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3B SCIENTIFIC

ESPERIMENTI DI FISICA
E S P E RIME N T O DI F R A NCK- HE R T Z
La quantizzazione dell’energia così come la produzione, la registrazione e l’analisi degli spettri e la conseguente conferma speri-
mentale dei modelli sono una importante componente della maggior parte dei curriculum in tutto il mondo. Il noto esperimento
di James Franck e Gustav Hertz del 1913 ha un’importanza fondamentale per dimostrare gli stati di energia discreta degli atomi.

Pagina 212

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9000499 IT
9000499 08/2014

ESPERIMENTI DI FISICA Meccanica Elettrologia Fisica atomica e nucleare

Visita 3bscientific.it ► Termologia Ottica Fisica moderna


CONTENUTO

GEN T IL E CLIEN T E,
Moto uniformemente accelerato (UE1030260): ............................................26
le pagine seguenti presentano oltre 100 esperimenti per moderne lezioni di fisica. La raccolta costitu-
isce uno strumento efficace e completo per affrontare aree tematiche dalla fisica classica a quella MECCANICA Registrazione e valutazione di moti uniformemente accelerati
moderna. Grazie a una suddivisione basata su tipologia di target e obiettivi, è possibile scegliere fra sulla rotaia delle pulegge
esperimenti di livello base, avanzato e specialistico.
Ciascun esperimento comprende: Caduta libera (UE1030300): ..........................................................................28
descrizione della funzione Determinazione dell‘accelerazione di caduta
raffigurazione della struttura sperimentale
rappresentazione dei principi teorici e sperimentali Moto del proiettile (UE1030400): ..................................................................30
panoramica dei risultati delle misurazioni Registrazione punto per punto delle parabole di lancio
elenco dettagliato della strumentazione.
Informazioni e dettagli sui singoli strumenti sono reperibili sul nostro sito web www.3bscientific.com. Urti bidimensionali (UE1030600): .................................................................32
Siamo a vostra completa disposizione anche per consulenze telefoniche e via e-mail. Analisi di urti elastici ed anelastici di due corpi su un piano
Riceveremo con piacere tutte le vostre domande, annotazioni e ordinazioni. Saremo inoltre lieti di
elaborare per voi ulteriori apparecchiature su nuovi argomenti, rispondendo in maniera ancor più Seconda legge di Keplero (UE1030700): ........................................................34
specifica alle vostre esigenze. Conferma della legge delle aree uguali per i moti originati da forze centrali

Cordiali saluti,
Dr. Johannes Selbach
M ETO DI DI M ISU RAZ IO NE M OTO ROTATO RIO
Sferometro (UE1010100): ................................................................................8 Moto rotatorio uniformemente accelerato (UE1040101): .............................36
Determinazione dei raggi di curvatura sui vetri per orologio Conferma dell’equazione del moto di Newton
Dr. Johannes Selbach
Head of Product Management Natural Sciences
Lunghezza e volume (UE1010200): ...............................................................10 Momento d‘inerzia (UE1040201):..................................................................38
Misurazione di un corpo di forma irregolare Determinazione del momento d’inerzia di un’asta del manubrio con
masse supplementari
Costante di gravitazione (UE1010300): .........................................................12
Misurazione della forza gravitazionale e determinazione della costante Momento d‘inerzia (UE1040205):..................................................................40
di gravitazione con la bilancia di torsione di Cavendish Determinazione del momento d’inerzia di diversi corpi di prova

Moti giroscopici (UE1040500):.......................................................................42


F O RZ E Precessione e nutazione di un giroscopio

Copyright © 2014, 3B Scientific GmbH, Hamburg. È vietata la riproduzione e pubblicazione non autorizzata dei contenuti del catalogo.
Leva unilaterale e bilaterale (UE1020200): ...................................................14
Conferma della legge sulle leve
O SCILLAZ IO NI E O NDE
Parallelogramma delle forze (UE1020300): ..................................................16 Oscillazione armonica di un pendolo a filo (UE1050101): ............................44
Analisi sperimentale della somma vettoriale delle forze Misurazione del periodo di oscillazione di un pendolo a filo per vari pesi
Optica ondulatoria con microonde, pagina 148
Piano inclinato (UE1020400):........................................................................18 Oscillazione ellittica di un pendolo a filo (UE1050121): ...............................46
Determinazione della forza resistente Descrizione dell’oscillazione ellittica di un pendolo a filo come
sovrapposizione di due componenti perpendicolari tra loro
Attrito statico e radente (UE1020500): ..........................................................20
Misurazione delle forze di attrito Pendolo gravitazionale variabile (UE1050201): ............................................48
Misurazione del periodo di oscillazione di un pendolo a seconda della
La qualità è il nostro impegno LEGENDA
componente attiva dell‘accelerazione di caduta
3B Scientific offre eccellente qualità ad un ottimo
SPINTA STATICA

1
prezzo. Il nostro quality management è conforme
Principio di Archimede (UE1020850): ...........................................................22 Pendolo di Foucault (UE1050250):................................................................50
agli standard di ISO 9001 e di Worlddidac Quality
E s p e r i m e n t o d i li v e ll o b a s e Determinazione della spinta statica in funzione della profondità Dimostrazione della rotazione terrestre con un pendolo di Foucault
Charter e la sua qualità viene regolarmente confer-
di immersione
mata da periti indipendenti.
C’è da fidarsi. Oscillazioni armoniche (UE1050311): ...........................................................52
Misurazione delle oscillazione di una molla a elica con un

2
M OTO TRAS LATO R IO sensore di movimento a ultrasuoni
E s p e r i m e n t o d i li v e ll o a v a n z a t o Moto uniformemente accelerato (UE1030250): ............................................24
Misurazione della velocità istantanea in funzione dello spostamento Pendolo di torsione del Prof. Pohl (UE1050500):..........................................54
Misurazione e analisi di oscillazioni di torsione armoniche libere

3 E s p e r i m e n t o d i li v e ll o
s p e c i a li s t i c o

3B Scientific® Experiments ...going one step further 3


CONTENUTO CONTENUTO

Pendolo di torsione del Prof. Pohl (UE1050550):..........................................56 CIC LI Leggi di Kirchhoff (UE3020330): .................................................................110
Misurazione e analisi di oscillazioni forzate Motore Stirling D (UE2060100):.....................................................................92 Misurazioni di tensione e corrente su collegamenti in serie e in
TERMOLOGIA Modello funzionale di un motore ad aria calda come motore termico parallelo di resistenze
Oscillazioni accoppiate (UE1050600): ...........................................................58
Registrazione e analisi delle oscillazioni di due pendoli Motore Stirling G (UE2060250): .....................................................................94 Divisore di tensione (UE3020340): ..............................................................112
uguali accoppiati Registrazione del diagramma p-V Misurazioni di tensione e corrente sul divisore di tensione non
sotto carico e sotto carico
Onde meccaniche (UE1050700): ...................................................................60 Pompa di calore (UE2060300):......................................................................96
Analisi di onde stazionarie su una molla a elica e una corda tese Registrazione e analisi del diagramma pressione-entalpia di una Elettrolisi (UE3020700): ...............................................................................114
pompa di calore a compressione Determinazione della costante di Faraday

AC U STICA
Velocità del suono nell‘aria (UE1070310): ....................................................62 CA M PO M AGNETIC O
Misurazione dei tempi di propagazione degli impulsi sonori in Forza di Lorentz (UE3030300): ....................................................................116
un tubo di Kundt ELE T TROLOGIA Misurazione della forza esercitata su un conduttore attraversato
da corrente in un campo magnetico
Velocità del suono nell‘aria (UE1070320): ....................................................64
Generazione e misurazione di onde sonore stazionarie in Campo magnetico di una bobina cilindrica (UE3030500):..........................118
un tubo di Kundt D I LATA Z I O N E T E R M I CA Determinazione del campo magnetico di bobine cilindriche di
Dilatazione termica dei solidi (UE2010130): .................................................74 diversa lunghezza
Propagazione del suono in corpi solidi (UE1070530): ..................................66 Determinazione dei coefficienti di dilatazione di ottone, acciaio e vetro
Determinazione della velocità del suono per onde longitudinali Campo geomagnetico (UE3030700): ...........................................................120
e trasversali in corpi solidi Anomalia dell’acqua (UE2010301): ...............................................................76 Determinazione delle componenti orizzontale e verticale del
Determinazione della temperatura del massimo di densità dell’acqua campo geomagnetico
Effetto Debye-Sears (UE1070550): .................................................................68
Determinazione della velocità delle onde ultrasonore nei liquidi
T R ASF E R IM E N TO D I CA LOR E INDU Z IO NE
Conducibilità termica (UE2020100): .............................................................78 Legge di induzione di Faraday (UE3040100): ..............................................122
M ECCANICA DE I LI Q U I DI E DE I GAS Misurazione della conducibilità in aste metalliche Produzione di una sovratensione momentanea in un conduttore ad
Viscosimetro a sfera cadente (UE1080350): ..................................................70 anello mediante l’uso di un magnete permanente in movimento
Determinazione della viscosità dinamica di una soluzione acquosa Cubo di Leslie (UE2020200):..........................................................................80 EL ETTRO STATICA
di glicerina Misurazione della radiazione termica di un cubo di Leslie Campo elettrico nel condensatore a piastre (UE3010700): ...........................98 Induzione in un conduttore ad anello in movimento (UE3040200): ..........124
Misurazione del campo elettrico in un condensatore a piastre con Misurazione della tensione d’induzione in un conduttore ad anello
Tensione superficiale (UE1080400): ..............................................................72 il misuratore di campo elettrico spostato da un campo magnetico
Misurazione della tensione superficiale secondo il metodo del distacco EN E R G I A I N TE R N A
Energia interna e lavoro meccanico (UE2030300): .......................................82 Tensione sui condensatore a piastre (UE3010800): .....................................100 Pendolo di Waltenhofen (UE3040400): .......................................................126
Aumento dell’energia interna attraverso il lavoro meccanico Misurazione statica della tensione in funzione della distanza tra le piastre Dimostrazione e analisi del funzionamento di un freno a corrente
di Foucault
Energia interna e lavoro elettrico (UE2030400): ...........................................84
Aumento dell’energia interna attraverso il lavoro elettrico TRASPO RTO DE LLA CARICA E CO RRENTE Trasformatore (UE3040500): .......................................................................128
Gocce d‘acqua cariche (UE3020100): ..........................................................102 Misurazioni su un trasformatore sotto carico e non sotto carico
Dimostrazione della corrente elettrica che viene creata da gocce
L E G G I D E I GAS d‘acqua in movimento e caricate
Legge di Boyle-Mariotte (UE2040100): ..........................................................86 CIRCU ITI DI CO RRENTE CONTINUA E ALTERNATA
Misurazione in aria a temperatura ambiente Conduzione elettrica (UE3020200): .............................................................104 Carica e scarica di un condensatore (UE3050101): .....................................130
Determinazione della conduttività elettrica di rame e alluminio Analisi dell‘andamento della tensione del condensatore durante
L‘esponente adiabatico dell‘aria (UE2040200): .............................................88 la carica e la scarica di un condensatore
Determinazione dell‘esponente adiabatico Cp/CV dell‘aria secondo Rüchardt Il ponte di Wheatstone (UE3020300): .........................................................106
Determinazione di resistenze ohmiche Carica e scarica di un condensatore (UE3050105): .....................................132
Gas reale e punto critico (UE2040300): .........................................................90 Misurazione dei tempi di carica e scarica
Analisi quantitativa di un gas reale e rappresentazione del punto critico Legge di Ohm (UE3020320): ........................................................................108
Conferma della legge di Ohm Resistenza di un condensatore nel circuito a corrente alternata
(UE3050111): ...............................................................................................134
Determinazione della resistenza capacitiva in funzione di capacità
e frequenza

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CONTENUTO CONTENUTO

Carica e scarica di una bobina (UE3050201): ..............................................136 E L E TTR ON I CA Attività ottica (UE4040300): ........................................................................186 Diffrazione elettronica (UE5010500): ..........................................................206
Analisi dell‘andamento della corrente della bobina all‘inserimento Transistor bipolare (UE3080200): ................................................................166 Rotazione del piano di polarizzazione attraverso soluzioni zuccherine Osservazione della diffrazione degli elettroni sulla grafite policristallina
e al disinserimento di una tensione continua Misurazione delle caratteristiche rilevanti di un transistor npn e conferma della natura ondulatoria degli elettroni
Effetto Faraday (UE4040600):......................................................................188
Resistenza di una bobina nel circuito a corrente alternata (UE3050211): ..138 Transistor ad effetto di campo (UE3080300):..............................................168 Dimostrazione dell’effetto Faraday e determinazione della costante GU SCI ELETTRO NICI
Determinazione della resistenza induttiva in funzione di induttanza Misurazione delle caratteristiche rilevanti di un transistor ad effetto di campo di Verdet per il vetro flint Spettri a righe (UE5020100): .......................................................................208
e frequenza Registrazione e valutazione della serie di Balmer dell’idrogeno
e di altri spettri a righe nel campo visibile
Impedenza in corrente alternata (UE3050301): ..........................................140 INTENSITÀ DI RADIAZ IO NE
Determinazione dell’impedenza in corrente alternata in un circuito OT TICA Legge del quadrato della distanza (UE4050100): ........................................190 Spettri a righe (UE5020150): .......................................................................210
con capacitori e resistori Conferma della legge del quadrato della distanza per l‘intensità Misurazione ad alta risoluzione di linee di assorbimento ed emissione
di radiazione di una sorgente luminosa
Impedenza in corrente alternata (UE3050311): ..........................................142 Esperimento di Franck-Hertz sul mercurio (UE5020300): ...........................212
Determinazione dell’impedenza in corrente alternata in un circuito Legge di Stefan-Boltzmann (UE4050200): ...................................................192 Registrazione e analisi della curva di Franck-Hertz sul mercurio
con induttori e resistori Conferma della dipendenza T 4 dell‘intensità di radiazione
Esperimento di Franck-Hertz sul neon (UE5020400):..................................214
Impedenza in corrente alternata (UE3050321): ..........................................144 Registrazione e analisi della curva di Franck-Hertz sul neon e osservazione
Determinazione dell’impedenza in corrente alternata in un circuito V ELO CITÀ DELLA LU CE dell’emissione luminosa
con induttori e capacitori induttiva e capacitiva Determinazione della velocità della luce (UE4060100): .............................194
Determinazione della velocità della luce sulla base della durata di Potenziali critici (UE5020500): ....................................................................216
Circuito oscillante LC (UE3050400): .............................................................146 brevi impulsi luminosi Determinazione dei potenziali critici dell’atomo di elio
Analisi del comportamento di risonanza di un circuito oscillante LC in serie
RISO NANZ A M AGNETICA
F ISICA DEL LASER Risonanza di spin elettronico (UE5030100): ...............................................218
OS Z ILLAZIONI E ON DE E LE T T R OM AG N E T I C H E OTTI CA G E OM E TR I CA Laser Nd:YAG (UE4070310):.........................................................................196 Dimostrazione della risonanza di spin elettronico su DPPH
Optica ondulatoria con microonde (UE3060300): .......................................148 Equazioni delle lenti (UE4010100): .............................................................170 Configurazione e ottimizzazione di un laser Nd:YAG
Dimostrazione e analisi di interferenza, diffrazione e polarizzazione Determinazione della distanza focale di una lente secondo il Risonanza magnetica nucleare (UE5030200): .............................................220
delle microonde metodo di Bessel Laser Nd:YAG (UE4070320):.........................................................................198 Dimostrazione e confronto della risonanza magnetica nucleare
Q-switching del laser Nd:YAG con un modulo Cr:YAG su glicerina, polistirolo e teflon

TU BI EL ETTR ONICI C OLOR I Laser Nd:YAG (UE4070330):.........................................................................200 F ISICA DELLO STATO SOLI DO /
Diodo a tubo (UE3070100): .........................................................................150 Spettri di trasmissione (UE4020400): ..........................................................172 Duplicazione della frequenza interna al risonatore in un laser Nd:YAG F ENOM ENI DI CO NDU Z IO NE
Registrazione della caratteristica di un diodo a tubo Registrazione e valutazione degli spettri di trasmissione di corpi trasparenti Conduzione elettrica in semiconduttori (UE6020100): ...............................222
Determinazione della banda proibita del germanio
Triodo a tubo (UE3070200): ........................................................................152
Registrazione del campo di caratteristiche di un triodo a tubo. OTTI CA ON D U L ATO R I A Effetto Hall nei semiconduttori (UE6020200): ............................................224
Diffrazione da fenditure multiple e reticoli (UE4030200): ..........................174 FISICA MODERNA Analisi dei meccanismi della conduzione elettrica in germanio
Tubo a croce di Malta (UE3070300): ...........................................................154 Dimostrazione della natura ondulatoria della luce e determinazione drogato mediante studio dell‘effetto Hall
Dimostrazione della diffusione rettilinea di elettroni nello spazio della lunghezza d’onda
privo di campo Effetto Seebeck (UE6020500): .....................................................................226
Biprisma di Fresnel (UE4030300): ...............................................................176 Registrazione delle caratteristiche di diversi termoelementi
Tubo di Perrin (UE3070400): .......................................................................156 Creazione di un‘interferenza fra due raggi con un biprisma Fresnel e determinazione della sensibilità
Determinazione della polarità dei portatori di carica
Anelli di Newton(UE4030350): ....................................................................178 FISICA DEI RAGGI RÖNTGEN / D IFFRATTO METRIA
Tubo di Thomson (UE3070500): ..................................................................158 Osservazione di anelli di Newton in luce monocromatica Riflessione di Bragg (UE7010100):...............................................................228
Analisi della deviazione degli elettroni nel campo elettrico e magnetico. Determinazione di costanti reticolari di cristalli ionici
Interferometro di Michelson (UE4030410): .................................................180
Tubo a fascio filiforme (UE3070700): ..........................................................160 Dimostrazione e analisi del funzionamento di un interferometro FISICA DEI RAGGI RÖNTGEN /
Determinazione della carica specifica dell’elettrone di Michelson SPETTRO SCO PIA ENERGETICA
Fluorescenza a raggi X (UE7020100): ..........................................................230
Oscilloscopio didattico (UE3070800): ..........................................................162 Interferometro di Mach-Zehnder (UE4030520): ..........................................182 Analisi non distruttiva dei composti chimici
Analisi dei principi fisici della rappresentazione oscilloscopica Illustrazione del cancellatore quantistico in un esperimento analogico PRINCIPI DI FISICA ATO M ICA
con risoluzione temporale dei segnali elettrici Costante di Planck (UE5010200): ................................................................202 A LT R I A S S O R T I M E N T I
Determinazione della costante di Planck secondo il metodo della Sistema di apparecchi per esperimenti scolastici (SES) ...............................232
Oscilloscopio didattico II (UE3070850):.......................................................164 P OL A R I ZZA ZI ON E forza controelettromotrice Biologia ......................................................................................................236
Dimostrazione della sovrapposizione indisturbata di campi Legge di Malus (UE4040100): ......................................................................184 Geologia .....................................................................................................240
magnetici nel vuoto Conferma della legge di Malus per luce polarizzata linearmente Microscopio a scansione per effetto tunnel (UE5010300): ..........................204
Rappresentazione della struttura atomica della superficie di campioni
di oro e grafite
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MECCANICA / ME TODI DI MISUR A ZIONE

UE1010100 SFEROMETRO UE1010100

B A SI GE NE R A L I
Lo sferometro consta di un treppiede con tre punte in acciaio come

centro del treppiede viene condotta una vite micrometrica con punta
di misura. Una scala verticale indica l’altezza h della punta di misura
h
punta di misura può essere letto con una precisione di 1 μm mediante
r

Tra la distanza r delle punte di base del centro dello sferometro, il raggio di
R-h
curvatura cercato R e l’altezza della bombatura h vale la relazione R

(1) R 2 = r 2 + ( R− h ) 2

Invertendo, per R si ottiene quindi:

r 2+ h 2
(2) R=
2⋅h

La distanza r si calcola dal lato s del triangolo equilatero formato dalle


punte di base:

(3) s
r= R
3 R-h
L’equazione condizionale per R è quindi:

F UN Z IONI S C OP O (4) s2 h
R= +
Determinazione dei raggi di curvatura sui vetri per orologio
6 ⋅h 2 r
h
-
ra h di due vetri per orologio ad una
distanza definita s
dello sferometro. RI A S S UN T O
Dall’altezza della bombatura h di una superficie sferica sopra o sotto un piano definito dai punti
R dei due d’angolo di un triangolo equilatero è possibile stabilire il raggio di curvatura R della superficie sferica.
vetri per orologio. Questa determinazione è possibile per curvature concave o convesse e concava della superficie sferica.

convesse e concave. A N A L ISI


La distanza tra le punte di base s dello sferometro utilizzato ammonta
A P PA REC CHI NEC E S S A RI a 50 mm. Per altezze di bombature h ridotte (4) può quindi essere sem- r
plificata in s
Numero Apparecchio Cat. no s 2 2500mm 2 420 mm 2
R= = ≈
1 Sferometro di precisione 1002947 6⋅h 6⋅h h
1 Specchio piano 1003190 Sulla scala dello sferometro sono leggibili altezze di bombatura tra 10 mm
1 Set di 10 vaschette in vetro da orologio, 80 mm 1002868 e 1 μm con una precisione di lettura di 1 μm. In questo modo, possono
1 Set di 10 vaschette in vetro da orologio, 125 mm 1002869 essere determinati raggi di curvatura da ca. 40 mm a ca. 400 mm

Rappresentazione schematica per la misurazione del raggio di curvatura con


uno sferometro
In alto: Sezione trasversale per oggetto di misurazione con superficie convessa
Centro: Sezione trasversale per oggetto di misurazione con superficie concava
In basso: Osservazione dall’alto

1
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MECCANICA / ME TODI DI MISUR A ZIONE

UE1010200 LUNGHEZZA E VOLUME UE1010200

B A SI GE NE R A L I
2
3

la determinazione delle misure interne e un’asta per la misurazione in 4


profondità di fori e intagli. 5

Per evitare errori sistematici di misurazione, il calibro a corsoio deve essere 1


applicato in ogni caso non inclinato, per quanto possibile. La precisione di Fig. 1: Bracci di misura per misurazione esterna (1), becchi incrociati per
lettura viene classicamente aumentata di qualche frazione di millimetro misurazione interna (2), asta per la misurazione in profondità (3), scala
con il cosiddetto nonio. I millimetri pieni vengono letti a sinistra dello millimetrica (4), cursore con nonio (5)
zero del nonio. La frazione decimale è individuata quando una lineetta del
nonio si copre con una lineetta della scala millimetrica.

Se è disponibile un recipiente di traboccamento, è possibile determinare il


volume secondo il metodo del traboccamento. Il corpo viene immerso nel
recipiente riempito con acqua provocando un traboccamento e facendo
fluire il liquido in un cilindro graduato. Il volume di acqua spinto fuori dal
recipiente corrisponde al volume V del corpo stesso.

A N A L ISI Fig. 2: Determinazione di una misura esterna


Di norma si effettua più volte una misurazione e si calcola il valore
medio dei valori determinati.
Per il calcolo del volume, il volume viene suddiviso in volumi parziali di
corpi di forma regolare, che vengono sommati o sottratti ad es. nei fori.

F UN Z IONI SCOPO
0
12 34 56 78 91 01 11 21 31 41 51 61 7 18 19

01 23 45 67 89 0

un corpo di forma irregolare.

un corpo di forma irregolare. RIASSUNTO


Per la misurazione precisa di lunghezze non troppo grandi si utilizzano i calibri a corsoio. Essi sono Fig. 3: Determinazione di una misura interna
- adatti per la misurazione di misure esterne, interne e in profondità, come viene dimostrato con l’e-
dità di un corpo di forma irregolare. sempio di un corpo di forma irregolare. Il calcolo del volume di un corpo dai dati acquisiti è relativa-
mente complicato. Un’altra determinazione avviene secondo il metodo del traboccamento.

A P PA REC CHI NECE S S A RI


Numero Apparecchio Cat. no
1 Calibro a corsoio, 150 mm 1002601
Fig. 4: Determinazione della profondità di foratura
1 Oggetto per esercitazioni di misurazione 1006889
1 Vaso di troppopieno, trasparente 1003518
1 Cilindro graduato, 100 ml 1002870
1 Laborboy II 1002941
1 Corda sperimentale 1001055
1 Set di 10 becher, forma alta 1002873

1
Fig. 6: Rappresentazione schematica del metodo di traboccamento Fig. 5: Determinazione di un’altezza

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MECCANICA / ME TODI DI MISUR A ZIONE

UE1010300 COSTANTE DI GRAVITAZIONE UE1010300

Il nucleo centrale della bilancia di torsione di Cavendish è rappresentato È possibile utilizzare uno specchio fissato al pendolo di torsione per realiz-
da un pendolo di torsione sensibile munito di due sfere di piombo piccole, zare un indice luminoso in grado di rendere osservabili a occhio nudo le
a loro volta attirate da una coppia di sfere grandi, anch’esse di piombo. La oscillazioni. Ciò consente di semplificare notevolmente la necessaria regola-
posizione delle sfere di piombo più grandi determina pertanto la posizio- zione e calibrazione della bilancia di torsione.
ne di equilibrio del pendolo di torsione. Spostando le sfere grandi in una
seconda posizione specularmente simmetrica alla prima rispetto alla massa
delle sfere piccole, dopo un periodo di transizione il pendolo di torsione
assume una nuova posizione di equilibrio. La costante di gravitazione si
ricava dalle due posizioni di equilibrio e dalle misure geometriche della A N A L IS I
disposizione. Il fattore determinante è l’equilibrio fra la forza gravitazionale Dalle equazioni (1), (4), (5) e (6) si ottiene previa conversione:
e il momento torcente di richiamo del filo di torsione. Δϕ d 2 ⋅ π 2 ⎛ 1 m a2 + b2 ⎞
G= ⋅ 2 ⋅ ⎜ 2 ⋅r + ⋅ B ⋅
La forza gravitazionale è data da m2 T ⎝ 12 m1 r ⎟⎠ .
In questa sede, non si è ancora considerato che ciascuna delle due
m1 ⋅m2
(1) F = G⋅ sfere di piombo piccole viene attirata anche dalle sfere di piombo
d2
grandi lontane e pertanto il momento torcente sul pendolo di torsione
G: costante di gravitazione risulta leggermente inferiore a quanto finora calcolato. In tal senso,
m1: massa di una sfera di piombo piccola, è possibile correggere senza problemi l’equazione (2), poiché tutte le
m2: massa di una sfera di piombo grande, distanze sono note.
F UN Z IONI SCOPO d: distanza fra sfera piccola e sfera grande nella posizione di misurazione.
Quando le due sfere di piombo grandi si trovano in posizione di misura-
zione, essa devia il pendolo di torsione dalla posizione di origine. Per il
momento deviante vale
torsione. m2
RIASSUNTO (2) M1 = 2 ⋅F ⋅r
- Il nucleo centrale della bilancia di torsione di Cavendish è rappresentato da un pendolo di torsione r: distanza delle sfere di piombo piccole dalla sospensione dell’asta
d
dolo di torsione intorno alla posizione sensibile munito di due sfere di piombo piccole, a loro volta attirate da una coppia di sfere grandi, Deviando il pendolo di torsione di un angolo ϕ, agisce il momento torcente m1
anch’esse di piombo. La posizione delle sfere di piombo più grandi determina pertanto la posizione di di richiamo
r
!
del periodo di oscillazione. equilibrio del pendolo di torsione. Spostando le sfere grandi in una seconda posizione specularmente
simmetrica alla prima rispetto alla massa delle sfere piccole, dopo un periodo di transizione il pendolo (3) M2 = D ⋅ϕ m1
di torsione assume una nuova posizione di equilibrio. La costante di gravitazione si ricava dalle due D: costante di collegamento angolare del filo di tungsteno
posizioni di equilibrio e dalle misure geometriche della disposizione. Il fattore determinante è l’equi- del sottile filo di tungsteno cui l’asta del pendolo di torsione è appesa. Nella
librio fra la forza gravitazionale e il momento torcente di richiamo del filo di torsione. Le oscillazioni posizione di equilibrio, M1 e M2 coincidono. m2
G. del pendolo di torsione vengono misurate con un sensore differenziale capacitivo, che sopprime com- La costante di collegamento angolare D si rileva dal periodo di oscillazio-
pletamente le percentuali di rumore e vibrazione nel segnale. Il filo in tungsteno è talmente sottile che ne T con cui il pendolo di torsione oscilla intorno alla propria posizione di
il periodo di oscillazione del pendolo di torsione è dell’ordine di pochi minuti. Nell’arco di un’ora sono equilibrio.
pertanto osservabili diverse oscillazioni intorno alla posizione di equilibrio. Fig. 1: Rappresentazione schematica della disposizione per la misurazione
4π 2
(4) D = J⋅ con la bilancia di torsione di Cavendish
T2

Il momento d’inerzia J risulta pertanto composto dal momento d’inerzia J1 !


/ mrad
A P PA REC CHI NECE S S A RI delle due sfere di piombo piccole e dal momento d’inerzia JK dell’asta
sospesa
Numero Apparecchio Cat. no
1 Bilancia di torsione di Cavendish 1003337 mB
J = 2 ⋅m1 ⋅r 2 + ⋅ ( a2 + b2 )
2
(5)
1 Diodo laser, rosso 1003201 12

1 Piede a barilotto, 1000 g 1002834 mB: massa dell’asta sospesa


1 Manicotto universale 1002830 a, b: lunghezza e larghezza dell’asta sospesa.
1 Asta di supporto, 100 mm 1002932 Per le due sfere di piombo grandi sono previste due posizioni di misurazio-
ne specularmente simmetriche, cui appartengono due angoli di deviazione
1
Ulteriormente consigliato
ϕ e ϕ’ così come due momenti devianti uguali e contrapposti. Da (2) e (3)
1 Calibro a corsoio, 150 mm 1002601
segue pertanto un equilibrio.
1 Bilancia elettronica 5000 g 1003434
(6) 4 ⋅F ⋅r = D ⋅ ( ϕ − ϕ') = D ⋅ Δϕ
Nell’esperimento le oscillazioni del pendolo di torsione vengono misurate 0
B A SI GE NER A L I

1
con un sensore differenziale capacitivo, che sopprime completamente le 0 1000 2000 3000 4000 5000 6000
percentuali di rumore e vibrazione nel segnale. Il filo in tungsteno è tal- t/s
- mente sottile che il periodo di oscillazione del pendolo di torsione è dell’or- Fig. 2: Angolo di deviazione del pendolo di torsione in funzione del tempo
dine di pochi minuti. Nell’arco di un’ora sono pertanto osservabili diverse con doppio cambio della posizione di misurazione per le sfere di piombo
oscillazioni intorno alla posizione di equilibrio. grandi

12 3B Scientific® Experiments ...going one step further 13


MECCANICA / FORZE

UE1020200 LEVA UNILATERALE E BILATERALE UE1020200

B A S I GE NE R A L I A N A L IS I
Una leva è un corpo rigido collocato in modo da poter ruotare intorno a Dai valori di misurazione si calcolano e si confrontano tra loro i prodotti
F1· x1 e F2 · x2
sono i tratti tra il punto di rotazione e il punto di applicazione della

F1 e il carico F2
agiscono sullo stesso lato dell’asse di rotazione in direzione opposta
F1 e il carico F2 agi-
scono su lati diversi dell’asse di rotazione nella stessa direzione.

Per entrambe le varianti dall’equilibrio dei momenti torcenti deriva la


cosiddetta legge sulle leve:

(1) F1· x1 = F2 · x2

Rappresenta la base fisica per le trasmissioni meccaniche della forza di tutti


i tipi.

F UN Z IONI SCOPO
F1
F1 -
rico F2 x2 -
cio della forza x1 con leva unilaterale.
RIASSUNTO
5N
F1 - Dall’equilibrio dei momenti torcenti deriva la legge sulle leve che ha validità sia per le leve unilaterali
rico F2 x2 - che per quelle bilaterali. Rappresenta la base fisica per le trasmissioni meccaniche della forza di tutti
cio della forza x1 i tipi.

F2
A P PA REC CHI NECE S S A RI x2
Numero Apparecchio Cat. no x1
1 Braccio di leva 1008539
1 Dinamometro di precisione 2 N 1003105 Fig. 1: Leva unilaterale
1 Dinamometro di precisione 5 N 1003106

5N

F2

1 F1 x1 x2
Fig. 2: Leva bilaterale

14 3B Scientific® Experiments ...going one step further 15


MECCANICA / FORZE

UE1020300 PARALLELOGRAMMA DELLE FORZE UE1020300

B A SI GE NE R A L I

punto iniziale del secondo vettore viene disposto in corrispondenza del


punto finale del primo vettore. La freccia tracciata dal punto iniziale
del primo vettore al punto finale del secondo vettore rappresenta il
vettore risultato. Se i due vettori sono interpretati come i lati di un Fig. 1: Somma vettoriale di forze (Parallelogramma delle forze)

Sul tavolo delle forze è possibile verificare in modo semplice e chiaro la


somma vettoriale delle forze. A tale scopo il punto di applicazione di tre
forze singole in equilibrio tra loro si trova esattamente nel centro. I valori
delle singole forze vengono determinati in base alle masse sospese e la loro
direzione viene letta come angolo sulla scala angolare.

