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Rassegna Stampa Pontificia Accademia per la Vita

Wednesday, 10 February 2021


Rassegna Stampa Pontificia Accademia per la Vita
mercoledì, 10 febbraio 2021

Pontificia Accademia per la Vita

10/02/2021 academyforlife.va 6
Anziani e Covid-19 9 febbraio 2021
10/02/2021 academyforlife.va 8
Old age and covid-19
09/02/2021 Vatican News 10
Essere anziani è un dono di Dio
09/02/2021 Vatican News 13
Paglia: rivedere seriamente Rsa e sistema assistenziale degli anziani
09/02/2021 Vatican News 17
Pandemia, virus e varianti: l' arma più efficace è sempre il vaccino
10/02/2021 Avvenire Pagina 17 20
Coronavirus, la strage degli anziani Paglia: serve un nuovo modello di cura
09/02/2021 Ansa 22
Vaticano: serve svolta,assistere gli anziani nelle loro case
09/02/2021 famillechretienne.fr Agence I.Media 23
Covid : un haut responsable du Vatican dénonce un « massacre des personnes âgées
10/02/2021 La Croix Pagina 13 24
Les essentiels Religion
09/02/2021 cruxnow.com Inés San Martín 25
Vatican laments massacre of elderly' due to COVID
09/02/2021 ncronline.org 27
Academy: Pandemic shows need for new model of care for elderly
09/02/2021 romereports.com 28
Vatican asks for new ways of caring for the elderly
09/02/2021 vaticannews.va 29
Being elderly is a gift of God - Pontifical Academy for Life
09/02/2021 thetablet.org February 31
Vatican Laments 'Massacre of Elderly' Due to COVID
09/02/2021 National Catholic Reporter 33
Academy: Pandemic shows need for new model of care for elderly
09/02/2021 catholicworldreport.com CNA Daily News 35
Vatican: Institutionalization of elderly a mark of 'throwaway culture'
10/02/2021 Catholic News Agency (CNA) Washington D.C. 37
Raft of assisted suicide laws introduced in states
09/02/2021 Catholic News Agency (CNA) Vatican City 39
Vatican: Institutionalization of elderly a mark of 'throwaway culture'
09/02/2021 vidanuevadigital.com Darío Menor (Roma) 41
Paglia denuncia que la pandemia ha provocado una 'verdadera masacre de ancianos'
09/02/2021 noticiasaominuto.com 42
Vaticano apela a mudança no modelo de assistência aos idosos
09/02/2021 stacja7.pl Redakcja 44
Watykan: potrzeba zmiany mentalnoci i podejcia do opieki nad osobami starszymi
10/02/2021 ekai.pl Katolicka Agencja Informacyjna, KAI 46
Papieska Akademia ycia przedstawia dokument nt. staroci w warunkach po pandemii
10/02/2021 asianews.it AsiaNews.it 49
''
09/02/2021 domradio.de 50
Vatikan fordert anderen gesellschaftlichen Umgang mit Alter
09/02/2021 Il Sismografo 51
(Sala stampa della Santa Sede) Una lezione da da apprendere. È ora il tempo di"trovare il coraggio di aprire spazi dove tutti
possano sentirsi chiamati, e permettere nuove forme di ospitalità, di fraternità, di solidarietà"[1] Così Papa Francesco ...
09/02/2021 Il Sismografo Posted by Il sismografo 52
Il Sismografo: VaticanoConferenza Stampa di presentazione del Documento della Pontificia Accademia per la Vita: "La vecchiaia:
il nostro futuro. La condizione degli anziani dopo la pandemia"
09/02/2021 famigliacristiana.it Chiara Pelizzoni chiapelizzoni 53
«Accogliere gli anziani è seminare speranza e futuro»
09/02/2021 ACI Stampa 58
Anziani e pandemia, dal Giappone un progetto per far rivivere il dialogo tra generazioni
10/02/2021 L'Osservatore Romano Pagina 12 60
La presentazione
10/02/2021 L'Osservatore Romano Pagina 1 61
La vecchiaia: il nostro futuro
09/02/2021 osservatoreromano.va 62
La vecchiaia: il nostro futuro
10/02/2021 L'Osservatore Romano Pagina 12 63
Sguardo sul Giappone
09/02/2021 osservatoreromano.va 64
Misura della civiltà di un' epoca
10/02/2021 curaspirituale.it 66
Spiritualità e cura
10/02/2021 La Sicilia Pagina 12 68
«Gli anziani vanno assistiti in un contesto familiare»
10/02/2021 Il Resto del Carlino Pagina 2 69
Anziani a casa? Non è un Paese per vecchi
10/02/2021 La Nazione Pagina 2 70
Anziani a casa? Non è un Paese per vecchi
10/02/2021 Il Giorno Pagina 2 71
Anziani a casa? Non è un Paese per vecchi
09/02/2021 Agensir (M.N.) 72
Anziani: "creare le condizioni migliori affinché restino in famiglia". "Assistenza domiciliare integrata con le cure mediche"
09/02/2021 Agensir (M.N.) 73
Anziani: Akiba, "in Giappone gli anziani over 60 sono il 98% di tutti i decessi per Covid"
09/02/2021 Agensir (M.N.) 74
Anziani: mons. Paglia (Pav), "con il Covid strage di anziani, la metà dei quali morti negli istituti"

09/02/2021 Agensir (M.N.) 75


Anziani: mons. Paglia (Pav), "rimasto sorpreso dalla nomina a presidente della Commissione per la riorganizzazione dell'
assistenza agli anziani"
09/02/2021 Agensir (M.N.) 76
Anziani: Pav, "impressionante il numero di morti tra gli over 65". Serve "nuovo paradigma di cura"
09/02/2021 Agensir (M.N.) 77
Anziani: Pav, "rendere le città abitabili anche per loro"
09/02/2021 Agensir (M.N.) 78
Anziani: Pav, servono "nuovi modelli di cura", come il co-housing. "Intelligenza artificiale" può aiutarli a restare nelle loro case
09/02/2021 Msn 79
Assistenza agli anziani, continuità tra famiglia e case di riposo
09/02/2021 Umbria Journal 81
Basta anziani crudelmente scartati, basta forma di eutanasia nascosta
10/02/2021 L'Eco di Bergamo Pagina 1 alberto bobbio 83
giovani e anziani tra squilibri e fragilità
10/02/2021 Brescia Oggi Pagina 4 84
Il Vaticano chiede un ripensamento nel modello di assistenza agli anziani, attraverso il superamento
10/02/2021 L'Arena Pagina 6 85
Il Vaticano chiede un ripensamento nel modello di assistenza agli anziani, attraverso il superamento
10/02/2021 La Provincia di Lecco Pagina 1 alberto bobbio 86
Il vaticano: poniamo fine alla strage di anziani
09/02/2021 ACI Stampa 88
La PAV: "Togliere il diritto alla vita di chi è fragile significa rubare la speranza"
10/02/2021 L'Eco di Bergamo Pagina 6 91
Mons. Paglia: «Ripensare il sistema di cura e assistenza per gli anziani»
09/02/2021 Umbria Journal 93
Paglia, sorpresa mia nomina in Commissione riforma assistenza sanitaria
09/02/2021 vita.it 97
Più domicilio e continuum delle cure: ripensare le case di riposo

10/02/2021 La Provincia di Sondrio Pagina 9 alberto bobbio 100


poniamo fine alla strage di anziani
10/02/2021 La Gazzetta del Mezzogiorno (ed. Capitanata) Pagina 22 102
Sparò a due fratelli il pm chiede 10 anni
09/02/2021 Umbria Journal 103
Strage di anziani per Coronavirus, dati brutali, tanti in Rsa e istituti
09/02/2021 World Magazine valter.sciampi@gmail.com 105
Vaticano: assistere l' anziano in modo che possa ancora
09/02/2021 larena.it Società Editrice Athesis S.p.A. 108
Vaticano: serve svolta,assistere gli anziani nelle loro case
09/02/2021 lagazzettadelmezzogiorno.it 109
Vaticano: serve svolta,assistere gli anziani nelle loro case
09/02/2021 corrieredicomo.it 110
Vaticano: serve svolta,assistere gli anziani nelle loro case

Artificial Intelligence

09/02/2021 Los Angeles Times Pagina 2 By Alice Su Ziyu Yang of The Times' Beijing bureau contributed to this report. 111
Why takeout driver set himself on fire

Geopolitics

09/02/2021 Abc Espana Saturio Ramos 115


Cambio climático y Covid Crisis climática y Covid-19, fenómenos convergentes
10/02/2021 Les Echos Pagina 6 118
La difficile stratégie de séduction de Pékin à l' est de l' Europe

Religion

10/02/2021 Corriere della Sera Pagina 39 ANDREA RICCARDI 120


Tornare umani nel mondo cambiato Le parole per capire il domani
10/02/2021 La Repubblica Pagina 28 DI ALBERTO MELLONI 123
Il priore mandato in esilio
09/02/2021 Agensir 125
Germany: Bishops' Assembly. Church' s state of health, assisted suicide, ecumenism, abuse and synodal journey on the agenda
09/02/2021 National Catholic Reporter 126
Proposed class-action suit in Vancouver alleges Christian Brothers abuse

Health

10/02/2021 Corriere della Sera Pagina 13 ANTONELLA BACCARO 128


«Non serve il richiamo e funziona sulle varianti Nel nostro Paese attese 27 milioni di dosi»
10/02/2021 Corriere della Sera Pagina 15 diMilena Gabanelli e Simona Ravizza 131
Rischio terza ondata: i dati per prevenirla
09/02/2021 All Africa 134
Africa: Covid-19 Deaths Exceed 95,000 Across Continent
09/02/2021 The Next Web Thomas Macaulay 135
Algorithm estimates COVID-19 infections in the US are three times higher than reported
09/02/2021 Reuters Beatrix Lockwood 136
Are two masks better than one?
09/02/2021 Daily Mail Chris Jewers 137
Facebook Covid 'misinformation' crackdown sparks freedom of speech fears
09/02/2021 The Guardian Patrick Wintour 140
Muslim families complain to UN over Sri Lankan Covid cremations
10/02/2021 Daily Mail Pagina 18 By Xantha Leatham Health and Science Reporter 142
New mutant classified as 'a variant of concern'
09/02/2021 Scientific American Peter Sands,Achim Steiner 144
Vaccines Aren' t the Only Thing We Need to Safely Reopen

Ecology

10/02/2021 The New York Times International Edition Pagina 1 146


ANIMAL PLANET
09/02/2021 EurekAlert 154
Ecological interactions as a driver of evolution
10/02/2021 The New York Times International Edition Pagina 11 156
Tracking all animals, everywhere
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Wednesday 10 February 2021

academyforlife.va
Pontificia Accademia per la Vita

Anziani e Covid-19 9 febbraio 2021

Il 9 febbraio 2021, la Pontificia Accademia per la Vita, d'intesa con il


Dicastero per lo Sviluppo Umano Integrale, pubblica il documento La
vecchiaia: il nostro futuro. La condizione degli anziani dopo la pandemia . Da
quando la pandemia ha avvolto il mondo, le persone anziane sono state le
più colpite a livello internazionale. Se, da un lato, ciò è dovuto alla fragilità
insita nella vecchiaia e nelle patologie che la accompagnano, dall'altro il
numero elevato di vittime non può non suscitare la questione del
ripensamento dell'intero modello di assistenza, che pare vada corretto al di là
dei confini dei singoli stati. Il nuovo documento che la Pontificia Accademia
presenta, d'intesa con il Dicastero per lo Sviluppo Umano Integrale, intende
sottolineare l'urgenza di una profonda riflessione che conduca ad un
ripensamento del modello di assistenza agli anziani, affinché si ponga al
centro dell'attenzione delle politiche sanitarie e sociali la singola persona e la
sua situazione. Si parte dal desiderio di ogni uomo e ogni donna di vivere
l'ultima stagione della vita accompagnati e sostenuti dai propri familiari e
inseriti in un habitat idoneo a vivere i giorni di una serena vecchiaia. Il testo
dell'Accademia propone il concetto del continuum assistenziale in cui la singola persona possa essere presa in
carico da un sistema assistenziale in cui la famiglia sia sostenuta da nuovi e innovativi modelli integrati di cura:
assistenza domiciliare, ' assisted living ', personale sanitario 'di quartiere', nuovi modelli di case-famiglia e di
convivenze, servizi erogati a casa per favorire il permanere presso la propria abitazione. Le attuali strutture che
ospitano gli anziani hanno certamente costituito una proposta di accoglienza per rispondere ad una domanda e ad
una vera necessità e tante istituzioni guidate da religiosi, all'interno del mondo della Chiesa, sono state un vero
sostegno, per molti, nel tempo della debolezza. Ma oggi dobbiamo avviare un dibattito franco e serio sull'efficacia e
sulla fattibilità di nuovi modelli di accoglienza. Con questo documento La Pontificia Accademia per la Vita riprende
la riflessione già avviata con la Nota del 30 marzo 2020 ( Pandemia e Fraternità Universale ) , proseguita con la Nota
del 22 luglio 2020 ( L'Humana Communitas nell'era della Pandemia. Riflessioni inattuali sulla rinascita della vita ) e
con il documento congiunto con il Dicastero per lo Sviluppo Umano Integrale ( Vaccino per tutti. 20 punti per un
mondo più giusto e sano ) del 28 dicembre 2020. L'intenzione è di proporre la via della Chiesa, maestra di umanità,
ad un mondo cambiato dal Covid19, a donne e uomini alla ricerca di un significato e di una speranza per la loro vita.
Una rinnovata attenzione, a cui Papa Francesco chiama tutti, nei confronti degli anziani e del loro rapporto con i
nipoti e le nuove generazioni, dovrà condurre ad un ripensamento della cura di ogni uomo e di ogni donna che riceve
la grazia della benedizione di una lunga vita. Non è bene staccare i bambini e i giovani dal contatto continuo con i
loro genitori

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[ § 2 9 6 5 5 0 7 5 § ]

Wednesday 10 February 2021

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Pontificia Accademia per la Vita

e i loro nonni. Una società che produce la 'cultura dello scarto' ha bisogno della profezia della Chiesa che, nella
sua sapienza, indica la strada della comunione e della prossimità delle generazioni che si susseguono, perché
nessuno resti solo e sia abbandonato e perché chi è giovane impari che la fragilità è un talento e una ricchezza.

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[ § 2 9 6 5 5 0 7 6 § ]

Wednesday 10 February 2021

academyforlife.va
Pontificia Accademia per la Vita

Old age and covid-19

Vatican City, February 9.- On February 9, 2021, the Pontifical Academy for
Life, together with the Dicastery for Integral Human Development, publishes
the document Old age: our future. The elderly after the pandemic . Since the
pandemic has engulfed the world, older people have been the hardest hit
internationally. If, on the one hand, this is due to the inherent frailty of old age
and the pathologies that accompany it, on the other hand the high number of
victims cannot fail to raise the question of rethinking the entire assistance
model, which needs to be corrected beyond the borders of individual states.
The new document that the Pontifical Academy presents, in agreement with
the Dicastery for Integral Human Development, is meant to underline the
urgency of a profound reflection that leads to a rethinking of the assistance
model for the elderly, so that the individual and his or her situation become
the main focus of health and social policies. The starting point of this model
is the desire of every man and woman to enjoy the last season of life
accompanied and supported by their families, in a habitat suitable for living
the days of old age peacefully. The Academy's text proposes the concept of
the healthcare 'continuum' in which the individual person can be taken care of by a care system where the family is
supported by new and innovative integrated models of care: home assistance , "neighborhood" health personnel,
new models of family homes and cohabitation, services provided at home to encourage people to stay in their own
homes. The current facilities that host the elderly have certainly constituted a reception proposal to meet a demand
and a real need. Many religious-led institutions within the Church have been a real support for many in the time of
weakness. But today we must start a frank and serious debate on the effectiveness and feasibility of new reception
models. With this document, the Pontifical Academy for Life takes up the reflection already started with the Note of
March 30, 2020 ( Pandemic and Universal Brotherhood ) , continued with the Note of July 22, 2020 ( Humana
Communitas in the Age of Pandemic: Untimely Meditations on Life's Rebirth ) and with the joint paper of December
28, 2020 in collaboration with the Dicastery for Integral Human Development ( Vaccine for all. 20 points for a more
just and healthy world ) . Its intention is to propose the way of the Church, teacher of humanity, to a world changed
by Covid19, to women and men in search of meaning and hope for their lives. A renewed attention towards the
elderly and their relationship with grandchildren and new generations, to which Pope Francis calls everyone, must
lead to a rethinking of the care of every man and woman who receives the gift of the blessing of a long life . It is not
good to detach children and young people from constant contact with their parents and grandparents. As Pope
Francis said on Sunday 31 January, announcing the institution of the World Grandparents and Elders Day,
"grandparents are often forgotten

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[ § 2 9 6 5 5 0 7 6 § ]

Wednesday 10 February 2021

academyforlife.va
Pontificia Accademia per la Vita

and we forget this wealth of preserving the roots and transmitting them". And he added: 'it is important that
grandparents meet their grandchildren and that grandchildren meet their grandparents, because - as the prophet Joel
says - grandparents will dream in front of their grandchildren, they will have illusions [great wishes], and young
people, gaining strength from their grandparents, will go on, they will prophesy'. A society that produces the
"throwaway culture" needs the prophecy of the Church which, in its wisdom, points to the path of communion and
closeness with successive generations , so that no one remains alone or is abandoned and so that those who are
young learn that frailty is a talent and a wealth. (Original text: Italian; translation by Leonardo Stefanucci, revised by
Fabrizio Mastrofini)

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[ § 2 9 6 5 5 0 1 5 § ]

Tuesday 09 February 2021

Vatican News
Pontificia Accademia per la Vita

Essere anziani è un dono di Dio

Presentato oggi il documento della Pontifica Accademia per la Vita sulla


condizione della 'terza età' dopo la pandemia Davide Dionisi - Città del
Vaticano La vecchiaia: il nostro futuro. La condizione degli anziani dopo la
pandemia. E' questo il titolo del documento pubblicato oggi con cui la
Pontificia Accademia per la Vita, d' intesa con il Dicastero per lo Sviluppo
Umano Integrale, propone una riflessione sugli insegnamenti da trarre dalla
tragedia causata dalla diffusione del Covid-19, sulle sue conseguenze per l'
oggi e per il prossimo futuro delle nostre società. Ripensare il modello di
sviluppo Insegnamenti che hanno fatto emergere una duplice
consapevolezza: 'Da una parte l' interdipendenza tra tutti e dall' altra la
presenza di forti disuguaglianze. Siamo tutti in balìa della stessa tempesta,
ma in un certo senso, si può anche dire che stiamo remando su barche
diverse: le più fragili affondano ogni giorno. È indispensabile ripensare il
modello di sviluppo dell' intero pianeta' si legge nello scritto che riprende la
riflessione già avviata con la Nota del 30 marzo 2020 ( Pandemia e Fraternità
Universale ), proseguita con la Nota del 22 luglio 2020 (L' Humana
Communitas nell' era della Pandemia. Riflessioni inattuali sulla rinascita della vita ) e con il documento congiunto
con il Dicastero per lo Sviluppo Umano Integrale ( Vaccino per tutti. 20 punti per un mondo più giusto e sano ) del 28
dicembre 2020. L' intenzione è di 'proporre la via della Chiesa, maestra di umanità, ad un mondo cambiato dal Covid-
19, a donne e uomini alla ricerca di un significato e di una speranza per la loro vita'. Il Covid-19 e gli anziani Durante la
prima ondata della pandemia una parte considerevole dei decessi da Covid-19 si è verificato nelle istituzioni per
anziani, luoghi che avrebbero dovuto proteggere la 'parte più fragile della società' e dove invece la morte ha colpito
sproporzionatamente di più rispetto alla casa e all' ambiente familiare. "Quanto è accaduto durante il Covid-19
impedisce di liquidare la questione con la ricerca di capri espiatori, di singoli colpevoli e, di contro, che si alzi un coro
in difesa degli ottimi risultati di chi ha evitato il contagio nelle case di cura. Abbiamo bisogno di una nuova visione, di
un nuovo paradigma che permetta alla società di prendersi cura degli anziani". Nel 2050 due miliardi di
ultrasessantenni Il documento della PAV evidenzia che 'Sotto il profilo statistico-sociologico, uomini e donne hanno
in generale oggi una più lunga speranza di vita. Questa grande trasformazione demografica rappresenta, infatti, una
sfida culturale, antropologica ed economica'. Secondo i dati dell' Organizzazione Mondiale della Sanità, nel 2050 nel
mondo ci saranno due miliardi di ultrasessantenni: dunque, una persona su cinque sarà anziana. 'È pertanto
essenziale rendere le nostre città luoghi inclusivi e accoglienti per gli anziani e, in generale, per tutte le forme di
fragilità' Essere anziani è un dono di Dio Nella nostra società prevale spesso l' idea della

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[ § 2 9 6 5 5 0 1 5 § ]

Tuesday 09 February 2021

Vatican News
Pontificia Accademia per la Vita

vecchiaia come di un' età infelice, intesa sempre e solo come l' età dell' assistenza, del bisogno e delle spese per
le cure mediche. 'Essere anziani è un dono di Dio e un' enorme risorsa, una conquista da salvaguardare con cura'
prosegue 'anche quando la malattia si fa invalidante ed emergono necessità di assistenza integrata e di elevata
qualità. Ed è innegabile che la pandemia abbia rinforzato in noi tutti la consapevolezza che la ricchezza degli anni è
un tesoro da valorizzare e proteggere'. Abbiamo visto quello che è successo agli anziani in alcuni luoghi del mondo
a causa del coronavirus. Non dovevano morire così. Ma in realtà qualcosa di simile era già accaduto a motivo delle
ondate di calore e in altre circostanze: crudelmente scartati. Non ci rendiamo conto che isolare le persone anziane e
abbandonarle a carico di altri senza un adeguato e premuroso accompagnamento della famiglia, mutila e
impoverisce la famiglia stessa. Inoltre, finisce per privare i giovani del necessario contatto con le loro radici e con
una saggezza che la gioventù da sola non può raggiungere. (Papa Francesco, Fratelli tutti) Un nuovo modello per le
fasce più deboli Quanto all' assistenza, la Pav indica un nuovo modello soprattutto per i più fragili ispirato soprattutto
alla persona 'L' implementazione di tale principio implica un articolato intervento a diversi livelli, che realizzi un
continuum assistenziale tra la propria casa e alcuni servizi esterni, senza cesure traumatiche, non adatte alla fragilità
dell' invecchiamento' specifica il documento, osservando che 'le case di riposo dovrebbero riqualificarsi in un
continuum socio-sanitario, ossia offrire alcuni loro servizi direttamente nei domicili degli anziani: ospedalizzazione a
domicilio, presa in carico della singola persona con risposte assistenziali modulate sui bisogni personali a bassa o
ad alta intensità, dove l' assistenza sociosanitaria integrata e la domiciliarità rimangano il perno di un nuovo e
moderno paradigma'. Viene auspicato in sostanza di reinventare una rete di solidarietà più ampia 'non
necessariamente ed esclusivamente fondata su vincoli di sangue, ma articolata secondo le appartenenze, le
amicizie, il comune sentire, la reciproca generosità nel rispondere ai bisogni degli altri'. L' incontro tra generazioni
Quanto al confronto con i giovani, il documento evoca un 'incontro' che possa portare nel tessuto sociale 'quella
nuova linfa di umanesimo che renderebbe più solidale la società. Più volte Papa Francesco ha esortato i giovani a
stare accanto ai nonni' prosegue, aggiungendo che 'L' uomo che invecchia non si avvicina alla fine, ma al mistero
dell' eternità; per comprenderlo ha bisogno di avvicinarsi a Dio e di vivere nella relazione con Lui. Prendersi cura della
spiritualità degli anziani, del loro bisogno di intimità con Cristo e di condivisione della fede è un compito di carità
nella Chiesa'. Il documento chiarisce che 'È solo grazie agli anziani che i giovani possono ritrovare le proprie radici
ed è solo grazie ai giovani che gli anziani recuperano la capacità di sognare'. La fragilità come magistero Preziosa è
anche la testimonianza che gli anziani possono dare con la loro fragilità. 'Essa può essere letta come un magistero ,
un insegnamento di vita' rileva la riflessione, chiarendo che 'La vecchiaia va compresa anche in questo orizzonte
spirituale: è l' età propizia dell' abbandono a Dio. Mentre il corpo si indebolisce, la vitalità psichica, la memoria e la
mente diminuiscono, appare sempre più evidente la dipendenza della persona umana da Dio'. La svolta culturale
Infine un

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Tuesday 09 February 2021

Vatican News
Pontificia Accademia per la Vita

appello: 'L' intera società civile, la Chiesa e le diverse tradizioni religiose, il mondo della cultura, della scuola, del
volontariato, dello spettacolo, dell' economia e delle comunicazioni sociali debbono sentire la responsabilità di
suggerire e sostenere nuove e incisive misure' si legge 'perché sia reso possibile agli anziani di essere accompagnati
e assistiti in contesti familiari, nella loro casa e comunque in ambienti domiciliari che assomiglino più alla casa che
all' ospedale. Si tratta di una svolta culturale da mettere in atto'.

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Tuesday 09 February 2021

Vatican News
Pontificia Accademia per la Vita

Paglia: rivedere seriamente Rsa e sistema assistenziale degli anziani

Nella conferenza stampa di presentazione della Nota della Pontificia


Accademia per la Vita sulla vecchiaia, nostro futuro, l' invito a cogliere, nel
disastro della pandemia, l' opportunità di rinsaldare i vincoli tra generazioni,
considerando che gli anziani hanno dato un tributo di vite enorme nell' ultimo
anno. L' auspicio che le indicazioni del Documento siano ascoltate anche dai
governi e l' annuncio di altre due Note della PAV, su bambini e disabili
Antonella Palermo - Città del Vaticano Dopo la proiezione di un video
realizzato con immagini di culture diverse dove la vecchiaia può essere
vissuta con slancio, ascolto reciproco e prossimità, monsignor Vincenzo
Paglia , Presidente della Pontificia Accademia per la Vita, ha aperto la
conferenza stampa ringraziando Papa Francesco per l' istituzione della '
Giornata mondiale dei nonni e degli anziani ', che si terrà ogni anno il 25
luglio: un invito ai credenti perché cresca in loro e attorno a loro una nuova
sensibilità verso i nonni e gli anziani. Ricorda contributi di altri pontefici su
questo tema: la Lettera agli Anziani di San Giovanni Paolo II, alcuni preziosi
interventi di Benedetto XVI. Sottolinea quanto già espresso in più di una
occasione da Francesco a rinsaldare i legami intergenerazionali, perché anche la trasmissione della cultura e della
fede "sia fluida e viva". Paglia: cresce il numero di anziani ma non la prossimità verso di loro L' Accademia per la Vita
pone in risalto "l' urgenza di una nuova attenzione alle persone anziane", considerato anche il progressivo
invecchiamento della popolazione in molte società. Paglia sottolinea che a questo trend non si è accompagnata la
prossimità verso di loro e - precisa - ancor meno "una comprensione adeguata alla grande rivoluzione demografica
di questi ultimi decenni". La pandemia, secondo monsignor Paglia, non ha fatto che acuire "l' incapacità della società
contemporanea di prendersi cura in maniera adeguata dei propri anziani", accentuando la cultura dello scarto" che
tanto preoccupa il Santo Padre. Strage pandemica: oltre 2mln e 300mila vittime, metà in Rsa Per voce di monsignor
Paglia, viene richiamata l' attenzione su alcuni dati, definiti brutali, legati alla pandemia, che ha falcidiato la
popolazione anziana in tutti i continenti. Più di due milioni e trecentomila anziani sono morti per il Covid-19, la
maggioranza dei quali ultrasettantacinquenni. "E la maggioranza - scandisce - è deceduta negli istituti che li
accoglievano. In Italia la metà degli anziani vittime da coronavirus è stata registrata proprio in queste strutture e
nelle Rsa, mentre solo un 24 per cento del totale dei decessi riguarda gli anziani che vivevano a casa. "Insomma, il
50% delle morti è avvenuto tra i circa 300.000 ospiti di case di riposo ed RSA mentre solo il 24% ha colpito i 7 milioni
di anziani over 75 che vivono a casa", spiega Paglia. "La propria dimora, a parità di condizioni, ha protetto molto di
più". Cita una

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Tuesday 09 February 2021

Vatican News
Pontificia Accademia per la Vita

ricerca dell' Università di Tel Aviv sui paesi europei che ha evidenziato la relazione proporzionale diretta tra numero
di posti letto nelle RSA e numero dei morti anziani: "In ogni Paese rimane sempre identica la proporzione: al crescere
dei posti letto risulta aumentato anche il numero delle vittime nella popolazione anziana". Ripensare il sistema delle
Rsa e l' assistenza verso gli anziani Ricercare capri espiatori di tali situazioni non è opportuno, suggerisce monsignor
Paglia, il quale invita tuttavia a non restare in silenzio: sarebbe un silenzio "colpevole e sospetto". Da qui l' appello
urgente a "ripensare globalmente la prossimità della società verso gli anziani. Nel sistema di cura e assistenza degli
anziani molto è da rivedere. L' istituzionalizzazione degli anziani nelle case di riposo, in ogni paese, non ha garantito
necessariamente migliori condizioni di assistenza, tanto meno per chi tra loro è più debole". Si rivolge a tutti,
mostrando la terza Nota prodotta sulla pandemia, dall' Accademia. L' impegno della Chiesa: la fragilità non è
maledizione "Non possiamo non impegnarci per una profonda visione che guidi la cura della terza e della quarta età",
afferma il presule rivolgendosi al popolo ecclesiale, ricordando che "la civiltà di un' epoca si misura a partire da
come trattiamo chi è più debole e fragile. La morte e la sofferenza dei più vecchi non possono non rappresentare
una chiamata a fare meglio, a fare diversamente, a fare di più". E rincara la dose quando parla della debolezza che -
afferma - "non è una maledizione, ma una via per incontrare Dio nel volto di Gesù Cristo". Ripete che la fragilità può
diventare forza evangelizzatrice e che la Chiesa dovrà sempre più reinterpretare la propria vocazione ad essere un
modello e un faro per tante famiglie e per l' intera società "perché chi invecchia sia sostenuto e aiutato nel rimanere
a casa propria e comunque a non abbandonarlo mai". Gli anziani, anche se non possono più parlare, sono Magistero,
dice monsignor Paglia che conclude con la lettura di una poesia "La vecchiaia" di Edith Bruck, che si è tenuta in casa
il marito malato di Alzheimer fino alla fine, e lei lo ricorda come il periodo più bello della sua vita. Gli anziani: memoria
e speranza. Il rischio di considerarli improduttivi Monsignor Bruno-Marie Duffè , Segretario del Dicastero per il
Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, ricorda l' Esortazione Apostolica Christus vivit , in cui il Santo Padre rievoca
la testimonianza di un giovane uditore del Sinodo dei giovani, dalle Isole Samoa, che parla della Chiesa come di una
"canoa, in cui gli anziani aiutano a mantenere la rotta interpretando la posizione delle stelle e i giovani remano con
forza immaginando ciò che li attende più in là". "Se perdiamo i consigli degli anziani, rischiamo di perdere la memoria
- spiega Duffè - e, perdendo la memoria, perdiamo anche la speranza". Duffè mette in luce un paradosso: gli anziani
sono sempre un passo avanti, e , citando Sant' Agostino, ricorda il prezioso aiuto che ci proviene dagli anziani, che
possono consigliarci e i più giovani possono incoraggiarci. Mette in guardia dalla "cultura tecnicista, che pone al
centro del pensiero e della vita l' efficacia immediata", e che ci porta spesso ad abbandonare gli anziani, a
considerarli meno «produttivi», «persone ormai al capolinea». Il rischio è l' individualismo che anche nella Enciclica
Fratelli tutti il Papa mostra come pericolo sempre in agguato. Cosa impariamo dalla pandemia: il vincolo tra
generazioni Il

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Tuesday 09 February 2021

Vatican News
Pontificia Accademia per la Vita

necessario distanziamento imposto dalla pandemia che ha impedito a bambini e giovani di incontrare gli anziani, a
volte ha generato veri e propri disturbi psichici in alcuni ragazzi, ricorda Duffè. Da qui, la sottolineatura che l'
emergenza sanitaria ha portato alla luce una componente importante della relazione sociale: il dialogo
integenerazionale, fatto di sogno e tenerezza: "Se gli anziani continuano a sognare, i più giovani possono continuare
a inventare". E' il vincolo dell' ascolto e della cura tra generazioni, il grande tesoro, la grande opportunità che si può
cogliere dalla tragedia della pandemia che ha sconvolto il mondo. Duffè conclude che in questo tesoro della
memoria c' è davvero la fede, ricevuta e offerta: quel gusto della vita eterna che è già iniziata. Giappone, il Paese più
anziano e la discriminazione dei malati infettivi In collegamento da uno dei Paesi dove il tasso di natalità diminuisce
vertiginosamente, è intervenuta la Prof.ssa Etsuo Akiba , docente all' Università di Toyama, Accademico Ordinario
della Pontificia Accademia per la Vita. In Giappone, gli anziani di 60 anni e oltre rappresentano il 98% di tutti i decessi
per coronavirus, ricorda, spiegando che "a Tokyo il numero delle morti fuori dagli ospedali sta aumentando
drasticamente". Etsuo Akiba lamenta che i media giapponesi non riportano la reale condizione della morte degli
anziani, le loro vicende particolari, dove e come sono morti. "Il dolore dei nipoti e dei familiari che hanno perso una
persona amata, non è condiviso dal grande pubblico. Sullo sfondo dell' indifferenza dell' opinione pubblica verso la
morte degli anziani, c' è una grave discriminazione nei confronti dei malati di malattie infettive e anche il divario tra
generazioni, causato dall' emergere della visione mononucleare della famiglia dal secondo dopoguerra. Alla base c'
è un' idea di autodeterminazione che deriva da una forte visione individualista". Una società competitiva: suicidi tra i
giovani, agnosia tra gli anziani La professoressa si concentra sull' educazione in Giappone, dove "gli studenti devono
impegnarsi in una forte competizione all' interno di un circolo chiuso". Parla della diffusione del bullismo in classe
che è molto diffuso. Quanti non reggono spesso vanno in isolamento, a volte per lunghi anni e, nel peggiore dei casi,
si suicidano". Aumentano i suicidi da parte delle studentesse. Per quanto riguarda la generazione più anziana, la
tendenza è trasferirsi in periferia, da soli. "La più grande paura degli anziani è l' agnosia, l' incapacità di riconoscere
oggetti e volti familiari. La tendenza è quella di redigere una "Ending Note" , rifiutando le cure terminali prima di
perdere la capacità di autodeterminazione. Entrambe le generazioni non dialogano tra loro. Progetti di mutuo
soccorso La cultura religiosa tradizionale giapponese si sta impegnando per creare una comunità regionale di
mutuo soccorso. Cita il "Compact City Project" un progetto di collegamento intergenerazionale in collaborazione
con l' università e l' industria del giardinaggio paesaggistico. Anche il "Toyama Day Care System" , introdotto da un'
infermiera in pensione 30 anni fa, è cresciuto fino a diventare un progetto nazionale. Persone anziane e bambini
portatori di handicap vivono insieme nella tradizionale grande casa giapponese progettata per ospitare le tre
generazioni, con il sostegno degli stessi appartenenti alla famiglia e aiutati da personale di supporto. È stato
possibile segnalare il caso straordinario di come la condizione dei bambini con ADHD (disturbo

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Tuesday 09 February 2021

Vatican News
Pontificia Accademia per la Vita

di deficit di attenzione) sia migliorata in casa. L' appello a non chiudersi in sterili nazionalismi La professoressa
conclude il suo intervento invitando a "non tornare ad un nazionalismo ottuso", invita a scavare più a fondo nelle
nostre radici, per ricondurre l' etica giapponese alla sua origine ultima, al bene comune supremo condiviso da tutti gli
esseri umani. Bisogna raggiungere una prospettiva cosmopolita, spiega. Lo sviluppo della Bioetica Globale,
promossa dalla Pontificia Accademia per la Vita, conclude, "potrebbe essere un potente strumento per il lavoro
missionario".

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Tuesday 09 February 2021

Vatican News
Pontificia Accademia per la Vita

Pandemia, virus e varianti: l' arma più efficace è sempre il vaccino

Il professor Roberto Cauda, direttore dell' Unità Malattie Infettive Policlinico


Gemelli di Roma: 'quanto più il virus circola, tanto più può andare incontro a
delle mutazioni. L' idea quindi di fare una vaccinazione di massa, e più
rapidamente possibile, è l' unico modo per contrastare le varianti' Amedeo
Lomonaco - Città del Vaticano Lo senario, fotografato anche dai numeri, è
impressionante e drammatico. Attualmente, nel mondo, sono oltre 2 milioni e
300 mila le persone morte finora a causa della pandemia. Questi ed altri dati
sono stati al centro di una conferenza stampa tenutasi a Wuhan, città cinese
dove è stato individuato il primo focolaio del coronavirus. "Tutti i dati che
abbiamo raccolto sin qui - ha detto il capo della missione dell'
Organizzazione mondiale della Sanità a Wuhan, Peter Ben Embarek - ci
portano a concludere che l' origine del coronavirus è animale" La possibilità
che la diffusione del nuovo coronavirus derivi da "un incidente collegato a un
laboratorio, ha aggiunto," è "estremamente improbabile". Sono state indicate
altre ipotesi ritenute più probabili per la diffusione del virus. Tra queste, la
trasmissione da specie animali e attraverso la catena dei prodotti alimentari
surgelati. Strage di anziani durante la pandemia Complessivamente, sono più di 106 milioni e 474 mila i casi
riscontrati fino ad oggi. Quella più colpita dalla pandemia è la popolazione anziana. In una nota la Pontificia
Accademia per la Vita ricorda in particolare che più di due milioni e trecentomila anziani sono morti a causa del
Covid-19. Come ha anche sottolineato Papa Francesco nell' enciclica Fratelli tutti , il mondo degli anziani è stato
spesso tra le vittime della cultura dello scarto. 'Abbiamo visto - scrive il Pontefice - quello che è successo agli
anziani in alcuni luoghi del mondo a causa del coronavirus. Non dovevano morire così. Ma in realtà qualcosa di
simile era già accaduto a motivo delle ondate di calore e in altre circostanze: crudelmente scartati. Non ci rendiamo
conto che isolare le persone anziane e abbandonarle a carico di altri senza un adeguato e premuroso
accompagnamento della famiglia, mutila e impoverisce la famiglia stessa. Inoltre, finisce per privare i giovani del
necessario contatto con le loro radici e con una saggezza che la gioventù da sola non può raggiungere'..
Coronavirus: dalle origini alle varianti Il percorso dal primo caso alla pandemia è stato molto rapido. Il virus compare
a Wuhan, in Cina, nel mese di dicembre del. 2019. L' 11 gennaio 2020 si registra, nel Paese asiatico, la prima vittima.
Due giorni dopo, viene data la notizia del primo decesso oltre i confini della Cina. Poi si registrano, con una
progressione sempre più rapida, casi negli Stati Uniti, in Europa e in altre regioni del mondo. L' 11 marzo del 2020 l'
Organizzazione mondiale della sanità dichiara che la crisi sanitaria può essere considerata una pandemia. In tutto il
mondo vengono prese misure per lockdown e per chiusure di attività produttive e commerciali. In autunno arriva la
seconda ondata, ma a fine anno giunge anche la speranza

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Tuesday 09 February 2021

Vatican News
Pontificia Accademia per la Vita

dei vaccino. Il 2020 si chiude con l' avvio, in vari Paesi, della campagna di vaccinazione. Mutazioni del virus Alla
speranza del vaccino si affianca però un timore: quello delle varianti, ossia delle mutazioni del virus che sono state
osservate, in tutto il mondo, fin dall' inizio della pandemia. La maggior parte di queste mutazioni non ha un impatto
significativo. Altre, invece, diventano motivo di preoccupazione e devono essere monitorate con attenzione. Sono
quelle che comportano una maggiore trasmissibilità e forme più severe della malattia. Nel caso di alcune specifiche
mutazioni non si può inoltre escludere la possibilità che venga aggirata l' immunità precedentemente acquisita da un
individuo in seguito alla vaccinazione o dopo aver contratto l' infezione. Il professor Roberto Cauda , medico
infettivologo, direttore dell' Unità Malattie Infettive Policlinico Gemelli di Roma sottolinea che è la vaccinazione di
massa l' arma più efficace contro il virus e le sue mutazioni. Ascolta l' intervista al professor Roberto Cauda R. - Un
virus, quando si replica, ha delle mutazioni. Molte di queste sono assolutamente irrilevanti. In qualche caso, come
quello su cui stiamo discutendo in questi giorni, la mutazione può portare, ad esempio, ad una maggiore
trasmissibilità rispetto al virus originale. In questo momento stiamo parlando di tre diverse varianti: la variante
inglese, isolata nel mese di settembre, la variante sudafricana, isolata a novembre, e quella brasiliana. La variante
inglese, quella che è stata studiata di più, è contrastata efficacemente dai vaccini attualmente presenti. Forse, per
alcuni di questi, c' è una riduzione della produzione di anticorpi, ma comunque restano efficaci. Per quella
sudafricana c' è forse un calo di efficacia, ma comunque ancora a livelli accettabili. La variante brasiliana resta
ancora da studiare. Quello delle varianti è un problema importante che ci dice una cosa: quanto più questo virus
circola, tanto più può andare incontro a delle mutazioni. L' idea, quindi, di fare una vaccinazione di massa, e più
rapidamente possibile, è l' unico modo per contrastare le varianti e sottrarre terreno al virus. Non si può escludere
che una variante possa compromettere l' immunità acquisita da un individuo dopo aver contratto il virus o in seguito
alla vaccinazione. Ma la vaccinazione resta, comunque, la strada principale da seguire. Ed è anche importante l'
aggiornamento dei vaccini R. - Assolutamente sì. Tra l' altro, l' uso della biologia molecolare ci consente in tempi
rapidi - si è parlato di 4 mesi - di aggiornare i vaccini sulla base delle varianti. Se si riuscisse a ottenere un immunità di
gregge, che consente al virus di circolare molto meno o addirittura di bloccarne la circolazione, è probabile che si
riesca efficacemente anche a ridurne l' impatto. Le varianti del virus non devono dunque rappresentare un freno alla
campagna di vaccinazione e non devono indurre a pensare che la vaccinazione non sia efficace R. - Non possiamo
avere delle aree del mondo dove il virus continui a circolare. Se ad esempio continuerà a circolare in Africa, perché
magari arrivano meno vaccini in questo Continente, permane il rischio di una variante. E quando le varianti insorgono
non hanno bisogno del passaporto. Abbiamo capito che anche la creazione della più rigorosa 'zona rossa' consente
comunque al virus di muoversi perché si muove con le gambe degli uomini e delle donne. Quindi non solo la
solidarietà ma anche l' utilità è un criterio per quello che riguarda una vaccinazione estesa a tutta la popolazione del
mondo. L' idea,

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Tuesday 09 February 2021

Vatican News
Pontificia Accademia per la Vita

in termini di sanità pubblica, è quindi quella di vaccinar il maggior numero di persone e nel tempo più breve
possibile. La vaccinazione non può essere limitata soltanto ad un nazionalismo vaccinale, ma deve essere ampliata
a tutti i Continenti. Finché ci sono delle aree dove il virus si replica, esiste il rischio di varianti che possano
teoricamente diventare resistenti ai vaccini. Si parla anche di diversi gradi di efficacia dei vaccini R. - Per quello che
ci riguarda più direttamente, in questa fase, non è rilevante andare a discutere sul tipo di vaccino. L' importante è che
la vaccinazione venga effettuata. E anche quando si parla di un' efficacia minore, ad esempio di un vaccino rispetto
all' altro, parliamo comunque di un' efficacia sufficiente per contrastare la malattia e l' infezione. In questo caso,
quanto più la vaccinazione verrà implementata e diffusa tra la popolazione, tanto più si riuscirà a raggiungere quell'
immunità di gregge che comunque conferirà a tutti la protezione.

