Sei sulla pagina 1di 19

Etruscan Studies

Journal of the Etruscan Foundation

Volume 9 Article 13

1-1-2002

Scoperte ed Iniziative in Etruria Meridionale


Anna Maria Moretti Sgubini

Follow this and additional works at: http://scholarworks.umass.edu/etruscan_studies

Recommended Citation
Moretti Sgubini, Anna Maria (2002) "Scoperte ed Iniziative in Etruria Meridionale," Etruscan Studies: Vol. 9, Article 13.
Available at: http://scholarworks.umass.edu/etruscan_studies/vol9/iss1/13

This Article is brought to you for free and open access by ScholarWorks@UMass Amherst. It has been accepted for inclusion in Etruscan Studies by an
authorized administrator of ScholarWorks@UMass Amherst. For more information, please contact scholarworks@library.umass.edu.
Scoperte ed Iniziative
in Etruria Meridionale

by A nn a M a r i a M or e t t i S g u bini

al 1995 la Soprintendenza per i Beni Archeologici per l’Etruria Meridionale

D (fig. 1) ha avviato un serrato programma di iniziative finalizzate ad una più


ampia conoscenza e valorizzazione delle memorie della cultura etrusca, pro-
gramma che si è articolato su due diverse linee di sviluppo, rispettivamente incentrate sul
territorio e sulle collezioni museali a questo collegate.
Le strategie adottate sono state frutto di scelte meditate, che si sono dovute con-
frontare con risorse umane e finanziarie del tutto inadeguate alle problematiche da
affrontare.
Dovendo presentare, sia pure in forma sintetica, i risultati delle attività poste in
essere, cominceremo dal territorio, precisando sin d’ora come gli interventi effettuati non
sempre siano frutto di iniziative programmate, ma talora siano ricollegabili anche ad esi-
genze di tutela dovute alla realizzazione di opere pubbliche o private, o più di frequente
messe a punto per contenere i guasti irreparabili che l’incessante attività clandestina con-
tinua a provocare al nostro territorio.
La più forte esigenza che nel 1995
si avvertiva a livello di territorio era quella
legata alla conoscenza dei grandi siti quali
Veio, Caere, Tarquinia e Vulci, siti che si
propongono quali campi di ricerca tanto
ricchi quanto stimolanti, ma la cui com-
plessità e vastità richiedevano un’organiz-
zazione diversa da quella tradizionale,
imponendo una linea di azione per la cui
realizzazione si è ricercato l’aiuto di stu-
diosi e colleghi universitari. Ciò anche in
considerazione di un altro non trascurabile figure 1 – Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia.

– 133 –
–––––––––––––––––––––– S c o p e r t e e d I n i z i a t i v e i n E t r u r i a M e r i d i o n a l e ––––––––––––––––––––––

fattore, quello legato al riordinamento e allo studio dei materiali provenienti dai vecchi
scavi che, conservati nei depositi, costituiscono uno straordinario campo di indagine ove
sottoposti ad analisi puntuali. Una prima sintesi di questo lavoro sono state le mostre
organizzate a Villa Poniatowski e a Tarquinia, come pure le tematiche relative allo svilup-
po dei centri sono state affrontate nel Convegno organizzato nel 2001 dall’Istituto
Nazionale di Studi Etruschi.
In tal senso è stato messo a punto il “Progetto Veio” che, promosso d’intesa con
docenti e ricercatori della Cattedra di Etruscologia e Antichità italiche, della seconda
Cattedra di Archeologia e Storia dell’Arte greca e romana, della seconda Cattedra di
Topografia di Roma e dell’Italia antica dell’Università degli Studi La Sapienza, operanti
sul terreno d’intesa e in collaborazione con la Soprintendenza, ha determinato la con-
temporanea apertura di distinti punti di scavo che hanno interessato altrettanti settori
strategici per la conoscenza dell’insediamento. Si è anzitutto operato nell’area del
Santuario del Portonaccio, stante anche l’esigenza da parte
del gruppo di etruscologi impegnati nel Progetto Veio e
diretti da Giovanni Colonna di procedere a puntuali veri-
fiche di alcuni settori già interessati dagli scavi compiuti
nel primo cinquantennio del Novecento, verifiche peral-
tro indispensabili sia per poter giungere all’edizione scien-
tifica di alcuni di quegli stessi scavi1 sia per la puntualiz-
zazione delle più generali problematiche afferenti la
ricostruzione del complesso monumentale (fig. 2-3) nelle
sue diverse fasi e articolazioni, in linea con gli studi che
questo gruppo di archeologi porta avanti ormai da anni
nell’area.2
Un secondo punto d’intervento ha interessato Piazza
d’Armi, ove gli scavi condotti da Gilda Bartoloni e Francesca
Boitani hanno reso possibile acquisire una più puntuale
figure 2 – Veio, santuario del conoscenza delle vicende edilizie che interessarono questo set-
Portonaccio, gruppo votivo di tore dell’abitato: si sono così da un lato meglio definite le fasi,
Ercole e Minerva (fine VI sec. a.C.). la funzione e le caratteristiche tecniche del c.d. oikos (fig. 4),
scavato negli anni trenta del Novecento da Enrico Stefani,
e successivamente si è avviata l’esplorazione di
nuovi nuclei abitativi dell’insediamento arcaico
che appaiono caratterizzati da un impianto di
tipo regolare.3
Non meno importanti i risultati
acquisiti a Piano di Comunità,4 sotto la
direzione di Giovanni Colonna, che hanno
offerto tra l’altro una preziosa testimonian-
za del carattere dell’insediamento veiente
figure 3 – Veio, santuario del Portonaccio,
ricostruzione del sistema angolare della fronte del
alla fine del VII-inizio VI sec. a.C. e a
tempio (secondo quarto del V sec. a.C.) Macchia Grande , ove le ricerche dirette da

– 134 –
––––––––––––––––––––––––––––––––––––– A n n a M a r i a M o r e t t i S g u b i n i –––––––––––––––––––––––––––––––––––––

figure 4 – Veio, Piazza d'Armi. Veduta aerea del- figure 5 – Veio, Macchia Grande. Veduta aerea
l'area di scavo. dell'area di scavo.

Andrea Carandini hanno interessato un


quartiere di età arcaica e un settore del foro
di età romana (fig. 5) a quello contiguo.
Nuovi dati provengono anche da
Campetti,6 area che ora sappiamo interessa-
ta da una frequentazione che si protrae inin-
terrotta dal IX alla metà del V sec. a.C. Sono
stati infatti intercettati resti di capanne della
prima età del Ferro e strutture di età arcaica figure 6a – Veio, necropoli di Casale del Fosso.
alle quali si sovrappose, secoli più tardi, il Tomba 1036 prima dello scavo in laboratorio.
grandioso impianto che, realizzato in età
tardo repubblicana, manifesta modifiche e
ampliamenti di età imperiale romana.
I risultati delle ricerche siste-
matiche condotte nell’area della città storica
hanno trovato ulteriore integrazione grazie
alla scoperta, a seguito di un intervento di
tutela, di un insediamento del Bronzo finale
che, localizzato sulla balza sottostante il
suggestivo Castello di Isola Farnese,7 con- figure 6b – Veio, necropoli di Casale del Fosso.
corre a delineare le dinamiche relative al Tomba 1036: il corredo (750-730 ca. a.C.).
popolamento del territorio nella fase che
precede la formazione della città.
Non meno significativi sono i dati relativi alle necropoli8 per lo più frutto delle
ricerche condotte nei depositi, fra le quali basterà citare gli straordinari risultati acquisiti
a seguito dello scavo, condotto in laboratorio, della celebre Tomba 1036 di Casale del
Fosso (fig. 6) che, databile tra il 750 e il 730 a.C., si conferma fra le più importanti tombe
di guerriero finora note in Italia. Lo scavo, effettuato a oltre cento anni dal ritrovamento,
non ha solo confermato la ricchezza del corredo, ma ha reso anche possibile attribuire i
ricchi e talora unici materiali che lo compongono ad un insigne personaggio che a buon
diritto può essere considerato un vero e proprio re di Veio: sepolto con sfarzo inusitato
questi annovera, tra le insegne del suo rango, una mazza, uno scudo bilobato e un disco-