In caso di equilibrio delle forze la somma delle forze singole è

(1) F1 + F 2 + F 3 = 0

La forza -F3 è quindi la somma delle forze singole F1 e F2 (vedi fig. 2) Fig. 2: Determinazione della somma vettoriale di due forze F1 e F2 a partire
dalla forza F3 che mantiene l’equilibrio
(2) −F3 = F = F1 + F2

Per la componente del vettore parallela alla somma F vale

(3) −F3 = F = F1 ⋅ cos α1 + F2 ⋅ cos α 2

e per la componente perpendicolare ad essa

(4) 0 = F1 ⋅ sin α1 + F2 ⋅ sin α2


F UN Z IONI S C OP O
Le equazioni (3) e (4) descrivono la somma vettoriale in modo analitico. Per
la verifica sperimentale è opportuno collocare la forza F3 sull’angolo 0. Fig. 3: Analisi grafica dell’equilibrio di tre forze singole allineate in modo
qualsiasi
In alternativa all’interpretazione analitica, l’equilibrio delle forze può anche
RI A S S UN T O essere analizzato graficamente. A tale scopo inizialmente tutte le tre forze
di allineamento simmetrico di F1 e F2 . Sul tavolo delle forze è possibile verificare in modo semplice e chiaro la somma vettoriale delle forze. vengono disegnate a partire dal punto di applicazione centrale con il loro
A tale scopo il punto di applicazione di tre forze singole in equilibrio tra loro si trova esattamente nel valore e il loro angolo. In seguito le forze F2 e F3 vengono spostate paral-
centro. I valori delle singole forze vengono determinati in base alle masse sospese e la loro direzione lelamente, finché il relativo punto iniziale non si trova in corrispondenza
viene letta come angolo sulla scala angolare. La valutazione del risultato sperimentale può essere della fine del vettore precedente. Come risultato è previsto il vettore nullo
effettuata in modo grafico o analitico. (vedere fig. 3). Nell’esperimento ciò viene riprodotto per tre forze singole
qualsiasi in equilibrio tra loro.

L’interpretazione analitica nell’esperimento è limitata al caso speciale, in


cui le due forze F1 e F2 sono simmetriche rispetto a F3.

A P PA REC CHI NECE S S A RI


Numero Apparecchio Cat. no
1 Tavolo delle forze 1000694

A N A L ISI Fig. 4: Somma misurata e calcolata di due forze simmetriche in funzione


Nel caso della simmetria (F1 = F2 e α1 = -α2) l’equazione (4) è ovvia- dell’angolo di apertura α1
mente soddisfatta. A partire dall’equazione 4, l’equazione condizionale

1
utilizzata nella fig. 4 per descrivere i dati misurati per la somma delle
forze diventa
F = 2 ⋅ F1 ⋅ cos α1

16 3B Scientific® Experiments ...going one step further 17


MECCANICA / FORZE

UE1020400 PIANO INCLINATO UE1020400

B A S I GE NE R A L I A N A L IS I
Per l’analisi, le forze resistente F1 determinate per diversi angoli di
F1. Essa agisce inclinazione α vengono messe in relazione con il peso G del corpo e
inserite in un diagramma rapportate a sin α. I valori di misurazione si
trovano su una retta attraverso l’origine, nei limiti della precisione di
forza normale F2 misurazione.

Per i valori delle forze vale:

(1) F1 = G . sinα

e
F1

(2) F2 = G . cosα .
La forza resistente è quindi tanto più piccola quanto più piccolo è l’angolo
di inclinazione α del piano.
Nell’esperimento il corpo è appeso a un filo che viene condotto attraverso !
una puleggia. La forza resistente viene compensata con delle masse su un G F2
piatto appeso all’altro capo del filo. Poiché l’attrito statico esercita una forza
di modulo sconosciuto ma tale da opporsi all’inizio del moto, come valore
misurato per la forza resistente viene assunto il valore medio tra la forza
limite che non fa scivolare il corpo verso il basso e quella che non lo tira Fig. 1: Scomposizione vettoriale del peso G nella forza resistente F1 e forza
verso l’alto. Il peso del corpo viene determinato prima con un dinamome- normale F2
tro. Anche il peso del piatto viene conteggiato. L’angolo di inclinazione α
F UN Z IONI SCOPO viene letto su una scala angolare.
Determinazione della forza resistente
F1
F1 / G

- 1
nazione α sul piano inclinato.

RIASSUNTO
forza di trazione F1 e il peso G in funzio- Se un corpo sul piano inclinato deve essere tirato verso l’alto, non si deve superare il peso G del corpo,
ne di sin α. ma la forza resistente F1. Essa agisce parallelamente al piano e il suo valore è inferiore al peso. Ciò vale
tanto più quanto più piccolo è l’angolo di inclinazione α del piano.

A P PA REC CHI NEC E S S A RI


Numero Apparecchio Cat. no
1 Piano inclinato 1003213
1 Dinamometro di precisione 5 N 1003106
1 Set di pesatura, da 1 g a 500 g 1010189

0
0 1
sin !

Fig. 2: Rapporto tra la forza resistente F1 e il peso G come funzione di sin α

1
18 3B Scientific® Experiments ...going one step further 19
MECCANICA / FORZE

UE1020500 ATTRITO STATICO E RADENTE UE1020500

B A S I GE NE R A L I
-
re la forza resistente generata dall’attrito statico del corpo sulla superfi-
cie stessa. Qualora lo spostamento del corpo prosegua come moto
FDyn a compensare
-
saria al superamento dell’attrito statico FStat

Entrambe le forze sono indipendenti dalle dimensioni della superficie di


appoggio e sono sostanzialmente determinate dal tipo di materiale e dalla
rugosità delle superfici contattate. Esse sono inoltre proporzionali alla forza
di appoggio FN, con la quale il corpo preme sulla base. Si introducono allora
il coefficiente di attrito statico μStat e il coefficiente di attrito radente μDyn e
si scrive

(1) F Stat = μ Stat ⋅ FN e FDyn = μ Dyn ⋅ FN Fig. 1: Forza di attrito radente FDyn per quattro diversi materiali su base
liscia (1) e su base ruvida (2)
Per misurare l’intensità della forza di attrito radente, nell’esperimento si utiliz-
za un misuratore di attrito ad indicatore mobile, che viene allontanato a
velocità costante sotto il corpo per attrito fermo collegato ad un dinamome-
tro. Le misurazioni vengono effettuate per diverse combinazioni di materiali
e superfici di appoggio. Per variare la forza di appoggio, la rotaia di attrito
può essere inclinata con regolazione in continuo lungo l’asse longitudinale.
F UN Z IONI S C OP O

attrito radente.

RI A S S UN T O
radente in funzione della superficie di Per misurare l’intensità della forza di attrito radente, si utilizza un misuratore di attrito ad indicatore A N A L ISI
appoggio. mobile, che viene allontanato a velocità costante sotto il corpo fermo collegato ad un dinamometro. Inclinando la rotaia di attrito di un angolo α, la forza di appoggio
Per variare la forza di appoggio, la rotaia di attrito può essere inclinata con regolazione in continuo ammonterà, per un corpo di attrito con massa m
lungo l’asse longitudinale.
F N = m ⋅ g ⋅ cos α
-
ne di materiali.
Fig. 2: Forza di attrito radente FDyn in funzione della forza di appoggio FN
A P PA REC CHI NECE S S A RI
radente in funzione della forza di
Numero Apparecchio Cat. no
appoggio.
1 Apparecchio di misurazione dell’attrito 1009942

1
20 3B Scientific® Experiments ...going one step further 21
M E C C A N I C A / S P I N TA S TAT I C A

UE1020850 PRINCIPIO DI ARCHIMEDE UE1020850

B A S I GE NE R A L I F0 - FG
SCOPO
Determinazione della spinta statica in soggetto a una spinta statica FG la cui intensità corrisponde al peso del
funzione della profondità di immersione

Per un corpo da immersione regolare con sezione trasversale A e altezza H,


immerso fino alla profondità h, si ha
(1) FG = ρ ⋅ g ⋅ A ⋅ h , per h < H
e
RIASSUNTO (2) FG = ρ ⋅ g ⋅ A ⋅ H , per h > H
Secondo il principio di Archimede, un corpo
immerso in un liquido è soggetto a una spinta Nell’esperimento si usa un parallelepipedo con peso F0 che esercita una
statica FG la cui intensità corrisponde al peso del forza
liquido spostato. Per un corpo immerso, di forma (3) F (h) = F0 –FG (h)
regolare, l’intensità della forza è proporzionale su un dinamometro, mentre è immerso in acqua fino alla profondità h.
alla profondità h alla quale il corpo è immerso,
finché questa è inferiore all’altezza H del corpo
stesso.

FG h
A N A L ISI
I valori di misurazione per la spinta statica come funzione della pro-
F0
fondità di immersione relativa h/H si trovano su una retta passante per
l’origine con incremento a = ρ⋅ g ⋅ A⋅H
Fig. 2: Rappresentazione schematica
Dall’incremento si può quindi calcolare la densità dell’acqua.

FG / N

1
F UN Z IONI A P PA REC CHI NECE S S A RI
Numero Apparecchio Cat. no
1 Corpo da immersione Al 100 cm³ 1002953
1 Dinamometro di precisione 5 N 1003106
1 Calibro a corsoio, 150 mm 1002601
conferma della proporzionalità tra spin- 1 Set di 10 becher, forma alta 1002873
ta statica e profondità di immersione. 1 Laborboy II 1002941
1 Base di supporto, 3 gambe, 150 mm 1002835
-
1 Asta di supporto, 750 mm 1002935
1 Manicotto con gancio 1002828
0
0 1

1
h/H

Fig. 1: Spinta statica FG come funzione della profondità di immersione


relativa h / H

22 3B Scientific® Experiments ...going one step further 23


M E C C A N I C A / M O T O T R A S L AT O R I O

UE1030250 MOTO UNIFORMEMENTE ACCELERATO UE1030250

B A S I GE NE R A L I
v e lo spostamento
5000
s percorso nel tempo t aumentano. Quanto maggiore è il tratto percor-

4000
Allo scadere del tempo t, la velocità istantanea è pari a

3000
(1) v(t ) = a ⋅t
e lo spostamento è pari a
1
(2) s(t ) = ⋅a ⋅t 2 2000
2

Pertanto si ha
(3) v(s) = 2 ⋅a ⋅ s 1000
e
0
(4) v 2 (s) = 2 ⋅a ⋅ s 0 20 20 30 40 50 60 70
Per misurare la velocità istantanea s / cm
Fig. 2: Diagramma v²-s per m2 = 500 g. m1 = 10 g (rosso), 20 g (blu)
Δs
(5) v=
Δt
nell’esperimento si utilizza un interruttore, fissato al carrello e di larghezza
nota ∆s, che ha la funzione di interrompere la barriera di un fototraguardo.
Il tempo di interruzione ∆t viene misurato con un contatore digitale. 5000

F UN Z IONI SCOPO 4000

3000

produce l’accelerazione.
RIASSUNTO A N A L ISI 2000
- In un moto accelerato uniformemente, la velocità istantanea è tanto maggiore quanto più lungo è il Se si riportano i quadrati delle velocità istantanee determinate dai
rato in funzione della massa accelerata. tratto percorso o spostamento. Dal fattore di proporzionalità tra il quadrato della velocità e lo sposta- tempi di interruzione rispetto ai tratti percorsi, a velocità costante ci si
mento si calcola l‘accelera zione. Nell‘esperimento essa viene esaminata utilizzando un carrello sulla aspetta un rapporto lineare secondo l’equazione 4. La pendenza della 1000
rotaia delle pulegge. Per misurare la velocità istantanea, un interruttore di larghezza nota fissato al corrispondente retta passante per l’origine è pari al doppio del valore
carrello interrompe un fototraguardo. Il tempo di interruzione viene misurato con un contatore digi- dell’accelerazione. 0
tale. 0 20 20 30 40 50 60 70
s / cm
Fig. 3: Diagramma v²-s per m2 = 1000 g. m1 = 10 g (verde), 20 g (rosso),
30 g (nero), 40 g (blu)
A P PA REC CHI NECE S S A RI
Numero Apparecchio Cat. no
1 Rotaia delle pulegge 1003318 0 s
1 Fotocellula 1000563
1 Contatore digitale (230 V, 50/60 Hz) 1001033 o
Contatore digitale (115 V, 50/60 Hz) 1001032
1 Set pesi a fessura 10 x 10 g 1003227
m2
1 Coppia di cavi di sicurezza per esperimenti, 75 cm 1002849
1 Corda sperimentale 1001055 m1

Fig. 1: Rappresentazione schematica

1
24 3B Scientific® Experiments ...going one step further 25
M E C C A N I C A / M O T O T R A S L AT O R I O

UE1030260 MOTO UNIFORMEMENTE ACCELERATO UE1030260

B A S I GE NE R A L I
La velocità istantanea v e l’accelerazione istantanea a di un punto mate-
riale sono definiti come rispettivamente la derivata prima e la derivata
!
m1
seconda dello spostamento s rispetto al tempo t. Queste definizioni pos-
sono essere riprodotte in modo sperimentale considerando invece delle
tn relativi
! s
ai punti del percorso sn considerando piccoli incrementi dello sposta- tn-1 tn tn-1
tn

livello sperimentale l’andamento cronologico del moto uniformemente


accelerato.
Con un’accelerazione costante a la velocità istantanea v aumenta in modo
m2
proporzionale al tempo t; assumendo il punto materiale inizialmente
fermo: Fig. 1: Rappresentazione schematica del principio di misura
(1) v = a ⋅t
Lo spostamento s aumenta in modo proporzionale al quadrato del tempo: s / cm
40
1
(2) s = ⋅a ⋅t 2
2
30
F UN Z IONI SCOPO La causa di un’accelerazione costante è una forza costante F, se anche la
massa accelerata m non varia:
pulegge
20
F
funzione del tempo. (3) a=
m
10
- Queste dipendenze sono esaminate nell’esperimento con un carrello sulla
nea in funzione del tempo. rotaia delle pulegge. Il carrello è soggetto ad un’accelerazione costante, per-
RIASSUNTO ché tirato da un filo con forza costante. Questa forza è il peso di una massa 0
0 1 2
In un moto uniformemente accelerato, la velocità istantanea è lineare rispetto al tempo e lo sposta- appesa, vedere Fig. 1. La puleggia per il filo è predisposta come Super t/s

istantanea in funzione del tempo. mento ha un rapporto quadratico rispetto ad esso. Queste dipendenze sono analizzate nell’esperimen- Pulley, ovvero con i suoi raggi interrompe la fotocellula. Un’interfaccia di Fig. 2: Spostamento in funzione del tempo
to sui moti sulla rotaia delle pulegge, che vengono registrati con una combinazione di una puleggia misura collegata individua gli istanti tn dell’interruzione e invia i dati ad
Super Pulley e di una fotocellula. un computer per la valutazione. Il software di valutazione calcola lo spo- v / cm/s

media come parametro di adattamento stamento valutato in un determinato momento tn e i relativi valori per la
40

velocità istantanea e l’accelerazione istantanea


dalla forza e dalla massa. (4a) sn = n⋅ Δ 30

Δ
A P PA REC CHI NECE S S A RI (4b) vn =
tn+1 − tn-1
Cat. no
20
Numero Apparecchio
Δ Δ

1 Rotaia delle pulegge 1003318 tn+1 − tn tn − tn-1
(4c) an =
1 3B NETlog™ (230 V, 50/60 Hz) 1000540 o tn+1 − tn-1 10
2
3B NETlog™ (115 V, 50/60 Hz) 1000539 ∆ =20 mm: Distanza raggi
1 3B NETlab™ 1000544 Le misurazioni vengono eseguite per diverse combinazioni di forza di acce- 0
0 1 2
1 Fotocellula 1000563 lerazione F e di massa accelerata m. t/s

Fig. 3: Velocità in funzione del tempo


1 Filo, 100 m 1007112
1 Set pesi a fessura 10 x 10 g 1003227 a / cm/s²
40

A N A L ISI
Con il software di valutazione vengono rappresentate le tre grandezze 30
s, v e a come funzione del tempo t. La validità delle equazioni (1) e (2)
è verificata tramite l’adattamento delle funzioni corrispondenti in cui
l’accelerazione a è accettata come parametro. 20

Si m1 è la massa del carrello e m2 la massa appesa al filo, poiché anche


la massa m2 viene accelerata, nell’equazione si avrà (3):

1
10
F = m2 ⋅ g m = m1 + m2
Di conseguenza:
m2
a= ⋅g 0
m1 + m2 0 1 2
t/s

Fig. 4: Accelerazione in funzione del tempo

26 3B Scientific® Experiments ...going one step further 27


M E C C A N I C A / M O T O T R A S L AT O R I O

UE1030300 CADUTA LIBERA UE1030300

B A SI GE NE R A L I A N A L IS I
Variante 1:
h g I tempi di caduta si trovano in un rapporto di 2 : 1, se i percorsi di cadu-
ta si trovano in un rapporto di 4 : 1. Il percorso di caduta è quindi pro-
porzionale al quadrato del tempo di caduta.

Nell’esperimento, una sfera di acciaio viene agganciata ad un dispositivo di Variante 2:


sgancio. Durante lo sgancio viene contemporaneamente avviata anche la I risultati di misurazione per diversi percorsi di caduta vengono indicati
misurazione elettronica del tempo. Dopo aver coperto un percorso di cadu- come coppie di valori in un diagramma percorso-tempo. Il percorso di
ta h, la sfera cade su un dispositivo di raccolta e arresta la misurazione del caduta coperto h non è una funzione lineare del tempo t, come confer-
tempo di caduta t. ma il confronto tra l’adeguamento di una linea retta e una parabola ai
valori di misurazione. Per la linearizzazione, il percorso di caduta viene
Poiché la sfera al momento t0 = 0 inizia alla velocità v0 = 0, il indicato come funzione del quadrato del tempo di caduta. La corrispon-
percorso coperto nel tempo t ammonta a denza delle passanti per l'origine adattate ai valori di misurazione con-
ferma (1). Dalla pendenza è possibile calcolare l’accelerazione di cadu-
1
(1) h= ⋅ g ⋅t 2 ta.
2

F UN Z IONI S C OP O

t
h

RI A S S U N T O
Durante la caduta libera, il percorso di caduta h è proporzionale al quadrato del tempo di caduta t.
Sulla base del fattore di proporzionalità è possibile calcolare l’accelerazione di caduta g.

Fig. 1: Diagramma percorso-tempo della caduta libera Fig. 2: Percorso di caduta come funzione del quadrato del tempo di caduta

A P PA REC CHI NECE S S A RI


Numero Apparecchio Cat. no
1 Apparecchio per esperimenti di caduta libera 1000738
1 Contamillisecondi (115 V, 50/60 Hz) 1012833 o
Contamillisecondi (230 V, 50/60 Hz) 1012832
g 1 Set di 3 cavi di sicurezza per esperimenti 1002848

1
28 3B Scientific® Experiments ...going one step further 29
M E C C A N I C A / M O T O T R A S L AT O R I O

UE1030400 MOTO DEL PROIETTILE UE1030400

B A S I GE NE R A L I A N A L IS I
In corrispondenza dell’angolo di lancio α = 45° viene raggiunta l’am-
piezza smax di tutte le curve di volo. Da essa è possibile calcolare la velo-
cità di lancio. Grazie all’equazione 9, vale

α v 0 = g ⋅ smax
v0
Un’analisi accurata dei dati misurati indica che anche l’attrito dell’aria
Ai fini del calcolo della curva di volo, per semplificare le cose si posiziona l’o- deve essere preso in considerazione e che le parabole si scostano legger-
rigine del sistema di coordinate al centro della sfera nel momento iniziale e mente dalla forma parabolica.
si trascura l’attrito dell’aria sulla sfera. Quindi in direzione orizzontale la
sfera mantiene la propria velocità iniziale

(1) v x (0 ) = v0 ⋅ cos α

e pertanto raggiunge, nel momento t, la distanza orizzontale

(2) x ( t ) = v 0 ⋅ cosα ⋅ t

In direzione verticale la sfera, sotto l’influsso del campo gravitazionale, è


soggetta all’accelerazione di caduta g. All’istante t la sua velocità è pertanto

(3) v y (t) = v 0 ⋅ sinα − g ⋅ t

F UN Z IONI S C OP O e la distanza verticale.

1
(4) y (t) = v 0 ⋅ sin α ⋅ t − ⋅ g ⋅ t 2
2

La curva di volo della sfera ha forma parabolica in quanto soddisfa l’equa-


zione:
RI A S S U N T O
1 g
Il movimento di una sfera lanciata nel campo gravitazionale con un’angolazione rispetto al piano oriz- (5) y (x )= tan α ⋅ x − ⋅ ⋅ x2
2 (v0 ⋅ cos α ) 2
zontale segue una curva di volo parabolica, la cui altezza e ampiezza dipendono dall’angolo e dalla
velocità di lancio. La curva viene misurata punto per punto con l’impiego di una scala per altezza con All’istante Fig. 1: Parabole di lancio misurate e calcolate tenendo conto dell’attrito
due indicatori. dell’aria a velocità di lancio minima e a diversi angoli di lancio
v 0 ⋅ sin α
(6) t1 =
g

la sfera raggiunge il punto più elevato della parabola e all’istante

v 0 ⋅ sin α
A P PA REC CHI NECE S S A RI (7) t2 = 2 ⋅
g
Numero Apparecchio Cat. no
ritorna nuovamente alla quota di partenza 0. L’altezza della parabola è
1 Apparecchio di lancio 1002654
quindi
1 Supporto per apparecchio di lancio 1002655
v0 2
1 Scala per altezza, 1 m 1000743 (8) h = y ( t1) = ⋅ sin2 α
2⋅ g
1 Set indicatori per scale 1006494
1 Piede a barilotto, 1000 g 1002834 e l’ampiezza

1 Metro a nastro tascabile, 2 m 1002603 v0 2


(9) s = x (t 2) = 2 ⋅ ⋅ sin α ⋅ cos α
g

Nell’esperimento si misurano punto per punto le curve di volo di una sfera


di legno in funzione dell’angolo e della velocità di lancio con l’impiego di

1
una scala per altezza con due indicatori.

30 3B Scientific® Experiments ...going one step further 31


M E C C A N I C A / M O T O T R A S L AT O R I O

UE1030600 URTI BIDIMENSIONALI UE1030600

Inoltre, in caso di urti elastici, si conserva tutta l’energia cinetica del siste-
S C OP O ma. v1'
(2) 1 1 1 1
⋅m1 ⋅v 12 + ⋅m2 ⋅v 22 = ⋅m1 ⋅v'21 + ⋅m2 ⋅v'22  
2 2 2 2 v1

Sia il corpo 2 in stato di riposo prima dell'urto. Senza perdere in generalità


m1 !
1

si può scegliere un sistema di riferimento tale che il corpo 1 si muova lungo d

l’asse x (v1y = 0).


m2 !
2

RI A S S U N T O Inizialmente consideriamo un urto centrale con d = 0, vedere fig. 1. In que-


Al momento della collisione tra due corpi, essi sto caso i corpi si muovono lungo l’asse x e per le velocità dopo l’urto vale v2'
sono soggetti alla conservazione dell’energia e
m1 − m2
dell’impulso. Con l’ausilio di queste grandezze (3) v'1 = ⋅v1  
m1 + m2
conservate è possibile descrivere il moto dei e Fig. 1: Rappresentazione schematica dell’urto non centrale di due masse
corpi dopo l’urto. Nel caso bidimensionale, le
2 m1
velocità e gli impulsi dei corpi collidenti devono (4) v'2 = ⋅v1  
m1 + m2
essere descritti in modo vettoriale. Il passaggio al
sistema del centro di massa consente una descri- Con masse identiche m1 = m2 risulta
zione particolarmente semplice. Nell’esperimen- (5) v'1 = 0  
to vengono portati in collisione due dischi di e
massa su una tavola a cuscino d’aria e le velocità (6) v'2 = v1  
vengono registrate con l’ausilio di un generatore Con urti non centrali, in caso di masse identiche si dimostra che i corpi
di scintille. divergono con un angolo di 90°.
(7) θ1 + θ2 = 90 °  
Inoltre, consegue da (1) con v1y = 0 e m1 = m2
(8) v'1 y = −v'2 y  

Il vettore di posizione del centro di massa è

m1 ⋅ r1 + m2 ⋅ r2
(9) rs =   Fig. 2: Registrazione e analisi di un urto non centrale di due masse differen-
m1 + m2
ti con velocità iniziali v1≠0 e v2≠0
F UN Z IONI A P PA REC CHI NECE S S A RI Poiché l’impulso totale si conserva, la velocità del centro di massa è

Numero Apparecchio Cat. no m1 ⋅v 1 + m2 ⋅v 2


(10) vs =  
1 Tavola a cuscino d’aria (230 V, 50/60 Hz) 1013210 o m1 + m2
Tavola a cuscino d’aria (115 V, 50/60 Hz) 1012569 costante. L’impulso totale corrisponde all’impulso di una massa mS = m1 + m2
1 Coppia di dischi magnetici 1003364 che procede con la velocità del centro di massa.
Ulteriormente consigliato: Il sistema del centro di massa è spesso conveniente per lo studio di un urto. In
1 Bilancia da laboratorio 610 1003419 questo sistema, prima dell’urto, entrambe le masse si muovono l’una verso l’al-
tra perché l’impulso totale è zero. Dopo un urto elastico si allontanano, perché
1 Regolo, 50 cm
l’impulso totale rimane zero, mentre dopo un urto perfettamente anelastico si
1 Goniometro
determina un moto di rotazione intorno al centro di massa dei due corpi, ora
solidali. In questo caso si conserva l’energia cinetica del sistema.
Nell’esperimento si fanno collidere due dischi massivi su una tavola a cuscino
d’aria e il loro moto viene registrato con l’ausilio di un generatore di scintille.
Fig. 3: Posizione del Posizione del centro di massa S

B A SI GE NE R A L I y
A N A L IS I
Un’analisi dell’energia cinetica rivela perdite riconducibili alla produzio-
ne di un'onda sonora e a minime deformazioni che intervengono duran-
te l'urto, a una rotazione sul proprio asse dei dischi che non viene qui
presa in considerazione e al movimento dei tubi flessibili di alimentazio- S
ne dell’aria. m1 m2

1
x
Indichiamo le velocità dei corpi 1 e 2 prima dell'urto con i vettori v1 e v2; dopo l’urto con v’1 o v’2. Gli Il modulo della velocità si calcola da x
impulsi corrispondenti con pi e p’i (i = 1, 2). Le masse sono costanti nel tempo e vengono indicate con v = ∆ ⋅ f .  
m1 e m2. ∆ Distanza tra due punti,
a
In virtù della conservazione dell’impulso, vale f: Frequenza del generatore di scintille Fig. 4: Movimento del baricentro S prima e dopo l’urto
(1) m1 ⋅v 1 + m2 ⋅v 2 = m1 ⋅v '1 + m2 ⋅v '2  

32 3B Scientific® Experiments ...going one step further 33


M E C C A N I C A / M O T O T R A S L AT O R I O

UE1030700 SECONDA LEGGE DI KEPLERO UE1030700

S C OP O B A SI GE NE R A L I A N A L IS I
Per prima cosa si determina graficamente il centro della traccia registra-
ta e le posizioni della traiettoria in corrispondenza delle quali la distan-
za dal centro è massima o minima.
Per queste posizioni della traiettoria viene definita l’area descritta dal
raggio vettore in 10 periodi oscillatori della tensione alternata, e tale
area, per semplificare le cose, viene calcolata come quella di un triango-
lo.
RI A S S U N T O
Come esempio di moto originato da forze centra- Ai fini della validità della legge delle aree uguali, la precisa dipendenza
li viene registrato il moto ellittico del corpo di un della forza centrale dalla distanza dal centro della forza non ha alcun ruolo.
pendolo con il metodo delle impronte nella pol- Essa definisce unicamente la forma della traiettoria attorno al centro di
vere. In base a esso si produce una traccia con forza. Pertanto la legge delle aree uguali vale anche per le oscillazioni ellit-
segni in corrispondenza di momenti precisi, dalla tiche di un pendolo attorno alla posizione di riposo, finché l'angolo di spo-
cui distanza spaziale è possibile calcolare diretta- stamento non è troppo grande. Il corpo del pendolo si muove quasi su un
mente la velocità del corpo del pendolo. Inoltre, piano orizzontale (vedi fig. 1) e su ogni punto dell’orbita r agisce una forza
una semplice analisi grafica indica che la superfi- di richiamo
cie descritta dal raggio vettore del corpo del pen-
m⋅ g
dolo per ogni intervallo di tempo è costante e (1) F =− ⋅r
d
pertanto indipendente dalla lunghezza del raggio
vettore. g: Accelerazione di caduta,
d: Lunghezza del pendolo,
m: Massa del corpo del pendolo
Fig. 1: Oscillazione ellittica del corpo del pendolo osservata dall’alto
diretta verso la posizione di riposo del pendolo. Questa forza lascia inaltera-
to il momento angolare

Δ r (t )
(2) L = m ⋅ r (t) ×
Δt

del corpo del pendolo. Pertanto anche la superficie descritta dal raggio vet-
F UN Z IONI A P PA REC CHI NECE S S A RI tore r(t) per intervallo di tempo t

Numero Apparecchio Cat. no 1 1


(3) Δ A= ⋅ r (t)×Δr (t) = ⋅ r (t)⋅Δr (t)⋅ sin α
1 Kit per la registrazione mediante tracce di polvere 1000739 2 2
1 Pendolo con elettrodo di scrittura 1000780 è costante (vedi fig. 2).
2 Base di supporto, 3 gambe, 150 mm 1002835
2 Asta di supporto, 1000 mm 1002936 Nell’esperimento, il moto del corpo del pendolo viene registrato secondo il
1 Asta di supporto, 750 mm 1002935 metodo delle impronte nella polvere. A tale scopo, l’elettrodo di scrittura Fig. 2: Superficie descritta dal raggio vettore del corpo del pendolo
del corpo del pendolo scivola su una piastra isolata ricoperta di polvere di nell’intervallo di tempo t
3 Manicotto universale 1002830
zolfo fine. Una tensione alla frequenza della tensione alternata di rete tra
l’elettrodo di scrittura e la piastra provoca, a seconda della polarità, l’attra-
zione o la repulsione elettrostatica della polvere di zolfo. Si registra così una
traccia con i segni prodotti nei vari momenti, dalla cui distanza spaziale è
possibile calcolare direttamente la velocità del corpo del pendolo.

1 Fig. 3: Esempio di misurazione con valutazione

34 3B Scientific® Experiments ...going one step further 35


M E C C A N I C A / M O T O R O TAT O R I O

UE1040101 MOTO ROTATORIO UNIFORMEMENTE ACCELERATO UE1040101

In analogia con l’equazione del moto di Newton per i movimenti di trasla-


zione vale: un corpo rigido girevole e con momento d’inerzia J è sottoposto
ad un’accelerazione angolare α, sotto l’effetto del momento torcente

(1) M = J⋅α

Se il momento torcente è costante, allora il corpo compie un moto rotatorio


con accelerazione angolare uniforme.
Nell’esperimento, ciò viene verificato con un sistema rotante a sostentamen-
to pneumatico e quindi con un attrito molto ridotto.
Si avvia nel momento t0 = 0 con velocità angolare = 0 e ruota nel tempo t
intorno all’angolo

1
(2) ϕ= ⋅α ⋅t 2
2

Il momento torcente M si ottiene dalla forza peso di una massa in accelera-


zione mM, che agisce sul corpo con distanza rM rispetto all’asse di rotazione.
Fig. 1: Diagramma angolo di rotazione-tempo di un moto rotatorio unifor-
(3) M = r M⋅ m M⋅ g memente accelerato

m
g = 9 ,s81 2 : Accelerazione di caduta
s
Se sull’asta del sistema rotante si dispongono altre due masse mJ a distanza
F UN Z IONI S C OP O fissa rJ rispetto all’asse di rotazione, il momento d’inerzia aumenta secondo

(4) J = J0 + 2 ⋅ m J ⋅ rJ2

Jo: Momento d’inerzia senza masse supplementari


RI A S S U N T O
L’angolo di rotazione φ di un corpo rigido che ruota in modo uniformemente accelerato intorno ad un Sia per l’accelerazione che per l’aumento dell’inerzia sono disponibili ogni
asse fisso aumenta in modo proporzionale al quadrato del tempo t. Sulla base del fattore di proporzio- volta più pesi. E’ inoltre possibile variare le distanze rM e rJ. In questo modo
nalità è possibile calcolare l’accelerazione angolare α che, a sua volta, secondo l’equazione del moto di si può esaminare l’accelerazione angolare a conferma di (1) in funzione del
Newton, dipende dal momento torcente di accelerazione e dal momento d’inerzia del corpo rigido. momento d’inerzia e del momento torcente.

A P PA REC CHI NECE S S A RI


Fig. 2: Accelerazione angolare in funzione del momento torcente M
Numero Apparecchio Cat. no
1 Sistema rotante a sostentamento pneumatico (230 V, 50/60Hz) 1000782 o
Sistema rotante a sostentamento pneumatico (115 V, 50/60Hz) 1000781
1 Sensore laser in reflex 1001034 A N A L ISI
1 Contatore digitale (230 V, 50/60 Hz) 1001033 o La proporzionalità dell’angolo di rotazione rispetto al quadrato del
Contatore digitale (115 V, 50/60 Hz) 1001032 tempo è dimostrata dalla misurazione dei tempi rispetto agli angoli di
rotazione 10°, 40°, 90°, 160° e 250°.

