurata in secondo piano in piedi e di
profilo. Alla sua sinistra si trova una grande statua di un idolo posta su di una base
naturale. Il terreno è disseminato di vegetazione e piccoli animali. Sul fondo si intravede la
superficie del mare e a sinistra una grande isola montuosa.
Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo? Di Paul Gauguin è un grande fregio
concepito per rappresentare le diverse età della vita e la condizione esistenziale che
esprimono. Il titolo indica bene lo stato d’animo tormentato del maestro che lo spinse a
rappresentare così la propria condizione. Le 12 figure simboliche sono disposte all’interno
di un paesaggio magico-religioso. Gauguin nelle sue opere più meditate non abbandonò
mai la componente spirituale che fa di lui un artista simbolista. I dipinti realizzati in
Bretagna infatti raccontano la semplice spiritualità dei contadini e dei pescatori attraverso
dipinti quali Il Cristo giallo, Calvario Bretone e Visione dopo il sermone. La lettura condotta
da destra a sinistra propone una riflessione sull’esistenza umana. Il primo dei dodici
personaggi è infatti un bambino abbandonato in un sonno innocente e spensierato. Lo
proteggono due giovani donne dall’espressione serena.
Le suggestioni a cui ci induce il dipinto possono condurci a interpretazioni il piu’ vicino
possibile alla sensibilita’ di ognuno.
Il titolo ripropone i grandi quesiti dell’umanita’: da dove veniamo, chi siamo, dove andiamo,
per dire perche’ esistiamo e qual’e’ la fine della nostra vita. sembra questo le riflessioni
delle due figure in rosso porpora che camminato una di fianco all’altra.

CRISTO GIALLO-1889-BUFFALO-ART GALLERY(PERIODO BRETONE)

il cristo Giallo e’ una tela di intenso valore mistico.La scena e’ dominata da


un grande crocefisso sotto il quale tre donne, nei tradizionali costumi
bretoni sono inginocchiate a pregare. La composizione riprende quello
della crocifissione comune a tante immagini medioevali dove pero’ al posto
della Madonna, la Maddalena e gli apostoli, ci sono delle contadine
moderne. Il significato e’ ben chiaro: rivivere nell’esperienza quotidiana il
mistero del sacrificio come dimensione sacra della rinascita della vita.
La tela e’ dominata dalla presenza incombente in primo piano della croce
lignea marrone con l’uomo crocifisso giallo.Gialli sono anche i prati e i
monti divisi in strisce orizzontali e punteggiati dalla macchie rosse degli
alberi, mentre sul davanti stanno tre contadine bretoni, vestite di blu,
simbolo delle pie donne evangeliche., Predominano i colori primari, evita i toni intermedi
cosi’ da ottenere uno straordinario potere suggestivo.Pur essendo i colori reali, vengono
utilizzi in maniera irreale, e’ per questo che in questo dipinto si parla di antinaturalismo.Gli
elementi che segnano una svolta sono: la bidimensionlita’ che si giova anche di una
precisa struttura geometrica(il margine destro del legno della croce coincide con la
mezzeria della tela, mentre tutte le figure sono a sinistra comprese tra l’asse e una
diagonale), l’uso del colore, il soggetto.Come in altre opere le figure sono contornate da
una linea nera piuttosto marcata, quasi che le figure siano state intagliate e incollate sulla
tela.
AHA OE FEII?-1892-MUSEO DI MOSCA(NEI AMRI DEL SUD
VERSO L’ ESOTISMO)

Sulla sabbia rosa, due fanciulle riposano una vicina all’altra. Una
e’ distesa supina al sole, l’altra e’ accoccolata.
Compositivamente sono una il rovescio dell’altra, le loro teste
sono sui due estremi di una stessa direzione. mentre la fanciulla
in primo piano si struttura lungo l’asse della tela, quella sdraiata
giace lungo una diagonale della meta’ di destra. I loro corpi
sono fusi in una sola massa compatta, meta’ della quale e’ chiara perche’ colpita dai raggi
del sole, e l’latra scura, perche’ in ombra. se pure mancasse la scritta in basso a sinistra di
gauguin, ci si accorgerebbe comunque di un colloquio muto tra le due

VINCENT VAN GOGH-Olanda-1853-Parigi 1890


Appartenente a una famiglia di orefici e mercanti d’arte, nacque da un pastore protestante.
Nel 1869 iniziò a lavorare per la casa d’arte Goupil, per la quale realizzava riproduzioni di
opere d’arte e grazie a cui nel 1873 fu trasferito prima a Bruxelles e poi a Londra. Nel
1875 giunse a Parigi e l’anno seguente lasciò il lavoro e iniziò a insegnare nei pressi di
Londra, dove prese anche a collaborare con un pastore metodista. La famiglia gli impedì
di continuare l’attività, date le precarie condizioni fisiche, così si iscrisse alla facoltà di
teologia di Amsterdam. Raggiunse poi a Parigi il fratello Theo
Tra 1886 e 1887 fu ad Anversa e a Parigi, dove venne influenzato dall’arte impressionista
e puntinista. Nel 1888 si trasferì ad Arles dove visse un periodo molto prolifico e di
sperimentazione (sono questi gli anni dei celebri Camera di Van Gogh e Vaso di girasoli) e
propose a Gauguin di raggiungerlo. I due avevano visioni opposte e i continui scontri
portarono all’episodio del taglio del proprio orecchio da parte di Van Gogh che, dopo il
gesto, venne ricoverato in ospedale, mentre Gauguin partì per la Martinica. Uscito nel
1889, entrò volontariamente nella casa di cura Maison de santé di Saint-Pal-de-Mausole
nei pressi di Arles, per epilessia. In questo periodo realizzò La notte stellata (New York,
MoMA) e il suo amico, il pittore Emile Bernard invitò il critico Aurier a scrivere su Van
Gogh. Era il 1890, anno della morte di Vincent, che da quel momento divenne uno degli
artisti più famosi della storia

AUTORITRATTO

L’autoritratto come genere pittorico e’ anno solo dopo che nel corso del 400 la figura
dell’artista si e’ diversificata da quella dell’artigiano.
Questo cambiamento avvenne soprattutto presso la corte medicea a Firenze, grazie alla
cerchia neoplatonica di Marsilio Ficino che conferi’ all’artista non soltanto la caratteristica
di “NATO SOTTO MERCURIO” (il pianeta del fare e del comunicare)ma anche di “NATO
SOTTO SATURNO”(il pianeta del conoscere e del pensare) che trova il suo apice nel
pensiero romantico di Schelling.
ùLa figura dell’artista diventa quella di un profeta ispirato e capace di rivelare verita’
superiori attraverso la sua attività , ma anche attraverso la sua persona,.
Se i primi autoritratti si perdono tra una folla di altri personaggi, a partire dal XVI secolo
compaiono rappresentazioni di se’ in veste di guida e di messia. Questa tradizione scorre
in modo continuo dall’autoritratto in cui ALBRECHT DURER si rappresenta nelle vesti di
Gesu’ Cristo all0’immagine dello sciamano che di se volle dare JOSEPH BEUYS .
Gli autoritratti di Van GOGH sono la massima rappresentazione del modo in cui l’artista
concepisce il suo ruolo, un personaggi marginale rispetto alla societa’, non integrato con
essa, ma proprio per questo capace di vedere lontano, L’artista dipinge tanto spesso se
stesso perche’ considera la sua persona non laterale ,ma centrale rispetto alla propria
pittura..

AUTORITRATTO CON CAPPELLO DI FELTRO-1887-MUSEO DI AMSTERDAM

Nell’ AUTORITRATTO CON CAPPELLO DI FELTRO del 1887 eseguito


poco dopo l’incontro con gli Impressionisti e lo schiarimento della
tavolozza utilizza un divisionismo non scientifico, ma sempre mutuato da
quello di Seurat. lo si trova negli abiti composti da ; un parigino(cappello ,
giacca e cravatta) benche’ gli occhi guardino oltre la sua condizione
presente verso una missione da compiere, testimoniata dal fatto che la
testa e’ circondata da una sorta da aureola. questa parte dal suo corpo
con gli stessi colori della giacca per estendersi verso l’alto.

AUTORITRATTO DEDICATO A PAUL GAUGUIN-1888.-CAMBRIDGE-


THE FOGG ART MUSEUM

Eseguito ad Arles, vi si notano i tratti somatici resi orientali e la rinuncia ai


capelli, in segno di essenzialita’ monacale. Il verde acceso del fondo
ricorda quello delle stampe giapponesi a cui l’artista si ispirava, La cravatta,
segno di integrazione sociale, e’ scomparsa a favore di un medaglione
simbolico.

AUTORITRATTO.1889. MUSEO D’ORSAY-PARIGI

L’aureola e’ stata sostituita da un andamento turbinoso della pennellata


a testi odiare la perdita di orientamento successiva a quattro gravi cerosi
nervose. L’artista non sente piu’ l’energia dell’assoluto come qualcosa
che sta in suo dominio, ma come un labirinto che lo sovrasta. La
capacita’ di dominare tutti i colori e’ scomparsa (divisionismo), a favore
di una pittura fatta di variazioni solo sui toni del blu-verde e del
rossiccio,.
Anche qui fondo e giacca hanno lo stresso colore, in tutte e tre le opere
l’individuo non e’ NEL MONDO ma E’ IL MONDO. L’artista si manifesta
come individuo dalla personalita’ multipla.

MODULO 3- VERSO IL NOVECENTO -I PRESUPPOSTI DELL’ART NUVEAU

L’industrializzazione della seconda meta’ del XIX secolo non porto’ sempre i frutti
desiderati. A causa della concorrenza delle industrie molto attivita’ artigiane chiusero.

L’uomo fu doppiamente beffato: in primo luogo fu costretto ad abbandonare le proprie


radici con una perdita’ di identita’, in secondo luogo il lavoro che gli veniva concesso era
una fatica enorme.

La grande esposizione dei prodotti industriali di tutte le nazioni svoltosi a Londra nel 1851
mostrava accanto a pezzi altamente decorativi e costosi, una svilita produzione
industriale di oggetti d’uso comune, rivelando in maniera chiarissima le incongruenze
della produzione in serie, legata al basso costo e priva di qualunque valenza estetica.Si
sentiva, negli ambienti artistici, soprattutto inglesi, la necessità di un cambiamento
radicale che riconsiderasse le finalità stesse del lavoro operaio e la qualità dei manufatti
industriali.Si sentiva quindi la necessita’ di un cambiamento radicale che riconsiderasse le
finalità’ del lavoro operaio.

Fu WILLIAM MORRIS -1834-1896 a fare il primo grande passo in tale direzione, fu il


primo ad occuparsi esclusivamente di arti decorative le cosiddette arti minori .

Fu egli stesso pittore, ma anche pubblicista, decoratore e grafico. Personaggio estroso e


vulcanico, nel 1883 aderì al socialismo, da lui inteso – analogamente a molti altri suoi
connazionali – in modo o. Frequentatore assiduo del Victoria and Albert Museum
inaugurato nel 1872 con la denominazione di South Kensington Museum –, il primo a
occuparsi esclusivamente di arti decorative (le cosiddette «arti minori»), ne divenne in
seguito collaboratore in qualità di membro del comitato di esperti. Morì ad Hammersmith
il 3 ottobre 1896.

Morris, Marshall, Faulkner & Co.

William Morris riteneva che bisognasse restituire al lavoro operaio quella spiritualità e quel
sentimento che erano stati eliminati dall’introduzione delle macchine e della produzione in
grande serie. Il piacere creativo dell’artigiano avrebbe dovuto conciliarsi con

il lavoro industriale: l’operaio, nel realizzare oggetti utili, doveva renderli anche belli,
aiutato in ciò dagli artisti e diventando egli stesso tale, cioè «creatore di opere d’arte».

Nel 1861 Morris dette così vita alla ditta «Morris, Marshall, Faulkner & Co.» che produceva
elementi per l’arredamento e per la decorazione delle abitazioni: dagli oggetti d’uso
comune alle vetrate colorate, dalle carte da parati alle stoffe per rivestimenti, alle
tappezzerie, agli arazzi, ai ricami. Gli artisti che collaborarono con lui – tra i primi e più
fedeli Burne-Jones – si definivano infatti «operai d’arte».

È per l’appunto di Edward Burne-Jones il disegno per una vetrata, con Geoffrey Chaucer
addormentato, risalente al 1864

La lunga figura del poeta, che poggia la testa sulla mano destra e che si presenta quasi
come una lingua colorata, occupa la parte inferiore della composizione nella quale vari
fiori stilizzati punteggiano il prato e risaltano contro una palizzata.

E a Dante Gabriel Rossetti (Londra, 1828-Bir-chington-on-Sea, 1882; si deve il disegno


per una serie di sei vetrate inerenti alle storie di San Giorgio, realizzate a imitazione delle
vetrate medievali, ma destinate ad abitazioni borghesi e non ad edifici sacri.

LA ARTS CRAFTS EXHIBITION SOCIETY

Poiché la produzione della «Morris, Marshall, Faulkner & Co.» era di alta qualità, finiva
sempre per rivolgersi a una ristretta cerchia di persone, escludendo proprio quelle masse
operaie che William Morris si proponeva idealisticamente di beneficare.

Nel 1888, perciò, Morris fondò la «Arts and Crafts Exhibition Society», un’associazione
di arti e mestieri che si prefiggeva di conciliare la produzione industriale con l’arte, in

modo che ogni oggetto, pur se di serie e di basso costo, avesse un bel disegno e
godesse di un certo pregio artistico. Scopo di William Morris era quindi di consentire ai
meno abbienti di acquistare oggetti d’uso comune di buona qualità e a basso prezzo (non
potevano che essere tali se i costi, cioè le spese sostenute dall’industriale per realizzarli,
erano di poco rilievo). Non a caso Morris esortava: «Non tenete nelle vostre ca-se niente
che non riteniate essere utile, o non crediate bello».Risale al secondo anno di attività della
Arts and Crafts l’arazzo Il frutteto (o Le stagioni) , realizzato per un privato (e certamente
non poco costoso). Quattro figure femminili (le stagioni) – forse disegnate da Burne-Jones
– abbigliate in abiti medioevali, vedute frontalmente, scandiscono ritmicamente la
composizione, recando in mano un nastro con una composizione poetica scritta per
l’occasione da William Morris. I loro piedi nudi poggiano su un prato fiorito,

mentre dietro di esse un frutteto, ricco di frutti maturi (arance, mele, uva, olive, pere),
canta la generosità della natura.

Nel 1890 Morris dette vita anche a una tipografia, la «Kelmscott Press», che rivolse la sua
attenzione al libro d’arte, facendo rivivere per un po’ i fasti del libro miniato medioevale.
Dalla tipografia di Morris, infatti, proviene la più pregevole edizione dell’opera omnia di
Geoffrey Chaucer le cui pagine, disegnate appositamente da Edward Burne-Jones,
rimangono la più preziosa testimonianza della grafica inglese applicata all’editoria della
fine del XIX secolo.

Tutte le opere sin qui mostrate hanno un elemento in comune: il decorativismo. Esso si
manifesta con la linea sinuosa, la ripetitività dei motivi, l’arricciolarsi di tralci di foglie e
fiori resi in modo stilizzato, così come avveniva anche nell’arte medioevale (che sia Morris
sia Burne-Jones avevano come riferimento).Tali caratteri formali e ispirativi pongono il
movimento di William Morris e dei suoi seguaci quale presupposto immediato dell’Art
Nouveau

IL NUOVO GUSTO BORGHESE


La Massificazione della produzione industriale negli ultimi decenni del 19º secolo
interesso’ numerosi settori produttivi. Gli oggetti sfornati dall’industria manifatturiera
perdono qualsiasi personalità, non si può riconoscere la mano dell’uomo che li ha fatti.

Prodotti. La quantità e la economicità hanno sopraffatto la qualità.

Da re dignita’ artistica al prodotto industriale come intuito da Morris significava


rispondere a due importanti esigenze:

-ordine economico: l'innalzamento del livello estetico dei prodotti ebbe come immediata
conseguenza l'apertura di un nuovo e vastissimo mercato quello della media piccola
borghesia. Gli appartenenti a questa nuova classe erano stati fino quel momento esclusi
sia dai prodotti di alto artigianato che dai prodotti industriali ;

-porre le basi per un'arte diversa e moderna in linea con il progresso dei tempi ma al
tempo stesso capace di recuperare i valori ideali che l’ ottimismo positivista aveva di
fatto cancellato.

L’ART NOUVEAU rappresenta quindi la nuova risposta artistica. Il termine significa. Arte
nuova È indicativo dei contenuti innovatori che si vogliono esprimere

UN NOME PER OGNI PAESE


Con il nome di Art Nouveau si intende un vasto movimento artistico che, tra fine
Ottocento ed inizi Novecento, interessò soprattutto l’architettura e le arti applicate. Il
fenomeno prese nomi diversi a seconda delle nazioni in cui sorse.

Art Nouveau e’ quello francese nato dall'insegna del negozio di arredamento aperto a
Parigi 1895. In Inghilterra prende il nome di Modern style o Glasgow style.

In Italia si chiama stile floreale o liberty dalla ditta di arredamenti moderni liberty a
Londra . In Germania si diffonde come Jugenstil(stile giovane) il riferimento anche alla
rivista di avanguardia”giovinezza “.In Svizzera si parla di Style Sapin(astile abete) per
via dei riferimenti ricorrenti alle forme della natura.Nei Paesi Bassi si chiama Nieuwe
Kunst(arte nuova) mentre in Austria e in Ungheria si parla di secession (secessione)
In Belgio si chiama Style Horta dal nome dell'architetto che fu il più significativo
esponente o anche a colpo di frusta mentre in Spagna venne chiamata arte giovane o
più semplicemente Modernismo.
L’Art Nouveau nacque inizialmente in Belgio, grazie all’architetto Victor Horta che, ispirato
dall’uso dei nuovi materiali (il ferro combinato con il vetro, mostrati ed esaltati nella loro
evidenza strutturale), riuscì a rivoluzionare la figura dell’architetto e il modo di concepire
gli edifici. Il compito dell’architetto spazia infatti, con lui, dalla progettazione di interni ed
esterni sino allo studio di luci, arredi e decorazioni delle pareti. In particolare Casa Tassel
(1893) è considerata una sorta di monumento-simbolo dell’Art Nouveau sia per l’esterno
sia per l’interno.L’Art Nouveau nacque dal rifiuto degli stili storici del passato e cercò
invece ispirazione nella natura e nelle forme vegetali, creando uno stile nuovo, totalmente
originale rispetto a quelli allora in voga. Caratteri distintivi divennero l’accentuato
linearismo e l’eleganza decorativa.

ARTI APPLICATE

Per comprendere appieno il significato profondo dell’Art Nouveau bisogna cercare di


immergersi nello spirito dell’epoca, pensando che nessun campo, non solo dell’arte, ma
anche (e forse soprattutto) del vivere quotidiano, ne è stato immune. Si pensi
all’arredamento e agli accessori per l’edilizia, ad esempio, dove alla linearità delle forme
neoclassiche si sostituisce il piacere per quelle, morbide e sinuose, derivate dalla natura e
poi reinterpretate in chiave decorativa .

Anche nel campo tessile, grazie alle nuove tecnologie di lavorazione e ai procedimenti di
stampa a più colori, si producono stoffe e tessuti decorati con motivi straordinariamente

complessi e delicati, assolutamente impensabili da realizzare al telaio con i metodi della


tradizione artigiana

Il rinnovamento dei tessuti ha, di conseguenza, riflessi immediati anche nella moda. Gli
stilisti del tempo, infatti, aboliscono le rigidezze dei bustini rinforzati e delle gonne rigonfie

proponendo forme più morbide e fascianti che esaltano le sinuosità del corpo femminile
ispirandosi, nel contempo, all’armonia di soggetti floreali o addirittura alla raffinata
eleganza delle korai greche
Anche la ceramica e i vetri si prestano meravigliosamente alle dolci torsioni e alle magiche
trasparenze dell’Art Nouveau che, sulla scia della lezione di Morris, riesce spesso nel diffi-

cile intento di far commercializzare in grande serie e a prezzi ragionevoli oggetti di forma e
fattura elaboratissime, soprattutto vasi, calici , lampade e vetrate decorative . Nuovo e
vivace impulso ricevono anche l’arte orafa e la produzione di oggettistica in genere,
campi nei quali il decorativismo arriva a vette di insuperabile raffinatezza .