– 135 –
–––––––––––––––––––––– S c o p e r t e e d I n i z i a t i v e i n E t r u r i a M e r i d i o n a l e ––––––––––––––––––––––

corazza che evocano il costume dei Salii


romani quale è noto dalle fonti letterarie,
come lucidamente prospettato da Giovanni
Colonna sin dal 1992.9
Di non minor rilievo i risultati
acquisiti a Caere in loc. S. Antonio dal
gruppo di lavoro che ha visto associato alla
Soprintendenza l’Istituto per l’Archeologia
figure 7 – Cerveteri, santuario in loc. S. Antonio.
etrusco-italica del CNR diretto dapprima
Veduta aerea. da Mauro Cristofani e successivamente da
Adriano Maggiani coadiuvati da altri stu-
diosi di università italiane e straniere. Gli
scavi che, dopo sette anni, si avviano ormai
a conclusione, hanno consentito di
riportare in luce due imponenti templi di
tipo tuscanico che, allineati e orientati verso
sud-ovest, risultano prospicienti una vasta
terrazza pianeggiante delimitata a sud dalla
via cava che penetrava nell’area urbana
figure 8 – Cerveteri, kylix attica a figure rosse di risalendo dalla Valle della Mola (fig. 7).10
Euphronios vasaio, dipinta da Onesimos (fine VI Come testimoniano i ricchi ritrovamenti
- decenni iniziale del V sec. a.C.).
effettuati nel corso dello scavo, che ha fra
l’altro messo in luce un complesso sistema
di ambienti sotterranei, forse cisterne, le
strutture monumentali, in uso tra l’età
tardo-arcaica e la piena età romana, ven-
gono fatte oggetto di una radicale ristrut-
turazione alla fine del IV sec. a.C. L’area
peraltro appare occupata anche in epoca
precedente l’impianto santuariale tardo-
arcaico, risultando frequentata quasi senza
soluzione di continuità dall’età protostori-
ca. Tra le scoperte di maggiore spicco si
ricorda in particolare quella di un bothros
che ha restituito molte decine di frammenti
relativi a donari databili tra la fine del VI
sec. a.C. e l’inizio dell’età ellenistica. In par-
ticolare lo studio di tali materiali ha rivelato
un ruolo preminente di Ercole nell’ambito
del santuario, di cui, forse con Menerva, fu
titolare di uno dei culti principali. Ad
figure 9 – Tarquinia, santuario dell'Ara della Hercle riconduce anche la dedica incisa
Regina. Angolo sud-est del complesso monumentale. sulla grande kylix a figure rosse plasmata da

– 136 –
––––––––––––––––––––––––––––––––––––– A n n a M a r i a M o r e t t i S g u b i n i –––––––––––––––––––––––––––––––––––––

Euphronios e dipinta da Onesimos (fig. 8),


restituita nel 1999 allo Stato italiano dal
Getty Museum di Malibu dopo che ne era
stata inconfutabilmente dimostrata la perti-
nenza al santuario ceretano.11
Altre novità si registrano a seguito
di scavi condotti nelle vastissime necropoli
ceretane. Fra gli altri si ricorda in particolare
un intervento di tutela che, condotto nel- figure 10a – Tarquinia, Villa Bruschi Falgari:
l’area del Laghetto,12 ha restituito testimo- veduta della necropoli della prima età del ferro.
nianze fondamentali per la conoscenza della
prima età del Ferro di Cerveteri. Risulta così
ora documentata anche per Caere la stessa
precoce apertura ai commerci ed ai contatti
con i grandi centri del Mediterraneo che
caratterizza le altre grandi metropoli
costiere dell’Etruria meridionale e si
chiariscono al contempo quelle che furono
le premesse alla sua sfolgorante fioritura di
età orientalizzante. figure 10b – Tarquinia, Villa Bruschi Falgari:
Ricche di risultati anche le ricerche tomba 73, ad incinerazione, entro custodia di tufo.
condotte a Tarquinia, ove l’Istituto di
Etruscologia dell’Università di Milano diretto da Maria Bonghi Jovino ha proseguito le
proficue indagini che, già avviate da anni,13 ci restituiscono un quadro dell’insediamento di
straordinaria valenza: come puntualmente reso noto agli studiosi attraverso la ricca bibli-
ografia resa tempestivamente disponibile,14 l’area esplorata (fig. 9) appare interessata da
un’occupazione che, senza soluzione di continuità, si estende dal momento conclusivo del
Bronzo finale all’alto Medioevo. Nuove acquisizioni giungono inoltre dalla celebre Ara
della Regina,15 ove indagini sistematiche condotte in collaborazione con la Soprintendenza
hanno portato alla scoperta di ulteriori dati relativi all’impianto di età arcaica del santuario,
interessato da un radicale rinnovamento nella seconda metà del IV sec. a.C.
Alle scoperte in area urbana, fra le quali si ricordano ancora i nuovi dati acquisi-
ti a proposito della cinta muraria16 si affianca un eccezionale ritrovamento effettuato nel-
l’ambito delle necropoli ove nel 1998, a Villa Bruschi, è ritornato in luce un sepolcreto vil-
lanoviano (fig. 10) pressoché intatto, forse ricollegabile alla comunità che occupa in ques-
ta fase la collina dei Monterozzi. Nel corso delle prime tre campagne di scavo sono state
esplorate 115 tombe a incinerazione in pozzetti con risega o in custodia litica e 8 tombe
a inumazione in fossa semplice o foderata e chiusa da lastre. Il rigore scientifico che ha
guidato la ricerca ci ha restituito una ricchissima messe di testimonianze utili ad una più
approfondita conoscenza degli usi e dei rituali funerari della prima Tarquinia, già in parte
poste a disposizione degli studiosi grazie ad una serie di resoconti preliminari che danno
concreta conferma dell’importanza del sepolcreto.17
Integrano il panorama delle ricerche in atto a Tarquinia i risultati delle indagini

– 137 –
–––––––––––––––––––––– S c o p e r t e e d I n i z i a t i v e i n E t r u r i a M e r i d i o n a l e ––––––––––––––––––––––

figure 11 – Gravisca, resti di officina metallurgi-


ca presso il sacello di Afrodite.

figure 12a – Vulci, Porta Ovest. figure 13 – Vulci, Area I: tratto delle mura urbane.