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Wednesday 10 February 2021


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Avvenire
Pontificia Accademia per la Vita

IL DOCUMENTO

Coronavirus, la strage degli anziani Paglia: serve un nuovo modello di cura

GIANNI CARDINALE Roma «La vecchiaia: il nostro futuro. La condizione


degli anziani dopo la pandemia» È il titolo del documento pubblicato ieri
dalla Pontificia Accademia per la vita (Pav), d' intesa con il Dicastero per
lo sviluppo umano integrale. Il testo vuole essere una riflessione sugli
insegnamenti da trarre dalla tragedia causata dalla diffusione del Covid-
19, sulle sue conseguenze per l' oggi e per il prossimo futuro delle nostre
società. Riflessioni già avviate dalla Pav con le due Note del 30 marzo
2020 ("Pandemia e fraternità universale") e del successivo 22 luglio ("L'
Humana communitas" nell' era della pandemia. Riflessioni inattuali sulla
rinascita della vita") e approfondite con il testo stilato congiuntamente
con il medesimo Dicastero ("Vaccino per tutti: 20 punti per un mondo più
giusto e sano") del 28 dicembre scorso. L' intenzione di questi documenti,
come sottolineato dai media vaticani, è quello di «proporre la via della
Chiesa, maestra di umanità, a un mondo cambiato dalla pandemia, a
donne e uomini alla ricerca di un significato e di una speranza per la loro
vita ».
Il nuovo testo è stato presentato ieri nella Sala Stampa della Santa Sede dal presidente della Pav, l' arcivescovo
Vincenzo Paglia, e dal segretario del Dicastero, monsignor Bruno- Marie Duffé. Dal Giappone poi è arrivata, via web,
la testimonianza della professoressa Etsuo Akiba, docente all' Università di Toyama e accademico ordinario della
Pav.
«A tutt' oggi - ha spiegato Paglia - si parla di più di due milioni e trecentomila anziani morti per il Covid-19, la
maggioranza dei quali ultrasettantacinquenni. Una vera e propria "strage di anziani". E la maggioranza di essi è
deceduta negli istituti per anziani».
Infatti «i dati di alcuni paesi ad esempio l' Italia - mostrano che la metà degli anziani vittime da Covid-19 viene dagli
istituti e dalle Rsa, mentre solo un 24 per cento del totale dei decessi riguarda gli anziani e i vecchi che vivevano a
casa. Insomma, il 50% delle morti è avvenuto tra i circa 300mila ospiti di case di riposo ed Rsa mentre solo il 24% ha
colpito i 7 milioni di anziani over 75 che vivono a casa». Il presule poi ha segnalato una ricerca dell' Università di Tel
Aviv sui paesi europei che «ha evidenziato la relazione proporzionale diretta tra numero di posti letto nelle Rsa e
numero dei morti anziani». Per Paglia quindi «è urgente ripensare globalmente la prossimità della società verso gli
anziani». E in questo quadro «è necessario un serio ripensamento non solo relativamente alle residenze per gli
anziani ma per l' intero sistema assistenziale del vasto popolo di anziani che oggi caratterizza tutte le società». Ecco
quindi che nel Documento si invoca «un nuovo paradigma di cura», si auspica che si creino le condizioni migliori
affinché gli anziani possano restare in famiglia, si

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Wednesday 10 February 2021

Avvenire
Pontificia Accademia per la Vita

chiede di promuovere una «assistenza domiciliare integrata con le cure mediche».


Monsignor Duffé da parte sua ha osservato come «la cultura tecnicista, che pone al centro del pensiero e della vita l'
efficacia immediata, ci porta spesso ad abbandonare gli anziani, a considerarli meno produttivi ». E ha denunciato
anche «la rottura del legame tra le generazioni: bambini e giovani non possono più incontrare gli anziani, tenuti in
stretto confinamento». Questo «a volte porta a veri e propri disturbi psichici in alcuni bambini o giovani che hanno
bisogno di stare con i loro nonni, così come i nonni hanno bisogno di stare con i loro nipoti, altrimenti moriranno di
un altro virus: il dolore». Al contrario, come ripete spesso papa Francesco, il dialogo intergenerazionale va promosso,
anche se a volte è «un dialogo che può essere fatto di parole o di silenzio, del disegno offerto da un bambino, che
ancora fa sognare l' anziano, o dalla tenerezza dei loro sguardi, che si incrociano e si incoraggiano a vicenda».
Infine la testimonianza della professoressa Akiba che ha posto l' accento sull' indifferenza «dell' opinione pubblica »
nipponica «verso la morte degli anziani» avente come sfondo «una grave discriminazione nei confronti dei malati di
malattie infettive e anche il divario tra generazioni, causato dall' emergere della visione mononucleare della famiglia
dal secondo dopoguerra ». Alla base «c' è un' idea di autodeterminazione che deriva da una forte visione
individualista ». Ma anche in Giappone non mancano segni di speranza. Come il "Toyama day care system", un
progetto per cui persone anziane e bambini portatori di handicap vivono insieme nella tradizionale grande casa
giapponese progettata per ospitare le tre generazioni, con il sostegno degli stessi appartenenti alla famiglia e aiutati
da personale di supporto.
RIPRODUZIONE RISERVATA La metà delle vittime avanti con gli anni è morta in istituti e Rsa mentre solo il 24%
viveva in casa Il presidente della Pontificia Accademia per la vita: occorre promuovere un' assistenza domiciliare
integrata con le cure mediche Sono gli anziani le prime vittime del Covid-19.

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Tuesday 09 February 2021

Ansa
Pontificia Accademia per la Vita

Vaticano: serve svolta,assistere gli anziani nelle loro case


Un documento della Pontificia Accademia per la Vita

(ANSA) - CITTA DEL VATICANO, 09 FEB - Occorrono "nuove e incisive misure


perché sia reso possibile agli anziani di essere accompagnati e assistiti in
contesti familiari, nella loro casa e comunque in ambienti domiciliari che
assomiglino più alla casa che all' ospedale. Si tratta di una svolta culturale da
mettere in atto". Lo sottolinea la Pontificia Accademia per la Vita in un
documento sugli anziani chiedendo sostanzialmente di superare l' attuale
modello di Rsa e case di riposo attraverso l' assistenza domiciliare. (ANSA).

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Tuesday 09 February 2021

famillechretienne.fr
Pontificia Accademia per la Vita

Covid : un haut responsable du Vatican dénonce un « massacre des personnes âgées

Agence I.Media

La pandémie a révélé l'« incapacité de la société contemporaine à s'occuper


convenablement de ses personnes âgées », a déclaré Mgr Vincenzo Paglia,
président de l'Académie pontificale pour la Vie, lors de la présentation d'un
document du Vatican sur la vieillesse, le 9 février. « Un massacre des
personnes âgées ». Le président de l'Académie pontificale pour la Vie, Mgr
Vincenzo Paglia, n'a pas mâché ses mots, mardi 9 février lors d'une
conférence au Vatican de présentation du document 'La vieillesse, notre
avenir', pour dénoncer les lourdes pertes humaines dénombrées dans les
maisons de retraite des pays touchés par la Covid-19. La crise pandémique a
révélé l'« incapacité de la société contemporaine à s'occuper
convenablement de ses personnes âgées », a vertement dénoncé ce haut
responsable du Vatican. Face à cette hécatombe, en particulier dans les
EHPAD, le prélat a affirmé l'impossibilité de maintenir plus longtemps sur le
sujet « un silence coupable et suspect », s'en prenant notamment aux
industries pharmaceutiques « qui ne veulent pas donner leurs brevets » pour
faciliter la lutte contre le coronavirus. Au-delà même de la crise actuelle, « la
société ne sait pas quoi faire des personnes âgées, et souvent les rejette », a encore déploré l'Italien, soulignant que
leur nombre augmente. Contre cette tendance, le Saint-Siège appelle à la refondation d'un « réseau d'affection et de
liens qui unissent les générations ». Il est nécessaire, a insisté le prélat, de faire à nouveau de la famille « une maison
accueillante » pour tous les âges, parce qu'au-delà de la maladie, le vrai vaccin aux malheurs de la société « est
l'amour » dont se nourrissent les membres d'une même famille. Celui qui s'était vu confié par le gouvernement italien
une commission pour l'assistance aux personnes âgées en septembre 2020 a aussi souligné l'importance spirituelle
du « magistère de fragilité » qui incombe aux anciens. Par leur témoignage, ils peuvent devenir « une force et un
instrument d'évangélisation ». Mgr Paglia a remercié le pape pour l'institution le 31 janvier de la Journée mondiale
des grands-parents et des personnes âgées, qui se tiendra chaque année le 25 juillet à l'occasion de la fête des
parents de la Vierge, saints Joachim et Anne.

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Wednesday 10 February 2021


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La Croix
Pontificia Accademia per la Vita

Les essentiels Religion

---- Vatican « Les personnes âgées nous rappellent le besoin d' être aimés
» Dans un document publié mardi 9 février sur « la condition des
personnes âgées après la pandémie », l' Académie pontificale pour la vie
plaide sur l' importance de la place des personnes âgées dans la société.
«Écarter les personnes âgées -y compris avec le langage- est un grave
problème pour tous», écrivent les auteurs. «Les personnes âgées nous
rappellent la faiblesse radicale de chaque être humain, même lorsque
nous sommes en bonne santé, peut-on y lire. Elles nous rappellent le
besoin d' être aimés et soutenus. Dans la vieillesse, toute autosuffisance
vaincue, l' on devient des mendiants d' aide.
» ---- Vie consacrée Décès du père Emmanuel Roques Le père Emmanuel
Roques, abbé d' En-Calcat (Tarn) depuis septembre 2020, est décédé,
lundi 8 février, à l' âge de 50 ans, des suites d' une «maladie cardiaque
congénitale» , a précisé le diocèse d' Albi. Originaire de Bordeaux, il avait
découvert la communauté bénédictine lors de ses premières retraites
spirituelles, avant d' y entrer comme novice en 1992 et d' être choisi par ses frères comme neuvième abbé, après le
départ du père David Tardif d' Hamonville pour raisons de santé.

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Tuesday 09 February 2021

cruxnow.com
Pontificia Accademia per la Vita

Vatican laments massacre of elderly' due to COVID

Inés San Martín

ROME - After the 'massacre of the elderly' due to the COVID-19 pandemic, the
Vatican is calling for the world to re-think the way it cares for old people. 'In
all continents, the pandemic has primarily affected those who are old,' said
Italian Archbishop Vincenzo Paglia on Tuesday. 'The death tolls are brutal in
their cruelty. To date, there is talk of more than two million and three hundred
thousand elderly people who have died from COVID-19, the majority of whom
were over 75,' he added, calling it a 'real massacre of the elderly.' Paglia, the
president of the Pontifical Academy for Life, was speaking at a presentation
of the document, Old age: our future. The elderly after the pandemic . The
majority of the elderly who died from the coronavirus, Paglia said, got
infected in care institutions. Data from some countries, including Italy, show
that at least half of the elderly victims of COVID-19 lived in institutions and
residential care homes. Research by Tel Aviv University has highlighted the
direct proportional relationship between the number of beds in nursing
homes and the number of elderly deaths in Europe, Paglia said, noting that in
every country studied, the higher the number of beds in nursing homes, the
higher the number of elderly victims. French Father Bruno-Marie Duffè, Secretary Dicastery for Promoting Integral
Human Development, said the health emergency showed that those who no longer participate in the processes of
economic production are no longer considered a priority. In the context of the pandemic, he said, 'they are taken
care of after others, after the productive' people, even if they are more fragile.' The priest said another consequence
of not making the elderly a priority is shown by the 'breaking of the link' between generations caused by the epidemic,
with little to no solutions proposed thus far by those in decision-making. The fact that children and young people
cannot meet their elderly, Duffè said, leads to 'real psychological disorders' for both young and old, who without
being allowed to see one another, could 'die of another virus: Grief.' The document released on Tuesday argues that
the elderly have a 'prophetic role' and that setting them aside for 'purely productive reasons, causes an incalculable
impoverishment, an unforgivable loss of wisdom and humanity.' 'This vision is not an abstract utopian or naïve
pretense,' the document says. 'It can instead bring to life and nourish new and wiser public health policies and
original proposals for a welfare system for the elderly. More effective, as well as more human.' The model the
Vatican is calling for requires an ethic prioritizing the public good, as well as the respect for the dignity of every
person, without distinction. 'The whole of civil society, the Church and the different religious traditions, the world of
culture, school, volunteering, entertainment, the manufacturing classes and classical and modern social
communications, must feel the responsibility to suggest and supportin this Copernican revolutionnew and targeted
measures

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Tuesday 09 February 2021

cruxnow.com
Pontificia Accademia per la Vita

that make it possible for the elderly to remain in the homes they know and in any case in familiar environments
that look more like a home than a hospital,' the document says. The 10-page document notes that the pandemic has
brought a double awareness: On the one hand, there's an interdependence among all, and the other, many
inequalities. Picking up on Pope Francis's analogy from March 2020, the document argues that the pandemic has
shown that 'we are all in the same boat,' though arguing that 'We are all in the same storm, but it is increasingly
evident that we are on different boats, and that the least seaworthy boats are sinking every day. It is essential to
rethink the whole planet's development model.' The document calls for a reform of the health care system and urges
families to try to comply with the wish of the elderly who request to stay in their homes, surrounded by loved ones
and their own things whenever possible. The document acknowledges that sometimes, the institutionalization of the
elderly it is the only resource families have, and that there are many centers, both private and public, and even some
run by the Catholic Church, that provide humane care. Yet, when they are proposed as the only possible solution to
care for the vulnerable, this practice can also manifest a lack of concern towards the weak. 'Isolating the elderly is
an obvious manifestation of what Pope Francis has called the 'throwaway culture',' the document says. 'The risks
that afflict old age, like loneliness, disorientation and consequent confusion, loss of memory and identity, and
cognitive decline, often appear even more clearly in these contexts, whereas instead the vocation of these
institutions should be the family, social and spiritual accompaniment of the elderly, in full respect of their dignity, on a
path often marked by suffering,' it continues. The academy points out that the elimination of the elderly from the life
of the family and society represents 'the expression of a perverse process in which there is no longer gratuitousness,
generosity, that wealth of feelings that make life not just a give and take, that is, not just a market.' 'Eliminating the
elderly is a curse that this society of ours often brings down on itself,' it says. Follow

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[ § 2 9 6 5 5 0 7 2 § ]

Tuesday 09 February 2021

ncronline.org
Pontificia Accademia per la Vita

Academy: Pandemic shows need for new model of care for elderly

Osmar Magalhaes, 68, who suffers from COVID-19, is helped by his daughter
Karoline Magalhaes at his home, where he set up his own emergency ward
with air tanks due to lack of oxygen in the public health system, in Manaus,
Brazil, Jan. 20, 2021. (CNS/Reuters/Bruno Kelly) Vatican City A new attitude
and approach toward the elderly are needed in today's world, especially in the
places and ways they are cared for when they become more fragile, said the
Pontifical Academy for Life. To make sure the needs of older people are met
and their gifts appreciated, renewed attention and new solutions must be
given to assisted living facilities, architectural barriers, friendships and social
support networks, in-home caregivers, families and younger family members
and opportunities in parishes, the academy said in a new document.
Released Feb. 9, the 11-page "note" is titled, " Old Age: Our Future. The Elderly
After the Pandemic ," and was made available in six languages on the
Pontifical Academy for Life website . It offers a reflection on the importance
of the elderly and the challenges the older generation faces and will face,
given the World Health Organization's estimate that by 2050, the world will
have 2 billion people over the age of 60, that is, one out of every five people in the world. The academy also appealed
to every facet of society, including families, health care providers, city administrators and local parishes to be more
attentive to and inclusive of older people, reviewing and rebuilding the way they welcome and care for people in their
fragility. During an online news conference presenting the document Feb. 9, Archbishop Vincenzo Paglia, academy
president, said the COVID-19 pandemic has laid bare chronic, underlying problems in the way older people are cared
for. "On all continents, the pandemic has primarily affected those who are old," he said, citing estimates that more
than 2.3 million elderly people have died of COVID-19, the majority of whom were over 75. The pandemic has been "a
real massacre of the elderly and the majority of them died in institutions for the elderly," he said. "A serious rethinking
is needed not only in relation to residences for the elderly but for the entire care system of the numerous elderly
population that today characterizes all societies," he said. In light of Pope Francis' warning that the world will emerge
from the pandemic either better or worse, the archbishop said, making things better "depends on us, on the way we
start building our future today." The document focused on building a new future for the elderly was the fourth
published by the academy in relation to the pandemic and another two are in the works: one on children and another
on the disabled, he said. Msgr. Bruno-Marie Duffe, secretary of the Dicastery for Promoting Integral Human
Development, said at the news conference that the pandemic "has brought to light an important component of
social relationships."

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[ § 2 9 6 5 5 0 7 1 § ]

Tuesday 09 February 2021

romereports.com
Pontificia Accademia per la Vita

Vatican asks for new ways of caring for the elderly

The Vatican this morning remembered the 2.3 million elderly people
worldwide who have died of Covid-19. It also denounced that most of them
lived residential care homes. MSGR. VINCENZO PAGLIA President, Pontifical
Academy for Life 'It's a massacre of the elderly.... We don't know how to help
them in their own homes nor in residential care homes, where, we all know,
they die sooner. The president of the Pontifical Academy for Life noted that
this is not the case in every residential care home, but he did propose using
the pandemic to completely rethink how society cares for the elderly. With
this new document he proposes making society more welcoming and
inclusive so the elderly can enjoy this stage of life in a familiar environment
and surrounded by friends. MSGR. BRUNO-MARIE DUFFÈ Secretary,
Dicastery for Integral Human Development 'Mutuality, mutual hospitality. I
think we have to develop this point because I think it's very very important.
Not to look for something for the old people, but in mutual consideration.'
MSGR. VINCENZO PAGLIA President, Pontifical Academy for Life 'One of the
most beautiful solutions we can hope for is to invent experiences of
coexistence between young people and the elderly. Love and passion are the most important elements. The true
vaccine, especially for the elderly, is called love. It's called passion.' A retried nurse in Japan launched the 'Toyama
Day Care System,' in which the elderly, adults and handicapped children live together. ETSUO AKIBA Professor,
University of Tokyo (Japan) 'Elder persons and handicapped children live together in the Japanese traditional big
house designed for a three-generation household situated in the rich natural grounds, supported by family members
and various care persons. The remarkable case that the condition of children with ADHD turned better in the house
could be reported.' The Vatican's proposal is about showing how the elderly demonstrate the value and beauty of
fragility. That's why stripping society of their help and memory would be a tremendous loss for humanity. JMB
Translation: CT

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[ § 2 9 6 5 5 0 7 0 § ]

Tuesday 09 February 2021

vaticannews.va
Pontificia Accademia per la Vita

Being elderly is a gift of God - Pontifical Academy for Life

The Pontifical Academy for Life publishes a document highlighting the plight
of the elderly amid the ongoing Covid-19 pandemic, entitled 'Old age: our
future. The elderly after the pandemic". By Davide Dionisi 'Old age: our future.
The elderly after the pandemic' is the title of a document published on
Tuesday by the Pontifical Academy for Life, together with the Dicastery for
Promoting Integral Human Development. The document proposes a
reflection on the lessons to be drawn from the tragedy caused by the spread
of Covid-19, on its consequences for today and for the near future of our
societies. The pandemic has produced a twofold awareness 'on the one
hand, the interdependence of everyone, and on the other greater attention to
inequalities. We are all in the same storm, but it is increasingly evident that
we are on different boats, and that the least seaworthy boats are sinking
every day. It is essential to rethink the whole planet's development model,'
reads the document. It picks up the reflection already begun with the Note of
30 March 2020 (Pandemic and Universal Brotherhood), continued with the
Note of 22 July 2020 (The Humana Communitas in the Age of the Pandemic:
Untimely Meditations on Life's Rebirth), and the joint document with the Dicastery for Promoting Integral Human
Development (Vaccine for All. 20 Points for a More Just and Healthy World) of 28 December 2020. The goal is to
'propose the way of the Church, teacher of humanity, to a world changed by Covid-19, to women and men in search
of meaning and hope for their lives.' Covid-19 and the elderly During the first wave of the pandemic, a substantial
portion of deaths from Covid-19 occurred in institutions for the elderly, places that were supposed to protect the
'most fragile part of society' and where instead death struck disproportionately more than in the home and family
environment. 'What happened during Covid-19 prevents the problem of elder care from being settled by, on the one
hand, looking right away for scapegoats, or, on the other, by a chorus of praise for excellent results of those who
kept an institution free of contagion. What we need is a new vision, a new paradigm that helps society as a whole to
care for the elderly,' the document said. By 2050, two billion people will be over the age of 60 The document
highlights that from a statistical-sociological point of view, men and women generally have a longer life expectancy
today, representing a major demographic transformation which represents a major 'cultural, anthropological and
economic challenge'. According to data from the World Health Organization, in 2050 there will be two billion people
over 60 in the world: One in five people will be elderly. It is therefore essential to 'make our cities inclusive and
welcoming places for the elderly and, in general, for all forms of frailty in all its manifestations.' Being elderly is a gift
from God In our society, the idea of old age as an unhappy age often prevails, often understood only as the age of
care, need and expense for medical care. 'Being elderly is a gift

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[ § 2 9 6 5 5 0 7 0 § ]

Tuesday 09 February 2021

vaticannews.va
Pontificia Accademia per la Vita

from God and an enormous resource, an achievement to be safeguarded with care," the document continues,
"even when the disease becomes disabling and the need for integrated, high-quality care emerges. And it is
undeniable that the pandemic has reinforced in all of us the awareness that the richness of our years is a treasure to
be valued and protected.' New model for weakest members of society As for assistance, the Pontifical Academy for
Life indicates a new model especially for the most fragile inspired above all by the person. 'The implementation of
this principle implies structured intervention at different levels to establish a continuum of care between one's home
and appropriate external services, without traumatic breaks that are inappropriate to the fragility of growing old,'
specifies the document. It notes that 'nursing homes should be redeveloped into a socio-health 'continuum', that is,
offer some of their services directly in the homes of the elderly: hospitalization at home, taking care of the single
person with low or high-intensity assistance responses based on personal needs, where integrated social and health
care and home care services are the pivot of a new and modern paradigm.' At the same time, 'a wider network of
solidarity must be reinvented, not necessarily and exclusively based on blood ties, but on affiliations, friendships,
common feeling, mutual generosity in responding to the needs of all.' Encounter between generations The
document evokes an 'encounter' that can bring into the body of society 'that new sap of humanism that would make
society more supportive.' Pope Francis has repeatedly urged young people to stay close to their grandparents, the
document notes, adding that 'the aging man is not approaching the end, but the mystery of eternity; to understand it
he needs to get close to God and to live in relationship with Him. Taking care of the spirituality of the elderly, of their
need for intimacy with Christ and sharing of faith is a task of charity in the Church.' The document further highlights
that it is only thanks to the elderly that young people can rediscover their roots, and it is thanks to the young that the
elderly can recover their ability to dream. Frailty as Magisterium The document notes that we must understand the
precious witness that the elderly bear with their frailty as a 'magisterium, that is, a real teaching.' 'Old age must also
be understood in this spiritual framework,' the document emphasizes. 'It is the ideal age for abandonment to God. As
the body weakens, psychic vitality, memory and mind grow dim, the human person's dependence on God becomes
increasingly evident.' Cultural turning point Finally, the document makes an appeal to "the whole of civil society, the
Church and the different religious traditions, the world of culture, school, volunteering, entertainment, the
manufacturing classes and classical and modern social communications,' to feel the responsibility of suggesting
and supporting new and targeted measures 'that make it possible for the elderly to remain in the homes they know
and in any case in familiar environments that look more like a home than a hospital.' This, the document insists, is
the cultural change to be implemented.' ( Translated from the Italian original)

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Tuesday 09 February 2021

thetablet.org
Pontificia Accademia per la Vita

Vatican Laments 'Massacre of Elderly' Due to COVID

February

Osmar Magalhaes, 68, who suffers from COVID-19, is helped by his daughter
Karoline Magalhaes at his home, where he set up his own emergency ward
with air tanks due to lack of oxygen in the public health system, in Manaus,
Brazil, Jan. 20, 2021. After the 'massacre of the elderly' due to the COVID-19
pandemic, the Vatican is calling for the world to re-think the way it cares for
old people. (Photo: CNS/Bruno Kelly, Reuters) By Inés San Martín ROME
(Crux) - After the 'massacre of the elderly' due to the COVID-19 pandemic, the
Vatican is calling for the world to re-think the way it cares for old people. 'In
all continents, the pandemic has primarily affected those who are old,' said
Italian Archbishop Vincenzo Paglia on Feb.9. 'The death tolls are brutal in
their cruelty. To date, there is talk of more than two million and three hundred
thousand elderly people who have died from COVID-19, the majority of whom
were over 75,' he added, calling it a 'real massacre of the elderly.' Archbishop
Paglia, the president of the Pontifical Academy for Life, was speaking at a
presentation of the document, Old age: our future. The elderly after the
pandemic. The majority of the elderly who died from the coronavirus,
Archbishop Paglia said, got infected in care institutions. Data from some countries, including Italy, show that at least
half of the elderly victims of COVID-19 lived in institutions and residential care homes. Research by Tel Aviv
University has highlighted the direct proportional relationship between the number of beds in nursing homes and the
number of elderly deaths in Europe, Archbishop Paglia said, noting that in every country studied, the higher the
number of beds in nursing homes, the higher the number of elderly victims. French Father Bruno-Marie Duffè,
Secretary Dicastery for Promoting Integral Human Development, said the health emergency showed that those who
no longer participate in the processes of economic production are no longer considered a priority. In the context of
the pandemic, he said, 'they are taken care of after others, after the 'productive' people, even if they are more fragile.'
The priest said another consequence of not making the elderly a priority is shown by the 'breaking of the link'
between generations caused by the epidemic, with little to no solutions proposed thus far by those in decision-
making. The fact that children and young people cannot meet their elderly, Father Duffè said, leads to 'real
psychological disorders' for both young and old, who without being allowed to see one another, could 'die of another
virus: Grief.' The document released on Tuesday argues that the elderly have a 'prophetic role' and that setting them
aside for 'purely productive reasons, causes an incalculable impoverishment, an unforgivable loss of wisdom and
humanity.' 'This vision is not an abstract utopian or naïve pretense,' the document says. 'It can instead bring to life
and nourish new and wiser public health policies and original proposals for a welfare system for the elderly. More
effective, as well as more human.'

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Tuesday 09 February 2021

thetablet.org
Pontificia Accademia per la Vita

The model the Vatican is calling for requires an ethic prioritizing the public good, as well as the respect for the
dignity of every person, without distinction. 'The whole of civil society, the Church and the different religious
traditions, the world of culture, school, volunteering, entertainment, the manufacturing classes and classical and
modern social communications, must feel the responsibility to suggest and supportin this Copernican revolutionnew
and targeted measures that make it possible for the elderly to remain in the homes they know and in any case in
familiar environments that look more like a home than a hospital,' the document says. The 10-page document notes
that the pandemic has brought a double awareness: On the one hand, there's an interdependence among all, and the
other, many inequalities. Picking up on Pope Francis' analogy from March 2020, the document argues that the
pandemic has shown that 'we are all in the same boat,' though arguing that 'We are all in the same storm, but it is
increasingly evident that we are on different boats, and that the least seaworthy boats are sinking every day. It is
essential to rethink the whole planet's development model.' The document calls for a reform of the health care
system and urges families to try to comply with the wish of the elderly who request to stay in their homes,
surrounded by loved ones and their own things whenever possible. The document acknowledges that sometimes,
the institutionalization of the elderly it is the only resource families have, and that there are many centers, both
private and public, and even some run by the Catholic Church, that provide humane care. Yet, when they are
proposed as the only possible solution to care for the vulnerable, this practice can also manifest a lack of concern
towards the weak. 'Isolating the elderly is an obvious manifestation of what Pope Francis has called the 'throwaway
culture',' the document says. 'The risks that afflict old age, like loneliness, disorientation and consequent confusion,
loss of memory and identity, and cognitive decline, often appear even more clearly in these contexts, whereas
instead the vocation of these institutions should be the family, social and spiritual accompaniment of the elderly, in
full respect of their dignity, on a path often marked by suffering,' it continues. The academy points out that the
elimination of the elderly from the life of the family and society represents 'the expression of a perverse process in
which there is no longer gratuitousness, generosity, that wealth of feelings that make life not just a give and take,
that is, not just a market.' 'Eliminating the elderly is a curse that this society of ours often brings down on itself,' it
says.

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Tuesday 09 February 2021

National Catholic Reporter


Pontificia Accademia per la Vita

Academy: Pandemic shows need for new model of care for elderly

Vatican City - A new attitude and approach toward the elderly are needed in
today' s world, especially in the places and ways they are cared for when they
become more fragile, said the Pontifical Academy for Life.To make sure the
needs of older people are met and their gifts appreciated, renewed attention
and new solutions must be given to assisted living facilities, architectural
barriers, friendships and social support networks, in-home caregivers,
families and younger family members and opportunities in parishes, the
academy said in a new document.Released Feb. 9, the 11-page "note" is
titled, " Old Age: Our Future. The Elderly After the Pandemic ," and was made
available in six languages on the Pontifical Academy for Life website .It
offers a reflection on the importance of the elderly and the challenges the
older generation faces and will face, given the World Health Organization' s
estimate that by 2050, the world will have 2 billion people over the age of 60,
that is, one out of every five people in the world.The academy also appealed
to every facet of society, including families, health care providers, city
administrators and local parishes to be more attentive to and inclusive of
older people, reviewing and rebuilding the way they welcome and care for people in their fragility.During an online
news conference presenting the document Feb. 9, Archbishop Vincenzo Paglia, academy president, said the COVID-
19 pandemic has laid bare chronic, underlying problems in the way older people are cared for."On all continents, the
pandemic has primarily affected those who are old," he said, citing estimates that more than 2.3 million elderly
people have died of COVID-19, the majority of whom were over 75.The pandemic has been "a real massacre of the
elderly and the majority of them died in institutions for the elderly," he said."A serious rethinking is needed not only in
relation to residences for the elderly but for the entire care system of the numerous elderly population that today
characterizes all societies," he said.In light of Pope Francis' warning that the world will emerge from the pandemic
either better or worse, the archbishop said, making things better "depends on us, on the way we start building our
future today."The document - focused on building a new future for the elderly - was the fourth published by the
academy in relation to the pandemic and another two are in the works: one on children and another on the disabled,
he said.Msgr. Bruno-Marie Duffe, secretary of the Dicastery for Promoting Integral Human Development, said at the
news conference that the pandemic "has brought to light an important component of social relationships.""The
ability to take up the challenge of life - its unknowns and its joys - is based, in part, on the inspiration of dialogue
between generations" in which they come together and encourage each other, sharing

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Tuesday 09 February 2021

National Catholic Reporter


Pontificia Accademia per la Vita

their dreams, wisdom and tenderness, he said.Etsuo Akiba, academy member and professor at the University of
Toyama, Japan, said that 98% of the people in Japan who have died of COVID-19 have been people 60 years old and
over.Addressing the conference from Japan, she described the serious social and psychological difficulties facing
young people, especially students, in urban settings. They face intense competition, bullying and seclusion, and older
people often live far away in suburban settings where many of them fear becoming unable to care for themselves,
she said.However, she said the Toyama prefecture has sought to reject this segregation of generations, creating a
"regional community of mutual aid."For example, she said, they are promoting the "Compact City Project" in
collaboration with the university and landscape-gardening businesses.They also have the "Toyama Day Care
System," which has become a national project, in which older people and disabled children live together in a
traditional Japanese home, designed for three generations, surrounded by nature and supported by family members
and caregivers, she said."The present world war against COVID-19 is a rare chance for us to escape from an island
country' s seclusive mentality and to get the cosmopolitan perspective" that is healthier and intergenerational, she
added.Among the main points in the academy' s document are:"This vision is not an abstract utopian or naive
pretense. It can instead bring to life and nourish new and wiser public health policies and original proposals for a
welfare system for the elderly" that is more effective and more humane, the note said."This requires an ethic of the
public good and the principle of respect for the dignity of every individual" and it requires the help of everyone - the
whole church, different religions, the world of culture, schools, volunteers, media companies and businesses - to
support a "Copernican revolution" that makes it possible for the elderly to remain in the homes they know or in
welcoming, loving environments.

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Tuesday 09 February 2021

catholicworldreport.com
Pontificia Accademia per la Vita

Vatican: Institutionalization of elderly a mark of 'throwaway culture'

CNA Daily News

Credit: Photographee.eu / Shutterstock. Vatican City, Feb 9, 2021 / 04:35 am


( CNA ).- The Vatican called on Tuesday for a rethinking of elder care in a
document arguing that the elderly are best cared for in an environment more
like a family home than a hospital. The Pontifical Academy for Life published
the 6,000-word document Feb. 9 on the need to improve social and pastoral
care for the elderly, particularly after the devastating effect of the
coronavirus pandemic on retirement homes across the world. 'During the
first wave of the pandemic, a considerable part of the deaths from COVID-19
occurred in institutions for the elderly, places that should have protected the
'most fragile part of society' and where instead death has struck
disproportionately more than the home and family environment,' the
document said. The pontifical academy called for a 'profound change of
mentality and approach' to care for the elderly, pointing to the
disproportionate number of coronavirus-related deaths as an example of a
failure of the widespread 'institutionalization of the elderly' and calling it a
manifestation of 'throwaway culture.' 'The institutionalization of the elderly,
especially of those most vulnerable and most alone, proposed as the only possible solution to look after them, in
many social contexts manifests a lack of concern and sensitivity towards the weak, for whom it would rather be
necessary to use means and financing to guarantee the best possible care to those who need it most, in a more
familiar environment. Isolating the elderly is an obvious manifestation of what Pope Francis has called the
'throwaway culture,'' it said. The pontifical academy highlighted the family home as the best environment to respect
the 'full dignity of the elderly,' whose lives are often marked by suffering. 'Already in the years when he was
Archbishop of Buenos Aires, Pope Francis stressed that 'the elimination of the elderly from the life of the family and
of society represents the expression of a perverse process in which there is no longer any gratuitousness,
generosity, that wealth of feelings that make life not just a give and take, that is a market Eliminating the elderly is a
curse that our society often inflicts on itself,'' the document said, quoting a 2013 statement from Cardinal Jorge
Mario Bergoglio before he became pope. The document also acknowledged that there are many people who lack
the support of the ideal family environment and therefore it called for another framework connecting different
generations. 'Nursing homes should be redeveloped i.e. offer some of their services directly in the homes of the
elderly: hospitalization at home, taking care of the single person with low- or high-intensity assistance responses
based on personal needs, where integrated social and health care and home care services are the pivot of a new and
modern paradigm,' it said. The document also called for changes to cities to make them more habitable for the
elderly. It said: 'The data tell us that the elderly population is growing faster

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Tuesday 09 February 2021

catholicworldreport.com
Pontificia Accademia per la Vita

in urban areas than in rural areas and that the concentration of older people in them is higher According to data
from the World Health Organization, in 2050 there will be two billion over-60s in the world: therefore, one in five
people will be elderly. It is therefore essential to make our cities inclusive and welcoming places for the elderly and,
in general, for all forms of fragility.' The Pontifical Academy for Life asked dioceses, parishes, and religious
communities to reflect more attentively on pastoral care for the elderly. 'The aging man is not approaching the end,
but the mystery of eternity; to understand it he needs to get close to God and to live in relationship with Him. Taking
care of the spirituality of the elderly, of their need for intimacy with Christ and sharing of faith is a task of charity in
the Church,' it said. The document quoted St. John Paul II's 1999 'Letter to the Elderly' : 'It is urgent to recover the
right perspective from which to consider life as a whole. And the right perspective is eternity, for which life is a
significant preparation in every phase. Old age also has its role to play in this process of progressive maturation of
the human being on his way to eternity. If life is a pilgrimage towards the mystery of God, old age is the time in which
we most naturally look at the threshold of this mystery.' Pope Francis recently proclaimed the World Day of
Grandparents and the Elderly, to take place each year in July. Archbishop Vincenzo Paglia, the president of the
Pontifical Academy for Life, said that the pope's institution of the new annual day in the Church was 'an invitation to
believers to grow in them and around them a new sensitivity and care towards grandparents and the elderly.' 'It is the
Church's responsibility,' Paglia said at a Vatican press conference on Feb. 9. 'We owe it to our elders, to all those
who will become so in the years to come. The level of civilization of an era is measured by the way we treat those
who are weaker and more fragile.' If you value the news and views Catholic World Report provides, please consider
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Wednesday 10 February 2021

Catholic News Agency (CNA)


Pontificia Accademia per la Vita

Raft of assisted suicide laws introduced in states

Washington D.C.

, Feb 9, 2021 / 04:00 pm MT ( CNA ) .- Seven states are currently considering


bills that would legalize assisted suicide, and two other states are looking to
expand legal assisted suicide. Legislators in Arizona, Indiana, Iowa, Kansas,
New Mexico, New York, and North Dakota have all introduced bills in 2021 to
doctor-prescribed suicide for terminally-ill patients. Arizona state Rep.
Pamela Powers Hannley (D) filed her state' s bill in early January, HB2254 .
The legislation would amend the state' s law to allow a terminally ill patient
seeking to die to request and receive a lethal dose of medication. A patient
would have to request the medication in writing with two witnesses. Her bill
is co-sponsored by eight fellow representatives, all Democrats, and is
currently being read for t h e s e c o n d t i m e i n t h e s t a t e H o u s e o f
Representatives. Over in Indiana, an 'End of life options' bill (HB1074) would
allow the terminally-ill 'who meet certain requirements' to request a lethal
dose of medication. The bill, introduced by state Rep. Matt Pierce (D-District
61), would also ensure that insurance companies cannot deny benefit
payouts to beneficiaries in the event of one' s physician-assisted suicide. In
Iowa, SF212 allows for physician-assisted suicide but refers to it as 'an additional palliative care option' for those
who are terminally ill, for their 'autonomy.' Pope Francis in 2015 addressed the topic of 'palliative care' in his remarks
to an assembly of the Pontifical Academy for Life. Pope Francis said that palliative care 'values the person,' and that
medical knowledge must be used for 'the good of man, a good which is never accomplished 'against' the life and
dignity of man Kansas legislators are considering the 'Enacting the Kansas death with dignity' bill, which would 'allow
certain terminally ill adults to request and receive life-ending medication.' The bill is currently in the Committee on
Health and Human Services. A bill titled the 'Elizabeth Whitefield End-of-Life-Options Act' is currently in New Mexico'
s House Judiciary Committee. The bill is named after Elizabeth Whitefield, a judge who was an advocate for assisted
suicide; the legislation has been introduced numerous times in the state and has failed to become law. New York
has a pair of bills currently being debated, one to legalize assisted suicide for terminally ill adults, and the other to
create a study on 'medical aid in dying' should the practice be legalized. North Dakota is also considering a bill to
legalize assisted suicide, which is currently being considered in committee. Both the states of Hawaii and
Washington--where assisted suicide has been legal since 2019 and 2009, respectively--are now trying to expand the
scope of health care workers eligible to prescribe lethal doses of medication. A proposed bill in Hawaii would allow
'advanced practice registered nurses' to practice assisted suicide. In addition, it would reduce the state' s waiting
period between oral requests

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[ § 2 9 6 5 5 0 3 2 § ]

Wednesday 10 February 2021

Catholic News Agency (CNA)


Pontificia Accademia per la Vita

for assisted suicide from 20 days to 15 days, waiving this period entirely for the seriously ill who may not live
another 15 days. Washington state is also looking to broaden the standard of health care workers who can practice
assisted suicide. Proposed legislation would allow not only physicians, but also some physician assistants,
osteopathic physician assistants, and advanced registered nurse practitioners to prescribe lethal doses. Eligible
health care workers must have primary responsibility for the care of the patient and treatment of the patient' s
terminal disease.

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[ § 2 9 6 5 5 0 3 6 § ]

Tuesday 09 February 2021

Catholic News Agency (CNA)


Pontificia Accademia per la Vita

Vatican: Institutionalization of elderly a mark of 'throwaway culture'

Vatican City

, Feb 9, 2021 / 04:35 am MT ( CNA ) .- The Vatican called on Tuesday for a


rethinking of elder care in a document arguing that the elderly are best cared
for in an environment more like a family home than a hospital. The Pontifical
Academy for Life published the 6,000-word document Feb. 9 on the need to
improve social and pastoral care for the elderly, particularly after the
devastating effect of the coronavirus pandemic on retirement homes across
the world. 'During the first wave of the pandemic, a considerable part of the
deaths from COVID-19 occurred in institutions for the elderly, places that
should have protected the 'most fragile part of society' and where instead
death has struck disproportionately more than the home and family
environment,' the document said. The pontifical academy called for a
'profound change of mentality and approach' to care for the elderly, pointing
to the disproportionate number of coronavirus-related deaths as an example
of a failure of the widespread 'institutionalization of the elderly' and calling it
a manifestation of 'throwaway culture.' 'The institutionalization of the elderly,
especially of those most vulnerable and most alone, proposed as the only
possible solution to look after them, in many social contexts manifests a lack of concern and sensitivity towards the
weak, for whom it would rather be necessary to use means and financing to guarantee the best possible care to
those who need it most, in a more familiar environment. Isolating the elderly is an obvious manifestation of what
Pope Francis has called the 'throwaway culture,'' it said. The pontifical academy highlighted the family home as the
best environment to respect the 'full dignity of the elderly,' whose lives are often marked by suffering. 'Already in the
years when he was Archbishop of Buenos Aires, Pope Francis stressed that 'the elimination of the elderly from the
life of the family and of society represents the expression of a perverse process in which there is no longer any
gratuitousness, generosity, that wealth of feelings that make life not just a give and take, that is a market Eliminating
the elderly is a curse that our society often inflicts on itself,'' the document said, quoting a 2013 statement from
Cardinal Jorge Mario Bergoglio before he became pope. The document also acknowledged that there are many
people who lack the support of the ideal family environment and therefore it called for another framework
connecting different generations. 'Nursing homes should be redeveloped i.e. offer some of their services directly in
the homes of the elderly: hospitalization at home, taking care of the single person with low- or high-intensity
assistance responses based on personal needs, where integrated social and health care and home care services are
the pivot of a new and modern paradigm,' it said. The document

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[ § 2 9 6 5 5 0 3 6 § ]

Tuesday 09 February 2021

Catholic News Agency (CNA)


Pontificia Accademia per la Vita

also called for changes to cities to make them more habitable for the elderly. It said: 'The data tell us that the
elderly population is growing faster in urban areas than in rural areas and that the concentration of older people in
them is higher According to data from the World Health Organization, in 2050 there will be two billion over-60s in the
world: therefore, one in five people will be elderly. It is therefore essential to make our cities inclusive and welcoming
places for the elderly and, in general, for all forms of fragility.' The Pontifical Academy for Life asked dioceses,
parishes, and religious communities to reflect more attentively on pastoral care for the elderly. 'The aging man is not
approaching the end, but the mystery of eternity; to understand it he needs to get close to God and to live in
relationship with Him. Taking care of the spirituality of the elderly, of their need for intimacy with Christ and sharing
of faith is a task of charity in the Church,' it said. The document quoted St. John Paul II' s 1999 'Letter to the Elderly' :
'It is urgent to recover the right perspective from which to consider life as a whole. And the right perspective is
eternity, for which life is a significant preparation in every phase. Old age also has its role to play in this process of
progressive maturation of the human being on his way to eternity. If life is a pilgrimage towards the mystery of God,
old age is the time in which we most naturally look at the threshold of this mystery.' Pope Francis recently
proclaimed the World Day of Grandparents and the Elderly, to take place each year in July. Archbishop Vincenzo
Paglia, the president of the Pontifical Academy for Life, said that the pope' s institution of the new annual day in the
Church was 'an invitation to believers to grow in them and around them a new sensitivity and care towards
grandparents and the elderly.' 'It is the Church' s responsibility,' Paglia said at a Vatican press conference on Feb. 9.
'We owe it to our elders, to all those who will become so in the years to come. The level of civilization of an era ... is
measured by the way we treat those who are weaker and more fragile.'

