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(provenienza sconosciuta)

Fondamenti di sintesi #1
Lezione introduttiva

Non tutti i sintetizzatori sono uguali.


Ci sono strumenti monofonici( che possono suonare una nota alla volta),
polifonici(suona piu note contemporaneamente), strumenti modulari
(che usano patch cords per connettere le varie sezioni o moduli tra di loro)
strumenti preconfigurati(i modulti sono connessi da e con standard della casa costruttrice)
,strumenti digitali, strumenti analogici(il suono è generato da un circuito
analogico) o strumento analogici controllati digitalmente.
Tutti questi tipi di sintetizzatori hanno però una cosa in comune, la possibilità
di interagire con ogni singolo componente cosi da controllare il suono in maniera totale.
Ora illustrerò brevemente alcune terminologie associate ai componenti(moduli) tipici dei
sintetizzatori
ma nelle lezioni seguenti andremo nel particolare di ognuno di essi.

SOUND SOURCES

La sorgente sonora piu semplice e forse piu importante


è l'oscillatore.La funzione di un oscillatore(anche conosciuto come voltage-contolled oscillator o
VCO)
è produrre un suono con uno specifico pitch(grandezza soggettiva che indica la frequenza
percepita
in un suono).E' l'equivalente elettronico delle corde di un piano o di una canna dell'organo,solo
che
la frequenza che l'oscillatore produce è una funzione,quanto veloce la corrente elettrica
fluttua verso la sua uscita.Questa uscita è trasmessa ad un'amplificatore e poi ad uno speaker,
dove queste fluttuazioni periodiche sono tradotte in vibrazioni dell'aria, che noi percepiamo
come pitch.
La seconda sorgente sonora piu comune è chiamata noise source(sorgente di rumore).
La sorgente di rumore è ciò che il nome implica; produce sibili(hiss)
mormorii(hum)crepitii(crackling)rumori improvvisi(click).
Ci sono differenti tipi dirumore: rumore-bianco, rosa, azzurro,blue-ma li approfondiremo in
lezioni successive.
Detto in poche parole questo tipo di sorgente non produce un suono con una frequenza(pitch)
specifica.
La terza possibile sorgente sonora è un modulo che pensiamo piu come una device che
modifica il suono
piu che come una possibile sorgente, il filtro.
Non tutti itipi di filtro hanno la capacità di oscillare e produrre una frequenza(pitch), molti
possono.
L'oscillazione è controllata dalla risonanza del filtro, dall'enfasi e dal Q control.
La quarta possibile sorgente è usata in congiunzione con un sintetizzatore e non può essere
usata da tutti gli strumenti
che non la prevedono.
Con alcuni synth possiamo processare segnali esterni come chitarre o registratori attraverso
modificatori di suono del synth stesso.

MODIFIERS

Definiamoli dei modellatori del suono.


In un sintetizzatore sono usati per "modellare" il segnale dalla sorgente sonora.
Il modifier di cui si parla di più, perchè è determinante per il suono finale che si ottiene è
chiamato filtro
(anche conosciuto come voltage-controlled filter o VCF).QUesto modulo lavoro allo stesso
modo del filtro del caffè:
lascia passare una parte di suono e ne rimove altro.Ce ne sono di vari tipi:passabasso,passa-
alto,passa-banda,
band-reject(scarta-banda)
multi-mode, 12db/octave, 24db/octave, 6db/octave, ma ne parleremo in maniera approfondita
in una lezione futura.
Un altro tipo di modifier è l'amplificatore(piu specificatamente voltage-controlled amplifier o
VCA).
Come l'amplificatore della chitarra o l'amplificatore dello stereo, il VCA modella il suono
generale del synth
e lo rinforza.
Ce ne sono molti altri di modifiers, cose come i ring modulator,frequency dividers(divisori di
frequenza),
wave multipliers(moltiplicatori d'onda),
ne parleremo.

CONTROLLERS

Un controller è un modulo che dice ad altri moduli cosa fare.