condotte a Gravisca dall’Università di


Perugia in collaborazione con la
Soprintendenza, particolarmente proficue
sia per quanto riguarda le problematiche
legate al culto ed alle pratiche devozionali,
sia per quanto attiene alle attività produttive
che ruotano attorno al santuario sorto in
prossimità dello scalo commerciale e che
figure 12b – Vulci, Porta Ovest: planimetria. ora meglio si colgono grazie al ritrovamen-
to di officine metallurgiche (fig. 11) attive
tra l’Orientalizzante recente e l’età arcaica.18
Obiettivo di un articolato ed organico progetto di interventi è anche Vulci, sede di
un Parco Archeologico e Ambientale. L’iniziativa, portata avanti attraverso nuovi modelli di
gestione del territorio che vedono impegnato, con gli Enti locali, lo Stato, attraverso la
Soprintendenza Archeologica per l’Etruria Meridionale, ha determinato la realizzazione di
numerosi interventi di valorizzazione che consentono non solo di apprezzare le straordina-
rie risorse naturalistiche di questo angolo ancora intatto della Maremma, ma soprattutto
hanno reso possibile acquisire una maggiore conoscenza di un sito storicamente penalizzato
dalle vicende che hanno caratterizzato nell’Ottocento e nella prima metà del Novecento la
ricerca archeologica. Gli interventi effettuati in questi ultimi anni sono stati finalizzati da un
lato al recupero e al restauro delle emergenze monumentali note,19 da un altro alla verifica dei
dati relativi all’insediamento, realizzata attraverso l’analisi della cartografia “storica” e medi-

– 138 –
––––––––––––––––––––––––––––––––––––– A n n a M a r i a M o r e t t i S g u b i n i –––––––––––––––––––––––––––––––––––––

ante un programma di survey combinati con un’attenta rilettura delle tracce di foto aeree di
varia epoca;20 sono stati altresì realizzati mirati e circoscritti interventi di scavo21 nell’area
urbana, che oggi sappiamo estendersi anche oltre i limiti del pianoro de La Città, ricompren-
dendo anche la zona della Pozzatella.22 Si è in particolare acquisita una più puntuale conoscen-
za dello sviluppo e dell’assetto dell’impianto urbano di epoca ellenistico-romana, che risulta
fortemente condizionato dalle caratteristiche dell’insediamento etrusco; analogamente nuovi
dati sono relativi all’imponente cinta urbana23 che, risultando continua, appare realizzata alla
fine del IV sec. a.C. e risulta interessata da consistenti interventi di rifacimento databili agli
inizi del III sec. a.C. Sono infatti compiutamente noti, oltre ad ampi tratti di mura come quel-
li che cingono sul versante occidentale il pianoro de La Città, le porte Nord e Ovest, quest’ul-
tima protetta da una poderosa struttura24 (fig. 12) che, in fase con il rifacimento della porta
degli inizi del III secolo, dovette essere come quella realizzata per fronteggiare l’aggressione
romana. Altri consistenti dati ha restituito lo scavo della c.d. Area I (fig. 13),25 ubicata sulle
pendici nord-orientali del pianoro urbano, ove è stato individuato ed esplorato un esteso
“deposito” di materiali votivi che, rinvenuti in giacitura secondaria, sembrano ricollegabili ad
un impianto santuariale localizzabile a sud-est dell’acropoli. Altri elementi utili a chiarire l’or-
ganizzazione del territorio in funzione dello sviluppo dell’economia del centro antico sono
stati acquisiti nella fa-scia suburbana sotto Porta Est: nella pianura di fondovalle, a poca di-
stanza dalla sponda destra del Fiora, sono stati riportati in luce resti di edifici a carattere fun-

figure 14a – Vulci, necropoli dell'Osteria, Tomba del figure 14b – Vulci, necropoli dell'Osteria, Tomba
Kottabos. Hydria attica a figure nere avvicinabile dei Vasi del Pittore di Micali. Hydria etrusca a
allo stile del Pittore di Priamo. Intorno al 510 a.C. figure nere del Pittore di Micali. Fine VI sec. a.C.

– 139 –
–––––––––––––––––––––– S c o p e r t e e d I n i z i a t i v e i n E t r u r i a M e r i d i o n a l e ––––––––––––––––––––––

zionale, il più antico dei quali risalente ad età


arcaica, che sembrano documentare la presen-
za in quest’area di strutture a carattere com-
merciale forse legate ad uno scalo fluviale.26
Nuovi ritrovamenti si registrano
anche nell’area delle necropoli: si tratta sia
di “scavi” effettuati nei depositi27 (fig. 14),
sia di interventi sul territorio: fra gli altri si
figure 15 – Montefiascone, santuario di Piana del ricordano qui i risultati di uno scavo che,
Lago. Veduta d'insieme. condotto nel 1998 nel settore centrale
dell’Osteria, ha consentito di indagare due
distinti settori del sepolcreto.28 Numerose sono state le tombe
riportate in luce, sia di età tardo arcaica, sia di epoca ellenistica
alcune delle quali, rinvenute intatte, hanno restituito, oltre a
preziosi materiali d’importazione e di produzione locale, anche
elementi utili ad una più approfondita conoscenza degli usi e
dei rituali funerari.29
Altre importanti ricerche concorrono a restituirci un
quadro più articolato del territorio dell’Etruria Meridionale. Mi
limito qui a ricordare, a titolo di esempio, le indagini in atto nel
santuario di Piana del Lago (fig. 15),30 in comune di Montefiascone,
sorto a ridosso della via di collegamento tra Vulci e Orvieto, come
pure quelle ormai pluriennali del tempio di Monte Li Santi31
presso Narce. Rinnovata attenzione è stata ri-volta a Lucus
Feroniae e alla contigua villa dei Volusii, interessata da un grande
progetto di restauro archeologico-ambientale in corso di realiz-
zazione in collaborazione fra la Soprintendenza e Autostrade
per l’Italia che ha avuto avvio attraverso una mostra che, svoltasi
nel 1998 a Roma,32 ha trovato nello stesso anno una seconda, più
figure 16 – Lucus Feroniae ampia edizione a Torino.33 Sono state altresì riprese sin dal 1999
(Capena, RM). Bronzetto le indagini nell’area del santuario dedicato a Feronia (fig. 16) con
di augure dal santuario di
risultati che sin d’ora confermano la grande importanza di
Feronia (fine VI sec. a.C.)
questo luogo di culto ricordato dalle fonti
che sottolineano anche la sua connotazione
emporica.34
Alle iniziative poste in essere sul
territorio ha corrisposto un forte impulso
per lo sviluppo e il potenziamento del si-
stema museale dell’Etruria meridionale che,
incentrato nel Museo Nazionale Etrusco di
Villa Giulia a Roma, si articola attraverso
altri nove istituti, integrandosi peraltro con
figure 17 – Polo Museale Etrusco di Roma: Villa
Giulia in fondo e Villa Poniatowski in primo piano. numerosi Antiquaria comunali dislocati nei

– 140 –
––––––––––––––––––––––––––––––––––––– A n n a M a r i a M o r e t t i S g u b i n i –––––––––––––––––––––––––––––––––––––

più importanti siti del territorio.


