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DCFR Translation Project (Rules only)

English – Italian

Le traduzioni del Draft Common Frame of Reference (DCFR) in italiano, spagnolo, polacco, francese
e tedesco erano state commissionate ad un network di università europee, coordinato dallo Europe-
an Legal Studies Institute di Osnabrück (contact: schulte-noelke@uni-osnabrueck.de, tender no.
JUST/2010/CONT/PR/0003/A4). Fino a qualche anno fa, dette traduzioni erano disponibili sul sito
della Commissione Europea all’indirizzo http://ec.europa.eu/justice/contract/files/european-priva-
te-law_it.pdf; ora il link è stato rimosso.

Questo pdf mette a disposizione della comunità scientifica il lavoro di traduzione delle Regole e
delle Definizioni (in calce al pdf ) – non dei Commenti, che sono comunque a disposizione di chi li
volesse richiedere per ragioni di ricerca.

La traduzione svolta dall’unità italiana ha visto il coinvolgimento di molti ricercatori di varie univer-
sità italiane ed è stato coordinato dall’Università degli studi di Torino, Prof. Gianmaria Ajani, Prof.
Barbara Pasa, Dr. Elena Grasso, Dr Lorenzo Bairati, and Dr. Chiara Cravetto.
LIBRO I

DISPOSIZIONI GENERALI

I.-1:101: Ambito di applicazione


(1) Le presenti regole sono destinate principalmente ad essere impiegate in relazione ai contratti
ed agli atti giuridici, ai diritti e alle obbligazioni contrattuali e non contrattuali, nonché alle
questioni connesse in materia di proprietà e di diritti sui beni.
(2) Esse non sono destinate ad essere impiegate o applicate, senza modificazioni o integrazioni, a
diritti ed obblighi di natura pubblicistica, né, tranne che sia diversamente disposto, alle questioni
che riguardano:
(a) lo statuto o la capacità delle persone fisiche;
(b) i testamenti e le successioni;
(c) i rapporti di famiglia, matrimoniali e simili;
(d) le cambiali, gli assegni, i vaglia cambiari e gli strumenti negoziabili;
(e) i rapporti di lavoro;
(f) i diritti reali e di garanzia su beni immobili;
(g) la creazione, la capacità, l’organizzazione interna, la regolamentazione o lo
scioglimento delle società e di altri enti, che siano o non siano dotati di personalità
giuridica;
(h) le questioni relative principalmente alla procedura o all’esecuzione
(3) Ulteriori limitazioni all’applicabilità delle presenti regole sono enunciate nei Libri seguenti.

I.–1:102: Interpretazione
(1) Le presenti regole devono essere interpretate e sviluppate in modo autonomo e
conformemente agli obiettivi ed ai principi che le ispirano.
(2) Esse devono essere lette alla luce degli strumenti applicabili posti a garanzia dei diritti della
persona e delle libertà fondamentali, così come delle norme costituzionali vigenti.
(3) La loro interpretazione e completamento si svolgono avendo riguardo alla necessità di
promuovere:
(a) l’uniformità dell’applicazione;
(b) la buona fede e la correttezza;
(c) la certezza del diritto.
(4) I casi che rientrano nell’ambito di applicazione delle presenti regole, ma che non sono da
queste considerate in modo esplicito sono, per quanto possibile, regolati in accordo con i principi
che le ispirano.
(5) Qualora una regola generale ed una regola speciale si applichino ad una determinata
situazione, la regola speciale prevale in caso di conflitto.

I.–1:103: Buona fede e correttezza


(1) Per “buona fede e correttezza” s’intende uno standard di comportamento caratterizzato da
onestà, trasparenza e considerazione degli interessi dell’altra parte rispetto all’affare o al
rapporto in questione.
(2) In particolare, è contrario a buona fede e correttezza agire in modo incoerente rispetto ad una
propria precedente dichiarazione o comportamento, a svantaggio della parte che su tale
dichiarazione o comportamento abbia fatto un ragionevole affidamento.

I.–1:104: Ragionevolezza
La ragionevolezza deve essere obiettivamente accertata, tenendo conto della natura e dello scopo
di ciò che deve essere fatto, delle circostanze del caso e degli usi rilevanti e delle prassi.

I.–1:105: “Consumatore” e “Professionista”


(1) Per “consumatore” s’intende la persona fisica che agisce principalmente per scopi estranei
alla propria attività commerciale o professionale.
(2) Per “professionista” s’intende qualsiasi persona fisica o giuridica, pubblica o privata, che
agisce a fini relativi alla propria attività commerciale, lavorativa o professionale indipendente,
anche quando non intenda trarre profitto da tale attività.
(3) Qualora entrambi i paragrafi precedenti siano applicabili ad una persona, si considera
applicabile il paragrafo (1) in relazione ad una regola che ne disponga la protezione in quanto
consumatore, altrimenti si considera applicabile il paragrafo (2).

I.–1:106: “Per iscritto” ed espressioni simili


(1) Ai fini di queste regole, una dichiarazione è “per iscritto” se in forma testuale, su carta o altro
supporto durevole e in caratteri immediatamente leggibili.
(2) Per “forma testuale”, in relazione ad una dichiarazione, s’intende un testo formulato in
caratteri alfabetici o in altra forma intellegibile su qualunque supporto che permetta la lettura,
l’archiviazione dell’informazione ivi contenuta, e la sua riproduzione in forma tangibile.
(3) Per “supporto durevole” s’intende qualsiasi supporto su cui l’informazione è conservata allo
scopo di renderla accessibile per uso futuro, per un periodo di tempo adeguato ai fini
dell’informazione, e che permetta di riprodurre tale informazione in modo identico.

I.–1:107: “Firma” ed espressioni simili


.(1) Il riferimento alla firma di una persona comprende la sua firma autografa, la firma elettronica e
la firma elettronica avanzata; qualsiasi riferimento alla presenza della firma di una persona deve
essere interpretato in accordo con tale definizione.
(2) Per “firma autografa” si intende il nome o il segno che rappresenta una persona, scritto di
pugno da parte di quest’ultima, a scopo di autenticazione.
(3) Per “firma elettronica” si intendono dati in forma elettronica, che sono allegati oppure
connessi tramite associazione logica ad altri dati e che servono come metodo di autenticazione.
(4) La “firma elettronica avanzata” è una firma elettronica che soddisfa i seguenti requisiti:
(a) è connessa in maniera esclusiva al firmatario;
(b) è idonea ad identificare il firmatario;
(c) è creata con mezzi sui quali il firmatario può conservare il proprio controllo esclusivo;
(d) è collegata ai dati cui si riferisce in modo da consentire l'identificazione di ogni
successiva modifica dei dati.
(5) ‘Per ‘elettronico’ s’intende quanto è pertinente alla tecnologia elettronica, digitale,
magnetica, senza fili, ottica, elettromagnetica, o con caratteristiche simili.
I.–1:108: Definizioni
(1) Le definizioni contenute nell’Allegato riguardano tutte le funzioni di queste regole, tranne
che il contesto richieda diversamente.
(2) La definizione di un vocabolo riguarda tutte le sue forme grammaticali.

I.–1:109: Comunicazione
(1) Questo Articolo si applica alle comunicazioni effettuate per qualsiasi fine previsto dalle
presenti regole. Per comunicazione s’intende la comunicazione di un’informazione o di un atto
giuridico.
(2) La comunicazione può essere effettuata con ogni mezzo che sia appropriato alle circostanze.
(3) La comunicazione produce effetto dal momento in cui perviene al destinatario, salvo che sia
previsto un rinvio del suo effetto.
(4) La comunicazione è considerata pervenuta:
(a) quando sia consegnata al destinatario;
(b) quando sia consegnata presso la sede dell’attività principale del destinatario; in
assenza di tale sede o qualora la comunicazione non abbia contenuto professionale,
quando sia consegnata all’indirizzo della residenza abituale del destinatario;
(c) nel caso di trasmissione per via elettronica, quando diventi accessibile al destinatario;
oppure
(d) quando sia altrimenti resa disponibile al destinatario in un luogo e con una modalità
tali da renderne ragionevolmente possibile l’accesso senza ingiustificato ritardo.
(5) La comunicazione non ha effetto se la sua revoca raggiunge il destinatario prima o nello
stesso momento della comunicazione.
(6) Ogni riferimento nelle presenti regole ad una comunicazione effettuata da, o ad, una persona
comprende la comunicazione effettuata da, o ad, un mandatario della persona che ha il potere di
effettuarla o riceverla.
(7) Nei rapporti fra professionista e consumatore le parti non possono, a svantaggio del
consumatore, escludere la regola enunciata al paragrafo (4) lett. c) di questo Articolo, né
derogarvi, o modificarne gli effetti.

I.–1:110: Computo dei termini


(1) Questo Articolo si applica con riguardo al computo dei termini per qualsiasi fine previsto
dalle presenti regole.
(2) In conformità a quanto segue:
(a) un termine espresso in ore comincia all’inizio della prima ora e finisce con lo spirare
dell’ultima ora del termine;
(b) un termine espresso in giorni comincia all’inizio della prima ora del primo giorno e finisce
con lo spirare dell’ultima ora dell’ultimo giorno del termine;
(c) un termine espresso in settimane, mesi o anni comincia all’inizio della prima ora del primo
giorno e finisce con lo spirare dell’ultima ora del medesimo giorno dell’ultima settimana,
mese od anno disposto dal termine, o cade nella data successiva che in termini di settimane,
mesi o anni, corrisponde a quella da cui il termine decorre; qualora il termine sia espresso in
mesi o in anni ed il giorno di scadenza del termine non sia collocato nell’ultimo mese, il
termine finisce con lo spirare dell’ultima ora dell’ultimo giorno di tal mese;
(d) un termine che comprenda parte di un mese è computato considerando il mese come
composto da trenta giorni.
(3) Quando il termine è calcolato con riferimento ad uno specifico evento o ad un’azione:
(a) se il termine è espresso in ore, l’ora durante la quale si verifica l’evento o si svolge
l’azione non è computata nel calcolo del termine;
(b) se il termine è espresso in giorni, settimane, mesi od anni, il giorno durante il quale si
verifica l’evento o si svolge l’azione non è computato nel calcolo del termine;
(4) Quando il termine è calcolato con riferimento ad un momento specifico:
(a) se il termine è espresso in ore, la prima ora del termine è computata con inizio nello
specifico momento indicato, e
(b) se il termine è espresso in giorni, settimane, mesi od anni, il giorno durante il quale si
attua il momento specifico non è considerato per il computo del termine.
(5) Il termine comprende i sabati, le domeniche e le festività pubbliche, salvo il caso in cui tali
giorni siano espressamente esclusi, o si faccia riferimento ai soli giorni feriali.
(6) Quando l’ultimo giorno di un termine non espresso in ore è un sabato, una domenica, o una
festività pubblica nel luogo in cui l’azione si deve compiere, il termine finisce con lo spirare
dell’ultima ora del giorno feriale successivo. Questa disposizione non si applica ai termini
calcolati retroattivamente a partire da una determinata data o evento.
(7) Qualsiasi termine di due o più giorni è considerato come comprendente almeno due giorni
feriali.
(8) Nel caso di spedizione di un documento contenente un termine entro il quale il destinatario
deve rispondere o agire, privo di indicazione di inizio del termine, in mancanza di indicazione
contraria il termine è computato dalla data apposta quale data del documento o, in assenza di tale
data, dal momento in cui il documento raggiunge il destinatario.
(9) In questo Articolo:
(a)”festività pubblica”, con riferimento ad uno Stato Membro o ad una unità territoriale di
uno Stato Membro dell’Unione europea, indica qualsiasi giorno designato come tale dallo
Stato o da tale unità nella gazzetta ufficiale;
(b) per “giorni feriali” s’intendono tutti i giorni tranne i sabati, le domeniche e le festività
pubbliche.
LIBRO II

CONTRATTI ED ALTRI ATTI GIURIDICI

CAPITOLO 1: DISPOSIZIONI GENERALI

II. – 1:101: Significato di “contratto” e di “atto giuridico”


(1) Il contratto è l’accordo che tende a creare un rapporto giuridico obbligatorio o ad avere altri
effetti giuridici. È un atto giuridico bilaterale o plurilaterale.
(2) Per atto giuridico si intende qualsiasi dichiarazione o accordo, espresso o risultante
tacitamente da un comportamento, diretto in quanto tale a produrre effetti giuridici. Può essere
unilaterale, bilaterale o plurilaterale.

II. – 1: 102. Autonomia delle parti


(1) Le parti sono libere di stipulare contratti e altri atti giuridici e di determinarne il contenuto,
nel rispetto delle norme imperative applicabili.
(2) Le parti possono escludere l’applicazione di una qualsiasi delle norme seguenti relative ai
contratti o agli atti giuridici o ai diritti e alle obbligazioni che ne derivano, oppure derogare o
modificare i loro effetti, salvo che non sia altrimenti previsto.
(3) Una disposizione che preveda che le parti non possano escludere l’applicazione di una regola,
oppure non possano derogarne o modificarne gli effetti, non impedisce alla parte di rinunciare a
un diritto che è già sorto e di cui la parte è a conoscenza.

II.-1:103: Effetto vincolante


(1) Un contratto valido è vincolante per le parti.
(2) Un impegno unilaterale valido è vincolante nei confronti della persona che lo ha compiuto, se
nell’intenzione di questa l’atto è giuridicamente vincolante anche in assenza di una accettazione
(3) Questo Articolo non impedisce la modifica o l’estinzione di un qualsiasi diritto od
obbligazione nel caso di accordo tra debitore e creditore o qualora lo preveda la legge.

II.-1:104: Usi e pratiche


(1) Le parti sono vincolate dagli usi ai quali hanno acconsentito e dalle pratiche che hanno
instaurato tra loro.
(2) Le parti sono vincolate a ogni uso che si debba considerare generalmente applicabile tra
soggetti che si trovino nella medesima situazione delle parti, salvo che l’applicazione di tale uso
appaia irragionevole.
(3) Questo Articolo si applica a qualsiasi atto giuridico con gli opportuni adattamenti.

II.-1:105: Imputazione di conoscenza


Se un terzo, con il consenso di una parte, ha partecipato alla formazione del contratto o di
qualsiasi altro atto giuridico, o ha preso parte all’esercizio di un diritto o all’adempimento di
un’obbligazione da esso derivante, e
(a) ha avuto conoscenza o ha previsto o avrebbe dovuto conoscere o prevedere un fatto, o
(b) ha agito con dolo o con qualsiasi altro tipo di intenzione
tale conoscenza, previsione o intenzione è imputata alla parte.

II. 1: 106: Forma


(1) Né il contratto né qualsiasi atto giuridico necessitano della forma scritta o di altro requisito di
forma ai fini della conclusione, del perfezionamento o della prova.
(2) Qualora un contratto o qualsiasi altro atto giuridico debba considerarsi invalido solo per
ragioni attinenti all’inadempimento di un qualsiasi requisito di forma, una parte (la prima parte) è
responsabile per qualsiasi perdita sofferta dall’altra (la seconda parte) che ha agito credendo
erroneamente, pur se ragionevolmente , che esso fosse valido, purché la prima parte:
(a) fosse a conoscenza dell’invalidità;
(b) fosse o potesse ragionevolmente ritenersi essere a conoscenza del fatto che la seconda parte
agiva a suo detrimento e nell’erronea convinzione che esso fosse valido; e
(c) in maniera contraria alla buona fede e alla correttezza, abbia permesso alla seconda parte di
continuare ad agire in tale modo.

II. 1:107: Contratti misti


(1) Ai fini di questo Articolo un contratto misto è un contratto che contiene:
(a) porzioni che rientrano in due o più categorie di contratti regolati in modo specifico da queste
disposizioni; o
(b) una porzione rientrante in una di tali categorie ed un’altra rientrante in una categoria di
contratti disciplinata solo da regole applicabili ai contratti in generale.
(2) Quando un contratto debba ritenersi misto, e a meno che non debba ritenersi contrario alla
stessa natura e allo stesso scopo del contratto, si applicano le regole rilevanti per ciascuna
categoria alle corrispondenti porzioni del contratto e ai diritti e alle obbligazioni che ne derivano,
con gli opportuni adattamenti.
(3) Il paragrafo (2) non si applica qualora:
(a) una regola preveda che un contratto misto debba essere considerato rientrante principalmente
all’interno di una categoria; o
(b) nel caso non preso in considerazione dal precedente sotto-paragrafo, una parte di un contratto
misto sia in concreto così predominante che sarebbe irragionevole non considerare il contratto
rientrare principalmente all’interno di una categoria.
(4) Nei casi rientranti nel paragrafo (3) le regole applicabili alla categoria all’interno della quale
rientra principalmente il contratto (la categoria principale) si applicano al contratto e ai diritti e
alle obbligazioni che ne derivano. Tuttavia, le regole applicabili a qualsiasi elemento del
contratto che rientrano in un’altra categoria si applicano con gli adattamenti opportuni nella
misura in cui sia necessario per regolare quegli elementi e a condizione che essi non siano in
conflitto con le regole applicabili con la categoria principale.
(5) Nulla in questo Articolo osta all’applicazione di norme imperative.

II.-1:108: Invalidità parziale o inefficacia


Qualora un contratto o altro atto giuridico sia solo parzialmente invalido o inefficace, la restante
porzione continua a spiegare i suoi effetti se può essere mantenuta senza la porzione invalida o
inefficace.

II.-1:109: Clausole standard


Le clausole standard sono clausole non negoziate individualmente, che sono formulate
preventivamente per una pluralità di contratti con diverse parti.

II.-1:110:Clausole “negoziate non individualmente”


(1) Una clausola inserita da una parte non è negoziata individualmente se l’altra parte non ha
potuto influenzarne il contenuto, specialmente se è stata redatta preventivamente, sia che sia
elemento di una clausola standard o meno.
(2) Se una parte fornisce una selezione di clausole all’altra parte, una clausola non verrà
considerata negoziata individualmente per il solo fatto che l’altra parte l’ha scelta dalla
selezione.
(3) Se è controverso che una clausola inserita da una parte come clausola standard sia stata
successivamente negoziata individualmente, a quella parte incombe l’onere della prova
sull’effettiva negoziazione.
(4) In un contratto tra professionista e consumatore, al professionista incombe l’onere della
prova che una clausola inserita dal professionista sia stata negoziata individualmente.
(5) Nei contratti tra professionista e consumatore, le clausole redatte da un terzo sono considerate
inserite dal professionista, a meno che il consumatore non le abbia introdotte nel contratto.

CAPITOLO 2: NON DISCRIMINAZIONE

II.-2:101: Diritto di non discriminazione


Ognuno ha il diritto di non essere discriminato per motivi riguardanti il genere, l’etnia o
l’origine, in un contratto o in qualsiasi altro atto giuridico, il cui oggetto sia l’accesso o la
fornitura di beni mobili materiali, altri beni o servizi, che siano a disposizione del pubblico.

II.-2:102: Significato di “discriminazione”


(1) Per discriminazione si intende qualsiasi comportamento o situazione in cui, per motivi quali
quelli menzionati nel precedente Articolo,
(a) una persona è trattata meno favorevolmente di come un’altra persona è stata trattata o sarebbe
stata trattata in una situazione analoga; o
(b) una disposizione, un criterio o una prassi apparentemente neutri porrebbero un gruppo di
persone in una situazione di particolare svantaggio rispetto ad un altro gruppo.

(2) La discriminazione include altresì le molestie sulla base di motivi come quelli menzionati nel
precedente Articolo. Per “molestie” si intende un comportamento non desiderato (compreso
quello di natura sessuale) che viola la dignità della persona, in particolare quando questo
comportamento crea condizioni ambientali intimidatorie, ostili, degradanti, umilianti o offensive,
o quando mira a crearle.
(3) Qualsiasi istruzione finalizzata alla discriminazione equivale a discriminazione.

II.-2:103: Eccezione
Un trattamento iniquo che sia giustificato da uno scopo legittimo non equivale a discriminazione
se i mezzi impiegati per raggiungere tale scopo sono appropriati e necessari.

II.-2:104: Mezzi di tutela


(1) Se una persona viene discriminata contrariamente a quanto disposto all’Art. II.-2:101 (Diritto
di non discriminazione), e senza pregiudizio di qualunque altro mezzo di tutela disponibile nel
Libro VI (Responsabilità extracontrattuale derivante dal danno causato ad altri), sono disponibili
i mezzi di tutela contro l’inadempimento di un’obbligazione ai sensi del Libro III, Capitolo 3
(incluso il risarcimento dei danni per perdita patrimoniale e non patrimoniale).
(2) Qualsiasi mezzo di tutela garantito dovrebbe essere proporzionato al danno o al tentativo di
arrecare danno; l’effetto dissuasivo dei mezzi di tutela può essere preso in considerazione.

II.-2:105: Onere della prova


(1) Se una persona, che si considera discriminata sulla base di uno dei motivi menzionati in II.-
2:101 (Diritto di non discriminazione), accerta, di fronte a un Tribunale o ad altra competente
autorità, l’avvenimento di fatti dai quali può essere presunto che tale discriminazione ci sia stata,
incombe all’altra parte l’onere di provare che tale discriminazione non sia avvenuta.
(2) Il paragrafo (1) non si applica ai procedimenti in cui spetti al tribunale o ad altra competente
autorità di investigare sui fatti del caso.

CAPITOLO 3: COMMERCIALIZZAZIONE E DOVERI PRECONTRATTUALI

Sezione 1: Doveri di informazione

II.-3:101: Dovere di comunicare informazioni su beni mobili materiali, altri beni e servizi
(1) Anteriormente alla conclusione di un contratto per la fornitura di beni mobili materiali, altri
beni o servizi tra un professionista e un’altra persona, il professionista ha il dovere di
comunicare a quest’ultima l’informazione relativa ai beni mobili materiali, agli altri beni o
ai servizi da fornire che essa può ragionevolmente esigere alla luce dei requisiti di qualità e
prestazione ritenuti normali secondo le circostanze del caso.
(2) Nel valutare quale informazione l’altra persona possa ragionevolmente esigere che venga
comunicata, il criterio da utilizzare, se anche l’altra persona è un professionista, consiste nel
comprendere se la mancanza di comunicazione rappresenta una deviazione dalla buona
prassi commerciale.

II.-3:102: Doveri specifici dei professionisti per la commercializzazione nei confronti di


consumatori
(1) Il professionista che commercializza beni mobili materiali, altri beni o servizi ha il dovere di
non fornire informazioni ingannevoli. Un’informazione è ingannevole quando rappresenta
erroneamente o omette quei fatti sostanziali che il consumatore medio potrebbe esigere per
prendere una decisione consapevole sull’avvio di trattative volte alla conclusione di un
contratto. Nel valutare quale informazione un consumatore medio potrebbe ragionevolmente
esigere, occorre tenere in considerazione tutte le circostanze e i limiti del mezzo di
comunicazione utilizzato.
(2) Il professionista che procede ad una comunicazione commerciale che dia al consumatore
l’impressione di contenere tutte le informazioni rilevanti e necessarie per prendere una
decisione sulla conclusione del contratto, ha il dovere di assicurarsi che la comunicazione
contenga effettivamente tutte le informazioni rilevanti. Qualora non risultino già evidenti dal
contesto della comunicazione commerciale, le informazioni che devono essere fornite
comprendono:
(a) le caratteristiche principali dei beni mobili materiali, di altri beni o dei servizi,
l’identità e l’indirizzo, ove rilevante, del professionista, il prezzo e l’eventuale diritto
di recesso;
(b) le modalità di pagamento, consegna, esecuzione e trattamento dei reclami qualora
esse siano divergenti dagli obblighi imposti dalla diligenza professionale; e
(c) la lingua che deve essere usata per le comunicazioni tra le parti dopo la conclusione
del contratto, qualora sia diversa da quella della comunicazione commerciale.
(3) Il dovere di fornire informazioni ai sensi del presente Articolo non è adempiuto a meno che
tutte le informazioni che devono essere fornite, siano fornite nella stessa lingua.

II.-3:103: Dovere di fornire informazioni durante la conclusione di un contratto con un


consumatore particolarmente svantaggiato
(1) Nell’ipotesi di negoziazione che pone il consumatore in una situazione di significativo
svantaggio informativo a causa del mezzo tecnico utilizzato per contrattare, della distanza
fisica tra il professionista e il consumatore, o della natura dell’operazione, il professionista
ha il dovere, secondo quanto appropriato nelle circostanze, di fornire informazioni chiare
riguardanti le caratteristiche principali dei beni mobili materiali, altri beni o servizi da
fornire, il prezzo, l’indirizzo e l’identità del professionista con cui il consumatore è in
trattative, le clausole del contratto, i diritti e le obbligazioni delle due parti contraenti, e
l’eventuale diritto di recesso o altri mezzi di tutela. Queste informazioni devono essere
fornite in un tempo ragionevole antecedente alla conclusione del contratto. L’informazione
riguardante il diritto di recesso deve anche, secondo quanto appropriato nelle circostanze,
essere “adeguata” ai sensi dell’Art. II.5:104 (Informazioni adeguate sul diritto di recesso).
(2) Quando sono previsti doveri di informazione più specifici, in relazione a determinate
situazioni, questi prevalgono sul generale dovere di informazione stabilito dal paragrafo (1).
(3) Il professionista ha l’onere di provare di aver fornito le informazioni previste dal presente
Articolo.

II.-3:104: Doveri di informazione nel quadro di una comunicazione a distanza in tempo


reale
(1) Il professionista, nell’avviare una comunicazione a distanza in tempo reale con un
consumatore, ha il dovere di comunicare, sin dal principio e in modo esplicito il suo nome e
lo scopo commerciale del contatto.
(2) Per comunicazione a distanza in tempo reale si intende quel tipo di comunicazione a distanza
diretta ed immediata in cui una parte può interrompere l’altra nel corso della comunicazione.
I mezzi di comunicazione a distanza in tempo reale comprendono il telefono e i mezzi
elettronici quali il protocollo voce tramite internet e l’internet chat, ma non include la
comunicazione tramite posta elettronica.
(3) Il professionista ha l’onere di provare che il consumatore ha ricevuto le informazioni previste
dal paragrafo (1).
(4) Quando il professionista non adempie i doveri previsti dal paragrafo (1) e il contratto è stato
concluso in conseguenza della comunicazione, l’altra parte ha il diritto di recedere dal
contratto dandone comunicazione al professionista nel termine specificato all’Art. II.-5:103
(Termine per l’esercizio del diritto di recesso).
(5) Il professionista risponde di qualsiasi perdita causata al consumatore dalla violazione dei
doveri previsti dal paragrafo (1).

II.-3:105: Formazione tramite mezzi elettronici


(1) Nel caso in cui un contratto debba essere concluso tramite mezzi elettronici e senza
comunicazione individuale, il professionista ha il dovere di fornire informazioni sulle
seguenti circostanze, prima che l’altra parte formuli un’offerta o un’accettazione:
(a) le fasi tecniche necessarie alla conclusione del contratto;
(b) l’eventuale archiviazione del documento contrattuale da parte del professionista e
la possibilità di accedervi;
(c) i mezzi tecnici per individuare e correggere gli errori di inserimento dei dati prima
che l’altra parte formuli un’offerta o un’accettazione;
(d) le lingue a disposizione per concludere il contratto;
(e) qualsiasi clausola contrattuale utilizzata.
(2) Il professionista ha il dovere di assicurare che le clausole contrattuali menzionate al
paragrafo (1)(e) siano disponibili in forma testuale.
(3) Qualora il professionista non adempia il dovere previsto dal paragrafo (1) e il contratto sia
stato concluso nelle circostanze ivi descritte, l’altra parte ha il diritto di recedere dal
contratto dandone comunicazione al professionista nel termine specificato all’Art. II.-5:103
(Termine per l’esercizio del diritto di recesso).
(4) Il professionista è responsabile della perdita subita dal consumatore a causa della violazione
dei doveri previsti dal paragrafo (1).
II.-3:106: Chiarezza e forma dell’informazione
(1) Il dovere di fornire informazioni imposto al professionista dal presente Capitolo non si
considera adempiuto quando i requisiti previsti dal presente Articolo non sono rispettati.
(2) L’informazione deve essere chiara e precisa e deve essere espressa in un linguaggio
semplice e comprensibile.
(3) Quando le regole su specifici contratti prevedono che le informazioni debbano essere fornite
su supporto durevole o con altre forme particolari, le informazioni devono essere fornite nel
modo indicato.
(4) Nel caso in cui il contratto tra il professionista e il consumatore sia concluso a distanza, le
informazioni riguardanti le caratteristiche principali dei beni mobili materiali, di altri beni o
dei servizi da fornire, il prezzo, l’indirizzo e l’identità del professionista con cui il
consumatore è in trattative, le clausole del contratto, i diritti e le obbligazioni delle due parti
contraenti e l’eventuale diritto di recesso o altri mezzi di tutela, secondo quanto è più
appropriato nel caso di specie, devono essere confermate in forma testuale o su supporto
durevole al momento della conclusione del contratto. L’informazione riguardante il diritto di
recesso deve essere anche adeguata ai sensi dell’Art. II.-5:104 (Informazioni adeguate sul
diritto di recesso).

II.3:107: Informazioni sul prezzo e sui costi aggiuntivi


Quando il professionista ha il dovere, ai sensi del presente Capitolo, di fornire informazioni sul
prezzo, tale dovere si considera adempiuto quando l’informazione fornita:
(a) contiene informazioni su eventuali depositi dovuti, costi di consegna e tasse o imposte
aggiuntive nel caso in cui questi possano essere indicati separatamente;
(b) qualora non sia indicato il prezzo esatto, contiene informazioni sul metodo di calcolo che
permettano al consumatore di verificare il prezzo; e
(c) qualora il prezzo non sia pagabile in un’unica soluzione, include la pianificazione dei
pagamenti.

II.-3:108: Informazioni sull’indirizzo e sull’identità del professionista


(1) Quando il professionista ha il dovere, ai sensi del presente Capitolo, di fornire informazioni
sul suo indirizzo e sull’identità, tale dovere non si considera adempiuto se l’informazione
non include:
(a) il nome del professionista;
(b) l’eventuale denominazione commerciale rilevante per il contratto in questione;
(c) il numero di registrazione in eventuali registri ufficiali, e il nome del registro;
(d) l’indirizzo geografico del professionista;
(e) i dati per il recapito;
(f) quando il professionista ha un rappresentante nello Stato di residenza del
consumatore, l’indirizzo e l’identità del rappresentante;
(g) quando l’attività del professionista è soggetta a un regime di autorizzazioni, le
informazioni concernenti la relativa autorità di supervisione; e
(h) quando il professionista esercita un’attività soggetta a regime IVA, il numero di
partita IVA.
(2) Ai fini dell’Art. II.-3:103 (Dovere di fornire informazioni durante la conclusione di un
contratto con un consumatore particolarmente svantaggiato), per indirizzo e identità del
professionista si intendono solo le informazioni indicate al paragrafo (1) lettere (a), (c), (d)
ed (e).

II.-3:109: Mezzi di tutela in caso di violazione degli obblighi di informazione


(1) Se il professionista ha il dovere ai sensi dell’Art. II.-3:103 (Dovere di fornire informazioni
durante la conclusione di un contratto con un consumatore particolarmente svantaggiato) di
fornire informazioni al consumatore prima della conclusione di un contratto da cui il
consumatore ha il diritto di recedere, il termine per l’esercizio del diritto di recesso decorre
dal momento in cui tutte le informazioni sono state comunicate. A prescindere da ciò, il
termine per l’esercizio del diritto di recesso scade dopo un anno dal momento della
conclusione del contratto.
(2) Se il professionista non ha adempiuto ad uno dei doveri stabiliti dai precedenti Articoli di
questa Sezione e un contratto è stato concluso, egli deve comunque adempiere le
obbligazioni contrattuali su cui l’altra parte abbia fatto ragionevolmente affidamento come
conseguenza della mancanza o inesattezza delle informazioni. All’inadempimento di tali
obbligazioni si applicano i mezzi di tutela previsti dal Libro III, Capitolo 3.
(3) Indipendentemente dal fatto che il contratto sia stato concluso o meno, il professionista che
non ha adempiuto ad uno dei doveri previsti dai precedenti Articoli di questa Sezione,
risponde di qualsiasi perdita causata all’altra parte da tale inadempimento. Il presente
paragrafo non si applica nella misura in cui sia disponibile un mezzo di tutela contro
l’inadempimento di un’obbligazione contrattuale ai sensi del precedente paragrafo.
(4) I mezzi di tutela previsti dal presente Articolo non pregiudicano il ricorso agli ulteriori mezzi
di tutela disponibili ai sensi dell’Art. II.-7:201 (Errore).
(5) Nei rapporti tra professionista e consumatore le parti non possono, a danno del consumatore,
escludere l’applicazione del presente Articolo o derogarne o modificarne gli effetti.

Sezione 2: Dovere di evitare errori di inserimento dei dati e avviso di ricevimento.

II.-3:201: Correzione degli errori di inserimento dei dati


(1) Il professionista che intende concludere contratti mettendo a disposizione mezzi elettronici,
senza comunicazione individuale per la loro conclusione, ha il dovere di rendere disponibili
all’altra parte strumenti tecnici adeguati, efficaci ed accessibili che permettano a
quest'ultima di individuare e correggere errori di inserimento dei dati prima che essa formuli
o accetti un’offerta.
(2) Qualora una persona concluda un contratto cadendo in errore a causa dell’inadempimento
del professionista al dovere previsto dal paragrafo (1), il professionista risponde di qualsiasi
perdita causata a quella persona da tale inadempimento. Ciò non pregiudica il ricorso agli
ulteriori mezzi di tutela disponibili ai sensi dell’Art. II.-7:201 (Errore).
(3) Nei rapporti tra professionista e consumatore le parti non possono, a danno del consumatore,
escludere l’applicazione del presente Articolo o derogarne o modificarne gli effetti.

II.-3:202: Avviso di ricevimento


(1) Il professionista che offre la possibilità di concludere un contratto con mezzi elettronici e
senza comunicazione individuale, ha il dovere di avvisare con mezzi elettronici l’altra parte
di aver ricevuto la sua offerta o accettazione.
(2) Se l’altra parte non riceve l’avviso senza ingiustificato ritardo, essa può revocare l’offerta o
recedere dal contratto.
(3) Il professionista risponde di qualsiasi perdita causata all’altra parte dalla violazione del
dovere previsto al paragrafo (1).
(4) Nei rapporti tra professionista e consumatore le parti non possono, a danno del consumatore,
escludere l’applicazione del presente Articolo o derogarne o modificarne gli effetti.

Sezione 3: Doveri nelle trattative e doveri di riservatezza

II.-3:301: Trattative contrarie a buona fede e correttezza


(1) Una persona è libera di entrare in trattative e non è responsabile per il mancato
raggiungimento dell’accordo.
(2) La persona che ha avviato trattative contrattuali ha il dovere di condurle secondo buona fede
e correttezza e di non interromperle in maniera contraria a tali principi. Tale dovere non può
essere escluso o limitato dal contratto.
(3) La persona che viola tale dovere risponde di qualsiasi perdita causata all’altra parte dalla
violazione.
(4) In particolare, è contrario a buona fede e correttezza il comportamento della persona che
avvia o continua trattative contrattuali senza avere reale intenzione di raggiungere un
accordo con l’altra parte.

II.-3:302: Violazione della riservatezza


(1) Se nel corso delle trattative una parte fornisce informazioni riservate, l’altra parte ha il
dovere di non divulgarle o di non usarle per fini propri, indipendentemente dal fatto che il
contratto sia stato successivamente concluso o meno.
(2) Ai sensi del presente Articolo, l’“informazione riservata”, per sua natura o per le circostanze
in cui fu ottenuta, è l’informazione il cui carattere confidenziale per l’altra parte è noto, o
avrebbe ragionevolmente dovuto essere noto, a colui che la riceve.
(3) La parte che ragionevolmente preveda che il dovere di riservatezza verrà violato, può
ottenere un provvedimento giudiziario inibitorio.
(4) La parte che violi il dovere di riservatezza risponde di qualsiasi perdita causata all’altra
parte dalla violazione e può essere condannata a restituire all’altra parte il profitto che ne ha
tratto.

Sezione 4: Beni mobili materiali e servizi non richiesti

II.-3:401 Assenza di obbligazioni nascenti dalla mancata risposta


(1) Se il professionista consegna al consumatore dei beni mobili materiali, o se esegue nei suoi
confronti servizi non richiesti:
(a) non nasce alcun contratto dalla mancata risposta del consumatore o da qualsiasi altra
azione od omissione del consumatore in relazione ai beni mobili materiali o ai servizi; e
(b) non nasce alcuna obbligazione non contrattuale dall’acquisto, ritenzione, contestazione
o uso dei beni mobili materiali da parte del consumatore, o dall’aver tratto vantaggio dai
servizi.
(2) Il sub-paragrafo (b) del precedente paragrafo non si applica se i beni mobili materiali o i
servizi sono stati forniti:
(a) nell’ambito di una gestione di affari altrui;
(b) per errore o in altre circostanze che determinano il diritto alla restituzione di un
arricchimento avvenuto senza causa.
(3) Il presente Articolo è soggetto alle regole concernenti la consegna di un quantitativo in
eccesso nell’ambito del contratto di vendita di beni mobili materiali.
(4) Ai sensi del paragrafo (1) la consegna avviene quando il consumatore ottiene il controllo
materiale sui beni mobili materiali.

Sezione 5: Danni per violazione dei doveri previsti dal presente Capitolo

II.-3:501: Responsabilità per danni


(1) Quando una persona risponde, ai sensi delle regole del presente Capitolo, di qualsiasi
perdita causata ad un’altra persona dalla violazione di uno dei doveri ivi previsti, l’altra
persona ha diritto al risarcimento dei danni derivanti da tale perdita.
(2) Le regole di cui agli Articoli III.-3:704 (Concorso di colpa del creditore) e III.-3:705
(Riduzione della perdita) trovano applicazione, considerando che il riferimento
all’inadempimento dell’obbligazione deve intendersi come riferimento alla violazione dei
summenzionati doveri.

CAPITOLO 4: FORMAZIONE

Sezione 1: Disposizioni generali

II.–4:101: Requisiti per la conclusione del contratto


Un contratto è concluso, senza la necessità di ulteriori requisiti, quando le parti:
(a) manifestano la volontà di costituire un rapporto giuridico vincolante o di produrre altri effetti
giuridici; e
(b) raggiungono un accordo sufficiente.

II.–4:102: Determinazione della volontà


La volontà di una parte di costituire un rapporto giuridico vincolante o di produrre altri effetti
giuridici si ricava dalle sue dichiarazioni o dal suo comportamento così come ragionevolmente
intesi dall’altra parte.

II.–4:103: Accordo sufficiente


(1) L’accordo è sufficiente quando:
(a) le clausole del contratto sono state sufficientemente determinate dalle parti in modo
da poter attribuire efficacia al contratto; o
(b) le clausole del contratto o i diritti e le obbligazioni da esso discendenti possono
essere sufficientemente determinate in altro modo così da poter attribuire efficacia al
contratto.
(2) Se una parte rifiuta di concludere un contratto finché le parti non abbiano trovato un accordo
su una specifica questione, il contratto non viene ad esistenza fino a quando non è stato
raggiunto un accordo sulla questione.

II.–4:104: Clausola di onnicomprensività


(1) Se un documento contrattuale contiene una clausola negoziata individualmente in cui si
stabilisce che il documento contrattuale racchiude tutto il contenuto del contratto (clausola
di onnicomprensività), qualsiasi precedente dichiarazione, promessa o accordo che non sia
incorporato nel documento non fa parte del contratto.
(2) Se la clausola di onnicomprensività non è negoziata individualmente essa determina soltanto
la presunzione che le parti abbiano voluto che le loro precedenti dichiarazioni, promesse o
accordi non dovessero far parte del contratto. L’applicazione di questa disposizione non può
essere esclusa o limitata.
(3) Le precedenti dichiarazioni delle parti possono essere utilizzate per interpretare il contratto.
L’applicazione di questa disposizione non può essere esclusa o limitata se non con una
clausola negoziata individualmente.
(4) A una parte che mediante dichiarazioni o comportamenti abbia ingenerato nella controparte
un ragionevole affidamento in senso contrario può essere precluso di invocare una clausola
di onnicomprensività.

II.–4:105: Modificazione solo in una determinata forma


(1) La clausola di un contratto la quale preveda che qualsiasi accordo per modificare le clausole
del contratto o per risolvere il rapporto contrattuale debba essere concluso in una
determinata forma comporta soltanto la presunzione che tale accordo sia giuridicamente
vincolante solo se è concluso in quella forma.
(2) Alla parte che mediante dichiarazioni o comportamenti abbia ingenerato nella controparte un
ragionevole affidamento in senso contrario può essere precluso di invocare tale clausola.

Sezione 2: Proposta e accettazione

II.–4:201: Proposta
(1) Una proposta costituisce offerta se:
(a) è volta alla conclusione di un contratto in caso di accettazione dell’altra parte; e
(b) contiene clausole sufficientemente determinate ai fini della conclusione del contratto.
(2) Una offerta può essere rivolta a una o più persone determinate o al pubblico.
(3) Salvo che le circostanze indichino diversamente, la proposta di fornire beni mobili materiali
provenienti da uno stock o un servizio, a un prezzo determinato, effettuata da un
professionista mediante pubblicità o cataloghi o con l’esposizione dei beni, è considerata
come offerta di fornitura a quel prezzo fino a quando la scorta di beni mobili materiali
offerti o la capacità del professionista di fornire il servizio sia esaurita.

II.–4:202: Revoca della proposta


(1) Una proposta può essere revocata se la revoca giunge al destinatario prima che questi abbia
spedito l’accettazione o, in caso di accettazione mediante un comportamento concludente,
prima che il contratto sia concluso.
(2) Un’offerta al pubblico può essere revocata nella stessa maniera in cui è stata fatta l’offerta.
(3) Tuttavia, le revoca della proposta è inefficace se:
(a) la proposta indica che la stessa è irrevocabile;
(b) la proposta fissa un termine per l’accettazione; o
(c) il destinatario della proposta ha potuto ragionevolmente ritenere che la proposta fosse
irrevocabile e ha agito sulla base di tale affidamento.
(4) Il paragrafo (3) non si applica alla proposta nel caso in cui al proponente spetterebbe, ai
sensi di una delle disposizioni dei Libri da II a IV, un diritto di recesso dal contratto
risultante dall’accettazione. Le parti non possono, a danno del proponente, escludere
l’applicazione di questa disposizione, né derogare o modificare i suoi effetti.

II.–4:203: Rifiuto della proposta


La proposta perde efficacia quando il rifiuto di essa perviene al proponente.

II.–4:204: Accettazione
(1) Una dichiarazione o un comportamento in qualunque forma da parte del destinatario della
proposta che indichi accoglimento di quest’ultima costituisce accettazione.
(2) Il silenzio o l’inerzia, di per sé, non equivalgono ad accettazione.

II.–4:205: Momento della conclusione del contratto


(1) In caso di spedizione dell’accettazione, il contratto è concluso quando l’accettazione giunge
al proponente.
(2) In caso di accettazione mediante un comportamento concludente, il contratto è concluso
quando la comunicazione dell’esecuzione giunge al proponente.
(3) Se in virtù della proposta, di prassi che le parti hanno instaurato tra loro o degli usi,
l’accettazione può avvenire mediante esecuzione di cui non debba essere data
comunicazione al proponente, il contratto è concluso quanto ha inizio l’esecuzione.

II.–4:206: Termine per l’accettazione


(1) L’accettazione di una proposta è efficace solo se giunge al proponente entro il termine da lui
stabilito.
(2) Se il proponente non ha fissato alcun termine, l’accettazione è efficace solo se giunge al
proponente entro un termine ragionevole.
(3) Nel caso in cui l’accettazione possa avvenire mediante esecuzione di cui non debba essere
data comunicazione al proponente, l’accettazione è efficace solo se l’esecuzione è iniziata
entro il termine fissato dal proponente, o, in mancanza, entro un termine ragionevole.

II.–4:207: Accettazione tardiva


(1) Un’accettazione tardiva è ugualmente efficace come accettazione se senza ingiustificato
ritardo il proponente informa l’altra parte che la considera tale.
(2) Se una lettera o un’altra comunicazione contenente un’accettazione tardiva risulta essere
stata inviata in circostanze tali che se la trasmissione fosse stata normale essa sarebbe
pervenuta al proponente entro il termine dovuto, l’accettazione tardiva ha effetto come
accettazione salvo che, senza ingiustificato ritardo, il proponente informi l’accettante che
considera decaduta la proposta.

II.–4:208: Accettazione non conforme alla proposta


(1) Una risposta del destinatario della proposta che contiene o comporta clausole aggiuntive o
difformi che modificano in maniera sostanziale quelle contenute nella proposta costituisce
rifiuto di quest’ultima ed equivale ad una nuova proposta.
(2) Una risposta che esprime un chiaro assenso alla proposta vale come accettazione anche se
contiene o comporta clausole aggiuntive o difformi quando queste non modificano in
maniera sostanziale le clausole contenute nella proposta. In tal caso le clausole aggiuntive o
difformi entrano a far parte del contenuto del contratto.
(3) Tuttavia, una risposta di tal genere è considerata come rifiuto della proposta se:
(a) la proposta limita espressamente l’accettazione alle clausole contenute nella
proposta;
(b) il proponente si oppone alle clausole aggiuntive o difformi senza ingiustificato
ritardo; o
(c) l’accettante condiziona la propria accettazione all’assenso del proponente alle
clausole aggiuntive o difformi e tale assenso non perviene all’accettante entro un
termine ragionevole.

II.–4:209: Clausole standard contrastanti


(1) Se le parti hanno raggiunto un accordo, ma la proposta e l’accettazione fanno riferimento a
clausole standard contrastanti, il contratto è cionondimeno concluso. Le clausole standard
fanno parte del contenuto del contratto nella misura in cui sono coincidenti nella sostanza.
(2) Tuttavia, il contratto non è concluso se una parte:
(a) ha manifestato in anticipo, esplicitamente e non mediante clausole standard,
l’intenzione di non essere vincolata quando ricorrano gli estremi del paragrafo (1); o
(b) senza ingiustificato ritardo informa l’altra parte di tale intenzione.

II.–4:210: Conferma formale di un contratto tra professionisti


Se il contratto è stato concluso tra professionisti, ma non è stato riversato in un documento
finale, e una parte invia senza ingiustificato ritardo all’altra una comunicazione in forma testuale
su un supporto durevole che intende essere una conferma del contratto, ma che contiene clausole
aggiuntive o difformi, tali clausole entrano a far parte del contenuto del contratto a meno che:
(a) le clausole aggiuntive o difformi modifichino in maniera sostanziale le clausole del
contratto; o
(b) il destinatario della comunicazione vi si opponga senza ingiustificato ritardo.
II.–4:211: Contratti non conclusi tramite proposta e accettazione
Le norme della presente Sezione si applicano, con gli opportuni adattamenti, anche quando il
procedimento di conclusione del contratto non si struttura in proposta e accettazione.

Sezione 3: Altri atti giuridici

II.–4:301: Requisiti degli atti giuridici unilaterali


I requisiti dell’atto giuridico unilaterale sono:
(a) che la parte che pone in essere l’atto manifesti la volontà di vincolarsi giuridicamente o
produrre l’effetto giuridico considerato;
(b) che l’atto abbia un contenuto sufficientemente determinato; e
(c) che la comunicazione dell’atto giunga alla persona a cui è diretto o, se l’atto è diretto al
pubblico, che l’atto sia reso pubblico per mezzo di pubblicità, pubblico avviso o altro mezzo.

II.–4:302: Determinazione della volontà


La volontà di una parte di vincolarsi giuridicamente o di produrre l’effetto giuridico considerato
si ricava dalle dichiarazioni o dal comportamento della parte così come ragionevolmente intesi
dalla persona a cui è diretto l’atto.

II.–4:303: Possibilità di rifiutare un diritto o un vantaggio


Quando un atto giuridico unilaterale conferisce un diritto o un vantaggio alla persona a cui è
diretto, quest’ultima può rifiutarlo con una comunicazione all’autore dell’atto, purché ciò
avvenga senza ingiustificato ritardo e prima che il diritto o il vantaggio siano stati accettati
tacitamente. In conseguenza di tale rifiuto, il diritto o il vantaggio si considera come se non fosse
mai stato conferito.

CAPITOLO 5: DIRITTO DI RECESSO

Sezione 1: Esercizio ed effetti

II.–5:101: Ambito di applicazione e carattere imperativo


(1) Le disposizioni della presente Sezione si applicano in tutte le ipotesi in cui, ai sensi di una
delle disposizioni dei Libri da II a IV, una parte sia titolare di un diritto di recesso dal
contratto entro un determinato termine.
(2) Le parti non possono, a danno della parte titolare del diritto di recesso, escludere
l’applicazione delle disposizioni del presente Capitolo, né derogare o modificare i loro
effetti.

II.–5:102: Esercizio del diritto di recesso


(1) Il diritto di recesso si esercita mediante comunicazione alla controparte. Non è necessaria
l’indicazione dei motivi del recesso.
(2) La restituzione del bene oggetto del contratto vale come comunicazione del recesso, salvo
che le circostanze indichino diversamente.

II.–5:103: Termine per l’esercizio del diritto di recesso


(1) Il diritto di recesso può essere esercitato in qualunque momento dopo la conclusione del
contratto e prima della scadenza del termine per l’esercizio del diritto di recesso.
(2) Il termine per l’esercizio del diritto di recesso scade decorsi quattordici giorni dall’ultimo
dei seguenti eventi;
(a) dal momento della conclusione del contratto;
(b) dal momento in cui la parte titolare del diritto di recesso riceve dalla controparte
adeguate informazioni sul diritto di recesso; o
(c) se il contratto ha per oggetto la consegna di beni mobili materiali, dal momento in cui i
beni mobili materiali sono ricevuti.
(3) Il termine per l’esercizio del diritto di recesso scade al più tardi entro un anno dalla data
della conclusione del contratto.
(4) La comunicazione del recesso è effettuata in tempo utile se inviata prima della scadenza del
termine per l’esercizio del diritto di recesso.

II.–5:104: Informazioni adeguate sul diritto di recesso


Affinché le informazioni sul diritto di recesso siano adeguate è necessario che il diritto in
questione sia portato all’attenzione della parte legittimata a recedere in modo appropriato e che
le informazioni forniscano, in forma testuale su un supporto durevole e in un linguaggio chiaro e
comprensibile, indicazioni in merito alle modalità e ai termini per l’esercizio del diritto di
recesso, nonché al nominativo e all’indirizzo della persona alla quale deve essere comunicato il
recesso.

II.–5:105: Effetti del recesso


(1) Il recesso estingue il rapporto contrattuale e le obbligazioni di entrambe le parti che derivano
dal contratto.
(2) Gli effetti restitutori conseguenti all’estinzione del rapporto e delle obbligazioni contrattuali
di cui al paragrafo precedente sono disciplinati dalle disposizioni di cui al Libro III, Capitolo
3, Sezione 5, Sotto-sezione 4 (Restituzione), come modificati dal presente Articolo, salvo
che il contratto disponga altrimenti in favore della parte che si avvale diritto di recesso.
(3) Nel caso in cui la parte che si avvale del diritto di recesso abbia versato una somma in
esecuzione del contratto, il professionista è obbligato a restituire l’ammontare ricevuto senza
ingiustificato ritardo, e in ogni caso entro trenta giorni dalla data in cui il recesso diviene
efficace.
(4) La parte che si avvale del diritto di recesso non risponde:
(a) della diminuzione di valore che i beni ricevuti in esecuzione del contratto abbiano
subito per il fatto di essere stati esaminati e messi alla prova;
(b) della distruzione, della perdita o del danno subiti dai beni ricevuti in esecuzione del
contratto, purché la parte che si avvale del diritto di recesso abbia impiegato una
ragionevole diligenza per impedire la distruzione, la perdita o il danno.
(5) La parte che si avvale del diritto di recesso risponde della diminuzione di valore causata
dall’uso normale dei beni, salvo qualora non abbia ricevuto adeguate informazioni sul diritto
di recesso.
(6) Fatto salvo quanto previsto nel presente Articolo, la parte che si avvale del diritto di recesso
non incorre in alcuna responsabilità per aver esercitato il diritto di recesso.
(7) Se il consumatore si avvale del diritto di recedere da un contratto dopo che il professionista
si sia avvalso del diritto contrattuale di fornire cosa di qualità e prezzo equivalenti nel caso
in cui quanto è stato ordinato non sia disponibile, il professionista deve sostenere il costo
della restituzione di quanto il consumatore ha ricevuto in esecuzione del contratto.

II.–5:106: Contratti collegati


(1) Se il consumatore si avvale del diritto di recedere da un contratto avente ad oggetto la
fornitura di beni mobili materiali o altri beni o la prestazione di servizi da parte del
professionista, gli effetti del recesso si estendono a tutti i contratti collegati.
(2) Qualora un contratto sia parzialmente o interamente finanziato da un contratto di credito, i
due contratti costituiscono dei contratti collegati, in particolare:
(a) se il professionista che fornisce beni mobili materiali, altri beni o servizi finanzia la
prestazione del consumatore;
(b) se il terzo che finanzia la prestazione del consumatore ricorre ai servizi del
professionista per la preparazione o la conclusione del contratto di credito;
(c) se il contratto di credito fa riferimento a beni mobili materiali, altri beni o servizi
specifici la cui fornitura è destinata ad essere finanziata attraverso il credito concesso,
e se questo legame tra i due contratti è stato palesato dal fornitore di beni mobili
materiali, altri beni o servizi oppure dall’erogatore del credito; o
(d) se sussiste un analogo collegamento economico.
(3) Le disposizioni dell’Art. II.–5:105 (Effetti del recesso) si applicano al contratto collegato.
(4) Il paragrafo (1) non si applica ai contratti di credito che finanziano i contratti di cui al
paragrafo (2), lettera (f), del seguente Articolo.

Sezione 2: Ipotesi specifiche di diritto di recesso

II.–5:201: Contratti negoziati fuori dai locali commerciali


(1) Il consumatore ha il diritto di recedere da un contratto con cui un professionista si è
impegnato a fornirgli beni mobili materiali, altri beni o servizi, inclusi i servizi finanziari, o
con cui il consumatore concede una garanzia personale, se la proposta o l’accettazione del
consumatore è stata espressa al di fuori dei locali commerciali.
(2) Il paragrafo (1) non si applica a:
(a) contratti conclusi tramite distributori automatici o locali commerciali automatizzati;
(b) contratti conclusi con operatori delle telecomunicazioni impiegando telefoni pubblici a
pagamento;
(c) contratti relativi alla costruzione e alla vendita di beni immobili o ad altri diritti su
beni immobili, ad eccezione dei contratti di locazione;
(d) contratti relativi alla fornitura di generi alimentari, bevande o altri prodotti destinati al
consumo quotidiano forniti presso il domicilio, la residenza o il luogo di lavoro del
consumatore, da distributori che effettuano a tal fine visite regolari;
(e) contratti conclusi mediante mezzi di comunicazione a distanza, ma non nell’ambito di
un sistema organizzato di vendita o di prestazione di servizi a distanza gestito dal
fornitore;
(f) contratti relativi alla fornitura di beni mobili materiali, altri beni o servizi il cui prezzo
dipende da fluttuazioni nel mercato finanziario sottratte al controllo del professionista
che possono verificarsi durante il decorso del termine per l’esercizio del diritto di
recesso;
(g) contratti conclusi in occasione di una vendita all’asta;
(h) polizze di assicurazione viaggio e bagagli o analoghe polizze assicurative a breve
termine di durata inferiore a un mese.
(3) Se il professionista, per concludere il contratto, ha utilizzato esclusivamente mezzi di
comunicazione a distanza, il paragrafo (1) non si applica neppure ai contratti aventi ad
oggetto:
(a) la fornitura di servizi di alloggio, trasporto, ristorazione o tempo libero, quando al
momento della conclusione del contratto il professionista si impegna a fornire tali
servizi in una data specifica o in un periodo determinato;
(b) la fornitura di servizi non finanziari la cui esecuzione è iniziata, su richiesta espressa e
informata del consumatore, prima della scadenza del termine per l’esercizio del diritto
di recesso di cui al paragrafo (1) dell’Art. II.–5:103 (Termine per l’esercizio del diritto
di recesso);
(c) la fornitura di beni mobili materiali confezionati su misura o chiaramente
personalizzati o che, per loro natura, non possono essere restituiti o sono suscettibili di
deteriorarsi o di deperire rapidamente;
(d) la fornitura di registrazioni audio e video o di software informatici
(i) che sono stati aperti dal consumatore, se sigillati, o
(ii) che possono essere scaricati o riprodotti in funzione di una utilizzazione
permanente, nel caso di fornitura mediante mezzi elettronici;
(e) la fornitura di giornali, periodici e riviste;
(f) i servizi di scommesse e lotterie.
(4) Il paragrafo (1) non trova altresì applicazione ai contratti relativi a servizi finanziari che, su
richiesta espressa del consumatore, siano stati interamente eseguiti prima che il consumatore
eserciti il suo diritto di recesso.

II.–5:202: Contratti di multiproprietà


(1) Un consumatore che acquisisce un diritto di godimento su un bene immobile in virtù di un
contratto di multiproprietà con un professionista, ha diritto di recedere dal contratto.
(2) Il contratto può prevedere che il consumatore, nel caso in cui eserciti il diritto di recesso di
cui al paragrafo (1), sia tenuto a rimborsare le spese che:
(a) sono state sostenute in conseguenza della conclusione del contratto e del recesso dallo
stesso;
(b) sono connesse a formalità giuridiche da espletarsi prima della scadenza del termine di
cui al paragrafo (1) dell’Art. II.–5:103 (Termine per l’esercizio del diritto di recesso);
(c) sono ragionevoli e adeguate;
(d) sono menzionate nel contratto in modo espresso; e
(e) sono conformi alla norme valevoli per spese siffatte.
Nessuna obbligazione di rimborso spese grava sul consumatore che si avvalga del diritto di
recesso nelle circostanze di cui al paragrafo (1) dell’Art. II.–3:109 (Mezzi di tutela per la
violazione degli obblighi di informazione).
(3) Il professionista non può esigere o ricevere dal consumatore alcun versamento anticipato di
qualsivoglia natura prima della scadenza del termine entro il quale il consumatore medesimo
può esercitare il diritto di recesso. Qualsiasi versamento del genere ricevuto dal
professionista deve essere restituito dallo stesso.

CAPITOLO 6: RAPPRESENTANZA

II.–6:101: Ambito di applicazione


(1) Il presente Capitolo si applica ai rapporti esterni generati da atti di rappresentanza - ossia ai
rapporti tra:
(a) il rappresentato e il terzo, e
(b) il rappresentante e il terzo.
(2) Si applica altresì alle situazioni in cui una persona agisce come rappresentante senza esserlo
effettivamente.
(3) Non si applica ai rapporti interni tra il rappresentante e il rappresentato.

II.–6:102: Definizioni
(1) Il “rappresentante” è la persona che ha il potere di incidere direttamente sulla sfera giuridica
di un’altra persona, il rappresentato, rispetto a un terzo, agendo per conto del rappresentato.
(2) Il “potere” del rappresentante è il potere di incidere sulla sfera giuridica del rappresentato.
(3) L’“autorizzazione” del rappresentante è l’atto con cui è conferito il potere o la continuazione
del suo esercizio.
(4) L’espressione “agire senza potere” comprende gli atti compiuti eccedendo i limiti del potere
conferito.
(5) Il “terzo”, nel presente Capitolo, è anche il rappresentante che, mentre agisce per il
rappresentato, agisce altresì per proprio conto in qualità di controparte dell’operazione.

II.–6:103: Fonti della rappresentanza


(1) Il potere del rappresentante può essere conferito dal rappresentato o dalla legge.
(2) L’autorizzazione del rappresentato può essere espressa o tacita.
(3) Se una persona induce un terzo a ritenere ragionevolmente e in buona fede che essa abbia
attribuito ad un rappresentante il potere di compiere determinati atti, detta persona è
considerata come un rappresentato che ha conferito tale potere al rappresentante apparente.

II.–6:104: Limiti
(1) I limiti del potere sono determinati dall’autorizzazione conferita al rappresentante.
(2) Il rappresentante ha il potere di compiere tutti gli atti accessori necessari al conseguimento
dello scopo per il quale il potere è stato conferito.
(3) Il rappresentante ha il potere di delegare a un’altra persona (il delegato) il potere di compiere
per conto del rappresentato atti che il rappresentante non è ragionevolmente tenuto a porre in
essere personalmente. Le norme del presente Capitolo si applicano agli atti compiuti dal
delegato.

II.–6:105: Incidenza dell’atto del rappresentante sulla sfera giuridica del rappresentato
Quando il rappresentante agisce:
(a) in nome del rappresentato o altrimenti in modo tale da manifestare al terzo la propria volontà
di incidere sulla sfera giuridica del rappresentato; e
(b) nei limiti del proprio potere,
l’atto incide sulla sfera giuridica del rappresentato con riguardo al terzo come se fosse stato posto
in essere dal rappresentato. L’atto in quanto tale non fa sorgere alcun rapporto giuridico tra il
rappresentante e il terzo.

II.–6:106: Rappresentante che agisce in nome proprio


Quando il rappresentante, benché dotato di potere di rappresentanza, compie un atto in nome
proprio o in modo tale da non manifestare al terzo la propria volontà di incidere sulla sfera
giuridica del rappresentato, l’atto incide sulla sfera giuridica del rappresentante con riguardo al
terzo come se fosse stato compiuto dal rappresentante per conto proprio. L’atto in quanto tale
non incide sulla sfera giuridica del rappresentato con riguardo al terzo salvo che ciò sia
specificatamente previsto da una disposizione normativa.

II.–6:107: Rappresentante senza potere


(1) Quando una persona agisce in nome del rappresentato o altrimenti in modo tale da
manifestare al terzo la volontà di incidere sulla sfera giuridica del rappresentato, ma senza
essere provvisto del relativo potere, l’atto non incide sulla sfera giuridica del supposto
rappresentato né, salvo quanto previsto al paragrafo (2), fa sorgere alcun rapporto giuridico
tra il rappresentante senza potere e il terzo.
(2) In mancanza di ratifica da parte del supposto rappresentato, colui che ha agito come
rappresentante è tenuto al risarcimento dei danni nei confronti del terzo nella misura tale da
consentire a quest’ultimo di trovarsi nella stessa situazione in cui si sarebbe trovato se il
rappresentato avesse agito provvisto di potere di rappresentanza.
(3) Il paragrafo (2) non si applica nel caso in cui il terzo era o poteva ragionevolmente ritenersi
essere a conoscenza della mancanza di potere del rappresentante.
II.–6:108: Mancata identificazione del rappresentato
Se un rappresentante agisce per un rappresentato la cui identità debba essere comunicata
successivamente, ma omette di rivelare tale identità entro un termine ragionevole dopo che il
terzo ne abbia fatto richiesta, il rappresentante è considerato aver agito per conto proprio.

II.–6:109: Conflitto di interessi


(1) L’atto posto in essere da un rappresentante che implica un conflitto di interessi, del quale il
terzo era o poteva ragionevolmente ritenersi essere a conoscenza, può essere annullato dal
rappresentato secondo quanto previsto dagli Articoli da II.–7:209 (Comunicazione
dell’annullamento) a II.–7:213 (Annullamento parziale).
(2) Il conflitto di interesse si presume quando:
(a) il rappresentante ha agito anche come rappresentante del terzo; o
(b) il rappresentante ha concluso l’operazione con se stesso.
(3) Tuttavia, il rappresentato non può annullare l’atto:
(a) se il rappresentante ha agito previo consenso del rappresentato; o
(b) se il rappresentante ha reso noto il conflitto d’interessi al rappresentato e questi non si
è opposto entro un termine ragionevole;
(c) se il rappresentato era o poteva ragionevolmente ritenersi essere in altro modo a
conoscenza del coinvolgimento del rappresentante nel conflitto d’interessi e non vi si è
opposto entro un termine ragionevole; o
(d) se, per qualsiasi altro motivo, il rappresentante aveva diritto, nei confronti del
rappresentato, a compiere l’atto in forza dell’Art. IV.D.–5:101 (Contratto concluso con
se stesso) o dell’Art. IV.D.–5:102 (Doppio mandato).

II.–6:110: Pluralità di rappresentanti


Se più rappresentanti hanno ricevuto il potere di agire per il medesimo rappresentato, ciascuno di
essi può agire in maniera disgiunta.

II.–6:111: Ratifica
(1) Nel caso in cui una persona appaia agire come rappresentante, ma non ne abbia il potere, il
supposto rappresentato può ratificare l’atto.
(2) In seguito alla ratifica, l’atto è considerato come se fosse stato compiuto da un
rappresentante fornito di potere, ma fatti salvi i diritti di terzi.
(3) Il terzo che sia a conoscenza del fatto che un atto è stato compiuto senza potere può,
mediante comunicazione al supposto rappresentato, fissare un termine ragionevole per la
ratifica. Se l’atto non è ratificato entro tale termine, la ratifica non è più possibile.

II.–6:112: Conseguenze dell’estinzione o della limitazione


(1) Nonostante l’estinzione o la limitazione dell’autorizzazione conferita al rappresentante, il
potere di quest’ultimo permane con riguardo al terzo che era a conoscenza del potere fino a
quando il terzo viene o può ragionevolmente essere ritenuto a conoscenza dell’estinzione o
della limitazione.
(2) Nel caso in cui il rappresentato sia tenuto nei confronti del terzo a non estinguere o limitare
l’autorizzazione, il rappresentante conserva il potere nonostante l’estinzione o la limitazione
dell’autorizzazione anche qualora il terzo sia a conoscenza dell’estinzione o della
limitazione.
(3) Si può ragionevolmente ritenere che il terzo sia a conoscenza dell’estinzione o della
limitazione se, in particolare, ne è stata data notizia o fatta pubblicità negli stessi modi in cui
il conferimento del potere di rappresentanza era stato originariamente reso noto o
pubblicizzato.
(4) Nonostante l’estinzione dell’autorizzazione, il rappresentante conserva il potere di
rappresentanza per il tempo ragionevolmente necessario a compiere gli atti indispensabili
alla tutela degli interessi del rappresentato o dei suoi aventi causa.

CAPITOLO 7: CAUSE DI INVALIDITÀ

Sezione 1: Disposizioni Generali

II.–7:101: Ambito di applicazione


(1) Questo Capitolo disciplina gli effetti di:
(a) errore, dolo, minacce, o iniquo sfruttamento; e
(b) violazione di principi fondamentali o di norme imperative.
(2) Non disciplina la mancanza di capacità.
(3) Si applica ai contratti e, con gli adattamenti necessari, agli altri atti giuridici.

II.–7:102: Impossibilità originaria o mancanza del diritto o del potere di disporre


Un contratto non è invalido, in tutto o in parte, semplicemente perché al momento della sua
conclusione l’adempimento di una delle obbligazioni era impossibile, o perché una parte non
aveva il diritto o il potere di disporre dei beni ai quali il contratto si riferisce.

Sezione 2: Vizi del consenso o della volontà

II.–7:201: Errore
(1) Una parte può annullare il contratto per errore di fatto o di diritto presente al momento della
sua conclusione se:
(a) la parte non avrebbe concluso il contratto o lo avrebbe concluso a condizioni
sostanzialmente diverse se non fosse caduta in errore e l’altra parte ne era o poteva
ragionevolmente ritenersi esserne a conoscenza; e
(b) l’altra parte:
(i) ha causato l’errore;
(ii) ha determinato la conclusione di un contratto viziato da errore per aver lasciato
l’altro contraente permanere nell’ errore, in modo contrario a buona fede e
correttezza, essendo a conoscenza dell’errore o potendo ragionevolmente
ritenersi esserne a conoscenza;
(iii) ha determinato la conclusione di un contratto viziato da errore, omettendo di
adempiere al dovere precontrattuale di informazione o al dovere di mettere a
disposizione uno strumento per correggere errori di inserimento dei dati; o
(iv) è caduta nello stesso errore.
(2) Tuttavia una parte non può annullare il contratto per errore se:
(a) l’errore era inescusabile tenuto conto delle circostanze; o
(b) il rischio dell’errore è stato assunto, o nelle circostanze date, doveva essere assunto, da
quella parte.

II.–7:202: L’inesattezza nella comunicazione può essere trattata come errore


Un’inesattezza nell’espressione o nella trasmissione di una dichiarazione è considerata errore
della persona che ha fatto o trasmesso la dichiarazione.

II.–7:203: Rettifica del contratto in caso di errore


(1) Quando una parte ha diritto ad annullare il contratto per errore, ma l’altra adempie o
manifesta la volontà di adempiere le obbligazioni dedotte in contratto nei termini in cui la
parte che ha diritto ad annullarlo lo ha inteso, il contratto si considera concluso in tali
termini. Ciò si applica solo qualora l’altra parte adempia o manifesti la volontà di
adempiere senza ingiustificato ritardo dopo essere stata informata dei termini in cui la parte
che ha diritto all’annullamento ha inteso il contratto, e prima che quest’ultima agisca
facendo affidamento sulla comunicazione di annullamento.
(2) A seguito dell’adempimento o della manifestazione della volontà di adempiere, il diritto di
annullare il contratto si estingue e qualunque altra comunicazione di annullamento è priva di
efficacia.
(3) Nel caso in cui entrambe le parti siano cadute nel medesimo errore, il giudice può, su
domanda di una di esse, ricondurre il contratto ai termini nei quali ragionevolmente avrebbe
potuto essere concluso ove l’errore non si fosse verificato.

II.–7:204: Responsabilità per la perdita causata dall’affidamento su informazioni inesatte


(1) La parte che ha concluso un contratto facendo ragionevole affidamento su informazioni
inesatte fornitele dall’altra parte nel corso delle trattative, ha diritto al risarcimento del
danno per la perdita subita in conseguenza di ciò, se colui che ha fornito le informazioni:
(a) credeva che le informazioni fossero inesatte o non aveva ragionevole motivo per
credere che fossero esatte; e
(b) era o poteva ragionevolmente ritenersi essere a conoscenza del fatto che il destinatario
delle informazioni avrebbe fatto affidamento su di esse nel decidere se concludere o
meno il contratto nei termini concordati.
(2) Questo Articolo si applica anche nel caso in cui il contratto non sia annullabile.

II.–7:205: Dolo
(1) Una parte può annullare il contratto qualora sia stata indotta dall’altra parte a concluderlo in
seguito a dolo commesso tramite dichiarazioni o comportamenti ingannevoli, o a reticenza
dolosa riguardante informazioni che, secondo buona fede e correttezza o in forza di doveri di
informazione precontrattuale, avrebbero dovuto esserle rivelate.
(2) La dichiarazione o il comportamento sono dolosi quando sono formulati o tenuti con la
consapevolezza o la convinzione che siano ingannevoli, cioè diretti ad indurre l’altra parte in
errore. La reticenza è dolosa quando è diretta ad indurre in errore la persona a cui
l’informazione non viene comunicata.
(3) Ai fini di stabilire se la buona fede e la correttezza imponevano alla parte di rivelare
determinate informazioni, deve aversi riguardo a tutte le circostanze, e in particolare:
(a) alla specifica competenza della parte;
(b) al costo al quale la parte ha potuto conseguire l’informazione in questione;
(c) alla ragionevole possibilità per l’altra parte di procurarsi da sé le informazioni; e
(d) alla manifesta importanza dell’informazione per l’altra parte.

II.–7:206: Violenza o minacce


(1) Una parte può annullare il contratto quando l’altra parte l’abbia indotta alla conclusione del
contratto mediante violenza o con la minaccia di un danno imminente e grave che sia
illecito infliggere o che sia illecito utilizzare come strumento per ottenere la conclusione del
contratto.
(2) La minaccia non si considera idonea ad indurre la parte alla conclusione del contratto, se
nelle circostanze date, la parte minacciata aveva un’alternativa ragionevole.

II.–7:207: Iniquo sfruttamento


(1) Una parte può annullare il contratto se al tempo della sua conclusione:
(a) la parte si trovava in uno stato di dipendenza o aveva un rapporto di fiducia con l’altra
parte, versava in condizioni di difficoltà economica o aveva urgenti necessità, era
affetta da prodigalità, ignorante, inesperta e priva di abilità nella contrattazione e
(b) l’altra parte era o poteva ragionevolmente ritenersi essere a conoscenza di ciò e, date
le circostanze e lo scopo del contratto, ha approfittato della situazione della
controparte, ottenendo un beneficio eccessivo o un vantaggio notevolmente ingiusto.
(2) Su domanda della parte che ha diritto all’annullamento, il giudice può, se opportuno,
modificare il contratto in modo conforme a quanto le parti avrebbero convenuto nel rispetto
della buona fede e della correttezza.
(3) Il giudice può parimenti modificare il contratto su domanda della parte che abbia ricevuto
comunicazione dell’annullamento, a condizione che detta parte informi la parte che ha
effettuato la comunicazione senza ingiustificato ritardo dopo la ricezione della stessa e
prima che tale parte abbia agito facendo affidamento su di essa.

II.–7:208: Terzi
(1) Quando un terzo dei cui atti una parte deve rispondere o che con l’assenso di questa
partecipa alla formazione del contratto:
(a) provochi un errore, o sia a conoscenza o possa ragionevolmente ritenersi essere a
conoscenza di un errore; o
(b) sia colpevole di dolo, violenza, minacce o iniquo sfruttamento, i mezzi di tutela
previsti dalla presente Sezione si applicano come se il comportamento o la conoscenza
fossero riferibili alla parte.
(2) Nel caso di dolo, violenza, minacce o iniquo sfruttamento provenienti da un terzo dei cui atti
la parte non debba rispondere e che non abbia avuto l’assenso della parte a partecipare alla
formazione del contratto, i mezzi di tutela previsti nella presente Sezione sono applicabili se
la parte era o poteva ragionevolmente ritenersi essere a conoscenza dei fatti considerati, o se
al tempo dell’annullamento non ha agito facendo affidamento sul contratto.

II.–7:209: Comunicazione dell’annullamento


L’annullamento disciplinato nella presente Sezione si esercita mediante comunicazione all’altra
parte.

II.–7:210: Termini
La comunicazione dell’annullamento di cui alla presente Sezione è inefficace se non è effettuata
entro un tempo ragionevole avuto riguardo alle circostanze, dopo che la parte legittimata
all’annullamento sia o possa ragionevolmente presumersi essere venuta a conoscenza dei fatti
rilevanti o dopo che questa sia divenuta capace di agire liberamente.

II.–7:211: Convalida
Se la parte che ha diritto all’annullamento in base alla presente Sezione convalida il contratto, in
maniera espressa o tacita, dopo che il termine per comunicare l’annullamento ha cominciato a
decorrere, l’annullamento è precluso.

II.–7:212: Effetti dell’annullamento


(1) Un contratto annullabile in base alla presente Sezione è valido sino a quando non sia
annullato ma, una volta annullato, è invalido con efficacia retroattiva dall’inizio.
(2) Il diritto della parte alle restituzioni in natura o per equivalente in denaro di quanto sia stato
trasferito o corrisposto in forza di un contratto annullato in base alla presente Sezione, è
regolato dalle norme sull’arricchimento senza causa.
(3) L’effetto dell’annullamento di cui alla presente Sezione sulla proprietà di beni trasferiti in
base al contratto annullato è disciplinata dalle regole sul trasferimento della proprietà.
II.–7:213: Annullamento parziale
Se una causa di annullamento di cui alla presente Sezione colpisce solo singole clausole del
contratto, l’annullamento è limitato a queste soltanto, salvo che, avuto riguardo a tutte le
circostanze del caso, risulti irragionevole mantenere il contratto per la parte restante.

II.–7:214: Risarcimento del danno


(1) La parte che ha diritto all’annullamento secondo le disposizioni della presente Sezione, (o
che aveva tale diritto prima di perderlo per decorso dei termini o per convalida) ha diritto,
che il contratto sia annullato o meno, al risarcimento per la perdita subita a causa dell’errore,
del dolo, della violenza, delle minacce o dell’iniquo sfruttamento, a condizione che l’altra
parte fosse o potesse ragionevolmente ritenersi essere a conoscenza della causa di
annullamento.
(2) Il danni risarcibili devono essere tali da riportare la parte danneggiata ad una situazione
quanto più possibile prossima a quella in cui questa si sarebbe trovata se il contratto non
fosse stato concluso, con l’ulteriore limite che, nel caso in cui la parte non annulli il
contratto, il risarcimento dei danni non deve eccedere la perdita causata dall’errore, dal dolo,
dalla violenza, dalle minacce o dall’iniquo sfruttamento.
(3) Negli altri casi si applicano le norme sul risarcimento del danno per inadempimento di
un’obbligazione contrattuale con gli adattamenti opportuni.

II.–7:215: Esclusione o limitazione dei mezzi di tutela


(1) I mezzi di tutela previsti in caso di dolo, violenza, minacce ed iniquo sfruttamento non
possono essere esclusi né limitati.
(2) In caso di errore i mezzi di tutela possono essere esclusi o limitati salvo che l’esclusione o la
limitazione siano contrarie a buona fede e correttezza.

II.–7:216: Cumulo di mezzi di tutela


Quando la parte ha diritto ad avvalersi di un mezzo di tutela in base alle disposizioni della
presente Sezione ha altresì a disposizione un mezzo di tutela contro l’inadempimento, può
scegliere quale esercitare.

