Sei sulla pagina 1di 4

APPARATO RIPRODUTTORE FEMMINILE

È costituito da: organi genitali (ovaie), vie genitali (tube uterine, utero, vagina) e genitali esterni (vulva).

Anche se si chiama apparato genitale, va fatta una differenza tra organi genitali con funzione anche
endocrina (ormoni) e le vie genitali che permettono il passaggio dell’ovulo dalle ovaie per essere fecondato.
Dopo essere fecondato, l’utero ha il compito di accogliere l’embrione e la vagina costituisce il canale che
nel momento del parto permette l’uscita del feto. Le ovaie sono le gonadi femminili, producono gameti
(cellule uovo) e rilasciano ormoni (estrogeni e progesterone) importanti nel ciclo ovarico e per favorire
l’attacco dell’ovulo all’utero e per creare l’ambiente necessario per poter portare avanti la gravidanza. Gli
ovuli alla nascita non sono maturi ma sono ovociti primordiali costituiti esternamente da epitelio
monostratificato. Follicolo primordiale= oocita primario + cellule follicolari. L’ovaio è situato a destra e
sinistra dell’utero ed ha un colore bianco intenso. Via via cambia colore, rosso intenso prima del menarca e
man mano inizia ad avere tante cicatrici sulla parete esterna determinate dagli ovuli che sono maturati e si
sono distaccati. Nella menopausa l’ovaio assume un aspetto detto “buccia d’arancia.

Estrogeni e progesterone non vengono rilasciati nelle stesse quantità durante le varie fasi vitali ne
subiscono lo stesso picco:

1) Rilascio basale stimolato dall’ipofisi;


2) Fase ovulatorio= picco di estrogeni;
3) Fase luteica= picco di progesterone.

Ogni ovulo è avvolto da una capsula che quando può essere fecondato (fase ovulatoria) scoppia e il liquido
che era contenuto nel citosol va a formare il corpo luteo che da una parte permette all’ovulo di poter
essere fecondato e nel caso venga fecondato fornisce all’ovulo quei nutrienti necessari per il suo
accrescimento. Nella fase mestruale l’ovulo è maturo e può essere fecondato e quindi dall’ovario passa
nella tuba uterina dove è fecondato e poi scende nell’utero dove il progesterone e il corpo luteo creano
l’ambiente necessario per l’attacco dell’ovulo secondario alle pareti dell’utero. Il progesterone deve
mantenere liscia la parete dell’utero per favorire l’attaccamento con la fusione tra la capsula dell’ovulo e la
parete dell’utero e man mano aumentare le sue dimensioni. Se si ha la fecondazione dell’ovulo ma non c’è
una giusta quantità di progesterone, l’ovulo fecondato non scende nell’utero generando una gravidanza
extrauterina. Essendo la tuba molto piccola non ci sarà spazio vitale per accogliere l’embrione.

Le ovaie sono formate da:

- Margine anteriore= meso ovarico, ovvero una piega mesenterica che proviene dal legamento largo
dell’utero e veicola vasi e nervi nell’ovaio.
- Polo superiore= legamento sospensore dell’ovaio, veicola vasi e nervi (arteria e vena ovarica)
- Polo inferiore= legamento proprio dell’ovaio o utero ovarico, va all’angolo tubarico dell’utero

Le ovaie sono circondate dalla borsa ovarica ovvero un’estroflessione del peritoneo. Nell’ovaio
distinguiamo zona corticale e zona midollare. Nella corticale troviamo i follicoli, complesse strutture a vari
stadi di maturazione e contenenti l’oocita in differenziamento. Tra le due c’è un tessuto epiteliale definito
tonaca albuginea. Nell’ovaio riconosciamo gli ovuli nei diversi stati di proliferazione. (vedere quanti stati
sono)