Rispetto alla Villa Giulia di un
tempo, quello che oggi si propone al pub-
blico è un Museo rinnovato per oltre il 50%
dei suoi allestimenti e che ora, unito alla
contigua Villa Poniatowski, si avvia a costi-
tuire un Polo espositivo di primo piano
qualificandosi per la sua specificità a livello
internazionale (fig. 17).35 figure 18 – Museo Nazionale Etrusco di Villa
Il progetto scientifico per l’amplia- Giulia, Sala dei Sette Colli: gli ori Castellani.
mento e il rinnovamento delle esposizioni,
messo a punto nel 1996 con la collabo-
razione di Francesca Boitani, ha trovato
approvazione e cospicui finanziamenti a
partire dal 1997. Sono state così progressi-
vamente riordinate e riaperte al pubblico
nel 1997 le antichità di Pyrgi,36 nel 1998 le
raccolte dell’agro falisco e capenate,37 nel
1999 le grandi Collezioni storiche del
figure 19 – Vulci, area della Cuccumella. Hydria
Museo, fra le quali un cenno particolare
di bronzo dalla tomba a buca 3/1989.
richiede quella Castellani (fig. 18) che, co-
stituita da oltre seimila oggetti, si articola in
distinte sezioni relative alle ceramiche, ai bronzi, alle terrecotte, ai materiali in osso e,
soprattutto ai celebri ori antichi e mo-derni.38 E’ stato altresì riordinato il ricco
Antiquarium nell’ambito del quale uno spazio specifico è stato riservato ai materiali già
nel Museo Kircheriano che ha così riguadagnato, malgrado le mutilazioni subite nel
tempo, la sua originaria identità di selezionata raccolta di antichità. Anche le sezioni
topografiche sono state riproposte al pubblico rinnovate e arricchite con contesti in
precedenza non esposti e con il supporto di nuovi apparati didattico illustrativi bilingui.
Grazie ad un più razionale uso degli spazi si sono inoltre potute realizzare tre nuove
sezioni espositive, rispettivamente dedicate alla epigrafia etrusca, alla storia antiquaria del
museo e alla cinquecentesca villa di Papa Giulio III che ospita il Museo, anch’essa fatta
oggetto di un restauro filologico che l’ha restituita allo splendore originario, dotandola al
contempo di impianti e servizi adeguati alle esigenze del pubblico.39
Attualmente sono stati avviati, grazie a nuovi finanziamenti, i lavori per il rin-
novamento e l’adeguamento degli spazi che attualmente ospitano le sezioni topografiche
e che interesseranno entro il 2006 le testimonianze di Vulci (fig. 19) e di Tarquinia -cen-
tro che in precedenza escluso dal percorso museale troverà ora rappresentazione attra-
verso la celebre Tomba del Letto Funebre- e, successivamente, quelle degli altri grandi
due siti, Caere e Veio. Gli interventi eseguiti, come quelli in corso di realizzazione, sono
stati preceduti da un intenso lavoro di studio, catalogazione e restauro dei materiali. Dei
risultati così conseguiti, e sempre sulla base delle linee perseguite per la realizzazione del
Polo Museale Etrusco di Roma, si è ritenuto opportuno proporre al pubblico e agli stu-

– 141 –
–––––––––––––––––––––– S c o p e r t e e d I n i z i a t i v e i n E t r u r i a M e r i d i o n a l e ––––––––––––––––––––––

diosi un primo bilancio. In tale prospettiva,


d’intesa con l’Istituto Nazionale di Studi
Etruschi e Italici è stata realizzato nel 2001 un
convegno dedicato ai grandi siti dell’Etruria
meridionale costiera40 e in tale occasione è
stata aperta al pubblico, negli spazi delle
Concerie Riganti contigui alla Villa
Poniatowski, una mostra relativa alle scoperte
e ai restauri condotti in questi ultimi anni a
Vulci, a Caere e a Veio.41 Da segnalare in
particolare l’importanza delle testimonianze
re-lative a questo ultimo centro che, confinate
figure 20 – Tarquinia, Museo Archeologico nei depositi da oltre cinquanta anni, torneran-
Nazionale. L'esposizione dei sarcofagi.
no entro il prossimo quadriennio ad essere
esposte negli spazi, ora finalmente reperiti,
dell’ala destra del Museo, contigui a quelli
degli altri grandi siti dell’Etruria meri-
dionale.42 Le preziose sale della Villa
Poniatowski, che verranno aperte al pubblico
tra il 2006 e il 2007, accoglieranno invece le
storiche raccolte del Latium Vetus, con le
straordinarie testimonianze provenienti da
Palestrina, e i materiali dai centri dell’Umbria.
figure 21 – Viterbo, Rocca Albornoz. Le statue di Altre novità propone ora anche il
Ferento. Museo Nazionale di Tarquinia (fig. 20), ospi-
tato nella prestigiosa sede del Palazzo
Vitelleschi, ove in occasione del già ricordato Convegno di Studi Etruschi del 2001 è stato
aperto al pubblico il Salone delle Armi,43 che accoglie i materiali provenienti dagli scavi, vec-
chi e nuovi, condotti sulla Civita e nell’ambito dei quali è stato finalmente ricontestualizzato
il celebre altorilievo con i cavalli alati. Uno spazio è stato inoltre riservato anche a Gravisca,
mentre è in programma l’apertura di una nuova sezione dedicata sempre al territorio, ma con
specifico riferimento alle testimonianze della sfarzosa villa imperiale di Cazzanello. Al piano
terreno del Museo nel 2004 è stata inaugurata una sezione dedicata alle sculture arcaiche
tarquiniesi che vede raccolti, oltre ad una selezione dei caratteristici lastroni a scala, alcune
delle più note testimonianze di quella produzione.
Anche il Museo di Tuscania propone nuove sezioni espositive: le sale del braccio
occidentale del primo piano del cinquecentesco convento di S. Maria del Riposo sono
state destinate infatti ai materiali della cultura orientalizzante ed arcaica dell’antico centro
ed ospitano in particolare le testimonianze delle complesse esperienze dell’architettura
funeraria restituiteci dalle necropoli rupestri della Peschiera e di Pian di Mola.44
Tra il 1997 e il 2004, è stato completato il Museo comprensoriale dell’Etruria
interna che ha sede nella Rocca Albornoz di Viterbo. Nel 1997 sono state allestite al
primo piano due sezioni, la prima dedicata ai risultati degli scavi condotti dalla Scuola

– 142 –
––––––––––––––––––––––––––––––––––––– A n n a M a r i a M o r e t t i S g u b i n i –––––––––––––––––––––––––––––––––––––

Francese di Roma nel centro di Musarna, la seconda riservata al ciclo delle statue provenien-
ti dal teatro di Ferento, riproposte con una scenografica soluzione espositiva ispirata al
complesso monumentale (fig. 21).45 Ferento inoltre ha trovato ulteriore documentazione
anche grazie ad una mostra temporanea di recente realizzazione che ha offerto un bilancio
significativo delle ricerche sistematiche condotte dall’Università di Viterbo nel sito.46 Nel
2005 sarà completato il percorso espositivo47 che prevede nei saloni del secondo piano la
presentazione di materiali provenienti dai maggiori centri dell’Etruria interna quali Blera,
Barbarano, S. Giuliano, Norchia, Bisenzio, ecc., mentre uno spazio particolare è stato riser-
vato alla celebre tomba della Biga di Castro, riproposta al pubblico insieme ai materiali
dell’originario contesto.48 Per il 2006 infine è in programma un ulteriore intervento che, in
collaborazione con la Scuola Svedese di Studi Classici di Roma, permetterà di rinnovare
almeno in parte, adeguandola all’attuale stato delle ricerche, l’esposizione delle testimoni-
anze relative ai siti di San Giovenale e di Acquarossa risalente al 1986.
Infine il Museo di Lucus Feroniae, ove è stata allestita una prima sezione dedica-
ta al territorio mentre con un’esposizione provvisoria è stato proposto al pubblico il
pregevole ciclo statuario della prima età imperiale proveniente dall’Augusteo contiguo
alla basilica che domina il foro della colonia di età romana.49
Anche a Pyrgi fervono i lavori per il restauro della c.d. Manica Lunga del
Castello di S. Severa, che ospiterà, in spazi finalmente adeguati, i materiali rinvenuti in
oltre cinquant’anni di scavo nell’area sacra contigua allo scalo portuale ovviando così
all’angusta soluzione che al momento vede costrette tante insigni testimonianze nei pic-
coli locali dell’Antiquarium presso l’area archeologica.
Collaterali a tali iniziative sono state, infine, altre minori, per lo più a carattere
temporaneo, tra le quali si ricordano le già citate mostre dedicate nel 1998 e nel 1999 alla
Villa dei Volusii Saturnini50 presso Lucus Feroniae, quella relativa alla notissima coppa di
Euphronios51 restituita dal Getty Museum di Malibu nel 1999 al Museo di Villa Giulia, e
infine due manifestazioni espositive svoltesi a Montalto di Castro, la prima del 1997 de-
dicata al Mitreo52 rinvenuto a Vulci presso la domus del Criptoportico, la seconda, del
2002, avente per tema le scoperte e le riscoperte nel territorio di Vulci.53 Questa ultima è
stata anche occasione per puntualizzare un altro meno noto aspetto dell’intensa attività
svolta in questi anni dalla Soprintendenza nell’ambito dei depositi dei musei periferici,
con risultati altrimenti apprezzabili attraverso pubblicazioni scientifiche o anche attra-
verso l’impegnativo, consistente incremento del catalogo e dei registri inventariali dei
materiali.