Uno degli errori più comuni dei newbie è credere che la tastiera produca una frequenza(pitch).
Beh, non è cosi, l'oscillatore lo fa.
La tastiera ,ad esempio, è usata per instruire l'oscillatore sulla frequenza da produrre.
Basta pensare all'analogia con un piano per capire: i tasti sono connessi ai martelletti che
colpiscono le corde, che producono ciò che ascoltiamo.Allo stesso modo una tastiera è
connessa elettricamente
e manda ad un oscillatore informazioni su che pitch produrre.
Ci sono molti altri device oltre la tastiera che lavorano in questo modo, uno di questi è il
sequencer.
La funzione di un sequencer è produrre una ripetuta serie di voltaggi (control signal), che
quando applicati
ad un oscillatore producono una frequenza(pitch)differente.L'uscita del sequencer puo èssere
applicata a molte altre parti di un sintetizzatore cosi da creare infiniti effetti.
Un altro importante controller è il generatore di inviluppo, conosciuto anche come ADSR,
countorn generator
o transient generator.E' usato molto spesso per controllare il filtro o il VCA per modellare la
profondita e/o la lucentezza del tono.
La forma o contorno del suono è forse l'aspetto che piu distingue il suono stesso, facciamo un
esempio
sempre con il piano:quando colpiamo un tasto il suono è immediato, come la sua morte subito
dopo.
Se però cambiamo il contorno premendo il pedale del sustain, il suono sarà piu lungo.
I generatori di inviluppo, con le sue varie forme, permette di cambiare i contorni dei toni di un
sintetizzatore.
Altri controller sono i low-frequency oscillator ( LFOs), pitchbending wheel, modulation whell,
joysticks ....
Ora abbiamo fatto una carrellata di quello di cui parleremo approfonditamente nelle lezioni
seguenti.

MODULAZIONE E CONTROLLO DEL VOLTAGGIO

L'unica differenza tra uno strumento meccanico e uno strumento elettronico è la tecnologia
adoperata
per creare e modellare il suono. Le corde di un piano vibrano per creare una frequenza;lo
stesso fanno
gli oscillatori di un sintetizzatore, solo che essi vibrano elettricamente.I martelletti del piano,i
materiali e cosi via modellano il suo timbro; i filtri e gli amplificatori modellano il suono del
synth.
Un piano può essere freddo e senza vita come un sintetizzatore e un sintetizzatore può essere
caldo ed
espressivo come un piano, dipende dal livello di controllo del musicista ( e dell'esecutore ).
Nella lezione introduttiva abbiamo parlato di ( anche se in modo molto generico) vari
componenti o
moduli che sono usati per creare una "voce" (voice) di un sintetizzatore analogico.
La figura 1 mostra la costruzione piu comune di una voce (da ora in poi la chiameremo
voice).

Approssimativamente ne abbiamo già parlato, l'oscillatore produce una frequenza(pitch), il


filtro determina
la lucentezza generale del suono e l'amplificatore ne controlla le sonorità.
In passato non c'erano molti modi di controllare i moduli se non con potenziometri e manopole
, e non
era di molto aiuto se si volevano suonare otto note contemporaneamente. Bisognava
aggiungere necessariamente
qualche supporto. Questo non vuol dire che non bisogna imparare ad usare knobs e dials, ma
se si vogliono
eseguire cose complesse, o semplicemente fare qualche accordo, si ha bisogno di controlli in
più (control
modules).
I contollers includono tastiere, sequencer, inviluppi, lfos, whells e via di seguito..
Queste device sono differenti una dall'altra ma hanno una cosa in comune:producono voltaggio
in uscita,
che viene usato per manipolare altri moduli del sintetizzatore.
Gli oscillatori, i filtri e gli amplificatori dei sintetizzatori analogici sono controllati con il
voltaggio
(voltage.controlled).Il voltaggio è una pressione elettrica.E' la forza che permette all'elettricità
di fluttuare
tra i device elettronici.QUando controlliamo con il voltaggio un oscillatore stiamo modulando la
frequenza -
il pitch dell'oscillatore cambierà in maniera proporzionale all'importo di voltaggio che riceverà.
QUando con il voltaggio controlliamo un filtro, esso cambierà la lucentezza del timbro uscente
dal filtro stesso.
Allo stesso modo dei vestiti, il voltaggio esiste in varie misure e forme,cosi ogni prodotto ha le
sue peculiarià.
Tastiere e sequencer stoppano continuamente il rilascio di voltaggio.Un LFO ( oscillatore a
bassa frequenza),
rilascia continuamente voltaggio, voltaggio che fluttua periodicamente esattamente come
avviene con l'oscillatore
(solo che le fluttuazioni dell'LFO sono piu lente di un'oscillatore standard usato per creare
pitch).
L'LFO è usato solitamente per creare vibrato, trill, tremolo e simili effetti fluttuanti.
PItch-bend wheels, joystick, voltage pedals e simili rilasciano continuamente vari voltaggi che
non fluttuano.
Questi sono usati per controllare pitch, volume ed altri parametri come l'importo di voltaggio
che arriva dall'LFO.
Gli inviluppi rilasciano continuamente vari tipi di voltaggio che cambiano nel tempo.QUesto tipo
di voltaggio
è usato solitamente per controllare filtri e amplificatori ma può essere utiizzato per cose
diverse, ad esempio
possiamo reindirizzarlo ad un oscillatore per cambiarne il pitch ( vedi l'ottimo absynth ).