Nel settore della grafica e della riproduzione di immagini a colori i progressi dovuti

al perfezionamento delle tecniche litografiche consentono la realizzazione in grande


tiratura di manifesti, locandine, riviste e cartoline illustrate . In questo modo gli artisti
possono diffondere le proprie opere che, pur essendo prive di valore commerciale in

quanto non originali, svolgono comunque un’importantissima funzione di educazione al


gusto e di diffusione di nuove idee.

Se, come si è visto, si è preferito iniziare la trattazione dell’Art Nouveau parlando di arti
applicate, non è stato certo per caso. Il rinnovamento del gusto, infatti, parte proprio da
questo tipo di manifestazioni artistiche che, al contrario, erano sempre rimaste in ombra
in quasi tutti gli altri periodi storici.Quando l’Art Nouveau approda alla pittura e
all’architettura, infatti, ha già maturato un solido retroterra culturale fatto di forme e di
colori che il grande pubblico ha imparato a conoscere (e ad apprezzare) già nei piccoli
oggetti di uso quotidiano. Questo crea, pertanto, una straordinaria omogeneità di

gusto che ha pochi riscontri nella storia dell’arte.

LA CASA ROSSA
Simbolo degli ideali suoi e degli pre-raffaelliti(nuova corrente pittorica). In un’ottica che
inizia ad essere funzionale mola progettazione inizia dall’interno. Esterno variegato con
tocchi di romanticismo è conseguenza dell’interno . Cambia quindi il modo di progettare
le case . Morris ha studiato anche gli arredi ,la scala , il pavimento tutto secondo
un’idea . Presenta un decorativismo molto esuberante. Prende questo nome dal colore
dei mattoni che presenta la volontà di collegarsi con l’arte inglese dell’epoca.

LA RINGHIERA DELL’HOTEL SOLVAY


la celebre ringhiera in ferro e legno che Horta realizza nel 1894 per la scala principale
dell’hotel Solvay di Bruxelles rappresenta uno dei migliori esempi di Art Nouveau.

L’artista usa il metallo in modo anticonvenzionale, egli infatti lo modella piegandoli in dolci
volute riprese dal mondo vegetale. la struttura e’ e’ realizzata con tanti piccoli pezzi
assemblati insieme a freddo

A fronte di apparenti complicazioni formali occorre notare che la struttura e’ realizzata con
tanti piccoli pezzi assemblati insieme a freddo.

Questa stagione e’ forse l’ultimo periodo della storia contemporanea nel quale si e’
assistito a diffuso affermarsi di una ideologia artistica omogenea.

L’arista si è formato sotto Violet le duche. Scala estremamente leggera viene realizzata
utilizzando materiali nuovi. È molto facile da creare e da assemblare. Il montaggio la rende
estremamente complessa. Linea estremamente curva che riprende le forme naturali ma le
geometrizza estremamente. Ispirandosi a questa opera vengono realizzate le varie opere
di arte minore. A questa arte venne fatta la critica di essere troppo decorativa. Viene vista
come inutile , superflua. Ha il merito di avere eliminato il concetto di eclettismo che viene
improvvisamente spazzato via dal tutta l’Europa, elimina i nazionalismi accomunando i
vari stati, assenza della differenza tra arte e vita l’arte viene portata a tutto quello che
circonda l’uomo, ha preparato il terreno per l’avvento dell’astrattismo. L’Art Nouveau si
ispira alla natura, mimetizza gli angoli, imita le spirali di fumo, colpo di frusta, fiducia nel
progresso, nella società nella modernità. Prende ispirazione dall’arte gotica e dalle
stampe giapponesi. L’Art Nouveau si manifesta in ambienti che la favoriscono ovvero
quello dei pre-raffaelliti e dell’arte simbolista. In architettura sia ha nelle case unifamiliari.
Ancora oggi questi paesi presentano una grande influenza in ambito artistico.

ARCHITETTURA ART NUVEAU


A seconda di dove si sviluppa l’art nouveau assume forme e soluzioni costruttive
diverse.C’è l’uso di nuove materiali sia per le strutture sia per gli elementi decorativi. La
casa unifamiliare e’ il tema nel quale l’architettura dell’art nouveau esprime la propria
aspirazione a fondere insieme reti maggiori e minori .

L’ Architettura dell’art nouveau diventa l’incarnazione di uno “Stile nuovo” di cui da


tempo artisti e architetti sentivano l’esigenza,.

Nel panorama internazionale l’architettura art nouveau assume connotazioni molto


diversificate, restano ben riconoscibili alcuni elementi comuni, come l’ispirazione alle
forme della natura, l’uso dei materiali secondo le loro specifiche caratteristiche,
l’0attenzione per la funzionlita’ degli spazi e lo scambio intenso che lega tra loro le varie
esperienze.

LITOGRAFIA
Tecnica di riproduzione in piano , ottenuta senza linciisone o lo scavo meccanico o
chimico della matrice. Inventata nel 1796 da Senefekder lka litografia impiega poi come
matrice uno speciale tipo di pietra calcarea porosa segata in lastre.

ART DECO’
Dall’esperienza dell’ art nouveau prende le mosse l’ART DECO, un nuovo stile che si
diffonde all’indomani della prima guerra mondiale inEuropa , stati uniti, essendosi poi in
Messico, Africa, India, ecc.

Art Deco’ deriva dall’abbreviazione di Exposition Internationale des Arts Decoratif et


Industriels Modernes evento tenutosi a Parigi nel 1925.

Il Deco’ e’ un fenomeno che interessa tutti i campi dell’arte, ne sono condizionate non
solo pittura, scultura e architettura ma anche le arti applicate come arredamento di intero,
moda, grafica, design ecc.

Lo stile e’ caratterizzato dall’abbandono della linea ondulata dell ?Art Nouveau in favore
di una semplificazione di tipo geometrico, con una preferenza per composizioni
simmetriche e forme aerodinamiche.

Punto di partenza e’ la combinazione eclettica di motivi decorativi provenienti da epoche


differenti, dall’antichita’, civilta’ precolombiane, alle avanguardie, ecc

Altro importante punto di riferimento e’ l’immaginario legato alla macchina e all’universo


meccanico che in quegli anni di progresso tecnologico stavano celebrando nuovi
orizzonti.

Il Deco’ rinnova l’alleanza che gia’ l’Art Nouveau aveva stabilito con l’ìindustria, si
sperimentano nuove tecniche di produzione e nuovi materiali cui si affiancano quelli
tradizionali e preziosi(avorio, ecc)

LA SCUOLA DI CHICAGO E LA NASCITA DELLO SVILUPPO DEL GRATTACIELO


Si forma una scuola chiamata Scuola di Chicago che fare una serie di diverse esplosioni.
Questo gruppo elaborerà inizialmente un linguaggio comune. Estetica nuova che porta alla
elaborazione di nuovi simboli. Possiamo dividerli in tre zone. Una parte al piano terra più
decorata che ricorda la stagione liberty dove si trovano anche i negozi, segue una
seconda parte dove le finestre si ripetono in maniera modulare e sempre uguale, un ultimo
piano immediatamente sotto al cornicione abbiamo una soluzione differente per le finestre
che ribadiscono una alternanza delle forme e qui erano concentrate tutte le parti
meccaniche utili per l’ascensore … Esposizione Colombiana realizzata a Chicago in
occasione dei 400 anni dalla scoperta della America. Ciò che viene mostrato al mondo non
sono le innovazioni tecnologiche della scuola di Chicago ma mostra una architettura
ancora eclettica. Perciò il mondo non si accorge ancora della grande innovazione portata
dalla scuola Scuola di Chicago. Nel 1922 viene fatto un concorso per la realizzazione di un
palazzo per un importante giornale a cui partecipano i più importanti architetti. A vincere
sarà una architettura eclettica con evidenti riferimenti al ostile gotico.

ESPERIENZA DELLE ARTI APPLICATE A VIENNA


Vienna è la vera e propria culla dell'Art Nouveau. Tra intellettuali del calibro di Freud,
Klimt, Schiele e Mahler, Vienna è un vero e proprio laboratorio di idee ed esperienze.
Due sono in particolare gli avvenimenti, in campo artistico, importanti:
Kunstgewerbeschule Fondata nel 1867, fu una struttura pubblica per l'istruzione artistica,
istituita con lo scopo di reperire nuove figure professionali nell'ambito delle arti applicate. I
corsi nascono con l'obbiettivo di dare nuove conoscenze tecniche, oltre ai soliti strumenti
per la formazione artistica. Si mantiene sempre fedele all'imitazione delle arti maggiori,
fonte di canoni formali, da parte delle applicate.
Durante il trentennio che va dalla sua fondazione fin quasi alle soglie del Novecento,
questa scuola prosegue le sue finalita’ mantenendosi sempre fedele all’impostazione della
didattica. Il vero profondo cambiamento avviene verso la fine del secolo , preceduto dalla
nascita della cosiddetta Secession.
Secession Associazione di pittori e scultori fondata nel 1897, rappresenta il cambiamento
della linea di condotta tenuta dalla Kunstgewerbeschule. Gustav Klimt guida il distacco
radicale dall'ambiente intellettuale, troppo accademico. Il gruppo si basa sull'aspirazione
ad una integrazione delle arti, per consentire l'opera d'arte totale, e sull'affermazione della
parità tra arti maggiori e minori. La radicalità della svolta impressa dalla Sezession decreta
il declino della Kunstgewerbeschule. Organo ufficiale di questo nuovo movimento era la
rivista ”Ver Sacrum”.(primavera sacra) il cui primo numero vide la luce nel gennaio del
1898, attraverso il quale si evidenziava il carattere radicale della svolta impressa dagli
artisti della Secessione alle concezioni vigneti per quanto concerneva il modo di intendere
le arti e il loro significato sociale.

PALAZZO DELLA SECESSIONE


Tra il 1898 e il 1899 venne costruito il Palazzo della Secessione. Costituiva uno spazio
espositivo alternativo a quelli dei quali poteva disporre l’0arte accademica, e in breve
diventa insieme a Ver Sacrum il centro dei piu’ importanti avvenimento artistico.culturali di
Vienna.Viene costruito il Palazzo della Secessione (1898/99), realizzato da Joseph Maria
Olbrich. È un edificio estremamente rigoroso, dalla pianta quadrata e dalle pareti lisce e
pressoché disadorne, con una grande cupola in rame di forma quasi sferica, traforata a
motivi floreali e laminata d'oro. Non ha muri o elementi strutturali fissi e dunque può essere
modificato. Fu un nuovo punto di riferimento per l'architettura moderna. Un ulteriore spunto
in questa direzione viene da Ornamento e Delitto (1908, saggio) di Adolf Loos. Attaccando
il concetto di decorazione, afferma che l'architettura non è arte perché ha uno scopo: ciò
mostra come i tempi siano maturi per l'avvento di un'architettura davvero nuova, nella
quale sia bandita la decorazione in funzione del benessere.

ADOLF LOOS-1870-1933
Un ulteriore e innovativo contributo nella direzione di una architettura che sappia sempre
piu’ corrispondere con le forma alla funzione viene dall’austriaco LOOS, che pur
ponendosi in contrasto con la stessa Secessione , ne costituisce l’ultimo prodotto
intellettuale.Combatte in ogni modo il concetto di decorazione in architettura. Nel suo
saggio “ Ornamento e delitto” arrivo’ ad affermare che l’architettura non era un’arte perche’
qualsiasi cosa serva ad uno scopo va escluso va esclusa dalla sfera dell’arte.

CASA SCHEU
Nella casa che l’architetto progetto per i coniugi Scheu la semplicita’ geometrica dei
volumi, la funzionalita’ disadorna delle aperture, la rinuncia ad ogni estetismo, preludono
alla rivoluzionaria stagione del RAZIONALISMO.
Nel suo testo ¨Ornamento e delitto ¨ afferma come secondo lui ogni spazio dedicato al
decorativismo era un delitto e secondo lui nelle architetture andava eliminato qualsiasi
cosa che non avesse un senso. Sarà il padre del razionalismo. Progettare dall’interno
verso l’esterno. Quello che si vede fuori non è altro che il risultante di quello che avviene
all’interno. In questo consuetò verrà completamente isolate ed in alcuni casi anche
incarcerato. Pochi anni dopo la casa di Gaudì realizza casa Scheu che risulta essere
l’opposto rispetto alla contemporanea opera dello spagnolo.

ANTONI GAUDI’-TARRAGONA 1852-BARCELLONA 1926


Fu il maggiore protagonista di quella fase dell’architettura denominata MODERNISMO.

Tutte le sue opere sono contraddistinte da una fantasia irrefrenabile.

Rivolse inizialmente il proprio interesse all’architettura gotica e alla tradizione araba

La sua arte tiene conto degli influssi causati dal lungo periodo di dominazioni. Per questo
motivo tiene conto della arte araba e gotica. Era una persona molto religiosa. Nelle sue
opere univa il cromatismo dell’arte islamica con il virtuosismo nello studio del
funzionamento statico delle strutture.

Iniziò a costruire la Sagrada Familia ancora prima di avere un committente perciò il tutto
veniva costruito con i soldi di donatori volontari . Il suo committente era Dio. In tutta
l’opera è molto difficile trovare delle linee dritte perché secondo lui Dio operava solo
usando linee curve. Inizia a costruire su una chiesa neo-gotica. Quindi le parti iniziali ne
risentono mentre più si sale più diventa libera culminando con le guglie dove sembra che
il materiale sia stato fatto colare dal cielo. Solo uno dei portali è stato realizzato, gli altri
sono ancora in costruzione. Quello che è rimasto lascia grande spazio alla interpretazione
personale. Venne molto criticato in particolare dai razionalisti anche se lui fu il primo a
sperimentare materiali nuovi come il cemento armato. Lui però non mette come sommo
criterio quello di realizzare architetture veloci, economiche. I suoi committenti era infatti
grandi borghesi molto ricchi. Essendo un’architetto era un grande conoscitore di materiali
nuovi. Arco catenario/parabolico somiglia ad una parabola ed è anche detto equilibrato
dove grazie al peso ben distribuito non necessita di elementi aggiuntivi come contrafforti.

SAGRADA FAMILIA

La sua opere piu’ importante e’ sicuramente il TEMPIO ESPIATORIO DELLA SACRA


FAMIGLIA piu’ noto con il nome di SAGRADA FAMIGLIA.

Iniziata nel 1882 e a tutt’oggi non ancora terminata e’ una struttura di


straordinaria complessita’ che sulla base di un iniziale progetto
neogotico si e’ poi evoluto attraverso l’arte Nouveau e il Modernismo
catalano con fantasiose escursioni anche nel decorativismo
arabeggiante.Su un impianto a croce carina ripartito in cinque navate
con ampia transetto tripartito, Gaudi imposta una selva di 18 torrioni,
dai profili parabolici con pinnacoli traforati. Un grande deambulatorio
conclude la parte absidale secondo lo schema gotico delle cappelle
radiali,Entrare nel cantiere perpetuo della Sagrada Familia e’ come
attraversare una sorte di diversa dimensione che ad ogni passo offre
soluzioni inusuali.Tentativo di Guadi di conciliare la produzione
industriale ad una produzione artigianale. Non esistono elementi
consimili ovvero che presentano le stesse caratteristiche. Abbiamo
per lo più modelli scultorei che oggi non ci permettono di completare
il progetto. Tutti gli elementi sono concatenati l’uno con gli altri e
spingono l’occhio verso l’altro come una ascensione mistica, dalla complessità gotica di
portali ad elementi sempre più semplici e geometrici. Nonostante tutto sembri votato ad
un decorativismo ogni particolare costruttivo è studiato von una ferrea logica interna. Era
a conoscenza dei nuovi materiali, cemento armato, ferro e simili e saperla usarli molto
bene. Non c’è un progetto ben definito ma Gaudì sapeva bene cosa stava facendo. Il
progetto originale di gaudi’ prevedeva la costruzione di tre facciate, ognuna dotata di
quattro imponenti torri-campanili con scale a chiocciola all’interno: la facciata della
nativita’ a est, la facciata della passione a ovest, la facciata della gloria a sud.

ARCO CATENARIO: o arco di catenaria o arco parabolico e’ un arco la cui curva ricorda
qulella di una lunga catena tenuta dalle due estremita’ e lasciata pendere.

E’ detta anche arco equilibrato poerche’ la sua forma consente una omogenea
ridistribuzione del carico, a differenza di altri tipi di archi, quali l’arco romano(a tutto
sesto), o l’arco gotico ( a sesto acuto), non necessita ne’ di contrafforti, ne’ di altri
elementi di supporto.

PARCO GUELL-1900-1914
E’ quanto resta del grandioso ma inattuato progetto per una citta’ giardino
alle porte di Barcellona commissionatogli di Eusebio Guell. al parco si
accede attraverso una scalinata presidiata da una fontana a forma di
enorme salamandra rivestita di coloratissimi frammenti di vetro e maioliche.
Si arriva poi ad una gigantesca sala ipostila, piena di colonne doriche dai
capitelli deformati. Si sale poi alla terrazza superiore da dove si domina la
citta’.

CASA MILA-1905-10-BARCELLONA
Viene concepita come un enorme sperone roccioso naturale
scavato dal vento e dalle piogge. La grande parete di pietra
presenta una successione di profili ondulati sovrapposti,
perforati da apertura irregolari a formare una grande sagoma
nodosa . Il tetto e’ coperto da una coltre di piastrelle
variopinte ed e’ popolato da una serie di comignoli e altri
volumi tecnici.

KLIMT-1862-1918
La vicenda artistica di Gustav Klimt (1862-1918), coincide quasi per intero con la storia
della Secessione viennese.

Con il termine Secessione si intendono quei movimenti artistici, nati a fine ’800 tra
Germania ed Austria, che avevano come obiettivo la creazione di uno stile che si
distaccasse da quello accademico. Di fatto, le Secessioni introdussero in Austria e in

Gustav Klimt nacque in un sobborgo di Vienna.

È la figura più alta della pittura art nouveau. Studiò alla Scuola di Arti Decorative di Vienna
e dette vita ad un nucleo artistico che si occupava di decorazioni. Nel 1897, fu il
principale esponente della Wiener Sezession. Fu anche particolarmente attivo nella
collaborazione a Ver Sacrum, rivista ideologica della Secessione. Nel 1903 visitò
Ravenna, ciò ebbe grosse ripercussioni sul suo stile. Morendo nel febbraio del 1918, non
poté assistere allo sfascio dell'impero austroungarico.

Negli anni della Scuola di Arti Decorative aveva ricevuto un insegnamento accademico basato
essenzialmente sullo studio del nudo e sull'ornato. Si esercitò molto sulle tematiche dell'arte
italiana del Rinascimento. È il caso de La Giovinezza (1882, studio a penna, acquerello e
lumeggiature di bianco e oro): all'interno di una cornice architettonica d'ispirazione scultorea
quattrocentesca, un giovane uomo suona il liuto ad una donna con un bambino, tutti e tre
simboleggianti la giovinezza. Elemento caratterizzante è la sovrabbondante decorazione
di lesene, arco,specchiature basamentali e della candelabra. Amorini, colombe, festoni di
fiori e foglie, simboleggianti il rinnovarsi delle stagioni e l'amore, concorrono a rinsaldare il
motivo della giovinezza.
La sua ultima attivita’ coincise con gli anni convulsi e dolorosi della prima guerra mondiale
Mori’ nel 1918 a causa delle conseguenze di un ictus.