– 143 –
–––––––––––––––––––––– S c o p e r t e e d I n i z i a t i v e i n E t r u r i a M e r i d i o n a l e ––––––––––––––––––––––

NOTES

1. G. COLONNA (a cura di), Il santuario di Portonaccio a Veio, 1. Gli scavi di


Massimo Pallottino nella zona dell’altare, 1939 - 1940, in Monumenti antichi dei
Lincei. Serie miscellanea,VI, 3, Roma 2002.
2. G. COLONNA et alii, in A.M. MORETTI SGUBINI (a cura di), Veio, Cerveteri,
Vulci. Città d’Etruria a confronto, catalogo della mostra (Roma, 1 ottobre - 30
dicembre 2001), Roma 2001, pp. 37-88, con ampia bibliografia.
3. G. BARTOLONI, F. BOITANI, Prospezioni geofisiche integrate nell’area di Veio,
Piazza d’Armi, in StEtr 62 (1996), pp. 321-336; G. BARTOLONI et alii, Piazza
d’Armi, in A.M. MORETTI SGUBINI (a cura di), Veio, Cerveteri, Vulci. Città
d’Etruria a confronto, catalogo della mostra (Roma, 1 ottobre - 30 dicembre 2001),
Roma 2001, pp. 29-35; G. BARTOLONI, Una cappella funeraria al centro del
pianoro di Piazza d’Armi, Veio, in AnnAStorAnt 9-10, 2002-03, pp. 63-78; G. BAR-
TOLONI, Veio, Piazza d’Armi. Campagne di scavo 1996-97, in Bridging the Tiber.
Approaches to regional archaeology in the middle Tiber valley, London 2004, pp.
189-203; V. ACCONCIA, A. PIERGROSSI, Veio, Piazza d’Armi: l’edificio a oikos
e la sua decorazione, in A.M. MORETTI SGUBINI (a cura di), Scavo nello scavo.
Gli Etruschi non visti. Ricerche e “riscoperte” nei depositi dei Musei archeologici
dell’Etruria Meridionale, catalogo della mostra (Viterbo 2004), Viterbo 2004, pp. 45-
49, con altri riferimenti; I. VAN KAMPEN (a cura di), Dalla capanna alla casa. I
primi abitanti di Veio, catalogo della mostra (Formello, 13 dicembre 2003 - 1 marzo
2004), Formello 2003; G. BARTOLONI et alii, Le indagini stratigrafiche nel sito di
Piazza d’Armi a Veio (Roma). Le campagne di scavo 1996-2202, in Communities and
settlements from the Neolithic to the Early Medieval Period, Atti 6th Conference of
Italian Archaeology (Groningen, aprile 2003), in corso di stampa; G. BARTOLONI
et alii, Contesti abitativi di Veio-Piazza d’Armi a confronto, in Atti del Convegno
Ceramica, abitati, territorio nella bassa valle del Tevere e nel Latium Vetus (VIII-VI
sec. a.C.), in corso di stampa; G. BARTOLONI, Veio-Piazza d’Armi: dallo scavo
degli ispettori alle ricerche attuali, in Atti delle Giornate di studio in ricordo di Mario
Moretti, Civita Castellana 14-15 novembre 2003, in corso di stampa.
4. B. BELELLI MARCHESINI, Comunità, in A.M. MORETTI SGUBINI (a cura di),
Veio, Cerveteri, Vulci. Città d’Etruria a confronto, catalogo della mostra (Roma, 1
ottobre - 30 dicembre 2001), Roma 2001, pp. 23-28.
5. M.T. D’ALESSIO et alii, Macchiagrande-Vignacce, in A.M. MORETTI SGUBINI
(a cura di), Veio, Cerveteri, Vulci. Città d’Etruria a confronto, catalogo della mostra
(Roma, 1 ottobre - 30 dicembre 2001), Roma 2001, pp. 23-28, pp. 17-22.
6. U. FUSCO et alii, in A.M. MORETTI SGUBINI (a cura di), Veio, Cerveteri, Vulci.
Città d’Etruria a confronto, catalogo della mostra (Roma, 1 ottobre - 30 dicembre
2001), Roma 2001, pp. 9-15.
7. G. BARTOLONI et alii, Isola Farnese, in A.M. MORETTI SGUBINI (a cura di),
Veio, Cerveteri, Vulci. Città d’Etruria a confronto, catalogo della mostra (Roma, 1
ottobre - 30 dicembre 2001), Roma 2001, pp. 5-7; A. BABBI, L’insediamento proto-

– 144 –
––––––––––––––––––––––––––––––––––––– A n n a M a r i a M o r e t t i S g u b i n i –––––––––––––––––––––––––––––––––––––

storico di Isola Farnese. Considerazioni sull’età del bronzo finale nel distretto
veiente, in Dinamiche di sviluppo delle città nell’Etruria meridionale, Atti del XXIII
Convegno di Studi Etruschi e Italici , Atti del XXIII Convegno di Studi Etruschi e
Italici (Roma-Veio-Cerveteri/Pyrgi-Tarquinia-Tuscania-Vulci-Viterbo 2001), Pisa-
Roma 2005, pp. 715-736.
8. Per una sintesi in tale ambito v. G. BARTOLONI et alii, Le necropoli, in A.M.
MORETTI SGUBINI (a cura di), Veio, Cerveteri, Vulci. Città d’Etruria a confron-
to, catalogo della mostra (Roma, 1 ottobre - 30 dicembre 2001), Roma 2001, pp. 89-
118.
9. G. COLONNA, Gli scudi bilobati dell’Italia centrale e l’ancile dei Salii, in
Miscellanea etrusca e italica in onore di Massimo Pallottino, ArCl 43, 1991, pp. 55-
122.
10. A. MAGGIANI, M.A. RIZZO, Area sacra in località S. Antonio, in A.M. MORET-
TI SGUBINI (a cura di), Veio, Cerveteri, Vulci. Città d’Etruria a confronto, catalo-
go della mostra (Roma, 1 ottobre - 30 dicembre 2001), Roma 2001, pp. 143-155; M.
CRISTOFANI, I culti di Caere, in ScAnt 10, 2000, pp. 395-425; G. COLONNA,
Divinazione e culto di Rath-Apollo a Caere. A proposito del santuario in località S.
Antonio, in ArchCl 52, 2001, pp. 151-173.
11. M. MARTELLI, Dedica ceretana ad Hercle, Miscellanea etrusca e italica in onore di
Massimo Pallottino, ArCl 43, 1991, pp. 613-620; A. MAGGIANI, Vasi attici figurati
con dediche a divinità etrusche, Roma 1997, p. 24; A.M. SGUBINI MORETTI (a
cura di), Euphronios epoiesen: un dono d’eccezione ad Ercole Cerite, catalogo della
mostra (Roma 1999), Roma 1999.
12. I risultati di questi importantissimi scavi sono a tutt’oggi inediti. La loro pubbli-
cazione verrà curata dalla prof.ssa Maria Antonietta Rizzo che diresse le ricerche.
13. M. BONGHI JOVINO (a cura di), Gli Etruschi di Tarquinia, catalogo della mostra
(Milano, Università degli Studi, 14 aprile - 29 giugno 1986), Modena 1986; M.
BONGHI JOVINO (a cura di), Tarquinia. Ricerche, scavi e prospettive. Atti del
convegno internazionale di studi “La Lombardia per gli Etruschi” (Milano 24 - 25
giugno 1986), Milano 1987.
14. E. BEDINI, C. CHIARAMONTE TRERÉ, M. BONGHI JOVINO, Tarquinia.
Testimonianze archeologiche e ricostruzione storica. Scavi sistematici nell’abitato.
Campagne 1982 - 1988, Roma 1997 (Tarchna, 1); G. BAGNASCO GIANNI, C.
CHIARAMONTE TRERÉ, S. CIAGHI, et alii., Tarquinia. Scavi sistematici nel-
l’abitato. Campagne 1982 - 1988. I materiali, 1, Roma 1999 (Tarchna, 2); M.
BONGHI JOVINO, G. BAGNASCO GIANNI, S. BUSINARO, et alii,
Tarquinia. Scavi sistematici nell’abitato. Campagne 1982 - 1988. I materiali, 2 in A.M.
MORETTI SGUBINI (a cura di), Tarquinia etrusca. Una nuova storia, catalogo della
mostra (Tarquinia, 4 ottobre-30 dicembre 2001), Roma 2001; M. BONGHI et alii,
Area sacra/complesso monumentale della Civita, in A.M. MORETTI SGUBINI (a
cura di), Tarquinia etrusca. Una nuova storia, catalogo della mostra (Tarquinia, 4
ottobre-30 dicembre 2001), Roma 2001, pp. 21-44;
15. M. BONGHI et alii, Santuario dell’Ara della Regina, in A.M. MORETTI SGUBI-

