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Il treno ha fischiato Luigi Pirandello

Il treno ha fischiato, novella di Luigi Pirandello, fu pubblicata per la prima volta nel Corriere della
Sera nel 1914. Dopo essere stata raccolta nel volume La trappola (1915), venne inserita nel progetto
delle Novelle per un anno nel volume IV, intitolato L’uomo solo, di cui occupa il terzo posto.

Il treno ha fischiato riassunto


Protagonista della novella è un umile impiegato, Belluca. Egli se ne sta chiuso nella monotonia di giorni
sempre uguali, curvo sotto il peso di sacrifici e umiliazioni, zimbello di un capoufficio e di colleghi
insensibili.

Ha inoltre una difficile situazione familiare alle spalle («Aveva con sé tre cieche, la moglie, la suocera, e
la sorella della suocera… Tutt’e tre volevano essere servite… Le due figliole vedove, raccolte in casa
dopo la morte dei mariti, l’una con quattro, l’altra con tre figliuoli… Con lo scarso provento del suo
impieguccio di computista… Si procurava altro lavoro per la sera, in casa… seguitava a ricopiare fino a
tarda notte, finché la penna non gli cadeva di mano e gli occhi non si chiudevano da sé»).

Belluca ha dimenticato «da tanti e tanti anni che il mondo esisteva», che la vita può avere un volto
umano. Gli è stato ricordato all’improvviso, una notte, il fischio di un treno che, squarciando come
d’incanto la cappa opprimente sotto la quale penosamente si trascinava da anni, gli ha fatto riaprire gli
occhi sul mondo, prendendo coscienza della sua monotona e alienante vita di ogni giorno.
Inaspettatamente si ribella al capoufficio e viene portato al manicomio: agli occhi degli altri appare
come un pazzo.

Ma pazzo egli non è né si sente. Belluca ritornerà alla sua computisteria, ma ora che il treno ha
fischiato sarà un uomo nuovo ed evaderà dallo squallore della vita attraverso l’immaginazione («… una
capatina sì, in Siberia… oppure oppure… nelle foreste del Congo: si fa in un attimo, signor Cavaliere
mio. Ora che il treno ha fischiato»).
Analisi e commento
La novella Il treno ha fischiato sviluppa uno dei temi principali della problematica pirandelliana, quello
del contrasto fra apparenza e realtà, fra quello che gli altri ci credono e ciò che veramente siamo.

La vicenda narrata ha un valore universale: l’avventura del protagonista è quella di tanti uomini che
possono resistere all’avvilimento del mondo in cui sono finiti solo se riescono a ritagliarsi anche un
piccolo spazio per una realtà diversa nel sogno.

Fabula e intreccio non coincidono. La novella si apre in media res, con un racconto in terza persona,
con l’inserimento del flashback che chiarisce la comprensione dei fatti accaduti. Nel corso della
narrazione muta la voce narrante e così il punto di vista (colleghi di ufficio, medici, narratore, Belluca).
La narrazione è quasi interamente costruita con il discorso indiretto libero che riporta il pensiero dei
personaggi.

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