Sezione 3: Violazione di principi fondamentali o di norme imperative

II.–7:301: Contratti in violazione di principi fondamentali


Un contratto è nullo se ed in quanto:
(a) violi un principio riconosciuto come fondamentale dal diritto degli Stati membri dell’Unione
europea; e
(b) la nullità sia richiesta per dare efficacia a quel principio.

II.–7:302: Contratti in violazione di norme imperative


(1) Nel caso in cui un contratto non sia nullo in base all’Articolo che precede, ma sia in
contrasto con una norma imperativa, gli effetti di tale violazione sulla validità del contratto
sono gli effetti, qualora ve ne siano, espressamente previsti dalla norma imperativa.
(2) Nel caso in cui la norma imperativa non preveda espressamente gli effetti della sua
violazione sulla validità del contratto, il giudice può:
(a) dichiarare valido il contratto;
(b) annullare il contratto con efficacia retroattiva, in tutto o in parte; o
(c) modificare il contratto o i suoi effetti.
(3) Una decisione assunta ai sensi del paragrafo (2) dovrebbe essere un mezzo di tutela
appropriato e proporzionale alla violazione, tenuto conto di tutte le circostanze rilevanti,
incluso:
(a) lo scopo della norma che è stata violata;
(b) la categoria di persone a tutela delle quali è posta la norma violata;
(c) qualsiasi sanzione comminabile in base alla norma violata;
(d) la gravità della violazione;
(e) la dolosità della violazione; e
(f) il grado di prossimità del rapporto tra la violazione e il contratto.

II.–7:303: Effetti della nullità o dell’annullamento


(1) Il diritto di ciascuna delle parti alla restituzione di ciò che sia stato trasferito o fornito in base
al contratto nullo o annullato ai sensi della presente Sezione, o a parte di esso, o ad un
equivalente in denaro, è disciplinato dalle norme sull’arricchimento senza causa.
(2) L’effetto della nullità o dell’annullamento di cui alla presente Sezione sulla proprietà di beni
trasferiti in base ad un contratto nullo o annullato, o a parte di esso, è disciplinato dalle
regole sul trasferimento della proprietà.
(3) Il presente Articolo è soggetto al potere del giudice di modificare il contratto o i suoi effetti.

II.–7:304: Risarcimento del danno


(1) La parte di un contratto nullo o annullato, in tutto o in parte, in base alla presente Sezione, ha
diritto di ottenere dalla controparte il risarcimento per la perdita subita a causa
dell’invalidità, a condizione che la prima parte non fosse a conoscenza e non potesse
ragionevolmente ritenersi essere stata a conoscenza della violazione e che la controparte ne
fosse o potesse ragionevolmente ritenersi esserne conoscenza.
(2) I danni risarcibili devono essere tali da riportare la parte danneggiata ad una situazione
quanto più possibile prossima a quella in cui questa si sarebbe trovata se il contratto non
fosse stato concluso o se le clausole invalide non fossero state incluse nel contratto.

CAPITOLO 8: INTERPRETAZIONE

Sezione 1: Interpretazione dei contratti

II. – 8:101: Principi generali


(1) ) Il contratto deve essere interpretato secondo la comune intenzione delle parti anche quando
questa non è conforme al significato letterale delle parole.
(2) Quando sia accertato che una parte ha inteso dare al contratto, o a una clausola o a
un’espressione in esso impiegata, un determinato significato, e al momento della conclusione
del contratto l’altra parte era o poteva ragionevolmente ritenersi essere a conoscenza della
volontà della prima, il contratto deve essere interpretato nel senso in cui l’ha inteso la prima
parte.
(3) Il contratto deve essere, tuttavia, interpretato secondo il significato che una persona
ragionevole gli attribuirebbe:
(a) se un’intenzione non può essere stabilita ai sensi dei paragrafi precedenti; o
(b) se la controversia insorge con una persona, che non sia parte del contratto o che ai sensi di
legge non vanti maggiori diritti della parte, che abbia fatto affidamento, in modo ragionevole e in
buona fede, sul significato apparente del contratto.

II.-8:102: Circostanze rilevanti


(1) Nell’interpretare il contratto si deve avere riguardo, in particolare, a:
(a) le circostanze nelle quali esso è stato concluso, comprese le trattative;
(b) il comportamento delle parti, anche posteriore alla conclusione del contratto;
(c) l’interpretazione che le parti abbiano già dato a clausole ed espressioni uguali o simili e le
pratiche che hanno adottato nei loro rapporti;
(d) il significato dato normalmente alle clausole e alle espressioni nel settore di attività
interessato nonché l’interpretazione che clausole simili possano già avere ricevuto;
(e) la natura e lo scopo del contratto;
(f) gli usi; e
(g) la buona fede e la correttezza.
(2) In una controversia con una persona, che non è parte del contratto o che ai sensi di legge non
vanti maggiori diritti di chi sia parte, e che abbia fatto affidamento ragionevolmente e in buona
fede sul significato apparente del contratto, possono essere prese in considerazione le circostanze
menzionate ai sotto-paragrafi da (a) a (c) solo nella misura in cui quelle circostanze fossero o
potessero ragionevolmente ritenersi essere state a conoscenza di tale persona.

II.- 8:103: Interpretazione contro l’autore della clausola o contro la parte dominante
(1) Nel dubbio circa il significato di una clausola che non sia stata individualmente negoziata, si
deve preferire l’interpretazione sfavorevole alla parte che l’ha predisposta.
(2) Qualora vi sia un dubbio in merito al significato di una qualsiasi altra clausola o al fatto che
tale clausola sia stata introdotta sotto l’influenza dominante di una parte, deve essere preferita
un’interpretazione della clausola sfavorevole a quella parte.

II. -8:104: Prevalenza delle clausole oggetto di trattativa


Le clausole che sono state individualmente negoziate prevalgono su quelle che non lo sono state.

II.-8:105: Riferimento al contratto nel suo insieme


Le clausole o le espressioni devono essere interpretate alla luce dell’insieme del contratto in cui
sono inserite.

II.-8:106: Prevalenza per l’interpretazione che rende le clausole efficaci


L’interpretazione che rende le clausole del contratto lecite o efficaci deve essere preferita ad
un’altra.

II.-8:107: Divergenze linguistiche


Quando un contratto sia redatto in due o più lingue e non è stabilito quale delle versioni faccia
testo, in caso di difformità tra le versioni, prevale l’interpretazione riferita alla versione nella
quale il contratto fu redatto originariamente.

Sezione 2: Interpretazione di altri atti giuridici

II.-8:201: Principi generali


(1) Un atto giuridico deve essere interpretato nel modo in cui sarebbe ragionevole aspettarsi
che esso venisse compreso dalla persona alla quale è diretto.
(2) Se la persona che ha compiuto l’atto ha inteso conferire all’atto, o ad una clausola o ad
una espressione un significato particolare, e la persona cui l’atto era diretto era o poteva
ragionevolmente ritenersi essere stata consapevole dell’intenzione della prima persona,
l’atto deve essere interpretato nel modo inteso dalla prima persona.
(3) L’atto deve comunque essere interpretato nel senso che una persona ragionevole gli
darebbe:
(a) se né il paragrafo (1) né il paragrafo (2) si possano applicare; oppure
(b) se la controversia insorge con una persona, diversa dal destinatario o da una persona che
ai sensi di legge non vanti maggiori diritti del destinatario, che ha ragionevolmente e in
buona fede fatto affidamento sul significato apparente del contratto.

II.-8:202: Applicazione di altre regole per analogia


Le disposizioni della Sezione 1, ad eccezione del primo Articolo, si applicano con gli opportuni
adeguamenti, all’interpretazione degli atti giuridici diversi dal contratto

CAPITOLO 9: CONTENUTO ED EFFETTI DEI CONTRATTI

Sezione 1: Contenuto

II.–9:101: Clausole del contratto


(1) Le clausole di un contratto possono desumersi dall’accordo espresso o tacito delle parti,
dalla legge o delle prassi esistenti tra le parti o dagli usi.
(2) Qualora sia necessario provvedere a regolare una questione che le parti non hanno previsto o
disciplinato, il giudice può considerare una clausola aggiuntiva tenendo conto in particolare:
(a) della natura e dello scopo del contratto;
(b) delle circostanze in cui il contratto è stato concluso; e
(c) dei requisiti di buona fede e correttezza.
(3) Qualunque clausola considerata implicita in base al paragrafo (2) deve, ove possibile, essere
tale da dar effetto a quanto le parti avrebbero probabilmente concordato, se avessero
regolato la questione.
(4) Il paragrafo (2) non si applica se le parti hanno deliberatamente omesso di regolare la
questione, accettando le conseguenze di tale scelta.

II.–9:102: Dichiarazioni precontrattuali considerate clausole contrattuali


(1) La dichiarazione fatta da una parte prima della conclusione del contratto è considerata una
clausola contrattuale se l’altra parte ha ragionevolmente ritenuto che la dichiarazione sia
stata resa per essere inserita tra le clausole del contratto nel caso in cui questo fosse
concluso. Nello stabilire se l’altra parte sia stata ragionevole nell’intendere in tal senso la
dichiarazione si prenderà in considerazione:
(a) la manifesta importanza della dichiarazione per l’altra parte;
(b) se la parte abbia fatto la dichiarazione nell’esercizio di un’attività professionale; e
(c) la rispettiva competenza delle parti.
(2) Se una delle parti di un contratto è un professionista e prima che il contratto sia concluso
effettui una dichiarazione all’altra parte o pubblicamente, con riguardo a specifiche
caratteristiche di ciò che deve essere fornito dal professionista in base al contratto, la
dichiarazione è considerata una clausola contrattuale salvo che:
(a) l’altra parte, quando il contratto fu concluso, era consapevole o poteva
ragionevolmente ritenersi essere consapevole del fatto che la dichiarazione non era
corretta o che non si poteva altrimenti far affidamento su una tale clausola; o
(b) la decisione dell’altra parte di concludere il contratto non sia stata influenzata dalla
dichiarazione
(3) Ai fini del paragrafo (2), la dichiarazione fatta da una persona incaricata della pubblicità o
della commercializzazione per conto del professionista si considera fatta dal professionista.
(4) Nel caso in cui l’altra parte sia un consumatore, ai fini del paragrafo (2), una dichiarazione
pubblica fatta da o per conto di un produttore o di un’altra persona che si trovi nei primi
gradi della catena commerciale tra produttore e consumatore, si considera fatta dal
professionista, salvo che questi al tempo della conclusione del contratto non ne fosse o non
potesse ragionevolmente ritenersi esserne a conoscenza.
(5) Nelle circostanze di cui al paragrafo (4) il professionista che al tempo della conclusione del
contratto non era o non poteva ragionevolmente ritenersi essere a conoscenza che la
dichiarazione era inesatta ha il diritto di essere indennizzato dalla persona che ha fatto la
dichiarazione per la responsabilità in cui sia incorso in base alla previsione di detto
paragrafo.
(6) Nei rapporti tra un professionista ed un consumatore le parti non possono, a danno del
consumatore, escludere l’applicazione del presente Articolo o derogare o modificare i suoi
effetti.

II.–9:103: Clausole non negoziate individualmente


(1) Le clausole predisposte da una parte e non negoziate individualmente possono essere fatte
valere contro l’altra parte solo questa le ha conosciute, o se la parte che le ha predisposte ha
provveduto a portare su di esse l’attenzione dell’altra parte prima o al momento della
conclusione del contratto.
(2) Se un contratto deve essere concluso con strumenti elettronici, la parte che ha predisposto le
clausole non negoziate individualmente, può farle valere contro l’altra parte solo se queste
sono state rese disponibili a quest’ultima in forma testuale.
(3) Ai fini del presente Articolo
(a) “non negoziato individualmente” deve intendersi nel significato di cui all’Articolo
II.–1:110 (Clausole “non negoziate individualmente”); e
(b) le clausole non si considerano portate adeguatamente all’attenzione dell’altra parte
quando il documento contrattuale si limiti a farne menzione, anche qualora tale parte
lo sottoscriva.

II.–9:104: Determinazione del prezzo


Quando l’ammontare del prezzo dovuto ai sensi del contratto non può essere determinato sulla
base delle clausole contrattuali concordate dalle parti, di altre norme di legge applicabili, degli
usi o della prassi, il prezzo dovuto è il prezzo normalmente praticato in simili circostanze al
momento della conclusione del contratto o, qualora tale prezzo non sia disponibile, un prezzo
ragionevole.

II.–9:105: Determinazione unilaterale di una parte


Qualora il prezzo o altra clausola contrattuale debbano essere determinati da una sola parte e la
determinazione da questa effettuata risulti manifestamente irragionevole, il prezzo o altra
clausola contrattuale saranno sostituiti con un prezzo o un’altra clausola ragionevole , a
prescindere da qualsiasi previsione contraria del contratto.

II.–9:106: Determinazione da parte di un terzo


(1) Qualora il prezzo o altra clausola contrattuale debbano essere determinati da un terzo e
questi non possa o non voglia farlo, il giudice può, salvo che ciò sia incompatibile con le
clausole del contratto, nominare un’altra persona che provveda alla determinazione.
(2) Se il prezzo o altra clausola determinati da un terzo sono manifestamente irragionevoli, il
prezzo o altra clausola saranno sostituiti con un prezzo o una clausola ragionevole.
.
II.–9:107: Riferimento ad un indice di determinazione inesistente
Quando il prezzo o altra clausola contrattuale debba determinarsi con riferimento ad un indice
che non esiste o è venuto meno o non è più accessibile, sarà adottato in sostituzione l’indice
equivalente più vicino, a meno che ciò risulti irragionevole tenuto conto delle circostanze; nel
qual caso il prezzo o altra clausola saranno sostituiti con un prezzo o un’altra clausola
ragionevole.

II.–9:108: Qualità
Quando la qualità di quanto deve essere fornito in virtù del contratto non può essere determinata
sulla base delle clausole contrattuali concordate dalle parti, di altre norme di legge applicabili,
degli usi o della prassi, la qualità dovuta è quella che l’altra parte poteva ragionevolmente
esigere in base alle circostanze.

II.–9:109: Lingua
Qualora la lingua da utilizzarsi per le comunicazioni relative al contratto o ai diritti e alle
obbligazioni derivanti dal contratto non possa essere determinata sulla base delle clausole
contrattuali concordate dalle parti, di altre norme di legge applicabili, degli usi o della prassi, la
lingua da utilizzarsi è quella impiegata per la conclusione del contratto.

Sezione 2: Simulazione

II.–9:201: Effetti della simulazione


(1) Se le parti hanno volutamente concluso un contratto o un contratto apparente in modo che il
suo effetto apparente non corrisponda a quello voluto dalle parti, l’effettiva volontà delle
parti prevale.
(2) Tuttavia, prevale l’effetto apparente nei confronti di una persona che - non essendo parte
del contratto o del contratto apparente, né avendo per legge miglior titolo di tale parte - abbia
ragionevolmente ed in buona fede fatto affidamento sull’effetto apparente.

Sezione 3: Effetti della stipulazione a favore di un terzo

II.–9:301: Regole generali


(1) Le parti di un contratto possono attribuire, per mezzo del contratto, un diritto o altro
vantaggio ad un terzo. Il terzo può non essere ancora venuto ad esistenza o non essere stato
identificato nel momento in cui il contratto è concluso.
(2) La natura ed il contenuto del diritto o del vantaggio del terzo sono determinati dal contratto
e sono soggetti alle condizioni o altre restrizioni previste dal contratto.
(3) Il vantaggio attribuito può consistere in una esclusione o limitazione della responsabilità del
terzo verso una delle parti del contratto.

II.–9:302: Diritti, mezzi di tutela e eccezioni


Quando una delle parti contraenti debba eseguire in base al contratto una prestazione a favore di
un terzo, allora, in assenza di disposizione contraria nel contratto:
(a) il terzo ha gli stessi diritti alla prestazione e ai mezzi di tutela contro l’inadempimento come
se la parte contraente fosse tenuta alla prestazione in virtù di un impegno unilaterale a favore
del terzo; e
(b) la parte obbligata può far valere contro il terzo tutte le eccezioni opponibili all’altra parte del
contratto.

II.–9:303: Rifiuto o revoca del vantaggio


(1) Il terzo può rifiutare il diritto o il vantaggio comunicando il rifiuto a una delle parti
contraenti, se la comunicazione è fatta senza ingiustificato ritardo, dopo che il terzo abbia
ricevuto comunicazione del diritto o del beneficio e prima che abbia espressamente o
tacitamente accettato. A seguito del rifiuto, il diritto o il beneficio si considera come se non
fosse mai stato attribuito al terzo.
(2) Le parti contraenti possono rimuovere o modificare la clausola contrattuale che attribuisce il
diritto o il vantaggio se ciò è fatto prima che una delle parti abbia comunicato al terzo
l’avvenuta attribuzione del diritto o del vantaggio. Il contratto determina se, da chi ed in
quali circostanze il diritto o il beneficio possa essere revocato o modificato dopo tale
momento.
(3) Anche se ai sensi del contratto il diritto o il vantaggio attribuito è revocabile o soggetto a
modifica, il diritto di revoca o di modifica viene meno qualora le parti abbiano, o la parte
avente diritto di revoca o di modifica abbia, indotto il terzo a ritenere che il diritto o il
vantaggio fosse irrevocabile o che non fosse soggetto a modifica, nel caso in cui il terzo
abbia ragionevolmente agito facendo affidamento su tale circostanza.

Sezione 4: Clausole abusive

II.–9:401: Natura inderogabile delle seguenti disposizioni


Le parti non possono escludere l’applicazione delle disposizioni di questa Sezione né derogare o
modificare i loro effetti.

II.–9:402: Dovere di trasparenza in clausole non negoziate individualmente


(1) Una persona che predispone clausole che non sono state negoziate individualmente ha il
dovere di assicurare che queste siano state redatte e comunicate in un linguaggio semplice e
comprensibile.
(2) In un contratto tra un professionista ed un consumatore una clausola predisposta dal
professionista in violazione del dovere di trasparenza imposto dal paragrafo (1) può per
questo solo motivo essere considerata abusiva.

II.–9:403: Il significato di “abusivo” nei contratti tra un professionista ed un consumatore


In un contratto tra un professionista ed un consumatore, una clausola [che non sia stata
individualmente negoziata] è abusiva ai fini della presente Sezione se è predisposta dal
professionista ed è significativamente svantaggiosa per il consumatore, in modo contrario a
buona fede e correttezza.

II.–9:404: Il significato di “abusivo” nei contratti tra non professionisti


In un contratto tra parti nessuna delle quali sia un professionista, una clausola è abusiva ai fini
della presente Sezione solo se si tratta di una clausola che è parte di clausole standard
predisposte da una parte ed è significativamente svantaggiosa per l’altra parte, in modo contrario
a buona fede e correttezza.

II.–9:405: Il significato di “abusivo” nei contratti tra professionisti


La clausola di un contratto tra professionisti è abusiva ai fini della presente Sezione solo se si
tratta di una clausola che sia parte di clausole standard predisposte da una parte e di tale natura
che il suo uso si discosti in modo sostanziale dalla buona pratica commerciale, in modo
contrario a buona fede e correttezza.

II.–9:406: Esclusione della verifica del carattere abusivo


(1) Le clausole contrattuali non sono soggette ad una verifica del carattere abusivo in base a
quanto previsto dalla presente Sezione se si basano su:
(a) disposizioni di legge applicabili;
(b) convenzioni internazionali di cui gli Stati membri siano Parti o di cui sia parte
l’Unione europea; o
(c) le presenti norme.
(2) Per le clausole contrattuali redatte in una lingua semplice e comprensibile, la verifica del
carattere abusivo non si estende alla definizione dell’oggetto principale del contratto, né
all’adeguatezza del prezzo dovuto.

II.–9:407: Elementi da prendere in considerazione nella valutazione del carattere abusivo


(1) Nel valutare il carattere abusivo di una clausola contrattuale ai fini della presente Sezione,
bisogna tener conto del dovere di trasparenza di cui all’Art. II.–9:402 (Dovere di trasparenza
nelle clausole non negoziate individualmente),della natura di quanto è previsto dal
contratto, delle circostanze che prevalgono durante la conclusione del contratto, delle altre
clausole contrattuali e delle clausole di qualsiasi altro contratto dal quale il contratto
dipenda.
(2) Ai fini dell’Art.II.–9:403 (Il significato di “abusivo” nei contratti tra un professionista ed un
consumatore) le circostanze prevalenti durante la conclusione del contratto includono la
misura in cui al consumatore sia stata data una reale opportunità di prendere conoscenza
della clausola prima della conclusione del contratto.

II.–9:408: Effetti delle clausole abusive


(1) Una clausola che debba considerarsi abusiva in base alla presente Sezione non è vincolante
per la parte che non l’ha predisposta.
(2) Se il contratto può ragionevolmente essere mantenuto senza la clausola abusiva, le altre
clausole restano vincolanti per le parti.

II.–9:409: Clausole sulla giurisdizione esclusiva


(1) La clausola di un contratto tra un professionista ed un consumatore è abusiva ai fini della
presente Sezione se è predisposta dal professionista e se attribuisce giurisdizione esclusiva
per tutte le controversie che possano insorgere in relazione al contratto al giudice del luogo
in cui il professionista ha il suo domicilio.
(2) Il paragrafo (1) non si applica se il giudice prescelto coincide con quello del domicilio del
consumatore.

II.–9:410: Clausole che si presumono abusive nei contratti tra un professionista ed un


consumatore
1) La clausola di un contratto tra un professionista ed un consumatore è abusiva ai fini della
presente Sezione se è predisposta dal professionista e se:
(a) esclude o limita la responsabilità del professionista per morte o lesioni personali
causate al consumatore da un atto o un’omissione del professionista;
(b) in modo inappropriato esclude o limita i mezzi di tutela, inclusa la compensazione, di
cui dispone il consumatore nei confronti del professionista o del terzo per
inadempimento da parte del professionista di obbligazioni contrattuali;
(c) rende vincolante per il consumatore un’obbligazione soggetta a condizione il cui
avveramento dipenda unicamente dalla volontà del professionista;
(d) consente al professionista di trattenere le somme pagate dal consumatore nel caso in
cui il secondo decida di non concludere il contratto o di eseguire le obbligazioni
contrattuali, senza prevedere che il consumatore debba ricevere dal professionista un
risarcimento dello stesso importo nella situazione inversa;
(e) impone al consumatore inadempiente il pagamento di una somma di denaro a titolo di
risarcimento d’importo manifestamente eccessivo;
(f) conferisce al solo professionista, e non al consumatore, il diritto di recedere dal
contratto o di estinguere il rapporto contrattuale in maniera discrezionale, o conferisce
al professionista il diritto di trattenere somme versate per servizi non ancora prestati
nel caso in cui il professionista receda dal contratto o estingua il rapporto contrattuale;
(g) consente al professionista di estinguere un rapporto contrattuale a tempo indeterminato
senza un ragionevole preavviso, salvo nei casi in cui ricorrano seri motivi; ciò non si
applica alle clausole dei contratti relativi a servizi finanziari in cui sussista un
giustificato motivo, a condizione che il fornitore debba prontamente informare l’altro
contraente al riguardo;
(h) estende automaticamente la durata di un contratto a tempo determinato, salvo che il
consumatore altrimenti decida, nei casi in cui tali clausole prevedono un termine
irragionevolmente breve;
(i) consente al professionista di modificare unilateralmente le clausole del contratto senza
un giustificato motivo specificato nel contratto stesso; ciò non si applica alle clausole
in base alle quali il fornitore di servizi finanziari si riservi il diritto di modificare il
tasso di interessi da corrispondersi dal o al consumatore, o l’ammontare di altre spese
per i servizi finanziari, senza preavviso, qualora vi sia un giustificato motivo, a patto
che il fornitore debba informare il consumatore non appena possibile e che il
consumatore sia libero di risolvere il rapporto contrattuale con effetto immediato; né si
applica alle clausole in base alle quali il professionista si riserva il diritto di modificare
unilateralmente le condizioni di un contratto a tempo indeterminato, a condizione che
il professionista debba informare il consumatore con un preavviso ragionevole, e che il
consumatore sia libero di risolvere il rapporto contrattuale.
(j) consente al professionista di modificare unilateralmente senza un giustificato motivo
le caratteristiche dei beni mobili materiali, di altri beni o dei servizi da fornirsi;
(k) stabilisce che il prezzo di beni mobili materiali, altri beni o servizi deve determinarsi
al momento della consegna o della fornitura, o consente al professionista di aumentare
il prezzo senza attribuire al consumatore il diritto di recedere se l’aumento del prezzo
è eccessivo in rapporto al prezzo concordato al momento della conclusione del
contratto; ciò non si applica alle clausole di indicizzazione del prezzo, ove consentite
dalla legge, a condizione che il criterio di variazione del prezzo sia descritto in modo
esplicito;
(l) attribuisce al professionista il diritto di determinare se i beni mobili materiali, altri beni
o i servizi siano conformi al contratto, o attribuisce al professionista il diritto esclusivo
di interpretare le clausole del contratto;
(m) limita l’obbligazione del professionista a rispettare gli impegni assunti dai suoi
rappresentanti, o subordina l’adempimento delle suddette obbligazioni al rispetto di
particolari formalità;
(n) obbliga il consumatore ad adempiere alle proprie obbligazioni nel caso in cui il
professionista non adempia alle proprie;
(o) consente al professionista di trasferire i propri diritti ed obbligazioni contrattuali senza
il consenso del consumatore, se ciò può ridurre le garanzie di cui il consumatore
dispone;
(p) esclude o limita il diritto del consumatore di adire le vie legali o di esercitare
qualunque altro mezzo di tutela, in particolare rinviando il consumatore a
procedimenti arbitrali non disciplinati da disposizioni di legge, limitando
indebitamente i mezzi di prova di cui il consumatore possa disporre, o ponendo a
carico del consumatore l’onere della prova;
(q) consente al professionista, qualora quanto sia stato ordinato dal consumatore non sia
disponibile, di fornire un prodotto equivalente senza aver informato espressamente il
consumatore circa tale possibilità e circa il fatto che è il professionista a dover
sopportare i costi di restituzione di quanto il consumatore abbia ricevuto ai sensi del
contratto, qualora questi eserciti il diritto di recesso.
(2) I sotto-paragrafi (g), (i) e (k) non si applicano a:
(a) transazioni relative a valori mobiliari, strumenti finanziari ed altri prodotti o servizi il
cui prezzo è collegato a fluttuazioni di un corso e di un indice di borsa o di un tasso di
mercato finanziario non controllato dal professionista;
(b) contratti per l’acquisto o la vendita di valuta estera, di assegni di viaggio o di vaglia
postali internazionali emessi in valuta estera.
LIBRO III

OBBLIGAZIONI E CORRISPETTIVI DIRITTI

CAPITOLO 1: DISPOSIZIONI GENERALI

III.-1:101: Ambito di applicazione del Libro


Salvo che sia diversamente stabilito, questo Libro si applica a tutte le obbligazioni, contrattuali o
non contrattuali, che rientrano nell’ambito di applicazione di queste regole modello, e ai
corrispettivi diritti all’adempimento.

III.-1:102: Definizioni
(1) L’obbligazione è il dovere di adempiere la prestazione che, in un rapporto giuridico, una
parte, il debitore, deve all’altra, il creditore.
(2) L’adempimento di un’obbligazione consiste nel fare, da parte del debitore, quanto deve
essere fatto secondo l’obbligazione, oppure nell’astenersi dal fare ciò che non deve essere
fatto.
(3) Costituisce inadempimento dell’obbligazione ogni mancanza della prestazione dovuta,
sia o meno scusabile, come pure il ritardo nell’adempimento della prestazione ed ogni altra
prestazione che non corrisponda all'obbligazione.
(4) Un'obbligazione è corrispettiva rispetto ad un'altra obbligazione se:
(a) l'adempimento dell'obbligazione è dovuto come contropartita
dell'adempimento dell'altra obbligazione;
(b) l'obbligazione consiste nel facilitare o accettare l'adempimento dell'altra
obbligazione; oppure
(c) è così chiaramente connessa all'altra obbligazione o al suo oggetto che
l'adempimento dell'una può ragionevolmente intendersi come dipendente
dall'adempimento dell'altra.
(5) Le norme che regolano l’obbligazione possono derivare da un contratto o da un altro atto
giuridico, dalla legge, o da prassi o da un uso giuridicamente vincolante, oppure da una decisione
del tribunale; lo stesso vale per le norme applicabili ad un diritto.

III.- 1:103: Buona fede e correttezza


(1) Ciascuno ha il dovere di agire secondo buona fede e correttezza nell'adempimento
dell'obbligazione, nell'esercizio del diritto all’adempimento, nell’avvalersi di ogni mezzo di
tutela contro l’inadempimento, in via d’azione o d’eccezione, o nell'esercizio del diritto ad
estinguere un'obbligazione o a risolvere un rapporto contrattuale.
(2) Il dovere non può essere escluso o limitato mediante contratto o altro atto giuridico.
(3) La violazione del dovere non dà direttamente accesso ai mezzi di tutela contro
l'inadempimento di un'obbligazione. Tuttavia, a colui che ha violato tale dovere può essere
precluso il far valere un diritto, oppure il farvi affidamento, nonché l'invocare ogni tutela o
eccezione di cui sarebbe altrimenti titolare.

III.-1:104: Cooperazione
Il debitore ed il creditore sono obbligati a cooperare quando e nella misura in cui sia ragionevole
ai fini dell’adempimento dell’obbligazione del debitore.

III.-1:105: Non discriminazione


Il Capitolo 2 (Non discriminazione) del Libro II si applica con gli opportuni adattamenti:
(a) all’adempimento di ogni obbligazione di dare accesso a, o di fornire beni mobili materiali,
altri beni o servizi che sono a disposizione del pubblico;
(b) all’esercizio del diritto all’adempimento di ogni obbligazione o al ricorso di ogni mezzo di
tutela, in via d'azione o d'eccezione, per l’inadempimento di essa; e
(c) all’esercizio del diritto di estinguere un’obbligazione.

III.–1:106: Diritti ed obbligazioni sottoposti a condizione


(1) Le norme che regolano un diritto, un'obbligazione o un rapporto contrattuale possono
stabilire che essi siano condizionati rispetto ad un evento futuro ed incerto, così da produrre
effetto solo se l'evento si verifica (condizione sospensiva), oppure da venir meno se l'evento
si verifica (condizione risolutiva).
(2) Con l'avverarsi della condizione sospensiva, il diritto, l’obbligazione o il rapporto
contrattuale divengono efficaci.
(3) Con l'avverarsi della condizione risolutiva, il diritto, l’obbligazione o il rapporto
contrattuale si estinguono.
(4) Quando una parte interferisce, a proprio vantaggio, con gli eventi che causano l'avverarsi
o meno di una condizione, violando il dovere di buona fede e correttezza o l'obbligazione di
cooperare, l'altra parte può considerare la condizione come non avveratasi o come avveratasi,
a seconda del caso.
(5) Quando l'obbligazione o il rapporto contrattuale si estinguono con l'avverarsi di una
condizione risolutiva, gli effetti restitutori sono regolati dalle disposizioni del Capitolo 3,
Sezione 5, Sotto-sezione 4 (Restituzione), applicabili con gli opportuni adeguamenti.

III.–1:107: Diritti ed obbligazioni sottoposti a termine


(1) . Le norme che regolano un diritto, un’obbligazione o un rapporto contrattuale possono
disporne l’efficacia, o il venir meno, da un determinato momento, o decorso un certo periodo
di tempo, o quando si verifichi un evento destinato certamente ad avverarsi.
(2) Il diritto, l’obbligazione o il rapporto contrattuale divengono efficaci o vengono meno al
momento stabilito, o al verificarsi dell'evento, senza che sia necessario intraprendere ulteriori
azioni.
(3) Quando l'obbligazione o il rapporto contrattuale si estinguono secondo quanto stabilito da
quest'Articolo, gli effetti restitutori sono regolati dalle disposizioni del Capitolo 3, Sezione 5,
Sotto-sezione 4 (Restituzione), applicabili con gli opportuni adeguamenti.

III.–1:108: Modifica o estinzione mediante accordo


(1) La modifica o l’estinzione, mediante accordo, di un diritto, di un’obbligazione o di un
rapporto contrattuale sono ammesse in ogni momento.
(2) Qualora le parti non regolino gli effetti dell’estinzione:
(a) essa opera solo per il futuro e non pregiudica il diritto al risarcimento del danno o al
pagamento pattuito per l'inadempimento dell'obbligazione che fosse dovuto prima
dell'estinzione dell'obbligazione;
(b) essa non pregiudica alcuna disposizione relativa alla composizione stragiudiziale
delle controversie, né le altre disposizioni destinate ad operare anche dopo l’estinzione; e
(c) in caso di obbligazione o rapporto contrattuale, gli effetti restitutori sono regolati dalle
disposizioni del Capitolo 3, Sezione 5, Sotto-sezione 4 (Restituzione), applicabili con gli
opportuni adeguamenti.

III.–1:109: Modifica o estinzione mediante comunicazione


(1) La modifica o l’estinzione di un diritto, di un’obbligazione o di un rapporto contrattuale
mediante comunicazione di una delle parti sono ammesse laddove previste dalle norme che le
regolano.
(2) Qualora l'obbligazione contrattuale sia ad esecuzione continuata o periodica ed il contratto
abbia durata indeterminata, o non ne sia stabilito il termine finale, il rapporto contrattuale
potrà essere risolto da ciascuna parte, concedendo un ragionevole termine di preavviso. Nel
valutare se tale termine sia ragionevole, si terrà conto dell'intervallo fra prestazioni o
controprestazioni.
(3) Qualora le parti non regolino gli effetti dell’estinzione:
(a) essa opera solo per il futuro e non pregiudica il diritto al risarcimento del danno o al
pagamento pattuito per l'inadempimento dell’obbligazione che fosse dovuto prima
dell’estinzione dell’obbligazione;
(b) essa non pregiudica alcuna disposizione relativa alla composizione stragiudiziale
delle controversie, né le altre disposizioni destinate ad operare anche dopo l’estinzione; e
(c) in caso di obbligazione o rapporto contrattuale, gli effetti restitutori sono regolati dalle
disposizioni del Capitolo 3, Sezione 5, Sotto-sezione 4 (Restituzione), applicabili con gli
opportuni adeguamenti.

III.–1:110: Modifica o risoluzione giudiziale per mutamento delle circostanze


(1) L'obbligazione deve essere adempiuta anche se la prestazione è divenuta più onerosa, perché
ne è aumentato il costo, o perché è diminuito il valore del corrispettivo dovuto.
(2) Se, tuttavia, l'adempimento di un'obbligazione contrattuale o di un'obbligazione derivante da
atto giuridico unilaterale diventa eccessivamente oneroso a causa di un eccezionale
mutamento delle circostanze, tale che sarebbe manifestamente ingiusto continuare a ritenere
il debitore obbligato ad adempiere, il giudice può:
(a) modificare l'obbligazione per renderla ragionevole ed equa alla luce delle nuove
circostanze; o
(b) estinguere l'obbligazione nel momento e alle condizioni stabilite dal giudice
medesimo.
(3) Il paragrafo (2) si applica solo se:
(a) il mutamento delle circostanze è avvenuto dopo che l'obbligazione è stata assunta;
(b) il debitore non aveva in quel momento considerato la possibilità o l'entità di quel
mutamento di circostanze, né si sarebbe potuto ragionevolmente esigere che le avesse
prese in considerazione;
(c) il debitore non aveva assunto il rischio del mutamento delle circostanze, né si sarebbe
potuto ragionevolmente esigere che l'avesse assunto; e
(d) il debitore ha cercato di ottenere, ragionevolmente ed in buona fede, un adeguamento
negoziato, ragionevole ed appropriato, delle clausole che regolano l'obbligazione.

III.–1:111: Rinnovamento tacito


Qualora un contratto a tempo determinato comporti obbligazioni da adempiere mediante
prestazioni continuate o periodiche, le obbligazioni continuano ad essere adempiute da entrambe
le parti dopo la scadenza del termine. In tal caso, il contratto diventa a tempo indeterminato, a
meno che le circostanze siano incompatibili con il consenso tacito delle parti alla prosecuzione
del contratto.

CAPITOLO 2: ADEMPIMENTO

III.–2:101: Luogo dell’adempimento


(1) Se il luogo dell’adempimento di un’obbligazione non può essere altrimenti determinato dalle
norme che regolano l’obbligazione, esso è:
(a) nel caso di un’obbligazione pecuniaria, la sede dell’attività principale del
creditore;
(b) per ogni altra obbligazione, la sede dell’attività principale del debitore.
(2) Ai sensi del precedente paragrafo:
(a) se una parte ha più di una sede dell’attività principale, per luogo dell’adempimento si
intenderà la sede che presenta il collegamento più stretto con l’obbligazione; e
(b) se la parte non ha una sede dell’attività principale, o l'obbligazione non è pertinente
all'oggetto dell’attività principale, per luogo dell’adempimento si intenderà il luogo della
sua residenza abituale.
(3) Nel caso in cui si applichi il paragrafo (1), se una parte cambia la sede della sua attività
principale o il luogo della residenza abituale dopo aver assunto l'obbligazione, essa deve
sopportare l'aumento dei costi che abbia con ciò causato riguardo l’adempimento.

III.–2:102: Tempo dell'adempimento


(1) Se il termine nel quale, o il periodo di tempo entro il quale, l'obbligazione deve essere
adempiuta non può essere altrimenti determinato dalle norme che regolano l'obbligazione,
essa deve essere adempiuta entro un termine ragionevole.
(2) Se dalle norme che regolano l'obbligazione è possibile desumere un periodo di tempo entro
il quale l'obbligazione deve essere adempiuta, questa può essere adempiuta in ogni momento
entro quel periodo a scelta del debitore, salvo che la scelta del momento non spetti al
creditore avuto riguardo alle circostanze del caso.
(3) Salvo diverso accordo fra le parti, il professionista deve adempiere le obbligazioni assunte
con un contratto concluso a distanza con il consumatore per la fornitura di beni mobili
materiali, altri beni, o servizi non oltre 30 giorni dalla conclusione del contratto medesimo.
(4) Se il professionista è tenuto a rimborsare il denaro ricevuto dal consumatore per i beni mobili
materiali, gli altri beni, o i servizi forniti, il rimborso deve avvenire nel più breve tempo
possibile e, in ogni caso, non oltre 30 giorni dal sorgere dell'obbligazione.

III.–2:103: Adempimento anticipato


(1) Quando l'adempimento anticipato causa un danno irragionevole al creditore, egli può
rifiutare l’adempimento offerto prima che esso sia esigibile.
(2) L'accettazione dell’adempimento anticipato da parte del creditore non incide sul termine
fissato per l'adempimento di ogni altra obbligazione corrispettiva da parte del creditore.

III.–2:104: Sequenza temporale delle prestazioni


Se la sequenza temporale delle prestazioni corrispettive non può essere in alcun modo desunta
dalle norme che regolano le obbligazioni, le parti sono tenute ad adempiere simultaneamente
nella misura in cui le prestazioni possano adempiersi simultaneamente, salvo che le circostanze
non indichino diversamente.

III.–2:105: Obbligazioni o modalità alternative dell'adempimento


(1) Qualora il debitore sia obbligato ad adempiere una o più obbligazioni, o ad adempiere
un'obbligazione secondo una o più modalità, la scelta spetta al debitore, salvo che le norme
che regolano le obbligazioni o l'obbligazione non dispongano altrimenti.
(2) Se la parte che deve scegliere non lo fa entro il termine in cui l'adempimento è dovuto:
(a) il diritto di scegliere spetta all'altra parte quando il ritardo equivale ad un
inadempimento grave;
(b) quando il ritardo non equivale ad un inadempimento grave, l'altra parte può fissare
un termine addizionale avente durata ragionevole entro il quale la parte cui spetta la
scelta è tenuta a farla, e a comunicarla a quest'ultima. Tuttavia, se questa non sceglie,
il diritto spetta all'altra parte.

III.–2:106: Adempimento tramite un ausiliario del debitore


Il debitore che incarica altri dell'adempimento dell'obbligazione rimane responsabile
dell'adempimento medesimo.

III.–2:107: Adempimento del terzo


(1) Qualora le norme che regolano l'obbligazione non richiedano che la prestazione sia
adempiuta personalmente dal debitore, il creditore non può rifiutare l'adempimento del terzo se:
(a) il terzo agisce con il consenso del debitore; o
(b) il terzo ha un legittimo interesse ad adempiere ed il debitore non ha adempiuto o
risulta chiaro che non adempirà entro la scadenza.
(2) L'adempimento del terzo eseguito secondo il paragrafo (1) libera il debitore, salvo che il terzo
subentri nel diritto del creditore per cessione o surrogazione.
(3) Qualora non sia richiesto l'adempimento di una prestazione personale da parte del debitore ed
il creditore accetti l'adempimento del terzo in circostanze non contemplate dal paragrafo (1), il
debitore è liberato, ma il creditore è responsabile nei confronti del debitore per ogni perdita
causata da quell'accettazione.

III.–2:108: Mezzi di pagamento


(1) Il pagamento della somma dovuta può essere effettuato con ogni mezzo utilizzato
nell'ordinario svolgimento dell'attività commerciale.
(2) Il creditore che accetta un assegno od ogni altro ordine o promessa di pagamento si presume
lo faccia solo a condizione che essi verranno onorati. Il creditore non può pretendere
l'adempimento dell'obbligazione originaria finché l'ordine o la promessa non vengano
onorati.

III.–2:109: Valuta del pagamento


(1) Il debitore e il creditore possono concordare che il pagamento sia effettuato in una specifica
valuta.
(2) In mancanza di tale accordo, una somma di denaro espressa in una valuta diversa da quella
corrente nel luogo in cui il pagamento deve essere effettuato può essere pagata nella valuta di
quel luogo, al tasso di cambio ivi corrente alla scadenza del pagamento.
(3) Nel caso regolato dal precedente paragrafo, se il debitore non ha pagato alla scadenza, il
creditore può esigere il pagamento nella valuta del luogo del pagamento, al tasso di cambio
ivi corrente alla scadenza, oppure nel momento in cui il pagamento è effettuato.
(4) La valuta del pagamento è quella corrente nel luogo in cui esso deve essere effettuato, salvo
che l'obbligazione pecuniaria sia espressa in una specifica valuta.

III.–2:110: Imputazione del pagamento


(1) Qualora il debitore debba adempiere più obbligazioni della stessa natura ed il pagamento
effettuato non sia sufficiente ad estinguere tutte le obbligazioni, egli può, al momento
dell'adempimento, comunicare al creditore a quale obbligazione il pagamento sia da
imputare, tenuto conto di quanto disposto dal paragrafo (5).
(2) In caso di mancata comunicazione da parte del debitore, il creditore, mediante
comunicazione al debitore, può imputare il pagamento ad una delle obbligazioni entro un
termine ragionevole.
(3) L'imputazione ai sensi del paragrafo (2) non ha effetto se riguarda un'obbligazione non
ancora scaduta, illecita, o controversa.
(4) In mancanza di una valida imputazione eseguita da una delle parti e fatte salve le
disposizioni del paragrafo seguente, il pagamento è da imputare all'obbligazione che soddisfi
uno dei seguenti criteri, nell'ordine indicato:
(a) che l'obbligazione sia scaduta, o sia la prima a scadere;
(b) che si tratti dell'obbligazione per la quale il creditore ha minore garanzia;
(c) che si tratti dell'obbligazione più onerosa per il debitore;
(d) che si tratti dell'obbligazione sorta per prima.
Se nessuno dei criteri precedenti trova applicazione, il pagamento è da imputare
proporzionalmente a tutte le obbligazioni.
(5) Il pagamento di un’obbligazione pecuniaria da parte del debitore è da imputare, in primo
luogo, alle spese, in secondo luogo, agli interessi, infine, al capitale, salvo che il creditore
disponga una diversa imputazione del pagamento.

III.–2:111: Mancata accettazione del bene mobile materiale diverso dalla somma di denaro
(1) Colui che è obbligato a consegnare oppure a restituire un bene mobile materiale diverso da
una somma di denaro ha l'obbligazione accessoria di adottare le misure ragionevoli per
custodirlo e conservarlo quando rimane nel possesso del bene perché il creditore non ha
provveduto a prenderlo in consegna o a riceverlo in restituzione.
(2) Il debitore può liberarsi dall’obbligazione di consegnare o di restituire il bene e
dall'obbligazione sussidiaria menzionata nel paragrafo precedente:
(a) depositando il bene a condizioni ragionevoli presso un terzo, affinché lo tenga a
disposizione del creditore, dandone comunicazione a quest'ultimo; o
(b) vendendo il bene a condizioni ragionevoli, dopo aver avvisato il creditore, e
provvedendo a pagargliene i proventi netti.
(3) Qualora, tuttavia, il bene sia soggetto a rapido deterioramento o la sua conservazione sia
eccessivamente onerosa, il debitore è tenuto ad adottare le misure ragionevoli per venderlo. Il
debitore può liberarsi dall’obbligazione di consegna o di restituzione pagando al creditore i
proventi netti.
(4) Il debitore rimasto nel possesso del bene ha diritto al rimborso o al ristoro di tutti i costi
ragionevolmente sostenuti in seguito alla vendita.

III.–2:112: Mancata accettazione del pagamento di una somma di denaro


(1) Qualora il creditore non riceva la somma di denaro offertagli regolarmente dal debitore,
quest’ultimo potrà liberarsi dall'obbligazione depositando la somma a disposizione del
creditore secondo quanto prevede la legge del luogo nel quale il pagamento deve essere
eseguito, dopo averne dato comunicazione al creditore.
(2) Il paragrafo (1) si applica, con gli opportuni adeguamenti, alla somma di denaro
regolarmente offerta dal terzo nelle circostanze in cui il creditore non ha diritto a rifiutare tale
adempimento.

III.–2:113: Costi e formalità dell'adempimento


(1) I costi sostenuti nell'adempimento dell'obbligazione sono a carico del debitore.
(2) Nel caso di un’obbligazione pecuniaria, l'obbligazione del debitore comprende le misure e le
formalità che si rendono necessarie affinché il pagamento sia effettuato.

III.–2:114: Effetto estintivo dell'adempimento


L'esatto adempimento estingue l'obbligazione se è:
(a) conforme alle norme che regolano l'obbligazione; o
(b) tale da procurare, per legge, una valida liberazione del debitore.

CAPITOLO 3: MEZZI DI TUTELA CONTRO L’INADEMPIMENTO

Sezione 1: Disposizioni generali

III.–3:101: Mezzi di tutela disponibili


(1) Se il debitore non adempie un'obbligazione e si tratta di inadempimento imputabile al
debitore, il creditore può avvalersi di ogni mezzo di tutela previsto in questo Capitolo.
(2) Se si tratta di inadempimento non imputabile al debitore, il creditore può avvalersi di uno
qualunque fra questi mezzi, tranne che dell’azione per l’adempimento in natura e di quella per il
risarcimento del danno.
(3) Il creditore non può avvalersi dei mezzi contro l’inadempimento nella misura in cui abbia
causato l’inadempimento del debitore.

III.–3:102:Cumulo dei mezzi di tutela


I mezzi di tutela che non sono incompatibili possono essere cumulati. Nello specifico, il
creditore non perde il diritto al risarcimento del danno pur avvalendosi di ogni altro mezzo di
tutela.

III.–3:103: Comunicazione diretta a stabilire un termine ulteriore per l'adempimento


(1) In tutti i casi di inadempimento di un'obbligazione, il creditore può concedere al debitore,
mediante comunicazione, un termine ulteriore per l'adempimento.
(2) Durante tale periodo, il creditore può sospendere l’adempimento dell’obbligazione
corrispettiva e pretendere il risarcimento del danno, ma non può avvalersi di alcun altro mezzo di
tutela.
(3) Il creditore può avvalersi di ogni mezzo di tutela a sua disposizione dopo aver ricevuto
comunicazione dal debitore che quest'ultimo non adempirà entro tale periodo, oppure se
l’adempimento non avviene allo spirare di tale termine ulteriore.

III.–3:104: Esonero dalla responsabilità per fatto non imputabile


(1) Il debitore non risponde dell'inadempimento dell'obbligazione se questo è causato da un fatto
che esorbita dal proprio controllo, ovvero se non si sarebbe potuto ragionevolmente esigere
che egli evitasse o superasse tale fatto, o le sue conseguenze.
(2) Qualora l'obbligazione derivi da un contratto o da un altro atto giuridico, l'inadempimento è
imputabile in tutti i casi in cui si sarebbe potuto ragionevolmente esigere che il debitore
tenesse conto del fatto al momento di assumere l'obbligazione.
(3) Qualora il fatto esimente sia solo temporaneo, la causa di esonero dalla responsabilità
perdura per il tempo in cui il fatto opera. Tuttavia, se il ritardo integra un inadempimento
grave, il creditore può considerarlo a tale stregua.
(4) Qualora il fatto esimente sia permanente, l'obbligazione si estingue. Parimenti si estingue
ogni obbligazione corrispettiva. Nel caso di obbligazioni contrattuali, gli effetti restitutori
dell'estinzione sono regolati dalle disposizioni del Capitolo 3, Sezione 5, Sotto-sezione 4
(Restituzione), applicabili con gli opportuni adeguamenti.
(5) Il debitore ha il dovere di assicurare che la comunicazione del fatto e dei suoi effetti sulla
capacità di adempiere pervenga al creditore entro un periodo di tempo ragionevole a partire
dal momento in cui il debitore ne ha avuto, o avrebbe dovuto averne, conoscenza. Il creditore
ha diritto al risarcimento del danno per ogni perdita che risulti dalla mancata comunicazione.

III.–3:105: Clausole che escludono o limitano i mezzi di tutela


(1) E’ nulla ogni clausola del contratto o di altro atto giuridico volta ad escludere o limitare la
responsabilità per il risarcimento del danno alla persona (incluso il decesso) causato con dolo o
colpa grave.
(2) Una clausola che esclude o limita un mezzo di tutela contro l'inadempimento di
un'obbligazione, benché valida ed efficace avendo riguardo in particolare alle regole specifiche
sulle clausole abusive contenute nel Libro II, Capitolo 9, Sezione 4, non può comunque essere
invocata se ciò è contrario alla buona fede e alla correttezza.

III.–3:106: Comunicazioni relative all'inadempimento


(1) Se il creditore trasmette una comunicazione al debitore in conseguenza dell’inadempimento
di quest’ultimo, oppure perché prevede un tale inadempimento, e la comunicazione è
regolarmente spedita o inoltrata, essa ha effetto nonostante l’eventuale ritardo o inesattezza
nella sua trasmissione, o il suo mancato arrivo a destinazione.
(2) La comunicazione ha effetto dal momento in cui sarebbe dovuta arrivare a destinazione,
secondo le normali circostanze.

III.–3:107: Mancata comunicazione della non conformità


(1) Se il debitore fornisce beni mobili materiali, altri beni o servizi che non sono conformi a
quanto stabilito dalle norme che regolano l'obbligazione, il creditore non potrà far valere il
difetto di conformità, salvo che lo comunichi al debitore entro un termine ragionevole,
precisando la natura di tale difetto.
(2) Il termine ragionevole inizia a decorrere dal momento in cui i beni mobili materiali o gli altri
beni vengono forniti o il servizio completato, oppure dal momento, se successivo, in cui il
creditore ha scoperto la non conformità, o avrebbe ragionevolmente dovuto scoprirla.
(3) Il debitore non ha diritto a ricorrere alle tutele stabilite nel paragrafo (1) se la violazione è
relativa a fatti taciuti al creditore, che egli conosceva, o che avrebbe ragionevolmente dovuto
conoscere.
(4) Questo Articolo non si applica quando il creditore è un consumatore.

III.-3:108: Professionista non in grado di adempiere l'ordine del consumatore comunicato a


distanza
(1) Il professionista che non sia in grado di adempiere le obbligazioni derivanti da un contratto
concluso col consumatore tramite mezzi di comunicazione a distanza è obbligato ad
informare immediatamente il consumatore e a rifondergli prontamente, e al più tardi entro 30
giorni, ogni somma pagata. Restano a diposizione del consumatore i mezzi di tutela contro
l'inadempimento.
(2) Le parti non possono escludere l'applicazione di quest'Articolo o derogarvi o modificarne gli
effetti a svantaggio del consumatore.

Sezione 2: Correzione da parte del debitore dell’adempimento non conforme

III.–3:201: Ambito di applicazione


Questa Sezione si applica quando l'adempimento del debitore non è conforme a quanto stabilito
dalle norme che regolano l'obbligazione.

III.-3:202 Correzione della non conformità da parte del debitore: regole generali
(1) Il debitore può fare una nuova offerta conforme se ciò è possibile entro il termine previsto
per l'adempimento.
(2) Se il debitore non può fare una nuova offerta conforme entro il termine per l’adempimento, il
creditore può sospendere il proprio adempimento, ma non può avvalersi degli altri mezzi di
tutela contro l'inadempimento prima di aver concesso al debitore un termine ragionevole
entro il quale tentare di correggere il difetto di conformità, purché avendo ricevuto
comunicazione del difetto di conformità, il debitore offra di correggerlo entro un termine
ragionevole, a proprie spese.
(3) Il paragrafo (2) è soggetto alle disposizioni dell’Articolo seguente.

III.–3:203: Casi in cui il creditore può evitare di accordare al debitore la possibilità di


correggere la non conformità
Il creditore non è tenuto ad accordare al debitore un periodo di tempo entro il quale correggere la
non conformità, ai sensi del paragrafo (2) del precedente Articolo se:
(a) l’inadempimento dell’obbligazione contrattuale entro il termine concesso per l'adempimento
equivale ad un inadempimento grave;
(b) il creditore ha ragione di ritenere che l'adempimento del debitore sia stato eseguito
nonostante la conoscenza del suo difetto di conformità e in violazione della buona fede e
correttezza;
(c) il creditore ha ragione di ritenere che il debitore sarebbe incapace di correggere la non
conformità entro un periodo di tempo ragionevole, senza inconvenienti significativi per il
creditore o senza ulteriore pregiudizio ai legittimi interessi di quest'ultimo; o
(d) la correzione sarebbe inopportuna in relazione alle circostanze del caso.

III.–3:204: Conseguenze della possibilità offerta al debitore di correggere la non


conformità
(1) Durante il periodo accordato per la correzione, il creditore può sospendere l'adempimento
delle obbligazioni corrispettive, ma non può fare ricorso ad alcun altro mezzo di tutela.
(2) Se il debitore non riesce ad eseguire la correzione entro il termine concesso, il creditore può
ricorrere ad ogni altro mezzo di tutela disponibile.
(3) Nonostante la correzione, il creditore mantiene il diritto al risarcimento del danno per ogni
perdita causata dall'inadempimento iniziale o successivo del debitore, o derivante dalla
correzione.

III.–3:205: Restituzione dell'oggetto sostituito


(1) Qualora il debitore abbia rimediato all’adempimento non conforme attraverso la sostituzione,
volontariamente, o in esecuzione di quanto stabilito dall'Articolo III-3:302 (Adempimento delle
obbligazioni non pecuniarie), egli ha diritto ed è obbligato a restituire l'oggetto sostituito, a
proprie spese.
(2) Il creditore non è obbligato a pagare per l'utilizzo dell'oggetto sostituito nel periodo
precedente la sua sostituzione.

Sezione 3: Diritto ad ottenere l’adempimento

III.–3:301: Adempimento delle obbligazioni pecuniarie


(1) Il creditore ha il diritto di ottenere l’adempimento dell’obbligazione pecuniaria che gli è
dovuto.
(2) Se il creditore non ha ancora adempiuto l’obbligazione corrispettiva per la quale il
pagamento è dovuto ed è manifesto che il debitore della relativa obbligazione pecuniaria non
accetterà di ricevere la prestazione suddetta, il creditore può ciononostante procedere
all’adempimento della prestazione ed ottenere il pagamento del corrispettivo pecuniario, salvo
che:
(a) il creditore possa concludere un ragionevole accordo sostitutivo senza sforzi o costi
significativi; oppure
(b) l’adempimento della prestazione sia irragionevole, tenuto conto delle circostanze del
caso.

III.–3:302: Adempimento delle obbligazioni non pecuniarie


(1) Il creditore di un’obbligazione non pecuniaria ha diritto di ottenere l'adempimento in natura.
(2) L’adempimento in natura include la correzione, senza costi, di un adempimento non
conforme secondo le norme che regolano l'obbligazione.
(3) L’adempimento in natura non può, tuttavia, essere ottenuto qualora:
(a) la prestazione sia illecita o impossibile;
(b) la prestazione comporti uno sforzo o un costo irragionevoli; oppure
(c) la prestazione sia di carattere personale tanto da risultare irragionevole
esigerne l’adempimento in natura.
(4) Il creditore perde il diritto ad ottenere l’adempimento in natura se non lo richiede entro un
termine ragionevole dopo che è venuto a conoscenza dell'inadempimento, o che avrebbe dovuto
ragionevolmente esserne a conoscenza.
(5) In caso d'inadempimento, il creditore non può ottenere il risarcimento del danno per le
perdite subite, o il pagamento della somma di denaro pattuita per l’inadempimento, nella misura
in cui abbia contribuito ad accrescere la perdita sofferta, o l’ammontare della somma pattuita,
insistendo irragionevolmente per ottenere l'adempimento in natura in circostanze nelle quali
avrebbe, invece, potuto concludere un ragionevole accordo sostitutivo, senza sforzi o costi
significativi.

III.–3:303: Conservazione del diritto ad ottenere il risarcimento dei danni


Le disposizioni del precedente Articolo che escludono il diritto ad ottenere l'adempimento in
natura non precludono l’azione per il risarcimento del danno.

Sezione 4: Diritto di sospendere l’adempimento

III.–3:401: Diritto di sospendere l'adempimento dell'obbligazione corrispettiva


(1) Il creditore tenuto ad adempiere l'obbligazione corrispettiva contemporaneamente, o dopo
l'adempimento del debitore, ha il diritto di sospendere l'adempimento dell'obbligazione
corrispettiva fino a quando il debitore non abbia adempiuto o offerto di adempiere.
(2) Il creditore che è tenuto ad adempiere l'obbligazione corrispettiva prima che il debitore
adempia e che ritiene ragionevolmente che il debitore non adempirà alla scadenza, può
sospendere l’adempimento dell'obbligazione corrispettiva finché perdura ragionevolmente
tale convincimento. Tuttavia, il creditore perde il diritto di sospendere l'adempimento se il
debitore offre adeguate garanzie circa l’adempimento.
(3) Il creditore che sospende l'adempimento nella situazione menzionata nel paragrafo (2) ha il
dovere di comunicarlo al debitore non appena è ragionevolmente possibile e risponde di
qualunque perdita causata a quest’ultimo a causa della violazione di questo dovere.
(4) Ai sensi di questo Articolo, l’adempimento può essere sospeso in tutto o in parte, a seconda
di ciò che sia ritenuto ragionevole in relazione alle circostanze.

Sezione 5: Risoluzione

III.–3:501: Ambito di applicazione e definizione


(1) La presente Sezione si applica esclusivamente alle obbligazioni contrattuali ed ai rapporti
contrattuali.
(2) Nella presente Sezione per “risoluzione” si intende l’estinzione del rapporto contrattuale in
tutto o in parte, e analogo significato viene attribuito al verbo “risolvere”.

Sotto-sezione 1: Cause della risoluzione

III.–3:502: Risoluzione per inadempimento grave


(1) Il creditore può risolvere il rapporto contrattuale se l’inadempimento dell’obbligazione
contrattuale da parte del debitore è grave.
(2) L’inadempimento di un’obbligazione contrattuale è grave se:
(a) priva sostanzialmente il creditore di ciò che avrebbe avuto il diritto di ricevere in forza
del contratto, in relazione all’intera prestazione od a una parte significativa di essa,
salvo che, al momento della conclusione del contratto, il debitore non avesse previsto,
né avrebbe ragionevolmente potuto prevedere, tale risultato; oppure
(b) è doloso, o dovuto a grossolana imprudenza, ed il creditore ha ragione di credere di
non poter fare affidamento sul futuro adempimento da parte del debitore.

III.–3:503: Risoluzione in seguito a diffida ad adempiere


(1) In caso di ritardo nell’adempimento di un’obbligazione contrattuale non in sé grave, il
creditore può risolvere il rapporto contrattuale qualora, fissato un nuovo termine di durata
ragionevole per l’adempimento e avendone dato comunicazione al debitore, quest’ultimo
non abbia adempiuto entro tale termine.
(2) Se il termine è irragionevolmente breve, il creditore può risolvere il rapporto contrattuale
solo decorso un ragionevole periodo di tempo dal momento della comunicazione.

III.–3:504: Risoluzione per inadempimento prima della scadenza


Il creditore può risolvere il rapporto contrattuale anticipatamente se il debitore dichiara che non
adempirà all’obbligazione, o è altrimenti evidente che non adempirà, qualora l’inadempimento si
configuri come grave.

III.–3:505: Risoluzione per mancata conferma dell’adempimento


Il creditore può risolvere il rapporto contrattuale qualora, avendo fondato motivo di ritenere che
vi sarà inadempimento grave di un’obbligazione contrattuale da parte del debitore, richieda
un’adeguata conferma di esatto adempimento e tale conferma non gli venga fornita entro un
termine ragionevole.

Sotto-sezione 2: Ambito di applicazione, esercizio e perdita del diritto di risolvere il


rapporto contrattuale
III.–3:506: Ambito di applicazione del diritto di risolvere il rapporto contrattuale
(1) Qualora le obbligazioni derivanti dal contratto non siano divisibili, il creditore può
unicamente risolvere l’intero rapporto contrattuale.
(2) Qualora le obbligazioni derivanti dal contratto debbano essere adempiute separatamente, o
siano in altro modo divisibili:
(a) se, ai sensi della presente Sezione, esiste una causa di risoluzione per una parte della
prestazione a cui può essere assegnata una frazione di controprestazione, il creditore
può risolvere il rapporto contrattuale in relazione a tale parte;
(b) il creditore può risolvere l’intero rapporto contrattuale soltanto se non si può
ragionevolmente esigere che egli accetti l’adempimento delle altre parti, o se opera
una causa di risoluzione dell’intero rapporto contrattuale.

III.–3:507: Comunicazione della risoluzione


(1) Il diritto di risolvere il rapporto contrattuale ai sensi della presente Sezione si esercita
mediante comunicazione al debitore.
(2) La risoluzione avrà effetto allo scadere del termine, o trascorso un ragionevole periodo di
tempo dal momento della comunicazione (a seconda di quale dei due periodi sia più lungo)
nel caso in cui la comunicazione ai sensi dell’Art. III.–3:503 (Risoluzione in seguito a diffida
ad adempiere) risolva di diritto il rapporto contrattuale se il debitore non adempie entro il
termine fissato nella comunicazione stessa.

III.–3:508: Perdita del diritto di risoluzione


1) Qualora l’adempimento sia stato offerto in ritardo, o l’offerta sia comunque difforme dal
contratto, il creditore perde il diritto di risolvere il rapporto contrattuale ai sensi della
presente Sezione se non comunica la risoluzione entro un termine ragionevole.
(2) Qualora il creditore abbia concesso al debitore un nuovo termine per l’adempimento sanante
ai sensi dell’Art. III.–3:202 (Correzione della non conformità da parte del debitore: regole
generali) il termine di cui al paragrafo (1) inizia a decorrere a partire dalla scadenza del
primo periodo. Negli altri casi, il termine di cui al paragrafo (1) inizia a decorrere dal
momento in cui il creditore è venuto a conoscenza dell’offerta, o della non conformità, o
avrebbe ragionevolmente dovuto venirne a conoscenza.
(3) Il creditore perde il diritto di risolvere il rapporto contrattuale mediante comunicazione ai
sensi dell’Art. III.–3:503 (Risoluzione in seguito a diffida ad adempiere), Art. III.–3:504
(Risoluzione per inadempimento prima della scadenza) o Art. III-3:505 (Risoluzione per
mancata conferma dell’adempimento) se non dà comunicazione della risoluzione entro un
termine ragionevole da quando tale diritto è sorto.

Sotto-sezione 3: Effetti della risoluzione


III.–3:509: Effetti sulle obbligazioni derivanti dal contratto
(1) Risolto il rapporto contrattuale ai sensi della presente Sezione, le obbligazioni contrattuali
inadempiute o le parti rilevanti delle obbligazioni contrattuali inadempiute si estinguono.
(2) La risoluzione, tuttavia, non ha effetto rispetto alle clausole del contratto relative alla
composizione delle controversie, o alle altre clausole destinate ad avere efficacia anche dopo
la risoluzione.
(3) Il creditore che ha risolto il rapporto contrattuale ai sensi della presente Sezione mantiene i
diritti acquisiti al risarcimento del danno o al pagamento pattuito per l’inadempimento ed
ha, in aggiunta, lo stesso diritto al risarcimento del danno o al pagamento pattuito per
l’inadempimento che avrebbe potuto vantare in caso d’inadempimento delle obbligazioni
ora estinte. Per quanto riguarda tali obbligazioni estinte, non si considera il fatto che il
creditore abbia causato o contribuito alla perdita per aver esercitato il diritto di risolvere il
rapporto contrattuale.

Sotto-sezione 4: Restituzione
III. – 3:510: Restituzione dei vantaggi ricevuti per effetto dell’adempimento
(1) Risolto il rapporto contrattuale ai sensi della presente Sezione, la parte (il beneficiario) che
abbia ricevuto vantaggi per effetto dell’adempimento delle obbligazioni in forza del rapporto
contrattuale risolto in tutto o in parte, è obbligata a restituirli. Tali obbligazioni sono
corrispettive qualora entrambe le parti siano obbligate ad eseguire le restituzioni.
(2) Se la prestazione consisteva nel versamento di una somma di denaro, la somma ricevuta
deve essere restituita.
(3) Nella misura in cui un vantaggio (non monetario) ricevuto sia trasferibile, esso deve essere
restituito mediante trasferimento. Tuttavia, nel caso in cui il trasferimento imponga uno
sforzo o un costo irragionevoli, il vantaggio può essere restituito con il pagamento del suo
valore.
(4) Nella misura in cui il vantaggio non sia trasferibile, esso deve essere restituito pagandone il
valore, in conformità all’Art. III.–3:512 (Pagamento del valore del vantaggio ricevuto).
(5) L’obbligazione di restituire il vantaggio si estende ai frutti naturali o civili.

III.–3:511: Casi in cui non si ha restituzione


(1) La restituzione ai sensi della presente Sotto-sezione non è dovuta nella misura in cui a
prestazioni conformi di una parte siano corrisposte prestazioni conformi dell’altra parte.
(2) La parte che risolve il rapporto contrattuale può trattare la prestazione come non conforme
se essa non ha più alcun valore, o ha perso valore in misura essenziale a causa
dell’inadempimento dell’altra parte.
(3) La restituzione ai sensi di questa Sotto-sezione non è dovuta in caso di contratto a titolo
gratuito.

III.–3:512: Pagamento del valore del vantaggio ricevuto


(1) Il beneficiario è tenuto a :
(a) pagare il valore (determinato al momento dell’adempimento) del vantaggio che non
sia trasferibile, o che abbia cessato di esserlo prima del momento in cui deve essere
restituito, e
(b) ripianare ogni diminuzione del valore del vantaggio che sia dovuta al mutamento delle
sue condizioni verificatosi tra il momento dell’adempimento e quello della
restituzione.
(2) Se è stato concordato un prezzo, il valore del vantaggio è uguale alla proporzione del prezzo
corrispondente al rapporto tra il valore dell’adempimento ottenuto e quello
dell’adempimento promesso. Qualora non sia stato concordato un prezzo, il valore del
vantaggio è pari alla somma che contraenti disponibili a trattare e pronti ad adempiere il
contratto avrebbero legittimamente concordato essendo a conoscenza della non conformità.
(3) La responsabilità del beneficiario per il pagamento del valore del vantaggio è ridotta nella
misura in cui, come risultato dell’inadempimento dell’obbligazione che vincola l’altra parte
nei suoi confronti:
(a) non possa essere restituito essenzialmente nelle stesse condizioni in cui è stato
ricevuto; o
(b) il beneficiario sia stato costretto, senza corrispettivo, a disporne o a sostenere uno
svantaggio per conservarlo.
(4) La responsabilità del beneficiario per il vantaggio è altresì ridotta nella misura in cui
l’impossibilità della restituzione dipenda dal suo comportamento, attuato nel ragionevole,
ma errato, convincimento che non vi fosse non conformità.

III.–3:513: Uso e miglioramenti


(1) Il beneficiario deve corrispondere un ragionevole compenso per qualunque uso che egli
abbia fatto del vantaggio, salvo che per tale uso sia responsabile ai sensi dell’Art. III.–3:512
(Pagamento del valore del vantaggio ricevuto) paragrafo (1).
(2) Il beneficiario che abbia apportato miglioramenti sul vantaggio da restituire ai sensi della
presente Sezione ha diritto al valore delle migliorie se la controparte può, a sua volta,
prontamente realizzare tale valore, salvo che:
(a) il miglioramento consista nell’inadempimento di un’obbligazione che vincola il
beneficiario nei confronti dell’altra parte; o
(b) il beneficiario abbia apportato i miglioramenti quando sapeva, o avrebbe
ragionevolmente dovuto sapere, di dover restituire il vantaggio.

III.–3:514: Responsabilità che sorgono in un momento successivo a quello in cui è dovuta la


restituzione
(1) Il beneficiario è obbligato a:
(a) pagare il valore (determinato al momento dell’adempimento) del vantaggio che ha
cessato di essere trasferibile dopo il momento in cui si doveva eseguire la restituzione;
e
(b) pagare l’indennizzo per qualsiasi diminuzione del valore del vantaggio da restituire
verificatasi dopo il momento in cui la restituzione era dovuta, che derivi da mutamenti
delle sue condizioni.
(2) Se si è disposto del vantaggio dopo il periodo in cui la restituzione era dovuta, il valore da
pagare è quello dei proventi ottenuti, nel caso in cui siano superiori al valore del vantaggio.
(3) Le altre responsabilità derivanti dall’inadempimento dell’obbligazione di restituire il
vantaggio restano inalterate.

Sezione 6: Riduzione del prezzo

III.–3:601: Diritto alla riduzione del prezzo


(1) Il creditore che accetta un adempimento non conforme all’obbligazione può ridurre il
prezzo. La riduzione deve essere proporzionale alla diminuzione del valore di quanto è stato
ricevuto come adempimento nel momento in cui esso ha avuto luogo, in rapporto al valore
di quanto si sarebbe ricevuto se l’adempimento fosse stato conforme.
(2) Il creditore che ha diritto alla riduzione del prezzo ai sensi del precedente paragrafo e che ha
già pagato una somma di denaro superiore al prezzo ridotto può ottenere la restituzione
dell’eccedenza dal debitore.
(3) Il creditore che ottiene la riduzione del prezzo non può ottenere anche il risarcimento del
danno per la perdita in tal modo riparata, ma ha diritto al risarcimento del danno per ogni
altra perdita subita.
(4) Il presente Articolo si applica alle obbligazioni corrispettive del creditore diverse dal
pagamento del prezzo, con gli opportuni adeguamenti.

Sezione 7: Danni ed interessi

III.–3:701: Diritto al risarcimento del danno


(1) Il creditore ha diritto al risarcimento del danno per la perdita subita a causa
dell’inadempimento del debitore, salvo che tale inadempimento non sia imputabile al
debitore.
(2) La perdita risarcibile comprende le perdite future ragionevolmente prevedibili.
(3) Per “perdita” s’intende sia la perdita patrimoniale, sia quella non patrimoniale. La “perdita
patrimoniale” comprende il mancato reddito o profitto, gli oneri sostenuti e la riduzione di
valore dei beni. La “perdita non patrimoniale” comprende la sofferenza psicofisica e il
deterioramento della qualità della vita.

III.–3:702: Valutazione del danno in generale


Il criterio generale per la valutazione della perdita causata dall’inadempimento di
un’obbligazione è costituito dalla somma di denaro che, per quanto possibile, ponga il creditore
nella stessa posizione in cui si sarebbe trovato se l’obbligazione fosse stata esattamente
adempiuta. Il risarcimento comprende la perdita subita dal danneggiato ed il mancato guadagno.

III.–3:703: Prevedibilità del danno


Il debitore di un’obbligazione derivante da un contratto o da un altro atto giuridico è responsabile
solo per la perdita che il debitore ha previsto, o che avrebbe ragionevolmente dovuto prevedere,
quale risultato dell’inadempimento nel momento in cui l’obbligazione è sorta, salvo che
l’inadempimento sia stato doloso, dovuto a grossolana imprudenza, o a colpa grave.

III.–3:704: Concorso di colpa del creditore


Il debitore non risponde della perdita subita dal creditore nella misura in cui lo stesso creditore
abbia concorso all’inadempimento o alle sue conseguenze.

III.–3:705: Riduzione della perdita


(1) Il debitore non risponde della perdita subita dal creditore nella misura in cui lo stesso
creditore avrebbe potuto limitare la perdita adottando gli opportuni accorgimenti.
(2) Il creditore ha diritto al ristoro dei costi ragionevolmente sostenuti nel tentativo di limitare il
danno.

III.–3:706: Accordo sostitutivo


Il creditore che ha risolto, in tutto o in parte, il rapporto contrattuale ai sensi della Sezione 5 e ha
concluso un accordo sostitutivo entro un termine e in un modo ragionevoli può, nel caso in cui
abbia diritto al risarcimento del danno, ottenere la differenza tra quanto avrebbe potuto ottenere
in base al rapporto risolto e quanto gli è dovuto in base all’accordo sostituivo, nonché il
risarcimento per ogni ulteriore perdita.
III.–3:707: Prezzo corrente
Qualora esista un prezzo corrente per la prestazione prevista dal contratto, il creditore che ha
risolto il rapporto contrattuale in tutto o in parte ai sensi della Sezione 5, ma che non ha concluso
un accordo sostitutivo, può, nel caso in cui abbia diritto al risarcimento del danno, ottenere la
differenza tra il prezzo previsto dal contratto e quello corrente al momento della risoluzione,
nonché il risarcimento per ogni ulteriore perdita.

III.–3:708: Interessi sul ritardo nel pagamento


(1) In caso di ritardo nel pagamento di una somma di denaro, il creditore ha diritto agli interessi
su tale somma dal giorno in cui il debito diviene esigibile al giorno dell’avvenuto
pagamento, al tasso medio bancario per i prestiti a breve termine alla clientela di prima
fascia, corrente nel luogo in cui il pagamento è dovuto, per la valuta in cui il pagamento
deve essere effettuato. Tale disposizione si applica indipendentemente dal fatto che
l’inadempimento sia o meno imputabile.
(2) Il creditore può, inoltre, ottenere il risarcimento per ogni ulteriore perdita.

III.–3:709: Termine di capitalizzazione


(1) Gli interessi dovuti ai sensi del precedente Articolo si capitalizzano ogni 12 mesi.
(2) Il paragrafo (1) del presente Articolo non si applica quando le parti si sono accordate
riguardo agli interessi moratori.

III.–3:710: Interessi nei contratti commerciali


(1) Il professionista che ritardi il pagamento del prezzo dovuto sulla base di un contratto per la
fornitura di beni mobili materiali, altri beni o servizi, dovrà pagare gli interessi al tasso
specificato nel paragrafo (4), salvo nel caso in cui sia esonerato da responsabilità ai sensi
dell’Art. III.–3:104 (Esonero dalla responsabilità per fatto non imputabile) o sia applicabile
un tasso di interesse maggiore.
(2) Gli interessi al tasso specificato nel paragrafo (4) cominciano a decorrere dal giorno seguente
la data o la fine del periodo per il pagamento previsto dal contratto. In mancanza di tale
previsione, gli interessi al suddetto tasso cominciano a decorrere a partire da:
(a) 30 giorni dalla data in cui il debitore riceve la fattura o una equivalente richiesta di
pagamento; o
(b) 30 giorni dalla data di ricezione dei beni o dei servizi, se la data di cui alla lettera (a) è
precedente o incerta, o se esiste incertezza sul fatto che il debitore abbia ricevuto una
fattura o una equivalente richiesta di pagamento.
(3) Se la conformità dei beni mobili materiali e dei servizi deve essere accertata attraverso
procedure di accettazione o verifica, i 30 giorni di cui al paragrafo (2) lett. b) cominciano a
decorrere dalla data dell’accettazione o verifica.
(4) Il tasso di interesse per il ritardo nel pagamento è il tasso di interesse applicato dalla Banca
Centrale Europea alle operazioni di rifinanziamento più recenti da essa eseguite prima del
primo giorno di calendario del semestre in questione (“tasso di riferimento”), maggiorato di
sette punti percentuali. Nel caso in cui il pagamento debba essere effettuato nella valuta di
uno Stato membro che non stia partecipando alla terza fase dell’unione economica e
monetaria, il tasso di riferimento è quello equivalente stabilito dalla banca nazionale centrale
di quel Paese.
(5) Il creditore può inoltre ottenere il risarcimento di ogni ulteriore perdita.

III.–3:711: Clausole abusive relative agli interessi


(1) La clausola in forza della quale il professionista deve pagare l’interesse a partire da una data
posteriore a quella specificata nell’Articolo precedente, paragrafo (2) lett. a), o ad un tasso
inferiore a quello specificato nel paragrafo (4) non è vincolante nella misura in cui ciò
risulterebbe iniquo.
(2) La clausola in forza della quale il debitore è autorizzato a pagare il prezzo per beni mobili
materiali, altri beni o servizi in un momento successivo rispetto a quello in cui gli interessi
cominciano a decorrere ai sensi del precedente Articolo, paragrafo (2) lett. a) e lett. b) e
paragrafo (3) non priva il creditore degli interessi nella misura in cui ciò risulterebbe iniquo.
(3) E’ considerato iniquo ai sensi di questo Articolo ciò che si discosta in modo sostanziale dalle
buone pratiche commerciali ed è contrario a buona fede e correttezza.