DISEGNO
Negli anni passati alla scuola di arti decorative Klimt aveva ricevuto un insegnamento
accademico basato sullo studio del nudo e sull’ornato.

Con il tempo il suo disegno muto’, giungendo verso il novecento a un linearissimo


essenziale dal gusto decorativo che si concretizza nell’uso di una curva di contorno,

GIUDITTA I-1901-OLIO SU TELA VIENNA


L'eroina biblica dalla personalità forte, dominatrice e vincente viene
rappresentata con il corpo seminudo appena coperto da un velo sottile
azzurro con ornamentazioni dorate.

Il soggetto dell'opera è il potere incantatore dello sguardo della donna,


inno della bellezza femminile, affascinante, una femme fatale al massimo
della sua sensualità e carica erotica, con il mento rivolto verso l'alto.

La pennellata contrasta in maniera volontaria con lo sfondo, sia per l’uso


massiccio dell’oro, sia per la bidimensionalità.

La cornice segue il taglio verticale dell'opera, accentuato dalla figura di


Giuditta, è stata disegnata dall’artista e realizzata dal fratello Georg Klimt
in rame sbalzato.I colori sono tenui e delicati, i capelli folti neri, in un’atmosfera tra il sacro
e il profano. Al collo la donna porta un pesante gioiello in stile liberty, che si riferisce alla
decapitazione, ha le dita lunghe e affusolate, simili ad artigli, ed accarezza in modo
subdolo la testa del generale che tiene sottobraccio.Posa molto sensuale, con una veste
semitrasparente, che ne scopre le nudità del busto, e ha un’espressione del volto di
crudele trionfo, con labbra semiaperte e occhi socchiusi in uno sguardo freddo e
distaccato.Perfetta frontalità dal basso verso l’alto .Indossa gioielli art nouveau, con una
pettinatura che segue la moda contemporanea.La testa di Oloferne è rappresentata
appena di scorcio, la si nota in basso a destra.Gli incarnati della figura danno una resa
tridimensionale, mentre il vestito è trattato con un decorativismo bidimensionale, il tutto in
una fusione che ha una resa astratta, di grande eleganza formale.Non c’e’ linea di
contorno, il corpo come pure l’abito si confondono quasi con lo sfondo.Il fondo oro
determina un forte contrasto tra la bidimensionalita’ del monocromo e la tridimensionalita’
della figure . Sull’oro insiste un disegno geometrico a elementi naturalistici stilizzati e la
cornice e’ decorata a sbalzo nella parte alta a piccole onde,

Klimt incomincia in questi an in ad utilizzare l’oro in foglia, grazie ai viaggi a


Ravenna ,ultima capitale dell’Impero Romano d’Occidente.

Cosi’ come le tessere dei mosaici ravennati creavano l’illusione di una potenza inesistente
nell’impero agonizzante, allo stesso modo loro elargito nei suoi dipinti sembra suggellare
la fine di un’epoca.-

STILE FIORITO
In Attesa (1907-08, olio su tela), il fondo pare pulviscolo dorato su una distesa verdastra. Il
formato perfettamente quadrato dà l'illusione di uno spazio infinito dove la maternità
diventa un evento sacro. All'accennata volumetria delle parti nude fanno da contrapposto
la linea di contorno e la bidimensionalità del resto. Il teschio simboleggia la morte, esito
della vita. Forte l'influenza dei colori violenti dei Fauves e di Matisse: adesso, al posto
delle minuzie decorative, troviamo arditi accostamenti e inesauribile ricchezza cromatica.
La Culla (1917-18, olio su tela quadrata) è un dipinto incompiuto, in cui testa e mani di un
neonato emergono appena da una massa informe di coperte dai colori brillanti e decisi.
L’incontro con l’arte Fauve fu per lui una rivelazione in un momento di crisi. I colori violenti
di Matisse e dei suoi a ici belve rigenerato profondamente il linguaggio dell’artista
conducendolo a sostituire le minuzie decorative lineari e il rigore delle geometrie con getti
di colore dagli arditi accostamenti. Ha inizio il periodo dello “Stile fiorito”
Adesso Klimt guarda al cromatismo slavo, cresce il suo amore per il "japonisme",
l'ornamento diventa biomorfico, una mobile fioritura e un arricciolarsi spiralico e irregolare
dove le figure si amalgamano con lo sfondo.
Quando nel 1912 Klimt esegue il "Ritratto di Adele Bloch-Bauer II" inizia il cosiddetto stile
fiorito.
Le decorazioni dietro ai soggetti si riempiono di 'Japonisme' come nel "Ritratto di Federike
Maria Beer" (1916) dove si vedono schiere di guerrieri giapponesi dal cromatismo acceso.
Il vestito della donna e' un modello dei laboratori Wiener Werkstatte.
MODULO 4-ARTE DEL 900-LE PRIME AVANGUARDIE

NOVECENTO All’inizio del XX secolo Europa e mondo sembrano una cosa sola. I grandi
governi dominano sulla quasi totalita’ delle terre emerse. Il vecchio continente gode da
decenni di una periodo di pace , salutare per lo sviluppo delle scienze, dei commerci e
dell’industria.

La borghesia guida i destini dei popoli, regolando le concessioni politiche ed economiche


elargire ai ceti inferiori.

Il rigore razionalistico non lascia nulla al caso. Tutto e’ misurato, catalogato. cio’ che si
presenta incongruente dal punto di vista scientifico viene guardato con sospetto.

Dopo aver liberato l’uomo dall’ignoranza , la ragione illuminista e quella positivista lo


hanno racchiuso in una gabbia dorata. Eppure un orecchio attento avrebbe avvertito gli
scricchiolii provenienti dalla base di quella che dall’esterno si presentava come una
fortezza inespugnabile. Sono le voci di chi mostra di non accontentarsi delle risposte
fornite dalla ragione, di chi cerca altrove rie soluzioni adatte a placare il disagio interiore.

Voci che riconoscono nella morte della verita’ oggettiva annunciata di Nietzsche,
credono in un mondo in continuo divenire.

E= mc2. Il XX secolo si apre all’insegna di questa formula destinata a riorganizzare le


fondamenta della scienza tradizionale.

La celebre equazione di Einstein trasformava lo spazio e il tempo da valori assoluti a


concetti relativi e variabili a seconda degli strumenti e delle procedure di ricerca utilizzate.
Il pensiero di Einstein si ergeva a specchio del nuovo clima che andava espandendo tra
800 e il 900.Fu un altro gigante del novecento Freud a portare questi sentimenti all centro
della scena. Se Einstein piantava il telescopio verso le profondita’ dell’universo, Freud
vagliava al microscopio le profondita’ dell’individuo. Con la nascita della scienza
psicanalistica , Io pensava di essere padrone a casa propria, trovandosi a condividere lo
spazio interiore con una componente inconscia, l’ES sede degli impulsi e istinti repressi.

Come un cavaliere e’ costretto ad andare dove decide il cavallo, cosi’ la ragione si scopri’
fragile e sempre piu’ in affanno nel governare le pulsioni dell’inconscio.

La contestazione della razionalita’ positivista si diffuse anche grazie l’affermazione di un


nuovo movimento culturale, che del rifiuto delle convenzioni sociali e della morale
borghese aveva fatto la propria bandiera.Se il romanticismo poneva il sentimento
soggettivo in paritario rapporto dialettico con la ragione in in contatto con il sentimento
collettivo, il Decadentismo trovo’ fonte di ispirazione nella sensazioni provenienti
dall’inconscio o dal subconscio.Il messaggio del decadentismo non forniva indicazioni sul
percorso per voltare pagina ne’ modelli di riferimento alternativi.

Istruzioni piu’ attillate giunsero da correnti filosofiche secondo le quali il progresso della
conoscenza era da ricercare piu’ nell’intuizione individuale che nell’oggettivita’
scientifica.Il radicalismo sia di destra che di sinistra riteneva possibile la realizzazione di
un vero cambiamento solo attraverso lo strappo violento, da conseguirsi attraverso una
rivoluzione, una guerra o di entrambe le cose.

Nel corso della grande guerra la follia prese corpo nel divario tra lo sviluppo tecnologico
dei moderni arsenali militari e una concezione strategica ispirata al modello delle battaglie
ottocentesche.Anche la morte divenne di massa, come testimonia l’impressionante
numero di morti, feriti che accompagno’ il bilancio di ogni offensiva, medici e psicologi
iniziazione a prendere confidenza con una nuova forma di invalidita’, la nevrosi di guerra.

Con tutto cio’ scompaiono le luci sfavillanti della Belle Epoque.

Profondamente segnata dalla guerra l’Europa affronto’ il dopoguerra in ginocchio.


All’inizio degli anni 20 nessuno poteva negare che tutto era cambiato, che gli anni
dell’ottimismo erano finiti.

Si aprivano le porte di un periodo difficile. Della Belle Epoque restava solo un ricordo
lontano.Gli anni 20 colgono l’Europa e l’Occidente intenti alla costruzione di un ponte tra
passato ancora prossimo e un futuro ancora incerto.

La sensazione di disorientamento che ne deriva pare dare ragione alla critica della
linearita’ oggettiva formulata da Henri Bergson alla fine dell’ottocento, recuperata poi nei
celebri OROLOGI MOLLI di Dali’, espressione della relatività soggettiva del divenire.

Il desiderio di totalita’ trovera’ molteplici declinazioni nel recupero del concetto di ARTE
TOTALE aspirazione cara al tardo Romanticismo e ora rilanciata dalla scuola di
BAUHAUS .Scopo finale era l’unificazione di arte e artigianato.

Totale e’ la crisi economic-.finanziaria che alla fine degli anni 20 si abbatte sul sistema
capitalista, totale l’aspirazione insita in un nuovo modello di autoritarismo, inaugurato
dall’avvento del fascismo in Italia.

Negli anni 30 il modello totalitario allunghera’ la sua ombra su gran parte dell’Europa.
Giudicato da molti come la medicina per ripristinare l’ordine, si rivelera’ un ingannevole
scorciatoia nella speranza di tornare sul cammino delle certezze.

IL NOVECENTO

L’esposizione universale tenutasi a Parigi nel 1900 rappresento’ lo specchio di un’epoca.

Invenzioni, scoperte e curiosita’ di ogni genere affascinarono i 450 milioni di visitatori


flutti nella capitale. Qui si consumo’ una competizione virtuosa con un unico obiettivo:
mostrare la superiorità dell’uomo bianco e di conseguenza giustificarne la missione
civilizzatrice nel mondo.

Rivolta dei Boxer: rivolta xenofoba scoppiata in CIna cui i governi occidentali risposero
compatti scatenando una spietata repressione, volta a confermare i privilegi coloniali
acquisiti. In realta’ si celavano forti rivalita’ che stavano spingendo le grandi potenze
verso posizioni sempre piu’ aggressive.Quando nel 1900 il governo di Berlino diede il via
ad un vasto programma di riarmo navale , le relazioni tra Germania e Inghilterra
registrarono un brusco peggioramento. L’iniziativa tedesca fu una ulteriore motivazione
per spingere il governo di Londra ad abbandonare la tradizionale politica di splendido
isolamento e dare vita insieme a Russia e Francia ad un sistema di alleanze(TRIPLICE
INTESA) capace di contrapporsi alla TRIPLICE ALLEANZA che da tempo univa
Germania, Austria e Italia.Alla rivalita’ tra Germani e Gran Bretagna si univa il contrasto
austro-russo per l’egemonia sullo scacchiere balcanico.Anche il governo Italiano
mostrava segni di disagio nel preservare l’innaturale alleanza con l’impero austro-
ungarico.Lo scoppio della prima guerra mondiale lascio’ tutti di stucco, amplificando in tal
modo il suo effetto traumatico-La fine della guerra non significo’ il ritorno della pace. In
molti paesi si apri’ un periodo di crisi economica e instabilita’ sociale tale da
compromettere come in Italia la tenuta Con lo scoppio della RIVOLUZIONE
RUSSA(1917) si consumo’ il passaggio dall’autocrazia zarista ad un nuovo e piu’
moderno regime autocratico retto dal partito bolschevico.Il crollo dell’impero austro-
ungarico favori’ il diffondersi di regimi democratici nell’Europa centrale, mentre il
disfacimento di quello ottomano formalizzo’ le conquiste coloniali ottenute dalle grandi
potenze in Medio oriente.Le cose cambiarono quando nel 1929 il sistema economico e
finanziario mondiale fu investito da una pesantissima crisi che pareva minacciare le
fondamenta del sistema capitalista.In tutti i paesi vennero generati fallimenti a catena e la
crescita della disoccupazione.All’Italia gia’ caduta sotto il, giogo della dittatura fascista, si
aggiunge la Germania dove la salita al potere della partito nazionalsocialista cancellò in
pochi mesi ogni parvenza di vita democratica. Mentre in Europa presero piede regimi
autoritari, la Spagna sprofondava in una guerra civile che avrebbe portato al crollo delle
istituzioni repubblicane e alla nascita di un governo dittatoriale di stampo fascista.Alla fine
degli anni 30 la bandiera della democrazia sventolava solo in Francia,Inghilterra e Stati
Uniti, mentre la Germania si preparava ad una resa dei conti come le principali potenze
vincitrici della prima guerra mondiale.

Il patto di non aggressione firmato nel 1939 tra Mosca e Berlino consenti’ ai comandi
tedeschi di scongiurare l’incubo di una guerra su due fronti.

Il mondo delle forme è in continua evoluzione. George Kuble interpretò arte come la
forma del tempo. Tutta quella produzione dell’uomo che da un’aspetto visibile al
trascorrere invisibile della storia. La storia dell’arte parte dalla storia delle forme e ci
mostra come cambia l’uomo, la società anche il mondo di pensare. Non si può
comprendere l’arte del novecento senza ricordare che la società non è mai cambiata in
modo cosi radicale negli ultimi anni. È cambiato il modo di pensare dell’uomo.
Rivoluzione della donna nella società, rivoluzione dei sessi. L’uomo forse non ha ancora
metabolizzato tutti questi grandi cambiamenti. Con lui anche l’arte deve metabolizzare
una quantità di cambiamenti che forse non ha ancora metabolizzato e sviscerato
completamente. Fase di rifiuto della società precedente. Rivalutazione del quotidiano, del
contemporaneo. Le avanguardie storiche : espressionismo francese e tedesco, cubismo ,
futurismo , dadaismo, metafisica , bauhause , surrealismo … Nell’arco di vent’anni vanno
a svilupparsi tutte queste diverse avanguardie storiche. Tutte queste correnti durano al
massimo pochi anni. I vari artisti sperimentano diverse corrente artistiche. Questi artisti
hanno delle riviste , fanno dei manifesti , fanno delle mostre. Sono fiduciosi di potere
orientare la società stessa. Dopo la seconda guerra mondiale è difficile poter individuare
un movimento ben definito con delle comune convinzioni. Dopo la seconda guerra
mondiale l’arte si dimostra ami come prima disorientata. I campi di concentramento e le
bombe atomiche hanno tolto agli artisti la sicurezza di poter incidere. Ritorno all’ordine.
Ritorno al mestiere. Ritorno ai volari convenzionali nei dopo guerra. Le avanguardie del
dopo-guerra verranno chiamate neo-avanguardie. La novità è che gli artisti degli anni
50-60 dispongono di mezzi molto più avanzati ( materiali sintetici , fotografia , cinema ,
proiezioni ). Tutte le volte che nasceva un regime totalitario le avanguardie risentivano di
un forte rallentamento.

Le tendenze artistiche dei primi del novecento maturano in un contesto generale ricco di
incertezze e contraddizioni.Gli studi che proprio in quel periodo Freud sta compiendo
sulla psicoanalisi contribuiscono ad aprire nuovi orizzonti di ricerca. L'arte non deve
trovare più le proprie motivazioni solo in realtà visibili, quella che filosofi chiamano
fenomenica cioè percepibili attraverso i fenomeni nei quali si manifesta ma puo’ aprire la
propria indagine anche ial campo sconfinato della realtà interiore e del sogno.

Contemporaneamente destano scalpore anche le riflessioni del filosofo Bergson secondo


il quale l’ energia fondamentale che muove l'universo è quella che egli definisce slancio
vitale.Anche in ambito artistico si apre a un universo di ricerche mai tentato prima.

E’ dunque in questo contesto che maturano le cosiddette avanguardie storiche, termine


preso in prestito dal linguaggio militare. L'aggettivo storiche fa riferimento al loro
concentrarsi in un arco di tempo breve e le distingue da molti movimenti artistici di
avanguardia che sono fioriti con le più disparate motivazioni in diverse parti del mondo.

Tra le avanguardie storiche oltre al movimento dei famosi FAUVES, e


all’ESPRESSIONISMO, ricordiamo il CUBISMO,FUTURISMO, DADA, SURREALISMO,
ASTRATTISMO, METAFISICA.

CONCETTO DI AVANGUARDIA ARTISTICA


Nei primi tre decenni del Novecento il panorama dell’arte europea viene letteralmente
sconvolto dal fenomeno delle Avanguardie. Il termine indica l’insieme dei numerosi
movimenti che, a partire dal 1905, si impongono sulla scena artistica internazionale, con
lo scopo dichiarato e programmatico di sovvertire i valori, i contenuti e soprattutto il
linguaggio dell’arte tradizionale, per aprire nuove strade di ricerca e conferire un
significato nuovo allo stesso concetto di arte. Successivamente, negli anni precedenti la
Seconda Guerra Mondiale, si verifica un “ritorno all’ordine”: accanto all’arte
magniloquente di regime (Fascismo in Italia, Nazismo in Germania e Comunismo in
Russia), gli artisti ritrovano una vena figurativa, segnata però dall’influenza inevitabile delle
Avanguardie.Particolare sviluppo registrano l’architettura (soprattutto col Bauhaus e il
Razionalismo) e il Design industriale, con l’affermazione della produzione di massa di
oggetti con un certo pregio estetico.

Il clima sociale dell’immediato secondo Dopoguerra influisce poi sui maggiori artisti, che
si rifugiano in un pessimismo esistenziale, realizzando opere di tragica violenza
espressiva.

Deriva dal termine militare che indicava i soldati che per primi si lanciavano verso i nemici
andando verso un morte certa. Questi artisti prendendo in prestito il termine perché
vanno in contrasto con la tradizione. Quelle storiche sono quelle dei primi anni del
novecento mentre neo-avanguardie quelle degli anni 50-60 del novecento. Spesso gli
artisti si mossero da un all’altra. Si contrappone all’arte ufficiale. Definitivamente si
rinuncia all’idea che l’arte dovesse esser mimesi della realtà. Sviluppano un’arte
concettuale. Una dimensione mentale che rappresenta un ragionamento filosofico. Gli
artisti si formano tante volte completamente diverse da quella delle accademie.
Attraverso l’arte questi autori vogliono esprimere la propria sensibilità.

ESPRESSIONISMO FRANCESE: I FAUVES


I Fauves (le Belve) sono un gruppo di pittori francesi che espone al Salon d’Automne di
Parigi nel 1905 scatenando la disapprovazione della critica e del pubblico.

Fanno parte del gruppo: Henri Matisse, Andrè Derain, Maurice de Vlaminck, Charles
Camoin.Il colore, nelle opere di questi artisti, è sempre brillante e intenso e non è legato e
definito dal soggetto rappresentato, non è cioè naturalistico, ma è uno strumento usato
per esprimere sentimenti e stati d’animo.