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[ § 2 9 6 5 5 0 6 3 § ]

Tuesday 09 February 2021

vidanuevadigital.com
Pontificia Accademia per la Vita

Paglia denuncia que la pandemia ha provocado una 'verdadera masacre de ancianos'

Darío Menor (Roma)

'La pandemia ha mostrado la tragedia de una sociedad que hace vivir más,
pero que también descarta más'. El arzobispo Vincenzo Paglia , presidente
de la Pontificia Academia para la Vida, presentó con estas palabras el
documento La vejez: nuestro futuro. La condición de los ancianos después
de la pandemia' , publicado este martes por el Vaticano. Paglia advirtió que
el Covid-19 ha provocado una 'verdadera masacre de ancianos' al recordar
que son mayoría las personas mayores entre los 2,3 millones de decesos en
el mundo por culpa del patógeno responsable de la actual pandemia. 'Y la
mayoría de ellos han fallecido en las residencias. Hay una doble
contradicción: no sabemos ayudarles en sus casas ni tampoco en las
residencias, que es donde más se muere' por Covid-19, denunció. Ante esta
situación el arzobispo consideró 'urgente' volver a pensar cómo la sociedad
trata a los miembros de la tercera y cuarta edad. 'La institucionalización de
los ancianos en las residencias no ha garantizado mejores condiciones de
asistencia, tampoco para los más débiles', lamentó, destacando que el
documento La vejez: nuestro futuro' pretende precisamente 'ayudar a salir
mejor' de la pandemia. Contra el descarte Responde así el texto a la responsabilidad de la Iglesia católica de 'asumir
una vocación profética que indique el alba de un tiempo nuevo'. El grado de civismo de una sociedad y de una
época, destacó Paglia, se mide de hecho por el modo 'en que trata a los más débiles y frágiles'. Esa debilidad no
debe ser vista como una 'maldición', sino como un camino 'para encontrar a Dios en el rostro de Jesucristo'. El
arzobispo insistió en esta idea al asegurar que los ancianos que incluso ya no pueden hablar 'ejercitan el magisterio
de la fragilidad, que nos recuerda a todos nuestra fragilidad y debilidad. Por eso no hay que descartarlos'. También
participó en la presentación del nuevo documento vaticano Bruno-Marie Duffè , secretario del dicasterio para el
Servicio al Desarrollo Humano Integral, que denunció cómo el 'pensamiento de un mundo cerrado y egocéntrico'
lleva a una cultura en la que se sostiene que 'no necesitamos a los demás: no necesitamos a los viejos, no
necesitamos a los que van más despacio'. Morir de pena Duffé criticó que, en algunos casos, los ancianos no hayan
podido beneficiarse de las terapias de asistencia respiratoria debido al orden de acceso impuesto en la atención
sanitaria. También lamentó los efectos psicológicos causados por las restricciones motivadas por la pandemia,
como la dificultad para mantener las relaciones sociales y familiares. 'Los niños y los jóvenes ya no pueden reunirse
con los mayores, que son mantenidos en estricto confinamiento. Esto ha provocado a veces trastornos
psicológicos en algunos niños o jóvenes que necesitaban ver a sus abuelos. Al igual que los abuelos necesitaban
ver a sus nietos, de lo contrario morirían de otro virus, quizá aún más grave: la pena', dijo el secretario del dicasterio
para el Servicio al Desarrollo Humano Integral.

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Tuesday 09 February 2021

noticiasaominuto.com
Pontificia Accademia per la Vita

Vaticano apela a mudança no modelo de assistência aos idosos


O Vaticano pediu hoje uma mudança no modelo de assistência aos idosos, com uma aposta no cuidado em
ambiente familiar, face ao que chama de

O Academia Pontifícia para a Vida, do Vaticano, divulgou hoje um


documento intitulado "Velhice: nosso futuro. A condição do idoso após a
pandemia" no qual faz um alerta para a necessidade de uma humanização
da assistência aos idosos, com aposta no aumento do número de
cuidadores. "A nível cultural e de consciência civil e cristã, é muito oportuno
repensar profundamente os modelos de assistência aos idosos", defende a
Academia considerando que homenagear os idosos é crucial para o futuro
das sociedades. No entender da Academia Pontifícia, a realização de uma
vida plena e de sociedades mais justas para as novas gerações depende do
reconhecimento da presença e da riqueza que os avós e os idosos
constituem em todos os contextos e lugares geográficos do mundo. É
assim defendido que existe o dever de criar as melhores condições para que
o idoso possa viver essa fase particular da vida, tanto quanto possível, no
seu ambiente familiar, com amizades habituais. O documento enaltece
novos modelos de vida assistida que proporcionam companheirismo e
cuidado onde for necessário, mas, preservando a autonomia e a
independência, apelando assim a uma maior assistência às famílias que podem cuidar de seus idosos em casa pelo
maior tempo possível. "Quem não gostaria de continuar a viver em casa, rodeado pelos seus entes queridos mesmo
quando se tornam mais frágeis? A família, o lar, o meio ambiente representam a escolha mais natural para qualquer
pessoa", defende o documento. O atendimento domiciliário, defende a academia, deve ser integrado, com a
possibilidade de atendimento médico e uma adequada distribuição de serviços em todo o território. "Em outras
palavras, é necessário e urgente ativar um "cuidar" do idoso onde quer que a sua vida ocorra. Tudo isso requer um
processo de conversão social, civil, cultural e moral. Porque só assim é possível responder de forma adequada à
questão da proximidade dos idosos, principalmente dos mais fracos e expostos", é referido no documento. Na
apresentação do documento em conferência de imprensa o presidente do conselho da Academia Pontifícia, o
arcebispo Vincenzo Paglia, disse que mais de metade dos idosos italianos que morreram no primeiro surto do novo
viviam em lares. "O número de mortos foi brutal. Um verdadeiro massacre de idosos'', disse Vincenzo Paglia.
Segundo a reflexão da Academia Pontifícia, durante a primeira onda da pandemia, uma parte considerável das
mortes por Covid-19 ocorreu em instituições para idosos, lugares que deveriam proteger a "parte mais frágil da
sociedade" e onde, em vez disso, a morte afetou desproporcionalmente mais do que a casa de o ambiente familiar.
Por esta razão é defendido no documento que seja iniciada "imediatamente uma reflexão cuidadosa, perspicaz e
honesta sobre como a sociedade contemporânea deve crescer perto da população idosa, especialmente a mais
fraca" considerando que a institucionalização dos idosos, especialmente dos mais vulneráveis e solitários, proposta
como única

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Tuesday 09 February 2021

noticiasaominuto.com
Pontificia Accademia per la Vita

solução possível para o seu cuidado, em muitos contextos sociais revela uma falta de atenção e sensibilidade
para com os mais fracos. "Precisamos de uma nova visão, um novo paradigma que permita à sociedade cuidar dos
idosos", reforça. Também as dioceses, paróquias e comunidades eclesiais são convidadas a refletir mais
atentamente sobre o mundo dos idosos, lembrando a academia no documento hoje divulgado que nas últimas
décadas, os papas intervieram várias vezes para solicitar um senso de responsabilidade e cuidado pastoral para os
idosos. "O paradigma que pretendemos propor não é uma utopia abstrata ou uma pretensão ingénua, mas pode
nutrir e nutrir novas e mais sábias políticas públicas de saúde e propostas originais de um sistema de saúde mais
adequado à velhice. Mais eficaz e mais humano", defende a Academia Pontifícia para a Vida. Leia Também: AO
MINUTO: Erros "pontuais" na vacinação devem ser "punidos"

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[ § 2 9 6 5 5 0 6 9 § ]

Tuesday 09 February 2021

stacja7.pl
Pontificia Accademia per la Vita

Watykan: potrzeba zmiany mentalnoci i podejcia do opieki nad osobami starszymi

Redakcja

"Izolowanie osób starszych jest oczywistym przejawem tego, co papie


Franciszek nazwa kultur odrzucenia" - przypomina Papieska Akademia ycia
w opublikowanym dzi dokumencie dotyczcym poprawy opieki spoecznej i
duszpasterskiej nad osobami starszymi, szczególnie po wpywie pandemii
koronawirusa. Polub nas na Facebooku! Stacja7.pl Jak czytamy w
dokumencie, podczas pierwszej fali pandemii znaczna cz zgonów z powodu
COVID-19 miaa miejsce w domach opieki dla osób starszych. W miejscach,
które powinny byy chroni najbardziej wraliw cz spoeczestwa, a zamiast tego
mier uderzaa nieproporcjonalnie czciej ni w domu i rodowisko rodzinne
czytamy. Papieska akademia wezwaa do gbokiej zmiany mentalnoci i
podejcia do opieki nad osobami starszymi, wskazujc na nieproporcjonaln
liczb zgonów zwizanych z koronawirusem jako przykad niepowodzenia
powszechnej instytucjonalizacji osób starszych', nazywajc to manifestacj
kultury odrzucenia. Instytucjonalizacja osób starszych, zwaszcza tych
najbardziej bezbronnych i najbardziej samotnych, proponowana jako jedyne
moliwe rozwizanie opieki nad nimi, w wielu kontekstach spoecznych
przejawia si brakiem troski i wraliwoci w stosunku do sabych, dla których raczej naleaoby wykorzysta rodki i
finansowanie gwarantujce najlepsz moliw opiek tym, którzy jej najbardziej potrzebuj, w bardziej znanym rodowisku.
Izolowanie osób starszych jest oczywistym przejawem tego, co papie Franciszek nazwa kultur odrzucenia czytamy.
Eliminacja osób starszych to przewrotny proces Papieska akademia wskazaa, e dom rodzinny jest najlepszym
rodowiskiem do poszanowania penej godnoci osób starszych, których ycie jest czsto naznaczone cierpieniem. W
dokumencie przywoano sowa papiea Franciszka, z czasów kiedy by jeszcze arcybiskupem Buenos Aires, który
podkrela, e eliminacja osób starszych z ycia rodziny i spoeczestwa jest wyrazem przewrotnego procesu, w którym
nie ma ju adnej bezinteresownoci, hojnoci, a to bogactwo uczu, które sprawiaj, e ycie nie jest tylko dawaniem i
braniem, czyli rynkiem. Eliminowanie osób starszych jest przeklestwem, które nasze spoeczestwo czsto sobie
narzuca mówi obecny papie w 2013 roku. W dokumencie zauwaono równie, e istnieje wiele osób, którym brakuje
wsparcia rodowiska rodzinnego, dlatego wezwano do stworzenia innych ram czcych róne pokolenia. Domy opieki
powinny zosta przebudowane, a wic oferowa niektóre ze swoich usug bezporednio w domach osób starszych:
hospitalizacj w domu, opiek nad osob samotn, udzielajc pomocy o niskiej lub wysokiej intensywnoci, w oparciu o
potrzeby osobiste, gdzie zintegrowane s kwestie spoeczne i zdrowotne. Opieka i opieka domowa s osi nowego i
nowoczesnego paradygmatu napisano. Naley zadba o duszpasterstwo osób starszych W dokumencie wezwano
równie do zmian w miastach, aby uczyni je bardziej przyjaznymi dla osób starszych. Dane mówi nam, e populacja
osób starszych ronie szybciej na obszarach miejskich ni na wsi i e koncentracja osób starszych jest w nich wysza.
Wedug danych wiatowej Organizacji Zdrowia w 2050 roku bdzie ich 2 miliardy osób powyej 60 roku ycia na wiecie: w
zwizku z tym jedna na pi osób bdzie

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Tuesday 09 February 2021

stacja7.pl
Pontificia Accademia per la Vita

starsza. Dlatego wane jest, aby uczyni nasze miasta miejscami otwartymi i przyjaznymi dla osób starszych.
Papieska Akademia ycia zwrócia si do diecezji, parafii i wspólnot zakonnych o gbsz refleksj nad duszpasterstwem
osób starszych. Starzejcy si czowiek nie zblia si do koca, ale do tajemnicy wiecznoci; aby to zrozumie, musi zbliy si
do Boga i y z Nim w relacji. Dbanie o duchowo osób starszych, o ich potrzeb zayoci z Chrystusem i dzielenie si wiar
jest zadaniem mioci w Kociele czytamy w dokumencie. W dokumencie zacytowano List do osób starszych' w. Jana
Pawa II z 1999 r .: Naley pilnie znale waciw perspektyw, z której naley spojrze na ycie jako cao. A waciw perspektyw
jest wieczno, do której ycie jest znaczcym przygotowaniem na kadym etapie. Staro ma równie swoj rol do odegrania
w tym procesie stopniowego dojrzewania czowieka w drodze do wiecznoci. Jeli ycie jest pielgrzymk do tajemnicy
Boga, staro jest czasem, w którym najbardziej naturalnie patrzymy na próg tej tajemnicy. Papie Franciszek niedawno
ogosi wiatowy Dzie Dziadków i Osób Starszych, który ma si odbywa co roku w lipcu. Abp Vincenzo Paglia,
przewodniczcy Papieskiej Akademii ycia, powiedzia, e papieska instytucja nowego corocznego dnia w Kociele jest
wezwaniem dla wierzcych, aby wzrastaa w nich i wokó nich nowa wraliwo i troska o dziadków i osoby starsze. ' To
odpowiedzialno Kocioa powiedzia Paglia. Jestemy to winni osobom starszym i tym, którzy stan si nimi w
nadchodzcych latach. Poziom cywilizacji epoki mierzy si sposobem, w jaki traktujemy sabszych i bardziej kruchych
mówi duchowny. kh/CatholicNewsAgency/Stacja7 Reklama Reklama Reklama

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Wednesday 10 February 2021

ekai.pl
Pontificia Accademia per la Vita

Papieska Akademia ycia przedstawia dokument nt. staroci w warunkach po pandemii

Katolicka Agencja Informacyjna, KAI

W Watykanie przedstawiono 9 lutego dokument Papieskiej Akademii ycia


Staro: nasza przyszo. Kondycja ludzi starszych po pandemii z dat 2 bm.
Omówili go oraz podzielili si wasnymi spostrzeeniami na zwizane z nim
tematy przewodniczcy Akademii abp Vincenzo Paglia, pra. Bruno-Marie
Duffé - sekretarz Dykasterii Caociowego Rozwoju Ludzkiego i prof. Etsuo
Akiba z Japonii. Na wstpie arcybiskup podzikowa Ojcu witemu za niedawne
ustanowienie wiatowego Dnia Dziadków i Osób Starszych, który bdzie odtd
obchodzony co roku 25 lipca. Zaznaczy, e ma to sprzyja wzrostowi u
wierzcych nowej wraliwoci wobec bab, dziadków i osób w starszym wieku.
Przypomnia, e take poprzedni papiee wielokrotnie podejmowali te
zagadnienia, np. w. Jan Pawe II napisa List do osób starszych, Benedykt XVI
ogosi wiele cennych dokumentów a z bogatego dorobku Franciszka w tym
zakresie naley wymieni niezapomniane wito ludzi starszych w Rzymie w
2017 roku. Obecny papie nieustannie krytykuje kultur odrzucenia, prowadzc
czsto do opuszczenia ludzi sdziwych, wzywajc do troski o tworzenie sieci
uczu i powiza, czcych pokolenia, aby rodzina i wspólnota chrzecijaska byy
domem przyjcia dla wszystkich - od najmodszych do dziadków i aby przekaz kultury i wiary midzy pokoleniami by
pynny i ywy - podkreli przewodniczcy Akademii. Wskaza, e nowy dokument chce jeszcze raz zwróci uwag na osoby
w podeszym wieku, których liczba od kilkudziesiciu lat wszdzie wzrasta, czemu jednak nie zawsze towarzyszy
naleyte zrozumienie dla tej wielkiej rewolucji demograficznej ostatnich dziesicioleci. Jeszcze bardziej problem ten
zaostrzya obecna pandemia COVID-19, która najwiksze miertelne niwo zbiera wanie wród najstarszych, czciowo
take z powodu wspomnianej kultury odrzucenia. Ogólnowiatowe dane na ten temat s brutalne w swym okruciestwie
- mówi dalej abp Paglia. Zauway, e dotychczas na wiecie z powodu koronawirusa zmaro ponad 2,3 mln osob
starszych, w wikszoci powyej 75. roku ycia. Co wicej, wikszo z nich odesza do wiecznoci w domach starców, np. we
Woszech poowa zgonów tej grupy wiekowej przypada na domy opieki (przebywa w nich obecnie prawie 300 tys.
osób), a tylko 24 proc. starców zmaro w swych mieszkaniach (jest ich tam ok. 7 mln). Wasne mieszkanie, równie w
czasie pandemii chronio najlepiej - podkreli mówca. Doda, e potwierdzaj to badania prowadzone na caym wiecie.
Drugim palcym problemem, wymagajcym przemylenia w wymiarach globalnych, jest - zdaniem hierarchy -
nastawienie spoeczestwa do ludzi starych. Wiele jest jeszcze do zrobienia w zakresie systemu troski i opieki nad
nimi. Umieszczanie ich w domach starców nie zawsze zapewnio najlepsze warunki opieki i pomocy, zwaszcza
wobec najsabszych. Konieczne jest powane zastanowienie si nie tylko nad domami opieki, ale nad caym systemem
opiekuczym dotyczcym osób w podeszym wieku. Franciszek przypomnia, e z pandemii wyjdziemy inni ni bylimy
wczeniej: lepsi lub gorsi, przy czym zaley to od nas i od tego, jak ju teraz zaczniemy budowa przyszo. I obecna
trzecia nota, jak Papieska Akademia ycia wydaa w czasie pandemii, chce pomóc w budowaniu nowej przyszoci dla
osób starszych w spoeczestwie

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Wednesday 10 February 2021

ekai.pl
Pontificia Accademia per la Vita

- wyjani abp Paglia. Podkreli odpowiedzialno Kocioa w tej dziedzinie. Nie moemy nie angaowa si w gbok wizj
troski o osoby trzeciego i czwartego wieku. Jestemy to winni naszym seniorom, tym wszystkim, którzy stan si nimi w
najbliszych latach - powiedzia mówca. Zauway, e miar cywilizacji danych czasów jest to, jak traktuje si najsabszych i
najbardziej bezradnych, a mier i cierpienie najstarszych musz by wezwaniem do robienia tego lepiej, rónorodnie i
wicej. Dzieci i modzie trzeba wychowywa do ycia Ewangeli, a zatem do uczenia take, i sabo, równie seniorów, nie
jest przeklestwem, ale oznacza drog do spotkania Boga w obliczu Jezusa Chrystusa. A sabo, widziana oczami
Ewangelii, jest si i narzdziem ewangelizacji - zakoczy przewodniczcy Papieskiej Akademii ycia. Z kolei pra. Bruno-
Marie Duffé zwróci uwag, e starcy s nasz pamici i tym samym s paradoksalnie take nasz nadziej. W tym kontekcie
zaznaczy, e kultura technicystyczna, stawiajca w centrum swego mylenia i ycia natychmiastow skuteczno, prowadzi
nas czsto do opuszczania starszych, do uwaania ich za mao wydajnych. Wskaza, e w niektórych firmach za starych
uwaa si ju 50-latków, niekiedy nawet ich si zwalnia na rzecz modszych, a przewaajcy obecnie kult indywidualizmu nie
potrzebuje innych: starszych i wolniejszych. Tym samym ludzie w starszym wieku nie s ju uwaani za priorytet w
naszym spoeczestwie, a w kontekcie obecnej pandemii s stawiani po innych, po osobach «produkcyjnych», nawet
jeli one same s sabsze - ubolewa sekretarz Dykasterii Caociowego Rozwoju Ludzkiego. Wskaza, e kolejno dostpu do
pilnej opieki pokazaa jeszcze raz, e ludzie starsi nie mogli korzysta z terapii wsparcia yciowego oraz przypomnia o
zerwaniu wizi midzy pokoleniami, gdy dzieci i modzi nie mog si ju spotyka z seniorami, przebywajcymi w cisym
odosobnieniu. Prowadzi to czsto do prawdziwych zaburze psychicznych niektórych dzieci i modziey, które potrzebuj
przebywania ze swym dziadkami i babciami, tak samo jak oni potrzebuj kontaktów ze swymi wnukami, gdy w
przeciwnym wypadku umr z powodu innego wirusa: bólu - stwierdzi francuski praat kurialny. Przeciwiestwem tego
jest, jak to czsto powtarza papie, dialog midzypokoleniowy, który naley wspiera nawet wtedy, gdy czasami jest bez
sów, za pomoc obrazka wykonanego przez dziecko lub czuoci ich spojrze, które si krzyuj i zachcaj wzajemnie do
dziaania. Dlatego wanie pokolenia, podajc sobie rce w gecie podzielanego uczucia, proponuj sobie nawzajem
poznanie i marzenia, jest to nadzieja, która nie moe umrze, gdy jest darem Boym - zakoczy sw wypowied pra. Duffé. I
wreszcie prof. Etsuo Akiba z Uniwersytetu Toyama w Japonii i czonkini Papieskiej Akademii ycia, powiedziaa na
wstpie, e przemawia z kraju o najwyszej redniej wieku i z najniszym wskanikiem przyrostu naturalnego na wiecie.
Zaznaczya, e z powodu szybkiego wzrostu zakae koronawirusem od grudnia ub.r. liczba zmarych z tego powodu w
jej ojczynie przekroczya 6 tysicy, przy czym 98 proc. zgonów to osoby powyej 60. roku ycia. W samym tylko Tokio
drastycznie zwikszya si ilo zgonów w szpitalach. Ale media japoskie nie pisz o zmarych starcach, jak i gdzie odeszli.
Do szerokiej publicznoci nie przedostaje si ból wnuków i pozostaych krewnych, którzy stracili kogo bliskiego. Na tle
obojtnoci opinii publicznej wobec mierci seniorów istnieje wielka dyskryminacja wzgldem chorych zakanie oraz
przepa midzy pokoleniami, wywoana równie powojenn indywidualistyczn wizj rodziny - stwierdzia prelegentka.
Zauwaya, e w odniesieniu do modych pokole istnieje tendencja do gromadzenia si w ograniczonym, centralnym
obszarze metropolitalnym, aby y i pracowa w drapaczu chmur.

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Wednesday 10 February 2021

ekai.pl
Pontificia Accademia per la Vita

W yciu szkolnym przewaa wizja wychowawcza nie ukierunkowana na wartoci, ale uczniowie winni angaowa si w
siln konkurencj w zamknitym gronie. Bardzo rozpowszechnione jest zncanie si w klasach nad sabszymi, a ci, którzy
nie mog tego znie, czsto izoluj si, nieraz na dugie lata, a w najgorszym przypadku odbieraj sobie ycie - ubolewaa
uczona. Dodaa, e obecnie w czasie pandemii w Japonii ronie liczba samobójstw wród uczennic'. Z kolei w
odniesieniu do starszego pokolenia wystpuje tendencja do przenoszenia si na przedmiecia, do mieszka specjalnie
dla nich zaprojektowanych i oddzielnie od ich dzieci. Ale s te przykady przeciwstawne im, np. wspierany przez
prefektur Toyama nad Morzem Japoskim Compact City Project', w którym realizuje si plan cznoci
midzypokoleniowej' oraz Toyama Day Care System', w którym osoby starsze i dzieci niepenosprawne mieszkaj
razem w tradycyjnym duym domu japoskim przeznaczonym dla trzech pokole, przy wsparciu samych czonków
rodziny i przy pomocy personelu pomocniczego - owiadczya prof. Akiba. Dodaa, e obecnie rozwija si projekt Global
Bioethics, wspierany przez Papiesk Akademi ycia, który otwiera nas na nasze wspólne pocztki,na Stwórc
Wszechwiata i mógby by potnym narzdziem, take dla pracy misyjnej.

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Wednesday 10 February 2021

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Pontificia Accademia per la Vita

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AsiaNews.it

- ·Vincenzo Paglia50307007524 205060205 [] Bruno-Marie Duffè FP

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Tuesday 09 February 2021

domradio.de
Pontificia Accademia per la Vita

Vatikan fordert anderen gesellschaftlichen Umgang mit Alter

Als eine Lehre aus der Covid-Pandemie fordert der Vatikan eine neue
Wertschätzung des Alters und alter Menschen. Ein Papier nennt neben neuen
Modellen der Altenpflege ein verändertes Bewusstsein als Voraussetzung für
diesen kulturellen Wandel. Das am Dienstag vorgestellte Dokument mit dem
Titel "Das Alter - unsere Zukunft" wurde von der Päpstlichen Akademie für
das Leben und der Vatikanbehörde für ganzheitliche Entwicklung erarbeitet.
Offenheit und Gegenseitigkeit zwischen Jung und Alt Die unverhältnismäßig
hohe Zahl an Covid-Toten in Senioren- und Pflegeheimen weltweit ist
demzufolge nur ein Warnsignal, dass im gesellschaftlichen Umgang mit alten
Menschen etwas nicht stimme. Den schon länger anhaltenden
demografischen Wandel nennt das Dokument "eine kulturelle,
anthropologische und ökonomische Herausforderung". Senioren, die nicht
mehr im Produktionsprozess stehen, seien keineswegs nur Last oder
Kostenfaktor, sondern vielmehr ein Geschenk und eine Bereicherung. Um
diese zu nutzen, brauche es "viel mehr Offenheit und Gegenseitigkeit
zwischen jungen und alten Menschen", so Bruno-Marie Duffe von der
Behörde für Entwicklung bei der Vorstellung. Vielerorts lebten inzwischen schon vier Generationen gleichzeitig
nebeneinander. Da aber die traditionelle Großfamilie meist verschwunden, Arbeitsverhältnisse drastisch verändert
und damit Mobilität gestiegen sei, brauche es kreative Modelle, alte Menschen stufenweise und individuell zu
unterstützen. Es brauche einen möglichst kontinuierlichen Übergang von der eigenen Wohnung gegebenenfalls bis
zur stationären Langzeitpflege. Neue Formen professioneller wie ehrenamtlicher nachbarschaftlicher Hilfe könnten
ebenso hilfreich sein wie neue Technologien von Telemedizin bis künstlicher Intelligenz. Unterstützung, aber nur wo
nötig, bräuchten nicht nur die Alten, sondern auch die Jungen, die sich kümmern. Zu diesen gehörten nicht nur
Verwandte, sondern zunehmend Freunde und Nachbarn. Änderung der Einstellung gegenüber Senioren nötig Eine
durchgehende Stärkung sämtlicher Pflegeberufe fordern die Vatikanbehörden ebenfalls. Gleichzeitig warnen sie vor
gesellschaftlichen und rechtlichen Tendenzen, alte Menschen noch schneller "zu entsorgen". "Gebrechlichen das
Lebensrecht zu nehmen, heißt, allen - vor allem den Jungen - Hoffnung auf die Zukunft zu nehmen", heißt es in dem
Dokument. Wichtiger als rechtliche, organisatorische oder technische Veränderungen seien "ein tiefgreifender
Sinneswandel und eine Änderung der Einstellung gegenüber der Vorstellung gebrechlicher alter Menschen", so der
Präsident der Akademie für das Leben, Erzbischof Vincenzo Paglia. Statistiken, nach denen in Familien weniger alte
Menschen an Covid starben als in Heimen, seien Indiz dafür, dass "Liebe und Leidenschaft mit das wirksamste
Vakzin" seien.

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Tuesday 09 February 2021

Il Sismografo
Pontificia Accademia per la Vita

(Sala stampa della Santa Sede) Una lezione da da apprendere. È ora il tempo di"trovare il
coraggio di aprire spazi dove tutti possano sentirsi chiamati, e permettere nuove forme di
ospitalità, di fraternità, di solidarietà"[1] Così Papa Francesco ...

(Sala stampa della Santa Sede) Una lezione da da apprendere. È ora il tempo
di"trovare il coraggio di aprire spazi dove tutti possano sentirsi chiamati, e
permettere nuove forme di ospitalità, di fraternità, di solidarietà"[1] Così Papa
Francesco si esprimeva nella preghiera del 27marzo del 2020 in una piazza
San Pietro vuota, dopo averci ricordato che "avidi di guadagno, ci siamo
lasciati assorbire dalle cose e frastornare dalla fretta.Non ci siamo fermati
davanti ai tuoi richiami,non ci siamo ridestati difronte a guerre e ingiustizie
planetarie, non abbiam oascoltato il grido dei poveri e del nostro pianeta
gravemente malato. Abbiamo proseguito imperterriti..."[2]. La Pontificia
Accademia per la Vita - d' intesa con il Dicastero per il Servizio dello Sviluppo
Umano Integrale -si è sentita interpellata ad intervenire con una ariflessione
sugli insegnamenti da trarre dalla tragedia della pandemia, sulle sue
conseguenze per l' oggi e per il prossimo futuro delle nostre società. (...)

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Tuesday 09 February 2021

Il Sismografo
Pontificia Accademia per la Vita

Il Sismografo: VaticanoConferenza Stampa di presentazione del Documento della


Pontificia Accademia per la Vita: "La vecchiaia: il nostro futuro. La condizione degli
anziani dopo la pandemia"
VaticanoConferenza Stampa di presentazione del Documento della Pontificia Accademia per la Vita: "La vecchiaia: il
nostro futuro. La condizione degli anziani dopo la pandemia"

Posted by Il sismografo

-Intervento di S.E. Mons. Vincenzo Paglia -Intervento di Mons. Bruno-Marie


Duffè -Intervento della Prof.ssa Etsuo Akiba Alle ore 11.30 di questa mattina,
in diretta streaming dall' Aula "Giovanni Paolo II" della Sala Stampa della
Santa Sede, ha avuto luogo la Conferenza Stampa di presentazione del
Documento della Pontificia Accademia per la Vita: "La vecchiaia: il nostro
futuro. La condizione degli anziani dopo la pandemia". Sono intervenuti: S.E.
Mons. Vincenzo Paglia, Presidente della Pontificia Accademia per la Vita;
Mons. Bruno-Marie Duffè, Segretario del Dicastero per il Servizio dello
Sviluppo Umano Integrale; e la Prof.ssa Etsuo Akiba, Docente all' Università
di Toyama (Giappone), Accademico Ordinario della Pontificia Accademia per
la Vita, in collegamento dalla città giapponese. (...)

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Tuesday 09 February 2021

famigliacristiana.it
Pontificia Accademia per la Vita

«Accogliere gli anziani è seminare speranza e futuro»


09/02/2021 Presentato il 9 febbraio il documento della Pontificia Accademia per la vita "La vecchiaia: il nostro
futuro. La condizione degli anziani dopo la pandemia". I dati dell' Organizzazione mondiale della sanità (Oms)
parlano chiaro: nel 2050 una persona su cinque sara anziana. La "ricchezza degli anni" e un tesoro da valorizzare e
proteggere.

Chiara Pelizzoni chiapelizzoni

Dieci pagine, sono dieci intense pagine quelle del documento della Pontificia
Accademia per la Vita presentato questa mattina "La vecchiaia: il nostro
futuro. La condizione degli anziani dopo la pandemia" in cui riflettere sul
ruolo determinate degli anziani illuminato dai mesi difficili che abbiamo
vissuto, travolti da un virus micidiale che ha sconvolto le nostre vite e
rivoluzionato rapporti e priorità. Dove i più colpiti sono stati proprio gli
anziani, falcidiati dai contagi. Morti soli, tante e troppe volte nelle case di
cura. Il Covid ci ha rubato un' intera generazione, i nostri nonni, le radici delle
nostre famiglie. Con loro i ricordi e la saggezza di quel tempo della vita. «La
pandemia» si legge nel documento che apre con un primo paragrafo Una
lezione da apprendere «ha fatto emergere una duplice consapevolezza: da
una parte l' interdipendenza tra tutti e dall' altra la presenza di forti
disuguaglianze. Siamo tutti in balia della stessa tempesta, ma in un certo
senso, si puo anche dire che stiamo remando su barche diverse : le piu fragili
affondano ogni giorno». In questo difficile contesto «Si staglia l' ultima
Enciclica di Papa Francesco, Fratelli tutti, che, provvidenzialmente, disegna l'
orizzonte in cui collocarci per delineare quella "prossimita" al mondo degli anziani, che sino ad oggi e stato spesso
"scartato" dall' attenzione pubblica. Gli anziani, infatti, sono stati tra i piu colpiti dalla pandemia. Il numero di morti tra
le persone oltre i 65 anni e impressionante». Ecco allora l' appello di papa Francesco: «"Isolare le persone anziane e
abbandonarle a carico di altri senza un adeguato e premuroso accompagnamento della famiglia, mutila e
impoverisce la famiglia stessa. Inoltre, finisce per privare i giovani del necessario contatto con le loro radici e con
una saggezza che la gioventu da sola non puo raggiungere ". Il Covid-19 e gli anziani Il capo dell' Ufficio europeo dell'
Organizzazione Mondiale della Sanita, si legge nel documento, ha dichiarato che «nella primavera del 2020 fino alla
meta dei decessi per coronavirus nella regione sono avvenuti nelle case di cura: una "tragedia inimmaginabile", ha
commentato[». Questo pone il problema del ricovero degli anziani nelle case di cura: «L' istituzionalizzazione degli
anziani, soprattutto dei piu vulnerabili e soli, proposta come unica soluzione possibile per accudirli, in molti contesti
sociali rivela una mancanza di attenzione e sensibilita verso i piu deboli». Tale approccio, infatti, «Manifesta in
maniera evidente cio che Papa Francesco ha definito la cultura dello scarto». [] «Gia negli anni in cui era Arcivescovo
di Buenos Aires, papa Francesco sottolineava che Eliminare gli anziani e una maledizione

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Tuesday 09 February 2021

famigliacristiana.it
Pontificia Accademia per la Vita

che spesso questa nostra societa si autoinfligge"». Ecco perché «E quanto mai opportuno avviare una riflessione
attenta, lungimirante e onesta su come la societa contemporanea debba farsi "prossima" alla popolazione anziana,
soprattutto laddove sia piu debole» . E quanto sia più che mai necessaria «Una nuova visione, di un nuovo paradigma
che permetta alla societa di prendersi cura degli anziani». La benedizione di una lunga vita «Si impone anche a
seguito dei grandi cambiamenti demografici a cui tutti assistiamo. Sotto il profilo statistico-sociologico, uomini e
donne hanno in generale oggi una piu lunga speranza di vita . Correlata a questo fenomeno si registra una drastica
riduzione della mortalita infantile». Un dato clamoroso indica la strada: «Secondo i dati dell' Organizzazione
Mondiale della Sanita, nel 2050 nel mondo ci saranno due miliardi di ultrasessantenni: dunque, una persona su
cinque sara anziana ». «E pertanto essenziale rendere le nostre citta luoghi inclusivi e accoglienti per gli anziani e, in
generale, per tutte le forme di fragilita». Perché « Essere anziani e un dono di Dio e un' enorme risorsa , una
conquista da salvaguardare con cura». Ed è «Innegabile che la pandemia abbia rinforzato in noi tutti la
consapevolezza che la "ricchezza degli anni" e un tesoro da valorizzare e proteggere ». Un nuovo modello di cura e
di assistenza degli anziani piu fragili «A livello culturale e di coscienza civile e cristiana, e quanto mai opportuno un
profondo ripensamento dei modelli assistenziali per gli anziani». «Imparare ad "onorare" gli anziani e cruciale per il
futuro delle nostre societa e, in ultima istanza, per il nostro futuro». «La realizzazione di una vita piena e di societa
piu giuste per le nuove generazioni dipende dal riconoscimento della presenza e della ricchezza che costituiscono
per noi i nonni e gli anziani». Ecco allora che è necessario «Creare le condizioni migliori affinche gli anziani possano
vivere questa particolare fase della vita, per quanto possibile, nell' ambiente a loro familiare, con le amicizie abituali».
Perché «Mettere al centro dell' attenzione la persona, con i suoi bisogni e suoi diritti e espressione di progresso, di
civilta e di autentica coscienza cristiana ». «Per individuare nuove prospettive abitative ed assistenziali e necessario
partire da un' attenta considerazione della persona, della sua storia e delle sue esigenze» . Con l' obiettivo di
«realizzare un continuum assistenziale tra la propria casa e alcuni servizi esterni, senza cesure traumatiche, non
adatte alla fragilita dell' invecchiamento». Con «Un' attenzione particolare alle abitazioni perche siano adeguate alle
esigenze dell' anziano». È necessario «E urgente attivare una "presa in carico" dell' anziano laddove si svolge la sua
vita» . Pertanto «Vanno incrementate le figure dei care-giver». «Tutto cio puo consentire agli anziani di vivere in
maniera "familiare" questa fase dell' esistenza» . «Grande supporto puo derivare dalle nuove tecnologie e dai
progressi della telemedicina e dell' intelligenza artificiale». «Un' alleanza attenta e creativa tra famiglie, sistema
socio- sanitario, volontariato e tutti gli attori in campo, puo evitare ad una persona anziana di dover lasciare la
propria abitazione ». E necessaria, piuttosto, « una personalizzazione dell' intervento sociosanitario e assistenziale».
Vanno promosse «Con creativita e intelligenza l' independent living , l' assisted living , il co-housing». Tali esperienze,
infatti, «Consentono di vivere in un

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Tuesday 09 February 2021

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alloggio privato, godendo dei vantaggi della vita comunitaria». Ispirandosi al tradizionale vicinato, « Contrastano
molti dei disagi delle citta moderne : la solitudine, i problemi economici, la carenza di legami affettivi, il semplice
bisogno di aiuto». «Sono formule abitative ed assistenziali che richiedono un profondo cambiamento di mentalita e
di approccio all' idea della persona anziana fragile , ma ancora capace di dare e di condividere: un' alleanza tra
generazioni che puo farsi forza nel tempo della debolezza». Riqualificare la casa di riposo in un " continuum" socio-
sanitario Ossia « Offrire alcuni loro servizi direttamente nei domicili degli anziani : ospedalizzazione a domicilio,
presa in carico della singola persona con risposte assistenziali modulate sui bisogni personali a bassa o ad alta
intensita, dove l' assistenza sociosanitaria integrata e la domiciliarita rimangano il perno di un nuovo e moderno
paradigma». È necessario « S upportare le famiglie che, soprattutto se costituite da pochi figli e nipoti, non possono
sostenere da sole, presso un' abitazione, la responsabilita a volte logorante di prendersi cura di una malattia
esigente, costosa in termini di energie e di denaro». «Va reinventata una rete di solidarieta piu ampia , non
necessariamente ed esclusivamente fondata su vincoli di sangue». «Il declino delle relazioni sociali, infatti, colpisce
in modo particolare gli anziani». Basti pensare che da un' indagine svolta negli Stati Uniti «Nel 1985 le persone
potevano contare su circa tre persone di fiducia, nel 2004 questo dato si riduce a uno ». Per questo «È importante
invertire il trend , anche con attenti piani che promuovano sia nel versante civile che in quello ecclesiale l' attenzione
e la cura perche coloro che invecchiano non siano lasciati soli». In diversi Paesi, «Le case di riposo sono state, negli
ultimi decenni, la risposta ad una domanda crescente, proveniente da un mondo in trasformazione». Le famiglie, dal
canto loro, « Ricorrono spesso alla soluzione del ricovero in strutture pubbliche e private per necessita , nella
speranza di offrire ai propri cari un' assistenza di qualita». «Nella gran parte di queste strutture, la dignita e il rispetto
per l' anziano sono sempre stati i cardini dell' opera assistenziale». «Col passare degli anni, tuttavia, le normative
hanno imposto di ridurre le dimensioni delle grandi strutture residenziali, sostituendole con moduli piu piccoli e piu
funzionali alle necessita degli ospiti». «E pur vero che l' ambiente delle case di riposo appare strutturato piu come un
ospedale che come un' abitazione , senza che tuttavia vi sussista l' elemento piu specifico: ossia il fatto che in
ospedale si entra con la speranza di uscirne, una volta che si e stati curati. Un fattore che sta facendo ormai
emergere un disagio diffuso nella coscienza collettiva , sia a livello medico che culturale». Gli anziani e la forza della
fragilita In questo orizzonte si inserisce «L' invito a Diocesi, parrocchie e comunita ecclesiali a «Una riflessione piu
attenta verso il mondo degli anziani». «La loro presenza e una grande risorsa». Hanno un ruolo determinate « Nella
conservazione e trasmissione della fede ». Dal canto loro «Certamente, gli anziani, da parte loro, devono cercare di
vivere con sapienza la vecchiaia . "Questi anni del nostro ultimo tratto di cammino, contengono un dono e una
missione: una vera vocazione del Signore"». Ecco perché «È necessario "annunciare la presenza di Cristo [anche]
alle persone anziane" ». È indispensabile «Aiutarli a riscoprire il significato del

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Tuesday 09 February 2021

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Pontificia Accademia per la Vita

proprio Battesimo, in una fase speciale della vita, [...]: per ritrovare lo stupore dinanzi al mistero dell' amore di Dio e
all' eternita; [...] per scoprire la relazione con il Dio dell' amore misericordioso; per chiedere agli anziani che fanno
parte delle nostre comunita di essere attori della nuova evangelizzazione per trasmettere essi stessi il Vangelo . Essi
sono chiamati ad essere missionari", come ogni altra eta della vita». In questo «"La Chiesa [puo farsi] luogo dove le
generazioni sono chiamate a condividere il progetto d' amore di Dio" ». «Questa condivisione intergenerazionale ci
obbliga a cambiare il nostro sguardo verso gli anziani, per imparare a guardare al futuro insieme a loro» . Giovani e
anziani, infatti, «Incontrandosi, possono portare nel tessuto sociale quella nuova linfa di umanesimo che renderebbe
piu solidale la societa». La vecchiaia, poi, «Richiama anche il senso della destinazione ultima dell' esistenza umana»
. Nel 1999 Giovanni Paolo II diceva: « L' uomo che invecchia non si avvicina alla fine, ma al mistero dell' eternita ».
Preziosa e anche « La testimonianza che gli anziani possono dare con la loro fragilita. Essa puo essere letta come
un "magistero", un insegnamento di vita». La vecchiaia «Va compresa anche in questo orizzonte spirituale: e l' eta
propizia dell' abbandono a Dio». «Caduti i puntelli umani, la virtu fondamentale diviene la fede , vissuta non solo
come adesione a verita rivelate, ma come certezza dell' amore di Dio che non abbandona». «La debolezza degli
anziani » si legge nel documento «e anche provocatoria: invita i piu giovani ad accettare la dipendenza dagli altri
come modo di affrontare la vita» . «Una societa che sa accogliere la debolezza degli anziani e capace di offrire a
tutti una speranza per il futuro. Togliere il diritto alla vita di chi e fragile significa invece rubare la speranza,
soprattutto ai giovani. Ecco perche scartare gli anziani - anche con il linguaggio - e un grave problema per tutti.
Implica un messaggio chiaro di esclusione, che sta alla base di tanta mancata accoglienza: dalla persona concepita
a quella con disabilita, dall' emigrato a colui che vive per strada». Come ripete papa Francesco «L' abbandono
diviene una forma di eutanasia nascosta e propone un messaggio che mette a rischio l' intera societa». «Cio che e
debole per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i forti (1Cor 1,27)». E segue l' appello ai cristiani: «Loro, in
particolare - debbono interrogarsi con l' intelligenza dell' amore per individuare prospettive e strade nuove con le
quali rispondere alla sfida non solo dell' invecchiamento, quanto piuttosto della debolezza nella vecchiaia ». Il
documento si conclude con un episodio significativo riportato solo nel Vangelo di Luca: «Un racconto evangelico, in
particolare, mette in luce il valore e le sorprendenti potenzialita dell' eta anziana. Si tratta dell' episodio della
Presentazione al Tempio del Signore , ricorrenza che nella tradizione cristiana orientale e chiamata "Festa dell'
Incontro"». «In quell' occasione sono infatti due persone avanti con l' eta, Simeone e Anna, a incontrare il Bambino
Gesu». « Simeone prende Gesu tra le braccia: il Bambino e l' anziano, quasi a simboleggiare l' inizio e il termine dell'
esistenza terrena , si sostengono reciprocamente: infatti, come proclamano alcuni Inni liturgici, «il vecchio portava il
Bambino, ma il Bambino sorreggeva l' anziano». E continua: «Questo episodio compie la profezia di Gioele: "I vostri
anziani faranno sogni, i vostri giovani avranno visioni"

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Tuesday 09 February 2021

famigliacristiana.it
Pontificia Accademia per la Vita

( Gl 3,1). In quell' incontro i giovani vedono la loro missione e gli anziani realizzano i loro sogni». «Il futuro - sembra
dirci questa profezia - apre possibilita sorprendenti solamente se si coltiva insieme. E solo grazie agli anziani che i
giovani possono ritrovare le proprie radici ed e solo grazie ai giovani che gli anziani recuperano la capacita di
sognare» . Ecco perche «Privare gli anziani del loro "ruolo profetico", accantonandoli per ragioni meramente
produttive, provoca un incalcolabile impoverimento, un' imperdonabile perdita di saggezza e di umanita . Scartando
gli anziani, si recidono le radici che permettono alla societa di crescere verso l' alto e di non appiattirsi sui
momentanei bisogni del presente». E conclude: «Il paradigma che si intende proporre non e astratta utopia o ingenua
pretesa, puo invece innervare e nutrire anche nuove e piu sagge politiche di salute pubblica e originali proposte di un
sistema assistenziale piu adeguato alla vecchiaia . Piu efficaci, oltre che piu umane». 1Sentire la responsabilita di
suggerire e sostenere - all' interno di questa rivoluzione copernicana - nuove e incisive misure perche sia reso
possibile agli anziani di essere accompagnati e assistiti in contesti familiari, nella loro casa e comunque in ambienti
domiciliari che assomiglino piu alla casa che all' ospedale. Si tratta di una svolta culturale da mettere in atto . La
Pontificia Accademia per la Vita sara attenta a indicare questa strada come la via piu autentica per testimoniare la
verita profonda dell' essere umano: immagine e somiglianza di Dio, mendicante e maestro d' amore».