III.–3:712: Pagamento pattuito per l’inadempimento


(1) Qualora le norme che regolano l’obbligazione prevedano che il debitore inadempiente paghi
una determinata somma al creditore per l’inadempimento, il creditore ha diritto al
versamento di tale somma. Tale disposizione si applica a prescindere dal verificarsi di una
perdita effettiva.
(2) Tuttavia, nonostante qualsiasi disposizione contraria, la somma così prevista in un contratto o
in altro atto giuridico può essere ridotta ad un ammontare ragionevole qualora risulti
manifestamente eccessiva in relazione alla perdita derivante dall’inadempimento e alle altre
circostanze.

III.–3:713: Valuta in cui deve essere calcolato il danno


Il danno deve essere calcolato nella valuta che corrisponde, nella maniera più opportuna, alla
perdita del creditore.

CAPITOLO 4: PLURALITA’ DI DEBITORI E CREDITORI

Sezione 1: Pluralità di debitori

III.–4:101: Ambito di applicazione della Sezione


La presente Sezione si applica quando due o più debitori sono tenuti ad adempiere
un’obbligazione.

III.–4:102: Obbligazioni solidali, parziarie e congiunte


(1) L’obbligazione è solidale quando ciascun debitore è tenuto ad adempiere per intero
l’obbligazione ed il creditore può esigerla da ognuno di loro fino all’esatto adempimento.
(2) L’obbligazione è parziaria quando ciascun debitore è tenuto ad adempiere una parte soltanto
dell’obbligazione ed il creditore può esigere da ciascun debitore solo l’adempimento della
parte a cui esso è tenuto.
(3) L’obbligazione è congiunta quando i debitori sono tenuti ad adempiere insieme
l’obbligazione ed il creditore può esigerla soltanto da tutti i debitori congiuntamente.

III.–4:103: Fonti dei diversi tipi di obbligazione


(1) Il fatto che l’obbligazione sia solidale, parziaria o congiunta dipende dalle norme che
regolano l’obbligazione stessa.
(2) Se le norme non dispongono in merito, la responsabilità in capo a due o più debitori circa
l’adempimento della medesima obbligazione è solidale. In particolare, la responsabilità è
solidale quando due o più persone sono responsabili per il medesimo fatto dannoso.
(3) Il fatto che i debitori siano tenuti con modalità differenti o sulla base di fondamenti diversi
non esclude la solidarietà.

III.–4:104: Responsabilità in caso di obbligazioni parziarie


I debitori tenuti ad un’obbligazione parziaria sono responsabili in egual misura.
III.–4:105: Obbligazioni congiunte: regola speciale per il risarcimento in caso di
inadempimento
In deroga a quanto previsto all’Art. III.–4:102 (Obbligazioni solidali, parziarie e congiunte)
paragrafo (3), in caso d’inadempimento di un’obbligazione congiunta i debitori sono responsabili
in solido per il risarcimento del danno al creditore.

III.–4:106: Suddivisione tra debitori in solido


(1) Nei rapporti interni, l’obbligazione solidale si divide in parti uguali.
(2) Nei rapporti interni tra due o più debitori responsabili in solido per il medesimo fatto
dannoso, l’obbligazione si divide in parti uguali, salvo che la divisione in parti differenti non
risulti più opportuna in considerazione di tutte le circostanze del caso ed, in particolare, della
gravità della colpa o della misura in cui una fonte di pericolo per la quale uno dei debitori in
solido è responsabile abbia contribuito al verificarsi del fatto dannoso o alla sua portata.

III.–4:107: Regresso tra debitori in solido


(1) Il debitore in solido che abbia adempiuto in misura superiore alla sua parte di debito ha il
diritto di ottenere la parte eccedente da ogni altro condebitore, nella misura della parte
inadempiuta di ciascuno, insieme con una parte dei costi ragionevolmente sostenuti.
(2) Il debitore in solido a cui si applichi il paragrafo (1) può, inoltre, fatto salvo ogni diritto ed
interesse del creditore, esercitare i diritti e le azioni spettanti a quest’ultimo, incluso
qualsiasi diritto reale di garanzia, al fine di ottenere la parte eccedente da ciascuno dei
condebitori nella misura della parte inadempiuta di ciascuno.
(3) Se il debitore in solido che ha adempiuto in misura superiore alla sua parte non è in grado,
nonostante ogni ragionevole sforzo, di ottenere tale parte da un altro condebitore, la parte degli
altri condebitori, compresa quella del debitore adempiente, è aumentata in modo proporzionale.

III.–4:108: Adempimento, compensazione e confusione nelle obbligazioni solidali


(1) L’adempimento o la compensazione da parte di un debitore in solido o la compensazione del
creditore nei confronti di uno dei debitori in solido libera gli altri debitori nei confronti del
creditore nella misura del pagamento o della compensazione.
(2) La confusione tra un debitore in solido e il creditore libera gli altri debitori solo per la parte
di quel condebitore.

III.–4:109: Remissione o transazione nelle obbligazioni solidali


(1) Se il creditore rimette il debito ad uno dei debitori in solido o conclude con esso una
transazione, gli altri condebitori sono liberati per la parte di tale debitore.
(2) Nei rapporti interni, il debitore che è liberato della sua parte si libera solo per la parte che
tale era al momento della liberazione, e non per qualsiasi parte aggiuntiva alla quale
potrebbe essere tenuto successivamente in applicazione dell’Art. III.–4:107 (Regresso tra
debitori in solido) paragrafo (3).
(3) Qualora i debitori siano responsabili in solido per il medesimo fatto dannoso, la remissione ai
sensi del paragrafo (1) si estende solo per quanto è necessario ad impedire al creditore di
ottenere più dell’intera riparazione, mentre gli altri condebitori mantengono il diritto di
regresso nei confronti del debitore liberato o che ha effettuato la transazione nella misura
della quota inadempiuta di tale debitore.

III.–4:110: Effetto della sentenza nelle obbligazioni solidali


La sentenza pronunciata tra il creditore ed uno dei debitori in solido non ha effetto:
(a) sulla responsabilità nei confronti del creditore degli altri debitori in solido; né
(b) sul diritto di regresso tra i debitori in solido di cui all’Art. III.– 4:107 (Regresso tra
debitori in solido).

III.–4:111: Prescrizione nelle obbligazioni solidali


La prescrizione del diritto del creditore nei confronti di uno dei debitori in solido non ha effetto:
(a) sulla responsabilità nei confronti del creditore degli altri debitori in solido; né
(b) sul diritto di regresso tra i debitori in solido ai sensi dell’Art. III.– 4:107 (Regresso
tra debitori in solido).

III.–4:112: Opponibilità di altre eccezioni nelle obbligazioni solidali


(1) Il debitore in solido può opporre al creditore tutte le eccezioni opponibili da un altro debitore
in solido, salvo quelle personali di quest’ultimo. L’eccezione opposta non ha effetto nei
confronti degli altri debitori in solido.
(2) Il debitore chiamato in via di regresso può opporre le eccezioni personali che avrebbe potuto
far valere contro il creditore.

Sezione 2: Pluralità di creditori

III.–4:201: Ambito di applicazione della Sezione


La presente Sezione si applica quando due o più creditori hanno diritto all’adempimento di
un’obbligazione.

III.–4:202: Crediti solidali, parziari e congiunti


(1) Il credito è solidale quando qualsiasi creditore può chiedere al debitore l’adempimento
dell’intera obbligazione ed il debitore si libera adempiendo a qualsiasi creditore.
(2) Il credito è parziario quando ciascun creditore può chiedere al debitore solo l’adempimento
della sua parte ed il debitore è tenuto nei confronti di ciascun creditore solo per la parte che
a questi compete.
(3) Il credito è congiunto quando qualsiasi creditore può chiedere l’adempimento soltanto in
favore di tutti i creditori ed il debitore deve adempiere nei confronti di tutti i creditori.

III.–4:203: Fonti dei diversi tipi di diritto


(1) Il fatto che il diritto all’adempimento sia solidale, parziario o congiunto dipende dalle norme
che regolano il diritto medesimo.
(2) Se le norme non dispongono in merito, il diritto dei co-creditori è parziario.

III.–4:204: Suddivisione nei crediti parziari


Nei crediti parziari, a ciascuno dei creditori spettano parti uguali.

III.–4:205: Difficoltà nell’adempimento di prestazioni congiunte


Se uno dei creditori di una prestazione congiunta rifiuta, o non è in grado di ricevere,
l’adempimento, il debitore si libera dall’obbligazione mediante il deposito del bene o del denaro
presso un terzo, ai sensi dell’Art. III.–2:111 (Mancata accettazione del bene mobile materiale
diverso dalla somma di denaro) o III.–2:112 (Mancata accettazione del pagamento di una somma
di denaro).

III.–4:206: Suddivisione in caso di crediti solidali


(1) In caso di crediti solidali, i creditori ne hanno diritto in parti uguali.
(2) Il creditore che abbia ricevuto più della sua parte è tenuto a restituire l’eccedenza agli altri
creditori nella misura della parte che spetta a ciascuno di essi.
III.–4:207: Disciplina della solidarietà attiva
(1) 1) La remissione del debito da parte di uno dei creditori in solido non ha effetto nei
confronti degli altri creditori.
(2) Ai crediti in solido si applicano, con gli opportuni adeguamenti, le disposizioni degli Artt.
III.–4:108 (Adempimento, compensazione e confusione delle obbligazioni solidali), III.–4:110
(Effetto della sentenza nelle obbligazioni solidali), III.–4:111 (Prescrizione nelle obbligazioni
solidali) e III.–4:112 (Opponibilità di altre eccezioni nelle obbligazioni solidali) paragrafo (1).

CAPITOLO 5: CAMBIAMENTO DI PARTI

Sezione 1: Cessione dei crediti

Sotto-sezione 1: Disposizioni generali

III.–5:101: Ambito di applicazione della Sezione


(1) La presente Sezione si applica alla cessione, mediante contratto o altro atto giuridico, di un
diritto di credito.
(2) Essa non si applica al trasferimento di strumenti finanziari o di titoli di investimento quando,
ai fini del trasferimento, sia necessaria l’annotazione sul registro dell’emittente oppure ove
sussistano altri requisiti per il trasferimento, o restrizioni al trasferimento.

III.–5:102: Definizioni
(1) La “cessione” di un credito è il trasferimento del credito da una persona (il “cedente”) ad
un’altra (il “cessionario”).
(2) L’”atto di cessione” è un contratto o un altro atto giuridico volto a realizzare il trasferimento
di un credito.
(3) Qualora una parte del credito sia stata ceduta, qualsiasi riferimento al credito contenuto in
questa Sezione comprende la parte del credito che è stata ceduta.

III.–5:103: Prevalenza delle disposizioni riguardanti garanzie reali e trust


(1) In caso di cessioni a fini di garanzia, si applicano le disposizioni di cui al Libro IX; le
suddette disposizioni prevalgono sulle disposizioni del presente Capitolo.
(2) In caso di cessioni a fini di trust, verso un trust o da un trust, si applicano le disposizioni di
cui al Libro X; le suddette disposizioni prevalgono sulle disposizioni del presente Capitolo.

Sotto-sezione 2: Requisiti per la cessione

III.–5:104: Requisiti essenziali


(1) Per la cessione del credito è necessario che:
(a) il credito esista;
(b) il credito sia cedibile;
(c) la persona che intende cedere il credito abbia il diritto o il potere di trasferirlo;
(d) il cessionario abbia, nei confronti del cedente, il diritto al trasferimento in forza di un
contratto, atto giuridico, decisione del tribunale o norma di legge, e
(e) si sia in presenza di un valido atto di cessione del credito.
(2) Non è necessario, invece, che il diritto al trasferimento di cui al paragrafo (1) lett. d) preceda
l’atto di cessione.
(3) Il medesimo contratto o atto giuridico può costituire, allo stesso tempo, conferimento del
diritto e atto di cessione.
(4) Non è necessario dare comunicazione della cessione al debitore, né ottenerne il consenso.

III.–5:105: Possibilità di cessione: regola generale


(1) Tutti i diritti di credito sono cedibili, salvo che la legge non preveda diversamente.
(2) Il credito che sia per legge accessorio ad un altro credito non può essere ceduto
separatamente da quest’ultimo.

III.–5:106: Crediti futuri e non specificati


(1) Il credito futuro può essere oggetto di un atto di cessione, ma il trasferimento del credito
dipende dal fatto che esso sia venuto in esistenza e sia identificabile come il credito a cui si
riferisce l’atto di cessione.
(2) Alcuni crediti possono essere ceduti senza essere indicati singolarmente se, al momento in
cui deve avvenire la cessione, sono identificabili come i crediti a cui si riferisce l’atto di
cessione.

III.–5:107: Cessione parziale


(1) Il credito pecuniario può essere ceduto parzialmente.
(2) Il credito non pecuniario può essere ceduto parzialmente solo se:
(a) il debitore acconsente alla cessione, o
(b) il credito è divisibile e la cessione non rende l’obbligazione significativamente più
onerosa.
(3) Qualora il credito sia ceduto parzialmente, il cessionario è responsabile nei confronti del
debitore per ogni aumento dei costi che il debitore si trovi in tal modo ad affrontare.

III.–5:108: Cessione: effetti dei divieti contrattuali


(1) Un divieto o una limitazione contrattuale riguardo alla cessione di un credito non ha effetto
sulla sua cedibilità.
(2) Tuttavia, qualora il credito sia ceduto in violazione di tale divieto o limitazione:
(a) il debitore può liberarsi adempiendo in favore del cedente; e
(b) il debitore mantiene tutti i diritti di compensazione nei confronti del cedente che
avrebbe avuto se il credito non fosse stato ceduto.
(3) Il paragrafo (2) non si applica qualora:
(a) il debitore abbia acconsentito alla cessione;
(b) il debitore abbia dato al cessionario ragionevoli motivi per credere che tali divieti o
limitazioni non esistessero; o
(c) il credito ceduto consista nel diritto al pagamento per la fornitura di beni mobili
materiali o servizi.
(4) Il fatto che il credito possa essere ceduto nonostante il divieto o la limitazione non ha effetto
sulla responsabilità per ogni violazione del divieto o della limitazione che il cedente abbia
nei confronti del debitore.

III.–5:109: Cessione: diritti di carattere strettamente personale per il creditore


(1) Un diritto non può essere ceduto quando ha ad oggetto una prestazione che il debitore, per la
natura della prestazione stessa o in ragione del rapporto esistente tra il debitore e il creditore,
non potrebbe ragionevolmente adempiere se non nei confronti del creditore.
(2) Il paragrafo (1) non si applica qualora il debitore abbia acconsentito alla cessione.

III.–5:110: Atto di cessione: formazione e validità


(1) Fatto salvo quanto previsto dai paragrafi (2) e (3), le regole del Libro II sulla formazione e la
validità di contratti e altri atti giuridici si applicano agli atti di cessione.
(2) Agli atti di cessione a titolo gratuito si applicano le regole del Libro IV.I sulla formazione e
la validità dei contratti di donazione.
(3) Agli atti di cessione a fini di garanzia si applicano le regole del Libro IX sulla formazione e
la validità degli accordi di garanzia.

III.–5:111: Diritto o potere di cedere


Non è necessario che il requisito del diritto o del potere di cui all’Art. III.–5:104 (Requisiti
essenziali) paragrafo (1) lett. c) sia soddisfatto al momento dell’atto di cessione, ma deve essere
soddisfatto al momento in cui la cessione deve essere effettuata.

Sotto-sezione 3: Obbligazioni del cedente

III.–5:112: Obbligazioni del cedente


(1) L’atto di cessione comporta le obbligazioni regolate dai paragrafi (2) a (6), salvo che lo
stesso atto di cessione o le circostanze non indichino altrimenti.
(2) Il cedente garantisce:
(a) che il credito ceduto sia esistente o esista nel momento in cui la cessione ha effetto;
(b) di avere titolo per cedere il credito o che lo abbia nel momento in cui la cessione ha
effetto;
(c) che il debitore non abbia eccezioni da opporre all’esercizio del credito;
(d) che il credito non sia pregiudicato da diritti che possono essere portati in
compensazione nei rapporti fra cedente e debitore; e
(e) che il credito non sia stato oggetto di precedente cessione ad altro cessionario e non sia
oggetto di diritto di garanzia in favore di terzi o di altra limitazione.
(3) Il cedente garantisce che nessuna clausola del contratto o di altro atto giuridico, presentata al
cessionario come clausola che regola il credito, sia stata modificata e venga pregiudicata da
alcun accordo occulto tale che il suo significato o effetto risulti pregiudizievole per il
cessionario.
(4) Il cedente garantisce che le clausole del contratto o di altro atto giuridico da cui il credito
deriva non vengano successivamente modificate senza il consenso del cessionario, salvo che
la modifica non venga disposta nell’atto di cessione o avvenga in buona fede e sia di natura
tale che il cessionario non possa ragionevolmente opporvisi.
(5) Il cedente si obbliga a non concludere o eseguire atti di cessione dello stesso credito che
possano comportare che un terzo ottenga prelazione nei confronti del cessionario.
(6) Il cedente si obbliga a trasferire al cessionario ogni credito trasferibile idoneo a garantire
l’adempimento che non sia già stato trasferito con l’atto di cessione, ovvero a predisporre
quanto necessario per completare il trasferimento, nonché a trasferire l’equivalente
corrispettivo di ogni diritto non trasferibile volto a garantire l’adempimento.
(7) Il cedente non risponde dell’insolvenza, presente o futura, del debitore.

Sotto-sezione 4: Effetti della cessione

III.5:113: Nuovo creditore


Quando la cessione viene eseguita, il cedente cessa di essere creditore ed il cessionario diventa
creditore in relazione al credito ceduto.

III.5:114: Conclusione della cessione


(1) La cessione ha effetto quando si verificano i requisiti previsti dall’Art. III.-5:104 (Requisiti
essenziali) o nel momento successivo eventualmente stabilito dall’atto di cessione.
(2) Tuttavia, la cessione di un credito che era futuro al momento dell’atto di cessione si
considera eseguita quando siano soddisfatti tutti i requisiti ulteriori rispetto a quelli
dipendenti dall’esistenza del credito.
(3) Qualora i requisiti di cui all’Art. III.-5:104 (Requisiti essenziali) siano soddisfatti in
relazione a successivi atti di cessione riguardanti il medesimo credito, ha effetto il primo
atto, salvo che questo disponga altrimenti.

III.–5:115: Diritti trasferiti al cessionario


(1) La cessione di un credito trasferisce al cessionario non solo il diritto di credito principale,
ma anche ogni diritto accessorio, nonché i diritti di garanzia ad esso inerenti, ove siano
trasferibili.
(2) Questo Articolo si applica fatto salvo l’Art. III.–5:302 (Cessione di posizione contrattuale)
nel caso in cui la cessione di un credito contrattuale sia collegata alla sostituzione del
cessionario nella posizione del cedente come debitore ai sensi dello stesso contratto.

III.–5:116: Effetti circa le eccezioni e la compensazione


(1) Il debitore può opporre al cessionario ogni eccezione sostanziale o processuale relativa al
diritto ceduto che avrebbe potuto opporre nei confronti del cedente.
(2) Il debitore, tuttavia, non può opporre un’eccezione nei confronti del cessionario:
(a) se il debitore ha indotto il cessionario a credere che tale eccezione non esistesse; oppure
(b)se l’eccezione è fondata su una violazione da parte del cedente di un divieto di cessione o
su di un limite alla cedibilità del credito.
(3) Il debitore può far valere nei confronti del cessionario la compensazione che avrebbe potuto
opporre al cedente in relazione a qualsiasi credito nei confronti del cedente:
(a) esistente nel momento in cui il debitore non avrebbe più potuto ottenere la liberazione
dall’obbligazione nei confronti del cedente; oppure
(b)strettamente connesso con il credito ceduto.

III.–5:117: Effetti circa il luogo dell’adempimento


(1) Qualora il credito ceduto abbia per oggetto un’obbligazione pecuniaria che deve essere
adempiuta in un luogo determinato, il cessionario può esigere il pagamento in qualunque
luogo all’interno dello stesso Stato o, nel caso in cui si tratti di uno Stato Membro
dell’Unione Europea, ovunque all’interno dell’Unione Europea, ma il cedente risponde nei
confronti del debitore per l’aumento dei costi in cui il debitore è incorso a causa del
mutamento del luogo dell’adempimento.
(2) Qualora il credito ceduto abbia per oggetto un’obbligazione non pecuniaria che deve essere
adempiuta in un luogo determinato, il cessionario non può esigere l’adempimento in un
luogo diverso.

III.–5:118: Effetti circa l’invalidità originaria, l’annullamento, il recesso, la risoluzione e la


revoca
(1) Questo Articolo si applica nel caso in cui il credito del cessionario secondo quanto previsto
dall’Art. III.–5:104 (Requisiti essenziali) paragrafo (1) lett. d) derivi da un contratto o da un
altro atto giuridico (il contratto sottostante o un altro atto giuridico), che sia o meno seguito
da un separato atto di cessione ai sensi del paragrafo (1) lett. e) di tale Articolo.
(2) Qualora il contratto sottostante o un altro atto giuridico siano originariamente nulli, la
cessione non ha effetto.
(3) Se il contratto o un altro atto giuridico sottostante la cessione vengono annullati ai sensi del
Libro II, Capitolo 7, dopo che la cessione è stata validamente effettuata, il credito si
considera come se non fosse mai stato trasferito al cessionario (effetto retroattivo rispetto
alla cessione).
(4) Se dopo che la cessione ha avuto effetto, il contratto o un altro atto giuridico sottostante la
cessione siano oggetto di un’azione di recesso ai sensi del Libro II, Capitolo 5, o i rapporti
contrattuali siano risolti ai sensi del Libro III, o una donazione sia revocata ai sensi del Libro
IV, Capitolo 4, non vi è alcun effetto retroattivo rispetto alla cessione.
(5) Tale Articolo fa salvo ogni diritto alla restituzione fondato su altre disposizioni di queste
regole modello.

Sotto-sezione 5: Tutela del debitore

III.–5:119: Adempimento nei confronti della persona che non è il creditore


(1) Il debitore è liberato dall’obbligazione di adempiere nei confronti del cedente qualora il
debitore non abbia ricevuto comunicazione della cessione, né da parte del cedente né da
parte del cessionario, e non sappia che il cedente non ha più il diritto di ricevere
l’adempimento.
(2) Il debitore è liberato nel caso in cui adempia in buona fede nei confronti della persona
identificata come cessionario nella comunicazione di cessione proveniente dal cedente,
benché tale persona non sia il creditore.
(3) Il debitore è liberato per effetto dell’adempimento nei confronti della persona identificata
come cessionario nella comunicazione della cessione proveniente da colui che asserisce di
essere cessionario, sebbene costui non sia il creditore, se il creditore ha indotto il debitore a
credere ragionevolmente e in buona fede che il credito sia stato ceduto a tale persona.

III.–5:120: Prova adeguata della cessione


(1) Il debitore che creda ragionevolmente che un credito è stato ceduto, ma che non abbia
ricevuto comunicazione della cessione, può richiedere alla persona che ritiene abbia eseguito
la cessione di comunicare la cessione, o di confermare che il credito non è stato ceduto, o
che il cedente abbia tuttora il diritto di ricevere l’adempimento.
(2) Il debitore che abbia ricevuto una comunicazione di cessione che non sia in forma testuale
su supporto durevole, o che non dia adeguate informazioni circa il credito ceduto o il nome e
l’indirizzo del cessionario può richiedere all’autore della comunicazione di dare una nuova
comunicazione che soddisfi tali requisiti.
(3) Il debitore che abbia ricevuto una comunicazione di cessione dal cessionario, ma non dal
cedente può richiedere al cessionario di fornire prova attendibile della cessione. La prova
attendibile comprende, ma non si limita, ad ogni dichiarazione in forma testuale su supporto
durevole proveniente dal cedente ed indicante che il credito è stato ceduto.
(4) Il debitore che abbia fatto una delle richieste ai sensi del presente Articolo può sospendere
l’adempimento finché tale richiesta non venga accolta.

Sotto-sezione 6: Opponibilità della cessione

III.–5:121: Concorrenza fra successivi cessionari


(1) In caso di cessioni successive da parte della stessa persona del medesimo diritto di credito, il
cessionario, la cui cessione sia stata comunicata al debitore per prima, ha prelazione rispetto
ad ogni precedente cessionario, se al momento in cui è avvenuta la cessione in suo favore
egli non era a conoscenza della cessione precedente, né avrebbe ragionevolmente dovuto
esserlo.
(2) Il debitore è liberato con il pagamento al cessionario che per primo abbia provveduto alla
comunicazione, pur essendo a conoscenza delle pretese di cessionari ulteriori.
III.–5:122: Concorrenza tra il cessionario e il cedente che ha ricevuto il corrispettivo
Nel caso in cui il debitore sia liberato ai sensi dell’Art. III.–5:108 (Cessione: effetti dei divieti
contrattuali) paragrafo (2) lett. a) o dell’Art. III.–5:119 (Adempimento nei confronti della
persona che non è il creditore) paragrafo (1), il diritto del cessionario nei confronti del cedente al
corrispettivo prevale sul diritto di un creditore concorrente purché il corrispettivo nella
disponibilità del cedente sia ragionevolmente identificabile tra gli altri beni del cedente.

Sezione 2: Sostituzione ed aggiunta di debitori

III.–5:201: Ambito di applicazione


Questa Sezione si applica esclusivamente alla modifica convenzionale del lato passivo
dell’obbligazione mediante sostituzione del debitore o aggiunta di un nuovo debitore.

III.–5:202: Tipi di sostituzione o aggiunta


(1) Il debitore può essere sostituito o aggiunto:
(a) in modo tale che il debitore originario sia liberato (sostituzione completa di un
debitore);
(b) in modo tale che il debitore originario continui ad essere obbligato nel caso in cui il
nuovo debitore non adempia correttamente (sostituzione incompleta del nuovo
debitore); o
(c) in modo tale che il debitore originario ed il nuovo debitore siano responsabili in solido
(aggiunta di un nuovo debitore).
(2) Il debitore originario ed il nuovo debitore sono responsabili in solido se risulta chiaro che vi
è un nuovo debitore, ma non di quale tipo di sostituzione o aggiunta si tratti.

III.–5:203: Consenso del creditore


(1) Il consenso del creditore è richiesto sia per la sostituzione completa, sia per quella
incompleta del debitore.
(2) Il consenso del creditore alla sostituzione del debitore può essere prestato in anticipo. In tal
caso la sostituzione ha effetto solo quando al creditore sia data comunicazione da parte del
nuovo debitore dell’accordo fra il nuovo debitore ed il debitore originario.
(3) Il consenso del creditore non è richiesto per l’aggiunta di un nuovo debitore. Mediante
comunicazione al nuovo debitore, il creditore può tuttavia rifiutare il diritto conferitogli nei
confronti del nuovo debitore se ciò avviene senza ingiustificato ritardo, dopo esser stato
informato del diritto e prima di un’accettazione espressa o tacita. Con tale rifiuto, il diritto è
considerato come mai conferito.

III.–5:204: Sostituzione completa


Il terzo può obbligarsi nei confronti del creditore sostituendosi completamente al debitore
originario, con l’effetto di liberare il debitore originario.

III.–5:205: Effetti della sostituzione completa circa le eccezioni, la compensazione e le


garanzie.
(1) Il nuovo debitore può opporre al creditore qualunque eccezione che il debitore originario
avrebbe potuto opporre nei confronti del creditore.
(2) Il nuovo debitore non può far valere contro il creditore i diritti di compensazione che il
debitore originario poteva vantare nei confronti del creditore.
(3) Il nuovo debitore non può opporre nei confronti del creditore i diritti o le eccezioni derivanti
dal rapporto fra nuovo debitore e debitore originario.
(4) La liberazione del debitore originario si estende anche ad ogni garanzia personale o reale
fornita dal debitore originario al creditore per l’adempimento dell’obbligazione, a meno che
la garanzia non riguardi un bene trasferito al nuovo debitore come parte di un affare tra il
debitore originario e il nuovo debitore.
(5) Con la liberazione del debitore originario, le garanzie prestate da un terzo riguardanti
l’adempimento dell’obbligazione si estinguono, salvo che quest’ultimo non consenta a
mantenerle per il creditore.

III.–5:206: Sostituzione incompleta


Il terzo può accordarsi con il creditore e con il debitore originario in modo da sostituirsi non
completamente come debitore, rimanendo il debitore originario obbligato nel caso in cui il
sostituto non adempia correttamente.

III.–5:207: Effetti della sostituzione incompleta


(1) Gli effetti della sostituzione incompleta rispetto alle eccezioni e alla compensazione sono gli
stessi effetti della sostituzione completa.
(2) Nella misura in cui il debitore originario non sia liberato, la sostituzione non pregiudica la
garanzia personale o reale della sua obbligazione.
(3) Fatti salvi i paragrafi (1) e (2), la responsabilità del debitore originario è regolata dalle
disposizioni circa la responsabilità di un prestatore di garanzia personale accessoria con
responsabilità sussidiaria.

III.–5:208: Aggiunta di un nuovo debitore


Il terzo può accordarsi con il debitore in modo da essere aggiunto come debitore. In tal caso, il
debitore originario ed il nuovo debitore sono responsabili in solido.

III.–5:209: Effetti dell’aggiunta di un nuovo debitore


(1) Qualora vi sia un contratto fra il nuovo debitore ed il creditore, od un separato atto giuridico
unilaterale da parte del nuovo debitore in favore del creditore, per mezzo del quale il nuovo
debitore si aggiunge al debitore, il nuovo debitore non può opporre nei confronti del
creditore diritti o eccezioni derivanti dal rapporto fra nuovo debitore e debitore originario. In
mancanza di tale contratto o atto giuridico unilaterale, il nuovo debitore può opporre al
creditore ogni sorta di invalidità rispetto all’accordo con il debitore originario.
(2) Fatto salvo il paragrafo (1), si applicano le disposizioni di cui al Libro III, Capitolo 4,
Sezione 1 (Pluralità di debitori).

Sezione 3: Cessione di una posizione contrattuale

III.–5:301: Ambito di applicazione


Tale Sezione si applica esclusivamente alla cessione mediante accordo.

III.–5:302: Cessione di una posizione contrattuale


(1) Un contraente può accordarsi con un terzo, con il consenso dell’altro contraente, affinché il
terzo si sostituisca al contraente originario.
(2) Il consenso dell’altro contraente può essere dato in anticipo. In tal caso, la cessione ha
effetto solo dal momento in cui viene comunicata al contraente.
(3) Nella misura in cui la sostituzione da parte di un terzo implichi una cessione di crediti, si
applicano le disposizioni della Sezione 1 di questo Capitolo sulla cessione dei crediti; nella
misura in cui si trasferiscano obbligazioni, si applicano le disposizioni di cui alla Sezione 2
del presente Capitolo sulla sostituzione del debitore.
Sezione 4: Cessione di diritti ed obbligazioni in caso di insolvenza del mandatario

III.–5:401: Facoltà del rappresentato di acquisire i diritti in caso di insolvenza del


mandatario
(1) Tale Articolo si applica nel mandato senza rappresentanza, qualora il mandatario abbia
concluso un contratto con un terzo su istruzione e per conto del rappresentato, ma lo abbia
fatto in modo tale da divenire egli stesso parte del contratto, e non il rappresentato.
(2) Se egli diventa insolvente, il rappresentato, mediante comunicazione al terzo e al mandatario
stesso, può acquisire i diritti di quest’ultimo derivanti del contratto nei confronti del terzo.
(3) Il terzo può opporre, nei confronti del rappresentato, ogni eccezione che avrebbe potuto
opporre nei confronti del mandatario ed ha a disposizione tutti gli altri mezzi di tutela che
sarebbero stati esperibili se i diritti fossero stati volontariamente ceduti dal mandatario al
rappresentato.

III.–5:402: Contro-opzione del terzo


Qualora il rappresentato abbia acquisito i diritti del mandatario ai sensi del precedente Articolo,
il terzo, mediante comunicazione al rappresentato e al mandatario, può optare per l’esercizio, nei
confronti del rappresentato, dei diritti vantati nei confronti del mandatario, fatte salve le
eccezioni che quest’ultimo può opporre nei confronti del terzo.

CAPITOLO 6: COMPENSAZIONE E CONFUSIONE

Sezione 1: Compensazione

III.–6:101: Definizione ed ambito di applicazione


(1) La “compensazione” è l’operazione con cui il diritto di credito vantato da una persona può
essere utilizzato nei confronti di un’altra per estinguere, in tutto o in parte, l’obbligazione
dovuta a quella persona.
(2) Questo Capitolo non si applica alla compensazione nell’ipotesi d’insolvenza.

III.–6:102: Requisiti per la compensazione


Se due parti sono tenute l’una verso l’altra per obbligazioni dello stesso genere, entrambe
possono compensare i rispettivi crediti, se e nella misura in cui, al momento della
compensazione:
(a) l’adempimento della prima parte sia esigibile o, in caso contrario, la prima parte possa
obbligare l’altra ad accettare l’adempimento;
(b) l’adempimento dell’altra parte sia esigibile; e
(c) entrambe le parti abbiano il potere di disporre dei propri crediti ai fini della
compensazione.

III.–6:103: Crediti non determinati


(1) Il debitore può opporre in compensazione un credito indeterminato nella sua esistenza o nel
suo valore, salvo che la compensazione non pregiudichi gli interessi del creditore.
(2) Qualora i crediti di entrambe le parti derivino dal medesimo rapporto, si presume che gli
interessi del creditore non siano pregiudicati.

III.–6:104: Compensazione in valuta estera


Qualora le parti siano debitrici l’una nei confronti dell’altra di somme di denaro in valuta
diversa, ciascuna può compensare il proprio credito con quello dell’altra parte, salvo che le parti
abbiano convenuto che la compensazione avvenga esclusivamente in una specifica valuta.

III.–6:105: Compensazione mediante comunicazione


La compensazione si esegue mediante comunicazione all’altra parte.

III.–6:106: Due o più diritti ed obbligazioni


(1) Qualora la parte che dà comunicazione della compensazione vanti due o più diritti di credito
nei confronti dell’altra, la comunicazione ha effetto solo se contiene l’indicazione dei diritti
ai quali si riferisce.
(2) Qualora la parte che dà comunicazione della compensazione debba adempiere due o più
obbligazioni nei confronti dell’altra, le regole d’imputazione dell’adempimento si applicano
con gli opportuni adeguamenti.

III.–6:107: Effetti della compensazione


La compensazione estingue le obbligazioni per le quantità corrispondenti, dal momento della
comunicazione.

III.–6:108: Casi in cui la compensazione non si verifica


La compensazione non si verifica:
(a) quando è esclusa dall’accordo;
(b) nei confronti di un credito che sia impignorabile; e
(c) nei confronti di un credito derivante da un fatto illecito doloso.

Sezione 2: Confusione di debiti

III.–6:201: Estinzione delle obbligazioni per confusione


(1) L’obbligazione è estinta se la stessa persona riunisce in sé, al contempo, la qualità di
debitore e di creditore.
(2) Tuttavia, il paragrafo (1) non si applica se l’effetto consiste nel privare un terzo di un diritto.

CAPITOLO 7: PRESCRIZIONE

Sezione 1: Disposizioni generali

III.–7:101: Diritti soggetti a prescrizione


I diritti di credito si prescrivono con il decorso del tempo secondo quanto dispongono le regole
di questo Capitolo.

Sezione 2: Termini di prescrizione e decorrenza

III.–7:201: Termine generale


Il termine generale di prescrizione è di tre anni.

III.–7:202: Termine per i diritti accertati in giudizio


(1) Il termine di prescrizione per un diritto accertato con sentenza è di dieci anni.
(2) Lo stesso vale per i diritti accertati da un lodo arbitrale o altri titoli suscettibili di esecuzione
alla stregua di un giudizio.

III.–7:203: Decorrenza del termine


(1) Il termine generale di prescrizione decorre dal momento in cui il debitore deve eseguire la
propria prestazione o, nel caso di diritto al risarcimento del danno, dal momento in cui si
verifica il fatto che dà origine al diritto.
(2) Nelle obbligazioni di durata di fare o astenersi dal fare, il termine generale di prescrizione
inizia a decorrere da ogni violazione dell’obbligazione.
(3) Il termine di prescrizione stabilito all’Art. III.–7:202 (Termine per i diritti accertati in
giudizio) inizia a decorrere dal momento in cui la sentenza o il lodo arbitrale passa in
giudicato, oppure un altro strumento di tutela diventa esecutivo, ma comunque non prima che
il debitore sia tenuto ad adempiere la propria prestazione.

Sezione 3: Proroga del termine

III.–7:301: Sospensione in caso di mancata conoscenza


Il decorso del termine di prescrizione è sospeso finché il creditore non conosce, né si può
ragionevolmente esigere che conosca:
(a) l’identità del debitore; o
(b) i fatti da cui il diritto deriva e, nel caso di diritto al risarcimento, il tipo di danno di cui
si tratta.

III.–7:302: Sospensione in caso di giudizio o altri procedimenti


(1) Il decorso del termine di prescrizione è sospeso dall’inizio del processo avente ad oggetto il
diritto medesimo.
(2) La sospensione dura fino al momento in cui la sentenza passa in giudicato o la lite è stata
altrimenti decisa. Quando il processo si conclude entro gli ultimi sei mesi del termine di
prescrizione senza una decisione sul merito, la prescrizione non matura prima che siano
decorsi sei mesi dal momento della fine del procedimento.
(3) Queste norme si applicano, con gli opportuni adeguamenti, ai procedimenti arbitrali, alle
mediazioni, ai procedimenti attraverso i quali una controversia fra due persone è deferita ad
un terzo per ottenere una decisione vincolante e a tutti gli altri procedimenti volti ad ottenere
una decisione relativa al diritto.
(4) Le mediazioni sono i procedimenti strutturati grazie ai quali due o più parti di una
controversia tentano di raggiungere un accordo per la conciliazione di una controversia con
l’assistenza di un mediatore.

III.–7:303: Sospensione per un fatto che sfugge al controllo del creditore


(1) Il decorso del termine di prescrizione è sospeso finché il creditore non è in grado di far
valere in giudizio il suo diritto a causa di un fatto che sfugge al suo controllo e che egli non
avrebbe ragionevolmente potuto evitare o superare.
(2) Il paragrafo (1) si applica solo se il fatto si verifica, o persiste, negli ultimi sei mesi del
termine di prescrizione.
(3) Qualora la durata o la natura del fatto sia tale che non si possa ragionevolmente esigere che
il creditore agisca in giudizio per il riconoscimento del proprio diritto entro il termine
residuo successivo al periodo di sospensione della prescrizione, la prescrizione non matura
prima che siano decorsi sei mesi dal momento in cui l’impedimento è stato rimosso.
(4) Ai sensi del presente Articolo, il fatto può consistere in un impedimento psicologico.
III.–7:304: Proroga del termine in caso di trattative
Nel caso di trattative delle parti circa il diritto o le circostanze dalle quali potrebbe derivare
un’azione a tutela del diritto, il termine di prescrizione è prorogato fino ad un anno, a decorrere
dall’ultima comunicazione data nell’ambito delle trattative.

III.–7:305: Proroga del termine in caso d’incapacità


(1) Se un incapace è privo di un rappresentante, il termine di prescrizione di un diritto in capo
all’incapace o nei confronti di questo è prorogato di un anno da quando è cessata
l’incapacità, o da quando è stato nominato un rappresentante.
(2) Il termine di prescrizione relativo ai diritti di un incapace nei confronti del suo
rappresentante è prorogato di un anno da quando l’incapacità è cessata o da quando è stato
nominato un nuovo rappresentante.

III.–7:306: Proroga del termine in caso di morte


In caso di morte del creditore o del debitore, il termine di prescrizione di un diritto contro o a
vantaggio del patrimonio ereditario è prorogato di un anno, a decorrere da quando il diritto può
essere esercitato da o contro un rappresentante del patrimonio.

III.–7:307: Durata massima del termine


Il termine di prescrizione non può estendersi oltre dieci anni o, in caso di diritti al risarcimento
per un danno alla persona, oltre i trent’anni per effetto della sospensione del decorso o della
proroga ai sensi di questo Capitolo. Questa norma non si applica alla sospensione prevista
dall’Art. III.–7:302 (Sospensione in caso di giudizio o altri procedimenti).

Sezione 4: Rinnovo della prescrizione

III.–7:401: Rinnovo per effetto di riconoscimento


(1) Se il debitore riconosce il diritto del creditore mediante adempimento parziale, pagamento
degli interessi, dazione di una garanzia, o in altra maniera, ricomincia a decorrere un nuovo
termine di prescrizione.
(2) Il nuovo termine è quello generale di prescrizione, senza distinguere se al diritto fosse
originariamente applicabile il termine generale di prescrizione o il termine di dieci anni
fissato dall’Art. III.–7:202 (Termine per i diritti accertati in giudizio). In quest’ultimo caso,
tuttavia, l’applicazione del presente Articolo non può avere l’effetto di abbreviare il termine
decennale.

III.–7:402: Rinnovo per effetto di un tentativo di esecuzione


Il termine decennale di prescrizione previsto dall’Art. III.–7:202 (Termine per i diritti accertati in
giudizio) comincia a decorrere nuovamente ogni qual volta il creditore intraprenda un
ragionevole tentativo di esecuzione.

Sezione 5: Effetti della prescrizione

III.–7:501: Effetti in generale


(1) Decorso il termine di prescrizione, il debitore ha diritto di rifiutare l’adempimento.
(2) Quanto è stato pagato o trasferito dal debitore per adempiere l'obbligazione non può essere
chiesto in restituzione a causa del mero decorso del termine di prescrizione.

III.–7:502: Effetti sui diritti accessori


Il termine di prescrizione del diritto al pagamento degli interessi e di altri diritti di natura
accessoria scade non oltre lo spirare del termine di prescrizione del diritto principale.

III.–7:503: Effetti sulla compensazione


Il diritto prescritto può ugualmente essere opposto in compensazione, salvo che il debitore abbia
previamente fatto valere la prescrizione o lo faccia nel termine di due mesi dalla comunicazione
di volersi avvalere della compensazione.

Sezione 6: Modifica mediante accordo

III.–7:601: Accordi relativi alla prescrizione


(1) I requisiti della prescrizione possono essere modificati mediante accordo delle parti, nello
specifico, abbreviando o estendendo il termine di prescrizione.
(2) Tuttavia, il termine di prescrizione non può essere ridotto a meno di un anno o esteso a più
di trent’anni oltre la decorrenza prevista dall’Art. III.–7:203 (Decorrenza del termine).
LIBRO IV

CONTRATTI TIPICI E DIRITTI ED OBBLIGAZIONI DERIVANTI DA ESSI

PARTE A. VENDITE

CAPITOLO 1: AMBITO DI APPLICAZIONE E DEFINIZIONI

Sezione 1: Ambito di applicazione

IV.A.-1: 101: Contratti disciplinati dalle previsioni seguenti


(1) Questa Parte del Libro IV si applica ai contratti di vendita di beni mobili materiali e alle
relative garanzie per il consumatore.
(2) Si applica, con gli opportuni adattamenti, ai:
(a) contratti di vendita di energia elettrica;
(b) contratti per la vendita di quote, azioni, titoli di investimento e titoli di credito;
(c) contratti di vendita di altre tipologie di beni immateriali, compresi i diritti relativi
all’adempimento di obbligazioni, i diritti di proprietà industriale ed intellettuale e gli altri
diritti suscettibili di essere trasferiti;
(d) contratti che attribuiscono, in cambio di un prezzo, diritti sulle informazioni o sui dati,
inclusi il software e le banche dati;
(e) contratti di permuta di beni mobili materiali, o di qualsiasi altro bene sopra
menzionato.
(3) Essa non si applica ai contratti di vendita o permuta di beni immobili, o di diritti su beni
immobili.

IV.A.-1: 102: Beni mobili materiali da fabbricare o da produrre


Un contratto in cui una parte si obbliga, dietro corrispettivo del pagamento di un prezzo, a
fabbricare o produrre beni mobili materiali per l’altra parte e a trasferirne la proprietà all’altra
parte è da considerarsi, principalmente, un contratto di vendita di beni mobili materiali.

Sezione 2: Definizioni

IV.A. -1: 201: Beni mobili materiali


In questa Parte del Libro IV:
(a) la parola “beni” include i beni mobili materiali che, al momento della conclusione del
contratto, non esistono ancora; e
(b) i riferimenti ulteriori ai beni mobili materiali, oltre a quelli presenti nell’Art. IV.A.-
1:101 (Contratti disciplinati dalle previsioni seguenti), devono intendersi ai beni indicati
nel paragrafo (2) del suddetto Articolo.

IV.A.-1: 202: Contratto di vendita


Un contratto di “vendita” di beni mobili materiali è il contratto in base al quale una parte, il
venditore, si obbliga nei confronti di un’altra parte, il compratore, a trasferire la proprietà di tali
beni al compratore o ad un terzo, al momento della conclusione del contratto o successivamente,
e il compratore si obbliga a pagare il prezzo.

IV.A.-1: 203: Contratto di permuta


(1) Un contratto di “permuta” di beni mobili materiali è il contratto per il quale ciascuna parte si
obbliga a trasferirne la proprietà, al momento della conclusione del contratto o in un momento
successivo, verso il corrispettivo del trasferimento della proprietà di altri beni mobili materiali.
(2) Ciascuna parte è considerata come compratore rispetto ai beni mobili materiali da ricevere e
venditrice rispetto ai beni mobili materiali o agli altri beni da trasferire.

IV.A.-1: 204: Contratto di vendita con il consumatore


Ai fini della presente Parte del Libro IV, un contratto di vendita con il consumatore è un
contratto di vendita in cui il venditore è un professionista e il compratore è un consumatore.

CAPITOLO 2: OBBLIGAZIONI DEL VENDITORE

Sezione 1: In generale

IV.A. -2: 101: Obbligazioni del venditore in generale


Il venditore è tenuto a:
(a) trasferire la proprietà dei beni mobili materiali;
(b) consegnare tali beni;
(c) trasferire i documenti che rappresentano tali beni o che vi si riferiscono come può
essere richiesto dal contratto; e
(d) garantire che tali beni siano conformi a quanto previsto dal contratto.

Sezione 2: Consegna dei beni mobili materiali

IV.A. -2:201: Consegna


(1) Il venditore adempie l’obbligazione di consegna mettendo i beni mobili materiali nella
disponibilità del compratore, o nel caso in cui le parti abbiano pattuito che il venditore deve solo
consegnare i documenti rappresentativi di tali beni, mettendo tali documenti nella disponibilità
del compratore.
(2) Se il contratto implica il trasporto dei beni per mezzo di un vettore o di più vettori, il
venditore adempie l’obbligazione di consegna, rimettendo i beni al primo vettore per la consegna
al compratore e trasferendogli ogni documento necessario per consentirgli di prendere in
consegna i beni dal vettore che li detiene.
(3) In questo Articolo, ogni riferimento al compratore include il terzo al quale la consegna deve
essere effettuata in ottemperanza al contratto.

IV.A.- 2:202: Luogo e tempo della consegna


(1) Il luogo e il tempo della consegna sono determinati dagli Artt. III.-2: 101 (Luogo
dell’adempimento) e III.-2: 102 (Tempo dell’adempimento) come modificati dal presente
Articolo.
(2) Se l’adempimento dell’obbligazione di consegna richiede il trasferimento di documenti
rappresentativi dei beni mobili materiali, il venditore dovrà trasferirli nel momento, nel luogo e
secondo le modalità previste nel contratto.
(3) Se in un contratto di vendita con il consumatore si prevede il trasporto di beni mobili
materiali per mezzo di un vettore o più vettori ed è previsto un momento per la consegna al
consumatore, tali beni devono essere ricevuti dall’ultimo vettore, o devono essere messi a
disposizione per il ritiro dallo stesso vettore in quel momento.

IV.A.-2:203: Correzione in caso di consegna anticipata


(1) Se il venditore ha consegnato i beni mobili materiali prima del termine stabilito per la
consegna, il venditore può, entro quel momento, fornire qualsiasi parte mancante, o correggere
qualsiasi carenza nella quantità dei beni consegnati, ovvero consegnare beni in sostituzione di
quelli non conformi consegnati e può porre altrimenti rimedio a qualsiasi difetto di conformità di
quanto consegnato, a condizione che l’esercizio di questo diritto non arrechi al compratore un
disagio o una spesa irragionevoli.
(2) Se il venditore ha trasferito i documenti prima del tempo previsto dal contratto, il venditore
può, entro quel momento, rimediare a qualsiasi difetto di conformità relativa ai documenti, a
condizione che l’esercizio di tale diritto non arrechi al compratore un disagio o una spesa
irragionevoli.
(3) Il presente Articolo non esclude che il compratore possa pretendere il risarcimento del danno,
in conformità con il Libro III, Capitolo 3, Sezione 7 (Risarcimento dei danni e interessi), per
qualsiasi perdita che il venditore non abbia potuto evitare con il proprio intervento di correzione.

IV.A.-2:204: Trasporto dei beni mobili materiali


(1) Se il contratto richiede che il venditore provveda al trasporto dei beni mobili materiali, il
venditore deve stipulare i contratti che sono necessari per il trasporto verso il luogo indicato con
mezzi di trasporto adeguati alle circostanze del caso e secondo le clausole comuni per tale
trasporto.
(2) Se il venditore, in conformità del contratto, consegna i beni mobili materiali a un vettore, e se
i beni non sono chiaramente identificati ai sensi del contratto dai segni distintivi ivi apposti, dai
documenti di spedizione o in altro modo, il venditore deve comunicare al compratore l’avvenuta
consegna, specificando i beni.
(3) Se il contratto non obbliga il venditore a stipulare un’assicurazione per il trasporto dei beni, il
venditore deve, su richiesta del compratore, fornirgli tutte le informazioni necessarie per
stipulare tale assicurazione.

Sezione 3: Conformità dei beni mobili materiali

IV.A.-2:301: Conformità al contratto


I beni mobili materiali sono conformi a quanto previsto dal contratto, quando essi:
(a) sono della quantità, qualità e hanno le caratteristiche indicate dal contratto;
(b) sono confezionati o imballati nel modo richiesto dal contratto;
(c) sono forniti insieme a tutti gli accessori, alle istruzioni di installazione, o ad altre
istruzioni richieste dal contratto;
(d) ottemperano agli Articoli successivi della presente Sezione.

IV.A.-2:302: Idoneità all’uso, qualità, imballaggio


I beni mobili materiali devono:
(a) essere idonei a qualsiasi specifico utilizzo reso noto al venditore al momento della
conclusione del contratto, salvo che le circostanze dimostrino che il compratore non ha
fatto affidamento, sulla professionalità e sulla capacità di valutazione del venditore, o che
non sarebbe stato ragionevole per il compratore farvi affidamento;
(b) essere idonei agli usi per i quali beni mobili materiali genere dotati delle stesse
caratteristiche sarebbero normalmente utilizzati;
(c) possedere le qualità dei beni mobili materiali che il venditore ha presentato al
compratore come campione o modello;
(d) essere confezionati o imballati secondo le modalità solitamente utilizzate per tali beni
o, in mancanza di modalità usuali, in modo adeguato a conservare e proteggere i beni;
(e) essere forniti con tutti gli accessori, le istruzioni per l’installazione o le altre
istruzioni, che il compratore può ragionevolmente attendersi di ricevere; e
(f) possedere quelle qualità e capacità di utilizzo che il compratore può ragionevolmente
attendersi.

IV.A.-2:303: Dichiarazioni di terzi


I beni mobili materiali devono avere le qualità e le capacità di utilizzo indicate nella
dichiarazione relativa alle particolari caratteristiche resa al loro riguardo da ciascuna persona
facente parte di un precedente anello della catena di distribuzione, dal produttore o dal
rappresentante del produttore che sia parte del contratto in virtù dell’Art. II.-9:102 (Dichiarazioni
pre-contrattuali considerate clausole contrattuali).

IV.A.-2:304: Errata installazione nel contratto di vendita con il consumatore


Quando i beni mobili materiali forniti con un contratto di vendita con il consumatore non sono
correttamente installati, l’eventuale difetto di conformità risultante dall’errata installazione è
considerato come tale, se:
(a) i beni mobili materiali sono stati installati dal venditore o sotto la sua responsabilità;
oppure
(b) i beni mobili materiali dovevano essere installati dal consumatore e l’errata
installazione è dovuta ad inesattezze contenute nelle istruzioni di installazione.

IV.A.-2:305: Diritti dei terzi o pretese in generale


I beni mobili materiali devono essere liberi da qualsiasi diritto o pretesa ragionevolmente fondata
di un terzo. Tuttavia, se tale diritto o pretesa si basa su diritti di proprietà industriale o di
proprietà intellettuale, l’obbligazione del venditore è disciplinata dall’ Articolo seguente.

IV.A.-2: 306: Diritti dei terzi o pretese relativi alla proprietà industriale o intellettuale
(1) I beni mobili materiali devono essere liberi da qualsiasi diritto o pretesa di terzi relativi ai
diritti di proprietà industriale o di proprietà intellettuale e di cui, al momento della conclusione
del contratto, il venditore era a conoscenza, o avrebbe ragionevolmente dovuto esserne a
conoscenza.
(2) Tuttavia, il paragrafo (1) non si applica qualora il diritto o la pretesa risulti dal rispetto da
parte del venditore di disegni tecnici, progetti, formule o altre specifiche fornite dal compratore.

IV.A.-2:307: Conoscenza del difetto di conformità da parte del compratore


(1) Il venditore non è responsabile ai sensi dell’Art. IV.A.-2: 302 (Idoneità all’uso, qualità,
imballaggio), dell’Art. IV.A.-2: 305 (Diritti di terzi o pretese in generale) o dell’Art. IV.A.-2:
306 (Diritti dei terzi o pretese relativi ai diritti di proprietà industriale o di altra proprietà
intellettuale), se, al momento della conclusione del contratto, il compratore conosceva il difetto
di conformità, o avrebbe ragionevolmente dovuto conoscerlo.
(2) Il venditore non è responsabile ai sensi dell’Art. IV.A.-2: 304 (Errata installazione
nell’ambito del contratto di vendita con il consumatore) del sottoparagrafo (b) se, al momento
della conclusione del contratto, il compratore conosceva le inesattezze delle istruzioni per
l’installazione dei beni, o avrebbe ragionevolmente dovuto conoscerle.

IV.A.-2:308: Termine di riferimento per stabilire la conformità


(1) Il venditore è responsabile del difetto di conformità esistente al momento in cui il rischio
passa al compratore, anche se il difetto di conformità si manifesta solo dopo quel momento.
(2) In un contratto di vendita con il consumatore, il difetto di conformità che si manifesta entro
sei mesi dal momento in cui il rischio passa al compratore si presume esistente in quel momento,
a meno che ciò non sia incompatibile con la natura del bene mobile materiale o con la natura del
difetto di conformità.
(3) Nel caso disciplinato dall’Art. IV.A.-2:304 (Errata installazione nell’ambito del contratto di
vendita con il consumatore) ogni riferimento di cui ai paragrafi (1) o (2) al momento in cui il
rischio passa al compratore deve essere letto come un riferimento al momento in cui
l’installazione è completata.

IV.A.-2: 309: Limiti alla possibilità di derogare ai diritti relativi alla conformità del bene
nel contratto di vendita con il consumatore
In un contratto di vendita con il consumatore, qualsiasi clausola contrattuale o accordo concluso
con il venditore prima che il difetto di conformità sia portato alla sua attenzione, e che,
direttamente o indirettamente, stabilisca una rinuncia o una limitazione ai diritti derivanti
dall’obbligazione del venditore di garantire che i beni mobili materiali siano conformi al
contratto, non vincola il consumatore.

CAPITOLO 3: OBBLIGAZIONI DEL COMPRATORE

IV.A.-3: 101: Obbligazioni principali del compratore


Il compratore è tenuto a:
(a) pagare il prezzo;
(b) prendere in consegna i beni mobili materiali; e
(c) prendere in consegna i documenti che rappresentano i beni mobili materiali, o che
sono ad essi relativi, come previsto dal contratto.

IV.A.-3:102: Determinazione della forma, della misura o di altre caratteristiche


(1) Se in base al contratto il compratore è tenuto a determinare la forma, la misura o altre
caratteristiche dei beni mobili materiali, o il tempo o le modalità della loro consegna, ed egli
omette di fornire tale specificazione entro il termine concordato, ovvero entro un termine
ragionevole dopo avere ricevuto la richiesta del venditore, il venditore può, fatti salvi gli altri
diritti, provvedere conformemente alle esigenze del compratore delle quali egli sia a conoscenza.
(2) Un venditore, che abbia fornito tale specificazione, deve informare il compratore dei dettagli
ivi previsti e deve fissare un termine ragionevole entro il quale il compratore possa variare la
specificazione. Se, dopo aver ricevuto tale comunicazione, il compratore non vi provvede entro il
termine fissato, la specificazione effettuata dal venditore è vincolante.

IV.A.-3:103: Prezzo fissato in base al peso


Se il prezzo è fissato in base al peso dei beni mobili materiali, in caso di dubbio, si deve avere
riguardo al peso netto.

IV.A.-3: 104: Presa in consegna


Il compratore adempie l’obbligazione di prendere in consegna:
(a) compiendo qualsiasi atto che ci si può ragionevolmente attendere al fine di consentire
al venditore di adempiere l’obbligazione di consegna; e
(b) prendendo in consegna i beni mobili materiali, o i documenti che li rappresentano,
come previsto dal contratto.

IV.A.-3: 105: Consegna anticipata e consegna di un quantitativo in eccesso


(1) Se il venditore consegna tutti i beni mobili materiali, o parte di essi, prima del termine
fissato, il compratore può ricevere la consegna o, salvo il caso in cui l’accettazione non rechi un
irragionevole pregiudizio agli interessi del compratore, può rifiutare di prendere in consegna i
beni.
(2) Se il venditore consegna una quantità di beni mobili materiali superiore a quella prevista dal
contratto, il compratore può accettare o rifiutare la quantità in eccesso.
(3) Se il compratore conserva la quantità in eccesso, si ritiene che tale quantità sia fornita in base
al contratto e il relativo prezzo deve essere pagato secondo quanto stabilisce il contratto.
(4) In un contratto di vendita con il consumatore il paragrafo (3) non si applica se il compratore
ritiene, per motivi ragionevoli, che il venditore abbia consegnato la quantità in eccesso
intenzionalmente e senza errore, sapendo che tale quantità non era stata ordinata. In tal caso, si
applicano le norme sui beni mobili materiali non richiesti.

CAPITOLO 4: MEZZI DI TUTELA

Sezione 1: Limiti alle deroghe

IV.A.-4:101: Limiti alla possibilità di derogare alla disciplina dei mezzi di tutela relativi
alla non conformità dei beni nel contratto di vendita con il consumatore
In un contratto di vendita con il consumatore, qualsiasi clausola contrattuale o accordo concluso
con il venditore prima che egli abbia conoscenza di un difetto di conformità e che, direttamente o
indirettamente, preveda una rinuncia o una limitazione dei mezzi di tutela per il compratore
previsti nel Libro III, Capitolo 3 (Mezzi di tutela contro l’inadempimento), come modificato dal
presente Capitolo, non è vincolante per il consumatore per quanto riguarda il difetto di
conformità.

Sezione 2:Modifiche ai mezzi di tutela del compratore per il difetto di conformità

IV.A.-4:201: Risoluzione ad opera del consumatore in caso di difetto di conformità


In un contratto di vendita con il consumatore, il compratore può risolvere il rapporto contrattuale
per l’inadempimento dell’altra parte ai sensi del Libro III, Capitolo 3, Sezione 5 (Risoluzione), in
presenza di qualsivoglia difetto di conformità del bene, salvo che il difetto di conformità sia di
scarsa importanza.

IV.A.-4: 202: Limitazione della responsabilità per danni dei venditori non professionali
(1) Se il venditore è una persona fisica che agisce per scopi estranei alla propria attività
commerciale d’impresa o professionale, il compratore non ha diritto al risarcimento dei danni per
il difetto di conformità che ecceda il prezzo contrattuale.
(2) Il venditore non ha diritto di avvalersi di quanto indicato al paragrafo (1) se il difetto di
conformità si riferisce a fatti di cui il venditore, al momento in cui il rischio è passato
all’acquirente, era a conoscenza, o avrebbe ragionevolmente dovuto esserlo , e che il venditore
non ha comunicato al compratore prima di quel momento.

Sezione 3: Requisiti di verifica e di comunicazione

IV.A.-4:301: Verifica dei beni mobili materiali


(1) Il compratore deve esaminare i beni mobili materiali o farli esaminare nel più breve
tempo possibile tenuto ragionevolmente conto delle circostanze. In caso contrario, egli può
perdere, in base all’Art. III-3:107 (Mancata comunicazione della non conformità), come
integrato dall’art. IV.A.-4:302 (Comunicazione del difetto di conformità), il diritto di far valere il
difetto di conformità.
(2) Se il contratto implica il trasporto dei beni mobili materiali, l’esame può essere differito
fino al momento in cui i beni sono arrivati a destinazione.
(3) Se tali beni sono reinstradati durante il trasporto, o rispediti dal compratore, prima che
quest’ultimo abbia avuto una ragionevole possibilità di ispezionarli, e al momento della
conclusione del contratto il venditore era a conoscenza, o avrebbe ragionevolmente dovuto
conoscere la possibilità di reinstradamento o di rispedizione, l’ispezione può essere differita fino
a quando i beni mobili materiali non sono arrivati alla nuova destinazione.
(4) Il presente Articolo non si applica al contratto di vendita con il consumatore.

IV.A.-4302: Comunicazione del difetto di conformità


(1) In un contratto tra due professionisti la regola di cui all’Art. III.-3: 107 (Mancata
comunicazione della non conformità), che richiede la comunicazione del difetto di conformità
entro un tempo ragionevole, è integrata dalle norme che seguono.
(2) Il compratore perde, in ogni caso, il diritto di far valere un difetto di conformità se egli non
invia al venditore una comunicazione relativa a tale difetto al più tardi entro due anni dal
momento in cui i beni mobili materiali gli sono stati effettivamente consegnati in ottemperanza
al contratto.
(3) Se le parti hanno convenuto che i beni mobili materiali devono essere idonei per uno scopo
particolare, o per il loro scopo ordinario per un determinato periodo di tempo, il termine per
inviare la comunicazione ai sensi paragrafo (2) non scade prima della fine del periodo di tempo
concordato.
(4) Il paragrafo (2) non si applica nei confronti delle pretese dei terzi o dei diritti di cui agli artt.
IV.A.-2: 305 (Diritti dei terzi o pretese in generale) e IV.A.-2: 306 (Diritti dei terzi o pretese
fondate su diritti di proprietà industriale o altri diritti di proprietà intellettuale).

IV.A.-4: 303: Comunicazione della consegna parziale


Il compratore non è tenuto a comunicare al venditore la consegna parziale, se egli ha motivo di
credere che anche i beni mobili materiali rimanenti saranno consegnati.

IV.A.-4: 304: Conoscenza da parte del venditore del difetto di conformità


Il venditore non ha diritto di avvalersi delle disposizioni di cui all’Art. IV.A.-4: 301 (Verifica dei
beni mobili materiali), o all’Art. IV.A.-4: 302 (Comunicazione del difetto di conformità), se il
difetto di conformità si riferisce a fatti conosciuti dal venditore, o che il venditore avrebbe
dovuto ragionevolmente conoscere, e che quest’ultimo non ha comunicato al compratore.

CAPITOLO 5: PASSAGGIO DEL RISCHIO

Sezione 1: Disposizioni generali

IV.A.-5: 101: Effetto del passaggio del rischio


La perdita o il danneggiamento dei beni mobili materiali dopo che il rischio è passato al
compratore non esonera quest’ultimo dall’obbligazione di pagare il prezzo, a meno che la perdita
o il danneggiamento non siano dovuti ad un atto o ad una omissione del venditore.

IV.A.-5:102: Momento del passaggio del rischio


(1) Il rischio passa quando il compratore prende in consegna i beni mobili materiali, o i
documenti che li rappresentano.
(2) Tuttavia, se il contratto si riferisce a beni mobili materiali non identificati, il rischio non
passa al compratore fino a quando tali beni non sono chiaramente identificati ai sensi del
contratto sia dai segni distintivi, sia dai documenti di trasporto, sia mediante comunicazione data
al compratore, o in altro modo.
(3) La norma di cui al paragrafo (1) è soggetta agli Articoli di cui alla Sezione 2 del presente
Capitolo.
IV.A.-5:103: Passaggio del rischio nel contratto di vendita con il consumatore
(1) Nel contratto di vendita con il consumatore il rischio non passa fino a quando il compratore
non prende in consegna i beni mobili materiali.
(2) Il paragrafo (1) non si applica se il compratore ha omesso di adempiere l’obbligazione di
prendere in consegna i beni e l’inadempimento non è imputabile ai sensi dell’Art. III.-3: 104
(impedimento Esonero dalla responsabilità per fatto non imputabile), nel qual caso trova
applicazione l’Art. IV.A.-5: 201 (Beni mobili materiali messi a disposizione del compratore).
(3) Salvo quanto previsto al paragrafo precedente, la Sezione 2 del presente Capitolo non si
applica al contratto di vendita con il consumatore.
(4) Le parti non possono escludere l’applicazione del presente Articolo, derogare o modificarne
gli effetti a svantaggio del consumatore.

Sezione 2: Norme speciali

IV.A.-5:201: Beni mobili materiali messi a disposizione del compratore


(1) Se i beni mobili materiali sono messi a disposizione del compratore ed egli ne è consapevole,
il rischio passa al compratore dal momento in cui tali beni avrebbero dovuto essere presi in
consegna, a meno che egli avesse il diritto di sospendere la presa in consegna dei beni ai sensi
dell’Art. III.-3: 401 (Diritto di sospendere l’adempimento dell’ obbligazione corrispettiva).
(2) Se i beni mobili materiali sono messi a disposizione del compratore in un luogo diverso dalla
sede dell’attività principale del venditore, il rischio passa quando la consegna è avvenuta e il
compratore è consapevole del fatto che i beni sono messi a sua disposizione in quel luogo.

IV.A.-5:202: Trasporto dei beni mobili materiali


(1) Il presente Articolo si applica a qualunque contratto di vendita che preveda il trasporto di
beni mobili materiali.
(2) Se il venditore non è obbligato a consegnare tali beni in un luogo particolare, il rischio passa
al compratore quando i beni vengono consegnati al primo vettore per la trasmissione al
compratore in conformità al contratto.
(3) Se il venditore è tenuto a consegnare i beni ad un vettore in un luogo particolare, il rischio
non passa al compratore fino a quando i beni sono consegnati al vettore in quel luogo.
(4) Il fatto che il venditore sia autorizzato a conservare i documenti che governano gli atti
dispositivi sui beni mobili materiali non pregiudica il passaggio del rischio.

IV.A.-5: 203: Beni mobili materiali venduti durante il trasporto


(1) Il presente Articolo si applica a qualunque contratto di vendita relativo a beni mobili
materiali venduti durante il trasporto.
(2) Il rischio passa al compratore nel momento in cui i beni mobili materiali sono consegnati al
primo vettore. Tuttavia, qualora richiesto dalle circostanze, il rischio passa al compratore dal
momento della conclusione del contratto.
(3) Se al momento della conclusione del contratto, il venditore era a conoscenza, o avrebbe
ragionevolmente dovuto esserlo, del fatto che i beni erano già stati persi o danneggiati e non lo
ha comunicato al compratore, il rischio della perdita o del danneggiamento dei beni è a suo
carico.

CAPITOLO 6: GARANZIE DEI BENI MOBILI MATERIALI DI CONSUMO

IV.A.-6: 101: Definizione di garanzia dei beni mobili materiali di consumo


(1) Per garanzia dei beni mobili materiali di consumo s’intende qualsiasi assunzione di
un’obbligazione del tipo indicato nel seguente paragrafo in relazione ad un contratto di vendita
di beni mobili materiali con il consumatore:
(a) da un produttore o da una persona in un anello successivo della catena di distribuzione
dei beni;
(b) dal venditore, oltre alle obbligazioni che gli sono proprie in quanto venditore del
bene.
(2) La garanzia può prevedere che:
(a) salvo il cattivo uso, l’utilizzo improprio o un incidente, i beni devono essere idonei al
loro scopo ordinario per un determinato periodo di tempo, o come diversamente previsto;
(b) i beni devono essere conformi alle specifiche stabilite nel certificato di garanzia che
contiene la garanzia o nella relativa pubblicità; o
(c) fatte salve le condizioni stabilite nella dichiarazione di garanzia, che:
(i) i beni saranno riparati o sostituiti;
(ii) il prezzo pagato per i beni sarà rimborsato, in tutto o in parte; o
(iii) sarà fornito altro mezzo di tutela.

IV.A.-6: 102: Carattere vincolante della garanzia


(1) La garanzia per i beni mobili materiali di consumo, contrattuale o sottoforma di impegno
unilaterale, è vincolante in favore del primo compratore, e nel caso di un impegno unilaterale è
vincolante senza che serva l’accettazione, nonostante ogni disposizione contraria prevista nel
certificato di garanzia o nella relativa pubblicità.
(2) Se non diversamente previsto nel documento di garanzia, la garanzia è vincolante anche
senza l’accettazione di tali beni a favore di ciascun compratore entro la durata della garanzia.
(3) Qualsiasi requisito previsto nella garanzia, che ne subordini l’applicazione all’adempimento
da parte del compratore di un qualunque requisito formale, come la registrazione o la
comunicazione dell’acquisto, non vincola il consumatore.

IV.A.-6: 103: Certificato di garanzia


(1) Colui che fornisce la garanzia dei beni mobili materiali di consumo (a meno che tale
certificato sia già stato fornito al compratore) deve rilasciare al compratore un certificato di
garanzia che:
(a) dichiari che il compratore è titolare di diritti previsti dalla legge che non sono
pregiudicati dalla garanzia;
(b) sottolinei i vantaggi della garanzia per il compratore rispetto alle norme relative alla
conformità dei beni;
(c) preveda tutti gli elementi essenziali necessari per fare valere la garanzia, in
particolare:
- il nome e l’indirizzo del garante;
- il nome e l’indirizzo della persona nei cui confronti la comunicazione deve
essere
fatta e la procedura con la quale la comunicazione deve essere effettuata;
- eventuali limitazioni territoriali della garanzia, e
(d) sia redatto in un linguaggio chiaro e comprensibile; e
(e) sia redatto nella stessa lingua in cui sono stati offerti i beni mobili materiali.
(2) Il certificato di garanzia deve essere in forma testuale su un supporto durevole ed essere
disponibile ed accessibile per il compratore.
(3) La validità della garanzia non è pregiudicata dal mancato rispetto dei paragrafi (1) e (2) e di
conseguenza il beneficiario della garanzia può comunque contare sulla garanzia e farla valere.
(4) Qualora le obbligazioni di cui ai paragrafi (1) e (2) non siano adempiute, il beneficiario della
garanzia può, senza pregiudicare il proprio diritto al risarcimento degli eventuali danni che
potrebbero essere risarciti, richiedere al garante di fornire un certificato di garanzia che sia
conforme a tali requisiti.
(5) Le parti non possono escludere l’applicazione del presente Articolo, derogare o modificarne
gli effetti a svantaggio del consumatore.

IV.A.-6:104: Ambito di applicazione della garanzia


Se il certificato di garanzia non specifica diversamente:
(a) la durata della garanzia è di cinque anni, ovvero essa coincide con la durata stimata
della vita dei beni mobili materiali, a seconda di quale dei due termini è più breve;
(b) le obbligazioni del garante divengono efficaci se, per un motivo diverso dal cattivo
uso, dall’uso improprio o da un incidente, i beni mobili materiali, in qualsiasi momento,
durante il periodo di durata della garanzia, non sono idonei al loro uso normale, o cessano
di possedere le qualità e le capacità di utilizzo che il beneficiario della garanzia poteva
ragionevolmente attendersi;
(c) il garante è obbligato, se le condizioni della garanzia sono soddisfatte, a riparare o
sostituire i beni mobili materiali; e
(d) tutti i costi relativi alla domanda di applicazione della garanzia e alla sua esecuzione
sono a carico del garante.

IV.A.-6: 105: Garanzia limitata a specifiche parti dei beni mobili materiali
La garanzia dei beni mobili materiali di consumo relativa solo ad una specifica parte, o a
specifiche parti, di tali beni deve indicare chiaramente tale limitazione nel relativo certificato; in
caso contrario, la limitazione non vincola il consumatore.

IV.A.-6:106: Esclusione o limitazione della responsabilità del garante


La garanzia può escludere o limitare la responsabilità del garante per difetto o danneggiamento
dei beni mobili materiali dovuti al fatto che essi non sono stati conservati in conformità con le
istruzioni, a condizione che l’esclusione o la limitazione siano chiaramente indicata nel
certificato di garanzia.

IV.A.-6:107: Onere della prova


(1) Quando il beneficiario della garanzia invoca una garanzia relativa ai beni mobili materiali di
consumo entro il termine di durata della stessa, il garante ha l’onere di provare che:
(a) tali beni rispettavano le specifiche stabilite nel certificato di garanzia, o nelle relative
pubblicità; e
(b) l’eventuale difetto o danneggiamento dei beni mobili materiali sono dovuti al cattivo
uso, all’uso improprio, o ad un incidente, ovvero alla omessa manutenzione dei beni, o ad
un’altra causa per la quale il garante non sia responsabile.
(2) Le parti non possono escludere l’applicazione del presente Articolo, derogare o modificarne
gli effetti a svantaggio del consumatore.

IV.A.-6:108: Proroga del periodo di garanzia


(1) Nel caso il garante abbia posto rimedio ai vizi e ai difetti dei beni mobili materiali ai sensi
della garanzia, essa è prorogata per un periodo pari a quello durante il quale il beneficiario della
garanzia non ha potuto utilizzare tali beni a causa del difetto o del vizio.
(2) Le parti non possono escludere l’applicazione del presente Articolo, derogare o modificarne
gli effetti a svantaggio del consumatore.
PARTE B. LOCAZIONE DI BENI MOBILI MATERIALI

CAPITOLO 1: AMBITO DI APPLICAZIONE E DISPOSIZIONI GENERALI

IV.B.—1:101: Locazione di beni mobili materiali


(1) La presente Parte del Libro IV si applica ai contratti di locazione di beni mobili materiali.
(2) Un contratto di locazione di beni mobili materiali è un contratto in base al quale una parte, il
locatore, si obbliga a mettere a disposizione dell’altra, il conduttore, un diritto di godimento
temporaneo dietro la corresponsione di un canone. Il canone può essere in denaro o altro bene di
valore.
(3) La presente Parte del Libro IV non si applica ai contratti in cui le parti hanno convenuto il
trasferimento della proprietà al termine del periodo di godimento anche se le parti hanno definito
tale contratto come locazione.
(4) L’applicazione della presente Parte del Libro IV non è esclusa quando il contratto ha uno
scopo di finanziamento, il locatore assume il ruolo di finanziatore, o il conduttore ha l’opzione di
acquistare la proprietà dei beni mobili materiali.
(5) La presente Parte del Libro IV disciplina esclusivamente il rapporto contrattuale derivante dal
contratto di locazione.

IV.B.-1:102: Contratto di locazione di beni mobili materiali con il consumatore


Ai fini della presente Parte del Libro IV, un contratto di locazione di beni mobili materiali con il
consumatore è un contratto nel quale il locatore è un professionista e il conduttore è un
consumatore.

IV.B.-1:103: Limitazioni alla derogabilità dei diritti di conformità in un contratto di


locazione con il consumatore
In un contratto di locazione di beni mobili materiali con il consumatore, qualsiasi clausola
contrattuale o accordo concluso con il locatore prima che a quest’ultimo sia segnalato un difetto
di conformità, che preveda direttamente o indirettamente una rinuncia o limitazione ai diritti
derivanti dall’obbligazione del locatore di garantire la conformità dei beni mobili materiali al
contratto, non vincola il consumatore.

IV.B.-1:104: Limiti alla derogabilità delle norme sui mezzi di tutela in un contratto di
locazione con il consumatore
(1) Nel caso di un contratto di locazione di beni mobili materiali con il consumatore le parti non
possono, a svantaggio del consumatore, escludere l’applicazione delle norme sui mezzi di tutela
contenute nel Libro III, Capitolo 3, come modificate nei Capitoli 3 e 6 della presente Parte, o
derogarvi o modificarne gli effetti.
(2) In deroga al paragrafo (1), le parti possono convenire di limitare la responsabilità del locatore
per perdite concernenti l’attività commerciale, d’impresa o professionale del conduttore. Tale
clausola, tuttavia, non può essere invocata se in contrasto con il principio di buona fede e
correttezza.

CAPITOLO 2: DURATA DELLA LOCAZIONE

IV.B.-2:101: Inizio della locazione


(1) La locazione ha inizio:
(a) nel momento determinabile in base alle clausole contrattuali;
(b) se può essere individuato un arco temporale nel quale la locazione debba avere inizio, in
qualsiasi momento scelto dal locatore all’interno di quell’arco temporale, salvo che dalle
circostanze del caso concreto si desuma che spetti al conduttore scegliere il momento iniziale;
(c) in ogni altro caso, dopo un ragionevole lasso di tempo successivo alla conclusione del
contratto, a richiesta di una delle parti.
(2) La locazione ha inizio nel momento in cui il conduttore prende possesso dei beni mobili
materiali, se questo momento è antecedente alla data di inizio individuata sulla base del
paragrafo (1).