Henri Matisse porterà avanti una sua personale ricerca pittorica nella direzione di una
semplificazione della forma e del colore, verso una pittura più essenziale. I soggetti
preferiti da Matisse sono: oggetti semplici, a volte inseriti in uno spazio fortemente
decorato, la figura umana, in particolare quella femminile, interni di stanze con finestre
aperte verso una natura luminosa. Ciò che egli rappresenta è la sua vita, la sua
esperienza diretta e il colore acquista una espressività propria

Pur non essendo sorto come movimento definito e unitario, si riconosceva in alcune
comuni convinzioni:

-non bisogna piu’ dipingere secondo l’impressione, ma in relazione al proprio sentire


interiore;

-si deve esprimere se stessi e rappresentare le cose solo dopo averle fatte proprie;

-la pittura, dando corpo alle sensazioni dell’artista di fronte all’oggetto da riprodurre, deve
essere istintiva;

-il dipinto va costruito attraverso superfici colorate che esprimono il senso della luce;

-il colore va svincolato dalla relata che rappresenta ; la materia e’ dunque indifferente.

I Fauves furono enormemente influenzati dalla pittura di Gauguin, CEzanne e Van Gogh

Cezanne per la materializzazione e ricomposizione delle forme, Gauguin e Van Giogh per
i colori impiegati puri e per il voler sempre esprimere se stessi.

LA BELLEZZA DEL BRUTTO


Amare il brutto fu una regola dell’Espressionismo tedesco : in pittura e scultura, nella
musica delle dissonanze.

Nel 1853 Karl Rosenkranz. Pubblico’ il suo trattato intitolato l’ESTETICA DEL BRUTTO in
cui l’autore si proponeva di scavare un piu’ profondo accesso all’inferno dell’esistente. Il
brutto apparse l’altra parte del sublime teorizzato dal filosofo Kant nella sua CRITICA DEL
GIUDIZIO del 1790 cioe’ di quella sensazione impossibile da elaborare da parte della
ragione che si prova danti agli eccessi: un paesaggio vastissimo, un cielo pieno di lampi.
Qualcosa che si porta a crepare una sensazione di disagio.

La sindrome di Stendhal , lo stare male di fronte a cose stupende ne e’ una variante


ottocentesca.L’antitesi di bello e brutto si ripete nel pensiero del filosofo amato dagli
Espressionisti Nietzche. Nel suo libro LA NASCITA DELLA TRAGEDIA cio’ che egli
definisce APOLLINEO (equilibrato,classico,bello) diventa segno negativo di una vita
repressa, cio’ che invece definisce DIONISIACO(eccessivo, lo sfrenato, il brutto) incarna
lo spirito positivo , la vitalita’ libera da ogni costrizione.

Noi oggi grazie anche all’azione di sfondamento degli Espressionisti abbiamo canoni
estetici di bello e brutto completamente diversi rispetto a quelli validi fino al settecento.

ESPRESSIONISMO(1905-1925)-GERMANIA
Con il termine espressionismo si usa definire la propensione di un artista a privilegiare ,
esasperandolo il dato emotivo della realta’ rispetto a quello percepibile oggettivamente ,
della pura visione.

Tale tendenza si e’ manifestata in molte forme d’arte, come la pittura, la danza, la


letteratura, ecc.Come l’Impressionismo rappresentava una sorta di moto dall’esterno
verso l’interno, l’Espressionismo costituisce il moto inverso dall’interno verso l’esterno,
dall’animo dell’artista verso la realta’.L’aria geografica in cui si sviluppa è l'Europa centro-
settentrionale, specie la Germania. All'opposto dell'Impressionismo, l'Espressionismo
costituisce una proiezione immediata che va dall'anima dell'artista alla realtà, senza
mediazioni né filtri. Sono banditi tutti gli illusori artifici di prospettiva e chiaroscuro.
L'Espressionismo è ricco di contenuti sociali, di spunti dialettici e di drammatica
testimonianza dell'amara realtà tedesca.
La Germania recupera il ritardo riguardo l'industrializzazione a ritmi febbrili e anche la
reazione a questo processo è ovviamente accelerata e convulsa.

L'Espressionismo tedesco tende a togliere al mondo ogni sua realtà oggettiva per
trasferirla nella sfera del personale. Colori violenti, forme sommarie, modellati spigolosi.
Matisse, uno dei più arrabbiati esponenti dell'avanguardia espressionista francese,
manterrà sempre una serena giocosità di fondo. In terra tedesca, invece, assisteremo a
delle trasfigurazioni drammatiche. Forme e colori inizieranno una lotta furiosa, che
distruggerà ogni sentimento bello.

IL LINGUAGGIO DEGLI ESPRESSIONISTI

- uso di colori violenti e innaturali;

- uso di linee dure e spezzate;

- non vengono applicate le leggi della prospettiva e non si dà l'illusione del volume e della
profondità;

- colori e linee sono sufficienti a comunicare con impetuosa violenza la visione


drammatica e pessimistica che questi artisti hanno del mondo e della società in cui
vivono;

- intento del movimento espressionista è quello di ritrovare il dato comunicativo nell'arte;

- La natura dell'espressionismo è ricca di contenuti sociali e di drammatica testimonianza


della realtà. Temi principali degli artisti espressionisti sono quelli della realtà tedesca dei
primi anni del secolo: la realtà drammatica della guerra, le contraddizioni politiche, la
perdita di valori ideali, le aspre lotte di classe.

DIE BRUCHE
Die Brücke Nel 1905, quattro studenti di architettura dell'università di Dresda decidono di
dedicarsi esclusivamente alla pittura e così nasce Die Brücke. I suoi affilianti non sono
solo artisti: può partecipare chiunque riproduca direttamente e sinceramente il proprio
impulso creativo. Tra i fondatori ricordiamo Ernst Ludwig Kirchner ed Erich Heckel In
seguito, si aggiunse anche Emil Nolde(1906). Il gruppo durerà fino al 1913. Imbevuto della
filosofia di Nietzsche (volontà di potenza e liberazione delle forze primitive in noi presenti),
il gruppo tenta di porsi come ponte tra vecchio e nuovo, contrapponendo ad un '800
realista/impressionista un '900 violentemente espressionista/antinaturalista. L'espressione
del suddetto impulso accomuna tutte le personalità del gruppo, così come i soggetti,
abbastanza omogenei: scene di vita metropolitana, nudi, ballerine, scene di circo. C'è
sempre un'esagerata enfatizzazione dei colori ed una voluta spigolosità delle forme, sempre
legate ad un'ironia sottile e dolorosa, se non macabra.

ARCHITETTURA ESPRESSIONISTA TEDESCA


“Si deponga matita e regolo, si prenda carta e plastilina, si cominci a modellare e ci si
accorgera’ che la luce gioca in codeste forme” questo scrisse Luckhandt allievo di aut.

In questa frese erano descritti il problema e il proposito che accomunarono gli architetti di
area espressionistica.Il problema era quello di superare un nodo di progettare che aveva
come riferimento la geometria rigida, disegnata di sfondi bidimensionali, il cui risultato era
quello di costruzioni che occupavano lo spazio senza appropriarsene,

Il proposito era quello di allargare gli ambiti creativi che l’architettura concedeva a se
stessa attingendo al barocco, si cerco’ di introdurre una concezione dell’architettura che
prendesse spinto dalla scultura.

Appare fondamentale il pensiero di Nietzsche e l’idea di una opposizione tra spirito


dionisiaco e apollineo.

La corrente espressionista in architettura e’ stata lungamente sottovalutata, ritenendola


un episodio stravagante chiusa nel generale itinerario del Modernismo.

Negli anni novanta alcuni critici l’hanno considerata come un punto di partenza per
l’Action Architecture di fine secolo e per il caos organizzato che la caratterizza.

secondo questa prospettiva la tendenza espressionista piu’ che scomparire sarebbe


entrata intorno o agli anni vento in un letargo dal quale quale si e’ poi risvegliata a piu’
riprese.

Un gruppo di architetti tedeschi senti’ la necessita’ di allontanarsi dall’estetica fredda e


rigida di Adolf Loss, aderendo ad una forma d’arte piu’ mossa, meno guidata da principio
dell’utilita’ e della funzione.

Le qualita’ plastiche del cemento vendere utilizzate per creare forme nuove, infrangendo il
dominio dell’edificio-parallelepipedo.

Il linguaggio che ne derivo’ fu ribelle ai principi del classicismo e fu invece incline ad


accettare le eccezioni alla regola. Il risultato fu una sorta di non-.finito anticlassico, in cui
allo spettatore viene lasciato un ampio margine di interpretazione

CINEMA ESPRESSIONISTA
Le prime sale cinematografiche aprirono intorno al 1905 e la prima produzione industriale
di film nacque negli anni dieci.

Il primo film espressionista fu IL GABINETTO DEL DOTTOR CALIGARI ,prodotto nel


1919.Spesso il cinema assorbe le innovazioni con qualche ritardo rispetto all’arte visiva, Il
film diretto di Wiene e’ di carattere noir-fantastico e si avvalse della recitazione di attori
che provenivano dal teatro.

Venne fatto per cercare di coinvolgere il grande pubblico attraverso una trama
emozionante.

Il suo successo apri’ la strada a numerose altre realizzazioni fra le quali Nosferatu di
Murnau(1922) e il Tesoro di Pabst.

Le influenze della pittura espressionista sono chiarite nella rappresentazione


dell’ambiente, nelle luci, nelle deformazioni scenografiche, nei contrasti tra luci e ombre.

Apoteosi in Metropolis di Lang(1926) ricco di quei contenuti tipici dell’Espressionismo


tedesco: una fantastica citta’ del futuro dominata dai ricchi, che asserviscono gli operai
anche usando un automa che ubbidisce ai loro comandi.

La protagonista riesce a mutare questo stato di cose non con la lotta ma con la preghiera
e l’amore.

Il lieto fine concilia i poveri e i ricchi divenendo quasi un appello alla collaborazione tra
masse lavoratrici e capitale.

Questi film rappresentano l’inizio di due generi destinati a grandi evoluzioni: film horror e
fantascienza.

TORRE EINSTEIN -ARCHITETTURA TELLURICA


Il protagonista piu’ significativo dell’architettura espressionista fu Mendelsohn-1887-1953

Ne possiamo dividere l’attivita’ in tre periodi: tedesco, anglo-palestinese, americano.

Dopo aver studiato al politecnico di berlino, partecipo’ alla prima guerra mondiale. Torno’
a casa con 1.500 schizzi eseguiti in trincea. affermava dicendo che dopo un’ora di sonno
veniva alto da un eccesso di febbre disegnata che produceva quella massa di schizzi.

Stava nascendo cosi’ la sua realizzazione piu’ famosa: l’EINSTEINTUM A


POSTDAM(1921) un osservatorio astronomico a forma di torre, in cui l’an solo retto e’
bandito e prevale la linea curva dalla cupola alle finestre, all’incrocio delle pareti esterne.

La progressione di crescia sembra piu’ di carattere vegetale che geometrico. Il contrasto


tra pieno e vuoti e’ marcato almeno quanto lo e’ la dissonanza dei colori in un quadro di
Kirchner.Durante il periodo tedesco realizzo’ anche LA FABBRICA DEI CAPPELLI a
Luckerwalde (1923) , I GRANDI MAGAZZINI di Norimberga ()1926) di Stoccarda (1927) e
di Chemnitz(1928) , il CINEMA UNIVERSUM(1928) e il COLUMBUSHAUS(1931).

Al secondo periodo appartiene il PADIGLIONE DE LA WARR a Brxill on sea e la CASA DI


CHURCH STREET a Londra e in Palestina L’OSPEDALE DI HAIFA(1932).

al terzo periodo appartengono diverse ville in California, edifici religiosi a Cleveland e a


Saint Luis e il grande OSPEDALE MAIMONIDES a San Francisco.

Mentre bella Fabbrica dei cappelli e nell’einsteinium L’Espressionismo lo aveva condotto


a vere inno azioni costruttive , nel periodo americano l’uso del cemento rientrava nei
canoni prevalenti dell’International Style.

Gli edifici erano concepito come unita’ indivisibili, progettati non a partire dalla ripetizione
del frammento ma dallo sviluppo di una forma globale, in cui pianta e alzato, esterno
visibile e interno abitabile rispondano a uno stesso principio unitario.

IL TEMA DEL NUDO


Il corpo nudo e’ stato lungamente soggetti dell’arte classica.

All’inizio del 900 entra invece nelle vignette satiriche in relazione al fenomeno molto
diffuso della prostituzione.

La nudita’, soprattutto femminile(ma con Schiele anche maschile) viene interpretata una
realta’ quotidiana,

Ne’ e’ sintomo piu’ che causa, il fatto di negli stessi anni Freud iniziasse a parke delle
pulsioni fisiche come di forze determinanti per la psiche.

Mentre nasce la psicologia come scienza, che associa i due poli separati di corpo e
spirito, nell’arte le nudita’ iniziano a scoperchiare i tabu’.

ASTRATTISMO

DER BLAUE REIITER IL CAVALIERE AZZURRO


Neue Vereinigung (1909 – dic 1911) Der Blaue Reiter (dic 1911 - 1914)
Nel 1909 nasce a Monaco di Baviera la Nuova Associazione degli artisti di Monaco per
mano di Vasilij Kandiskij, Franz Marc e altri. Legata da Marc al Die Brücke, definendo
entrambi i gruppi come i fauves tedeschi, la Neue Vereinigung faceva parte a pieno titolo
dell'Espressionismo tedesco. Inoltre, Marc sosteneva che gli unici seri rappresentanti delle
nuove idee, a Monaco, erano Kandiskij e Alexei von Javlenskij.
In Kochel: il cimitero e il presbiterio di Kandiskij e in Ritratto di Alexander Sacharoff di
Javlenskij l'influenza dei Fauves è evidente nelle larghe campiture di colore violento e
denso. Il gruppo si divise nel dicembre 1911.
Kandiskij, Marc ed altri dettero vita a una nuova formazione che allestì una mostra e si
presentò come redazione di Der Blaue Reiter (il cavaliere azzurro), titolo nato per caso di
un annuario che Kandiskij e Marc stavano preparando e che, per le idee che diffondeva,
poteva anche indicare quel gruppo d'artisti. Nel 1912 venne organizzata una seconda
mostra (partecipò anche Paul Klee) e apparve l'unico numero di Der Blaue Reiter. Nel
1914 venne organizzata l'ultima mostra; nel 1916 Franz Marc morì sul fronte francese.
Come Die Brücke, Der Blaue Reiter era contro la società materialista. Era anche contro
l'Impressionismo: Marc diceva che bisognava distruggere la natura per cercare le leggi
che essa nasconde, arrivare a dipingere la forma originaria ed essenziale delle cose. Da
tale osservazione scaturisce la passione di Marc per gli animali e la loro istintività.
In Cavalli Azzurri (1911, olio su tela) Marc scruta la natura con gli occhi degli animali. I tre
cavalli, colti in un momento di vita quotidiana, sono disegnati da una linea scura e da
curve morbide e ampie. Marc riserva l'azzurro ai cavalli; rosso, verde e giallo alla natura.
In Cervo nel giardino di un monastero (1912, olio) Marc dimostra di essere a conoscenza
della lezione futurista (diagonali, piani geometrici definiti, linee spezzate, forme aguzze). Il
mondo appare misterioso e primordiale. Da notare la luna in alto a sinistra.

Der Blaue Reiter era indirizzato verso la ricerca della dimensione spirituale della realtà più
di Die Brücke: per questo era contrario alla deformazione delle immagini, alla violenta
esteriorizzazione delle passioni e prediligeva maggiore dolcezza compositiva e coloristica.
Ciò condusse a definire l'arte di Kandiskij Klee e Marc anche come Espressionismo
Lirico. Per Kandiskij, l'arte ha la capacità di stimolare la crescita spirituale
dell'osservatore, perciò Der Blaue Reiter presentava un gran numero di stampe di ogni
tipo.

Kandiskij sosteneva anche che ogni artista dovesse obbedire a una necessità interiore,
quindi la scelta dei mezzi espressivi doveva essere ampia e libera: così Realismo e
Astrattismo convivevano pacificamente nel gruppo.

espressionismo lirico

Cosi’ come gia’ Der Bruche, anche gli artisti che si raccoglievano sotto il denominatore
comune DER BLAUE REITER erano contro la societa’ contemporanea da loro sostenuta
materialista e poco spirituale e di conseguenza anche contro l’Impressionismo.

A tal proposito Marc dira’ che bisogna distruggere e non riprodurre la natura per cercare
le leggi che essa nasconde e non accontentarsi delle apparenze.

DER BLEU REITER era indirizzato piu’ di quanto non lo fosse DIE BRUCHE verso la
ricerca della dimensione spirituale della realta’. Si dimostrava pertanto contrario alla
deformazione delle immagini, alla loro contorsione e alla violenta esteriorizzazione del
disagio e delle passioni dell’anima.

Fu questa ricerca della dimensione spirituale che condusse a definire l’arte di


KANDINSKY, MARC E DI KLEE anche come ESPRESSIONISMO LIRICO.

DER BLAUE REITER presentava un gran numero di immagini che spaziavano dalle
stampe popolari russe alle incisioni medioevali tedesche, dai dipinti popolari bavaresi su
vetro ai dipinti cinesi e giapponesi, dai disegni infantili a Picasso, dai mosaici veneziani
alla scultura gotica , da El Greco a Matisse, dia Gauguin a Kansnsky, da Van Gogh a
Delaunay..

Edvard Munch (Löten, 1863 – Oslo, 1944)


Norvegese dalla personalità complessa e contraddittoria, tra i più importanti espressionisti
europei. In lui si ritrovano tutti i temi importanti del periodo: incertezza del futuro,
disumanizzazione della società borghese, solitudine, incombere della morte, angoscia
esistenziale e crisi dei valori. La sua è un'esistenza segnata da depressione e morte, che
influenza tantissimo la sua vita
La prima formazione di Munch è improntata al naturalismo. I vari soggiorni all'estero
furono fondamentali per la sua formazione. L'esperienza impressionista, presto superata,
gli consente di illuminare la propria tavolozza. Nel 1892, la sua esposizione a Berlino viene
definita un “insulto all'arte”. Con gli anni, anche la sua arte viene accettata dalla critica.
Nel 1937, conosce le prime persecuzioni naziste, che lo costringeranno a rifugiarsi negli
USA. Alla morte, lascia i suoi beni e le sue opere al municipio di Oslo, che gli dedicherà, al
centenario della nascita, il Munch Museet.
Come già accennato, ha una visione della vita permeata dal senso incombente e
angoscioso della morte; l'amore è principalmente animalità primitiva, voglia di annullarsi
l'uno nell'altra (vista sempre come espressione di morte).
Munch parte dall'abbandono di ogni tradizionalismo (disegno, chiaroscuro).

IL GRIDO-.1893-Oslo-nationamuseum
Il dipinto fa parte di una grandiosa narrazione ciclica intitolata IL FREGIO DELLA VITA e
composta da numerose tele a loro volta suddivise in quattro grandi temi: la nascita
dell’amore, la fioritura e la dissoluzione dell’amore, la paura di vivere, la morte.

Il grido appartiene al soggetto LA PAURA DI VIVERE.

L’artista non realizzò questo quadro il giorno stesso, ma ci volle del tempo; fino a che, nel
1893, riuscì a realizzare in modo definitivo la scena che aveva in mente; negli anni
successivi, realizzò altre versioni di questa scena:

• La prima versione del l urlo quadro è solo una bozza della versione definitiva,
realizzata con un pastello su cartone

• La seconda, è quella più popolare e definitiva, conservata ad Oslo

• La terza, del 1895, è più piccola della più celebre versione di Oslo, ed è un pastello
su tavola

• La quarta versione, poco più grande della precedente, realizzata


nel 1910, è una tempera su pannello.

Il sentimento dell’angoscia viene trasferito allo spettatore non soltanto


dal tema e dai colori, ma anche da alcune peculiarita’ della
composizione.

la figura del protagonista parte dal centro del quadro in basso ma poi
devia leggermente senza arrivare ad occupare la destra della
composizione.

Il bordo superiore della testa occupa quasi il centro della linea mediana
della tela, ma il nucleo dell’attenzione, l’ovale della bocca risulta
spostato verso il basso.