Per la misurazione dell’accelerazione angolare α in funzione dei para-


metri M e J viene misurato ogni volta il tempo t (90°) necessario ad una
rotazione di 90°. In questo caso vale
π
α=
B A SI GE NE R A L I t ( 90°)2

s φ

1
v α
F M m
J

Fig. 3: Accelerazione angolare α in funzione del momento d’inerzia J

36 3B Scientific® Experiments ...going one step further 37


M E C C A N I C A / M O T O R O TAT O R I O

UE1040201 MOMENTO D’INERZIA UE1040201

B A SI GE NE R A L I A N A L IS I
Da (2) si ottiene l’equazione condizionale per il momento d’inerzia:
J
T2
J = Dr ⋅
4 π2

Questo viene esaminato nell’esperimento con l’esempio di un disco rotante


con asta sulla quale sono disposti simmetricamente due pesi con massa m
ad una distanza r rispetto all’asse di rotazione m. Il momento d’inerzia in
questo caso è

(1) J = J0 + 2 ⋅ m ⋅ r 2

J0: Momento d’inerzia senza pesi

Se il disco rotante viene accoppiato elasticamente ad uno stativo mediante


una molla elicoidale, il momento d’inerzia può essere determinato dal
periodo di oscillazione del disco rotante intorno alla sua posizione di ripo-
so. Vale

J
(2) T = 2π ⋅
Dr

Dr: Costante di collegamento angolare della molla elicoidale

Ossia il periodo di oscillazione T è tanto maggiore quanto maggiore è il Fig. 1: Momento d’inerzia J del disco rotante con asta del manubrio per tre
momento d’inerzia J del disco rotante con asta del manubrio, determinato diverse masse supplementari m in base al quadrato della distanza r rispetto
dal peso m e dalla distanza r. all’asse di rotazione

F UN Z IONI S C OP O

RI A S S U N T O
J Il momento d’inerzia di un corpo intorno al suo asse di rotazione dipende dalla distribuzione del peso
r all’interno del corpo rispetto all’asse. Questo è quanto viene esaminato su un’asta sulla quale sono
disposti due pesi, simmetricamente rispetto all’asse di rotazione. Il periodo di oscillazione dell’asta col-
legata con una molla di accoppiamento è tanto maggiore quanto maggiore è il momento d’inerzia
dell’asta del manubrio determinato dalle masse supplementari e dalla distanza tra loro.
J m

A P PA REC CHI NECE S S A RI


Numero Apparecchio Cat. no
1 Sistema rotante a sostentamento pneumatico (230 V, 50/60Hz) 1000782 o
Sistema rotante a sostentamento pneumatico (115 V, 50/60Hz) 1000781

1 Set supplementare per sistema rotante a sostentamento pneumatico 1000783


1 Sensore laser in reflex 1001034
1 Contatore digitale (230 V, 50/60 Hz) 1001033 o
Contatore digitale (115 V, 50/60 Hz) 1001032

1
38 3B Scientific® Experiments ...going one step further 39
M E C C A N I C A / M O T O R O TAT O R I O

UE1040205 MOMENTO D’INERZIA UE1040205

B A SI GE NE R A L I A N A L IS I
Da (3) si ottiene l’equazione per il momento d’inerzia:
J T2
J = Dr ⋅ 2

Per la composizione con l’asta deve essere sottratto inoltre il momento
d’inerzia dell’asta:
J(masse) = J(asta + masse) - J(asta)
In generale, il momento d’inerzia si definisce tramite l’integrale di volume:

(1) J = ∫ rs2 ⋅ρ(r )⋅dV


v
J / kg m²
rs: distanza dell’elemento di volume dall’asse di rotazione 0,04
(r): Distribuzione della massa del corpo

Nel caso di un’asta sulla quale sono disposti simmetricamente due pesi con
massa m ad una distanza r rispetto all’asse di rotazione, il momento d’iner- 0,03
zia è pari a:

(2) J = J0 + 2 ⋅m⋅r 2
0,02
Jo: Momento d’inerzia dell’asta senza pesi

I diversi corpi di prova possono essere fissati sull’asse di torsione. Il periodo


di oscillazione T vale: 0,01

J
F UN Z IONI S C OP O (3) T = 2π ⋅
Dr

Dr: Costante di torsione della molla a elica


0
0 100 200 300 400 500 600
D Ossia il periodo di oscillazione T è tanto maggiore quanto maggiore è il
momento d’inerzia J. r² / cm²
RIASSUNTO La costante di torsione della molla a elica può essere definita con l’ausilio Fig. 1: Momento d’inerzia J dei pesi in relazione al quadrato della
Il momento d’inerzia di un corpo intorno a un dato asse di rotazione dipende dalla distribuzione del di un dinamometro a molla: distanza delle masse r
J peso all’interno del corpo rispetto all’asse. Questo è quanto viene sperimentato usando un’asta dotata
F ⋅r
di due pesi mobili, un disco sottile, un disco spesso, una sfera piena, un cilindro pieno e uno cavo. Il (4) Dr =
α
periodo di oscillazione dei corpi di prova dipende dalla distribuzione della massa e dalla loro geome-
J r tria. α: Deviazione dalla posizione di equilibrio

J A P PA REC CHI NECE S S A RI


Numero Apparecchio Cat. no
1 Asse di torsione 1008662
1 Fotocellula 1000563
1 Contatore digitale (230 V, 50/60 Hz) 1001033 o
Contatore digitale (115 V, 50/60 Hz) 1001032
1 Piede a barilotto, 1000 g 1002834
1 Base di supporto, 3 gambe, 185 mm 1002836
1 Dinamometro di precisione 1 N 1003104
1 Kit provini per asse di torsione 1008663

1
40 3B Scientific® Experiments ...going one step further 41
MOT I GIROSCOPICI

UE1040500 PRECESSIONE E NUTAZIONE DI UN GIROSCOPIO UE1040500

"
,#$
L

Nell’esperimento viene utilizzato un giroscopio il cui disco grande ruota a


Fext

basso attrito intorno a un asse di rotazione posto in punto di contatto. Una !


R, L

massa contraria viene regolata in modo che il punto di contatto coincida


con il baricentro. Se il giroscopio si trova in equilibrio e il disco viene messo
in rotazione, esso possiede un momento angolare costante L:
(1) L = I ⋅ω R
I: Momento d’inerzia, R: velocità angolare
Il momento d’inerzia del disco rotante del giroscopio vale:

1
(2) I = ⋅M ⋅R 2 Fig. 1: Schizzo schematico del giroscopio per la precessione
2

M: Massa del disco, R: Raggio del disco


Se l’asse di rotazione viene gravato da una massa supplementare m, allora
il momento torcente provocato da un carico aggiuntivo causa una variazio-
ne del momento angolare:

dL
(3) τ = m⋅ g ⋅r =
dt
L

F UN Z IONI SCOPO
!
R

r: Distanza del punto di supporto dell’asse di rotazione


dal punto di applicazione della massa supplementare
L’asse di rotazione ruota quindi secondo la fig. 2 di un angolo
f
dL m⋅ g ⋅r ⋅dt
T (4) dϕ = =
L L

f RIASSUNTO e con movimento di precessione. Ne consegue quindi per la velocità angola-


T Un giroscopio compie un moto di precessione e nutazione oltre al suo moto di rotazione se una forza re del moto di precessione: Fig. 2: Schizzo schematico del giroscopio per la nutazione
dϕ m⋅ g ⋅r m⋅ g ⋅r
esterna e quindi un ulteriore momento torcente agisce sull’asse di rotazione oppure l’asse di rotazione (5) ωP = = =
dt L I ⋅ω R
del giroscopio che ruota a un basso numero di giri è sottoposto a una deviazione dalla sua posizione
fR / Hz

di equilibrio. Il periodo di precessione è inversamente proporzionale al periodo di rotazione e il perio- e con = 2π/T = 2πf :
16
f
1 m⋅ g ⋅r
f do di nutazione è direttamente proporzionale al periodo di rotazione. La dipendenza del periodo di (6) = fR = ⋅TP
14

TR I
f f precessione dal periodo di rotazione consente la determinazione del momento d’inerzia del disco
12

T T rotante. Se il disco di rotazione viene messo in rotazione senza un ulteriore momen- 10

to torcente esterno e l’asse di rotazione viene urtato leggermente di lato, il 8

giroscopio compie moti di nutazione. La velocità angolare della nutazione è 6

A P PA REC CHI NECE S S A RI quindi direttamente proporzionale alla velocità angolare della rotazione: 4

Numero Apparecchio Cat. no 2


(7) ω N = C ⋅ω R ovvero TR = C ⋅TN
1 Giroscopio 1000695 0
C: Costante 0 2 4 6 8 10 12 14 16 18
2 Fotocellula 1000563 Nell’esperimento, il moto di rotazione, precessione e nutazione viene rileva-
TP / s

1 Diodo laser, rosso 1003201 to con sensori fotoelettrici e i tracciati temporali degli impulsi vengono regi- Fig. 3: Frequenza di rotazione fR del disco di rotazione in relazione al perio-
1 3B NETlog™ (230 V, 50/60 Hz) 1000540 o strati e rappresentati con l’ausilio di 3B NETlog™ e 3B NETlab™. do di precessione TP
3B NETlog™ (115 V, 50/60 Hz) 1000539
1 3B NETlab™ 1000544
A N A L ISI
TR / ms

3 Base di supporto, 3 gambe, 150 mm 1002835


I periodi di rotazione, precessione e nutazione vengono definiti tramite i
3 Manicotto universale 1002830 tracciati temporali registrati degli impulsi. Secondo l’equazione (6), il
3 Asta di supporto, 750 mm 1002935 periodo di precessione è inversamente proporzionale al periodo di rotazio- 100

ne e secondo l’equazione (7), il periodo di nutazione è direttamente pro-


porzionale al periodo di rotazione. Nei diagrammi corrispondenti, i valori
di misurazione si trovano pertanto su una retta passante per l’origine nei
B A SI GE NE R A L I

2
limiti della precisione di misurazione. Dalla pendenza di una delle rette
adattate ai punti di misurazione fR(TP), è possibile determinare il momento
d’inerzia del disco rotante del giroscopio in maniera sperimentale e con-
0
0 1 2
frontarlo con quello calcolato in maniera teorica con l’equazione (2).
TN / s

Fig. 4: Periodo di rotazione TR in relazione al periodo di nutazione TN

42 3B Scientific® Experiments ...going one step further 43


MECCA NICA / OSCIL L A ZIONI

UE1050101 OSCILLAZIONE ARMONICA DI UN PENDOLO UE1050101


A FILO

B A S I GE NE R A L I A N A L IS I
m L I valori misurati sono rappresentati da un lato in un diagramma T-L e
dall’altro in diagramma T-m. I diagrammi dimostrano la prevista dipen-
T denza del periodo di oscillazione dalla lunghezza del pendolo e l’indi-
pendenza dal peso dello stesso.
L m

Spostando il pendolo dalla posizione di riposo di un angolo ϕ, la forza di


richiamo è pari a
T/s
(1a) F1 = −m ⋅ g ⋅ sinϕ .

o in buona approssimazione per piccoli angoli ϕ 2

(1b) F1 = − m ⋅ g ⋅ ϕ

La forza di inerzia della massa accelerata è uguale a


1
(2) F2 = m ⋅ L ⋅ ϕ
!!

Le due forze sono identiche, da cui si ottiene l’equazione del moto dell’o-
scillatore armonico

g
ϕ
!! + ⋅ϕ = 0
0
(3)
SCOPO L
0 50 100
L / cm
e per il periodo di oscillazione T segue
Fig. 2: Periodo di oscillazione T in funzione della lunghezza del pendolo L
L
(4) T = 2π ⋅ .
g
T/s
Nell’esperimento si misura il periodo di oscillazione per varie lunghezze e
F UN Z IONI RIASSUNTO
3
pesi del pendolo utilizzando una fotocellula collegata a un contatore digita-
Il periodo di oscillazione T di un pendolo a filo dipende dalla lunghezza del pendolo L, ma non dal le. Tale contatore è programmato internamente in modo da arrestare la
peso m. Ciò viene dimostrato in una serie di misurazioni in cui si registra il periodo di oscillazione di misurazione del tempo dopo ciascuna oscillazione completa.
T un pendolo a filo per mezzo di una fotocellula collegata a un contatore digitale.
L
2

T
m 1
A P PA REC CHI NECE S S A RI
Numero Apparecchio Cat. no
g
1 Set 4 sfere per pendolo 1003230
0
1 Corda sperimentale 1001055 0 20 40 60 80
1 Base di supporto, 3 gambe, 185 mm 1002836 m/g

1 Asta di supporto, 1500 mm 1002937 Fig. 3: Periodo di oscillazione T in funzione del peso del pendolo m
1 Asta di supporto, 100 mm 1002932
1 Manicotto con gancio 1002828
2 Manicotto universale 1002830
1 Fotocellula 1000563
1 Contatore digitale (230 V, 50/60 Hz) 1001033 o

1
Contatore digitale (115 V, 50/60 Hz) 1001032
1 Metro a nastro tascabile, 2 m 1002603
1 Bilancia elettronica 200 g 1003433

44 3B Scientific® Experiments ...going one step further 45


MECCA NICA / OSCIL L A ZIONI

UE1050121 OSCILLAZIONE ELLITTICA DI UN PENDOLO UE1050121


A FILO

B A S I GE NE R A L I

Nell’esperimento si rappresenta questa correlazione misurando le oscillazio-


ni per mezzo di due sensori di forza dinamici perpendicolari tra loro. Lo
spostamento di fase è immediatamente riconoscibile rappresentando le
oscillazioni con un oscilloscopio a due canali.
Si riconoscono subito in maniera evidente tre casi particolari:

a) Se il pendolo oscilla sulla bisettrice tra i sensori di forza, si ha uno sposta-


mento di fase ϕ = 0°.

b) In caso di oscillazioni perpendicolari alla bisettrice si ha ϕ = 180°. Fig. 1: Le componenti oscillatorie del pendolo a filo nell’oscilla-
zione “sulla bisettrice”
c) Se il corpo del pendolo descrive una traiettoria circolare, si ha ϕ = 90°.

A N A L ISI
Le oscillazioni vengono registrate e “bloccate” per mezzo di un oscillo-
scopio con memoria. Vengono valutate l’ampiezza delle componenti e la
relativa differenza di fase.

S2

F UN Z IONI SCOPO

a Fig. 2: Le componenti oscillatorie del pendolo a filo nell’oscilla-


zione “perpendicolare alla bisettrice”
RIASSUNTO
A seconda della condizione iniziale, un pendolo a filo adeguatamente sospeso oscilla in piccole devia- c S1
zioni tali per cui il corpo del pendolo viene a descrivere un’ellissi. Scomponendo il movimento in due
componenti perpendicolari tra loro, si trova tra di esse una differenza di fase. Nell’esperimento si rap-
presenta questa correlazione misurando le oscillazioni per mezzo di due sensori di forza dinamici per-
b
pendicolari tra loro. Vengono valutate l’ampiezza delle componenti e la relativa differenza di fase.

Fig. 1: Allineamento dei sensori S1 e S2 e direzioni di oscillazione esaminate


del pendolo a filo
A P PA REC CHI NECE S S A RI
Numero Apparecchio Cat. no
1 Pacchetto SW Pendolo a filo 1012854
1 Pacchetto SW Stativo 1012849

1
1 Pacchetto SW Sensori (115 V, 50/60 Hz) 1012850 o
Pacchetto SW Sensori (230 V, 50/60 Hz) 1012851 Fig. 3: Le componenti oscillatorie del pendolo a filo in oscilla-
1 Oscilloscopio USB 2x50 MHz 1017264 zioni circolari

46 3B Scientific® Experiments ...going one step further 47


MECCA NICA / OSCIL L A ZIONI

UE1050201 PENDOLO GRAVITAZIONALE VARIABILE UE1050201

B A S I GE NE R A L I
ϕ
L g

In caso di asse di rotazione inclinato, la componente gpar parallela all’asse di


rotazione dell’accelerazione g viene compensata dal supporto dell’asse di L
rotazione (vedi fig.1). La componente efficace rimanente geff è: m

(1) geff = g ⋅ cos α


geff
α: Angolo d’inclinazione dell’asse
α
di rotazione rispetto alla verticale.

Dopo la deviazione del pendolo dell’angolo ϕ dalla posizione di riposo, g


sulla massa sospesa m agisce una forza di richiamo
gpar
(2) F = −m ⋅ g eff ⋅ sinϕ

Per piccole deviazioni, l’equazione del moto del pendolo è pertanto:

(3) m ⋅ L ⋅ ϕ + m ⋅ g eff ⋅ ϕ = 0 Fig. 1: Pendolo gravitazionale variabile (rappresentazione schematica)

Il pendolo oscilla quindi alla frequenza angolare:

(4) geff
ω=
L T/s

F UN Z IONI S C OP O
A N A L ISI
Da (4) per il periodo di oscillazione del pendolo deriva
T
L
g T = 2π
geff

RI A S S U N T O Pertanto, il periodo di oscillazione si riduce con l’accorciamento del


0
T Il periodo di oscillazione di un pendolo viene aumentato dall’inclinazione del suo asse di rotazione pendolo, mentre aumenta con la diminuzione della componente attiva
0 5 10
L rispetto alla verticale, in quanto la componente attiva dell’accelerazione di caduta si riduce. dell’accelerazione di caduta. -2
geff / m s

Fig. 2: Periodo di oscillazione del pendolo a seconda della componente


A P PA REC CHI NECE S S A RI efficace dell’accelerazione di caduta
La linea tracciata è stata calcolata con il valore L = 30 cm
Numero Apparecchio Cat. no
1 Pendolo g variabile 1000755
1 Supporto fotocellula al pendolo 1000756
1 Fotocellula 1000563
1 Contatore digitale (230 V, 50/60 Hz) 1001033 o

2
Contatore digitale (115 V, 50/60 Hz) 1001032
1 Base di supporto, 3 gambe, 150 mm 1002835
1 Asta di supporto, 470 mm 1002934

48 3B Scientific® Experiments ...going one step further 49


MECCA NICA / OSCIL L A ZIONI

UE1050250 PENDOLO DI FOUCAULT UE1050250

B A S I GE NE R A L I
angolare. Già dopo pochi minuti è possibile osservare la rotazione del piano
di oscillazione. Per ottenere un tempo di osservazione più lungo, lo smorza-
Jean Foucault mento dell’oscillazione può essere compensato mediante un’eccitazione
elettromagnetica regolabile di continuo.

Siccome la Terra ruota attorno al proprio asse, nel sistema di coordinate ri-
ferito alla Terra del pendolo oscillante agisce una forza di Coriolis.
A N A L IS I
(1) F = 2 · m · Ω0 x L’angolo di orientamento del piano di oscillazione dipende linear-
F UN Z IONI m: massa del corpo del pendolo mente dal tempo, v. Fig. 2. La pendenza delle rette passanti per i punti
Ω0: vettore della velocità angolare della Terra di misura è il valore ricercato Ω(ϕ).
v: vettore della velocità del pendolo oscillante La latitudine geografica in gradi è calcolata dopo la conversione dell’e-
quazione (2) secondo
in direzione trasversale rispetto alla direzione di oscillazione. Essa genera
180° ⎛ 86400 s ⎞
una rotazione del piano di oscillazione con periodo che dipende dalla lati- ϕ= ⋅arcsin⎜ ⋅Ω ( ϕ )⎟  
π ⎝ 360 grd ⎠
tudine geografica ϕ del punto di sospensione.
Spostando il pendolo di Foucault di un piccolo angolo α, il corpo del pen-
dolo si muove esclusivamente sul piano orizzontale formato in Fig. 1
dall’asse N rivolto a nord e dall’asse E rivolto a est. Poiché il corpo del pen-
dolo è appeso a un filo, si osservano solo deviazioni in senso orizzontale.
Per questa ragione solo la componente verticale

S C OP O (2) Ω ( ϕ ) = Ω 0 ⋅sinϕ  
!
0

del vettore Ω0 è rilevante. L’equazione di moto del pendolo di Foucault


oscillante è pertanto
!
0"
sin#

2
dα g
(3) ⋅ep + 2 ⋅Ω 0 ⋅sinϕ ⋅ ⋅e v + ⋅α ⋅ep = 0  
dt 2 dt L
RIASSUNTO
Il pendolo di Foucault è un semplice pendo- L: lunghezza del pendolo, g: accelerazione di caduta
#
N
lo, composto da un peso di grande massa ep: versore orizzontale parallelo v $
v
appeso a un filo molto lungo, utilizzato per alla direzione di oscillazione attuale
dimostrare la rotazione terrestre. Nell’espe- ev: versore orizzontale perpendicolare
rimento si usa un pendolo con lunghezza alla direzione di oscillazione attuale
1,2 m la cui direzione di oscillazione è la cui soluzione può suddividersi in una soluzione per l’angolo di deviazio-
determinabile con estrema precisione per ne α e una soluzione per il versore ep parallelo alla direzione di oscillazio- Fig. 1 Rappresentazione nel sistema di coordinate riferito alla Terra del
mezzo di una proiezione in ombra. Per otte- ne attuale: pendolo di Foucault
nere un tempo di osservazione più lungo, lo
g
smorzamento dell’oscillazione può essere (4a) α (t ) = cos ( ω ⋅t + β )  con ω =   !
L
compensato mediante un’eccitazione elet- 170°
tromagnetica regolabile di continuo. (4b) ep (t ) = eE ⋅cos ( ψ (t )) + eN ⋅sin( ψ (t ))  
con ψ (t ) = Ω 0 ⋅sinϕ ⋅t + ψ 0 :  direzione di oscillazione 165°
eE: vettore unitario orizzontale verso est
eN: vettore unitario orizzontale verso nord 160°

Con il passare del tempo, il piano di oscillazione ruota quindi con la fre- 155°
quenza indicata nell’equazione (2). Nell’emisfero settentrionale si ha una
A P PA REC CHI NEC E S S A RI rotazione verso destra, in quello meridionale verso sinistra. La velocità di 150°
Numero Apparecchio Cat. no rotazione è massima ai poli, mentre in corrispondenza dell’Equatore non vi
è alcuna deviazione. 145°
1 Pendolo di Foucault (230 V, 50/60 Hz) 1000748 o

2 1
Pendolo di Foucault (115 V, 50/60 Hz)
Cronometro digitale
1000747
1002811
Nell’esperimento su utilizza un pendolo costituito da un filo lungo 1,2 m.
Per impedire oscillazioni ellittiche, ad ogni spostamento il filo del pendolo
urta un anello di Charron. La direzione di oscillazione può essere letta con
140°
0 2000 4000 6000 8000
t/s
estrema precisione tramite una proiezione in ombra del filo su una scala Fig. 2 Curva di misurazione rilevata alla latitudine geografica ϕ = 50°

50 3B Scientific® Experiments ...going one step further 51


MECCA NICA / OSCIL L A ZIONI

UE1050311 OSCILLAZIONI ARMONICHE UE1050311

Tra la deviazione x e la forza repulsiva F si applica quindi la relazione


S C OP O (1) F = − k ⋅ x con A N A L IS I
k: Indice di rigidezza Dall’equazione 4 risulta:
4π 2
T2 = ⋅m
k
Per un peso m agganciato alla molla a elica si applica quindi l’equazione di
movimento I dati misurati vengono rappresentati per i diversi indici di rigidezza k
d2 x
(2) m⋅ 2 + k ⋅ x = 0 , come parametro in un diagramma T2-m. Nei limiti della precisione di
dt
misurazione si trovano su rette passanti per l’origine le cui pendenze
finché si possono trascurare il peso della molla e gli smorzamenti dovuti vengono valutate in un secondo diagramma.
RI A S S U N T O alle forze di attrito.
Le oscillazioni di un pendolo a molla a elica sono Le soluzioni di questa equazione del moto hanno la forma comune
un classico esempio di un’oscillazione armonica.
⎛ k ⎞
Vengono registrate nell’esperimento con un sen- (3) x (t ) = A⋅sin⎜ ⋅t + ϕ ⎟ ,
⎝ m ⎠
sore di movimento a ultrasuoni che rileva la
distanza dal sensore del peso appeso al pendolo. e l’esperimento di registrazione delle oscillazioni armoniche di una molla
ad elica in funzione del tempo con il sensore di movimento a ultrasuoni T² / s² k = 247 N/cm
consente di confermare che i dati si adattano alla funzione sinusoidale. k = 628 N/cm
Il sensore di movimento a ultrasuoni rileva la distanza dal sensore del peso k = 2831 N/cm
agganciato alla molla. La grandezza misurata corrisponde quindi, ad ecce-
2
zione di uno spostamento del punto zero compensabile tramite una funzio-
ne tara, direttamente ad una grandezza osservata nell'equazione 3, ovvero x(t).
Il periodo di oscillazione T viene definito come la distanza tra due passaggi
attraverso lo zero della funzione sinusoidale nella stessa direzione, e si rica-
va da (3) 1

m
(4) T = 2π ⋅ .
k

Per la conferma di (4) vengono eseguite misurazioni per le diverse combina-


zioni di peso m e indice di rigidezza k e viene rispettivamente determinato 0
il periodo di oscillazione dalla distanza dei passaggi attraverso lo zero nei
0 50 100 150 200 250

F UN Z IONI A P PA REC CHI NEC E S S A RI


m/g
dati registrati.
Fig. 2: T ² come funzione di m
Numero Apparecchio Cat. no
1 Set molle ad elica per verificare la legge di Hooke 1003376
1 Set pesi a fessura 10 x 10 g 1003227
1 Set pesi a fessura 5 x 50 g 1003229 T ²/m / s²/kg
1 Base di supporto, 3 gambe, 150 mm 1002835
1 Asta di supporto, 1000 mm 1002936
T
1 Manicotto con gancio 1002828
k m
1 Sensore di movimento ad ultrasuoni 1000559
10
1 3B NETlab™ 1000544
1 3B NETlog™ (230 V, 50/60 Hz) 1000540 o
3B NETlog™ (115 V, 50/60 Hz) 1000539
1 Metro a nastro tascabile, 2 m 1002603

B A S I GE NE R A L I
0 10
4!
²/k / m/N

Fig. 1: Dati di oscillazione registrati dopo l’adattamento a di una funzione


2 2
sinusoidale Fig. 3: T come funzione di 4π
m k

1
52 3B Scientific® Experiments ...going one step further 53
MECCA NICA / OSCIL L A ZIONI

UE1050500 PENDOLO DI TORSIONE DEL PROF. POHL UE1050500

B A S I GE NE R A L I A N A L ISI
Con il pendolo di torsione del Prof. Pohl è possibile studiare le oscilla- Nell’equazione (4) l’ampiezza di oscillazione è definita come grandezza
zioni armoniche di torsione libere. Il sistema prevede che sul pendolo positiva, Intendendo quindi il valore delle deviazioni a destra e sini-
agiscano soltanto il momento torcente di richiamo di una molla a spi- stra. Se si traccia il logaritmo naturale di queste deviazioni rispetto
rale e il momento torcente di smorzamento di un freno a corrente di al tempo, si ottiene una retta con pendenza - . In pratica vengono
Foucault con corrente regolabile. riscontrati scostamenti rispetto al comportamento lineare, in quanto
la forza di attrito non è, come presupposto, esattamente proporzionale
L’equazione del moto per l’angolo di deviazione ϕ di un’oscillazione smor- alla velocità.
zata libera del pendolo di torsione è la seguente:

(1)  

con ,    

J: Momento d’inerzia
ln (!
/ DIV)
D: Indice di rigidezza 3
k: Coefficiente di smorzamento
I = 200 mA
I = 400 mA
I = 600 mA
Fintanto che lo smorzamento non è eccessivo e la condizione < 0 è sod-
disfatta, il risultato dell’equazione del moto è il seguente:

(2)   2

F UN Z IONI S C OP O con .  
Misurazione e analisi di oscillazioni armoniche di torsione libere
- A questo proposito, l’ampiezza iniziale ϕ0 e l’angolo di sfasamento sono
ne T per diverse deviazioni e velocità parametri liberi , che dipendono dalla deviazione e della velocità del pendo-
iniziali. lo di torsione al momento t = 0. Il pendolo oscilla quindi con periodo
RI A S S UN T O 1
Con il pendolo di torsione del Prof. Pohl è possibile studiare le oscillazioni armoniche di torsione libe- (3)  . 0 10 20 30 40
t/s
50
smorzamento del pendolo di re. Il sistema è realizzato in modo che sul pendolo agiscano soltanto il momento torcente di richiamo
torsione smorzato. di una molla a spirale e il momento torcente di smorzamento di un freno a corrente di Foucault con Con il tempo, l’ampiezza di oscillazione diminuisce secondo la seguente Fig. 1:  come funzione del tempo con valori di smorzamento differenti
corrente regolabile. Durante l’esperimento viene dimostrata l’indipendenza del periodo di oscillazione equazione
dalla deviazione e dalla velocità iniziali, ed analizzato lo smorzamento dell’ampiezza delle oscillazioni.
(4) .  

Nell’esperimento vengono analizzate le oscillazioni per diversi fattori di


smorzamento, ottenuti impostando il freno a corrente di Foucault su diver-
A P PA REC CHI NEC E S S A RI se intensità di corrente. Il periodo di oscillazione viene misurato utilizzando
Numero Apparecchio Cat. no un cronometro. Si osserva quindi che, per un dato valore di smorzamento,
il periodo di oscillazione non dipende dalla deviazione e dalla velocità
1 Pendolo di torsione di Pohl 1002956
iniziali.
1 Cronometro meccanico, 15 min 1003369
1 Alimentatore CC 0 – 20 V, 0 – 5 A (230 V, 50/60 Hz) 1003312 o Per determinare lo smorzamento vengono annotate le deviazioni in dimi-
Alimentatore CC 0 – 20 V, 0 – 5 A (115 V, 50/60 Hz) 1003311 nuzione del pendolo verso destra e verso sinistra; per praticità, la velocità
1 Multimetro analogico AM50 1003073 iniziale del pendolo è assunta nulla.

1 Set di 15 cavi di sicurezza per esperimenti, 75 cm 1002843

1
54 3B Scientific® Experiments ...going one step further 55
MECCA NICA / OSCIL L A ZIONI

UE1050550 PENDOLO DI TORSIONE DEL PROF. POHL UE1050550

B A S I GE NE R A L I A N A L ISI
Viene tracciato il grafico dei valori misurati di ampiezza delle oscilla-
- zioni smorzate rispetto alla frequenza di eccitazione. Ne risultano curve
sta di eccitazione che, azionata da un motore a corrente continua con di misurazione differenti, che possono essere descritte dall’equazione (4)
velocità regolabile, separa e comprime le molle a spirale in sequenza con il relativo parametro di smorzamento .
periodica.
Si notano lievi scostamenti rispetto ai valori di smorzamento utilizzati
L’equazione di moto per questo sistema è per l’esperimento UE1050500. Ciò è riconducibile al fatto che la forza
di attrito non è, come presupposto, esattamente proporzionale alla
d2 ϕ dϕ
(1) 2
+ 2 ⋅δ ⋅ + ω 02 ⋅ϕ = A⋅cos ( ω E ⋅t )   velocità.
dt dt

con  ,  ,  

J: Momento d’inerzia
D: Indice di rigidezza A / DIV
k: Coefficiente di smorzamento 25
M0: Ampiezza del momento torcente esterno
I = 200 mA
I = 400 mA
E: Frequenza dell’andamento periodico del momento torcente esterno I = 600 mA
20
La soluzione di questa equazione del moto si compone di una soluzione
dell’equazione omogenea e di una soluzione particolare o parte non omo- 15
genea. L’equazione omogenea è l’equazione del moto dell’oscillazione
smorzata libera, analizzata nell’esperimento UE1050500. Con il tempo la
F UN Z IONI S C OP O sua soluzione si riduce in modo esponenziale, diventando trascurabile 10
Misurazione e analisi di oscillazioni forzate rispetto alla parte non omogenea dopo il cosiddetto tempo di assestamento.

forzate in funzione della frequenza di La parte non omogenea


5

eccitazione per smorzamenti differenti.


(2) ϕ (t ) = ϕE ⋅cos ( ω E ⋅t − ψ E )   0
RIASSUNTO 0 1 2 3 4 5
fase tra eccitazione e oscillazione per Il pendolo di torsione del Prof. Pohl è adatto anche all’analisi delle oscillazioni forzate. A tale scopo il dipende invece dal momento torcente esterno e pertanto è presente finché
!
"/ 1/s

frequenze di oscillazione molto ridotte sistema oscillante è collegato a un’asta di eccitazione che, azionata da un motore a corrente continua esso viene applicato. La relativa ampiezza
e molto elevate. con velocità regolabile, separa e comprime le molle a spirale in sequenza periodica. Nell’esperimento Fig. 1: Curve di risonanza con smorzamenti diversi
A0
viene misurata l’ampiezza in funzione della frequenza di eccitazione per smorzamenti differenti, e (3) ϕE =  
(ω − ω E2 ) + 4 ⋅δ 2 ⋅ω E2
2 2
osservato lo spostamento di fase tra eccitazione e oscillazione. 0

cresce quindi in proporzione a quanto la frequenza di eccitazione E si


avvicina alla frequenza propria 0 del pendolo di torsione. Con E = 0 si
parla di risonanza.