IV.B.-2:102: Termine della locazione


(1) Una locazione a tempo determinato termina nel momento determinabile alla luce delle
clausole convenute dalle parti. Una locazione a tempo determinato non può essere
unilateralmente terminata in anticipo attraverso una disdetta.
(2) Una locazione a tempo indeterminato termina nel momento specificato in una disdetta inviata
da una delle parti.
(3) La disdetta di cui al paragrafo (2) produce effetto solo se il termine in essa specificato è
conforme alle clausole convenute dalle parti oppure, se nessun termine per la disdetta può essere
determinato in base a tali clausole, allo scadere di un termine ragionevole dalla ricezione della
disdetta da parte dell’altro contraente.

IV.B.-2:103: Rinnovamento tacito


(1) Se un contratto di locazione di beni mobili materiali a tempo determinato è rinnovato
tacitamente sulla base dell’Art. III.–1:111 (Rinnovamento tacito) e se il canone antecedente alla
proroga è stato calcolato considerando l’ammortamento da parte del conduttore dei costi relativi
a tali beni, il canone dovuto successivamente alla proroga è limitato a ciò che è ragionevole
pretendere, tenuto conto dell’ammontare già pagato.
(2) Nel caso di un contratto di locazione di beni mobili materiali con un consumatore, le parti
non possono escludere l’applicazione del paragrafo (1) o derogarvi o modificarne gli effetti a
svantaggio del consumatore.

CAPITOLO 3: OBBLIGAZIONI DEL LOCATORE

IV.B.-3:101: Disponibilità dei beni mobili materiali


(1) Il locatore deve porre il conduttore nella disponibilità dei beni mobili materiali all’inizio della
locazione e nel luogo determinato dall’Art. III.–2:101 (Luogo dell’adempimento).
(2) Nonostante quanto previsto nel paragrafo precedente, il locatore deve porre il conduttore
nella disponibilità dei beni mobili materiali presso la sede dell’attività principale del conduttore
o, secondo il caso, presso la sua abituale residenza se il locatore, su indicazione del conduttore,
acquista i beni presso un fornitore scelto dal conduttore.
(3) Il locatore deve assicurare che i beni mobili materiali restino nella disponibilità del
conduttore per la durata del contratto, liberi da diritti e pretese di terzi ragionevolmente fondate
che impediscano o comunque ostacolino l’uso dei beni stessi da parte del conduttore in
conformità al contratto.
(4) Le obbligazioni del locatore in caso di perdita o danneggiamento dei beni durante la
locazione, sono regolate dall’Art. IV.B.–3:104 (Conformità dei beni mobili materiali durante la
locazione).

IV.B.-3:102: Conformità al contratto all’inizio della locazione


(1) Il locatore deve assicurare la conformità dei beni mobili materiali al contratto all’inizio della
locazione.
(2) I beni mobili materiali sono conformi a quanto previsto dal contratto quando essi:
(a) sono della quantità, qualità e hanno le caratteristiche richieste dalle clausole contrattuali;
(b) sono confezionati o imballati nel modo richiesto dalle clausole contrattuali;
(c) sono forniti insieme con tutti gli accessori, le istruzioni di installazione o le altre istruzioni
richieste dalle clausole contrattuali; e
(d) ottemperano al disposto dell’Articolo seguente.

IV.B.-3:103: Idoneità all’uso, qualità, imballaggio ecc.


I beni mobili materiali sono conformi a quanto previsto dal contratto quando essi:
(a) sono idonei a qualsiasi particolare specifico utilizzo reso noto al locatore al momento della
conclusione del contratto, salvo che le circostanze dimostrino che il conduttore non ha fatto
affidamento sulla professionalità o sulla capacità di valutazione del locatore, o che non sarebbe
stato ragionevole farvi affidamento;
(b) sono idonei agli usi per i quali beni mobili materiali dotati delle stesse caratteristiche
sarebbero normalmente utilizzati;
(c) possiedono le qualità dei beni mobili materiali che il locatore ha presentato al conduttore
come campione o modello;
(d) sono confezionati o imballati secondo le modalità solitamente utilizzate per beni dello stesso
tipo o, in mancanza di modalità usuali, in modo adeguato a conservare e proteggere i beni;
(e) sono forniti insieme con tutti gli accessori, le istruzioni di installazione o le altre istruzioni
che il conduttore potrebbe ragionevolmente aspettarsi di ricevere; e
(f) possiedono quelle qualità e capacità di utilizzo che il conduttore può ragionevolmente
aspettarsi.

IV.B.-3:104: Conformità dei beni mobili materiali nel corso della locazione
(1) Il locatore deve assicurare che, per tutta la durata della locazione, e tenuto conto del normale
deterioramento, i beni mobili materiali:
(a) rimangano della quantità, qualità e caratteristiche richieste dal contratto; e
(b) rimangano adeguati agli scopi della locazione, anche nel caso in cui ciò richieda la
modificazione dei beni stessi.
(2) Il paragrafo (1) non si applica nel caso in cui il canone sia calcolato in modo da tenere conto
dell’ammortamento da parte del conduttore del costo dei beni mobili materiali.
(3) Il paragrafo (1) non incide sulle obbligazioni del conduttore previste dall’Art. IV.B.-5:104
(Utilizzo dei beni mobili materiali in conformità al contratto) paragrafo (1)(c).

IV.B.-3:105: Errata installazione nell’ambito di un contratto di locazione di beni mobili


materiali con il consumatore
Quando, in base ad un contratto di locazione di beni mobili materiali con il consumatore, tali
beni non sono installati correttamente, il difetto di conformità risultante dall’errata installazione è
considerato tale se:
(a) i beni mobili materiali sono stati installati dal locatore o sotto la sua responsabilità; o
(b) i beni mobili materiali dovevano essere installati dal consumatore e l’errata installazione è
dovuta a inesattezze contenute nelle istruzioni di installazione.

IV.B.-3:106: Obbligazioni relative alla restituzione dei beni mobili materiali


Il locatore deve:
(a) adottare tutte le misure che è ragionevole attendersi al fine di permettere al conduttore di
adempiere l’obbligazione di restituire i beni mobili materiali; e
(b) accettare la restituzione di tali beni come previsto dal contratto.

CAPITOLO 4: MEZZI DI TUTELA DEL CONDUTTORE: MODIFICHE ALLE


DISPOSIZIONI GENERALI

IV:B.-4:101: Diritto del conduttore al ripristino della conformità


(1) Il conduttore può ottenere che la conformità dei beni mobili materiali sia ripristinata, e
recuperare tutte le spese ragionevolmente sostenute, nella misura in cui egli abbia diritto ad
esercitare l’azione per ottenere l’adempimento in natura sulla base dell’Art. III.-3:302
(Adempimento delle obbligazioni non pecuniarie).
(2) Il precedente paragrafo non incide sui diritti del locatore di correggere il difetto di
conformità secondo quanto stabilito dal Libro III, Capitolo 3, Sezione 2.

IV.B.-4:102: Riduzione del canone


(1) Il conduttore può ridurre il canone per un periodo nel quale il valore dell’adempimento del
locatore è diminuito a causa di un ritardo o di un difetto di conformità, nella misura in cui la
riduzione del valore non sia causata dal conduttore stesso.
(2) Il canone può essere ridotto anche per periodi nei quali il locatore conserva il diritto di
adempimento o di correzione in base agli artt. III.-3:103 (Comunicazione diretta a stabilire un
termine ulteriore per l'adempimento), III.-3:202 (Correzione della non conformità da parte del
debitore: regole generali) paragrafo (2), e III.-3.204 (Conseguenze della possibilità offerta al
debitore di correggere la non conformità).
(3) Nonostante la disposizione del paragrafo (1), il conduttore può perdere il diritto alla riduzione
del canone per un certo periodo in base all’Art. IV.B.-4:103 (Comunicazione del difetto di
conformità).

IV.B.-4:103: Comunicazione del difetto di conformità


(1) Il conduttore non può ricorrere a mezzi di tutela previsti in caso di difetto di conformità se
tale difetto non viene comunicato al locatore. Ove la comunicazione non sia tempestiva, il difetto
di conformità non rileva per il periodo corrispondente all’irragionevole ritardo. La
comunicazione è sempre considerata tempestiva ove sia effettuata entro un ragionevole lasso di
tempo dal momento in cui il conduttore si è accorto, o avrebbe ragionevolmente dovuto
accorgersi , del difetto di conformità.
(2) Al termine della locazione si applicano le disposizioni previste dall’Art. III.-3:107 (Mancata
comunicazione della non conformità).
(3) Il locatore non ha diritto di fare affidamento su quanto previsto dai paragrafi (1) e (2) se il
difetto di conformità riguarda circostanze che egli stesso conosceva o che avrebbe
ragionevolmente dovuto conoscere e che egli non ha comunicato al conduttore.

IV.B.-4:104: Mezzi di tutela nei confronti del fornitore


(1) Questo Articolo si applica nel caso in cui:
(a) il locatore, su indicazione del conduttore, acquisti i beni mobili materiali da un fornitore
scelto dal conduttore stesso;
(b) il conduttore, nel fornire le indicazioni sui beni mobili materiali e sulla scelta del fornitore,
non faccia affidamento principalmente sulla competenza e sulle capacità di valutazione del
locatore;
(c) il conduttore accetti le clausole del contratto di fornitura;
(d) le obbligazioni del fornitore previste dal contratto di fornitura siano vincolanti, in base alla
legge o al contratto, nei confronti del conduttore quale parte del contratto di fornitura o come se
il conduttore stesso fosse parte di tale contratto;
(e) le obbligazioni del fornitore che lo vincolano nei confronti del conduttore, non possano essere
modificate senza il consenso di quest’ultimo.
(2) Il conduttore non ha diritto di agire per ottenere l’adempimento da parte del locatore, per la
riduzione del canone o per il risarcimento dei danni o gli interessi nei confronti del locatore, per
ritardata consegna o per difetto di conformità, a meno che l’inadempimento derivi da un atto o da
una omissione del locatore stesso.
(3) La disposizione del paragrafo (2) non esclude:
(a) il diritto del conduttore di rifiutare i beni mobili materiali, di risolvere la locazione in base al
Libro III, Capitolo 3, Sezione 5 (Risoluzione) o, prima della accettazione dei beni, di sospendere
il pagamento del canone nella misura in cui egli stesso avrebbe potuto fare ricorso ai mezzi di
tutela in qualità di parte del contratto di fornitura; o
(b) il ricorso del conduttore ad un mezzo di tutela ove il diritto di un terzo o una pretesa
ragionevolmente fondata impedisca, o comunque sia idonea ad interferire con, il diritto del
conduttore stesso a disporre continuativamente dei beni in conformità col contratto.
(4) Il conduttore non può risolvere il rapporto contrattuale col fornitore senza il consenso del
locatore.

CAPITOLO 5: OBBLIGAZIONI DEL CONDUTTORE

IV.B.-5:101: Obbligazione di pagare il canone


(1) Il conduttore deve pagare il canone.
(2) Ove il canone non possa essere determinato dalle clausole convenute dalle parti, da
nessun’altra norma di legge applicabile o dagli usi o dalla prassi, esso ammonta ad una somma di
denaro determinata sulla base dell’art. II.-9:104 (Determinazione del prezzo).
(3) Il canone matura dall’inizio della locazione.

IV.B.-5:102: Tempo del pagamento


Il canone è esigibile:
(a) al termine di ciascun periodo di tempo per il quale il canone è stato convenuto;
(b) allo spirare di un determinato periodo della locazione, se il canone non è stato convenuto per
periodi di tempo determinati; o
(c) ad intervalli ragionevoli, se non è stata convenuta alcuna durata determinata della locazione
e il canone non è stato convenuto per periodi determinati.

IV.B.-5:103: Accettazione dei beni mobili materiali


Il conduttore deve:
(a) adottare tutte le misure che ci si può ragionevolmente attendere affinchè il locatore possa
adempiere l’obbligazione di rendere i beni mobili materiali disponibili all’inizio della locazione;
e
(b) prendere possesso dei beni mobili materiali come richiesto dal contratto.

IV.B.-5:104: Utilizzo dei beni mobili materiali in conformità al contratto


(1) Il conduttore deve:
(a) osservare i requisiti e le limitazioni derivanti dalle clausole convenute dalle parti;
(b) trattare i beni mobili materiali con la cura che ci si può ragionevolmente attendere secondo le
circostanze del caso concreto, considerando la durata della locazione, la sua finalità e le
caratteristiche dei beni stessi; e
(c) adottare tutte le misure normalmente necessarie al fine di preservare la normale qualità e
funzionalità dei beni mobili materiali, per quanto sia ragionevole, alla luce della durata della
locazione, della sua finalità e delle caratteristiche di tali beni.
(2) Ove il canone sia calcolato in modo da considerare l’ammortamento dei costi dei beni mobili
materiali da parte del conduttore, quest’ultimo deve, nel corso della locazione, conservare i beni
nello stato in cui si trovavano all’inizio della locazione, soggetti al normale deterioramento
previsto per beni dello stesso genere.

IV.B.-5:105: Intervento per evitare un pericolo o un danno ai beni mobili materiali (1) Il
conduttore deve adottare tutte le misure per la manutenzione e la riparazione dei beni mobili
materiali che sarebbero normalmente eseguite dal locatore, se tali misure sono necessarie per
evitare pericoli o danni a tali beni, ed è impossibile o impraticabile per il locatore, ma non per il
conduttore, assicurare che tali misure siano adottate.
(2) Il conduttore ha diritto, nei confronti del locatore, ad essere indennizzato o, a seconda dei
casi, rimborsato per obbligazioni o spese (in denaro o altri beni) quanto nella misura in cui siano
state ragionevolmente sostenute al fine di adottare tali misure.

IV.B.-5:106: Indennizzo per manutenzione e miglioramenti


(1) Il conduttore non ha diritto ad un indennizzo per la manutenzione o i miglioramenti apportati
ai beni mobili materiali.
(2) Il paragrafo (1) non esclude né limita i diritti del conduttore al risarcimento dei danni o i
diritti che lo stesso potrebbe esercitare sulla base degli artt. IV.B.-4:101 (Diritto del conduttore al
ripristino della conformità), IV.B.-5:105 (Intervento per evitare un pericolo o un danno ai beni
mobili materiali) o del Libro VIII (Acquisto e perdita della proprietà dei beni mobili).

IV.B.-5:107: Obbligazione di informazione


(1) Il conduttore deve informare il locatore in merito a qualsiasi danno o pericolo relativo ai beni
mobili materiali, e relativamente a qualsiasi diritto o pretesa vantati da un terzo, se queste
circostanze farebbero normalmente sorgere la necessità per il locatore di agire in giudizio.
(2) Il conduttore deve informare il locatore sulla base di quanto previsto dal paragrafo (1) entro
un ragionevole lasso di tempo dal momento in cui egli viene a conoscenza delle circostanze e del
loro carattere.
(3) Si presume che il conduttore sia a conoscenza delle circostanze e del loro carattere se avrebbe
ragionevolmente dovuto esserne a conoscenza.

IV.B.-5:108: Riparazioni ed ispezioni del locatore


(1) Il conduttore, a seguito di ragionevole comunicazione ove possibile, deve tollerare
l’esecuzione da parte del locatore di lavori di riparazione o altri lavori sui beni mobili materiali
che siano necessari al fine di conservarli, eliminare i difetti ed evitare pericoli. Questa
obbligazione non impedisce che il conduttore riduca il canone sulla base dell’Art. IV.B.-4:102
(Riduzione del canone).
(2) Il conduttore deve tollerare l’esecuzione di lavori sui beni mobili materiali diversi da quelli
previsti dal paragrafo (1), a meno che non abbia un valido motivo da opporre.
(3) Il conduttore deve sottostare a ispezioni dei beni mobili materiali per le finalità previste nel
paragrafo (1). Il conduttore deve altresì accettare l’ispezione dei beni mobili materiali effettuata
da un futuro conduttore, nel periodo di tempo ragionevolmente anteriore alla fine della
locazione.

IV.B.-5:109: Obbligazione di restituire i beni mobili materiali


Al termine della locazione il conduttore deve restituire i beni mobili materiali nel luogo in cui il
locatore li aveva resi disponibili al conduttore.

CAPITOLO 6: MEZZI DI TUTELA DEL LOCATORE: MODIFICHE ALLE NORME


GENERALI

IV.B.-6:101: Limitazione del diritto di ottenere il pagamento di canoni futuri


(1) Ove il conduttore abbia preso possesso dei beni mobili materiali, il locatore non può ottenere
forzatamente il pagamento di canoni futuri se il conduttore desidera restituire tali beni e sia
ragionevole per il locatore accettare la loro restituzione.
(2) L’esclusione, sulla base del paragrafo (1), del diritto di agire per ottenere l’adempimento in
natura non preclude l’esercizio di un’azione di risarcimento dei danni.

IV.B.-6:102: Riduzione della responsabilità nei contratti di locazione di beni mobili


materiali con il consumatore
(1) Nel caso di contratto di locazione di beni mobili materiali con il consumatore, il diritto del
locatore al risarcimento dei danni può essere ridotto nella misura in cui la perdita sia ridotta
dall’assicurazione che copre tali beni, o nella misura in cui tale perdita sarebbe stata ridotta dalla
copertura assicurativa, in circostanze per le quali è ragionevole attendersi che il locatore si
assicuri.
(2) La disposizione del paragrafo (1) si applica oltre alle disposizioni previste nel Libro III,
Capitolo 3, Sezione 7.
CAPITOLO 7: NUOVI CONTRAENTI E SUBLOCAZIONE

IV.B.-7:101: Trasferimento della proprietà e sostituzione del locatore


(1) Nel caso di trasferimento della proprietà dei beni mobili materiali dal locatore ad un nuovo
proprietario, quest’ultimo si sostituisce al primo quale parte del contratto di locazione se il
conduttore ha il possesso di tali beni al momento del trasferimento della proprietà. Il proprietario
originario rimane responsabile in via sussidiaria dell’inadempimento delle obbligazioni previste
dal contratto di locazione quale fideiussore.
(2) Il venir meno del trasferimento di proprietà pone le parti nelle loro posizioni originarie
eccetto che per quanto già adempiuto fino a quel momento.
(3) Le disposizioni dei paragrafi precedenti si applicano in modo adeguato ove il locatore abbia
agito quale titolare di un diritto diverso da quello di proprietà.

IV.B.-7:102: Cessione dei diritti di credito in capo al conduttore


I diritti di crediti in capo al conduttore nei confronti del locatore in forza del contratto di
locazione non possono essere ceduti senza il consenso del locatore.

IV.B.-7:103: Sublocazione
(1) Il conduttore non può sublocare i beni mobili materiali senza il consenso del locatore.
(2) Se il consenso alla sublocazione è negato senza un valido motivo, il conduttore può risolvere
il rapporto di locazione dando un ragionevole termine di preavviso.
(3) In caso di sublocazione, il conduttore rimane responsabile dell’adempimento delle sue
obbligazioni previste dal contratto di locazione.
PARTE C. SERVIZI
CAPITOLO 1: DISPOSIZIONI GENERALI

IV.C.–1:101: Ambito di applicazione


(1) Questa Parte del Libro IV si applica:
(a) ai contratti nei quali una parte, il prestatore di servizi, si obbliga a rendere un servizio
all’altra parte, il committente, in cambio di un prezzo; e
(b) con gli opportuni adattamenti, ai contratti nei quali il prestatore di servizi si obbliga a
rendere un servizio al committente ma non in cambio del pagamento di un prezzo.
(2) Questa Parte del Libro IV si applica in particolare ai contratti di costruzione, lavorazione,
deposito, progettazione, informazione o consulenza, e trattamento medico.

IV.C.–1:102: Esclusioni
Questa Parte non si applica ai contratti di trasporto, di assicurazione, di garanzia o alla fornitura
di un prodotto finanziario o di un servizio finanziario.

IV.C.–1:103: Disposizioni che prevalgono


In caso di conflitto:
(a) le disposizioni contenute nella Parte IV.D (Mandato) e nella Parte IV.E. (Agenzia
commerciale, affiliazione commerciale e distribuzione) prevalgono sulle disposizioni di
questa Parte; e
(b) le disposizioni di cui ai Capitoli da 3 a 8 di questa Parte prevalgono sulle disposizioni di
cui al Capitolo 2 di questa Parte.

CAPITOLO 2: DISPOSIZIONI APPLICABILI AI CONTRATTI DI SERVIZI IN


GENERALE

IV.C.–2:101: Prezzo
Se il prestatore di servizi è un professionista, è dovuto un prezzo, a meno che le circostanze non
indichino diversamente.

IV.C.–2:102: Dovere pre-contrattuale di avvisare


(1) Il prestatore di servizi ha il dovere pre-contrattuale di avvisare il committente se viene a
conoscenza del rischio che il servizio richiesto:
(a) possa non raggiungere i risultati dichiarati o attesi dal committente;
(b) possa pregiudicare altri interessi del committente, o
(c) possa rendersi più dispendioso o implicare più tempo di quanto ragionevolmente previsto
dal committente.
(2) Il dovere di avvisare di cui al paragrafo (1) non si applica se il committente:
(a) è già a conoscenza dei rischi menzionati nel paragrafo (1); o
(b) dovrebbe ragionevolmente conoscerli.
(3) Se si verifica uno dei rischi di cui al paragrafo (1) e il prestatore di servizi ha violato il
relativo dovere informativo, una conseguente modifica del servizio da parte del prestatore di
servizi secondo l’Art. IV.C.–2:109 (Modifica unilaterale del contratto di servizi) che si fondi sul
verificarsi del rischio non ha effetti, a meno che il prestatore di servizi non provi che il
committente, se correttamente informato, avrebbe ugualmente concluso il contratto. Restano
comunque salvi gli altri mezzi di tutela cui ha diritto il committente, compresi quelli contro
l’errore.
(4) Il committente ha il dovere pre-contrattuale di avvisare il prestatore di servizi se viene a
conoscenza di circostanze anomale che probabilmente potrebbero cagionare un incremento dei
costi del servizio o dei tempi necessari alla sua esecuzione rispetto a quanto il prestatore di
servizi possa ragionevolmente aspettarsi o che possano in qualche modo cagionare un danno al
prestatore di servizi o a terzi nell’esecuzione del servizio.
(5) Qualora si verifichino le circostanze menzionate nel paragrafo (4) e il prestatore di servizi
non fosse stato dovutamente avvisato, egli ha diritto:
(a) al risarcimento dei danni per le perdite subite in conseguenza dell’omessa informazione; e
(b) ad un adeguamento dei tempi concessi per la prestazione del servizio.
(6) Ai fini dell’applicazione del paragrafo (1), si presume che il prestatore di servizi sia a
conoscenza dei rischi menzionati se, in base a tutti gli elementi di fatto e alle circostanze già a
sua conoscenza, dovrebbero ritenersi noti, considerando le informazioni che egli deve
raccogliere sui risultati dichiarati o attesi dal committente e le circostanze nelle quali il servizio
dovrà essere prestato.
(7) Ai fini dell’applicazione del paragrafo (2)(b) il committente non può essere ritenuto
ragionevolmente a conoscenza di un rischio soltanto perché è un committente competente, o è
stato informato da terzi competenti, nel relativo campo, a meno che questa altra persona abbia
agito come mandatario del committente, nel qual caso si applica l’Art. II.–1:105 (Imputazione di
conoscenza).
(8) Ai fini dell’applicazione del paragrafo (4), si presume che il committente sia a conoscenza
dei rischi menzionati se, in base a tutti gli elementi di fatto e alle circostanze già a sua
conoscenza senza dover effettuare apposite ricerche, debbano ritenersi a lui noti.

IV.C.–2:103: Obbligazione di cooperazione


(1) L’obbligazione di cooperazione richiede, in particolare, che:
(a) il committente risponda alle ragionevoli richieste di informazioni del prestatore di servizi
nella misura in cui ciò sia da ritenersi ragionevolmente necessario per consentire al prestatore
di servizi di adempiere le obbligazioni contrattuali;
(b) il committente fornisca istruzioni relative all’esecuzione del servizio nella misura in cui
ciò sia da ritenersi ragionevolmente necessario per consentire al prestatore di servizi di
adempiere le obbligazioni contrattuali;
(c) nella misura in cui debba ottenere autorizzazioni o licenze, il committente le ottenga nei
tempi ragionevolmente necessari per consentire al prestatore di servizi di adempiere le
obbligazioni contrattuali;
(d) il prestatore di servizi fornisca al committente una ragionevole opportunità di accertare se
il prestatore di servizi stia adempiendo le obbligazioni contrattuali; e
(e) le parti coordinino i loro rispettivi sforzi nella misura in cui ciò sia da ritenersi
ragionevolmente necessario per adempiere le rispettive obbligazioni contrattuali.
(2) Se il committente non adempie le obbligazioni di cui al paragrafo (1)(a) o (b), il prestatore di
servizi può sospendere l’adempimento oppure adeguarlo alle aspettative, alle preferenze e alle
priorità che il committente dovrebbe ragionevolmente avere sulla base delle informazioni e delle
istruzioni che sono state fornite, purché il committente sia avvisato secondo l’Art. IV.C.–2:108
(Obbligazione contrattuale di avvisare del prestatore di servizi).
(3) Se il committente non adempie le obbligazioni di cui al paragrafo (1) rendendo il servizio più
costoso o più dispendioso in termini di tempo rispetto a quanto stabilito nel contratto, il
prestatore di servizi ha diritto:
(a) al risarcimento dei danni per le perdite subite in conseguenza dell’inadempimento; e
(b) ad un adeguamento dei tempi concessi per la prestazione del servizio.

IV.C.–2:104: Subcontraenti, strumenti, e materiali


(1) Il prestatore di servizi può subcontrattare l’esecuzione del servizio in tutto o in parte senza
necessità del consenso del committente, a meno che il contratto non richieda che la prestazione
sia da adempiere personalmente.
(2) Ogni subcontraente incaricato dal prestatore di servizi deve disporre di adeguate competenze.
(3) Il prestatore di servizi deve assicurarsi che ogni strumento e materiale usato per l’esecuzione
del servizio sia conforme al contratto e alle norme vigenti, e che sia adeguato a raggiungere le
specifiche finalità per le quali deve essere usato.
(4) Nella misura in cui i subcontraenti siano scelti dal committente o gli strumenti e i materiali
siano da lui forniti, la responsabilità del prestatore di servizi è regolata dagli Artt. IV.C.–2:107
(Istruzioni del committente) e IV.C.–2:108 (Obbligazione contrattuale di avvisare del prestatore
di servizi).

IV.C.–2:105: Obbligazione di professionalità e diligenza


(1) Il prestatore di servizi deve adempiere il servizio:
(a) con la diligenza e la professionalità che un prestatore di servizi medio adotterebbe in
quelle circostanze; e
(b) in conformità con le leggi o le disposizioni normative applicabili al servizio.
(2) Se il prestatore di servizi osserva un più elevato standard di professionalità e diligenza, egli
deve operare secondo tale standard di diligenza e professionalità.
(3) Se il prestatore di servizi è, o afferma di essere, membro di un gruppo di prestatori
professionali di servizi per i quali sono stati predisposti standard dalla competente autorità o dal
gruppo stesso, il prestatore di servizi deve adottare la diligenza e la professionalità che quegli
standard comportano.
(4) Nel determinare la diligenza e la professionalità che il committente ha diritto di esigere
occorre tenere in considerazione, fra le altre cose:
(a) la natura, la rilevanza, la frequenza e la prevedibilità dei rischi che l’esecuzione del
servizio comporta per il committente;
(b) se si è verificato un danno, i costi di ogni misura che avrebbe potuto impedire il verificarsi
di quel danno o danni simili;
(c) se il prestatore di servizi è un professionista;
(d) se è dovuto un prezzo e, in caso positivo, il suo ammontare; e
(e) il tempo ragionevolmente disponibile per l’esecuzione del servizio.
(5) Le obbligazioni ai sensi di questo Articolo richiedono, in particolare, che il prestatore di
servizi predisponga ragionevoli precauzioni al fine di prevenire il verificarsi di un danno in
conseguenza dell’adempimento del servizio.
IV.C.–2:106: Obbligazione di risultato
(1) Il fornitore di un servizio deve conseguire lo specifico risultato dichiarato o atteso dal
committente al momento della conclusione del contratto, purché, nel caso di un risultato atteso
dal committente, ma non dichiarato:
(a) il risultato atteso fosse uno di quelli che il committente avrebbe ragionevolmente dovuto
attendersi; e
(b) il committente non avesse alcuna ragione di ritenere che potesse profilarsi un effettivo
rischio che quel risultato non sarebbe stato raggiunto.
(2) Nella misura in cui il contratto di servizi preveda il trasferimento della proprietà di un bene in
capo al committente, questa deve essere trasferita libera da ogni vincolo e da pretese
ragionevolmente fondate da parte di terzi. Si applicano, con tutti gli opportuni adattamenti, gli
artt. IV.A.–2:305 (Diritti o pretese dei terzi in generale) e IV.A.–2:306 (Diritti dei terzi o pretese
relativi alla proprietà industriale o intellettuale).

IV.C.–2:107: Istruzioni del committente


(1) Il prestatore di servizi deve seguire tutte le istruzioni tempestivamente fornite dal
committente relativamente alla esecuzione del servizio, purché tali istruzioni:
(a) siano indicate nel contratto stesso o siano specificate in un documento cui il contratto fa
riferimento; o
(b) risultino da scelte che spettano al committente in base al contratto; o
(c) risultino da scelte inizialmente lasciate aperte dalle parti.
(2) Se l’inadempimento di una o più obbligazioni del prestatore di servizi ai sensi degli Artt.
IV.C.–2:105 (Obbligazione di professionalità e diligenza) o IV.C.–2:106 (Obbligazione di
risultato) è conseguenza di istruzioni che il prestatore di servizi è obbligato a seguire ai sensi del
paragrafo (1), egli non è responsabile ai sensi di quegli Articoli, purché il committente sia stato
diligentemente informato ai sensi dell’Art. IV.C.–2:108 (Obbligazione contrattuale di avvisare
del prestatore di servizi ).
(3) Se il prestatore di servizi si accorge che l’istruzione di cui al paragrafo (1) integra una
modifica del contratto secondo l’Art. IV.C.–2:109 (Modifica unilaterale del contratto di servizi),
egli deve avvisare adeguatamente il committente. Il prestatore di servizi deve seguire l’istruzione
e questa ha l’effetto di modificare il contratto, a meno che il committente successivamente non
revochi l’istruzione senza ingiustificato ritardo.

IV.C.–2:108: Obbligazione contrattuale di avvisare del prestatore di servizi


(1) Il prestatore di servizi deve avvisare il committente se viene a conoscenza del rischio che il
servizio richiesto:
(a) possa non raggiungere i risultati dichiarati o attesi dal committente al momento della
conclusione del contratto;
(b) possa pregiudicare altri interessi del committente, o
(c) possa rendersi più dispendioso o implicare più tempo di quanto previsto dal contratto o per
aver seguito informazioni o istruzioni fornite dal committente o raccolte nel predisporre
l’adempimento, o come risultato del verificarsi di un qualunque altro rischio.
(2) Il prestatore di servizi deve adottare misure idonee per assicurarsi che il committente
comprenda il contenuto degli avvertimenti.
(3) L’obbligazione di avvisare di cui al paragrafo (1) non si applica se il committente:
(a) è già a conoscenza dei rischi menzionati al paragrafo (1); o
(b) dovrebbe ragionevolmente conoscerli.
(4) Se si verifica uno dei rischi di cui al paragrafo (1) e il prestatore di servizi non adempie
l’obbligazione di informare il committente , la comunicazione di modifica del servizio da parte
del prestatore di servizi, secondo l’Art. IV.C.–2:109 (Modifica unilaterale del contratto di
servizi) che si fondi sul verificarsi del rischio, non ha effetti.
(5) Ai fini dell’applicazione del paragrafo (1), si presume che il fornitore di servizi sia a
conoscenza dei rischi menzionati se, in base a tutti gli elementi di fatto e alle circostanze già di
sua conoscenza senza dover effettuare apposite ricerche, dovrebbero ritenersi a lui noti.
(6) Ai fini dell’applicazione del paragrafo (3)(b) il committente non deve ragionevolmente essere
ritenuto a conoscenza di un rischio soltanto perché è un committente competente, o è stato
informato da terzi competenti, nel relativo campo, a meno che il terzo non abbia agito come
mandatario del committente, nel qual caso si applica l’Art. II.–1:105 (Imputazione di
conoscenza).

IV.C.–2:109: Modifica unilaterale del contratto di servizi


(1) Fatto salvo il diritto di risoluzione del committente secondo l’Art. IV.C.–2:111 (Diritto di
risoluzione del committente), ciascuna parte può, mediante comunicazione all’altra, modificare il
servizio da fornire, se tale modifica è ragionevole tenendo conto:
(a) del risultato da conseguire;
(b) degli interessi del committente;
(c) degli interessi del prestatore di servizi; e
(d) delle circostanze al momento della modifica.
(2) Una modifica è da ritenersi ragionevole soltanto se è:
(a) necessaria per consentire al prestatore di servizi di agire in conformità con l’Art. IV.C.–
2:105 (Obbligazione di professionalità e diligenza) o, se del caso, Art. IV.C.–2:106
(Obbligazione di risultato);
(b) conseguenza di un’istruzione fornita in conformità con il paragrafo (1) dell’Art. IV.C.–
2:107 (Istruzioni del committente) e non è revocata senza ingiustificato ritardo dopo aver
ricevuto un avviso in conformità con il paragrafo (3) di quell’Articolo;
(c) una reazione ragionevole all’avviso del prestatore di servizi secondo l’Art. IV.C.–2:108
(Obbligazione contrattuale di avvisare del prestatore di servizi); o
(d) richiesta da un mutamento delle circostanze che giustificherebbe una modifica delle
obbligazioni del prestatore di servizi secondo l’Art. III.–1:110 (Modifica o risoluzione
giudiziale per mutamento delle circostanze).
(3) Qualunque aumento del prezzo dovuto in conseguenza della modifica deve essere
ragionevole ed è determinato usando gli stessi criteri di calcolo usati per stabilire il prezzo
originario del servizio.
(4) Nella misura in cui il servizio è ridotto, la perdita di profitto, le spese risparmiate e la
possibilità che il prestatore di servizi sia in grado di utilizzare le risorse rese disponibili per altri
scopi devono essere prese in considerazione per il calcolo del prezzo dovuto in conseguenza
della modifica.
(5) Una modifica del servizio può condurre ad una variazione del tempo dell’adempimento
proporzionale all’ulteriore lavoro richiesto in relazione a quanto originariamente previsto per
l’esecuzione del servizio e al tempo stabilito per la sua esecuzione.
IV.C.–2:110: Obbligazione del committente di comunicare la prevista non conformità
(1) Il committente deve informare il prestatore di servizi se, durante il periodo per l’esecuzione
del servizio, conto viene a conoscenza del fatto che il prestatore non sarà in grado di adempiere
l’obbligazione in base all’Art. IV.C.–2:106 (Obbligazione di risultato).
(2) Si presume che il committente ne sia a conoscenza, se ciò è ragionevole in base a tutti gli
elementi di fatto e alle circostanze a lui note senza dover effettuare apposite ricerche.
(3) Se un inadempimento dell’obbligazione di cui al paragrafo (1) rende il servizio più costoso o
implica più tempo rispetto a quello concordato nel contratto, il prestatore di servizi ha diritto di
chiedere:
(a) il risarcimento dei danni per le perdite subite in conseguenza di tale inadempimento; e
(b) un adeguamento dei tempi concessi per la prestazione del servizio.

IV.C.–2:111: Diritto di risoluzione del committente


(1) Il committente può risolvere il rapporto contrattuale in ogni momento dandone
comunicazione al prestatore di servizi.
(2) Gli effetti della risoluzione sono regolati dall’Art. III.–1:109 (Modifica o estinzione tramite
comunicazione) paragrafo (3).
(3) Se il committente era giustificato a risolvere il rapporto contrattuale, la risoluzione non dà
luogo a risarcimento del danno.
(4) Se il committente non era giustificato a risolvere il rapporto contrattuale, la risoluzione è
comunque efficace, ma il prestatore di servizi ha diritto al risarcimento dei danni secondo quanto
previsto nel Libro III.
(5) Ai fini di questo Articolo, il committente è giustificato a risolvere il rapporto contrattuale
quando:
(a) ha il diritto di risolvere il rapporto in base a clausole espressamente concordate nel
contratto e ha osservato i requisiti appositamente previsti nel contratto;
(b) ha il diritto di risolvere il rapporto in base a Libro III, Capitolo 3, Sezione 5 (Risoluzione);
o
(c) ha il diritto di risolvere il rapporto in base all’Art. III.–1:109 (Modifica o estinzione
mediante comunicazione) paragrafo (2) e ha dato un ragionevole preavviso come richiesto da
quella disposizione.

CAPITOLO 3: COSTRUZIONE

IV.C.–3:101: Ambito di applicazione


(1) Questo Capitolo si applica ai contratti nei quali una parte, il costruttore, si obbliga a costruire
un edificio o un altro immobile, oppure a modificare significativamente un edificio già esistente
o un altro immobile, sulla base di un progetto fornito dal committente.
(2) Questo Capitolo si applica, con gli opportuni adattamenti, ai contratti nei quali il costruttore
si obbliga:
(a) a costruire un bene mobile o una cosa immateriale seguendo un progetto fornito dal
committente; o
(b) a costruire un edificio o un altro immobile, a modificare significativamente un edificio già
esistente o un altro immobile.
IV.C.–3:102: Obbligazione di cooperazione del committente
L’obbligazione di cooperazione richiede, in particolare, che il committente:
(a) consenta l’accesso al luogo nel quale la costruzione dovrà essere realizzata nella misura in
cui ciò sia ragionevolmente necessario per consentire al costruttore di adempiere le
obbligazioni contrattuali; e
(b) fornisca i componenti, i materiali e gli strumenti, nella misura in cui questi debbano essere
forniti dal committente, nel momento in cui ciò sia ragionevolmente necessario per consentire
al costruttore di adempiere le obbligazioni contrattuali.

IV.C.–3:103: Obbligazione di prevenire il danno all’immobile


Il costruttore deve adottare ragionevoli precauzioni per prevenire qualsiasi danno all’immobile.

IV.C.–3:104: Conformità
(1) Il costruttore deve assicurarsi che l’immobile sia della qualità e corrisponda alle
caratteristiche previste dal contratto. Quando deve realizzarsi più di un immobile, anche la
quantità deve essere conforme al contratto.
(2) L’immobile è conforme a quanto disposto dal contratto quando:
(a) è idoneo per qualunque specifico fine espressamente o tacitamente reso noto al costruttore
al momento della conclusione del contratto o al momento di una sua modifica introdotta in
conformità con l’Art. IV.C.–2:109 (Modifica unilaterale del contratto di servizi) relativamente
alla questione in oggetto; e
(b) è idoneo per qualunque specifico fine o fini per cui un immobile di quelle stesse
caratteristiche sarebbe normalmente impiegato.
(3) Il committente non ha diritto ad invocare un mezzo di tutela contro il difetto di conformità
se esso deriva da un’istruzione fornita dal committente secondo l’Art. IV.C.–2:107 (Istruzioni
del committente) e il costruttore ha adempiuto l’obbligazione di avviso ai sensi dell’Art.
IV.C.–2:108 (Obbligazione contrattuale di avvisare del prestatore di servizi).

IV.C.–3:105: Ispezione, verifica e accettazione


(1) Il committente può ispezionare o verificare gli strumenti e i materiali usati durante la
costruzione, il procedimento di costruzione e l’immobile che ne risulta con modalità e tempi
ragionevoli, ma non è obbligato a farlo.
(2) Se le parti hanno concordato che il costruttore debba sottoporre al committente, per
accettazione, parte degli strumenti e dei materiali usati, il procedimento di costruzione o
l’immobile che ne risulta, il costruttore non può procedere a costruire senza aver ottenuto
l’autorizzazione del committente.
(3) La mancanza o l’inadeguatezza dell’ispezione, della verifica o dell’accettazione non libera il
costruttore in tutto o in parte dalla responsabilità. Questa regola si applica altresì nel caso in cui
il committente abbia assunto l’obbligazione contrattuale di ispezionare, verificare o accettare
l’immobile o la sua realizzazione.

IV.C.–3:106: Consegna dell’immobile


(1) Se il costruttore considera l’immobile, o qualunque sua parte che sia idoneo ad un uso
autonomo, sufficientemente completato e intende trasferirne la disponibilità al committente,
questi deve accettare entro un periodo di tempo ragionevole dalla comunicazione dell’intenzione.
Il committente può rifiutare di accettare la disponibilità dell’immobile quando esso, o una sua
parte rilevante, non è conforme al contratto e tale non conformità lo rende inidoneo all’uso.
(2) L’accettazione da parte del committente della disponibilità dell’immobile non libera il
costruttore in tutto o in parte dalla responsabilità. Questo principio si applica altresì nel caso in
cui il committente abbia assunto l’obbligazione contrattuale di ispezionare, controllare o
accettare l’immobile o la sua realizzazione.
(3) Questo Articolo non si applica se, in base a quanto previsto nel contratto, la disponibilità non
deve essere trasferita al committente.

IV.C.–3:107: Pagamento del prezzo


(1) Il prezzo, o una parte di esso, è dovuto quando il costruttore trasferisce la disponibilità
dell’immobile o di una sua parte al committente secondo quanto stabilito nell’Articolo
precedente.
(2) Tuttavia, qualora il contratto preveda che il lavoro sull’immobile o su una significativa parte
di esso debba essere completato dopo tale trasferimento, il committente può sospendere il
pagamento di quella parte del prezzo ritenuta ragionevole, fino a che il lavoro non venga
completato.
(3) Se, secondo il contratto, la disponibilità non deve essere trasferita al committente, il prezzo è
dovuto quando il lavoro è stato completato, il costruttore ha informato il committente e
quest’ultimo ha avuto l’opportunità di ispezionare l’immobile.

IV.C.–3:108: Rischi
(1) Questo Articolo si applica nella misura in cui l’immobile sia distrutto o danneggiato in
conseguenza di un evento che il costruttore non avrebbe potuto evitare o superare e il costruttore
non possa essere ritenuto responsabile per la distruzione o il danneggiamento.
(2) In questo Articolo per “termine di riferimento” si intende:
(a) quando la disponibilità dell’immobile deve essere trasferito al committente, il tempo nel
quale tale disponibilità è stata, o avrebbe dovuto essere, trasferita secondo quanto previsto
dall’Art. IV.C.–3:106 (Consegna dell’immobile);
(b) negli altri casi, il tempo nel quale il lavoro è stato completato e il costruttore ne ha
informato il committente.
(3) Quando la circostanza menzionata nel paragrafo (1) è stata causata da un evento occorso
prima del tempo di riferimento e l’adempimento è ancora possibile:
(a) il costruttore è ancora obbligato ad adempiere o, se del caso, ad adempiere nuovamente;
(b) il committente è obbligato al mero pagamento del corrispettivo per la prestazione del
costruttore secondo quanto disposto nella lett. (a);
(c) il tempo per l’adempimento è ampliato secondo quanto disposto nel paragrafo (6) dell’Art.
IV.C.–2:109 (Modifica unilaterale del contratto di servizi);
(d) le regole di cui all’Art. III.–3:104 (Esonero dalla responsabilità per fatto non imputabile)
possono applicarsi alla prestazione originaria del costruttore; e
(e) il costruttore non è obbligato a risarcire il committente per le perdite dei materiali forniti
dal committente.
(4) Quando la circostanza menzionata nel paragrafo (1) è stata cagionata da un evento occorso
prima del tempo di riferimento, e non è più possibile adempiere:
(a) il committente non deve pagare per il servizio reso; (b) le regole di cui all’Art. III.–3:104
(Esonero dalla responsabilità per fatto non imputabile) possono applicarsi alla prestazione del
costruttore; e
(c) il costruttore non è obbligato a risarcire il committente per le perdite dei materiali forniti
dal committente, ma è obbligato a restituire l’immobile o ciò che rimane di esso al
committente.
(5) Quando la circostanza menzionata nel paragrafo (1) è stata causata da un evento occorso
successivamente al tempo di riferimento:
(a) il costruttore non è obbligato ad adempiere nuovamente; e
(b) il committente resta obbligato a pagare il prezzo.

CAPITOLO 4: LAVORAZIONE

IV.C.–4:101: Ambito di applicazione


(1) Questo Capitolo si applica ai contratti nei quali una parte, il prestatore, si obbliga a prestare la
sua opera su di un bene mobile o immateriale oppure su di un immobile per un’altra parte, il
committente. Tuttavia, esso non si applica quando l’opera consista nell’intervento su un edificio
o su un altro immobile.
(2) Questo Capitolo si applica in particolare ai contratti nei quali il prestatore si obbliga a
riparare, rendere un servizio di manutenzione o pulire un bene mobile, o immateriale, o un
immobile già esistenti.

IV.C.–4:102: Obbligazione di cooperazione del committente


L’obbligazione di cooperazione, in particolare, richiede che il committente:
(a) consegni il bene o ne trasmetta la disponibilità al prestatore, o consenta l’accesso al luogo
nel quale deve rendersi l’opera, nella misura in cui ciò sia ragionevolmente necessario per
consentire al prestatore di adempiere le obbligazioni contrattuali assunte; e
(b) fornisca i componenti, i materiali e gli strumenti nella misura in cui egli debba fornirli, in
tempo da consentire al prestatore di adempiere le obbligazioni contrattuali assunte.

IV.C.–4:103: Obbligazione di prevenire un danno ai beni oggetto di lavorazione


Il prestatore deve adottare ragionevoli precauzioni volte a prevenire qualsiasi danno ai beni
oggetto di lavorazione.

IV.C.–4:104: Ispezione e verifica


(1) Se l’opera deve essere eseguita in un luogo predisposto dal committente, quest’ultimo può
ispezionare o verificare gli strumenti e i materiali usati, l’esecuzione dell’opera e il bene sul
quale l’opera è resa con modalità e in tempi ragionevoli, ma non è obbligato a farlo.
(2) La mancanza o l’inadeguatezza dell’ispezione o della verifica non libera il prestatore in tutto
o in parte dalla responsabilità. Questa regola si applica altresì nel caso in cui il committente
abbia assunto l’obbligazione contrattuale di accettare, ispezionare o verificare la lavorazione del
bene.

IV.C.–4:105: Restituzione del bene lavorato


(1) Se il prestatore considera di aver sufficientemente completato l’opera e intende restituire il
bene o la disponibilità di esso al committente, quest’ultimo deve accettare la restituzione o la
disponibilità entro un periodo di tempo ragionevole dalla comunicazione dell’intenzione. Il
committente può rifiutare di accettare la restituzione o la disponibilità se il bene è inidoneo allo
specifico fine per il quale il committente ha richiesto l’opera, purché tale finalità sia stata resa
nota al prestatore o questi ne abbia avuto altrimenti conoscenza.
(2) Il prestatore deve restituire il bene o la disponibilità di esso tempi entro un periodo di tempo
ragionevole dopo esserne stato richiesto dal committente.
(3) L’accettazione da parte del committente della restituzione del bene o della sua disponibilità
non libera il prestatore in tutto o in parte dalla responsabilità per inadempimento.
(4) Se, in base alle regole sull’acquisto della proprietà, il prestatore è divenuto proprietario del
bene, o di una parte di esso, in conseguenza dell’adempimento delle obbligazioni dedotte in
contratto, il prestatore deve trasferire la proprietà del bene o della parte di esso al momento della
restituzione del bene stesso.

IV.C.–4:106: Pagamento del prezzo


(1) Il prezzo è dovuto quando il prestatore trasferisce il bene o la sua disponibilità al committente
ai sensi dell’Art. IV.C.–4:105 (Restituzione del bene lavorato) o il committente, senza averne
diritto, rifiuta di accettare la restituzione del bene.
(2) Tuttavia, qualora il contratto preveda che la lavorazione del bene debba essere completata
dopo tale trasferimento o il suo rifiuto, il committente può sospendere il pagamento di quella
parte del prezzo ritenuta ragionevole fino a che la lavorazione non venga completata.
(3) Se, secondo il contratto, il bene o la sua disponibilità non deve essere trasferita al
committente, il prezzo è dovuto quando la lavorazione è stata completata e il prestatore ha
informato il committente.

IV.C.–4:107: Rischi
(1) Questo Articolo si applica nella misura in cui il bene sia distrutto o danneggiato in
conseguenza di un evento che il prestatore non avrebbe potuto evitare o superare e il prestatore
non possa esser ritenuto responsabile per la distruzione o il danneggiamento.
(2) Se, prima dell’evento menzionato nel paragrafo (1), il prestatore aveva dichiarato che l’opera
era stata sufficientemente completata e che intendeva restituire il bene o la sua disponibilità al
committente:
(a) il prestatore non è tenuto ad adempiere nuovamente; e
(b) il committente deve pagare il prezzo.
Il prezzo è dovuto quando il prestatore restituisce i residui della lavorazione del bene, se ve ne
sono, o il committente dichiara di non volerli. In quest’ultimo caso, il prestatore può smaltire i
residui della lavorazione del bene a spese del committente. Questa disposizione non si applica se
il committente aveva diritto di rifiutare la restituzione del bene secondo il paragrafo (1) dell’Art.
IV.C.–4:105 (Restituzione del bene lavorato).
(3) Se le parti hanno concordato che il prestatore debba pagare per ogni periodo di tempo
trascorso, il committente è obbligato a pagare il prezzo per ogni periodo di tempo che sia
trascorso prima del realizzarsi dell’evento menzionato nel paragrafo (1).
(4) Se, dopo l’evento menzionato nel paragrafo (1), l’adempimento delle obbligazioni
contrattuali è ancora possibile per il prestatore:
(a) il prestatore è ancora obbligato ad adempiere o, se del caso, ad adempiere nuovamente;
(b) il committente è solo obbligato al mero pagamento del corrispettivo per l’adempimento
del prestatore secondo quanto disposto alla lett. (a); questa disposizione non incide sul diritto
del prestatore a ricevere il prezzo secondo quanto disposto al paragrafo (3);
(c) il committente è obbligato a rimborsare il prestatore delle spese nelle quali è incorso per
acquisire i materiali con cui rimpiazzare i materiali forniti dal committente, a meno che
quest’ultimo non fornisca tali materiali, su richiesta dal prestatore; e
(d) se necessario, il tempo dell’adempimento è ampliato ai sensi del paragrafo (6) dell’Art.
IV.C.–2:109 (Modifica unilaterale del contratto di servizi).
Questo paragrafo lascia impregiudicati i diritti del committente di risolvere il rapporto
contrattuale secondo l’Art. IV.C.–2:111 (Diritto di risoluzione del committente).
(5) Se, nella circostanza menzionata nel paragrafo (1), non è più possibile per il prestatore
adempiere la propria obbligazione contrattuale:
(a) il committente non deve pagare per l’opera prestata; questa disposizione non incide sul
diritto del prestatore a ricevere il prezzo secondo quanto disposto nel paragrafo (3); e
(b) il prestatore è obbligato a restituire al committente il bene e i materiali da lui forniti o ciò
che di questi rimane, a meno che il committente dichiari di non volere i residui. In
quest’ultimo caso, il prestatore può smaltirli a spese del committente.

IV.C.–4:108: Limitazione della responsabilità


In un contratto fra due professionisti, una clausola che limiti la responsabilità per inadempimento
del prestatore al valore del bene, quando l’opera sia prestata correttamente, si presume non
abusiva ai fini dell’Art. II.–9:405 (Il significato di “abusivo” nei contratti fra professionisti) a
meno che non limiti la responsabilità del prestatore o di ogni altra persona della quale il
prestatore è responsabile per il danno causato con dolo o colpa grave.

CAPITOLO 5: DEPOSITO

IV.C.–5:101: Ambito di applicazione


(1) Questo Capitolo si applica ai contratti nei quali una parte, il depositario, si obbliga a
custodire un bene mobile o immateriale per un’altra parte, il depositante.
(2) Questo Capitolo non si applica al deposito di:
(a) immobili;
(b) beni mobili o immateriali durante il trasporto; e
(c) denaro o titoli (eccetto che nelle circostanze menzionate nel paragrafo (7) dell’art IV.C.–
5:110 (Responsabilità dell’albergatore)) o diritti.

IV.C.–5:102: Luogo del deposito e subcontraenti


(1) Il depositario, nella misura in cui sia tenuto a provvedere a un luogo per il deposito, deve
offrire un luogo idoneo a custodire il bene per poterlo restituire nello stato in cui il depositante
può aspettarselo.
(2) Il depositario non può subappaltare l’adempimento del servizio senza l’autorizzazione del
depositante.

IV.C.–5:103: Conservazione e utilizzo del bene in deposito


(1) Il depositario deve adottare ragionevoli precauzioni volte ad impedire un inutile
deterioramento, decadimento o deprezzamento del bene depositato.
(2) Il depositario deve utilizzare il bene consegnato in deposito solo se il depositante ha
acconsentito a tale utilizzo.
IV.C.–5:104: Restituzione del bene depositato
(1) Fatta salva ogni altra obbligazione di restituzione del bene, il depositario deve restituire il
bene al momento concordato o, laddove il rapporto contrattuale sia risolto anzitempo, in un arco
di tempo ragionevole dopo esserne stato richiesto dal depositante.
(2) Il depositante deve accettare la restituzione del bene quando l’obbligazione di deposito si
estingue e quando il depositario richiede nel modo dovuto l’accettazione della restituzione.
(3) L’accettazione da parte del depositante della restituzione del bene non libera il depositario in
tutto o in parte dalla responsabilità per l’inadempimento.
(4) Se il depositante rifiuta di accettare la restituzione del bene nel momento indicato al
paragrafo (2), il depositario ha diritto di vendere il bene ai sensi dell’Art. III.–2:111 (Mancata
accettazione del bene mobile materiale diverso dalla somma di denaro), purché il depositario
abbia ragionevolmente dato comunicazione al depositante di tale sua intenzione.
(5) Se, durante il deposito, il bene produce frutti, il depositario deve consegnare al depositante
tali frutti al momento della consegna del bene.
(6) Se, in applicazione delle regole sull’acquisto della proprietà, il depositario è divenuto
proprietario del bene, il depositario deve restituire un bene dello stesso tipo e della medesima
qualità e quantità e trasferire al depositante la proprietà di quel bene. Questo Articolo si applica
con gli opportuni adattamenti al bene sostituito.
(7) Questo Articolo si applica, con gli opportuni adattamenti, qualora un terzo, che abbia il
diritto o il potere di ricevere il bene, richieda la sua restituzione.

IV.C.–5:105: Conformità
(1) Il deposito del bene non è conforme al contratto se il bene non è restituito nello stesso stato
nel quale si trovava quando è stato consegnato al depositario.
(2) Quando, attesa la natura del bene o del contratto, non si può ragionevolmente esigere che il
bene sia restituito nello stesso stato, il deposito non è conforme al contratto se il bene non è
restituito nello stato che il depositante potrebbe ragionevolmente aspettarsi.
(3) Quando, attesa la natura del bene o del contratto, non si può ragionevolmente esigere che sia
restituito lo stesso bene, il deposito non è conforme al contratto se il bene restituito non è nello
stesso stato del bene che è stato consegnato per il deposito, o se non è dello stesso tipo, qualità e
quantità, o se la proprietà del bene non è trasferita ai sensi del paragrafo (6) dell’Art. IV.C.–
5:104 (Restituzione del bene depositato).

IV.C.–5:106: Pagamento del prezzo


(1) Il prezzo è dovuto nel momento in cui il bene è restituito al depositante secondo quanto
disposto nell’Art. IV.C.–5:104 (Restituzione del bene depositato) o il depositante, senza averne il
diritto, rifiuta di accettare la restituzione del bene.
(2) Il depositario può trattenere il bene finché il depositante non paghi il prezzo. L’Art. III.–
3:401 (Diritto di sospendere l’adempimento dell’obbligazione corrispettiva) si applica con i
dovuti adattamenti.

V.C.–5:107: Obbligazione informativa successiva al deposito


Terminato il deposito, il depositario deve informare il depositante:
(a) di qualunque danno occorso al bene durante il deposito; e
(b) delle precauzioni che il depositante deve necessariamente adottare prima di usare o
trasportare il bene, a meno che il depositante non debba essere ragionevolmente ritenuto
consapevole della necessità di tali precauzioni.

IV.C.–5:108: Rischi
(1) Questo Articolo si applica nella misura in cui il bene sia distrutto o danneggiato in
conseguenza di un evento che il depositario non avrebbe potuto evitare o superare e il depositario
non possa essere ritenuto responsabile per la distruzione o il danneggiamento.
(2) Quando, prima dell’evento, il depositario ha comunicato al depositante che gli viene richiesto
di accettare la restituzione del bene, il depositante è obbligato a pagare il prezzo. Il prezzo è
dovuto quando il depositario restituisce i residui del bene, se ve ne sono, o il depositante dichiara
al depositario di non volerli.
(3) Quando, prima dell’evento, il depositario non ha comunicato al depositante che gli viene
richiesto di accettare la restituzione del bene:
(a) se le parti hanno concordato che il depositario doveva essere pagato per ogni periodo di
tempo trascorso, il depositante è obbligato a pagare il prezzo per ogni periodo di tempo che
sia trascorso prima del realizzarsi dell’evento;
(b) se per il depositario è ancora possibile adempiere le obbligazioni contrattuali, egli deve
proseguire nell’adempimento, restando comunque impregiudicato il diritto del depositante di
risolvere il rapporto contrattuale ai sensi dell’Art. IV.C.–2:111 (Diritto di risoluzione del
committente);
(c) se per il depositario non è più possibile adempiere le obbligazioni contrattuali, il
depositante non è obbligato a pagare il prezzo per il servizio reso, salvo che il depositario
abbia diritto al prezzo ai sensi del sotto-paragrafo (a); e il depositario deve restituire al
depositante i residui del bene a meno che quest’ultimo non dichiari di non volerli.
(4) Se il depositante dichiara al depositario di non volere i residui del bene, il depositario può
smaltirli a spese del depositante.

IV.C.–5:109: Limitazione della responsabilità


In un contratto fra due professionisti, una clausola che limiti la responsabilità per inadempimento
del depositario al valore del bene si presume non abusiva ai fini dell’Art. II.–9:405 (Il significato
di “abusivo” nei contratti fra professionisti), a meno che non limiti la responsabilità del
depositario o di ogni altra persona per la quale il depositario è tenuto a rispondere per il danno
causato con dolo o colpa grave.

IV.C.–5:110: Responsabilità dell’albergatore


(1) L’albergatore è responsabile come il depositario per qualunque danno, distruzione o perdita
di un bene portato nell’albergo da qualsiasi ospite che soggiorni nell’albergo e disponga di una
sistemazione di pernottamento.
(2) Ai fini dell’applicazione del paragrafo (1) un bene si ritiene portato in albergo:
(a) se si trova nell’albergo durante il periodo nel quale l’ospite ivi dispone di una
sistemazione di pernottamento;
(b) se l’albergatore o una persona dei cui comportamenti l’albergatore risponde se ne fa carico
al di fuori dell’albergo durante il periodo nel quale l’ospite dispone di una sistemazione di
pernottamento; o
(c) se l’albergatore o una persona dei cui comportamenti egli risponde se ne fa carico
nell’albergo o al di fuori di esso durante un periodo ragionevolmente precedente o seguente il
momento in cui l’ospite dispone di una sistemazione di pernottamento nell’albergo.
(3) L’albergatore non è responsabile se il danno, la distruzione o la perdita è causata da:
(a) un ospite o una qualunque altra persona che accompagni, sia impiegato da o faccia visita
all’ospite;
(b) un imprevisto che sfugge al controllo dell’albergatore; o
(c) la natura del bene.
(4) Una clausola che escluda o limiti la responsabilità dell’albergatore è abusiva ai fini del Libro
II, Capitolo 9, Sezione 4 se esclude o limita la responsabilità nel caso in cui l’albergatore, o una
persona dei cui comportamenti risponda, causi il danno, la distruzione o la perdita con dolo o
colpa grave.
(5) Eccetto il caso in cui il danno, la distruzione o la perdita siano cagionati con dolo o colpa
grave dall’albergatore o da una persona dei cui comportamenti egli è tenuto a rispondere, l’ospite
deve informare l’albergatore del danno, della distruzione o della perdita senza ingiustificato
ritardo. Se l’ospite non informa l’albergatore tempestivamente, l’albergatore non è responsabile.
(6) L’albergatore ha diritto di trattenere qualunque bene di cui al paragrafo (1) finché l’ospite
non abbia soddisfatto ogni diritto che l’albergatore vanti nei suoi confronti con riferimento alla
sistemazione, al cibo, alle bevande e ai servizi richiesti, prestati nella veste professionale.
(7) Questo Articolo non si applica se e nella misura in cui sia stato stipulato un autonomo
contratto di deposito fra l’albergatore e un ospite per qualunque bene portato nell’albergo. Si
considera concluso un autonomo contratto di deposito se un bene è consegnato per il deposito, e
accettato per il deposito, dall’albergatore.

CAPITOLO 6: PROGETTAZIONE

IV.C.–6:101: Ambito di applicazione


(1) Questo Capitolo si applica ai contratti nei quali una parte, il progettista, si obbliga a
progettare per l’altra parte, il committente:
(a) un immobile che sarà costruito dal committente o per conto di esso; o
(b) un bene mobile o immateriale, oppure un servizio che saranno costruiti o realizzati da o
per conto del committente.
(2) Un contratto nel quale una parte si obbliga a progettare e fornire un servizio che realizzi il
progetto deve considerarsi come un contratto prevalentemente di fornitura del servizio
conseguente.

IV.C.–6:102: Dovere pre-contrattuale di avvisare


In virtù del dovere pre-contrattuale di avvisare, il progettista deve, in particolare, avvisare il
committente qualora non possieda i requisiti di competenza su specifici problemi che richiedano
il coinvolgimento di esperti.

IV.C.-6:103: Obbligazione di professionalità e diligenza


L’obbligazione di professionalità e diligenza esige, in particolare, che il progettista:
(a) adatti il servizio di progettazione prestato all’opera realizzata da altri progettisti che
abbiano contrattato con il committente, al fine di una migliore ed efficiente realizzazione del
servizio;
(b) integri l’opera di altri progettisti quando ciò risulti necessario per garantire la conformità
del progetto al contratto;
(c) includa ogni informazione relativa all’interpretazione del progetto di modo che questo sia
eseguito da un utilizzatore di media competenza, oppure da un utilizzatore specifico che si
manifesti al progettista al momento della conclusione del contratto;
(d) permetta all’utilizzatore del progetto di darvi esecuzione nel rispetto delle norme a tutela
degli interessi pubblici e senza ostacolo alcuno derivante da diritti di terzi, di cui il progettista
sia al corrente o si debba ragionevolmente esigere che lo sia;
(e) consegni un progetto che permetta un’esecuzione efficiente sia sotto il profilo economico
che tecnico.

IV.C.-6:104: Conformità
(1) Il progetto è conforme al contratto quando permetta all’utilizzatore di ottenere uno specifico
risultato mediante l’esecuzione del progetto secondo professionalità e diligenza ragionevoli.
(2) Il committente non potrà agire per mancata conformità rispetto al contratto nel caso in cui
un’istruzione da questi fornita ai sensi dell’Articolo 2:107 (Istruzioni del committente) del Titolo
C del Libro IV costituisca la causa della mancanza di conformità e il progettista abbia adempiuto
l’obbligazione di avvisarlo in applicazione di quanto disposto nell’Articolo 2:108 (Obbligazione
contrattuale di avvisare del prestatore di servizi) del Titolo C del Libro IV.

IV.C.-6:105: Consegna del progetto


(1) Quando il progettista reputi che il progetto, o una sua parte che può essere realizzata in modo
autonomo rispetto al resto, è sufficientemente definito e desideri consegnarlo al committente,
questi deve riceverlo entro un termine ragionevole dal momento in cui il progettista gli ha
comunicato tale volontà.
(2) Il committente può rifiutare di accettare il progetto se questo, o una sua parte significativa,
non risulti conforme al contratto e tale mancanza di conformità costituisca inadempimento grave.

IV.C.-6:106: Documentazione
(1) Dopo che le parti adempiono le altre obbligazioni contrattuali, il progettista è obbligato, se
richiesto in tal senso dal committente, a consegnare tutti i documenti pertinenti o copia degli
stessi.
(2) Il progettista deve conservare, per un periodo di tempo ragionevole, i documenti pertinenti
che non siano stati consegnati. Prima di distruggere i documenti, il progettista deve nuovamente
offrirsi di consegnarli al committente.

IV.C.-6:107: Limitazione della responsabilità


Nei contratti fra due professionisti, si presumono non abusive le clausole che limitano la
responsabilità del progettista in caso di violazione circa il valore dell’immobile, cosa o servizio
che debba essere realizzato o eseguito dal committente o in suo nome, in conformità con il
progetto, agli effetti dell’Articolo 9:405 (Il significato di “abusivo” nei contratti tra
professionisti) del Libro II, a meno che non limitino la responsabilità del progettista o di un terzo
dei cui atti il progettista debba rispondere per i danni causati con dolo o colpa grave.
CAPITOLO 7: INFORMAZIONI E CONSULENZA

IV.C.–7:101: Ambito di applicazione


(1) Questo Capitolo si applica ai contratti nei quali una parte, il fornitore, si obbliga a fornire
informazioni o consulenza a un’altra parte, il committente.
(2) Questo Capitolo non si applica in relazione al trattamento medico, nella misura in cui il
Capitolo 8 (Trattamento medico) contiene regole più specifiche sulle obbligazioni di informare.
(3) Nella parte restante di questo Capitolo ogni riferimento alle informazioni è riferito altresì alla
consulenza.

IV.C.–7:102: Obbligazione di raccogliere le informazioni preliminari


(1) Il fornitore, nella misura in cui sia da ritenersi ragionevolmente necessario per l’esecuzione
del servizio, è obbligato a raccogliere informazioni su:
(a) il fine specifico per il quale il committente ha richiesto le informazioni;
(b) le preferenze e le priorità del committente in relazione alle informazioni;
(c) la decisione che il committente può assumere sulla base delle informazioni; e
(d) la situazione personale del committente.
(2) Nel caso in cui le informazioni siano destinate a essere comunicate a un gruppo di persone, le
informazioni da raccogliere devono essere attinenti ai fini, alle preferenze, alle priorità e alle
situazioni personali che ci si può ragionevolmente aspettare siano caratteristici nell’ambito di
quel determinato gruppo.
(3) Nella misura in cui il fornitore deve ottenere informazioni dal committente, deve spiegare che
cosa quest’ultimo sia tenuto a fornire.

IV.C.–7:103: Obbligazione di acquisire e utilizzare conoscenze specialistiche


Il fornitore deve acquisire e utilizzare le conoscenze specialistiche di cui dispone o cui dovrebbe
avere accesso come fornitore professionale di informazioni o consulente, nella misura in cui
questo sia da ritenersi ragionevolmente necessario per l’esecuzione del servizio.

IV.C.–7:104: Obbligazione di professionalità e diligenza


(1) In virtù dell’obbligazione di professionalità e diligenza il fornitore deve, in particolare:
(a) porre in essere le misure ragionevolmente idonee a consentire che il committente
comprenda il contenuto delle informazioni;
(b) agire con la diligenza e la professionalità che un diligente fornitore di informazioni
offrirebbe nelle stesse circostanze nel fornire informazioni valutative; e
(c) in ogni caso in cui ci si possa aspettare che il committente decida sulla base delle
informazioni, informarlo sul rischio cui è esposto, nella misura in cui si ritenga che tale
rischio ragionevolmente influenzi la scelta del committente.
(2) Quando il fornitore espressamente o tacitamente si obbliga a fornire al committente uno
specifico suggerimento tale da consentirgli di prendere la conseguente decisione, il fornitore
deve:
(a) fondare il suggerimento su un’analisi professionale di una conoscenza esperta da
raccogliersi in relazione agli obiettivi, alle priorità, alle preferenze e alla situazione personale
del committente;
(b) informare il committente delle alternative che potrebbe lui stesso personalmente offrire
con riferimento alla conseguente decisione e dei relativi vantaggi e rischi in comparazione con
quelli della scelta suggerita; e
(c) informare il committente delle alternative che il fornitore non può offrire personalmente,
salvo il caso che informi espressamente il committente che viene offerto solo un limitato
numero di alternative, o che ciò sia evidente dalle circostanze.

IV.C.–7:105: Conformità
(1) Il fornitore deve offrire informazioni della quantità, qualità e caratteristiche previste nel
contratto.
(2) Le informazioni di fatto fornite al committente devono rappresentare una descrizione corretta
della reale situazione descritta.

IV.C.–7:106: Documenti
Nella misura in cui sia da ritenersi ragionevolmente necessario in relazione agli interessi del
committente, il fornitore deve documentare le informazioni fornite secondo quanto disposto in
questo Capitolo e rendere tali documenti o i loro estratti disponibili quando il committente
ragionevolmente lo richieda.

IV.C.–7:107: Conflitto di interessi


(1) Quando il fornitore espressamente o tacitamente si obbliga a offrire al committente uno
specifico suggerimento per consentirgli di adottare una conseguente decisione, deve comunicare
al committente ogni possibile conflitto d’interessi che possa influenzare l’adempimento delle
proprie obbligazioni.
(2) Finchè le obbligazioni contrattuali non siano state completamente adempiute, il fornitore non
può concludere un altro contratto con un’altra parte che possa generare un conflitto d’interessi
col committente senza renderlo integralmente noto al committente e aver ottenuto il suo
consenso esplicito o tacito.

IV.C.–7:108: Incidenza della competenza del committente


(1) Il coinvolgimento nella fornitura del servizio di altre persone per conto del committente o la
mera competenza in materia del committente non libera il fornitore da alcuna obbligazione di cui
a questo Capitolo.
(2) Il fornitore è liberato dalle obbligazioni se il committente è già a conoscenza delle
informazioni o se ha motivo di conoscerle.
(3) Ai fini dell’applicazione del paragrafo (2), il committente ha motivo di conoscere le
informazioni se queste dovrebbero essergli evidenti senza dover effettuare apposite ricerche.

IV.C.–7:109: Causalità
Se il fornitore è a conoscenza, o dovrebbe ragionevolmente esserlo, del fatto che sulla base delle
informazioni fornite verrà presa una decisione, e se il committente fa questa scelta e, di
conseguenza, subisce una perdita, qualunque inadempimento dell’’obbligazione contrattuale da
parte del fornitore si presume causa della perdita se il committente prova che, qualora il fornitore
avesse fornito tutte le informazioni richieste, sarebbe stato ragionevole per il committente
considerare seriamente una scelta diversa.
CAPITOLO 8: TRATTAMENTO MEDICO

IV.C.–8:101: Ambito di applicazione


(1) Questo Capitolo si applica ai contratti nei quali una parte, colui che fornisce il trattamento
medico (o prestatore), si obbliga a fornire detto trattamento nei confronti di un’altra parte, il
paziente.
(2) Questo Capitolo si applica con gli opportuni adattamenti ai contratti nei quali colui che
fornisce il trattamento medico si obbliga ad espletare qualsiasi altro servizio finalizzato ad
incidere sullo stato fisico o psichico di una persona.
(3) Nella misura in cui il contraente non sia il paziente, quest’ultimo è da considerarsi parte terza
cui il contratto attribuisce diritti corrispondenti alle obbligazioni che questo Capitolo impone a
colui che fornisce il trattamento medico.

IV.C.–8:102: Valutazione preliminare


Colui che fornisce il trattamento medico deve, nella misura in cui sia ragionevolmente necessario
per l’adempimento:
(a) interrogare il paziente sulle sue condizioni di salute, i sintomi, le malattie pregresse, le
allergie, i trattamento medici precedenti o altri attuali e le preferenze e le priorità del paziente
in relazione al trattamento;
(b) ottenere gli esami necessari ad effettuare una diagnosi sulle condizioni di salute del
paziente; e
(c) consultarsi con qualunque altro prestatore coinvolto nel trattamento medico del paziente.

IV.C.–8:103: Obbligazioni relative agli strumenti, ai medicinali, ai materiali, agli impianti e


alla struttura
(1) Colui che fornisce il trattamento medico deve utilizzare strumenti, medicinali, materiali,
impianti e una struttura che siano almeno della qualità richiesta dalla buona prassi professionale,
che si conformino alle norme applicabili e che siano idonei a raggiungere lo specifico fine per il
quale sono utilizzati.
(2) Le parti non possono escludere l’applicabilità di questo Articolo o derogare o modificarne gli
effetti a svantaggio del paziente.

IV.C.–8:104: Obbligazione di professionalità e diligenza


(1) In virtù dell’obbligazione di professionalità e diligenza, colui che fornisce il trattamento
medico è obbligato a offrire al paziente la diligenza e la professionalità che un diligente
prestatore di trattamento medico che eserciti professionalmente e diligentemente presenterebbe
nelle medesime circostanze.
(2) Se colui che fornisce il trattamento medico difetta del grado di professionalità e diligenza
richieste per assistere il paziente adeguatamente, deve indirizzare il paziente ad un altro
prestatore di trattamento medico che presenti detti requisiti.
(3) Le parti non possono escludere l’applicazione di questo Articolo o derogare o modificarne gli
effetti a svantaggio del paziente.

IV.C.–8:105: Obbligazione informativa


(1) Colui che fornisce il trattamento medico, al fine di assicurare al paziente una scelta libera sul
trattamento, deve informarlo in particolare su:
(a) l’attuale stato di salute del paziente;
(b) la natura del trattamento medico proposto;
(c) i vantaggi del trattamento medico proposto;
(d) i rischi del trattamento medico proposto;
(e) le alternative al trattamento medico proposto, e i loro vantaggi e rischi comparativamente a
quelli del trattamento proposto; e
(f) le conseguenze del non sottoporsi a trattamento medico.
(2) Colui che fornisce il trattamento medico deve, in ogni caso, informare il paziente su qualsiasi
rischio o alternativa che possa ragionevolmente incidere sulla sua scelta se prestare o meno il
consenso per sottoporsi al trattamento proposto. Si presume che un rischio possa
ragionevolmente influenzare tale decisione se il suo verificarsi condurrebbe a gravi danni per il
paziente. Salvo che sia diversamente disposto, all’obbligazione di informare si applica la
disposizione di cui al Capitolo 7 (Informazione e consulenza).
(3) Le informazioni devono essere fornite in modo comprensibile per il paziente.

IV.C.–8:106: Obbligazione informativa in caso di superfluità o carattere sperimentale del


trattamento medico
(1) Se il trattamento medico non è necessario per preservare o migliorare lo stato di salute del
paziente, colui che lo fornisce deve comunicare tutti i rischi a sua conoscenza.
(2) Se il trattamento medico è sperimentale, colui che lo fornisce deve rendere note al paziente
tutte le informazioni relative agli obiettivi della sperimentazione, la natura del trattamento
medico, i suoi vantaggi e i rischi e le alternative, anche se solo potenziali.
(3) Le parti non possono escludere l’applicabilità di questo Articolo o derogare o modificarne gli
effetti a svantaggio del paziente.

IV.C.–8:107: Eccezioni all’obbligazione informativa


(1) L’informazione che normalmente dovrebbe essere fornita al paziente in base all’obbligazione
informativa può non essere comunicata:
(a) se ci sono ragioni obiettive per ritenere che essa influenzerebbe gravemente e seriamente
la salute o la vita del paziente; o
(b) se il paziente ha dichiarato espressamente di non voler essere informato, purché la
mancanza di informazione non metta in pericolo la salute o la sicurezza di terzi.
(2) L’obbligazione di informare non deve essere adempiuta se il trattamento medico deve essere
fornito in una situazione di emergenza. In tal caso, colui che fornisce il trattamento medico deve,
nella misura in cui sia possibile, fornire l’informazione in un momento successivo.

IV.C.–8:108: Divieto di fornire il trattamento medico in mancanza di consenso


(1) Colui che fornisce il trattamento medico non può agire in mancanza del previo consenso
informato del paziente.
(2) Il paziente può revocare il consenso in ogni momento.
(3) Qualora il paziente sia incapace di prestare il consenso, colui che fornisce il trattamento
medico non può eseguirlo salvo che:
(a) il consenso informato sia stato ottenuto da una persona o da un istituto legittimamente
incaricato a prendere decisioni relative al trattamento medico per conto del paziente; o
(b) in adempimento di una qualche regola o procedura che legittimi il trattamento medico
anche senza tale consenso; o
(c) il trattamento medico debba essere fornito in una situazione di emergenza.
(4) Nella circostanza descritta nel paragrafo (3), colui che fornisce il trattamento medico non può
eseguire il trattamento senza considerare, nella misura in cui sia possibile, l’opinione del
paziente incapace con riferimento al trattamento medico e ogni altra opinione espressa dal
paziente prima di divenire incapace.
(5) Nella circostanza descritta nel paragrafo (3), colui che fornisce il trattamento medico può
eseguire il trattamento soltanto se volto a migliorare le condizioni di salute del paziente.
(6) Nella circostanza descritta nel paragrafo (2) dell’Art. IV.C.–8:106 (Obbligazione di
informare in caso di superfluità o carattere sperimentale del trattamento medico), il consenso va
espresso in modo esplicito e specifico.
(7) Le parti non possono escludere l’applicazione di questo Articolo o derogare o modificarne gli
effetti a svantaggio del paziente.