Rispetto alla struttura consueta delle opere che contrappongono una


figura umana a uno sfondo, la figura non occupa un posto di rilievo. L’artista ci impedisce
di identificare la sua composizione con un qualsiasi schema gia’ praticato dalla storia dell’
arte.

Il quadro e’ diviso dalla diagonale della staccionata, manca un piano orizzontale evidente,
una base scura su cui appoggia la figura.

Il quadro potrebbe rimandare alla perdita precoce della madre, si e’ ipotizzato che il cielo
rosso rimandi al sangue della madre morente.

L’andamento labirintico delle curve al di sopra della testa sembra jn prolungamento delle
ellissi concentriche della bocca, del viso mummificato delle mani intorno alle orecchie.

I fiordi e il cielo sembrano il prolungamento del sentire del protagonista, un labirinto fatto
di linee ondulate.

Il quadro indica una compenetrazione tra le sensazioni individuali e la natura che ricorda
la sinestesia(unione di sensazioni provenienti da organi diversi) cara al poeta Boudelaire e
a tutta la filosofia e la letteratura del romanticismo. Mentre pero’ molti romantici del primo
ottocento, vedevano in questa compenetrazione un segno di armonia tra uomo e mondo,
in questo caso l’armonia si spezza, la natura non regola piu’ all’uomo alcuna serenita’.

L’individuo rimasto solo, trasferisce nella natura il proprio senso di perdita e la trasfigura
in un lago di sangue(rosso) e nel lutto(blu-nero).

La vita(strada) e’ una pista scoscesa , paralizzati dall’inquietudine che avvolge tutte le


cose.

Le sue opere possono essere collegate le une alle altre da una medesima visione
pessimistica della vita, come si vede gia’ dai titoli dei dipinti Disperazione (1892) e
Angoscia(1894). Vi si vede lo stesso rapporto figura sfondo .

Simili impostazioni verranno poi fatte proprie da prospettive vertiginose di scene


cinematografiche nell’operato di registi come Dreyer e Bergman.
La forma perde qualsiasi residuo di verosimiglianza diventando preda delle angoscia
dell’artista.

In primo piano il volto di un essere umano talmente sfigurato da rendere impossibile


distinguere se si tratta di un uomo o di una donna.
Le orbite oculari sono due cerchi privi di colore e profondità, il naso è scomparso
lasciando solo due punti neri a suggerire le narici, la bocca è spalancata in un urlo
lancinante. La testa è clava e la sua struttura è più vicina a quella di un teschio che a
quella di un essere umano vivo. È visibile anche parte del corpo. Il busto è reso attraverso
linee ondulate, è ricoperto da una tunica scura, che mette in risalto l’eccessiva
magrezza, la mancanza di proporzione. Questa figura sembra a malapena mantenersi in
posizione eretta, quasi non avesse spina dorsale.

Le braccia sono piegate, le mani appoggiate al volto in un gesto che allo stesso tempo
sembra suggerire la volontà di sostenere la testa e di chiudere le orecchie, come se la
stessa persona non fosse in grado di sostenere il grido che lei stessa sta emettendo.

Alle sue spalle, verso sinistra, un ponte lunghissimo, descritto con sicure pennellate di
colore bruno. In lontananza due sagome scure, due persone di cui si distinguono gli abiti
borghesi. Sulla destra un paesaggio naturale, un lembo di terra, il mare e alcune piccole
imbarcazioni che campeggiano all’interno di una chiazza gialla, evidente riflesso della luce
del sole. Sullo sfondo, una porzione vasta della superficie pittorica è occupata dal cielo.
Un cielo al tramonto, reso con larghe pennellate ondulate, giallo intenso e rosso
sangue.  

Tutto è sconvolto, i colori sono esagerati, esasperati, il contrasto cromatico è talmente


forte da colpire lo spettatore con la stessa intensità di un pugno nello stomaco. Linee
ondulate pervadono terra, cielo e mare, sembrano preludere a uno stato di cataclisma.
Nemmeno questo però turba le sagome scure che incedono sul fondo.

Tutti gli elementi sono allo stesso tempo reali e irreali. Reali perché partono da dati
plausibili della realtà: l’essere umano, il ponte, le figure che camminano, la natura
selvaggia e impervia dei fiordi norvegesi, le striature rossastre del tramonto. Irreali perché
amplificati, esagerati, sconvolti, portati all’eccesso. È l’interiorità che parla, che detta le
regole della visione. La realtà è filtrata da uno stato emotivo. È puro espressionismo
pittorico.

La differenza di trattamento fra una parte e l’altra del quadro dà un senso acuto di
disagio. Gli impasti cromatici crudi e violenti si svolgono secondo contrapposizioni
equivalenti: a sinistra, zona dai segni rettilinei dominano i gialli con i rossi, a destra , zona
del segno curvo, gli azzurri e i neri con i rossi. Il realismo di fondo del disegno è smentito
dall’uso dei colori, ossessivo ed irreale. Fra tonalità chiare e scure non c’e armonia, ma
violenta contrapposizione. Le fasce ondulate di colori caldi del cielo caricano “tensione”
come una cappa di fuoco di andamento orizzontale. I toni caldi come il rosso, l'arancio ed
il giallo sono qui contrapposti a quelli freddi come il verde e il blu. Vi è una associazione di
colori complementari (rosso-verde, azzurro-arancio) che mette in risalto i toni cromatici
ottenendo un forte effetto espressivo. Quest'uso del colore fu ripreso dagli espressionisti
che mirarono a creare, attraverso la violenza cromatica, composizioni di forte valenza
espressiva (i Fauves). I colori caldi conferiscono un maggior peso alla composizione nella
parte alta equilibrando il peso degli elementi compositivi concentrati in basso (aspetto
compositivo del colore).

MATISSE- 1869-1954-
Nato in Francia compi’ i suoi primi studi nella cittadina natale e successivamente a
Parigi . Convinto che la pittura fosse la sua vera vocazione , studio’ presso accademie
private . Matisse trascorse diversi anni nel su della Francia e subi’ la tragedia della due
guerre mondiali.
Nel 1905 partecipa al Salon d’Automne. Le sue opere, dalle tinte piatte e stridenti, aprono
la stagione Fauve, tra lo sgomento di pubblico e critica.

Nel 1906 Matisse viaggia in Algeria. Nello stesso anno inizia a interessarsi alla scultura
africana, in cui ritrova la conferma per un’originale ricerca sulla grammatica della linea.
Nel 1910 visita l’Esposizione d’arte maomettiana a Monaco di Baviera, oltre 3500 oggetti
appartenenti a tutti i principali periodi, aree geografiche e generi delle arti islamiche
tradizionali. Nel 1911 è a Mosca per l’allestimento dei pannelli della Danza e della Musica
in casa Sčukin, viaggio che diventa occasione anche per scoprire da vicino le icone
russe. Nello stesso anno parte per il Marocco. I ripetuti soggiorni a Tangeri accendono i
colori delle sue opere, come nel “trittico marocchino” entrato poi nella collezione
Morozov.

Nel 1920 progetta scene e costumi per Le Chant du rossignol dei Balletti Russi. Nel 1921
inizia la serie delle Odalische, in cui l’interesse per la figura si mescola ad atmosfere
orientaleggianti ricreate tra le pareti del suo studio di Nizza. Tra il 1930 e il 1931 grandi
retrospettive consacrano la fama internazionale di Matisse (Berlino, New York, Parigi,
Basilea). Negli stessi anni compie lunghi viaggi tra Polinesia e America. A Filadelfia inizia a
progettare la decorazione per la sala centrale di Albert Barnes, ispirandosi nuovamente al
tema della Danza. Negli anni quaranta intensifica la realizzazione dei suoi ‘papiers
découpées’, composizioni di carte ritagliate e colorate che animano grandi superfici. La
tecnica, già sperimentata sia per l’ideazione di importanti progetti decorativi che per il
teatro, diventa protagonista di opere del tutto autonome, come per Jazz, pubblicato nel
1947, in cui l’idea dell’improvvisazione ritmica si traduce in squillanti note di colori e
forme. Nello stesso anno Matisse inizia la progettazione per la Cappella del Rosario di
Vence. Un lavoro complesso in cui, oltre alla decorazione totale dell’ambiente, disegna
l’impianto architettonico. Il progetto, una sorta di testamento della sua intera ricerca
artistica, impegnerà Matisse ininterrottamente fino a pochi anni prima della morte,
avvenuta il 3 novembre del 1954 a Nizza.

Influenzato inizialmente dall’Impressionismo quindi da Cezanne e dalla sua volumetria


ricomposta per larghe campiture di colore. Matisse fu’ attratto successivamente anche
dall’esperienza divisionista.

La sua indole lo orientava pero’ verso il piacere del colore nella convinzione che era gia’
stata di Renoir che la pittura fosse GIOIA DI VIVERE.

Fu proprio una reazione al neoimpressionismo che spinse l’artista a cercare un nuovo


modo di dipingere e di guardare alla realta’.

DONNA CON CAPPELLO- 1905-OLIO SU TELA MUSEO DI ARTE MODERNA-SAN


FRANCISCO,.

Ritratto fu presentato al Salon d’Automne del 1905 e scandalizzò il pubblico e


la critica, al punto da essere immortalato nella pagina che “L’Illustration
francaise” del 4 novembre dedicò all’evento, accompagnato dalle didascalie
dei recensori.

L’insieme dei colori parve ad un critico che visito’ il salone definendola una
pentola di colori rovesciata in faccia al pubblico.

La donna Amelie la moglie di Matisse. Di tre quarti, volge lo sguardo verso


l’osservatore mostrandosi nel suo ricco e sovrabbondante abbigliamento. Un
lungo guanto le avvolge la mano e il braccio destri e un ventaglio aperto in
primo piano le copre la parte superiore del busto.

La violenza delle tinte e’ il modo impiegato dall’artista per affermare se stesso e la propria
personalita’.

I colori sono utilizzati sia puri sia in unione con altri colori. In particolare i gialli vengono
accostati al violetto, al rosso al verde, il blu all’arancio.

Contrariamente a Van Gogh e a Gauguin per i quali i colori decisi ai quali facevano
riferimento costituivano un’enfatizzazione di quelli presenti nel soggetto rappresentato,
Matisse non cerca la somiglianza cromatica oggettiva, Nonostante cio’ ogni tinta ha una
precisa funzione nel modellare le. masse e nel creare ombre .

I colori non sono quelli reali che ci appaino ma sono l’interpretazione interiore dell’artista
che li rappresenta cosi come sembra a lui. Quasi tutte le figure sono definite da colori puri
giustapposti. Sono stesi in maniere istintiva e immediati. Per queste motivo in alcuni punti
la stessa tela bianca rappresenta decorazione. Questa cosa non è casuale. Spesso
metteva in posa la moglie. Nello stesso filone si trova La Gitana. Presenta capitare di
colore con tratti abbastanza violenti che si rifanno a Van Gogh. Nella parte superiore
colori freddi in quella inferiore colori caldi. I colori hanno il ruolo di creare rapporti,
illuminare. Col tempo diventerà colore forma. La stanza Rossa è un’altra dipinto
significativo. Sono presenti colori uniformi e piatte. I colori usati sono quelli primari. I temi
sono paesaggi e ritratti. Diversi sono i temi che erano tipici degli impressionisti. Ricerca
della armonia nella danza e nella musica. Con queste opere cerca una sintesi di ciò.Figure
fuori dal tempo, fuori da una cultura evocativa e simbolica. Linea curva, colori tra di loro
stridenti. Rappresentano sempre soggetti positivi ed energici.

LA STANZA ROSSA-1908-Ermitage-San Pietroburgo (tavola imbandita)


In primo tempo nella grande tela, (180×220 cm) predomina il verde ed essa viene
intitolata Armonia in verde. Nella primavera del 1908 Matisse la ridipinge con il blu e
nell’ottobre la espone al Salon d’Automne come Armonia in blu.

Vedendola appesa alle pareti del Salon il pittore non è ancora del tutto soddisfatto: nella
primavera del 1909, prima di consegnarla al collezionista russo Sergej Sukin, cambia
nuovamente idea e, «per soddisfare un miglior bilanciamento dei colori», la ripassa con un
rosso acceso e vivace, dandole il titolo definitivo di La stanza rossa.

È uno dei primi quadri in cui, oltre all’acceso cromatismo, tipico del periodo fauve,
compaiono in primo piano quegli elementi decorativi che annullano quasi completamente
la profondità dello spazio e che, negli anni successivi, diventeranno la sua caratteristica
principale.

La stanza rossa raffigura un interno domestico dove una donna è


intenta a disporre una fruttiera su un tavolo, su cui si trovano anche
altri frutti, due bottiglie e alcuni pezzi di pane.

Un rosso intenso domina la scena, colorando sia la tavola sia le


pareti della stanza con una campitura piatta e uniforme. Eleganti
motivi ornamentali blu e neri raffigurano vasi di fiori e rami di piante,
simili ad arabeschi orientaleggianti.

Il colore è dunque l’elemento predominante nell’opera: esso viene


utilizzato dall’artista non per realizzare una rappresentazione realistica
ma per esprimere le emozioni suscitate dagli oggetti quotidiani e dal mondo che ci
circonda. In questo caso, l’intensa vivacità cromatica suggerisce un’atmosfera domestica
serena, ulteriormente evidenziata dal cielo azzurro e dal verde acceso del paesaggio che
si intravvede dalla finestra.

I primari, giallo, rosso e blu costituiscono le tinte dominanti. La costruzione prospettica e’


approssimativa . Questa e’ suggerita da un lato dalla linea sottile del bordo del tavolo e
della piega della tovaglia, nonche’ dalla sedia e dallo spessore del muro, dall’altro e’
annullata dalla scelta del colore rosso con l’identico motivo floreale in blu e azzurro ad
anse, sia per la travaglia che ricopre il tavolo sia per il rivestimento murario retrostante.

ERNST LUDWIG KIRCHNER-1880-1938


Ispiratore e primo animatore della Bruche ha una formazione che attinge dall’incisione
del cinquecento tedesco all’arte primitiva e al gusto per le stampe giapponesi. Forti in lui
sono anche le suggestioni che ricava dall’espressionismo coloristico di Gauguin e di Van
Gogh.

CINQUE DONNE PER STRADA-1913-COLONIA- LUDWIG MUSEUM


E’ un olio su tela di grandi dimensioni e di forte impatto emotivo.
La struttura e’ simmetrica e ricorda il rincorrersi degli archi ogivali nell’architettura gotica
tedesca. Cinque figure femminili sono disposte a zig-zag , inscritte in una sorta di rombo la
cui punta sta al centro in basso della tela, le due figure laterali guardano verso l’esterno e
si intravede a sinistra in basso la ruota di un automobile . In alto a destra l’accenno di un
palazzo squadrato.
Il tratto e’ nervoso e sintetico come se si trattasse di uno schizzo. Le donne si stagliano su un
fondo verde acido chiaro, il normale rapporto tra figura e sfondo viene
invertito, ed e’ lo fondo a presentarsi per primo. Gli abiti tendono ad un
colore verde scurito dal nero, usato non come linea di contorno ma come
colore pieno.
I visi pallidi e segnati da pesanti rossetti sono l’unica trasgressione.
Le linee di forza dell’immagine sono oblique, incrociate tra loro ma
sempre vicine alla verticale.
Le figure sono vestite da un turbine di pennellate disposte come
piume di uccelli,. Le figure sono allineate e ferme come gli alberi di
un bosco , rigide come il legno.
Il cappello e le scarpe hanno un aspetto appuntito e si
accompagnano all’aggressivita’ senza sorriso degli sguardi, i visi
sono taglienti e spigolosi, ritratti di profilo,
Gli abiti seguono la moda in voga a Berlino, la bizzarria dei cappelli dimostra la vanita’
delle figure, probabilmente prostitute, ma anche il cosmopolitismo di una capitale aperta a
ogni stranezza.
La vita urbana e’ descritta attraverso una sineddoche, una parte solo cinque signore, basta
a descrivere il tutto.
La spigolosità che caratterizzale donne, i profili diritti e taglienti, i volti cadaverici e
inespressivi, le rendono capaci solo di attrazioni maligne.Le donne vestono con eleganza
artificiale, ma sembrano maschere:il dipinto è un atto d’accusa contro la società
borghese.

In questo quadro si ritrovano un po’ tutti gli elementi stilistici tipici dell’espressionismo
tedesco: la semplificazione delle forme, l’uso espressivo del colore, le atmosfere cupe e
poco allegre, la volontà di una generalizzata denuncia contro una società borghese non
amata né stimata, ma soprattutto la volontaria rinuncia alla bellezza come valore
tranquillante e consolatorio dell’arte. Valore, quello della bellezza, apprezzato soprattutto
dai borghesi, che nell’arte vedevano un momento di evasione fantastica, ma che non
poteva essere condiviso dagli espressionisti che proprio contro i borghesi rivolgevano la
loro arte.CUBISMO

CUBISMO
La natura è una cosa la pittura un'altra così scriveva Picasso, questa affermazione stato
tutto il dei cubismo una delle prime e più significative avanguardie storiche quali Picasso
insieme a Braque uno dei padri fondatori.

I pittori cubisti non cercano di compiacere l'occhio di chi ne osserva le opere imitando la
realtà , ne’ come facevano gli impressioni tentando di interpretare le suggestioni, ma si
forzano di costruire una realta’ nuova e diversa non necessariamente simile a quella che
tutti conoscono .

La realtà cubista cerca di tenere conto del fattore tempo, una variabile che sarà difficile
rappresentare con ii mezzi delle arti figurative. Il pittore cubista si figura di ruotare fra le
mani l'oggetto da rappresentare o se si tratta di una persona di girarle intorno in questo
modo non coglie solo un aspetto ma ne percepisce diversi in successione.

Il nome stesso del movimento deriva dall’uso cubista di scomporre la realtà in piani e
volumi elementari . Cubismo come l'Impressionismo una volta assunto il nome che gli è
stato attribuito per scherno ne fece la bandiera della più grande rivoluzione artistica del
secolo. I Cubisti accettarono il proprio modo così totale da continuare a identificarsi in
esso anche quale movimento si sciolse. La storia cubismo si intreccia in modo
indissolubile con quello dei suoi due principali artefici Picasso e da acque.

La data di inizio del cubismo si fa risalire al 1907 quando Picasso dipinse “Les
damoiselles d’Avignon”.

In quello stesso anno si tenne a Parigi una grande mostra retrospettiva dedicata a
Cezanne la cui pittura eserciterà un influsso fondamentale sul cubismo.

INFLUSSO DI CEZANNE SUL CUBISMO


Lo spazio pittorico di Cezanne sempre scandito e generalizzato costituisce
l'indispensabile premessa alla grande rivoluzione cubista. Il pittore individua i soggetti
attraverso piccole pennellate di colore giustapposte che riducono la percezione della
realta’ a un fitto conglomerato di coloratissimi volumi elementari solidamente
interconnessi

CUBISMO ANALITICO
Il periodo di massimo splendore del movimento quando il sodalizio tra i due pittori
diventa intenso qualche tempo dopo il 1909 . E’ il momento del cosiddetto cubismo
analitico consistente nello scomporre i semplici oggetti dell'esperienza quotidiana
secondi i principali piani che ricompongono. Tali piani incastrati ,ruotati, sovrapposti
vengono poi distesi e ricomposti sulla terra il modo analogo a come si e’ osservato il
cubo.

CUBISMO SINTETICO
Tra il 1912 e il 1913 gli artisti indirizzano la loro ricerca verso una ricomposizione degli
oggetti frammentati in oggetti nuovi e spesso fantastici che pur mantenendo qualche
analogia con quelle originali vivono una loro realtà autonoma caratterizzate dall’uso di
colori brillanti e non verosimili.

Si è alla fase del cubismo sintetico nelle quali si attua quella innovativa equivalenza tra
pittura e natura di cui Picasso e bracca rivendicavano la rivalità rivoluzionaria.