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Tuesday 09 February 2021

ACI Stampa
Pontificia Accademia per la Vita

Anziani e pandemia, dal Giappone un progetto per far rivivere il dialogo tra generazioni

CITTÀ DEL VATICANO , 09 febbraio, 2021 / 2:00 PM ( ACI Stampa ).- "Il
"Compact City Project" è un progetto di collegamento intergenerazionale in
collaborazione con la nostra università e l' industria del giardinaggio
paesaggistico". E' uno dei progetti che combatte una mentalità che sembra
voler cancellare gli anziani. E' la testimonianza della professoressa Etsuo
Akiba, Docente all' Università di Toyama in Giappone, Accademico Ordinario
della Pontificia Accademia per la Vita . Il suo racconto parla di come i media
giapponesi non riportino "la reale condizione della morte degli anziani, le loro
vicende particolari, dove e come sono morti. Il dolore dei nipoti e dei familiari
che hanno perso una persona amata, non è condiviso dal grande pubblico.
Sullo sfondo dell' indifferenza dell' opinione pubblica verso la morte degli
anziani, c' è una grave discriminazione nei confronti dei malati di malattie
infettive e anche il divario tra generazioni, causato dall' emergere della
visione mononucleare della famiglia dal secondo dopoguerra". I giovani
invece ha raccontato la professoressa vivono e lavorano nei grattacieli, in
circoli chiusi "il bullismo in classe è molto diffuso. Quanti non reggono
spesso vanno in isolamento, a volte per lunghi anni e, nel peggiore dei casi, si suicidano. Oggi, nel tempo della
pandemia, il numero dei suicidi da parte delle studentesse è in aumento". Gli anziani vivono con la paura di non
riconoscere nessuno, scrivono "una "Ending Note", rifiutando le cure terminali prima di perdere la capacità di
autodeterminazione" e le generazioni non dialogano tra loro. Ci sono poi "alcune città di provincia poco popolate e
con una popolazione invecchiata, ma fortunate a causa della presenza di abbondanti risorse naturali, e che
mantengono la cultura religiosa tradizionale giapponese, hanno cercato seriamente di creare una comunità
regionale di mutuo soccorso, rifiutando la separazione tra generazioni". Così il "Compact City Project" e il "Toyama
Day Care System", introdotto da un' infermiera in pensione 30 anni fa, è cresciuto fino a diventare un progetto
nazionale. E così le "persone anziane e bambini portatori di handicap vivono insieme nella tradizionale grande casa
giapponese progettata per ospitare le tre generazioni, con il sostegno degli stessi appartenenti alla famiglia e aiutati
da personale di supporto". Vantaggi se ne vedono a vari livelli e per questo si deve "scavare più a fondo nelle nostre
radici, per ricondurre la nostra etica nazionale alla sua origine ultima, al bene comune supremo condiviso da tutti gli
esseri umani". Così per Etsuo Akiba la guerra al Covid-19 "è una rara possibilità per noi di sfuggire dalla mentalità
solitaria di un paese insulare e raggiungere una prospettiva cosmopolita . Ora lo sviluppo della Bioetica Globale,
promossa dalla Pontificia Accademia per la Vita, ci apre alla nostra comune origine, al Creatore dell' Universo, e
potrebbe essere un potente strumento. Inoltre potrebbe essere uno strumento per il

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Tuesday 09 February 2021

ACI Stampa
Pontificia Accademia per la Vita

lavoro missionario. In effetti, è storia comune che non pochi intellettuali siano stati battezzati da adulti e anziani in
Giappone". La professoressa ha proposto la sua testimonianza nella conferenza on line di presentazione del
documento della Pontificia Accademia per la Vita nel Documento "La vecchiaia: il nostro futuro. La condizione degli
anziani dopo la pandemia". Nella conferenza L' arcivescovo Vincenzo Paglia, Presidente della Pontificia Accademia
per la Vita ha ricordato che nel sistema di cura e assistenza degli anziani molto è da rivedere. L' istituzionalizzazione
degli anziani nelle case di riposo, in ogni paese, non ha garantito necessariamente migliori condizioni di assistenza,
tanto meno per chi tra loro è più debole. È necessario un serio ripensamento non solo relativamente alle residenze
per gli anziani ma per l' intero sistema assistenziale del vasto popolo di anziani che oggi caratterizza tutte le società"
e Bruno-Marie Duffè, Segretario del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale Ha sottolineato come l'
emergenza sanitaria abbia " portato alla luce una componente importante della relazione sociale. La capacità di
raccogliere la sfida della vita, le sue incognite e le sue gioie, si basa, in parte, sull' ispirazione, propria del dialogo tra
generazioni: un dialogo che può essere fatto di parole o di silenzio, del disegno offerto da un bambino, che ancora fa
sognare l' anziano, o dalla tenerezza dei loro sguardi, che si incrociano e si incoraggiano a vicenda."

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[ § 2 9 6 5 5 0 2 2 § ]

Wednesday 10 February 2021


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L'Osservatore Romano
Pontificia Accademia per la Vita

La presentazione
La condizione degli anziani dopo la pandemia

Nella mattina di oggi, martedì 9 febbraio, in diretta streaming dalla Sala stampa
della Santa Sede, è stato presentato il documento della Pontificia Accademia
per la vita (Pav) La vecchiaia: il nostro futuro.
La condizione degli anziani dopo la pandemia .
In questa pagina pubblichiamo i testi integrali degli interventi dell' arcivescovo
presidente della Pav e del segretario del Dicastero per il servizio dello sviluppo
umano integrale (Dssui), e una sintesi di quello della professoressa Etsuko
Akiba, accademico ordinario della Pav, in collegamento dal Giappone.
Si tratta di una riflessione sugli insegnamenti da trarre dalla tragedia causata
dal covid-19 e sulle sue conseguenze, che riprende quella già avviata dalla Pav
con la Nota del 30 marzo 2020 (Pandemia e Fraternità Universale ), proseguita
con la Nota del successivo 22 luglio (L'«Humana Communitas» nell' era della
Pandemia. Riflessioni inattuali sulla rinascita della vita ) e con il documento
congiunto con il Dssui (Vaccino per tutti. 20 punti per un mondo più giusto e
sano ) del 28 dicembre scorso.
L' intenzione è proporre la via della Chiesa, maestra di umanità, a un mondo cambiato dalla pandemia, a donne e
uomini alla ricerca di un significato e di una speranza per la loro vita.

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[ § 2 9 6 5 5 0 2 4 § ]

Wednesday 10 February 2021


Page 1

L'Osservatore Romano
Pontificia Accademia per la Vita

La vecchiaia: il nostro futuro

«In tutti i continenti la pandemia ha colpito innanzi tutto chi è vecchio. I dati dei
decessi sono brutali nella loro crudeltà. A tutt' oggi si parla di più di due milioni
e trecentomila anziani morti per il covid-19, la maggioranza dei quali
ultrasettantacinquenni». Ha denunciato «una vera e propria "strage di anziani"»
l' arcivescovo presidente Vincenzo Paglia presentando stamane il documento
della Pontificia Accademia per la vita «La vecchiaia: il nostro futuro». Svoltasi
in modalità online, la conferenza nella Sala stampa della Santa Sede è stata
animata anche dagli interventi di monsignor Bruno-Marie Duffé, segretario del
Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, e dall' accademica
Etsuko Akiba, collegata dal Giappone, che ha illustrato la realtà di un Paese
con la popolazione più longeva del mondo.
Pagina 8.

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[ § 2 9 6 5 5 0 2 3 § ]

Tuesday 09 February 2021

osservatoreromano.va
Pontificia Accademia per la Vita

La vecchiaia: il nostro futuro

«In tutti i continenti la pandemia ha colpito innanzi tutto chi è vecchio. I dati
dei decessi sono brutali nella loro crudeltà. A tutt' oggi si parla di più di due
milioni e trecentomila anziani morti per il covid-19, la maggioranza dei quali
ultrasettantacinquenni». Ha denunciato «una vera e propria 'strage di
anziani'» l' arcivescovo presidente Vincenzo Paglia presentando stamane il
documento della Pontificia Accademia per la vita «La vecchiaia: il nostro
futuro». Svoltasi in modalità online, la conferenza nella Sala stampa della
Santa Sede è stata animata anche dagli interventi di monsignor Bruno-Marie
Duffé, segretario del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale,
e dall' accademica Etsuko Akiba, collegata dal Giappone, che ha illustrato la
realtà di un Paese con la popolazione più longeva del mondo.

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[ § 2 9 6 5 5 0 3 3 § ]

Wednesday 10 February 2021


Page 12

L'Osservatore Romano
Pontificia Accademia per la Vita

Sguardo sul Giappone

Denuncia «l' indifferenza dell' opinione pubblica per la morte degli anziani» in
Giappone la professoressa Etsuko Akiba, docente all' Università di Toyama, nel
suo intervento durante la conferenza stampa. Le persone con più di 60 anni
«rappresentano il 98 per cento di tutti i decessi» per covid, ha fatto presente,
ma «il numero delle morti fuori dagli ospedali sta aumentando drasticamente».
E «i media giapponesi non riportano la reale condizione della morte degli
anziani, le loro vicende particolari, dove e come sono morti». Insomma, «il
dolore dei nipoti e dei familiari che hanno perso una persona amata non è
condiviso dal grande pubblico». In realtà, in questa «indifferenza per la morte
degli anziani c' è una grave discriminazione» che ha alla base una «forte
visione individualista».
Inoltre, ha aggiunto, «la tendenza tra le giovani generazioni è quella di affollarsi
in una ristretta area metropolitana centrale, per vivere e lavorare in un
grattacielo. La vita scolastica è dominata da una visione educativa non
orientata ai valori. Il bullismo è molto diffuso».
Molti giovani si isolano e purtroppo finiscono per suicidarsi.
È un fatto che «le generazioni non dialogano tra loro» ha insistito Etsuko Akiba. E per questo ci sono iniziative e
progetti per creare invece un collegamento: come il Compact City Project nella prefettura di Toyama o il Toyama Day
Care System nel quale anziani e bimbi disabili vivono insieme.
«La guerra mondiale contro il covid-19 - ha concluso - può consentire al Giappone di superare la mentalità solitaria di
un Paese insulare e raggiungere una prospettiva cosmopolita». E un grande sostegno può venire proprio dallo
«sviluppo della bioetica globale, promossa dalla Pontificia Accademia per la vita», anche come «strumento per il
lavoro missionario».

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[ § 2 9 6 5 5 0 2 5 § ]

Tuesday 09 February 2021

osservatoreromano.va
Pontificia Accademia per la Vita

Misura della civiltà di un' epoca

Permettetemi, anzitutto, un ringraziamento a Papa Francesco per l'


istituzione della Giornata mondiale dei nonni e degli anziani, che si terrà ogni
anno il 25 luglio nella festa dei santi Gioacchino ed Anna. È un invito ai
credenti perché cresca in loro e attorno a loro una nuova sensibilità verso i
nonni e gli anziani. Più volte gli ultimi Pontefici sono intervenuti per
richiamare tutti a una attenzione nuova nei confronti degli anziani. Basti
ricordare la Lettera agli anziani di san Giovanni Paolo ii , alcuni preziosi
interventi di Benedetto xvi e l' intenso magistero di Papa Francesco con l'
indimenticabile festa degli anziani a Roma nel 2017. Il Papa, che non cessa
di contrastare quella 'cultura dello scarto' che porta ad abbandonare gli
anziani, esorta in ogni modo a prenderci cura della rete degli affetti e dei
legami che uniscono le generazioni, perché la famiglia e la comunità
cristiana siano una casa accogliente per tutti, dai piccoli ai nonni, e la
trasmissione della cultura e della fede tra le generazioni sia fluida e viva. L'
Accademia per la vita, con questa Nota , intende sottolineare l' urgenza di
una nuova attenzione alle persone anziane che in questi ultimi decenni sono
aumentate ovunque di numero. Senza tuttavia che aumentasse la prossimità verso di loro e ancor meno una
comprensione adeguata alla grande rivoluzione demografica di questi ultimi decenni. La pandemia da covid-19 - che
ha trovato negli anziani le vittime più numerose - ha rilevato questa incapacità della società contemporanea di
prendersi cura in maniera adeguata dei propri anziani. Con la pandemia, quella cultura dello 'scarto' che Papa
Francesco ha più volte richiamato, ha causato tragedie innumerevoli abbattutesi sugli anziani. In tutti i continenti la
pandemia ha colpito innanzi tutto chi è vecchio. I dati dei decessi sono brutali nella loro crudeltà. A tutt' oggi si parla
di più di due milioni e trecentomila anziani morti per il covid-19, la maggioranza dei quali ultrasettantacinquenni. Una
vera e propria 'strage di anziani'. E la maggioranza di essi è deceduta negli istituti per anziani. I dati di alcuni Paesi -
ad esempio l' Italia - mostrano che la metà degli anziani vittime di covid-19 viene dagli istituti e dalle Residenze
sanitarie assistenziali (Rsa), mentre solo un 24 per cento del totale dei decessi riguarda gli anziani e i vecchi che
vivevano a casa. Insomma, il 50% delle morti è avvenuto tra i circa 300.000 ospiti di case di riposo ed Rsa mentre
solo il 24% ha colpito i 7 milioni di anziani over 75 che vivono a casa. La propria dimora, anche durante la pandemia,
a parità di condizioni, ha protetto molto di più. E tutto questo si è ripetuto in Europa e in tante altre parti del mondo.
Una ricerca dell' università di Tel Aviv sui Paesi europei ha evidenziato la relazione proporzionale diretta tra numero
di posti letto nelle Rsa e numero dei morti anziani. In ogni Paese rimane sempre identica la proporzione: al crescere
dei posti letto risulta aumentato anche il numero delle vittime nella popolazione anziana. Non credo sia un caso.
Quanto è accaduto tuttavia

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[ § 2 9 6 5 5 0 2 5 § ]

Tuesday 09 February 2021

osservatoreromano.va
Pontificia Accademia per la Vita

impedisce di liquidare la questione della cura degli anziani con la immediata ricerca di capri espiatori, di singoli
colpevoli. D' altra parte, sarebbe incomprensibile un silenzio colpevole e sospetto. È urgente ripensare globalmente
la prossimità della società verso gli anziani. Nel sistema di cura e assistenza degli anziani molto è da rivedere. L'
istituzionalizzazione degli anziani nelle case di riposo, in ogni Paese, non ha garantito necessariamente migliori
condizioni di assistenza, tanto meno per chi tra loro è più debole. È necessario un serio ripensamento non solo
relativamente alle residenze per gli anziani ma per l' intero sistema assistenziale del vasto popolo di anziani che oggi
caratterizza tutte le società. Papa Francesco ha ricordato che, dalla pandemia, non si esce come prima: o siamo
migliori oppure peggiori. Dipende da noi e da come iniziamo già da oggi a costruire il futuro. Questa Nota - la terza
che l' Accademia emana in relazione alla pandemia - vuole aiutare l' edificazione di un nuovo futuro per gli anziani
nella società. È responsabilità della Chiesa assumere una vocazione profetica che indichi l' alba di un tempo nuovo.
Non possiamo non impegnarci per una profonda visione che guidi la cura della terza e della quarta età. Lo dobbiamo
ai nostri anziani, a tutti coloro che lo diventeranno negli anni a venire. La civiltà di un' epoca si misura a partire da
come trattiamo chi è più debole e fragile. La morte e la sofferenza dei più vecchi non possono non rappresentare
una chiamata a fare meglio, a fare diversamente, a fare di più. Lo dobbiamo ai nostri ragazzi, a chi è giovane e all'
inizio della vita: educare alla vita del Vangelo significa anche insegnare che la debolezza - anche quella dei vecchi -
non è una maledizione ma una via per incontrare Dio nel volto di Gesù Cristo. La fragilità, con gli occhi del Vangelo,
può diventare una forza e uno strumento di evangelizzazione. La Chiesa, maestra di vita, dovrà sempre più
reinterpretare - all' interno di un mondo nuovo e in evoluzione - la propria vocazione a essere un modello e un faro
per tante famiglie e per l' intera società perché chi invecchia sia sostenuto e aiutato nel rimanere a casa propria e
comunque a non abbandonarlo mai. di Vincenzo Paglia.

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Wednesday 10 February 2021

curaspirituale.it
Pontificia Accademia per la Vita

Spiritualità e cura
Un sito dedicato alla ricerca sulla spiritualità in ambito sanitario

Avvenire, 7 febbraio 2021 Il cappellano dell'Istituto dei Tumori: «Ricerca e


clinica non bastano, servono ospedali che pongano come priorità la
centralità del paziente. Una 'provocazione' anche per la comunità cristiana»
di Annamaria BRACCINI Come ha vissuto questi mesi di lockdown e di
pandemia chi, per missione e impegno sacerdotale, vive tra le corsie di una
realtà di cura grande e famosa nel mondo? Quali le sue impressioni? A
raccontare la propria esperienza è don Tullio Proserpio, cappellano della
Fondazione Ircss Istituto Nazionale dei Tumori di Milano: «Da una parte, a
livello sociale, c'è una nuova consapevolezza di fronte alle figure dei clinici e
dell'équipe curante in generale, dall'altra vedo una certa stanchezza e
pesantezza, legata anche al contingentamento delle presenze e alle
difficoltà di muoversi. L'impossibilità di trovare valvole di sfogo al lavoro
quotidiano e, magari, spazi di aggregazione, ha portato a nuove fatiche
anche a livello degli stessi clinici, preoccupati ogni giorno di contrastare
malattie importanti come quelle tumorali. Il fatto, poi, di non poter consentire
ai parenti di stare vicini ai nostri ospiti diventa un'ulteriore fonte di tensione.
Quindi, è certamente una situazione faticosa, maa qualcosa di positivo c'è. Ho sentito dire, non raramente 'Io mi
aggrappo al 'Capo' (inteso come il Signore), che mi dà comunque fiducia, non mi delude e che, anche se talvolta non
si capisce il suo modo di agire e di procedere, è base per la speranza». Si è detto che le malattie tumorali e di altro
genere sono aumentate molto, non si capisce se in relazione al virus o in quanto le persone si sono curate meno nei
mesi scorsi. Dal suo punto di vista privilegiato ha questa sensazione? Per quanto riguarda l'Istituto, sono state
dilazionate le visite non strettamente necessarie. Che siano aumentate le malattie tumorali, non riesco a dirlo con
esattezza, però posso assicurare che noi abbiamo seguito tutte le persone che ne avevano necessità. Siamo
diventati un hub dal punto di vista oncologico anche per altri ospedali che sono stati convertiti prevalentemente per
la cura della pandemia. Avete avuto contagi tra il personale medico e i pazienti? Dalla prima ondata di Covid subito è
stato attivato un reparto dedicato, come si usa dire. Attualmente siamo un presidio Covid-free. Noi operatori sanitari
siamo tutti vaccinati e regolarmente facciamo il tampone per vedere se siamo positivi o negativi. Abbiamo avuto
membri del personale che si sono ammalati, ma, intervenendo in modo tempestivo, la cosa è stata tenuta sotto
controllo. La pandemia ha aiutato a comprendere che la morte esiste. Questa consapevolezza ora diffusa è una
sfida per i credenti e, in specifico, per chi è sacerdote e opera nel campo della malattia? La situazione che stiamo
vivendo ha mutato il nostro modo di vedere la realtà, costringendoci a rivedere tanti luoghi comuni. Certamente ha
toccato l'aspetto della comprensione della morte. Qui, in Istituto, che si muore - e non genericamente - lo si vede tutti
i giorni. Credo che la pandemia abbia messo in evidenza come la miglior ricerca e

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Wednesday 10 February 2021

curaspirituale.it
Pontificia Accademia per la Vita

la miglior clinica non siano sufficienti. È emerso un grande bisogno di umanità, di ospedali che sappiano
'umanizzare' il dolore e la malattia, che pongano come priorità la centralità del paziente. Di cosa avevano bisogno le
persone confinate per Covid? Di una vicinanza talvolta purtroppo impossibile. Questo provoca anche noi come
comunità cristiana. Dobbiamo chiederci come siamo capaci di vivere relazioni di questo genere. Non a caso, la
Pontificia Accademia per la Vita ha messo in evidenza questo aspetto, sottolineando l'importanza e la necessità di
consentire tale approccio, nel rispetto di tutte le indicazioni e le norme, perché la vicinanza umana, affettiva,
calorosa, non è meno importante della clinica medica in senso stretto e delle terapie. Tratto da: Chiesadimilano.it

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Wednesday 10 February 2021


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La Sicilia
Pontificia Accademia per la Vita

Città del Vaticano

«Gli anziani vanno assistiti in un contesto familiare»

Manuela TulliCitta' del Vaticano. Le case di riposo non sono il luogo ottimale
per accogliere gli anziani nell' ultimo tratto della loro vita. Sono emblema di
separazione e hanno mostrato tutta la loro fragilità con il Covid. Il virus ha
provocato «una vera e propria strage di anziani. E la maggioranza di essi è
deceduta negli istituti per anziani. I dati di alcuni paesi, ad esempio l' Italia,
mostrano che la metà delle vittime anziane da Covid-19 viene dagli istituti e
dalle Rsa, mentre solo un 24 per cento del totale dei decessi riguarda i vecchi
che vivevano a casa». Lo ha detto il presidente della Pontificia Accademia
per la Vita, mons. Vincenzo Paglia, in una conferenza stampa in Vaticano.
«La propria dimora, anche durante la pandemia, a parità di condizioni, ha
protetto molto di più», ha aggiunto Paglia presentando il documento vaticano
che chiede un ripensamento nel modello di assistenza agli anziani,
attraverso il superamento delle Rsa e in generale dell' istituzionalizzazione,
grazie ad un rafforzamento dell' assistenza domiciliare. Oggi le strutture che
accolgono gli anziani si presentano come ospedali ma «senza che tuttavia vi
sussista l' elemento più specifico: ossia il fatto che in ospedale si entra con la speranza di uscirne, una volta che si è
stati curati», sottolinea la Pav. E allora occorrono «nuove e incisive misure perché sia reso possibile agli anziani di
essere accompagnati e assistiti in contesti familiari, nella loro casa e comunque in ambienti domiciliari che
assomiglino più alla casa che all' ospedale. Si tratta di una svolta culturale da mettere in atto», è l' appello del
Vaticano.
Riferendosi in particolare alla situazione italiana, «come Commissione per la riorganizzazione dell' assistenza agli
anziani promossa dal ministro Speranza noi stiamo preparando un piano per invertire la consuetudine passata.
Abbiamo programmato un intervento triennale per 500 mila anziani non autosufficienti e 500.000 parzialmente
autosufficienti con l' impiego di 9 miliardi di euro che prevedono anche 100 mila assunzioni per operatori sociali e
non solo sanitari per attuare questa nuova prospettiva che peraltro farebbe risparmiare notevolmente le spese
perché si eviterebbero inutili degenze ospedaliere».

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Wednesday 10 February 2021


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Il Resto del Carlino


Pontificia Accademia per la Vita

Obbligati a scegliere le Rsa

Anziani a casa? Non è un Paese per vecchi

Viviana Ponchia Adele ha lasciato la sua casa e il marito a metà gennaio


dopo essere rimasta in lista d' attesa in una rsa fuori Torino per mesi.
Quando non riconosce un nipote o dimentica a cosa serve il frigo, dice
con un sorriso: la testa perde, la guarnizione è rotta. Ha 92 anni, una
laurea in Lettere e una collezione di audiolibri. Ma dentro e fuori tutte le
protezioni stanno cedendo.
Dissolvenze, cadute, smarrimenti. E ogni tanto lampi di dolorosa lucidità:
troppi "sagrin" per voi. Il piemontese sagrin rende bene l' idea del cruccio,
dell' afflizione. Anche della sofferenza morale. È la forza di gravità
raddoppiata su di sé e sugli altri, tutti "sagrinà".
Monsignor Vincenzo Paglia sostiene che tenere gli anziani a casa non è
utopia. Che l' assistenza domiciliare deve prevalere sul concetto di
nursing home chiamando a raccolta medici di famiglia, assistenti sociali,
il buon cuore del quartiere. Un giorno forse.
Il medico di Adele risponde solo nelle ore comandate. La badante ha
ammesso di non farcela da sola. E l' infermiera di quartiere arriva in ritardo per cose che un vecchio coniuge
arrossisce solo a pensarle. Non bastano due figli acrobati, i figli dei figli, la nuora. Manca lo spazio per il letto
ortopedico. Il tempo per stare dietro alla burocrazia. Quando la vecchiaia precipita non è più sufficiente moltiplicare
premure dilettanti. E allora bisogna per forza mangiarsi le lacrime, arrendersi al sagrin e al senso di colpa e scegliere.
Adele vorrebbe farsi piccola per non dare fastidio ma ogni cosa ruota attorno ai suoi pannoloni, alle purghe, al vizio
di prendere la porta e andare.
È partita con una piccola valigia dopo avere fatto il tampone dicendosi una bugia: torno presto. Monsignor Paglia è il
primo a sapere che dal quel mondo di cure e plexiglass non si torna, lo sappiamo tutti.
Sappiamo che a casa il tramonto è dolce immaginato con un camino acceso e il tè al gelsomino. E anche che
purtroppo non siamo in un film inglese.
© RIPRODUZIONE RISERVATA.

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[ § 2 9 6 5 5 0 0 2 § ]

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La Nazione
Pontificia Accademia per la Vita

Obbligati a scegliere le Rsa

Anziani a casa? Non è un Paese per vecchi

Viviana Ponchia Adele ha lasciato la sua casa e il marito a metà gennaio


dopo essere rimasta in lista d' attesa in una rsa fuori Torino per mesi.
Quando non riconosce un nipote o dimentica a cosa serve il frigo, dice
con un sorriso: la testa perde, la guarnizione è rotta. Ha 92 anni, una
laurea in Lettere e una collezione di audiolibri. Ma dentro e fuori tutte le
protezioni stanno cedendo.
Dissolvenze, cadute, smarrimenti. E ogni tanto lampi di dolorosa lucidità:
troppi "sagrin" per voi. Il piemontese sagrin rende bene l' idea del cruccio,
dell' afflizione. Anche della sofferenza morale. È la forza di gravità
raddoppiata su di sé e sugli altri, tutti "sagrinà".
Monsignor Vincenzo Paglia sostiene che tenere gli anziani a casa non è
utopia. Che l' assistenza domiciliare deve prevalere sul concetto di
nursing home chiamando a raccolta medici di famiglia, assistenti sociali,
il buon cuore del quartiere. Un giorno forse.
Il medico di Adele risponde solo nelle ore comandate. La badante ha
ammesso di non farcela da sola. E l' infermiera di quartiere arriva in ritardo per cose che un vecchio coniuge
arrossisce solo a pensarle. Non bastano due figli acrobati, i figli dei figli, la nuora. Manca lo spazio per il letto
ortopedico. Il tempo per stare dietro alla burocrazia. Quando la vecchiaia precipita non è più sufficiente moltiplicare
premure dilettanti. E allora bisogna per forza mangiarsi le lacrime, arrendersi al sagrin e al senso di colpa e scegliere.
Adele vorrebbe farsi piccola per non dare fastidio ma ogni cosa ruota attorno ai suoi pannoloni, alle purghe, al vizio
di prendere la porta e andare.
È partita con una piccola valigia dopo avere fatto il tampone dicendosi una bugia: torno presto. Monsignor Paglia è il
primo a sapere che dal quel mondo di cure e plexiglass non si torna, lo sappiamo tutti.
Sappiamo che a casa il tramonto è dolce immaginato con un camino acceso e il tè al gelsomino. E anche che
purtroppo non siamo in un film inglese.
© RIPRODUZIONE RISERVATA.

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Wednesday 10 February 2021


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Il Giorno
Pontificia Accademia per la Vita

Obbligati a scegliere le Rsa

Anziani a casa? Non è un Paese per vecchi

Viviana Ponchia Adele ha lasciato la sua casa e il marito a metà gennaio


dopo essere rimasta in lista d' attesa in una rsa fuori Torino per mesi.
Quando non riconosce un nipote o dimentica a cosa serve il frigo, dice
con un sorriso: la testa perde, la guarnizione è rotta. Ha 92 anni, una
laurea in Lettere e una collezione di audiolibri. Ma dentro e fuori tutte le
protezioni stanno cedendo.
Dissolvenze, cadute, smarrimenti. E ogni tanto lampi di dolorosa lucidità:
troppi "sagrin" per voi. Il piemontese sagrin rende bene l' idea del cruccio,
dell' afflizione. Anche della sofferenza morale. È la forza di gravità
raddoppiata su di sé e sugli altri, tutti "sagrinà".
Monsignor Vincenzo Paglia sostiene che tenere gli anziani a casa non è
utopia. Che l' assistenza domiciliare deve prevalere sul concetto di
nursing home chiamando a raccolta medici di famiglia, assistenti sociali,
il buon cuore del quartiere. Un giorno forse.
Il medico di Adele risponde solo nelle ore comandate. La badante ha
ammesso di non farcela da sola. E l' infermiera di quartiere arriva in ritardo per cose che un vecchio coniuge
arrossisce solo a pensarle. Non bastano due figli acrobati, i figli dei figli, la nuora. Manca lo spazio per il letto
ortopedico. Il tempo per stare dietro alla burocrazia. Quando la vecchiaia precipita non è più sufficiente moltiplicare
premure dilettanti. E allora bisogna per forza mangiarsi le lacrime, arrendersi al sagrin e al senso di colpa e scegliere.
Adele vorrebbe farsi piccola per non dare fastidio ma ogni cosa ruota attorno ai suoi pannoloni, alle purghe, al vizio
di prendere la porta e andare.
È partita con una piccola valigia dopo avere fatto il tampone dicendosi una bugia: torno presto. Monsignor Paglia è il
primo a sapere che dal quel mondo di cure e plexiglass non si torna, lo sappiamo tutti.
Sappiamo che a casa il tramonto è dolce immaginato con un camino acceso e il tè al gelsomino. E anche che
purtroppo non siamo in un film inglese.
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Tuesday 09 February 2021

Agensir
Pontificia Accademia per la Vita

Anziani: "creare le condizioni migliori affinché restino in famiglia". "Assistenza domiciliare


integrata con le cure mediche"

(M.N.)

'A livello culturale e di coscienza civile e cristiana, è quanto mai opportuno


un profondo ripensamento dei modelli assistenziali per gli anziani'. E' la tesi
espressa nel documento della Pontificia Accademia p e r l a Vita: ' L a
vecchiaia: il nostro futuro. La condizione degli anziani dopo la pandemia',
diffuso oggi, in cui si sottolinea 'il dovere di creare le condizioni migliori
affinché gli anziani possano vivere questa particolare fase della vita, per
quanto possibile, nell' ambiente a loro familiare, con le amicizie abituali'. 'Chi
non vorrebbe continuare a vivere a casa propria, circondato dai propri affetti
e dalle persone più care anche quando diventa più fragile?', ci si do0manda
nel testo: 'La famiglia, la casa, il proprio ambiente rappresentano la scelta più
naturale per chiunque. Certo, non sempre tutto può rimanere invariato
rispetto a quando si era più giovani; a volte sono necessarie soluzioni che
rendono verosimile una cura domiciliare. Ci sono situazioni in cui la propria
casa non è più sufficiente o adeguata. In questi casi è necessario non farsi
irretire da una 'cultura dello scarto', che può manifestarsi in pigrizie e
mancanza di creatività nel cercare soluzioni efficaci quando vecchiaia
significa anche assenza di autonomia'. Secondo la Pav, occorre 'un articolato intervento a diversi livelli, che realizzi
un continuum assistenziale tra la propria casa e alcuni servizi esterni, senza cesure traumatiche, non adatte alla
fragilità dell' invecchiamento'. In particolare, le case dovrebbero essere adeguate alle esigenze dell' anziano: 'la
presenza di barriere architettoniche o l' inadeguatezza dei presidi igienici, la mancanza di riscaldamento, la penuria di
spazio devono avere delle soluzioni concrete', perché 'quando ci si ammala o si diventa deboli, qualsiasi cosa può
trasformarsi in un ostacolo insormontabile'. 'L' assistenza domiciliare deve essere integrata, con la possibilità di cure
mediche a domicilio e un' adeguata distribuzione di servizi sul territorio', la tesi del documento, in cui si segnala la
necessita urgente di 'attivare una presa in carico dell' anziano laddove si svolge la sua vita'. Tutto ciò, per la Pav,
'richiede un processo di conversione sociale, civile, culturale e morale', anche incrementando le figure dei care-giver
e sostenendo le famiglie.

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Tuesday 09 February 2021

Agensir
Pontificia Accademia per la Vita

Anziani: Akiba, "in Giappone gli anziani over 60 sono il 98% di tutti i decessi per Covid"

(M.N.)

'A causa della rapida escalation dell' infezione dallo scorso dicembre, il
numero di morti di Covid-19 è salito a più di 6 mila in Giappone'. A fornire il
dato è stata la professoressa Etsuo Akiba, docente all' Università di Toyama
(Giappone), accademico Ordinario della Pontificia Accademia per la Vita, in
collegamento dalla città giapponese, durante la presentazione in diretta
streaming del documento 'La vecchiaia: il nostro futuro. La condizione degli
anziani dopo la pandemia', diffuso oggi. 'Gli anziani di 60 anni e oltre
rappresentano il 98% di tutti i decessi', ha proseguito la relatrice: 'Ora a Tokyo
il numero delle morti fuori dagli ospedali sta aumentando drasticamente. Ma
i media giapponesi non riportano la reale condizione della morte degli
anziani, le loro vicende particolari, dove e come sono morti. Il dolore dei
nipoti e dei familiari che hanno perso una persona amata, non è condiviso
dal grande pubblico. Sullo sfondo dell' indifferenza dell' opinione pubblica
verso la morte degli anziani, c' è una grave discriminazione nei confronti dei
malati di malattie infettive e anche il divario tra generazioni, causato dall'
emergere della visione mononucleare della famiglia dal secondo
dopoguerra. Alla base c' è un' idea di autodeterminazione che deriva da una forte visione individualista'. Per quanto
riguarda le giovani generazioni, ha spiegato Akiba, 'la tendenza è quella di affollarsi in una ristretta area
metropolitana centrale, per vivere e lavorare in un grattacielo. La vita scolastica è dominata da una visione educativa
non orientata ai valori. Gli studenti devono impegnarsi in una forte competizione all' interno di un circolo chiuso. Il
bullismo in classe è molto diffuso. Quanti non reggono spesso vanno in isolamento, a volte per lunghi anni e, nel
peggiore dei casi, si suicidano'. Oggi, nel tempo della pandemia, in Giappone 'il numero dei suicidi da parte delle
studentesse è in aumento', ha rivelato l' esperta: 'Per quanto riguarda la generazione più anziana, la tendenza è
trasferirsi in periferia, per vivere in un appartamento pensato per loro e indipendente dai figli'. Esistono, però, anche
esempi in controtendenza, come il 'Compact City Project', dove è un atto 'un progetto di collegamento
intergenerazionale' e il 'Toyama Day Care System', un progetto per cui persone anziane e bambini portatori di
handicap vivono insieme nella tradizionale grande casa giapponese progettata per ospitare le tre generazioni, con il
sostegno degli stessi appartenenti alla famiglia e aiutati da personale di supporto.

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Tuesday 09 February 2021

Agensir
Pontificia Accademia per la Vita

Anziani: mons. Paglia (Pav), "con il Covid strage di anziani, la metà dei quali morti negli
istituti"

(M.N.)

'Il Covid ha mostrato la tragedia di una società che fa vivere di più, ma scarta
ancora di più'. A farlo notare è stato mons. Vincenzo Paglia, presidente della
Pontificia Accademia per la Vita, presentando oggi, in diretta streaming dalla
sala stampa vaticana, il documento 'La vecchiaia: il nostro futuro. La
condizione degli anziani dopo la pandemia', diffuso oggi. 'A tutt' oggi si parla
di più di due milioni e trecentomila anziani morti per il Covid-19, la
maggioranza dei quali ultrasettantacinquenni', ha ricordato Paglia, che ha
parlato di 'una vera e propria strage di anziani, la maggioranza dei quali è è
deceduta negli istituti per anziani'. 'E' una strage di anziani, con una doppia
contraddizione', ha spiegato: 'non li sappiamo aiutare né a casa, né negli
istituti, dove si muore prima'. 'I dati di alcuni paesi - ad esempio l' Italia -
mostrano che la metà degli anziani vittime da Covid-19 viene dagli istituti e
dalle Rsa, mentre solo un 24% del totale dei decessi riguarda gli anziani e i
vecchi che vivevano a casa', ha reso noto Paglia: 'Insomma, il 50% delle
morti è avvenuto tra i circa 300 mila ospiti di case di riposo ed RSA mentre
solo il 24% ha colpito i 7 milioni di anziani over 75 che vivono a casa'. 'La
propria dimora comunque, anche durante la pandemia, a parità di condizioni, ha protetto molto di più', il commento
del relatore: 'E tutto questo si è ripetuto in Europa e in tante altre parti del mondo. In ogni paese, al crescere dei posti
letto risulta aumentato anche il numero delle vittime nella popolazione anziana. E non è un caso'. Tutto quello che è
accaduto in tempo di Covid, per Paglia, 'deve spingersi a un ripensamento generale della società verso i propri
anziani', perché 'mostra una contraddizione dell' intera società: l' istituzionalizzazione degli anziani nelle case di
riposo, in ogni paese, non ha garantito necessariamente migliori condizioni di assistenza, tanto meno per chi tra loro
è più debole'. 'Ci sono anche tanti luoghi meritevoli, dove gli anziani sono assistiti amorevolmente - ha precisato l'
esponente vaticano - ma è necessario un serio ripensamento non solo relativamente alle residenze per gli anziani
ma per l' intero sistema assistenziale del vasto popolo di anziani che oggi caratterizza tutte le società'. È
responsabilità della Chiesa assumere una vocazione profetica che indichi l' alba di un tempo nuovo. Non possiamo
non impegnarci per una profonda visione che guidi la cura della terza e della quarta età'. 'La debolezza, anche quella
dei vecchi, non è una maledizione", ha concluso Paglia: 'Gli anziani deboli, indeboliti, infragiliti, che magari non
parlano perché non possano, in realtà esercitano il magistero della fragilità, che ricorda a tutti noi che siamo fragili e
siamo deboli'.

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[ § 2 9 6 5 5 0 0 8 § ]

Tuesday 09 February 2021

Agensir
Pontificia Accademia per la Vita

Anziani: mons. Paglia (Pav), "rimasto sorpreso dalla nomina a presidente della
Commissione per la riorganizzazione dell' assistenza agli anziani"

(M.N.)

"Sono rimasto sorpreso dalla mia nomina a presidente della Commissione


per la riforma dell' assistenza sanitaria e sociosanitaria della popolazione
anziana, da parte del Ministro Speranza". Così mons. Vincenzo Paglia,
presidente della Pontificia Accademia per la Vita, ha risposto alle domande
dei giornalisti collegati in diretta streaming per la conferenza stampa di
presentazione del documento della Pav "La vecchiaia: il nostro futuro. La
condizione degli anziani dopo la pandemia', diffuso oggi. "Lo ha fatto - ha
proseguito interpretando la decisione del Ministro - sapendo cosa nella
Chiesa significa la cura degli anziani, conoscendo l' efficacia dei suoi
interventi e la volontà di continuare a prendersi cura di tutta la vita degli
anziani". Non solo la Chiesa, ma "tutta la società, noi tutti dobbiamo
prenderci cura dell' enorme numero di anziani che sono parte dell' unica
famiglia umana". "Fratelli tutti, sorelle tutte - ha proseguito citando l' ultima
enciclica di Papa Francesco - è un' espressione che può essere un'
espressione universale, non solo di una parte. Oggi non è più tempo di
barriere e di muri, ma di andare incontro a tutti gli anziani, di qualunque
cultura e condizione". Iniziando il suo discorso di presentazione del nuovo documento, Paglia ha ringraziato Papa
Francesco per aver istituito la Giornata mondiale dei nonni, in programma il 25 luglio.

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[ § 2 9 6 5 5 0 0 9 § ]

Tuesday 09 February 2021

Agensir
Pontificia Accademia per la Vita

Anziani: Pav, "impressionante il numero di morti tra gli over 65". Serve "nuovo paradigma
di cura"

(M.N.)

'Gli anziani, infatti, sono stati tra i più colpiti dalla pandemia'. E' quanto si fa
notare nel documento della Pontificia Accademia per la Vita: 'La vecchiaia: il
nostro futuro. La condizione degli anziani dopo la pandemia', diffuso oggi. 'Il
numero di morti tra le persone oltre i 65 anni è impressionante', si legge nel
testo, che rimanda al documento che il Dicastero per i Laici, la Famiglia e la
Vita ha pubblicato il 7 aprile 2020, poche settimane dopo l' inizio del
lockdown in alcuni paesi europei, e nel quale si afferma che 'una particolare
attenzione meritano coloro che vivono all' interno delle strutture residenziali:
ascoltiamo ogni giorno notizie terribili sulle loro condizioni e sono già
migliaia le persone che vi hanno perso la vita. La concentrazione nello
stesso luogo di così tante persone fragili e la difficoltà di reperire i dispositivi
di protezione hanno creato situazioni difficilissime da gestire nonostante l'
abnegazione e, in alcuni casi, il sacrificio del personale dedito all' assistenza'.
'L' istituzionalizzazione degli anziani, soprattutto dei più vulnerabili e soli,
proposta come unica soluzione possibile per accudirli, in molti contesti
sociali rivela una mancanza di attenzione e sensibilità verso i più deboli, nei
confronti dei quali sarebbe piuttosto necessario impiegare mezzi e finanziamenti atti a garantire le migliori cure
possibili a chi ne ha più bisogno, in un ambiente più familiare', il grido d' allarme del dicastero pontificio, che ribadisce
il 'no' alla 'cultura dello scarto' pronunciato a più riprese da Papa Francesco. Negli istituti, si fa notare nel testo, 'i
rischi legati all' età come solitudine, disorientamento, perdita della memoria e dell' identità e decadimento cognitivo
possono manifestarsi più facilmente, laddove invece la vocazione di questi istituti dovrebbe essere l'
accompagnamento familiare, sociale e spirituale della persona anziana nel pieno rispetto della sua dignità, in un
cammino sovente segnato dalla sofferenza'. Di qui la necessità di 'avviare una riflessione attenta, lungimirante e
onesta su come la società contemporanea debba farsi prossima alla popolazione anziana, soprattutto laddove sia
più debole'. Quanto è accaduto durante il Covid-19, si fa notare nel documento, 'impedisce di liquidare la questione
della cura degli anziani con la ricerca di capri espiatori, di singoli colpevoli e, di contro, che si alzi un coro in difesa
degli ottimi risultati di chi ha evitato il contagio nelle case di cura. Abbiamo bisogno di una nuova visione, di un
nuovo paradigma che permetta alla società di prendersi cura degli anziani'.

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Tuesday 09 February 2021

Agensir
Pontificia Accademia per la Vita

Anziani: Pav, "rendere le città abitabili anche per loro"

(M.N.)

'Rendere le città abitabili' anche per gli anziani. E' uno degli imperativi di cui
occorre farsi carico per il futuro, secondo il documento della Pontificia
Accademia per la Vita: 'La vecchiaia: il nostro futuro. La condizione degli
anziani dopo la pandemia', diffuso oggi.'Il pianeta sta cambiando volto, ma le
società - nelle loro articolazioni - debbono acquisirne una maggiore
consapevolezza', si legge nel testo, in cui si fa notare che 'questa grande
trasformazione demografica rappresenta una sfida culturale, antropologica
ed economica'. 'I dati ci dicono che la popolazione anziana cresce più
velocemente nelle aree urbane rispetto a quelle rurali e che in esse la
concentrazione di anziani è maggiore', osserva la Pav. Fenomeno, questo,
che 'segnala, tra gli altri, un fattore di rilevante impatto, ossia la differenza dei
rischi di mortalità, che tendono ad essere inferiori nelle aree urbane'.
'Contrariamente a quanto una visione stereotipata potrebbe far immaginare,
a livello globale le città sono luoghi dove in media si vive di più', si legge nel
documento: 'Gli anziani, dunque, sono numerosi, ma è indispensabile rendere
le città abitabili anche per loro'. Secondo i dati dell' Organizzazione Mondiale
della Sanità, nel 2050 nel mondo ci saranno due miliardi di ultrasessantenni: dunque, una persona su cinque sarà
anziana. Per questo 'è essenziale rendere le nostre città luoghi inclusivi e accoglienti per gli anziani e, in generale,
per tutte le forme di fragilità'. 'La vecchiaia non è una malattia, è un privilegio!', ha affermato Papa Francesco:
'Essere anziani - il commento del testo - è un dono di Dio e un' enorme risorsa, una conquista da salvaguardare con
cura, anche quando la malattia si fa invalidante ed emergono necessità di assistenza integrata e di elevata qualità.
Ed è innegabile che la pandemia abbia rinforzato in noi tutti la consapevolezza che la 'ricchezza degli anni' è un
tesoro da valorizzare e proteggere'.