A P PA RE C CHI NEC E S S A RI Lo spostamento di fase


Numero Apparecchio Cat. no ⎛ 2 ⋅δ ⋅ω E ⎞
(4) ψ E = arctan⎜ 2  
1 Pendolo di torsione di Pohl 1002956 ⎝ ω 0 − ω E2 ⎟⎠
1 Cronometro meccanico, 15 min 1003369
1 Alimentatore a spina 24 V, 700 mA (230 V, 50/60 Hz) 1000681 o mostra che le deviazioni del pendolo dipendono dall’eccitazione. Con fre-
Alimentatore a spina 24 V, 700 mA (115 V, 50/60 Hz) 1000680 quenze molto ridotte è vicino allo zero e cresce in presenza di frequenze
1 Alimentatore CC 0 – 20 V, 0 – 5 A (230 V, 50/60 Hz) 1003312 o maggiori, fino a raggiungere 90° alla frequenza di risonanza. Con frequenze
di eccitazione molto elevate l’eccitazione e l’oscillazione possono arrivare a
Alimentatore CC 0 – 20 V, 0 – 5 A (115 V, 50/60 Hz) 1003311
subire uno spostamento di fase di 180°.
2 Multimetro analogico AM50 1003073

2
1 Set di 15 cavi di sicurezza per esperimenti, 75 cm 1002843

56 3B Scientific® Experiments ...going one step further 57


MECCA NICA / OSCIL L A ZIONI

UE1050600 OSCILLAZIONI ACCOPPIATE UE1050600

Più facile da interpretare è il seguente caso che viene generato quando


tempo tra due arresti di un pendolo o, più in generale, tra due momen- il pendolo 1 al momento 0 dalla posizione di origine ha una deviazione
angolare iniziale 0, mentre il pendolo 2 è a riposo nella posizione di
di fluttuazione T . origine.
Le oscillazioni di due pendoli uguali accoppiati può essere descritta mate- 1 ⎛ ψ0 ψ ⎞
ϕ1 = ⋅⎜ ⋅ sin(ω+t )+ 0 ⋅ sin(ω−t )⎟⎟
maticamente come sovrapposizione di due oscillazioni proprie. Queste 2 ⎜⎝ ω+ ω− ⎠
oscillazioni proprie sono osservabili se i due pendoli vengono sollecitati ad (6)
1 ⎛ ψ0 ψ ⎞
eseguire oscillazioni in fase o in opposizione di fase. Nel primo caso, i pen- ϕ2 = ⋅⎜ ⋅ sin(ω+ t )− 0 ⋅ sin(ω−t )⎟⎟
2 ⎜⎝ ω+ ω− ⎠
doli oscillano senza influsso dovuto all’accoppiamento, alla frequenza dei
pendoli non accoppiati, mentre nel secondo caso oscillano sotto la mas- Per gli spostamenti dei due pendoli vale dunque quanto segue:
sima influenza dell’accoppiamento alla massima frequenza propria. Tutte ψ
ϕ1 = 0 ⋅ (cos (ω+ t )+ cos (ω−t ))
le altre oscillazioni possono essere rappresentate come sovrapposizioni di 2
(7)
ψ0
queste due oscillazioni proprie. ϕ2 = ⋅ (cos (ω+ t )− cos (ω−t ))
2
Le equazioni del moto dei pendoli hanno la forma:
Dopo la conversione matematica si ottiene
L ⋅ ϕ1 + g ⋅ ϕ1 + k ⋅ (ϕ1 − ϕ2 )= 0 ω− − ω+
(1) ϕ1 = ψ 0 ⋅ cos (ωΔt )⋅ cos (ω t)
ωΔ =
L ⋅ ϕ2 + g ⋅ ϕ2 + k ⋅ (ϕ2 − ϕ1 )= 0 2
(8) ϕ = ψ ⋅ sin (ω t )⋅ cos (ω t) con (9) ω+ + ω−
2 0 Δ
g: Accelerazione di caduta, L: Lunghezza del pendolo, ω=
2
k: Costante di accoppiamento
Scegliendo di introdurre le grandezze ausiliarie ϕ − = ϕ1 − ϕ2 Questo corrisponde ad un’oscillazione dei due pendoli alla stessa frequenza
e ϕ + = ϕ1 + ϕ2 si ottengono quindi le equazioni del moto: angolare , in cui le ampiezze di oscillazione 1 e 2 vengono modulate
L ⋅ ϕ+ + g ⋅ ϕ+ = 0 con frequenza angolare :
(2)
L ⋅ ϕ − + ( g + 2 k) ⋅ ϕ − = 0 ψ 1(t)= ψ 0 ⋅ cos (ωΔ t )
(10)
Le cui soluzioni ψ 2 (t)= ψ 0 ⋅ sin (ωΔ t )
F UN Z IONI S C OP O ϕ + = a+ ⋅ cos (ω+ t ) + b+ ⋅ sin(ω+ t )
Registrazione e analisi delle oscillazioni di due pendoli uguali accoppiati (3)
ϕ − = a− ⋅ cos (ω−t ) + b− ⋅ sin(ω−t )

e determinazione del suo periodo di con le frequenze angolari A N A L ISI


oscillazione T+. RI A S S UN T O ω+ =
g Da (4) è possibile calcolare i periodi T+ e T- dell’oscillazione propria
L
L’oscillazione di due pendoli uguali accoppiati è caratterizzata dal periodo di oscillazione e dal periodo (4) in fase e in opposizione di fase:
- di fluttuazione. A questo proposito, il periodo di fluttuazione è l’intervallo di tempo tra i due momenti g + 2k
ω− =
L 2π L 2π L
posizione di fase e determinazione del in cui un pendolo oscilla di volta in volta con l’ampiezza minima. Entrambe le grandezze possono T+ = = 2π e T− = = 2π
ω+ g ω− g + 2k
suo periodo di oscillazione T-. essere calcolate sulla base dei due periodi di oscillazione propria per l’oscillazione in fase e in opposi- corrispondono alle oscillazioni proprie descritte per l’eccitazione in fase o
zione di fase dei pendoli accoppiati. in opposizione di fase (ossia ϕ+ = 0 per l’oscillazione in opposizione di fase
e ϕ- = 0 per l’oscillazione in fase). Per il periodo T dell’oscillazione accoppiata vale secondo (9):
accoppiata e determinazione del suo Le deviazioni dei pendoli possono essere calcolate sulla base della somma 2π π π T ⋅T
=ω= + e quindi T = 2⋅ + −
periodo di oscillazione T come pure A P PA REC CHI NECE S S A RI o della differenza delle due grandezze ausiliarie e si ottiene la soluzione T T+ T− T− + T+
del periodo di fluttuazione T . Numero Apparecchio Cat. no 1
ϕ1 = ⋅ (a+ ⋅ cos (ω+ t )+ b+ ⋅ sin(ω+ t )+ a− ⋅ cos (ω−t ) + b− ⋅ sin(ω−t ))
2 La modulazione dell’ampiezza descritta in (10) viene normalmente
2 Pendolo ad asta con rivelatore d’angolo (230 V, 50/60 Hz) 1000763 (5)
- 1 caratterizzata dal periodo di oscillazione T , vale a dire dal tempo
ϕ 2 = ⋅ (a+ ⋅ cos (ω+ t )+ b+ ⋅ sin(ω+ t )− a− ⋅ cos (ω−t ) − b− ⋅ sin(ω−t ))
lori calcolati dai periodi di oscillazione Pendolo ad asta con rivelatore d’angolo (115 V, 50/60 Hz) 1000762 2 tra due arresti dei pendoli:
propria T+ e T-. 1 Molle ad elica 3,0 N/m 1002945 A questo proposito, i parametri a+, a-, b+ e b- sono inizialmente grandezze 2π π π T+ ⋅ T−
a piacere che possono essere calcolate sulla base dello stato di oscillazione
= ωΔ = − e quindi TΔ =
2 Morsetto da tavolo 1002832 2TΔ T− T+ T+ − T−
2 Asta di supporto, 1000 mm 1002936 dei due pendoli al momento t = 0.

1 Asta di supporto, 470 mm 1002934


4 Manicotto universale 1002830
1 Cavo ad alta frequenza, connettore 4 mm / BNC 1002748
1 3B NETlog™ (230 V, 50/60 Hz) 1000540
3B NETlog™ (115 V, 50/60 Hz) 1000539
1 3B NETlab™ 1000544

ϕ1 ϕ2 ϕ ϕ -ϕ ϕ
B A S I GE NE R A L I

2 -

ϕ1 = ϕ2 = ϕ -ϕ1 = ϕ2 = ϕ

trasferimento di energia avviene addirittura completamente. Ciò significa che un pendolo si arre- Oscillazione generale accoppiata Oscillazione in fase accoppiata Oscillazione in opposizione di fase accoppiata

58 3B Scientific® Experiments ...going one step further 59


MECCA NICA / OSCIL L A ZIONI E ONDE

UE1050700 ONDE MECCANICHE UE1050700

-
mità, le onde possono propagarsi solo se vengono soddisfatte le condi- A N A L ISI
zioni di risonanza. Rapportando la frequenza di risonanza con il numero dei nodi di oscilla-
zione, i punti di misura sono su una retta con pendenza
Sia (x,t) la deviazione longitudinale o trasversale nel punto x lungo il
 
mezzo portante al tempo t. Allora
Nota la lunghezza d’onda L si ricava la velocità dell’onda c. Essa dipen-
(1)   de, a parametri altrimenti identici, dalla tensione F, come dimostra la
Fig. 5 per le onde di una corda.
Sarà un’onda sinusoidale che viaggia sul mezzo portante verso destra. La
frequenza f e la lunghezza d’onda sono legate dalla relazione

(2)  
c: velocità dell’onda. !
(x,t) Fig. 1: Rappresentazione per la
Se quest’onda proveniente da sinistra viene riflessa su un’estremità fissa a definizione della deviazione
x = 0, si genera un’onda che viaggia verso sinistra locale x(x,t)
x

F UN Z IONI S C OP O (3)  
Analisi di onde stazionarie su una molla a elica e una corda tese
- Entrambe le onde si sovrappongono generando l’onda stazionaria
tudinali su una molla a elica e di onde
stazionarie trasversali su una corda. (4)  
n=0

fn RI A S S UN T O Tali sovrapposizioni valgono in maniera totalmente indipendente dal tipo n=1

in funzione del numero n di nodi. Le onde meccaniche si presentano in questi esempi su una molla a elica tesa sotto forma di onde lon- di onda e dal mezzo portante.
gitudinali e su una corda tesa sotto forma di onde trasversali. In entrambi i casi, fissando saldamente Qualora anche la seconda estremità sia fissata e si trovi a x = L, occorre che
un’estremità del mezzo portante, si generano onde stazionarie, poiché l’onda incidente si sovrappone per tutti i tempi t la condizione di risonanza
n e della velocità all’onda riflessa sull’estremità fissa con la medesima ampiezza e la medesima lunghezza d’onda. Fis- n=2
Fig. 2: Onde stazionarie
c. sando anche l’altra estremità, le onde possono propagarsi solo se vengono soddisfatte le condizioni di (5)  
risonanza. Nell’esperimento, la molla a elica e la corda vengono fissate a un’estremità. Alla distanza L, fn / Hz

l’altra estremità è collegata con un generatore di vibrazioni, azionato tramite un generatore di fun- risulti soddisfatta. Ne consegue quindi per la lunghezza d’onda che
50

zione per oscillazioni di piccola ampiezza e frequenza regolabile f. Anche questa estremità può essere 40

approssimativamente considerata fissa. Si misurano le frequenze proprie in funzione del numero di (6a)  bzw.   30

nodi delle onde stazionarie. Sulla base di questi dati si calcola la velocità dell’onda.
oppure   Fig. 3: Frequenza di risonanza in
20

10
funzione del numero di nodi per
e per la frequenza che, in base all’equazione (2), le onde della molla a elica
A P PA REC CHI NECE S S A RI
0
0 2 4 6
n

Numero Apparecchio Cat. no


(6b)  
fn / Hz
1 Accessorio per oscillazioni di molle 1000703
In altre parole, la condizione di risonanza (5) richiede che la lunghezza L sia
80

1 Accessorio per onde di una corda 1008540


70
esattamente un multiplo intero della metà della lunghezza d’onda. La fre- 60
1 Generatore di vibrazioni 1000701 quenza di risonanza deve essere adeguata a questa lunghezza d’onda. n è 50

1 Generatore di funzione FG 100 (230 V, 50/60 Hz) 1009957 o in questo caso il numero dei nodi di oscillazione. Se nella prima armonica 40

si forma solo un ventre di oscillazione, esso è uguale a zero (v. Fig. 2). Fig. 4: Frequenza di risonanza in
30
Generatore di funzione FG 100 (115 V, 50/60 Hz) 1009956
Nell’esperimento, il mezzo portante – costituito da una corda o una molla funzione del numero di nodi per
20

1 Dinamometro di precisione 2 N 1003105 10


a elica – è fissato a un’estremità. L’altra estremità è collegata alla distanza L le onde della corda
1 Metro a nastro tascabile, 2 m 1002603
0

con un generatore di vibrazioni, azionato tramite un generatore di funzione


0 2 4 6
n

1 Paio di cavi di sicurezza per esperimenti 75 cm, rosso/blu 1017718 per oscillazioni di piccola ampiezza e frequenza regolabile f. Anche questa c / m/s

estremità può essere approssimativamente considerata fissa. 20

15

B A SI GE NE R A L I

1
10

Le onde meccaniche si presentano in questi esempi su una molla a elica e su una corda tese.
Nel caso della molla a elica si parla di onde longitudinali, in quanto la deviazione avviene paral- Fig. 5: Velocità c delle onde di
5

lelamente alla direzione di propagazione. Le onde della corda sono invece onde trasversali. In 0 una corda in funzione di F ²
-
0 1 2
F² / N²

60 3B Scientific® Experiments ...going one step further 61


ACUS TICA /
L U N G H E Z Z A D ’ O N D A E V E L O C I TÀ D E L S U O N O

UE1070310 VELOCITÀ DEL SUONO NELL’ARIA UE1070310

B A S I GE NE R A L I A N A L ISI
Le onde sonore sono onde elastiche in un mezzo deformabile. La loro La velocità del suono si calcola dal quoziente del tratto percorso s e del
velocità dipende dalle caratteristiche di elasticità del mezzo. In gas tempo di propagazione t: s
semplici si diffondono esclusivamente come onde longitudinali e la c=
t
velocità di gruppo coincide con la velocità di fase. Nella Fig. 2 si osserva il reciproco dell’incremento lineare.
Seguendo una deduzione storicamente attribuita a Laplace, le onde sonore La dipendenza dalla temperatura della velocità del suono viene descrit-
nei gas vengono considerate come variazioni di pressione e/o di densità ta dall’equazione 3 con i parametri
adiabatiche. Per la velocità del suono si ottiene
g Cp 7
M = 28,97 , =
C p Mol C V 5
(1) c= P⋅ .
CV ρ

p: Pressione, : Densità,
CP, CV: Capacità termiche del gas s
Per un gas ideale a temperatura assoluta T risulta

p R ⋅T
(2) = .
ρ M
J Stop

R = 8,314 : costante universale dei gas, t (µs)


Mol⋅K Start

F UN Z IONI S C OP O M: massa molare Fig. 1: Rappresentazione schematica della struttura sperimentale


Misurazione dei tempi di propagazione degli impulsi sonori in un tubo di Kundt Pertanto, la velocità del suono è data da
-
C P R ⋅T t / µs
ne t (3) c= ⋅ .
CV M
temperatura ambiente in funzione della
RI A S S UN T O
2000
distanza s tra due sonde microfono. Per differenze di temperatura non troppo grandi ∆T rispetto ad una tem-
Le onde sonore si diffondono nei gas come onde longitudinali. La velocità di gruppo coincide con la peratura di riferimento T0, la velocità del suono dipende linearmente dalla
velocità di fase. Nell’esperimento si misura in un tubo di Kundt il tempo di propagazione di un impul- variazione di temperatura ∆T:
tra s e t. so sonoro tra due sonde microfono e si calcola la risultante velocità del suono. Tra la temperatura
C P R ⋅T0 ⎛ ΔT ⎞
ambiente e i 50°C si controlla la dipendenza dalla temperatura dela velocità del suono. Il risultato (4) c= ⋅ ⋅ 1+
CV M ⎜⎝ 2 ⋅T0 ⎠⎟
1000

- della misurazione coincide con il risultato della deduzione di Laplace.


ne t Per l’aria secca considerata come gas ideale si trova in letteratura il seguen-
funzione della temperatura T ad una te dato sulla velocità del suono:
distanza fissa tra due sonde microfono.
ΔT m
A P PA REC CHI NECE S S A RI c (T ) = ⎛⎜ 331,3 + 0,6 ⋅ ⎞⎟
0
(5)
⎝ K ⎠ s
0 200 400 600
-
s / mm
Numero Apparecchio Cat. no
no (velocità di gruppo) in funzione della T0 = 273,15 K = 0°C Fig. 2: Tempo di propagazione del suono t nell’aria in funzione del tratto
1 Tubo di Kundt E 1017339
temperatura. Nell’esperimento si misura in un tubo di Kundt il tempo di propagazione t percorso s a temperatura ambiente
1 Scatola impulsi K 1017341 di un impulso sonoro tra due sonde microfono con distanza s. L’impulso
- 1 Sonda microfono, lunga 1017342 sonoro è generato dal movimento brusco di una membrana dell’altoparlan- c / m/s
ne di Laplace. 1 Sonda microfono, corta 4008308 te comandato da un impulso di tensione a salita rapida. La misurazione ad 370
1 Scatola microfono (230 V, 50/60 Hz) 1014520 o alta risoluzione del tempo di propagazione con un contatore di microsecon-
di inizia quando l’impulso sonoro raggiunge la prima sonda microfono e si
Scatola microfono (115 V, 50/60 Hz) 1014521
arresta quando si raggiunge la seconda sonda microfono alla distanza s.
1 Contatore di microsecondi (230 V, 50/60 Hz) 1017333 o
Con una barra calda, l’aria viene riscaldata nel tubo di Kundt per le misura- 360
Contatore di microsecondi (115 V, 50/60 Hz) 1017334 zioni del tempo di propagazione in funzione della temperatura fino a 50°C.
1 Barra calda K 1017340 Durante il raffreddamento, la distribuzione della temperatura è sufficien-
2 Cavo ad alta frequenza, connettore 4 mm / BNC 1002748 temente omogenea, pertanto è sufficiente misurare la temperatura in un
punto del tubo di Kundt.
1 Alimentatore CC 0 – 20 V, 0 – 5 A (230 V, 50/60 Hz) 1003312 o 350
Tramite un nipplo per tubi è possibile introdurre anche altri gas tecnici nel
Alimentatore CC 0 – 20 V, 0 – 5 A (115 V, 50/60 Hz) 1003311
tubo di Kundt.
1 Termometro tascabile digitale rapido 1002803
1 Sensore a immersione NiCr-Ni Tipo K, -65°C – 550°C 1002804 340

1
1 Coppia di cavi di sicurezza per esperimenti, 75 cm 1002849 20 °C 30 °C 40 °C 50 °C
T
Ulteriormente consigliato
Fig. 3: Velocità del suono c nell’aria in funzione della temperatura T
altri gas tecnici
Linea tracciata: secondo equazione 3
Linea tratteggiata: secondo equazione 5

62 3B Scientific® Experiments ...going one step further 63


ACUS TICA /
L U N G H E Z Z A D ’ O N D A E V E L O C I TÀ D E L S U O N O

UE1070320 VELOCITÀ DEL SUONO NELL’ARIA UE1070320

sferica. Le onde sonore si propagano nell’aria e in altri gas come rapide oscillazione. Inoltre la velocità anticipa la pressione di uno spostamento di
variazioni di pressione e densità. Il modo più semplice per descriverle è fase pari a 90°.
mediante la pressione sonora, sovrapposta alla pressione atmosferica. Per Le onde sonore vengono generate alla distanza L dalla parete con l’ausilio
descrivere un’onda sonora, in alternativa alla pressione sonora p, è possi- di un altoparlante che oscilla con frequenza f. Anche in questo caso si for-
bile utilizzare anche la velocità v, cioè la velocità media delle particelle nel mano un ventre di oscillazione per la pressione e un nodo per la velocità
luogo x nel mezzo oscillante al momento t. Pressione sonora e velocità sono del suono. Queste condizioni al contorno sono realizzabili solo se L è un
legate ad es. dall’equazione di moto di Eulero multiplo intero di mezza lunghezza d’onda:

∂p ∂v λn
(1) − = ρ0 ⋅ (9) L = n⋅
∂x ∂t 2

0: densità del gas. Per via di (3), le frequenze devono pertanto corrispondere alla condizione
All’interno del tubo di Kundt, le onde sonore si propagano lungo il tubo di risonanza
stesso. Esse possono pertanto essere descritte per mezzo di un’equazione
c
d’onda unidimensionale valida sia per la pressione sonora sia per la velo- (10) fn = n⋅ .
2 ⋅L
cità:
∂2 p ( x,t ) 2 ∂2 p ( x,t )
(2) =c ⋅ Nell’esperimento la frequenza f dell’altoparlante viene continuamente
∂t 2 ∂x 2
F UN Z IONI SCOPO ovvero variata, mentre un microfono sonda misura la pressione sonora sulla parete
∂2 v ( x,t ) 2 ∂2 v ( x,t )
=c ⋅ di riflessione. La risonanza si considera raggiunta quando il segnale del
∂t 2 ∂x 2
microfono indica la massima ampiezza.
in un tubo di Kundt s presso entrambe c: velocità del suono
le estremità. Nell’esperimento si osservano onde armoniche riflesse all’estremità del tubo
RIASSUNTO di Kundt. Come soluzioni dell’equazione d’onda vanno dunque considerate A N A L IS I
- Le onde sonore si diffondono nei gas come onde longitudinali. La velocità di gruppo coincide con la le sovrapposizioni di onde di andata e di ritorno: In base a (9) fanno parte delle frequenze di risonanza rilevate fn le lun-
tale in funzione della lunghezza del velocità di fase. Nell’esperimento vengono generate onde stazionarie in un tubo di Kundt chiuso a x x
ghezze d’onda
2πi ⎜⎛ f⋅t− ⎟⎞ 2πi ⎜⎛ f⋅t+ ⎟⎞ 2 ⋅L
⎝ λ⎠ ⎝ λ⎠
tubo di Kundt. entrambe le estremità e misurate la frequenza fondamentale in funzione della lunghezza del tubo (3) p = p0> ⋅e + p0< ⋅e λn = .
n
nonché le frequenze fondamentale e dell’armonica con lunghezza fissa del tubo. La velocità dell’onda
- viene ricavata dalle frequenze di risonanza e rappresentata graficamente. p0>, v0>: ampiezze delle onde di andata, A conferma di (3) e ai fini della determinazione della velocità d’onda,
tale e delle armoniche con lunghezza p0<, v0<: ampiezze delle onde di ritorno questi valori vengono rappresentati in un diagramma f- .
fissa. f: frequenza, : lunghezza d’onda,
Dove
A P PA REC CHI NEC E S S A RI (4) f ⋅λ = c
dalle frequenze di risonanza. Applicando tali soluzioni nell’equazione (1) si ottiene, osservando separata-
Cat. no
+
~

Numero Apparecchio
mente onda di andata e onda di ritorno, la relazione FUNCTION GENERATOR FG100 Frequency

1 Tubo di Kundt E 1017339 3V 100 µA

p0> = v0> ⋅ Z ovvero p0< = v0< ⋅ Z .


Amplitude 10 V 1 mA

(5)
Offset Sweep V~ 30 V 10 mA A~
12 VAC 100 V 100 mA
2A 300 V 1A
Start/Stop 0V 10 V 12 V AC Microphone Box
300 V 3A
Control Voltage 100 V 3A
Trig. In/Out In/Out Output 30 V 1A
10 V 100 mA
3V 10 mA
1V 1 mA

1 Sonda microfono, lunga 1017342


300 mV 100 µA
V 100 mV
A

La grandezza
1 Scatola microfono (115 V, 50/60 Hz) 1014521 o (6) Z = c ⋅ρ0 L

Scatola microfono (230 V, 50/60 Hz) 1014520 si chiama impedenza caratteristica e corrisponde all’impedenza d’onda
1 Generatore di funzione FG 100 (230 V, 50/60 Hz) 1009957 o del mezzo. Svolge un ruolo importante nell’osservazione delle riflessioni di
un’onda sonora su una parete con impedenza specifica W: v p
Generatore di funzione FG 100 (115 V, 50/60 Hz) 1009956
Vale 1 1 Fig. 1: Rappresentazione schematica della struttura sperimentale
1 Oscilloscopio USB 2x50 MHz 1017264 v0< Z −W p0< Z − W
(7) rv = = e rp = =
1 Multimetro analogico AM50 1003073 v0> Z +W p0> 1 + 1
Z W f / Hz
1 Cavo ad alta frequenza, connettore 4 mm / BNC 1002748 Nell’esperimento, W è notevolmente maggiore di Z e pertanto rv = 1 e 4000
1 Coppia di cavi di sicurezza per esperimenti, 75 cm 1002849 rp= -1.
Per semplificare, immaginando la parete a x = 0, da (3) ne deriva per la
1 Cavo ad alta frequenza 1002746
parte spaziale dell’onda sonora:
3000
⎛ −2π⋅i⋅ x +2π⋅i⋅ ⎞
x
(8) p = p0> ⋅ ⎜ e λ + e λ ⎟ ⋅e −2π⋅i⋅f⋅t
⎝ ⎠

= 2 ⋅ p0> ⋅cos ⎛⎜ ⋅ x ⎞⎟ ⋅e −2π⋅i⋅f⋅t
2000
⎝ λ ⎠
B A S I GE NE R A L I e
⎛ −2π⋅i⋅ x +2π⋅i⋅ ⎞
x
- v = v0> ⋅ ⎜ e λ − e λ ⎟ ⋅e −2π⋅i⋅f⋅t
⎝ ⎠
-
1000

= −2 ⋅i ⋅v0> ⋅sin⎛⎜ ⋅ x ⎞⎟ ⋅e −2π⋅i⋅f⋅t

1
-
⎝ λ ⎠

Solo le componenti reali di questi termini hanno realtà fisica. Esse coinci-
0

Le onde sonore si propagano nell’aria e in altri gas come rapide variazioni di pressione e densità. Il dono con le onde sonore stazionarie, la cui pressione sonora sulla parete
0 1
!
/m
modo più semplice per descriverle è mediante la pressione sonora, sovrapposta alla pressione atmo- (quindi a x = 0) mostra un ventre, mentre la velocità del suono un nodo di Fig. 2: Diagramma frequenza-lunghezza d’onda

64 3B Scientific® Experiments ...going one step further 65


MECCANICA / ACUS TICA

UE1070530 PROPAGAZIONE DEL SUONO IN CORPI SOLIDI UE1070530

Il modulo di elasticità E e il modulo di taglio G di un corpo solido sono cor-


S C OP O relati tra loro mediante il numero di Poisson µ:

E
per onde longitudinali e trasversali in corpi (3) = 2 ⋅ ( 1+ μ )
G
solidi
Se sono note le due velocità del suono cL e cT è quindi possibile calcolare
tutte le tre grandezze elastiche.
Nell’esperimento inizialmente si misurano i tempi di propagazione t per il
passaggio di un segnale a ultrasuoni da 1 MHz attraverso tre cilindri di
RI A S S UN T O poliacrilico con lunghezza s differente e si traccia un diagramma s-t (vedi
Il suono si propaga nei corpi solidi sotto forma fig. 1). Dalla pendenza delle rette passanti per i punti di misura risulta la
di onde longitudinali e trasversali. Le velocità velocità del suono longitudinale del poliacrilico.
del suono delle due onde sono molto diverse, In seguito nel percorso dei raggi viene collocato un catino riempito d’acqua
in quanto la velocità del suono longitudinale è e misurato il tempo di attraversamento. Introducendo ulteriormente una
determinata dal modulo di elasticità del corpo piastra sottile pianparallela di poliacrilico o di alluminio nel percorso dei
solido, mentre la velocità del suono trasversale raggi quest’ultimo tempo viene ulteriormente ridotto, in quanto il suono si Fig. 1: Diagramma s-t del segnale a ultrasuoni nel poliacrilico
dipende dal modulo di taglio. Misurando le due propaga più rapidamente nel materiale della piastra che nell’acqua. Più
velocità del suono, si possono determinare le precisamente, ora si misurano dietro il catino d’acqua due segnali a ultra-
costanti elastiche del corpo solido. suoni separati, che possono essere ricondotti alla differenza del tempo di
propagazione per la velocità del suono longitudinale e trasversale nel corpo
solido (vedi fig. 2).
Se la piastra è inclinata di un angolo α rispetto al raggio incidente, secondo
la legge di Snellius quest’ultimo viene rifratto in due raggi parziali con gli
angoli L e T (vedi fig. 3)
F UN Z IONI A P PA REC CHI NECE S S A RI cL cT
c
(4) = =
Numero Apparecchio Cat. no sin α sin βL sin β T
1 Ecoscopio ad ultrasuoni 1002580
suono per onde longitudinali in polia- c: Velocità del suono nell’acqua
crilico dai tempi di propagazione di un 2 Sonda ad ultrasuoni 1 MHz 1002581
segnale a ultrasuoni da 1 MHz. 1 Kit “Ultrasuoni in corpi solidi” 1002584 Dal momento che le due velocità del suono cL e cT del corpo solido sono
1 Piastra in alluminio su supporto campione con scala angolare 1002585 superiori alla velocità del suono c dell’acqua, compare infine - separata-
1 Kit 3 cilindri 1002588 mente per onde longitudinali e trasversali - il fenomeno della riflessione
sonore longitudinali e trasversali nel totale, nel quale i segnali trasmessi scompaiono completamente. Dai due Fig. 2: Segnale a ultrasuoni dopo il passaggio attraverso il catino d’acqua
1 Gel accoppiante per ultrasuoni 1008575
corpo solido mediante una piastra angoli limite αL per le onde longitudinali e αT per le onde trasversali si pos- (blu: senza piastra pianparallela, verde: con piastra pianparallela)
pianparallela, disposta inclinata. sono calcolare le relative velocità del suono:

c c
- (5) cL = e cT =
sin α L sin α T
no per onde longitudinali e trasversali B A S I GE NE R A L I
dagli angoli limite di riflessione totale. Il suono si propaga nei gas e nei liquidi esclusivamente sotto forma di onde longitudinali. In que-
sto caso la pressione oscilla intorno a un valore di equilibrio e crea aree alternativamente com-
- presse ed espanse. Il suono attraversa i corpi solidi anche sotto forma di onde trasversali, in cui
sticità E, del modulo di taglio G e del si verificano sollecitazioni di taglio. Queste si possono propagare in un corpo solido perché sono
numero di Poisson µ del corpo solido presenti le forze di taglio elastiche occorrenti alla trasmissione.
dalle due velocità del suono. A N A L ISI
Le onde longitudinali e le onde trasversali hanno velocità diverse. Queste dipendono dalla densità a) I punti di misura ottenuti nella prima parte dalle misurazioni del
e dalle costanti elastiche del corpo solido. A questo proposito la velocità del suono dell’onda longitudi- tempo di propagazione nel diagramma s-t non sono su una retta
nale è passante per l’origine, in quanto viene misurato insieme in modo
sistematico anche il tempo di propagazione del segnale attraverso lo
E 1− μ
(1) cL = ⋅ strato di adattamento e di protezione del trasduttore a ultrasuoni.
ρ (1 + µ) ⋅(1 − 2μ )
Fig. 3: Disposizione di misurazione per la determinazione della velocità
E: Modulo di elasticità, µ: Numero di Poisson b) Dalle equazioni da 1 a 3 risulta l’equazione condizionale per il nume- del suono longitudinale e trasversale di un corpo solido dagli angoli limite
ro di Poisson µ 2
della riflessione totale
maggiore di quella dell’onda trasversale 1 ⎛ cL ⎞
⋅ ⎜⎜ ⎟⎟ − 1

2
2 ⎝ cT ⎠
G μ=
2
(2) cT = ⎛ cL ⎞
ρ ⎜ ⎟ −1
⎜c ⎟
⎝ T⎠
G: Modulo di taglio

66 3B Scientific® Experiments ...going one step further 67


MECCANICA / ACUS TICA

UE1070550 EFFETTO DEBYE-SEARS UE1070550

B A SI GE NE R A L I A N A L ISI
La diffrazione della luce nelle onde ultrasonore nei liquidi fu intuita da Viene misurata la distanza s tra il trasduttore a ultrasuoni e l’immagi-
ne di diffrazione, nonché la distanza x2k tra i massimi di diffrazione
-k e +k. Entrambi i valori sono considerati nel calcolo dell’angolo αk
per il massimo di diffrazione del k-esimo ordine.
ultrasonora.
x 2k
tan α k =
2⋅s
questa disposizione agisce come reticolo di fase che si sposta alla veloci-
- L’equazione condizionale per la lunghezza dell’onda sonora S è quindi
da delle onde ultrasonore e pertanto dipende dalla frequenza e dalla
2⋅k ⋅ s
λS = ⋅ λL
x 2k
molto lontano il moto del reticolo di fase è trascurabile.

Nell’esperimento, un trasduttore orientato verticalmente accoppia onde


ultrasonore con frequenze comprese tra 1 e 12 MHz nel liquido di prova. Un
fascio luminoso monocromatico parallelo attraversa il liquido in direzione
orizzontale e viene diffratto in corrispondenza del reticolo di fase. La figura
di diffrazione contiene numerosi massimi di diffrazione disposti a distanza
regolare.

Per l’angolo αk del massimo di diffrazione del k-esimo ordine vale


F UN Z IONI S C OP O
λL
(1) tan α k = k ⋅
λS
-
zione in presenza di una frequenza L: Lunghezza dell’onda luminosa, S: Lunghezza dell’onda sonora
degli ultrasuoni fissa per due diverse
lunghezze di onda luminosa. RI A S S UN T O Pertanto la lunghezza dell’onda sonora S può essere determinata dalla
Le variazioni periodiche di densità di un’onda ultrasonora stazionaria all’interno di un liquido vengono distanza tra i massimi di diffrazione. Inoltre, in base a
utilizzate come reticolo ottico per la diffrazione di un raggio luminoso parallelo monocromatico che si Fig. 1: Rappresentazione schematica della diffrazione della luce in un reti-
per diverse frequenze di ultrasuoni tra propaga perpendicolarmente all’onda ultrasonora. Sulla base della figura di diffrazione, con la lun- (2) c = f ⋅ λS colo di fase prodotto da onde sonore in un liquido (effetto Debye-Sears)
1 e 12 MHz. ghezza dell’onda luminosa nota è possibile determinare la lunghezza dell’onda sonora nel liquido e
utilizzarla per il calcolo della velocità del suono. è possibile calcolare la velocità del suono c nel liquido, dal momento che
anche la frequenza f dell’onda sonora è nota.

suono.

A P PA REC CHI NECE S S A RI


Numero Apparecchio Cat. no
1 Generatore ultrasuoni cw con sonda 1002576
1 Recipiente campione completo 1002578
1 Diodo laser per l’effetto Debye-Sears, rosso 1002577
1 Diodo laser per l’effetto Debye-Sears, verde 1002579
1 Metro a nastro tascabile, 2 m 1002603
1 Gel accoppiante per ultrasuoni 1008575

Fig. 2: Lunghezza dell’onda sonora S nell’acqua in funzione della


frequenza f

3
68 3B Scientific® Experiments ...going one step further 69
A E R O D I N A M I C A E I D R O D I N A M I C A / V I S C O S I TÀ

UE1080350 VISCOSIMETRO A SFERA CADENTE UE1080350

B A S I GE NE R A L I
La viscosità di un fluido è riconducibile al legame reciproco fra le sue dal fatto che la glicerina pura presenta un grado di viscosità troppo ele-
particelle. Più il legame è forte, più la mobilità delle particelle risulta vato per molte applicazioni. La viscosità viene misurata in funzione della
ridotta. Affinché si manifesti un gradiente di velocità in un profilo di temperatura. A tale scopo, il viscosimetro a sfera cadente è collegato a un
flusso, occorre pertanto la presenza di uno sforzo di taglio. Il fattore di termostato a circolazione. Diluendo in maniera mirata la soluzione di gli-
proporzionalità fra il gradiente di velocità e lo sforzo di taglio rappre- cerina con acqua distillata è altresì possibile esaminare la dipendenza dalla
senta la resistenza allo scorrimento di un fluido ed è chiamato viscosità concentrazione della viscosità.
dinamica. I fluidi la cui viscosità dinamica non dipende dallo sforzo di
taglio sono detti newtoniani.
A N A L ISI
La viscosità dinamica della maggior parte dei fluidi diminuisce con l’au- Un confronto della viscosità misurata con i dati di letteratura conferma
mentare della temperatura. Tale diminuzione è spesso spiegabile con la i dati di calibrazione del produttore.
relazione di Arrhenius-Andrade. L’equazione (1) può essere riscritta nella forma

 
(1)  
Si rappresenta quindi graficamente y = ln rapportato a  e si
EA: energia di attivazione delle particelle del fluido determina l’energia di attivazione EA in base alla pendenza
T: temperatura assoluta delle rette risultanti.