CASE ALL’ESTAQUE-1908-OLIO SU TELA-BERNA-KUNSTMUSEUM-GERGES


BRAQUES
Questo È stato uno dei primi dipinti di riflessione cubista. L'opera rappresenta un gruppo
di case fra gli alberi. Rispetto al paesaggio fatto due anni prima tutte cambiato anche se il
soggetto si respira alla P2 di Cesano.

Le case non sono rappresentate per come apparivano i suoi occhi ma come apparivano
alla sua memoria con volumi squadrati tutti. La mancata della
prospettiva unificatrice dello spazio in assenza di ombre coerenti
costringono i giochi di chi guarda a muoversi la ricerca di un
unico punto di vista dal quale osservare la scena. Ma tale. Non
esiste in quanto ogni casa e vista secondo la propria
prospettiva,, alcune dall'alto al basso. La mancata di un botto di
riferimento certo annulla il senso delle proporzioni e della
profondità cosicché tutte le case appaiono affollarsi in primo
piano.

I volumi messi in risalto dalla diversa luminosità si accavallano


uno sull'altro senza lasciare spazi vuoti. Gli alberi anche se
semplificati fino quasi all'astrazione non contribuiscono a
determinare la percezione approfondita ma aumentano la
situazione complessiva di massa unitaria. Questa sensazione di
insieme accentuata dall’utilizzo di colori come il verde grigiastro
delle piante e lotta bruciata delle case.

Realizzata all’Estaque. I cubisti non vogliono produrre un’arte slegata dalla realtà. È come se ci
fossero tanti punti di vista. Tutta l’arte del novecento porta non a una sola interpretazione ma a
tante interpretazioni diverse. Aderenza anche ai principi espressi da Pirandello. Tutto il dipinto è
orchestrato su due colori. Trama cromatica estremamente essenziale. Linguaggio razionale che ci
vuole spingere ad una interpretazione non irrazionale ma razionale. È del 1907-1908 quindi
ricadrebbe ancora nella fase iniziale del cubismo ovvero il proto-cubismo. È perciò ancora
possibile riconoscere i volumi delle case. È pero possibile osservare il passaggio tra le due fasi del
cubismo. Estrema esemplificazione delle forme e volontà di rendere il movimento disegnando
simultaneamente parti dell’oggetto che da solo l’occhio non può cogliere.

NATURA MORTA CON SEDIA IMPAGLIATA- 1912-OLIO SU TELA-PARIGI MUSEO


NATIONALE PICASSO.
La difficoltà interpretazione di dipinti cubisti e’ un problema
che sia Braque e sia Picasso si sono sempre posti , entrambi
attenti a che la loro pittura non sconfinasse mai
nell’astrazione.
È per questo motivo che nel periodo del cubismo sintetico i
due artisti incominciarono a introdurre nelle loro le opere
anche lettere dell'alfabeto e numeri, in questo modo ogni
ipotesi di fuga verso la astrazione era bloccata da questi
elementi subito riconducibili alla concretezza.

Picasso adotta quindi la tecnica del collage cioè dell'incollaggio sulla tela di materiali
eterogenei che saranno in grado di richiamare direttamente alla mente gli oggetti reali.

Il piu’ Importante e il primo dei collage di Picasso e’ “ la natura morta con sedia
impagliata”. L'opera rappresenta una natura morta ambientata all'interno di un caffè
parigino, sulla destra c'è una fetta di limone e un’ostrica, al centro un bicchiere, a sinistra
un giornale e una pipa.

Gli inserti pittorici sono realizzati con colori a olio della gamma dei bruni perfettamente
intonati al ritaglio di tela cerata che rappresenta con realismo fotografico l’impagliatura
della sedia.

Anche se puo’ apparire come un gioco l'operazione compiuta da Picasso è colta e


raffinata . La finta paglia riprodotta sulla tela cerata sta a rappresentare una sedia vera,
dunque il soggetto(la paglia) e’ falso, ma il materiale(la tela cerata) è vero. Entrambi sono
però falsi quando vogliono rappresentare una sedia. La sostanziale monocromia
dell’insieme, la forma ellittica e la semplice corda usata al posto della cornice
rappresentano altri richiami intenzionali al problema della forma che si fa materia e della
materia che prende forme nuove ed estranee alla sua natura.

Nella sua produzione iniziano a inserirsi nuovi materiali. Si tratta di un collage. Vera e propria
rivoluzione. Continua ricerca di non sprofondare nella astrazione. Se non fosse per il titolo si
farebbe fatica a comprendere il soggetto. Insieme alla pittura ad olio si ha una corda che da la
forma a cerchio molto particolare. Plastica stampata che da la forma di una sedia impagliata.
Riflessione colta e raffinata. La finta paglia rappresenta una sedia vera. Il soggetto è falso ma il
materiale è vero. Questi giochi tra realtà e finzione saranno alla base di altre importanti
avanguardie.

RITRATTO DI VOLLARD-1910-MUSEO DI MOSCA-PICASSO


Quadro tra i significativi del periodo cubista analitico pur ricalcando
un analogo ritratto di Cezanne fatto circa un decennio prima. Amico di
Picasso si prestava spesso a posare per ritratto cubisti. L’artista mira
piu’ al contenuto che all’apparenza rinunciando a qualsiasi
verosimiglianza fotografica. cio’ non significa rifiutare il concetto di
ritratto ma al contrario impone di scavare piu’ a fondo nella psicologia
del modello mettendone sin luce solo le caratteristiche significative.

Sia il personaggio che lo sfondo sono posti sullo stesso piano . ecco
che dalla materia indistinta dello sfondo fuoriescono prendono a poco
a poco forma la fronte calva del collezionista. ma non solo questo
anche altri oggetto come la bottiglia, un libro sullo scaffale, il fazzoletto nel taschino, il
bottone del panciotto prendono forma.

Picasso dimostra ogni minima attenzione ad ogni particolare della realta’ e quando
l’opera sembra quasi dissolversi il pittore ne ribadisce con prepotenza la solidita’.

PAPIERS COLLES E COLLAGES


Braque inventa la tecnica dei PAPIER COLLES e Picasso quella dei COLLAGES.

Strumenti espressivi che verranno poi ripresi anche in ambito surrealista.

Nel primo caso vengono applicati sulla tela ritagli di giornale e di carte da parati di vario
colore, mentre nel secondo si utilizzano materiali come la stoffa, la paglia, in gesso o
legno.

In questo modo I due artisti tentano di scindere la forma dal colore, utilizzando ad
esempio pezzi di stoffa(un puro colore) per definire un oggetto di tutt'altra natura(pura
forma).

Con queste due tecniche si rende evidente che il colore pur agendo insieme alla forma
che lo contiene è distinto da essa che a sua volta esiste a prescindere dal primo.

Lo scoppio della prima guerra mondiale Mette fine alla grande stagione del cubismo.

IL COLLAGE E IL BRICOLAGE
La pratica del collage e piu’ in generale del bricolage e’ un aspetto fondamentale dell’agire
umano. Essa e’ stata a lungo dominio delle donne e dell’artigianato, in quanto legato
all’atto di rammendare gli abiti, decorare scatole, ecc.
alcuni fra i primi fotografi si resero conto nei primi dell’800 della possibilità di combinare
tra loro piu’ immagini fotografiche attraverso sia immagini incollate, sia esposizioni multiple
della stessa pellicola. Anche lo scrittore di fiabe Andersen lascio’ un gran numero di
immagini ottenute con q3usta tecnica.
Il collage e il bricolage hanno fatto irruzione nel linguaggio dell’arte grazie al papier colle’
cubista , dapprima e poi con gli esperimenti poetici e figurativi dei futuristi, i ready-made
dadaisti, il tema surrealista degli oggetti trovati, la pratica postbellica degli assemblage.
la differenza tra bricolage minore e quello artistica risiede nella finalizzazione a cui e’
indirizzata la scelta del materiale da recuperare.

PRIMITIVISMO
All’inizio del 900 si considerava arte Primitiva , tutta l’arte che precedeva quella greca, e
quindi anche l’arte egizia. Furono necessari lunghi studi perché si riuscisse a dare un
ordine ai reperti che provenivano dal continente e soprattutto dalla sua parte nera , che a
torto era considerata come un complesso unitario sia dal punto di vista etnico sia quello
religioso e culturale.
Nella cultura africana non c'era alcun posto l'arte come la concepisce l'occidente cioè
come espressione di un individuo, quegli oggetti nascevano per essere usati in reti magici
o medici. I prodotti dell'artigianato africano esercitavano un fascino estremo superiore a
quello che aveva già animato Gauguin E van Gogh per un esoterismo orientale. Ciò che
interessò particolarmente il gruppo cubista fu la capacità degli oggetti africani una
prospettiva ottica realista con una prospettiva simbolica. Malgrado l'incomprensione
l'influenza dell'Africa nella cultura artistica europea È stata talmente forte che alcuni critici
sostengono che non ci sarebbe stato il modernismo occidentale senza aver scoperto del
primitivismo africano
Fra i più importanti pittori che hanno seguito questa tendenza dell'arte moderna ricordiamo
l'italiano Modigliani e lo spagnolo Picasso.
PABLO PICASSO
Malaga 1881-Costa azzurra 1973
Già da giovane dimostra un grande talento tanto che a 14 anni espone un suo primo
dipinto a Barcellona. A Madrid frequenta il museo del Prado applicandosi in modo
particolare allo studio dei grandi pittori spagnoli del passato soprattutto Goya. Alla fine del
primo conflitto mondiale Picasso alterna a grandi dipinti monumentali vivaci riprese
cubiste. Nel 1925 partecipa la prima mostra surrealista a Parigi E negli anni 30 allarga la
sua esperienza surrealista anche alla scultura. Muore costa azzurra nel 1973.

ITINERARIO ARTISTICO DI PICASSO


Da qui seguono tre periodi artistici:

1. Periodo blu(1901–1904):colori freddi, mondo degli sfruttati e de marginati. Forte


influsso di Lautrec.

2. Periodo rosa(1904–1906):calda gradazione del rosa, circo e saltimbanchi.

3. 1907-1908 .Protocubismo .Dopo una lunga gestazione Picasso esegue il grande


dipinto “Le damigelle d’Avignon” che segna la nascita del cubismo.

4. 1908-1911. l’incontro con Braque si trasforma in sodalizio che imposta lo spegnersi


della tavolozza verso gli ocra, i grigi e i marroni. L’introduzione di forme ovali
dichiara la volonta’ di rompere con il tradizionale concetto del quadro-finestra,
basato sulla forma quadrangolare. Questa fase prende il nome di Cubismo
Analitico.

5. 1911-1917. Nasce il Cubismo sintetico. Braque e Picasso introducono


dall’autunno del 1912 la tecnica del collage che in opere piu’ tarde di Picasso e in
quelle di numerosi altri autori del XX secolo, si tradurra’ nella poetica dell’oggetto
trovato con diverse definizioni: ready-made, assemblage…..

6. 1917-1924. Il Classicismo. Al culmine del suo successo Picasso compie una


improvvisa inversione, abbandona il cubismo . Le figure appaiono tozze e
massicce.

7. 1925-1937 SI chiude il periodo classicheggiante e si apre l’eta’ dei mostri. La


fisionomia delle figure perde ogni legame con reale. Gli occhi , naso, bocca
assumono posizioni intercambiabili.

8. 1937-1973. L’ultima fase di Picasso e’ caratterizzata da una intensa attivita’


creativa rivolta a tecniche come la ceramica e la grafica.

Nel 1907 l'artista espone Les Demoiselles d'Avignon, opera capostipite del Cubismo, e
conosce Georges Braque. Durante la fase sintetica, la più felice per il Cubismo
picassiano, si precisano le differenze stilistiche dei due artisti, i cui quadri della fase
precedente erano spesso indistinguibili: Picasso è un fiume in piena, la sua fantasia e la
propensione al disegno lo fanno procedere per intuizioni; Braque ha una grande lucidità di
pensiero, ogni linea è studiata in rapporto alle altre. La prima guerra mondiale pone fine al
Cubismo.

Nel dopoguerra, Picasso si occupa anche di grafica e scenografia. Negli anni '30, si dà
anche alla scultura. Era democratico ed antifascista.

LES DAMOISELLES D’AVIGNON-OLIO SU TELA-1907-MUSEO DI ARTE MODERNA-


NEWYORK
Preceduto da numerosi schizzi preparatori nel 1906 Picasso inizia
a lavorare ad un dipinto di grandi dimensioni che vedrà la luce
solo verso la fine dell'anno successivo.
Partendo dalle volumetrie di Cezanne Picasso semplifica le
geometrie dei corpi e coinvolge in questa semplificazione anche
lo spazio.
Cinque ragazze nude in posa davanti a un pittore appaiono sfigurate da lineamenti
asimmetrici. E’ considerata l’opera piu’ innovativa di Picasso. L’autore aveva un rapporto
difficile con le donne. nel quadro che riprende un bordello di Barcellona visi e corpi
appaiono non a caso taglienti e segnati da molti angoli acuti. I nasi sono aguzzi, i seni
acuminati. Non ci sono ombreggiature e non ci sono trucchi prospettici. I piani sono
incastrati uno nell’alto. Il pittore denuncia un desiderio di ritorno alle origini dell’arte
occidentale e alla semplicita’ espressiva pregreca. I colori sono ridotti a due, essendo tutti
variazioni dell’ocra e dei blu. Nonostante il voluto aspetto non finito che contraddistingue
molte zone del dipinto, esso e’ il risultato di una messa a punto molto lenta. Il nodo
saliente dell’opera e’ l’incrocio della tradizione pittori antica del gruppo di nudi femminili,
con il tempo prosaico del bordello. Lo dimostra il fatto che nelle bozze precedenti c’erano
nel quadro anche due figure maschili, e nello studio ancora precedente un teschio. Il
quadro sarebbe diventato il simbolo della vanita’ della carne rispetto allo spirito ma anche
la minaccia del contatto.
Il piu’ vicino antenato del dipinto e’ “Il bagno turco” di Ignes, ma anche le “bagnanti “ di
Cezanne e Renoir e le donne che si lavano fatte da Degas e Lautrec,.
Picasso scelse probabilmente questo tema perche gli consentiva di affrontare il corpo
femminile in maniera completamente innovativa, ma fortemente legato all’arte
dell’antichita’. Un accenno di pittura antica potrebbe essere la natura morta con frutta . Nel
quadro vediamo le ragazze “en parade” quasi in una scena teatrale. I clienti, dopo che
sono state estromesse le due figure maschili siamo noi, mette gli spettatori dentro il
quadro. Il quadro fu pubblicato per la prima volta nel 1925 con un titolo !il bordello
filosofico”

Quest’opera è stata preceduta da tanti schizzi tanto che si pensa che non sia stata completata.
Presenta delle volumetria solide che abbiamo riconosciuto già nell’opera di Cezanne. In questa
strada di Barcellona erano presenti diversi bordelli che ricordano i suoi anni passati. In
quest’opera è presente una compenetrazione tra soggetto e sfondo dove lo sfondo diventa quasi
come aria. Questo scardina un principio fondamentale perché soggetto e sfondo hanno la stessa
importanza. Le figure non risultano più immerse nello spazio ma da esse compenetrate. Per il
volto e l’acconciatura i soggetti ricordano donne spagnole, quelle in centro, quelle a destra
ricordano maschere africane molto amate dai pittori e quella a sinistra ricorda l’arte egizia.
Percezione mentale e non quella dell’occhio. Parti che si vedono simultaneamente.

GUERNICA -1937-OLIO SU TELA- MUSEO -MADRID


Venne realizzata nel 1936-1937. Essendo stata
realizzata in questi anni siamo nel mezzo della guerra
civile spagnola scatenata da Francisco Franco. La
città di Guernica venne bombardata e non ne rimase
niente. Venne realizzata in un solo mese e mezzo
nonostante si tratti di un’opera di grandi dimensioni.
Per Picasso doveva costituire una accusa verso la
guerra e verso questa azione terroristica avvenuta in
un giorno di mercato contro dei civili senza alcuna
colpa. Dimostrazione delle sue tendenze anti fascina e dittatoriali. Manifesto ideologico e
politico. Suscitò due diverse reazioni. Da una parte stupore dall’altra totale disinteressi.

La composizione apparentemente caotica e organizzata in tre fasce verticali, le due


laterali sono più strette fra loro uguali e simmetriche rispetto quella centrale, quest'ultima
molto più larga è ammassato il maggior numero di personaggi, nella disposizione dei
quali prevalgono allineamenti fortemente geometrizzati attorno alla figura gigantesca di
un cavallo ferito che fugge impaurito.

L'ambientazione è interna come si deduce dal lampadario appeso in alto, ed esterna


suggerite dagli edifici in fiamme a destra. Questa doppia visione attraverso cubista ma
vuole rendere con violenza immediata la tragedia del bombardamento che all'improvviso
entra e demolisce palazzi.

In questo spazio caotico uomini, Donne e animali fuggono come impazziti. A sinistra
della composizione una madre lancia al cielo il suo grido straziante mentre stringe fra le
bracciali cadavere del figlioletto nel quale naso rovesciato indica la morte appena
sopraggiunta. Dal lato opposto le fa da eco l’urlo disperato di un altro personaggio
femminile fa edifici in fiamme a urla alzando le braccia al cielo. Al centro di cavallo ferito
simbolo del popolo spagnolo direttrice protendendo verso l'alto una lingua russa ora
scrivi di vetro. Due Sono morte distruzione, chi può cerca di fuggire come una donna che,
al lago inferiore destro, disagio verso il toro all'angolo superiore sinistro. Simbolo di
violenza e bestialità.

Nella parte destra della fascia centrale una donna si affaccia alla finestra prendendo la
lampada a petrolio simbolo della regressione a cui la guerra conduce. Ho solo tra le
macerie si assiste l'orrore dei cadaveri straziati. A sinistra una mano protesa. Ha invaso il
centro un'altra mano serra la spada spezzata sullo sfondo di un fiore intatto simbolo della
vita che nonostante tutto avrà comunque non è la sua morte.

In questo dipinto, preceduto da almeno 50 bozzetti Picasso fonde il cubismo analitico del
cubismo sintetico. Quelle bocche rivolta al cielo uno dolore vendetta massi di luci E
ombre sottolinea il susseguirsi delle esplosioni.

Ancora una volta torna attuale insegnamento di Goya verso il quale l'artista non ha mai
smesso di sentirsi debitore.

Assenza di colore dovuta al suo legame on la morte provocata dai bombardamenti.


Sfondo antracite che contrasta con una gamma di grigi ed azzurri che indicano i lampi
sinistri delle esplosioni. Il tratto e molto duro quasi tagliente. I temi sono a morte, la
distruzione e la violenza di questo atto. Aggressione verso colui che sta osservando
l’opera. Cubismo analitico e sintetico. Fa parte dell’età della sua vita definita dei mostri.
Opera controversa. C’è chi pensa che inizialmente fosse stata iniziata per ricordare un
torero morto e che solo in seguito sia stata cambiato il destinatario. L’opera è divisa in due
sezioni laterali ridotte e una centrale. Riferimenti classicisti nella donna che urla al cielo
con un bambino in grembo. Ricorda una pietà michelangiolesca. Toro simbolo di forza e
violenza che può fare anche riferimento alla tradizione antica. Al centro dell’opera è
presente una cavallo che da un senso dinamismo. Toro forza bruta e cavallo forza
addomesticata. Messaggio simile a quello di Goya: i mostri pervadono il mondo e
schiacciano l’uomo quando scopare al ragione. Fine improvvisa della vita. Il lampadario
può essere visto come la luce della reazione oppure come il lampo di una luce esplosa.
Sembra di essere all’interno di un edificio ma a destra si vede l’esterno di un palazzo.
Spaccato dato da questi bombardamenti improvvisi. Picasso utilizza gli strumenti della
pittura per rendere udibili i rumori. Ricerca della sinestesia.