– 145 –
–––––––––––––––––––––– S c o p e r t e e d I n i z i a t i v e i n E t r u r i a M e r i d i o n a l e ––––––––––––––––––––––

NI (a cura di), Tarquinia etrusca. Una nuova storia, catalogo della mostra (Tarquinia,
4 ottobre-30 dicembre 2001), Roma 2001, pp. 45-51; M. CATALDI, L’Ara della
Regina: la fase di età tardo-classica, in A.M. MORETTI SGUBINI (a cura di),
Tarquinia etrusca. Una nuova storia, catalogo della mostra (Tarquinia, 4 ottobre-30
dicembre 2001), Roma 2001, pp. 69-72; M. BONGHI JOVINO, Dalla materia alla
forma. Terrecotte architettoniche tarquiniesi. Nuovi percorsi di ricerca, in Atti delle
Giornate di studio in ricordo di Mario Moretti, Civita Castellana 14-15 novembre
2003, in corso di stampa.
16. M. CATALDI, B. MASSABÒ, Recenti scavi e ricerche sul sito urbano di Tarquinia,
in M. MARTELLI (a cura di), Tyrrhenoi philotechnoi, Atti della Giornata di studio
(Viterbo 1990), Roma 1994, pp. 72-73; M. CATALDI et alii, La cinta urbana, in A.M.
MORETTI SGUBINI (a cura di), Tarquinia etrusca. Una nuova storia, catalogo della
mostra (Tarquinia, 4 ottobre-30 dicembre 2001), Roma 2001, pp. 73-75; G. BARAT-
TI, M. CATALDI, L. MORDEGLIA, La cinta fortificata di Tarquinia alla luce della
nuova documentazione, in La città murata in Etruria, Atti del XXV Convegno di
Studi Etruschi e Italici (Chianciano Terme, Chiusi, Sarteano, Montalcino, 30 marzo-
3 aprile 2005), cds.
17. F. TRUCCO, Tarquinia (VT). Località Villa Bruschi Falgari. La necropoli della
prima età del ferro, in Bollettino di Archeologia 28-30, 1994 (1999), pp. 79-84; D. DE
ANGELIS, Ricerche sulla decorazione villanoviana: i biconici di Tarquinia, in N.
NEGRONI CATACCHIO (a cura di), Paesaggi d’acque, Atti del V Incontro di
Studi Preistoria e Protostoria in Etruria (Sorano-Farnese 2000), Milano 2002, pp.
739-747; F. TRUCCO, Strutture funerarie e uso dello spazio nella necropoli della
prima età del ferro di Villa Bruchi Falgari a Tarquinia, in N. NEGRONI CATAC-
CHIO (a cura di), Paesaggi d’acque, Atti del V Incontro di Studi Preistoria e
Protostoria in Etruria (Sorano-Farnese 2000), Milano 2002, pp. 709-720; F. TRUC-
CO et alii, Il trattamento dei resti incinerati nella necropoli della prima età del ferro
di Villa Bruschi Falgari a Tarquinia, in N. NEGRONI CATACCHIO (a cura di),
Paesaggi d’acque, Atti del V Incontro di Studi Preistoria e Protostoria in Etruria
(Sorano-Farnese 2000), Milano 2002, pp. 721-727; F. TRUCCO et alii, La necropoli
di Villa Bruschi Falgari di Tarquinia, in Le comunità della Preistoria italiana. Studi e
ricerche sul Neolitico e le età dei metalli in memoria di Luigi Bernabò Brea, Atti della
XXXV Riunione Scientifica IIPP, Lipari 2000, Firenze 2003, pp. 407-416; F. TRUC-
CO et alii, Villa Bruschi Falgari: il sepolcreto villanoviano, in A.M. MORETTI
SGUBINI (a cura di), Tarquinia etrusca. Una nuova storia, catalogo della mostra
(Tarquinia, 4 ottobre-30 dicembre 2001), Roma 2001, pp. 81-93; F. TRUCCO et alii,
Nuovi dati sui rituali funerari della prima età del Ferro a Tarquinia, in Dinamiche di
sviluppo delle città nell’Etruria meridionale, Atti del XXIII Convegno di Studi
Etruschi e Italici, Atti del XXIII Convegno di Studi Etruschi e Italici (Roma-Veio-
Cerveteri/Pyrgi-Tarquinia-Tuscania-Vulci-Viterbo 2001), Pisa-Roma 2005, pp. 359-
369; F. TRUCCO, Indagini 1998-2004 nella necropoli tarquiniese di Villa Bruschi
Falgari: un primo bilancio, in Atti delle giornate di studio in ricordo di Mario
Moretti, Civita Castellana, 14-15 novembre 2003, in corso di stampa.