:   costante universale dei gas

Per misurare la viscosità dinamica si esamina di frequente il comportamen- !


"/ mPa s
to di una sfera che, sotto l’influsso della gravitazione, affonda nel fluido.
La caduta della sfera è frenata dalla forza di attrito espressa dalla legge di
1000

Stokes Fig. 1: Viscosità dina-


F UN Z IONI SCOPO 100 mica di una soluzione
(2)   acquosa di glicerina
r: raggio della sfera. a 20 °C in funzione
sfera in una soluzione acquosa di glice- La sfera affonda pertanto con una velocità costante v. L’influsso della forza della concentrazione
10

rina in funzione della temperatura. di gravità è attenuato dalla spinta verso l’alto della sfera nel fluido: in massa (dati di lette-
RI A S S UN T O ratura interpolati)
 
1
- La viscosità dinamica è il fattore di proporzionalità che lega il gradiente di velocità allo sforzo di taglio (3) 0% 20% 40% 60% 80%
mG
100%

ca e confronto con i dati di letteratura. applicato a un elemento fluido e rappresenta la resistenza allo scorrimento del fluido stesso. Per misu-
m

rarla si può utilizzare un viscosimetro a sfera cadente, noto come viscosimetro di Höppler. Abbinato a 0: densità della sfera !
"/ mPa s
- un termostato a circolazione, esso consente anche di effettuare misurazioni in funzione della tempera- : densità del fluido esaminato
peratura della viscosità dinamica con la tura. Nell’esperimento, tali misurazioni avvengono in una soluzione acquosa di glicerina. La dipenden- g: accelerazione di caduta. Fig. 2: Viscosità dina-
relazione di Arrhenius-Andrade e deter- za dalla temperatura della viscosità viene descritta per mezzo della relazione di Arrhenius-Andrade. Dall’equilibrio tra le forze F1 e F2 risulta pertanto: mica di una soluzione
100 acquosa di glicerina in
(4)   funzione della tempe-
ratura (confronto dei
s: tratto di misura, 90%
dati di misurazione e
A P PA REC CHI NECE S S A RI t: tempo di caduta per il tratto di misura individuato. 10
85%
80% dei dati di letteratura
Numero Apparecchio Cat. no In realtà, l’equazione (2) descrive la forza di attrito sulla sfera solo nei casi interpolati)
in cui il diametro del tubo di misura riempito con il fluido di prova sia
20°C 30°C 40C° 50°C 60°C 70°C
1 Viscosimetro a sfera 1012827
T

sostanzialmente maggiore rispetto al diametro della sfera. Ciò richiederebbe


1 Cronometro digitale 1002811 tuttavia una grande quantità di fluido di prova. Nella pratica, per misurare ln !
"

1 Termostato a circolazione/immersione (230 V;50/60 Hz) 1008654 o la viscosità si usa quindi un viscosimetro a sfera cadente, noto come visco-
5

Termostato a circolazione/immersione (115 V; 50/60 Hz) 1008653 simetro di Höppler, con un tubo di misura inclinato rispetto alla verticale
2 Tubo di silicone 6 mm 1002622 in cui la sfera rotola e scivola lungo la parete del tubo. L’equazione per la Fig. 3: Rappresen-
determinazione della viscosità dinamica è in questo caso tazione a conferma
4

1 Glicerina, 85 %, 250 ml 1007027


della relazione di
1 Imbuto 1003568
(5)   Arrhenius-Andrade
Ulteriormente consigliato:
3
Il fattore di calibrazione K di ciascuna sfera fornita è indicato singolarmente e per la definizione

2
1 Set di 10 becher, forma bassa 1002872 dal produttore. Per evitare eventuali errori sistematici è possibile girare il dell’energia di attiva-
2 Cilindro graduato, 100 ml 1002870 tubo di misura e misurare il tempo di caduta anche nella fase di ritorno. 2 zione (EA = 47 kJ/mol)
Acqua distillata, 5 l Nell’esperimento è stata presa in esame glicerina comunemente reperibile 340 350 360 370 380
10+6
in commercio, per l’esattezza si tratta di una soluzione acquosa con una
1
RT K
percentuale di glicerina pari all’85% circa. L’utilizzo in forma diluita deriva

70 3B Scientific® Experiments ...going one step further 71


MECCA NICA / MECCA NICA DEI LIQUIDI E DEI GAS

UE1080400 TENSIONE SUPERFICIALE UE1080400

S C OP O B A SI GE NE R A L I A N A L ISI
Misurazione della tensione superficiale La tensione superficiale di un liquido è una proprietà della superficie Da (1), (2) e (3) deriva
ΔE
secondo il metodo del distacco - F0 = = 4⋅π⋅R⋅σ
Δx
cola di liquido in superficie le forze della molecola a essa adiacente
L’equazione condizionale è quindi

F0
superficie viene pertanto esercitata nel complesso una forza verticale σ=
4⋅π⋅R
RI A S S UN T O
Per la determinazione della tensione superficiale molecole in superficie al fine di ingrandire la superficie, è necessario
di un liquido, un tagliente viene immerso oriz- fornire di energia.
zontalmente nel liquido e lentamente sollevato
verso l’alto, fuori dal liquido, misurando la forza Il quoziente
di trazione. La lamina di liquido che si forma sul
ΔE
tagliente si distacca non appena viene superata (1) σ=
ΔA
una forza caratteristica. La tensione superficiale
può essere calcolata sulla base di questa forza e tra la variazione di energia E necessaria a temperatura costante e la varia-
della lunghezza del tagliente. zione A della superficie è definito tensione superficiale o densità dell’ener-
gia superficiale.
Per illustrare questa definizione è possibile per esempio osservare un
tagliente ad anello inizialmente immerso completamente nel liquido. Solle-
vando successivamente lentamente il tagliente per farlo fuoriuscire dal
liquido, in corrispondenza del suo bordo inferiore si solleva una lamina di
liquido (vedi fig. 2). La superficie sul lato esterno e interno del tagliente
varia nel complesso di Fig. 1: Forze di interazione che agiscono su una molecola di liquido in
superficie e su una molecola all’interno del liquido da parte delle rispettive
(2) ΔA = 4⋅ π⋅R ⋅ Δx molecole adiacenti
R: Raggio dell’anello

quando il tagliente viene sollevato di un ulteriore tratto x. A tale scopo deve


essere applicata una forza

ΔE
(3) F0 =
Δx

Se nel sollevamento viene superata la forza F0, la lamina di liquido si distac-


ca.

F UN Z IONI A P PA REC CHI NECE S S A RI Nell’esperimento, un anello metallico con il bordo inferiore tagliente viene
sospeso orizzontalmente a un dinamometro di precisione. L’anello metallico
Numero Apparecchio Cat. no
viene dapprima immerso completamente nel liquido analizzato, per es.
1 Anello per tensione superficiale 1000797
tra un tagliente ad anello e la superfi- acqua, e successivamente sollevato lentamente verso l’alto fuori dal liquido.
cie del liquido mediante lento solleva- 1 Dinamometro di precisione 0,1 N 1003102 La lamina di liquido si distacca quando la forza di trazione F supera il valo-
mento del tagliente fuori dal liquido. 1 Becher, da 1002872 re limite F0.
1 Laborboy II 1002941
1 Base di supporto, 3 gambe, 150 mm 1002835 Fig. 2: Rappresentazione schematica
appena prima del distacco della lamina
1 Asta di supporto, 470 mm 1002934
di liquido.
1 Manicotto con gancio 1002828

- 1 Calibro a corsoio, 150 mm 1002601


ciale sulla base della forza di trazione
misurata.

2
72 3B Scientific® Experiments ...going one step further 73
T E R M O L O G I A / D I L ATA Z I O N E T E R M I C A

UE2010130 DILATAZIONE TERMICA DEI SOLIDI UE2010130

B A SI GE NE R A L I
In un solido ogni atomo oscilla intorno alla propria posizione di equi-
L+!
L
librio. L’oscillazione non è armonica, poiché l’energia potenziale, dal
punto di equilibrio, cresce molto ripidamente se gli atomi si avvicinano
e più lentamente se si allontanano. In presenza di temperature più ele-
vate e quindi di un’energia di oscillazione maggiore, gli atomi riescono
ad allontanarsi sempre di più l’uno dall’altro, ma non ad avvicinarsi di
più; conseguentemente la loro distanza media cresce. Questo effetto si
intensifica con l’aumentare della temperatura, pertanto al salire della
temperatura il solido si dilata in misura sempre maggiore. In questo Fig. 1: Rappresentazione schematica della disposizione per la misurazione
contesto è consuetudine osservare variazioni di lunghezza relative dalle
quali si calcolano le variazioni di volume.

!
L / mm
Il coefficiente di dilatazione lineare è definito come
1
(1)  

L: Lunghezza
: Temperatura in °C

Dipende in maniera notevole dal materiale e, di norma, poco dalla tempe-


ratura. Ne consegue che

(2)  
L0 = L(0 °C)

si può approssimare, per temperature non eccessivamente elevate, con


0
(3)   0°C 10°C 20°C 30°C 40°C 50°C 60°C 70°C 80°C
F UN Z IONI S C OP O !
"
Nell’esperimento vengono eseguite misurazioni su tubi sottili di acciaio,
ottone e vetro, che vengono riscaldati facendo scorrere acqua calda al loro Fig. 2: Variazione di lunghezza per ottone (rosso), acciaio (blu) e vetro
termica di un tubi realizzati in ottone, interno. Un termostato a circolazione mantiene la temperatura dell’acqua (verde) in funzione della differenza di temperatura
acciaio e vetro. RI A S S UN T O costante. Poiché i tubi sono fissati solo su un lato all’apparecchio per la
Se riscaldati, tutti i corpi solidi si dilatano in misura maggiore o minore. Nell’esperimento si fa scorrere dilatazione lineare, applicando un comparatore a quadrante sull’altra estre-
acqua calda lungo tubi sottili realizzati in ottone, acciaio e vetro. La misurazione della dilatazione mità è possibile leggere la variazione di lunghezza rispetto alla temperatura
dilatazione termica lineare di questi lineare avviene utilizzando un comparatore a quadrante. In base alla variazione della lunghezza si di riferimento costituita dalla temperatura ambiente.
materiali e confronto con i valori di determinano i coefficienti di dilatazione lineare dei tre materiali.
letteratura.

A P PA REC CHI NECE S S A RI A N A L ISI


Numero Apparecchio Cat. no
Nel range di temperatura analizzato vale  . Pertanto l’equazio-
ne (3) deve essere modificata
1 Apparecchio per la dilatazione lineare D 1002977
 
in ,   L( 1) = 600 mm
1 Termostato a circolazione/immersione (230 V;50/60 Hz) 1008654 o
Termostato a circolazione/immersione (115 V; 50/60 Hz) 1008653 I coefficienti di dilatazione lineare cercati possono essere determinati Fig. 3: Struttura con generatore di vapore
1 Comparatore a quadrante con adattatore 1012862 dalla pendenza delle rette di passanti per l’origine in Fig. 1.
2 Tubo di silicone 6 mm 1002622 Se invece si prendono in considerazione anche temperature elevate,
l’equazione approssimata (3) non è più applicabile. Quindi α non si
dimostra costante, bensì dipendente dalla temperatura. Ciò si può nota-
re – a un’osservazione più attenta – anche nel range di temperatura
analizzato. Poiché le variazioni di lunghezza vengono misurate con una
NO TA

1
risoluzione di 0,01 mm, ad un’attenta analisi dei dati risulta che, in par-
Se è sufficiente analizzare la differenza di lunghezza tra temperatura ambiente e temperatura ticolare per l’ottone, i valori di misurazione non seguono un andamento
del vapore, si può usare un generatore di vapore al posto del termostato a circolazione. L’elenco lineare e il coefficiente di dilatazione cresce debolmente con l’aumenta-
accessori corrispondente è disponibile al numero UE2010135 (vedere Fig. 3). re della temperatura.

74 3B Scientific® Experiments ...going one step further 75


T E R M O L O G I A / D I L ATA Z I O N E T E R M I C A

UE2010301 ANOMALIA DELL’ACQUA UE2010301

B A SI GE NE R A L I A N A L ISI
L’acqua presenta una particolarità rispetto alla gran parte degli altri Per la densità dell’acqua vale pertanto sulla base di (1) e (2)
materiali. Fino ad una temperatura di ca. 4°C si ritira con aumentando
la temperatura, e aumenta di volume solo a temperature superiori. d2
V0 + π ⋅ ⋅ h (0 °C )
ρ(ϑ) 4
Poiché la densità corrisponde al reciproco del volume di una quantità =
ρ(0 °C ) d2
di materiale, l’acqua ha quindi un massimo di densità a ca. 4°C. V0 ⋅ (1 + 3 ⋅ α ⋅ ϑ ) + π ⋅ ⋅ h (ϑ)
4

Nell’esperimento, la dilatazione dell’acqua viene misurata in un recipiente Secondo i dati della tabella, il massimo di questo rapporto è = 3,9°C.
con tubo montante. A questo scopo, si misura l’altezza h a seconda della
temperatura dell’acqua . Se si trascura il fatto che anche il recipiente di
vetro si dilata con il riscaldamento, il volume totale dell’acqua nel recipien-
te e nel tubo montante è dato da:

d2 ρ(ϑ)
(1) V (ϑ)= V0 + π ⋅ ⋅ h (ϑ) ρ(0°C)
4

d: Diametro interno del tubo montante, V0: Volume del recipiente 1.0004

Prendendo in considerazione la dilatazione del recipiente, (1) diventa 1.0002


d2
(2) V (ϑ) = V0 ⋅ (1 + 3 ⋅ α ⋅ ϑ) + π ⋅ ⋅ h(ϑ) 1.0000
4

α = 3,3 10-6 K-1: Coefficiente di dilatazione lineare del vetro 0.9998

0.9996

0.9994

0.9992
F UN Z IONI S C OP O 0°C 5°C 10°C
ϑ
15°C

Fig. 1: Densità relativa dell’acqua a seconda della temperatura


dell’acqua nell’intervallo di temperatu-
re compreso tra 0°C e 15°C.
RI A S S UN T O
Il volume dell’acqua inizialmente diminuisce ad un aumento della temperatura tra 0°C e ca. 4°C e d
aumenta solo a temperature superiori. La densità dell’acqua ha pertanto un massimo misurabile in
questo intervallo.
massimo di densità.

A P PA REC CHI NECE S S A RI


Numero Apparecchio Cat. no
h
1 Apparecchio per l’anomalia dell’acqua 1002889
1 Vasca di plastica 4000036
1 Agitatore magnetico 1002808
1 Termometro digitale, 1 canale 1002793
1 Sensore a immersione NiCr-Ni Tipo K, -65°C – 550°C 1002804
Ulteriormente consigliato:
V0
1 Imbuto 1003568
1 Tubo di silicone 6 mm 1002622

1
1 Asta di supporto, 470 mm 1002934
1 Morsetto di supporto con manicotto 1002829
1 Base di supporto, 3 gambe, 150 mm 1002835
Fig. 2: Recipiente con tubo montante

76 3B Scientific® Experiments ...going one step further 77


T ERMOLOGIA / T R ASFERIMEN TO DI CALORE

UE2020100 CONDUCIBILITÀ TERMICA UE2020100

B A S I GE NE R A L I
Il calore può essere trasferito da una zona più calda a una più fredda A N A L ISI
mediante conduzione, irraggiamento e convezione. Nella conduzione Il flusso di calore PQ corrisponde alla potenza elettrica Pel meno una
termica tale trasferimento di energia avviene da una zona più calda dispersione minima Pl:  
a una più fredda per effetto dell’interazione reciproca di molecole o
atomi contigui, senza che vi sia spostamento di materia. Se, ad esempio, Pertanto si ha:  
si riscalda un’asta metallica gli atomi nell’estremità più calda oscillano
più intensamente, ovvero con un’energia più elevata che nell’estremità (L: La distanza tra i punti di misurazione della temperatura selezionati)
fredda. L’energia viene trasferita agli atomi contigui per effetto degli
urti, innescando l’effetto di conduzione lungo l’asta. In particolare,
i metalli sono buoni conduttori termici, perché a questo effetto si
aggiungono le collisioni tra elettroni liberi e atomi.
In un’asta con sezione trasversale A, le cui estremità sono mantenute a
S C OP O temperature differenti, si genera dopo un determinato periodo di tempo
100 °C
un gradiente di temperatura lungo l’asta, per cui la temperatura partendo t=0s
metalliche
t = 150 s
dall’estremità più calda diminuisce uniformemente avvicinandosi a quella t = 300 s
dell’estremità più fredda. Contemporaneamente nel tempo dt una quantità
t = 350 s
t = 400 s
di calore dQ scorre nella sezione trasversale dell’asta, generando un flusso
di calore costante PQ:

 
50 °C
(1)

F UN Z IONI RI A S S UN T O PQ: Flusso di calore (misurato in Watt)


Nella conduzione termica il calore viene trasferito da una zona più calda a una più fredda per effetto A: Sezione trasversale dell’asta
- dell’interazione reciproca di molecole o atomi contigui, senza che vi sia spostamento di materia. In : Conducibilità termica del materiale dell’asta
peratura lungo un’asta metallica, un’e- un’asta metallica cilindrica, le cui estremità sono mantenute a temperature differenti, si genera dopo T: Temperatura, x: Coordinate di spazio lungo l’asta
0 °C
stremità della quale viene riscaldata e un determinato periodo di tempo un gradiente di temperatura lungo l’asta, per cui la temperatura Prima di raggiungere il gradiente di temperatura costante, nell’asta si pro- 0 5 10 15
l’altra raffreddata, in stato stazionario partendo dall’estremità più calda diminuisce uniformemente avvicinandosi a quella dell’estremità più duce una distribuzione della temperatura nel tempo T(x,t), che si avvicina N
e non stazionario. fredda, generando un flusso di calore costante. Il passaggio dallo stato non stazionario a quello stazio- gradualmente allo stato stazionario. Vale la seguente equazione differen-
nario viene osservato mediante serie di misurazioni ripetute, rilevando per ciascuna la temperatura ziale Fig. 1: Temperature lungo l’asta di alluminio in cinque serie di misur a una
nei punti di misurazione. Le aste metalliche vengono riscaldate elettricamente, in modo tale da poter distanza temporale di 150 s
stato stazionario. determinare il flusso di calore nello stato stazionario in base alla potenza elettrica. (2)  

c: Calore specifico e : Densità del materiale dell’asta


termica del materiale dell’asta.
Nello stato stazionario vale conformemente all’equazione (1)
A P PA REC CHI NECE S S A RI
Numero Apparecchio Cat. no (3)   e  
1 Kit conducibilità termica 1017329
Nell’esperimento un’estremità dell’asta viene riscaldata elettricamente. Una
1 Asta conduttiva termica Al 1017331
sorgente di calore alimentata elettronicamente fornisce all’asta conduttiva
1 Asta conduttiva termica Cu 1017330 termica un flusso di calore, che può essere calcolato in base alla potenza
1 Alimentatore CC 0 – 20 V, 0 – 5 A (230 V, 50/60 Hz) 1003312 o elettrica
Alimentatore CC 0 – 20 V, 0 – 5 A (115 V, 50/60 Hz) 1003311
1 Termometro tascabile digitale rapido 1002803
(4)  
mediante la misurazione della tensione di riscaldamento U e della corrente
1 Sensore a immersione NiCr-Ni Tipo K, -65°C – 550°C 1002804
di riscaldamento I. La regolazione elettronica della corrente fa in modo che
1 Paio di cavi di sicurezza per esperimenti 75cm, rosso/blu 1017718 l’estremità dell’asta raggiunga in un tempo estremamente rapido la tempe-
1 Set di 10 becher, forma bassa 1002872 ratura di 90 °C, che viene poi mantenuta costante.
Attraverso apposite lamelle di raffreddamento il calore viene ceduto all’al-
tra estremità dell’asta raffreddata con acqua ghiacciata o con semplice
acqua a temperatura ambiente. La potenza termica ceduta può essere
determinata utilizzando un calorimetro.

1
Un manicotto isolante riduce la perdita di calore dell’asta conduttiva ter-
mica nell’ambiente e migliora la linearità del profilo di temperatura nello
stato stazionario. Utilizzando un termometro elettronico istantaneo ven-
gono misurate le temperature in determinati punti di misurazione lungo
l’asta. Vengono utilizzate un’asta di alluminio e una di rame.

78 3B Scientific® Experiments ...going one step further 79


T ERMOLOGIA / T R ASFERIMEN TO DI CALORE

UE2020200 CUBO DI LESLIE UE2020200

B A S I GE NE R A L I A N A L ISI
Lo scambio di calore di un corpo con l’ambiente avviene anche trami- Rappresentando mediante i valori misurati la grandezza
te emissione e assorbimento della radiazione termica. La radiazione x = T 4 – T04 si ottengono quattro rette passanti per l’origine, le cui
dipende dalla temperatura del corpo e dalle sue caratteristiche superfi- pendenze corrispondono alla diversa capacità di assorbimento delle
ciali come dimostrato da un cubo di Leslie. superfici.
Nel range di temperature analizzato, fino a 100°C, non vi è grande dif-
L’intensità irradiata viene descritta dall’emissività E del corpo. La capacità di ferenza tra la superficie nera e quella bianca, nonché tra la superficie
assorbimento A è il rapporto dell’intensità di radiazione assorbita rispetto a opaca e quella lucida, nonostante la differenza per l’occhio umano sia
quella incidente. La capacità di assorbimento è particolarmente alta quan- notevole. Evidentemente, le superfici nel range di lunghezza d’onda a
do lo è anche l’emissività. La legge di Kirchhoff afferma più precisamente infrarossi non si differenziano di molto.
che per tutti i corpi ad una data temperatura il rapporto di emissività
rispetto alla capacità di assorbimento è uguale e che corrisponde all’emissi-
vità ESB del corpo nero a questa temperatura:
1: superficie bianca, 2: superficie nera,
E (T )
(1) = E SB (T ) = σ ⋅T 4 3: superficie opaca, 4: superficie lucida
A
U / mV
: costante di Stefan-Boltzmann
T: temperatura in Kelvin
8 1
La dipendenza dalla temperatura della capacità di assorbimento può essere 2
di norma trascurata. Pertanto, l’emissività del corpo è pari a
6
(2) E (T ) = A⋅σ ⋅T 4 .

Se il corpo ha la stessa temperatura T0 dell’ambiente, esso emette radiazio-


F UN Z IONI SCOPO ni con emissività
4

(3) E (T0 ) = A⋅σ ⋅T04


di un cubo di Leslie con una termopila 2
e con la stessa intensità con cui la assorbe dall’ambiente. Se la sua tem-
RIASSUNTO peratura è superiore, l’intensità di radiazione assorbita dall’ambiente non
3
4
La radiazione emessa da un corpo dipende dalla temperatura del corpo e dalle sue caratteristiche varia, finché la temperatura ambiente resta costante. Pertanto, l’emissione
0
irradiata per quattro diverse superfici superficiali. La legge di Kirchhoff afferma più precisamente che per tutti i corpi ad una data tempera- di energia del corpo misurabile con un rilevatore di radiazione per unità di 0 20 40 60 80 100
in funzione della temperatura. tura il rapporto di emissività rispetto alla capacità di assorbimento è uguale, e che corrisponde all’e- superficie e di tempo è pari a 4 4 -8 4
(T1 -T0 ) 10 / K
missività ESB del corpo nero a questa temperatura. Nell’esperimento, un cubo di Leslie viene riscaldato
T 4 dell’in- a temperature fino a 100°C inserendo acqua all’interno e misurando l’intensità irradiata in una misu- (4) (
ΔE (T ) = A⋅σ ⋅ T 4 − T04 . ) Fig. 1 Intensità irradiata del cubo di Leslie in funzione di x = T 4 – T04
tensità irradiata. razione relativa con una termopila di Moll.
Nell’esperimento, un cubo di Leslie dotato di superfici rispettivamente bian-
ca, nera, opaca e lucida viene riscaldato a temperature fino a 100°C intro-
ducendovi acqua; viene poi misurata l’intensità irradiata in una misurazio-
A P PA REC CHI NECE S S A RI ne relativa con la termopila di Moll. I valori misurati per le quattro superfici
Numero Apparecchio Cat. no diverse vengono seguiti durante l’intero processo di raffreddamento fino al
raggiungimento della temperatura ambiente.
1 Cubo di Leslie 1000835
1 Supporto girevole per cubo di Leslie 1017875
1 Termopila di Moll 1000824
1 Amplificatore di misura (230 V, 50/60 Hz) 1001022 o
Amplificatore di misura (115 V, 50/60 Hz) 1001021
1 Multimetro digitale P3340 1002785
1 Termometro tascabile digitale rapido 1002803
1 Sensore a immersione NiCr-Ni Tipo K, -65°C – 550°C 1002804
1 Coppia di cavi di sicurezza per esperimenti, 75 cm 1002849

1
1 Cavo ad alta frequenza, connettore 4 mm / BNC 1002748
2 Piede a barilotto, 500 g 1001046
1 Metro a nastro tascabile, 2 m 1002603

80 3B Scientific® Experiments ...going one step further 81


T ERMOLOGIA / ENERGIA IN T ERNA

UE2030300 AUMENTO DELL’ENERGIA INTERNA UE2030300


ATTRAVERSO IL LAVORO MECCANICO

B A S I GE NE R A L I A N A L ISI
In base al primo principio della termodinamica, la variazione E dell’e- Dalle equazioni 2 e 3 è possibile derivare la relazione
nergia interna di un sistema è uguale alla somma del lavoro eseguito
1
W e del calore trasferito Q. Può essere rilevata dalla variazione di Tn = T0 + ⋅ ΔWn
m ⋅ c Al
temperatura del sistema T a essa proporzionale, nel caso in cui non si
verifichi alcuna variazione dello stato di aggregazione né alcuna reazio- È quindi evidente che le temperature misurate Tn possono essere rap-
ne chimica. presentate in funzione del lavoro eseguito Wn (vedi fig. 1).
I valori misurati in prossimità della temperatura ambiente si trovano su
Nell’esperimento si analizza l’aumento dell’energia interna di un corpo in una retta dal cui incremento è possibile determinare la capacità termica
alluminio provocata da lavoro meccanico. A tale scopo, il corpo cilindrico dell’alluminio.
viene fatto ruotare attorno al proprio asse con una manovella e riscaldato Al di sotto della temperatura ambiente le temperature misurate aumen-
dall’attrito di una corda che scorre sulla sua superficie esterna. La forza di tano più rapidamente di questo incremento della retta, perché l’allumi-
attrito F corrisponde al peso esercitato da un peso sospeso all’estremità della nio assorbe calore dall’ambiente. Al di sopra della temperatura ambien-
corda di attrito che viene mantenuto in equilibrio dalla forza di attrito. In n te viene invece ceduto calore all’ambiente.
rotazioni del corpo viene quindi eseguito il seguente lavoro di attrito

(1) ΔWn = F ⋅ π ⋅ d ⋅ n
d: Diametro del corpo

Mediante l’attrito, la temperatura del corpo aumenta dal valore


iniziale T0 al valore finale Tn. Contemporaneamente l’energia
interna aumenta del valore

(2) ΔE n = m ⋅ c Al ⋅ (Tn − T0 )

m: Massa del corpo


cAl: Capacità termica specifica dell’alluminio

Al fine di evitare il più possibile uno scambio termico con l’ambiente, prima
dell’inizio della misurazione il corpo viene raffreddato a una temperatura T0
solo leggermente inferiore alla temperatura ambiente. La misurazione,
inoltre, viene terminata non appena si raggiunge una temperatura finale Tn,
F UN Z IONI S C OP O superiore alla temperatura ambiente nella stessa misura.

- In tal modo si garantisce che la variazione dell’energia interna corrisponda


po in alluminio in funzione del numero al lavoro eseguito. Ossia vale Fig. 1: Temperatura del corpo in alluminio in funzione del lavoro di attrito
di rotazioni sotto alla corda di attrito. eseguito
(3) ΔE n = ΔWn
RI A S S UN T O
variazione di temperatura e l’attrito e Si analizza l’aumento dell’energia interna di un corpo in alluminio provocata dall’attrito. L’aumento
conferma del primo principio. può essere rilevata dall’ aumento di temperatura del corpo a essa proporzionale, in quanto non si veri-
fica alcuna variazione dello stato di aggregazione né alcuna reazione chimica. Per evitare il più possi-
bile uno scambio di calore tra il corpo in alluminio e l’ambiente, la serie di misurazioni viene avviata
specifica dell’alluminio. a una temperatura leggermente inferiore alla temperatura ambiente e terminata in corrispondenza di
una temperatura superiore nella stessa misura a quella ambiente.

A P PA REC CHI NECE S S A RI


Numero Apparecchio Cat. no
1 Apparecchio per l’equivalente termico 1002658

1 1
1
Multimetro digitale P1035
Paio di cavi di sicurezza per esperimenti 75cm, rosso/blu
1002781
1017718

82 3B Scientific® Experiments ...going one step further 83


T ERMOLOGIA / ENERGIA IN T ERNA

UE2030400 ENERGIA INTERNA E LAVORO ELETTRICO UE2030400

B A S I GE NE R A L I
Anche un lavoro elettrico, anziché un lavoro meccanico, può aumentare
T

l’energia interna di un sistema. Anche in questo caso la temperatura del


40°C
Al
sistema aumenta linearmente rispetto al lavoro eseguito, se lo stato di Cu
aggregazione non varia e non si innescano reazioni chimiche. 35°C

Nell’esperimento si esamina l’aumento dell’energia interna di un calorime-


30°C
tro in rame e di uno in alluminio tramite il lavoro elettrico. Quest’ultimo è
proporzionale alla tensione U applicata rispetto alla corrente di attraversa-
mento I e al tempo di misura t: 25°C

(1) ΔWE (t ) = U ⋅I ⋅t 20°C

Mediante il lavoro elettrico, la temperatura del calorimetro aumenta dal


valore iniziale T0 al valore finale Tn. Contemporaneamente l’energia interna 15°C
aumenta quindi del valore 0 1000 2000 3000 4000 5000
!
WE / J
(2) ΔE (t ) = m⋅c ⋅(T (t ) − T0 )  
m: peso del calorimetro Fig. 1: Temperatura dei calorimetri in funzione del lavoro elettrico
c: capacità termica specifica del materiale

Al fine di evitare il più possibile uno scambio termico con l’ambiente, prima
dell’inizio della misurazione il calorimetro viene raffreddato a una tempe-
!
En / J

ratura T0 solo leggermente inferiore alla temperatura ambiente. La misura- 5000


zione viene terminata non appena si raggiunge una temperatura finale Tn, Al
F UN Z IONI S C OP O superiore alla temperatura ambiente nella stessa misura.
4000
Cu
Aumento dell’energia interna attraverso il lavoro elettrico
Sotto queste condizioni, la variazione dell’energia interna corrisponde al
calorimetro in alluminio e in rame in lavoro eseguito e vale: 3000
funzione del lavoro elettrico eseguito.
RI A S S UN T O (3) ΔE (t ) = ΔWE (t )  
Si esamina l’aumento dell’energia interna di un calorimetro in rame e di uno in alluminio tramite il
2000
variazione di temperatura e il lavoro lavoro elettrico. Se lo stato di aggregazione non varia e non ha luogo alcuna reazione chimica, è possi-
elettrico e conferma del 1° principio. bile rilevare la variazione dell’energia interna dall’aumento della temperatura del sistema, che è pro- 1000
porzionale ad essa. Per evitare uno scambio di calore del calorimetro con l’ambiente si avvia la serie di
misurazioni al di sotto della temperatura ambiente e la si termina ad una temperatura leggermente al A N A L ISI
di rame e alluminio. di sopra della temperatura ambiente. Per la misurazione della temperatura T si utilizza un sensore di tem- 0
peratura NTC misurandone la resistenza, che è sensibile alla tempera- 0 1000 2000 3000 4000 5000
tura. Vale
217
!
WE / J
T = 0,13 − 151
R
Fig. 2: Variazione dell’energia interna in funzione del lavoro elettrico
A P PA REC CHI NECE S S A RI Le temperature così misurate vengono rappresentate in funzione del eseguito
Numero Apparecchio Cat. no lavoro elettrico. Dalla pendenza lineare è possibile determinare le
capacità termiche dei calorimetri e, se la massa è nota possono essere
1 Calorimetro in rame 1002659
calcolate le capacità termiche specifiche.
1 Calorimetro in alluminio 1017897
1 Sensore di temperatura 1017898
1 Coppia di cavi adattatori con spine di sicurezza da 4 mm/jack da 2 mm 1017899
1 Paio di cavi di sicurezza per esperimenti 75cm, rosso/blu 1017718
1 Multimetro digitale P1035 1002781
1 Alimentatore CC 0 – 20 V, 0 – 5 A (230 V, 50/60 Hz) 1003312 o
Alimentatore CC 0 – 20 V, 0 – 5 A (115 V, 50/60 Hz) 1003311

1
84 3B Scientific® Experiments ...going one step further 85
TERMOLOGIA / LEGGI DEI GAS

UE2040100 LEGGE DI BOYLE-MARIOTTE UE2040100

B A SI GE NE R A L I
Il volume di una quantità di gas dipende dalla pressione a cui si trova il Nell’esperimento si dimostra la validità della legge di Boyle-Mariotte a tem-
gas e dalla sua temperatura. A temperatura costante, spesso il prodotto peratura ambiente utilizzando l’aria come gas ideale. A tale scopo, il volu-
del volume e della pressione è costante. Questa legge scoperta da me V all’interno di un contenitore cilindrico viene variato con lo sposta-
Robert Boyle ed Edme Mariotte vale per qualsiasi gas allo stato ideale, mento di un pistone e contemporaneamente viene misurata la pressione p
vale a dire quando la temperatura del gas si trova molto al di sopra dell’aria in esso racchiusa. Il numero di moli contenuto n dipende dal volu-
della cosiddetta temperatura critica. me iniziale V0 nel quale, prima dell’inizio dell’esperimento, l’aria è penetra-
ta dall’ambiente con la valvola aperta.
La legge scoperta da Boyle e Mariotte

(1) p ⋅V = n ⋅ R ⋅T
A N A L ISI
è un caso speciale della legge generale dei gas valida per tutti i gas ideali, Poiché la sezione trasversale A del pistone è costante, il volume V dell’a-
che descrive la relazione tra la pressione p, il volume V la temperatura T ria racchiusa è facilmente calcolabile dalla corsa di spostamento s del
riferita al punto zero assoluto e il numero di moli n di un gas: pistone. Per un’analisi accurata dei dati deve essere considerato anche
l’inevitabile volume morto V1 dell’aria nel manometro.
(2) p ⋅V = const.
J
R = 8 ,314 : Costante dei gas universale
mol⋅ K

Dall’equazione (2) di validità generale è possibile derivare il caso speciale (1)


supponendo che la temperatura T e il numero di moli contenute n non
cambino.

