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Riassunto – SEGNI LINGUAGGI E TESTI

PUNTI PRINCIPALI

CAPITOLO 1: comunicare, significare + segno e tipi di segno


CAPITOLO 2: prova di commutazione
CAPITOLO 3: assi (sistema, processo) e piani (espressione, contenuto) del linguaggio + non conformità piani
CAPITOLO 4: parole e campi semantici (sinonimia, omonimia, ecc.)
CAPITOLO 5: caratteristiche di un linguaggio e frame
CAPITOLO 6: arbitrarietà + DI NUOVO prova di commutazione
CAPITOLO 7: composizionalità, forzatura tipo semantico + pragmatica linguistica + atti linguistici
CAPITOLO 8: condizioni della testualità + categorizzazione Greimas + categorie topologiche
CAPITOLO 9: strutture discorsive + isotopia
CAPITOLO 10: strutture narrative + fasi dello SNC
CAPITOLO 11: débrayage e embrayage + configurazioni discorsive e percorso figurativo

CAPITOLO 1
la semiotica si occupa di segni, significazione, testi e comunicazione
comunicare = far sapere, trasmettere qualcosa che spesso non è di ordine materiale  presupporre che
qualcosa significhi già
- un oggetto non può comunicare, ma può trasmettere un senso complessivo  una componente della
comunicazione è la volontà; tuttavia, un libro, un testo materialmente scritto, comunica
funzioni della comunicazione:
- conativa: orientamento verso il destinatario
- referenziale: orientamento rispetto al contesto
- fatica: attirare l’attenzione dell’interlocutore
- metalinguistica: discorso incentrato sul codice (spiegazioni su ciò che l’interlocutore intende dire)
- poetica: accento posto sul messaggio per se stesso (si realizza con la rima, le figure retoriche…)

SEGNO = ciò che sta per qualcos’altro


- segni o inferenze naturali (sintomi di una malattia)
- segni convenzionali (gesti, bandierine, segnali stradali)
- diagrammi (formule algebriche, schemi)
- disegni (maggiore concretezza rispetto ai diaframmi)
- emblemi (simboli, falce e martello per comunismo)
- bersagli (colpire nel segno, passare il segno, per filo e per segno)
3 tipi di segni:
- simboli = segno che si riferisce all’oggetto che esso denota in virtù di una legge, opera in modo che il
simbolo sia interpretato come riferentesi a quell’oggetto  assume la forma del segno (segnale stradale
assume forma fisica della prescrizione del codice della strada)
- indici = segno che si riferisce all’oggetto che esso denota in virtù del fatto che p realmente determinato da
quell’oggetto  effetto concreto di una causa concreta (orma della zampa di un animale)
- icone = segno che si riferisce all’oggetto in virtù dei caratteri suoi propri  somiglianza con l’oggetto
rappresentato (statue o dipinti in relazione ai soggetti)
segni iconici:
immagini e diagrammi  carte e mappe: mappa mescola due modalità di rappresentazione (immagine
topografica e scala reale non rispettata)  lettori ideali differenti
iconismo  immagine come effetto di senso = quando ci troviamo di fronte a qualcosa che ci viene
presentato come immagine, cerchiamo la somiglianza con l’oggetto rappresentato  analisi con strumenti
analisi

CAPITOLO 2
- capitolo dove parla dei segnali stradali -
prova di commutazione (Hjelmslev) = test che consiste nel sostituire, in una parola, un suono con un altro
nella medesima posizione. Se la parola rimane riconoscibile e il senso non cambia avremo individuato una
variante (allofono) del suono o del fonema; in caso contrario avremo due distinti fonemi della lingua cui
appartiene quella parola

CAPITOLO 3
2 assi  in un dipinto: processo = il dipinto è un prodotto della creatività del pittore / sistema = tavolozza,
pennello, pittura
asse del processo = sequenze linguistiche producibili
asse del sistema = insieme degli elementi che possono prendere posto in una sequenza linguistica

2 piani  segno sia oggetto sia veicolo di conoscenza, punto di partenza di un’inferenza (espressione e
contenuto)
piano dell’espressione = in un semaforo, espressione costituita dalle tre luci colorate  materia
dell’espressione (spettro visibile, continuum), forma (posizione all’interno di quel continuum), sostanze
(caratteristiche del singolo semaforo)
nella lingua  continuum sonoro (materia dell’espressione) – forme dell’espressione (ritagliano il
continuum in sette sezioni, come le vocali, distinte) – sostanza (varianti delle vocali)