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Tuesday 09 February 2021

Agensir
Pontificia Accademia per la Vita

Anziani: Pav, servono "nuovi modelli di cura", come il co-housing. "Intelligenza artificiale"
può aiutarli a restare nelle loro case

(M.N.)

Independent living, assisted living, co-housing: sono tutti 'nuovi modelli di


cura per gli anziani' che vanno promosse, per consentire loro di mantenere
una vita autonoma ricevendo tutta l' assistenza di cui hanno bisogno. Ad
elencarle è la Pontificia Accademia per la Vita, nel documento: 'La vecchiaia:
il nostro futuro. La condizione degli anziani dopo la pandemia', diffuso oggi,
in cui si fa notare che un 'grande supporto può derivare dalle nuove
tecnologie e dai progressi della telemedicina e dell' intelligenza artificiale: se
ben utilizzati e distribuiti, possono creare, attorno all' abitazione dell' anziano,
un sistema integrato di assistenza e cura capace di rendere possibile la
permanenza nella propria casa o in quella dei propri familiari'. 'Un' alleanza
attenta e creativa tra famiglie, sistema sociosanitario, volontariato e tutti gli
attori in campo, può evitare ad una persona anziana di dover lasciare la
propria abitazione', la tesi della Pav: 'Non si tratterebbe solo di aprire strutture
con pochi posti letto, o di fornire un giardino o un animatore per il tempo
libero. È necessaria, piuttosto, una personalizzazione dell' intervento
sociosanitario e assistenziale'. Tali esperienze, infatti, 'consentono di vivere
in un alloggio privato, godendo dei vantaggi della vita comunitaria, in un edificio attrezzato, con un sistema di
gestione del quotidiano totalmente condiviso e alcuni servizi garantiti, come l' infermiere di quartiere. Ispirandosi al
tradizionale vicinato, contrastano molti dei disagi delle città moderne: la solitudine, i problemi economici, la carenza
di legami affettivi, il semplice bisogno di aiuto. Sono le ragioni fondamentali del loro successo e della loro larga
diffusione in tutto il mondo'.

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Tuesday 09 February 2021

Msn
Pontificia Accademia per la Vita

Assistenza agli anziani, continuità tra famiglia e case di riposo

Riqualificare le case di riposo in un continuum sociosanitario in vista di un


modello di cura e assistenza per gli anziani più fragili. È il senso del
documento La vecchiaia: il nostro futuro. La condizione degli anziani dopo la
pandemia. Verrà presentato martedì dalla Pontificia Accademia per la vita
presieduta dall' arcivescovo Vincenzo Paglia che ci anticipa qui le linee
essenziali del testo. Papa Francesco ha istituito la scorsa settimana la
Giornata mondiale dei nonni e degli anziani, la Pontificia accademia per la
vita presenterà dopodomani un nuovo documento sulla vecchiaia. Da dove
nasce questa rinnovata attenzione della Chiesa per gli anziani? Nel 1998, l'
allora Pontificio Consiglio per i Laici, concludeva il documento La dignità dell'
anziano e la sua missione nella Chiesa e nel mondo con queste frasi:
«camminare con gli anziani e verso gli anziani è dovere di tutti. E ormai
tempo di cominciare a operare per un effettivo cambiamento di mentalità nei
loro confronti e per restituire loro il posto che a loro spetta nella comunità
umana». Già in quel documento del Pontificio Consiglio un paragrafo si
intitolava: Problemi degli anziani, problemi di tutti. Ed oggi ne vediamo l'
attualità. Una drammatica attualità, rilanciata dalla pandemia che ha colpito di più in questa fascia debole della
popolazione. La più debole ma tanto ricca di umanità, esperienza, spiritualità. Ed anche la fragilità della vecchiaia è
una lezione da apprendere. In ogni modo va contrastata quella «cultura dello scarto», che il Papa chiede e richiede.
Questa festa ed anche il documento della Pav vanno in questo senso. Nel 2020 la Pontificia Accademia per la vita
ha già pubblicato due ampi testi sul rapporto tra condizione degli anziani e pandemia. Ora arriva una terza
riflessione. Dopo le analisi è il tempo delle proposte? È responsabilità della Chiesa riconoscere e assumere una
vocazione profetica che indichi l' alba di un tempo nuovo. La Pontificia Accademia per la Vita sta lavorando per una
riflessione capace di coinvolgere tutti gli uomini e le donne di buona volontà, con i documenti già pubblicati e con
altri che abbiamo allo studio. La pandemia ha cambiato radicalmente la nostra visione del mondo: ci siamo scoperti
tutti più fragili, ma allo stesso tempo ci scopriamo forti nella misura in cui sappiamo unire le forze della scienza, delle
relazioni sociali, dell' economia, in un grande progetto di solidarietà universale. La sofferenza che abbiamo vissuto e
ancora vivremo deve farci riflettere perché ognuno di noi ha un ruolo da svolgere in modo responsabile. La Chiesa
ha un grande insegnamento da portare: la fragilità, con gli occhi del Vangelo, può diventare una forza e uno
strumento di evangelizzazione. Questo non è solo il tempo delle proposte. È molto di più. Si tratta di promuovere una
prossimità effettiva verso i più deboli, di prendersi cura delle persone fragili, partendo dagli anziani e dai piccoli, le

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Tuesday 09 February 2021

Msn
Pontificia Accademia per la Vita

due generazioni dimenticate, provocando una nuova alleanza. Lei più volte ha auspicato un sistema integrato per
la cura e l' assistenza delle persone anziane, con una nuova alleanza tra famiglie e sistema pubblico/ privato. Quali
sono i punti fermi di questo progetto? In questi mesi - faccio un esempio - l' Unione Europea ha invitato a
promuovere nuovi modelli di cura per gli anziani, promovendo con creatività e intelligenza l' independent living, l'
assisted living, il co-housing e tutte quelle esperienze che si ispirano al valore della cura reciproca, consentendo il
più possibile alla persona di mantenere la propria vita nel suo habitat. In tale orizzonte, la promozione delle relazioni
amicali è il modo più efficace per contrastare le piaghe della solitudine, dell' abbandono e dell' esclusione dalla vita
che colpiscono moltissimo gli anziani. Tutto ciò è possibile. Va comunque promosso un cambio di paradigma.
Come si inquadra il documento che presenterete martedì con il lavoro che sta portando avanti la Commissione
ministeriale da lei presieduta? Di fatto convergono nella prospettiva di riorganizzare l' assistenza agli anziani
ponendo al centro la persona dell' anziano partendo dalla assistenza domiciliare e accompagnandolo secondi i
bisogni che via via emergono approntando un continuum assistenziale, sapendo che c' è bisogno non solo di
assistenza sanitaria ma anche sociale. E il cuore della proposta - lo ripeto - è che l' anziano possa restare là dove
sempre ha vissuto. Se c' è bisogno di ulteriori cure si approntano luoghi adeguati. Ma l' intento è sempre quello di
tornare nei luoghi abituali, dove hanno vissuto una vita. È sempre un trauma essere sradicati. Lo è per gli alberi,
quanto più per le persone! Certo, le famiglie vanno aiutate a custodire e sostenere i propri anziani. Fa bene a tutti.
Soprattutto oggi: per la prima volta nella storia vivono assieme quattro generazioni. È una grande conquista. Non
sprechiamola. I progressi della medicina e della scienza hanno allungato la vita. Ed è un gran bene. Ma guai se poi la
scartiamo rinchiudendo gli anziani nella tristezza della solitudine e dell' abbandono! È indispensabile tessere una
vera e propria alleanza tra le generazioni: tra ragazzi, giovani, adulti, anziani. È una ricchezza! Ma dobbiamo
sceglierla e farla fruttare.

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Tuesday 09 February 2021

Umbria Journal
Pontificia Accademia per la Vita

Basta anziani crudelmente scartati, basta forma di eutanasia nascosta


Il Vaticano fa sentire la sua voce, contro la cultura dello scarto

Basta anziani "crudelmente scartati". Il Vaticano, attraverso la Pontificia


Accademia per la Vita, vuole intervenire concretamente per arginare la
cultura dello scarto e dell' abbandono che, per dirla con il Papa, può diventare
"una forma di eutanasia nascosta". Ecco dunque il documento 'La vecchiaia:
il nostro futuro. La condizione degli anziani dopo la pandemia' stilato dalla
Pav con il presidente mons. Vincenzo Paglia e il Cancelliere mons. Renzi
Pegoraro. © Protetto da Copyright DMCA "Negli ultimi decenni - ricorda il
documento- più volte i pontefici sono intervenuti per sollecitare senso di
responsabilità e cura pastorale degli anziani. La loro presenza è una grande
risorsa. Basti pensare al ruolo determinante che hanno avuto nella
conservazione e nella trasmissione della fede ai giovani nei Paesi sotto i
regimi atei e autoritari. E a quanto continuano a fare tanti nonni per
trasmettere la fede ai nipoti". "Preziosa - osserva il documento Vaticano - è
anche la testimonianza che gli anziani possono dare con la loro fragilità.
Essa può essere letta come un 'magistero', un insegnamento di vita. Gli
anziani ci ricordano la radicale debolezza di ogni essere umano, anche
quando si è in salute, ci ricordano il bisogno di essere amati e sostenuti. Nella vecchiaia, sconfitta ogni
autosufficienza, si diviene mendicanti di aiuto". "La debolezza degli anziani - registra la Pav - è anche provocatoria:
invita i più giovani ad accettare la dipendenza dagli altri come modo di affrontare la vita. Solo una cultura giovanilista
fa sentire il termine 'anziano' come dispregiativo. Una società che sa accogliere la debolezza degli anziani è capace
di offrire a tutti una speranza per il futuro. Togliere il diritto alla vita di chi è fragile significa invece rubare la speranza,
soprattutto ai giovani. Ecco perché scartare gli anziani - anche con il linguaggio - è un grave problema per tutti.
Implica un messaggio chiaro di esclusione, che sta alla base di tanta mancata accoglienza: dalla persona concepita
a quella con disabilità, dall' emigrato a colui che vive per strada". Il documento della Pontificia Accademia per la Vita
mette in guardia dai pericoli che derivano dalla presunzione: "E un atteggiamento pericoloso, che manifesta
chiaramente che l' opposto della debolezza non è la forza, ma la hybris, come la chiamavano i greci: la presunzione
che non conosce limiti. Molto diffusa nelle nostre società, genera colossi dai piedi argilla. Presunzione, superbia,
tracotanza, disprezzo dei deboli caratterizzano coloro che credono di essere forti. Un atteggiamento stigmatizzato
nelle Scritture: la debolezza di Dio è più forte degli uomini (1Cor 1,25). E, ciò che è debole per il mondo, Dio lo ha
scelto per confondere i forti (1Cor 1,27). Il cristianesimo non solo non respinge né nasconde la debolezza dell'
uomo, dal concepimento sino al momento della morte, ma le conferisce onore, senso e persino forza. Certo, non si
può dire con superficialità che invecchiando

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Tuesday 09 February 2021

Umbria Journal
Pontificia Accademia per la Vita

si diventa automaticamente migliori: difetti e ruvidezze già presenti nell' età adulta possono accentuarsi e l'
incontro con la propria vecchiaia e le sue debolezze può rappresentare un tempo di disagio interiore, di chiusura
verso gli altri o di rifiuto della fragilità". "Ma i cristiani - loro, in particolare - ammonisce la Pav - debbono interrogarsi
con l' intelligenza dell' amore per individuare prospettive e strade nuove con le quali rispondere alla sfida non solo
dell' invecchiamento, quanto piuttosto della debolezza nella vecchiaia. Poiché è innegabile che la malattia e la
perdita di autonomia che possono sopraggiungere creino dei problemi e una legittima domanda di aiuto". Mi piace:
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Wednesday 10 February 2021


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L'Eco di Bergamo
Pontificia Accademia per la Vita

giovani e anziani tra squilibri e fragilità

alberto bobbio

Ci sono i bambini e ci sono gli anziani. C' è chi non nasce e chi muore male.
Il contrappunto del nostro tempo è drammaticamente tragico e mette in fila i
numeri di generazioni perdute. L' inverno demografico ha molte facce e
altrettante denunce circa la scarsità delle politiche messe in campo. Il Papa lo
ha detto con grande chiarezza domenica scorsa all' Angelus. E ieri un
documento della Pontificia Accademia per la vita integra la riflessione con la
fragilità degli anziani, perché il tema è uno solo: la vita e la persona. La
pandemia ha reso più evidente il continua a pagina 8.

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Wednesday 10 February 2021


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Brescia Oggi
Pontificia Accademia per la Vita

Il Vaticano chiede un ripensamento nel modello di assistenza agli anziani, attraverso il


superamento

Il Vaticano chiede un ripensamento nel modello di assistenza agli anziani,


attraverso il superamento delle Rsa e, in generale, dell' istituzionalizzazione
dell' assistenza domiciliare, accompagnata da un rafforzamento. «La
maggior parte degli anziani è deceduta nelle case di riposo», ha detto il
presidente della Pontificia Accademia p e r l a vita, mons. Paglia,
presentando il documento.

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Wednesday 10 February 2021


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L'Arena
Pontificia Accademia per la Vita

Il Vaticano chiede un ripensamento nel modello di assistenza agli anziani, attraverso il


superamento

Il Vaticano chiede un ripensamento nel modello di assistenza agli anziani,


attraverso il superamento delle Rsa e, in generale, dell' istituzionalizzazione
dell' assistenza domiciliare, accompagnata da un rafforzamento. «La
maggior parte degli anziani è deceduta nelle case di riposo», ha detto il
presidente della Pontificia Accademia per la vita, mons. Vincenzo Paglia,
presentando il documento. «La propria dimora, a parità di condizioni, ha
protetto molto di più. Si tratta di una svolta culturale da mettere in atto».

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Wednesday 10 February 2021


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La Provincia di Lecco
Pontificia Accademia per la Vita

Il vaticano: poniamo fine alla strage di anziani

alberto bobbio

Occorrono politiche "più sagge" di salute pubblica e proposte "originali" per un sistema
assistenziale più adeguato alla vecchiaia.
La Santa Sede interviene con un documento della Pontificia Accademia per la vita ad un
anno dall' inizio della pandemia per denunciare la strage degli anziani e per chiedere di
rivedere seriamente il sistema assistenziale che ha dimostrato di non aver saputo
proteggere gli anziani dal virus. La Nota intitolata "La vecchiaia il nostro futuro - La
condizione degli anziani dopo la pandemia" è stata presentata ieri mattina con una
conferenza stampa dal presidente della Pontificia Accademia p e r l a vita mons.
Vincenzo Paglia a pochi giorni dall' istituzione della Giornata mondiale dei nonni e degli
anziani da parte di Papa Francesco. Richiama l' attenzione sul fallimento della
protezione dalla pandemia da parte dei sistemi sociali e sanitari di tutto il
mondo. Mons. Paglia definisce "brutali" i dati della strage: due milioni e 700 mila sono
morti per Covid-19. La maggioranza è deceduta negli istituti di riposo che li
accoglievano, quelle Rsa di cui il documento chiede un superamento o almeno una
profonda riforma a favore del rilancio dell' assistenza domiciliare. Spiega il presidente
dell' Accademia per la vita: "Nel sistema di cura e assistenza c' è molto da rivedere. Le
case di riposo non hanno garantito la migliore assistenza, tanto meno per chi è più de
bole". I dati sono dramm
atici. In Italia la metà degli anziani vittime di coronavirus sono morti nelle Rsa mentre
solo il 24 per cento del totale dei decessi riguarda gli anziani che vivevano a casa. È il
rapporto percentuale che dimostra la tragedia. Infatti nelle Rsa in Italia sono ricoverati
circa 300 mila anziani, mentre a casa vivono circa 7 milioni di anziani over 75. I primi
sono stati colpiti pesantemente dalla pandemia, mentre per gli altri è andata meglio. Ciò significa, osserva Paglia,
che "la propria casa a parità di condizioni ha protetto molto meglio la vita degli anz
iani". Il presidente dell' Accademia per la vita ha citato anche una ricerca dell' università di Tel Aviv condotta nei
Paesi dell' Unione europea che ha messo in luce una relazione proporzionale diretta tra numero di posti letto nelle
Rsa e numero di anziani morti. Eppure, ha aggiunto, "non è il caso di cercare colpe o capri espiatori": "Oggi non è
opportuno, perché allontana dal cuore del problema che è quello di ripensare globalmente il sistema di assistenza, di
cura e di prossimità delle nostre società verso gli anz

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Wednesday 10 February 2021

La Provincia di Lecco
Pontificia Accademia per la Vita

iani". La Nota vaticana chiede una "nuova e seria riflessione" sui cambiamenti demografici. Da una parte
occorrono politiche più decisive a favore della natalità e dall' altra politiche più inclusive degli anziani che non
possono essere relegati ai margini del welfare e dei sistemi di
cura. Il documento spiega che i problemi maggiori si registrano nelle grandi città, che vanno rese più accoglienti per
gli anziani e dove vanno privilegiati e rinforzati i servizi domiciliari, rispetto al ricovero in case di cura, spesso non
necessario, proprio per evitare di amplificare quella "cultura dello scarto", che, spiega il documento, può manifestarsi
anche "in pigrizie e mancanza di creatività nel cercare soluzioni effi
caci".

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Tuesday 09 February 2021

ACI Stampa
Pontificia Accademia per la Vita

La PAV: "Togliere il diritto alla vita di chi è fragile significa rubare la speranza"

CITTÀ DEL VATICANO , 09 febbraio, 2021 / 1:00 PM ( ACI Stampa ).- "La
pandemia ha fatto emergere una duplice consapevolezza: da una parte l'
interdipendenza tra tutti e dall' altra la presenza di forti disuguaglianze.
Siamo tutti in balìa della stessa tempesta, ma in un certo senso, si può anche
dire che stiamo remando su barche diverse: le più fragili affondano ogni
giorno . È indispensabile ripensare il modello di sviluppo dell' intero pianeta.
Tutti sono interpellati: la politica, l' economia, la società, le organizzazioni
religiose, per avviare un nuovo assetto sociale che metta al centro il bene
comune dei popoli. Non c' è più nulla di privato che non metta in gioco anche
la forma pubblica dell' intera comunità. L' amore per il bene comune non è
una fissazione cristiana: la sua articolazione concreta, adesso, è diventata
una questione di vita o di morte, per una convivenza all' altezza della dignità
di ciascun membro della comunità". Lo scrive la Pontificia Accademia per la
Vita nel Documento "La vecchiaia: il nostro futuro. La condizione degli
anziani dopo la pandemia", pubblicato oggi. "Gli anziani - sottolinea il testo -
sono stati tra i più colpiti dalla pandemia. Il numero di morti tra le persone
oltre i 65 anni è impressionante. Durante la prima ondata della pandemia una parte considerevole dei decessi da
Covid-19 si è verificato nelle istituzioni per anziani, luoghi che avrebbero dovuto proteggere la parte più fragile della
società e dove invece la morte ha colpito sproporzionatamente di più rispetto alla casa e all' ambiente familiare. Dai
calcoli comparati dei dati si rileva che la famiglia, invece, a parità di condizioni, ha protetto molto di più gli anziani. L'
istituzionalizzazione degli anziani, soprattutto dei più vulnerabili e soli, proposta come unica soluzione possibile per
accudirli, in molti contesti sociali rivela una mancanza di attenzione e sensibilità verso i più deboli, nei confronti dei
quali sarebbe piuttosto necessario impiegare mezzi e finanziamenti atti a garantire le migliori cure possibili a chi ne
ha più bisogno, in un ambiente più familiare . Tale approccio manifesta in maniera evidente ciò che Papa Francesco
ha definito la cultura dello scarto". "E' quanto mai opportuno - ribadisce la PAV - avviare una riflessione attenta,
lungimirante e onesta su come la società contemporanea debba farsi prossima alla popolazione anziana,
soprattutto laddove sia più debole. Peraltro, quanto è accaduto durante il Covid-19 impedisce di liquidare la
questione della cura degli anziani con la ricerca di capri espiatori, di singoli colpevoli e, di contro, che si alzi un coro
in difesa degli ottimi risultati di chi ha evitato il contagio nelle case di cura. Abbiamo bisogno di una nuova visione, di
un nuovo paradigma che permetta alla società di prendersi cura degli anziani ". Secondo l' Accademia " è
indispensabile rendere le città abitabili anche per" gli anziani. "E' essenziale rendere le nostre città luoghi inclusivi e
accoglienti per gli anziani e, in generale, per tutte le forme di fragilità". "A livello culturale

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Tuesday 09 February 2021

ACI Stampa
Pontificia Accademia per la Vita

e di coscienza civile e cristiana - si legge ancora nel testo - è quanto mai opportuno un profondo ripensamento dei
modelli assistenziali per gli anziani. Imparare ad onorare gli anziani è cruciale per il futuro delle nostre società e, in
ultima istanza, per il nostro futuro". Abbiamo "il dovere di creare le condizioni migliori affinché gli anziani possano
vivere questa particolare fase della vita, per quanto possibile, nell' ambiente a loro familiare, con le amicizie abituali.
L' assistenza domiciliare deve essere integrata , con la possibilità di cure mediche a domicilio e un' adeguata
distribuzione di servizi sul territorio. E' necessario e urgente attivare una presa in carico dell' anziano laddove si
svolge la sua vita. Tutto ciò richiede un processo di conversione sociale, civile, culturale e morale". Parimenti è
"evidente - prosegue il documento - la necessità di supportare le famiglie che, soprattutto se costituite da pochi figli
e nipoti, non possono sostenere da sole, presso un' abitazione, la responsabilità a volte logorante di prendersi cura di
una malattia esigente, costosa in termini di energie e di denaro. Va reinventata una rete di solidarietà più ampia, non
necessariamente ed esclusivamente fondata su vincoli di sangue, ma articolata secondo le appartenenze, le
amicizie, il comune sentire, la reciproca generosità nel rispondere ai bisogni degli altri. Il declino delle relazioni sociali
colpisce in modo particolare gli anziani". "Anche la Chiesa Cattolica ha offerto e offre il proprio contributo nella
gestione di molte case che ospitano e assistono persone anziane. La presenza di personale religioso costituisce un
fattore di indubbio valore per istituzioni antiche e stimate, che per tanto tempo sono state una soluzione concreta ad
una problematica sociale così complessa, come l' invecchiamento". "Le Diocesi, le parrocchie e le comunità
ecclesiali - è l' appello della PAV - sono invitate ad una riflessione più attenta verso il mondo degli anziani. Negli
ultimi decenni più volte i pontefici sono intervenuti per sollecitare senso di responsabilità e cura pastorale degli
anziani. La loro presenza è una grande risorsa. Basti pensare al ruolo determinante che hanno avuto nella
conservazione e nella trasmissione della fede ai giovani nei Paesi sotto i regimi atei e autoritari. L' evangelizzazione
deve mirare alla crescita spirituale di ogni età , poiché la chiamata alla santità è per tutti, anche per i nonni. Non tutte
le persone anziane hanno già incontrato Cristo e anche se l' incontro c' è stato, è indispensabile aiutarli a riscoprire il
significato del proprio Battesimo, in una fase speciale della vita". "Preziosa - conclude il testo - è anche la
testimonianza che gli anziani possono dare con la loro fragilità. Essa può essere letta come un magistero, un
insegnamento di vita. Gli anziani ci ricordano la radicale debolezza di ogni essere umano. Nella debolezza è Dio
stesso che, per primo, tende la mano all' uomo. La vecchiaia va compresa anche in questo orizzonte spirituale: è l'
età propizia dell' abbandono a Dio. Una società che sa accogliere la debolezza degli anziani è capace di offrire a tutti
una speranza per il futuro. Togliere il diritto alla vita di chi è fragile significa invece rubare la speranza , soprattutto ai
giovani. Ecco perché scartare gli anziani - anche con il linguaggio - è un grave problema per tutti. Implica un
messaggio chiaro di esclusione, che sta alla base di tanta mancata accoglienza: dalla persona concepita a quella
con disabilità, dall' emigrato a colui che vive per strada. La vita non viene

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Tuesday 09 February 2021

ACI Stampa
Pontificia Accademia per la Vita

accolta se troppo debole e bisognosa di cura, non amata nel suo modificarsi, non accettata nel suo infragilirsi. E
non è purtroppo una remota eventualità, ma qualcosa che accade con frequenza, laddove l' abbandono, come ripete
il Papa, diviene una forma di eutanasia nascosta e propone un messaggio che mette a rischio l' intera società.
Privare gli anziani del loro ruolo profetico, accantonandoli per ragioni meramente produttive, provoca un
incalcolabile impoverimento, un' imperdonabile perdita di saggezza e di umanità. Scartando gli anziani, si recidono le
radici che permettono alla società di crescere verso l' alto e di non appiattirsi sui momentanei bisogni del presente".

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[ § 2 9 6 5 5 0 2 6 § ]

Wednesday 10 February 2021


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L'Eco di Bergamo
Pontificia Accademia per la Vita

Mons. Paglia: «Ripensare il sistema di cura e assistenza per gli anziani»

Occorrono politiche «più sagge» di salute pubblica e proposte «originali» per


un sistema assistenziale più adeguato alla vecchiaia. La Santa Sede
interviene con un documento della Pontificia Accademia per la vita ad un
anno dall' inizio della pandemia per denunciare la strage degli anziani e per
chiedere di rivedere seriamente il sistema assistenziale che ha dimostrato di
non aver saputo proteggere gli anziani dal virus. La Nota intitolata «La
vecchiaia il nostro futuro - La condizione degli anziani dopo la pandemia» è
stata presentata ieri mattina con una conferenza stampa dal presidente della
Pontificia Accademia per la vita mons. Vincenzo Paglia a pochi giorni dall'
istituzione della Giornata mondiale dei nonni e degli anziani da parte di Papa
Francesco. Richiama l' attenzione sul fallimento della protezione dalla
pandemia da parte dei sistemi sociali e sanitari di tutto il mondo. Mons. Paglia
definisce «brutali» i dati della strage: due milioni e 700 mila sono morti per
Covid-19. La maggioranza è deceduta negli istituti di riposo che li
accoglievano, quelle Rsa di cui il documento chiede un superamento o
almeno una profonda riforma a favore del rilancio dell' assistenza domiciliare.
Spiega il presidente dell' Accademia per la vita: «Nel sistema di cura e assistenza c' è molto da rivedere. Le case di
riposo non hanno garantito la migliore assistenza, tanto meno per chi è più debole». I dati sono drammatici. In Italia
la metà degli anziani vittime di coronavirus sono morti nelle Rsa mentre solo il 24 per cento del totale dei decessi
riguarda gli anziani che vivevano a casa. È il rapporto percentuale che dimostra la tragedia. Infatti nelle Rsa in Italia
sono ricoverati circa 300 mila anziani, mentre a casa vivono circa 7 milioni di anziani over 75. I primi sono stati
colpiti pesantemente dalla pandemia, mentre per gli altri è andata meglio. Ciò significa, osserva Paglia, che «la
propria casa a parità di condizioni ha protetto molto meglio la vita degli anziani». Paglia ha citato anche una ricerca
dell' università di Tel Aviv condotta nei Paesi dell' Ue che ha messo in luce una relazione proporzionale diretta tra
numero di posti letto nelle Rsa e numero di anziani morti. Eppure, ha aggiunto, «non è il caso di cercare colpe o capri
espiatori»: «Oggi non è opportuno, perché allontana dal cuore del problema che è quello di ripensare globalmente il
sistema di assistenza, di cura e di prossimità delle nostre società verso gli anziani». La Nota vaticana chiede una
«nuova e seria riflessione» sui cambiamenti demografici. Da una parte occorrono politiche più decisive a favore
della natalità e dall' altra politiche più inclusive degli anziani che non possono essere relegati ai margini del welfare e
dei sistemi di cura. Il documento spiega che i problemi maggiori si registrano nelle grandi città, che vanno rese più
accoglienti per gli anziani e dove vanno privilegiati e rinforzati i servizi domiciliari, rispetto al

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Wednesday 10 February 2021

L'Eco di Bergamo
Pontificia Accademia per la Vita

ricovero in case di cura, spesso non necessario, proprio per evitare di amplificare quella «cultura dello scarto», che
può manifestarsi anche «in pigrizie e mancanza di creatività nel cercare soluzioni efficaci».
Alberto Bobbio.

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[ § 2 9 6 5 5 0 2 7 § ]

Tuesday 09 February 2021

Umbria Journal
Pontificia Accademia per la Vita

Paglia, sorpresa mia nomina in Commissione riforma assistenza sanitaria

"S ono rimasto sorpreso dalla mia nomina a presidente della Commissione
per la riforma dell' assistenza sanitaria e sociosanitaria della popolazione
anziana, da parte del Ministro Speranza". Lo ha detto mons. Vincenzo Paglia ,
presidente della Pontificia Accademia per la Vita , nel corso della conferenza
stampa di presentazione del documento 'La vecchiaia: il nostro futuro. La
condizione degli anziani dopo la pandemia'. Il ministro Speranza, ha aggiunto
il presule, "lo ha fatto sapendo cosa nella Chiesa significa la cura degli
anziani, conoscendo l' efficacia dei suoi interventi e la volontà di continuare
a prendersi cura di tutta la vita degli anziani". © Protetto da Copyright DMCA
"Come Commissione per la riorganizzazione dell' assistenza agli anziani
promossa dal ministro Speranza noi stiamo preparando, ed è quasi pronto
nei dettagli, un piano per invertire la consuetudine passata". Lo ha
annunciato il presidente della Pontificia Accademia per la Vita, mons.
Vincenzo Paglia, in un' intervista a InBlu2000, la radio nazionale DAB della
Conferenza episcopale italiana. "Abbiamo programmato un intervento
triennale - ha spiegato mons. Paglia a InBlu2000 - per 500 mila anziani non
autosufficienti e 500.000 parzialmente autosufficienti con l' impiego di 9 miliardi di euro che prevedono anche 100
mila assunzioni per operatori sociali e non solo sanitari per attuare questa nuova prospettiva che peraltro farebbe
risparmiare notevolmente le spese perché si eviterebbero inutili ricorsi al Pronto Soccorso e inutili degenze
ospedaliere che costerebbero comunque molto di più". "In questo senso la prospettiva - ha osservato ancora Paglia
- è preparata nei dettagli, la presenteremo al nuovo governo che speriamo entri presto in vigore perché a nostro
avviso si tratta davvero di impostare un nuovo paradigma di attenzione verso l' enorme mondo degli anziani". Il
documento della Pontificia Accademia per la Vita Troppi anziani "crudelmente scartati". La Pontificia Accademia per
la Vita con il suo presidente mons. Vincenzo Paglia ha dato vita ad un documento, presentato oggi, intitolato ' La
vecchiaia: il nostro futuro. La condizione degli anziani dopo la pandemia ', nel quale si chiede di "reinventare" la rete
di solidarietà e al tempo stesso si danno anche suggerimenti concreti per arginare la cultura dello scarto.
Ragionando, dunque, sulle residenze per anziani, il documento della Pav dice che "le case di riposo dovrebbero
riqualificarsi in un continuum socio- sanitario, ossia offrire alcuni loro servizi direttamente nei domicili degli anziani:
ospedalizzazione a domicilio, presa in carico della singola persona con risposte assistenziali modulate sui bisogni
personali a bassa o ad alta intensità,

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Tuesday 09 February 2021

Umbria Journal
Pontificia Accademia per la Vita

dove l' assistenza sociosanitaria integrata e la domiciliarità rimangano il perno di un nuovo e moderno paradigma".
Dati dell' Organizzazione Mondiale della Sanità alla mano sugli "abusi che, nei contesti istituzionalizzati, si verificano
più di frequente", la Pontificia Accademia per la Vita sottolinea come "tutto questo rende ancora più evidente la
necessità di supportare le famiglie che, soprattutto se costituite da pochi figli e nipoti, non possono sostenere da
sole, presso un' abitazione, la responsabilità a volte logorante di prendersi cura di una malattia esigente, costosa in
termini di energie e di denaro". Va, dunque, "reinventata una rete di solidarietà più ampia, non necessariamente ed
esclusivamente fondata su vincoli di sangue, ma articolata secondo le appartenenze, le amicizie, il comune sentire,
la reciproca generosità nel rispondere ai bisogni degli altri. Il declino delle relazioni sociali, infatti, colpisce in modo
particolare gli anziani: con l' avanzare dell' età e l' emergere delle fragilità fisiche e cognitive, vengono spesso a
mancare figure di riferimento, persone su cui fare affidamento per affrontare i problemi della propria vita". Si tratta,
scrive la Pav, di "invertire il trend, anche con attenti piani che promuovano sia nel versante civile che in quello
ecclesiale l' attenzione e la cura perché coloro che invecchiano non siano lasciati soli". Non solo casi di abuso,
"esistono esempi - scrive la Pontificia Accademia per la Vita- molto belli, che di fatto mostrano come sia possibile
umanizzare l' assistenza alle persone anziane più fragili: esempi di carità cristiana, opere pie e istituzioni di antica
data, che non lesinano energie e sforzi, anche se in mezzo a difficili e quasi ingestibili situazioni economiche". La
Pav affronta anche i casi di estrema povertà: "In alcuni contesti sociali poveri, poi, la soluzione istituzionale può
costituire una risposta concreta alla mancanza di una casa propria. E se alcuni anziani scelgono in autonomia di
trasferirsi nelle case di riposo per trovare compagnia, una volta rimasti soli, altri lo fanno perché la cultura dominante
li spinge a sentirsi un peso e un fastidio per i propri figli o famigliari. Nella gran parte di queste strutture, la dignità e il
rispetto per l' anziano sono sempre stati i cardini dell' opera assistenziale, facendo emergere ancor più, per
contrasto, gli episodi di maltrattamento e di violazione dei diritti umani, quando sono stati portati alla luce". "In tal
senso, - annota la Pav - i sistemi sociosanitari e assistenziali sia pubblici che privati hanno investito ingenti risorse
economiche per la cura della terza e della quarta età, integrando al proprio interno le case di risposo. Col passare
degli anni, tuttavia, le normative hanno imposto di ridurre le dimensioni delle grandi strutture residenziali,
sostituendole con moduli più piccoli e più funzionali alle necessità degli ospiti. E pur vero che l' ambiente delle case
di riposo appare strutturato più come un ospedale che come un' abitazione, senza che tuttavia vi sussista l'
elemento più specifico: ossia il fatto che in ospedale si entra con la speranza di uscirne, una volta che si è stati
curati. Un fattore che sta facendo ormai emergere un disagio diffuso nella coscienza collettiva, sia a livello medico
che culturale. Per questo è importante preservare un tessuto umano e un ambiente assistenziale e accogliente dove
tutti possano accudire, servire e incontrare". La pandemia, "che ha trovato negli anziani le vittime

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Tuesday 09 February 2021

Umbria Journal
Pontificia Accademia per la Vita

più numerose, ha rilevato questa incapacità della società contemporanea di prendersi cura in maniera adeguata
dei propri anziani", ha sottolineato monsignor Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la Vita,
presentando il documento dell' Accademia volto a combattere la cultura dello scarto. Paglia ha denunciato la
"strage di anziani" nella pandemia nei suoi "dati brutali". "L' Accademia per la Vita, - ha spiegato Paglia - con questa
nota, intende sottolineare l' urgenza di una nuova attenzione alle persone anziane che in questi ultimi decenni sono
aumentate ovunque di numero. Senza tuttavia che aumentasse la prossimità verso di loro e ancor meno una
comprensione adeguata alla grande rivoluzione demografica di questi ultimi decenni. Con la pandemia, quella
cultura dello 'scarto' che papa Francesco ha più volte richiamato, ha causato tragedie innumerevoli abbattutesi sugli
anziani. In tutti i continenti la pandemia ha colpito innanzi tutto chi è vecchio. I dati dei decessi sono brutali nella loro
crudeltà. A tutt' oggi si parla di più di due milioni e trecentomila anziani morti per il Covid-19, la maggioranza dei quali
ultrasettantacinquenni. Una vera e propria strage di anziani. E la maggioranza di essi è deceduta negli istituti per
anziani". "I dati di alcuni paesi, ad esempio l' Italia - ha spiegato Paglia - mostrano che la metà degli anziani vittime da
Covid-19 viene dagli istituti e dalle Rsa, mentre solo un 24 per cento del totale dei decessi riguarda gli anziani e i
vecchi che vivevano a casa. Insomma, il 50% delle morti è avvenuto tra i circa 300.000 ospiti di case di riposo ed
RSA mentre solo il 24% ha colpito i 7 milioni di anziani over 75 che vivono a casa. La propria dimora, anche durante
la pandemia, a parità di condizioni, ha protetto molto di più. E tutto questo si è ripetuto in Europa e in tante altre parti
del mondo". Paglia ha citato una ricerca dell' Università di Tel Aviv sui paesi europei che "ha evidenziato la relazione
proporzionale diretta tra numero di posti letto nelle RSA e numero dei morti anziani. In ogni paese rimane sempre
identica la proporzione: al crescere dei posti letto risulta aumentato anche il numero delle vittime nella popolazione
anziana. Non credo sia un caso. Quanto è accaduto tuttavia impedisce di liquidare la questione della cura degli
anziani con la immediata ricerca di capri espiatori, di singoli colpevoli. D' altra parte, sarebbe incomprensibile un
silenzio colpevole e sospetto. E urgente ripensare globalmente la prossimità della società verso gli anziani. Nel
sistema di cura e assistenza degli anziani molto è da rivedere. L' istituzionalizzazione degli anziani nelle case di
riposo, in ogni paese, non ha garantito necessariamente migliori condizioni di assistenza, tanto meno per chi tra loro
è più debole. E necessario un serio ripensamento non solo relativamente alle residenze per gli anziani ma per l'
intero sistema assistenziale del vasto popolo di anziani che oggi caratterizza tutte le società". "Sono rimasto
sorpreso dalla mia nomina a presidente della Commissione per la riforma dell' assistenza sanitaria e sociosanitaria
della popolazione anziana, da parte del Ministro Speranza", ha poi detto. Il ministro Speranza, ha aggiunto il presule,
"lo ha fatto sapendo cosa nella Chiesa significa la cura degli anziani, conoscendo l' efficacia dei suoi interventi e la
volontà di continuare a prendersi cura

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Tuesday 09 February 2021

Umbria Journal
Pontificia Accademia per la Vita

di tutta la vita degli anziani". Mi piace: Mi piace Caricamento...

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Tuesday 09 February 2021

vita.it
Pontificia Accademia per la Vita

Più domicilio e continuum delle cure: ripensare le case di riposo


24 minuti fa

«A livello culturale e di coscienza civile e cristiana, è quanto mai opportuno


un profondo ripensamento dei modelli assistenziali per gli anziani».
«Abbiamo bisogno di una nuova visione, di un nuovo paradigma che
permetta alla società di prendersi cura degli anziani». Lo dice il poderoso
documento della Pontificia Accademia per la Vita presentato oggi, dal titolo
"La vecchiaia: il nostro futuro. La condizione degli anziani dopo la
pandemia". « I dati dei decessi sono brutali nella loro crudeltà. A tutt' oggi si
parla di più di 2,3 milioni di anziani morti per il Covid-19, la maggioranza dei
quali ultrasettantacinquenni. Una vera e propria "strage di anziani". E la
maggioranza di essi è deceduta negli istituti per anziani», ha detto monsignor
Vincenzo Paglia presentando il documento. «I dati di alcuni paesi - ad
esempio l' Italia - mostrano che la metà degli anziani vittime da Covid-19
viene dagli istituti e dalle Rsa, mentre solo un 24 per cento del totale dei
decessi riguarda gli anziani e i vecchi che vivevano a casa. Insomma, il 50%
delle morti è avvenuto tra i circa 300.000 ospiti di case di riposo ed RSA
mentre solo il 24% ha colpito i 7 milioni di anziani over 75 che vivono a casa.
La propria dimora, anche durante la pandemia, a parità di condizioni, ha protetto molto di più. E tutto questo si è
ripetuto in Europa e in tante altre parti del mondo. Una ricerca dell' Università di Tel Aviv sui paesi europei ha
evidenziato la relazione proporzionale diretta tra numero di posti letto nelle RSA e numero dei morti anziani. In ogni
paese rimane sempre identica la proporzione: al crescere dei posti letto risulta aumentato anche il numero delle
vittime nella popolazione anziana. Non credo sia un caso. Quanto è accaduto tuttavia impedisce di liquidare la
questione della cura degli anziani con la immediata ricerca di capri espiatori , di singoli colpevoli. D' altra parte,
sarebbe incomprensibile un silenzio colpevole e sospetto. È urgente ripensare globalmente la prossimità della
società verso gli anziani. Nel sistema di cura e assistenza degli anziani molto è da rivedere. L' istituzionalizzazione
degli anziani nelle case di riposo, in ogni paese, non ha garantito necessariamente migliori condizioni di assistenza,
tanto meno per chi tra loro è più debole. È necessario un serio ripensamento non solo relativamente alle residenze
per gli anziani ma per l' intero sistema assistenziale del vasto popolo di anziani che oggi caratterizza tutte le
società». Qui una sintesi dei passaggi salienti rispetto alla proposta di riorganizzazione del sistema di cura e
assistenza degli anziani. «Durante la prima ondata della pandemia una parte considerevole dei decessi da Covid-19
si è verificato nelle istituzioni per anziani, luoghi che avrebbero dovuto proteggere la "parte più fragile della società" e
dove invece la morte ha colpito sproporzionatamente di più rispetto alla casa e all' ambiente familiare. Il capo dell'
Ufficio europeo dell' Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato che nella primavera del 2020 fino alla metà
dei decessi per coronavirus nella regione

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Tuesday 09 February 2021

vita.it
Pontificia Accademia per la Vita

sono avvenuti nelle case di cura: una "tragedia inimmaginabile", ha commentato. Dai calcoli comparati dei dati si
rileva che la "famiglia", invece, a parità di condizioni, ha protetto molto di più gli anziani. L' istituzionalizzazione degli
anziani, soprattutto dei più vulnerabili e soli, proposta come unica soluzione possibile per accudirli, in molti contesti
sociali rivela una mancanza di attenzione e sensibilità verso i più deboli, nei confronti dei quali sarebbe piuttosto
necessario impiegare mezzi e finanziamenti atti a garantire le migliori cure possibili a chi ne ha più bisogno, in un
ambiente più familiare. [] È perciò quanto mai opportuno avviare una riflessione attenta, lungimirante e onesta su
come la società contemporanea debba farsi "prossima" alla popolazione anziana, soprattutto laddove sia più
debole. Peraltro, quanto è accaduto durante il Covid-19 impedisce di liquidare la questione della cura degli anziani
con la ricerca di capri espiatori, di singoli colpevoli e, di contro, che si alzi un coro in difesa degli ottimi risultati di chi
ha evitato il contagio nelle case di cura. Abbiamo bisogno di una nuova visione, di un nuovo paradigma che permetta
alla società di prendersi cura degli anziani». La lezione della pandemia Secondo il documento «vi è senz' altro il
dovere di creare le condizioni migliori affinché gli anziani possano vivere questa particolare fase della vita, per
quanto possibile, nell' ambiente a loro familiare, con le amicizie abituali. Chi non vorrebbe continuare a vivere a casa
propria, circondato dai propri affetti e dalle persone più care anche quando diventa più fragile? La famiglia, la casa, il
proprio ambiente rappresentano la scelta più naturale per chiunque. Certo, non sempre tutto può rimanere invariato
rispetto a quando si era più giovani; a volte sono necessarie soluzioni che rendono verosimile una cura domiciliare.
Ci sono situazioni in cui la propria casa non è più sufficiente o adeguata. In questi casi è necessario non farsi irretire
da una "cultura dello scarto", che può manifestarsi in pigrizie e mancanza di creatività nel cercare soluzioni efficaci
quando vecchiaia significa anche assenza di autonomia . Mettere al centro dell' attenzione la persona, con i suoi
bisogni e suoi diritti è espressione di progresso, di civiltà e di autentica coscienza cristiana. La persona, dunque,
deve essere il cuore di questo nuovo paradigma di assistenza e cura degli anziani più fragili. Ogni anziano è diverso
dall' altro, la singolarità di ogni storia non può essere trascurata: la sua biografia, il suo ambiente di vita , le sue
relazioni attuali e passate. Per individuare nuove prospettive abitative ed assistenziali è necessario partire da un'
attenta considerazione della persona, della sua storia e delle sue esigenze. L' implementazione di tale principio
implica un articolato intervento a diversi livelli, che realizzi un continuum assistenziale tra la propria casa e alcuni
servizi esterni, senza cesure traumatiche, non adatte alla fragilità dell' invecchiamento». Un nuovo modello di cura e
di assistenza degli anziani più fragili «Un' attenzione particolare va riservata alle abitazioni perché siano adeguate
alle esigenze dell' anziano: la presenza di barriere architettoniche o l' inadeguatezza dei presidi igienici, la mancanza
di riscaldamento, la penuria di spazio devono avere delle soluzioni concrete. Quando ci si ammala o si diventa
deboli, qualsiasi cosa può trasformarsi in un ostacolo insormontabile. L' assistenza domiciliare deve essere
integrata, con la possibilità di cure mediche a domicilio e un' adeguata distribuzione di

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Tuesday 09 February 2021

vita.it
Pontificia Accademia per la Vita

servizi sul territorio. In altre parole, è necessario e urgente attivare una "presa in carico" dell' anziano laddove si
svolge la sua vita . Tutto ciò richiede un processo di conversione sociale, civile, culturale e morale. Poiché solo così
è possibile rispondere in maniera adeguata alla domanda di prossimità degli anziani, soprattutto dei più deboli ed
esposti. Vanno incrementate le figure dei care-giver , professioni già da anni presenti nelle società occidentali. Ma ci
sono anche altre professionalità che vanno inquadrate all' interno di cornici normative, tali da valorizzare i talenti e
sostenere le famiglie. Tutto ciò può consentire agli anziani di vivere in maniera "familiare" questa fase dell'
esistenza. Grande supporto può derivare dalle nuove tecnologie e dai progressi della telemedicina e dell' intelligenza
artificiale : se ben utilizzati e distribuiti, possono creare, attorno all' abitazione dell' anziano, un sistema integrato di
assistenza e cura capace di rendere possibile la permanenza nella propria casa o in quella dei propri familiari. Un'
alleanza attenta e creativa tra famiglie, sistema socio-sanitario, volontariato e tutti gli attori in campo, può evitare ad
una persona anziana di dover lasciare la propria abitazione. Non si tratterebbe, dunque, solo di aprire strutture con
pochi posti letto, o di fornire un giardino o un animatore per il tempo libero. È necessaria, piuttosto, una
personalizzazione dell' intervento sociosanitario e assistenziale. Essa potrebbe costituire una risposta concreta all'
invito dell' Unione Europea a promuovere nuovi modelli di cura per gli anzian. In tale orizzonte vanno promosse con
creatività e intelligenza l' independent living , l' assisted living , il co-housing e tutte quelle esperienze che si ispirano
al concetto-valore dell' assistenza reciproca, pur consentendo alla persona di mantenere una propria vita
autonoma». Riqualificare la casa di riposo in un "continuum" socio-sanitario «Alla luce di queste premesse, le case di
riposo dovrebbero riqualificarsi in un continuum socio-sanitario, ossia offrire alcuni loro servizi direttamente nei
domicili degli anziani: ospedalizzazione a domicilio, presa in carico della singola persona con risposte assistenziali
modulate sui bisogni personali a bassa o ad alta intensità, dove l' assistenza sociosanitaria integrata e la
domiciliarità rimangano il perno di un nuovo e moderno paradigma. [] Tutto questo rende ancora più evidente la
necessità di supportare le famiglie che, soprattutto se costituite da pochi figli e nipoti, non possono sostenere da
sole, presso un' abitazione, la responsabilità a volte logorante di prendersi cura di una malattia esigente, costosa in
termini di energie e di denaro. Va reinventata una rete di solidarietà più ampia , non necessariamente ed
esclusivamente fondata su vincoli di sangue, ma articolata secondo le appartenenze, le amicizie, il comune sentire,
la reciproca generosità nel rispondere ai bisogni degli altri. [] Il paradigma che si intende proporre non è astratta
utopia o ingenua pretesa, può invece innervare e nutrire anche nuove e più sagge politiche di salute pubblica e
originali proposte di un sistema assistenziale più adeguato alla vecchiaia. Più efficaci, oltre che più umane. Lo
richiede un' etica del bene comune e il principio del rispetto della dignità di ogni singolo individuo, senza distinzione
alcuna, neppure quella dell' età».