F UN Z IONI S C OP O 400
9.5 mMol 18.1 mMol

p / kPa
pressione p dell’aria racchiusa a tem-
peratura ambiente in funzione della
posizione s del pistone. RI A S S UN T O 300
La validità della legge di Boyle-Mariotte per i gas ideali viene dimostrata a temperatura ambiente in
aria. A tale scopo, il volume in un contenitore cilindrico viene modificato mediante lo spostamento di
per tre diverse quantità di aria in un un pistone e contemporaneamente viene misurata la pressione dell’aria in esso racchiusa.
diagramma pV.
200
-
otte. A P PA REC CHI NECE S S A RI
Numero Apparecchio Cat. no 5.2 mMol
1 Apparecchio di Boyle-Mariotte 1017366 100

0
0 100 200 300 400

1
Fig. 1: Diagramma pressione-volume dell’aria a temperatura ambiente con tre diverse quantità di aria

86 3B Scientific® Experiments ...going one step further 87


TERMOLOGIA / LEGGI DEI GAS

UE2040200 L’ESPONENTE ADIABATICO DELL’ARIA UE2040200

B A S I GE NE R A L I A N A L ISI
Per la determinazione dell’esponente adiabatico segue da (6):
2
dell’aria si determina dalle oscillazioni verticali di un cilindro che pog- 2π m V
γ = ⎛⎜ ⎞⎟ ⋅ 2 ⋅
gia, all’interno di un tubo con sezione costante, su un volume d’aria, ⎝ T ⎠ A p
spingendolo verso l’alto. Una deviazione del cilindro dalla posizione di Il volume di equilibrio V corrisponde al volume della bottiglia di vetro
riposo crea una sovrapressione o una depressione nel volume dell’aria in quanto il volume del tubo di vetro di precisione può essere trala-
che riporta l’ampolla nella posizione di riposo. La forza repulsiva è pro- sciato.
porzionale alla deviazione dalla posizione di riposo; il cilindro oscilla La pressione di equilibrio p risulta dalla pressione dell’aria esterna p0
quindi armonicamente. e dalla pressione che il cilindro di alluminio a riposo esercita sull’aria
racchiusa:
m⋅ g
Poiché non ha luogo alcuno scambio termico con l’ambiente, le oscillazioni p = p0 + , g: accelerazione di caduta
A
determinano un cambiamento di stato adiabatico nel volume di gas. Tra la
7
pressione p e il volume V dell’aria racchiusa sussiste la relazione Come risultato si attende il valore γ = = 1,4 , in quanto l’aria è
5

(1) p ⋅V γ = const. composta fondamentalmente da molecole a due atomi con 5 gradi di


libertà per l’assorbimento di energia termica.
L’esponente adiabatico è il rapporto delle capacità termiche specifiche a
pressione costante Cp e a volume costante CV:
S C OP O
Cp
- (2) γ=
CV
tico Cp/C
Da (1) risulta per le variazioni di pressione e volume ∆p e ∆V ∆s
p
(3) Δp + γ ⋅ ⋅ ΔV = 0.
V

Inserendo la sezione trasversale interna A del tubo, è possibile calcolare


RI A S S UN T O dalla variazione di pressione la forza repulsiva ∆F e dalla variazione di volu- m
Nell’esperimento, un cilindro di alluminio in un me la deviazione ∆s del cilindro dalla posizione di riposo.
tubo di vetro di precisione, posto verticalmente Pertanto risulta
su una bottiglia di vetro, esegue oscillazioni
p
armoniche sul cuscino d’aria creato dal volume (4) ΔF = −γ ⋅ ⋅ A2 ⋅ Δs = 0.
V
d’aria definito. Dal periodo di oscillazione del
cilindro di alluminio è possibile calcolare l’espo- e quindi come equazione del moto per il cilindro oscillante
nente adiabatico.
d2 Δs p
(5) m⋅ + γ ⋅ ⋅ A2 ⋅ Δs = 0
dt 2 V A
m: Peso del cilindro

F UN Z IONE A P PA REC CHI NECE S S A RI Le soluzioni di questa classica equazione del moto di un oscillatore armoni-
Numero Apparecchio Cat. no co sono oscillazioni con periodo

1 Bottiglia di Mariotte 1002894 1 V m


del cilindro di alluminio. (6) T = 2π ⋅ ⋅ ,
1 Tubo per oscillazioni 1002895 γ p A2

- 1 Cronometro meccanico, 15 min 1003369 da cui si calcola il coefficiente adiabatico, conoscendo le restanti grandezze. p, V
librio nel volume d’aria racchiuso 1 Pompa manuale per vuoto 1012856 Nell’esperimento si posiziona un tubo di vetro di precisione con una sezio-
Ulteriormente consigliato: ne piccola A verticalmente nel tappo di gomma perforato di una bottiglia di
- vetro con un volume grande V e si fa scivolare nel tubo di vetro un idoneo Fig. 1: Schema della preparazione sperimentale
1 Barometro aneroide F 1010232
tico dell’aria e confronto con il valore cilindro di alluminio di peso noto m. Il cilindro di alluminio esegue oscilla-
1 Calibro a corsoio, 150 mm 1002601
di letteratura. zioni armoniche sul cuscino d’aria creato dal volume d’aria racchiuso. Dal
1 Bilancia elettronica 200 g 1003433 periodo di oscillazione del cilindro di alluminio è possibile calcolare l’espo-
nente adiabatico.

2
88 3B Scientific® Experiments ...going one step further 89
T ERMODINAMICA / LEGGI DEI GAS

UE2040300 GAS REALE E PUNTO CRITICO UE2040300

B A SI GE NE R A L I A N A L ISI
Il punto critico di un gas reale è caratterizzato dalla temperatura criti- La pressione viene misurata punto per punto a temperatura costante in
ca TC, dalla pressione critica pC e dalla densità critica C. Al di sotto funzione del volume e il risultato è rappresentato in diagramma pV (dia-
della temperatura critica la sostanza è gassosa se presente in volume gramma di Clapeyron) o in un diagramma pV-p (diagramma di Amegat).
elevato, liquida se in piccolo volume. Lo scostamento dallo stato di gas ideale è qui evidente.
A valori intermedi è presente una miscela di liquido e gas, la cui com-
ponente gassosa, al cambiamento di stato isotermico, aumenta con l’au- La rappresentazione grafica consente di determinare facilmente i para-
mentare del volume, mentre la pressione della miscela rimane costante. metri del punto critico e rende accessibile una verifica sperimentale.
Poiché il liquido e il vapore hanno diversa densità, essi sono separati
nel campo gravitazionale. Con l’aumento della temperatura, la densità
del liquido diminuisce e quella del gas aumenta, finché entrambe le
densità non raggiungono il valore della densità critica. Al di sopra della
temperatura critica non si verifica più alcuna liquefazione.
Tuttavia, al cambiamento di stato isotermico, il gas segue la legge di
-
peratura critica.

L’esafluoruro di zolfo (SF6) è particolarmente indicato per le analisi delle


proprietà dei gas reali in quanto la sua temperatura critica (TC = 319 K) e la
sua pressione critica (pC = 37,6 bar) sono comparativamente basse. Inoltre,
è atossico e può essere utilizzato senza problemi durante le lezioni e i corsi
di training.

F UN Z IONI S C OP O L’apparecchio per esaminare il punto critico è costituito da una cella di


Analisi quantitativa di un gas reale e rappresentazione del punto critico misura trasparente particolarmente ermetica e resistente alla pressione.
Il volume nella cella di misurazione viene variato ruotando un volantino a
regolazione fine, grazie al quale la variazione di volume può essere letta
con una precisione pari a 1/1000 del volume massimo. La pressione viene
- RI A S S UN T O creata da un sistema idraulico con olio di ricino di qualità idonea per appli-
gramma p-V e nel diagramma pV-p. In una cella di misura con volume morto minimo viene analizzato esafluoruro di zolfo (SF6) come gas cazioni medicali. La cella di misura e il sistema idraulico sono separati da
reale. L’esafluoruro di zolfo è particolarmente indicato in quanto la sua temperatura critica (TC = 319 K) e una guarnizione conica in gomma che si arrotola in caso di variazione del
la sua pressione critica (pC = 37,6 bar) sono comparativamente basse. Inoltre, è atossico e può essere utiliz- volume. Grazie a questa costruzione, la differenza di pressione tra la cella
reali dallo stato di gas ideale. zato senza problemi durante le lezioni e i corsi di training. di misura e la camera dell’olio è praticamente irrilevante. Un manometro
misura pertanto la pressione dell’olio invece della pressione del gas senza
richiedere un volume morto nella spazio gassoso. La cella di misura è avvol-
ta da una camera d’acqua trasparente. Durante la prova, tramite un dispo-
A P PA REC CHI NECE S S A RI sitivo a termostato (bagno d’acqua) viene impostata una temperatura
del vapore saturo. Numero Apparecchio Cat. no costante in modo molto preciso e la temperatura può essere letta e control-
lata da un termometro digitale.
1 Apparecchio per il punto critico 1002670
1 Termostato a circolazione/immersione (230 V;50/60 Hz) 1008654 o
L’osservazione delle transizioni dalla fase gassosa a quella liquida e vice-
Termostato a circolazione/immersione (115 V; 50/60 Hz)" 1008653 versa consente quindi di esaminare, grazie al volume morto minimo, sia la
1 Termometro tascabile digitale rapido 1002803 formazione della prima goccia di liquido che la scomparsa dell’ultima bolla
1 Sensore a immersione NiCr-Ni Tipo K, -65°C – 550°C 1002804 di gas.

2 Tubo di silicone 6 mm 1002622


Ulteriormente necessario:
Esafluoruro di zolfo (SF6) Fig. 1: Diagramma p-V dell’esafluoruro di zolfo

NO TA

3 Secondo i principi di “buona pratica di laboratorio”, l’allacciamento del gas mediante una tubazione
rigida è consigliato soprattutto in caso di utilizzo regolare dell’apparecchio per il punto critico o
dell’allacciamento del gas. Per l’allacciamento di una corrispondente bombola di gas può essere uti-
lizzato il raccordo filettato per tubi 1/8" (SW 11) fornito.

90 3B Scientific® Experiments ...going one step further 91


T ERMOLOGIA / CICLI

UE2060100 MOTORE AD ARIA CALDA (MOTORE STIRLING D) UE2060100

B A SI GE NE R A L I A N A L ISI
Il ciclo termodinamico del motore ad aria calda (R. Stirling, 1816) Apporto del calore:
può essere suddiviso, a fini di semplificazione, nei processi di Per l’apporto di calore, il pistone di compressione si sposta avanti e spo-
apporto del calore, espansione, cessione del calore e compre- sta l’aria verso il basso nell’area riscaldata del cilindro grande. In questa
ssione. Questi processi sono illustrati schematicamente nella fase, il pistone di lavoro si trova nella posizione più bassa, in quanto il
Fig. 1-4 per il modello funzionale analizzato. pistone di compressione precede il pistone di lavoro di 90°.

Se il motore ad aria calda viene azionato senza carico meccanico, il motore Espansione:
gira ad un regime minimo che è limitato dall’attrito interno e che dipende L’aria riscaldata si espande e sposta il pistone di lavoro verso l’alto. A
dalla potenza calorifica apportata. Il regime diminuisce non appena la questo proposito, il lavoro meccanico viene ceduto all’asta centrifuga
potenza meccanica viene eliminata. Questo può essere facilmente dimostra- tramite l’albero a gomiti.
to esercitando una forza di attrito sull’albero a gomiti.
Cessione del calore:
Mentre il pistone di lavoro si trova nel punto morto superiore, il pistone
di compressione arretra e sposta l’aria nell’area superiore del grande
cilindro per la cessione del calore all’ambiente.

Compressione:
L’aria raffreddata viene compressa dal pistone di lavoro che si sposta
verso il basso. Il lavoro meccanico necessario a questo proposito viene
svolto dall’asta centrifuga.

F UN Z IONI S C OP O

calda come motore termico.


RI A S S UN T O
Il motore ad aria calda è un classico esempio di motore termico. In un ciclo termodinamico, da un ser-
dell’energia termica in energia mecca- batoio ad alta temperatura viene alimentata energia termica che viene parzialmente trasformata in
nica. energia meccanica utilizzabile. Il resto dell’energia termica viene poi ceduto ad un serbatoio a bassa 1 2 3 4
temperatura.
Fig. 1: Apporto del calore Fig. 3: Cessione del calore
seconda della potenza calorifica. Fig. 2: Espansione Fig. 4: Compressione

A P PA REC CHI NECE S S A RI


Numero Apparecchio Cat no
1 Motore Stirling D 1000817
1 Alimentatore CC 0 – 20 V, 0 – 5 A (230 V, 50/60 Hz) 1003312 o

1
Alimentatore CC 0 – 20 V, 0 – 5 A (115 V, 50/60 Hz) 1003311
1 Paio di cavi di sicurezza per esperimenti 75cm, rosso/blu 1017718
1 Cronometro meccanico, 15 min 1003369

92 3B Scientific® Experiments ...going one step further 93


T ERMOLOGIA / CICLI

UE2060250 MOTORE STIRLING G UE2060250

B A S I GE NE R A L I A N A L ISI
I cicli termodinamici possono essere rappresentati con una curva chiusa Per verificare il ciclo, i valori misurati vengono rappresentati in un
in un diagramma p-V. L’area racchiusa dalla curva corrisponde al lavoro diagramma p-V; per determinare la potenza meccanica anche in un
meccanico W svolto dal sistema sull’ambiente. In alternativa è possibile secondo diagramma come funzione del tempo. Nel secondo diagram-
anche determinare la potenza meccanica P di un ciclo completo e calco- ma, i cicli del processo sono facili da identificare. Ciò è importante per
larne il lavoro meccanico tramite l’integrazione temporale. la scelta dei limiti di integrazione per il calcolo del lavoro meccanico
per ciclo, vedere (2).
Vale quindi

(1) ∫ p dV  
W =!
V

oppure

(2)   con  

Nell’esperimento viene utilizzata la seconda variante per determinare il


lavoro meccanico che un motore Stirling in vetro ottimizzato per scopi
didattici svolge per giro. Per rilevare la pressione p nel cilindro di lavoro è
stato collegato un sensore di pressione relativa che rileva la differenza di
pressione rispetto all’ambiente. Il volume V viene calcolato dal tratto per-
corso s del pistone di lavoro e dalla corrispondente sezione trasversale A. Il
F UN Z IONI SCOPO pistone di lavoro è collegato a tale scopo ad un rilevatore di corsa.
p-V
p-V.

-
nica di un ciclo completo e calcolo del RIASSUNTO
lavoro meccanico. I cicli termodinamici possono essere rappresentati con una curva chiusa in un diagramma p-V. L’area
racchiusa dalla curva corrisponde al lavoro meccanico svolto dal sistema sull’ambiente. In alternativa è
possibile anche determinare la potenza meccanica di un ciclo completo e calcolarne il lavoro meccani-
co tramite l’integrazione temporale. Ciò viene in questo esperimento basato su un motore Stirling.

A P PA REC CHI NECE S S A RI


Numero Apparecchio Cat. no
1 Motore Stirling G 1002594
1 Portasensori per motore Stirling G 1008500
1 Rilevatore di corsa 1000568
1 Sensore di pressione relativa ±1000 hPa 1000548
1 3B NETlab™ 1000544
1 3B NETlog™ (230 V, 50/60 Hz) 1000540 o
Fig. 1: Diagramma p-V del motore Stirling G Fig. 2: Diagramma p(t), V(t) e P(t) del motore Stirling G
3B NETlog™ (115 V, 50/60 Hz) 1000539
1 Alimentatore CC 0 – 20 V, 0 – 5 A (230 V, 50/60 Hz) 1003312 o
Alimentatore CC 0 – 20 V, 0 – 5 A (115 V, 50/60 Hz) 1003311
1 Paio di cavi di sicurezza per esperimenti 75cm, rosso/blu 1017718

2
94 3B Scientific® Experiments ...going one step further 95
T ERMOLOGIA / CICLI

UE2060300 POMPA DI CALORE UE2060300

Per la compressione, il mezzo di lavoro gassoso viene aspirato dal compres-


sore, compresso senza variazione di entropia (s1 = s2) da p1 a p2 e surriscal- A N A L ISI
dato, vedere Fig. 1 e Fig. 2. La temperatura sale pertanto da T1 a T2. Per T1 e p1 determinano il punto 1 nel diagramma di Mollier. Il punto
unità di massa si compie il lavoro meccanico di compressione ∆w = h2 – h1. d’intersezione delle isoentropiche con l’orizzontale p2 = cost. determina
Nel condensatore, il mezzo di lavoro si raffredda e condensa. Il calore libe- il Punto 2. Il punto d’intersezione dell’orizzontale con la linea di
rato (somma di quello dovuto alla variazione di temperatura e del calore di ebollizione determina il Punto 3 e la perpendicolare sull’orizzontale
condensazione) è pari per unità di massa a ∆q2 = h2 – h3. Riscalda il serba- p4 = cost. il Punto 4.
toio circostante. La misurazione supplementare della temperatura T3 fornisce una pano-
Il mezzo condensato giunge alla valvola di espansione dove, mediante ramica allargata dei processi in corso nella pompa di calore: T3 non
strozzamento (cioè senza lavoro meccanico), si ritrova in un ambiente con coincide con la temperatura rilevata sulla scala termica del manometro
pressione inferiore e si espande. Anche la temperatura diminuisce poiché è corrispondente. Tale scala termica è basata sulla curva della pressione
necessario compiere un certo lavoro contro le forze molecolari di attrazione di vapore del mezzo di lavoro. Dalla misurazione emerge dunque che il
presenti nel mezzo (effetto Joule-Thomson). L’entalpia resta costante mezzo di lavoro davanti alla valvola di espansione non è una miscela di
(h4 = h3). liquido e gas, bensì è completamente liquido.
Nell’evaporatore, con l’assorbimento di calore, il mezzo di lavoro evapora
completamente. Ciò causa il raffreddamento del serbatoio circostante. Per
unità di massa, il calore assorbito è pari a ∆q1 = h1 – h4.
Per rappresentare il ciclo di una pompa di calore a compressione si utilizza
spesso il diagramma di Mollier del mezzo di lavoro. Vi è riportata la pres-
sione p raffrontata all’entalpia specifica h del mezzo di lavoro (l’entalpia è 4 3
una misura che esprime il contenuto termico del mezzo, in genere aumenta
SCOPO all’aumentare della pressione e della percentuale di gas).
Sono indicate le isoterme (T = cost.) e le isoentropiche (S = cost.), così come
pressione-entalpia di una pompa di calore la percentuale relativa di massa della fase liquida del mezzo di lavoro. A
a compressione sinistra della cosiddetta linea di ebollizione, il mezzo di lavoro è comple-
tamente condensato. A destra della cosiddetta linea di condensazione, il
mezzo di lavoro è presente sotto forma di vapore surriscaldato e, fra le due
F UN Z IONI RIASSUNTO linee, in forma di miscela liquido-gas. Le due linee si toccano nel punto
Una pompa di calore elettrica a compressione è costituita da un compressore con motore di aziona- critico.
mento, un condensatore, una valvola di espansione e un evaporatore. Il suo funzionamento si basa su Per la rappresentazione nel diagramma di Mollier, il ciclo idealizzato sopra 1 2
una pompa di calore elettrica a un ciclo con transizione di fase che fa passare il mezzo di lavoro nella pompa e che, idealmente, può descritto può essere determinato misurando le pressioni p1 e p2 dietro e
compressione. essere suddiviso nelle seguenti quattro fasi: compressione, condensazione, espansione con strozzamen- davanti la valvola di espansione e la temperatura T1 davanti al compressore
to ed evaporazione. L’efficienza teorica del ciclo idealizzato si calcola dalle entalpie specifiche rilevate e T3 davanti alla valvola di espansione.
nel diagramma di Mollier h1, h2 e h3. Se sono state determinate le entalpie h2 e h3 del ciclo idealizzato, Nell’esperimento, i componenti sono montati su una pedana e collegati Fig. 1: Rappresentazione schematica della pompa di calore con compressore
ciclo. nonché la quantità di acqua condotta ∆Q2 al serbatoio di acqua calda per intervallo di tempo ∆t, è mediante un tubo di rame a formare un sistema chiuso. La disposizione (1, 2), condensatore (2, 3), valvola di espansione (3, 4) ed evaporatore (4, 1)
possibile valutare la corrente di massa del mezzo di lavoro. razionale consente una lettura immediata del ciclo termodinamico della
pompa di calore. L’evaporatore e il condensatore sono tubi di rame a spi-
pressione-entalpia. rale immersi in due diversi contenitori riempiti con acqua che fungono da p / MPa T S / kJ/kg K
serbatoi per la determinazione del calore assorbito o rilasciato. Due grandi 0°C1.0 100°C 1.5 200°C
A P PA REC CHI NECE S S A RI
10
manometri indicano i rapporti di pressione del refrigerante nei due scam-
biatori di calore. Due termometri analogici consentono la misurazione della
2.0
Numero Apparecchio Cat. no
temperatura nei due contenitori. Per la misurazione delle temperature nei
1 Pompa di calore D (230 V, 50/60 Hz) 1000820 o
tubi di rame davanti al compressore e alla valvola di espansione vengono
Pompa di calore D (115 V, 50/60 Hz) 1000819 impiegati sensori di temperatura con morsetto di misurazione adeguato.
2 Sensore di temperatura Pt100 a morsetto 1009922 L’efficienza teorica del ciclo idealizzato si calcola dalla entalpie rilevate nel 1 3 2
1 3B NETlog™ (230 V, 50/60 Hz) 1000540 o diagramma di Mollier h1, h2 e h3:
3B NETlog™ (115 V, 50/60 Hz) 1000539 Δq2 h2 − h3
(1) ηth = =
Ulteriormente consigliato Δw h2 − h1
1 3B NETlab™ 1000544
4 1
Una volta determinate le entalpie h2 e h3 del ciclo idealizzato, nonché la
quantità di acqua condotta ∆Q2 al serbatoio di acqua calda per intervallo di 0.1
tempo ∆t, è possibile valutare la corrente di massa del mezzo di lavoro.
200 300 400 500 600

B A SI GE NE R A L I
H / kJ/kg
Δm ΔQ2 1

2
Una pompa di calore elettrica a compressione è costituita da un compressore con motore di azio- (2) = ⋅ Fig. 2: Rappresentazione del ciclo idealizzato della pompa di calore nel
Δt Δt h2 − h3
namento, un condensatore, una valvola di espansione e un evaporatore. Il suo funzionamento si diagramma di Mollier
basa su un ciclo con transizione di fase che fa passare il mezzo di lavoro nella pompa e che, ide-
almente, può essere suddiviso nelle seguenti quattro fasi: compressione, condensazione, espan-
sione con strozzamento ed evaporazione.

96 3B Scientific® Experiments ...going one step further 97


E L E T T R O L O G I A / E L E T T R O S TAT I C A

UE3010700 CAMPO ELETTRICO NEL CONDENSATORE A PIASTRE UE3010700

B A SI GE NE R A L I A N A L ISI
Nell’applicazione dell’equazione occorre tenere conto che la piastra elet-
trostatica è spostata di ca. 1 mm verso il basso rispetto alla piastra infe-
riore del condensatore. L’equazione 1 deve pertanto essere sostituita
- dall’equazione
U U
E= =
d eff d + 1 mm
E

Nell’esperimento viene misurata l’intensità di campo elettrico

U
(1) E=
d
in un condensatore a piastre con il misuratore di campo elettrico. A tale
scopo vengono modificate, da un lato, la tensione applicata U, e dall’altro
la distanza tra le piastre d.

F UN Z IONI S C OP O

Fig. 1: Campo elettrico nel condensatore a piastre in funzione della


distanza effettiva tra le piastre

RI A S S UN T O
Con il misuratore di campo elettrico è possibile misurare direttamente il campo elettrico in un conden-
satore a piastre. A tale scopo, una ruota ad alette rotante interrompe il flusso elettrico su una piastra
elettrostatica facente parte di un condensatore a piastre. Gli impulsi di tensione così generati vengono
amplificati e raddrizzati in una tensione di uscita proporzionale al campo elettrico E che agisce sulla
piastra elettrostatica.

A P PA REC C HI NECE S S A RI
Numero Apparecchio Cat. no
1 Misuratore di campo elettrico (230 V, 50/60 Hz) 1001030 o
Misuratore di campo elettrico (230 V, 50/60 Hz) 1001029
1 Alimentatore CC 450 V (230 V, 50/60 Hz)) 1008535 o
Alimentatore CC 450 V (115 V, 50/60 Hz) 1008534
1 Multimetro digitale E 1006809
1 Multimetro analogico AM50 1003073
1 Set di 15 cavi di sicurezza per esperimenti, 75 cm 1002843
Fig. 2: Ruota ad alette rotante di misuratore di campo elettrico

1
98 3B Scientific® Experiments ...going one step further 99
E L E T T R O L O G I A / E L E T T R O S TAT I C A

UE3010800 TENSIONE SUL CONDENSATORE A PIASTRE UE3010800

B A SI GE NE R A L I A N A L ISI
Dall’equazione 2 ci si attende nel diagramma U(d) una retta di origi-
ne attraverso i punti di misurazione, il cui incremento corrisponde al
campo elettrico costante E. Eventuali scostamenti sono da ricondurre
al fatto che con una distanza tra le piastre crescente l’omogeneità del
campo elettrico non è più garantita.
-

Per una descrizione più accurata delle correlazioni viene considerato il


campo elettrico omogeneo E tra le piastre del condensatore che portano le
cariche Q e –Q. Vale

1 Q
(1) E= ⋅
ε0 A

A: Superficie piastre,

V⋅s
ε0 = 8 ,85 ⋅ 10− 12 : Costante dielettrica del vuoto
A ⋅m

Nel caso in cui con la variazione della distanza tra le piastre d non possa
fluire alcuna corrente, la carica Q e pertanto anche il campo elettrico E
restano invariati.
In caso di distanze brevi, in presenza delle quali il campo elettrico può esse-
re considerato omogeneo, per la tensione U sul condensatore e il campo
F UN Z IONI S C OP O elettrico E vale

(2) U = E ⋅d Fig. 1: Tensione U sul condensatore a piastre in funzione della distanza tra
d: Distanza piastre le piastre d

RI A S S UN T O vale a dire, la tensione U è proporzionale alla distanza tra le piastre d.


Per aumentare la distanza tra le piastre cariche e separate da qualsiasi tipo di alimentazione di un con- Nell’esperimento questo viene verificato con il misuratore di campo elettri-
densatore a piastre occorre eseguire un lavoro meccanico. Questo può essere facilmente dimostrato co utilizzato come voltmetro statico. In tal modo si garantisce che attraverso
come un aumento della tensione tra le piastre effettuando la misurazione con un voltmetro statico. il voltmetro non possa fluire alcuna corrente tra le piastre del condensatore
e che sia mantenuta la carica Q sulle piastre del condensatore.

A P PA REC CHI NECE S S A RI


Numero Apparecchio Cat. no
1 Misuratore di campo elettrico (230 V, 50/60 Hz) 1001030 o
Misuratore di campo elettrico (230 V, 50/60 Hz) 1001029
1 Condensatore a piastre D 1006798
1 Alimentatore CC 0 – 20 V, 0 – 5 A (230 V, 50/60 Hz) 1003312 o
Alimentatore CC 0 – 20 V, 0 – 5 A (115 V, 50/60 Hz) 1003311
1 Multimetro analogico AM50 1003073
1 Set di 15 cavi per esperimenti, 75 cm, 2,5 mm² 1002841

1
100 3B Scientific® Experiments ...going one step further 101
ELE T TROLOGIA /
T R ASPORTO DELL A CARICA E CORREN T E

UE3020100 GOCCE D’ACQUA CARICHE UE3020100

B A S I GE NE R A L I A N A L ISI
La carica accumulata nella tazza di Faraday Q viene determinata men-
SCOPO tre si legge la tensione U e si calcola Q:
Q = C · U con C = 1 nF: capacità del condensatore
- Con l’ausilio di 3B NETlog™ e 3B NETlab™ è possibile misurare l’an-
Nell’esperimento un numero N di gocce cariche passa con una velocità damento temporale Q(t). È del tipo a scalino: i singoli scalini con-
approssimativa di una goccia al secondo da una buretta in una tazza di trassegnano la carica q che giunge con ogni singola goccia per ogni
Faraday, la quale è collegata ad un elettrometro con condensatore. Tramite intervallo di tempo ∆t. Il fatto che ogni goccia d’acqua porti all’incirca
la carica Q accumulata nella tazza di Faraday viene caricato il condensatore la stessa carica è qui dimostrato dall’altezza costante degli scalini.
e la tensione elettrica in aumento sul condensatore viene osservata e misu-
RI A S S UN T O rata con un multimetro analogico per un determinato intervallo di tempo t.
Una corrente elettrica è formata da cariche che L’ingresso ad alto valore ohmico dell’amplificatore operazionale nell’elettro-
si spostano in un intervallo di tempo. Un flusso metro garantisce che il condensatore non si scarichi.
di corrente può essere rappresentato facilmente
facendo ricorso a gocce d’acqua cariche. Per la L’osservazione del multimetro analogico indica che la tensione attraverso q
misurazione sono usate una buretta e una tazza il condensatore aumenta dello stesso valore per ogni goccia d’acqua carica
di Faraday, che viene collegata ad un elettrome- che giunge nella tazza di Faraday, vale a dire che ogni goccia d’acqua porta q
tro. La carica che si accumula nella tazza di Fara- sempre la stessa carica
day in un determinato intervallo viene misurata
tramite la tensione elettrica, che si accumula in (1) .   Q
un condensatore. In questo modo si determina-
no la carica per ogni goccia e la corrente. La corrente trasportata è

(2) .   +

FUNZIONI A P PA REC CHI NECE S S A RI Come opzione, la tensione in aumento può anche essere rilevata e rappre- 1 nF U=
Q
sentata graficamente tramite il 3B NETlog™ e il 3B NETlab™ in funzione del
1 nF
Numero Apparecchio Cat. no
tempo t.
1 Elettrometro (230 V, 50/60 Hz) 1001025 o
Elettrometro (115 V, 50/60 Hz) 1001024 Fig. 1: Rappresentazione schematica della spiegazione del principio di
1 Accessorio per elettrometro 1006813 misurazione
1 Multimetro analogico AM50 1003073
1 Buretta, 10 ml 1018065
-
U/mV / Q/pAs
1 Filo di costantana 0,2 mm / 100 m 1000955 1000
1 Alimentatore CC 450 V (230 V, 50/60 Hz)) 1008535 o
Alimentatore CC 450 V (115 V, 50/60 Hz) 1008534 800
1 Multimetro digitale P3340 1002785
1 Cronometro digitale 1002811 600
1 Base di supporto, 3 gambe, 150 mm 1002835
1 Asta di supporto, 1000 mm 1002936 400
2 Manicotto universale 1002830
1 Morsetto universale 1002833 200
1 Morsetto a pinza 4 mm, non isolato 1002844
1 Set di 3 cavi di sicurezza per esperimenti con 1002848 0
apparecchio di cadu ta libera
0 10 20 30 40 50
t/s
2 Paio di cavi di sicurezza per esperimenti 75cm, rosso/blu 1017718
Fig. 2: Carica accumulata Q in funzione del tempo t
1 Palla di Peleo, standard 1013392
1 Set di 10 becher, forma bassa 1002872

1
Ulteriormente consigliato:
1 3B NETlog™ (230 V, 50/60 Hz) 1000540 o
3B NETlog™ (115 V, 50/60 Hz) 1000539
1 3B NETlab™ 1000544

102 3B Scientific® Experiments ...going one step further 103


ELE T TROLOGIA /
T R ASPORTO DELL A CARICA E CORREN T E

UE3020200 CONDUZIONE ELETTRICA UE3020200

B A S I GE NE R A L I A N A L ISI
I valori misurati con corrente fissa I sono stati rappresentati in un
diagramma U-d. Le tensioni di contatto tra i punti di misura e l’asta
metallica si notano anche per lo spostamento delle linee rette dall’ori-
gine. La pendenza delle rette che si delinea è conforme a (2)

I
α= .
A⋅σ
Dal rapporto
Poiché I e A sono noti, è possibile calcolare la conduttività:
(1) j = σ ⋅E
I
j: densità di corrente, E: campo elettrico σ=
A⋅α
deriva per un conduttore metallico lungo con sezione A e lunghezza d una Nei diagrammi U-I la pendenza è
relazione tra la corrente I attraverso il conduttore e la tensione U lungo il
percorso d: d
β=
A⋅σ
U
(2) I = j ⋅ A = A⋅σ ⋅
d d
e quindi σ= .
A⋅β
Questa relazione viene usata nell’esperimento per determinare la condutti-
vità delle aste metalliche in una misura su quattro conduttori. Per questo Un raffronto con i valori della letteratura per il rame puro e l’allu-
viene applicata su due alimentazioni la corrente I e misurata la caduta di minio mostra che le aste metalliche utilizzate non sono costituire da
tensione U derivante tra due punti di contatto ad una distanza d. Poiché è materiale puro, ma da leghe di rame e alluminio.
nota la sezione A è possibile calcolare .
Nell’esperimento sono state utilizzate le stesse aste metalliche, su cui è stata
analizzata la conducibilità termica nell’esperimento UE2020100. Utilizzando
FUNZIONI SCOPO due punte di misura è stata misurata la caduta di tensione tra i punti di
misura, che possono essere anche usati per la misurazione della temperatu- U / µV
U ra lungo le aste. 400 Al
d Cu

I
RI A S S UN T O
300

U La conduttività elettrica è una grandezza fortemente dipendente dal materiale. Essa è definita come
l - fattore di proporzionalità tra la densità di corrente e il campo elettrico nel materiale analizzato. 200
d Nell’esperimento viene determinata in una misurazione con quattro conduttori di corrente e tensione
su aste metalliche con sezioni e lunghezze note.
- NO TA 100
Tramite un raffronto dei valori misurati con i valori ottenuti nell’esperimen-
to UE2020100 per la conduttività termica si conferma la legge di Wiede-
mann-Franz. Essa descrive la proporzionalità della conduttività termica e
0

A P PA REC CHI NECE S S A RI


0 5 10
elettrica dei metalli mediante un fattore di proporzionalità universale in I/A

Numero Apparecchio Cat. no funzione della temperatura. Fig. 1: Diagramma U-I per il rame e l’alluminio

1 Asta conduttiva termica Al 1017331


U / µV
1 Asta conduttiva termica Cu 1017330
400
1 Alimentatore CC 1-32 V, 0-20 A (115 V, 50/60 Hz) 1012858 o
Al
Cu
Alimentatore CC 1-32 V, 0-20 A (230 V, 50/60 Hz) 1012857
300
1 Microvoltmetro (230 V, 50/60 Hz) 1001016 o U
Microvoltmetro (115 V, 50/60 Hz) 1001015
1 Multimetro digitale E 1006809
200

1 Set di 15 cavi per esperimenti, 75 cm, 2,5 mm² 1002841


d
100

1
I 0
0 10 20 30 40
d / cm

Fig. 3: Rappresentazione schematica della misurazione su quattro Fig. 2: Diagramma U-d per il rame e l’alluminio
conduttori

104 3B Scientific® Experiments ...going one step further 105


ELE T TROLOGIA /
T R ASPORTO DELL A CARICA E CORREN T E

UE3020300 IL PONTE DI WHEATSTONE UE3020300

B A S I GE NE R A L I A N A L ISI
Poiché le resistenze R1 e R2 sono rappresentate dalle parti del filo per
Ch. Wheatstone resistenze, (1) viene convertito in

s1 s1
- R x = Rref ⋅ = Rref ⋅
s2 1m − s1
-
Rx -
R R1 R2

Il rapporto tra le resistenze R1 e R2 e, se necessario, anche la resistenza di


riferimento Rref vengono modificati finché la corrente trasversale I è portata
a zero. Questo avviene esattamente quando i rapporti tra le resistenze di
entrambi i divisori di tensione sono uguali. Da questa condizione di bilan-
ciamento si ottiene la resistenza sconosciuta Rx

R1
(1) R x = Rref ⋅
R2

F UN Z IONI S C OP O La precisione del risultato dipende dalla precisione della resistenza di riferi-
mento Rref e del rapporto tra le resistenze R1/R2, nonché dalla sensibilità del
galvanometro zero.