Il modo migliore per capire i vari tipi di voltaggio e i suoi utilizzi è vedere come sono fatti ed
ascoltarli.
nella figura 2 sono rappresentati varie forme di voltaggio prodotte da vari device.
Proviamo a fare qualche prova con il synth allegato.
(se non si dispone di reaktor 5 si puo scaricare la demo su sito della ni @
www.nativeinstruments.com)
http://www.xelenio.com/public/uploaded/kurregomma/SoundSchool%20Analog.zip
Per prima cosa osserviamo nello spettroscopio i formati d'onda per imparare a distinguerli e
capirne le peculiarità
(ne parleremo poi approfonditamente).Suoniamo qualche nota (se usate la tastiera del pc
provate con la sequenza
O P I Q T , ravvicinati di che tipo? ).Bene ora proviamo ad aumentare e diminuire il rate dell
LFO ( la sua velocità).
NOtate qualche differenza?
Assolutamente no, poichè l'amount ha valore pari a zero.L'amount modula l'intensità della
velocità dell'LFO
(rate) verso l'uscita ( nel nostro caso il pitch dell oscillatore).Non ci resta che aumentare il
valore dell'amount.
Aumentiamolo lentamente e gustiamoci l'effetto.
Ora occupiamoci del rate e diminuiamo il valore fino a 0.1.
Il primo approccio con un LFO non si scorda mai.
Ora proviamo a reindirizzarne l'uscita verso il VCF ( filter ) e poi verso il VCA (amp).
POssiamo sbizzarrirci ora, proviamo anche altri tipi di formati d'onda sia dell'lfo che
dell'oscillatore normale.

GATE e TRIGGER

La tensione di Gate è un voltaggio che può assumere solo due valori:


il primo, definito liberamente dal progettista, sarà diverso da zero e raggiungerà stabilmente
un qualsiasi livello
compreso tra +5 e +10 volts, il secondo sarà sempre pari a zero volt.
L'alternanza di presenza e assenza coporterà il funzionamento logico della tensione di gate.
Ogni volta che viene premuta una nota, ad esempio, il circuito interno crea una tensione di
gate che, dal valore zero di non utilizzo,
balza immediatamente alla tensione prescelta(+5) istruendo l'inviluppo ad iniziare l'emissione
del suo voltaggio di controllo.
Dal momento che la tensione di gate è direttamente legata, nella sua continuità di emissione,
alla durata degli eventi di controllo
(ad esempio, per quanto manteniamo premuto un tasto) se vogliamo simulare l'assenza di
segnale, si potrà utilizzare un oscillatore
a bassa frequenza(lfo) in grado di generare un'onda quadra sufficientemente stabile:
come vedremo di seguito, la simmetria, il duty cycle dell'onda quadra permetterà di mimare
un'eseguzione piu legata delle note o
progressivamente staccata.
Apriamo SoundSchool, selezioniamo PULSE tra i formati d'onda dell'LFO.
Dalle destinazine dell'LFO disattiviamo i pitch degli oscillatori ed attiviamo l'amp.
Impostiamo al massimo il rate e l'amount sempre dell'LFO e suoniamo una nota.Tenedola
premuta
diminuiamo lentamente il rate.
That'is.
(proviamo anche il pots symm che determina la simmetria del formato d'onda)

A differenza della tensione di gate, l'impulso di trigger è istantaneo, dura pochi millisecondi, e
per il trigger parleremo di un rapido
decadimento quale che sia la durata dell'eevento innescato.
Con l'evoluzione della tecnologia divenne progressivamente meno importante.

ATTENUAZIONE DI MODULAZIONE

All'inizio si fa a fatica a capire il significato di input ed output.