Non conformità tra i piani


doppia articolazione = gli elementi minimi in cui può essere analizzato un piano non corrispondono
biunivocamente agli elementi minimi dell’altro piano  le lingue sono caratterizzate da elementi minimi
privi di significato (fonemi)
non conformità = mancanza di corrispondenza biunivoca tra elementi minimi del piano dell’espressione e
elementi minimi del piano del contenuto
reggenza = caratteristica del linguaggio, relazione obbligatoria che si pone tra un elemento che non può
stare da solo e un altro elemento che è richiesto per ottenere un’espressione corretta  in tutti i sintagmi
proposizionali (SP) la testa del sintagma regge il sintagma nominale (SN) che segue
combinazione = caratteristica del linguaggio, relazione non obbligatoria, ogni elemento messo in relazione
potrebbe sussistere da solo

CAPITOLO 4
Parole e campi semantici
famiglia morfologica = base alla quale aggiungere morfemi derivazionali  derivazione da una radice
(morfema lessicale)
campo semantico lessicale = bollire e friggere fanno parte del campo semantico lessicale del cucinare
iperonimo  nome superiore / iponimo  nome inferiore
meronimo  nome della parte / olonimo  nome dell’intero (relazioni di inclusione)
antonimo  nome contrario (relazione di opposizione): contrari (equipollenti: caldo e freddo /
sovrapposto: scala di merito), contraddittori (vero o falso), conversi, reversivi
omografo  scritto uguale / omofono  suono uguale /
omonimo  stesso nome – al suo estremo opposto si trova la sinonimia (sasso, pietra, ciottolo)

Polisemia = esistenza di un rapporto riconosciuto tra i diversi sensi della stessa forma espressiva, è possibile
individuare tra i sensi attuali un senso principale e uno o più secondari  rombo: figura geometrica e pesce
Analisi componenziale = intendere il significato come una lista di componenti necessarie e sufficienti per
costruirne un modello a prototipi, raggruppando il significato in categorie
analisi semantica lessicale = le relazioni oppositive giocano un ruolo fondamentale nella divisione in
categorie  di conseguenza, svolgono un ruolo fondamentale tutti quegli strumenti dedicati alla
definizione del significato delle parole

CAPITOLO 5
caratteristiche di un linguaggio: avere almeno due piani (espressione e contenuto), due assi (sistema e
processo) e di prevedere le regole di reggenza e combinazione tra gli elementi a livello sintagmatico
relazioni lessicali sintagmatiche  paradigmatiche, sinonimia, polisemia, omonimia, antonimia  relazioni
anche gerarchiche di inclusione
modello a prototipi = alcuni nomi o verbi si presentano come esempi migliori di determinate categorie
collocazioni = combinazioni di parole che si trovano vicine, sull’asse del processo, con una certa regolarità
(es. leccare/lingua)  collocazioni e modi di dire fanno parte della competenza linguistica del parlante e
sono spesso all’origine della combinazione delle parole
verbi di movimento  la componente configurativa appare legata all’esperienza del mondo naturale del
parlante, non può essere completamente tradotta in descrizioni linguistiche (considerare il mezzo, il
terreno, la velocità, la modalità, la configurazione morfologica del corpo, l’intenzionalità e la direzionalità
del movimento in questione)

Scene prototipiche e cornici (FRAME)


frame semantics  una parola contiene in essa indicazioni in merito al contesto dove si può trovare
frame = schema cognitivo costruito da relazioni tra elementi, organizzati in un modello sintattico lessicale
sulla base di esperienze, credenze o pratiche  il suo corrispettivo ontologico (“reale”) è la scena
attore = la persona che provoca l’azione
principio del default prototipico = quando non vengono specificati i circostanti facoltativi di contorno
verranno implicitamente i quattro elementi essenziali, comuni a tutte le scene analoghe
frame invocato / evocato  invocato = interprete riconosce il senso di un segmento collocando il suo
contenuto in uno schema conosciuto indipendentemente dal testo / evocato = suggerito da espressioni
linguistiche contenute nel testo