Ovulo germinativo= contiene il corpo luteo. Questo si distacca ed è disponibile per essere portato a livello
della tuba. Questo è permesso dagli ormoni e da una certa contrattilità che è una caratteristica della tuba
perché essa all’interno presenta delle pieghe che contraendosi spostano l’ovulo grazie alla presenza di ciglia
sulle cellule dell’epitelio, non solo per garantire il passaggio dell’ovulo ma anche quello degli spermatozoi.
Al tempo stesso è necessario che il microambiente dove arrivano gli spermatozoi deve essere uguale a
quello da cui provengono, si possono avere infatti alterazioni del pH in caso di infezione batterica. Spesso
sono asintomatiche ma possono ridurre la fertilità perché per lungo tempo abbiamo alterato il
microambiente. Gli spermatozoi risalgono fino alle tube uterine. L’uovo è fecondato nell’ampolla della tuba
e raggiunge l’utero solo dopo i primi stadi di divisione cellulare. La sterilità nasce da tanti fattori soprattutto
dalla concentrazione di ormoni che cambia dopo il ciclo mestruale ed è importante avere un picco per
favorire l’ovulazione. Purtroppo siamo a contatto con molte sostanze con una struttura steroidea (es.
inquinanti ambientali) molto simili a estrogeni e progesterone e quando entrano nel corpo trovano il loro
recettore al quali si legano e generano eventi che in realtà devono essere attivati dai nostri ormoni. Questo
nella donna altera il ciclo ormonale e quindi è come se usassimo anticoncezionali mantenendo sempre alti i
livelli di entrambi gli ormoni, quindi non ci sono picchi e non c’è l’ovulazione. Ciò avviene non solo in modo
volontario tramite gli anticoncezionali ma anche involontario assumendo sostanze esterne che funzionano
come tali. Lo sviluppo degli ovuli nella donna non è aciclico ma è a step, ci vengono donati ovuli alla nascita,
poi maturano e restano silenti nell’età fertile per poi andare incontro a fecondazione. Nell’uomo gli
spermatozoi proliferano e maturano in modo ciclico.

L’utero è situato nella cavità pelvica, parzialmente coperto da peritoneo. È un organo impari, cavo e
mediano. Riconosciamo il fondo che si trova superiormente allo sbocco delle tube uterine, il corpo che
accoglie l’embrione, è un legamento largo, utero-ovarico, rotondo. Le pieghe del peritoneo formano in
avanti, il cavo utero vescicale e indietro il cavo utero rettale. Il collo che termina nella vagina con il muso di
tinca dotato di molta elasticità per il passaggio del feto. Riconosciamo una faccia anteriore e una posteriore
e due margini laterali. È tenuto insieme da legamenti (legamenti utero-sacrali e rotondo verso la vagina e
legamenti cardinali nel fondo dell’utero) ma è dotato di grossa elasticità. Prende contatto superiormente
con diaframma e stomaco, posteriormente con la vescica e a destra con il fegato. Riconosciamo tre strati
nella parete (dall’interno all’esterno):

- Endometrio: zona funzionale e basale, costituito da epitelio cilindrico semplice e da tonaca mucosa
che secerne muco e determina il microambiente. L’epitelio cilindrico è in grado di rigenerarsi
continuamente sotto il controllo degli ormoni. Gli effetti degli ormoni regolano la fase rigenerativa
(si forma nuovo epitelio), la fase proliferativa (ispessimento delle pareti con produzione di muco), la
fase secretiva (produzione di progesterone) e la fase desquamativa (se non c’è gravidanza tutto
questo viene distrutto con rottura dei capillari e quindi con il ciclo mestruale). I vasi si sfaldano ma
hanno una vasocostrizione spontanea per bloccare il flusso, si formano trombi a livello terminale
impedendo la fuoriuscita di sangue. Anche quando c’è il distacco della placenta, sotto l’effetto
dell’ossitocina durante il travaglio, si ha vasocostrizione quindi non si ha più perdita di sangue.
- Miometrio: tonaca muscolare liscia molto vascolarizzata. È formata da 3 strati: strato interno: fasci
di fibre a decorso longitudinale; strato medio: fasci a decorso obliquo o circolare in grado di
occludere i vasi ed evitare quindi emorragie durante il secondamento; strato esterno: fasci a
decorso longitudinale. L’utero deve avere enormi capacità contrattili e infatti può triplicare le sue
dimensioni. Se non avesse questa struttura di maglie che gli permettono di dilatarsi e non rompersi,
si potrebbe avere solo una gravidanza. Invece non perde la sua elasticità, ha enorme capacità
contrattile che permette la fuoriuscita del feto e torna in condizioni originali in pochi mesi.
- Perimetrio: avvolge l’utero, nasce dal peritoneo, è costituito da tessuto connettivo che oltre a
ricoprirlo, lo mantiene in sede insieme ai legamenti.