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Wednesday 10 February 2021


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La Provincia di Sondrio
Pontificia Accademia per la Vita

poniamo fine alla strage di anziani

alberto bobbio

Occorrono politiche "più sagge" di salute pubblica e proposte "originali" per un sistema
assistenziale più adeguato alla vecchiaia.
La Santa Sede interviene con un documento della Pontificia Accademia per la vita ad un
anno dall' inizio della pandemia per denunciare la strage degli anziani e per chiedere di
rivedere seriamente il sistema assistenziale che ha dimostrato di non aver saputo
proteggere gli anziani dal virus. La Nota intitolata "La vecchiaia il nostro futuro - La
condizione degli anziani dopo la pandemia" è stata presentata ieri mattina con una
conferenza stampa dal presidente della Pontificia Accademia p e r l a vita mons.
Vincenzo Paglia a pochi giorni dall' istituzione della Giornata mondiale dei nonni e degli
anziani da parte di Papa Francesco. Richiama l' attenzione sul fallimento della
protezione dalla pandemia da parte dei sistemi sociali e sanitari di tutto il
mondo. Mons. Paglia definisce "brutali" i dati della strage: due milioni e 700 mila sono
morti per Covid-19. La maggioranza è deceduta negli istituti di riposo che li
accoglievano, quelle Rsa di cui il documento chiede un superamento o almeno una
profonda riforma a favore del rilancio dell' assistenza domiciliare. Spiega il presidente
dell' Accademia per la vita: "Nel sistema di cura e assistenza c' è molto da rivedere. Le
case di riposo non hanno garantito la migliore assistenza, tanto meno per chi è più de
bole". I dati sono dramm
atici. In Italia la metà degli anziani vittime di coronavirus sono morti nelle Rsa mentre
solo il 24 per cento del totale dei decessi riguarda gli anziani che vivevano a casa. È il
rapporto percentuale che dimostra la tragedia. Infatti nelle Rsa in Italia sono ricoverati
circa 300 mila anziani, mentre a casa vivono circa 7 milioni di anziani over 75. I primi
sono stati colpiti pesantemente dalla pandemia, mentre per gli altri è andata meglio. Ciò significa, osserva Paglia,
che "la propria casa a parità di condizioni ha protetto molto meglio la vita degli anz
iani". Il presidente dell' Accademia per la vita ha citato anche una ricerca dell' università di Tel Aviv condotta nei
Paesi dell' Unione europea che ha messo in luce una relazione proporzionale diretta tra numero di posti letto nelle
Rsa e numero di anziani morti. Eppure, ha aggiunto, "non è il caso di cercare colpe o capri espiatori": "Oggi non è
opportuno, perché allontana dal cuore del problema che è quello di ripensare globalmente il sistema di assistenza, di
cura e di prossimità delle nostre società verso gli anz

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[ § 2 9 6 5 5 0 3 1 § ]

Wednesday 10 February 2021

La Provincia di Sondrio
Pontificia Accademia per la Vita

iani". La Nota vaticana chiede una "nuova e seria riflessione" sui cambiamenti demografici. Da una parte
occorrono politiche più decisive a favore della natalità e dall' altra politiche più inclusive degli anziani che non
possono essere relegati ai margini del welfare e dei sistemi di
cura. Il documento spiega che i problemi maggiori si registrano nelle grandi città, che vanno rese più accoglienti per
gli anziani e dove vanno privilegiati e rinforzati i servizi domiciliari, rispetto al ricovero in case di cura, spesso non
necessario, proprio per evitare di amplificare quella "cultura dello scarto", che, spiega il documento, può manifestarsi
anche "in pigrizie e mancanza di creatività nel cercare soluzioni effi
caci".

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[ § 2 9 6 5 5 0 3 4 § ]

Wednesday 10 February 2021


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La Gazzetta del Mezzogiorno (ed. Capitanata)


Pontificia Accademia per la Vita

Sparò a due fratelli il pm chiede 10 anni


Dopo un banale litigio, la sera prima, sul posto dove sedersi

Il pm chiede la condanna a 10 anni per duplice tentato omicidio dell' anziano


foggiano che il 14 maggio di un anno fa sparò e ferì due fratelli, dopo un litigio
di 24 ore prima per il posto dove sedersi in un' abitazione che imputato e
vittime frequentavano; la parte civile sollecita la condanna del foggiano
anche a risarcire i danni, con il pagamento di una provvisionale di 50mila euro
a testa per i due fratelli; mentre la difesa chiede al giudice la derubricazione
del reato di duplice tentato omicidio in quello di lesioni, e la conseguente
condanna a 3 anni, ossia la pena che il legale aveva chiesto di patteggiare
con rifiuto della Procura. Così il processo abbreviato a Benito Insalata, 78
anni, incensurato foggiano, accusato di aver tentato di uccidere con
premeditazione e per futili motivi An tonio e Vito Calabrese, foggiani di 85 e
48 anni. Scontato che fu il pensionato a far fuoco e ferire i due fratelli alla
luce della confessione resa e delle prove a suo carico, il processo in corso
con rito abbreviato davanti al gup (la scelta del rito comporterà lo sconto di
un terzo della pena) ruota tutto sulla sussistenza dell' aggravante della
premeditazione e sulla volontà omicida di Insalata, che sostiene d' aver
sparato non per uccidere ma perché spaventato. Insalata ha preferito non partecipare all' udienza, cui erano presenti
le parti offese.
Teatro del duplice ferimento avvenuto la sera del 14 maggio del 2020, fu un appartamento di piazza Villani angolo
via Lucera di proprietà di un foggiano estraneo all' inchiesta, che frequentavano sia l' imputato sia le parti offese.
Antonio Calabrese venne colpito dalle pistolettate ad addome, bocca, mano destra e coscia e fu ricoverato
inizialmente in prognosi riservata agli ospedali riuniti; il fratello Vito venne raggiunto da un proiettile alla coscia
destra, medicato in pronto soccorso e dimesso con prognosi di 25 giorni. Insalata si costituì subito alla squadra
mobile, consegnando l' arma, una pistola «Beretta» calibro 7.65 legalmente detenuta ma che non poteva portare
fuori di casa, per cui risponde anche di porto illegale di arma. L' anzia no è agli arresti domiciliari.
Il gup del Tribunale dauno Armando Dello Iacovo, dopo la requisitoria del pubblico ministero Roberta Bray, che ha
coordinato le indagini condotte dalla Polizia, e la requisitoria degli avvocati Vincenzo Paglia (costituitosi parte civile
per i fratelli Calabrese) e Paolo Ferragonio (difensore di Insalata), ha rinviato l' udienza a marzo quando dopo le
repliche delle parti entrerà in camera di consiglio per pronunciare la sentenza di primo grado. La Procura sostiene
che l' anziano fece fuoco per uccidere entrambi i fratelli Calabrese: si trattò di un delitto aggravato sia dalla
premeditazione perché Insalata si recò nell' abitazione di piazza Villani con la pistola; sia dai futili motivi,
«segnatamente da un dissidio insorto il giorno prima» si legge nel capo.

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Tuesday 09 February 2021

Umbria Journal
Pontificia Accademia per la Vita

Strage di anziani per Coronavirus, dati brutali, tanti in Rsa e istituti

L a pandemia, "che ha trovato negli anziani le vittime più numerose, ha


rilevato questa incapacità della società contemporanea di prendersi cura in
maniera adeguata dei propri anziani". Lo ha sottolineato monsignor
Vincenzo Paglia , presidente della Pontificia Accademia p e r l a Vita,
presentando il documento dell' Accademia volto a combattere la cultura
dello scarto. Paglia ha denunciato la "strage di anziani" nella pandemia nei
suoi "dati brutali". " L' Accademia per la Vita, - ha spiegato Paglia - con questa
nota, intende sottolineare l' urgenza di una nuova attenzione alle persone
anziane che in questi ultimi decenni sono aumentate ovunque di numero.
Senza tuttavia che aumentasse la prossimità verso di loro e ancor meno una
comprensione adeguata alla grande rivoluzione demografica di questi ultimi
decenni. Con la pandemia, quella cultura dello 'scarto' che papa Francesco
ha più volte richiamato, ha causato tragedie innumerevoli abbattutesi sugli
anziani. In tutti i continenti la pandemia ha colpito innanzi tutto chi è vecchio.
I dati dei decessi sono brutali nella loro crudeltà. A tutt' oggi si parla di più di
due milioni e trecentomila anziani morti per il Covid-19, la maggioranza dei
quali ultrasettantacinquenni. Una vera e propria strage di anziani. E la maggioranza di essi è deceduta negli istituti
per anziani". © Protetto da Copyright DMCA " I dati di alcuni paesi, ad esempio l' Italia - ha spiegato Paglia - mostrano
che la metà degli anziani vittime da Covid-19 viene dagli istituti e dalle Rsa, mentre solo un 24 per cento del totale dei
decessi riguarda gli anziani e i vecchi che vivevano a casa. Insomma, il 50% delle morti è avvenuto tra i circa 300.000
ospiti di case di riposo ed RSA mentre solo il 24% ha colpito i 7 milioni di anziani over 75 che vivono a casa. La
propria dimora, anche durante la pandemia, a parità di condizioni, ha protetto molto di più. E tutto questo si è ripetuto
in Europa e in tante altre parti del mondo ". Paglia ha citato una ricerca dell' Università di Tel Aviv sui paesi europei
che " ha evidenziato la relazione proporzionale diretta tra numero di posti letto nelle RSA e numero dei morti anziani.
In ogni paese rimane sempre identica la proporzione: al crescere dei posti letto risulta aumentato anche il numero
delle vittime nella popolazione anziana. Non credo sia un caso. Quanto è accaduto tuttavia impedisce di liquidare la
questione della cura degli anziani con la immediata ricerca di capri espiatori, di singoli colpevoli. D' altra parte,
sarebbe incomprensibile un silenzio colpevole e sospetto. E urgente ripensare globalmente la prossimità della
società verso gli anziani. Nel sistema di cura e assistenza degli anziani molto è da rivedere . L' istituzionalizzazione
degli anziani nelle case di riposo, in ogni paese, non ha garantito necessariamente migliori condizioni di assistenza,
tanto meno per chi tra loro è più debole. E necessario un serio ripensamento non solo relativamente alle residenze
per gli anziani ma per l' intero sistema

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Tuesday 09 February 2021

Umbria Journal
Pontificia Accademia per la Vita

assistenziale del vasto popolo di anziani che oggi caratterizza tutte le società". Davolio Elena ISSN 2465 - 1222 09-
Feb-2021 11:56 Mi piace: Mi piace Caricamento...

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Tuesday 09 February 2021

World Magazine
Pontificia Accademia per la Vita

Vaticano: assistere l' anziano in modo che possa ancora

valter.sciampi@gmail.com

Documento della Pontificia accademia per la vita: "La vecchiaia: il nostro


futuro. La condizione degli anziani dopo la pandemia". 'Mettere al centro dell'
attenzione la persona, con i suoi bisogni e suoi diritti', 'è espressione di
progresso, di civiltà e di autentica coscienza cristiana'. 'Giovani e anziani,
incontrandosi, possono portare nel tessuto sociale quella nuova linfa di
umanesimo che renderebbe più solidale la società'. Città del Vaticano
(AsiaNews) - Una 'svolta culturale' per rendere possibile agli anziani di essere
accompagnati e assistiti in contesti familiari in ambienti che assomiglino più
alla casa che all' ospedale, coinvolgendo i giovani e in particolare i credenti.
E' la proposta avanzata dalla Pontificia accademia per la vita nel documento:
"La vecchiaia: il nostro futuro. La condizione degli anziani dopo la pandemia",
presentato oggi. L' idea di fondo è che l' anziano non è, e non va visto - e
trattato - solo nella realtà della sua fragilità con i bisogni di assistenza che la
accompagnano, ma come una persona in grado di 'dare' ancora. Il
documento parte dalla costatazione che la pandemia ha mostrato che
'siamo tutti in balìa della stessa tempesta, ma in un certo senso, si può anche
dire che stiamo remando su barche diverse: le più fragili affondano ogni giorno. È indispensabile ripensare il modello
di sviluppo dell' intero pianeta. Tutti sono interpellati: la politica, l' economia, la società, le organizzazioni religiose,
per avviare un nuovo assetto sociale che metta al centro il bene comune dei popoli'. Sotto i colpi del virus, si è
parlato di 'tragedia inimmaginabile' avvenuta nelle residenze per anziani. Come ha evidenziato mons. Vincenzo
Paglia, presidente della Pontificia accademia per la vita, alla presentazione del documento, 'il 50% delle morti di
anziani è avvenuto tra i circa 300.000 ospiti di case di riposo ed RSA mentre solo il 24% ha colpito i 7 milioni di
anziani over 75 che vivono a casa. La propria dimora, anche durante la pandemia, a parità di condizioni, ha protetto
molto di più'. Ciò, ha aggiunto, mostra che 'è urgente ripensare globalmente la prossimità della società verso gli
anziani. Nel sistema di cura e assistenza degli anziani molto è da rivedere'. Nella struttura della società, peraltro, è in
atto un cambiamento: il progresso della medicina ha prodotto l' allungamento della vita. E 'contrariamente a quanto
una visione stereotipata potrebbe far immaginare, a livello globale le città sono luoghi dove in media si vive di più. Gli
anziani, dunque, sono numerosi, ma è indispensabile rendere le città abitabili anche per loro. Secondo i dati dell'
Organizzazione Mondiale della Sanità, nel 2050 nel mondo ci saranno due miliardi di ultrasessantenni: dunque, una
persona su cinque sarà anziana'. E se c' è chi vede la vecchiaia come una malattia, papa Francesco l' ha definita 'un
privilegio! La solitudine può essere

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Tuesday 09 February 2021

World Magazine
Pontificia Accademia per la Vita

una malattia, ma con la carità, la vicinanza e il conforto spirituale possiamo guarirla'. 'In ogni caso, essere anziani è
un dono di Dio e un' enorme risorsa, una conquista da salvaguardare con cura'. A fronte della sostanziale solitudine
che spesso accompagna la vita nelle case di riposo, è necessario 'supportare le famiglie che, soprattutto se
costituite da pochi figli e nipoti, non possono sostenere da sole, presso un' abitazione, la responsabilità a volte
logorante di prendersi cura di una malattia esigente, costosa in termini di energie e di denaro. Va reinventata una rete
di solidarietà più ampia, non necessariamente ed esclusivamente fondata su vincoli di sangue, ma articolata
secondo le appartenenze, le amicizie, il comune sentire, la reciproca generosità nel rispondere ai bisogni degli altri'.
Si tratta di 'mettere al centro dell' attenzione la persona, con i suoi bisogni e suoi diritti'. Il che 'è espressione di
progresso, di civiltà e di autentica coscienza cristiana. La persona, dunque, deve essere il cuore di questo nuovo
paradigma di assistenza e cura degli anziani più fragili'. 'Ogni anziano è diverso dall' altro'. 'L' implementazione di tale
principio implica un articolato intervento a diversi livelli, che realizzi un continuum assistenziale tra la propria casa e
alcuni servizi esterni, senza cesure traumatiche, non adatte alla fragilità dell' invecchiamento'. 'L' assistenza
domiciliare deve essere integrata, con la possibilità di cure mediche a domicilio e un' adeguata distribuzione di
servizi sul territorio. In altre parole, è necessario e urgente attivare una 'presa in carico' dell' anziano laddove si
svolge la sua vita. Tutto ciò richiede un processo di conversione sociale, civile, culturale e morale'. 'In quest'
orizzonte anche le Diocesi, le parrocchie e le comunità ecclesiali sono invitate ad una riflessione più attenta verso il
mondo degli anziani. Negli ultimi decenni più volte i pontefici sono intervenuti per sollecitare senso di responsabilità
e cura pastorale degli anziani. La loro presenza è una grande risorsa. Basti pensare al ruolo determinante che hanno
avuto nella conservazione e nella trasmissione della fede ai giovani nei Paesi sotto i regimi atei e autoritari. E a
quanto continuano a fare tanti nonni per trasmettere la fede ai nipoti'. Da parte loro, gli anziani 'devono cercare di
vivere con sapienza la vecchiaia', mentre la pastorale degli anziani, come ogni pastorale, va posta in ottica
missionaria. 'L' evangelizzazione deve mirare alla crescita spirituale di ogni età, poiché la chiamata alla santità è per
tutti, anche per i nonni'. Gli anziani, poi, 'sono chiamati ad essere missionari, come ogni altra età della vita. In tal
senso 'la Chiesa [può farsi] luogo dove le generazioni sono chiamate a condividere il progetto d' amore di Dio, in un
rapporto di reciproco scambio dei doni dello Spirito Santo. Questa condivisione intergenerazionale ci obbliga a
cambiare il nostro sguardo verso gli anziani, per imparare a guardare al futuro insieme a loro'. 'Giovani e anziani,
infatti, incontrandosi, possono portare nel tessuto sociale quella nuova linfa di umanesimo che renderebbe più
solidale la società'. 'Possiamo affermare - ha evidenziato oggi mons. Bruno-Marie Duffè, segretario del Dicastero per
il servizio dello sviluppo umano integrale - che l' emergenza sanitaria ha portato alla luce una componente
importante della relazione sociale. La capacità di raccogliere la sfida della vita - le sue incognite e le sue gioie - si
basa, in parte, sull' ispirazione,

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Tuesday 09 February 2021

World Magazine
Pontificia Accademia per la Vita

propria del dialogo tra generazioni: un dialogo che può essere fatto di parole o di silenzio, del disegno offerto da un
bambino, che ancora fa sognare l' anziano, o dalla tenerezza dei loro sguardi, che si incrociano e si incoraggiano a
vicenda. Il sogno e la tenerezza: ecco di cosa si tratta. Se gli anziani continuano a sognare, i più giovani possono
continuare a inventare. Se lo sguardo dell' anziano incoraggia dolcemente i progetti del più giovane, entrambi
vivranno nella speranza che supera le paure'. 'L' uomo che invecchia - sottolinea infine il documento - non si avvicina
alla fine, ma al mistero dell' eternità; per comprenderlo ha bisogno di avvicinarsi a Dio e di vivere nella relazione con
Lui. Prendersi cura della spiritualità degli anziani, del loro bisogno di intimità con Cristo e di condivisione della fede è
un compito di carità nella Chiesa. Preziosa è anche la testimonianza che gli anziani possono dare con la loro
fragilità. 'La vecchiaia va compresa anche in questo orizzonte spirituale: è l' età propizia dell' abbandono a Dio.
Mentre il corpo si indebolisce, la vitalità psichica, la memoria e la mente diminuiscono, appare sempre più evidente la
dipendenza della persona umana da Dio. Certo, c' è chi può sentire la vecchiaia come una condanna, ma anche chi
può sentirla come un' occasione per reimpostare la relazione con Dio. Caduti i puntelli umani, la virtù fondamentale
diviene la fede, vissuta non solo come adesione a verità rivelate, ma come certezza dell' amore di Dio che non
abbandona'. (FP)

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Tuesday 09 February 2021

larena.it
Pontificia Accademia per la Vita

Vaticano: serve svolta,assistere gli anziani nelle loro case


Un documento della Pontificia Accademia per la Vita

Società Editrice Athesis S.p.A.

(ANSA) - CITTA DEL VATICANO, 09 FEB - Occorrono "nuove e incisive misure


perché sia reso possibile agli anziani di essere accompagnati e assistiti in
contesti familiari, nella loro casa e comunque in ambienti domiciliari che
assomiglino più alla casa che all' ospedale. Si tratta di una svolta culturale da
mettere in atto". Lo sottolinea la Pontificia Accademia per la Vita in un
documento sugli anziani chiedendo sostanzialmente di superare l' attuale
modello di Rsa e case di riposo attraverso l' assistenza domiciliare. (ANSA).

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Tuesday 09 February 2021

lagazzettadelmezzogiorno.it
Pontificia Accademia per la Vita

Vaticano: serve svolta,assistere gli anziani nelle loro case

CITTA DEL VATICANO, 09 FEB - Occorrono "nuove e incisive misure perché


sia reso possibile agli anziani di essere accompagnati e assistiti in contesti
familiari, nella loro casa e comunque in ambienti domiciliari che assomiglino
più alla casa che all' ospedale. Si tratta di una svolta culturale da mettere in
atto". Lo sottolinea la Pontificia Accademia per la Vita in un documento sugli
anziani chiedendo sostanzialmente di superare l' attuale modello di Rsa e
case di riposo attraverso l' assistenza domiciliare. (ANSA).

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Tuesday 09 February 2021

corrieredicomo.it
Pontificia Accademia per la Vita

Vaticano: serve svolta,assistere gli anziani nelle loro case

(ANSA) - CITTA DEL VATICANO, 09 FEB - Occorrono "nuove e incisive misure


perché sia reso possibile agli anziani di essere accompagnati e assistiti in
contesti familiari, nella loro casa e comunque in ambienti domiciliari che
assomiglino più alla casa che all' ospedale. Si tratta di una svolta culturale da
mettere in atto". Lo sottolinea la Pontificia Accademia per la Vita in un
documento sugli anziani chiedendo sostanzialmente di superare l' attuale
modello di Rsa e case di riposo attraverso l' assistenza domiciliare. (ANSA).

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Tuesday 09 February 2021


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Los Angeles Times


Artificial Intelligence

Why takeout driver set himself on fire


In China, one gig worker' s desperate act of protest draws widespread attention to labor abuses.

By Alice Su Ziyu Yang of The Times' Beijing bureau contributed to this report.

TAIZHOU, China - The shop owners almost didn' t notice when the man set himself on
fire.
Andy Wong Associated Press A DELIVERY worker picks up food at a Beijing restaurant
last month. Drivers have faced pay cuts, and some work through middleman companies
that end up withholding wages or disappearing without paying.
It was lunch hour on this street of barbershops and tiny restaurants. Many were busy
chopping mushrooms and ladling sour fish soup over rice, packing it up for delivery
drivers who zoomed in and out on electric bikes, rushing to meet the orders beeping from
their phones.
Suddenly they saw flames and smoke.
Passersby shouted. People ran toward the man with extinguishers. "Go to the hospital!"
they cried. The man crawled up from the ground, shaking his head.
"I want my blood and sweat money," he said, his body covered with white ash.
That act of protest and desperation was filmed by bystanders and went viral online. It
drew attention to the harsh lives of delivery drivers at the bottom of a highly competitive
gig economy. China has made an impressive recovery from the COVID-19 pandemic, but the man' s self-immolation
was a reminder of how difficult the last year has been, especially for blue-collar workers, many of whom are rural
migrants who have restricted access to urban social services.
Chinese delivery drivers - like their counterparts around the world - have been feted as heroes for feeding cities
during pandemic lockdowns. Yet those in China are particularly vulnerable to labor abuses.
Most are young men without college degrees who make less than $1 per delivery.
Many work without formal contracts or sign agreements that don' t include insurance and social security.
They often work through middleman companies that manage drivers for delivery apps but sometimes withhold
wages or disappear without paying. Although local labor departments sometimes help drivers negotiate, individual
claims involving wage disputes and injuries are frequently dismissed. Drivers who attempt to organize and protest
are easily fired, especially in pandemic times.
"For food delivery workers, protests basically disappeared," said Aidan Chau, a researcher at China Labor Bulletin, a
rights group that found a dramatic decline in protests by food delivery workers, from 57 in 2018 to 45 in 2019 to only
three in 2020.
"Nobody is going to strike now, because if you protest you will just be sacked and a bunch of workers

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Tuesday 09 February 2021

Los Angeles Times


Artificial Intelligence

will replace you instantly.


" A public discussion around delivery drivers' rights has been growing in China even as lockdowns have been lifted.
Last year, an article in the Chinese magazine People described delivery drivers as "trapped in an algorithm," forced to
follow unsafe delivery routes and unreasonable time limits decided by artificial intelligence.
Criticism following the article led some companies to add several minutes to drivers' delivery times and to give
customers an option of letting the couriers drive more slowly. But drivers' pay cuts and lack of labor protections
remain unaddressed.
The name of the man who set himself on fire is Liu Jin, one among millions of food delivery drivers for Ele.me
(which means in Mandarin: "Are you hungry?"), an online takeout platform owned by Chinese tech giant Alibaba. The
migrant worker, in his late 40s, had been in Taizhou, a city of about 5 million in the coastal province of Jiangsu, since
2013.
Acquaintances said he' d tried to switch from Ele.me to Meituan, a competing platform, only to have a few thousand
yuan (the equivalent of $500 to $700) of his Ele.me wages withheld. A government report said he' d brought gasoline
with him to the office of Ele.me' s local partner on the Taizhou street. When the agency refused to give him the
money, he poured the gasoline on himself, ran outside and set himself alight.
He burned 80% of his body, including third-degree burns and damage to the respiratory system, according to a
crowdfunding campaign started by his daughter Liu Xiaoqian.
They are a rural family with little income, she wrote. Her father was working in food delivery to pay her younger sister'
s university fees.
"My father is our family' s pillar," she said. "My heart is bleeding, watching the most important person in my life hover
at the gates of death.
" Ele.me issued a statement last month expressing "heartbreak" for Liu. They promised to cover his medical fees and
investigate whether their local partner Jingjiang Yingpao, one of the many middleman agencies on which delivery
platforms rely to manage local workers, had been withholding wages.
The Los Angeles Times was unable to reach the Liu family on a recent visit to Taizhou. Hospital guards denied entry
to the facility where Liu Jin was reportedly recovering.
Jingjiang Yingpao' s office on the street where Liu tried to self-immolate was closed, with a metal lock on its doors.
When The Times called the company for more information, the woman on the phone stammered a few incoherent
words and hung up. Taizhou' s local labor and social security departments did not pick up the phone.
Many on the street remembered Liu, but most were afraid to speak. He was, like many migrant workers, essential but
unseen and powerless on society' s fringes.

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Tuesday 09 February 2021

Los Angeles Times


Artificial Intelligence

A woman working in a restaurant on the street spotted Liu on fire that day.
"I was so afraid, I didn' t know how to keep working after that." She didn' t give her name and was reluctant to
comment. All the restaurants work with Ele.me, she said, shaking her head.
"What if they come and make trouble for us because of what we said?
" A driver wearing the yellow Meituan uniform tapped his foot outside, waiting for another restaurant to prepare
orders of baked rice with cheese. Liu must have been a fa mang, a person ignorant of the law, the driver said. Why
didn' t he seek help from the local labor inspection team?
A younger driver also wearing the Meituan uniform interrupted. He had never been able to get help from the labor
department, he said, even when he went to complain with four or five others. "You need to bring at least 20 people,"
he said, "or else they' ll drive you away at the gate.
"If you live in Taizhou, you' re comfortable," the young driver added. "You can wait for the labor inspectors to
respond. For outsiders, there is rent, there is food, everything costs money. You spend one to two months asking for
your $400 salary, and you might as well have made nothing at all.
" Most drivers' response to a loss of wages is to keep working, said Wu, 47, an Ele.me driver waiting for orders
outside a cheap cafeteria. He asked that only his surname be used, for protection.
"People who do food delivery are like a big sheet of loose sand. We can' t unite," he said. "Everyone is just trying to
survive.
" Wu said he' d once worked a stable job as a mechanic - eight hours a day, eight days off a month, with insurance
and social security payments.
He left the job to do takeout delivery a few years ago, when a takeout platform started by Didi, a Chinese ride-hailing
app, was offering high pay, as much as $124 a day if he drove from 10 a.m. until 2 in the morning. That didn' t last. As
food delivery platforms competed with one another, cutting costs and offering lower prices to customers,
highpaying platforms were squeezed out. The remaining ones cut drivers' wages.
Now Wu makes roughly $40 a day, usually driving 12 to 13 hours.
"I' m doing this for my kids until I can find a secure job," he said. He hoped to pay for his son to attend university and
to one day buy him a house.
Some drivers have begun advocating for themselves.
One Ele.me driver recently started posting videos explaining drivers' problems.
He has started an informal coalition of takeout drivers called the Jianghu Knights of Takeout Alliance, a reference to
ancient Chinese martial arts novels in which wandering vigilante "knights," usually from lower social classes, fight for
justice.
"What we delivery drivers need is not your pity or sympathy," he said in one selfie video, filmed as he walked along a
canal in his blue helmet and delivery uniform.
He gave no name, referring to himself only by his "alliance leader" username. "This is just how the

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Tuesday 09 February 2021

Los Angeles Times


Artificial Intelligence

world is.
No work is easy. But we should get the respect and fair, rational treatment that we deserve.
" Back on the street where Liu had his dispute, a deliveryman on an electric bike who gave only his surname, Tian,
said he' d worked alongside Liu in the neighborhood. He described him as a quiet, solitary figure.
"He was just focused on work and trying to make money wholeheartedly. He has two daughters," said Tian, who also
worked in food delivery but recently switched to being a courier.
"He was too good, too honest. You shouldn' t bully people like that.
" "What more is there to say?" he asked.
He put on his helmet and drove away.

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Tuesday 09 February 2021

Abc Espana
Geopolitics

Cambio climático y Covid Crisis climática y Covid-19, fenómenos convergentes


El deshielo de glaciales y del permafrost, producido por el calentamiento global, libera patógenos peligrosos que
están en hibernación permanente

Saturio Ramos

Sevilla Actualizado: 09/02/2021 19:10h Guardar Un reciente estudio de la


Universidad de Cambridge desvela un mecanismo por el que el cambio
climático habría influido en el surgimiento del SARS-CoV-2 y su paso de
animales a humanos. Según este trabajo, el calentamiento global y el
incremento de gases de efecto invernadero han provocado durante el último
siglo cambios en la vegetación de la provincia china de Yunnan (así como en
Myanmar y Laos). Estas modificaciones han permitido que los murciélagos
puedan extender sus hábitats y vivir en nuevos territorios. Su presencia está
asociada a un mayor número de coronavirus. La emergencia climática y la
pandemia zoonótica son consecuencia de la actividad humana, que provoca
degradación ambiental. La revista médica The Lancet ha monitorizado y
reportado más de 40 indicadores globales que miden el impacto del cambio
climático sobre la salud. En un editorial reciente , destaca que las causas de
las crisis climática y la covid-19 tienen elementos comunes y sus efectos
son convergentes. En su informe de 2018 , The Lancet advertía ya de que si
no se acelera la reducción de las emisiones de los gases de efecto
invernadero , los sistemas de salud podrían verse desbordados para atender al previsible incremento de incidencia
de enfermedades que se produciría. Frenar los efectos del cambio climático ayudará a reprimir la aparición y la
reaparición de enfermedades zoonóticas . Estas son más probables por la agricultura intensiva, el comercio
internacional de animales exóticos y el aumento de la invasión humana en los hábitats de vida silvestre, que a su
vez aumentan la probabilidad de contacto entre las personas y los patógenos. El informe concluye afirmando que
las decisiones que se tomen ahora deben abordar ambas crisis juntas para garantizar la respuesta más eficaz a
cada una. La realidad del calentamiento global La mayor frecuencia histórica de acontecimientos extremos que
estamos padeciendo (como la reciente borrasca Filomena ) está asociada a la nueva realidad de calentamiento
global del planeta. La temperatura media de la Tierra está continuamente subiendo porque hemos sustituido la fina
manta natural de gases que estabilizaba la atmósfera por un edredón nórdico de gases. Estos son producto de la
quema de combustibles fósiles (carbón, petróleo, gas natural), generados desde hace poco más de un siglo. Los
observatorios científicos especializados del mundo llevan años midiendo que el incremento sostenido de
temperatura afecta especialmente a la enorme masa de hielo de los polos , que se derrite, y a la vasta extensión de
agua de los océanos, que se evapora. El calentamiento global ha modificado los gradientes a gran escala, más o
menos estables, de temperatura, presión y salinidad , originando el cambio climático . Los pasados días de
penalidades añadidas por el temporal de nieve y frío que trajo la borrasca Filomena han sido propicios para que
algunos, incluidos políticos, cuestionen

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Tuesday 09 February 2021

Abc Espana
Geopolitics

el cambio climático. De las varias propuestas divulgativas y sencillas posibles para ayudar a entender la diferencia
entre clima y tiempo meteorológico a mí me gusta la de una persona (clima) que da un largo paseo de ida y vuelta
por una amplia playa sujetando a un perro (tiempo meteorológico) con un correa extensible. La trayectoria de
sucesos de la persona (clima) es casi lineal, coherente y previsible. La del perro (tiempo meteorológico) arbitraria,
caótica y muy poco previsible. Ambos tienen una ligadura física y cierran juntos el ciclo. El motor del clima El
esquema básico de un motor térmico consta de un foco caliente, un foco frío y un fluido (gas-líquido) al que se
obliga a realizar ciclos entre ambos focos sometido a gradientes (diferencias) de temperatura y presión. La Tierra
recibe la energía térmica del Sol, pero su forma esférica, la rotación diaria y la inclinación (23,5) de su eje respecto
del plano de la órbita solar hace que durante todo el año caliente mucho más la zona intertropical del ecuador y
bastante menos los polos . Cuando se calienta el aire, se vuelve más ligero y asciende dejando una depresión. Por el
contrario cuando se enfría, se vuelve más denso, desciende y aumenta la presión. Así, en cada hemisferio, el aire de
las capas bajas de la atmósfera se movería desde los polos al ecuador y en capas más altas cerraría el ciclo
moviéndose desde el ecuador a los polos. Pero el movimiento de rotación de la Tierra alrededor de su eje rompe
esa simetría originando en cada hemisferio dos zonas intermedias de alta y baja presión y desviando la dirección de
los vientos como se muestra en la figura 1. Es la circulación general de vientos en la atmósfera terrestre. La
circulación de los vientos en la atmósfera terrestre - Saturio Ramos Los océanos ocupan casi dos tercios de la
superficie terrestre y tienen una alta capacidad calorífica; absorben la mayoría del calor en exceso. Su densidad
depende de la temperatura y de la salinidad, que a su vez varían por la congelación, evaporación o aporte de agua
dulce. Las aguas más cálidas y menos salinas se desplazan en capas superficiales empujadas por los vientos.
Cuando llegan a zonas muy frías y aumenta la salinidad, precipitan hacia el fondo. En aguas más templadas, donde
el agua dulcifica, ascienden lentamente completando un largo ciclo, como se muestra en la figura 2. Es la
circulación termohalina (o termosalina) que recorre los océanos, una autopista que transporta gratuitamente el
calor para repartirlo por todo el planeta . La cinta transportadora global de los océanos - Saturio Ramos Cuando los
focos se recalientan afectando en mayor medida a los polos, como estamos haciendo, los gradientes de
temperatura, presión y salinidad varían, las corrientes generales de viento y la autopista de agua oceánica se
modifican, el clima global cambia, los eventos extremos se multiplican por tierra, mar y aire y muchos ecosistemas y
especies desaparecen. El calentamiento global y las zoonosis En capas altas de la atmósfera por encima del Ártico
se forma una especie de gorro polar invernal de masas de aire gélidas que giran en contra de las manecillas del reloj,
por eso se llama vórtice polar . Cuando se produce un recalentamiento anómalo en el Ártico, como ha sucedido
recientemente, el vórtice se expande. De esta forma, rodea de aire frío y empuja la corriente en chorro polar que
circula por debajo y que puede alcanzar latitudes medias, llevando oleadas de frío extremo al norte de América,
Europa o Asia. La alta humedad de la borrasca Filomena debida a la calidez del clima

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Tuesday 09 February 2021

Abc Espana
Geopolitics

hace el resto para provocar la gran tormenta de nieve y frío que hemos sufrido. Los datos científicos sobre el
calentamiento global y su origen tienen ampliamente referenciadas al menos tres consecuencias que afectan a la
generación y propagación de pandemias: -El deterioro de hábitats, ecosistemas y extinción de especies de animales
y plantas. -El deshielo de glaciales y del permafrost , que libera patógenos peligrosos que están en hibernación
permanente. -La alta polución de la atmósfera , que incide en la mayor propagación de los virus y en la mortalidad.
En mayo de 2019, el Programa de la ONU para el Medio Ambiente presentó el informe de la Plataforma
Intergubernamental de Ciencia y Política sobre Biodiversidad y Servicios de los Ecosistemas (IPBES), elaborado por
145 expertos de 50 países y basado en la revisión sistemática de alrededor de 15 000 fuentes científicas y
gubernamentales. El copresidente de la evaluación, el profesor Josef Settele (Alemania), afirmó: «Los ecosistemas,
las especies, las poblaciones silvestres, las variedades locales y las clases de plantas y animales domesticados se
están reduciendo, deteriorando o desapareciendo. La red esencial e interconectada de la vida en la Tierra se está
haciendo cada vez más pequeña y segmentada. Esta pérdida es un resultado directo de la actividad humana y
constituye una amenaza directa para el bienestar humano en todas las regiones del mundo». El interesante informe
de World Wide Fund (WWF) Pérdida de naturaleza y pandemias afirma que el cambio climático amplifica las
amenazas que afectan a la biodiversidad, favoreciendo la expansión de virus y bacterias, o de sus vectores . En
hábitats bien conservados, los virus se distribuyen entre las especies y no afectan al ser humano al existir una
relación equilibrada. Además, el informe señala que el deshielo del planeta libera virus de distintos tipos que han
permanecido siglos retenidos. Un estudio de la universidad de Harvard muestra que mueren más personas por la
Covid-19 cuando han estado expuestas a altos niveles de polución de partículas finas , que son las que generan
sobre todo los vehículos de combustible fósil. Para doblar la curva del aumento de la temperatura global solo existe
una vacuna: parar cuanto antes la producción y quema de combustibles fósiles. Los daños producidos son ingentes
y cada vez queda menos tiempo para actuar. Ver los comentarios.

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Wednesday 10 February 2021


Page 6

Les Echos
Geopolitics

La difficile stratégie de séduction de Pékin à l' est de l' Europe

Un sommet virtuel « 17+1 » a réuni, mardi, la Chine et 17 pays des flancs est et
sud de l' Europe. Un format lancé en 2012 mais qui semble susciter un début
de désillusion sur le continent.
Un flottement ? Quel flottement ?
Longtemps, la Chine et l' Europe centrale et orientale ont semblé filer le parfait
amour. Mais le sommet virtuel les réunissant, mardi, dans un format baptisé «
17+1 » a eu du mal à masquer une forme d' essoufflement. Né en 2012, le «
16+1 » s' est élargi à la Grèce en 2019. Il rassemble Pékin et toute la rive est du
continent, y compris les pays des Balkans, non membres de l' Union
européenne. Il semblait jusqu' à présent irrésistible, tant Pékin savait séduire
par ses alléchantes promesses d' investissements et de commerce. Mais son
étoile pourrait être en train de pâlir. Enthousiasme mesuré La preuve : jusqu' au
tout dernier moment, la rencontre virtuelle de mardi n' a pas été confirmée.
Lundi, lors de son point presse quotidien, le ministère chinois des Affaires
étrangères ne l' avait pas mentionnée. Pékin n' a formellement lancé les
invitations que tout récemment.
Une accélération de dernière minute que beaucoup perçoivent comme une façon de se rappeler au bon souvenir de
ces pays juste avant que la nouvelle administration américaine, plus intéressée par les affaires européennes que la
précédente, ne revienne en force dans la région.
Or, tous les 17 pays n' ont pas manifesté, cette fois, un enthousiasme débordant. Comme l' a révélé « Politico », la
Lituanie et l' Estonie ont décidé de ne mobiliser ni président, ni Premier ministre pour l' occasion.
Mesure significative au plan diplomatique : ce sont de simples ministres qui devaient faire face au président chinois,
Xi Jinping. La Slovaquie et la Roumanie devaient faire de même. L' affairisme de Pékin, qui a tenté de convaincre
tous les pays récalcitrants ces derniers jours, n' aura pas suffi. A cela, deux faisceaux d' explications au moins. Le
premier est géopolitique. Dans une région où la Russie continue de représenter une réelle menace, c' est bien
Washington qui incarne l' allié naturel. Fin décembre, alors que Bruxelles s' affairait, sous pression allemande, pour
boucler au plus vite l' accord sur l' investissement entre la Chine et l' UE, la Pologne avait appelé à ne pas se
précipiter, insistant sur la nécessité de consulter Washington avant de nouer un partenariat trop poussé avec Pékin.
Cet atlantisme est également très présent dans les pays Baltes, vulnérables face à Moscou. Et l' accord sur l'
investissement est également venu rappeler que, pour peser face à Pékin, le format à 27, incluant des poids lourds
comme l' Allemagne ou, dans une moindre mesure, la France, est nettement plus efficace L' autre explication de
cette prudence est économique : il y a dans la région une «fatigue des promesses»

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Wednesday 10 February 2021

Les Echos
Geopolitics

, estime Theresa Fallon, du Centre for Russia Europe and Asia Studies (Creas), à Bruxelles. Alors que Pékin a fait
entrevoir à la région les bénéfices potentiels de son projet de «nouvelles routes de la soie», les retombées semblent
plutôt maigres. Malgré une hausse des échanges de 8,4 % l' an dernier, la balance commerciale penche fortement en
faveur de Pékin, ce qui a poussé le président chinois à s' engager mardi sur des importations massives en
provenance de la région au cours des dix prochaines années.
A quelques exceptions près, notamment de la Serbie et de la Hongrie - deux pays qui ont autorisé le vaccin chinois
contre le Covid sur leur territoire -, les investissements chinois sont aussi restés modérés.
«Cela s' inscrit dans une tendance de fond» , explique Theresa Fallon qui rappelle que les investissements chinois en
Europe ont eu tendance à décroître depuis 2016. «Ces pays cherchent surtout des investissements dans les
infrastructures alors que Pékin souhaite désormais acquérir des technologies» , estime l' analyste qui ajoute que
«Pékin n' est pas à l' aise avec les règles de l' UE en matière d' appel d' offres» .