– 146 –
––––––––––––––––––––––––––––––––––––– A n n a M a r i a M o r e t t i S g u b i n i –––––––––––––––––––––––––––––––––––––

18. F. BOITANI et alii, Nuove ricerche nell’emporion, in A.M. MORETTI SGUBINI


(a cura di), Tarquinia etrusca. Una nuova storia, catalogo della mostra (Tarquinia, 4
ottobre-30 dicembre 2001), Roma 2001, pp. 125-140 con riferimenti; F. BOITANI,
Atti delle Giornate di studio in ricordo di Mario Moretti (Civita Castellana, 14-15
novembre 2003), in corso di stampa. La bibliografia di Gravisca è ricchissima e in
continuo accrescimento: per essa si rinvia al contributo sopra citato.
19. AA.VV., La scuola-cantiere di Vulci e Montalto di Castro: dal progetto alla realiz-
zazione, Firenze 1997; A.M. MORETTI SGUBINI, Vulci: un esempio di grande
intervento sul territorio, in M. GUAITOLI (a cura di), Lo sguardo di Icaro. Le
Collezioni dell’Aerofototeca Nazionale per la conoscenza del territorio, catalogo
della mostra (Roma 2003), Roma, pp. 142-146, con rif.; AA.VV., L’area urbana di
Vulci. Contributi per la carta archeologica, in corso di stampa.
20. L. ROMEO, P.E. URBANETTI, La rappresentazione del territorio di Vulci e
Montalto di Castro, catalogo della mostra (Montalto di Castro, 29 ottobre-7 novem-
bre 1996), Firenze 1996; G.F. POCOBELLI, Applicazioni particolari fra fotointer-
pretazione e fotogrammetria, in M. GUAITOLI (a cura di), Lo sguardo di Icaro. Le
Collezioni dell’Aerofototeca Nazionale per la conoscenza del territorio, catalogo
della mostra (Roma 2003), Roma, pp. 147-156; G.F. POCOBELLI, Vulci: il contri-
buto della fotografia aerea alla conoscenza dell’area urbana, in Archeologia aerea I,
2004, pp. 127-143.
21. A.M. MORETTI SGUBINI - L. RICCIARDI, Prime puntualizzazioni sulla cinta
muraria di Vulci, in Orizzonti, II, 2001, pp. 63-74; A.M. MORETTI SGUBINI,
Ultime scoperte a Vulci, in “Tra Orvieto e Vulci”, Atti del X Convegno
Internazionale di Studi sulla Storia e l’Archeologia dell’Etruria (2002), Annali della
Fondazione Faina X, 2003, pp. 10-53; I. DI STEFANO MANZELLA, Un nuovo
senatore romano (Publius Sulpicius Mundus) e l’arco di Vulci, in Annali della
Fondazione Faina X, 2003, pp. 55-74; A.M. MORETTI SGUBINI, Risultati e
prospettive delle ricerche in atto a Vulci, in Dinamiche di sviluppo delle città
nell’Etruria meridionale, Atti del XXIII Convegno di Studi Etruschi e Italici, Atti del
XXIII Convegno di Studi Etruschi e Italici (Roma-Veio-Cerveteri/Pyrgi-Tarquinia-
Tuscania-Vulci-Viterbo 2001), Pisa-Roma 2005, pp. 457-464.
22. M. PACCIARELLI, Ricerche topografiche a Vulci: dati e problemi relativi all’orig-
ine delle città medio-tirreniche, in StEtr LVI, 1991, pp. 11-48; M. PACCIARELLI,
Dal villaggio alla città. La svolta protourbana del 1000 a.C. nell’Italia tirrenica,
Firenze 2000, pp. 136-158; A.M. MORETTI SGUBINI, Alle origini di Vulci, in Atti
delle Giornate di studio in ricordo di Mario Moretti (Civita Castellana, 14-15
novembre 2003), in corso di stampa.
23. A.M. MORETTI SGUBINI - L. RICCIARDI, Prime puntualizzazioni sulla cinta
muraria di Vulci, in Orizzonti, II, 2001, pp. 63-74; A.M. MORETTI SGUBINI,
Ancora sulle mura di Vulci, in La città murata in Etruria, Atti del XXV Convegno di
Studi Etruschi e Italici (Chianciano Terme, Chiusi, Sarteano, Montalcino, 30 marzo-
3 aprile 2005), in corso di stampa.
24. A.M. MORETTI SGUBINI, Risultati e prospettive delle ricerche in atto a Vulci, in

– 147 –
–––––––––––––––––––––– S c o p e r t e e d I n i z i a t i v e i n E t r u r i a M e r i d i o n a l e ––––––––––––––––––––––

Dinamiche di sviluppo delle città nell’Etruria meridionale, Atti del XXIII Convegno
di Studi Etruschi e Italici, Atti del XXIII Convegno di Studi Etruschi e Italici (Roma-
Veio-Cerveteri/Pyrgi-Tarquinia-Tuscania-Vulci-Viterbo 2001), Pisa-Roma 2005, pp.
457-464; A.M. MORETTI SGUBINI, Alle origini di Vulci, in Atti delle Giornate di
studio in ricordo di Mario Moretti (Civita Castellana, 14-15 novembre 2003), in
corso di stampa.
25. S. COSTANTINI, L’Area I, in A.M. MORETTI SGUBINI (a cura di), Veio,
Cerveteri, Vulci. Città d’Etruria a confronto, catalogo della mostra (Roma, 1 ottobre
- 30 dicembre 2001), Roma 2001, pp. 182-185, III.A.3.1-11; A. MONACHESI,
“Deposito” votivo dalle pendici nord-orientali del pianoro, in A.M. MORETTI
SGUBINI (a cura di), Vulci. Scoperte e riscoperte, catalogo della mostra (Montalto
di Castro 2002), Firenze 2002, pp. 15-25, A.M. MORETTI SGUBINI, L. RICCIA-
RDI, S. COSTANTINI, Testimonianze da Vulci, in M. TORELLI, A. COMELLA
(a cura di), Depositi votivi e culti dell’Italia antica dall’età arcaica a quella tardo-
repubblicana, Atti del Convegno (Perugia 2000), in corso di stampa.
26. A.M. MORETTI SGUBINI, Ultime scoperte a Vulci, in “Tra Orvieto e Vulci”, Atti
del X Convegno Internazionale di Studi sulla Storia e l’Archeologia dell’Etruria
(2002), Annali della Fondazione Faina X, 2003, pp. 10-53.
27. A.M. MORETTI SGUBINI et alii, Le necropoli, in A.M. MORETTI SGUBINI (a
cura di), Veio, Cerveteri, Vulci. Città d’Etruria a confronto, catalogo della mostra
(Roma, 1 ottobre - 30 dicembre 2001), Roma 2001, pp. 187-199; 207-215; 216; A.M.
MORETTI SGUBINI, L. RICCIARDI, “Riscoperte” nei depositi, in A.M.
MORETTI SGUBINI (a cura di), Vulci. Scoperte e riscoperte, catalogo della mostra
(Montalto di Castro 2002), Firenze 2002, pp. 97-114; A.M. MORETTI SGUBINI,
Vulci. La tomba del guerriero della Polledrara, in A.M. MORETTI SGUBINI (a
cura di), Scavo nello scavo. Gli Etruschi non visti. Ricerche e “riscoperte” nei deposi-
ti dei Musei archeologici dell’Etruria Meridionale, catalogo della mostra (Viterbo, 5
marzo-30 giugno 2004), Viterbo 2004, pp. 150-165; V. D’ATRI, Vulci, necropoli
dell’Osteria - Poggio Mengarelli. Tomba bisoma ad incinerazione, in A.M. MORET-
TI SGUBINI (a cura di), Scavo nello scavo. Gli Etruschi non visti. Ricerche e
“riscoperte” nei depositi dei Musei archeologici dell’Etruria Meridionale, catalogo
della mostra (Viterbo, 5 marzo-30 giugno 2004), Viterbo 2004, pp. 103-108; A.M.
MORETTI SGUBINI, M. CAVALLINI, M.L. ARANCIO, E. PELLEGRINI,
Approccio metodologico preliminare alle problematiche della produzione metallur-
gica vulcente nella prima età del ferro, in De re metallica. Metalli in Etruria. Dalla
produzione antica alla copia moderna, Atti del Convegno (Roma, 16 giugno 2005),
in corso di stampa.
28. A.M. MORETTI SGUBINI, L. RICCIARDI, in A.M. MORETTI SGUBINI (a
cura di), Veio, Cerveteri, Vulci. Città d’Etruria a confronto, catalogo della mostra
(Roma, 1 ottobre - 30 dicembre 2001), Roma 2001, pp. 217-252; C. REUSSER, La
ceramica attica a Vulci, in G.M. DELLA FINA (a cura di), Citazioni archeologiche.
Luciano Bonaparte archeologo, catalogo della mostra (Orvieto, 10 settembre 2004 -
9 gennaio 2005), Roma 2004, pp. 147-156.