Ciclo mestruale. Nel corpo dell’utero (o collo) l’endometrio subisce continue modificazioni acicliche. Gli
stimoli provengono dal FSH e LH prodotti dall’adenoipofisi. L’FSH ha una fase costante durante le varie
fasi del ciclo. Al tempo zero, cioè nella fase iniziale, c’è il rilascio costante, ma basso perché non è
necessaria la maturazione di un altro follicolo e non ci sarebbe la possibilità per l’utero di accogliere un
ovulo fecondato. Questo accade fino al 13 giorno. Dal 13 al 14 giorno si ha un picco di rilascio di FSH e
LH. Dopodichè è di nuovo tutto costante. Gli estrogeni, invece, non hanno un picco, tendono ad
aumentare gradualmente e il picco si ha insieme a quello di FSH ed LH. Dopodichè il picco si abbassa e
comincia quello del progesterone che deve garantire il microambiente per l’ovulo fecondato. Se ci fosse
un picco di progesterone nel tempo zero, per avere il picco di estrogeni ne dovremmo rilasciare ancora
di più. Dopo il ciclo di sono le 4 fasi.

Anticoncezionali. Somministriamo estrogeni dal tempo zero e quindi sono sempre in quantità elevata e
non abbiamo il picco. Visto che il picco corrisponde alla fase proliferativa, questa fase non si avrà mai
(formazione vasi e ambiente dell’utero al quale si deve legare l’ovulo fecondato). Quindi anche se si ha
la maturazione del follicolo, questo non può essere fecondato perché ci troviamo in condizioni in cui gli
ormoni sono tutti alti. Tutto l’apparato genitale femminile è irrorato dall’arteria uterina e ovarica che si
originano dall’aorta addominale. Le vene si immettono nella vena mesenterica e nella vena cava
inferiore.

Le tube uterine sono composte da epitelio cilindrico con cellule ciliate. Le loro pareti sono costituite da
muscoli per facilitare la contrazione per espellere l’ovulo. Le tube sono il collegamento tra ovaio e utero.
Sono lunghe 14-15 cm e hanno un diametro costante mai superiore ai 3 cm. In prossimità delle ovaie
tendono ad allungarsi perché formano estroflessioni avvolgendo l’ovaio definite fimbrie, mentre il canale
vero e proprio prende il nome di infundibolo.

- Infundibolo: più vicino all’ovaio con proiezioni che lo avvolgono dette fimbrie ma non sono
connesse. Presenza di ciglia per il trasporto dell’ovulo.
- Ampolla: parete muscolare che si ispessisce man mano che arriva all’utero
- Istmo: connessione con l’utero, cellule secernenti nutrienti e liquido per aiutare gli spermatozoi.

APPARATO GENITALE MASCHILE

È costituito da:

- organi genitali/gonadi (testicolo nei quali si ha produzione di ormoni),


- vie genitali (gli spermatozoi dai testicoli vengono veicolati all’esterno tramite l’epididimo, il
condotto deferente, il condotto eiaculatorio e l’uretra)
- grosse ghiandole annesse alle vie urinarie (vescichette seminali, prostata e ghiandole bulbo-
uretrali)
- organi genitali esterni (pene, ovvero l’organo copulatore)

Le gonadi producono i gameti (cellule aploidi) e ormoni sessuali. L’unione di gameti maschili e femminili
darà origine allo zigote. Gli ormoni hanno funzioni fondamentali:

- controllano lo sviluppo dei gameti e delle vie genitali;


- influiscono sullo sviluppo del corpo e di molti tessuti, sui caratteri sessuali secondari e sul
comportamento.

Lo scroto è una sacca formata dalla cute e dalla fascia superficiale. Si trova alla radice della coscia e alla
base del pene. Un setto lo divide in 2.
Per la fecondazione serve un solo ovulo e molti spermatozoi per la rottura della parete esterna grazie alla
loro azione corrosiva.