CAPITOLO 6
arbitrarietà verticale = assenza di motivazione nel rapporto tra espressione e contenuto
arbitrarietà orizzontale = radicale, non è possibile pensare o percepire il mondo se non attraverso le
categorie messe in gioco dalla nostra lingua di appartenenza  il consenso sociale è tutto
convenzionalità = alla base di una lingua c’è il comune accordo tra i parlanti  contro questo: onomatopee

materia del contenuto = le lingue non solo ritagliano e segmentano il contenuto in modi diversi e arbitrari,
ma il contenuto stesso si presenta indipendentemente dal modo in cui le lingue lo modellano, come un
continuum indistinto
materia, sostanza e forma del contenuto = continuum, oggetti della nostra esperienza e ciò che differenzia
dalle altre lingue
statuto dei tratti semantici  immanenza = cogliere la lingua non come conglomerato di fenomeni non
linguistici, ma come una totalità autosufficiente, una struttura sui generis  esistenza indipendente di
elementi linguistici
prova di commutazione  da applicare al piano dell’espressione e al piano del contenuto, significato dei
semi che può essere definito facendo ricorso ad altre componenti semantiche
segno come relazione a tre posti (triadica)  costituita da representamen (corrispondente al piano
dell’espressione), oggetto e interpretante
oggetto immediato = (Peirce) oggetto come il segno lo rappresenta  un segno, nel momento in cui si
manifesta a un interprete, produce effetti che sono a loro volta segni , ma che servono a rendere esplicito
ciò che quel segno significa  secondi segni producono fuga degli interpretanti
mutamento d’abito = unico effetto mentale che può essere prodotto come interpretante logico ultimo 
modifica della disposizione ad agire in un certo modo in determinate circostanze. Tendenza che risulta da
esperienze precedenti

CAPITOLO 7
principio di composizionalità = il significato di un enunciato è risultato della somme degli elementi che lo
compongono  significato lessicale non presupposto dal significato frasale ma generato dal contesto
co-composizione = componenti di un sintagma si condizionino a vicenda nel definire il significato
complessivo del sintagma
forzatura del tipo semantico = classificazione dei tipi di significato, se una parola è legata a un argomento
appartenente ad un differente tipo semantico veicola obbligatoriamente una differente interpretazione di
quell’argomento
legamento selettivo = rendere conto degli usi creativi di una parola, come il contesto può determinare
sensi nuovi di una parola
circostanze di enunciazione = situazione fisica in cui una certa azione linguistica è compiuta e contesto
extralinguistico
indicali = parti del discorso come pronomi e avverbi di tempo e luogo che richiedono la specificazione di
alcuni punti di riferimento esterni alla lingua utilizzata  io, qui, ora = indicali puri
pragmatica linguistica = si occupa delle lingue in situazione, come una lingua sia effettivamente usata dai
parlanti per comunicare contenuti che vanno oltre ciò che le espressioni linguistiche (deissi e riferimento,
presupposizione, implicature, atti linguistici) usate dicono  la pragmatica si occupa del significato inteso
dal parlante
semantica = si occupa del significato convenzionale
riferimento = atto linguistico con capacità di disegnare oggetti del mondo attraverso espressioni
linguistiche, deissi = richiamo a ciò che è stato detto prima
presupposizione = termine ombrello, indica le inferenze o assunzioni che alcune strutture linguistiche
permettono di operare quando occorrono in una frase o in un testo (test di costanza sotto negazione:
negando la frase nel suo complesso si nega ciò che si dice, ma non ciò che si presuppone)  attivatori di
presupposizione: descrizioni definite, verbi di giudizio, verbi di cambiamento di stato, verbi fattivi…
marche sintattiche = categorie grammaticali e caratteri formali (plastici) dei segni iconici  marche
denotative = componenti del semema
atti linguistici = azioni che si compiono attraverso l’uso della lingua (rappresentativi, dichiarativi, espressivi,
direttivi, commissivi) + livelli di realizzazione di un atto: locutori (sequenza di suoni, rispetta la grammatica +
condizione di felicità: condizioni di buona formazione), illocutori (al contenuto dell’enunciato si aggiunge la
forza caratterizzante), perlocutori (effetti che causa l’atto linguistico) + atti linguistici indiretti (frase
proferita dovrebbe avere forza illocutoria, però è tipo meno  come una preghiera)
implicazione logica = deduzione, segue due forme, la prima modus ponendo ponens, la seconda è il
sillogismo)