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Wednesday 10 February 2021


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Corriere della Sera


Religion

Anticipazione Esce domani per Solferino «Nel cuore della vita» di monsignor Nunzio Galantino. Qui la
prefazione di Andrea Riccardi

Tornare umani nel mondo cambiato Le parole per capire il domani

ANDREA RICCARDI

Il mondo globale ha cambiato tanto la vita e i rapporti tra le persone e i gruppi


con un effetto paradosso: ha aperto orizzonti larghi e inediti (tanto che
talvolta si teme l'«invasione» dell' altro che viene da lontano), mentre ha
provocato - per reazione - chiusure attorno alla propria persona o a quello che
si crede il proprio mondo. Questo processo ha introdotto tante novità, ha
capovolto standard di relazioni consolidate, minato sicurezze e reso tutto più
complesso. La donna e l' uomo contemporanei sono spesso spaesati, come
affermava lo scrittore franco-bulgaro Tzvetan Todorov. È una storia che dura
da quasi tre decenni, ma la pandemia ha aumentato lo spaesamento e ora ci
si trova un po' disarmati di fronte al futuro.
Non abbiamo, almeno in parte, gli strumenti adeguati per affrontare gli
orizzonti del mondo globale e a volte la nostra stessa esistenza personale in
questo quadro rinnovato. Nel caso della pandemia, troppi pensano e
agiscono come se si potesse ritornare al passato, quasi fosse stata una
parentesi spiacevole. Ci vuole invece una visione del futuro. Facile dirlo, ma
come può realizzarsi tutto questo? Con quali parole e idee elaborare o discutere la visione di domani?
Nunzio Galantino, in questo libro, raccoglie idee, riflessioni e parole per «prendersi cura del mondo», cioè la vita di
domani. È convinto, come scrive, che «rendere il mondo migliore è rendere migliori se stessi». Non si tratta di
illustrare un progetto elaborato o di comunicare verità assolute.
L' Autore discute di passaggi decisivi dell' esistenza, propone percorsi, offre riferimenti letterari, storici, umanistici e
religiosi, dà insomma materiali per pensare e per discutere. La sua ambizione non è somministrare risposte
tranquillizzanti per chiudere le questioni. Del resto fa tesoro anche di Charlie Brown, citato accanto a grandi figure
del pensiero, quando dice: «Quando pensi di avere tutte le risposte, la vita ti cambia tutte le domande». Chi può dire di
non averlo mai sperimentato?
L' Autore comunica ai lettori frammenti di sapienza e di vissuto, senza presunzione dottorale, in maniera aperta,
intelligente e problematica.
Non si può affermare, come scriveva Hans Urs von Balthasar, «il tutto nel frammento», ma in un frammento c' è
molto, più di quanto si creda. Sono frammenti, ma al fondo si sente l' unità di un robusto atteggiamento di ricerca. La
lettura del volume rasserena, proprio perché apre percorsi di ricerca in un mondo in cui sembra difficile pensare con
speranza, migliorare le proprie relazioni, andare in profondità e soprattutto provare a costruire un futuro migliore.
Galantino è un credente, un vescovo, ma queste pagine non hanno un sapore ecclesiastico. È un pensare

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Wednesday 10 February 2021

Corriere della Sera


Religion

laico e realista, che porta l' impronta della fede nella volontà di cercare: sì, cercare al di là dei luoghi comuni, dei
cimiteri di parole svuotate, banalizzate e logorate, oltre gli atteggiamenti e i legami usurati, lasciando da parte il
linguaggio stereotipato della stessa Chiesa.
Leggere queste pagine, passare tra le argomentazioni e le esperienze di Galantino, i richiami ai pensatori o agli
scrittori (fatti in maniera leggera e non asseverativa) contribuiscono a ridare la gioia di pensare che è aprire e non
concludere, chiudendo i problemi. L' Autore fa riflettere sui rapporti con gli altri, come quando discute dell' arte della
riconoscenza; o sulla persona e il suo mistero; oppure su come realizzare una presenza utile nella società. Tratta
dell' incontro/scontro, che caratterizza spesso la vita quotidiana. A un certo punto, evoca la figura dell' ingenuo con
una lettura originale: è «l' uomo ben inserito tra la realtà e l' ideale». Complessivamente, si muove su un duplice
registro, l' esperienza di umanità del nostro tempo da una parte e, dall' altra, la storia, la cultura, la sapienza religiosa e
umanista, un patrimonio troppo spesso archiviato o abbandonato agli eruditi o ai tanti specialismi.
In queste pagine, non si trova un credente inchiodato sui princìpi o che almeno si presenta come tale, ma l' uomo
interrogato dalla vita e l' intellettuale in ricerca. Questo è, per me, il valore del libro: un breviario di umanesimo
quotidiano, che aiuta a non aver paura delle domande o degli orizzonti vasti. Galantino considera una qualità
decisiva l' essere «mendicanti in cerca di scintille di senso». Scrive: «La mendicanza [] corrisponde esattamente a
ciò che siamo, specie nel nostro mondo occidentale: mendicanti. Ma non di ciò che ci serve per sopravvivere, bensì
di ciò che ci può far vivere».
La metafora del mendicante può apparire forte: può sembrare anche inattuale in un mondo occidentale ricco,
tecnologico, pieno di risorse, in cui troviamo immediatamente risposte di ogni genere sul web. Il mendicante è figura
di un povero e di un cercatore per vivere, dipendente dagli altri, marginale nella società, ridotto alla penuria. Ma
questa metafora ritorna in grandi figure. Poco dopo la morte di Lutero, che lasciava in eredità un grande pensiero
biblico-teologico, fu trovato un suo biglietto, forse il testamento spirituale, in cui si leggeva: « Wir sind Bettler. Das ist
wahr » (Siamo mendicanti. Questo è vero).
Cercare fino alla mendicanza, in questo libro, diventa un atteggiamento pacato e attento alle parole e ai linguaggi, ai
rapporti con gli altri, alla persona, alla sua presenza e ai suoi limiti. Ernesto Buonaiuti, modernista romano, passato
attraverso una vicenda travagliata di ricerca intellettuale e religiosa d' inizio Novecento, alla fine della sua
autobiografia, Pellegrino di Roma , scriveva: «Non c' è conquista sociale, non c' è livellamento economico che
possano togliere all' uomo i suoi connotati di "accattone" che chiede a Dio e al mondo la possibilità di colmare le
deficienze radicali e inguaribili della sua natura fragile e lacunosa. Non ci sono riforme sociali che possano
affrancare l' uomo dalla dura necessità di mendicare al cospetto dell' universo quel che occorre alla sua fame di
amore, alla sua esperienza del dolore, alla lacerazione nel rimorso, al distacco tragico della morte».

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Wednesday 10 February 2021

Corriere della Sera


Religion

Sono parole gravi, marcate dalla sensibilità acuta di Buonaiuti. Ma viene da chiedersi se, dopo questa pandemia,
che ci ha spogliato di tante sicurezze e presunzioni, non sia necessario riscoprire, almeno un poco, i nostri connotati
di «accattone» e la necessità di mendicare, insomma cercare con convinzione, umiltà, insistenza e apertura d'
orizzonti. Spesso gli strumenti di questa ricerca sono arrugginiti: le parole banalizzate o svuotate da usi casuali e
inappropriati, mentre i linguaggi ingessati. Galantino, parlando della sciatteria del linguaggio, cita George Orwell:
«Poiché i nostri pensieri sono fatui, la lingua diventa sgradevole e sciatta, ma la trascuratezza della lingua favorisce
a sua volta la tendenza ad avere fatui pensieri».
Questo libro suggerisce garbatamente una proposta: prendersi una pausa, distaccarsi da un linguaggio che corre
approssimativo e stereotipato, soffermarsi un po' su idee, parole, situazioni: «È l' unico modo di cui disponiamo per
spezzare le sequenze di pregiudizi, di valutazioni indotte e di attese irreali con cui l' ambiente circostante cerca di
forgiarci».

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Wednesday 10 February 2021


Page 28

La Repubblica
Religion

Padre Bianchi trasferito da Bose a San Gimignano

Il priore mandato in esilio

DI ALBERTO MELLONI

Don Amedeo Cencini, il delegato pontificio per la comunità di Bose, ha


annunciato con un comunicato il termine entro cui Enzo Bianchi dovrà
insediarsi nel monastero di Cellole, pena la dimissione.
Un ultimatum i cui toni sembrano voler minare l' uscita da una crisi in cui ha
pesato quella che chiamerei la "dottrina Cencini".
Psicologo della vita religiosa, autore di singolari teorie sulla "prognosi" della
omosessualità, Cencini ha consolidato dal 2016 una sua "dottrina" sulle
nuove forme di vita consacrata. Affette a suo giudizio dal complesso del
fondatore - che con la sua forte personalità attira i deboli e su di essi
esercita un abuso (almeno) psicologico - esse devono fare un percorso
terapeutico di "oggettivazione del carisma", che suppone la liquidazione del
padre.
Questa dottrina spiega la sua missione a Bose, dove Cencini fu mandato da
Roma 14 mesi fa dopo varie denunce giunte dal monastero contro Enzo
Bianchi: l' accusa era che il fondatore, pur dimessosi da priore, aveva
continuato ad esercitare un potere ai danni del successore, vivendo sopra la Regola. Si poteva intervenire in mille
modi. Ma Cencini, ascoltati quasi tutti i monaci con due altri visitatori, suggerì al Papa una soluzione, che applicava
la sua "dottrina": cioè esiliare il fondatore, allontanarne gli intimi, lasciar uscire molti altri, far affiorare i "traumi" dei
restanti e curarli.
Così dispose in effetti un decreto di maggio 2020, approvato dal Papa in forma specifica e perciò inappellabile. Per
eseguirlo - e dar corso a una riforma della comunità destinata a mutarne la fisionomia ecumenica - veniva scelto
ancora Cencini. Che doveva perciò dimostrare dopo la condanna che l' indagine era giusta e il rimedio appropriato.
Inoltre doveva dipingere il fondatore di Bose come un renitente al Papa ed evocare qualcosa di sordido ("siamo solo
all' inizio") che non esisteva, ma a cui si alludeva come ci fosse. E infine doveva convincere Enzo Bianchi ad uscire
dal perimetro comunitario o dimetterlo d' imperio dalla comunità.
Pochi allora si sono resi conto che se Bianchi fosse stato in salute per ottemperare subito, una ventina di professi lo
avrebbero seguito; Bose sarebbe ricominciata senza approvazione ecclesiastica, come ai suoi inizi; ma Cencini
avrebbe lasciato in mano al Papa, che ha un ministero di unità, il cerino della divisione.
Questo non è accaduto. Enzo Bianchi ha vissuto senza la vita che è stata la sua - niente ufficio, né messa, né
capitolo - rimanendo quasi sempre isolato in un eremo al di là della collina di Bose. Ma nel contempo qualcuno ha
capito che il diritto monastico e perfino il cristianesimo suggerivano cose più facili e più difficili al tempo stesso.
Limate e cercate a partire dalla proposta di un trasferimento

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Wednesday 10 February 2021

La Repubblica
Religion

a Cellole, presso San Gimignano.


Lì Enzo Bianchi potrebbe dunque andare a vivere insieme ad alcuni che non siano i suoi badanti o i suoi secondini,
ma i suoi fratelli. Soluzione che il delegato pontificio è sembrato far sua e volerla rendere irricevibile con comica
pignoleria: al punto che si fa divieto ai fratelli di Bose e al fondatore di Bose di usare la parola Bose, "nei nomi, nella
pubblicistica, nella cartellonistica, nei siti Internet, ecc." di Cellole.
Se Enzo Bianchi riterrà di obbedire all' antico adagio, ad impossibilia nemo tenetur, la provocazione avrà avuto
successo: sarà dimesso o si dimetterà, la dottrina Cencini avrà vinto, a spese del Papa. Se il fondatore di Bose riterrà
di poter accettare questo esilio, senza che ciò implichi riconoscere accuse o procedure, renderà servizio alla
credibilità ecumenica del papato e potrà esserci un cammino di riconciliazione. Per Bose, da Bose.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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[ § 2 9 6 5 5 0 4 5 § ]

Tuesday 09 February 2021

Agensir
Religion

Germany: Bishops' Assembly. Church' s state of health, assisted suicide, ecumenism,


abuse and synodal journey on the agenda

The Spring Plenary Assembly of the German Bishops' Conference (DBK) will
take place from 23 to 25 February. Due to the Covid-19 restrictions in force,
the meeting will take place remotely. The 68 members of the DBK will gather
under the guidance of their President, Mgr. Georg Bätzing, Bishop of
Limburg. The Apostolic Nuncio, Mgr. Nikola Eterovi, and the President of the
Bolivian Bishops' Conference, Archbishop Ricardo Ernesto Centella Guzmán
of Sucre, will be attending as guest speakers. The focus of the consultations
will be on a day of study about the experiences relating to abjurations and
new Church members. In the background will be the general statistics of the
Church in Germany, analysed at the autumn general assembly in 2020. They
will be evaluated 'with future-oriented perspectives and guidance
opportunities for the new members'. Other items on the agenda will be the
current state of the synodal journey; the evaluation of the session on 4 and 5
February, which was held online with a great deal of participation also from
the media; the debate on assisted suicide with the State-Catholic Church
confrontation; and ways to take stock of and advance the debate on the
deliberations of the Ecumenical Working Group on 'Together at the Lord' s Table'. The debate will also focus on
'Enlightenment and Elaboration' and on how to address the findings of the report into 'child sexual abuse by Catholic
priests, deacons and religious', with the different views of the various dioceses. Also related to this topic will be a
current report on how to address spiritual abuse. During the work, the new Secretary of the DBK will also be elected.

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Tuesday 09 February 2021

National Catholic Reporter


Religion

Proposed class-action suit in Vancouver alleges Christian Brothers abuse

Vancouver - The Archdiocese of Vancouver has responded to a proposed


class-action lawsuit involving allegations of sexual abuse at two Catholic
high schools run by the Christian Brothers.The suit, filed in British Columbia' s
Supreme Court Feb. 8, alleges that between 1976 and 1983, six men who
abused children at Mount Cashel Orphanage in St. John' s, Newfoundland -
run by the Christian Brothers - were transferred to the two Vancouver
schools, reported B.C. Catholic, archdiocesan newspaper.The plaintiff,
Darren Liptrot, says he was sexually abused while he attended Vancouver
College from 1980 to 1985. The other school was St. Thomas More. The
claims have not been proven in court."The Archdiocese of Vancouver feels
great sadness and regret for anyone who has suffered sexual abuse from a
person in power," the archdiocese said in a statement Feb. 8.It said the
archdiocese and Catholic I n d e p e n d e n t S c h o o l s o f t h e V a n c o u v e r
Archdiocese, both named in the proposed suit, do not own or operate the
schools."These two schools are both run by independent foundations. They
have their own land and buildings, have their own curriculum, and make all
their own hiring decisions. As a result, we can make no further comment on this case."It added that class-action
lawsuits "often begin by naming a multitude of defendants, some of whom have little connection to the
case."Vancouver College also reacted to the news. In a message to alumni, President Johnny Bevacqua and Sue
Dvorak, chairwoman of the board of directors, wrote "these are deeply troubling allegations and we take these
claims very seriously." They said they were reviewing the filing and would "respond accordingly once we have a
better understanding and additional information."They added that "crimes of abuse are tragic and have lifelong
impacts on those involved. Vancouver College expresses profound concern and sympathy to anyone who has been
impacted in any way by any abuse ... it is our top priority that all students come to school feeling safe and
respected."In January, the Supreme Court of Canada refused an appeal of a ruling that found the Roman Catholic
Archdiocese of St. John' s liable for abuse at the Mount Cashel Orphanage. The archdiocese was ordered to pay $2
million in damages.The St. John' s Archdiocese had denied it was responsible for abuse that occurred at Mount
Cashel and came to light in the 1989 Hughes Inquiry. The archdiocese said it was not involved in day-to-day
operations of the orphanage and that the Christian Brothers who ran it were a lay organization whose members were
not ordained priests.The Christian Brothers of Ireland declared bankruptcy in 2012 while settling abuse lawsuits. The
orphanage was demolished in 1992.This proposed class-action suit is not related to one filed against the
Archdiocese of Vancouver in 2020 claiming the archdiocese was "systematically negligent" in protecting
parishioners from abuse

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Tuesday 09 February 2021

National Catholic Reporter


Religion

by clergy. The plaintiff, a woman identified as K.S. in court documents, alleged she was abused by a priest at St.
Francis of Assisi Parish in the 1980s.- - -Staff of B.C. Catholic, Vancouver, compiled this report with files from The
Catholic Register, Toronto.

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Wednesday 10 February 2021


Page 13

Corriere della Sera


Health

L' intervista

«Non serve il richiamo e funziona sulle varianti Nel nostro Paese attese 27 milioni di dosi»

ANTONELLA BACCARO

Massimo Scaccabarozzi, lei è presidente e ad di Janssen Italia, gruppo


Johnson & Johnson, e presidente di Farmindustria. A che punto è il vostro
vaccino?
«Abbiamo depositato la fase 3 della sperimentazione, dovrebbe essere
autorizzato dall' Ema (Agenzia europea per i medicinali) entro marzo: è stato
testato su 43.783 partecipanti di varie fasce di età e varie latitudini, dagli Usa
all' America Latina, al Sudafrica, nel periodo in cui il contagio era più elevato. Il
che ci mette al riparo dalle varianti. Il presidente sudafricano, Cyril
Ramaphosa, ha detto di riporre grosse aspettative sul nostro vaccino».
Che caratteristiche ha?
«Una sola dose, nessun problema di temperatura di conservazione: a 2/8 gradi
è stabile per tre mesi, a -20 gradi per due anni. È stato testato in modo
particolare sui malati che avevano altre patologie (obesità, diabete, tumori,
Hiv). Risultato: una copertura del 100% contro il rischio di ospedalizzazione o
morte, dell' 85% contro le forme gravi di Covid. Abbiamo testato il vaccino
anche in Sudafrica in un periodo in cui la variante era già in circolazione, e la media sull' efficacia in forme da
moderate a gravi si è attestata al 66%».
Il vaccino evita il contagio?
«Al momento non esistono evidenze sul fatto che i vaccini possano impedire la trasmissione. Servono tempi più
lunghi di osservazione».
Che tecnologia utilizzate?
«Quella dell' adenovirus: la piattaforma è la stessa usata per il vaccino contro l' Ebola, ed è quella comune ai vaccini
antinfluenzali, quindi molto tollerabile. Abbiamo appena chiesto l' autorizzazione per situazioni di emergenza alla
Fda (Food and drug administration) degli Usa: potrebbe arrivare entro febbraio».
Si fa prima negli Usa?
«Gli iter approvativi seguono processi diversi. In più c' è che ogni Paese Ue, a propria volta, deve autorizzare».
Che accordo c' è con l' Ue?

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Wednesday 10 February 2021

Corriere della Sera


Health

«Una prelazione per 200 milioni di dosi, più un' opzione per altre 200 milioni. Per l' Italia è previsto l' arrivo di 27
milioni di dosi per altrettante persone. Senza richiamo».
Il vostro accordo con l' Ue è stato chiuso nell' ottobre scorso, in Gran Bretagna hanno chiuso accordi a
maggio 2020. L' Ue è sempre in ritardo?
«A maggio non si sapeva neppure se i vaccini avrebbero superato la fase di ricerca. Sottolineerei piuttosto l'
importanza della coalizione che il ministro Speranza ha creato con Germania, Francia e Olanda e che ha portato alla
prenotazione comune dei vaccini.
Senza, i Paesi più deboli oggi non avrebbero nulla in mano».
In Italia possiamo produrre vaccini?
«Sì, quelli antinfluenzali, ma i bioreattori non sono compatibili per il Covid».
E in Italia cosa è possibile fare in tempi brevi?
«In base alla ricerca che abbiamo fatto a monte, l' impianto di Anagni può fare la finitura e l' infialamento dei vaccini.
Al momento ci sono un paio di aziende che potrebbero fare lo stesso e qualcun' altra, come la Fidia, che si è
proposta».
Ha senso creare impianti da zero in Italia che svolgano l' intero processo?
«Gli impianti non si improvvisano. In ogni caso non ne varrebbe la pena, visto che presto la produzione mondiale di
vaccini andrà a regime con gli impianti esistenti».
Quando?
«Dipende dai vari piani industriali. Ma direi entro il 2021, ottimisticamente entro l' estate».
Perché alcuni vaccini sono stati acquistati a prezzi molto più elevati di altri?
«Il costo di una dose è nell' ordine di qualche euro. Ma i vaccini sono diversi: il nostro si conserva nel frigo di casa. E
poi il prezzo lo fa la trattativa, in questo caso tra l' Ue e le aziende. Ognuno si comporta come crede, ma ritengo che
tutti si siano mossi con coscienza. La nostra scelta è stata quella di vendere il vaccino a prezzo di costo nella fase
di emergenza. Poi, a regime, faremo il prezzo di mercato».
Le aziende sono in ritardo.
Hanno sbagliato le previsioni o raccolto tutti gli ordini possibili prima che il prezzo scenda?
«Per quello che so, tutte le aziende hanno firmato impegnandosi a "fare del proprio meglio" per

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Wednesday 10 February 2021

Corriere della Sera


Health

consegnare le dosi entro il 2021».


Il che rende impossibile ora fare causa. La politica ha fatto annunci ottimistici sui tempi di
somministrazione?
«Ma perché dobbiamo sempre evidenziare il problema e non le opportunità?».
Scusi?
«Le aziende sono riuscite nel giro di un anno a trovare più vaccini, e scusate se è poco. Riconosciamolo. Se il nostro
sistema sanitario avesse avuto subito 50 milioni di dosi e le avesse volute distribuire in 30 giorni, avrebbe saputo
inoculare un milione e 660 mila dosi in un giorno? Allora noi facciamo i vaccini, ma poi servono le siringhe, gli
stoccatori, l' anagrafe vaccinale...».
Il ritmo della vaccinazione non è stato sost enuto?
«Fino a una settimana fa era stato utilizzato il 70% del prodotto disponibile. Ora che le consegne ripartiranno, e
ripartiranno, dobbiamo arrivare al 90%».
Se dovesse scegliere lei, chi vaccinerebbe per primi?
«Non è mio compito, ma punterei sugli insegnanti».
Acquisterebbe i vaccini russi o cinesi?
«Se le Autorità li approvassero, sarei felice di avere dei vaccini in più. Per fortuna in questo campo non si va a
simpatia, né per sentito dire».

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Wednesday 10 February 2021


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Corriere della Sera


Health

Rischio terza ondata: i dati per prevenirla


i tre indicatori per prevedere l' andamento della pandemia Merler (fondazione kessler): ecco come vanno utilizzati, l'
incidenza dei casi e l' rt non bastano l' uno senza l' altro

diMilena Gabanelli e Simona Ravizza

È una domanda che ci facciamo ormai da un anno ed è ancora più importante


oggi che l' Italia è in zona gialla per evitare la terza ondata e gli errori dell'
estate scorsa: quali sono gli indicatori dai quali non si può prescindere per
misurare l' andamento di una pandemia e prevederne l' evoluzione? Sulla base
di quali numeri devono nascere i decreti che allentano o stringono le misure di
contenimento del Covid? Gli scontri politici sui calcoli ci confondono: bisogna
guardare l' Rt o l' incidenza totale? Che cosa dicono i numeri che
programmano la nostra vita, come vengono calcolati, e quali sono i pro e i
contro di ogni singolo indicatore, lo spiega per la prima volta Stefano Merler, il
matematico epidemiologo della Fondazione Bruno Kessler che fa i conti per l'
Istituto superiore di Sanità e il ministero della Salute dal febbraio del 2020. E li
ha azzeccati tutti.
Un' analisi accurata su cui prendere decisioni politiche si basa su tre pilastri:
incidenza, trasmissibilità e indicatori di gravità della malattia. È su questi valori
che dallo scorso autunno vengono fatte le proiezioni, finora inedite, che
portano ai Dpcm di ottobre e novembre. Senza restrizioni, al 20 novembre in Italia avremmo avuto 38.600 casi
sintomatici al giorno (contro i 9.900 che ci sono stati), 5.250 malati in Terapia intensiva (invece di 3.750) e 50 mila
ricoverati (contro i 34 mila osservati).
L' incidenza totale è il numero giornaliero di casi confermati con tampone molecolare e, dal 15 gennaio, anche
antigenico (rapido).
Questo dato serve prevalentemente per conoscere il carico di lavoro del sistema di tracciamento dei contatti: il
contact tracing è in grado di reggere - cioè di risalire a «chi può avere contagiato chi» e fare scattare le misure di
isolamento - solo sotto i 50 casi settimanali ogni 100.000 persone. Più questi numeri si alzano e meno si riesce a
individuare gli asintomatici. Durante la prima ondata si trovava un infetto su 10 (9,4%), in estate 1 su 4 (24,5%), da
ottobre la stima è più incerta: tra il 20% e il 40%. È il motivo per cui l' incidenza totale è poco utile per definire l'
andamento dell' epidemia.
Poi c' è l' incidenza di casi sintomatici (presenza di problemi respiratori o febbre sopra i 37,5 gradi), che
rappresentano il 30% dei positivi. È un numero che aiuta di più a quantificare l' andamento del virus perché chi ha la
febbre cerca sempre assistenza medica. Infine, c' è l' incidenza dei casi ospedalizzati: quanti ogni giorno entrano in
ospedale. I criteri di ricovero sono sufficientemente costanti nel tempo e, dunque, il dato è particolarmente valido.
Anche qui, però, più la curva sale e più ci avviciniamo alla saturazione dei posti letto, maggiore è il rischio di non
riuscire a ricoverare dei malati che

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Wednesday 10 February 2021

Corriere della Sera


Health

invece dovrebbero esserlo, e quindi di avere un calcolo dei casi al ribasso, facendo venire meno la capacità di
monitoraggio dell' andamento dell' epidemia.
Questo valore è indispensabile anche per stabilire la tenuta del sistema ospedaliero. Questi tre indicatori, comunque,
dicono poco sul presente, perché fotografano cosa è successo 12 giorni prima, ovvero il tempo che mediamente
passa fra l' entrata in contatto con il virus e la diagnosi. Pertanto, una politica di interventi basata solo sull' incidenza
è destinata a fallire in molte circostanze. Supponiamo che per qualche motivo i decisori politici abbiano fissato la
soglia di intervento a mille casi settimanali e oggi stiamo a 500.
Dev' essere chiaro a tutti che molto dipende da quanto tempo impieghiamo ad arrivare ai mille casi. Consideriamo
due possibili situazioni per passare da 500 a 1.000 casi settimanali e precisamente: a) 6 mesi e b) una settimana. Nel
primo caso la situazione può essere considerata relativamente tranquilla, mentre nel secondo è destinata a
diventare drammatica. Gli interventi, a parità di soglia sull' incidenza, devono essere più incisivi in b) rispetto ad a). Di
conseguenza, per sapere cosa succede in futuro bisogna prendere i valori dell' incidenza e confrontarli con quelli
della settimana precedente.
Qui entra in gioco la trasmissibilità, rappresentata dal famoso Rt. L' interrogativo a cui risponde è: un infetto quante
persone contagia? L' Rt minore di 1 vuol dire che ogni persona ne contagia in media meno di una e l' epidemia sta
diminuendo, a 1 l' epidemia è costante, mentre se l' Rt è maggiore di 1 l' incidenza cresce, e tanto più rapidamente al
suo aumentare. È, dunque, la misura più appropriata per capire la crescita o diminuzione del numero di casi nel
tempo. In pratica, l' Rt viene calcolato in base ai nuovi contagi della settimana A rispetto a quelli della settimana
precedente, B. Se nella settimana A ci sono 20.000 casi e nella precedente B 10.000, l' Rt è uguale 2. Quello che ci
viene comunicato dal ministero della Salute è calcolato sui casi sintomatici considerati, come abbiamo visto, meno
sensibili alle oscillazioni dei tamponi.
La prima ondata è stata caratterizzata da un Rt di circa 3. Poiché il tempo tra una generazione di casi e l' altra è di
circa 6,6 giorni, vuol dire che ogni 3 giorni il numero dei casi raddoppia. A seguito del lockdown la trasmissibilità cala
sotto 1 (circa 0,6) per poi ricominciare a salire in estate con le riaperture associate alla fase 2, con un picco di 1,5 a
cavallo di Ferragosto. A settembre la trasmissibilità cresce in modo marcato, con un Rt di circa 1,8, che corrisponde
a un raddoppio dei casi di poco superiore alla settimana.
A seguito dei Dpcm di ottobre e novembre, delle varie ordinanze regionali, poi dei provvedimenti di Natale, l' Rt
scende nuovamente sotto 1. Con un Rt a 0,5 i casi si dimezzano dopo una settimana.
Anche in questo caso, però, una politica basata solo sull' Rt che non considera l' incidenza dei casi è destinata a
fallire. Il Veneto, per esempio, a Natale ha un Rt sotto 1 (0,97) ma l' incidenza è di 5 mila casi al giorno, quindi devono
scattare le misure di contenimento.
In sostanza, una efficace pianificazione degli interventi può scaturire solo dalla combinazione dei

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Wednesday 10 February 2021

Corriere della Sera


Health

due indicatori. Se l' incidenza di questa settimana è di 10.000 casi e Rt=2 allora ci si può attendere 20.000 nuovi
casi la settimana prossima, 40.000, 80.000 e 160.000 nelle settimane successive. Se l' Rt fosse 0,5 ci si potrebbe
attendere rispettivamente 5.000, 2.500, 1.250 nuovi casi settimanali.
Manca ancora un dato importante: quello relativo alla clinica dei casi, ossia la probabilità di ricovero in ospedale, di
finire in Terapia intensiva e addirittura di morire. Sono stime che possono essere ricavate dal contact tracing :
sapere «chi ha incontrato chi» permette di comprendere le caratteristiche di chi si ammalerà più o meno
gravemente.
Per dire, le pubblicazioni scientifiche sulla Lombardia che si riferiscono alla prima ondata (le uniche al momento
pubbliche) ci dicono che il tasso di mortalità a seguito dell' infezione cresce con l' età: 0,43% negli under 70 e 10,5%
negli over 70, molto più alto nei maschi (14% fra gli over 70) che nelle femmine (8,3% over 70). Indicano che la
probabilità di sviluppare una malattia critica è inferiore all' 1% sotto i 50 anni, mentre è del 18,35% negli over 80.
Queste indagini, basate sull' analisi di tanti indicatori, fornendo stime del numero atteso di casi ospedalizzati e
ammessi in terapia intensiva, permettono di avere un' idea chiara sul futuro dell' epidemia, almeno quello prossimo.
Sta poi alla politica fare la sintesi più giusta, in considerazione degli interessi che provengono dalle diverse
componenti della società.

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[ § 2 9 6 5 5 0 4 7 § ]

Tuesday 09 February 2021

All Africa
Health

Africa: Covid-19 Deaths Exceed 95,000 Across Continent

Cape Town - As of February 9, confirmed cases of Covid-19 from 55 African


countries reached 3,681,674 . Reported deaths in Africa reached 95,535 and
3,207,374 people have recovered. South Africa has the most reported cases -
1,477,511 - and 46,473 people died. Other most-affected countries are
Morocco ( 475,589 ), Tunisia ( 217,753 ), Egypt ( 170,207 ), Ethiopia ( 142,994
), and Nigeria ( 140,391 ). For the latest totals, see the AllAfrica interactive
map with per-country numbers. The numbers are compiled by the Center for
Systems Science and Engineering (CSSE) at Johns Hopkins University (
world map ) using statistics from the World Health Organization and other
international institutions as well national and regional public health
departments. AllAfrica interactive map with per-country numbers.

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Tuesday 09 February 2021

The Next Web


Health

Algorithm estimates COVID-19 infections in the US are three times higher than reported

Thomas Macaulay

An algorithm developed at the UT Southwestern medical center has


estimated that there are almost three times as many COVID-19 infections in
the US than the number of confirmed cases. The model makes daily
predictions of both total and current infections across the US and in the 50
countries worst affected by the virus. It calculated that more than 71 million
people in the US had contracted COVID-19 by February 4, when there were
only 26.7 million confirmed cases. The model also estimated that 7 million
people in the country currently have infections and are potentially
contagious. In other countries, the algorithm also calculated far higher
numbers of infections than those reported. In the UK, it calculated that there
were nearly 25 million - rather than around 4 million confirmed cases - while
in Mexico, it predicted that there were almost 27.6 million instead of 1.9
million. 'The estimates of actual infections reveal for the first time the true
severity of COVID-19 across the U.S. and in countries worldwide,' said study
author Jungsik Noh in a statement . Credit: Jungsik Noh via GitHub The
shaded area of the estimates represents the possible range of cumulative
cases. The algorithm' s calculations are derived from the number of reported deaths, rather than the amount of lab-
confirmed cases. It then assumes that the infection fatality rate is 0.66%, based on early pandemic data in China . It
also examines other factors, such as the average days it takes for someone with symptoms to either die or recover.
Finally, it compares its predictions with the number of publicly-reported cases to calculate a ratio of confirmed-to-
estimated infections. Noh compared his early findings with existing prevalence rates found in studies that used
blood tests to check for antibodies to the SARS-CoV-2 virus. He found that the algorithm' s estimates closely
corresponded to the percentage of people who tested positive for antibodies. Noh admits that the estimates are
rough, due to the uncertainty of factors such as the COVID-19 death rate. Nonetheless, he says they' re more
accurate than the confirmed cases used to guide public health policies: Knowing the true severity in different regions
will help us effectively fight against the virus spreading. The currently infected population is the cause of future
infections and deaths. Its actual size in a region is a crucial variable required when determining the severity of
COVID-19 and building strategies against regional outbreaks. You can read the study paper in the journal PLOS ONE .

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[ § 2 9 6 5 5 0 4 9 § ]

Tuesday 09 February 2021

Reuters
Health

Are two masks better than one?

Beatrix Lockwood

NEW YORK (Reuters) - When it comes to protecting yourself against new


coronavirus variants, two masks may be better than one. A number of
politicians, including Vice President Kamala Harris and Senator Mitt Romney,
have been spotted doubling up on face masks, and top infectious disease
expert Anthony Fauci has recommended that everyday Americans do the
same. As part of our #AskReuters Twitter chat series, Reuters gathered a
group of health experts to answer questions about the coronavirus, including
what they consider the 'right' way to wear face coverings. Doctors, as well as
public health professionals, said any protection is better than none. 'The right
kind of mask is one that is worn consistently over the nose and mouth
whenever you are in a public space,' said Dr. Matt Binnicker, president of the
Pan American Society for Clinical Virology. 'At this point, we should focus
more on achieving that goal than worrying about double-masking.' If you do
opt to layer your masks, here are some tips to consider. RISK
ENVIRONMENT The type and number of masks you need will depend on
where you are going, according to Dr. Josh Schiffer, professor at Fred
Hutchinson Cancer Research Center. 'It is most critical to mask effectively and consistently when in the highest-risk
environments for super spreader events,' he said. Schiffer recommends wearing a cloth mask when walking the dog,
for example, and upgrading to a KN95, N95 or double mask when going to the office, grocery store or clinic.
MATERIAL 'If properly worn, all masks are effective,' said Lawrence Gostin, director of the O' Neill Institute for
National and Global Health Law at Georgetown University. But the material and fit of a mask can make a bigger
difference than the number you wear. 'Double masking is vague because we don' t know what kind of material or
fitting,' Gostin said, noting that surgical masks and KN95s perform better. The experts agreed that an effective face
mask should have multiple layers. 'At this time, the CDC recommends wearing one face mask with two to three
layers,' said Dr. Raed Dweik, chair of Cleveland Clinic' s Respiratory Institute. 'If your mask already has multiple layers,
it is not necessary to double mask.' MASK ORDER When double masking, Dr. Charles Holmes, director of the Center
for Innovation in Global Health at Georgetown University, recommends wearing the most effective one on the inside.
For example, you should wear a surgical mask over a KN95 mask, or a cloth mask over a surgical mask. However,
Holmes' biggest piece of advice is simply to cover your face, no matter what that looks like. 'The best mask is a
mask you wear consistently and properly,' he said. Reporting by.

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Tuesday 09 February 2021

Daily Mail
Health

Facebook Covid 'misinformation' crackdown sparks freedom of speech fears

Chris Jewers

Facebook will crack down on 'misinformation' about Covid-19, including


claims that coronavirus was man-made, the tech giant has announced,
sparking freedom of speech fears. The news comes despite the outbreak' s
source still not being identified, and after WHO scientists researching the
origins of Covid in China said it is 'extremely unlikely' the virus leaked from a
lab . Facebook said that it has banned misinformation about all vaccines in a
blog pos t on Monday, after years of controversy over the company' s
perceived inaction. Some of the claims that Facebook said it would be
clamping down on includes unproven claims that Covid-19 is man-made or
manufactured and that vaccines cause autism or have other harmful effects.
Claims that vaccines are not effective against preventing disease and that it
is safer to get the disease than to get a vaccine have also been banned from
the platform. Posts making such claims will be removed from the website, as
well as Facebook-owned Instagram, the company said in the post that came
with a list of 'misinformation ' it was banning from its platforms. But Jim
Killock, Executive Director of the Open Rights Group, expressed the need for
Facebook to be cautious, saying there is a fine line between misinformation and content expressing people' s
genuine concerns. Facebook said that it has banned misinformation about all vaccines in a blog post on Monday,
after years of controversy over the company' s perceived inaction Some of the false information that Facebook said
it would be clamping down on includes unproven claims that Covid-19 is man-made or manufactured and that
vaccines cause autism or have other harmful effects. Pictured: The Wuhan lab where some have claimed Covid-19
originated from, which was disputed by WHO researchers on February 9 Facebook' s expanded list of banned claims
On Monday, Facebook posted a blog saying it would be removing false claims about Covid-19, including claims such
as: COVID-19 is man-made or manufactured Vaccines are not effective at preventing the disease they are meant to
protect against It' s safer to get the disease than to get the vaccine Vaccines are toxic, dangerous or cause autism.
Advertisement 'Facebook need to take action, but will inevitably make mistakes. They were recently told by their
Oversight Board to reinstate a post relating to the COVID outbreak that was wrongly removed,' Mr Killock told the
MailOnline. 'There is always a fine line between material that seeks to deceive, and people expressing legitimate
concerns about their health. Facebook need to reassure the public that their rights to criticise and examine
Government health policy will not be swept away by careless moderators.' The ban has taken effect immediately,
with Facebook saying it is paying particular attention to 'Pages, groups and accounts that violate these rules'.
Facebook added that it will be expanding its efforts to stop the spread of what it deems misinformation in the
coming weeks. 'There' s still a long road ahead, and in 2021 we' re focused on supporting health leaders and public
officials

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Tuesday 09 February 2021

Daily Mail
Health

in their work to vaccinate billions of people against COVID-19,' Kang-Xing Jin, Facebook' s head of health, said in a
statement. The company has introduced more stringent policies to combat COVID-19 vaccine misinformation during
the pandemic. But Facebook has had a more hands-off approach to misinformation about other vaccines, which has
rarely been removed and only when it was considered to risk 'imminent harm'. In December, Facebook announced it
would remove false claims about COVID-19 vaccines that had been debunked by public health experts. In recent
weeks, however, news reports have identified Facebook pages, groups and Instagram accounts still spreading these
false claims. Pictured: The Huanan seafood market on February 9, 2021 in Wuhan, China, long believed to have been
the site where the pandemic began Outlining the findings of his team' s month-long fact-finding mission, Peter
Embarek, leader of the WHO team, said the team had failed to establish where the virus came from or how it first
jumped into humans. Pictured: Members of the WHO team in Wuhan on Monday Facebook also said it would help
users find out where and when they can receive the coronavirus vaccine. It will partner with Johns Hopkins and the
AARP to reach Black, Latinx, Native Americans and people over 50 with educational content that addresses
concerns those groups may have about the new vaccine. The expanded list of banned claims came after
'consultations with leading health organisations, including the World Health Organisation (WHO),' the statement said.
'Groups, Pages and accounts on Facebook and Instagram that repeatedly share these debunked claims may be
removed altogether.' Facebook has been constantly updating its policies on content relating to Covid-19 since the
pandemic began. In April 2020, the company began to add a panel of facts about the virus from the US' CDC (Centers
for Disease Control and Prevention) along with posts about coronavirus in an effort to combat misinformation. The
platform has also often made misinformation about vaccines less visible, but until December stopped short of an
out-right ban on the content. Pictured: A man in Stevenage, UK, receives a dose of the Oxford/Astra Zeneca Covid-19
vaccine on February 9. Facebook said that it has banned misinformation about all vaccines in a blog pos t on
Monday, after years of controversy over the company' s perceived inaction At the end of 2020, the company
strengthened its coronavirus policies, and began removing posts from its platforms about claims that had been
debunked by experts. These included posts about false claims that 5G technology either causes or contributes to
the spread of the disease, that wearing facemasks does not help prevent the virus' spread, or posts suggesting that
vaccines contain microchips. The new ban does not stop short at content relating to Covid-19, however, and covers
misinformation about all vaccines, a problem that was prevalent on the internet long before the start of the
pandemic but that has recently grown. But despite the ban, The Guardian reports that vaccine misinformation is still
prevalent on Facebook' s platforms, with top search results for 'Covid vaccine' on Instagram still returning
conspiracy theory pages as of Monday morning. Peter Embarek, lead researcher for WHO in Wuhan, has concluded
Covid did not leak from a lab and has instead called for research into whether it was imported from overseas On
Tuesday, WHO scientists researching the origins of Covid in China said it is 'extremely unlikely' the virus leaked from
a lab and have called

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Tuesday 09 February 2021

Daily Mail
Health

for no further study into the theory. Instead, Peter Embarek, leader of the WHO team investigating the origins of
Covid-19 in China, said that further studies should be carried out into whether the virus was imported into the country
- possibly on frozen meats sold at the market in Wuhan where the first cluster of cases was detected. He also
backed assertions from Beijing that there is no evidence of transmission 'in Wuhan or elsewhere' in China before
December 2019 - despite mounting evidence that the virus was circulating globally months earlier than that. The
findings will be a PR coup for Beijing, which has repeatedly tried to pin the blame for a pandemic which has blighted
the world outside its borders. It will also give ammunition to WHO' s critics, who feared the investigation would be
used to give legitimacy to a Chinese white-washing exercise with possibly embarrassing or incriminating evidence
hidden from investigators. Dr Liang Wannian, China' s lead researcher in Wuhan, also pushed the theory that the virus
could have been imported on frozen meats from overseas Outlining the findings of his team' s month-long fact-
finding mission, Dr Embarek said the team had failed to establish where the virus came from or how it first jumped
into humans. Instead, he said the team had come up with four theories. Researchers concluded the most likely
explanation is that the virus passed from its original host animal into an intermediary animal that comes into close
contact with humans, before making the leap into people. Intermediary animals could include frozen or chilled
animal products sold at markets in Wuhan, including those imported from overseas, he said. The second most-likely
theory is that the virus jumped directly from its original host into humans, and Dr Embarek put forward bats as a likely
source. But, he said, humans and bats do not come into close contact in Wuhan and swabs of various other animal
species in China - including wild animals, pets, and farm animals - has failed to find the original source. Dr Embarek
called for more research to be carried out into both of these theories, and the possibility that animal products carried
the virus. The only theory he rejected out-of-hand was that the virus had leaked from a lab, saying it was 'extremely
unlikely'.

