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L’ACQUA SULLA TERRA

La disponibilità totale mondiale d’acqua è di circa 1386 miliardi di km3


(1 chilometro cubo corrisponde a un miliardo di metri cubi)

Le nuvole, costituite da goccioline piccolissime, sono la forma più visibile di acqua


atmosferica, ma anche l’aria limpida contiene acqua sotto forma di vapore, in molecole
separate, troppo piccole per essere viste. Il volume di acqua nell’atmosfera è circa 12900
milioni di chilometri cubi. Se tutta l’acqua nell’atmosfera piovesse in una sola volta,
coprirebbe la superficie terrestre con uno spessore di 2,5 centimetri.
GLI “ATTORI” DEL CICLO IDROLOGICO
L’ evaporazione
L’evaporazione è il processo tramite il quale l’acqua si trasforma da liquido a gas o
vapore.
L’ evapotraspirazione
l’evapotraspirazione è definita come l’acqua ceduta all’atmosfera dalla superficie delle
terre emerse, dall’evaporazione dalla frangia capillare dell’acqua sotterranea, e dalla
traspirazione dell’acqua di origine sotterranea prodotta dalla vegetazione attraverso le
foglie e l’erba.

La traspirazione è il processo attraverso il quale l’umidità è trasportata attraverso le


piante dalle radici ai piccoli pori sulla faccia inferiore delle foglie, dove si trasforma in
vapore e viene rilasciata nell’atmosfera. La traspirazione è essenzialmente
l’evaporazione dell’acqua dalle foglie delle piante. Si calcola che circa il 10 per cento
dell’umidità dell’atmosfera derivi dalla traspirazione della vegetazione.
La traspirazione dalla vegetazione è un processo invisibile, dato che mentre l’acqua sta
evaporando dalla superficie delle foglie, non è possibile vedere le foglie “sudare”.
Durante la stagione vegetativa, una foglia può traspirare più acqua del suo proprio peso,
ed una grande quercia può traspirarne 150.000 litri all’anno.

La Sublimazione
E’ la trasformazione della neve o del ghiaccio in vapore senza fondere
La condensazione
E’ l’opposto dell’evaporazione, comporta la trasformazione dell’acqua da vapore a
liquido e dà origine alle nuvole

La precipitazione:
E’ il rilascio d’acqua dalle nuvole (pioggia, pioggia gelata, neve, grandine…)

Ruscellamento:
-da fusione delle nevi
- da precipitazione (che si muove verso i fiumi sulla superficie terrestre)
-flusso incanalato (Il movimento dell’acqua nei fiumi)
Immagazzinamento di acqua dolce:
Acqua dolce sulla superficie terrestre
Infiltrazione:
E’ il movimento dell’acqua dalla superficie verso il basso nel sottosuolo.

Immagazzinamento dell’acqua sotterranea.

Venuta a giorno dell’acqua sotterranea:


-L’acqua sotterranea scorre sotto terra
per poi fuoriuscirne con tempi molto
diversi
IL BACINO IDROGRAFICO

Il bacino idrografico è, in termini generici, il luogo che raccoglie le precipitazioni e le


trasforma in deflussi superficiali o sotterranei.
Fissata una sezione di chiusura, cioè una sezione del corso d'acqua che denomina il
bacino, il bacino idrografico superficiale (detto anche bacino idrografico tout court o
bacino imbrifero) è la porzione di superficie terrestre che raccoglie tutte le acque che,
scorrendo idealmente in superficie confluiscono verso detta sezione.
Su una carta topografica (o un DEM) si individua la linea spartiacque (spartiacque
superficiale o topografico), cioè il luogo dei punti da cui si dipartono linee di massima
pendenza che raggiungono la sezione di chiusura.
Bacini idrografici superficiali e sotterranei

Il bacino idrografico superficiale è delimitato dallo spartiacque topografico.


Analogamente, per il bacino idrografico sotterraneo si definisce una linea di spartiacque
sotterraneo o freatico.
I due bacini di solito non coincidono, soprattutto nel caso di piccoli bacini.

L’individuazione dello spartiacque topografico è di solito abbastanza agevole su una carta,


in opportuna scala, dove siano indicate le linee isoipse, o ancora più facilmente tramite
software GIS.
Non altrettanto agevole è invece l’individuazione dello spartiacque sotterraneo: la
delimitazione del bacino sotterraneo si fa attraverso dettagliate indagini idrogeologiche
che consentano di ricostruire il movimento delle acque sotterranee.
Parametri descrittivi di un bacino idrografico
La misura delle precipitazioni
Metodo dei topoieti
Modelli di trasformazione Afflussi-Deflussi

Consentono di simulare in modo semplificato i processi di formazione dei deflussi a partire


dalle precipitazioni.

Hanno lo scopo di riprodurre in forma matematica i processi di trasporto e di


immagazzinamento temporaneo della precipitazione che avvengono in un bacino
idrografico durante e dopo un evento piovoso, al fine di determinare l’idrogramma di
piena risultante o alcune sue caratteristiche salienti
Il parametro CN, definito “Curve Number”, che assume valori compresi teoricamente fra
0 (assenza di deflusso superficiale) e 100 (assenza di perdite idrologiche con
trasformazione totale della precipitazione in deflusso superficiale), rappresenta
l’attitudine del bacino esaminato a produrre deflusso
Le condizioni di umidità antecedenti (AMC)vengono determinate sulla scorta della
precipitazione totale caduta nei cinque giorni antecedenti all’evento in esame nelle
due diverse situazioni di stagione colturale di riposoe colturale vegetativa; in
funzione dell’altezza totale di pioggia si distingueranno, dunque, tre situazioni:

AMCI:
potenziale di scorrimento superficiale minimo, dovuto alle condizioni di siccità del
suolo

AMCII:
condizioni medie

AMCIII:
potenziale di scorrimento superficiale massimo, dovuto alle condizioni di
saturazione idrica del suolo
Il parametro CN rappresenta l’attitudine del bacino esaminato a produrre deflusso.

L’SCS-CN è uno dei possibili metodi utilizzabili per la stima del coefficiente di afflusso per
un bacino durante un evento meteorico

D?

R
Q?

P
R? (P+CN)