CAPITOLO 8
condizioni della testualità: coesione, coerenza, informatività, intenzionalità e accettabilità, situazionalità,
intertestualità  hanno a che fare con la superficie di manifestazione del testo e con le relazioni
semantiche tra i suoi elementi costituitivi
- coesione = caratteristica legata alla grammatica e alla sintassi, produce il senso di unità del prodotto
linguistico o di compattezza della superficie del testo  raggiungibile attraverso la ricorrenza (ripetizione di
una stessa parola o sintagma), a pro-forme (pronomi) e ellissi (soggetto omesso), l’intonazione
- coerenza = caratteristica di tipo semantico che contribuisce a conferire continuità di senso al testo 
isotopie o categorie semantiche, legato all’informatività e all’accettabilità di un testo pronunciato con una
certa intenzione
- informatività = caratteristica legata al tasso di novità che il testo presenta per chi lo riceve, dipendente
dal ricevente
- intenzionalità = un testo per essere tale deve essere prodotto perché voluto da un locutore o da chi scrive
(riconoscibilità dell’intenzione)  programma d’azione o narrativo
- accettabilità = dipende dalle relazioni tra i partecipanti allo scambio comunicativo, il riconoscimento dello
scopo dello scambio e la valutazione reciproca del contributo che ciascuno offre allo scambio  sintetizzate
nel principio di cooperazione (Grice) = principio generale approssimativo che ci si aspetterà che i
partecipanti osservino (4 massime: quantità, qualità, relazione, modo)
- situazionalità = mette a fuoco l’eventuale dipendenza di un testo dalla situazione di proferimento o
produzione, dipende dunque dal co-testo e dalle circostanze
- intertestualità = rimando, esplicito o implicito, ad altri testi (citazione esplicita, parodia, riscrittura, lettura
post moderna, sceneggiature intertestuali)

Le condizioni di testualità sono applicabili anche ad arte visiva


(Greimas) primo livello di lettura delle immagini  figurativo (riconoscimento degli oggetti rappresentati) e
plastico (esame di: colore, forma, disposizione nello spazio)

Categorizzazione = ciò che ci permette di organizzare l’esperienza a diversi livelli: un livello di base, un
livello sovraordinato e un livello subordinato  dare senso all’esperienza stessa e alle immagini
interpretazione di un’immagine (Panofsky) = operazione cognitiva che coinvolge la sfera del significato
fattuale (primo livello di analisi, riconoscimento) + significato espressivo (secondo livello, sensibilità dettata
dall’empatia) + significato intrinseco (contenuto)  quindi:
- significati primari o naturali  fattuali o espressivi (descrizione pre-iconografica)
- significati secondari o convenzionali  temi e concetti specifici (iconografica)
- significato intrinseco o contenuto  attitudine, metodo compositivo (iconologica)

Categorie topologiche (relative allo spazio planare): alto, basso, destra, sinistra, periferico, centrale 
segmentano il continuum  categorie cromatiche e eidetiche (forma)
classificazione dei testi a partire dai linguaggi
- testi verbali  linguaggio linguistico
- testi figurativi  riconoscimento di figure, testi udibili e tattili
- testi plastici  tutto ciò che è possibile oggetto di percezione e di godimento estetico, musica inclusa
- testi sincretici  annunci stampa, audiovisivi (spot, film, programmi televisivi)

CAPITOLO 9
strutture discorsive = primo livello di strutture del contenuto, a questo livello si verificano due principali
strategie di comunicazione  relazione tra responsabile del testo e destinatario  cooperazione
interpretativa = relazione tra persone reali e istanze contenute nel testo (il lettore accetta il gioco di
finzione e prende per vero ciò che il testo dice, entra nel mondo rappresentato dal racconto)
(prima procedura interpretativa) riferimento alle circostanze di enunciazione  differenza tra testi parlati
e testi scritti (Eco): nel testo scritto, il riferimento alle circostanze di enunciazione determina il genere
testuale

Isotopia = insieme ridonante di semi che rende possibile la lettura uniforme del racconto  semi
contestuali (classemi)
crittografia mnemonica = alta forma di enigmistica, si fonda sul doppio senso delle parole con cui si scrive
topic = fenomeno pragmatico che consiste nell’individuare l’argomento o tema principale di cui tratta un
testo e che serve a delimitare la fuga degli interpretanti  tema (a volte implicito altre esplicito)  topic
come ipotesi che dipende dall’iniziativa del lettore
connettore isotopico = una stessa parola rilevante per più isotopie, punto di interconnessione tra diverse
isotopie
quadrato semiotico (Greimas) = relazioni gerarchiche e di opposizione come principi di articolazione
generale  contrarietà come opposizione fondamentale  s1 e s2 (contrari) s1 e -s1 (contraddittori) -s1 e
-s2 (subcontrari)

