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Come nasce e si realizza la colonna sonora musicale di un film.

-Le fonti sonore nella sala cinematografica

Inizialmente nel film muto la sorgente sonora era una sola: un semplice pianoforte posto sotto lo
schermo.
Quando è apparso il suono registrato la sorgente sonora è passata dietro lo schermo e suddivisa
in 3 punti di emissione: il primo al centro dello schermo in basso, secondo e terzo ai lati dello
schermo, all’altezza degli occhi dell’attore.
Questa trasformazione ha segnato il passaggio dall’ emissione monoaurale all’emissione
stereofonica frontale, che garantisce un ascolto più preciso.

All’epoca del monoaurale ci pensava la struttura della sala cinematografica a conferire una certa
spazialità, anche tramite l’impiego di strumento capaci di per sé di fornire una coda sonora
paragonabile alla riverberazione per alonare altri strumenti in unisono con loro ma non dotati di tale
proprietà.
La stereofonia ha aperto le porte alla cultura della profondità spaziale a 360 gradi.
Tale innovazione ha provocato all’inizio una vera e propria alterazione di alcuni codici acustici,
introducendo di fatto una diversa cultura del suono.

-Gli operatori del settore:


La presenza di contenuti sonori di origine diversa da quella musicale ha reso sempre più
complessa la costruzione di una colonna sonora: oggi vi sono svariate figure professionali:
Il sound designer, il direttore della cinematografia dei suoni, il music editor (cura la
sincronizzazione all’immagine e il montaggio delle musiche registrate), il music contratto ( assicura
al maestro gli elementi necessari per la sua musica nei tempi e nei modi necessari alla
produzione.) infine il copista, cronista della vita produttiva del compositore nonchèè primo lettore.

-Aspetto musicale nella colonna sonora di un film:


Sino agli ani 60’ la colonna sonora è stata incisa in formato monoaurale, poi il formato è diventato
stereofonico ( due canali nel settore discografico che corrispondono ai 4 canali cinematografici), a
partire dagli anni 80’ questi due formati sono stati sostituiti da quello digitale, che ha 6-8 canali di
diffusione in sala.
Il formato stereofonico di ascolto prevede le seguenti condizioni:
1) avere al centro dello schermo un primo canale con il suono portante del dialogo e degli effetti
ad esso correlati
2) avere ai due lati dal retroschermo la rappresentazione stereofonica o ambientale di ciò che
vedo o che voglio far vedere.
3) avere sugli altoparlanti di diffusione in sala l’ambienza relativa al contenuto musicale posto
frontalmente , unitamente alla spazialità di ambienti o all’eufemistica di una movimentazione
avanti-dietro o da lato a lato della sala, ma fuori dello schermo.
Nelle colonne sonore in monoaurale non vi era molto “spazio acustico” disponibile per far confluire
simultaneamente i diversi contenuti sonori che si mascherassero tra loro.
Con la stereofonia e la spazialità si è potuta incrementare la simultanea presenza di più contenuti
sonori ed in tal modo si è potuto riempire lo spazio, incrementare le emozioni e aumentare la
spettacolarità.

-analisi dell’allestimento:
Il music editor è preposto ad assistere il compositore e gli orchestrato nella fase preparatoria e
nella successiva stesura, fornendo tutti gli elementi riguardanti il posizionamento temporale delle
singole battute di dialogo e/o di effetti importanti da commentare o supportare correttamente nel
tempo di svolgimento.
Per farlo pre-regista dei clic che garantiscono l’esattezza, rispetto all’immagine, del punto d’inizio
della musica, dei sincroni intermedi e della fine.

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Uno dei vantaggi di questa tecnica è che consente di di ripetere, in caso di errori, un certo numero
di battute senza rischiare di cambiare il tempo di esecuzione oppure alterare la lunghezza del
brano inciso.

-La stesura

Raggiunto l’accordo tra regista e compositore su che cosa fare il procedimento è questo:
1) Si identificano le aree del film che richiedono il supporto della colonna musicale
2) a ciascuna di esse si assegna un numero preceduto dalla lettera M. Si avranno quindi tanti M
quanti sono i brani da musicare.
3) Alla sigla ottenuta può seguire una parola di descrizione della scena . Questa identificazione
viene riportata nel deposito SIAE a condizione che non sia troppo modificata a seguito di
missaggio e montaggio sonoro.
Ad ogni M corrisponderà una durata ed un’idea musicale di essa, è in pratica la stesura del
cosiddetto brogliaccio: una linea guida per la stesura della partitura.
Oltre al brogliaccio al compositore sono fornite dal music editor ulteriori informazioni riguardanti la
scena e la presenza di dialogo o particolari effetti.
La partitura di una musica di un fim risulta in effetti composta dall’insieme delle partiture dei singoli
M.
Nella partitura sono generalmente riportati i tempi parziali d’esecuzione per permettere al direttore
d’orchestra di avere un costante riferimento alla scena ed essere in grado di modulare la velocità
d’esecuzione nel rispetto dei suoni.

-Allestimento della registrazione.

A seconda della disponibilità delle orchestre viene preparata la lista di una sequenza di
registrazioni che prevede all’inizio l’organico maggiore, poi un organico sempre minore.
Il compito del music contractor è di valutare i tempi di realizzazione in base alla lunghezza degli
anelli da incidere e di stabilire l’agenda delle registrazioni.

-Le registrazioni:
Agli albori del cinema erano tutte monoaurali e si usavano grandi/medie orchestre.
L’avvento della tecnologia stereofonica ha permesso di effettuare due tipi di lavorazioni originali:
1) registrazione multimicrofonica diretta: i microfoni vengono posizionati in sala sui vari strumenti
ed i suoni incisi su singole piste di un registratore multipiste. Permette di modificare e
miscelare le diverse registrazioni attraverso un missaggio eseguito in funzione dei vari formati
cinematografici di diffusione e di aggiungere sonorità e spazialità necessarie alla completezza
del suono e dell’immagine tempo.
2) La realizzazione a strati o sovrapposizioni della partitura: registrazione separata di singoli
gruppi di strumenti, solisti, cori, suoni elettronici o altri gruppi strumentali.

-Mixage delle musiche per il film


Il momento in cui il foglio di una partitura diventa udibile esattamente com’è stato scritto .
Questo permette di predisporre i vari M tutti diversi tra loro ma tutti tratti dalla stessa partitura
attraverso missaggi separati, conferendo a ciascuno sonorità, presenza e spazialità richieste dallo
svolgersi del racconto filmico.

-Colonna internazionale:
Per far comprendere il dialogo senza toccare la colonna sonora originale si usano i sottotitoli,
accettati quasi ovunque nel modo.
Il cambiamento della colonna sonora avviene invece quando si sostituisce il dialogo originale con
uno doppiato in un’altra lingua.
La nuova edizione della colonna sonora avviene con la lavorazione del doppiaggio applicato a
una separata colonna sonora del film detta colonna internazionale, che contiene tutti i suoni
presenti nel film tranne i dialoghi.

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