Diamo uno sguardo a qualche sintetizzatore non modulare , a priva vista non è cosi scontato
pensare che dentro
ci siano entrate ed uscite poichè l'unica cosa visibile è l'audio output che connettiamo alle
casse.
I primi sintetizzatori erano composti da componenti separati che venivano connessi tra loro con
patchcords esattamente
come nei sistemi modulari.Ogni componente o modulo ha le sue entrate e le sue uscite che
funzionano secondo la natura
stessa del modulo.
Per capire il concetto di input ed output immaginiamo un modulo come un negozio.
Dall'entrata principale entrano i clienti (audio input), dalla porta sul retro escono (audio
output) e dalla porta laterale
entrano i responsabili del negozio( control input).
I clienti sono analoghi ai segnali, in forma di voltaggio, che fluttuano nel sintetizzatore.
I responsabili sono analoghi ai segnali di voltaggio usati per conntrollare le funzioni del
modulo.
La maggior parte dei synth moderni non sono modulari, sono composti da componenti separati
come oscillatori, filtri
amplificatori, inviluppi, lfo , tastiere e cosi via;ma sono le case costruttrici a deciderne
l'interconnessione.
Adognimodo, tutte el connessini interene sono gestite da un microprocessore - una sorta di
cervello-
e? importante familiarizzare con l'idea che ogni modulo è separato dall'altro:in questo modo
immagineremo il suono scomposto (pitch, loudness,brightness, envelope) riuscendo cosi ad
associare ogni aspetto del suono
ai singoli moduli.
Torniamo all'analogia del negozio, è importante notare la differenza tra l'entrata per
clienti(audio input) e l'entrata per
i responsabili(signal input).Entrambe sono entrate, ma,naturalmente, il control input è ustao
per specifici scopi.
Ovviamente questa analogia è solo una generalizzazione per capire il concetto di input e
output. alcuni moduli ad esempio
hanno solo il control input e l'audio output.Altri, ad esempio gli inviluppi non hanno ne audio
input ne audio output,hanno
solo l'uscita del controllo di voltaggio,il suo input accetta solo segnali chiamati trigger o gate
che dicono all'inviluppo
quando partire.

Perciò abbiamo detto che la struttura degli input e degli output dipendono dalla natura stessa
del modulo.
Diamo un occhiata al nostro Soundschool, notate tutti questi input ed output?no.
Ciò che vediamo sono una serie di pulsanti e di rotelle che modificano il valore dei parametri.
QUeste manopole e levette scorrevoli sono chiamate potenzimetri (pots), perchè variano il
potenziale di un segnale elettrico.
Alcuni pots sono a manopola altri a scorrimento.
Questi controlli sono usati per "attenuare" il segnale dello strumento- attenuare significa
limitare o eliminare l'importo del voltaggio
applicato ad un altro componente.
Ora riapriamo il nostro Soundschool. attiviamo la i accanto al lucchetto e andiamo a scoprire i
significati dei controlli presenti.

ATTENUATORI

Prima di iniziare a parlare di oscillatori, filtri e altre diavolerie,parliamo di una cosa che hanno in
comune tutti i sintetizzatori: gli attenuatori, componenti che sono usate per limitare e aggiustare
valori, velocità, livelli, tempo degli
inviluppi ed altro. Gli attenuatori fanno parte della nostra quotidianità;l'acceleratore della macchina
è un attenuatore ad esempio,come lo sono i rubinetti e gli interruttori della luce.Tutto ciò che è
pensato per limitare un valore può essere inteso come attenuatore.
Sono parte integrante di ogni tecnologia, sia essa computerizzata o trainata a cavalli.Nei
sintetizzatori analogici, l'elettricità nella forma di voltaggio è usata per fare tutto il lavoro.I
componenti controllati tramite voltaggio come gli oscillatori(che producono pitch), filtri(che
modellano la lucentezza), e gli amplificatori
prendono ordini dai propri controlli di voltaggio, prodotti da moduli di controllo come tastiere, lfo o
inviluppi.Modulazione è il termine usato per descrivere ciò che succede quando applichiamo
voltaggio ad un modulo controllato dal voltaggio.
E' importante essere in grado di limitare o attenuare per produrre cose musicalmente utili, come un
vibrato ( fluttuazioni del pitch),tremolo(fluttuazione del volume)e via di seguito. Spesso è possibile
che un singolo control module sia usato per modulare piu moduli contemporaneamente.Ad
esempio:un singolo LFO può essere usato
per controllare un oscillatore ed un filtro
contemporaneamente.
Guardiamo la Fig.5(scusate se fa veramente schifo):
viene mostrato una tipica "voce" di un sintetizzatore nella quale abbiamo un oscillatore collegato ad
un filtro collegato ad un amplificatore ed un singolo oscillatore a bassa frequenza (LFO) che
controlla i tre moduli contemporaneamente.
Diciamo che l'Lfo produce un segnale lento ma potente quando non attenuato.Il segnale fluttua
uniformemente, ciò che chiamiamo modello d'onda sinusoidale (sine wave pattern).Se il segnale è
applicato all'oscillatore, al filtro e all'amplificatore
uniformemente e simultaneamente,questi tre andranno in perfetta sincronia: il pitch andrà su e giu
come una sirena, la lucentezza del suono fluttuerà e il volume sarà alternatamente molto forte e
debole.Possiamo ottenere effetti molto piu utili musicalmente aggiungendo attenuatori, uno per ogni
destinazione.
Questo simbolo mostrato nella figura 5 è un indicazione usata negli schemi elettrici per i resistori
variabili, ciò che un attenuatore elettrico in realtà è.
Aggiungendo questi attenuatori possiamo regolare la quantità di modulazione dell'LFO
indipendentemente per l'oscillatore, il filtro e l'amplificatore.Questo incrementa di molto le
possibilità del solo posizionare un attenuatore prima della sorgente di
modulazione, in questo caso l'LFO.
La figura 6(anche peggio della 5) mostra un analogia che ci può aiutare a capire perchè gli
attenuatoriposizionati alla destinazine da modulare sono più utili che un singolo attenuatore
alla sorgente:

immaginiamo di avere una conduttura che si separa in tre differenti


direzioni per innaffiare tre campi contemporaneamente, in questo modo non si puo regolare
l'irrigazione individualmente per ogni campo.Per fare questo, dobbiamo mettere tre valvole, una ad
ogni conduttura.Le valvole rappresentano gli attenuatori, le condutture
sono la direzione attraverso la quale passrà il controllo del voltaggio, e l'acqua nelle condutture il
voltaggio, mentre i campi sono i moduli che saranno modulati.Osservando questa analogia notiamo
che può essere utile avere attenuatori sia alla destinazione
di modulazione che alla sorgente;l'attenuatore alla sorgente funzinerà come un master level control,l
mentre gli attenuatori alle destinazioni sono controlli individuali.
Questa configurazine verrà ritrovata in molti casi.
Notiamo anche che gli attenuatori di cui stiamo parlando limitano solamente il valore o l'ampiezza
di un segnale;non influenzano la frequenza o la velocità di quel segnale.E'importante capire questo
perchè dobbiamo renderci conto di che tipo di effetti produce.
Torniamo al nostro diagramma, immaginiamo che l'LFO stia andando veloce quanto basta per
creare un vibrato mentre modula il pitch dell'oscillatore(il pitch fluttua su e giu velocemente per
creare il vibrato).Con gli attenuatori limitiamo solo l'ampiezza,la velocità con cui vengono modulati
oscillatore, filtro e amplificatore è la stessa,anche se si potrebbero avere tre attenuatori differenti
che producono differenti valori di modulazione.QUeste si chiamano modulazioni sincroniche e
avvengono alla stessa velocità.
Se volessimo avere differenti velocità, per creare eventi più complessi, dovremmo essere in grado di
creare velocità multiple alla sorgente di modulazione, l'LFO.
In effetti abbiamo bisogno di piu di un LFO per fare questo.
Torniamo all'analogia dell'irrigazione per fare un esempio,aggiungendo un'altro mulino
che rappresenta il circuito dell'LFO che crea la velocità(speed). Le pale prendono l'acqua dal
serbatoio e la immettono nelle tubature usate per irrigare i campi.La velocità del mulino controlla la
velocità dello scorrere dell'acqua.Per avere velocità multiple dovremmo avere diversi mulini e
tubature separati, altrimenti si mescolerebbero insieme non cambiando di molto il risultato.Quindi
abbiamo bisogno di tre LFO per produrre tre velocità indipendenti.
Comunque se sulle vostre macchine non notate singoli attenuatori ad ogni modulo-destinazione non
preoccupatevi;nella storia dell'hardware musicale ci sono stati molti strumenti popolari
e musicalmente utili con queste carenze.Il minimoog per esempio
aveva due switch per attenuare l'amount di modulazione del filtro, uno altro switch per accendere o
spengere la modulazione degli oscillatori ed un unica manopola/wheel/per controllare l'ammontare
di entrambe le modulazioni.
Inoltre, il Prophet-5, aveva limitate possibilità in questo senso, anche se la sua Polymod section

permetteva di scegliere varie sorgenti di modulazione.


(ps.Diamo uno sguardo all'ottimo Pro53 della n.i.)
L'Arp2600 è stato il primo synth a cambiare l'approccio della modulazione degli attenuatri alla
destinazione.
(ps.ora anche software)
Nei tempi moderni ormai centinaia di strumenti hanno indipendenti attenuatori ad ogni modulo
ricevitore,
tra i primi è da ricordare il bellissimo DX7 della Yamaha.
Nella prossima lezione>Oscillatori
Stay TUned!!!