CAPITOLO 10
strutture narrative (Eco)  fabula (cronologico) e intreccio (non cronologico)
intreccio = manifestazione del testo, modo in cui l’autore decide di rappresentare una vicenda
ricostruzione della fabula = primo passo di cooperazione per il lettore
condizioni della fabula: stato iniziale, trasformazioni, stato finale  momento centrale = mutamento (Eco,
trasformazione per Greimas)
semema = testo virtuale, testo come espansione del semema  semema = parola
soggetto / oggetto di valore (attanti di base)  congiunzione / disgiunzione
attante = colui che compie o subisce l’atto, parte di un sistema che si sviluppa secondo relazioni di
opposizione o di tipo gerarchico, posizione all’interno di un sistema di relazioni
enunciati narrativi di base: enunciati di stato (dell’essere) e enunciati di trasformazione (del fare)  tra lo
stato iniziale e quello finale si collocano gli enunciati di trasformazione
programma narrativo = successione di due enunciati di giunzione  l’enunciato del fare completa e rende
esplicita la causa della trasformazione
struttura essenziale della narratività  schema applicabile a diversi frame (frame del fare  stato iniziale
che conduce ad uno stato finale attraverso una serie di passi che completano la scena prototipica dello
schema narrativo canonico)
- stato iniziale: disgiunzione del soggetto dall’oggetto di valore
- trasformazione: fare del programma narrativo, suscettibile ad espansione  2 fasi: azione finalizzata
all’acquisizione dell’eventuale strumento + azione principale
- stato finale: congiunzione tra soggetto e oggetto di valore
fasi dello SNC
- manipolazione = avvio dell’azione  comparsa del destinante e del destinatario (destinante in qualche
modo cerca di far fare qualcosa al destinatario)
- competenza = sequenza di azioni finalizzate a rendere il soggetto capace di compiere l’azione principale
 modalizzare il soggetto rispetto a dovere/volere/potere/sapere (manifestate attraverso verbi)
- esecuzione (performanza) = fase centrale di trasformazione  congiunzione soggetto/oggetto
- sanzione = stato finale in cui l’obiettivo viene o meno raggiunto
programma narrativo d’uso = contesto narrativo subordinato al PN principale dove avviene la
modalizzazione  i dispositivi (modalità) diventano quindi oggetti di valore modali, funzionali al
raggiungimento dell’obiettivo del PN principale
ruolo attanziale = attante modalizzato, così come si trova in un PN, posizione nella successione
sintagmatica dei programmi narrativi

CAPITOLO 11
pigrizia del testo  ogni testo reca in sé le tracce di chi lo ha materialmente prodotto  Io/qui/ora frutto
di una scelta da parte di un enunciatore (NON coincide con l’autore empirico del testo, in quanto persona
concreta) e sono strategicamente orientati ad un destinatario detto enunciatario
débrayage = operazione (riguardante il tempo) alla base di goni atto linguistico o manifestazione espressiva
- débrayage attanziale  disgiunzione del soggetto dell’enunciazione e proiezione nell’enunciato di un
non-io
- débrayage temporale  postulazione di un non-ora distinto dal tempo dell’enunciazione
- débrayage spaziale  opposizione al luogo dell’enunciazione di un non-qui
embrayage = ritorno all’enunciazione (es. chiusura di una battuta di dialogo all’interno del racconto  dare
la parola a un personaggio rappresenta un débrayage, la conclusione costituisce un embrayage, ovvero un
ritorno alla situazione enunciativa di partenza)
es. nei film, l’embrayage era segnalato dalla parola FINE (THE END)
i tempi verbali esprimono il modo in cui le azioni significate vengono presentate  aspetto verbale, le
principali forme aspettuali sono:
- durativa  azione rappresentata nel suo farsi
- puntuale  azione come evento privo di durata
- iterativa  ripetersi ciclico dell’azione
- incoativa  perifrasi, azione nella sua fase iniziale (iniziare, cominciare)
- terminativa  azione nella fase conclusiva
attore = unità lessicale suscettibile di ricevere degli investimenti di sintassi narrativa di superficie e di
semantica discorsiva  figura autonoma dell’universo del discorso
configurazioni discorsive = possibilità di sviluppo sintagmatico  percorso figurativo = selezione che il
testo fa delle configurazioni discorsive
ruolo tematico = ruolo stereotipato all’interno di un frame, attore assume il tema indicato dalla
configurazione discorsiva e lo realizza in un concreto percorso figurativo
ruolo attanziale = componente narrativa da affiancare al ruolo tematico
oggettivazione = strategia narrativa, uso della terza persona e del presente
principio della negoziazione = il confine tra interpretazione e uso viene definito attraverso il dibattito
interno alla comunità scientifica di riferimento

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