I testicoli presentano al loro interno gli spermatozoi, hanno una forma ovoidale e sono formati da una
tunica vaginale (esterna) e una tunica albuginea (interna). Hanno numerosi setti che formano tanti spicchi
definiti lobuli. Una volta maturati gli spermatozoi devono essere condotti alle vie genitali. Per maturare,
cioè essere dotati di motilità, è necessario il fruttosio. Inoltre, per la fertilità è importante la temperatura
che deve essere abbastanza bassa. Perciò testicoli e cellule del Sertoli sono vascolarizzati da vasi che
circondano i lobuli e mantengono la temperatura bassa. È necessario evitare i pantaloni stretti perché
alterano la temperatura.
Le cellule del Sertoli formano la barriera ematica-testicolare con la funzione di trasporto di nutrienti alle
cellule germinative e mantengono la temperatura adeguata. Altre cellule importanti a livello dei testicoli
sono le cellule di Leydig che sono cellule interstiziali nel connettivo che circonda i tubuli seminiferi che
riversano gli spermatozoi. La loro maturazione avviene sotto l’azione di testosterone, responsabile anche
dei caratteri sessuali secondari che distinguono uomo e donna (tono della voce, distribuzione del grasso e
massa muscolare). Una volta che gli spermatozoi cominciano a convogliare dai tubuli seminiferi arrivano nel
tubulo retto, poi nella rete testicolare, nei condotti efferenti escono poi dal testicolo attraverso il
mediastino e arrivano all’epididimo cioè la parte esterna del testicolo che presenta numerosi ripiegamenti
che permettono il passaggio degli spermatozoi. Tende ad ispessirsi nella parte superiore e distinguiamo la
testa (dove arriva il condotto efferente), il corpo e la coda che va verso l’alto. Per permettere il passaggio di
spermatozoi è necessaria la presenza di ciglia, la capacità contrattile ma anche la motilità della coda degli
spermatozoi. Se uno spermatozoo è capace di muoversi da solo, vuol dire che è maturo e pronto per
fecondare. Mentre una volta maturati tutti gli ovuli sono uguali, gli spermatozoi devono rompere la
struttura esterna dell’ovulo e penetrarvi, di conseguenza solo quelli con una buona capacità contrattile
possono attraversare l’epididimo. (rivestito di mucosa con epitelio pseudostratificato)?
Infatti quando sono immaturi attraversano lentamente l’epididimo (20 giorni) per essere poi maturi. La
parete muscolare dell’epididimo funziona poco durante la maturazione ed ha un picco di contrazione in
caso di eiaculazione (quando lo sperma è spinto dalla coda nel condotto deferente). Quelli non maturi
vengono riassorbiti quindi non si perdono, gli ovuli non fecondati invece sì. L’uomo è sempre feritile, dalla
pubertà fino alla fine, l’unica cosa che può inibire la sua fertilità è la motilità degli spermatozoi ma la
quantità prodotta è costante. Dall’epididimo vanno nella cavità pelvica e poi nell’uretra. Per la
vascolarizzazione, nell’uomo c’è maggiore irrorazione agli organi esterni (a differenza delle donne). I
testicoli sono raggiunti dall’arteria testicolare, ramo dell’aorta addominale discendente. Il sangue refluo è
raccolto da vasi venosi interno all’arteria testicolare. La vascolarizzazione è necessaria per la temperatura,
per l’erezione e per l’eiaculazione. L’ultima parte dell’apparato è formato dalla struttura cavernosa che
circonda l’uretra e la troviamo solo nell’uomo a livello del pene. È fondamentale in più la presenza di
monossido di azoto con azione vasodilatante. È importante a livello dei vasi per la pressione arteriosa, nel
pene la vasodilatazione vuol dire apporto di sangue con capacità di trasportare all’esterno gli spermatozoi.
Attiva la guanilato ciclasi che fosforila e impedisce la contrazione di actina e miosina (così funziona il
viagra).

La tonaca vaginale è una membrana sierosa di derivazione peritoneale organizzata in due foglietti, più
esternamente vi è la fascia spermatica. I testicoli sono sospesi nello scroto= polo superiore con il funicolo o
cordone spermatico, polo inferiore con il legamento scrotale. Nel margine posteriore è presente un
addensamento connettivale detto mediastino. Il testicolo è diviso in 250-300 compartimenti a forma di
spicchi, detti lobuli. Ciascun lobulo contiene da 1 a 4 tubuli seminiferi che producono gameti. I tubuli hanno
pareti muscolari elastiche e nel lume un epitelio stratificato detto epitelio germinativo.

Ghiandole accessorie. Sono:

- vescicole seminali= parete posteriore della vescica;


- ghiandole bulbo-uretrali;
- prostata (impari)= sotto la vescica, circondata dall’uretra e formata da ghiandole tubulo alveolari.

Producono la maggior parte del liquido seminale nel quale gli spermatozoi sono immessi. Il ciclo spermatico
non si può regolare, quello ovarico si. Le cellule staminali degli spermatozoi sono gli spermatogoni, che si
trasformano in spermatociti, poi in spermatoide e infine in spermatozoo.