IV.C.–8:109: Documenti
(1) Colui che fornisce il trattamento medico deve predisporre un’adeguata documentazione del
trattamento medico. Tale documentazione deve includere, in particolare, le informazioni raccolte
in qualunque colloquio preliminare, esame o consultazione, le informazioni relative al consenso
del paziente e quelle relative al trattamento medico eseguito.
(2) Qualora ragionevolmente richiesto, colui che fornisce il trattamento medico deve:
(a) consentire accesso ai documenti al paziente o, se questi è incapace di prestare il consenso,
alla persona o all’istituto legittimamente incaricato di prendere decisioni per suo conto; e
(b) riscontrare, nella misura in cui sia ragionevolmente possibile, le richieste relative
all’interpretazione dei documenti.
(3) Se il paziente ha sofferto un danno e afferma che questo sia derivato da un inadempimento
dell’obbligazione di professionalità e diligenza di colui che fornisce il trattamento medico e
quest’ultimo ha violato il disposto del paragrafo (2), l’inadempimento dell’obbligazione di
professionalità e diligenza e il nesso causale fra tale inadempimento e il danno si presumono.
(4) Colui che fornisce il trattamento medico deve conservare i documenti, e fornire informazioni
sulla loro interpretazione per un periodo di tempo ragionevole di almeno 10 anni dopo il termine
del trattamento medico, a seconda dell’utilità di tali documenti per il paziente, i suoi eredi o
rappresentanti e per i trattamenti futuri. Colui che fornisce il trattamento medico deve conservare
i documenti che si ritiene possano essere rilevanti anche successivamente a tale termine. Se, per
qualche ragione, colui che fornisce il trattamento medico cessa l’attività, i documenti devono
essere depositati o consegnati al paziente per future consultazioni.
(5) Le parti non possono escludere l’applicabilità dei paragrafi da (1) a (4) o derogare o
modificarne gli effetti a svantaggio del paziente.
(6) Colui che fornisce il trattamento medico non può comunicare a terzi informazioni sul
paziente o su altre persone coinvolte nel trattamento medico, salvo che tale comunicazione sia
necessaria per tutelare i terzi o l’interesse pubblico. Colui che fornisce il trattamento medico può
usare i documenti in forma anonima per fini statistici, formativi o scientifici.

IV.C.–8:110: Mezzi di tutela contro l’inadempimento


Per qualunque inadempimento di un’obbligazione del contratto di trattamento medico si applica
il Libro III, Capitolo 3 (Mezzi di tutela contro l’inadempimento) e l’Art. IV.C.–2:111 (Diritto di
risoluzione del committente) con gli adattamenti che seguono:
(a) colui che fornisce il trattamento medico non può sospendere l’adempimento o risolvere il
rapporto contrattuale ai sensi di tale Capitolo se ciò porrebbe seriamente in pericolo la salute del
paziente; e
(b) nella misura in cui colui che fornisce il trattamento medico abbia diritto di sospendere
l’adempimento o di risolvere il rapporto contrattuale e intenda esercitare tale diritto, deve
indicare al paziente un altro prestatore di trattamento medico.

IV.C.–8:111: Obbligazioni delle organizzazioni che forniscono un trattamento medico


(1) Se, nell’adempimento delle obbligazioni di cui al contratto di trattamento medico, alcune
attività si svolgono presso una struttura ospedaliera o presso la sede di un’altra organizzazione di
prestatori di trattamento medico, e la struttura ospedaliera o tale altra organizzazione non è parte
del contratto di trattamento medico, tale circostanza deve essere chiaramente resa nota al
paziente.
(2) Nel caso in cui non possa identificarsi colui che fornisce il trattamento medico, la struttura
ospedaliera o l’organizzazione nella quale il trattamento medico è stato eseguito è considerata
come fornitore del trattamento medico, salvo che la struttura o l’organizzazione nella quale il
trattamento medico è stato eseguito informi il paziente, in tempi ragionevoli, dell’identità del
fornitore del trattamento medico.
(3) Le parti non possono escludere l’applicabilità di questo Articolo o derogare o modificarne gli
effetti a svantaggio del paziente.
PARTE D. CONTRATTI DI MANDATO

CAPITOLO 1: DISPOSIZIONI GENERALI

IV.D.–1:101: Ambito di applicazione


(1) Questa Parte del Libro IV si applica ai contratti e agli altri atti giuridici in base ai quali
una persona, il mandatario, è autorizzata ed istruita da un’altra persona, il mandante:
a) a concludere un contratto tra il mandante e un terzo, o comunque ad incidere
direttamente sulla sfera giuridica del mandante rispetto ad un terzo;
b) a concludere un contratto con un terzo, o a porre in essere un altro atto giuridico nei
confronti di un terzo, per conto del mandante, ma in modo tale che parte del contratto,
o dell’atto giuridico, sia il mandatario e non il mandante; oppure
c) ad adottare iniziative che hanno lo scopo di concludere o agevolare la conclusione di
un contratto tra il mandante e un terzo, o a porre in essere qualsiasi atto giuridico che
possa incidere sulla sfera giuridica del mandante rispetto ad un terzo.
(2) Si applica quando il mandatario si obbliga ad agire per conto di, e in conformità alle
istruzioni, del mandante e, con gli opportuni adattamenti, quando il mandatario è
puramente autorizzato ad agire, ma non si obbliga a farlo e comunque lo fa.
(3) Si applica quando al mandatario deve essere corrisposto un compenso e, con gli
opportuni adattamenti, quando al mandatario non deve essere corrisposto alcun
compenso.
(4) Si applica soltanto al rapporto tra il mandante e il mandatario (il rapporto di mandato).
Essa non si applica al rapporto tra il mandante e il terzo o al rapporto (ove esistente) tra il
mandatario e il terzo.
(5) I contratti ai quali si applica questa Parte e ai quali si applica anche la Parte C (Servizi) si
considerano primariamente ricompresi in questa Parte.
(6) Questa Parte non si applica ai contratti relativi a servizi ed attività di investimento, come
definiti dalla direttiva 2004/39/CE, GU L 145 / 1, e successive modifiche ed integrazioni.

IV.D.–1:102: Definizioni
In questa Parte:
a) Il ‘mandato’ conferito al mandatario consiste nell’autorizzazione e nelle istruzioni conferite
dal mandante, come eventualmente modificate successivamente .
b) Il ‘contratto di mandato’ è il contratto in virtù del quale il mandatario è autorizzato ed
istruito ad agire, e qualsiasi riferimento al contratto di mandato include un riferimento a
qualsiasi altro atto giuridico tramite il quale il mandatario è autorizzato ed istruito ad
agire.
c) il ‘contratto oggetto del mandato’ è il contratto che il mandatario è autorizzato ed istruito a
concludere, negoziare o predisporre ogni riferimento al contratto oggetto del mandato
include il riferimento a qualsiasi altro atto giuridico che il mandatario è autorizzato o
istruito a concludere, negoziare o predisporre;
d) Il mandato con rappresentanza è un mandato ai sensi del quale il mandatario agisce in nome
del mandante, o comunque in modo tale da manifestare l’intenzione di incidere direttamente
sulla sfera giuridica del mandante.
e) Il mandato senza rappresentanza è un mandato ai sensi del quale il mandatario agisce in
nome proprio o comunque in modo tale da non manifestare l’intenzione di incidere
direttamente sulla sfera giuridica del mandante.
f) Una ‘direttiva’ è una decisione del mandante attinente all’adempimento delle obbligazioni
derivanti dal contratto di mandato o al contenuto del contratto oggetto del mandato che
viene data al momento della conclusione del contratto di mandato, oppure, secondo quanto
disposto dal contratto di mandato, in un momento successivo.
g) Il ‘terzo’ è la parte con la quale il contratto oggetto del mandato dovrà essere concluso o
negoziato o predisposto ad opera del mandatario.
h) La ‘revoca’ del mandato conferito al mandatario è il ritiro dell’autorizzazione e delle
istruzioni da parte del mandante in modo che cessino di avere effetto.

IV.D.–1:103: Durata del contratto di mandato


Un contratto di mandato può essere concluso
(a) per un periodo di tempo indeterminato;
(b) per un periodo di tempo determinato;
(c) per un incarico specifico.

IV.D.–1:104: Revoca del mandato


(1) Salva l’applicazione dell’Articolo successivo, il mandato può essere revocato dal mandante
in qualsiasi momento dandone comunicazione al mandatario.
(2) La risoluzione del rapporto di mandato ha l'effetto di una revoca del mandato al mandatario.
(3) Le parti non possono escludere l'applicazione del presente Articolo o derogare o
modificarne gli effetti a svantaggio del mandante, salvo che siano soddisfatti i requisiti
dell’ Articolo successivo.

IV.D.–1:105: Mandato irrevocabile


(1) In deroga a quanto stabilito dal precedente Articolo, il mandante non può revocare il
mandato al mandatario quando conferito:
a) al fine di tutelare un legittimo interesse del mandatario diverso dall'interesse al
pagamento del compenso;
b) nel comune interesse delle parti relativo ad un altro rapporto giuridico, anche se
queste parti non sono tutte parti del contratto di mandato, e l'irrevocabilità del
mandato al mandatario ha lo scopo di tutelare adeguatamente l'interesse di una o più
di queste parti.
(2) Il mandato tuttavia può essere revocato se:
(a) il mandato è irrevocabile sulla base del paragrafo (1)(a) e
(i) il rapporto contrattuale dal quale origina l'interesse del mandatario sia stato risolto
per inadempimento del mandatario stesso;
(ii) vi è un grave inadempimento del mandatario relativo alle obbligazioni derivanti
dal contratto di mandato;
(iii) vi è una causa talmente grave e straordinaria che il mandante fine risolve il
rapporto di mandato ai sensi dell’Art. IV.D.-6: 103 (Risoluzione su iniziativa
del mandante per una causa grave e straordinaria); oppure
(b) il mandato è irrevocabile sulla base del paragrafo (1)(b) e
(i) le parti, nel cui interesse il mandato è irrevocabile, hanno concordato la revoca del
mandato;
(ii) il rapporto indicato nel paragrafo (1)(b) è stato risolto;
(iii) vi è un grave inadempimento del mandatario relativo alle obbligazioni derivanti
dal contratto di mandato, a condizione che il mandatario venga sostituito senza
ingiustificato ritardo da un altro mandatario, in conformità con le clausole che
regolano il rapporto giuridico tra il mandante e l'altra parte o parti; o
(iv) vi è una causa talmente straordinaria e grave che il mandante risolve il rapporto di
mandato ai sensi dell’Art. IV.D.-6: 103 (Risoluzione su iniziativa del mandante
per una causa grave e straordinaria), a condizione che il mandatario sia sostituito
senza ingiustificato ritardo da un altro mandatario, in conformità con le clausole
che regolano il rapporto giuridico tra il mandante e l'altra parte o parti.
(3) Quando la revoca del mandato non è consentita alla luce del presente Articolo, la
comunicazione della revoca è inefficace.
(4) Questo Articolo non si applica nel caso in cui il rapporto di mandato venga risolto nei casi
previsti dal Capitolo 7 di questa Parte.

CAPITOLO 2: PRINCIPALI OBBLIGAZIONI DEL MANDANTE

IV.D.–2:101: Obbligazione di cooperare


L’obbligazione di cooperazione ai sensi dell’Art. III.–1:104 (Cooperazione) richiede, in particolare,
che il mandante debba:
(a) rispondere alle richieste di informazioni da parte del mandatario nella misura in cui tali
informazioni siano necessarie al mandatario per adempiere le obbligazioni derivanti dal
mandato;
(b) impartire istruzioni per l’adempimento delle obbligazioni derivanti dal contratto di mandato
come richiesto dal contratto di mandato o da una richiesta di istruzioni avanzata ai sensi
dell’Art. IV. D-4:102 (Richiesta di istruzioni).

IV.D.–2:102: Compenso
(1) Il mandante è tenuto a corrispondere un compenso se il mandatario adempie le obbligazioni
derivanti dal contratto di mandato nell’ambito di un’attività professionale, a meno che non
ritenesse, e non avesse ragionevolmente potuto ritenere, che il mandatario avrebbe adempiuto
l’obbligazione ma non in cambio del pagamento di un compenso.
(2) Il compenso è corrisposto quando l’incarico derivante dal mandato è stato eseguito e il
mandatario ha dato il rendiconto al mandante.
(3) Se le parti avevano concordato la corresponsione di un compenso per l’attività, e il rapporto
di mandato viene risolto prima che l’incarico sia stato integralmente eseguito, il compenso è
corrisposto a partire dal momento in cui il mandatario dà il rendiconto dell’adempimento delle
obbligazioni derivanti dal contratto di mandato.
(4) Quando il contratto di mandato riguarda la futura conclusione di un contratto e il mandante
ha concluso il contratto direttamente o un’altra persona incaricata dal mandante ha concluso il
contratto per conto del mandante, il mandatario ha diritto ad ottenere l’intero compenso o una
porzione di esso se la conclusione del contratto può essere imputata in tutto o in parte
all’adempimento delle obbligazioni derivanti dal mandato da parte del mandatario.
(5) Quando il contratto di mandato riguarda la futura conclusione di un contratto e il contratto è
concluso dopo che il rapporto di mandato viene risolto, il mandante deve corrispondere il
compenso se è stato convenuto che il suo pagamento dipenda esclusivamente dalla conclusione
del contratto, e
(a) la conclusione del contratto è principalmente il risultato degli sforzi del mandatario, e
(b) il contratto è concluso entro un termine ragionevole dalla risoluzione del rapporto di
mandato.
IV.D.–2:103: Spese sostenute dal mandatario
(1) Quando il mandatario ha diritto al compenso, il compenso si presume comprensivo del
rimborso delle spese sostenute dal mandatario per l’adempimento delle obbligazioni
derivanti dal mandato.
(2) Quando il mandatario non ha diritto al compenso o quando le parti hanno convenuto che
le spese siano rimborsate a parte, il mandante deve rimborsare al mandatario le spese
sostenute per l’adempimento delle obbligazioni derivanti dal contratto di mandato, se e
nella misura in cui il mandatario ha agito ragionevolmente nel sostenere queste spese.
(3) Il mandatario ha diritto al rimborso delle spese ai sensi del paragrafo (2) dal momento in
cui sono state sostenute e il mandatario ne ha dato il rendiconto.
(4) Se il rapporto di mandato viene risolto ed il risultato da cui dipende il compenso del
mandatario non è stato raggiunto, il mandatario ha diritto al rimborso delle spese
ragionevolmente sostenute per l’adempimento delle obbligazioni derivanti dal contratto
di mandato. Il paragrafo (3) si applica con i dovuti adeguamenti.

Capitolo 3: ADEMPIMENTO DA PARTE DEL MANDATARIO

Sezione 1: Principali obbligazioni del mandatario

IV.D.–3:101: Obbligazione di agire in conformità con il mandato


Durante tutto il rapporto di mandato, il mandatario deve agire in conformità con il mandato.

IV.D.–3:102: Obbligazione di agire nell’interesse del mandante


(1) Il mandatario deve agire a tutela degli interessi del mandante, nella misura in cui questi sono stati
comunicati al mandatario o quest’ultimo avrebbe ragionevolmente dovuto esserne a conoscenza.
(2) Nei casi in cui il mandatario non sia sufficientemente a conoscenza degli interessi del
mandante per poter adempiere in maniera esatta le obbligazioni derivanti dal contratto di mandato, il
mandatario deve chiedere informazioni al mandante.

IV.D.–3:103: Obbligazione di professionalità e di diligenza


(1) Il mandatario ha l’obbligazione di adempiere il contratto di mandato con la professionalità e la
diligenza che il mandante ha diritto di esigere secondo le circostanze.
(2) Se il mandatario osserva un più elevato standard di professionalità e di diligenza, egli ha
l’obbligazione di operare secondo tale standard di diligenza e professionalità.
(3) Se il mandatario è, o afferma di essere, membro di un gruppo di mandatari professionisti per i
quali esistono standard definiti da una competente autorità o da quello stesso gruppo, il mandatario
deve adottare la diligenza e la professionalità che quegli standard comportano.
(4) Nel determinare la diligenza e la professionalità che il mandante ha diritto di esigere, tra le
altre cose si deve tener conto:
(a) della natura, rilevanza, frequenza e prevedibilità dei rischi connessi con l'adempimento
delle obbligazioni;
(b) se prestazionale obbligazioni sono adempiute da un non professionista o gratuitamente;
(c) dell'importo del compenso per l’adempimento delle obbligazioni; e
(d) del tempo ragionevolmente disponibile per l'adempimento delle obbligazioni.

Sezione 2: Conseguenze derivanti dall’agire oltre i limiti del mandato


IV. D. -3:201: Agire oltre i limiti del mandato
(1) Il mandatario può eccedere i limiti del mandato quando:
(a) ha ragionevole motivo di agire in tal modo, per conto del mandante;
(b) non ha una ragionevole opportunità di accertare le preferenze del mandante nelle
specifiche circostanze; e
(c) non sapeva, e non si poteva ragionevolmente pretendere che sapesse, che l’atto
intrapreso, nelle particolari circostanze, fosse contrario alle preferenze del mandante.
(2) Un atto compiuto conformemente al paragrafo (1) produce le medesime conseguenze tra il
mandante e il mandatario di un atto rientrante nei limiti del mandato.

IV.D.–3:202: Effetti della ratifica


Quando, nei casi non contemplati dall’Articolo precedente, il mandatario ha agito al di fuori dei
limiti del mandato nel concludere il contratto per conto del mandante, la ratifica di tale contratto
da parte del mandante esime il mandatario da qualsiasi responsabilità verso il mandante stesso, a
meno che il mandante, senza ingiustificato ritardo, dopo la ratifica comunichi al mandatario che
intende avvalersi dei mezzi di tutela contro l’inadempimento del mandatario.

Sezione 3: Non esclusività del mandato

IV.D.–3:301: Assenza della presunzione di esclusiva


Il mandante è libero di concludere, negoziare o predisporre il contratto oggetto del mandato
direttamente o incaricando un altro mandatario.

IV.D.–3:302: Subcontratto
(1) Il mandatario può subcontrattare ad altri l’adempimento delle obbligazioni derivanti dal
contratto di mandato in tutto o in parte, senza il consenso del mandante, a meno che il contratto
di mandato non richieda di adempiere personalmente la prestazione.
(2) Il subcontraente incaricato dal mandatario deve avere adeguate competenze.
(3) In conformità con l’Art. III.–2:106 (Adempimento tramite un ausiliario del debitore) il
mandatario è comunque responsabile dell’adempimento.

Sezione 4: Obbligazione di informare il mandante

IV.D.–3:401: Informazioni sull’andamento dell’adempimento


Durante l’adempimento delle obbligazioni derivanti dal contratto di mandato, il mandatario deve,
nella misura in cui appare ragionevole in base alle circostanze, informare il mandante dell’avvio,
e dei progressi compiuti nella negoziazione o di altre iniziative intraprese per la possibile
conclusione o predisposizione del contratto oggetto del mandato.

IV.D.–3:402: Rendiconto al mandante


(1) Il mandatario deve, senza ingiustificato ritardo, informare il mandante che l’incarico è
stato eseguito.
(2) Il mandatario deve rendere conto al mandante:
(a) delle modalità in cui le obbligazioni derivanti dal contratto di mandato sono state
adempiute; e
(b) del denaro speso o ricevuto o delle spese sostenute dal mandatario nell’adempimento
di tali obbligazioni.
(3) Il paragrafo (2) si applica con le opportune modifiche se il rapporto di mandato viene
risolto in base ai Capitoli 6 e 7 e se le obbligazioni derivanti dal contratto di mandato
non sono state esattamente adempiute.

IV.D.–3:403 Comunicazione dell’identità del terzo


(1) Il mandatario che conclude il contratto oggetto del mandato con un terzo deve
comunicare il nome e l’indirizzo del terzo al mandante, a richiesta di quest’ultimo.
(2) Nel caso di mandato senza rappresentanza, il paragrafo (1) si applica solo se il
mandatario è divenuto insolvente.

CAPITOLO 4: ISTRUZIONI E MODIFICHE

Sezione 1: Istruzioni

IV.D.–4:101 Istruzioni impartite dal mandante


(1) Il mandante ha diritto di impartire istruzioni al mandatario.
(2) Il mandatario deve attenersi alle istruzioni del mandante.
(3) Il mandatario deve avvertire il mandante se le istruzioni:
(a) rendono l’adempimento delle obbligazioni derivanti dal contratto di mandato
considerevolmente più costoso e richiedono più tempo rispetto a quanto convenuto
nel contratto di mandato; o
(b) non sono compatibili con lo scopo del contratto di mandato o possono comunque
essere dannose per gli interessi del mandante.
(4) A meno che il mandante, dopo essere stato avvertito dal mandatario, revochi le
istruzioni senza ingiustificato ritardo, le istruzioni devono essere considerate come una
modifica del contratto di mandato ai sensi dell’Art. IV.D.–4:201 (Modifiche del contratto
di mandato).

IV.D.–4:102: Richiesta di istruzioni


(1) Il mandatario deve chiedere istruzioni quando ottiene informazioni che richiedono una
decisione del mandante riguardante l’adempimento delle obbligazioni derivanti dal
contratto di mandato o il contenuto del contratto oggetto del mandato.
(2) Il mandatario deve chiedere istruzioni se l’oggetto del mandato riguarda la conclusione di
un contratto e il contratto di mandato non specifica se il mandato è con rappresentanza o
senza rappresentanza.

IV.D.–4:103 Conseguenze derivanti dalla mancata comunicazione di istruzioni


(1) Se il mandante non comunica le istruzioni richieste in virtù del contratto di mandato o del
paragrafo (1) dell’Art. IV. D.- 4: 102 (Richiesta di istruzioni), il mandatario può, nella misura in
cui sia pertinente, adottare uno qualsiasi dei mezzi di tutela previsti dal Libro III, Capitolo 3
(Mezzi di tutela contro l'inadempimento) o eseguire l’incarico facendo riferimento alle
aspettative, alle preferenze ed alle priorità che ci si sarebbe potuti ragionevolmente aspettare dal
mandante sulla base delle informazioni e istruzioni già raccolte.
(2) Quando il mandatario basa l’adempimento sulle aspettative, preferenze e priorità che ci si
sarebbe potuti ragionevolmente aspettare dal mandante, il mandatario ha il diritto ad un
adeguamento proporzionale del compenso e del tempo concesso oppure richiesto per la
conclusione del contratto oggetto del mandato.
(3) Se il mandante non comunica le istruzioni ai sensi del paragrafo (2) dell’Art. IV.D.–4:102
(Richiesta di istruzioni), il mandatario può scegliere tra rappresentanza diretta o indiretta o può
sospendere l’adempimento ai sensi dell’Art. III.–3:401 (Diritto di sospendere l’adempimento
dell’obbligazione corrispettiva).
(4) Il compenso soggetto all’adeguamento, che deve essere corrisposto ai sensi del paragrafo (2),
deve essere ragionevole e deve essere determinato utilizzando il medesimo metodo di calcolo
adoperato per stabilire il compenso originario per l’adempimento delle obbligazioni derivanti dal
contratto di mandato.

IV.D.–4:104: Mancanza di tempo per chiedere o attendere istruzioni


(1) Se il mandatario è tenuto a chiedere istruzioni ai sensi dell’Art. IV.D.–4:102 (Richiesta di
istruzioni) ma è necessario che agisca prima di poter contattare il mandante e chiedergli
tali istruzioni, oppure è necessario che agisca prima che le istruzioni vengano
comunicate, il mandatario può basare l’adempimento sulle aspettative, preferenze e
priorità che ci si sarebbe potuti ragionevolmente aspettare dal mandante, sulla base delle
informazioni e istruzioni già raccolte.
(2) Nell’ipotesi di cui al paragrafo (1), il mandatario ha il diritto ad un adeguamento
proporzionale del compenso e del tempo concesso o richiesto per l’adempimento delle
obbligazioni derivanti dal contratto di mandato nella misura in cui tale adeguamento sia
ragionevole, tenuto conto delle circostanze del caso.

Sezione 2: Modifiche del contratto di mandato

IV.D.–4:201 Modifiche del contratto di mandato


(1) Il contratto di mandato è modificato se il mandante:
(a) modifica in modo significativo il mandato conferito al mandatario;
(b) non revoca un’istruzione senza ingiustificato ritardo dopo essere stato avvisato ai
sensi del paragrafo (3) dell’Art. IV.D.–4:101 (Istruzioni del mandante).
(2) Nel caso di modifiche di cui al paragrafo (1) il mandatario ha diritto:
(a) ad un proporzionale adeguamento del compenso e del tempo concesso o richiesto per
l’adempimento delle obbligazioni derivanti dal contratto di mandato; o
(b) al risarcimento del danno ai sensi dell’Art. III.-3:702 (Valutazione dei danni in
generale) per porre il mandatario quanto più possibile nella posizione in cui si sarebbe
trovato se il contratto di mandato non fosse stato modificato.
(3) Nel caso di una modifica del contratto di mandato ai sensi del paragrafo (1) il mandatario
può anche risolvere il rapporto di mandato inviando la comunicazione di risoluzione per
una causa grave e straordinaria ai sensi dell’Art. IV.D.-6: 105 (Risoluzione da parte del
mandatario per una causa grave e straordinaria), a meno che la modifica non sia di lieve
entità o a vantaggio del mandatario.
(4) L’adeguamento del compenso ai sensi del paragrafo (2)(a) deve essere ragionevole e deve
essere determinato utilizzando lo stesso metodo di calcolo adoperato per stabilire il
compenso originario per l’adempimento delle obbligazioni derivanti dal contratto di
mandato.
CAPITOLO 5: CONFLITTO DI INTERESSI

IV.D.–5:101 Contratto concluso con se stesso


(1) Il mandatario non può essere la controparte del mandante nel contratto oggetto del
mandato.
(2) Il mandatario può comunque diventare la controparte se:
(a) ciò è convenuto dalle parti nel contratto di mandato;
(b) il mandatario ha comunicato l'intenzione di diventare la controparte e
(i) il mandante successivamente ha espresso il proprio consenso; oppure
(ii) il mandante non si è opposto a che il mandatario diventasse la controparte
dopo che gli era stato richiesto di esprimere il consenso o il rifiuto;
(c) il mandante comunque era a conoscenza, o avrebbe dovuto ragionevolmente esserlo,
del fatto che il mandatario era diventato la controparte e non si è opposto entro un
periodo di tempo ragionevole; oppure
(d) il contenuto del contratto oggetto del mandato è determinato con una tale precisione
nel contratto di mandato che non vi è alcun rischio che gli interessi del mandante possano
essere compromessi.
(3) Se il mandante è un consumatore, il mandatario può diventare la controparte solo se:
(a) il mandatario ha rivelato tale circostanza e il mandante ha espresso il suo consenso
affinché il mandatario diventi controparte del contratto oggetto del mandato; oppure
(b) il contenuto del contratto oggetto del mandato è determinato con una tale precisione
nel contratto di mandato che non vi è alcun rischio che gli interessi del mandante possano
essere compromessi.
(4) Le parti non possono escludere l'applicazione del paragrafo (3) o derogarvi o modificarne
gli effetti a svantaggio del mandante.
(5) Il mandatario non ha diritto al compenso per i servizi prestati come mandatario se è
diventato parte del contratto.

IV.D.–5:102: Doppio mandato


(1) Il mandatario non può agire contemporaneamente come mandatario del mandante e della
sua controparte nel contratto oggetto del mandato.
(2) Il mandatario può comunque agire come mandatario del mandante e della controparte se:
(a) ciò è convenuto dalle parti nel contratto di mandato;
(b) il mandatario ha comunicato l'intenzione di agire come mandatario della controparte e il
mandante:
(i) ha espresso successivamente il proprio consenso; oppure
(ii) non si è opposto a che il mandatario agisse come mandatario della controparte,
dopo che gli era stato richiesto di esprimere il consenso o il rifiuto;
(c) il mandante era comunque a conoscenza, o avrebbe dovuto ragionevolmente esserlo, del
fatto che il mandatario agiva in qualità di mandatario della controparte e non si è opposto
entro un periodo di tempo ragionevole; oppure
(d) il contenuto del contratto oggetto del mandato è determinato con una tale precisione nel
contratto di mandato che non vi è alcun rischio che gli interessi del mandante possano essere
compromessi.
(3) Se il mandante è un consumatore, il mandatario può agire come mandatario sia del mandante
che della controparte se:
(a) il mandatario ha rivelato tale circostanza e il mandante ha dato il consenso espresso al
mandatario di agire anche come mandatario della controparte nel contratto oggetto del
mandato; o
(b) il contenuto del contratto oggetto del mandato è determinato con una tale precisione nel
contratto di mandato che non vi è alcun rischio che gli interessi del mandante possano essere
compromessi.
(4) Le parti non possono escludere l'applicazione del paragrafo (3) o derogarvi o modificarne gli
effetti a svantaggio del mandante.
(5) Se e nella misura in cui abbia agito in conformità ai paragrafi precedenti, il mandatario ha
diritto al compenso.

CAPITOLO 6: RISOLUZIONE MEDIANTE COMUNICAZIONE DIVERSA


DALL’INDAMPIMENTO

IV.D.–6:101: Risoluzione mediante comunicazione in generale


(1) Ciascuna delle parti può risolvere il rapporto di mandato, in qualsiasi momento, dandone
comunicazione all'altra.
(2) Ai fini del paragrafo (1), la revoca del mandato al mandatario è trattata come la risoluzione
del contratto.
(3) La risoluzione del rapporto di mandato non produce effetti se il mandato è irrevocabile ai
sensi dell’Art. IV.D.–1:105 (Mandato irrevocabile).
(4) Gli effetti della risoluzione sono regolati dall’Art. III.–1:109 (Modifica o estinzione
mediante comunicazione), paragrafo (3).
(5) Quando la parte che invia la comunicazione è giustificata nel risolvere il rapporto,
controparte non ha diritto al risarcimento di alcun danno.
(6) Quando la parte che invia la comunicazione non è giustificata nel risolvere il rapporto,
la risoluzione produce comunque effetti, ma la controparte ha diritto al risarcimento dei
danni secondo le regole stabilite nel Libro III.
(7) Ai fini di questo Articolo, la parte che comunica la risoluzione è giustificata se tale parte:
(a) legittimata aveva il diritto di risolvere il rapporto in virtù di clausole espresse
contenute nel contratto e ha rispettato tutti i requisiti stabiliti nel contratto a tal
proposito;
(b) aveva il diritto di risolvere il contratto ai sensi del Libro III, Capitolo 3, Sezione 5
(Risoluzione); oppure
(c) aveva il diritto di risolvere il rapporto ai sensi di qualsiasi altro Articolo del
presente Capitolo ed ha rispettato tutti i requisiti stabiliti in quell’Articolo a tal
proposito.

IV.D.–6:102: Risoluzione su iniziativa del mandante quando il rapporto ha durata


indeterminata oppure il mandato è stabilito per un incarico specifico

(1) Il mandante può risolvere il rapporto di mandato in qualsiasi momento dandone


comunicazione con un ragionevole preavviso se il contratto di mandato è stato concluso
per un periodo di tempo indeterminato o per un incarico specifico.
(2) Il paragrafo (1) non si applica se il mandato è irrevocabile.
(3) Le parti non possono escludere l’applicazione di questo Articolo o derogarvi o
modificarne gli effetti a svantaggio del mandante, a meno che non siano soddisfatte le
condizioni di cui all’Art. IV.D.–1:105 (Mandato irrevocabile).

IV.D.–6:103 Risoluzione su iniziativa del mandante per una causa grave e straordinaria
(1) Il mandante può risolvere il rapporto di mandato per una causa grave e straordinaria
dandone comunicazione.
(2) Non è previsto alcun termine entro il quale dare comunicazione.
(3) Ai fini di questo Articolo, la morte o l’incapacità della persona che, al momento della
conclusione del contratto, secondo le parti doveva adempiere le obbligazioni del
mandatario rappresenta una causa grave e straordinaria.
(4) Quest’Articolo si applica con gli opportuni adattamenti se i successori del mandante
risolvono il rapporto di mandato ai sensi dell’Art. IV.D.–7:102 (Morte del mandante).
(5) Le parti non possono escludere l’applicazione di questo Articolo o derogarvi o
modificarne gli effetti a svantaggio del mandante o dei successori del mandante.

IV.D.–6:104: Risoluzione su iniziativa del mandatario quando il rapporto ha una durata


indeterminata o quando è a titolo gratuito.

(1) Il mandatario può risolvere il rapporto di mandato in qualsiasi momento dandone


comunicazione con un preavviso ragionevole se il contratto di mandato è stato concluso
per un periodo di tempo indeterminato.
(2) Il mandatario può risolvere il rapporto di mandato dandone comunicazione con un
preavviso ragionevole se il mandatario deve rappresentare il mandante ma non in cambio
del pagamento di un compenso.
(3) Le parti non possono escludere l’applicazione del paragrafo (1) di questo Articolo o
derogarvi o modificarne gli effetti a svantaggio del mandatario.

IV.D.–6:105: Risoluzione su iniziativa del mandatario per una causa grave e straordinaria
(1) Il mandatario può risolvere il rapporto di mandato per una causa grave e straordinaria
dandone comunicazione.
(2) Non è previsto alcun termine entro il quale dare comunicazione.
(3) Ai fini di questo Articolo una causa grave e straordinaria include:
(a) una modifica del mandato ai sensi dell’Art. IV.D.–4:201 (Modifiche del contratto di
mandato);
(b) la morte o l’incapacità del mandante; e
(c) la morte o l’incapacità della persona che, al momento della conclusione del contratto,
secondo le parti doveva eseguire le obbligazioni del mandatario.
(4) Le parti non possono escludere l’applicazione di questo Articolo o derogarvi e
modificarne gli effetti a svantaggio del mandatario.

CAPITOLO 7: ALTRE CAUSE DI RISOLUZIONE

IV.D.–7:101:Conclusione del contratto oggetto del mandato da parte del mandante o di


altro mandatario
(1) Se il contratto di mandato è stato concluso esclusivamente al fine di concludere uno specifico
contratto, il rapporto di mandato si risolve quando il mandante, o un altro mandatario incaricato
dal mandante, ha concluso detto contratto.
(2) In tal caso, la conclusione del contratto oggetto del mandato è equiparata alla comunicazione
ai sensi dell’Art. IV.D.–6:101 (Risoluzione mediante comunicazione in generale).

IV.D.–7:102: Morte del mandante


(1) La morte del mandante non pone fine al rapporto di mandato.
(2) Sia il mandatario, sia i successori del mandante possono risolvere il rapporto di mandato
dando comunicazione della risoluzione per una causa grave e straordinaria ai sensi dell’Art.
IV.D.–6:103 (Risoluzione su iniziativa del mandante per causa una grave e straordinaria)
oppure ai sensi dell’Art. IV.D.–6:105 (Risoluzione su iniziativa del mandatario per una
causa grave e straordinaria).

IV.D.–7:103 Morte del mandatario


(1) La morte del mandatario pone fine al rapporto di mandato.
(2) Le spese e qualsiasi altro pagamento dovuto al momento della morte continuano ad essere
dovuti.
PARTE E.
AGENZIA COMMERCIALE, AFFILIAZIONE COMMERCIALE E RAPPORTO DI
DISTRIBUZIONE

CAPITOLO 1: DISPOSIZIONI GENERALI

Sezione 1: Ambito di applicazione

IV.E.–1:101: Contratti rientranti nell’ambito di applicazione


(1) Questa Parte del Libro IV si applica ai contratti per la costituzione e la disciplina dell’agenzia
commerciale, dell’affiliazione commerciale o di un rapporto di distribuzione e, con gli opportuni
adeguamenti, ad altri contratti in forza dei quali una parte che svolge attività di impresa in modo
indipendente utilizza competenze e risorse per commercializzare i prodotti di un’altra parte.
(2) In questa Parte, il termine “prodotti” comprende beni e servizi.

Sezione 2: Altre disposizioni generali

IV.E.–1:201: Regole di conflitto


In tutti i casi di antinomia:
(a) le norme di questa Parte prevalgono sulle norme della Parte D (Mandato); e
(b) le norme nei Capitoli da 3 a 5 di questa Parte prevalgono sulle norme del Capitolo 2 di
questa Parte.

CAPITOLO 2: REGOLE APPLICABILI A TUTTI I CONTRATTI CHE RIENTRANO


IN QUESTA PARTE

Sezione 1: Fase precontrattuale

IV.E.–2:101: Dovere precontrattuale di informazione


La parte che è impegnata nelle trattative di un contratto che rientra nell’ambito di applicazione di
questa Parte ha il dovere di fornire all’altra parte, entro un termine ragionevole prima della
conclusione del contratto e nei limiti in cui sia richiesto da una corretta pratica commerciale,
informazioni sufficienti affinché l’altra parte possa decidere in base a ragionevoli informazioni se
concludere, o non, un contratto del tipo e con le clausole oggetto di discussione.

Sezione 2: Obbligazioni delle parti

IV.E.–2:201: Cooperazione
Le parti di un contratto che rientra nell’ambito di applicazione di questa Parte del Libro IV
devono collaborare attivamente e lealmente e coordinare i rispettivi sforzi per conseguire le
finalità del contratto.
IV.E.–2:202: Informazioni durante l’adempimento
Nel corso del rapporto contrattuale, ciascuna parte deve tempestivamente fornire all’altra tutte le
informazioni di cui la prima parte dispone e delle quali la seconda ha bisogno per conseguire le
finalità del contratto.

IV.E.–2:203: Riservatezza
(1) La parte che riceve un’informazione riservata dall’altra deve salvaguardare la natura riservata
di tale informazione e non la deve rivelare a terzi né durante, né dopo la durata del rapporto
contrattuale.
(2) La parte che riceve un’informazione riservata dall’altra non deve usarla per finalità estranee a
quelle perseguite dal contratto.
(3) Qualsiasi informazione già in possesso di una parte o che è già stata rivelata al pubblico,
nonché qualsiasi informazione che deve essere rivelata ai clienti come conseguenza
dell’esercizio dell’attività imprenditoriale non è considerata riservata a questo fine.

Sezione 3: Risoluzione del rapporto contrattuale

IV.E.–2:301: Contratto a tempo determinato


Ciascuna parte è libera di non rinnovare un contratto a tempo determinato. Se una parte ha
tempestivamente comunicato che essa desidera rinnovare il contratto, il contratto sarà rinnovato
a tempo indeterminato, salvo che l’altra parte abbia comunicato, non oltre un termine
ragionevole prima dello spirare del termine contrattuale, che esso non deve essere rinnovato.

IV.E.–2:302: Contratto a tempo indeterminato


(1) Ciascuna parte di un contratto a tempo indeterminato può risolvere il rapporto contrattuale
dandone comunicazione all’altra parte.
(2) Se la comunicazione prevede la risoluzione del rapporto dopo un periodo di tempo di
lunghezza ragionevole, non è dovuto il risarcimento del danno ai sensi dell’Art. IV.E.–2:303
(Risarcimento del danno a seguito di risoluzione con preavviso inadeguato). Se il preavviso
dispone la risoluzione immediata o la risoluzione dopo un termine che non è di lunghezza
ragionevole sono risarcibili i danni in base a quell’Articolo.
(3) La ragionevole durata del termine di preavviso dipende, tra le altre circostanze, da:
(a) la durata pregressa del rapporto contrattuale;
(b) gli investimenti ragionevoli fatti;
(c) il tempo necessario per trovare un’alternativa ragionevole; e
(d) gli usi.
(4) Si presume ragionevole un termine di preavviso di un mese per ogni anno di durata pregressa
del rapporto contrattuale, fino a un massimo di 36 mesi.
(5) Il periodo di preavviso per il preponente, l’affiliante o il fornitore non deve essere più breve
di un mese per il primo anno, due mesi per il secondo, tre mesi per il terzo, quattro mesi per il
quarto, cinque mesi per il quinto e sei mesi per il sesto e per ogni anno successivo di durata
pregressa del rapporto contrattuale. Le parti non possono escludere l’applicazione di questa
disposizione o derogarvi o modificarne gli effetti.
(6) Gli accordi per periodi di durata superiore a quelli previsti nei paragrafi (4) e (5) sono validi a
condizione che il concordato periodo da rispettare per il preponente, l’affiliante o il fornitore non
sia più breve di quello osservato per l’agente di commercio, l’affiliato o il distributore.
(7) In relazione ai contratti che rientrano in questa Parte, le norme di questo Articolo
sostituiscono quelle di cui al paragrafo (2) dell’Art. III.–1:109 (Modifica o estinzione mediante
comunicazione) Il paragrafo (3) di quest’ultimo Articolo disciplina gli effetti della risoluzione.

IV.E.–2:303: Risarcimento del danno a seguito di risoluzione con preavviso inadeguato


(1) Quando una parte risolve il rapporto contrattuale in base all’Art. IV.E.–2:302 (Contratto a
tempo indeterminato) senza un ragionevole preavviso, l’altra parte ha diritto al risarcimento del
danno.
(2) L’entità dei danni corrisponde a una somma pari all’utilità che l’altra parte avrebbe ottenuto
durante il periodo di ulteriore durata del rapporto se fosse stato dato un ragionevole preavviso.
(3) L’utilità annuale si presume uguale all’utilità media che la parte lesa ha ricevuto dal contratto
durante i tre anni precedenti o, se il rapporto contrattuale dura per un periodo inferiore, durante
quel periodo.
(4) Le norme generali sui danni da inadempimento di cui al Libro III, Capitolo 3, Sezione 7 si
applicano con i dovuti adeguamenti.

IV.E.–2:304: Risoluzione per inadempimento


(1) È priva di effetto qualunque clausola di un contratto che rientri nell’ambito di applicazione di
questa Parte, mediante la quale una parte può risolvere il rapporto contrattuale per un
inadempimento non grave.
(2) Le parti non possono escludere l’applicazione di questo Articolo o derogarvi o modificarne
gli effetti.

IV.E.–2:305: Indennità di avviamento


(1) Quando il rapporto contrattuale giunge a termine per qualunque ragione (compresa la
risoluzione ad opera di ciascuna delle parti per un grave inadempimento), una parte ha diritto
all’indennità dall’altra parte per l’avviamento se e nella misura in cui:
(a) la prima parte ha aumentato significativamente il volume d’affari dell’altra parte e l’altra
continua a ricevere utilità sostanziali da quell’attività; e
(b) il pagamento dell’indennità è ragionevole.
(2) La concessione di un’indennità non preclude la richiesta dei danni di una parte in base
all’Art. IV.E.–2:303 (Risarcimento del danno a seguito di risoluzione con preavviso inadeguato).

IV.E.–2:306: Rimanenze, pezzi di ricambio e materiali


Se il contratto è annullato o il rapporto contrattuale risolto da una delle due parti, la parte i cui
prodotti sono commercializzati deve ricomperare le rimanenze dell’altra parte, i pezzi di
ricambio e i materiali ad un prezzo ragionevole, salvo che l’altra parte non li possa
ragionevolmente rivendere.

Sezione 4: Altre disposizioni generali

IV.E.–2:401: Riserva di proprietà a garanzia del pagamento


Al fine di assicurare i propri diritti alla remunerazione, al risarcimento del danno, all’indennità,
la parte incaricata di commercializzare i prodotti ha il diritto di ritenzione sui beni mobili
dell’altra parte che sono in suo possesso in base al contratto, finché l’altra parte non ha
adempiuto le sue obbligazioni.

IV.E.–2:402: Documentazione firmata disponibile a richiesta


(1) Ciascuna parte ha diritto di ricevere dall’altra, dietro richiesta, un’attestazione firmata in
forma testuale su un supporto durevole che indichi le clausole del contratto.
(2) Le parti non possono escludere l’applicazione di questo Articolo o derogarvi o modificarne
gli effetti.

CAPITOLO 3: AGENZIA COMMERCIALE

Sezione 1: Disposizioni generali

IV.E.–3:101: Ambito di applicazione


Questo Capitolo si applica ai contratti in cui una parte, l’agente di commercio, si obbliga ad agire
su base continuativa in veste di intermediario indipendente allo scopo di negoziare o concludere
contratti per conto di un’altra parte, il preponente, ed il preponente si obbliga a remunerare
l’agente di commercio per le sue attività.

Sezione 2: Obbligazioni dell’agente di commercio

IV.E.–3:201: Trattative e conclusione di contratti


L’agente di commercio deve compiere ragionevoli sforzi per negoziare contratti per conto del
preponente e concludere quelli che aveva avuto istruzioni di concludere.

IV.E.–3:202: Istruzioni
L’agente di commercio deve seguire le ragionevoli istruzioni del preponente, a condizione che
esse non incidano in maniera sostanziale sull’indipendenza dell’agente.

IV.E.–3:203: Informazioni da parte dell’agente di commercio nel corso dell’adempimento


L’obbligazione informativa impone all’agente di commercio di fornire, in particolare, al
preponente le informazioni relative:
(a) ai contratti negoziati e conclusi,
(b) alle condizioni di mercato,
(c) alla solvibilità e alle altre caratteristiche dei clienti.

IV.E.–3:204: Rendiconto
(1) L’agente di commercio deve rendicontare regolarmente in relazione ai contratti negoziati o
conclusi per conto del preponente.
(2) Se l’agente di commercio rappresenta più di un preponente, lo stesso agente deve mantenere
rendiconti indipendenti per ogni preponente.
(3) Se il preponente ha serie ragioni di dubitare che l’agente di commercio rendiconti
regolarmente, l’agente, su richiesta del preponente, deve consentire ad un revisore contabile
indipendente ragionevole accesso ai libri contabili. Il preponente è tenuto a pagare per i servizi
del revisore contabile indipendente.

Sezione 3: Obbligazioni del preponente

IV.E.–3:301: Commissione in corso di agenzia


(1) L’agente di commercio ha diritto alla commissione su ciascun contratto concluso nel periodo
di vigenza dell’agenzia, se:
(a) il contratto è stato concluso:
(i) in conseguenza degli sforzi dell’agente di commercio;
(ii) con un terzo che l’agente di commercio aveva precedentemente acquisito come cliente
per contratti dello stesso tipo; o
(iii) con un cliente appartenente ad una certa area geografica o a gruppi di clienti che
erano stati affidati all’agente di commercio;
(b) oppure
(i) il preponente abbia adempiuto o avrebbe dovuto adempiere le proprie obbligazioni in
forza del contratto; o
(ii) il cliente ha adempiuto le proprie obbligazioni in base al contratto o ne ha
giustificatamente sospeso l’adempimento.
(2) Le parti non possono, a danno dell’agente di commercio, escludere l’applicazione del
paragrafo (1)(b)(ii) o derogarvi o modificarne gli effetti.

IV.E.–3:302: Commissione dopo la cessazione dell’agenzia


(1) L’agente di commercio ha diritto alla commissione su ciascun contratto concluso dopo la
cessazione dell’agenzia:
(a) se
(i) il contratto con il cliente è principalmente il risultato degli sforzi dell’agente di
commercio nel periodo di vigenza del contratto di agenzia, e il contratto con il
cliente è stato concluso entro un periodo ragionevole dopo la cessazione
dell’agenzia; oppure
(ii) i requisiti del paragrafo (1) dell’Art. IV.E.–3:301 (Commissione in corso di agenzia)
sarebbero stati soddisfatti eccetto per il fatto che il contratto con il cliente non fu
concluso durante il rapporto di agenzia, e l’offerta pervenne al preponente o
all’agente di commercio prima che l’agenzia cessasse; e
(b) se
(i) il preponente ha adempiuto o avrebbe dovuto adempiere le proprie obbligazioni in base al
contratto; oppure
(ii) il cliente ha adempiuto le obbligazioni in base al contratto o ne ha giustificatamente
sospeso l’adempimento.
(2) Le parti non possono, a danno dell’agente di commercio, escludere l’applicazione del
paragrafo (1)(b)(ii) o derogarvi o modificarne gli effetti.

IV.E.–3:303: Contrasto tra pluralità di agenti aventi diritto


L’agente di commercio non ha diritto a ricevere la commissione di cui all’Art. IV.E.–3:301
(Commissione in corso di agenzia) se un precedente agente di commercio ha diritto a quella
commissione in base all’Art. IV.E.–3:302 (Commissione dopo la cessazione dell’agenzia), salvo
che sia ragionevole che la commissione sia suddivisa tra i due agenti commerciali.

IV.E.–3:304: Termine per il pagamento della commissione


(1) Il preponente deve pagare l’agente di commercio non più tardi dell’ultimo giorno del mese
successivo al trimestre nel quale l’agente ha maturato il diritto.
(2) Le parti non possono, a danno dell’agente di commercio, escludere l’applicazione di questo
Articolo o derogarvi o modificarne gli effetti.

IV.E.–3:305: Estinzione del diritto alla commissione


(1) Una clausola contrattuale in forza della quale è estinto il diritto dell’agente di commercio alla
commissione su un contratto concluso con un cliente è valida soltanto se e nella misura in cui
prevede l’estinzione in base al fatto che le obbligazioni contrattuali del cliente non sono state
adempiute per una ragione della quale il preponente non è responsabile.
(2) All’estinzione del suo diritto alla commissione, l’agente di commercio deve restituire
qualsiasi commissione già ricevuta.
(3) Le parti non possono, a danno dell’agente di commercio, escludere l’applicazione del
paragrafo (1) o derogarvi o modificarne gli effetti.

IV.E.–3:306: Remunerazione
Qualsiasi remunerazione che dipende in tutto o in parte dal numero o dal valore dei contratti si
presume essere una commissione ai sensi di questo Capitolo.

IV.E.–3:307: Informazioni da parte del preponente nel corso dell’adempimento


L’obbligazione informativa impone al preponente di fornire all’agente in particolare le
informazioni concernenti:
(a) le caratteristiche dei beni e dei servizi; e
(b) prezzi e condizioni della vendita o dell’acquisto.

IV.E.–3:308: Informazioni sull’accettazione, il rifiuto e l’inadempimento


(1) Il preponente deve informare l’agente di commercio, entro un periodo ragionevole, circa:
(a) l’accettazione o il rifiuto del preponente di un contratto che l’agente di commercio ha
negoziato per conto del preponente; e
(b) qualsiasi inadempimento delle obbligazioni derivanti da un contratto che l’agente di
commercio ha negoziato per conto del preponente.
(2) Le parti non possono, a danno dell’agente di commercio, escludere l’applicazione di questo
Articolo o derogarvi o modificarne gli effetti.

IV.E.–3:309: Avviso di diminuito volume dei contratti


(1) Il preponente deve avvertire l’agente di commercio in tempo ragionevole quando il
preponente prevede che il volume dei contratti che lui stesso sarà in grado di concludere sarà
significativamente inferiore a ciò che l’agente di commercio avrebbe potuto ragionevolmente
attendersi.
(2) Ai fini del paragrafo (1) si presume che il preponente preveda ciò che si poteva
ragionevolmente esigere che egli prevedesse.
(3) Le parti non possono, a danno dell’agente di commercio, escludere l’applicazione di questo
Articolo o derogarvi o modificarne gli effetti.

IV.E.–3:310: Informazioni sulla commissione


(1) Il preponente deve fornire all’agente di commercio in tempo ragionevole un estratto conto
della commissione alla quale l’agente di commercio ha diritto. Questo estratto conto deve
esplicitare le modalità di calcolo dell’ammontare della commissione.
(2) Ai fini del calcolo della commissione, il preponente deve fornire all’agente di commercio,
dietro richiesta, un estratto dei suoi libri contabili.
(3) Le parti non possono, a danno dell’agente di commercio, escludere l’applicazione di questo
Articolo o derogarvi o modificarne gli effetti.

IV.E.–3:311: Rendiconto
(1) Il preponente deve rendicontare regolarmente in relazione ai contratti negoziati o conclusi
dall’agente di commercio.
(2) Se il preponente ha più di un agente di commercio, il preponente deve tenere conti
indipendenti per ognuno di essi.
(3) Il preponente deve consentire ad un revisore contabile indipendente ragionevole accesso ai
libri contabili, su richiesta dell’agente di commercio, se:
(a) il preponente non si conforma alle obbligazioni del preponente in base ai paragrafi (1) e (2)
dell’Art. IV.E.–3:310 (Informazioni sulla commissione); o
(b) l’agente di commercio ha serie ragioni di dubitare che il preponente rendiconti regolarmente.

IV.E.–3:312: Ammontare dell’indennità


(1) L’agente di commercio ha diritto a un’indennità di avviamento sulla base dell’Art. IV.E.–
2:305 (Indennità di avviamento) che ammonta a:
(a) la commissione media sui contratti con nuovi clienti e sull’aumentato volume di affari con
clienti esistenti calcolati per gli ultimi 12 mesi, moltiplicati per:
(b) il numero di anni per i quali è verosimile che in futuro il preponente continuerà a ricevere
utilità da questi contratti.
(2) L’indennità così risultante deve essere corretta per tener conto di:
(a) una probabile perdita di clienti, basata sul tasso medio di migrazione nel territorio dell’agente
di commercio; e
(b) uno sconto richiesto per pagamenti anticipati, basato sui tassi di interesse medi.
(3) In ogni caso, l’indennità non deve eccedere la remunerazione di un anno, calcolata a partire
dalla remunerazione annuale media dell’agente di commercio nei cinque anni precedenti o, se il
rapporto contrattuale è durato per meno di cinque anni, dalla media durante il periodo in
questione.
(4) Le parti non possono, a danno dell’agente di commercio, escludere l’applicazione di questo
Articolo o derogarvi o modificarne gli effetti.

IV.E.–3:313: Clausola dello star del credere


(1) Un accordo in base al quale l’agente di commercio garantisce che un cliente pagherà il
prezzo dei prodotti che formano l’oggetto del contratto che l’agente di commercio ha negoziato o
concluso (clausola dello star del credere) è valido soltanto se e nella misura in cui l’accordo:
(a) è in forma testuale su un supporto durevole;
(b) riguarda particolari contratti che furono negoziati o conclusi dall’agente di commercio o
contratti con particolari clienti che sono specificati nell’accordo; e
(c) deve ritenersi ragionevole avuto riguardo all’interesse delle parti.
(2) L’agente di commercio ha diritto a ricevere una commissione di un ammontare ragionevole
sui contratti ai quali si applica la garanzia dello star del credere (commissione dello star del
credere).

CAPITOLO 4: AFFILIAZIONE COMMERCIALE

Sezione 1: Disposizioni generali

IV.E.–4:101: Ambito di applicazione


Questo Capitolo si applica ai contratti in cui una parte (l’affiliante) concede all’altra parte
(l’affiliato), in cambio di un corrispettivo, il diritto di svolgere un’attività imprenditoriale
(l’attività in affiliazione), all’interno della rete dell’affiliante, al fine di fornire certi prodotti in
nome e per conto dell’affiliato, e in base al quale l’affiliato ha il diritto e l’obbligazione di
utilizzare il nome commerciale o il marchio, nonché altri diritti di proprietà intellettuale, know-
how e tecniche commerciali dell’affiliante.

IV.E.–4:102: Informazioni precontrattuali


(1) Il dovere previsto all’Art. IV.E.–2:101 (Dovere di informazione precontrattuale) impone in
particolare all’affiliante di fornire all’affiliato informazioni adeguate e tempestive concernenti:
(a) la società dell’affiliante e la sua esperienza;
(b) i diritti di proprietà intellettuale rilevanti;
(c) le caratteristiche del know-how rilevante;
(d) il settore commerciale e le condizioni di mercato;
(e) il particolare metodo di affiliazione e il suo funzionamento;
(f) la struttura e l’estensione della rete di affiliazione;
(g) i compensi, i canoni e qualsiasi altro pagamento periodico; e
(h) le clausole del contratto.
(2) Anche se la mancata osservanza del paragrafo (1) da parte dell’affiliante non genera un errore
per il quale il contratto potrebbe essere annullato in base all’Art. II.–7:201 (Errore), l’affiliato
può ottenere il risarcimento dei danni secondo i paragrafi (2) e (3) dell’Art. II.–7:214
(Risarcimento del danno), salvo che l’affiliante avesse ragione di credere che l’informazione
fosse adeguata o fosse data in tempo ragionevole.
(3) Le parti non possono escludere l’applicazione di questo Articolo o derogarvi o modificarne
gli effetti.

IV.E.–4:103: Cooperazione
Le parti di un contratto che ricade nell’ambito di applicazione di questo Capitolo non possono
escludere l’applicazione dell’Art. IV.E.–2:201 (Cooperazione) o derogarvi o modificarne gli
effetti.

Sezione 2: Obbligazioni dell’affiliante


IV.E.–4:201: Diritti di proprietà intellettuale
(1) L’affiliante deve concedere all’affiliato il diritto di utilizzare i diritti di proprietà intellettuale
nella misura in cui è necessario per condurre l’attività in affiliazione.
(2) L’affiliante deve compiere ragionevoli sforzi per assicurare l’utilizzo continuo e senza
turbative dei diritti di proprietà intellettuale.
(3) Le parti non possono escludere l’applicazione di questo Articolo o derogarvi o modificarne
gli effetti.

IV.E.–4:202: Know-how
(1) Per la durata del rapporto contrattuale, l’affiliante deve fornire all’affiliato il know-how che è
necessario per condurre l’attività in affiliazione.
(2) Le parti non possono escludere l’applicazione di questo Articolo o derogarvi o modificarne
gli effetti.

IV.E.–4:203: Assistenza
(1) L’affiliante deve fornire all’affiliato assistenza sotto forma di corsi di formazione, guida e
consulenza, nella misura necessaria per la gestione dell’attività in affiliazione, senza costi
addizionali per l’affiliato.
(2) L’affiliante deve fornire ulteriore assistenza, quando ragionevolmente richiesta dall’affiliato,
ad un costo ragionevole.

IV.E.–4:204: Fornitura
(1) Quando l’affiliato è obbligato a fornirsi dei prodotti dall’affiliante, o da un fornitore
designato dall’affiliante, l’affiliante deve assicurare che i prodotti ordinati dall’affiliato siano
forniti in un tempo ragionevole, nei limiti del praticabile e a condizione che l’ordine sia
ragionevole.
(2) Il paragrafo (1) si applica anche ai casi in cui all’affiliato, sebbene non legalmente obbligato
a fornirsi dei prodotti dall’affiliante o da un fornitore designato dall’affiliante, venga di fatto
richiesto di fare ciò.
(3) Le parti non possono escludere l’applicazione di questo Articolo o derogarvi o modificarne
gli effetti.

IV.E.–4:205: Informazione da parte dell’affiliante durante l’esecuzione


L’obbligazione informativa impone all’affiliante in particolare di fornire all’affiliato le
informazioni concernenti:
(a) le condizioni di mercato;
(b) i risultati commerciali della rete affiliata;
(c) le caratteristiche dei prodotti;
(d) i prezzi e le clausole per la fornitura dei prodotti;
(e) tutti i prezzi e le clausole raccomandati per la rivendita dei prodotti ai consumatori;
(f) comunicazioni rilevanti tra l’affiliante e i consumatori sul territorio; e
(g) le campagne pubblicitarie.
IV.E.–4:206: Avviso di diminuita capacità di fornitura
(1) Quando l’affiliato è obbligato a fornirsi dei prodotti dall’affiliante, o da un fornitore indicato
dall’affiliante, l’affiliante deve avvisare l’affiliato in tempo ragionevole quando prevede che la
sua capacità di fornitura o quella dei fornitori da lui indicati sarà significativamente inferiore a
quella che l’affiliato aveva ragione di attendersi.
(2) Ai fini del comma (1) si presume che l’affiliante preveda ciò che sarebbe ragionevole
attendersi che egli preveda.
(3) Il paragrafo (1) si applica anche ai casi in cui all’affiliato, sebbene non obbligato
giuridicamente a fornirsi di prodotti dall’affiliante o da un fornitore indicato dall’affiliante, sia di
fatto richiesto di fare ciò.
(4) Le parti non possono escludere, in danno dell’affiliato, l’applicazione di questo Articolo o
derogarvi o modificarne gli effetti.

IV.E.–4:207: Reputazione della rete e pubblicità


(1) L’affiliante deve compiere ragionevoli sforzi per promuovere e mantenere la reputazione
della rete affiliata.
(2) In particolare, l’affiliante deve ideare e coordinare appropriate compagne pubblicitarie dirette
alla promozione della rete affiliata.
(3) Le attività di promozione e mantenimento della reputazione della rete affiliata devono essere
svolte senza costo addizionale per l’affiliato.

Sezione 3: Obbligazioni dell’affiliato

IV.E.–4:301: Compensi, canoni e altri pagamenti periodici


(1) L’affiliato deve pagare all’affiliante i compensi, i canoni e gli altri pagamenti periodici
concordati nel contratto.
(2) Se i compensi, i canoni e qualsiasi altro pagamento periodico devono essere determinati
unilateralmente dall’affiliante, si applica l’Art. II.–9:105 (Determinazione unilaterale di una
parte).

IV.E.–4:302: Informazione da parte dell’affiliato durante l’adempimento


L’obbligazione di cui all’Art. IV.E.–2:202 (Informazione durante l’adempimento) impone
all’affiliato in particolare di fornire all’affiliante le informazioni concernenti:
(a) azioni intentate o minacciate da terzi in relazione ai diritti di proprietà intellettuale
dell’affiliante;
(b) violazioni ad opera di terzi dei diritti di proprietà intellettuale dell’affiliante.

IV.E.–4:303: Metodo d’affari e istruzioni


(1) L’affiliato deve compiere sforzi ragionevoli per condurre l’attività in affiliazione secondo il
metodo d’affari dell’affiliante.
(2) L’affiliato deve seguire le ragionevoli istruzioni dell’affiliante in relazione al metodo d’affari
e al mantenimento della reputazione della rete.
(3) L’affiliato deve usare ragionevole attenzione per non danneggiare la rete affiliata.
(4) Le parti non possono escludere l’applicazione di questo Articolo o derogarvi o modificarne
gli effetti.
IV.E.–4:304: Ispezione
(1) L’affiliato deve concedere all’affiliante un accesso ragionevole ai propri locali per consentire
all’affiliante di controllare che l’affiliato si conformi al metodo d’affari e alle istruzioni
dell’affiliante.
(2) L’affiliato deve concedere all’affiliante un accesso ragionevole ai libri contabili dell’affiliato.

CAPITOLO 5: RAPPORTO DI DISTRIBUZIONE

Sezione 1: Disposizioni generali

IV.E.–5:101: Ambito di applicazione e definizioni


(1) Questo Capitolo si applica ai contratti (contratti di distribuzione) in cui una parte, il fornitore,
accetta di fornire all’altra parte, il distributore, prodotti su base continuativa e il distributore
accetta di acquistarli, o prenderli e pagarli, e fornirli ad altri, i quali agiscono in nome e per conto
del distributore.
(2) Un contratto di distribuzione in esclusiva è un contratto di distribuzione in forza del quale il
fornitore accetta di fornire prodotti ad un solo distributore in un certo territorio o a un certo
gruppo di consumatori.
(3) Un contratto di distribuzione selettiva è un contratto di distribuzione in forza del quale il
fornitore accetta di fornire prodotti, direttamente o indirettamente, soltanto a distributori
selezionati sulla base di specifici criteri.
(4) Un contratto di acquisto in esclusiva è un contratto di distribuzione in forza del quale il
distributore accetta di acquistare, o di prendere e pagare, prodotti soltanto dal fornitore o da una
parte indicata dal fornitore.

Sezione 2: Obbligazioni del fornitore

IV.E.–5:201: Obbligazione di fornitura


Il fornitore deve fornire i prodotti ordinati dal distributore nei limiti del praticabile e a condizione
che l’ordine sia ragionevole.

IV.E.–5:202: Informazione da parte del fornitore durante l’adempimento


L’obbligazione prevista all’Art. IV.E.–2:102 (Informazione durante l’adempimento) impone al
fornitore di rendere disponibili al distributore informazioni concernenti:
(a) le caratteristiche dei prodotti;
(b) i prezzi e le clausole di fornitura dei prodotti;
(c) qualsiasi prezzo o clausola raccomandati per la rivendita dei prodotti ai consumatori;
(d) qualsiasi comunicazione rilevante tra fornitore e consumatori; e
(e) qualsiasi campagna pubblicitaria rilevante per la conduzione dell’attività imprenditoriale.

IV.E.–5:203: Avviso del fornitore di diminuita capacità di fornitura


(1) Il fornitore deve avvisare il distributore in tempo ragionevole quando il fornitore prevede che
la sua capacità di fornitura sarà significativamente inferiore a quella che il distributore aveva
ragione di attendersi.
(2) Ai fini del paragrafo (1) si presume che il fornitore preveda ciò che sarebbe ragionevole
attendersi che egli preveda.
(3) Nei contratti di acquisto in esclusiva, le parti non possono escludere l’applicazione di questo
Articolo o derogarvi o modificare i suoi effetti.

IV.E.–5:204: Materiali pubblicitari


Il fornitore deve fornire al distributore, ad un prezzo ragionevole, tutti i materiali pubblicitari di
cui il fornitore dispone e che sono necessari per un’appropriata distribuzione e promozione dei
prodotti.

IV.E.–5:205: La reputazione dei prodotti


Il fornitore deve compiere sforzi ragionevoli per non danneggiare la reputazione dei prodotti.

Sezione 3: Obbligazioni del distributore

IV.E.–5:301: Obbligazione di distribuire


Nei contratti di distribuzione in esclusiva e di distribuzione selettiva il distributore deve, nei
limiti del possibile, fare ogni sforzo ragionevole per promuovere i prodotti.

IV.E.–5:302: Informazione del distributore durante l’adempimento


Nei contratti di distribuzione in esclusiva e nei contratti di distribuzione selettiva, l’obbligazione
di cui all’Art. IV.E.–2:202 (Informazione durante l’adempimento) impone che il distributore
renda disponibili al fornitore le informazioni concernenti:
(a) azioni intentate o minacciate da terzi in relazione ai diritti di proprietà intellettuale del
fornitore;e
(b) violazioni ad opera di terzi dei diritti di proprietà intellettuale del fornitore.

IV.E.–5:303: Avviso da parte del distributore di flessione negativa degli ordini


(1) Nei contratti di distribuzione in esclusiva e nei contratti di distribuzione selettiva, il
distributore deve avvisare in tempo ragionevole il fornitore quando prevede che i propri ordini
saranno significativamente inferiori rispetto a quelli che il fornitore avrebbe ragione di
attendersi.
(2) Ai fini del paragrafo (1) si presume che il distributore preveda ciò che sarebbe ragionevole
attendersi che egli preveda.

IV.E.–5:304: Istruzioni
Nei contratti di distribuzione in esclusiva e nei contratti di distribuzione selettiva, il distributore
deve seguire le ragionevoli istruzioni del fornitore che sono dettate per assicurare l’appropriata
distribuzione dei prodotti o per mantenere la reputazione o il carattere distintivo degli stessi.
IV.E.–5:305: Ispezione
Nei contratti di distribuzione in esclusiva e nei contratti di distribuzione selettiva, il distributore
deve dare al fornitore un accesso ragionevole ai propri locali per consentire al fornitore di
controllare che il distributore si conformi agli standard convenuti nel contratto ed alle
ragionevoli istruzioni impartite.

IV.E.–5:306: La reputazione dei prodotti


Nei contratti di distribuzione in esclusiva e nei contratti di distribuzione selettiva, il distributore
deve compiere sforzi ragionevoli per non danneggiare la reputazione dei prodotti.
PARTE F. CONTRATTI DI MUTUO

IV.F.–1:101: Ambito di applicazione


(1) Questa Parte del Libro IV si applica ai contratti di mutuo diversi da quelli in cui:
(a) un professionista concede un mutuo ad un consumatore;
(b) i diritti del mutuante sono garantiti da un’ipoteca o da un’altra garanzia equivalente su
beni immobili praticata in uno Stato membro o da un diritto su un bene immobile; o
(c) l’obiettivo del mutuo è quello di acquistare o mantenere un diritto di proprietà su un
fondo o su un edificio esistente o progettato.
(2) Il contratto di mutuo è un contratto con cui una parte, il mutuante, si obbliga a mettere a
disposizione dell’altra parte, il mutuatario, un credito di qualunque ammontare per un periodo di
tempo definito o indefinito (durata del mutuo), sotto forma di un prestito pecuniario o di un’apertura
di credito, e il mutuatario si obbliga a restituire il denaro ottenuto, sia che il mutuo sia a titolo
gratuito oppure preveda il pagamento di interessi o altro tipo di remunerazione.
(3) Il mutuo pecuniario è la somma determinata di denaro prestata al mutuatario e che quest’ultimo
si obbliga a restituire, a rate oppure in un’unica soluzione, al termine della durata del mutuo.
(4) L’apertura di credito è un’opzione che consente al mutuatario di prelevare, dal proprio conto
corrente un credito di valore variabile e di ammontare limitato, in eccesso rispetto al saldo
disponibile sul conto. Se non diversamente stabilito, l’apertura di credito è reiterabile, di modo che
il mutuatario può utilizzare tale agevolazione più e più volte.
(5) Un contratto non è qualificabile come contratto di mutuo solo perché dispone il differimento del
pagamento di un’obbligazione pecuniaria, a meno che il mutuatario non sia obbligato a pagare gli
interessi o altri oneri in aggiunta al prezzo.
(6) Le parti possono tuttavia convenire che una somma di denaro dovuta sulla base di una
preesistente obbligazione pecuniaria costituisca oggetto di un contratto di mutuo.

IV.F.–1:102: Obbligazione principale del mutuante


(1) Il mutuante è obbligato a fornire credito al mutuatario per l’ammontare, nel modo e per il
tempo determinabile in base al contratto.
(2) Se il termine entro il quale l'obbligazione deve essere adempiuta non può essere determinato
sulla base delle clausole che la regolano, il mutuante è tenuto a rendere il credito disponibile
entro un lasso di tempo ragionevole dopo la richiesta del mutuatario.

IV.F.–1:103: Obbligazione principale del mutuatario


(1) Nel caso in cui il credito assuma la forma di un mutuo pecuniario, il mutuatario è obbligato ad
assumere il prestito nel modo e per il tempo determinabile in base al contratto.
(2) Se il tempo a partire dal quale decorre il mutuo non è determinabile sulla base del contratto, il
mutuatario è obbligato a ricevere la somma erogata entro un lasso di tempo ragionevole dalla
richiesta del mutuante.

IV.F.–1:104: Interessi
(1) Il mutuatario è tenuto a corrispondere gli interessi o qualsiasi altra forma di remunerazione in
conformità a quanto stabilito dalle clausole del contratto.
(2) Se il contratto non specifica gli interessi da corrispondere, gli interessi sono dovuti eccetto il
caso in cui entrambi siano consumatori.
(3) Gli interessi maturano giorno per giorno dalla data in cui il mutuatario riceve il mutuo
pecuniario o utilizza la concessione di apertura di credito, ma sono esigibili annualmente o, se di
periodo inferiore, al termine della durata del prestito.
(4) Gli interessi, sulla base del precedente comma, si capitalizzano annualmente.

IV.F.–1:105: Mutuo di scopo


Se il contratto destina la concessione del mutuo ad uno scopo specifico, il mutuatario è tenuto,
entro un termine ragionevole dalla richiesta del mutuante, a fornire le informazioni necessarie
per consentire al mutuante di verificare la conformità allo scopo.

IV.F.–1:106: Restituzione anticipata


(1) Il mutuatario può, tramite versamento in conto, a propria discrezione ridurre o estinguere
l'importo preso in prestito nell’ambito di un’apertura di credito.
(2) Il mutuatario ha il diritto di restituire un mutuo pecuniario, in tutto o in parte, in qualsiasi
momento, salvo che in forza del contratto debba pagare gli interessi o qualsiasi altro tipo di
remunerazione dipende dalla durata del prestito.
(3) In caso di qualsiasi altro tipo di mutuo pecuniario, il mutuatario può restituire, in tutto o in
parte, il prestito in qualsiasi momento. Si applicano i commi (4) e (5).
(4) Qualora il contratto di mutuo abbia durata superiore ad 1 anno, o sia a tempo indeterminato, e
preveda un tasso di interesse fisso, il mutuatario ha diritto di restituire in anticipo l’importo
ricevuto a mutuo, in tutto o in parte, ai sensi del comma (3), a condizione di una
comunicazione al mutuante di almeno tre mesi.
(5) In caso di restituzione anticipata di cui al comma (3):
(a) il mutuatario non è tenuto a pagare gli interessi sulla somma dopo averla restituita al
mutuante; e
(b) il mutuante ha diritto al risarcimento per qualsiasi perdita derivante dalla restituzione
anticipata.
(6) Il risarcimento dovuto ai sensi del paragrafo (5)(b) include gli interessi persi e i costi
amministrativi, ma deve tener conto di ogni interesse che il creditore può ricevere prestando
l’importo restituito sul mercato.
PARTE G. GARANZIA PERSONALE

CAPITOLO I: DISPOSIZIONI GENERALI

IV.G.–1:101: Definizioni
Ai fini della presente Parte:
(1) La “garanzia personale accessoria” è l’obbligazione assunta dal garante nei confronti del
creditore al fine di garantire un’obbligazione presente o futura del debitore nei confronti
del creditore e il cui adempimento è dovuto solo se, e nei limiti in cui, è dovuto
l’adempimento di quest’ultima obbligazione;
(2) La “garanzia personale autonoma” è l’obbligazione assunta dal garante a favore del
creditore per finalità di garanzia, la quale è espressamente o tacitamente dichiarata
autonoma dall’obbligazione di un’altra persona nei confronti del creditore;
(3) Il “garante” è la persona che assume l’obbligazione nei confronti del creditore
principalmente a scopo di garanzia;
(4) Il “debitore” è la persona tenuta all’adempimento dell’obbligazione garantita, se
esistente, nei confronti del creditore e nelle norme su obbligazioni asserite, include
l'eventuale debitore apparente;
(5) L’“assunzione cumulativa del debito a scopo di garanzia” è l’obbligazione assunta da
due o più debitori in cui uno di loro, il garante, assume l’obbligazione nei confronti del
creditore principalmente a scopo di garanzia;
(6) La “garanzia globale” è la garanzia personale accessoria che viene prestata per garantire
tutte le obbligazioni del debitore nei confronti del creditore, o il saldo debitorio di un
conto corrente, ovvero una garanzia avente una simile estensione;
(7) Le “garanzie reali” comprendono i diritti di garanzia su qualsiasi tipo di bene, siano essi
mobili o immobili, materiali o immateriali;
(8) L’“obbligazione garantita” è l’obbligazione della quale si garantisce l’adempimento.

IV.G.-1:102: Ambito di applicazione


(1) Questa Parte si applica a qualsiasi tipo di garanzia personale assunta volontariamente e, in
particolare:
(a)alle garanzie personali accessorie, incluse quelle garantite da lettere di patronage
vincolanti;
(b)alle garanzie personali autonome, incluse quelle garantite da lettere di credito stand-
by;
( c) all’assunzione cumulativa del debito a scopo di garanzia.
(2) Questa Parte non si applica ai contratti di assicurazione. Nel caso di un contratto di
assicurazione fideiussoria, questa Parte trova applicazione solo se, e nella misura in cui,
l’assicuratore abbia emesso un documento contenente una garanzia personale a favore del
creditore.
(3) Questa Parte non pregiudica le regole sull’avallo e sulla girata in garanzia dei titoli di
credito, ma trova applicazione in caso di garanzie delle obbligazioni derivanti da tale
avallo o girata in garanzia.
IV.G.-1:103: Accettazione del creditore
(1) Se le parti intendono costituire la garanzia tramite contratto, l’offerta di garanzia si
considera accettata al momento della sua recezione da parte del creditore, salvo che l’offerta
richieda accettazione espressa, o che il creditore, senza irragionevole ritardo, la rifiuti o si riservi
un periodo di tempo per esaminarla.
(2) Una garanzia personale può anche essere assunta tramite atto unilaterale inteso a
vincolare legalmente senza bisogno di accettazione. Le regole di questa Parte si applicano con gli
opportuni adeguamenti.

IV.G.–1:104: Assunzione cumulativa del debito a scopo di garanzia


L´assunzione cumulativa del debito a scopo di garanzia è soggetta alle regole dei Capitoli 1 e 4
e, sussidiariamente, alle regole del Libro III, Capitolo 4, Sezione I (Pluralità dei debitori).

IV.G.–1:105: Pluralità di garanti: responsabilità solidale nei confronti del creditore


(1) Nella misura in cui una pluralità di garanti abbia garantito in via personale il credito della
medesima obbligazione, o una medesima parte di essa, ovvero diversi garanti abbiano
assunto le proprie obbligazioni per il medesimo scopo di garanzia, ciascuno di essi è
responsabile in solido insieme agli altri garanti nei limiti della propria obbligazione nei
confronti del creditore. Questa regola si applica anche qualora tali garanti, nel concedere le
proprie garanzie, abbiano agito indipendentemente.
(2) Il paragrafo (1) si applica, con gli opportuni adeguamenti, qualora il debitore o un terzo
abbiano prestato una garanzia reale in aggiunta alla garanzia personale.