– 148 –
––––––––––––––––––––––––––––––––––––– A n n a M a r i a M o r e t t i S g u b i n i –––––––––––––––––––––––––––––––––––––

29. A.M. MORETTI SGUBINI, L. RICCIARDI, Usi funerari a Vulci, in Dinamiche di


sviluppo delle città nell’Etruria meridionale, Atti del XXIII Convegno di Studi
Etruschi e Italici (Roma-Veio-Cerveteri/Pyrgi-Tarquinia-Tuscania-Vulci-Viterbo
2001), Pisa-Roma 2005, pp. 523-530.
30. I. BERLINGÒ, V. D’ATRI, Piana del Lago. Un santuario di frontiera tra Orvieto e
Vulci, in “Tra Orvieto e Vulci”, Atti del X Convegno Internazionale di Studi sulla
Storia e l’Archeologia dell’Etruria (2002), Annali della Fondazione Faina X, 2003, pp.
241-257; I. BERLINGÒ, V. D’ATRI, Un’area sacra sul lago di Bolsena, in M.
TORELLI, A. COMELLA (a cura di), Depositi votivi e culti dell’Italia antica dal-
l’età arcaica a quella tardo-repubblicana, Atti del Convegno (Perugia 2000), in corso
di stampa; V. D’ATRI, Aggiornamenti dallo scavo del santuario di Piana del Lago
(Montefiascone -VT), Atti delle Giornate di studio in ricordo di Mario Moretti,
Civita Castellana, 14-15 novembre 2003, in corso di stampa.
31. M.A. DE LUCIA BROLLI et alii, in Arte, Fede e Religione. Trentacinquemila anni
di storia, Roma, Castel Sant’Angelo 27 aprile-30 maggio 2002, Catalogo della mostra
(Roma 2002), pp. 60-71, con bibl. prec.; G. BENEDETTINI, C. CARLUCCI, M.A.
DE LUCIA BROLLI, “I depositi votivi dell’agro falisco. Vecchie e nuove testimo-
nianze a confronto”, Atti del Convegno di Studi (Perugia, 1 giugno - 4 giugno 2000),
2005 cds.
32. A.M. SGUBINI MORETTI (a cura di), Fastosa rusticatio. La Villa dei Volusii a
Lucus Feroniae, Roma 1988 (I ed.).
33. A.M. SGUBINI MORETTI (a cura di), Fastosa rusticatio. La Villa dei Volusii a
Lucus Feroniae, Roma 1988 (II ed.)
34. A.M. MORETTI SGUBINI, Lucus Feroniae: recenti scoperte, in Rendiconti della
Pontificia Accademia Romana di Archeologia, in corso di stampa.
35. A.M. MORETTI SGUBINI (a cura di), Villa Giulia dalle origini al 2000, Roma 2000.
36. G. COLONNA, L’altorilievo di Pyrgi. Dei ed eroi greci in Etruria, Roma 1996, con
rif.
37. C. CARLUCCI, M.A. DE LUCIA BROLLI, Le antichità dei Falisci al Museo di
Villa Giulia, Roma 1998.
38. A.M. MORETTI SGUBINI (a cura di), La Collezione Augusto Castellani, Roma
2000; ad integrazione della sezione degli Ori antichi e moderni costituenti parte inte-
grante della Collezione permanente è la mostra dedicata ai Castellani e alla loro pro-
duzione orafa che dopo New York e Londra, è attualmente ospitata nel Museo di
Villa Giulia: AA.VV., I Castellani e l’oreficeria archeologica italiana, Roma 2005.
39. A.M. MORETTI SGUBINI (a cura di), Il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia,
Roma 1999.
40. Dinamiche di sviluppo delle città nell’Etruria meridionale, Atti del XXIII Convegno
di Studi Etruschi e Italici, Atti del XXIII Convegno di Studi Etruschi e Italici (Roma-
Veio-Cerveteri/Pyrgi-Tarquinia-Tuscania-Vulci-Viterbo 2001), Pisa-Roma 2005.
41. A.M. MORETTI SGUBINI (a cura di), Veio, Cerveteri, Vulci. Città d’Etruria a con-
fronto, catalogo della mostra (Roma, 1 ottobre - 30 dicembre 2001), Roma 2001.
42. A.M. MORETTI SGUBINI, Villa Giulia oltre il 2000: il progetto del grande Polo

– 149 –
–––––––––––––––––––––– S c o p e r t e e d I n i z i a t i v e i n E t r u r i a M e r i d i o n a l e ––––––––––––––––––––––

Museale Etrusco di Roma, in A.M. MORETTI SGUBINI (a cura di), Villa Giulia
dalle origini al 2000, Roma 2000, pp. 71-72.
43. A.M. MORETTI SGUBINI (a cura di), Tarquinia etrusca. Una nuova storia, catalo-
go della mostra (Tarquinia, 4 ottobre-30 dicembre 2001), Roma 2001.
44. A.M. MORETTI SGUBINI, Tuscania e Orvieto, in “Orvieto, l’Etruria Meridionale
interna e l’Agro falisco”, Atti del XII Convegno Internazionale di Studi sulla Storia
e l’Archeologia dell’Etruria (2004), Annali della Fondazione Faina XII, pp. 213-244.
45. AA.VV., Museo Archeologico Nazionale di Viterbo, Milano 1997.
46. AA.VV., Ferento civitas splendidissima, catalogo della mostra (Viterbo, 15 novembre
2002-15 febbraio 2003), Viterbo 2002.
47. Il 19 marzo 2005 sono state aperte al pubblico le sezioni del Museo che ospitano le
testimonianze dei centri di Blera, Barbarano, Bisenzio, S. Giuliano, Castro. Risulta
pertanto completato il percorso espositivo di un Museo che dedicato all’Etruria
interna, assume un carattere comprensoriale e interfacciandosi con il Museo
Nazionale di Villa Giulia nell’ambito del sistema museale dell’Etruria meridionale,
offre con quello un esauriente quadro di sintesi, rinviando peraltro il pubblico, per
una più approfondita conoscenza dei singoli insediamenti, agli altri Musei presenti
nel territorio.
48. A.M. MORETTI SGUBINI, M.A. DE LUCIA BROLLI, Castro: un centro del-
l’entroterra vulcente, in “Tra Orvieto e Vulci”, Atti del X Convegno Internazionale
di Studi sulla Storia e l’Archeologia dell’Etruria (2002), Annali della Fondazione
Faina X, 2003, pp. 363-405.
49. A.M. SGUBINI MORETTI (a cura di), Fastosa rusticatio. La Villa dei Volusii a
Lucus Feroniae, Roma 1988 (II ed.), pp. 69-73 con rif.
50. Cfr. note 32, 33.
51. A.M. SGUBINI MORETTI (a cura di), Euphronios epoiesen: un dono d’eccezione
ad Ercole Cerite, catalogo della mostra (Roma 1999), Roma 1999.
52. A M. SGUBINI MORETTI (a cura di), Il mitreo di Vulci, catalogo della mostra
(Montalto di Castro 1998), Viterbo 1998.
53. A M. MORETTI SGUBINI (a cura di), Vulci: Scoperte e riscoperte, catalogo della
mostra (Montalto di Castro 2002), Firenze 2002.

– 150 –

Potrebbero piacerti anche