Nell’esperimento, il secondo divisore di tensione è costituito da un filo per Fig. 1: Rappresentazione schematica del ponte di Wheatstone
RI A S S UN T O resistenze di 1 m che viene diviso da un contatto strisciante in due parti
Le resistenze ohmiche vengono determinate in un collegamento in parallelo di due divisori di tensione dalla lunghezza s1 e s2. Essendo la somma R1 + R2 costante, la resistenza di
collegati alla stessa sorgente di tensione continua. Il primo divisore di tensione è costituito dalla resi- riferimento viene scelta possibilmente in modo tale che le due parti presen-
stenza da misurare e dalla resistenza di riferimento, il secondo da un filo per resistenze di 1 m che tino all’incirca la stessa lunghezza e quindi la stessa resistenza.
viene diviso in due parti da un contatto strisciante. Il loro rapporto viene modificato finché la corrente
trasversale I tra i due divisori di tensione è portata a zero.

A P PA REC C HI NECE S S A RI
Numero Apparecchio Cat. no
1 Ponte di resistenze 1009885
1 Alimentatore CA/CC 0 – 12 V, 3 A (230 V, 50/60 Hz) 1002776 o
Alimentatore CA/CC 0 – 12 V, 3 A (115 V, 50/60 Hz) 1002775
1 Galvanometro zero CA 403 1002726
1 Decade di resistenze 1 Ω 1002730
1 Decade di resistenze 10 Ω 1002731
1 Decade di resistenze 100 Ω 1002732
1 Resistenze di precisione 1 Ω 1009843
1 Resistenze di precisione10 Ω 1009844
1 Set di 15 cavi di sicurezza per esperimenti, 75 cm 1002843

1
106 3B Scientific® Experiments ...going one step further 107
ELE T TROLOGIA /
T R ASPORTO DELL A CARICA E CORREN T E

UE3020320 LEGGE DI OHM UE3020320

B A S I GE NE R A L I A N A L ISI
La sezione trasversale A si calcola dallo spessore d del filo:

π 2
A= ⋅d
4

Vale a dire che si applica la legge di Ohm I valori di misurazione vengono rappresentati in tre diagrammi U-I in cui
varia rispettivamente una delle tre grandezze , x e d come parametro.
(1) U = R ⋅I

ove la costante di proporzionalità R, è detta la resistenza del conduttore.


Per un filo metallico con lunghezza x e sezione trasversale A, la resistenza R U/V
è data da 5
d = 0,35mm
x
(2) R = ρ⋅ . 4
A d = 0,5mm
In questo caso, la resistenza specifica dipende dal materiale di cui è 3
composto il filo. Per confermare queste relazioni fondamentali, nell’espe-
rimento viene esaminata la proporzionalità tra corrente e tensione per fili d = 0,7mm
2
metallici di spessore, lunghezza e materiale diversi. Inoltre si determina la
resistività e la si confronta con i valori di letteratura.
1
d = 1mm
F UN Z IONI SCOPO
0
0 1 2
I/A

Fig. 3: Diagramma U-I per filo di costantana di spessore diverso

RI A S S UN T O U/V
R/Ù

In conduttori elettrici semplici, la corrente I è, proporzionale alla tensione applicata U. La costante 5 3

di proporzionalità, ovvero la resistenza ohmica R, dipende dalla lunghezza x del conduttore, dalla sua
sezione trasversale A e dal tipo di materiale. Questa relazione viene verificata su fili di costantana e di 4
ottone.
2
3

A P PA REC CHI NECE S S A RI


2
1

Numero Apparecchio di resistenza Cat. no 1

1 Apparecchio di resistenza 1009949


1 Alimentatore CC 0 – 20 V, 0 – 5 A (230 V, 50/60 Hz) 1003312 o 0
0 1 2
0
0 1 2
Alimentatore CC 0 – 20 V, 0 – 5 A (115 V, 50/60 Hz) 1003311
I/A x/ m

2 Multimetro analogico AM50 1003073 Fig. 1: Diagramma U-I per filo di costantana (blu) e filo di ottone (rosso) Fig. 4: Resistenza R come funzione della lunghezza
1 Set di 15 cavi di sicurezza per esperimenti, 75 cm 1002843
U/V R/Ù
5 6

x= 2 m
4

4
3

2 x= 1 m
2

1
1

0 0
0 1 2 0 2 4 6 8 10
I/A 1/A / 1/mm²

Fig. 2: Diagramma U-I per filo di costantana di lunghezza diversa Fig. 5: Resistenza R come funzione del valore reciproco della sezione trasversale A

108 3B Scientific® Experiments ...going one step further 109


ELE T TROLOGIA /
T R ASPORTO DELL A CARICA E CORREN T E

UE3020340 DIVISORE DI TENSIONE UE3020340

B A S I GE NE R A L I A N A L ISI
- Nel caso del divisore di tensione non sotto carico, la tensione parziale U2
raggiunge la tensione totale U quando R2 è notevolmente più grande di
R1 e raggiunge il valore zero quando R2 diventa minima.
- Nel caso del divisore di tensione sotto carico con grandi resistenze di
carico, la resistenza parallela RP = R2 e la tensione parziale U2 risulta
da (3). Una notevole differenza rispetto al divisore di tensione non sotto
carico si ha con resistenze di carico minime. Qui vale RP = RL in quanto
la corrente scorre principalmente attraverso la resistenza di carico e la
Nel caso di un divisore di tensione non sotto carico, la resistenza totale è tensione parziale U2 acquisisce valori molto bassi indipendentemente
data da (vedere Fig. 1) da R2.

(1) R = R1 + R2

U2 / V
Attraverso entrambe le resistenze scorre la stessa corrente
10

U
(2) I=
R1 + R2 8

U: tensione totale 6

Sulla resistenza R2 diminuisce pertanto la tensione parziale 4

R2 2
(3) U2 = I ⋅R2 = U ⋅
R1 + R2
0
F UN Z IONI SCOPO Nel caso del divisore di tensione sotto carico occorre considerare anche la 0 100 200 300
R2 / Ω
400 500

resistenza di carico RL (vedere Fig. 2) e sostituire nelle equazioni soprastanti


la resistenza R2 con Fig. 3: Tensione parziale U2 in funzione della resistenza parziale R2 con
divisore di tensione non sotto carico
R2 ⋅RL
R2 (4) RP =
R2 + RL
RI A S S UN T O U2 / V
10
Un divisore di tensione consiste nel caso più semplice in un collegamento in serie di due resistenze Per la tensione parziale U2 vale ora
ohmiche sulle quali la tensione totale si suddivide in due tensioni parziali. Si parla di divisore di ten- 8
RP
R1 R2 sione sotto carico quando si deve considerare una resistenza di carico supplementare. Le correnti e le (5) U2 = I ⋅RP = U ⋅
R1 + RP
tensioni parziali vengono calcolate come per ogni altro collegamento in serie e in parallelo applicando 6

le leggi di Kirchhoff. Nel caso del divisore di tensione non sotto carico, la tensione parziale varia a Nell’esperimento, il divisore di tensione non sotto carico è costituito da resi-
4
seconda della resistenza parziale tra il valore zero e la tensione totale. Una notevole differenza si ha stenze discrete R1 e R2, ma per R2 sono stati utilizzati valori diversi. In alter-
RL nel caso del divisore di tensione sotto carico con resistenze di carico minime. In questo caso, la tensio- nativa viene impiegato un potenziometro in cui la resistenza totale R1 + R2
2
ne parziale acquisisce indipendentemente dalla resistenza parziale valori molto bassi. è inevitabilmente costante e la resistenza parziale R2 viene determinata
dalla posizione della presa centrale. La sorgente di tensione fornisce una 0
05 0 100 150 200 250
tensione costante U che resta invariata per l’intero esperimento. Vengono
R/Ω
misurate rispettivamente le tensioni e le correnti parziali.
A P PA REC CHI NECE S S A RI Fig. 4: Tensione parziale U2 in funzione della resistenza parziale R2 con
divisore di tensione non sotto carico con resistenza totale costante R1 + R2
Numero Apparecchio Cat. no
1 Scheda per componenti 1012902 U2 / V
10
1 Resistenza 47 Ω, 2 W, P2W19 1012908 I I

2 Resistenza 100 Ω, 2 W, P2W19 1012910 8

1 Resistenza 150 Ω, 2 W, P2W19 1012911 R1 U1 R1 U1 6


1 Resistenza 470 Ω, 2 W, P2W19 1012914
IL
1 Potenziometro 220 Ω, 3 W, P4W50 1012934 4
U U

1 Alimentatore CC 0 – 20 V, 0 – 5 A (230 V, 50/60 Hz) 1003312 o


2

1
Alimentatore CC 0 – 20 V, 0 – 5 A (115 V, 50/60 Hz) 1003311 R2 U2 R2 U2 RL

2 Multimetro analogico AM50 1003073 0


0 200 400 600 800
1 Set di 15 cavi per esperimenti, 75 cm, 1 mm² 1002840 RL / Ω

Fig. 1: Schema elettrico del Fig. 2: Schema elettrico del Fig. 5: Tensione parziale U2 in funzione della resistenza di carico RL con
divisore di tensione non sotto carico divisore di tensione sotto carico divisore di tensione sotto carico

112 3B Scientific® Experiments ...going one step further 113


ELE T TROLOGIA /
T R ASPORTO DELL A CARICA E CORREN T E

UE3020700 ELETTROLISI UE3020700

B A S I GE NE R A L I A N A L ISI
Per la valenza degli ioni di idrogeno vale zH = 1. Dalle equazioni (1), (2)
- e (3) si ottiene quindi l’equazione condizionale
Q
W R ⋅T W R ⋅T
n F= ⋅ = ⋅
U 0 2 ⋅ p ⋅ VH2 ⋅ nH U 0 2 ⋅ p ⋅ VH2

A titolo di confronto, può essere determinato anche il volume VO2


dell’ossigeno raccolto. Esso sarà pari solo alla metà del volume di idro-
Più precisamente, nella proporzionalità tra la carica Q e il numero di moli n geno, in quanto per ogni molecola di acqua scissa si separano due ioni
della quantità di materiale separato deve essere considerata anche la valen- di idrogeno e uno di ossigeno. Pertanto la valenza degli ioni di ossigeno
za z degli ioni separati. Vale sarà zO = 2.

(1) Q =F ⋅n⋅ z

È quindi possibile determinare la costante di Faraday misurando, a valenza


nota, la carica Q e il numero di mole n di un processo elettrolitico.

Nell’esperimento, dall’acqua viene prodotta per elettrolisi una determinata


quantità di idrogeno e di ossigeno. Per determinare la carica Q trasportata
nel processo viene misurato il lavoro elettrico

(2) W = Q ⋅ U0

che viene impiegato per l’elettrolisi in presenza di una tensione costante U0.

Il numero di moli nH degli ioni di idrogeno separati viene determinato in


base al volume di idrogeno VH2 raccolto a temperatura ambiente T e pres-
sione esterna p. A tale scopo occorre tuttavia tenere presente che l’idrogeno
viene raccolto in forma molecolare e che per ogni molecola di idrogeno rac-
colta sono stati separati due ioni di idrogeno. Dall’equazione di stato del
gas ideale deriva pertanto:

p ⋅ VH2
F UN Z IONI S C OP O (3) nH = 2 ⋅
R ⋅T
J
- R = 8 ,314 : Costante dei gas universale
mol⋅ K

V Fig. 1: Rappresentazione schematica


RI A S S UN T O
W Per determinare la costante di Faraday, dall’acqua viene prodotta per elettrolisi una determinata
U0 quantità di idrogeno e ossigeno e viene misurata la carica trasportata nel processo.

A P PA REC C HI NECE S S A RI
Numero Apparecchio Cat. no
1 Voltametro di Hofmann 1002899
1 Misuratore di energia e di potenza con interfaccia (230 V, 50/60 Hz) 1003132 o
Misuratore di energia e di potenza con interfaccia (115 V, 50/60 Hz) 1003131
1 Alimentatore CC 0 – 20 V, 0 – 5 A (230 V, 50/60 Hz) 1003312 o
Alimentatore CC 0 – 20 V, 0 – 5 A (115 V, 50/60 Hz) 1003311

1
1 Set di 15 cavi per esperimenti, 75 cm, 1 mm² 1002840
Ulteriormente necessario:
Acido solforico, 1 mol/l

114 3B Scientific® Experiments ...going one step further 115


ELE T T ROLOGIA / CAMPO MAGNE TICO

UE3030300 FORZA DI LORENTZ UE3030300

B A S I GE NE R A L I A N A L ISI
L’angolo φ può essere ricavato dalla lunghezza di sospensione s e dallo
spostamento orizzontale x dell’asta di rame:
-
x
- = tanϕ
- s − x2
2

Se in un conduttore diritto, attraversato da corrente, con una lunghezza L e


un’area della sezione A
(1) N = n⋅ A⋅L
n: Densità numerica

si muovono elettroni ad una velocità di deriva v in direzione del condutto-


re, la corrente attraverso il conduttore corrisponde a

(2) I = n⋅e ⋅ A⋅v


e: Carica fondamentale

Se il conduttore si trova in un campo magnetico B, su tutti gli elettroni “in


deriva“ agisce la forza di Lorentz

(3) F = N ⋅e ⋅v ×B

Se il conduttore è allineato perpendicolarmente al campo magnetico, l’equa-


F UN Z IONI S C OP O zione (3) si può semplificare in

(4) F = I ⋅B⋅L

dove F è allineata perpendicolarmente al conduttore e al campo magnetico. Fig. 1: Disposizione per la misurazione, vista laterale e anteriore
- Nell’esperimento viene misurata la forza di Lorentz F esercitata su un’asta
RI A S S UN T O di rame attraversata da corrente, appesa in orizzontale come un’altalena a
Viene misurata la forza di Lorentz esercitata su un’asta di rame attraversata da corrente, appesa in due conduttori di corrente verticali in un campo magnetico (vedi fig. 1).
- orizzontale come un’altalena a due conduttori di corrente verticali in un campo magnetico. Dopo l’in- Dopo l’inserimento della corrente l’altalena viene spostata dalla verticale
serimento della corrente l’altalena viene spostata dalla verticale di un determinato angolo con cui è per azione della forza di Lorentz F di un angolo φ, quindi per F si applica
possibile calcolare la forza di Lorentz. Vengono modificati la corrente attraverso il conduttore, il campo l’equazione di determinazione
magnetico e la lunghezza efficace del conduttore nel campo magnetico.
- (5) F = m ⋅ g ⋅ tan ϕ
m = 6,23 g: Massa dell’asta di rame

Il campo magnetico B viene generato da un magnete permanente di cui è


possibile variare la distanza tra le espansioni polari d per modificare B. Ruo-
A P PA REC C HI NECE S S A RI tando le espansioni polari di 90° è inoltre possibile modificare la loro lar-
Numero Apparecchio Cat. no ghezza b nella direzione del conduttore e in questo modo anche la lunghez-
za efficace L del conduttore nel campo magnetico. La lunghezza efficace L
1 Kit per elettromagnetismo 1002661
del conduttore è leggermente maggiore della larghezza b delle espansioni
1 Magnete permanente con distanza tra i poli regolabile 1002660 polari, in quanto il campo magnetico disomogeneo “fuoriesce” dai bordi

1
1 Alimentatore CC 0 – 20 V, 0 – 5 A (230 V, 50/60 Hz) 1003312 o delle espansioni polari; ciò si verifica tanto più quanto maggiore è la distan- Fig. 2: Forza su un conduttore attraversato da corrente in funzione
Alimentatore CC 0 – 20 V, 0 – 5 A (115 V, 50/60 Hz) 1003311 za d delle espansioni polari. Con buona approssimazione si ottiene dell’intensità di corrente I per due diverse lunghezze del conduttore L.
1 Paio di cavi di sicurezza per esperimenti 75cm, rosso/blu 1017718 Gli incrementi della retta di origine tracciata sono proporzionali a L.
(6) L=b+d

116 3B Scientific® Experiments ...going one step further 117


ELE T T ROLOGIA / CAMPO MAGNE TICO

UE3030500 CAMPO MAGNETICO DI UNA BOBINA CILINDRICA UE3030500

B A S I GE NE R A L I
B / mT

B I
6

Un tratto infinitesimo di conduttore s attraversato da una corrente I produ-


ce in base alla legge di Biot-Savart sul punto r l’intensità di campo magne- 2
tico

(1)  .
0
0 5 10 15 20
B: Intensità del campo magnetico
I/A

Fig. 2: Intensità del campo magnetico B in funzione della corrente I


 : Permeabilità di vuoto

All’interno di una bobina cilindrica l’intensità del flusso magnetico è orien-


F UN Z IONI S C OP O tata parallelamente all’asse del cilindro e misura B / mT

.  
L = 7 cm
(2) L = 12 cm
B 6 L = 17 cm
N: Numero di spire, L: Lunghezza della bobina
L = 22 cm

RI A S S UN T O
L = 27 cm
I L = 32 cm
L’intensità del campo magnetico all’interno di una bobina cilindrica lunga è direttamente proporzio- se la lunghezza è grande rispetto al raggio. L’intensità del campo magnetico 4
nale alla corrente della bobina e alla densità delle spire, ma indipendente dal raggio della bobina, è pertanto indipendente dal diametro della bobina e proporzionale alla
B purché quest’ultima abbia una lunghezza significativamente maggiore rispetto al suo diametro (bobina densità delle spire, ossia il numero di spire per unità di lunghezza, e alla
I lunga). Ciò viene esaminato in questo esperimento con due bobine di diverso diametro e con una corrente che attraversa la bobina.
bobina con densità delle spire variabile.
2

Nell’esperimento viene misurata con un teslametro assiale l’intensità del


campo magnetico al centro di bobine lunghe con correnti fino a 20 A. Viene
dimostrata da una parte l’indipendenza dal diametro della bobina, dall’al- 0
A P PA REC CHI NECE S S A RI tra la proporzionalità rispetto alla corrente e alla densità delle spire. Per
0 5 10 15 20

quest’ultima dimostrazione viene utilizzata una bobina con densità di spire


I/A
Numero Apparecchio Cat. no
variabile. Fig. 3: Densità di flusso magnetico B in funzione della corrente I per bobina
1 Bobina di campo 100 mm 1000591
con densità delle spire variabile per lunghezze della bobina L diverse
1 Bobina di campo 120 mm 1000592
1 Bobina a densità di spire variabile 1000965
1 Supporto per bobine cilindriche 1000964 A N A L ISI B / mT
1 Teslametro 200 mT (230 V, 50/60 Hz) 1003314 o Le misurazioni confermano in tutti i casi il rapporto di proporzionalità
dell’intensità di campo magnetico rispetto alla corrente I che attraversa
Teslametro 200 mT (115 V, 50/60 Hz) 1003313
la bobina. 6
1 Alimentatore CC 1-32 V, 0-20 A (115 V, 50/60 Hz) 1012858 o
La proporzionalità rispetto alla densità delle spire è confermata fintan-
Alimentatore CC 1-32 V, 0-20 A (230 V, 50/60 Hz) 1012857 toché la lunghezza della bobina misura almeno il triplo del raggio della
1 Set di 15 cavi per esperimenti, 75 cm, 2,5 mm² 1002841 stessa. 4
1 Piede a barilotto, 1000 g 1002834
1 Asta di supporto, 250 mm 1002933
1 Manicotto universale 1002830 2
1 Morsetto universale 1002833

1
0
0 1 2 3 4 5
N/L / 1/cm

Fig. 4: Densità di flusso magnetico B in funzione della densità delle spire


Fig. 1: Bobina con densità di spire variabile N/L con I = 20 A

118 3B Scientific® Experiments ...going one step further 119


ELE T T ROLOGIA / CAMPO MAGNE TICO

UE3030700 CAMPO GEOMAGNETICO UE3030700

B A SI GE NE R A L I A N A L ISI
Da (3) consegue che:
.  
La componente orizzontale Bh corrisponde alla pendenza di una retta
passante per l’origine che passa per i punti di misurazione in un dia-
- gramma BHH-tanα. Il campo magnetico BHH della coppia di bobine di
Helmholtz può essere determinato in modo semplice. All’interno di una
- coppia di bobine esso è fortemente omogeneo e proporzionale all’inten-
sità di corrente I che attraversa una singola bobina:
-  con

 
Nell’esperimento vengono esaminati l’inclinazione e l’intensità, nonché la
componente orizzontale e verticale del campo geomagnetico nel punto di N = 124: Numero di spire, R = 147,5 mm: Raggio
misurazione.

Si applica la correlazione
Bv
(1)  
α: Inclinazione
Bh: Componente orizzontale
Bv: Componente verticale
e
B

F UN Z IONI S C OP O .  
BHH
(2) "
!
È pertanto sufficiente determinare le grandezze Bh e α, per poter determi-
- nare anche le altre due. Bh
-
- RI A S S UN T O L’inclinazione α viene rilevata utilizzando un inclinatorio. Per determinare
Nell’esperimento vengono esaminati l’inclinazione e il valore, nonché le componenti orizzontale e la componente orizzontale Bh lo stesso inclinatorio sull’orizzontale viene
verticale del campo geomagnetico nel punto di misurazione. La componente orizzontale del campo orientato in modo tale che l’ago di bussola integrato che tende a disporsi Fig. 1: Rappresentazione delle componenti dei campi magnetici esaminati
geomagnetico viene determinata in base alla rotazione effettuata dall’ago di una bussola quando si parallelamente alla componente orizzontale sia puntato sullo 0. Una coppia nell’esperimento e definizione del relativo angolo
sovrappone il campo magnetico di una coppia di bobine di Helmholtz. Dopo aver misurato l’angolo di bobine di Helmholtz genera un campo magnetico orizzontale supple-
di inclinazione è possibile calcolare anche la componente verticale e il valore complessivo del campo mentare BHH perpendicolare a Bh determinando la rotazione dell’ago di un BHH / µT
geomagnetico. angolo . Come da Fig. 1, vale 100

(3) .  

A P PA REC CHI NECE S S A RI Ai fini del miglioramento dell’accuratezza del dato, questa misurazione
viene eseguita per diversi angoli .
Numero Apparecchio Cat. no

1 Bobine di Helmholtz da 300 mm 1000906 50


1 Alimentatore CC 0 – 20 V, 0 – 5 A (230 V, 50/60 Hz) 1003312 o
Alimentatore CC 0 – 20 V, 0 – 5 A (115 V, 50/60 Hz) 1003311
1 Multimetro digitale P1035 1002781
1 Inclinatorio e declinatorio 1006799
1 Reostato a corsoio 100 Ω 1003066 0
1 Set di 15 cavi di sicurezza per esperimenti, 75 cm 1002843 0 1 2 3 4 5
tan !

Fig. 2: Diagramma BHH-tanα per la determinazione della componente oriz-

2
zontale del campo geomagnetico

120 3B Scientific® Experiments ...going one step further 121


ELE T T ROLOGIA / INDUZIONE

UE3040100 LEGGE DI INDUZIONE DI FARADAY UE3040100

B A SI GE NE R A L I A N A L ISI
Qualsiasi variazione del flusso magnetico attraverso un conduttore ad Il segno della tensione viene stabilito in modo che durante la fase di
anello chiuso induce in quest’ultimo una tensione elettrica. Una tale immersione del magnete venga indotta una tensione negativa nella
variazione viene provocata, per es., quando un magnete permanente bobina conduttrice.
viene spostato in un conduttore ad anello fisso.
La tensione indotta ritorna a zero quando il magnete raggiunge il centro
In tal caso è istruttivo, oltre alla tensione indotta in funzione del tempo della bobina e pertanto il flusso magnetico assume il suo valore massi-
mo. Durante la successiva fase di uscita del magnete viene indotta una

(1) U (t ) = − (t ) tensione positiva.
dt

: Flusso magnetico Dalla tensione misurata, utilizzando l’equazione 2 è possibile calcolare,


tramite l’integrazione del flusso magnetico nel momento t:
considerare anche la cosiddetta sovratensione momentanea t
t2 Φ(t) = Φ(0)− ∫ U(t ʹ) ⋅ dt ʹ
(2) ∫ U(t ) ⋅ dt = Φ(t 1 )− Φ(t 2 ) 0
t1 Esso raggiunge, nell’ambito della precisione di misurazione, lo stesso
valore per tutte le bobine (vedi fig. 2).
corrispondente alla differenza del flusso magnetico all’inizio (t1) e alla fine
(t2) di un processo osservato.

Nell’esperimento, un magnete permanente cade attraverso un tubo con sei


S C OP O bobine d’induzione con caratteristiche costruttive identiche collegate in
Produzione di una sovratensione momentanea in un serie. Viene registrato l’andamento cronologico della tensione indotta (vedi
conduttore ad anello mediante l’uso di un magnete fig. 1), la cui ampiezza aumenta sempre più con il moto progressivo del
permanente in movimento magnete da una bobina all’altra, in quanto la velocità del magnete aumen-
ta sempre più.

RI A S S UN T O Le superfici su cui agiscono tutti i segnali di tensione positivi e negativi sono


Se un magnete permanente passa in successione attraverso identiche di valore e corrispondono al flusso massimo del magnete per-
diverse bobine d’induzione con caratteristiche costruttive iden- manente all’interno di una singola bobina.
tiche collegate in serie, in ogni bobina viene indotta una ten-
sione, la cui ampiezza aumenta sempre più con il moto pro-
gressivo del magnete da una bobina all’altra, in quanto la velo-
cità del magnete aumenta sempre più. Il flusso magnetico cal-
colabile mediante la tensione misurata raggiunge tuttavia lo
stesso valore per tutte le bobine.

F UN Z IONI A P PA REC C HI NECE S S A RI


Numero Apparecchio Cat. no
1 Tubo con 6 bobine d’induzione 1001005
magnete permanente attraverso diver-
se bobine d’induzione collegate in 1 3B NETlog™ (230 V, 50/60 Hz) 1000540 o
serie. 3B NETlog™ (115 V, 50/60 Hz) 1000539
1 3B NETlab™ 1000544
- 1 Paio di cavi di sicurezza per esperimenti 75 cm, rosso/blu 1017718
co della tensione indotta. Fig. 1: Andamento cronologico della tensione indotta U Fig. 2: Andamento cronologico del flusso magnetico

del flusso magnetico.

2
122 3B Scientific® Experiments ...going one step further 123
ELE T T ROLOGIA / INDUZIONE

UE3040200 INDUZIONE IN UN CONDUTTORE AD ANELLO IN MOVIMENTO UE3040200

B A S I GE NE R A L I A N A L ISI
Dato un tempo t necessario al conduttore ad anello per un transito
elettrica lungo il conduttore ad anello, dovuta alla variazione del flusso completo e la relativa lunghezza del percorso L, è possibile calcolare la
magnetico che attraversa il conduttore ad anello. La variazione di flusso velocità
L
può essere il risultato di una variazione del campo magnetico oppure di v=
t
uno spostamento del conduttore ad anello.
Velocità e tensione indotta vengono riportate in un diagramma U-v in
Per la deduzione di tali correlazioni di frequente si osserva un conduttore a cui i valori misurati si trovano su una retta attraverso l’origine (vedi fig. 2).
forma di U con asta trasversale mobile, allineato verticalmente rispetto ad
un campo magnetico omogeneo B (vedi fig. 1).
Il flusso magnetico attraverso la superficie limitata dall’asta trasversale è

(1) Φ = B⋅a⋅b
a: Larghezza, b: Lunghezza dell’anello

Se si sposta l’asta trasversale ad una velocità v il flusso magnetico cambia,


perché cambia la lunghezza del conduttore ad anello. Il tasso di variazione

(2) dΦ
= B ⋅a⋅v
dt
nell’esperimento può essere misurato come tensione

(3) U = −B⋅a⋅v

F UN Z IONI S C OP O nel campo µV, se viene impiegato l’amplificatore di misura qui ulteriormen-
te consigliato.
- campo magnetico
ne in base alla velocità del conduttore La tensione indotta aumenta notevolmente quando un conduttore ad anel-
ad anello. lo su telaio fisso con diverse spire viene spostato attraverso il campo magneti-
co. Se il telaio viene introdotto solo parzialmente nel campo magnetico, si
- RI A S S UN T O ripresenta in modo corrispondente la situazione descritta in fig. 1. Lo spo- Fig. 1: Variazione del flusso magnetico mediante variazione della superficie
zione in base al numero di spire del La variazione di flusso necessaria all’induzione di una tensione all’interno di un conduttore ad anello stamento del conduttore ad anello porta ad una variazione di flusso dell’anello
conduttore ad anello. può essere il risultato di uno spostamento del conduttore ad anello stesso.
Tale situazione si verifica quando si introduce nel campo magnetico o si estrae dal campo magnetico a (4) dΦ 1
= B⋅N ⋅a⋅v
velocità costante un conduttore ad anello allineato verticalmente rispetto ad un campo magnetico dt
d’induzione introducendo o estraendo omogeneo. Nel primo caso il flusso magnetico aumenta di valore, nel secondo caso diminuisce. Pertan- N: Numero di spire
il conduttore ad anello. to cambia la polarità della tensione indotta.
che può essere misurata come tensione indotta

d’induzione, variando la direzione di (5) U1 = − B ⋅ N ⋅ a ⋅ v


movimento.
Non appena il conduttore ad anello viene introdotto completamente nel
- A P PA REC C HI NECE S S A RI campo magnetico, la tensione si riazzera. Ciò cambia solo quando il condut-
zione in un conduttore ad anello con Numero Apparecchio Cat. no tore ad anello esce dal campo magnetico. A questo punto, il flusso magneti-
superficie variabile e con una spira. co diminuisce e cambia la polarità della tensione indotta rispetto alla situa-
1 Apparecchio a induzione 1000968
zione iniziale. Un’inversione di polarità si verifica anche quando viene modifi-
1 Alimentatore CC 0 – 20 V, 0 – 5 A (230 V, 50/60 Hz) 1003312 o cata la direzione di movimento del conduttore ad anello.
Alimentatore CC 0 – 20 V, 0 – 5 A (115 V, 50/60 Hz) 1003311
1 Multimetro analogico AM50 1003073 Nell’esperimento, viene modificata la tensione di alimentazione del motore
1 Set di 15 cavi di sicurezza per esperimenti, 75 cm 1002843 che muove il conduttore ad anello. In questo modo vengono impostate diver- Fig. 2: Tensione indotta in base alla velocità del conduttore ad anello
se velocità costanti del conduttore ad anello. In più la direzione di movi-
1 Cronometro meccanico con addizione 1002810
mento del motore può invertirsi. È disponibile inoltre una presa intermedia

1
Ulteriormente consigliato in modo che la tensione indotta possa essere misurata per tre diversi nume-
1 Amplificatore di misura (230 V, 50/60 Hz) 1001022 o ri di spire N.