IV.G.–1:106: Pluralità di garanti: regresso interno


(1) Nelle ipotesi disciplinate dagli Articoli precedenti, il regresso tra i diversi garanti a titolo
personale, o tra garanti a titolo personale e reale, è disciplinato dall’Art. III.-4:107
(Regresso tra debitori in solido), salvo quanto previsto dai seguenti paragrafi.
(2) Salvo quanto previsto dal paragrafo (8), la quota proporzionale di ciascun garante, ai
sensi di questo Articolo, è determinata in base alle regole dettate dai paragrafi (3) e (7).
(3) Salvo i garanti abbiano diversamente stabilito, per quanto attiene ai rapporti interni,
ciascuno è responsabile in proporzione al rapporto tra il valore massimo del rischio
assunto da se medesimo e la somma dei rischi assunti da tutti i garanti. Il tempo
determinante è quello della costituzione dell´ultima garanzia.
(4) Per le garanzie personali, il valore massimo del rischio è dato dall´ammontare massimo
pattuito per la garanzia. In mancanza di un accordo sull´ammontare massimo, è decisivo
l´importo dell´obbligazione garantita o, se è stato garantito un conto corrente, il limite di
credito. Se un conto corrente posto a garanzia non ha limiti di credito, ciò che rileva è il
saldo finale.
(5) Per le garanzie reali, il valore massimo del rischio è determinato dall´ammontare massimo
accordato per la garanzia. In mancanza di un accordo sull´ammontare massimo, rileva il
valore dei beni utilizzati come garanzia.
(6) Nel caso in cui l´ammontare massimo di cui al paragrafo (4), primo periodo, o,
rispettivamente, l´ammontare massimo o il valore di cui al paragrafo (5) sia superiore
all´importo garantito al momento della costituzione dell´ultima garanzia, quest´ultimo
importo determina il valore massimo del rischio.
(7) Nel caso di una garanzia personale illimitata a garanzia di un credito illimitato, il valore
massimo del rischio derivante dalle altre garanzie limitate personali o reali, che superino
il saldo finale del credito garantito, è circoscritto al valore di quest´ultimo.
(8) Le regole previste nei paragrafi da (3) a (7) non si applicano alle garanzie reali concesse
dal debitore, né ai garanti che, al tempo della soddisfazione del creditore, non erano
responsabili nei confronti di quest´ultimo.

IV.G.–1:107: Pluralità di garanti: regresso nei confronti del debitore


(1) Il garante che abbia soddisfatto un diritto di regresso di un altro garante è surrogato, in tale
misura, nei diritti dell´altro garante nei confronti del debitore, come acquisiti ai sensi
dell’Art. IV.G.-2:113 (Diritti del garante dopo l’adempimento) paragrafi (1) e (3), inclusi
i diritti di garanzia reale concessi dal debitore. L’Art. IV.G.-2:110 (Riduzione dei diritti
del creditore) si applica con gli opportuni adattamenti.
(2) Quando un garante ha esercitato il diritto di regresso nei confronti del debitore in virtù dei
diritti acquisiti ai sensi dell´Art. IV.G.-2:113 (Diritti del garante dopo l’adempimento)
paragrafi (1) e (3), ovvero ai sensi del paragrafo precedente, inclusi i diritti di garanzia
reale concessi dal debitore, ogni garante ha diritto alla propria quota proporzionale in
base a quanto ricavato dal debitore, così come è definita ai sensi dell’Art. IV.G.-1:106
(Pluralità di garanti: regresso interno) paragrafo (2) e ai sensi dell’Art. III.-4:107
(Regresso tra debitori in solido). L’Art. IV.G.-2:110 (Riduzione dei diritti del creditore),
si applica con gli opportuni adeguamenti.
(3) Salvo espressa previsione contraria, le regole precedenti non si applicano alle garanzie
reali concesse dal debitore.

IV.G.–1:108: Applicazione sussidiaria delle regole in materia di debitori solidali


Se, e nella misura in cui, non trovino applicazione le disposizioni di questa Parte, si
applicheranno in via sussidiaria le regole in materia di pluralità di debitori di cui all’Art. III.-
4:107 (Regresso tra debitori in solido) e all’Art. III.-4:112 (Opponibilità di altre eccezioni nelle
obbligazioni solidali).

CAPITOLO 2: GARANZIA PERSONALE ACCESSORIA

IV.G.–2:101: Presunzione di garanzia personale accessoria


(1) Si presume che qualsiasi obbligazione di pagamento, di adempimento mediante qualsiasi
altra prestazione, o di pagamento di somme a titolo di risarcimento dei danni al creditore,
assunta a scopo di garanzia, costituisca una garanzia personale accessoria, salvo che il
creditore dimostri che si era convenuto diversamente.
(2 ) Si presume che una lettera di patronage vincolante costituisca una garanzia personale
accessoria.

IV.G.–2:102: Carattere dipendente delle obbligazioni a carico del garante


(1) Se e in che misura l’adempimento dell’obbligazione del garante di una garanzia personale
accessoria è dovuto, dipende da se e in che misura sia dovuto l’adempimento
dell´obbligazione del debitore nei confronti del creditore.
(2) L´obbligazione del garante non eccede l´obbligazione del debitore. Questa regola non si
applica se le obbligazioni del debitore sono ridotte o se il debitore è liberato:
(a) in seguito ad una procedura di insolvenza;
(b) in presenza di altri impedimenti dovuti allo stato d´insolvenza; oppure;

(c) di diritto, a causa di eventi che colpiscano la persona del debitore.

(3) Salvo il caso di garanzia globale, se non è stato fissato alcun ammontare della garanzia, e se
lo stesso non può essere dedotto dall´accordo delle parti, l´obbligazione del garante è limitata
all´importo delle obbligazioni garantite al tempo in cui la garanzia è divenuta efficace .

(4) Salvo il caso di garanzia illimitata, qualsiasi accordo fra creditore e debitore, diretto ad
anticipare la scadenza delle obbligazioni garantite, o avente lo scopo di rendere maggiormente
onerosa l’obbligazione tramite il cambio delle condizioni alle quali l’adempimento è dovuto, o
per aumentarne il valore, non incide sull’obbligazione del garante se l’accordo è stato concluso
dopo che l’obbligazione del garante è divenuta efficace.

IV.G.–2:103: Eccezioni del debitore opponibili dal garante

(1) Nei confronti del creditore, il garante può opporre qualsiasi eccezione spettante al debitore
relativa all´obbligazione garantita, anche qualora dette eccezioni non siano più opponibili dal
debitore a causa di atti od omissioni di quest´ultimo che siano avvenuti dopo che la garanzia è
diventata efficace.

(2) Il garante ha diritto di rifiutare l’adempimento dell’obbligazione se:

(a) il debitore è legittimato a recedere dal contratto ai sensi del Libro II, Capitolo 5 (Diritto di
Recesso);

(b) il debitore ha il diritto di sospendere l’adempimento ai sensi dell’Art. III.-3:401 (Diritto di


sospendere l’adempimento dell’obbligazione corrispettiva); o

(c) il debitore è legittimato a far cessare il rapporto contrattuale ai sensi del Libro III, Capitolo 3,
Sezione 5 (Risoluzione).

(3) Il garante non può eccepire il difetto di capacità del debitore, sia costui persona fisica o
giuridica, o l´inesistenza del debitore, se persona giuridica, qualora i fatti rilevanti erano noti al
garante al tempo in cui la garanzia è diventata efficace.

(4) In pendenza del termine entro il quale il debitore ha il diritto di annullare il contratto da cui è
originata l´obbligazione garantita per motivi diversi da quelli di cui al paragrafo precedente, e
qualora il debitore non abbia esercitato tale diritto, il garante è legittimato a rifiutare
l´adempimento dell’obbligazione di garanzia.

(5) Il paragrafo precedente si applica con gli opportuni adattamenti qualora l´obbligazione
garantita sia soggetta a compensazione.

IV.G.–2:104: Estensione della garanzia

(1) La garanzia si estende, nei limiti del suo importo massimo, se previsto, non solo
all´obbligazione principale garantita, ma anche alle obbligazioni accessorie del debitore nei
confronti del creditore, in particolare:

(a) agli interessi contrattuali e agli interessi previsti dalla legge sui ritardi di pagamento;
(b) ai danni, alla penale, o a un pagamento concordato, che siano dovuti in caso di
inadempimento del debitore; e

(c) ai costi ragionevoli per il recupero extra-giudiziale di queste voci.

(2) I costi dei procedimenti legali e delle procedure esecutive contro il debitore sono compresi a
condizione che il garante sia stato informato dell´intenzione del creditore di intraprendere tali
procedimenti con un preavviso sufficiente a consentire al garante di evitare tali costi.

(3) La garanzia globale si estende solo alle obbligazioni sorte da contratti conclusi tra il debitore
ed il creditore.

IV.G.–2:105: Responsabilità solidale del garante

Salvo diversamente stabilito, la responsabilità del debitore e del garante è solidale e pertanto il
creditore può scegliere di chiedere l´adempimento solidale sia al debitore sia, entro i limiti della
garanzia, al garante.

IV.G.–2:106: Responsabilità sussidiaria del garante

(1) Qualora sia stato così convenuto tra le parti, il garante può opporre al creditore il carattere
sussidiario della propria responsabilità. Si presume che una lettera di patronage vincolante
costituisca solo una responsabilità sussidiaria.

(2) Salvo quanto disposto dal paragrafo (3), prima di chiedere l´adempimento dell’obbligazione
del garante, il creditore deve aver tentato in maniera adeguata di ottenere soddisfazione dal
debitore e da eventuali altri garanti, se presenti, che garantiscano la medesima obbligazione, in
via personale o reale, secondo le regole della responsabilità solidale.

(3) Il creditore non è tenuto a cercare di ottenere soddisfazione dal debitore e da qualsiasi altro
garante, ai sensi del paragrafo precedente, se e nella misura in cui sia evidentemente impossibile
o eccessivamente difficoltoso ottenere soddisfazione da tali soggetti. Questa eccezione si applica,
in particolare, se e nella misura in cui sia iniziata una procedura concorsuale o altra procedura
analoga nei confronti di tali soggetti, o se l´apertura di detta procedura non sia possibile per
insufficienza di beni, salvo che non sia disponibile una garanzia reale prestata per la medesima
obbligazione e dalla stessa persona.

IV.G.–2:107: Obbligo di avviso da parte del creditore

(1) Il creditore è tenuto ad avvisare il garante senza ingiustificato ritardo dell´inadempimento o


della difficoltà di pagare del debitore, così come della proroga della scadenza dell´obbligazione
garantita; l’avviso deve includere l´informazione sull´ammontare garantito dell´obbligazione
principale, degli interessi e delle altre obbligazioni accessorie dovute dal debitore al tempo della
comunicazione. Non è necessario un ulteriore avviso di un nuovo inadempimento prima dello
spirare di tre mesi dalla precedente comunicazione. L’avviso non è richiesto se l´inadempimento
si riferisce meramente ad obbligazioni accessorie del debitore, salvo che l´ammontare totale di
tutte le obbligazioni garantite non adempiute abbia raggiunto il cinque per cento dell´ammontare
dell´obbligazione garantita.

(2) Nel caso di garanzia globale, il creditore è tenuto ad avvisare il garante di qualsiasi
incremento stabilito:
(a) ogni volta che tale incremento, a partire dal tempo della costituzione della garanzia,
raggiunga il 20 per cento dell´ammontare originariamente garantito; e

(b) ogni volta che l´ammontare garantito abbia subito un ulteriore incremento del 20 per
cento rispetto all´ammontare garantito alla data in cui è stata o avrebbe dovuto essere
fornita l´ultima informazione ai sensi del presente paragrafo.

(3) I paragrafi (1) e (2) non trovano applicazione se e nella misura in cui il garante conosca, o
avrebbe ragionevolmente dovuto conoscere, tali informazioni.

(4) Nel caso in cui un creditore ometta o ritardi qualsiasi avviso richiesto ai sensi del presente
Articolo, i suoi diritti verso il garante sono ridotti nella misura in cui sia necessario per evitare
che questi subisca perdite come conseguenza del ritardo o dell’omissione.

IV.G.–2:108: Termine per l´esercizio dei diritti derivanti dalla garanzia

(1) Qualora, direttamente o indirettamente, sia stato concordato un termine per l´esercizio dei
diritti derivanti da una garanzia con responsabilità solidale del garante, quest´ultimo è liberato
dalla propria responsabilità dopo la scadenza del termine pattuito. Tuttavia, il garante resta
responsabile nel caso in cui il creditore abbia richiesto l’adempimento del garante dopo la
scadenza dell´obbligazione garantita, ma prima della scadenza del termine della garanzia.

(2) Qualora, direttamente o indirettamente, sia stato concordato un termine per l´esercizio dei
diritti derivanti da una garanzia con responsabilità sussidiaria del garante, quest´ultimo è liberato
dalla propria responsabilità alla scadenza del termine. Tuttavia il garante resta responsabile nel
caso in cui il creditore:

(a) dopo la scadenza dell´obbligazione garantita, ma prima della scadenza del termine,
abbia informato il garante della sua intenzione di pretendere l´esecuzione della garanzia e
di avviare le istanze opportune per ottenere soddisfazione così come stabilito dall´Art.
2:106 paragrafi (2) e (3); e

(b) informi il garante ogni sei mesi sul corso di tali istanze, qualora ciò sia richiesto dal
garante medesimo.

(3) Qualora le obbligazioni garantite scadano alla scadenza del termine della garanzia o nei 14
giorni precedenti, la richiesta di esecuzione garanzia o l´informazione ai sensi dei paragrafi (1) e
(2) possono essere forniti prima di quanto previsto nei paragrafi (1) e (2), ma non più tardi di 14
giorni prima della scadenza del termine della garanzia.

(4) Qualora il creditore abbia adottato le misure dovute ai sensi dei paragrafi precedenti, il limite
massimo della responsabilità del garante è ridotto all´ammontare delle obbligazioni garantite
come definite dall’Art. IV.G._2:104 (Estensione della garanzia) paragrafi (1) e (2). Il tempo
determinante è quello della scadenza del termine pattuito.

IV.G.- 2:109: Limitazione della garanzia senza termine

(1) Qualora non sia stabilito un termine per la garanzia, ciascuna delle parti può limitarne
l´oggetto dandone comunicazione alla controparte con almeno tre mesi di preavviso. La frase che
precede non si applica se la garanzia è limitata a coprire obbligazioni specifiche o obbligazioni
nascenti da contratti specifici.
(2) La comunicazione limita l´oggetto della garanzia alle obbligazioni principali garantite che
sono dovute alla data dell´efficacia della limitazione e alle obbligazioni accessorie garantite
come definite all’Art. IV.G.-2:104 (Estensione della garanzia) (1) e (2).

IV.G.–2:110: Riduzione dei diritti del creditore

(1) Il creditore vede i propri diritti ridotti nei confronti del garante nei limiti in cui ciò sia
necessario a evitare perdite al garante, se e nella misura in cui, per fatto del creditore, il garante
non possa essere surrogato né nei diritti del creditore contro il debitore, né nei diritti di garanzia
personale e reale concessi al creditore da terzi, oppure se il garante non possa essere interamente
rimborsato dal debitore o da eventuali terzi garanti, se vi fossero. Il garante può esercitare il
diritto di rivalsa verso il creditore nel caso in cui il garante stesso avesse già adempiuto.

(2) Il paragrafo (1) si applica solo nei casi in cui il comportamento del creditore disattenda i
canoni di diligenza e prudenza previsti per gli amministratori di società.

IV.G.–2:111: Manleva del garante da parte del debitore

(1) Il garante che abbia assunto una garanzia su richiesta del debitore, ovvero in base ad un
consenso espresso o presunto di quest´ultimo, può pretendere di essere tenuto indenne da parte
del debitore:

(a) se il debitore non ha adempiuto l’obbligazione garantita allorché esigibile; o

(b) se il debitore non è in grado di pagare o ha subito una importante diminuzione


patrimoniale; ovvero

(c) se il creditore ha fatto valere giudizialmente la garanzia nei confronti del garante.

(2) La manleva può essere concessa dietro adeguata garanzia.

IV.G.–2:112: Avviso e richiesta del garante prima dell´ adempimento della prestazione

(1) Prima di adempiere l’obbligazione nei confronti del creditore, il garante deve avvisare il
debitore e richiedere allo stesso informazioni sull´importo non ancora adempiuto
dell´obbligazione garantita e su qualsiasi eccezione o pretesa esistente contro di essa.

(2) Se il garante omette di attenersi a quanto previsto dal paragrafo (1), od omette di sollevare le
eccezioni rese note dal debitore, ovvero conosciute dal garante tramite altre fonti, i diritti del
garante al regresso contro il debitore secondo l’Art. IV.G.-2:113 (Diritti del garante dopo
l’adempimento) sono ridotti della misura necessaria a prevenire perdite del debitore che
discendano da tale mancanza o omissione.

(3) I diritti del garante contro il creditore restano impregiudicati.

IV.G.–2:113: Diritti del garante dopo l’adempimento

(1) Se, e nella misura in cui, il garante ha adempiuto l’obbligazione di garanzia cui era tenuto,
egli ha diritto di regresso nei confronti del debitore. Inoltre, il garante è surrogato, nella misura
indicata nel periodo precedente, nei diritti del creditore verso il debitore. I due diritti sono
concorrenti.

(2) In caso di adempimento parziale dell’obbligazione di garanzia, i diritti parziari residui del
creditore nei confronti del debitore hanno preferenza sui diritti nei quali il garante è stato
surrogato.

(3) In virtù alla surrogazione di cui al paragrafo (1), le garanzie dipendenti e indipendenti,
personali e reali sono trasferite di diritto al garante, nonostante qualsiasi limitazione contrattuale
o esclusione della cedibilità concordata con il debitore. I diritti nei confronti degli altri garanti
possono essere esercitati solo nei limiti di cui all’Art. IV.G.–1:106 (Pluralità di garanti: regresso
interno).

(4) Se il debitore, per incapacità, non è responsabile nei confronti del creditore, ma il garante è
comunque vincolato, questi vede il proprio diritto di rimborso da parte del debitore limitato
all’ammontare dell’arricchimento ottenuto dal debitore attraverso l’operazione conclusa con il
creditore. Questa disposizione si applica anche nel caso in cui il debitore in quanto persona
giuridica non sia venuto ad esistenza.

CAPITOLO 3: GARANZIA PERSONALE AUTONOMA

IV.G.–3:101: Ambito di applicazione

(1) L´indipendenza di una garanzia non è pregiudicata da un semplice riferimento generale ad


un´obbligazione sottostante (inclusa una garanzia personale).

(2) Le disposizioni di questo Capo si applicano anche alle lettere di credito stand-by.

IV.G.–3:102: Avviso al debitore da parte del garante

(1) Al garante è richiesto:


(a) di avvisare immediatamente il debitore se viene ricevuta una richiesta di adempimento e
di dichiarare se, a parere del garante, debba essere adempiuta o meno;
(b) di avvisare immediatamente il debitore se la garanzia è stata adempiuta in accordo con
una richiesta; e
(c) di avvisare immediatamente il debitore se la prestazione è stata rifiutata nonostante una
richiesta e di dichiarare le ragioni del rifiuto.
(2) Se il garante non adempie agli obblighi previsti dal paragrafo (1) i diritti del garante nei
confronti del debitore ai sensi dell’Art. IV.G.-3:109 (Diritti del garante dopo l’adempimento)
sono ridotti della misura necessaria per evitare una perdita al debitore come risultato di tale
inadempimento.

IV.G.–3:103: Adempimento del garante


(1)Il garante è tenuto ad adempiere solo qualora la richiesta in forma testuale di escussione
rispetti esattamente le clausole stabilite nel contratto o in altri atti costitutivi della garanzia.
(2)Salvo diversamente stabilito, il garante può opporre le eccezioni che gli spettano contro il
creditore.
(3)Il garante è tenuto senza indugio, e al massimo entro sette giorni dal ricevimento della
richiesta, in forma testuale, di adempimento:
(a) ad adempiere secondo i termini della domanda; o
(b) ad informare il debitore del rifiuto dell’adempimento, indicando le ragioni del rifiuto.

IV.G.–3:104: Garanzia personale autonoma a prima richiesta

(1) Quando una garanzia personale autonoma è espressamente definita a prima richiesta, o
quando ciò possa essere inequivocabilmente dedotto dai suoi termini, essa è soggetta alla
disciplina prevista negli articoli precedenti, eccetto per quanto stabilito nei paragrafi
seguenti.
(2) Il garante è obbligato ad adempiere solo se la richiesta di escussione del creditore è
accompagnata da una dichiarazione in forma testuale del creditore la quale espressamente
confermi che ciascuna condizione alla quale è subordinata l´esigibilità della garanzia è
soddisfatta.
(3) Non si applica il paragrafo (2) del precedente Articolo.

IV.G.–3:105: Richiesta di escussione manifestamente abusiva o fraudolenta

(1) Il garante non è tenuto ad ottemperare alla richiesta di escussione, se è provato che questa è
manifestamente abusiva o fraudolenta in base a prove effettive.
(2) Se i requisiti del paragrafo precedente sono soddisfatti, il debitore può impedire:
(a) l’adempimento del garante; e
(b) l´emissione o l´utilizzo di una richiesta di escussione da parte del creditore.

IV.G.–3:106: Diritto del garante alla ripetizione

(1) Il garante ha diritto di ripetere dal creditore quanto da costui ricevuto qualora:
(a) le condizioni della richiesta del creditore non si siano realizzate o siano
successivamente venute meno; oppure,
(b) la richiesta del creditore fosse manifestamente abusiva o fraudolenta.
(2) Il diritto del garante alla ripetizione di quanto ricevuto dal creditore è soggetto alla disciplina
del Libro VII (Arricchimento senza causa).

IV.G.–3:107: Garanzie con o senza limiti temporali

(1) Qualora, direttamente o indirettamente, sia stato concordato un termine per l´esercizio dei
diritti derivanti dalla garanzia, il garante resta eccezionalmente responsabile anche dopo
la scadenza del termine, a condizione che il creditore abbia chiesto l’adempimento ai
sensi dell’Art. IV.G.–3:103 (Adempimento del garante) paragrafo (1) o dell’Art. IV.G.–
3:104 (Garanzia personale autonoma a prima richiesta), in un momento in cui era
legittimato a farlo e comunque prima della scadenza del termine della garanzia. Si applica
l’Art. IV.G.-2:108 paragrafo (3) con gli opportuni adattamenti. L´ammontare massimo
della responsabilità del garante è limitato all´importo che il creditore avrebbe potuto
chiedere al tempo della scadenza del termine.
(2) Qualora non sia concordato un termine per la garanzia, il garante può determinare tale
termine dandone comunicazione all´altra parte con almeno tre mesi di preavviso. La
responsabilità del garante è limitata all´ammontare che il creditore avrebbe potuto
richiedere alla data stabilita dal garante. Il presente paragrafo non si applica se la garanzia
è concessa per scopi specifici.
IV.G.–3:108: Trasferimento della garanzia

(1) Il diritto del creditore all´adempimento da parte di un garante può essere delegato in via
convenzionale, o altrimenti trasferito.
(2) Ciononostante, nel caso di una garanzia personale autonoma a prima richiesta, il diritto
all’adempimento non può essere ceduto e neppure trasferito e la richiesta di adempimento può
essere fatta solo dal creditore originario, a meno che la garanzia preveda diversamente. Ciò non
esclude il trasferimento dei proventi derivanti dalla garanzia.

IV.G.–3:109: Diritti del garante dopo l´adempimento

L’Art. IV.G.-2:113 (Diritti del garante dopo l’adempimento) si applica, con gli opportuni
adattamenti, ai diritti che il garante può esercitare dopo l´esecuzione della prestazione di
garanzia.

CAPITOLO 4: DISPOSIZIONI SPECIALI PER LE GARANZIE PERSONALI DEI


CONSUMATORI

IV.G.–4:101: Ambito di applicazione

(1) Salvo quanto previsto dal paragrafo (2), il presente Capo si applica quando una garanzia è
concessa da un consumatore.
(2) Questo Capitolo non trova applicazione se:
(a) anche il creditore è un consumatore; o
(b) il garante consumatore è in grado di esercitare un´influenza rilevante sul debitore,
quando il debitore non è una persona fisica.

IV.G.–4:102: Disposizioni applicabili

(1) La garanzia personale disciplinata dal presente Capo è soggetta alle regole dei Capi 1 e 2,
salvo quanto diversamente stabilito in questo Capitolo.
(2) Le parti non possono, a danno del garante, escludere l’applicazione delle disposizioni di
questo Capitolo, o derogare o alterarne gli effetti.

IV.G.–4:103: Dovere di informazione precontrattuale a carico del creditore

(1) Prima della concessione di una garanzia, il creditore deve rendere noto al futuro garante:
(a) gli effetti generali della garanzia desiderata; e
(b) i rischi specifici ai quali il garante, secondo le informazioni accessibili al creditore,
può essere esposto in considerazione della situazione finanziaria del debitore.
(2) Qualora il creditore sappia o abbia ragione di sapere che, a causa di una relazione di fiducia e
confidenza tra il debitore ed il garante, vi sia un rischio significativo che il garante non
stia agendo liberamente o sulla base di informazioni adeguate, il creditore deve accertarsi
che il garante abbia ricevuto una consulenza indipendente.
(3) Qualora l´informazione ovvero la consulenza indipendente di cui ai paragrafi precedenti non
sia stata fornita almeno cinque giorni prima della sottoscrizione dell´offerta o del
contratto di garanzia da parte del garante, l´offerta può essere revocata, o il contratto
annullato dal garante entro un termine ragionevole a partire dal ricevimento
dell´informazione o della consulenza indipendente. A tal fine cinque giorni sono
considerati termine ragionevole, salvo che le circostanze non suggeriscano diversamente.
(4) Qualora, contrariamente ai paragrafi (1) o (2), non sia fornita alcuna informazione o
consulenza indipendente, il garante può revocare l´offerta o annullare il contratto in
qualsiasi momento.
(5) Se il garante revoca la sua offerta o annulla il contratto ai sensi dei paragrafi precedenti, la
ripetizione di quanto ricevuto dalle parti è disciplinata dal Libro VII (Arricchimento
senza causa).

IV.G.–4:104: Forma

Il contratto di garanzia deve essere redatto in forma testuale su un supporto durevole e deve
essere sottoscritto dal garante. Un contratto di garanzia che non ottemperi ai predetti requisiti di
forma è nullo.

IV.G.–4:105: Natura della responsabilità del garante

Quando si applica il presente Capitolo:


(a) si considera che un accordo mirante a creare una garanzia senza un ammontare
massimo, sia esso una garanzia globale o no, crei una garanzia accessoria con un
ammontare fisso da determinarsi ai sensi dell´Art. IV.G.–2:102 (Carattere
dipendente dell’obbligazione a carico del garante) paragrafo (3);
(b) la responsabilità del garante nel caso di garanzia accessoria è sussidiaria ai sensi
dell’Art. IV.G.–2:106 (Responsabilità sussidiaria del garante), salvo diversamente
stabilito in modo espresso; e
(c) si considera che in un accordo mirante a creare una garanzia autonoma, la
dichiarazione che non dipende dall’obbligazione di un’altra persona dovuta al
creditore è disattesa, e di conseguenza si considera che sia stata creata una
garanzia accessoria, a patto che gli altri requisiti di tale garanzia siano rispettati.

IV.G.–4:106: Obbligazioni del creditore di informazione annuale

(1) A condizione che il debitore vi consenta, il creditore è tenuto ad informare annualmente il


garante circa l´ammontare garantito dell´obbligazione principale, degli interessi, e di altre
obbligazioni accessorie dovute dal debitore alla data dell´informazione. Il consenso del
debitore, una volta prestato, è irrevocabile.
(2) I paragrafi 3 e 4 dell’Art. IV.G.–2:107 (Obblighi di informazione da parte del creditore) si
applicano con gli opportuni adattamenti.

IV.G.–4:107: Limitazione della garanzia sottoposta a termine


(1) Un garante che abbia concesso una garanzia il cui scopo è limitato alle obbligazioni che
nascono, o alle obbligazioni per le quali è dovuto un adempimento, può, in un limite di
tempo concordato, trascorsi tre anni dal momento in cui la garanzia è diventata efficace,
limitarne gli effetti dandone comunicazione al creditore con almeno tre mesi di
preavviso. La statuizione precedente non trova applicazione se la garanzia è limitata a
coprire obbligazioni specifiche, o obbligazioni nascenti da contratti specifici. Il creditore
è tenuto a informare immediatamente il debitore appena riceve comunicazione del limite
della garanzia da parte del garante.
(2) La comunicazione limita l´oggetto della garanzia ai sensi dell’Art. V.G.–2:109
(Limitazione della garanzia sottoposta a termine) paragrafo (2).
PARTE H. DONAZIONE

CAPITOLO 1: AMBITO DI APPLICAZIONE E DISPOSIZIONI GENERALI

Sezione 1: Ambito di applicazione e definizioni

IV.H.-1:101: Contratti rientranti nell’ambito di applicazione


(1) Questa Parte del Libro IV si applica ai contratti di donazione di beni mobili materiali.
(2) Il contratto di donazione di beni mobili materiali è il contratto con cui una parte, il donante, si
obbliga a trasferirne gratuitamente la proprietà ad un’altra, il donatario, con l’intento di arrecare
un vantaggio a quest’ultimo.

IV.H.-1:102: Beni futuri e beni da fabbricare o produrre


(1) In questa Parte del Libro IV il termine “beni mobili materiali” comprende quelli che al tempo
della conclusione del contratto non esistono ancora o devono essere acquistati dal donante.
(2) Un contratto in base al quale una parte si obbliga gratuitamente, e con l’intenzione di
beneficiare l’altra parte, a fabbricare o produrre beni per l’altra parte e trasferirne la proprietà a
quest’ultima deve essere considerato principalmente un contratto di donazione di beni mobili
materiali.

IV.H.-1:103: Applicazione ad altre tipologie di beni


(1) Questa Parte si applica con gli opportuni adattamenti a:
(a) contratti di donazione di denaro;
(b) contratti di donazione di energia elettrica;
(c) contratti di donazione di capitali, azioni, titoli mobiliari con funzione di investimento
e titoli di credito;
(d) contratti di donazione di altre tipologie di beni immateriali, inclusi i diritti di credito ,
i diritti di proprietà industriale e intellettuale ed altri diritti trasferibili;
(e) i contratti che conferiscono gratuitamente diritti su informazioni e dati, inclusi
software e banche dati.
(2) Questa Parte non si applica ai contratti di donazione di beni immobili o di diritti su beni
immobili.

IV.H.-1:104: Applicazione ad impegni unilaterali e donazioni ad effetti reali


Questa Parte si applica con gli opportuni adeguamenti quando il donante gratuitamente, con
l’intento di beneficiare il donatario:
(a) si impegna unilateralmente a trasferire la proprietà di beni mobili materiali al donatario; o
(b) trasferisce immediatamente la proprietà di beni mobili materiali al donatario.

IV.H.-1:105: Donazioni a causa di morte o condizionate alla morte


(1) Questa Parte non si applica nel caso in cui:
(a) l’adempimento dell’obbligazione di trasferire sia dovuta solo alla morte del donante;
(b) il trasferimento o l’obbligazione di trasferire sia soggetta alla condizione sospensiva
della morte del donante; o
(c) il trasferimento o l’obbligazione di trasferire sia sottoposto alla condizione risolutiva
della premorienza del donatario rispetto al donante.
(2) Il paragrafo (1) non si applica se il donante adempie o rinuncia alla condizione prima della
sua morte.

Sezione 2: Gratuità ed intento di beneficiare

IV.H.-1:201: Gratuità
Un’obbligazione di trasferire è a titolo gratuito se è assunta senza remunerazione.

IV.H.-1:202: Operazioni a titolo non completamente gratuito


(1) Se la parte che si obbliga a trasferire riceve o ha diritto ad una remunerazione e l’operazione
è pertanto non completamente a titolo gratuito, il contratto è considerato principalmente quale
contratto di donazione di beni se:
(a) questa parte si obbliga a trasferire con l’intento, inter alia, di beneficiare l’altra parte; e
(b) i valori delle prestazioni sono considerati da entrambe le parti come non
sostanzialmente equivalenti.
(2) Se il contratto rientrante in quanto stabilito dal paragrafo (1) è nullo o annullabile sulla base
di queste regole , ma non lo sarebbe in forza di quelle generali, si applica l’Art. III.-1:110
(Modifica o risoluzione giudiziale per mutamento delle circostanze) con gli opportuni
adeguamenti .
(3) Se, nella fattispecie prevista dal paragrafo (1), una parte esercita il diritto di revoca previsto
in questa Parte, l’Art. IV.H.-4:103 (Conseguenze della revoca) si applica all’intero rapporto
contrattuale. L’altra parte può evitare che la revoca abbia effetto offrendo una ragionevole
remunerazione entro un ragionevole lasso di tempo dalla revoca.

IV.H.-1:203: Intento di beneficiare


Si reputa che il donante abbia intenzione di beneficiare il donatario nonostante egli stesso:
(a) sia obbligato moralmente a trasferire; o
(b) abbia una finalità promozionale.

CAPITOLO 2: FORMAZIONE E VALIDITÀ

IV.H.-2:101: Requisiti di forma


Un contratto di donazione di beni mobili materiali non è valido salvo che la promessa del
donante sia assunta in forma testuale su un supporto durevole e sottoscritta dal donante. Una
firma elettronica che non abbia i requisiti della firma qualificata ai sensi dell’Art. I.-1:107
(“Firma” ed espressioni simili) paragrafo 4, non è sufficiente a tale proposito.
IV.H.-2:102: Eccezioni ai requisiti di forma
Il precedente Articolo non si applica:
(a) in caso di consegna immediata dei beni mobili materiali al donatario o di fattispecie
equivalente a tale consegna, indipendentemente dal fatto che ciò comporti il
trasferimento del diritto di proprietà;
(b) se la donazione è effettuata da un professionista;
(c) se la promessa del donante è esplicitata in una dichiarazione pubblica trasmessa via radio
o televisione o pubblicata a mezzo stampa e non è sproporzionata rispetto alle
circostanze.

IV.H.-2:103: Errore
Il donante può annullare il contratto ove concluso a causa di un errore di fatto o di diritto anche
se i requisiti previsti dall’Art. II.-7:201 (Errore) paragrafo (1)(b) non sono soddisfatti.

IV.H.-2:104: Iniquo sfruttamento


Il donante, che si trovava in una situazione di subordinazione, o era la parte più vulnerabile in un
rapporto fiduciario con il donatario, può annullare il contratto in base all’Art. II.-7:207 (Iniquo
sfruttamento) salvo che il donatario provi di non aver sfruttato la condizione del donante
conseguendo un beneficio eccessivo o un vantaggio notevolmente ingiusto.

CAPITOLO 3: OBBLIGAZIONI E MEZZI DI TUTELA

Sezione 1: Obbligazioni del donante

IV.H.-3:101: Obbligazioni in generale


(1) Il donante è obbligato a:
(a) consegnare beni mobili materiali conformi al contratto; e
(b) a trasferire il diritto di proprietà sui beni come richiesto dal contratto.
(2) Questa Sezione si applica con gli opportuni adattamenti ai frutti acquistati dal momento in
cui l’obbligazione di consegna è dovuta.

IV.H.-3:102: Conformità dei beni


(1) I beni mobili materiali non sono conformi al contratto se non posseggono le qualità che il
donatario potrebbe ragionevolmente aspettarsi tranne se quest’ultimo conosceva difetto di
conformità o si poteva ragionevolmente esigere che ne fosse a conoscenza al momento della
conclusione del contratto.
(2) Nello stabilire quali qualità il donatario potrebbe ragionevolmente attendersi, bisogna
considerare, tra le altre cose:
(a) la natura gratuita del contratto;
(b) la finalità del contratto di donazione conosciuta dal donatario;
(c) se il trasferimento o la consegna dei beni è stata immediata;
(d) il valore dei beni;
(e) se il donante fosse un professionista.
(3) I beni mobili materiali non sono conformi al contratto se non sono della quantità, qualità e
caratteristiche previste dalle clausole contrattuali.
IV.H.-3:103: Diritti o pretese di terzi
I beni mobili materiali non sono conformi al contratto se non sono liberi da qualunque diritto o
pretesa ragionevolmente fondata di terzi salvo che il donatario conoscesse o si potesse
ragionevolmente ritenere che fosse a conoscenza del diritto o della pretesa del terzo.

Sezione 2: Mezzi di tutela del donatario

IV.H.-3:201: Applicazione di regole generali


Se il donante non adempie una qualunque delle proprie obbligazioni previste dal contratto, il
donatario ha diritto ad esperire i mezzi di tutela previsti dal Libro III, Capitolo 3 (Mezzi di tutela
contro l’inadempimento) se non stabilito diversamente in questa Sezione.

IV.H.-3:202: Limitazione al diritto di pretendere l’adempimento forzato


(1) Se i beni mobili materiali non sono conformi al contratto, il donatario non può agire per la
sostituzione o riparazione in base all’Art. III.-3:302 (Adempimento delle obbligazioni non
pecuniarie).
(2) Il donatario non può agire per l’adempimento forzato in base all’Art. III.-3:302
(Adempimento delle obbligazioni non pecuniarie) in caso di beni mobili materiali che devono
essere acquistati dal donante.

IV.H.-3:203: Restituzione in caso di risoluzione


Se il donatario risolve il contratto ai sensi del Libro III, Capitolo 3, Sezione 5 (Risoluzione),
l’Art. III.-3:511 (Casi in cui non si ha restituzione), paragrafo (3) non si applica.

IV.H.-3:204: Esclusione del diritto al risarcimento dei danni in caso di impedimento


(1) Il diritto del donatario al risarcimento dei danni è escluso se l’inadempimento del donante è
dovuto ad un impedimento e se non ci si poteva ragionevolmente aspettare che il donante fosse
in grado di evitare o superare l’impedimento o le sue conseguenze.
(2) I paragrafi (3) e (5) dell’Art. III.-3:104 (Esonero dalla responsabilità per fatto non
imputabile) si applicano di conseguenza
(3) Nel determinare quale impedimento o quali conseguenze ci si poteva ragionevolmente
aspettare che il donante evitasse o superasse bisogna tener conto della natura gratuita del
contratto.
(4) Questo Articolo non incide sulla responsabilità prevista dal Libro VI (Responsabilità
extracontrattuale derivante dal danno causato ad altri).

IV.H.–3:205: Entità del risarcimento dei danni


(1) Il risarcimento dei danni comprende le perdite sofferte dal donatario che abbia agito nella
ragionevole convinzione che il donante avrebbe adempiuto le sue obbligazioni.
(2) Un importo supplementare a titolo di risarcimento dei danni può essere riconosciuto dal
tribunale se ciò sia reputato giusto e ragionevole in base alle circostanze del caso concreto.
(3) Nel determinare che cosa sia giusto e ragionevole in base al paragrafo (2), bisogna
considerare, tra le altre cose e oltre la natura gratuita del contratto:
(a) le dichiarazioni ed i comportamenti delle parti;
(b) la finalità del donante nell’effettuare la donazione; e
(c) le ragionevoli aspettative del donatario.
(4) L’importo complessivo del risarcimento dei danni in base a questo Articolo non può
eccedere una somma tale da porre la parte lesa quanto più possibile nella posizione in cui si
sarebbe trovata se le obbligazioni del donante fossero state regolarmente adempiute.
(5) Questo Articolo non incide sulla responsabilità prevista dal Libro VI (Responsabilità
extracontrattuale derivante dal danno causato ad altri).

IV.H.-3:206: Ritardo nel pagamento di una somma di denaro


Se il pagamento di una somma di denaro è ritardato, il donatario ha diritto agli interessi in base
all’Art. III.-3:708 (Interessi sul ritardo nel pagamento) salvo che l’inadempimento sia giustificato
in base all’Art. III.-3:104 (Esonero dalla responsabilità per fatto non imputabile) o il diritto del
donatario al risarcimento dei danni sia escluso in base all’Art. IV.H.-3:204 (Esclusione del diritto
al risarcimento dei danni in caso di impedimento).

Sezione 3: Obbligazioni del donatario

IV.H.-3:301: Obbligazioni di prendere in consegna e accettare il trasferimento


(1) Il donatario deve prendere in consegna ed accettare il trasferimento del diritto di proprietà.
(2) Il donatario adempie l’obbligazione di prendere in consegna ed accettare il trasferimento
eseguendo tutti gli atti che si potevano ragionevolmente esigere da lui al fine di consentire al
donante di adempiere le obbligazioni di consegna e trasferimento.

Sezione 4: Mezzi di tutela a favore del donante

IV.H.-3:401: Applicazione di regole generali


Se il donatario non adempie una delle obbligazioni previste nel contratto, il donante ha diritto ad
esperire i mezzi di tutela previsti negli Artt. . III.-2:111 (Mancata accettazione del bene), III.-
2:112 (Mancata accettazione del pagamento di una somma di denaro) e Libro III, Capitolo 3
(Mezzi di tutela contro l’inadempimento).

CAPITOLO 4: REVOCA DEL DONANTE

Sezione 1: Revoca in generale

IV.H.-4:101: Irrevocabilità e eccezioni alla regola


I contratti di donazione di beni sono revocabili solo se il diritto di revoca è
(a) previsto nelle clausole del contratto; o
(b) stabilito in base alle disposizioni di questo Capitolo.

IV.H.-4:102: Esercizio e portata del diritto di revoca


(1) Il diritto di revoca del donante deve essere esercitato dandone comunicazione al donatario.
(2) Una dichiarazione di revoca parziale si intende quale revoca dell’intero contratto di
donazione dei beni, se, considerando tutte le circostanze del caso concreto, non è ragionevole
conservare le parti restanti.
IV.H.-4:103: Conseguenze della revoca
(1) Con la revoca prevista in questo Capitolo, le obbligazioni ancora dovute dalle parti si
estinguono. In caso di revoca parziale, la parte rilevante delle obbligazioni ancora dovute si
estingue.
(2) Con la revoca prevista in questo Capitolo, il donatario è obbligato a restituire i beni. I
Capitoli 5 e 6 del Libro VII (Arricchimento senza causa) si applicano con gli opportuni
adattamenti, salvo che sia diversamente previsto in questo Capitolo.

IV.H.-4:104: Termini
Il diritto di revoca in base a questo Capitolo si estingue se la comunicazione di revoca non è data
entro un ragionevole lasso di tempo, avuto riguardo alle circostanze del caso concreto, dopo che
il donante ha conosciuto o possa ragionevolmente ritenersi che conoscesse i fatti rilevanti.

Sezione 2: Diritti di revoca da parte del donante

IV.H.-4:201: Ingratitudine del donatario


(1) Il contratto di donazione di beni mobili materiali può essere revocato se il donatario è
responsabile di grave ingratitudine, per aver commesso intenzionalmente un grave illecito nei
confronti del donante.
(2) La revoca in base a questo Articolo è esclusa se il donante, essendo a conoscenza delle
relative circostanze, perdona il donatario.
(3) Ai fini del paragrafo (1), il tempo ragionevole ai sensi dell’Art. IV.H.-4:104 (Termini) è
almeno pari ad un anno. Se il donante muore prima che sia scaduto il ragionevole periodo di
tempo, la decorrenza del periodo è sospesa finchè la persona legittimata alla revoca non conosca
o possa ragionevolmente ritenersi che conosca i fatti rilevanti.
(4) Ai fini del paragrafo (1), l’eccezione del mancato arricchimento in base all’Art. VII.-6:101
(Mancato arricchimento) non si applica.

IV.H.-4:202: Impoverimento del donante


(1) Il contratto di donazione di beni mobili materiali può essere revocato se il donante non è in
grado di mantenersi tramite il proprio patrimonio o reddito.
(2) Il donante non è nella posizione di mantenersi nel caso in cui:
(a) abbia diritto al mantenimento da parte di un terzo se quest’ultimo fosse nella
condizione di provvedere al mantenimento; o
(b) abbia diritto all’assistenza sociale.
(3) Il diritto di revoca è sospeso se il donatario mantiene il donante nella misura in cui
quest’ultimo ne abbia o ne avrebbe diritto in base al paragrafo (2).
(4) Il donante che non sia in condizione di mantenersi nel senso del paragrafo (1) o che sarà
prossimamente in tale condizione può sospendere l’adempimento di qualsiasi obbligazione
prevista dal contratto che non sia già stata adempiuta. Il paragrafo (3) si applica in maniera
corrispondente al diritto di sospendere l’adempimento. Se il donante sospende l’adempimento, il
donatario può far cessare il rapporto contrattuale.
(5) Questo Articolo si applica anche quando la capacità del donante di soddisfare le obbligazioni
di mantenimento stabilite dalla legge o da una decisione giudiziale, o l’esistenza di queste
obbligazioni, è subordinata all’effettiva revoca di una donazione.
(6) Il diritto di revoca in base a questo Articolo non può essere limitato o escluso dalle parti.

IV.H.-4:203: Residuale diritto di revoca


(1) Il contratto di donazione di beni può anche essere revocato nella misura in cui ulteriori
fondamentali circostanze sulla base delle quali detto contratto è stato stipulato si sono
materialmente modificate dopo la sua conclusione, sempre che quale esito di tale mutamento:
(a) il beneficio del donatario sia manifestamente inappropriato o eccessivo; o
(b) sia manifestamente ingiusto tenere vincolato il donante alla donazione.
(2) Il paragrafo (1) si applica esclusivamente se:
(a) il mutamento delle circostanze non era, al momento della conclusione del contratto,
talmente prevedibile da indurre ragionevolmente a ritenere che il donante avrebbe dovuto
tenerlo in considerazione; e
(b) il rischio di quel mutamento delle circostanze non era stato assunto dal donante.
LIBRO V

GESTIONE DI AFFARI ALTRUI

CAPITOLO 1: AMBITO DI APPLICAZIONE

V. -1:101: Gestione al fine di arrecare vantaggio ad altri

(1) Questo libro si applica nei casi in cui una persona (il gestore) intervenga con l´intenzione
prevalente di arrecare vantaggio ad un’ altra (l´interessato) e
(a) il gestore abbia un motivo ragionevole per agire; o
(b) l´interessato ratifichi la gestione senza incorrere in un ritardo
ingiustificato, tale da poter pregiudicare il gestore.
(2) Il gestore non ha un motivo ragionevole per agire se:
(a) pur avendo una ragionevole opportunità di apprendere la volontà
dell´interessato non se ne cura; oppure
(b) sa, o dovrebbe ragionevolmente sapere, che l´ingerenza è contraria alla
volontà dell´interessato.

V.- 1:102: Gestione al fine di adempiere un dovere altrui

Quando il gestore agisce per adempiere un dovere altrui, con l´intenzione prevalente di arrecare
vantaggio a chi riceve la prestazione, rendendo un adempimento che è dovuto e urgente, in vista
della salvaguardia di un primario interesse pubblico, si considera la persona, il cui dovere è
adempiuto, un interessato ai sensi e per gli effetti di questo Libro.

V.- 1:103: Esclusioni


Le disposizioni di questo Libro non si applicano quando il gestore:
(a) è legittimato ad agire in forza di un’obbligazione contrattuale o di altra natura nei
confronti dell´interessato;
(b) è legittimato ad agire senza il consenso dell´interessato in forza di una norma non
compresa in questo libro, oppure
(c) è obbligato ad agire in forza di un’ obbligazione cui è tenuto verso un terzo.

CAPITOLO 2: DOVERI DEL GESTORE

V.-2:101: Doveri durante la gestione


(1) Durante la gestione il gestore deve:
(a) agire con ragionevole diligenza;
(b) salvi i casi regolati dall’Art. V. -1:102 (Gestione al fine di adempiere un dovere
altrui), agire in un modo che il gestore sappia o possa ragionevolmente ritenere essere
conforme alla volontà dell´interessato e
(c) per quanto sia possibile e ragionevole, informare l´interessato della gestione,
cercare di ottenerne il consenso per gli atti ulteriori.
(2) La gestione non può essere interrotta senza una buona ragione.
V.- 2:102: Riparazione del danno causato dalla violazione di un dovere

(1) Il gestore deve risarcire all’interessato il danno causato dalla violazione di un dovere
previsto in questo Capitolo, se il danno è provocato da un rischio che il gestore ha creato,
aggravato o intenzionalmente fatto perdurare.
(2) La responsabilità del gestore è ridotta o esclusa nella misura in cui sia equo e
ragionevole, avendo riguardo, tra l´altro, ai motivi per cui il gestore abbia agito.
(3) Il gestore che non era pienamente capace al tempo della gestione è tenuto al risarcimento
del danno nei limiti in cui sia a ciò obbligato in forza del Libro VI sulle obbligazioni
extracontrattuali (Responsabilità extracontrattuale derivante dal danno causato ad altri).

V. 2:103: Obbligazioni al termine della gestione

(1) Al termine della gestione, il gestore deve senza ingiustificato ritardo, informare e rendere
conto del suo operato all´interessato, e consegnargli tutto ciò che ha ottenuto quale risultato della
gestione.
(2) Il gestore che non era pienamente capace al tempo della gestione, risponde di quanto
ottenne quale risultato della gestione nei limiti in cui sia responsabile, secondo le regole
contenute nell’ Art. VII-6:101 (Mancato arricchimento).
(3) Si applicano i mezzi di tutela contro l’inadempimento di cui al Libro III, Capitolo 3, ma
la responsabilità di pagare i danni o gli interessi è soggetta alle modifiche indicate nei paragrafi
(2) e (3) dell’Articolo precedente

CAPITOLO 3: DIRITTI E POTERI DEL GESTORE

V.-3:101: Diritto ad essere tenuto indenne o rimborsato


Il gestore che contrae un’obbligazione o sostiene una spesa (con l’impiego di denaro o di altri
beni) ha diritto a essere tenuto indenne o, secondo i casi, ad essere rimborsato, purché
l’obbligazione o la spesa siano da ritenere ragionevoli in vista dello scopo della gestione.

V.- 3:102: Diritto ad un compenso


(1) Il gestore ha diritto ad un compenso nella misura in cui la gestione sia ragionevole e si
svolga nell´ambito della professione o dell´attività commerciale del gestore.
(2) L’ammontare del compenso dovuto, purché sia ragionevole, corrisponde a quanto è
ordinariamente pagato nel tempo e nel luogo della gestione per ottenere una prestazione del tipo
di quella effettuata. Se questo ammontare non risulta, è dovuto al gestore un compenso
ragionevole.

V.-3:103: Diritto alla riparazione


Il gestore che agisce per salvaguardare l´interessato, i suoi beni o interessi da un pericolo, ha
diritto nei confronti dell’interessato a una riparazione per la perdita causata come conseguenza
di un danno alla persona o alle cose subito durante la gestione se:
(a) la gestione ha creato o ha sensibilmente aggravato il rischio di tale danno e
(b) il rischio, per quanto prevedibile, era ragionevolmente proporzionale al
rischio corso dall´interessato.
V.- 3:104: Riduzione o esclusione dei diritti del gestore

(1) I diritti del gestore sono limitati od esclusi se, al tempo della gestione, il gestore non
voleva essere tenuto indenne, rimborsato, remunerato, o risarcito, a seconda dei casi.
(2) I suddetti diritti sono inoltre limitati od esclusi qualora ciò sia equo e ragionevole, avendo
riguardo, tra l´altro, al fatto che il gestore abbia agito per salvaguardare l´interessato in una
situazione di comune pericolo, al fatto che la responsabilità di quest’ultimo sarebbe altrimenti
eccessiva ed al fatto che si possa ragionevolmente ritenere che il gestore ottenga conveniente
riparazione da altri.

V. - 3:105: Obbligazione del terzo di indennizzare o rimborsare l´interessato

Se il gestore agisce per evitare un danno all´interessato, la persona che sarebbe responsabile nei
confronti dell’interessato per il danno causato in base alle norme dei Libro VI è obbligata a
indennizzarlo, o, a seconda dei casi, a rimborsarlo, in rapporto alla responsabilità nei confronti
del gestore.

V.- 3:106: Potere del gestore di agire in nome dell´interessato

(1) Il gestore può compiere affari o altri atti giuridici come rappresentante dell´interessato
nella misura in cui sia ragionevole per arrecare vantaggio a costui.
(2) Tuttavia, un atto giuridico unilaterale compiuto dal gestore come rappresentante
dell´interessato non ha effetto se la persona a cui è diretto lo rifiuti prontamente.
LIBRO VI

RESPONSABILITÀ EXTRACONTRATTUALE DERIVANTE DAL DANNO CAUSATO


AD ALTRI

CAPITOLO 1 : DISPOSIZIONI FONDAMENTALI

VI.-1:101: Regola generale


(1) Chiunque subisca un danno giuridicamente rilevante ha diritto ad una riparazione da parte di
colui il quale, con dolo o con colpa, lo abbia causato o al quale il fatto sia altrimenti imputabile.
(2) Il danno giuridicamente rilevante è imputabile a chi lo ha causato senza dolo né colpa solo
nei casi previsti nel Capitolo 3.

VI.-1:102: Inibitoria
In presenza del pericolo di un danno giuridicamente rilevante, colui che subirebbe il danno ha il
diritto di agire per evitare il suo verificarsi contro la persona che ne sarebbe responsabile,
qualora il danno si verificasse.

VI.-1:103: Ambito di applicazione


L’art. VI.-1:101(Regola generale) e art. VI-1:102 (Inibitoria):
(a) si applicano solo conformemente alle disposizioni di questo Libro;
(b) si applicano sia alle persone fisiche, sia a quelle giuridiche, salvo che sia diversamente
stabilito;
(c) non si applicano qualora la loro applicazione sia in contraddizione con le finalità di altre
disposizioni di diritto privato; e
(d) non pregiudicano il ricorso ad altri mezzi di tutela.

CAPITOLO 2: DANNO GIURIDICAMENTE RILEVANTE

Sezione 1: Disposizioni generali

VI.-2:101: Nozione di danno giuridicamente rilevante


(1)Una perdita, patrimoniale o non patrimoniale, o una lesione, costituiscono un danno
giuridicamente vincolante se:
(a) è previsto da una delle norme di questo Capitolo;
(b) la perdita o la lesione sono conseguenza della violazione di un diritto attribuito dalla
legge;
(c) la perdita o la lesione sono conseguenza della violazione di un interesse meritevole di
tutela giuridica
(2) Nei casi disciplinati solo dai sotto-paragrafi (b) o (c) del paragrafo (1), la perdita o la lesione
costituiscono un danno giuridicamente rilevante solo quando sia equo e ragionevole, secondo le
circostanze, il diritto alla riparazione o all’inibitoria di cui agli artt. 1:101 (Regola generale) o
1:102 (Inibitoria) del Libro IV.
(3) Per stabilire se, nel caso concreto, sia equo e ragionevole il risarcimento o l’inibitoria,
bisogna aver riguardo alla responsabilità del danno, alla natura e alla prossimità di esso rispetto
al fatto, nonché al ragionevole affidamento di colui che lo subisce o lo subirebbe, e alle ragioni
di ordine pubblico e di buon costume.
(4) In questo Libro:
(a) La perdita patrimoniale comprende il mancato reddito o profitto, gli oneri sostenuti e
la diminuzione del valore dei beni
(b) La perdita non patrimoniale comprende la sofferenza psicofisica e il deterioramento
della qualità della vita.

Sezione 2. Casi particolari di danno giuridicamente rilevante

VI.-2:201: Danno alla persona e perdita conseguente


(1)Nel danno alla persona fisica, la perdita conseguente alla lesione dell’integrità fisica o della
salute e la lesione in sé costituiscono danno giuridicamente rilevante.
(2)In questo Libro:
(a) la perdita comprende il costo delle cure mediche nonché le spese ragionevolmente
sostenute per la cura ad opera delle persone prossime della persona danneggiata; e
(b) il danno alla persona comprende la lesione della salute mentale solo quando questa
costituisca una patologia.

VI.-2:202: Perdita subita in conseguenza della lesione personale o della morte di terzi
(1) La perdita non patrimoniale subita da una persona a causa della morte o del danno
all’integrità fisica di un’altra, costituisce un danno giuridicamente rilevante qualora esse siano
legate da una relazione personale particolarmente stretta.
(2) Quando il danno alla persona causa la morte della stessa:
(a) la risarcibilità del danno giuridicamente rilevante prodotto alla persona deceduta a
causa della lesione fino al momento della morte si trasmette ai suoi aventi diritto;
(b) le spese funebri ragionevoli costituiscono danno giuridicamente rilevante per chi le ha
sostenute; e
(c) la perdita del mantenimento o degli alimenti costituisce danno giuridicamente rilevante
per la persona fisica che beneficiava della prestazione per disposizione di legge, o ne
avrebbe beneficiato in assenza della morte dell’obbligato, e per la persona cui il de cuius
prestava assistenza materiale ed economica

VI.-2:203 Violazione della dignità, della libertà e della riservatezza


(1) La perdita subita da una persona fisica quale conseguenza della violazione della propria
dignità, così come del diritto alla propria libertà e riservatezza, e la lesione in sé, costituiscono un
danno giuridicamente rilevante.
(2) La perdita subita da una persona in conseguenza della lesione della sua reputazione e la
lesione in sé costituiscono, inoltre, un danno giuridicamente rilevante, qualora il diritto nazionale
disponga in tal senso.
VI.-2:204: Perdita derivante da comunicazione di informazioni inesatte riguardanti un
terzo
Costituisce un danno giuridicamente rilevante la perdita subita da una persona, a causa della
comunicazione di un’informazione che la riguarda, quando chi la fornisce la conosce, o dovrebbe
ragionevolmente conoscerla, come inesatta.

VI.- 2:205: Perdita derivante da violazione del dovere di riservatezza


Costituisce un danno giuridicamente rilevante la perdita provocata ad una persona, a causa della
comunicazione di un’informazione che, per sua natura o per le circostanze in cui è stata ottenuta,
era, o avrebbe dovuto essere, riconosciuta come riservata dalla persona che la fornisce.

VI.-2:206: Perdita dovuta alla violazione della proprietà o del possesso legittimo
(1) Costituisce un danno giuridicamente rilevante la perdita subita da una persona che sia
conseguenza della violazione della sua proprietà o del suo possesso legittimo su un bene mobile
o immobile.
(2) In questo Articolo:
(a) la perdita comprende la privazione dell’uso della proprietà;
(b) la violazione del diritto di proprietà comprende la distruzione o il deterioramento della
cosa oggetto del diritto (danno alle cose), la disposizione di tale diritto, l’interferenza con il suo
uso e qualsiasi altra turbativa all’esercizio del diritto.

VI.-2:207: Perdita dovuta all’affidamento su consigli o informazioni inesatte


Costituisce un danno giuridicamente rilevante la perdita subita da una persona che abbia preso
una decisione facendo ragionevole affidamento su di un parere o un’informazione inesatta se:
(a) il parere o l’informazione sono forniti da una persona nell’esercizio di una professione
o nell’ambito di un rapporto commerciale; e se
(b) colui che fornisce il parere o l’informazione sapeva, o avrebbe dovuto ragionevolmente
sapere, che il destinatario dell’informazione avrebbe fatto affidamento sulle informazioni per
decidere.

VI.-2:208: Perdita dovuta all’illegittimo pregiudizio arrecato ad un’attività commerciale o


professionale
(1) Costituisce un danno giuridicamente rilevante la perdita economica subita da una persona
illegittimamente ostacolata nell’esercizio della sua attività professionale o commerciale.
(2) In presenza di concorrenza sleale, costituisce danno giuridicamente rilevante anche la perdita
subita dal consumatore, qualora il diritto dell’Unione Europea o quello nazionale lo preveda.

VI.-2:209 Oneri in cui incorre lo Stato in seguito a danno ambientale


Costituiscono un danno giuridicamente rilevante per lo Stato o le autorità coinvolte le spese
sostenute dallo Stato, o da altri enti pubblici competenti, per il ripristino degli elementi
dell’ambiente naturale – quali aria, acqua, suolo, flora o fauna - che siano stati stato danneggiati
in maniera rilevante.

VI.–2:210: Perdita derivante da falsa rappresentazione dolosa


(1) Fatte salve le altre disposizioni di questa Sezione, costituisce danno giuridicamente rilevante
la perdita causata ad una persona dal dolo del terzo, attuato sia con dichiarazioni che con
comportamenti.
(2) La dichiarazione o il comportamento sono dolosi quando sono formulati o tenuti con la
consapevolezza o la convinzione che siano ingannevoli, cioè diretti ad indurre l’altra parte in
errore.

VI.–2:211: Perdita a seguito di induzione all’inadempimento


Fatte salve le altre disposizioni di questa Sezione, costituisce un danno giuridicamente rilevante
l’aver indotto l’obbligato all’inadempimento della prestazione solo se:
(a) l’obbligazione non adempiuta era rivolta a favore di chi ha subito la perdita; e
(b) la persona che ha indotto l’inadempimento
(i) voleva che il terzo non adempisse l’obbligazione; e
(ii) non ha agito per proteggere legittimamente un proprio interesse.

CAPITOLO 3: CRITERI DI IMPUTAZIONE DELLA RESPONSABILITÀ

Sezione 1: Dolo e colpa

VI.–3:101: Dolo
Una persona causa un danno giuridicamente rilevante con dolo quando:
(a) agisce con la volontà di causare quel genere di danno; o
(b) agisce sapendo che il suo comportamento provoca, o quasi certamente provocherà, quel
genere di danno.

VI.–3:102: Colpa
Una persona provoca con colpa un danno giuridicamente rilevante quando pone in essere un
comportamento che:
(a) non è conforme a quel particolare criterio di diligenza che una disposizione di legge
prevede a protezione del danneggiato; oppure
(b) è inferiore alla diligenza che in quelle circostanze ci si attende da una persona
ragionevolmente diligente.

VI.-3:103: Persone minori di diciotto anni


(1) Il minore di diciotto anni può essere responsabile del danno, secondo l’Art. 3:102 (Colpa)
sotto-paragrafo (b), solo se questi non ha agito con quella diligenza che ci si può attendere da
una persona ragionevolmente diligente della medesima età nelle medesime circostanze.
(2) Una persona di età inferiore ai sette anni, non risponde né a titolo di dolo, né di colpa.
(3) Tuttavia, i paragrafi (1) e (2) non si applicano se:
(a) la persona danneggiata non può ottenere la riparazione da altri, con i mezzi di tutela
previsti in questo Libro, e
(b) la responsabilità di effettuare la riparazione del danno è equa, avuto riguardo alle
condizioni economiche delle parti e ad ogni altra circostanza del caso.
VI.-3:104: Responsabilità per il danno causato da minori o da persone sottoposte a
sorveglianza
(1) I genitori o il tutore del minore di quattordici anni rispondono del danno giuridicamente
rilevante da questi causato con un comportamento che sarebbe doloso o colposo se fosse quello
di un adulto.
(2) L’istituto scolastico o l’ente tenuto alla sorveglianza risponde del danno causato ai terzi dalla
persona ad esso affidata se:
(a) causa un danno alla persona, una perdita ai sensi dell’Art.VI.-2:202 (Perdita subita in
conseguenza della lesione personale o della morte di terzi) o un danno alle cose;
(b) la persona che la scuola o l’ente devono sorvegliare ha causato il danno con dolo o
colpa o, nel caso di una persona minore di diciotto anni, con un comportamento che sarebbe
doloso o colposo se fosse quello di un adulto; e
(c) era prevedibile che la persona sottoposta a sorveglianza causasse quel danno.
(3) Tuttavia, colui che sarebbe responsabile in base a questo Articolo non risponde del danno se
prova che non vi è stato difetto di sorveglianza.

Sezione 2: Imputabilità del danno in assenza di dolo o colpa

VI.–3:201: Responsabilità per il danno causato dai lavoratori subordinati e dai


rappresentanti
(1) Colui che assume, o comunque incarica altri, risponde dal danno occorso ad un terzo quando
la persona assunta o incaricata:
(a) ha causato il danno durante l’orario di lavoro o nello svolgimento dell’incarico; e
(b) ha causato il danno con colpa o dolo, o è comunque responsabile per aver causato il
danno.
(2) Il paragrafo (1) si applica con gli opportuni adeguamenti anche alle persone giuridiche per il
danno causato ai terzi dal legale rappresentante della persona giuridica. Ai fini di questo
paragrafo, legale rappresentante è colui che è legittimato dallo statuto a porre in essere atti
giuridici per conto della persona giuridica.

VI.–3:202: Responsabilità per il danno causato da un immobile pericoloso


(1) La persona che esercita in modo indipendente il controllo su un immobile risponde del danno
alla persona e della perdita conseguente, ella perdita di cui all’Art. VI.- 2:202 (Perdita subita in
conseguenza della lesione personale o della morte di terzi), e della perdita conseguente al danno
alle cose (diverse dall’immobile in sé considerato) dovuti alle condizioni dell’immobile, inferiori
alla sicurezza che una persona all’interno o in prossimità dell’immobile si attenderebbe, inclusi:
(a) la natura dell’immobile
(b) l’accesso all’immobile; e
(c) il costo necessario ad evitare che l’immobile si trovi in tale stato.
(2) Il controllo su di un immobile è indipendente se è ragionevole imporre alla persona che lo
esercita il dovere di impedire il verificarsi del danno nell’ambito di applicazione di questo
Articolo.
(3) Si presume che il proprietario dell’immobile eserciti in maniera indipendente il controllo
sull’immobile, salvo che provi che altri eserciti in maniera indipendente il controllo.
VI.–3:203: Responsabilità per il danno causato da animali
Il custode di un animale risponde del danno alla persona e della perdita conseguente nonché della
perdita di cui all’Art. VI.- 2:202 (Perdita subita in conseguenza della lesione personale o della
morte di terzi), e della perdita derivante dal danno alle cose.

VI.–3:204: Responsabilità per il danno causato da prodotti difettosi


(1) Il produttore risponde del danno alle persone e della perdita conseguente, della perdita di cui
all’Art. VI.-2:202 (Perdita subita in conseguenza della lesione personale o della morte di terzi), e,
nei confronti dei consumatori, del danno alle cose (diverse dal prodotto in sé considerato) causati da
un difetto del prodotto.
(2) Di tale danno risponde colui che importa il prodotto nello Spazio Economico Europeo per la
vendita, locazione, locazione finanziaria o distribuzione nell’esercizio della propria impresa.
(3) Del danno risponde il fornitore del prodotto se:
(a) il produttore non può essere identificato; o
(b) nel caso di un prodotto importato, qualora il prodotto non indichi l’identità
dell’importatore (sia o meno indicato il nome del produttore), a meno che il fornitore non comunichi
al danneggiato entro un tempo ragionevole l’identità del produttore o di colui che a sua volta gli ha
fornito il prodotto.
(4) Non risponde del danno secondo questo Articolo chi prova che:
(a) non ha messo in circolazione il prodotto;
(b) è probabile che il difetto che ha causato il danno non esistesse al momento in cui il prodotto è
stato messo in circolazione;
(c) il prodotto non è stato fabbricato per la vendita o qualsiasi altra forma di circolazione
commerciale né fabbricato o distribuito nell’esercizio di un’impresa;
(d) il difetto è dovuto alla conformità del prodotto a norme imperative;
(e) lo stato delle conoscenze scientifiche e tecniche al momento in cui il prodotto è stato messo in
circolazione non permetteva di scoprire l’esistenza del difetto, o
(f) nel caso della fabbricazione di un componente, il difetto è dovuto:
(i) alla concezione del prodotto in cui il componente è stato incorporato
(ii) alle istruzioni date dal fabbricante del prodotto finito.
(5) “Produttore” è :
(a) il fabbricante, nel caso di un prodotto finito o di un componente;
(b) nel caso della materia prima, la persona che la estrae o la ricava e
(c) chiunque, apponendo il proprio nome, marchio, o altro segno distintivo sul prodotto, si
presenta come produttore dello stesso.
(6) “Prodotto” è un bene mobile, anche quando costituisce parte di un altro bene mobile o immobile,
nonché l’elettricità.
(7) Un prodotto è difettoso se non offre la sicurezza che si può legittimamente esigere, tenuto conto
delle circostanze; di esse in particolare:
(a) la presentazione del prodotto;
(b) l’uso al quale il prodotto può essere ragionevolmente destinato; e
(c) il momento della messa in circolazione del prodotto,
tuttavia un prodotto non è difettoso per il solo fatto che un prodotto più perfezionato sia stato messo
in circolazione successivamente.
VI.–3:205: Responsabilità per il danno causato dai veicoli a motore
(1) Il custode di un veicolo a motore risponde del danno alla persona e della perdita conseguente,
della perdita di cui all’Art. VI.-2:202 (Perdita subita in conseguenza della lesione personale o
della morte di terzi) e della perdita derivante da un danno alle cose (diverse dal veicolo e dal suo
carico) occorso in un incidente stradale verificatosi nell’utilizzo del veicolo.
(2) Per “veicolo a motore” si intende qualsiasi veicolo azionato da una forza meccanica,
destinato al trasporto terrestre, esclusi i veicoli che procedono su rotaia, e qualsiasi rimorchio, sia
o meno agganciato alla motrice.

VI.–3:206: Responsabilità per il danno causato da sostanze o emissioni pericolose


(1) Il custode di una sostanza o l’operatore di un impianto risponde del danno alla persona e della
perdita conseguente causata da tale sostanza o dall’emissione dell’impianto, della perdita di cui
all’Art. VI.-2:202 (Perdita subita in conseguenza della lesione personale o della morte di terzi), della
perdita derivante dal danno alle cose e delle spese di cui all’Art. VI.-2:209 (Oneri in cui incorre lo
Stato in seguito a danno ambientale), se:
(a) era altamente probabile che, in mancanza di un controllo adeguato, la sostanza o
l’emissione avrebbero causato tale danno, avuto riguardo alla quantità e qualità della sostanza; e
(b) il danno è conseguenza della realizzazione di quel pericolo.
(2) Il termine “sostanza” comprende le sostanze chimiche (solide, liquide o gassose).
I microorganismi sono considerati sostanze.
(3) Il termine “emissione” comprende:
(a) il rilascio o la fuga di sostanze,
(b) la conduzione di elettricità,
(c) il calore, la luce e altre radiazioni,
(d) il rumore e altre vibrazioni, e
(e) altri effetti non tangibili sull’ambiente.
(4) Il termine “impianto” comprende gli impianti mobili, gli impianti in costruzione e quelli non in
funzione.
(5) Tuttavia non risponde del danno secondo questo Articolo colui che:
(a) è custode della sostanza o gestisce l’impianto per scopi estranei alla sua impresa o
professione; o
(b) prova che non c’è stata violazione delle disposizioni di legge che stabiliscono le misure
di controllo della sostanza o di gestione dell’impianto.

VI.-3:207: Altre ipotesi di responsabilità


Una persona è altresì responsabile per aver causato un danno giuridicamente rilevante qualora
previsto dal diritto nazionale, se il danno:
(a) si riferisce ad una fonte di pericolo non disciplinata negli articoli compresi tra gli Artt.
VI.-3:104 (Responsabilità per il danno causato da minori o persone sottoposte a sorveglianza) e
VI.-3:205 (Responsabilità per il danno causato da veicoli a motore);
(b) riguardi sostanze o emissioni; o
(c) il diritto nazionale non applichi l’Art. VI.-3:204 (Responsabilità per danno causato da
prodotto difettoso) paragrafo (4) (e).

VI.-3:208: Abbandono
Ai fini di questa Sezione, una persona è responsabile di un immobile, veicolo, sostanza o
istallazione anche se li abbandona, fino al momento in cui un altra eserciti un controllo
indipendente o ne diventi custode o operatore. Questa norma si applica analogamente, per quanto
ragionevole, anche al custode di un animale.

CAPITOLO 4: NESSO DI CAUSALITÀ

VI.-4:101: Regola generale


(1) Una persona causa un danno giuridicamente rilevante ad un’altra se il danno è conseguenza:
(a) del comportamento di quella persona; o
(b) di una fonte di pericolo di cui quella persona è responsabile.
(2) Nei casi di danno alla persona o di morte, non rileva la predisposizione della persona lesa al
genere e alla gravità della lesione subita.

VI.-4:102: Collaborazione
Si considera che abbia causato un danno giuridicamente rilevante chi partecipi con altri, li istighi
o li assista in maniera significativa a causare quel danno.

VI.-4:103: Cause alternative


Quando un danno giuridicamente rilevante può essere stato causato da un fatto o da una serie di
fatti imputabili a persone diverse ed è accertato che il danno è stato causato da una di queste ma
non da quale, si presume, fino a prova contraria, che sia responsabile ogni persona alla quale è
imputato uno di tali fatti.

CAPITOLO 5: CAUSE DI GIUSTIFICAZIONE

Sezione 1: Consenso o comportamento del danneggiato

VI.-5:101: Consenso e assunzione del rischio


(1) Costituisce causa di giustificazione il consenso validamente prestato dal danneggiato a subire
il danno giuridicamente rilevante che sia consapevole o dovrebbe essere consapevole delle
conseguenze di tale consenso.
(2) Costituisce altresì causa di giustificazione l’esposizione volontaria del danneggiato al rischio
conosciuto del danno che si è verificato e che si debba ritenere da lui accettato.

VI.–5:102: Concorso di colpa e imputabilità


(1) Quando la colpa della persona che subisce il danno ha concorso al suo verificarsi o ad
incrementarne la misura, la riparazione deve essere ridotta secondo il grado della colpa.
(2) Tuttavia non rilevano:
(a) la colpa trascurabile del danneggiato;
(b) il contributo causale trascurabile del comportamento del danneggiato o del fatto ad esso
imputabile; e
(c) il concorso di colpa del danneggiato nel causare il danno alla persona derivante da
circolazione di veicoli a motore, salvo che si tratti di colpa grave in relazione alle
circostanze.
(3) I paragrafi (1) e (2) si applicano rispettivamente quando una persona di cui il danneggiato è
responsabile ai sensi dell’Art VI. 3-201 (Responsabilità per i danni causati dai lavoratori
subordinati e dai rappresentanti) concorre con la propria colpa a causare l’evento o ad
incrementare la misura del danno.
(4) Il risarcimento è parimenti diminuito se e in quanto un’altra fonte di pericolo della quale il
danneggiato è responsabile ai sensi del Capitolo terzo (Criteri di imputazione della
responsabilità) concorre al verificarsi dell’evento o ad incrementare la misura del danno.

VI.–5:103: Danno causato dall’autore di un reato a colui che concorre nel reato
Non è risarcibile il danno causato involontariamente durante la commissione di un reato ad un’altra
persona che concorre nel reato o comunque partecipa alla sua commissione, se il diritto alla
riparazione è contrario all’ordine pubblico e al buon costume.

Sezione 2: Interessi di persone a cui il fatto sia imputabile o di terzi

VI.-5:201: Esercizio di un diritto


Costituisce causa di giustificazione il fatto che il danno sia arrecato nell’esercizio di un diritto.

VI.–5:202: Legittima difesa, gestione d’affari altrui e stato di necessità


(1) Costituisce causa di giustificazione l’aver causato un danno giuridicamente rilevante nella
ragionevole difesa di un diritto o di un interesse meritevole di tutela giuridica del quale il
danneggiante sia titolare, o sia titolare un terzo, se il danneggiato ha messo in pericolo il diritto o
l’interesse protetto. Ai fini di questo paragrafo, l’Art.VI.-3:103 (Persone minori di diciotto anni)
deve essere disapplicato.
(2) La stessa regola si applica al danno giuridicamente vincolante causato dal gestore d’affari altrui
all’interessato quando non vi sia stata violazione delle obbligazioni del gestore.
(3) Quando una persona causa un danno giuridicamente rilevante al patrimonio di un’altra in una
situazione di pericolo imminente di danno alla vita, all’integrità fisica o alla libertà al fine di
difendere sé stessa o un terzo, al danneggiato non spetta la riparazione, bensì un ragionevole
indennizzo.

VI.–5:203: Tutela dell’interesse pubblico


Costituisce causa di giustificazione il causare un danno giuridicamente rilevante per la necessità di
proteggere i valori fondamentali della società democratica, in particolare quando il danno è causato
divulgando informazioni attraverso i mezzi di comunicazione.

Sezione 3: Incapacità di controllo


VI.–5:301: Incapacità psichica
(1) Una persona psichicamente incapace al momento in cui ha causato il danno giuridicamente
rilevante è responsabile solo se ciò appare equo, con riguardo alle condizioni economiche
dell’incapace stesso e delle altre circostanze del caso. La responsabilità è limitata ad un ragionevole
indennizzo.
(2) Una persona si considera psichicamente incapace se manca di discernimento sufficiente per
capire la natura del proprio comportamento, salvo che tale mancanza sia conseguenza di un
precedente comportamento reprensibile

VI.-5:302:Forza maggiore
Costituisce causa di giustificazione il fatto che ha causato un danno giuridicamente rilevante,
provocato da un evento anomalo che non può essere evitato con alcuna misura ragionevole e che
non costituisce rischio imputabile.

Sezione 4: Esclusione e limitazione contrattuale della responsabilità

VI.–5:401: Esclusione e limitazione contrattuale della responsabilità


(1) Non può essere esclusa o limitata la responsabilità per aver causato intenzionalmente un danno
giuridicamente vincolante.
(2) Non può essere esclusa o limitata la responsabilità per aver causato intenzionalmente un danno
giuridicamente vincolante in presenza di una grave violazione degli standard di diligenza
chiaramente richiesti dalle circostanze:
(a) con riguardo al danno alla persona (inclusa la lesione da cui deriva la morte), o
(b) se l’esclusione o la limitazione della responsabilità è altrimenti illecita o contraria alla
buona fede e alla correttezza.
(3) La responsabilità per danno da prodotto difettoso (Art. VI.-3:204 Responsabilità per danno
causato da prodotto difettoso) non può essere ridotta o esclusa.
(4) Negli altri casi regolati da questo Libro, la responsabilità può essere esclusa o ridotta, salvo che
la legge non preveda diversamente.