FUTURISMO 1909-1944
Il futurismo e’ un movimento artistico, letterario e politico, nato ufficialmente a Parigi il 20
febbraio 1909 con la pubblicazione in francese sulle pagine del quotidiano “Le Figaro” a
firma di Marinetti del MANIFESTO DEL FUTURISMO. una lunga dichiarazione di intenti
che descrive la nuova idea artistica.

Movimento anche politico nato a Parigi il 20 Febbraio 1909. Togliere i vincoli e le regole
metriche che fino a questo punto avevano accompagnato l’arte. Nel 1909 viene pubblicato
il manifesto del futurismo. Arte e poesia nuova per un uomo nuovo. Movimento definito
aggressivo volto a cogliere la velocità e le tensioni sociali. Vicinanza con il vitalismo. Non
manca una sorta di provocazione verso il pubblico e verso la tradizione. Amore per la
guerra cantata come fonte di purificazione. Disprezzo della donna. Viene rappresenta in
modo lezioso e decadente. I musei devono essere distrutti. Nonostante ciò anche questi si
relazionano con il passato essendo impossibile distaccarvici del tutto. Sono consapevoli di
fare un’arte che non può essere compresa da tutti. Si ritengono degli elites in grado di
insegnare alle masse. Diffondere il proprio linguaggio ed essere compresi. Le figure non
sono statiche ma sono dinamiche. L’intuizione autonoma che ognuno di noi può dare ci
permette di immedesimarci all’interno dell’opera. Per matrici si intendono quei riferimenti
culturali che hanno data forma al futurismo. All’inizio è animato dalla volontà di unire
l’Italia. Mentalità ancora romantica. Mito della guerra che vieni a inizialmente vista come
una sorte di purificazione. Volontà di potenza descritta da Nietzsche. Un altro riferimento è
alla musica di Wagner. Fu il primo che in ottica romantica si proposto il compito di
realizzare un’arte completa e universale. Questa idea verra poi ripresa dalla secessione.
Ci sono anche delle forti componenti politiche. Venne spesso affiancato al fascismo. Nel
tempo poi questa idea verra rivista. Infatti quando il fascismo tenterà di controllare l’arte
questo sodalizio di rompe. Al suo interno ci sono componenti anarchiche anti-borghesi, in
alcuni casi anche in un socialismo apolitico. Mito della velocità e del dinamismo della
materia e di come si muove nello spazio. Idea filosofica del flusso temporale. Tutto non
prosegue in modo rettilineo ma la nostra mente tende a riprendere dei momenti. Il mito
della elettricità. Città moderna dai ritmi febbrili. Automobile e poi aereo come simbolo di
grande progresso. Mito dell’uomo atletico ed eroico; a questo poi sicuramente di rifarà
anche la politica fascista. Attrazione per l’occultismo e il simbolismo. Il linguaggio futurista
doveva entrare nella moda, nel design, nell’arredamento ovvero in tutte le arti definite
minori. In alcuni casi vi è la ripresa del divisionismo. Fino agli anni 20-30 continuano ad
essere prodotti diversi manifesti. Dopo gli anni 20 il futurismo ha una maggiore diffusione
che però, a causa delle influenze del fascismo, risulta essere solo una immagine
annacquato. Il dovere rapportarsi con il fascismo li impedisce di continuare con la propria
linea critica verso la borghesia. Perde buona parte della sua originalità. Di questo secondo
periodo si hanno due interventi molto originali. Nel 1923 il fascismo della meccanica e la
nascita della aereopitura nel 1929 con il suo manifesto ad opera principalmente di dottori.
Questa consiste nel mostrare dei paesaggi visti dal particolare punto di vista degli aerei
durante il volo.
Intervento antistorico poiché qualcosa di avulso dalla storia.

MARINETTI- 1876-1944 FUTURISMO

Erede di un cospicuo patrimonio familiare, dedica tutte le sue energie al futurismo,


partecipando in maniera determinante a tutte le principali iniziative di affermazione e di
orientamento critico e promuovendone la diffusione-.
Fondamentale per lo sviluppo e l’identita’ del movimento futurista e’ il suo contributo
critico e teorica. la scelta di esordire a Parigi e’ strategica dal punto di vista comunicativo,
in quanto Parigi in questo m omento e’ il piu’ importante tra i centri internazionali dell’arte e
della cultura d’avanguardia.
Quando nel 1909 scrive il Manifesto del futurismo Marinetti ha gia maturato l’esigenza di
promuovere un profondo rinnovamento nella cultura italiana, attraverso un nuovo modo di
fare arte e di comunicarla al pubblico. in altre parole avverte la necessita’ dei ritrovare un
contatto con il mondo reale contemporaneo che, dopo le novita’ introdotte dall’industrailizzazione
e dallo sviluppo delle citta’ richiede anche una diversa modalita’ di pensare la vita nel suo
complesso.

IL MANIFESTO DEL FUTURISMO


Esso si scagli contro la cultura ufficiale italiana, dunque accademie letterarie ed artistiche il
cui unico modello e’ rappresentato dal legame con la tradizione e con il pensiero
conservatore. il manifesto spinge ad agire audace e provocatorio, per questo nasce una
nuova poetica fondata sul dinamismo e sulla velocita’, cui valori ispirati alla vita
contemporanea.
tale poetica si basa sul rifiuto delle forme e dei valori tradizionali, al punto da esaltare la
guerra come mezzo per un vero e proprio risanamento dell’intera societa’,. da qui nasce il
disprezzo per la donna da intendersi come immagine intrisa di sentimentalismo decadente
(d’annunzio)
Il futurismo irrompe sulla s cena artistica nelle quale si avverte la sua vicinanza al
VITALISMO che percorre il pensiero filosofico europeo di quegli anni.
Il vitalismo futurista arriva ad esaltare la guerra come sola igiene del mondo, ed e’ in
questo ambito che nasce anche quella dichiarazione di disprezzo della donna che si legge
nel manifesto. una condanna non tanto della donna in se quanto alla sua immagine
letteraria che la vede relegata al semplice ruolo di fonte di desiderio
Tra le prime battaglie del futurismo ci sono quelle contro ogni convenzione letteraria e
culturale. In particolare classicismo e decadentismo diventano il bersaglio della sua
polemica.
Uno dei principali temi attorno i quali si svolge non solo il Manifesto ma l’intera esperienza
futurista e’ quello dell’affermasi della tecnica che sta ogni giorno trasformando la
realta’.Elemento centrale e’ la MACCHINA in tutte le sue mutevoli trasformazioni.
La macchina possiede alcune caratteristiche straordinarie e inedite: il movimento, la forza,
la velocita’, la regolarita’, la precisione. E’ la forza occulta che ha generato la nuova
societa’, l’uomo nuovo, in una parola, la MODERNITA’.
il mito della macchina, come oggetto e non solo concreto ma anche ideale
accompagnera’ il futurismo , anche nei suoi molteplici sviluppi successivi.
Marinetti intuisce come l’arte sia pronta ad entrare a far parte costante e diffusa della vita
anche quotidiana e di come essa, cosi come ogni opera di cultura sia a sua volta ing rado
di interagire anche con la politica e l’informazione.
Tra gli espedienti escogitati da Marinetti ci sono le cosiddette SERATE FUTURISTE, una
specie di spettacoli teatrali dal carattere a meta’ tra la rappresentazione e il comizio.

GLI ALTRI MANIFESTI

1910 -Il manifesto dei pittori futuristi

1910: M. dei Pittori f. – M. Tecnico della pittura f. - M. dei Musicisti futuristi. 1911: M. dei
Drammaturghi futuristi.
1913: M. della Donna futurista – Programma politico futurista.
1914: M. dell'Architettura futurista.
1916: M. della Cinematografia futurista.
1917: M. della Danza futurista.I Manifesti della Pittura furono firmati da Boccioni, Carrà,
Russolo, Balla e Severini.

CONFRONTO FRA FUTURISMO E CUBISMO


Ciò che distingue principalmente i due movimenti fu soprattutto il diverso valore dato al
tempo. Il futurismo ha il culto del tempo veloce del dinamismo che agita tutto e deforma
l’immagine delle cose.
È proprio la velocità il parametro estetico della modernità. Disse Marinetti in un suo scritto:
«Se pregare vuol dire comunicare con la divinità, correre a grande velocità è una
preghiera». Tutte queste idee sono state condensate in forma poetica da Filippo Tommaso
Marinetti nel manifesto del Futurismo scritto nel 1909.
Punti essenziali del futurismo:
1) L'esaltazione della modernità e la rottura con il passato.
2) L’impeto irruento del fare artistico, la velocità come valore ed ispirazione.
3) L'arte applicata: non solo pittura e scultura, ma scenografia, pubblicità, design...
4) La tecnologia come ispirazione.
5) I manifesti come evento mediatico.

Il Cubismo, a differenza degli altri movimenti avanguardistici, non nacque in un momento


preciso né con un intento preventivamente dichiarato. Il Cubismo non fu cercato, ma fu
semplicemente trovato da Picasso, grazie al suo particolare atteggiamento di non darsi
alcun limite, ma di sperimentare tutto ciò che era nelle sue possibilità. Il quadro che,
convenzionalmente, viene indicato come l’inizio del Cubismo è «Les demoiselles
d’Avignon», realizzato da Picasso tra il 1906 e il 1907.

IL CUBISMO
Punti essenziali del cubismo:
1) la limitazione del colore e la concentrazione sulla forma.
2) semplificazione geometrica delle forme e visione secondo più punti di vista.
3) rottura dell'unicità del punto di vista. Entra nella rappresentazione pittorica un nuovo
elemento: il tempo.
4) l'influenza dell'arte Africana come nell'autoritratto di Picasso.

RICOSTRUZIONE FUTURISTA DELL’UNIVERSO


E’ il titolo di un manifesto pubblicato 11 marzo 1915 da Giacomo Balla e Fortunato Depero.
Con questo manifesto trova completa maturazione la tendenza gia’ nota del Futurismo a
estendere ka propria azione in ogni campo artistico. L’intento di ridefinire le forme stesse
del mondo esterno fino a coinvolgere gli oggetti e gli ambienti della vita quotidiana ne e’ la
massima e piu’ significativa espressione.

COMPLESSO PLASTICO
Questo obiettivo e’ alla base della nascita di un nuovo oggetto artistico proposto dai due
artisti nel manifesto, denominato COMPLESSO PLASTICO. Costruito con i materiali piu’
diversi e piu’ comuni, nasce dall’accostamento di tante pratiche artistiche diverse.
alla sua formazione concorrono pittura, scultura, architettura, anche poesia e musica. Il
complesso plastico e’ un oggetto destinato a coinvolgere tutti sensi..
Nascono i giocattoli futuristi dai colori sgargianti e le figure giocose di animali metallici. Un
esempio di design futurista e’ SERVIZIO DA CAFFE.
Ulteriore effetto di queste nuove proposte e’ anche la nascita di una diversa modalita’
creativa chiamata AMBIENTAZIONE. Essa consiste nel realizzare non solo piu’ singole
opere d’arte ma una aggregazione piu’ complessa di oggetti, arredi e decorazioni. Dal loro
insieme ha origine una radicale trasformazione nello spazio che diventa cosi’ una vera e
propria opera d’arte totale. esempio BOZZETTO DI SCENA PER FEU D’ARTIFICE.

DALL’ARTE MECCANICA ALL’AEROPITTURA


Nelle numerose iniziative artistiche cui il futurismo da vita tra gli anni venti e gli anni trenta
del novecento si possono individuare due linee di tendenza principali. La prima e’
costituita dal nuovo rapporto di interscambio con le esperienze delle avanguardie
artistiche attive in altri paesi europei . la seconda consiste in un forte incremento degli
artisti che aderiscono al futurismo e nella diffusione a carattere nazionale delle iniziative
legate al movimento.
Il futurismo acquista un carattere popolare fino ad arrivare a costruire una avanguardia di
massa, cioe’ non piu’ ristretta a piccoli ed esclusivi gruppi di artisti.

Questo nuovo spirito si deve a:

-richiamo dell’ordine che coinvolge tutta la cultura artistica del primo dopoguerra;
-la necessita’ di convivere con il regime fascista e con gli indirizzi culturali da esso imposti
-confronto con gli sviluppi delle altre avanguardie.

In questo contesto l’arte meccanica costituisce uno dei principali indirizzi di crescita del
FUTURISMO tra le due guerre. Il Manifesto dell’Arte Meccanica viene pubblicato nel
1923 con la firma di Enrico Prampolini.
L’AEROPITTURA invece rappresenta l’ultimo atto del Futurismo italiano. Fu espresso
riferimento al volo, alle visioni dall’alto. Proprio in questo momento l’aviazione /ARMA
AZZURRA) stava compiendo giganteschi progressi,.
Il manifesto dell’ AEROPITTURA FUTURISTA risale al 1929 e venne scritto da Marinetti,
Balla, Depero e altri.

BOCCIONI-1882-1916
Di famiglia romagnola , nacque a Reggio Calabria nel 1882.

Si iscrisse alla Accademia di belle Arti di Venezia ma poco dopo si traferisce a Milano.
Nei dipinti di questo periodo c’e’ l’uso della tecnica divisionista e un riferimento alla
pittura impressionista e postimpressionista

Successivamente conosce Marinetti con il quale collabora alla stesura del Manifesto dei
pittori futuristi. Diventa in seguito l’ispiratore del Manifesto tecnico della pittura futurista.

Nel 1914 pubblica Pittura scultura futuriste dove definisce i concetti fondamentali della
pittura futurista come quelli di : linea, forza, dinamismo e simultaneita’.

Muore a Verona nel 1916.

Nel 1900 è a Roma dove approfondisce l'interesse per la pittura e la letteratura, studia,
conosce Gino Severini e Giacomo Balla. Nel 1907 s'iscrive all'Accademia di Belle Arti a
Venezia, ma subito dopo va a Milano. Decisivo è l'incontro con Marinetti nel gennaio 1910:
aderisce al Futurismo ed è il maggiore ispiratore del Manifesto tecnico della pittura, nel
quale l'idea di pittura è meglio esplicitata: Il gesto per noi sarà [...] la sensazione dinamica
eternata come tale.
A Parigi ha la possibilità di conoscere direttamente gli esiti
maturati dai cubisti.
Richiamato alle armi, muore il 17 agosto 1916.
La città che sale (1910-11, olio su tela-NEW YORK-MUSEO DI
ARTE MODERNA) tappa fondamentale per il suo sviluppo, è
un turbinoso affollarsi di cavalli e uomini che invade quasi
l'intero campo dell'immagine; emergono solo alte e dritte
impalcature di alcuni edifici in costruzione. Lo scenario è la
periferia urbana. Il tema che emerge principalmente è quello
del lavoro. Una febbrile attività anima tutti e ne deforma i corpi
in esasperate tensioni muscolari. Le movenze sono ulteriormente evidenziate dalla tecnica
divisionista, che pone in rilievo le masse di colore, che si compenetrano e si scontrano
generando un forte effetto di moto. Questa manifestazione di forza diventa simbolo dello
slancio vitale, elemento primordiale della vita, per i futuristi.
Con questo quadro, Boccioni va verso una pittura che vada oltre la pura raffigurazione
degli oggetti e che raggiunga il più alto livello dell'espressione diretta di una sensazione.
Stati d'Animo
FORME UNICHE NELLO SPAZIO
Simultaneita’, sintesi tra visione ottica e visione mentale, scomposizione ed espansione
delle forme nello spazio circostante sono tra i principi che Boccioni
tenta di trasporre anche nella scultura a partire dal 1912 anno in cui
pubblica “ il manifesto tecnico della scultura futurista”.

Massimo esempio di quest ricerca e’ la scultura in bronzo FORME


UNICHE NELLO SPAZIO realizzata nel 1913 e oggi conservata al
museo del 900 di Milano.

L’opera rappresenta una possente figura umana che incede a


grandi passi. senza volto ne braccia , la forma rappresenta il puro
movimento , il profilo segue linee irregolari che sembra fluttuare. la
scultura si fonde cosi’ con l’ambiente circostante .

Per bocconi le nuove finalita’ della scultura futurista non sono piu’ la
verosimiglianza o la riproduzione di sembianze riconoscibili..

Giacomo Balla (Torino, 1871 – Roma, 1958) Molto importanti per la sua pittura sono i
soggetti legati a problematiche sociali e ispirati al mondo degli operai e dei poveri. Nel
1915 firma la Ricostruzione e nel 1918 il Manifesto del colore.
Durante i primi anni '30, abbandona il Futurismo e torna ad una pittura figurativa fatta di
paesaggi e ritratti. La sua aspirazione è “l'assoluto realismo”, senza il quale la pittura “cade
in forme decorative e ornamentali”.
La sua adesione al Futurismo avviene con una serie di dipinti nei quali affronta il tema del
moto di un corpo. Balla fissa sulla tela le singole fasi che compongono il movimento, come
in Dinamismo di un cane al guinzaglio (1912, olio su tela), il cui vero soggetto è
l'analisi del moto attraverso la scansione delle sue fasi intermedie. Gli elementi sono
moltiplicati fino a diventare delle vibrazioni.
In Velocità d'Automobile (1913, olio su cartone), affronta il tema della velocità. La
riconoscibilità degli oggetti cede il passo ad un intreccio di linee astratte che “descrivono”
la sola forma geometrica del movimento. Le linee oblique in primo piano possono
interpretarsi come la scia di un'auto, mentre i profili rettangolari sullo sfondo sembrano
alludere al traffico moderno. I vortici richiamano l'immagine di tante ruote che rotolano.
Il colore si limita a bicromia chiaroscurale con cenni bianchi.
Compenetrazioni iridiscenti n. 7 (1912, olio su tela) fa parte dell'omonimo ciclo di dipinti
sullo studio della scomposizione della luce nei colori di cui si compone, quelli dell'iride. Dal
fitto tessuto di triangoli colorati che scompongono la luce scaturisce un gioco astratto di
campiture trascoloranti, al quale partecipa anche la cornice. La luce diviene elemento
capace di modificare il modo in cui il mondo ci appare e le sensazioni che ci trasmette.

Antonio Sant'Elia (Como, 1888 – Monfalcone, 1916)


Dal 1907 è a Milano, dove studia all'Accademia di Brera, senza però terminare i corsi. Nel
1912 diventa professore d'architettura a Bologna.
Nel 1914 firma il Manifesto dell'architettura futurista, dove è descritta la metropoli
fantastica dell'architetto: la città futurista è un cantiere tumultuante e dinamico, la casa
futurista è come una macchina gigantesca, in cui le scale sono ormai inutili. Tra le altre
varie dichiarazioni, viene proposto di realizzare un'architettura dalla vita breve e che
consenta il costante rinnovamento dell'ambiente architettonico. Il suo contributo al
Futurismo è un ampio gruppo di disegni e schizzi, che presenterà per la prima volta
durante una mostra nel 1914. Con questi elaborati, Sant'Elia riesce a sviluppare
pienamente i temi più autentici e originali della propria ricerca.
La Centrale Elettrica (1914, matita e inchiostri su carta): É il simbolo della tecnologia
moderna e tale valenza simbolica è particolarmente evidente. Domina uno straordinario
monumentalismo che si esprime innanzitutto nella configurazione dei volumi proiettati
verso l'alto con le tre ciminiere e delimitati in basso da contrafforti. L'assenza di
decorazioni e aperture sottolinea la compattezza del tutto. I cilindri alle spalle della
struttura principale e i cavi elettrici introducono e rafforzano la componente dinamica.
È un'architettura totalmente inedita.

