Sei sulla pagina 1di 1

HENRY SWEET

Henry Sweet (1845- 1912) fu filologo e conoscitore di numerose lingue, antiche e moderne. I primi interessi
di Sweet si concentrano sulla pronuncia e sui suoni delle lingue e sulla rappresentazione grafica di queste,
ovvero gli alfabeti. La fonetica fu solo uno dei suoi numerosi interessi, tra cui vi fu anche la glottodidattica.

Sebbene privilegiasse la lingua parlata al punto da dedicare molti dei suoi studi agli aspetti fonetici, non
conveniva con l’abolizione della traduzione e lo studio della grammatica. Nel 1899 Sweet scrive “The
Practical Study of Languages” in cui sostiene l’esistenza di principi generali e principi particolari.

PRINCIPI GENERALI
1. In primo luogo, ogni lingua possiede le proprie costruzioni, locuzioni e significati peculiari e dunque
deve essere studiata così com’è.
2. In secondo luogo, la lingua è concepita come l’unione di elementi razionali e sistematici, che
prevalgono nella grammatica, e di elementi arbitrari, presenti maggiormente nel lessico. Per
quanto riguarda i principi particolari, essi sono di natura psicologica e si possono scoprire nella
legge dell’associazione.
3. In terzo luogo, secondo Sweet è necessario tenere in considerazione le caratteristiche, le
motivazioni e le capacità che differiscono da un apprendente all’altro.
4. Infine lo studio della grammatica deve essere accompagnato da esercizi ripetuti su materiale
linguistico vivo.

PRINCIPI PARTICOLARI O SPECIFICI


1. Tra i principi particolari è presente quello dell’associazione che costituisce il fondamento
psicologico dello studio delle lingue.
2. Per formare le associazioni e per fissarle nella memoria, è necessario un lavoro di ripetizione delle
strutture e delle forme linguistiche che sono oggetto di studio.
3. La memoria dipende dall’attenzione che scaturisce a sua volta dall’interesse per l’argomento.
4. Un altro principio è la correlazione tra testi linguistici, grammatica e lessico.
5. La grammatica deve essere scoperta intuitivamente dai testi e l’unica della lingua non è la parola,
bensì la frase.

Il metodo proposto da Sweet è quello progressivo, secondo cui qualsiasi insegnamento di lunga durata
passa attraverso dei momenti o fasi che vanno rispettati in ogni circostanza e la cui successione non deve
essere mutata.

 Il primo momento è quello meccanico, che comincia con una completa padronanza della pronuncia,
attraverso esercizi fonetici che vengono ripetuti fino a quando ogni frase non venga espressa senza
sforzo o esitazione.
 Quando l’allievo ha acquisito una discreta padronanza della pronuncia si passa al momento
grammaticale, che consiste nello studio formale della grammatica.
 Segue il momento idiomatico o lessicale che permette allo studente di apprendere in modo
sistematico i modi di dire.
 Dal momento idiomatico si passa al momento letterario durante il quale vengono presentati dei
testi letterari vari per forma e difficoltà.
 Infine si giunge al momento arcaico, durante il quale si studia la letteratura più antica partendo a
ritroso dalla letteratura moderna. Tra le forme di lingua più antiche si può menzionare, ad esempio,
quella shakespeariana del Thou.