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Tuesday 09 February 2021

The Guardian
Health

Muslim families complain to UN over Sri Lankan Covid cremations


Muslim Council of Great Britain brings case against policy preventing burials on unproven health grounds

Patrick Wintour

A group of Muslim families are launching a complaint to the UN Human


Rights Committee (HRC) about Sri Lanka' s policy of enforced cremation of
all those confirmed or suspected to have died with Covid, saying it breaches
their religious rights and is causing 'untold misery'. The case seeking interim
relief is being brought on behalf of the families by the Muslim Council of
Great Britain and with the support of the British law firm Bindmans. It is
alleged that the Sri Lankan government is enforcing hundreds of cremations
despite international and Sri Lankan medical experts saying there is no
evidence that Covid-19 is communicable from dead bodies. The group of
eight complainants acknowledge and accept in their claim that in battling the
pandemic, 'difficult decisions have to be taken which interfere with
fundamental rights'. But they say the government is mandating cremation
without any regard for the wishes of families or their religious beliefs. UN
special rapporteurs have written twice to the Sri Lankan government - in April
last year and January this year - urgingit to respect the wishes of those who
seek burial, and to recognise that the disregard of Muslims' feelings may lead
them not to present bodies for cremation. It is alleged that as many as 200 Muslims have been cremated in Sri
Lanka. In January a Sri Lankan expert committee in January accepted that burial was permissible, but the
government has taken no action. The applicants, all related to people who have been cremated, say the procedures
took place without their consent or approval. In their joint submission seeking interim relief from the Geneva-based
HRC, the families claim: 'All of the cremations took place in a forced and arbitrarily expedited manner, denying family
members any opportunity to respect their religious and cultural beliefs. This has served only to exacerbate the
terrible grief suffered by each family member and their community. 'The practice of burial, and the associated
religious rituals and practices, are central tenets of the Islamic faith, a faith which is practised by a persecuted
minority in Sri Lanka.' The claim points out that on 1 January 2021, the Sri Lanka Medical Association (SLMA) issued
a statement confirming that Covid-19 dead could be buried as 'the virus is unlikely to remain infectious within a dead
body', and adding that there was no scientific evidence that burial posed a public health hazard. Human rights
activists say Sinhala Buddhist-majority government' s policy is part of an ongoing attack on Sri Lanka' s Muslim
community, who make up 9% of the population. The president, Gotabaya Rajapaksa, was elected last year on a wave
of anti-Muslim , hardline Buddhist sentiment, following the Easter suicide bombings by Islamist militants in churches
and luxury hotels last April that left 267 people dead. A case for discrimination has been lodged with the Sri Lankan
supreme court, but the initial application was rejected. The case

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Tuesday 09 February 2021

The Guardian
Health

may be heard again in March. As a signatory to the international covenant on civil and political rights, Sri Lanka is
at least in theory expected to follow the rulings of the HRC.

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Wednesday 10 February 2021


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Daily Mail
Health

New mutant classified as 'a variant of concern'


Bristol strain now showing signs of South Africa type

By Xantha Leatham Health and Science Reporter

'We are tracking it very carefully' THE mutated coronavirus strain first
found in Bristol has now been classed as a 'variant of concern'. The
mutation initially occurred in only a handful of cases - which scientists
said at the time 'could not be considered surprising'. But last night the
New and Emerging Respiratory Virus Threats Advisory Group (Nervtag)
upgraded the classification.
So far there have been 21 cases in the UK - 14 in Bristol, four in
Manchester and three other scattered cases.
Experts believe the mutation - a version of the now dominant Kent variant
- could have an impact on the effectiveness of some vaccines after
'weaker neutralisation' was found in laboratory experiments.
Meanwhile, a separate strain has been identified in Liverpool, which is the
original coronavirus with a so-called E484K mutation similar to the South
African strain, has been classed as a 'variant of investigation'.
Yesterday, Nervtag said there have been 55 confirmed cases of the
Liverpool strain, now known as lineage A.23.1. The Department of Health and Social Care said additional surge
testing and virus sequencing is being deployed to targeted areas around Worcestershire, Sefton in Merseyside, and
areas in Bristol, South Gloucestershire and Manchester.
Dr Susan Hopkins, of Public Health England, said: ' The E484K mutation in particular has been emerging and
disappearing over time, in multiple lineages and multiple variants, since April. But clearly with it on top of what we
know about the transmissibility of B117, the dominant variant in the UK, we' re monitoring it with particular concern.
' The Kent variant now accounts for around 90 per cent of all cases recorded in the UK. Dr Hopkins said she doesn' t
believe the E484K mutation on this variant will make it more transmissible or cause more severe illness.
But she warned: 'We are worried because some weaker neutralisation was seen in laboratory experiments. And for
this reason we' re tracking very carefully.' Laboratory studies have shown that antibodies are less able to bind to a
part of the virus known as the spike protein in the mutated variants, in order to stop it from unlocking human cells to
gain entry. This has caused concern for scientists who believe the E484K mutation may make it possible for people
to become infected with the variants even if they have had Covid in the past.
However DHSC officials have said they have a 'high degree of confidence' that vaccines will work against

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Wednesday 10 February 2021

Daily Mail
Health

these variants.
It comes as Professor Andrew Pollard, the lead scientist behind the Oxford jab trials, said there See page 19.

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Tuesday 09 February 2021

Scientific American
Health

Vaccines Aren' t the Only Thing We Need to Safely Reopen

Peter Sands,Achim Steiner

The recent surge of positive COVID-19 vaccine developments has sent


waves of relief throughout a pandemic-weary world. However, no matter
how effective these vaccines are, they will not be enough to end this global
pandemic-and for many of the world' s most vulnerable communities, they
won' t arrive fast enough. The Moderna and Pfizer vaccines were developed
in record time. However, these announcements highlight significant
challenges: delivering two-dose vaccines with stringent cold-chain
requirements to almost eight billion people, many of whom reside in
communities with underfunded and strained health systems, is no small feat.
Even if we address the logistical challenges, the reality is that it takes time
and funding to deliver vaccines, treatments and tests that reach everyone in
need. It is a sobering reminder that when lifesaving antiretrovirals were
introduced for HIV-positive people, it took seven years before the medicine
reached the poorest communities. And during that time, millions of people
died, and millions more were infected, and the HIV pandemic continued to
grow. Until we can overcome these obstacles and ensure equitable delivery
of vaccines and treatments once available across the globe, the fundamentals of controlling this virus remain as
important as ever. For a long time, many countries will continue to rely on already proven tools to control the
pandemic. The formula is simple: test, trace and isolate. This straightforward but effective process is key to safely
reopening economies and societies. It is made possible through the rapid and equitable scale-up of diagnostics,
which have proven to be the most important tool for limiting the spread of COVID-19. Test, trace and isolate-and
ultimately test, trace and treat once more treatments become available-is an efficient , sustainable way to control
the virus, especially in contrast to last-resort emergency lockdown measures , which can erode the public support
and trust necessary for the success of many other helpful public health measures, including vaccination and mask-
wearing. We have seen this strategy implemented successfully around the world for decades with age-old diseases
like tuberculosis. This strategy is also making a difference in the fight against COVID-19. From high-income nations
like Singapore and South Korea to low- and middle-income countries (LMICs) like Senegal and Vietnam, leaders have
managed the spread of COVID-19 with the help of robust public health systems and prompt, extensive test, trace and
isolate strategies . Many of these systems have been progressively built with investments to fight other infectious
diseases, such as HIV, TB and malaria, which governments and multilateral organizations like UNDP and the Global
Fund have supported for two decades. Africa Centers for Disease Control and Prevention head John Nkengasong
has notably credited a "joint continental effort" focused on widespread testing, contact tracing and public health

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Tuesday 09 February 2021

Scientific American
Health

messaging around mask-wearing for helping many African nations to cope against the COVID-19 pandemic.
Investing in these basic epidemic management measures means that many of these countries have imposed
shorter lockdowns than elsewhere. But even those that have done well have struggled given the unprecedented
scale of the challenge we face. As is often the case, the communities most in need continue to suffer the brunt of
the storm both across and within countries. The reality is that high-income countries are generally able to test a
significantly higher percentage of their population as compared to LMICs. The United Kingdom, for instance, has
more than 42,000 tests per 100,000 people, covering nearly half the population, while a country like Niger can only
conduct 143 tests per 100,000 people. There are, thankfully, promising new signs of support for the development and
deployment of rapid testing, such as the Pan-American Health Organization (PAHO) helping South American nations
to implement new testing protocols and empower health workers. But we can and must do more. The Access to
COVID-19 Tools (ACT) Accelerator has found that at the cost of just 77 cents per world citizen , easy-to-use,
affordable and reliable tests could be made available to everyone, everywhere, helping save at least nine million lives
and prevent over 1.5 billion COVID-19 infections in LMICs. However, only 20 million of the 500 million tests that the
ACT Accelerator has called for have been procured and distributed. The ACT-Accelerator has secured 120 million
rapid tests through a groundbreaking agreement but has only enough funding to purchase and distribute 16 million of
those tests so far. Funding is urgently needed to scale up diagnostics for those who need them the most. Failure to
do so could reinforce global disparities and threaten millions more people , especially those in LMICs, with extreme
poverty, food insecurity and job loss. It may also disrupt essential health services for crucial care like cancer
screening, HIV therapy and immunizations. Without the appropriate resources, COVID-19 will remain unchecked,
preventing countries from addressing HIV, TB and malaria and getting back on track toward the 2030 Sustainable
Development Goals . Unless we act, progress against fundamental challenges such as poverty and gender inequality
will be reversed. Giving governments the resources and capacity needed to build the test, trace and isolate systems
around unified public health objectives will mitigate the degree to which we must rely on hard-to-distribute vaccines
and lockdowns to control the pandemic, helping prevent further economic hardship. It will also yield dividends far
beyond COVID-19. Scaling up these efforts will result in significant long-term gains by strengthening health systems
in the countries that need it most, improving emergency preparedness and increasing community resilience, which in
turn will help bring all nations closer to realizing their 2030 commitments.

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Wednesday 10 February 2021


Page 1

The New York Times International Edition


Ecology

ANIMAL PLANET
TRACKING SPECIES FROM SPACE

What had been an afterthought became prime hunting territory. Last fall, teams of
scientists began fanning out across the globe to stalk and capture thousands of
creatures - rhinos in South Africa, blackbirds in France, fruit bats in Zambia - to outfit
them with an array of tracking devices that can run on solar energy and that weigh less
than five grams.
The data they collect will stream into an ambitious new project, two decades in the
making and costing tens of millions of dollars, called the International Cooperation for
Animal Research Using Space, or ICARUS, project.
Each tag will collect data on its wearer' s position, physiology and microclimate, sending
it to a receiver on the International Space Station, which will beam it back down to
computers on the ground. This will allow scientists to track, in ways technically
unimaginable until recently, the collective movements of wild creatures roaming the
planet - continuously, over the course of their lifetimes and nearly anywhere on Earth
they may go.
In doing so, ICARUS could fundamentally reshape the way we understand the role of
mobility on our changing planet.
Over the last few decades, evidence has emerged suggesting that animals move farther,
more readily and in more complex ways than previously imagined. And those
movements, ecologists suspect, could be crucial to unraveling a wide range of
ecological processes, including the spread of disease and species' adaptations to
habitat loss.
ICARUS will allow scientists to observe animal movements in near totality for the first
time. It will help create what its founder, Martin Wikelski, a biologist at the University of
Konstanz and managing director of the Max Planck Institute of Animal Behavior in
Germany, calls the "internet of animals. " If successful, ICARUS will help us understand where animals go: the
locations where they perish, the precise pathways of their migrations, their mysterious radiations into novel habitats.
ICARUS, says Peter Marra, an ecologist and the director of the Georgetown Environment Initiative at Georgetown
University in Washington, will be an "incredibly powerful tool to start asking these fundamental questions" in ecology
and to address "enormously vexing problems in conservation biology.
" The ICARUS project challenges traditional paradigms whose tentacles run deep into science, politics and culture. It
isn' t just that scientists were long unable to observe complex and long-distance wildlife movements. The scientific
establishment presumed that what they couldn' t see didn' t exist.

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Wednesday 10 February 2021

The New York Times International Edition


Ecology

This wasn' t a marginal notion. It was central to the way scientists, for decades, understood ecological processes,
whether climate change or how ecosystems establish themselves or how diseases unfold.
Discoveries enabled by ICARUS, while impossible to predict, could have diffuse and wide-ranging implications.
Findings that shed light on the factors that drive animal movement, for example, could help transform ecology from
a field that traditionally describes the natural world and its inhabitants to one that can make predictions.
Every year, billions of dollars depend on the ways in which wild species move and are distributed across the
landscape: migrations that affect the abundance of fish we pull from the sea, the virulence of the pathogens we
encounter, the predators that stalk our livestock and the birds and flowers that grace our landscapes. But nobody
knows precisely when the bats will arrive in any given forest or why some butterflies shift into new ranges while
others do not or whether elephants that run shrieking in the forests have sensed an impending natural disaster or
why some martins return to their summer nests and others do not.
ICARUS could unlock that knowledge. It could enable scientists to unravel wild animals' social dynamics as they
move around the globe in flocks, swarms and colonies; to study what influence animals' conflicts and alliances with
other species have on where they go and how they get there; and to chart the depth of their perceptions and the
dynamism of their responses to the environmental phenomena they encounter on their journeys.
Overlaying tracking data with data on weather, climate and vegetation could reveal how the fragmentation of
habitats affects animals' movements, which corridors they use to move, where they pause on their journeys, when
they use environmental or atmospheric factors to facilitate their movement and how they might fare if those factors
were to collapse or to change - drawing us closer to a future in which the movement of animals could be forecast,
like the weather.
The potential applications could include preventing outbreaks of disease that can precipitate pandemics, managing
landscapes and conserving biodiversity.
Almost certainly, prospectively tracking wild animals will reveal more extensive movements than previously known.
A handful of tracking studies in recent years have established that wild animals wander across expansive ranges,
oblivious to the boundaries of parks and conservation areas drawn to contain them. Such findings may suggest that
wild animals have greater capacities for navigation and cognition than we' ve presumed, which could complicate the
moral and political order we' ve justified on the basis of our supposedly unique cognitive abilities.
Findings could suggest that we' ve misunderstood the role of geographic barriers in our migratory past and
overestimated their role in the migrations to come.

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Wednesday 10 February 2021

The New York Times International Edition


Ecology

The delicate filigree of tracks that ICARUS exposes, in other words, could be "where the music is, where all the
juice is," as Wikelski puts it. It' s "the missing link that shapes everything.
" Martin Wikelski is a soft-spoken 55year-old biologist with spiky dark hair and retro, black-framed glasses.
Twenty-seven years ago, when he acquired a Ph.D. in zoology, wildlife tracking methods were still in their early days.
Common techniques involved marking individual animals in some way and then seeing if they could be caught again,
some distance away.
Wikelski' s first attempt to resolve the technical impasse unfolded in 2001 on Barro Colorado Island, a six-squaremile
dripping jungle oasis in the middle of Gatun Lake in Panama, where he worked as a postdoctoral researcher for the
Smithsonian Tropical Research Institute.
The mammalogist Roland Kays, who would become a frequent collaborator, had been tracking nocturnal
raccoonlike creatures called kinkajous nearby.
To do it, he lured them into arboreal traps with bits of banana, then outfitted them with collars that emitted radio
signals, which the thick vegetation readily absorbed. Then he spent his nights "trucking around the rainforest,
chasing my kinkajous with my antenna," Kays recalls, "and thinking there must be some better way to do this.
" The solution, Kays and Wikelski figured, was height. They devised a way to hoist receivers atop seven 130-foot
towers dotted across the island.
From their perch above the canopy, the receivers would be able to capture signals from tagged animals and
automatically stream the data to a computer at the island' s lab. They' d be able to track a range of species,
simultaneously, across the entire island.
With a more comprehensive view of the animals' movements, they' d be able to answer questions about basic
ecological functions, like how the movement of orchid bees and the ocelots' predation of rodents influenced the
dispersal of seeds from trees and rare tropical plants.
But addressing such grand questions required that the scientists' subjects remain attached to their tags and within
range of the island' s receivers. They didn' t.
It started to dawn on Wikelski that "all our preconceptions about this little universe are wrong," he told me. "Little
bees fly off and on, so do toucans - pretty much everything that people said could not move around between places
did.
" One evening, he and Kays were relaxing over cold drinks while overlooking the Panama Canal. They were joined by
a retired radio engineer named George Swenson, who was among the first radio astronomers to track the Sputnik
satellite that the Soviet Union secretly launched in 1957, by picking up the radio signal the satellite emitted. He went
on to design and help build elaborate systems for scanning the heavens, including the National Radio Astronomy
Observatory' s array of more than two dozen radio telescopes

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Wednesday 10 February 2021

The New York Times International Edition


Ecology

in New Mexico that detect black holes.


The engineer was not impressed with the ecologists' 130-foot-high towers, Wikelski recalls. "You ecologists,"
Swenson said, "you' re stupid. You have this big topic you could address, but you' re thinking too small.
" To answer the big questions in ecology, Swenson suggested, ecologists had to track all the swimming, flying and
prowling creatures of the planet, everywhere, simultaneously. Hoisting receivers 130 feet in the air was not nearly
high enough. The receiver had to be hundreds of miles away - in space.
Wikelski became "almost fanatical" about the idea, one of his colleagues at the Max Planck Society told a reporter
for the scientific journal Nature in 2018.
He spent months arranging a meeting at NASA to propose it. Their rejection did not deter him. He sought out new
funding, new partners, new collaborators.
Over the decades that Wikelski struggled to start ICARUS, technical advances in wildlife-tracking technology buoyed
a newly emergent field of movement ecology, rattling norms about animal migration and helping to make the case
for his project.
The size and price of commercial GPS devices that could accurately pinpoint geographic locations plummeted.
Wildlife telemetry entered what commentators called a "golden age," moving from the margins of ecological
research toward the center. New, interdisciplinary research centers dedicated to the study of animal movement
sprang up, including the Minerva Center for Movement Ecology, which opened at the Hebrew University of
Jerusalem in Israel in 2012, joining already-established research groups at the Smithsonian Migratory Bird Center and
the Max Planck Institute for Ornithology, a part of which became the Max Planck Institute of Animal Behavior in
2019.
The new wildlife-tracking tags could not capture the totality of animal movements around the planet as Wikelski
hoped ICARUS might. But they did allow scientists to expose how deeply the scale, complexity and meaning of
animal movements had been misunderstood.
In every wildlife-tracking project they took on, says the ecologist Ran Nathan, who directs the Minerva Center, the
tags allowed scientists to make discoveries "quite in contrast to the simple explanations we had so far.
" In a 2009 GPS tracking study, Wikelski discovered that oilbirds spent so much of their time dropping seeds onto the
forest floor that they were "perhaps the most imhopes portant long-distance seed-disperser in Neotropical forests.
" Gazelles in Mongolia, a GPS study revealed, could not be responsible for outbreaks of foot-and-mouth disease in
livestock: The disease moved five times as fast as the gazelles.
Tracking studies began to endow animal movements with rich new meaning, revealing unexpected links

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Wednesday 10 February 2021

The New York Times International Edition


Ecology

between the movement of disconnected, far-flung species and obscure environmental phenomena.
Scientists obtained tantalizing evidence of mysterious animal perceptions, including some that exceeded that of
human technology. An unpublished tracking study led by Wikelski in 2011 uncovered correlations between the
skittering of goats and sheep up and down the slopes of Mount Etna in Sicily and the intensity of volcanic eruptions.
In another unpublished tracking study, Wikelski found that the remote desert locations to which storks migrated from
thousands of miles away were the same ones where desert locusts emerged, obscure sites that have largely eluded
human detection since biblical times.
In a study of caribou herds dispersed over thousands of kilometers, the earth scientist Natalie Boelman and her team
discovered a correlation that "nobody knew about," Boelman says, between the timing of spring migrations and
large-scale ocean-driven climate patterns.
The revolution in wildlife tracking offered a glimpse into the world that ICARUS seeks to reveal. It' s one in which
movements once deemed episodic are continuous, in which those regarded as rare are common, in which others
dismissed as ineffectual are ecologically fundamental.
After nearly two decades, scores of international collaborations and tens of millions of dollars in funding, Wikelski
finally catapulted the ICARUS wildlifetracking receiver into space. It was built by DLR, the German space agency, and
attached to the exterior of the International Space Station by Russian astronauts in 2018.
It now orbits the earth, streaming geographic, environmental and health data collected from tagged animals across
the planet to a ground station in Moscow, and from there to an opensource database called Movebank, which
Wikelski and Kays first developed to track ocelots and orchid bees on Barro Colorado Island.
This fall, after refining the manufacture of the tags and the ICARUS software, Wikelski and his colleagues began
attaching the tags to wild creatures.
Larger tags have been affixed to rhinos, giraffes, zebras, wild dogs, hyenas and Saiga antelopes; smaller tags to
blackbirds.
Hundreds of research groups have been lined up to use the tags on their swimming, crawling and flying subjects -
tags whose size Wikelski will drop to just a single gram by 2025, allowing researchers to track small bats and even
large insects like dragonflies, butterflies and desert locusts.
Some of the most urgent questions ICARUS will answer will revolve around why animals die.
Take the yellow-billed cuckoo, for example. The cuckoo' s numbers have been shrinking in recent years, but
conservation scientists are unsure why.
Ornithologists knew they headed to South America in the winter, but just where in the continent remained obscure.
An as-yet unpublished tracking study by Marra and Calandra Stanley, a Georgetown ornithologist, revealed

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Wednesday 10 February 2021

The New York Times International Edition


Ecology

that the cuckoos congregated in the Gran Chaco, one of the largest and most biodiverse forests in South America.
This - as much as or even more than the degradation of riparian areas that some scientist blamed - may explain the
cuckoos' decline: The Gran Chaco is being rapidly denuded by the expansion of agribusiness.
Global wildlife tracking could provide similarly revelatory detail on other declining species, one million of which
currently face extinction, according to an assessment by the Intergovernmental Science-Policy Platform on
Biodiversity and Ecosystem Services.
In the past, scientists acquired such insights by accompanying animals into their wild places, with all the terror and
tedium that entails. With ICARUS they will do so by watching blips on a screen and crunching satellite data.
But that physical alienation from the living, breathing ferocity of wild creatures, Wikelski says, belies the deeper
connection that wildlife tracking allows.
Through the pulses of data streaming from the tags to the ICARUS computers, the wild animals tell us "what they
feel, what they see," he says. "It' s the closest you can really - not talk to, but at least let the animal talk to you." What
we hear could draw them closer to us, before they slip away.
Over the last few months, André Zanotta has taken calls from teams in France, Belgium and Germany. Little in the
transfer market eludes the gimlet eye of Sevilla, so the Spanish club was in touch, too. And then there were the
Italians. It seemed to Zanotta that he had spoken to every major club in Serie A. Zanotta is used to this kind of
frenzy. A decade ago, he was a vice president at Santos, in his native Brazil, when a teenage Neymar was coming
through. A few years later, he was at Grêmio when Arthur Melo emerged as one of South America' s brightest
prospects. (Both players were eventually sold to Barcelona.) That has long been the way it works in Brazil, soccer' s
great hothouse of talent, of course: Europe' s major clubs lie permanently in wait, ready to pounce when a scout or
an agent or a contact alerts them to even the slightest flicker of promise. The difference, this time, was that Zanotta
was taking those calls, not in São Paulo or Pôrto Alegre, but in Dallas. All of the clubs contacting Zanotta - the
technical director at F.C. Dallas - were doing so to ask him about the teenage right back Bryan Reynolds. At that
stage, Reynolds had played only a couple of dozen games in Major League Soccer, but that had been enough to
pique their curiosity. "They loved his technical ability, his athleticism," Zanotta said of the European suitors who
called to ask about Reynolds. "They could see in his profile that he could adapt to any of the top leagues in Europe."
Eventually, two made firm bids: Juventus and Roma. Persuaded by Roma' s coach, Paulo Fonseca, that he could
offer a quicker route to first-team soccer, Reynolds chose to move to the Italian capital. Roma could eventually pay
as much as $11 million to sign him. He is not the only young American player to have made that journey during
Europe' s winter transfer window. In the past month, the Philadelphia Union sold the defender Mark McKenzie to
K.R.C.

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Wednesday 10 February 2021

The New York Times International Edition


Ecology

Genk, in Belgium, and the midfielder Brenden Aaronson to Red Bull Salzburg. New York City F.C.'s Joe Scally made
his long-anticipated move to Borussia Mönchengladbach, and two other, slightly older, players - Jordan Morris and
Paul Arriola - joined Swansea City, in England' s second tier. They may collide there one day with Orlando City striker
Daryl Dike; the 20-year-old was loaned to Barnsley last week. Their path is, increasingly, well trod: All join an American
contingent in Europe that includes Tyler Adams, Weston McKennie, Christian Pulisic, Josh Sargent and Giovanni
Reyna. "Major League Soccer used to sell players to Europe episodically," said Dimitrios Efstathiou, M.L.S.'s senior
vice president for player relations. "It would be as a result of an existing relationship between two coaches or on the
back of a good performance at the World Cup." Now, that has changed. "It is four, five or six every window," said Fred
Lipka, technical director of the M.L.S. Next youth development program. "And that validates the process." The
relatively sudden transformation - of the United States in general, and M.L.S. in particular - from an afterthought in
the minds of European teams into prime hunting territory has twin explanations, one from each side of the Atlantic.
From an M.L.S. perspective, it is a result of what Lipka calls "the process, a complete shift in the way players are
developed" in the league over the last 14 years. In 2007, M.L.S. made a decision to invest more in its academies: not
just in the facilities clubs could offer for developing players, but in the type of training they received there. "We
invested in coaching education, in academy directors, in trying to ensure there was more exchange with Europe and
South America, and to import best practice," Lipka said. "There is more emphasis on technical and tactical training,
not just on athletic development. To build a plane, you need to have engineers who know how to build a plane."
Reynolds, Aaronson and many - but not all - of the rest are the fruit of that labor, their flourishing helped not only by
the commitment of their clubs to allowing homegrown players to flourish - "It is in our DNA to allow young players to
reach the top level," Zanotta said of F.C. Dallas, where McKennie honed his game as an academy player - but by the
rising standards of the league as a whole. "The owners have been investing more money in better signings," Zanotta
said. "So the quality of player in the league is growing, and that helps the development of the American players." His
counterpart in Philadelphia, Ernst Tanner, said the level of play in the league was only part of it; the prevalence of a
"high-press, highrisk, more dynamic" style of play in M.L.S. helps, too, since teams in Europe need players who are
comfortable playing precisely that way. The European version of the story is not at odds with that, but its emphasis
falls elsewhere. "I think when Christian Pulisic came over and established himself at a high level, that opened the
door to other teams' scouting young players in the U.S.," said Jesse Marsch, the American coach of Red Bull
Salzburg, Aaronson' s new club. "You had Christian, Weston McKennie, Josh Sargent, Tyler Adams all having success
in professional environments, and that encouraged others to go and scout earlier and earlier in America, and that
meant more and more opportunities for players, especially in Germany." Pulisic' s breakthrough in particular - initially
at Borussia Dortmund, and then at Chelsea - encouraged more teams to look at the market,

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Wednesday 10 February 2021

The New York Times International Edition


Ecology

seriously, for the first time. Zanotta does not contest that interpretation; the transfer market, in his experience, has
always been slightly inclined to follow fashion. "We have seen it here, too," he said. "You have times when there are a
lot of Argentineans doing well, or Brazilians, and that drives clubs to pay more attention to a specific market." The
closer European teams have looked, too, the more they have found M.L.S. an easy place to do business. Rather than
try to resist the predators circling bright prospects - or leaving its clubs to navigate the murky corners of the transfer
market alone - the league has an entire department, run by Efstathiou, to help facilitate deals. His dozen liaison
officers are in daily contact with all of M.L.S.'s 27 clubs, "keeping tabs on potential transactions, both in and out."
The league monitors and assists with deals every step of the way, both in its legal capacity as the ultimate employer
of every player, and in an advisory role, offering guidance on the realities of "the wider marketplace." If that seems
counterintuitive - that a league should be smoothing the passage of some of its brightest talents to its theoretical
competitors - to Tanner, for one, it is the natural conclusion of the process. "For now, if we develop a high-level
player, it is only right that we sell them to allow them to reach their full potential," he said. To Efstathiou, it is not only
unavoidable, but beneficial. "To improve the quality on the field, we have to be full participants in the market," he
said. "That means buying, as well as selling." His team is not likely to see any quiet any time soon. In Philadelphia,
Tanner hears "daily" from representatives of European teams eager not to miss out on the successor to McKenzie
and Aaronson. Zanotta has already fielded inquiries about players at F.C. Dallas who might replace Reynolds - or his
predecessor, Reggie Cannon, now with the Portuguese club Boavista - in Texas. He is not the only one. European
clubs are monitoring the likes of Julian Araujo, a 19-year-old fullback with the Los Angeles Galaxy, and the young
Real Salt Lake goalkeeper David Ochoa. Both will, most likely, be the subject of interest when the transfer market
reopens this summer. Lipka takes that as a considerable compliment and a testament to the work M.L.S. has done
in the past decade and more. He remembers a point - not so long ago - when the few American players who made it
to Europe were treated with suspicion, assumed to be hard-running and hardworking but technically limited, and
when the old world' s biggest clubs would not even consider the United States as a market worth tapping. "It used to
be a burden to be a young American player," Lipka said. "Now, I think, it is quite a good time."

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Tuesday 09 February 2021

EurekAlert
Ecology

Ecological interactions as a driver of evolution

Understanding the interaction of organisms in the evolution of species is an


important topic in ecology. Insects and plants, for example, are two large
groups on earth that are linked by a variety of interactions. Since the mid-
20th century, theories linking this diversity and specific interactions have
proliferated. The development of new technologies and new methods has
made it possible to study the interaction between plants and insects in
greater detail and to reveal the impact of these interactions on their
respective evolution. In a new study, an international team of researchers,
including botanist Prof. Stefan Wanke of TU Dresden, has established the link
between ecological changes, genome-level adaptations and
macroevolutionary consequences, confirming the importance of ecological
interactions as drivers of evolution over long periods of time. Butterflies
belonging to the family Papilionidae are an exemplary group for this
question. These butterflies specialize in the consumption of poisonous
plants, with about 30% of the species feeding exclusively on plants in the
family Aristolochiaceae. Consumption of such plants gives the caterpillars of
these butterflies an advantage, as they secrete the plants' toxins, which in turn make them poisonous. However, the
larvae themselves do not suffer any harm from the toxin. "We knew before we started this study that certain genes
of the cytochrome P450 family in the Papillonidae are partly responsible for the adaptation to plants, especially for
the detoxification of toxic compounds. However, many different genes are probably involved overall, because in
addition to detoxification, this adaptation requires that the female butterfly is able to recognize its preferred plant, or
also that the caterpillars can develop and survive normally in this environment" explains Prof. Wanke. Scientists had
long suspected that evolutionary changes in plants must have an influence on many insect genes. From this, the
international team first deduced the relationships between different Papilionidae species and reconstructed their
host-plant preferences over time. This allowed them to show that Papilionidae feed on plants belonging to the family
Aristolochiaceae and, in particular, the pipevine genus Aristolochia. Based on the global distribution of these two
groups of insects and plants, it was then possible to estimate the historical biogeography - the movement in time
and space - of Papilionidae and Aristolochiaceae species. The researchers discovered that both groups originated in
the Northern Hemisphere about 55 million years ago and subsequently spread throughout the world. In the case of
the Papilionidae, this migration has been accompanied by major changes in host plants since their emergence. The
study of Papilionidae species confirmed that various host-plant shifts were generally associated with accelerated
species diversification of the butterflies. In other words, more species emerged as a result of host plant change than
when the host plant was retained.

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Tuesday 09 February 2021

EurekAlert
Ecology

"Despite our knowledge of the role of key genes such as detoxification genes in the resistance against plant
defense mechanisms, our results suggest a more global effect of host plant change on the evolution of
Papilionidae. The host plant changes are complex and therefore require a number of adaptations, probably affecting
different genes not directly related to the detoxification of toxic compounds," Prof. Wanke describes the interactions
that still need to be deciphered, especially on the genetic level. ### Original publication: Allio R., Nabholz B., Wanke
S., Chomicki G., Pérez-Escobar O.A., Cotton A.M., Clamens A.-L., Kergoat G.J., Sperling F.A.H. & Condamine F.L.
(2021) Genome-wide macroevolutionary signatures of key innovations in butterflies colonizing new host plants.
Nature Communications , 12, 354. https:/ / rdcu. be/ cduHt Disclaimer: AAAS and EurekAlert! are not responsible for
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Wednesday 10 February 2021


Page 11

The New York Times International Edition


Ecology

Tracking all animals, everywhere


Camel or kangaroo, eyes in space help researchers understand its behavior

From page 1 Last fall, teams of scientists began fanning out across the globe to
stalk and capture thousands of creatures - rhinos in South Africa, blackbirds in
France, fruit bats in Zambia - to outfit them with an array of tracking devices that
can run on solar energy and that weigh less than five grams.
The data they collect will stream into an ambitious new project, two decades in
the making and costing tens of millions of dollars, called the International
Cooperation for Animal Research Using Space, or ICARUS, project.
Each tag will collect data on its wearer' s position, physiology and microclimate,
sending it to a receiver on the International Space Station, which will beam it
back down to computers on the ground. This will allow scientists to track, in
ways technically unimaginable until recently, the collective movements of wild
creatures roaming the planet - continuously, over the course of their lifetimes and
nearly anywhere on Earth they may go.
In doing so, ICARUS could fundamentally reshape the way we understand the role
of mobility on our changing planet.
Over the last few decades, evidence has emerged suggesting that animals move farther, more readily and in more
complex ways than previously imagined. And those movements, ecologists suspect, could be crucial to unraveling a
wide range of ecological processes, including the spread of disease and species' adaptations to habitat loss.
ICARUS will allow scientists to observe animal movements in near totality for the first time. It will help create what its
founder, Martin Wikelski, a biologist at the University of Konstanz and managing director of the Max Planck Institute
of Animal Behavior in Germany, calls the "internet of animals. " If successful, ICARUS will help us understand where
animals go: the locations where they perish, the precise pathways of their migrations, their mysterious radiations into
novel habitats.
ICARUS, says Peter Marra, an ecologist and the director of the Georgetown Environment Initiative at Georgetown
University in Washington, will be an "incredibly powerful tool to start asking these fundamental questions" in ecology
and to address "enormously vexing problems in conservation biology.
" The ICARUS project challenges traditional paradigms whose tentacles run deep into science, politics and culture. It
isn' t just that scientists were long unable to observe complex and long-distance wildlife movements. The scientific
establishment presumed that what they couldn' t see didn' t exist.
This wasn' t a marginal notion. It was central to the way scientists, for decades, understood ecological

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Wednesday 10 February 2021

The New York Times International Edition


Ecology

processes, whether climate change or how ecosystems establish themselves or how diseases unfold.
Discoveries enabled by ICARUS, while impossible to predict, could have diffuse and wide-ranging implications.
Findings that shed light on the factors that drive animal movement, for example, could help transform ecology from
a field that traditionally describes the natural world and its inhabitants to one that can make predictions.
Every year, billions of dollars depend on the ways in which wild species move and are distributed across the
landscape: migrations that affect the abundance of fish we pull from the sea, the virulence of the pathogens we
encounter, the predators that stalk our livestock and the birds and flowers that grace our landscapes. But nobody
knows precisely when the bats will arrive in any given forest or why some butterflies shift into new ranges while
others do not or whether elephants that run shrieking in the forests have sensed an impending natural disaster or
why some martins return to their summer nests and others do not.
ICARUS could unlock that knowledge. It could enable scientists to unravel wild animals' social dynamics as they
move around the globe in flocks, swarms and colonies; to study what influence animals' conflicts and alliances with
other species have on where they go and how they get there; and to chart the depth of their perceptions and the
dynamism of their responses to the environmental phenomena they encounter on their journeys.
Overlaying tracking data with data on weather, climate and vegetation could reveal how the fragmentation of
habitats affects animals' movements, which corridors they use to move, where they pause on their journeys, when
they use environmental or atmospheric factors to facilitate their movement and how they might fare if those factors
were to collapse or to change - drawing us closer to a future in which the movement of animals could be forecast,
like the weather.
The potential applications could include preventing outbreaks of disease that can precipitate pandemics, managing
landscapes and conserving biodiversity.
Almost certainly, prospectively tracking wild animals will reveal more extensive movements than previously known.
A handful of tracking studies in recent years have established that wild animals wander across expansive ranges,
oblivious to the boundaries of parks and conservation areas drawn to contain them. Such findings may suggest that
wild animals have greater capacities for navigation and cognition than we' ve presumed, which could complicate the
moral and political order we' ve justified on the basis of our supposedly unique cognitive abilities.
Findings could suggest that we' ve misunderstood the role of geographic barriers in our migratory past and
overestimated their role in the migrations to come.
The delicate filigree of tracks that ICARUS exposes, in other words, could be "where the music is,

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Wednesday 10 February 2021

The New York Times International Edition


Ecology

where all the juice is," as Wikelski puts it. It' s "the missing link that shapes everything.
" Martin Wikelski is a soft-spoken 55year-old biologist with spiky dark hair and retro, black-framed glasses.
Twenty-seven years ago, when he acquired a Ph.D. in zoology, wildlife tracking methods were still in their early days.
Common techniques involved marking individual animals in some way and then seeing if they could be caught again,
some distance away.
Wikelski' s first attempt to resolve the technical impasse unfolded in 2001 on Barro Colorado Island, a six-squaremile
dripping jungle oasis in the middle of Gatun Lake in Panama, where he worked as a postdoctoral researcher for the
Smithsonian Tropical Research Institute.
The mammalogist Roland Kays, who would become a frequent collaborator, had been tracking nocturnal
raccoonlike creatures called kinkajous nearby.
To do it, he lured them into arboreal traps with bits of banana, then outfitted them with collars that emitted radio
signals, which the thick vegetation readily absorbed. Then he spent his nights "trucking around the rainforest,
chasing my kinkajous with my antenna," Kays recalls, "and thinking there must be some better way to do this.
" The solution, Kays and Wikelski figured, was height. They devised a way to hoist receivers atop seven 130-foot
towers dotted across the island.
From their perch above the canopy, the receivers would be able to capture signals from tagged animals and
automatically stream the data to a computer at the island' s lab. They' d be able to track a range of species,
simultaneously, across the entire island.
With a more comprehensive view of the animals' movements, they' d be able to answer questions about basic
ecological functions, like how the movement of orchid bees and the ocelots' predation of rodents influenced the
dispersal of seeds from trees and rare tropical plants.
But addressing such grand questions required that the scientists' subjects remain attached to their tags and within
range of the island' s receivers. They didn' t.
It started to dawn on Wikelski that "all our preconceptions about this little universe are wrong," he told me. "Little
bees fly off and on, so do toucans - pretty much everything that people said could not move around between places
did.
" One evening, he and Kays were relaxing over cold drinks while overlooking the Panama Canal. They were joined by
a retired radio engineer named George Swenson, who was among the first radio astronomers to track the Sputnik
satellite that the Soviet Union secretly launched in 1957, by picking up the radio signal the satellite emitted. He went
on to design and help build elaborate systems for scanning the heavens, including the National Radio Astronomy
Observatory' s array of more than two dozen radio telescopes in New Mexico that detect black holes.

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Wednesday 10 February 2021

The New York Times International Edition


Ecology

The engineer was not impressed with the ecologists' 130-foot-high towers, Wikelski recalls. "You ecologists,"
Swenson said, "you' re stupid. You have this big topic you could address, but you' re thinking too small.
" To answer the big questions in ecology, Swenson suggested, ecologists had to track all the swimming, flying and
prowling creatures of the planet, everywhere, simultaneously. Hoisting receivers 130 feet in the air was not nearly
high enough. The receiver had to be hundreds of miles away - in space.
Wikelski became "almost fanatical" about the idea, one of his colleagues at the Max Planck Society told a reporter
for the scientific journal Nature in 2018.
He spent months arranging a meeting at NASA to propose it. Their rejection did not deter him. He sought out new
funding, new partners, new collaborators.
Over the decades that Wikelski struggled to start ICARUS, technical advances in wildlife-tracking technology buoyed
a newly emergent field of movement ecology, rattling norms about animal migration and helping to make the case
for his project.
The size and price of commercial GPS devices that could accurately pinpoint geographic locations plummeted.
Wildlife telemetry entered what commentators called a "golden age," moving from the margins of ecological
research toward the center. New, interdisciplinary research centers dedicated to the study of animal movement
sprang up, including the Minerva Center for Movement Ecology, which opened at the Hebrew University of
Jerusalem in Israel in 2012, joining already-established research groups at the Smithsonian Migratory Bird Center and
the Max Planck Institute for Ornithology, a part of which became the Max Planck Institute of Animal Behavior in
2019.
The new wildlife-tracking tags could not capture the totality of animal movements around the planet as Wikelski
hoped ICARUS might. But they did allow scientists to expose how deeply the scale, complexity and meaning of
animal movements had been misunderstood.
In every wildlife-tracking project they took on, says the ecologist Ran Nathan, who directs the Minerva Center, the
tags allowed scientists to make discoveries "quite in contrast to the simple explanations we had so far.
" In a 2009 GPS tracking study, Wikelski discovered that oilbirds spent so much of their time dropping seeds onto the
forest floor that they were "perhaps the most imhopes portant long-distance seed-disperser in Neotropical forests.
" Gazelles in Mongolia, a GPS study revealed, could not be responsible for outbreaks of foot-and-mouth disease in
livestock: The disease moved five times as fast as the gazelles.
Tracking studies began to endow animal movements with rich new meaning, revealing unexpected links between
the movement of disconnected, far-flung species and obscure environmental phenomena.

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Wednesday 10 February 2021

The New York Times International Edition


Ecology

Scientists obtained tantalizing evidence of mysterious animal perceptions, including some that exceeded that of
human technology. An unpublished tracking study led by Wikelski in 2011 uncovered correlations between the
skittering of goats and sheep up and down the slopes of Mount Etna in Sicily and the intensity of volcanic eruptions.
In another unpublished tracking study, Wikelski found that the remote desert locations to which storks migrated from
thousands of miles away were the same ones where desert locusts emerged, obscure sites that have largely eluded
human detection since biblical times.
In a study of caribou herds dispersed over thousands of kilometers, the earth scientist Natalie Boelman and her team
discovered a correlation that "nobody knew about," Boelman says, between the timing of spring migrations and
large-scale ocean-driven climate patterns.
The revolution in wildlife tracking offered a glimpse into the world that ICARUS seeks to reveal. It' s one in which
movements once deemed episodic are continuous, in which those regarded as rare are common, in which others
dismissed as ineffectual are ecologically fundamental.
After nearly two decades, scores of international collaborations and tens of millions of dollars in funding, Wikelski
finally catapulted the ICARUS wildlifetracking receiver into space. It was built by DLR, the German space agency, and
attached to the exterior of the International Space Station by Russian astronauts in 2018.
It now orbits the earth, streaming geographic, environmental and health data collected from tagged animals across
the planet to a ground station in Moscow, and from there to an opensource database called Movebank, which
Wikelski and Kays first developed to track ocelots and orchid bees on Barro Colorado Island.
This fall, after refining the manufacture of the tags and the ICARUS software, Wikelski and his colleagues began
attaching the tags to wild creatures.
Larger tags have been affixed to rhinos, giraffes, zebras, wild dogs, hyenas and Saiga antelopes; smaller tags to
blackbirds.
Hundreds of research groups have been lined up to use the tags on their swimming, crawling and flying subjects -
tags whose size Wikelski will drop to just a single gram by 2025, allowing researchers to track small bats and even
large insects like dragonflies, butterflies and desert locusts.
Some of the most urgent questions ICARUS will answer will revolve around why animals die.
Take the yellow-billed cuckoo, for example. The cuckoo' s numbers have been shrinking in recent years, but
conservation scientists are unsure why.
Ornithologists knew they headed to South America in the winter, but just where in the continent remained obscure.
An as-yet unpublished tracking study by Marra and Calandra Stanley, a Georgetown ornithologist, revealed that the
cuckoos congregated in the Gran Chaco, one of the largest and most biodiverse forests in South

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Wednesday 10 February 2021

The New York Times International Edition


Ecology

America.
This - as much as or even more than the degradation of riparian areas that some scientist blamed - may explain the
cuckoos' decline: The Gran Chaco is being rapidly denuded by the expansion of agribusiness.
Global wildlife tracking could provide similarly revelatory detail on other declining species, one million of which
currently face extinction, according to an assessment by the Intergovernmental Science-Policy Platform on
Biodiversity and Ecosystem Services.
In the past, scientists acquired such insights by accompanying animals into their wild places, with all the terror and
tedium that entails. With ICARUS they will do so by watching blips on a screen and crunching satellite data.
But that physical alienation from the living, breathing ferocity of wild creatures, Wikelski says, belies the deeper
connection that wildlife tracking allows.
Through the pulses of data streaming from the tags to the ICARUS computers, the wild animals tell us "what they
feel, what they see," he says. "It' s the closest you can really - not talk to, but at least let the animal talk to you." What
we hear could draw them closer to us, before they slip away.
See page 12.

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