L'arte dell'inconscio: il Surrealismo


L'inconscio è la sfera dell'attività psichica di cui non possiamo avere consapevolezza o
conoscenza, ma che riesce a manifestarsi in alcune azioni compiute automaticamente. La
via prediletta dall'inconscio per rivelarsi è il sogno.
Nel 1899 Sigmund Freud pubblica L'interpretazione dei sogni rivelatasi un opera
rivoluzionaria per la sua visione del sogno come strumento piu’ adatto e prezioso per la
ricostruzione dell’attivita’ psichica inconscia.Nel 1924, André Breton pubblica il Manifesto
del Surrealismo dove constata che il sogno è una parentesi importantissima all'interno
dell'attività quotidiana.
Pertanto il Surrealismo e’ un automatismo psichico, vale a dire un processo automatico
che si realizza senza il controllo della ragione e fa si che l’inconscio , quella parte
dell’essere umano che si libera nel sogno emerga e si esprima.
Deve esistere un modo perché il sogno entri a far parte di una realtà superiore che concili i due
momenti dell'esistenza: la veglia e il sogno. La soluzione di questi due stati è “una specie di realtà
assoluta, di surrealtà.” Prendendo spunto dal Manifesto, il Surrealismo è Un automatismo psichico
e fa sì che l'inconscio emerga e si esprima mentre siamo svegli.
Max Ernst spiega che la bellezza surrealista nasce dall'incontro di oggetti reali, senza nulla in
comune, in un luogo estraneo ad entrambi. Ciò crea visioni assurde ed inattese. L'arte surrealista
non è astratta: le figure sono sempre riconoscibili. I modi e le tecniche escogitati dai surrealisti
furono numerosi, fra cui il frottage(strofinamento) il grattage(grattatura), il raclage(raschiatura) e il
collage.
È dunque ben chiaro che il pensiero, totalmente libero, aumenta la libertà individuale, ma il
Surrealismo guarda con grande interesse anche alla libertà sociale, attuabile, secondo i surrealisti,
solo con la rivoluzione. Karl Marx è la guida di questa rivoluzione: Breton e altri artisti aderirono al
Comunismo nel 1927.

Al contrario i SURREALISTA molti dei quali proveniva dalle fila del DADA avevano un
aporposta costruttiva che considerava sia una nuova scienza (Freud) sia l’azione politica
rivoluzionaria quale mezzo per concorrere alla liberta’ collettiva sociale.
Marx Ermst, Dali’, Miro’ e Magritte furono le personalita’ artistiche piu’ significative fra le
tante che aderirono al surrealismo.
È un movimento letterario ed artistico. Nasce nel 1924. Tutte le avanguardie nascono nel
momento i cui viene presentato un manifesto. Del surrealismo ne verranno pubblicati 3. Il primo è
redatto da un poeta e critico di nome Breton. Lo stesso ci definisce il surrealismo, parola che
prima non esisteva. Lo fa in maniera comica cosi come lo fa un vocabolario. All’origine di tutto c’è
il pensiero di un nuovo modo di vivere e di vedere la vita, di concepirla. Alla base
dell’automatismo psichico ci sono le nuove teorie di Freud. Prima non c’era l’idea di una relata
oltre quella apparente. L’inconscio emerge nel momento in cui la ragione per qualche motivo si
distrae o si assopisce. Idea che l’uomo non sia quello che appare. L’uomo per vivere in società in
mezzo agli altri debba costruirsi una maschera, recitare una parte che in realtà non è ciò che si è
realmente. Secondo Breton esistono due realtà : quella della veglia e quella anche più importante
che è quella del sogno. La surrealtà tende a trovare un compromesso tra queste due realtà.
Secondo lui quella vera è quella del sogno. Attraverso processi automatici cerca di fare emergere
quello che possiamo chiamare inconscio. Questa manifestazione è frenata dalla esigenza di vivere
in una società. I surrealisti sono quindi per la libertà assoluta degli individui. Libertà che si riflette
anche nel sociale. Per la libertà individuale ci si riferisce a Freud, per quella sociale invece ci si
riferisce a Marx. Per creare quesi automatismi ci sono dei veri e propri giochi che attraverso la
casualità vogliono fare emergere delle scelte che normalmente non verrebbero fuori. Esiste una
esposizione degli oggetti di arte minore surreali. Accoppiare due realtà apparentemente non
compatibili. Atteggiamento fortemente debitore delle tematiche romantiche. Tema del sogno e
della irrazionalità. Questa arte è solo figurativa. C’è solo una eccezione illustra ovvero quella del
pittore Mirò che dipinge quadri astratti. Tutte le opere degli altri pittori dipingono dello opere
concrete. Possono quindi essere definiti pittori figurativi. Si potrebbe trovare questa tipo di lettura
in diversi artisti a partire dal rinascimento. Sono fiduciosi che attraverso la psicanalisi e attraverso
una nuova realtà politica sia possibile ottenere un futuro migliore. Il surrealismo appartiene a quel
ritorno all’ordine he appartiene a tanti artisti di questa fase. C’è la certezza di poter cambiare la
realtà e di potere dare delle risposte che la prima guerra mondiale aveva proposto. Titoli delle
opere sono spesso evocativi.

MAGRITTE -1898-BERLGIO-1967-BRUXELLES
Trasferitosi in Belgio entra in contatto con i Surrealisti. Nel 1930 li abbandona e ritorna in
Belgio. Nel 1940, per timore dell'occupazione tedesca si rifugia nel sud della Francia, a
Carcassonne.

Nel 1925 scopre i dipinti di de Chirico: ciò ne determina l'adesione al Surrealismo.

Il Canto d'Amore (1914)di de Chirico mostra tre oggetti senza relazione fra loro: la testa
dell'Apollo del Belvedere, un guanto di gomma e una palla. Le dimensioni sono fuori scala
e il luogo è silenzioso ed inanimato. Tutto ciò stupisce Magritte, colpito da un senso di
spaesamento, e d'allora in poi la sua ricerca si è concentrata su:

1. Non senso delle cose.



2. Rapporto tra visione e linguaggio.

3. Creazione di situazioni inattese e impossibili.

4. Decontestualizzazione di oggetti usuali che appaiono così nuovi e magici.

Protagonista della pittura di Magritte è la veglia, dove gli oggetti sono trattati con
nitidezza di linee e colori e che, nonostante abbinamenti/accostamenti, sembrano più veri
del vero. In Tradimento delle immagini (1928/29, olio su telaLos
Angeles- Museo d’arte) Magritte vuole sottolineare la differenza tra
oggetto reale e la sua rappresentazione: i due hanno funzioni diverse,
dato che la pipa dipinta non si può fumare, eppure, chiedendoci cosa
raffiguri il quadro, rispondiamo “una pipa”. Quest'equivoco è dovuto
alla convenzione che lega un nome ad un oggetto. La scritta, che
evidenzia questa differenza, è in un corsivo scolastico che ricorda le
tavole da bambini in cui ad una lettera dell'alfabeto era associata l'immagine
di qualcosa. Ma il messaggio di Magritte contrasta con questa impostazione didattica, afferma il
contrario. Il contrasto genera lo stato di shock, poesia di un'opera che vuol farci riflettere.

MODULO 5-ARCHITETTURA DEL 900


All’indomani della prima guerra mondiale , c’era la necessita’ di una ricostruzione morale
e umana che coinvolgeva ogni ambito della vita. l’ultima importante esperienza
architettonica prima della guerra era stata sulla dell’Art Nouveau. Gia’ Adolf Löss si era
scagliato contro l’ornamento fine a se stesso da lui definito delitto. Le sue riflessioni
rappresentano un punto di partenza per l’architettura europea. Nel periodo fra le due
guerre si svilupperanno diverse forme di sperimentazione compreso sotto la definizione di
movimento moderno che faranno della funzionlita’ e del rigore nazionale i propri principi.

DEUTSCHER WERKBUND
Deutscher Werkbund – Federazione Tedesca del Lavoro, fondata nel 1907 a Monaco da
Hermann Muthèsius, che conobbe l'opera di Morris – si prefigura come un laboratorio
d'idee, al cui interno giovani architetti ed intellettuali lavorano per sanare la storica frattura
esistente tra arte, artigianato e industria. nell’ambito di questo e di quelli successivi farti in
Svizzera, maturano alcune personalita’ artistiche di rilievo.

FABBRICA DI TURBINE AEG


Fra tutti spicca Peter Behrens, che nelle sue costruzioni rivoluziona ogni regola edilizia,
tenendo conto delle esigenze dei committenti e dell'ottimizzazione dei costi. Nella
Turbinenfabrik AEG (1909, Berlino) .per sottolineare in modo simbolico l’importanza
economica che il processo di industrializzazione sta rivestendo per l’impero tedesco
Behrens tenta di dare ad un manufatto industriale la solenne imponenza di un tempio.
Funzione e decorazione s'incontrano con sobrietà ed armonia. È la prima volta che
l'architettura (come arte) si interessa all'aspetto di una fabbrica. Lo scalpore e’ grande un
po come quello che aveva accolto la pittura impressionista.
Uno dei lati lunghi dell’edificio e’ scandito da immense vetrate inserite in una struttura
portante in acciaio ottenendo cosi’ il duplice vantaggio di una adeguata illuminazione e di
una estrema velcoita’ di costruzione.
I lati corti presentano un massiccio frontone a profilo spezzato e una grande vedrata,
aggettante come il frontone. Vetrata e timpano, risultando su un unico piano, disegnano la
testa di un'enorme vite. La forma è imposta da precise esigenze funzionali, quali quelle
dell'illuminazione. Si precisa una straordinaria corrispondenza fra forma e funzione che
distingue Behrens e il Werkbund.

INTERNATIONAL STYLE
Il ricco repertorio do esperienze maturate in Europa prima ella Grande Guerra trova
confluenza nella successiva stagione razionalista che verra identificata con il nome di
International Style. Si arriva a sviluppi diversi in funzione dei diversi paesi .
I principali elementi ricorrenti comuni a tutte le esperienze architettoniche del razionalismo
europeo e statunitense sono:

Elementi comuni al Razionalismo saranno:


1. Identificazione funzione–forma.
2. Utilizzo di volumi netti e semplici.
3. Preponderanza della linea e degli angoli retti.
4. Abolizione di ogni decorazione.
5. Studio della standardizzazione.
Tutti questi accorgimenti avrebbero dato origine ad un'architettura veramente nuova e
“democratica”, comprensibile e uguale per tutti, figlia di una società che voleva davvero
rompere con il passato ogni continuità, anche formale.
ESPERIENZA DEL BAUHAUS-1919-1933
Il Bauhaus (casa del costruire) rappresenta il più alto e significativo momento di sviluppo
del Razionalismo tedesco. Fondato nel 1919 a Weimar, dall'architetto Walter Gropius40,
incarnò il simbolo stesso della rinascita umana e morale della Germania dopo la WWI e
prima dell'avvento del nazismo.
Formato dall’unione dell’Accademia di bekllke arti e della Kunstgewerbeschule di Weimer,
il Bauhaus si proponeva di sviluppare ulteriormente le esperienze del Deutscher
Werkbund.Era prima di tutto una scuola pubblica nuova e democratica, in cui ognuno
insegna e impara, secondo una concezione culturale pragmatica e una voglia di fare
un'arte che sia, per prima cosa, utile.
L'ideologia dominante è quella di un ceto intellettuale pieno di speranze e di illusioni che
vede nel socialismo la soluzione ai problemi di convivenza civile e sviluppo economico.
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La Cattedrale del futuro (1919, xilografia ) di Lyonel Feininger, professore americano di
incisione del Bauhaus, riassume perfettamente il programma della scuola. Mostra una
cattedrale laica e socialista che, al posto delle croci, ha tre stelle scintillanti. Di queste,
secondo Gropius, se ne innalzeranno molte come “simboli della nuova fede”Il Bauhaus è
un'officina di idee prima che di opere, e al suo interno sono rappresentate tutte le
tendenze della moderna ricerca artistica. Gli insegnanti seguono gli allievi in tutte le fasi
creative.
Da qui escono alcuni oggetti di arredamento in cui forma e funzione si sposano in modo
perfetto, tanto da divenire punti di riferimento del gusto contemporaneo.

NUOVA SEDE DEL BAUHAUS-1925-1926-DESSAU


Il successo del Bauhaus indispettì a tal punto i gretti ambienti accademici locali che
Gropius, nel 1924, fu costretto a spostare l'istituto a Dessau. Ciononostante, questa prima
sconfitta politica dell'ideologia razionalista permise a Gropius & co. di progettare e
arredare la nuova sede, che avrebbe dovuto costituire il vero e proprio manifesto della
scuola. Ciò diede l'opportunità di realizzare una delle prime e più perfette architetture
razionaliste, esempio di grande equilibrio compositivo, rigoroso studio delle funzioni, di
grande abilità tecnica e di estrema coerenza nell'uso dei materiali
La struttura è articolata in due volumi a forma di parallelepipedo, uno per le aule di lezioni
teoriche, uno per i laboratori. Il corpo sospeso su pilastri collega i due settori e ospita gli
uffici.
Sortto questo ponte coperto passa la strada di accesso al Bauhaus.Collegata alla struttura
da un basso corpo di fabbrica (per attività extrascolastiche), una palazzina a cinque piani
ospita le camere e i servizi per gli studenti interni. Nel settore laboratori, le pareti sono
state sostituite da ampie vetrate.
La planimetria assume quindi la forma di 3 L variamente incastrate fra loro. Gli unici
materiali visibili sono il vetro, il ferro e l’intonaco bianco. Non esistono cornici ne’ altri
elementi decorativi non direttamente necessaria alla struttura.D'altronde, Gropius punto a
semplificare e geometrizzare la propria architettura fino a renderla pura funzione.
Dal punto di vista tecnologico, Gropius applica l'angolo di vetro, realizzabile solo grazie
all'impiego del calcestruzzo armato, che ha reso le pareti puri setti divisori. Il nuovo modo
di costruire, detto a pianta libera, permette di arretrare i pilastri rispetto alle facciate che
così possono essere vetrate fino agli spigoli.

La presenza delle vetrate continue ha due connotati:


• funzionale in quanto consentono una migliore illuminazione
• Ideologica pefrche’ vetro e cristalli indicano chiarezza di pensiero e pulizia morale.

Nelle fabbriche di cristallo non poteva piu’ avvenire lo sfruttamento dei lavoratori . Gropius
cerco’ di dare riscontro a tutto cio’ fin dal primo ventennio del 900 quando insieme a Meyer
progetto le Officine della ditta Fogus
La stagione di Dessau e’ il Bauhaus quella piu’ proficua . Nel 1928 Gropier lascia e prende
il suo posto Meyer . Questi tentera’ di potenziare ulteriormente il gia’ì stretto rapporto con
l’industria. Successivamente pero’ la situazione politica diventa incompatibile con cio’ che
si fa al Bauhaus, pertanto la scuola viene chiusa.
come esso moriranno le speranze democratiche della repubblica di Weimer e verranno
gettate le basi per quello che sara’ il terzo Reich di Hitler.
AVANGUARDIE DEL 900

ESPRESSIONISMO -1905

• FRANCIA- FAUVES(MATISSE, VLAMICK)


• GERMANIA-DIE BRUCKE(KIRKNER)
• BLAUE REITER-1911(KANDISKIJ

CUBISMO-1907-FRANCIA-(PICASSO,BRAQUE)

FUTURISMO-1909-ITALIA-BOCCIONI-S’ELIA

ASTRATTISMO-1910-(BAUHAUS)

DADA-1916-SVIZZERA-(DUCHAMP)

METAFISICA-1917-ITALIA(DE CHIRICO,MORANDI,CARRA’)

SURREALISMO-1924-FFANCIA(MIRO’,DALI’,MAGRITTE)

DADAISMO

Il Dadaismo è un movimento artistico che nasce in Svizzera, a Zurigo, nel 1916. La


situazione storica in cui il movimento ha origine è quello della Prima Guerra Mondiale, con
un gruppo di intellettuali europei che si rifugiano in Svizzera per sfuggire alla guerra.
Questo gruppo è formato da Hans Arp, Tristan Tzara, Marcel Janco, Richard Huelsenbeck,
Hans Richter, e il loro esordio ufficiale viene fissato al 5 febbraio 1916, giorno in cui fu
inaugurato il Cabaret Voltaire fondato dal regista teatrale Hugo Ball.Le serate al Cabaret
Voltaire non sono molto diverse dalle serate organizzate dai futuristi: in entrambe vi è
l’intento di stupire con manifestazioni inusuali e provocatorie, così da proporre un’arte
nuova ed originale. Ed in effetti i due movimenti, futurismo e dadaismo, hanno diversi punti
comuni (quale l’intento dissacratorio e la ricerca di meccanismi nuovi del fare arte) ma
anche qualche punto di notevole differenza: soprattutto il diverso atteggiamento nei
confronti della guerra. I futuristi, nella loro posizione interventista, sono tutto sommato
favorevoli alla guerra, mentre ne sono del tutto contrari i dadaisti. Questa diversa
impostazione conduce ad una facile, anche se non proprio esatta, valutazione per cui il
futurismo è un movimento di destra, mentre il dadaismo è di sinistra. Altri punti in comune
tra i due movimenti sono inoltre l’uso dei "manifesti" quale momento di dichiarazione di
intenti.

Nasce cosi’ il Dada o Dadaismo il cui nome non significava assolutamente nulla, e già in
ciò vi è una prima caratteristica del movimento: quella di rifiutare ogni atteggiamento
razionalistico. Il rifiuto della razionalità è ovviamente provocatorio e viene usato come una
clava per abbattere le convenzioni borghesi intorno all’arte. Pur di rinnegare la razionalità i
dadaisti non rifiutano alcun atteggiamento dissacratorio, e tutti i mezzi sono idonei per
giungere al loro fine ultimo: distruggere l’arte. Distruzione assolutamente necessaria per
poter ripartire con una nuova arte non più sul piedistallo dei valori borghesi ma coincidente
con la vita stessa e non separata da essa.
Il movimento, dopo il suo esordio a Zurigo, si diffonde ben presto in Europa, soprattutto in
Germania e quindi a Parigi. Benché il dadaismo è un movimento ben circoscritto e definito
in area europea, vi è la tendenza di far ricadere nel medesimo ambito anche alcune
esperienze artistiche che, negli stessi anni, ebbero luogo a New York negli Stati Uniti.
L’esperienza dadaista americana nacque dall’incontro di alcune notevoli personalità
artistiche: il pittore francese Marcel Duchamp, il pittore e fotografo americano Man Ray, il
pittore franco-spagnolo Francis Picabia e il gallerista americano Alfred Stieglitz.
Ma la vita del movimento è abbastanza breve. Del resto non poteva essere diversamente.
La funzione principale del dadaismo era quello di distruggere una concezione oramai
vecchia e desueta dell’arte. E questa è una funzione che svolge in maniera egregia, ma
per poter divenire proposita necessitava di una trasformazione, e ciò avvenne tra il 1922 e
il 1924, quando il dadaismo scomparve e nacque il surrealismo.

Marcel Duchamp

L’artista francese Marcel Duchamp (1887-1968) viene considerato uno dei maggiori
rappresentanti del dadaismo, benché egli non abbia mai accettato l’appartenenza a questo
gruppo. La cosa, conoscendo il personaggio, non stupisce affatto: la personalità di
Duchamp è assolutamente impossibile da inquadrare in un qualsiasi schema. Egli, in
realtà, è stato uno dei più grandi artisti del Novecento, proprio per il suo modo di essere.
Ha, di fatto, costruito un nuovo prototipo di artista da intendersi come intellettuale sempre
pronto a proporsi in maniera inaspettata, anche solo per il piacere di essere diverso dal
normale. Ha elevato l’anormalità, intesa come rifiuto di qualsiasi norma, a pratica sia di
arte sia di vita.
Le sue prime esperienze pittoriche mostrano una facilità di assimilazione delle principali
notivà stilistiche del momento: dal neoimpressionismo al fauvismo, dal simbolismo al
futurismo. Ma è soprattutto nell’ambito del cubismo che egli si muove con maggior
disinvoltura.