Sezione 5: Perdita di cui all’Art. VI.-2:202 (Perdita subita in conseguenza della lesione
personale o della morte di terzi)

VI.–5:501: Estensione ai terzi delle cause di giustificazione opponibili nei confronti del
danneggiato
Le cause di giustificazione opponibili nei confronti del danneggiato sono opponibili anche nei
confronti di coloro che hanno subito una perdita ai sensi dell’Art. VI.-2:202 (Perdita subita in
conseguenza della lesione personale o della morte di terzi).

CAPITOLO 6: MEZZI DI TUTELA

Sezione 1: Riparazione in generale


VI.–6:101: Finalità e modi della riparazione
(1) La riparazione ha lo scopo di reintegrare il danneggiato nella posizione in cui si sarebbe
trovato se il danno giuridicamente rilevante non si fosse verificato.
(2) La riparazione può avvenire in denaro (risarcimento) o diversamente nel modo più
opportuno, avuto riguardo al tipo, all’entità del danno e ad ogni altra circostanza.
(3) Nel danno alle cose, il risarcimento deve corrispondere alla diminuzione di valore e non al
costo della riparazione se il costo di questa supera in maniera irragionevole la diminuzione di
valore. Nel caso di animali, questa disposizione si applica solo in quanto sia opportuno nel caso
concreto, avuto riguardo alle ragioni per le quali l’animale era tenuto dal danneggiato.
(4) Quale alternativa al risarcimento ai sensi del paragrafo (1), ma solo quando risulti
ragionevole, la persona alla quale il danno giuridicamente rilevante è imputabile può essere
obbligata alla restituzione dell’arricchimento conseguito in luogo del risarcimento.

VI.-6:102: “De minimis”


Il danno di scarsa importanza non è risarcibile.

VI.–6:103: Compensatio lucri cum damno


(1) Non si verifica compensatio lucri cum damno, salvo sia richiesto da esigenze equitative.
(2) Nel decidere se sia equo e ragionevole prendere in considerazione il vantaggio economico del
danneggiato, bisogna considerare il tipo di danno subito, la ragione per la quale si imputa la
responsabilità alla persona che ha causato il danno e, qualora il vantaggio economico provenga da
un terzo, la ragione del suo conferimento.

VI.–6:104: Pluralità di danneggiati


In caso di pluralità di danneggiati, quando la riparazione del danno verso uno di essi risarcisce
anche il danno subito da un altro, si applicano le disposizioni di cui al Libro III, Capitolo 4,
Sezione 2 (Pluralità di creditori), con gli opportuni adattamenti.

VI.-6:105: Responsabilità solidale


Più persone sono obbligate in solido quando sono responsabili dello stesso danno giuridicamente
rilevante.

VI.-6:106: Cessione della pretesa risarcitoria


Il diritto alla riparazione del danno, compreso il diritto alla riparazione di una perdita non
patrimoniale, può essere ceduto.

Sezione 2: Risarcimento

VI.-6:201: Facoltà di scelta del danneggiato


Il danneggiato può scegliere di impiegare o meno la somma ottenuta a titolo di risarcimento per
il ripristino del suo interesse violato.

VI.–6:202: Riduzione della responsabilità


Tranne che nei casi di responsabilità dolosa, quando sia ritenuto giusto e ragionevole una
persona può essere liberata in tutto o in parte dell’obbligazione di risarcire il danno se la
riparazione integrale del danno risulta sproporzionata rispetto al criterio di imputazione della
responsabilità, alla misura del danno o ai mezzi necessari per evitarlo.

VI.–6:203: Liquidazione del danno


(1) Il risarcimento deve essere liquidato in un’unica soluzione, salvo che ricorra un buon motivo per
un pagamento periodico.
(2) Il diritto nazionale stabilisce le modalità di liquidazione del danno alla persona e della perdita
non patrimoniale.

VI.–6:204: Risarcimento della lesione in sé


La lesione personale in sé va risarcita a prescindere dal risarcimento della perdita patrimoniale o
non patrimoniale.

Sezione 3: Inibitoria

VI.–6:301: Diritto all’inibitoria


(1) L’azione inibitoria è consentita solo nella misura in cui
(a) la riparazione non costituisca un mezzo di tutela adeguato; e
(b) sia ragionevole che colui al quale sarebbe imputato il danno impedisca che questo si
verifichi.
(2) Quando la fonte di pericolo è una cosa o un animale e non è ragionevolmente possibile, per la
persona esposta al pericolo, evitarlo, l’inibitoria comprende il diritto di far eliminare la fonte di
pericolo.

VI.–6:302: Responsabilità per la perdita causata nell’impedire il verificarsi del danno


Chi ha ragionevolmente sostenuto delle spese o ha subito delle perdite per impedire il verificarsi di
un danno il cui pericolo è imminente, o per contenere l’entità del danno, ha diritto al risarcimento
del danno da parte di colui al quale il fatto sarebbe imputabile.

CAPITOLO 7: DISPOSIZIONI ACCESSORIE

VI.-7:101 Diritto costituzionale nazionale


Le disposizioni di questo Libro devono essere interpretate ed applicate in modo che siano
compatibili con le disposizioni costituzionali applicate in giudizio.

VI.-7:102: Disposizioni di legge


Il diritto nazionale stabilisce quali norme giuridiche costituiscono disposizioni di legge.

VI.-7:103: Funzioni sovrane e procedimenti giudiziari


Questo Libro non disciplina la responsabilità di una persona o di un ente che derivi dall’esercizio
di funzioni di diritto pubblico o dall’adempimento di obblighi nel corso di un procedimento
giudiziario.
VI.-7:104: Responsabilità dei lavoratori subordinati, dei datori di lavoro, dei sindacati e
delle associazioni dei datori di lavoro
Questo Libro non disciplina la responsabilità:
(a) dei lavoratori subordinati (sia nei confronti di altri dipendenti, che del datore di lavoro o
di terzi), nell’ambito del rapporto di lavoro;
(b) dei datori di lavoro nei confronti dei lavoratori subordinati nell’ambito del rapporto di
lavoro, e
(c) delle associazioni sindacali e delle associazioni dei datori di lavoro nel corso di conflitti
sindacali.

VI.-7:105 Riduzione o esclusione della responsabilità di risarcire


Se una persona ha diritto ad essere risarcita in tutto o in parte del danno subito da altra fonte, in
particolare da un’assicurazione, un fondo o un altro ente, il diritto nazionale stabilisce se in forza
di tale diritto la responsabilità ai sensi di questo Libro sia limitata o esclusa.
LIBRO VII

ARRICCHIMENTO SENZA CAUSA

CAPITOLO 1: IN GENERALE

VII.–1:101: Regola generale


(1) Chi riceve un arricchimento senza causa a danno di un’altra persona è obbligato nei
confronti di questa a restituire quanto ricevuto.
(2) Questa norma si applica esclusivamente in conformità alle disposizioni del presente Libro.

CAPITOLO 2: QUANDO L’ARRICCHIMENTO E’ SENZA CAUSA

VII.-2:101: Circostanze in cui l’arricchimento è senza causa


(1) L’arricchimento è senza causa salvo che:
(a) chi lo ha ricevuto avesse titolo nei confronti dell’impoverito in forza di un contratto o di
un atto giuridico, di una decisione giudiziale o di una disposizione di legge; oppure
(b) l’impoverito vi avesse acconsentito liberamente e senza errore.
(2) Se il contratto o altro atto giuridico, decisione giudiziale o disposizione di legge di cui al
paragrafo (1)(a) è nullo o annullabile o altrimenti dichiarato retroattivamente inefficace,
l’arricchito non ha titolo a ricevere l’arricchimento.
(3) In ogni caso, chi ha beneficiato dell’arricchimento in forza di una disposizione di legge si
considera avente titolo all’arricchimento esclusivamente nel caso in cui lo scopo della
disposizione sia quello di permettere all’arricchito di trattenerne il valore.
(4) l’arricchimento è altresì senza causa se:
(a) esso è stato conferito dall’impoverito:
(i) per uno scopo che non è stato raggiunto; oppure
(ii) sulla base di un’aspettativa che non si è realizzata;
(b) l’arricchito conosceva, o avrebbe ragionevolmente potuto conoscere, lo scopo o
l’aspettativa; e
(c) l’arricchito ha accettato, o si può ragionevolmente ritenere abbia accettato, che
l’arricchimento dovesse essere restituito in quelle circostanze.

VII.–2:102: Adempimento dell’obbligazione al terzo


L’arricchimento derivante dall’adempimento di un’obbligazione che l’impoverito aveva - o si
supponeva avesse - nei confronti di un terzo, è giustificato se:
(a) l’impoverito ha adempiuto liberamente; oppure
(b) l’arricchimento costituisce mero risultato accidentale dell’adempimento.

VII.–2:103: Libertà del consenso o dell’adempimento


(1) Se il consenso dell’impoverito è viziato da incapacità, dolo, coercizione, minaccia o iniquo
sfruttamento, si considera che costui non abbia acconsentito liberamente.
(2) Se l’obbligazione adempiuta è inefficace a causa di incapacità, dolo, coercizione, minaccia o
iniquo sfruttamento, si considera che l’impoverito non abbia adempiuto liberamente.

CAPITOLO 3: ARRICCHIMENTO E IMPOVERIMENTO

VII.–3:101: Arricchimento
(1) Una persona è arricchita da:
(a) un incremento patrimoniale o una riduzione del debito; oppure
(b) il fatto di ricevere un servizio o un’opera; oppure
(c) il godimento di beni altrui.
(2) per stabilire se e in che misura una persona ha ottenuto un arricchimento non si deve tenere
conto di qualsiasi diminuzione patrimoniale che questi abbia sostenuto in cambio o a seguito
dell’arricchimento.

VII.–3:102: Impoverimento
(1) Una persona subisce un impoverimento a causa:
(a) di una diminuzione patrimoniale o un incremento delle obbligazioni; oppure
(b) della prestazione di un servizio o di un’opera; oppure
(c) della disponibilità da parte di altri del proprio patrimonio.
(2) Per stabilire se ed in che misura una persona ha subito un impoverimento non si deve tener
conto di qualsiasi arricchimento da questa conseguito in cambio o in conseguenza
dell’impoverimento.

CAPITOLO 4: IMPUTAZIONE

VII.–4:101: Circostanze di imputazione


L’arricchimento è imputabile all’altrui impoverimento in particolare quando:
(a) una persona trasferisce un proprio bene all’arricchito;
(b) una persona presta un servizio o un’opera a favore dell’arricchito;
(c) l’arricchito dispone di un bene altrui, in special modo in violazione di diritti o interessi
giuridicamente protetti della persona che subisce l’impoverimento;
(d) al bene dell’arricchito viene apportato un miglioramento a seguito dell’intervento
dell’altro; oppure
(e) l’arricchito è liberato da un’obbligazione grazie all’altra persona.

VII.–4:102: Rappresentanza indiretta


Nel caso in cui un rappresentante compia un atto giuridico per conto del rappresentato ma in
nome proprio, così che il rappresentante, ma non il rappresentato, risulti parte nell’atto giuridico,
qualsiasi arricchimento o diminuzione imputabile al rappresentato dall’atto giuridico o
dall’adempimento delle obbligazioni assunte in forza di esso, deve essere considerato come
arricchimento o diminuzione del rappresentante.
VII.–4:103: Pagamento al creditore apparente e successivo trasferimento in buona fede
(1) L’arricchimento è altresì imputabile all’altrui impoverimento quando il debitore conferisce
l’arricchimento ad un terzo arricchito e in conseguenza di ciò chi ha subito l’impoverimento
perde il suo diritto per lo stesso arricchimento o uno simile nei confronti del debitore.
(2) Il paragrafo (1) trova applicazione in particolare quando una persona, obbligata alla
restituzione dell’arricchimento senza causa nei confronti di chi ha subito l’impoverimento,
trasferisce l’arricchimento stesso ad un terzo in circostanze in cui al debitore spetta un’eccezione
ai sensi dell’Art. 6:101 del presente Libro (Mancato arricchimento).

VII.–4:104: Ratifica del pagamento effettuato al terzo.


(1) Quando il debitore intende liberarsi dal debito pagando ad un terzo, il creditore può ratificare
l’atto.
(2) La ratifica estingue il diritto del creditore nei confronti del debitore nei limiti di quanto
pagato con la conseguenza che l’arricchimento del terzo è commisurabile alla perdita del diritto
vantato dal creditore nei confronti del debitore.
(3) Nei rapporti interni tra il creditore e il terzo la ratifica non equivale ad estinzione del diritto
di credito.
(4) Questo Articolo trova applicazione anche nel caso di adempimento di obbligazioni non
pecuniarie.
(5) L’applicazione di questo Articolo può essere esclusa da altre norme qualora sia stata
instaurata una procedura d’insolvenza o altra procedura concorsuale nei confronti del debitore,
prima della ratifica del creditore.

VII.–4:105: Imputazione risultante dall’atto di un terzo interveniente


(1) L’arricchimento è altresì imputabile all’altrui impoverimento quando un terzo, senza potere,
dispone di un bene altrui in maniera tale che il titolare è privato del bene a vantaggio
dell’arricchito.
(2) Il paragrafo (1) si applica in particolare nel caso in cui, a seguito dell’interferenza o di un
atto di disposizione del terzo, l’impoverito cessa di essere proprietario dei beni e il beneficiario
ne diviene proprietario in forza di un atto giuridico o di una disposizione di legge.

VII.–4:106: Ratifica degli atti del terzo interveniente


(1) Il proprietario di un bene può ratificare l’atto con cui il terzo interveniente intende disporre di
quel bene, o comunque ne dispone in un atto giuridico stipulato con un’altra persona.
(2) L’atto di ratifica ha il medesimo effetto di un atto giuridico compiuto da un rappresentante
munito di potere. Nei rapporti tra colui che compie la ratifica ed il terzo interveniente, l’atto di
ratifica non equivale al consenso per l’utilizzo del bene da parte dell’interveniente.

VII.–4:107: Mancanza di identità di tipo o valore


L’arricchimento può essere imputabile all’altrui impoverimento, sebbene arricchimento e
impoverimento non siano dello stesso tipo o valore.

CAPITOLO 5: RESTITUZIONE DELL’ARRICCHIMENTO


VII.–5:101: Arricchimento trasferibile
(1) Se l’arricchimento è costituito da un bene trasferibile, l’arricchito è tenuto a restituire il bene
all’impoverito.
(2) Qualora il trasferimento del bene comporti un onere o un costo irragionevoli, l’arricchito
può, invece di trasferirlo, scegliere di restituirlo versando l’equivalente in denaro.
(3) Se chi ha ricevuto l’arricchimento non è più in grado di trasferire il bene, questi sarà tenuto a
restituirlo versando l’equivalente in denaro all’impoverito.
(4) Tuttavia, nella misura in cui l’arricchito abbia ottenuto una prestazione sostitutiva, essa
costituisce arricchimento che dovrà essere restituito se:
(a) l’arricchito era in buona fede al tempo della disposizione o della perdita dell’arricchimento
e decide in tal senso; oppure
(b) l’arricchito non era in buona fede al tempo della disposizione o della perdita
dell’arricchimento, l’impoverito decide in tal senso e tale scelta è conforme all’equità.
(5) L’arricchito è in buona fede se non sapeva, né avrebbe ragionevolmente potuto sapere, che
l’arricchimento era o sarebbe probabilmente divenuto senza causa.

VII.–5:102: Arricchimento non trasferibile


(1) Se l’arricchimento non è costituito da un bene trasferibile, l’arricchito è tenuto a restituirlo
versando l’equivalente in denaro a chi ha subito l’impoverimento.
(2) L’arricchito non è tenuto a versare più di quanto risparmiato se:
(a) non aveva acconsentito all’arricchimento; oppure
(b) era in buona fede.
(3) Tuttavia, laddove l’arricchimento sia stato ottenuto in forza di un accordo che stabiliva un
prezzo o un valore per l’arricchimento, l’arricchito è quanto meno tenuto al pagamento di quella
somma nel caso in cui l’accordo sia nullo o annullabile per ragioni non riguardanti la
determinazione del prezzo.
(4) L’applicazione del paragrafo (3) non può comportare l’estensione della responsabilità oltre
l’equivalente in denaro dell’arricchimento.

VII.–5:103: Equivalente in denaro di un arricchimento; risparmio di spesa


(1) Per valore monetario di un arricchimento si intende la somma di denaro che due parti -
prestatore di un servizio e destinatario - seriamente intenzionate a raggiungere un accordo,
avrebbero legittimamente convenuto come prezzo dell’accordo stesso. Se l’accordo prevede il
rimborso delle spese al prestatore del servizio da parte del beneficiario, tale rimborso deve
considerarsi come parte del prezzo.
(2) Per risparmio di spesa si intende una diminuzione patrimoniale o un incremento delle
obbligazioni che l’arricchito avrebbe sostenuto se non avesse beneficiato dell’arricchimento.

VII.–5:104: Frutti e disposizione dell’arricchimento


(1) L’obbligazione di restituzione dell’arricchimento si estende ai frutti e ai proventi
dell’arricchimento o, se inferiore, al risparmio di spesa derivante dai frutti o dai loro proventi.
(2) Tuttavia, se l’arricchito percepisce i frutti o ne dispone in mala fede, l’obbligazione di
restituzione si estende ai frutti e ai loro proventi anche nel caso in cui il risparmio di spesa sia di
minore entità.

CAPITOLO 6: ECCEZIONI
VII.–6:101: Mancato arricchimento
(1) Chi ha ricevuto un arricchimento non è obbligato a restituirlo nel caso in cui egli abbia
subito un impoverimento disponendo dell’arricchimento stesso o in altra maniera (mancato
arricchimento), salvo il caso in cui avrebbe comunque subito l’impoverimento anche in assenza
dell’arricchimento.
(2) Tuttavia il mancato arricchimento non rileva quando:
(a) l’arricchito abbia ottenuto una prestazione sostitutiva;
(b) l’arricchito non era in buona fede al tempo del venir meno dell’arricchimento, a meno che:
(i) l’impoverito avrebbe subito un pregiudizio anche nel caso in cui l’arricchimento fosse
stato restituito: oppure
(ii) l’arricchito era in buona fede al tempo dell’arricchimento, il venir meno
dell’arricchimento si è verificato prima che sorgesse l’obbligazione alla restituzione, ed il
mancato arricchimento risulta dal verificarsi di un rischio del quale l’arricchito non può
essere ritenuto responsabile; oppure
(c) trovi applicazione il paragrafo (3), dell’Art. 5:102 del Libro VII (Arricchimento non
trasferibile).
(3) Se, ai sensi del presente Articolo, all’arricchito spetta un’eccezione nei confronti
dell’impoverito sulla base di un atto di disposizione verso un terzo, qualsiasi diritto
dell’impoverito nei confronti del terzo rimane impregiudicato.

VII.–6:102: Atti giuridici compiuti in buona fede verso terzi


L’arricchito non è altresì obbligato a restituire i benefici conseguiti se:
(a) in cambio di quell’arricchimento egli conferisce un altro arricchimento ad un terzo; e
(b) è in buona fede al tempo del conferimento.

VII.–6:103: Invalidità
Se il contratto o altro atto giuridico in virtù del quale è stato ottenuto l’arricchimento è nullo o
annullabile per violazione di un principio fondamentale (secondo il significato dell’Art. II.-7:301
(Contratti in violazione di principi fondamentali) o di una norma imperativa, l’arricchito non è
obbligato alla restituzione nella misura in cui essa contravvenga lo scopo sottostante al principio
o alla norma.

CAPITOLO 7: RAPPORTO CON ALTRE NORME

VII.–7:101: Altri diritti alla restituzione


(1) Le conseguenze giuridiche di un arricchimento ricevuto in forza di un contratto o di altro atto
giuridico sono regolate da altre disposizioni se queste riconoscono o escludono il diritto alla
restituzione dell’arricchimento nelle ipotesi di recesso, risoluzione, riduzione del prezzo o altro.
(2) Questo Libro non si occupa degli effetti sulla proprietà derivanti dal diritto alla restituzione
dell’arricchimento.
(3) Questo Libro non pregiudica un eventuale diritto alla restituzione fondato su norme
contrattuali o altre norme di diritto privato.
VII.–7:102: Concorso di obbligazioni
(1) Quando alla persona che ha subito l’impoverimento spettano contestualmente:
(a) il diritto ad ottenere la restituzione dell’arricchimento senza causa ai sensi di questo Libro;
e
(b) (i) il diritto al risarcimento (nei confronti di chi ha ricevuto l’arricchimento o di un terzo);
oppure
(ii) il diritto alla restituzione, quale conseguenza dell’arricchimento senza causa, sulla base
di altre norme di diritto privato,
il soddisfacimento di uno di questi diritti riduce gli altri dello stesso ammontare.
(2) la stessa regola trova applicazione quando una persona dispone di un bene appartenente
all’impoverito a profitto di un altro e ai sensi di questo Libro:
(a) chi dispone del bene è responsabile nei confronti di dell’impoverito avuto riguardo
all’atto di disposizione; e
(b) il beneficiario dell’atto di disposizione è responsabile nei confronti dell’impoverito avuto
riguardo all’incremento del proprio patrimonio.

VII.–7:103: Controversie di diritto pubblico


Questo Libro non stabilisce se le norme in esso contenute siano applicabili anche agli
arricchimenti che una persona fisica o giuridica riceve o conferisce nell’esercizio di pubbliche
funzioni.
LIBRO VIII

ACQUISTO E PERDITA DELLA PROPRIETÀ DEI BENI MOBILI MATERIALI

CAPITOLO 1: DISPOSIZIONI GENERALI

Sezione 1: Ambito di applicazione e rapporti con altre disposizioni

VIII.–1:101: Ambito di applicazione


(1) Il presente Libro disciplina l’acquisto, la perdita e la tutela della proprietà dei beni mobili
materiali nonché specifici aspetti a ciò correlati.
(2) Il presente Libro non disciplina l’acquisto o la perdita della proprietà di un bene mobile
materiale per effetto di:
(a) successione universale, quale in particolare disciplinata dal diritto delle successioni e dal
diritto societario;
(b) espropriazione e confisca;
(c) separazione da bene mobile o immobile;
(d) scioglimento della comproprietà, salvo quanto disposto dall’Art. VIII.-2:306 (Consegna
di beni facenti parte di una massa di beni) o dall’Art. VIII.–5:202 (Commistione);
(e) accrescimento della quota del comproprietario superstite o accessione, salvo le ipotesi
disciplinate dalle disposizioni del Capitolo 5 del presente Libro;
(f) surrogazione reale, salvo le ipotesi disciplinate dalle disposizioni del Capitolo 5 del
presente Libro;
(g) occupazione;
(h) ritrovamento; o
(i) abbandono.
(3) Il presente Libro disciplina l’acquisto e la perdita della proprietà di beni mobili materiali per
effetto di una aggiudicazione stragiudiziale ai sensi del Libro IX o di altro provvedimento ad
essa assimilabile. Esso può trovare applicazione, con gli opportuni adeguamenti, all’acquisto e
alla perdita della proprietà di beni mobili materiali per effetto di una aggiudicazione giudiziale o
di altro provvedimento ad essa assimilabile.
(4) Il presente Libro non disciplina:
(a) le partecipazioni in società o i titoli rappresentativi di diritti su beni o di diritti
all’adempimento di un’obbligazione, ad eccezione dei titoli contenenti la promessa di
consegnare beni mobili materiali ai fini di cui all’Art. VIII.–2:105 (Forme equivalenti alla
consegna) paragrafo (4); o
(b) l’energia elettrica.
(5) Il presente Libro disciplina, con gli opportuni adeguamenti, le banconote e le monete aventi
corso legale attualmente in circolazione.

VIII.–1:102: Registrazione dei beni mobili materiali


(1) I casi in cui la proprietà ed il trasferimento della proprietà di determinate categorie di beni
mobili materiali può o deve essere oggetto di registrazione in un pubblico registro sono
determinati dal diritto nazionale.
(2) Gli effetti della registrazione, in conformità con quanto stabilito dal diritto nazionale,
prevalgono sulle corrispondenti disposizioni del presente Libro.
VIII.–1:103: Prevalenza di altre disposizioni
(1) Con riferimento al trasferimento, o alla riserva, della proprietà a scopo di garanzia, trovano
applicazione le disposizioni contenute nel Libro IX, e le stesse prevalgono sulle disposizioni del
presente Libro.
(2) Con riferimento al trasferimento della proprietà in sede di costituzione di un trust, così come
al trasferimento a favore o da parte di un trust, trovano applicazione le disposizioni contenute nel
Libro X, e le stesse prevalgono sulle disposizioni del presente Libro.

VIII.–1:104: Applicazione delle disposizioni contenute nei Libri da I a III


Qualora, secondo le disposizioni del presente Libro, il prodursi di effetti reali derivi da un
accordo, trovano applicazione i Libri dal I al III in quanto applicabili.

Sezione 2: Definizioni

VIII.–1:201: Beni mobili materiali


Per “beni mobili materiali” si intendono i beni mobili corporali. Sono inclusi le navi, i vascelli,
gli hovercraft o gli aeromobili, gli oggetti aerospaziali, gli animali, i liquidi e i gas.

VIII.–1:202: Proprietà
La “proprietà” è il più ampio dei diritti che una persona, il “proprietario”, può vantare su di un
bene, compreso il diritto esclusivo di usare, godere, modificare, distruggere, disporre e
recuperare il bene, nella misura in cui tale diritto sia compatibile con le norme vigenti o con i
diritti conferiti dal proprietario.

VIII.–1:203: Comproprietà
Si ha “comproprietà”, ai sensi del presente Libro, quando due o più comproprietari hanno la
proprietà di quote indivise sull’intero bene mobile materiale e ogni comproprietario può disporre
autonomamente della propria quota, salvo diversamente disposto dalle parti.

VIII.–1:204: Diritti reali limitati


Ai sensi del presente Libro sono diritti reali limitati:
(a) i diritti di garanzia, se qualificati o disciplinati come diritti reali dal Libro IX o dal diritto
nazionale;
(b) i diritti di godimento, se qualificati o disciplinati come diritti reali da altre disposizioni
contenute in queste regole modello o dal diritto nazionale;
(c) i diritti d’acquisto ai sensi dell’Art. VIII.–2:307 (Diritto dell’acquirente in caso di riserva
di proprietà) o se qualificati o disciplinati come diritti reali da altre disposizioni contenute in
queste regole modello o dal diritto nazionale;
(d) i diritti relativi all’istituto del trust, se qualificati o disciplinati come diritti reali dal Libro
X o dal diritto nazionale.

VIII.–1:205: Possesso
(1) Possesso, in relazione ai beni mobili materiali, significa avere il controllo materiale diretto o
indiretto su tali beni.
(2) Il controllo materiale diretto consiste nel controllo materiale esercitato dal possessore
personalmente o per il tramite di un rappresentante nel possesso, il quale esercita tale controllo
per conto del possessore (possesso diretto).
(3) Il controllo materiale indiretto consiste nel controllo materiale esercitato per mezzo di
un’altra persona, che è possessore immediato (possesso indiretto).
VIII.–1:206: Possesso del proprietario-possessore
Il “proprietario-possessore” è colui che esercita il controllo materiale diretto o indiretto su un
bene mobile materiale con l’intenzione di agire in qualità di proprietario o come se lo fosse.

VIII.–1:207: Possesso del possessore immediato


(1) Il “possessore immediato” è colui che esercita il controllo materiale su un bene mobile
materiale:
(a)con l’intenzione di agire nel proprio interesse, e sulla base di uno specifico rapporto
giuridico esistente con il proprietario-possessore, il quale attribuisce al possessore immediato
il diritto al possesso; o
(b)con l’intenzione di agire per conto del proprietario-possessore, sulla base di uno specifico
rapporto contrattuale con quest’ultimo, il quale gli conferisce il diritto di trattenere il bene
finchè il proprietario-possessore non abbia pagato ogni onere o costo.
(2) Il possessore immediato può avere il controllo materiale diretto o indiretto sul bene.

VIII.–1:208: Possesso per il tramite di un rappresentante nel possesso


(1) Il “rappresentante nel possesso” è colui:
(a) che esercita il controllo materiale diretto sul bene mobile materiale per conto del
proprietario-possessore o del possessore immediato senza l’intenzione e lo specifico rapporto
giuridico richiesti ai sensi dall’Art. VIII.–1:207 (Possesso del possessore immediato)
paragrafo (1); e
(b) a cui il proprietario-possessore o il possessore immediato possono dare istruzioni
vincolanti circa l’utilizzo del bene, nel proprio interesse.
(2) Un rappresentante nel possesso può, in particolare, essere:
(a) un dipendente del proprietario-possessore o del possessore immediato o una persona
incaricata di analoghe funzioni; o
(b) una persona cui il proprietario-possessore o il possessore immediato ha conferito per
ragioni di natura pratica il controllo materiale del bene.
(3) È un rappresentate nel possesso anche colui che si trovi accidentalmente nella posizione di
esercitare, ed effettivamente esercita, il controllo materiale diretto sul bene in luogo del
proprietario-possessore o del possessore immediato.

Sezione 3:Ulteriori disposizioni generali

VIII.–1:301: Trasferibilità
(1) Tutti i beni mobili materiali sono trasferibili salvo ove diversamente stabilito dalla legge. Le
limitazioni o i divieti al trasferimento stabiliti da un contratto o altro atto giuridico non
pregiudicano la natura trasferibile del bene.
(2) Il diritto nazionale disciplina l’ipotesi e la misura in cui i frutti non raccolti, gli accessori e le
pertinenze di un bene mobile o immobile sono trasferibili separatamente. Il Capitolo 5 rimane
impregiudicato.

CAPITOLO 2: TRASFERIMENTO DELLA PROPRIETÀ IN FORZA DEL DIRITTO O


DEL POTERE DELL’ALIENANTE

Sezione 1: Requisiti per il trasferimento ai sensi del presente Capitolo

VIII.–2:101: Requisiti generali per il trasferimento della proprietà


(1) Il trasferimento della proprietà dei beni mobili materiali ai sensi del presente Capitolo
richiede che:
(a) il bene esista;
(b) il bene sia trasferibile;
(c) l’alienante abbia il diritto o il potere rappresentativo di trasferire la proprietà;
(d) l’acquirente abbia titolo nei confronti dell’alienante a vedersi trasferita la proprietà
consistente in un contratto o altro atto giuridico, decisione giudiziale o norma di legge; e
(e) vi sia un accordo circa il momento in cui la proprietà debba passare e le condizioni di tale
accordo si siano avverate, o in assenza di un tale accordo abbia avuto luogo la consegna, o
suo equivalente, del bene.
(2) Ai fini di cui al paragrafo (1)(e) la consegna, o suo equivalente, deve basarsi su, o riferirsi a,
un titolo consistente in un contratto o altro atto giuridico, decisione giudiziale o norma di legge.
(3) Qualora il contratto o altro atto giuridico, decisione giudiziale o norma di legge individui il
bene soltanto nel genere, la proprietà si trasferisce nel momento in cui il bene viene identificato.
Qualora il bene faccia parte di una massa di beni, si applica l’Art. VIII.–2:305 (Trasferimento di
beni facenti parte di una massa di beni).
(4) Il paragrafo (1)(e) non si applica qualora il trasferimento della proprietà debba avvenire in
uno specifico momento stabilito da una decisione giudiziale o da una norma di legge.

VIII.–2:102: Diritto o potere rappresentativo dell’alienante


(1) Qualora l’alienante, nel momento in cui dovrebbe avere luogo il trasferimento della proprietà,
sia sprovvisto del relativo diritto o potere, il trasferimento ha luogo nel successivo momento in
cui il diritto viene acquisito o la persona avente il diritto o il potere di trasferire la proprietà
ratifica il trasferimento stesso.
(2) Intervenuta la ratifica, il trasferimento produce gli stessi effetti che si sarebbero prodotti se il
trasferimento medesimo si fosse legittimamente perfezionato sin dall’inizio. Tuttavia, i diritti
reali acquisiti da terzi prima della ratifica rimangono impregiudicati.

VIII.–2:103: Accordo sul momento in cui la proprietà deve passare


Il momento in cui la proprietà passa può essere determinato dall’accordo delle parti, fatti salvi i
casi in cui è necessaria la registrazione dell’acquisto della proprietà secondo il diritto nazionale.

VIII.–2:104: Consegna
(1) Ai fini di cui al presente Libro, la consegna del bene mobile materiale ha luogo quando
l’alienante si priva del, e l’acquirente consegue il, possesso del bene ai sensi dell’Art. VIII.–
1:205 (Possesso).
(2) Se il contratto o altro atto giuridico, decisione giudiziale o norma di legge prevedono il
trasporto del bene per mezzo di un vettore o una serie di vettori, la consegna del bene ha luogo
quando viene adempiuta l’obbligazione dell’alienante di consegnare il bene, e il vettore o
l’acquirente conseguono il possesso del bene stesso.

VIII.–2:105: Forme equivalenti alla consegna


(1) Qualora il bene sia già in possesso dell’acquirente, il suo mantenimento a seguito
dell’efficacia del titolo consistente in un contratto o altro atto giuridico, decisione giudiziale o
norma di legge, ha lo stesso effetto della consegna.
(2) Qualora un terzo possegga il bene per conto dell’alienante, si consegue il medesimo effetto
della consegna allorché il terzo riceva la comunicazione da parte dell’alienante dell’avvenuto
trasferimento della proprietà all’acquirente, o nel successivo momento indicato nella medesima
comunicazione. La stessa disposizione si applica quando la comunicazione è effettuata a un
rappresentante nel possesso ai sensi dell’Art. VIII.–1:208 (Possesso per il tramite di un
rappresentante nel possesso).
(3) Lo stesso effetto della consegna del bene si ottiene quando l’alienante si priva, e l’acquirente
consegue, il possesso di mezzi che permettono a quest’ultimo di acquisire il possesso del bene.
(4) Qualora colui che esercita il controllo materiale sul bene emetta un documento contenente
l’obbligazione di consegnare il bene al portatore del documento, la consegna di tale documento
equivale alla consegna del bene. Il documento può essere in formato elettronico.

Sezione 2: Effetti

VIII.–2:201: Effetti del trasferimento della proprietà


(1) Nel momento stabilito nella Sezione 1, la proprietà si trasferisce nei limiti del diritto o del
potere dell’alienante, con effetto tra le parti e nei confronti dei terzi.
(2) Il trasferimento della proprietà non pregiudica i diritti e le obbligazioni delle parti che
derivino dalle clausole del contratto o altro atto giuridico, decisione giudiziale o norma di legge,
quali:
(a) i diritti connessi al trasferimento del rischio;
(b) il diritto di sospendere il proprio adempimento;
(c) il diritto ai frutti o agli arricchimenti, o l’obbligazione di sostenere costi ed oneri; o
(d) il diritto di godimento o l’obbligazione di non utilizzare o gestire altrimenti il bene.
(3) Il trasferimento della proprietà non pregiudica i diritti vantati da parte di terzi o nei confronti
di terzi che derivino da altre norme di legge, quali:
(a) i diritti dei creditori dell’alienante a considerare il trasferimento come inefficace sulla
base delle disposizioni in materia di fallimento o di altre analoghe disposizioni; o
(b) il diritto di pretendere la riparazione ai sensi del Libro VI da colui che abbia danneggiato
il bene.
(4) Qualora la proprietà sia stata trasferita, ma l’alienante abbia ancora il diritto di sospendere la
consegna del bene (paragrafo (2)(b)), la risoluzione del rapporto contrattuale nelle more
dell’esercizio del diritto di rifiutare l’adempimento produce effetti reali retroattivi nel senso
indicato dal successivo Articolo.

VIII.–2:202: Effetti dell’invalidità originaria, dell’annullamento successivo, del recesso,


della risoluzione e della revoca
(1) Qualora il contratto sottostante o altro atto giuridico sia sin dall’origine invalido, il
trasferimento della proprietà non ha luogo.
(2) Qualora, successivamente al trasferimento della proprietà, il contratto sottostante o altro atto
giuridico sia annullato ai sensi del Libro II, Capitolo 7, la proprietà si considera come se non
fosse mai stata trasferita all’acquirente (effetto reale retroattivo).
(3) Qualora la proprietà debba essere ritrasferita a seguito di recesso ai sensi del Libro II,
Capitolo 5, o di risoluzione ai sensi del Libro III, Capitolo 3, o di revoca della donazione ai sensi
del Libro IV.H, non si verifica alcun effetto reale retroattivo, né la proprietà si ritrasferisce
automaticamente. L’Art. VIII.–2:201 (Effetti del trasferimento della proprietà) paragrafo (4)
rimane impregiudicato.
(4) Il presente Articolo non pregiudica il diritto al recupero del bene che si basi su altre
disposizioni di queste regole modello.

VIII.–2:203: Trasferimento sottoposto a condizione


(1) Qualora le parti abbiano convenuto di sottoporre il trasferimento ad una condizione
risolutiva, la proprietà si ritrasferisce automaticamente nel momento in cui tale condizione si
avvera, nei limiti del diritto o del potere del retrocedente in tale momento. Le parti non possono
convenire che la retrocessione abbia effetti reali retroattivi.
(2) Qualora il contratto o altro atto giuridico che dia diritto al trasferimento della proprietà sia
sottoposto a condizione sospensiva, il diritto di proprietà passa nel momento dell’avveramento
della condizione.
Sezione 3:Istituti speciali

VIII.–2:301: Trasferimenti multipli


(1) Qualora vi siano diversi asseriti trasferimenti dello stesso bene mobile materiale da parte
dell’alienante, la proprietà è acquisita dall’acquirente che per primo soddisfi tutti i requisiti della
Sezione 1 e che, nel caso in cui non si tratti del primo acquirente, non conosceva né poteva
ragionevolmente conoscere l’esistenza dei titoli anteriori degli altri acquirenti.
(2) L’acquirente diverso dal primo che soddisfi per primo tutti i requisiti della Sezione 1 ma che
non sia in buona fede ai sensi del paragrafo (1) deve restituire il bene all’alienante. Il diritto
dell’alienante alla restituzione del bene può essere esercitato anche dal primo acquirente.

VIII.–2:302: Rappresentanza indiretta


(1) Qualora un mandatario, in base a un mandato senza rappresentanza secondo il significato
dell’Art. IV.D.–1:102 (Definizioni), acquisisca il bene mobile materiale da un terzo per conto del
rappresentato, il rappresentato acquista direttamente la proprietà del bene (rappresentanza a
scopo d’acquisto).
(2) Qualora un mandatario, in base a un mandato senza rappresentanza secondo il significato
dell’Art. IV.D.–1:102 (Definizioni), trasferisca per conto del rappresentato il bene mobile
materiale a un terzo, il terzo acquista direttamente la proprietà del bene (rappresentanza a scopo
di alienazione).
(3) L’acquisto della proprietà del bene da parte del rappresentato (paragrafo (1)) o da parte del
terzo (paragrafo (2)) ha luogo allorché:
(a) il mandatario abbia il potere di trasferire o ricevere il bene per conto del rappresentato;
(b) vi sia un titolo consistente in un contratto o altro atto giuridico, decisione giudiziale o norma
di legge, per il trasferimento della proprietà tra il mandatario e il terzo; e
(c) sia stato convenuto il momento del trasferimento della proprietà, o abbia avuto luogo la
consegna o suo equivalente ai sensi dell’Art. VIII.–2:101 (Requisiti generali per il trasferimento
della proprietà) paragrafo (1)(e), tra il terzo e il mandatario.

VIII.–2:303: Trasferimento della proprietà nell’ipotesi di consegna diretta nel contesto di


una catena di alienazioni
Qualora vi sia una catena di contratti o altri atti giuridici, decisioni giudiziali o titoli basati su
disposizioni di legge, concernenti il trasferimento della proprietà dello stesso bene mobile
materiale, e la consegna, o suo equivalente, sia effettuata direttamente tra due parti all’interno di
questa catena, la proprietà passa al ricevente con effetti analoghi a quelli che si verificherebbero
se la proprietà fosse stata ceduta da ciascun precedente membro della catena al successivo.

VIII.–2:304: Trasferimento della proprietà di beni non richiesti


(1) Se un professionista consegna beni mobili materiali non richiesti a un consumatore, il
consumatore ne acquisisce la proprietà subordinatamente alla sussistenza del diritto o del potere
del professionista di trasferirne la proprietà. Il consumatore può rifiutare l’acquisto della
proprietà; a tal fine, si applica in via analogica l’Art. II.–4:303 (Possibilità di rifiutare un diritto o
un vantaggio).
(2) Le deroghe previste dall’Art. II.–3:401 (Assenza di obbligazioni nascenti dalla mancata
risposta) paragrafi (2) e (3) trovano applicazione in quanto compatibili.
(3) Ai fini di cui al presente Articolo la consegna ha luogo quando il consumatore consegue il
controllo materiale del bene.
VIII.–2:305: Trasferimento di beni facenti parte di una massa
(1) Ai fini di cui al presente Capitolo, “massa di beni” significa una massa o una mescolanza di
beni mobili materiali fungibili identificati per il fatto di essere compresi in uno spazio o area
delimitati.
(2) Se il trasferimento di una specifica quantità di una massa indistinta di beni non può avere
luogo perché i beni non sono stati ancora identificati ai sensi dell’Art. VIII.–2:101 (Requisiti
generali per il trasferimento della proprietà) paragrafo (3), l’acquirente acquista la comproprietà
della massa.
(3) La quota indivisa dell’acquirente sulla massa è tempo per tempo pari al rapporto tra la
quantità dei beni oggetto del titolo dell’acquirente nei confronti dell’alienante e la complessiva
quantità dei beni che in quel tempo compongono la massa.
(4) Qualora la somma delle quantità oggetto dei titoli degli acquirenti nei confronti dell’alienante
e, se del caso, delle quantità di proprietà del medesimo alienante eccedano la quantità totale dei
beni compresi nella massa indistinta a causa di una sua riduzione, detta riduzione deve essere
imputata innanzitutto all’alienante, successivamente agli acquirenti in misura proporzionale alle
loro quote.
(5) Qualora l’alienante intenda trasferire una quantità superiore a quella totale contenuta nella
massa indistinta di beni, la quantità eccedente oggetto del titolo dell’acquirente nei confronti
dell’alienante sarà computata per la determinazione della quota indivisa di spettanza dello stesso
acquirente solo se quest’ultimo, avendo acquistato a titolo oneroso, non conosceva né poteva
ragionevolmente conoscere l’eccedenza medesima. Qualora a seguito del trasferimento di una
quantità in eccesso a favore di un acquirente in buona fede ed a titolo oneroso la somma delle
quantità oggetto dei titoli di una pluralità di acquirenti nei confronti dell’alienante ecceda la
quantità complessiva della massa, la quantità mancante è proporzionalmente imputata alle quote
di ciascuno degli acquirenti.

VIII.–2:306: Consegna di un bene facente parte di una massa di beni


(1) Ciascun acquirente può ricevere in consegna una quantità corrispondente alla propria quota
indivisa, e per mezzo di tale consegna ne acquista la proprietà.
(2) Qualora la quantità consegnata ecceda la quantità corrispondente alla quota indivisa
dell’acquirente, l’acquirente acquista la proprietà della quantità in eccesso solo se egli, avendo
acquistato a titolo oneroso, non conosceva né poteva ragionevolmente conoscere le possibili
conseguenze pregiudizievoli di questa eccedenza nei confronti degli altri acquirenti.

VIII.–2:307: Diritto dell’acquirente in caso di riserva di proprietà


Qualora l’alienante si riservi la proprietà del bene per il tramite di uno “strumento di riserva della
proprietà” ai sensi dell’Art. IX.–1:103 (Strumenti di riserva della proprietà: ambito di
applicazione), il diritto dell’acquirente al pagamento del prezzo in base ai termini del contratto e
il diritto di acquisire la proprietà a fronte del pagamento producono effetto nei confronti dei
creditori dell’alienante.

CAPITOLO 3: ACQUISTO IN BUONA FEDE DELLA PROPRIETÀ

VIII.–3:101: Acquisto in buona fede da una persona priva del diritto o del potere di
trasferire la proprietà
(1) Qualora la persona che intende trasferire la proprietà (l’alienante) non abbia il diritto o il
potere di trasferire la proprietà di un bene mobile materiale, l’acquirente ciononostante acquista,
e il precedente proprietario perde, la proprietà a condizione che:
(a) siano soddisfatti i requisiti stabiliti dall’Art. VIII.–2:101 (Requisiti generali per il
trasferimento della proprietà) paragrafi (1)(a), (1)(b), (1)(d), (2) e (3);
(b) sia soddisfatto il requisito della consegna o suo equivalente stabilito dall’Art. VIII.–2:101
(Requisiti generali per il trasferimento della proprietà) paragrafo (1)(e);
(c) l’acquirente acquisti a titolo oneroso; e
(d) l’acquirente non sia a conoscenza né possa ragionevolmente essere a conoscenza della
mancanza del diritto o del potere dell’alienante a trasferire la proprietà del bene nel momento in
cui la proprietà avrebbe dovuto essere trasferita ai sensi dell’Art. VIII.–2:101 (Requisiti generali
per il trasferimento della proprietà). I fatti da cui deriva che l’acquirente non poteva
ragionevolmente sapere che l’alienante fosse privo del diritto o del potere di trasferire la
proprietà devono essere provati dallo stesso acquirente.
(2) L’acquisto in buona fede ai sensi del paragrafo (1) non ha luogo per i beni rubati, a meno che
l’acquirente non abbia acquistato i beni da un alienante che operi nell’esercizio ordinario della
propria attività d’impresa. L’acquisto in buona fede di beni rubati classificati come beni culturali
ai sensi dell’Art. VIII.–4:102 (Beni culturali) non è ammesso.
(3) Qualora l’acquirente sia già in possesso del bene, l’acquisto in buona fede avrà luogo solo se
l’acquirente abbia conseguito il possesso dall’alienante.

VIII.–3:102: Acquisto in buona fede della proprietà di un bene libero da diritti reali
limitati
(1) Qualora il bene mobile materiale sia gravato da un diritto reale limitato di un terzo e
l’alienante non abbia il diritto o il potere rappresentativo di disporre del bene libero dal diritto
del terzo, l’acquirente ciononostante acquista la proprietà libera da tale diritto a condizione che:
(a) l’acquirente acquisisca la proprietà in uno dei modi previsti dal Capitolo 2 o dal precedente
Articolo;
(b) sia soddisfatto il requisito della consegna o suo equivalente quale stabilito all’Art. VIII.–
2:101 (Requisiti generali per il trasferimento della proprietà) paragrafo (1)(e);
(c) l’acquirente acquisisca il bene a titolo oneroso; e
(d) l’acquirente non sia a conoscenza né possa ragionevolmente essere a conoscenza della
mancanza del diritto o del potere rappresentativo dell’alienante a trasferire la proprietà del bene
libera dal diritto del terzo nel momento in cui la proprietà si sarebbe dovuta trasferire. I fatti da
cui deriva che l’acquirente non poteva ragionevolmente sapere che l’alienante fosse privo del
diritto o del potere rappresentativo devono essere provati dall’acquirente.
(2) I paragrafi (2) e (3) del precedente Articolo si applicano ai fini di cui al presente Articolo.
(3) Qualora il bene sia trasferito mediante una comunicazione quale prevista dall’Art. VIII.–
2:105 (Forme equivalenti alla consegna) paragrafo (2), i diritti reali limitati sul bene della
persona destinataria della comunicazione non si estinguono.
(4) Ai fini dell’applicazione del presente Articolo ai diritti reali di garanzia, trova pure
applicazione l’Art. IX.–6:102 (Perdita della garanzia reale dovuta ad acquisto in buona fede della
proprietà) paragrafo (2).

CAPITOLO 4: ACQUISTO DELLA PROPRIETÀ MEDIANTE POSSESSO


CONTINUATO
Sezione 1:Requisiti per l´acquisto della proprietà mediante possesso continuato

VIII.–4:101: Regola generale


(1) Un proprietario-possessore acquista la proprietà in virtù del possesso continuato di un bene
mobile materiale:
(a) per un periodo di dieci anni, a condizione che il possessore abbia posseduto, per l´intero
periodo, in buona fede; o
(b) per un periodo di trent´anni.
(2) Ai fini di cui al paragrafo (1)(a):
(a) una persona possiede in buona fede se, e solo se, la stessa possegga nella convinzione di
essere il proprietario e si tratti di un convincimento ragionevole e
(b) la buona fede del possessore si presume.
(3) L´acquisto della proprietà mediante possesso continuato è escluso per chi ha conseguito il
possesso attraverso il furto del bene mobile materiale.

VIII.–4:102: Beni culturali


(1) Ai sensi del presente Capitolo, l´acquisto della proprietà dei beni mobili materiali classificati
come “beni culturali” ai sensi dell´Articolo 1(1) della Direttiva 93/7/CEE del Consiglio,
indipendentemente dal fatto che il bene culturale sia stato illegittimamente rimosso prima o dopo
il 1° gennaio 1993, o non sia stato rimosso del tutto, dal territorio di uno Stato Membro, richiede
il possesso continuato del bene mobile materiale:
(a) per un periodo di trent´anni, a condizione che il possessore abbia posseduto, per l´intero
periodo, in buona fede; o
(b) per un periodo di cinquant´anni.
(2) Gli Stati Membri possono adottare o mantenere in vigore disposizioni più rigorose al fine di
garantire un grado di tutela più elevato per il proprietario di beni culturali ai sensi del presente
Articolo o del diritto nazionale o internazionale.

VIII.–4:103: Possesso continuato


(1) La perdita involontaria non esclude il possesso continuato ai fini di cui all´Art. VIII.–4:101
(Regola generale), a condizione che il possesso sia recuperato entro un anno o si intraprenda
entro un anno un´azione diretta al recupero del possesso.
(2) Qualora il proprietario-possessore sia in possesso del bene mobile materiale all´inizio e alla
fine del periodo, il possesso continuato per l’intero periodo si presume.

Sezione 2: Disposizioni integrative concernenti il periodo necessario all´acquisto della


proprietà
VIII.–4:201: Proroga in caso d´incapacità
(1) Se un proprietario che si trovi in uno stato di incapacità è privo di un rappresentante nel
momento in cui inizierebbe a decorrere il periodo richiesto per l’acquisto della proprietà
mediante possesso continuato, l´inizio del periodo nei suoi confronti è sospeso sino a quando non
cessi lo stato d´incapacità o non sia nominato un rappresentante.
(2) Se il decorso del periodo è già iniziato prima del sopraggiungere dello stato di incapacità, il
periodo non scade prima che sia trascorso un anno dalla cessazione dell´incapacità o dalla
nomina del rappresentante.
(3) Qualora il proprietario si trovi in uno stato di incapacità e il proprietario-possessore sia il suo
rappresentante, il decorso del periodo per l’acquisto mediante possesso continuato è sospeso sino
alla cessazione di tale rapporto. Il periodo non scade prima che sia trascorso un anno dalla
cessazione dell´incapacità o dalla nomina di un nuovo rappresentante.

VIII.–4:202: Proroga in caso di un impedimento al di fuori del controllo del proprietario


(1) Il decorso del periodo è sospeso finché il proprietario si trova nell´impossibilità di esercitare
il diritto al recupero del bene mobile materiale a causa di un impedimento al di fuori del proprio
controllo che egli non poteva ragionevolmente evitare o superare. Il mero fatto che il proprietario
non conosca l´ubicazione del bene mobile materiale non costituisce motivo di sospensione ai
sensi del presente Articolo.
(2) Il paragrafo (1) trova applicazione solo se l´impedimento sorga, o continui a sussistere, negli
ultimi sei mesi del periodo per acquistare la proprietà.
(3) Qualora la durata o la natura dell´impedimento sia tale per cui sarebbe irragionevole che il
proprietario, una volta cessata la sospensione del periodo per acquistare la proprietà, agisca per
l´accertamento del suo diritto al recupero del bene mobile materiale entro il tempo rimanente di
detto periodo, il periodo per acquistare la proprietà non scade prima che siano decorsi sei mesi
dalla rimozione dell´impedimento.

VIII.–4:203: Estensione e rinnovo in caso di procedimento giudiziale o di altro


procedimento
(1) Il decorso del periodo per acquistare la proprietà è sospeso dal momento in cui il proprietario,
o una persona che agisca per conto dello stesso, inizi nei confronti del proprietario-possessore, o
nei confronti di una persona che eserciti per quest´ultimo il controllo materiale sul bene, un
procedimento giudiziale che ne contesti il diritto di proprietà o il possesso. La sospensione dura
sino a che non sia stata pronunciata una sentenza passata in giudicato o sino a che non si sia
disposto diversamente del procedimento. La sospensione ha effetto solo tra le parti del
procedimento giudiziale e tra i soggetti per conto dei quali le parti agiscono.
(2) La sospensione ai sensi del paragrafo (1) viene meno qualora l´azione sia stata rigettata o non
abbia altrimenti avuto successo. Qualora l´azione sia rigettata per incompetenza del giudice, il
periodo per acquistare la proprietà non scade prima che siano decorsi sei mesi dalla pronuncia
del provvedimento di rigetto.
(3) Qualora l´azione abbia successo, un nuovo periodo per acquistare la proprietà inizia a
decorrere dal giorno in cui la sentenza sia passata in giudicato o in cui si sia disposto
diversamente del procedimento con esito favorevole al proprietario.
(4) Le presenti disposizioni si applicano, con gli opportuni adeguamenti, ai procedimenti di
arbitrato e a tutti gli altri procedimenti avviati con la finalità di ottenere un provvedimento dotato
di efficacia coercitiva corrispondente a quella di una sentenza giudiziale.

VIII.–4:204: Proroga della scadenza in caso di trattativa


Se il proprietario e il proprietario-possessore o una persona che esercita il controllo materiale per
il proprietario-possessore sono impegnati in trattative sul diritto di proprietà o sulle circostanze
da cui deriverebbe l´acquisto della proprietà da parte del proprietario-possessore, il periodo per
acquistare la proprietà non scade prima che siano decorsi sei mesi dal giorno dell’ultima
comunicazione trasmessa nell’ambito delle trattative.

VIII.–4:205: Interruzione del periodo per acquistare la proprietà in caso di riconoscimento


dell’altrui diritto
Il periodo per acquistare la proprietà si interrompe allorché il proprietario-possessore o la
persona che esercita il controllo materiale per il proprietario-possessore riconosca il diritto del
proprietario sul bene mobile materiale. Un nuovo periodo inizia a decorrere qualora il precedente
proprietario-possessore continui a esercitare il controllo materiale diretto o indiretto sul bene con
l´intenzione di agire da proprietario o come se fosse tale.

VIII.–4:206: Successione nel possesso


(1) Qualora una persona subentri a un´altra nel possesso di un bene e i requisiti di cui al presente
Capitolo siano soddisfatti sia dal precedente possessore sia dal successore nel possesso, si tiene
conto del periodo di possesso anteriore a beneficio del successore.
(2) Un successore in buona fede può tenere conto del periodo del predecessore in mala fede solo
per l´acquisto ai sensi dell´Art. VIII.–4:101 (Regola generale) paragrafo (1)(b).

Sezione 3:Effetti dell´acquisto della proprietà mediante possesso continuato


VIII.–4:301: Acquisto della proprietà
(1) Alla scadenza del periodo richiesto per l´acquisto della proprietà mediante possesso
continuato, il proprietario originario perde, mentre il proprietario–possessore acquista, la
proprietà del bene mobile materiale.
(2) Qualora il proprietario-possessore sappia o possa ragionevolmente sapere che il bene mobile
materiale è gravato da un diritto reale limitato di un terzo, tale diritto continua a sussistere sino a
che esso stesso non si estingua per il decorso del relativo periodo o di un periodo di trent´anni
(Art. VIII.–4:101 (Regola generale) paragrafo (1)(b)) o di cinquant´anni (Art. VIII.–4:102 (Beni
culturali) paragrafo (1)(b)).

VIII.–4:302: Estinzione dei diritti in conformità alle disposizioni in materia di


arricchimento senza causa e responsabilità extracontrattuale per danni
Una volta acquisita la proprietà, il proprietario originario perde ogni diritto al recupero del bene
mobile materiale e al pagamento del suo valore monetario, così come a qualunque pagamento
per l’uso futuro del bene mobile materiale ai sensi delle disposizioni in materia di arricchimento
senza causa (Libro VII) e a titolo di responsabilità extracontrattuale derivante dal danno causato
ad altri (Libro VI).

CAPITOLO 5: SPECIFICAZIONE, UNIONE E COMMISTIONE


Sezione 1: Disposizioni generali

VIII.–5:101: Autonomia delle parti e rapporto con le altre disposizioni


(1) Le conseguenze della specificazione, unione e commistione possono essere regolate
dall´accordo tra le parti. Le disposizioni della Sezione 2 si applicano qualora la specificazione,
l’unione e la commistione abbiano luogo:
(a) senza il consenso del proprietario del materiale; o
(b) con il consenso del proprietario del materiale, ma senza un accordo tra le parti circa gli effetti
in materia di diritti reali che ne derivano.
(2) Un accordo ai sensi del paragrafo 1 può contemplare:
(a) effetti in materia di diritti reali come riconosciuti dal presente Libro; e
(b) un diritto al pagamento di denaro o ad altre tipologie di prestazioni.
(3) Gli effetti della specificazione, unione e commistione di un bene mobile materiale oggetto di
un mezzo di riserva di proprietà sono regolati dal Libro IX.
(4) I diritti reali di garanzia costituiti ai sensi della Sezione 2 del presente Capitolo sono soggetti
alle disposizioni sui diritti reali di garanzia contenute nel Libro IX, a meno che la Sezione 2 non
disponga diversamente. I diritti reali di garanzia costituiti in forza di un accordo delle parti ai
sensi del paragrafo (1) sono soggetti alle disposizioni sui diritti reali di garanzia contenute nel
Libro IX, a meno che l´Art. VIII.–5:204 (Disposizioni integrative circa i diritti reali di garanzia)
paragrafo (3) non disponga diversamente.
(5) Il presente Capitolo non pregiudica l´applicabilità delle norme in materia di responsabilità
extracontrattuale (Libro VI). Le norme in materia di gestione di affari altrui (Libro V)
prevalgono sulle disposizioni del presente Capitolo.

Sezione 2: Disposizioni derogabili e disposizioni integrative

VIII.–5:201: Specificazione
(1) Colui che, con il contributo del proprio lavoro, crea dal materiale di proprietà di un´altra
persona un nuovo bene mobile materiale, diviene il proprietario del nuovo bene e il proprietario
del materiale ha diritto, nei confronti dello specificatore, di pretendere il pagamento di una
somma equivalente al valore del materiale al momento della creazione, pagamento che è
garantito da un diritto reale di garanzia sul nuovo bene mobile materiale.
(2) Il paragrafo (1) non si applica qualora:
(a) il contributo del lavoro sia di modesta importanza; o
(b) lo specificatore sia a conoscenza del fatto che il materiale è di proprietà di un´altra persona e
del fatto che il proprietario del materiale non acconsente alla specificazione, a meno che il valore
del lavoro sia di molto superiore al valore del materiale.
(3) Nei casi di cui al paragrafo (2) e nei casi in cui non venga creato alcun nuovo bene mobile
materiale, la proprietà rimane in capo al proprietario del materiale o, qualora i proprietari del
materiale siano più di uno, l´attribuzione della proprietà sarà determinata in applicazione
dell’Art. VIII.–5:202 (Commistione) o dell´Art. VIII.–5:203 (Unione). La persona che
contribuisce con il proprio lavoro ha diritto alla restituzione di qualsiasi arricchimento nel
rispetto delle disposizioni del Libro VII. Ai fini di cui al presente paragrafo, l´Art. VII.–2:101
(Circostanze secondo cui un arricchimento è senza causa) paragrafo (1)(b) non esclude il diritto
della persona che ha apportato il proprio lavoro alla restituzione dell´arricchimento.

VIII.–5:202: Commistione
(1) Qualora beni mobili materiali appartenenti a diversi proprietari abbiano formato oggetto di
commistione in modo da rendere impossibile o economicamente irragionevole separare la
risultante massa o mescolanza nelle sue singole componenti originali, ma è possibile ed
economicamente ragionevole separare la massa o mescolanza in singole porzioni, i diversi
proprietari originari diventano comproprietari della massa o della mescolanza, ciascuno per una
quota proporzionale al valore dei rispettivi beni al momento della commistione.
(2) Ciascun comproprietario può separare dalla massa o dalla mescolanza una quantità
equivalente alla propria quota indivisa.

VIII.–5:203: Unione
(1) Il presente Articolo si applica qualora i beni mobili materiali di proprietà di diverse persone
siano uniti così da rendere impossibile o economicamente irragionevole la loro separazione.
(2) Qualora una delle parti componenti il bene debba essere considerata come principale, il suo
proprietario acquista la proprietà esclusiva del tutto e il proprietario o i proprietari delle parti
accessorie hanno diritto nei suoi confronti a un pagamento secondo quanto determinato nella
successiva frase, pagamento garantito da un diritto reale di garanzia sull’intero bene mobile
materiale risultante dall’unione. Il pagamento dovuto secondo quanto disposto nella precedente
frase è calcolato in conformità alle disposizioni sull’arricchimento senza causa (Libro VII); o,
qualora sia il proprietario della parte principale a realizzare l´unione, esso è pari al valore delle
rispettive parti accessorie al momento dell’unione.
(3) Qualora nessuna della parti componenti debba essere considerata come principale, i loro
proprietari diventano comproprietari dell’intero, ciascuno per una quota proporzionale al valore
della rispettiva parte al momento dell’unione. Se, in caso di più di due parti componenti, una di
esse è di importanza minimale rispetto alle altre, il suo proprietario ha diritto nei confronti dei
comproprietari soltanto a un pagamento proporzionato al valore della relativa parte al momento
dell’unione, pagamento garantito da un diritto reale di garanzia sull’intero bene mobile materiale
risultante dall’unione.
(4) Il paragrafo (2) non si applica qualora colui che è proprietario della parte principale realizzi
l’unione pur essendo a conoscenza del fatto che la parte accessoria sia di proprietà di un´altra
persona e che il suo proprietario non acconsenta all’unione, a meno che il valore della parte
principale sia di molto superiore al valore della parte accessoria. I proprietari delle parti
componenti diventano comproprietari secondo quote equivalenti al valore delle loro rispettive
parti al momento dell’unione.
VIII.–5:204: Disposizioni integrative circa i diritti reali di garanzia
(1) Un diritto reale di garanzia costituito ai sensi dei precedenti Articoli sulla specificazione e
sull’unione è efficace nei confronti dei terzi senza che sia richiesto il possesso, o la registrazione,
del precedente proprietario del materiale o della parte componente.
(2) Se il diritto reale di garanzia sul nuovo bene mobile materiale o sul bene mobile materiale
risultante dall’unione si estingue per l´acquisto in buona fede di un terzo (Capitolo 3), il diritto di
garanzia si estende ai proventi della vendita. Il paragrafo (1) trova corrispondente applicazione.
(3) Un diritto reale di garanzia costituito in virtù dei precedenti Articoli sulla specificazione e
unione prevale su qualunque altro diritto di garanzia che sia stato antecedentemente costituito
dallo specificatore o dal proprietario della parte principale sul nuovo bene mobile materiale o sul
bene mobile materiale oggetto di unione. La stessa disciplina si applica per ogni analogo diritto
di garanzia che fosse stato costituito per accordo tra il precedente proprietario del materiale e lo
specificatore o tra il precedente proprietario della parte accessoria e il proprietario della parte
principale.

CAPITOLO 6: TUTELA DELLA PROPRIETÀ E DEL POSSESSO


Sezione 1:Tutela della proprietà

VIII.–6:101: Tutela della proprietà


(1) Il proprietario ha il diritto di conseguire o di recuperare il possesso del bene mobile materiale
da chiunque eserciti il controllo materiale su di esso, a meno che quest´ultimo non sia titolare nei
confronti del proprietario di un diritto di possedere il bene ai sensi dell´Art. VIII.–1:207
(Possesso del possessore immediato ).
(2) Qualora un´altra persona interferisca con i diritti del proprietario in quanto tale, o qualora sia
imminente una tale interferenza, il proprietario ha diritto all´accertamento del suo diritto di
proprietà e a un provvedimento cautelare.
(3) Un provvedimento cautelare è un provvedimento che, a seconda delle circostanze del caso:
(a) proibisce ogni imminente interferenza;
(b) ordina la cessazione delle interferenze esistenti;
(c) ordina la rimozione di ciò che residua di interferenze passate.

VIII.–6:102: Recupero del bene a seguito di un trasferimento derivante da un contratto o


altro atto giuridico invalido o annullato
(1) Qualora i beni mobili materiali siano o siano stati trasferiti sulla base di un contratto o altro
atto giuridico invalido o annullato, l´alienante può esercitare l´azione di recupero ai sensi del
paragrafo (1) del precedente Articolo al fine di recuperarne il controllo materiale.
(2) Qualora, a seguito di un trasferimento derivante da un contratto o altro atto giuridico invalido
o annullato, l´obbligazione dell´acquirente alla restituzione del bene mobile materiale
all´alienante costituisca una di due obbligazioni tra loro corrispettive da adempiersi
simultaneamente, l´acquirente può, in conformità all´Art. III.–3:401 (Diritto di sospendere
l´adempimento dell´obbligazione corrispettiva), sospendere l´adempimento dell´obbligazione
alla restituzione del bene mobile materiale sino a che l´alienante non abbia offerto
l´adempimento dell´obbligazione corrispettiva nei confronti dell´acquirente, o sino a che non
abbia adempiuto ad essa.
(3) I precedenti paragrafi si applicano anche qualora il trasferimento derivi da un contratto o altro
atto giuridico sottoposto a condizione risolutiva ai sensi dell´Art. VIII.–2:203 (Trasferimento
sottoposto a condizione) paragrafo (1) e questa condizione si sia avverata.
Sezione 2: Tutela del mero possesso

VIII.–6:201: Definizione di spossessamento illegittimo e di interferenza


Colui che privi il possessore del possesso o interferisca con quel possesso agisce
“illegittimamente” ai sensi di questa Sezione se agisce senza il consenso del possessore e lo
spossessamento o l´interferenza non è autorizzata dalla legge.

VIII.–6:202: Autotutela del possessore


(1) Un possessore o un terzo possono ricorrere all´autotutela nei confronti di colui che
illegittimamente privi il possessore del possesso del bene mobile materiale, o che
illegittimamente comunque interferisca con quel possesso, o il cui atto di spossessamento
illegittimo o la cui interferenza siano imminenti.
(2) I mezzi di autotutela devono limitarsi a quelle azioni connotate da immediatezza e
proporzionalità che risultano necessarie al fine di riacquisire il bene o di fermare o impedire lo
spossessamento o l´interferenza.
(3) Nei limiti di quanto previsto nei paragrafi (1) e (2) l´autotutela può anche essere rivolta
contro il proprietario-possessore indiretto che illegittimamente privi del proprio possesso il
possessore immediato o interferisca con quel possesso in violazione dello specifico rapporto
giuridico intercorrente tra il proprietario-possessore e il possessore immediato. Questa
disposizione si applica ugualmente ad un possessore immediato indiretto che illegittimamente
privi l’altro possessore immediato del possesso o interferisca con quel possesso.
(4) Qualora una persona nell´esercizio di un diritto di autotutela conferito dal presente Articolo
legittimamente causi un danno rilevante alla persona che ha privato il possessore del possesso o
che ha interferito con quel possesso, trova applicazione l´Art. VI.–5:202 (Legittima difesa,
gestione d´affari altrui e stato di necessità).

VIII.–6:203: Diritto al recupero del bene come forma di protezione del mero possesso
(1) Qualora un´altra persona privi illegittimamente del possesso il proprietario-possessore o il
possessore immediato, il possessore ha il diritto di recuperare entro un anno il bene mobile
materiale, indipendentemente da chi è titolare del diritto di possedere il bene o da chi può vantare
a tale riguardo una migliore posizione secondo quanto disposto dall´Art. VIII.–6:301 (Diritto al
recupero in caso di migliore possesso). Il periodo di un anno inizia a decorrere dal momento
dello spossessamento.
(2) Il diritto al recupero può essere esercitato anche nei confronti di un proprietario-possessore
indiretto che illegittimamente privi del proprio possesso il possessore immediato, in violazione
dello specifico rapporto giuridico intercorrente tra loro. Questa disposizione si applica
ugualmente ad un possessore immediato indiretto che illegittimamente privi l’altro possessore
immediato del possesso.
(3) Il diritto al recupero è escluso se la persona che chiede di esercitarlo ha illegittimamente
privato del possesso l´altra persona nel corso dell´ultimo anno.
(4) Qualora l´altra persona nel senso del paragrafo (1) invochi a titolo di eccezione o di domanda
riconvenzionale il proprio presunto diritto a possedere il bene mobile materiale o una posizione
migliore secondo quanto disposto dall´Art. VIII.–6:301 (Diritto al recupero in caso di migliore
possesso), l´obbligazione di restituzione prevista dal paragrafo (1) potrà essere sostituita
dall´obbligazione di consegnare il bene mobile materiale al giudice o ad altra autorità pubblica
competente, o a un terzo in conformità di un provvedimento dell´autorità competente.

VIII.–6:204: Diritto a un provvedimento cautelare come forma di tutela del mero possesso
(1) Qualora un´altra persona interferisca illegittimamente con il possesso del bene mobile
materiale o tale interferenza o lo spossessamento illegittimo siano imminenti, il proprietario-
possessore o il possessore immediato ha diritto, entro il periodo di un anno, a un provvedimento
cautelare ai sensi dell´Art. VIII.–6:101 (Tutela della proprietà) paragrafo (3), indipendentemente
da chi è titolare del diritto di possedere, utilizzare o gestire altrimenti il bene o da chi può vantare
a tale riguardo una migliore posizione secondo quanto disposto dall´Art. VIII.–6:301 (Diritto al
recupero in caso di migliore possesso). Il periodo di un anno inizia a decorrere dal momento in
cui è iniziata l´interferenza o, nel caso di interferenze ripetute, dal momento in cui è iniziata
l´ultima interferenza.
(2) Il provvedimento cautelare può essere diretto anche nei confronti di un proprietario-
possessore indiretto che interferisca illegittimamente con il possesso del possessore immediato
in violazione dello specifico rapporto giuridico intercorrente tra loro. Questa disposizione si
applica ugualmente ad un possessore immediato indiretto che illegittimamente interferisca con il
possesso di un possessore immediato subordinato, in violazione di uno specifico rapporto
giuridico intercorrente tra loro.
(3) Qualora l´altra persona ai sensi del paragrafo (1) invochi a titolo di eccezione o di domanda
riconvenzionale il proprio presunto diritto a possedere, utilizzare o gestire altrimenti il bene
mobile materiale o una posizione di possesso migliore, il provvedimento cautelare può essere
sospeso sino alla, o sostituito dalla, pronuncia sull´esistenza di un tale presunto diritto o migliore
posizione nel possesso.

Sezione 3: Tutela del migliore possesso

VIII.–6:301: Diritto al recupero in caso di migliore possesso


(1) Il precedente proprietario-possessore o il precedente possessore di un diritto reale limitato ha
il diritto di recuperare il possesso del bene mobile materiale da altra persona che eserciti il
controllo materiale su di esso se il precedente possesso era “migliore” rispetto all´attuale
possesso dell’altra persona, nel senso del paragrafo (2).
(2) Il precedente possesso è “migliore” rispetto all´attuale possesso se il precedente possessore è
in buona fede e ha un diritto a possedere il bene mobile materiale, mentre l´altra persona non ha
tale diritto. Qualora entrambi i soggetti siano in buona fede e abbiano un diritto a possedere il
bene mobile materiale, il diritto che deriva dal proprietario prevale sul diritto che deriva dal
proprietario-possessore che non è il proprietario; se ciò non trova applicazione, prevale il
possesso legittimo meno recente. Qualora entrambi i soggetti siano in buona fede, ma nessuno di
essi abbia il diritto a possedere il bene mobile materiale, prevale il possesso attuale.

VIII.–6:302: Diritto al provvedimento cautelare in caso di migliore possesso


Qualora una persona interferisca con il possesso, o tale interferenza o uno spossessamento siano
imminenti, il proprietario-possessore o il possessore immediato che siano in buona fede hanno
diritto a un provvedimento cautelare ai sensi dell´Art. VIII.–6:101 (Tutela della proprietà)
paragrafo (3), sempre che l´altra persona non risulti avere, in caso di spossessamento, un
migliore possesso nel senso dell´Art. VIII.–6:301 (Diritto al recupero in caso di migliore
possesso) paragrafo (2), o che il diritto di utilizzare o altrimenti gestire il bene di cui è titolare sia
poziore rispetto a quello del proprietario-possessore o del possessore immediato.

Sezione 4: Altri mezzi di tutela

VIII.–6:401: Responsabilità extracontrattuale


Il proprietario e il possessore immediato hanno diritto alla riparazione per la violazione del
proprio diritto di proprietà o del proprio diritto al possesso di beni mobili materiali secondo le
disposizioni di cui all´Art. VI.–2:206 (Perdita dovuta a violazione del diritto reale o del possesso
legittimo).
CAPITOLO 7: QUESTIONI CONSEGUENTI ALLA RESTITUZIONE DEL BENE
VIII.–7:101: Ambito di applicazione
(1) Il presente Capitolo trova applicazione qualora le circostanze contemplate negli Articoli
seguenti si verifichino mentre il bene mobile materiale è in possesso di una persona nei confronti
della quale, in quel momento, il proprietario è legittimato a conseguire o a recuperare il possesso
del bene.
(2) Qualora siano soddisfatti i requisiti per l´applicazione del Libro V, trovano applicazione le
disposizioni di quest’ultimo Libro, le quali prevalgono sulle previsioni del presente Capitolo.
(3) Le disposizioni del Capitolo 5 prevalgono sulle disposizioni del presente Capitolo.

VIII.–7:102: Perdita o danno al bene durante il possesso


(1) Qualora il bene mobile materiale sia andato perso, si sia distrutto o si sia deteriorato durante
il possesso quale descritto nell´Art. VIII.–7:101 (Ambito di applicazione), il diritto del
proprietario risultante da tale perdita o danno è determinato dal Libro VI.
(2) Ai fini di cui al presente Articolo, il dolo o la colpa nel possedere il bene mobile materiale
nonostante il proprietario abbia il diritto di conseguire o recuperare il possesso medesimo è
sufficiente per determinare la responsabilità ai sensi del Libro VI, Capitolo 3.

VIII.–7:103: Frutti del bene, utilizzo del bene, e altre utilità derivanti dal bene durante il
possesso
Qualora il possessore consegua i frutti, faccia uso, o consegua altre utilità del bene mobile
materiale durante il possesso quale descritto nell´Art. VIII.–7:101 (Ambito di applicazione), i
diritti del proprietario che derivano dal conseguimento di benefici sono determinati dal Libro
VII.

VIII.–7:104: Spese o parti aggiunte al bene durante il possesso


(1) (1) Qualora il possessore incorra in spese o aggiunga parti al bene mobile materiale durante il
possesso quale descritto nell´Art. VIII.–7:101 (Ambito di applicazione), i diritti del possessore al
rimborso di tali spese o di tali aggiunte sono determinati dal Libro VII.
(2) (2) Il possessore ha il diritto di trattenere il bene mobile materiale al fine di garantire i diritti di
cui al paragrafo (1). La disposizione contenuta nella precedente frase non si applica qualora il
possessore sia a conoscenza del diritto del proprietario a ottenere o recuperare il possesso al
tempo in cui le spese sono state sostenute o le parti sono state aggiunte al bene.
LIBRO IX

GARANZIE REALI SU BENI MOBILI

CAPITOLO I: DISPOSIZIONI GENERALI

Sezione 1: Ambito di applicazione

IX.–1:101: Disposizioni generali


(1) Il presente Libro si applica ai seguenti diritti su beni mobili basati su contratti di garanzia reale:
(a) diritti di garanzia; e
(b) proprietà ritenuta attraverso uno strumento di riserva della proprietà.
(2) Le regole del presente Libro sui diritti di garanzia si applicano con gli opportuni adattamenti a:
(a) diritti derivanti da un trust con finalità di garanzia;
(b) diritti di garanzia su beni mobili costituiti tramite un atto giuridico unilaterale; e
(c) diritti di garanzia su beni mobili derivanti dalla legge, se e nella misura in cui ciò sia compatibile
con lo scopo della legge che li prevede.

IX.-1:102: Diritto di garanzia su bene mobile


(1) Un diritto di garanzia su un bene mobile è un diritto reale limitato sul bene, che conferisce al creditore
garantito il diritto alla soddisfazione in via preferenziale del diritto garantito dal bene gravato.
(2) L’espressione “diritto di garanzia” include:
(a) diritti reali limitati tipici generalmente riconosciuti come destinati a fungere da garanzia reale, in
particolare il pegno;
(b) diritti reali limitati, qualsiasi sia la loro denominazione formale, che siano basati su un contratto di
garanzia reale e che, nell’intenzione delle parti,conferiscano al creditore garantito il diritto alla
soddisfazione in via preferenziale del diritto garantito dal bene gravato ovvero producano tali
effetti in base al contratto; e
(c) altri diritti che siano considerati come diritti di garanzia in base alle regole del presente Libro,
come il diritto di cui all’Art. IX.-2:114 (Diritto di ritenzione del possesso) e i diritti regolati dal
paragrafo (3).
(3) Il trasferimento, reale o simulato, di proprietà mobiliare, effettuato sulla base di un contratto di
garanzia reale, con l’intenzione o l’effetto di assicurare la soddisfazione di un diritto garantito può
creare solo un diritto di garanzia sul bene trasferito a favore dell’acquirente.
(4) Il paragrafo (3) si applica in particolare:
(a) al trasferimento di proprietà a scopo di garanzia di beni materiali;
(b) alla cessione del credito a scopo di garanzia;
(c) al sale and lease-back;
(d) alla vendita con patto di riscatto e di retrovendita.