Amplificatore di misura (115 V, 50/60 Hz) 1001021

124 3B Scientific® Experiments ...going one step further 125


ELE T T ROLOGIA / INDUZIONE ELE T T ROMAGNE T ICA

UE3040400 PENDOLO DI WALTENHOFEN UE3040400

S C OP O I

di Foucault B2
F2
B1
RI A S S UN T O F1
In un disco di metallo che si sposta attraverso un campo magnetico disomo-
geneo vengono indotte correnti di Foucault. Su queste correnti di Foucault,
il campo magnetico disomogeneo esercita una forza che inibisce il movi-
mento del disco metallico.

V
B A S I GE NE R A L I
Se un disco di metallo si muove in un campo magnetico disomogeneo, Corrente di Foucault I in un disco di metallo spostato ad una velocità v in
in qualsiasi sezione del disco il flusso magnetico varia costantemente e un campo magnetico disomogeneo B1, B2 e con forze di Lorentz F1 e F2 su
entrambe le diramazioni della corrente di Foucault. La forza rivolta contro
Pertanto, nel disco di metallo scorrono prevalentemente correnti elet- il movimento è superiore alla forza in direzione di movimento.
triche di Foucault. Nel campo magnetico queste vengono sottoposte a

correnti di Foucault vengono ridotte drasticamente se il disco di metallo


viene intagliato, in modo che la corrente possa fluire da una sezione A N A L ISI
all’altra solo trasversalmente. In questo caso, il movimento del disco Quando il lato non intagliato del disco di metallo oscilla nel campo
viene inibito solo minimamente. magnetico disomogeneo, le oscillazioni vengono smorzate. L’intensità
dello smorzamento è proporzionale alle dimensioni del campo magne-
La comparsa e l’inibizione delle correnti di Foucault possono essere dimo- tico. Le correnti di Foucault vengono indotte all’interno del disco di
strate in maniera efficace con un pendolo di Waltenhofen. Si tratta di un metallo. Su queste correnti, il campo magnetico disomogeneo nel suo
disco di metallo parzialmente intagliato che oscilla in un campo magnetico complesso esercita una forza contro il movimento (cfr. legge di Lenz).
disomogeneo. Quando il lato intagliato del disco di metallo oscilla nel campo magne-
tico disomogeneo, lo smorzamento è solo minimo, in quanto qui le cor-
renti di Foucault possono formarsi solo in maniera ridotta.

F UN Z IONI A P PA REC C HI NECE S S A RI


Numero Apparecchio Cat. no
1 Pendolo di Waltenhofen 1000993

campo magnetico disomogeneo. 1 Base di supporto, 3 gambe, 150 mm 1002835


1 Asta di supporto, 750 mm 1002935
1 Manicotto universale 1002830
correnti di Foucault in un disco di 1 Alimentatore CC 0 – 20 V, 0 – 5 A (230 V, 50/60 Hz) 1003312 o
metallo intagliato.
Alimentatore CC 0 – 20 V, 0 – 5 A (115 V, 50/60 Hz) 1003311
1 Nucleo a U 1000979
1 Coppia di espansioni polari 1000978

1
1 Coppia di staffe di bloccaggio 1000977
2 Bobina D con 1200 spire 1000989
1 Set di 15 cavi di sicurezza per esperimenti, 75 cm 1002843

126 3B Scientific® Experiments ...going one step further 127


ELE T T ROLOGIA / INDUZIONE

UE3040500 TRASFORMATORE UE3040500


Un trasformatore, nella versione più semplice, è costituito da due bobine
accoppiate, la bobina primaria con numero di spire N1 e la bobina secon- A N A L ISI
daria con numero di spire N2, che racchiudono un’anima in ferro comune. Dall’equazione (3) si ricavano i valori delle tensioni
Il flusso magnetico 1 della bobina primaria attraversata dalla corrente I1
attraversa completamente la bobina secondaria.
Qui di seguito viene considerato il trasformatore ideale, vale a dire quello
senza perdita di potenza. Con il trasformatore non sotto carico nel circuito e dall’equazione (5) lo stesso per le correnti
secondario non scorre corrente, vale a dire I2 = 0. Se alla bobina primaria
viene applicata una tensione alternata U1 scorre la corrente a vuoto I1, che  
crea un flusso magnetico 1 e che induce quindi una tensione Uind. Questa
tensione d’induzione è, per la legge delle maglie di Kirchhoff Quindi le pendenze nei diagrammi delle figure 2 e 3 sono determinati
U1 + Uind = 0 uguale a U1: dai rapporti dei numeri di spire.

(1) .

L1: induttività della bobina primaria


1: flusso magnetico creato da I1
!
1

Poiché il flusso magnetico 1 attraversa completamente la bobina seconda-


ria, in quest’ultima viene indotta una tensione

(2) .
U1 N1 N2 U2
F UN Z IONI S C OP O Da (1) e (2) deriva infine:

(3)  .

RI A S S UN T O Il segno meno indica che U1 e U2 con la stessa direzione delle spire sono
spire fissi. I trasformatori sono convertitori di tensione che si basano sulla legge di induzione di Faraday. Sono sfasate di 180°C o che con direzione delle spire opposta sono in fase. Fig. 1: Rappresentazione schematica per il trasformatore
utilizzati in particolare per la trasmissione di potenza elettrica su lunghe distanze, per ridurre al mini- Con il trasformatore sotto carico nella bobina secondaria scorre una corren-
mo le perdite di potenza, tramite una trasformazione alle tensioni più elevate possibili con corrispon- te I2 = U2 / R, dove R è la resistenza ohmica dell’utenza. Questa corrente U20 / V

denti correnti basse. Nell’esperimento, dalle correnti e le tensioni misurate a vuoto, in cortocircuito crea un flusso magnetico 2, che a causa della legge di Lenz è contrapposto 20
corto circuito e numeri interi di spire. e sotto carico è verificata la proporzionalità rispettivamente diretta e inversa dei rapporti di tensione al flusso magnetico 1 creato dalla corrente primaria I1. Poiché la tensione
e di corrente per il rapporto dei numeri interi delle spire e si calcolano la perdita di potenza e il rendi- primaria U1 rimane costante, la corrente primaria I1 aumenta. Nel caso 15
mento. ideale la potenza ceduta dalla bobina secondaria P2 è uguale alla potenza
della corrente primaria, della tensione assorbita dalla bobina primaria P1: 10
secondaria e della corrente seconda-
ria con una determinata resistenza di (4) .
A P PA REC CHI NECE S S A RI
5
carico.
Insieme con (3) ne consegue:
Numero Apparecchio Cat. no 0
-
0 5 10
2 Bobina a bassa tensione D 1000985
 .
U10 / V
za e del rendimento. (5)
1 Nucleo del trasformatore D 1000976 Fig. 2: Tensione secondaria U2o in funzione della tensione primaria U1o con
1 Alimentatore CA/CC 1/ 2/ 3/ … 15 V, 10 A (230 V, 50/60 Hz) 1008691 o Nell’esperimento viene innanzitutto collegato un voltmetro al lato secon- funzionamento a vuoto (I2o = 0), N1 = 36, N2 = 72
Alimentatore CA/CC 1/ 2/ 3/ … 15 V, 10 A (115 V, 50/60 Hz) 1008690 dario e con funzionamento a vuoto (I2o = 0) vengono misurate la tensione
3 Multimetro digitale P3340 1002785 secondaria U2o in funzione della tensione primaria U1o per un rapporto fisso I1C / A

di numeri interi di avvolgimenti N1/N2 = 1/2 . Successivamente il lato secon-


1 Reostato a corsoio 10 Ω 1003064
dario viene cortocircuitato tramite un voltmetro (U2c = 0) e viene misurata 3
1 Commutatore bipolare 1018439
la corrente primaria I1c in funzione della corrente secondaria I2c per un
1 Set di 15 cavi di sicurezza per esperimenti, 75 cm 1002843 rapporto fisso di numeri interi di avvolgimenti N1/N2 = 1/2. Infine viene
2
collegata una resistenza di carico R = 2 Ω sul lato secondario e vengono
misurate la tensione primaria U1, la corrente primaria I1, la tensione secon-
daria U2 e la corrente secondaria I2 per una rapporto fisso di numeri interi 1

di avvolgimenti N1/N2 = 1/2 .


B A SI GE NE R A L I

2
0
0 1
I2C / A
Sono utilizzati in particolare per la trasmissione di potenza elettrica su lunghe distanze, per
Fig. 3: Corrente primaria I1c in funzione della corrente secondaria I2c con
possibili con corrispondenti correnti basse. cortocircuito (U2c = 0), N1 = 36, N2 = 72

128 3B Scientific® Experiments ...going one step further 129


ELE T TROLOGIA /
C I R C U I T I A C O R R E N T E C O N T I N U A E A LT E R N ATA

UE3050101 CARICA E SCARICA DI UN CONDENSATORE UE3050101

B A S I GE NE R A L I A N A L ISI
In un circuito a corrente continua, attraverso un condensatore passa La corrispondenza dei valori determinati dalle diverse sezioni della
corrente solo durante l’accensione o lo spegnimento. Tramite la corren- curva di carica e/o di scarica per il tempo di dimezzamento conferma
te, il condensatore viene caricato all’accensione, fino al raggiungimento l’andamento esponenziale previsto, vedere (1) e (2). La rappresentazione
della tensione applicata, e scaricato allo spegnimento, finché la tensio- dei tempi di dimezzamento determinati in funzione della resistenza e/o
ne non ha raggiunto lo zero. L’andamento della tensione del condensa- della capacità mostra che i valori misurati possono essere adattati a una
retta passante per l’origine, vedere (3).

Per un circuito a corrente continua con capacità C, resistenza R e tensione


continua U0 vale all’accensione
t⋅ln2
T1/2 / ms

T 1/2
(1) U(t ) = U 0 ⋅ (1 − e ) 1

e allo spegnimento
t⋅ln2

T 1/2
(2) U(t ) = U 0 ⋅ e .
con

F UN Z IONI SCOPO (3) T1/2 = ln2 ⋅ R ⋅ C

condensatore T1/2 è il tempo di dimezzamento; vale a dire entro il tempo T1/2 la tensione
condensatore durante la carica e la del condensatore si riduce della metà. Lo stesso tempo trascorre per la
scarica tramite accensione e spegni- diminuzione dalla metà ad un quarto e da un quarto ad un ottavo. Nell’e-
mento di una tensione continua. sperimento viene verificato questo comportamento. A tale scopo viene
0
0 1 2 3
registrato l’andamento temporale della tensione del condensatore con un R / kÙ

RI A S S UN T O oscilloscopio con memoria. Poiché la tensione continua U0 è fissata a 8 V, Fig. 2: Tempo di dimezzamento T1/2 in funzione della resistenza R
dimezzamento durante la carica e In un circuito a corrente continua attraverso un condensatore passa corrente solo durante l’accensione è possibile rilevare facilmente la metà, un quarto e un ottavo di questo
la scarica. o lo spegnimento. Tramite la corrente, il condensatore viene caricato all’accensione, fino al raggiun- valore. T1/2 / ms
gimento della tensione applicata, e scaricato allo spegnimento, finché la tensione non ha raggiunto
1

lo zero. L’andamento della tensione del condensatore può essere rappresentato come funzione espo-
di dimezzamento da capacità e nenziale, ovvero nel tempo di dimezzamento T1/2, la tensione del condensatore si riduce della metà.
resistenza. Lo stesso tempo trascorre per la diminuzione dalla metà ad un quarto e da un quarto ad un ottavo. Il
tempo di dimezzamento è proporzionale a capacità e resistenza.

A P PA REC CHI NECE S S A RI


Numero Apparecchio Cat. no 0
1 Scheda per componenti 1012902 0 1
C / ìF
2

1 Resistenza 470 Ω, 2 W, P2W19 1012914


Fig. 3: Tempo di dimezzamento T1/2 in funzione della capacità C
1 Resistenza 1 kΩ, 2 W, P2W19 1012916
1 Resistenza 2,2 kΩ, 2 W, P2W19 1012918 T1/2 / ms

3 Condensatore 1 µF, 100 V, P2W19 1012955


1

1 Generatore di funzione FG 100 (230 V, 50/60 Hz) 1009957 o


Generatore di funzione FG 100 (115 V, 50/60 Hz) 1009956
1 Oscilloscopio USB 2x50 MHz 1017264 Fig. 1: Tensione del condensatore registrata sull’oscilloscopio durante la
2 Cavo ad alta frequenza, connettore 4 mm / BNC 1002748 carica e la scarica
1 Set di 15 cavi per esperimenti, 75 cm, 1 mm² 1002840
1 Set di 10 connettori a nastro, P2W19 1012985

1 0
0 1 RC / ms

Fig. 4: Tempo di dimezzamento T1/2 in funzione del prodotto R*C

130 3B Scientific® Experiments ...going one step further 131


ELE T TROLOGIA /
C I R C U I T I A C O R R E N T E C O N T I N U A E A LT E R N ATA

UE3050105 CARICA E SCARICA DI UN CONDENSATORE UE3050105

B A S I GE NE R A L I A N A L ISI
In un circuito a corrente continua, attraverso un condensatore passa Con resistenza esterna nota Rext, la capacità esterna Cext viene calcolata
corrente solo durante l’accensione o lo spegnimento. Tramite la corren- in base a (4) dal tempo t5%:
te, il condensatore viene caricato all’accensione, fino al raggiungimento t
C ext = 5%
della tensione applicata, e scaricato allo spegnimento, finché la tensio- 3⋅Rext

ne non ha raggiunto lo zero.


La capacità esterna così determinata viene collegata in parallelo alla
Per un circuito a corrente continua con capacità C, resistenza R e tensione capacità interna ignota Cint ai fini del rilevamento in un confronto dei
continua U0 vale all’accensione tempi di carica e scarica.
t
Le tre resistenze interne ancora ignote Rint, i si ottengono infine dai

(1) U(t ) = U 0 ⋅(1 − e τ ) rispettivi tempi di carica e scarica:
t5%, i
Rint, i =
e allo spegnimento 3⋅Cint

t
con i = 1, 2, 3

(2) U(t ) = U 0 ⋅e τ .
con la costante di tempo

(3) τ = R ⋅C U/V
10
Per verificare tale correlazione, nell’esperimento vengono misurati i tempi
necessari al raggiungimento delle tensioni di confronto predefinite. Il cro-
nometro viene pertanto avviato con la fase di carica o scarica e successiva- 8
mente arrestato per mezzo di un comparatore non appena la tensione di
confronto risulta raggiunta. La misurazione di diverse tensioni di confronto
F UN Z IONI SCOPO
6
consente di analizzare punto per punto la curva di carica e scarica.
Interessante dal punto di vista pratico è anche il tempo
- 4
damento della tensione del conden- (4) t5% = −ln(5%)⋅R ⋅C ≈ 3 ⋅R ⋅C ,
2
misurazione dei tempi di carica. in cui la tensione del condensatore in fase di scarica raggiunge il 5% del
RI A S S UN T O valore di default U0 e in fase di carica raggiunge il 95% del valore finale U0.
- La curva di scarica di un condensatore viene analizzata punto per punto misurando i tempi di carica Tramite la misurazione di t5% è possibile monitorare ad es. i parametri R e C.
0

damento della tensione del conden- fino al raggiungimento delle tensioni di confronto predefinite. Allo stesso modo viene misurata anche
0 10 20 30 40 50 60 70

la curva di carica. Dai valori misurati si ricavano i dati delle resistenze e dei condensatori coinvolti.
t/s

misurazione dei tempi di scarica.


Fig. 1: Curva di carica di una coppia RC interna

resistenze interne attraverso la misu-


razione dei tempi di carica e scarica A P PA REC CHI NECE S S A RI U/V
- Numero Apparecchio Cat. n o

ni noti.
10
1 Apparecchio di carica e di scarica (230 V, 50/60 Hz) 1017781 o
Apparecchio di carica e di scarica (115 V, 50/60 Hz) 1017780 8
1 Condensatore 1000 µF, 16 V, P2W19 1017806
1 Resistenza 10 kΩ, 0,5 W, P2W19 1012922
6
Ulteriormente consigliato:
1 Multimetro digitale P1035 1002781
4

1
0
0 10 20 30 40 50 60 70
t/s

Fig. 2: Curva di scarica di una coppia RC interna

132 3B Scientific® Experiments ...going one step further 133


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UE3050111 RESISTENZA DI UN CONDENSATORE UE3050111


NEL CIRCUITO A CORRENTE ALTERNATA

B A S I GE NE R A L I A N A L ISI
Qualsiasi variazione della tensione su un condensatore provoca una Secondo l’equazione (4), la resistenza capacitiva XC è proporzionale al
corrente attraverso il condensatore. Se viene applicata tensione alter- reciproco della frequenza f e al reciproco della capacità C. Nei diagram-
mi corrispondenti, i valori di misurazione si trovano pertanto su una
retta passante per l’origine nei limiti della precisione di misura.
semplicità utilizzando corrente, tensione e impedenza come grandezze La corrente nel condensatore precede la tensione nel condensatore nella
complesse e osservandone le parti reali. fase di 90°, in quanto la corrente di carica (segno positivo) e la corrente
di scarica (segno negativo) sono al massimo quando la tensione raggiun-
Dall’equazione del condensatore segue direttamente ge il proprio passaggio attraverso lo zero.

dU
(1) I =C⋅
dt

I: Corrente, U: Tensione, C: Capacità

L’applicazione di una tensione


XC / Ù
(2) U = U0 ⋅exp(i ⋅2 π ⋅ f ⋅t )
500
provoca quindi la corrente

I = i ⋅ω ⋅C ⋅U0 ⋅exp(i ⋅2 π ⋅ f ⋅t )
400
(3)
ed è possibile assegnare alla capacità C la "resistenza complessa”, o reat-
F UN Z IONI SCOPO tanza
U 1
300
(4) XC = =
I i ⋅2π ⋅ f ⋅C

Solo la parte reale di queste grandezze è misurabile, quindi 200


capacità.
RI A S S UN T O (5a) U = U0 ⋅cosωt
Qualsiasi variazione della tensione su un condensatore provoca una corrente attraverso il condensato-
100
π
re. Se viene applicata tensione alternata, fluirà corrente alternata con uno spostamento di fase rispetto I = 2π ⋅ f ⋅C ⋅U0 cos ⎛⎜ ωt + ⎞⎟
⎝ 2⎠
alla tensione. Nell’esperimento, un generatore di funzione fornisce tensione alternata con frequenze (6a)
⎛ π⎞
= I0 cos ⎜ ωt + ⎟
0
fino a 3 kHz. Un oscilloscopio a due canali registra corrente e tensione, in modo da rilevare ampiezza ⎝ 2⎠ 0 2 4 6 8 10
e fase di entrambe le grandezze. La corrente attraverso il condensatore corrisponde alla caduta di ten-
U0 1
1/C / 1/µF
sione di una resistenza di misura il cui valore è trascurabile rispetto alla resistenza capacitiva. (7a) XC = =
I0 2π ⋅ f ⋅C
Fig. 2: Resistenza capacitiva XC come funzione del reciproco della capacità C
Nell’esperimento, un generatore di funzione fornisce tensione alternata con
frequenze fino a 3 kHz. Un oscilloscopio a due canali registra corrente e
tensione, in modo da rilevare ampiezza e fase di entrambe le grandezze. La
A P PA REC CHI NECE S S A RI corrente attraverso il condensatore corrisponde alla caduta di tensione di XC / Ù

Numero Apparecchio Cat. no una resistenza di misura il cui valore è trascurabile rispetto alla resistenza
capacitiva.
1 Scheda per componenti 1012902 800
1 Resistenza 1 Ω, 2 W, P2W19 1012903
1 Resistenza 10 Ω, 2 W, P2W19 1012904
600
3 Condensatore 1 µF, 100 V, P2W19 1012955
1 Condensatore 0,1 µF, 100 V, P2W19 1012953
1 Generatore di funzione FG 100 (230 V, 50/60 Hz) 1009957 o 400
Generatore di funzione FG 100 (115 V, 50/60 Hz) 1009956
1 Oscilloscopio USB 2x50 MHz 1017264
2 Cavo ad alta frequenza, connettore 4 mm / BNC 1002748
200

1 Set di 15 cavi per esperimenti, 75 cm, 1 mm² 1002840

2
0 1 2 3 4 5
1/f!!/ 1/kHz

Fig. 1: Condensatore nel circuito a corrente alternata: andamento di Fig. 3: Resistenza capacitiva XC come funzione del reciproco della
corrente e tensione frequenza f

134 3B Scientific® Experiments ...going one step further 135


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C I R C U I T I A C O R R E N T E C O N T I N U A E A LT E R N ATA

UE3050201 CARICA E SCARICA DI UNA BOBINA UE3050201

B A S I GE NE R A L I A N A L ISI
Il comportamento di una bobina in un circuito a corrente continua La corrispondenza dei valori determinati dalle diverse sezioni della
varia non appena la tensione continua viene inserita o disinserita. La curva di carica e/o di scarica per il tempo di dimezzamento conferma
variazione di corrente viene ritardata dall’autoinduzione nella bobina, l’andamento esponenziale previsto, vedere (1) e (2). La rappresentazione
finché non si raggiunge all’inserimento il valore massimo e al disinse- dei tempi di dimezzamento determinati in funzione della resistenza e/o
rimento il valore zero. L’andamento della corrente della bobina può dell’induttanza mostra che i valori misurati si adattano a una retta pas-
sante per l’origine, vedere (3).

Per un circuito a corrente continua con induttanza L, resistenza R e tensione


continua U0 vale all’accensione
t⋅ln2

T1/2 / ms
T 1/2
(1) I(t ) = I 0 ⋅ (1 − e ) 1

e allo spegnimento
t⋅ln2

T 1/2
(2) I(t ) = I 0 ⋅ e .
con

L
(3) T1/2 = ln2 ⋅
R
T1/2 è il tempo di dimezzamento; vale a dire nel tempo T1/2 la corrente della
bobina si riduce della metà. Lo stesso tempo trascorre per la diminuzione
dalla metà ad un quarto e da un quarto ad un ottavo. 0
Nell’esperimento viene verificato questo comportamento. A tale scopo viene 0 10 20 30 40 50

registrato l’andamento temporale della corrente della bobina con un oscil-


1/R / 1/kÙ

F UN Z IONI SCOPO loscopio con memoria. Viene misurata la corrente come caduta di tensione Fig. 2: Tempo di dimezzamento T1/2 come funzione del reciproco della
su una resistenza di misura collegata in serie RM. La corrente I0 è selezio- resistenza R
- una tensione continua nata in modo tale da rilevare facilmente la metà, un quarto e un ottavo di
na all’inserimento e al disinserimento questo valore. T1/2 / ms

di una tensione continua.


1

RI A S S UN T O
- Il comportamento di una bobina in un circuito a corrente continua varia non appena la tensione conti-
zamento all’inserimento e al disinseri- nua viene inserita o disinserita. La variazione di corrente viene ritardata dall’autoinduzione nella bobi-
mento di una tensione continua. na, finché non si raggiunge all’inserimento il valore massimo e al disinserimento il valore zero. L’anda-
mento della corrente della bobina può essere rappresentato come funzione esponenziale, ovvero nel
tempo di dimezzamento T1/2, la corrente della bobina si riduce della metà. Lo stesso tempo trascorre
dimezzamento da induttanza e resi- per la diminuzione dalla metà ad un quarto e da un quarto ad un ottavo. Il tempo di dimezzamento è
stenza. proporzionale a induttanza e resistenza.
0
0 10 20 30 40 50

A P PA REC CHI NECE S S A RI L / mH

Numero Apparecchio Cat. no Fig. 3: Tempo di dimezzamento T1/2 in funzione dell’induttanza L


1 Scheda per componenti 1012902
1 Resistenza 1 Ω, 2 W, P2W19 1012903
T1/2 / ms
1
1 Resistenza 10 Ω, 2 W, P2W19 1012904
1 Resistenza 22 Ω, 2 W, P2W19 1012907
1 Resistenza 47 Ω, 2 W, P2W19 1012908
1 Resistenza 150 Ω, 2 W, P2W19 1012911
Fig. 1: Corrente della bobina registrata sull’oscilloscopio durante la carica e
1 Set di 10 connettori a nastro, P2W19 1012985
la scarica
2 Bobina S con 1200 spire 1001002
1 Generatore di funzione FG 100 (230 V, 50/60 Hz) 1009957 o

1
Generatore di funzione FG 100 (115 V, 50/60 Hz) 1009956
1 Oscilloscopio USB 2x50 MHz 1017264 0
0 1
2 Cavo ad alta frequenza, connettore 4 mm / BNC 1002748 L/R / ms
1 Set di 15 cavi per esperimenti, 75 cm, 1 mm² 1002840 L
Fig. 4: Tempo di dimezzamento T1/2 in funzione di
R

136 3B Scientific® Experiments ...going one step further 137


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UE3050211 RESISTENZA DI UNA BOBINA UE3050211


NEL CIRCUITO A CORRENTE ALTERNATA

B A S I GE NE R A L I A N A L ISI
Qualsiasi variazione della corrente generata da una bobina induce una Secondo l’equazione (4), la resistenza induttiva XL è proporzionale alla
- frequenza f e all’induttanza L. Nei diagrammi corrispondenti, i valori
zione di corrente. Nei circuiti a corrente alternata, la tensione della misurati si trovano pertanto su una retta passante per l’origine nei limiti
- della precisione di misurazione.
La corrente generata dalla bobina ritarda la tensione dalla bobina nella
corrente, tensione e impedenza come grandezze complesse e osservan- fase di 90°, poiché ogni variazione di corrente induce una forza contro-
done le parti reali. elettromotrice.

La relazione corrente - tensione per una bobina è la seguente:

dI
(1) U = L⋅
dt
XL / Ù
I: Corrente, U: Tensione, L: Induttanza
Con una tensione
160

(2) U = U0 ⋅exp(i ⋅2 π ⋅ f ⋅t ) 140


la corrente è quindi data da
120
U0
(3) I= ⋅exp(i ⋅2 π ⋅ f ⋅t ) .
i ⋅2 π ⋅ f ⋅L
100

F UN Z IONI SCOPO È possibile pertanto assegnare all’induttanza L la “resistenza complessa”, o


80

reattanza 60

U
- (4) XL = = i ⋅2π ⋅ f ⋅L 40
I
duttanza. 20
Solo la parte reale di queste grandezze è misurabile, quindi
RI A S S UN T O (5a) U = U0 ⋅cosωt 0
Qualsiasi variazione della corrente causata da una bobina induce una tensione. In presenza di corren-
0 10 20 30 40 50
U0 π
te alternata, la tensione alternata viene indotta con uno spostamento di fase rispetto alla corrente. I= cos ⎛⎜ ωt − ⎞⎟
L / mH
2π ⋅ f ⋅L ⎝ 2⎠
Matematicamente, questa relazione è descrivibile con più semplicità utilizzando corrente, tensione e (6a) Fig. 3: Resistenza induttiva XL come funzione dell’induttanza L
π
impedenza come grandezze complesse e osservandone le parti reali. Nell’esperimento, un generatore = I0 cos ⎛⎜ ωt − ⎞⎟
⎝ 2⎠
di funzione fornisce tensione alternata con frequenze fino a 2 kHz. Un oscilloscopio a due canali regi-
U0
stra corrente e tensione, in modo da rilevare ampiezza e fase di entrambe le grandezze. La corrente (7a) XL = = 2π ⋅ f ⋅L
I0 XL / Ù
generata dalla bobina corrisponde alla caduta di tensione di una resistenza di misura il cui valore è 300
trascurabile rispetto alla resistenza induttiva. Nell’esperimento, un generatore di funzione fornisce tensione alternata
con frequenze fino a 2 kHz. Un oscilloscopio a due canali registra corrente
e tensione, in modo da rilevare ampiezza e fase di entrambe le grandezze.
La corrente generata dalla bobina corrisponde alla caduta di tensione di
200
una resistenza di misura il cui valore è trascurabile rispetto alla resistenza
A P PA REC CHI NECE S S A RI induttiva.

Numero Apparecchio Cat. no


1 Scheda per componenti 1012902 100
2 Bobina S con 1200 spire 1001002
1 Resistenza 10 Ω, 2 W, P2W19 1012904
1 Generatore di funzione FG 100 (230 V, 50/60 Hz) 1009957 o
0
Generatore di funzione FG 100 (115 V, 50/60 Hz) 1009956 0 500 1000 1500 2000
1 Oscilloscopio USB 2x50 MHz 1017264 f / Hz
2 Cavo ad alta frequenza, connettore 4 mm / BNC 1002748
Fig. 4: Resistenza induttiva XL come funzione della frequenza f
1 Set di 15 cavi per esperimenti, 75 cm, 1 mm² 1002840

2 Fig. 2: Bobina nel circuito a corrente alternata: andamento di corrente e


tensione

138 3B Scientific® Experiments ...going one step further 139


E L E T T R O L O G I A / C O R R E N T E C O N T I N U A E A LT E R N ATA

UE3050301 IMPEDENZA IN CORRENTE ALTERNATA UE3050301

La reattanza capacitiva di un condensatore con capacità C in un circuito a A N A L ISI


corrente alternata con frequenza f è U0
Il valore dell’impedenza totale Z0 = viene rappresentato in funzione
I0
1
della frequenza f e/o in funzione della reattanza capacitiva XC = .
1 2 π ⋅ f ⋅C
(1) XC = ,
i ⋅ω ⋅C Alle basse frequenze, il collegamento in serie acquisisce il valore della
reattanza capacitiva e il collegamento in parallelo quello della resisten-
con ω = 2 π ⋅ f
za ohmica. Lo spostamento di fase è compreso tra 0° e -90° ed è pari a
Pertanto, il collegamento in serie del condensatore con una resistenza
ohmica R ha l’impedenza totale -45° se la resistenza ohmica e capacitiva sono uguali.

1
(2) ZS = + R,
i ⋅ω ⋅C Z/!
10000
mentre al collegamento in parallelo è possibile assegnare l’impedenza totale

1
(3) ZP = .
1 1000
i ⋅ω ⋅C +
R
F UN Z IONI S C OP O Nella notazione comune
100

(4) Z = Z 0 ⋅exp(i ⋅ϕ)


risulta
1 10 100 1000 10000

1 + ( ω ⋅C ⋅R )
2
XC / !

(5) ZS = ⋅exp ( i ⋅ϕ S ) Fig. 3: Impedenza totale con collegamento in serie


ω ⋅C
1
RI A S S UN T O con tanϕ S = −
"
ω ⋅C ⋅R 90°
Nei circuiti a corrente alternata occorre considerare oltre alle resistenze ohmiche anche gli elementi e
capacitivi. La combinazione di entrambe può essere collegata in serie o in parallelo. Da ciò dipendono
R
le ampiezze e la fase di corrente e tensione. Nell’esperimento ciò viene analizzato con un oscilloscopio. (6) ZP = ⋅exp ( i ⋅ϕP ) 60°
1 + ( ω ⋅C ⋅R )
2

A tale scopo, un generatore di funzione fornisce tensioni alternate tra 50 e 2000 Hz.
. P = −ω ⋅C ⋅R
con tanϕ 30°

Nell’esperimento, un generatore di funzione crea tensioni alternate con fre-


quenze regolabili f tra 50 e 2000 Hz. La tensione U e la corrente I vengono

A P PA REC CHI NEC E S S A RI


1 10 100 1000 10000
rappresentate su un oscilloscopio; I corrisponde alla caduta di tensione su
XC / !

una resistenza dinamica piccola. Vengono quindi misurate le parti reali di Fig. 4: Spostamento di fase con collegamento in serie
Numero Apparecchio Cat. no
una tensione presente sulla rispettiva impedenza Z
1 Scheda per componenti 1012902
Z/!
1 Resistenza 1 Ω, 2 W, P2W19 1012903
(7) U = U0 ⋅exp(i ⋅ω ⋅t ) 1000

1 Resistenza 100 Ω, 2 W, P2W19 1012910 e della corrente generata


1 Condensatore 10 µF, 35 V, P2W19 1012957
U0
100

1 Condensatore 1 µF, 100 V, P2W19 1012955 (8) I= ⋅exp(i ⋅ ( ω ⋅t − ϕ )) .


Z0
1 Condensatore 0,1 µF, 100 V, P2W19 1012953 = I0 ⋅exp(i ⋅ ( ω ⋅t − ϕ )) 10
1 Generatore di funzione FG 100 (230 V, 50/60 Hz) 1009957 o
Sull’oscilloscopio vengono rilevate rispettivamente le ampiezze I0 e U0, non-
Generatore di funzione FG 100 (115 V, 50/60 Hz) 1009956 ché lo spostamento di fase ϕ. 1
1 Oscilloscopio USB 2x50 MHz 1017264 1 10 100 1000 10000
XC / !

2 Cavo ad alta frequenza, connettore 4 mm / BNC 1002748 Fig. 5: Impedenza totale con collegamento in parallelo
1 Set di 15 cavi per esperimenti, 75 cm, 1 mm² 1002840
"
90°
R

R C
60°
U(t) C U(t) U(t) U(t)

B A SI GE NE R A L I Rm I(t)·Rm

2
30°
Rm I(t)·Rm


10 100 1000 10000
Fig. 1: Disposizione di misurazione Fig. 2: Disposizione di misurazione
XC / !

per il collegamento in serie per il collegamento in parallelo Fig. 6: Spostamento di fase con collegamento in parallelo

140 3B Scientific® Experiments ...going one step further 141


E L E T T R O L O G I A / C O R R E N T E C O N T I N U A E A LT E R N ATA

UE3050311 IMPEDENZA IN CORRENTE ALTERNATA UE3050311

B A S I GE NE R A L I