IX.–1:103: Strumenti di riserva della proprietà: ambito di applicazione


(1) Si ha uno strumento di riserva della proprietà quando la proprietà viene mantenuta dal proprietario dei
beni venduti al fine di garantire un diritto all’adempimento di un’obbligazione.
(2) L’espressione “strumento di riserva della proprietà” include:
(a) la riserva della proprietà del venditore in un contratto di vendita;
(b) la proprietà del venditore-fornitore in un contratto di locazione-vendita ;
(c) la proprietà dei beni oggetto di leasing in un contratto di leasing, qualora l’accordo conceda
all’utilizzatore, alla scadenza del contratto, l’opzione di acquisto della proprietà dei beni oggetto di
leasing, o il diritto di continuare ad utilizzarli senza corrispettivo o per un corrispettivo meramente
nominale (leasing finanziario); e
d) la proprietà del committente-fornitore derivante da un contratto di commissione a vendere che abbia
lo scopo o l’effetto di svolgere una funzione di garanzia.

IX.–1:104: Strumenti di riserva della proprietà: regole applicabili


(1) Gli strumenti di riserva della proprietà sono assoggettati alle seguenti norme sui diritti di garanzia,
salvo che nello specifico sia diversamente previsto:
(a) Art. IX.–2:104 (Aspetti specifici relativi alla trasferibilità, all’esistenza e all’individuazione)
paragrafi da (2) a (4);
(b) Capitolo 2, Sezioni 3 e 4;
(c) Capitoli da 3 a 6; e
(d) Capitolo 7, Sezione 1.
(2) Nell’applicare le norme sui diritti di garanzia agli strumenti di riserva della proprietà, si tiene conto
dei seguenti adattamenti:
(a) i riferimenti ai beni gravati si applicano, rispettivamente, ai beni forniti sulla base di un contratto di
vendita, di locazione-vendita, di leasing o di commissione a vendere;
(b) per la riserva di proprietà nei contratti di vendita, i riferimenti al creditore garantito si applicano al
venditore, e i riferimenti al garante si applicano al compratore;
(c) per la riserva della proprietà nei contratti di locazione-vendita , i riferimenti al creditore garantito si
applicano al locatore-venditore, e i riferimenti al garante si applicano al locatario-acquirente;
(d) per la riserva della proprietà nei contratti di leasing finanziario, i riferimenti al creditore garantito
si applicano al concedente, e i riferimenti al garante si applicano all’utilizzatore; e
(e) per la riserva della proprietà nei contratti di commissione a vendere, i riferimenti al creditore garantito
si applicano al committente-fornitore, e i riferimenti al garante si applicano al commissionario.

IX.–1:105: Esclusioni
(1) Il presente Libro non si applica ai diritti di garanzia per micro-crediti, se, e nella misura in cui, la
legge nazionale del luogo in cui è situata la sede d’affari ovvero la residenza del garante preveda
norme speciali a tutela del garante.
(2) Si presume che le regole di una Convenzione internazionale avente ad oggetto una materia regolata dal
presente Libro e vincolanti per uno Stato Membro prevalgano sulle norme del presente Libro.

Sezione 2: Definizioni

IX.–1:201: Definizioni
(1) Ai fini del presente Libro si applicano le seguenti definizioni.
(2) La “pertinenza” è il bene materiale strettamente connesso ad un bene mobile o immobile, o a parte di
esso, purché sia sempre possibile separarlo senza danno dal bene mobile o immobile.
(3) “Garanzie per il finanziamento all’acquisto” si riferisce:
(a) agli strumenti di riserva della proprietà;
(b) in caso di trasferimento di proprietà al compratore di beni venduti, si riferisce a quei diritti di
garanzia sui beni che garantiscono:
(i) il diritto del venditore al pagamento del prezzo d’acquisto del bene gravato, e
(ii) il diritto del mutuante alla restituzione del prestito concesso al compratore per il pagamento
del prezzo d’acquisto del bene gravato, se e in quanto tale pagamento sia realmente effettuato al
venditore, e
(c) diritti dei terzi a cui sia stato trasferito uno dei diritti previsti ai sotto-paragrafi a) o (b), come
garanzia di un credito incluso nei sotto-paragrafi (a) o (b).
(4) Il “contratto di garanzia reale” è il contratto mediante il quale:
(a) il garante si obbliga a concedere una garanzia al creditore garantito;
(b) un creditore conserva in proprio favore un diritto di garanzia quando trasferisce la proprietà
all’acquirente, che è considerato come garante; oppure
(c) un venditore, un locatore o altri fornitori si riservano la proprietà dei beni forniti per garantire il
loro diritto all’adempimento.
(5) Per “esigibilità della garanzia a seguito di mancato adempimento” si intende:
(a) qualunque inadempimento da parte del debitore dell’obbligazione garantita; e
(b) qualunque altro evento, o insieme di circostanze stabilite dal creditore garantito e dal garante, che
dà diritto al creditore garantito ad escutere la garanzia.
(6) Sono “attività finanziarie” gli strumenti finanziari e i diritti al pagamento di una somma di denaro.
(7) Sono “strumenti finanziari”:
(a) i titoli azionari e gli strumenti equivalenti così come le obbligazioni e gli strumenti di debito
equivalenti, se negoziabili;
(b) qualsiasi altro titolo che viene trattato e che dà diritto ad acquisire simili strumenti finanziari o che
dà origine a saldi in contanti, eccetto i mezzi di pagamento;
(c) le quote di partecipazione in organismi di investimento collettivo;
(d) gli strumenti del mercato monetario; e
(e) i diritti sugli strumenti previsti dai sotto paragrafi da (a) a (d) o relativi ad essi.
(8) L’espressione “intangibili” si riferisce ai beni immateriali e comprende le garanzie non rappresentate
da un documento e possedute indirettamente, come pure le quote indivise di comproprietà su beni
materiali, su una massa di beni o insieme di beni.
(9) “Proprietà”, ai fini delle presenti regole, comprende la proprietà dei beni mobili materiali e di quelli
intangibili.
(10) Il “diritto di garanzia possessoria” è un diritto di garanzia che presuppone che il creditore garantito
abbia il possesso del bene materiale gravato, direttamente o tramite un’altra persona(diversa dal
debitore) che lo custodisce per il creditore garantito.
(11) I “proventi” comprendono qualunque valore derivante da un bene gravato, come per esempio:
(a) il valore realizzato tramite la vendita, la riscossione coatta o qualsiasi altro modo di realizzare il
valore del bene;
(b) il risarcimento del danno o il conseguimento di indennizzi assicurativi in relazione a difetti, danni
o perdite;
(c) i frutti civili o frutti naturali, incluse altre distribuzioni; e
(d) gli ulteriori guadagni derivanti dai proventi.
(12) “Creditore garantito” può essere il creditore del diritto garantito o un terzo che sia titolare del diritto
di garanzia in nome proprio e nell’interesse del creditore, in particolare come trustee.
(13) “Garante” può essere il debitore dell’obbligazione che deve essere garantita dal diritto di garanzia o
un terzo.

CAPITOLO 2: COSTITUZIONE ED ESTENSIONE DELLA GARANZIA

Sezione I: Costituzione di diritti di garanzia

Sotto-sezione I: Disposizioni generali

IX.–2:101: Metodi di costituzione dei diritti di garanzia


Un diritto reale di garanzia può essere costituito:
(a) dal garante mediante conferimento del diritto di garanzia al creditore garantito;
(b) dal creditore garantito che si riserva la garanzia quando trasferisce la proprietà del bene mobile al
garante;
(c) dal creditore garantito sulla base di un diritto di ritenzione del possesso.

IX.–2:102: Requisiti per la costituzione dei diritti di garanzia in generale


La costituzione di un diritto di garanzia su un bene mobile presuppone che:
(a) il bene sia esistente;
(b) il bene sia trasferibile;
(c) il diritto garantito sia esistente; e
(d) siano soddisfatti gli ulteriori requisiti per la costituzione di un diritto di garanzia mediante
concessione, riserva o sulla base di un diritto di ritenzione.

IX.–2:103: Diritti di garanzia possessoria e non possessoria


Salvo che sia diversamente stabilito dalle parti, la costituzione di un diritto di garanzia mediante contratto
non richiede il possesso del bene gravato da parte del creditore garantito.

IX.–2:104: Specifici aspetti relativi alla trasferibilità, all’esistenza e alla individuazione


(1) Un diritto di garanzia può essere costituito su un diritto ad una prestazione diversa dal diritto al
pagamento di una somma di denaro, anche se questo diritto non è trasferibile, sempre che sia possibile
trasformarlo in un diritto al pagamento di una somma di denaro.
(2) Un diritto di garanzia può essere costituito su un bene anche qualora il suo proprietario abbia convenuto
di non trasferire o di non gravare il bene. Questa regola si applica anche ad un diritto ad una prestazione,
contrattuale o non contrattuale, salvo che esso sia incedibile in virtù dell’Art. III.-5:109 (Cessione: diritti
di carattere strettamente personale per il creditore) paragrafo (1).
(3) Se le parti intendono costituire un diritto di garanzia su un bene futuro, generico o non trasferibile, il
diritto di garanzia sorge solo se e quando il bene viene ad esistenza, è
individuato o diviene trasferibile. Il paragrafo (2) rimane impregiudicato.
(4) Il paragrafo (3) prima frase si applica con gli opportuni adattamenti alla costituzione di diritti di garanzia
su diritti sottoposti a condizione, inclusi i diritti regolati in tale paragrafo. Un diritto di garanzia può
essere costituito su un diritto esistente sottoposto a condizione, in particolare sul diritto di un acquirente
sulla base di un trasferimento di proprietà condizionato.
(5) Il paragrafo (3) prima frase si applica, con gli opportuni adattamenti, alla costituzione di diritti di
garanzia per diritti garantiti futuri o solo condizionali.

Sotto-sezione II: Concessione di un diritto di garanzia

IX.–2:105: Requisiti per la concessione di un diritto di garanzia


In aggiunta ai requisiti di cui alla Sotto-sezione 1, la costituzione di un diritto di garanzia su un bene mobile
mediante concessione presuppone che:
(a) il bene mobile da sottoporre a vincolo sia specificato dalle parti;
(b) il garante abbia il diritto o il potere di concedere un diritto di garanzia sul bene;
(c) il creditore garantito abbia diritto nei confronti del garante alla concessione di un diritto di garanzia sulla
base del contratto di garanzia reale; e
(d) il creditore garantito e il garante concordino la concessione di un diritto di garanzia al creditore garantito.

IX.–2:106: Tempo di costituzione della garanzia mediante concessione


Fatto salvo l’Art. IX.–2:110 (Costituzione posticipata), il diritto di garanzia è costituito mediante
concessione nel momento in cui i requisiti stabiliti al precedente Articolo sono soddisfatti, se le parti non
hanno convenuto un diverso tempo di costituzione.

IX.–2:107: Concessione di un diritto di garanzia da parte di un consumatore


(1) La costituzione di un diritto di garanzia da parte di un garante consumatore è valida solo nei seguenti
limiti:
(a) i beni da sottoporre a garanzia devono essere identificati individualmente; e
(b) un bene non ancora di proprietà del consumatore al momento della conclusione del contratto di garanzia
reale (salvi i diritti al pagamento di cui al paragrafo (2)) può essere vincolato solo come garanzia di un
credito da utilizzarsi per l’acquisto del bene da parte del consumatore.
(2) I diritti al pagamento di stipendi futuri, pensioni e redditi equivalenti non possono essere gravati, nella
misura in cui essi servono a soddisfare le spese di sostentamento del garante consumatore e della sua
famiglia.

IX.–2:108: Acquisto in buona fede di un diritto di garanzia


(1) Anche qualora il garante non abbia diritto o potere di disporre del bene materiale, il creditore garantito
acquista comunque il diritto di garanzia su di esso, se:
(a) il bene o un titolo al portatore sul bene è in possesso del garante o, se richiesto, il bene è registrato in un
registro della proprietà, nazionale o internazionale, come di proprietà del garante nel momento in cui la
garanzia deve essere creata; e
(b) il creditore garantito non è a conoscenza, e non si può ragionevolmente ritenere che sia a conoscenza,
che il garante non ha il diritto o il potere di concedere un diritto di garanzia sul bene nel momento in cui
il diritto di garanzia deve essere costituito.
(2) Ai fini del paragrafo (1)(b), un creditore garantito che acquista un diritto di garanzia su un bene
soggetto ad uno strumento di riserva della proprietà registrato nei confronti del garante ai sensi del
Capitolo 3 Sezione 3, è ritenuto a conoscenza della mancanza del diritto o del potere del garante di
concedere un diritto di garanzia sul bene.
(3) L’acquisto in buona fede di un diritto di garanzia è escluso nel caso di un bene che sia stato rubato al
proprietario o alla persona che lo possiede per il proprietario.

IX.–2:109: Acquisto in buona fede di un diritto di garanzia su beni materiali gravati


(1) Quando un bene materiale è gravato da un diritto di garanzia o da un altro diritto reale limitato e il
garante non ha diritto o potere di disporre dei beni liberi dal diritto reale limitato di un terzo, il
creditore garantito acquista comunque un diritto di garanzia libero da tale altro diritto se:
(a) i requisiti di cui al paragrafo (1) (a) dell’Articolo precedente sono soddisfatti; e
(b) il creditore garantito non è a conoscenza né si può ragionevolmente ritenere che sia a conoscenza che
il garante non ha diritto o potere di concedere un diritto di garanzia in violazione del diritto reale
limitato del terzo, nel momento in cui il diritto di garanzia deve essere costituito.
(2) Ai fini del paragrafo (1)(b), il creditore garantito che acquista un diritto reale di garanzia sui beni
mobili è ritenuto a conoscenza del fatto che il garante non ha il diritto o il potere di concedere un
diritto di garanzia in violazione del diritto di garanzia esistente se tale diritto è registrato contro il
garante ai sensi del Capitolo 3, Sezione 3.
(3) Se i requisiti di cui al paragrafo (1) non sono soddisfatti, ma sono soddisfatti i requisiti di cui
all’Articolo precedente, il creditore garantito ottiene un diritto di garanzia sui beni gravati. L’ordine di
prelazione tra questa garanzia ed il vincolo precedente è determinato in base alle regole generali.

IX.–2:110: Costituzione posticipata


Sui beni per i quali, al momento in cui il diritto di garanzia avrebbe dovuto essere costituito ai sensi
dell’Art. IX.-2:106 (Tempo di costituzione del diritto di garanzia mediante concessione), non siano
ancora soddisfatti i requisiti di cui agli Artt. XI.-2:107 (Concessione di un diritto di garanzia da parte
di un consumatore) e IX.-2:108 (Acquisto in buona fede di un diritto di garanzia), il diritto di garanzia
sorge automaticamente non appena si verificano gli eventi indicati nelle disposizioni precedenti.

IX.–2:111: Diritti di garanzia su contanti, titoli negoziabili e documenti


Un diritto di garanzia su contanti, titoli negoziabili e altri documenti al portatore può essere costituito
libero da qualunque precedente diritto, anche se i requisiti di cui agli Artt. IX.-2:105 (Requisiti per il
concessione del diritto di garanzia) sottoparagrafo (b), IX.–2:108 (Acquisto in buona fede di un diritto
di garanzia) e IX.–2:109 (Acquisto in buona fede di un diritto di garanzia su bene materiale gravato)
non siano soddisfatti, a condizione che il possesso diretto di questi beni sia trasferito al creditore
garantito.

IX.–2:112: Questioni generali in materia di proprietà


Ai fini del presente Libro, le regole generali in materia di proprietà di cui al Libro VIII, Capitolo 2 si
applicano con gli opportuni adattamenti.

Sotto-sezione 3 : Riserva di un diritto di garanzia

IX.–2:113: Requisiti per la riserva di un diritto di garanzia


(1) In aggiunta ai requisiti di cui alla Sottosezione I, per la costituzione di un diritto di garanzia su un
bene mobile mediante riserva è necessario che:
(a) il creditore garantito abbia diritto nei confronti del garante alla riserva della garanzia in virtù di un
contratto di garanzia reale; e
(b) il creditore garantito trasferisca all’acquirente la proprietà sul bene destinato ad essere gravato.
(2) Il diritto di garanzia è costituito mediante riserva nel momento in cui sono soddisfatti tutti i requisiti
stabiliti nel paragrafo precedente.
(3) Ai fini dell’applicazione delle regole del presente Libro, l’acquirente è considerato quale garante.

Sotto-sezione 4: Diritto di ritenzione del possesso

IX.–2:114: Diritto di ritenzione del possesso


Quando una persona, in base ad un contratto o ad una disposizione normativa, ha diritto, nei confrontidel
proprietario, alla ritenzione del bene come garanzia del diritto ad una prestazione, tale diritto di
ritenzione costituisce un diritto di garanzia possessoria.

Sezione 2 Costituzione di uno strumento di riserva della proprietà

IX.–2:201 Strumento di riserva della proprietà


(1) La riserva della proprietà si costituisce nei casi indicati all’Art. IX.–1:103 (Strumenti di riserva della
proprietà: ambito di applicazione) paragrafo (2) se:
(a) il venditore, il fornitore o il concedente in leasing è il proprietario del bene fornito o ha il potere di
disporre di tale bene;
(b) il bene è specificato nel contratto di garanzia reale;
(c) il diritto garantito è esistente;
(d) il venditore, il fornitore o il concedente si riserva la proprietà.
(2) Ai fini di cui al paragrafo (1)(d), la proprietà è oggetto di riserva anche in caso di trasferimento
sottoposto alla condizione sospensiva dell’ adempimento dell’ obbligazione garantita.
Sezione 3 Costituzione della garanzia su beni specifici

IX.–2:301: Costituzione della garanzia sul diritto al pagamento di una somma di denaro
(1) La costituzione della garanzia sul diritto al pagamento di una somma di denaro è altresì sottoposta alle
seguenti regole speciali.
(2) Trovano applicazione con gli opportuni adattamenti le disposizioni del Libro III, Capitolo 5, eccetto
gli Artt. III.-5:108 (Cedibilità: effetti dei divieti contrattuali) paragrafi (2) e (3) e III.-5:121
(Concorrenza tra successivi cessionari).
(3) Un diritto al pagamento spettante al garante nei confronti del creditore garantito può essere costituito
in garanzia dal garante anche a favore del creditore garantito.
(4) Un diritto di garanzia su un diritto al pagamento si estende a qualsiasi diritto di garanzia personale o
reale che assiste tale diritto al pagamento.

IX.–2:302: Garanzie su azioni societarie


(1) Il possesso di documenti negoziabili incorporanti azioni societarie che siano detenute direttamente è
considerato equivalente al possesso delle azioni.
(2) Le azioni societarie che non soddisfino i requisiti di cui al paragrafo (1), siano esse registrate o meno,
non possono costituire oggetto di un diritto di garanzia possessoria.
(3) I diritti di garanzia sulle azioni societarie si estendono ai dividendi, alle azioni di godimento e agli altri
beni che l’azionista ottenga dalle azioni, ma sono limitati al valore finanziario delle azioni e di tali
beni.

IX.–2:303: Garanzie su titoli obbligazionari


I paragrafi (1) e (2) dell’Articolo precedente si applicano anche ai titoli obbligazionari.

IX.–2:304: Titoli rappresentativi di merci e titoli di credito


(1) Se e fintanto che un titolo è rappresentativo di beni mobili materiali , un diritto di garanzia sul
documento si estende anche ai beni mobili materiali.
(2) Per i titoli di credito, un diritto di garanzia sul documento si estende anche al diritto in esso
incorporato.
(3) Il possesso di un titolo rappresentativo di beni mobili materiali o di un titolo di credito è considerato
equivalente al possesso dei beni rappresentati dal documento o dei diritti incorporati nel titolo.

IX.–2:305: Diritto di garanzia su una pertinenza


Un diritto di garanzia può essere costituito su un bene che, al momento della costituzione, è una
pertinenza di un bene mobile o immobile. Se le regole applicabili ai beni immobili lo prevedono, il
diritto di garanzia può essere costituito anche secondo le regole che disciplinano i beni immobili.
(2) Il diritto di garanzia su beni mobili materiali continua a sussistere anche se il bene gravato diviene
successivamente pertinenza di un bene mobile o immobile.

IX.–2:306: Proventi dei beni originariamente gravati


(1) Un diritto di garanzia si estende ai diritti al pagamento dovuto a causa di difetti o perdita dei beni
originariamente gravati o danni agli stessi, inclusi i pagamenti dell’assicurazione.
(2) Il diritto di garanzia possessoria si estende ai frutti civili e naturali dei beni originariamente gravati,
salvo diverso accordo delle parti.
(3) Altri proventi derivanti dai beni originariamente gravati sono compresi solo se espressamente stabilito
dalle parti.
IX.–2:307: Utilizzo dei beni gravati per la specificazione o l’unione
(1) Quando i materiali oggetto di garanzia e di proprietà del garante sono utilizzati per la specificazione di
nuovi beni mobili materiali, il diritto di garanzia del creditore garantito può essere esteso dall’accordo
delle parti:
(a) al prodotto della specificazione; e
(b) al diritto al pagamento spettante al garante in qualità di precedente proprietario dei materiali nei
confronti dello specificatore e derivante dalla specificazione in base all’Art. VIII.-5:201
(Specificazione).
(2) Il paragrafo precedente trova conseguente applicazione se i beni mobili materiali sono uniti in modo
tale che la separazione sarebbe impossibile o economicamente irragionevole ai fini di cui all’Art.
VIII.-5:203 (Unione).
(3) Il Libro VIII, Capitolo 5 regola la questione se un precedente proprietario del materiale, diverso dal
titolare di uno strumento di riserva di proprietà, acquisisca o meno un diritto di garanzia in forza di
legge in conseguenza del processo di specificazione o di unione che utilizza il materiale, nonché la
questione dell’efficacia e dell’ordine di prelazione di tale diritto di garanzia. Se questi diritti di
garanzia sono costituiti mediante accordo tra le parti, essi sono assoggettati alle norme del Libro IX
ma godono della super-prelazione secondo quanto stabilito dall’Art. VIII. -5:204 (Disposizioni
integrative circa i diritti reali di garanzia) paragrafo (3).
(4) Nell’ipotesi di cui al paragrafo (1)(b), il diritto del creditore garantito, quale precedente titolare di un
vincolo sul materiale, si estende ai diritti di garanzia indicati nel paragrafo (3).

IX.–2:308: Utilizzo di beni soggetti ad uno strumento di riserva della proprietà per la specificazione
o l’unione
(1) Le norme di cui al Libro VIII, Capitolo 5 (Specificazione, unione e commistione) si applicano alle
conseguenze della specificazione e dell’unione dei beni mobili materiali soggetti ad uno strumento di
riserva della proprietà; i riferimenti al proprietario di tali beni valgono come riferimenti al compratore,
al locatario-acquirente, all’utilizzatore ed al commissionario.
(2) Quando i materiali soggetti ad uno strumento di riserva della proprietà sono utilizzati per la
specificazione di nuovi beni mobili materiali, il venditore, il fornitore o il concedente possono
acquistare un diritto di garanzia mediante accordo:
(a) sul prodotto della specificazione; e
(b) sul diritto al pagamento spettante al compratore, al locatario-acquirente , all’utilizzatore ed al
commissionario nei confronti dello specificatore secondo l’Art. VIII.-5:201 (Specificazione),
essendo essi considerati come il precedente proprietario dei materiali ai sensi del paragrafo (1).
(3) Il paragrafo precedente si applica conseguentemente quando i beni mobili materiali sono soggetti a
unione.
(4) Nel caso di cui al paragrafo (2)(b), il diritto del venditore, del fornitore o del concedente si estende ai
diritti di garanzia sui prodotti o beni mobili materiali oggetto di unione acquistati dal compratore, dal
locatario-acquirente , dall’utilizzatore o dal commissionario come risultato della specificazione o della
unione.

IX.–2:309: Commistione di beni oggetto di garanzia reale


(1) Quando beni mobili materiali gravati da garanzia sono uniti in modo tale che sia impossibile o
economicamente irragionevole separare la risultante massa o mescolanza nelle sue componenti
originarie, ma sia possibile ed economicamente ragionevole separare la massa o la mescolanza in
quantità proporzionate, i diritti di garanzia che gravavano sui beni mobili materiali continuano ad
esistere come vincoli dei diritti spettanti al precedente titolare dei beni mobili materiali nei confronti
dell’insieme o della mescolanza che ne deriva, ai sensi dell’Art. VIII.–5:202 (Commistione) paragrafo
(1)); questo vincolo è limitato ad una quota proporzionale al valore dei rispettivi beni mobili materiali
al momento della commistione.
(2) Laddove i beni mobili materiali soggetti a commistione ai sensi del paragrafo precedente siano
sottoposti ad uno strumento di riserva della proprietà, si applica l’Art. VIII.-5:202 (Commistione)
paragrafo (1), a condizione che i diritti del titolare dello strumento di riserva della proprietà continuino
a sussistere su una quota dell’insieme o della mescolanza che ne deriva, in proporzione al valore dei
rispettivi beni mobili materiali al momento della commistione.
(3) Qualsiasi creditore garantito è legittimato ad esercitare il diritto del garante alla separazione di una
quantità equivalente a quella della quota indivisa del comproprietario dalla massa o mescolanza dei
beni (Art. VIII.–5:202 (Commistione) paragrafo (2)).
(4) Se le attività finanziarie gravate, detenute dal creditore garantito, vengano dal medesimo commiste in
un insieme di beni, il garante ha diritto a una quota dell’insieme di beni. Il paragrafo (1) si applica con
gli opportuni adattamenti.
(5) Se, nei casi previsti dai paragrafi (1), (2) e (4), i beni dell’insieme non sono sufficienti a soddisfare
tutti i comproprietari, i paragrafi (4) e (5) dell’Art. VIII.-2:305 (Trasferimento di beni facenti parte di
una massa) trovano conseguente applicazione.

Sezione 4: Estensione della garanzia

IX.-2:401: Diritti garantiti


(1) La garanzia si estende, nei limiti del suo ammontare massimo, se previsto, non solo al diritto garantito
in via principale ma anche ai diritti accessori del creditore nei confronti del debitore,
in particolare ai diritti al pagamento di:
(a) interessi contrattuali e moratori,
(b) risarcimento dei danni, penali o somme contrattualmente pattuite, dovuti dal debitore in caso di
inadempimento; e
(c) costi ragionevoli per il recupero in via stragiudiziale di tali somme.
(2) Il diritto al pagamento dei costi ragionevoli dei procedimenti giudiziari ed esecutivi nei confronti del
garante e del debitore, se diverso dal garante, è coperto dalla garanzia a condizione che il garante sia
stato informato dell’intenzione del creditore garantito di intraprendere le azioni legali con un
preavviso sufficiente a consentire al garante di evitare tali costi.
(3) Una garanzia globale si estende solo ai diritti derivanti dai contratti stipulati tra debitore e creditore.

CAPITOLO 3: EFFICACIA NEI CONFRONTI DEI TERZI

Sezione 1: Regole generali

IX.–3:101: Efficacia nei confronti dei terzi


(1) Se non sono soddisfatti i requisiti previsti dal presente Capitolo, e salvo eccezioni, un diritto di
garanzia costituito nei modi stabiliti dal Capitolo 2 non ha effetti nei confronti delle seguenti categorie
di soggetti terzi:
(a) titolari di diritti reali sui beni gravati, inclusi i diritti di garanzia efficaci nei confronti dei terzi;
(b) un creditore che abbia intrapreso un’azione esecutiva contro tali beni e che, in base al diritto
applicabile, abbia ottenuto una posizione che gli attribuisca tutela nei confronti di una successiva
azione esecutiva;
(c ) l’amministratore dell’insolvenza del garante,
(2) Quando un diritto di garanzia efficace nei confronti dei terzi secondo le regole del presente Capitolo,
si estende, in forza delle disposizioni del presente Libro e senza la necessità di un accordo in tal senso,
su beni diversi da quelli originariamente gravati, l’estensione della garanzia non è soggetta ai requisiti
del presente Capitolo.
(3) Un diritto di garanzia acquisito in buona fede in violazione di uno strumento di riserva di proprietà o
di un precedente diritto sui beni da sottoporre a garanzia, è efficace nei confronti del titolare dello
strumento di riserva della proprietà ovvero del diritto di garanzia precedente anche se non sono
soddisfatti i requisiti del presente Capitolo. L’efficacia del diritto di garanzia acquistato in buona fede
nei confronti di terzi resta assoggettata alle altre regole del presente Capitolo.

IX.–3:102: Metodi per l’acquisto dell’ efficacia nei confronti dei terzi
(1) I diritti di garanzia su qualsiasi tipo di bene acquistano efficacia attraverso la registrazione della
garanzia in base a quanto stabilito dalla Sezione 3.
(2) L’efficacia si può ottenere altresì ai sensi della Sezione (2):
(a) per i beni materiali, attraverso la presa di possesso dei beni da parte del creditore garantito; oppure
(b) per taluni beni intangibili, attraverso l’esercizio del controllo sui beni gravati da parte del creditore
garantito .

IX.–3:103: Diritti di garanzia resi efficaci attraverso più metodi


(1) Se un diritto di garanzia è reso efficace attraverso registrazione, presa di possesso o controllo, esso
può essere reso efficace anche mediante ciascuno degli altri metodi. Quando gli effetti sono diversi,
prevale il metodo che garantisce la maggiore protezione per il creditore.
(2) Le precedenti disposizioni trovano applicazione anche quando un diritto di garanzia non soggetto alle
regole del presente Capitolo è reso efficace mediante registrazione, presa di possesso o controllo.

IX.–3:104: Cambio di metodo


Se il metodo per rendere efficace una garanzia viene modificato, l’efficacia continua a sussistere, a
condizione che i requisiti del nuovo metodo siano immediatamente soddisfatti al momento
dell’estinzione degli effetti del metodo precedente.

IX.–3:105: Diritto di garanzia sulla pertinenza di un immobile


Un diritto di garanzia sulla pertinenza di un immobile può essere reso efficace anche mediante
registrazione o annotazione in un registro immobiliare, a condizione che ciò sia autorizzato dalla legge
che disciplina il registro immobiliare.

IX.–3:106: Garanzia su beni oggetto di commistione


(1) Quando un bene materiale gravato da un diritto di garanzia che è stato reso efficace, è oggetto di
commistione, il diritto di garanzia sulla corrispondente quota della massa ai sensi dell’Art. IX.-2:309
(Commistione di beni oggetto di garanzia reale) rimane efficace.
(2) Il paragrafo precedente si applica con gli opportuni adattamenti alle attività finanziarie commiste in un
in insieme di beni.

IX.–3:107: Registrazione di una garanzia per il finanziamento dell’ acquisto


(1) Una garanzia per il finanziamento dell’ acquisto è efficace solo se registrata.
(2) Se la registrazione viene eseguita entro 35 giorni dalla consegna dei beni forniti, la garanzia per il
finanziamento dell’ acquisto è efficace dalla data di costituzione.
(3) Se la registrazione è eseguita trascorsi 35 giorni dalla consegna, la garanzia per il finanziamento
dell’acquisto diviene efficace solo dal momento della registrazione e non gode della super-prelazione
in base all’Art. IX.-4:102 (Super-prelazione).
(4) Quando un credito per la fornitura di beni ad un consumatore è garantito da una garanzia per il
finanziamento dell’acquisto, tale garanzia reale è efficace senza registrazione. Questa eccezione non
trova applicazione ai diritti di garanzia sui proventi e su altri beni diversi dai beni forniti.

IX.–3:108: Importazione di beni gravati


Se un bene oggetto di garanzia è importato da un paese terzo entro l’Unione Europea, qualsiasi diritto di
garanzia preesistente ed efficace resta efficace se i requisiti stabiliti dal presente Capitolo sono soddisfatti
entro tre mesi.

Sezione 2: Possesso o controllo da parte del creditore

IX.–3:201: Possesso
I diritti di garanzia sui beni materiali possono essere resi efficaci attraverso il possesso da parte del
creditore garantito:
(a) se il creditore garantito o un rappresentante (diverso dal garante) che agisce per conto del creditore
esercita un controllo materiale diretto sui beni mobili;
(b) quando i beni oggetto di garanzia sono nel possesso di un terzo (diverso dal garante), se il terzo ha
convenuto con il creditore garantito di possedere i beni gravati solo per quest’ultimo; o
(c) quando i beni gravati sono nel possesso congiunto del creditore garantito e del garante o quando un
terzo possiede i beni gravati per conto di entrambe le parti, qualora il garante non abbia alcun accesso
ai beni gravati senza il consenso espresso del creditore garantito.

IX.–3:202: Titoli rappresentativi di merci e titoli di credito


(1) Il possesso di un titolo rappresentativo di merci o di un titolo di credito è sufficiente a rendere efficace
anche un diritto di garanzia sui beni mobili materiali rappresentati dal documento o sui diritti incorporati
nel titolo di credito.
(2) Il diritto di garanzia sui beni mobili materiali rappresentati dal documento ai sensi del paragrafo (1) non
è pregiudicato se i beni rappresentati sono lasciati al garante o ad un terzo per un periodo sino a dieci
giorni, dietro quietanza formale debitamente sottoscritta, ai fini del carico o dello scarico, della vendita o
dello scambio o di altre attività commerciali relative ai beni mobili materiali, esclusa la costituzione di
un diritto di garanzia concorrente.

IX.–3:203: Azioni ed obbligazioni rappresentate da un documento


Il comma (1) dell’Articolo precedente si applica, con gli opportuni adattamenti, al possesso di certificati di
azioni societarie detenuti in modo diretto, se negoziabili, e di certificati di obbligazioni detenuti in modo
diretto.

IX.–3:204: Controllo di attività finanziarie


(1) I diritti di garanzia possono essere resi efficaci mediante l’esercizio del controllo da parte del creditore
garantito su:
(a) attività finanziarie registrate su conti detenuti da un istituto finanziario (attività finanziarie intermediate);
e
(b) strumenti finanziari non intermediati, registrati in un registro tenuto da o per l’emittente, o che
determina il titolo di proprietà secondo il diritto nazionale.
(2) Il creditore garantito esercita il controllo sui beni menzionati al comma (1)(a), se:
(a) il creditore garantito, con il consenso del garante, ha dato ordine all’istituto finanziario che amministra
il registro di non ammettere atti di disposizione da parte del garante senza il consenso del creditore
garantito
(b) i beni sono tenuti dall’istituto finanziario per conto del creditore garantito in un registro speciale; o
(c) l’istituto finanziario è il creditore garantito.
(3) Il paragrafo precedente si applica, con gli opportuni adattamenti, all’esercizio del controllo da parte
del creditore garantito sui beni indicati nel paragrafo (1)(b).
(4) La soddisfazione dei requisiti di cui ai paragrafi (2) e (3) deve essere provata per iscritto o tramite
registrazione con mezzi elettronici o con qualsiasi altro supporto durevole.
Sezione 3: Registrazione

Sotto-sezione 1: Funzionamento del registro delle garanzie reali

IX.–3:301: Registro europeo delle garanzie reali; altri sistemi di registrazione o annotazione
(1) Ogni registrazione che sia richiesta o ammessa per qualsiasi diritto di garanzia o strumento di riserva di
proprietà dalle regole del presente Libro deve essere effettuata in un registro europeo delle garanzie reali,
fatto salvo quanto previsto dal paragrafo (2).
(2) Quando sussistano sistemi di registrazione o di annotazione su titoli relativi alla proprietà per diritti di
garanzia su specifici tipi di beni, l’efficacia di un diritto di garanzia che deve essere registrato o annotato
in questi sistemi dipende dall’osservanza delle regole inderogabili applicabili a questi sistemi. Per i
sistemi stabiliti dal diritto nazionale di uno Stato Membro, questa regola è soggetta all’Art. IX.–3:312
(Disposizione transitoria in relazione ad iscrizioni in altri sistemi di registrazione o annotazione stabiliti
dai diritti nazionali).
(3) Una iscrizione di diritti di garanzia su strumenti finanziari in un registro tenuto da o per l’emittente degli
strumenti finanziari, o che secondo il diritto nazionale determina la proprietà, non è considerata come
registrazione ai fini della presente Sezione, ma può costituire controllo se sono soddisfatti i requisiti di
cui all’Art. IX.–3:204 (Controllo di attività finanziarie) comma (3).

IX.–3:302: Struttura e funzionamento del registro


(1) Il registro europeo delle garanzie reali opera come sistema su base personale (foglio personale),
ammettendo le iscrizioni concernenti i diritti di garanzia contro garanti identificati.
(2) Il registro funziona elettronicamente ed è direttamente accessibile dai suoi utilizzatori in formato on-line.

IX.–3:303: Strumenti di riserva di proprietà e diritti di garanzia


(1) Ai fini del registro europeo delle garanzie reali, non si distingue tra strumenti di riserva della proprietà e
diritti di garanzia.
(2) Nella presente Sezione, qualunque riferimento ai diritti di garanzia include gli strumenti di riserva della
proprietà.

IX.–3:304: Autenticazione come requisito per le dichiarazioni al registro


(1) Qualsiasi dichiarazione effettuata al registro on-line, quale la registrazione, la modifica o la
cancellazione di un’iscrizione nel registro o una dichiarazione di consenso, richiede l’autenticazione
della persona che effettua la dichiarazione.
(2) L’autenticazione richiede:
(a) l’utilizzo di informazioni di log-in che sono emesse a favore degli utilizzatori individuali del registro
on-line dopo una immatricolazione iniziale nel registro, attraverso la quale sono verificati l’identità e i
dati di contatto dell’utilizzatore; o
(b) l’utilizzo di sistemi sicuri di verifica dell’identità on-line di applicazione generale, quando tali sistemi
vengano introdotti a livello europeo o negli Stati Membri.

Sotto-sezione 2: Iscrizioni nel registro

IX.–3:305: Iscrizioni da parte del creditore garantito e registrazioni anticipate


(1) Le iscrizioni nel registro possono essere effettuate direttamente dal creditore garantito.
(2) Le iscrizioni possono essere effettuate prima o dopo la costituzione della garanzia cui si riferiscono o la
stipulazione del contratto di garanzia reale.
IX.–3:306: Contenuto minimo della iscrizione nel registro
(1) L’iscrizione può essere effettuata nel registro solo se:
(a) è eseguita nei confronti di un garante identificato;
(b) contiene una dichiarazione di contenuto minimo in relazione ai beni gravati;
(c) indica a quale categoria di beni appartengono i beni gravati, mediante uno o più riferimenti ad una
lista di categorie di beni;
(d) sono soddisfatti i requisiti del consenso; e
(e) l’iscrizione è accompagnata da una dichiarazione del creditore con cui quest’ultimo assume la
responsabilità per il danno causato al garante o a terzi da una registrazione illegittima.
(2) Ai fini del paragrafo (1)(b), è sufficiente la dichiarazione che il creditore costituirà una garanzia sui beni
del garante o si riserverà la proprietà in garanzia.

IX.–3:307: Contenuto aggiuntivo dell’iscrizione


L’iscrizione nel registro può includere il seguente contenuto aggiuntivo:
(a) informazioni aggiuntive fornite dal creditore in relazione ai beni gravati o al contenuto del diritto di
garanzia;
(b) la data di scadenza dell’iscrizione, a condizione che essa sia anteriore alla fine del periodo ordinario
di durata di cinque anni; e
(c) un ammontare massimo della garanzia.

IX.–3:308: Informazioni che appaiono sul registro


In relazione a ciascuna iscrizione, le seguenti informazioni appaiono sul registro e sono accessibili a
qualsiasi utilizzatore:
(a) il nome ed i dati di contatto del garante;
(b) il nome ed i dati di contatto del creditore;
(c) la data della iscrizione;
(d) il contenuto minimo della iscrizione ai sensi dell’Art. IX.–3:306 (Contenuto minimo della iscrizione
nel registro) paragrafo (1)(b) e (c); e
(e) qualunque contenuto aggiuntivo ai sensi dell’Art. IX.–3:307 (Contenuto aggiuntivo della iscrizione)
sotto-paragrafi da (a) a (c).

IX.–3:309: Consenso necessario del garante


(1) L’iscrizione nel registro può essere effettuata solo se il garante presta il proprio consenso mediante
dichiarazione al registro. Tale consenso può essere liberamente revocato da una dichiarazione del garante
al registro. La revoca del consenso non pregiudica le iscrizioni che sono state effettuate prima che la
revoca del consenso sia dichiarata al registro.
(2) Il creditore garantito può pretendere dal garante una dichiarazione di consenso ad una iscrizione nella
misura in cui tale consenso sia necessario per i diritti di garanzia costituiti dal contratto di garanzia
reale.
(3) Il presente Articolo non pregiudica la validità, i termini e gli effetti di qualunque accordo del garante con
il creditore garantito diverso dalla dichiarazione di consenso al registro.

IX.–3:310: Identità del garante, descrizione dei beni gravati ed efficacia della registrazione
(1) Se, sulla base delle regole del presente Libro, l’efficacia o la prelazione di un diritto di garanzia avente
ad oggetto beni di un determinato garante dipendono dalla registrazione, una iscrizione nel registro, ai
sensi della presente Sotto-sezione, è sufficiente soltanto se:
(a) l’iscrizione sia effettuata contro il corretto garante;
(b) la dichiarazione del creditore in relazione ai beni gravati che appare sul registro comprenda i beni
gravati dal diritto di garanzia;
(c) i beni gravati appartengano effettivamente alla categoria o alle categorie di beni indicate
nell’iscrizione; e
(d) la dichiarazione del creditore sia in una lingua ufficiale dell’Unione Europea. Il creditore può
aggiungere traduzioni.
(2) Ai fini del paragrafo (1)(b):
(a) l’iscrizione ha effetto in relazione ai frutti, ai prodotti, ai proventi e a qualunque altro bene diverso dai
beni originariamente gravati dalla garanzia, solo se anche questi beni sono compresi nella
dichiarazione del creditore in relazione ai beni gravati; e
(b) una descrizione che identifichi singoli beni non è necessaria.
(3) Il creditore che procede all’iscrizione sopporta il rischio che:
(a) la descrizione dei beni gravati, la traduzione di tale descrizione o l’indicazione della categoria o delle
categorie dei beni gravati sia erronea; e
(b) l’iscrizione sia effettuata contro una persona diversa dal garante.

IX.–3:311: Modifiche alle iscrizioni


(1) Il creditore può modificare ciascuna delle proprie iscrizioni dopo averle effettuate.
(2) Una modifica ad un’iscrizione può essere inserita nel registro solo se:
(a) è effettuata in relazione ad una specifica iscrizione;
(b) contiene una dichiarazione sul contenuto della modifica; e
(c) è accompagnata da una dichiarazione del creditore che quest’ultimo assume la responsabilità per il
danno causato al garante o ai terzi da una modificazione illegittima dell’iscrizione originale.
(3) In caso di modifica, il registro conserva e mostra sia il testo originale che la modifica, inclusa la data in
cui la modifica è stata effettuata.
(4) La modifica di un’iscrizione è efficace solo se non aumenta i diritti del creditore. In particolare, una
modifica può avere l’effetto di limitare i diritti del creditore, specialmente subordinando i diritti di quel
creditore a quelli di un altro creditore, indicando un trasferimento della garanzia ad un altro creditore,
limitando l’ambito dei beni compresi nella garanzia secondo il contenuto della dichiarazione del
creditore in relazione ai beni gravati, o stabilendo o anticipando il termine di scadenza dell’iscrizione.
(5) Un aumento dei diritti del creditore è efficace solo se contenuto in una nuova iscrizione.

IX.–3:312: Disposizione transitoria in relazione ad iscrizioni in altri sistemi di registrazione o


annotazione stabiliti dai diritti nazionali
(1) Quando un diritto di garanzia è registrato o annotato in un altro sistema di registrazione o annotazione di
titoli relativi alla proprietà sulla base del diritto nazionale di uno Stato Membro, fintanto che questi
sistemi siano ancora operanti per garanzie su specifici tipi di beni, bisogna effettuare, contro il garante e
da parte dell’organo che amministra l’altro sistema, un’iscrizione nel registro europeo delle garanzie
reali, che riproduca il contenuto della registrazione o annotazione precedentemente menzionata, incluso
il momento della registrazione o annotazione. L’iscrizione nel registro europeo delle garanzie reali è
necessaria per l’efficacia della registrazione o annotazione ai sensi del presente Libro.
(2) Ai fini della prelazione regolata dal Capitolo 4, è decisivo il momento della registrazione o annotazione
nel sistema nazionale.

IX.–3:313: Certificazione automatica dell’iscrizione per il creditore e il garante


In seguito all’iscrizione o alla modifica di un’iscrizione, al creditore ed al garante deve essere
automaticamente comunicata una certificazione a questo effetto.

IX.–3:314: Terzo rappresentante del creditore


(1) Quale contenuto aggiuntivo dell’iscrizione effettuata dal creditore garantito, quest’ultimo può
identificare un terzo che agisca come suo rappresentante, il cui nome e dati di contatto appariranno sul
registro in luogo di quelli del creditore. In questo caso, l’iscrizione può essere effettuata solo se, in
aggiunta alla soddisfazione dei requisiti di cui agli Articoli precedenti, tale terzo abbia altresì prestato il
proprio consenso secondo l’Art. IX.–3:309 (Consenso necessario del garante) paragrafi (1) e (3),
applicato con gli opportuni adattamenti.
(2) Mediante una dichiarazione al registro soggetta all’Art. IX.–3:309 (Consenso necessario del garante)
paragrafi (1) e (3), applicati con gli opportuni adattamenti, un creditore garantito può autorizzare un terzo
ad effettuare dichiarazioni al registro per conto del creditore garantito.
(3) Quando l’iscrizione individua un terzo che agisce quale rappresentante del creditore garantito, il
creditore garantito e il terzo sono responsabili quali debitori solidali per tutte le obbligazioni dei creditori
garantiti ai sensi della presente Sezione.

Sotto-sezione 3: Tutela del garante

IX.–3:315: Diritto del garante alla cancellazione o alla modifica dell’iscrizione


Il garante ha diritto, nei confronti del creditore garantito, alla cancellazione o alla modifica di un’iscrizione
se e nella misura in cui non esista alcun corrispondente diritto di garanzia.

IX.–3:316: Revisione delle iscrizioni contestate da parte dell’ufficio del registro


(1) Il garante può richiedere l’assistenza dell’ufficio del registro per l’esercizio del diritto a pretendere dal
creditore garantito la cancellazione o la modifica di un’iscrizione.
(2) Dietro richiesta del garante, l’ufficio del registro chiede al creditore garantito se quest’ultimo acconsente
alla domanda del garante.
(3) Se il creditore garantito non solleva obiezioni entro due mesi dalla domanda dell’ufficio del registro ai
sensi del paragrafo (2), l’iscrizione è cancellata o modificata secondo la domanda del garante.
(4) Se il creditore garantito solleva obiezioni entro il termine di cui al comma (3), l’iscrizione è segnata
come contestata nei limiti della domanda del garante.
(5) L’iscrizione resta segnata come contestata finché:
(a) il garante revoca la domanda mediante comunicazione all’ufficio del registro;
(b) il creditore garantito acconsente alla domanda del garante mediante dichiarazione all’ufficio del
registro;
(c) il creditore garantito cancella l’iscrizione; o
(d) sulla domanda del garante venga emessa una pronuncia definitiva da parte di un Tribunale
competente.

Sotto-sezione 4: Accesso e ricerche nel registro

IX.–3:317: Accesso al registro a scopo di ricerca


L’accesso al registro a scopo di ricerca è aperto a chiunque, salvo il pagamento dei diritti di accesso; esso
non dipende dal consenso del garante o del creditore garantito.

IX.–3:318: Ricerche nel registro


E’ possibile effettuare ricerche nel registro con riguardo ad iscrizioni eseguite contro garanti individuali o ad
iscrizioni contenenti specifiche descrizioni dei beni vincolati.

Sotto-sezione 5: Dovere del creditore registrato di rispondere alle richieste di informazioni


IX.–3:319: Dovere di fornire informazioni
(1) Qualsiasi creditore garantito registrato ha il dovere di rispondere alle richieste di informazioni
provenienti da chi effettua una ricerca nel registro e relative al diritto di garanzia indicato dall’iscrizione
e ai beni gravati, se queste richieste sono effettuate con l’approvazione del garante.
(2) La richiesta deve essere effettuata in una lingua ufficiale dello Stato Membro dell’Unione Europea in cui
è ubicata la sede dell’impresa o della società o la residenza del creditore garantito, oppure in inglese.
(3) La richiesta deve ricevere una risposta entro quattordici giorni da quando la richiesta, inclusa
l’approvazione del garante, è stata ricevuta dal creditore garantito.
(4) Il dovere del creditore garantito di rispondere alle richieste di informazioni provenienti da chi effettua
una ricerca nel registro ai sensi dei paragrafi precedenti sussiste sia nei confronti di chi effettua una
ricerca, sia nei confronti del garante. Il creditore garantito è responsabile nei confronti di entrambi di
qualsiasi danno causato dalla violazione di tale dovere.

IX.–3:320: Contenuto dell’ informazione


(1) Le richieste di informazioni ai sensi dell’Articolo precedente devono ricevere una risposta da parte del
creditore garantito, contenente le informazioni sull’esistenza di un diritto di garanzia su specifici beni al
momento in cui l’informazione è fornita.
(2) L’informazione può essere fornita:
(a) indicando specificamente se i beni interessati sono gravati in favore del creditore garantito; o
(b) inoltrando le parti rilevanti degli accordi tra garante e creditore garantito in relazione alla
concessione o riserva di una garanzia reale.
(3) Quando la garanzia è stata trasferita, il creditore garantito deve dichiarare il nome ed i dati di contatto del
cessionario.
(4) L’informazione deve essere fornita in una lingua ufficiale dello Stato Membro dell’Unione Europea in
cui è ubicata la sede dell’impresa o della società o la residenza del creditore garantito, oppure in inglese.
(5) Non è necessario fornire informazioni:
(a) se risulta chiaro, direttamente dall’iscrizione, che il bene interessato non è gravato, a condizione che
l’iscrizione soddisfi i requisiti di cui al paragrafo (4); o
(b) se il creditore garantito aveva già risposto a una richiesta di informazione da parte del medesimo
richiedente in relazione al medesimo bene negli ultimi tre mesi e l’informazione fornita è ancora
corretta.
(6) Queste disposizioni non pregiudicano l’obbligazione del creditore garantito di fornire informazioni
sull’obbligazione garantita ai sensi dell’Art. IX.–5:401 (Obbligazione del creditore garantito di fornire
informazione sul diritto garantito) o su qualunque equivalente obbligazione dovuta al debitore
dell’obbligazione garantita né le conseguenze di un inadempimento di tali obbligazioni.

IX.–3:321: Conseguenze in caso di corretta informazione da parte del creditore garantito


(1) Se il creditore garantito informa correttamente il richiedente ai sensi di questa Sotto-sezione che i beni
interessati non sono gravati, un diritto di garanzia su tali beni che sia successivamente costituito in favore
del creditore garantito non può godere della prelazione attribuita dall’iscrizione originaria rispetto ai
diritti di garanzia del richiedente. Questa regola trova applicazione solo se i diritti di garanzia del
richiedente sono da costui acquisiti entro tre mesi dalla richiesta di informazione.
(2) Se il creditore garantito informa correttamente il richiedente, ai sensi della presente Sotto-sezione, che i
beni interessati sono gravati, il richiedente non può acquisire un diritto reale sui beni gravati libero dal
vincolo in favore del creditore garantito, anche se ciò sarebbe altrimenti possibile secondo le regole
dell’acquisto in buona fede.

IX.–3:322: Conseguenze in caso di erronea informazione da parte del creditore garantito


(1) Se il creditore garantito informa erroneamente il richiedente, ai sensi di questa Sotto-sezione, che i beni
rilevanti non sono gravati, il richiedente, entro tre mesi, può acquisire un diritto reale su tali beni libero
da qualunque vincolo in favore del creditore garantito, sulla base di un acquisto in buona fede,
nonostante l’iscrizione nel registro che comprende i diritti del creditore garantito.
(2) Se il creditore garantito informa erroneamente il richiedente, ai sensi della presente Sotto-sezione, che i
beni rilevanti sono gravati, e ciononostante il richiedente acquista dal garante un diritto di garanzia reale
su tali beni, si applica l’Art. IX.–3:321 (Conseguenze in caso di corretta informazione da parte del
creditore garantito), paragrafo (1), prima frase, con gli opportuni adattamenti.

IX.–3:323: Conseguenze in caso di mancata informazione


(1) Se il creditore garantito omette di rispondere alle richieste di informazione di cui agli Artt. IX.–3:319
(Dovere di fornire informazione) ed al IX.–3:320 (Contenuto dell’informazione), o risponde
erroneamente che i suoi diritti di garanzia sui beni sono stati trasferiti, il richiedente deve essere trattato
come se il creditore garantito avesse fornito l’informazione che i beni rilevanti non sono gravati. L’Art.
IX.–3:321 (Conseguenze in caso di corretta informazione da parte del creditore garantito) paragrafo (1) o
l’Art. IX.–3:322 (Conseguenze in caso di erronea informazione da parte del creditore garantito)
paragrafo (1), rispettivamente, trovano applicazione con gli opportuni adattamenti.
(2) Se il creditore garantito ritarda nel rispondere alla richiesta d’informazione ai sensi degli Artt. IX.–
3:319 (Dovere di fornire informazione) e IX.–3:320 (Contenuto dell’informazione), il paragrafo
precedente trova applicazione qualora un diritto reale sia costituito in favore del richiedente o venga
da costui acquisito prima che il creditore garantito risponda alla richiesta di informazione.

IX.–3:324: Forma delle richieste e dell’informazione


Ai sensi della presente Sotto-sezione, la richiesta di informazione e la risposta devono essere in forma
testuale . Entrambe possono essere inviate mediante un mezzo elettronico di comunicazione fornito dal
registro; in questo caso un certificato della richiesta o della risposta è comunicato dal registro al
richiedente o al creditore garantito, rispettivamente, con funzione probatoria del fatto di aver ricevuto la
richiesta o la risposta.

Sotto-sezione 6: Durata, rinnovo e cancellazione delle iscrizioni

IX.–3:325: Durata
(1) Un’iscrizione cessa di avere effetto cinque anni dopo che è stata iscritta nel registro o alla data di
scadenza indicata nell’iscrizione stessa.
(2) Una volta che un’iscrizione abbia cessato di avere effetto, essa non appare più sul registro e non è più
direttamente accessibile ad alcun utilizzatore. Essa cessa di produrre qualunque effetto ai sensi della
presente Sezione. Il contenuto dell’iscrizione è conservato a scopo di consultazione negli archivi
dell’ufficio del registro.

IX.–3:326: Rinnovo
(1) Salvo che una data di scadenza sia stata specificata nell’iscrizione, un’iscrizione può essere rinnovata
prima del termine del periodo ordinario di durata per un periodo aggiuntivo di cinque anni.
(2) Il rinnovo di un’iscrizione è effettuato mediante una dichiarazione al registro da parte del creditore
garantito.

IX.–3:327: Cancellazione
(1) In qualsiasi momento il creditore garantito può cancellare l’iscrizione mediante dichiarazione al registro.
(2) L’Art IX.–3:325 (Durata) paragrafo (2) trova applicazione con gli opportuni adattamenti alle
conseguenze di una dichiarazione ai sensi del precedente paragrafo.
Sotto-sezione 7: Trasferimento della garanzia o del bene vincolato

IX.–3:328: Trasferimento della garanzia: regole generali


(1) Quando il diritto di garanzia è trasferito, esso resta efficace in virtù della registrazione originaria.
(2) Anche in assenza di una dichiarazione indicante il trasferimento ai sensi dell’Art. IX.–3:329
(Trasferimento della garanzia: dichiarazione di trasferimento), dal momento del trasferimento il
cessionario è obbligato, ai sensi della Sotto-sezione 5, nello stesso modo di un creditore garantito.
(3) Dal momento del trasferimento della garanzia il cedente è responsabile nei confronti del cessionario per
qualsiasi danno causato dal proprio comportamento in relazione all’iscrizione, così come per le
modifiche e le cancellazioni della stessa, fino a che una dichiarazione indicante il trasferimento sia
registrata, o fino a che il cedente dichiari il suo consenso ad una tale dichiarazione, ai sensi dell’Art. IX.–
3:329 (Trasferimento della garanzia: dichiarazione di trasferimento) comma (4).

IX.–3:329: Trasferimento della garanzia: dichiarazione di trasferimento


(1) Quando la garanzia è trasferita, l’iscrizione originaria può essere modificata da una dichiarazione
indicante il trasferimento.
(2) La dichiarazione indicante il trasferimento è soggetta all’Art. IX.–3:311 (Modificazioni delle iscrizioni)
e a qualsiasi regola ulteriore stabilita dal presente Articolo.
(3) La dichiarazione indicante il trasferimento può essere registrata solo se:
(a) è effettuata in relazione ad una iscrizione specifica;
(b) indica i diritti di garanzia che devono essere trasferiti;
(c) identifica il cessionario; ed
(d) è accompagnata da una dichiarazione della persona che effettua la modifica tramite la quale
quest’ultima assume la responsabilità per i danni causati al creditore garantito o a terzi da
un’iscrizione illegittima.
(4) La dichiarazione indicante il trasferimento può essere registrata dal cedente o, con il consenso del
cedente, dal cessionario.
(5) Sulla base e nei limiti del trasferimento della garanzia, il garante ha diritto,nei confronti del cedente, a
registrare una dichiarazione indicante il trasferimento, e il cessionario ha diritto a ricevere una
dichiarazione di consenso da parte del cedente ai sensi del comma precedente. L’Art. IX.–3:316
(Revisione delle iscrizioni contestate da parte dell’ufficio del registro) trova applicazione con gli
opportuni adattamenti all’esercizio di questi diritti.
(6) A seguito della registrazione della dichiarazione indicante il trasferimento, l’iscrizione originaria è
modificata di conseguenza e non è più considerata come estesa ai diritti di garanzia trasferiti.
(7) A seguito della registrazione della dichiarazione indicante il trasferimento, è effettuata automaticamente
contro il garante una nuova iscrizione che riproduce il contenuto dell’iscrizione originaria e stabilisce che
i diritti di garanzia indicati sono trasferiti al cessionario.
(8) Il cessionario assume la posizione del creditore garantito in relazione alla nuova registrazione per tutti i
fini della presente Sezione. In relazione ai diritti di garanzia che sono indicati come trasferiti, la nuova
iscrizione conserva la prelazione conferita dall’iscrizione originaria.

IX.–3:330: Trasferimento del bene gravato: regole generali


(1) La proprietà del bene gravato può essere trasferita restando soggetta al diritto di garanzia esistente senza
che sia effettuata una nuova registrazione.
(2) La continuazione dell’efficacia e la prelazione del diritto di garanzia sul bene gravato in virtù
dell’originaria registrazione sono disciplinati dall’Art. IX.–5:303 (Trasferimento del bene gravato).
(3) Ai fini della presente Sezione, dal momento del trasferimento il cessionario assume la posizione di
garante in relazione alla garanzia sui beni trasferiti.
(4) I paragrafi precedenti trovano applicazione con gli opportuni adattamenti laddove i diritti di un
compratore, di un locatario-acquirente , di un utilizzatore o di un commissionario sui, o relativi ai, beni
forniti siano trasferiti restando soggetti ad uno strumento di riserva della proprietà preesistente.
IX.–3:331: Trasferimento dei beni gravati: dichiarazione di trasferimento
(1) Un cessionario che acquisti la proprietà di un bene gravato soggetto ad un diritto di garanzia esistente ha
il dovere di effettuare, nel registro, un’iscrizione contro se stesso indicante il trasferimento, salvo che tale
dichiarazione sia già stata registrata dal creditore garantito.
(2) Il cessionario è responsabile nei confronti del creditore garantito titolare di un diritto di garanzia sul bene
trasferito per il danno causato da una violazione del dovere di cui al paragrafo precedente.
(3) La dichiarazione di trasferimento può essere registrata dal cessionario o dal creditore garantito se:
(a) è effettuata in relazione ad un garante identificato, in qualità di cessionario;
(b) indica l’identità di un garante identificato, in qualità di cedente;
(c) contiene una dichiarazione di contenuto minimo quanto al bene trasferito;
(d) è indicata da uno o più riferimenti ad una lista di categorie di beni alla cui categoria appartiene il bene
trasferito; e
(e) è accompagnata da una dichiarazione della persona che effettua la dichiarazione di trasferimento con
cui quest’ultima assume la responsabilità per qualunque danno causato al cessionario, al creditore
garantito o a terzi da un’iscrizione illegittima.
(4) I paragrafi precedenti si applicano con gli opportuni adattamenti laddove i diritti di un compratore, di un
locatario-acquirente , di un utilizzatore o di un commissionario sui, o relativi ai, beni forniti siano
trasferiti soggetti ad uno strumento di riserva di proprietà preesistente.

Sotto-sezione 8: Costi

IX.–3:332: Distribuzione dei costi


(1) Nei rapporti tra le parti:
(a) ciascuna sopporta i costi della propria immatricolazione o ammissione ad un sistema sicuro di
verifica on-line dell’identità; e
(b) il garante sopporta qualunque altro costo in cui sia ragionevolmente incorso il creditore in relazione
alla registrazione.
(2) I costi delle ricerche e delle risposte a tali ricerche sono sopportati dal richiedente.

Sotto-sezione 9: Diritti di garanzia costituiti prima dell’entrata in funzione del registro

IX.–3:333: Diritti di garanzia costituiti prima dell’entrata in funzione del registro


(1) Le garanzie che erano efficaci prima dell’entrata in funzione del registro europeo delle garanzie reali
restano efficaci successivamente senza necessità di registrazione ai sensi della presente Sezione.
(2) Se le garanzie erano registrate o annotate in un qualsiasi sistema di registrazione o annotazione del titolo
di proprietà stabilito dal diritto nazionale di uno Stato Membro, una registrazione che riproduce il
contenuto di quella registrazione o annotazione, inclusa la data di registrazione o annotazione, è
effettuata nel registro europeo delle garanzie reali contro il garante da parte dell’organismo che
amministra l’altro registro, una volta che il registro previsto dalle presenti regole entri in funzione.

CAPITOLO 4: PRELAZIONE

IX. – 4:101: Prelazione: regole generali


(1) Salvo eccezioni, l’ordine di prelazione tra più diritti di garanzia oppure tra un diritto di garanzia ed
altri diritti reali limitati sullo stesso bene è determinato in base al tempo rilevante.
(2) Per tempo rilevante si intende:
(a) nel caso di diritti di garanzia, il momento della registrazione ai sensi del Cap. 3, Sezione
3, se effettuata, o il momento in cui il diritto di garanzia ha acquistato altrimenti
efficacia, ai sensi delle altre norme del Cap. 3, a seconda di quale dei due eventi si
verifica per primo;
(b) nel caso di altri diritti reali limitati, il momento della costituzione.
(3) un diritto di garanzia efficace prevale rispetto ad un diritto di garanzia privo di efficacia, anche se
quest’ultimo è stato costituito in precedenza.
(4) L’ordine di prelazione tra due o più diritti di garanzia inefficaci è determinato dal momento della
loro costituzione.
(5) Fatta salva l’applicazione dell’Art. IX. – 4:108 (Modifica dell’ordine di prelazione), un diritto di
garanzia acquisito in buona fede su un bene già soggetto ad uno strumento di riserva di proprietà,
oppure in violazione di un vincolo precedentemente costituito su quello stesso bene, prevale sempre
sia sullo strumento di riserva di proprietà che sul diritto di garanzia precedente.

IX. – 4:102: Super-prelazione


1) Una garanzia per il finanziamento dell’acquisto che sia efficace nei confronti dei terzi in base alle
norme del Cap. 3 prevale su qualsiasi diritto di garanzia o altro diritto reale limitato costituito dal
garante.
(2) Un diritto di garanzia su attività finanziarie reso efficace mediante controllo, ai sensi dell’Art. IX. –
3:204 (controllo su attività finanziarie) ovvero mediante possesso prevale su qualsiasi altro diritto di
garanzia o diritto reale limitato gravante sullo stesso bene. Se il controllo è costituito in favore di
diversi creditori garantiti, si applica l’Art. IX. – 4:101 (Diritto di prelazione: regole generali) paragrafi
(1) e (2)(a).
(3) un diritto di garanzia fondato su un diritto di ritenzione ai sensi dell’Art. IX. – 2:114 (Diritto di
ritenzione del possesso) prevale su qualsiasi altro diritto sullo stesso bene.
(4) I paragrafi precedenti sono soggetti all’Art. IX. – 4:101 (Diritto di prelazione: regole generali),
paragrafo (5), e Art. IX. – 4:108 (Modifica dell’ordine di prelazione).

IX. – 4:103: (segue) Continuazione della prelazione


L’ordine di prelazione non è pregiudicato se il bene gravato:
(a) diventa una pertinenza di un bene mobile; ovvero
(b) è utilizzato per la specificazione di nuovi beni mobili materiali o è commisto con o unito ad
altri beni, a condizione che il diritto di garanzia si estenda ai diritti di garanzia sul bene risultanti
dall’attività di specificazione, commistione o unione.
(2) Il paragrafo (1)(a) si applica anche quando un bene mobile diventa una pertinenza di un bene
immobile, a meno che la legge che disciplina il bene immobile non disponga diversamente.

IX. – 4:104: Frutti e proventi: regole generali


(1) I diritti di garanzia su frutti e proventi conservano la prelazione del diritto di garanzia sui beni
originariamente gravati, quando derivano dai seguenti tipi di beni:
(a) frutti e proventi dello stesso tipo dei beni originariamente gravati;
(b) diritti al pagamento derivanti da difetti o dalla perdita dei beni originariamente gravati o da danni
a tali beni, inclusi gli indennizzi assicurativi;
(c) frutti e proventi che sono compresi nella registrazione del diritto di garanzia sui beni
originariamente gravati.
(2) Nei casi non previsti dal paragrafo (1), la prelazione delle garanzie su frutti e proventi è determinata in
base alle regole generali sancite negli Artt. IX - 4:101 (Diritto di prelazione: regole generali) e IX. –
4:102 (Super-prelazione).

IX. – 4:105: Frutti e proventi: eccezioni


(1) I diritti di garanzia su frutti e proventi derivanti da beni che sono soggetti ad una garanzia per il
finanziamento dell’acquisto o che sono regolati dall’Art. VIII – 5:204 (Disposizioni integrative circa i
diritti reali di garanzia), paragrafo (3), non godono della super-prelazione del diritto di garanzia sui
beni originariamente gravati.
(2) Il paragrafo precedente non pregiudica la super-prelazione delle garanzie costituite su:
(a) diritti al pagamento derivanti da difetti o perdita dei beni originariamente gravati, o da danni a tali
beni, inclusi indennizzi assicurativi; e
(b) proventi derivanti dalla vendita dei beni originariamente gravati.

IX. – 4:106: Importazione di un bene gravato


Se un bene gravato è importato all’interno dell’Unione Europea da un Paese non appartenente ad essa, si
conserva il diritto di prelazione che era efficace prima dello spostamento del bene gravato nell’Unione
Europea e che soddisfa le condizioni previste dall’Art. IX. – 3:108 (Importazione del bene gravato).

IX. – 4:107: Prelazione del creditore procedente


Al fine di determinare l’ordine di prelazione, un creditore procedente è considerato titolare di un diritto di
garanzia efficace dal momento dell’inizio della procedura esecutiva su beni specifici se sono
soddisfatti tutti i presupposti per i procedimenti esecutivi nei confronti di quei beni ai sensi delle
regole di procedura del foro in cui ha luogo l’esecuzione.

IX. – 4:108: Modifica dell’ordine di prelazione


(1) La prelazione tra un diritto di garanzia ed altri diritti di garanzia o altri diritti reali limitati sullo stesso
bene, può essere modificata attraverso un accordo in forma testuale tra i titolari di tutti i diritti che
verrebbero pregiudicati dal cambiamento dell’ordine di prelazione.
(2) Un terzo che acquista un diritto di garanzia che è stato pregiudicato dalla modifica dell’ordine di
prelazione è vincolato soltanto se l’iscrizione relativa alla garanzia nel registro europeo delle garanzie
reali è stata modificata conseguentemente, ovvero se il terzo, al momento del trasferimento, conosceva
o aveva ragione di conoscere la modifica dell’ordine di prelazione.

CAPITOLO 5:DISPOSIZIONI PER IL PERIODO PRECEDENTE ALL’ESIGIBILITÀ DELLA


GARANZIA

Sezione 1: Principi generali

IX. –5:101: Principi generali


(1) Il garante ed il creditore garantito sono liberi di determinare il loro rapporto reciproco riguardo al bene
gravato, salvo quanto diversamente stabilito dalle presenti regole.
(2) Qualunque accordo concluso prima dell’esigibilità della garanzia a seguito di mancato adempimento e
che preveda l’appropriazione dei beni gravati da parte del creditore o che abbia tale effetto, è nullo,
salvo che sia stato espressamente stipulato il contrario. Questo paragrafo non si applica agli strumenti
di riserva della proprietà.

Sezione 2: Beni gravati

IX. –5:201: Diligente custodia ed assicurazione dei beni gravati


(1) La parte in possesso dei beni gravati è obbligato a mantenerli identificabili rispetto a quelli di
proprietà altrui e deve conservarli e mantenerli nel loro stato con diligenza ragionevole.
(2) L’altra parte ha diritto ad ispezionare i beni gravati in qualunque momento ragionevole.
(3) Il garante è obbligato a assicurare i beni gravati contro i rischi che sono usualmente assicurati da un
proprietario prudente nel luogo ove si trovano i beni. Su richiesta del creditore garantito, il garante
deve fornire prova della copertura assicurativa. Se non c’è copertura assicurativa o essa è
insufficiente, o se non vi è prova della copertura assicurativa, il creditore ha il diritto di procurarsi una
copertura assicurativa sufficiente e di aggiungere qualsiasi spesa all’obbligazione garantita.

Sotto-sezione 1: Diritti ed obbligazioni del garante

IX. –5:202: Diritti in generale


Se, e fintanto che, il garante ha il diritto di possedere i beni gravati, il garante ha il diritto di utilizzarli in
modo ragionevole.
IX. –5:203: Utilizzo di materiali industriali gravati
Un garante in possesso di materiali industriali gravati, come materie prime o prodotti semilavorati, può
utilizzare tali materiali per la specificazione a meno che ciò non sia espressamente vietato.

IX. –5:204: Atti di disposizione dei beni gravati da parte di commercianti o produttori
(1)Un garante che agisce nel corso ordinario degli affari come commerciante o produttore può disporre
dei seguenti tipi di beni gravati come liberi da qualsiasi tipo di garanzia se essi sono in suo possesso:
(a) beni destinati alla vendita o alla locazione e materiali industriali (scorte); e
(b) prodotti di materiali industriali.
(2) Un commerciante o un produttore non può disporre di elementi dei propri beni strumentali gravati,
salvo espressa autorizzazione del creditore garantito.

IX. –5:205:Utilizzo o disposizione non autorizzati


(1) Un garante in possesso dei beni gravati è obbligato nei confronti del creditore garantito a non
utilizzarli o disporne in violazione dei limiti previsti dai precedenti Articoli di questa Sotto-sezione.
(2) In aggiunta alla responsabilità per danni derivanti dall’inadempimento dell’obbligazione di cui al
paragrafo (1), il garante che violi i menzionati limiti è obbligato a rendere conto al creditore garantito
del valore derivato dall’utilizzo o dai proventi dell’atto dispositivo e a pagare il corrispettivo, tuttavia
solo fino a concorrenza con l’ammontare del diritto garantito che rimarrebbe altrimenti insoddisfatto.

Sotto-sezione 2: Diritti ed obbligazioni del creditore garantito

IX. –5:206:Diritto d’utilizzazione limitato


Un creditore garantito che ha il possesso o il controllo dei beni gravati non ha diritto ad utilizzare tali
beni, a meno che e nella misura in cui un’utilizzazione appropriata è indispensabile per la loro
manutenzione e per la loro conservazione.

IX. –5:207:Banche aventi diritto a disporre di attività finanziarie


(1) Banche ed istituti finanziari equivalenti che detengono attività finanziarie in qualità di creditori
garantiti hanno diritto ad utilizzare i beni, appropriarsene e disporne, se questo è espressamente
previsto dall’accordo.
(2) Per la soddisfazione del diritto di garanzia, il creditore garantito è soltanto obbligato a trasferire al
garante attività finanziarie dello stesso genere, qualità e valore.

IX. –5:208: Appropriazione di frutti civili


Se la garanzia si estende ai frutti civili dei beni originariamente gravati, il creditore garantito ha diritto di
riscuoterli e di destinare il denaro ricevuto come frutti civili per ridurre il diritto di garanzia anche
prima che diventi esigibile.

Sezione 3: Modifica delle parti

IX. –5:301:Trasferimento del diritto di garanzia


(1) Se un diritto garantito viene trasferito ad un altro creditore, anche il diritto di garanzia passa a tale
creditore.
(2) Il cedente è obbligato ad informare il cessionario di eventuali diritti che garantiscono il diritto
trasferito.
(3) Il diritto di garanzia acquista efficacia nei confronti dei terzi:
(a) in virtù della registrazione originaria ai sensi dell’Art. IX. – 3:328 (Trasferimento del diritto di
garanzia: regole generali) paragrafo (1);
(b) se o il possesso o il controllo del bene gravato viene trasferito al cessionario;
(c) se il cedente acconsente a tenere il possesso o il controllo per il cessionario; oppure
(d) se il diritto di garanzia era efficace senza l’osservanza di alcuno dei presupposti di cui al Capitolo
3.
(4) se il diritto di garanzia resta efficace, la sua prelazione non è pregiudicata dal trasferimento.
IX. –5:302: Trasferimento parziale del diritto garantito
Se il diritto garantito è diviso in quote spettanti a diversi soggetti, come conseguenza del trasferimento di
una quota del diritto garantito ovvero dell’intero diritto garantito a diversi cessionari, i quali ne
acquisiscano solo una quota ciascuno:
(a) ciascun titolare di una quota del diritto garantito ha il diritto di ottenere una quota dello stesso in
proporzione al valore nominale della sua quota di diritto garantito; e
(b) l’efficacia dei diritti di garanzia di ciascun titolare di quote del diritto garantito deve essere
determinata individualmente; il possesso oppure il controllo del bene gravato può essere esercitato da
un titolare di una quota del diritto garantito anche per gli altri.

IX. –5:303: Trasferimento del bene gravato


(1) Se la proprietà di un bene gravato è trasferita ad un’altra persona, l’esistenza e l’efficacia nei confronti
di terzi di un diritto di garanzia sul bene non vengono pregiudicate. Dal momento del trasferimento
l’acquirente è considerato quale garante.
(2) Il precedente paragrafo non si applica se l’alienante aveva il potere di disporre del bene gravato come
libero da vincolo sulla base di un acquisto in buona fede.
(3) I diritti di garanzia costituiti in favore di creditori garantiti su beni futuri del nuovo titolare, prima del
trasferimento della proprietà del bene gravato, non hanno la prelazione sui diritti di garanzia che
gravano sui beni trasferiti al momento del trasferimento.
(4) I precedenti paragrafi si applicano con gli opportuni adattamenti ai trasferimenti del diritto di un
compratore, di un locatario-acquirente , di un utilizzatore in un contratto di leasing finanziario o di un
commissionario sui, o in relazione ai, beni soggetti ad uno strumento di riserva di proprietà.

Sezione 4: Obbligazioni del creditore garantito di fornire informazioni sul diritto garantito

IX. –5:401: Obbligazione del creditore garantito di fornire informazioni sul diritto garantito
(1) Il garante ha il diritto, ed il creditore garantito ha l’obbligazione, di fornire su richiesta del garante le
informazioni riguardanti l’ammontare dell’ obbligazione coperta dalla garanzia. Il garante può altresì
richiedere che tali informazioni vengano fornite a terzi.
(2) Se il garante non è il debitore dell’obbligazione coperta dalla garanzia, il diritto del garante di cui al
paragrafo precedente è condizionato all’approvazione del debitore.

CAPITOLO 6: ESTINZIONE

IX. –6:101: Casi di estinzione della garanzia reale


(1) Gli effetti della garanzia si estinguono se e nella misura in cui:
(a) il garante ed il creditore garantito si accordano in tal senso;
(b) il creditore garantito rinuncia al diritto di garanzia; tale rinuncia si presume quando creditore
garantito restituisce al garante il possesso del bene gravato;
(c) il bene gravato cessa di esistere;
(d) la proprietà del bene gravato viene acquistata dal creditore garantito;
(e) la proprietà del bene gravato viene acquistata da un terzo libera dal diritto di garanzia; ovvero
(f) l’estinzione è prevista da qualsiasi altra disposizione o rappresenta una conseguenza implicita,
come nel caso in cui il debitore ed il creditore del diritto di garanzia diventano identici, in
particolare per via di successione ereditaria o confusione.
(2) Un diritto di garanzia si estingue anche quando il diritto garantito cessa di esistere nella sua totalità,
soprattutto se il diritto al pagamento è pienamente soddisfatto mediante pagamento al creditore
garantito, a meno che il diritto di garanzia insieme con il diritto garantito passi ad un terzo che ha
effettuato il pagamento al creditore garantito.
(3) Il paragrafo (1), lett. (a)-(c), (e) ed (f) ed il paragrafo (2) si applicano con gli opportuni adattamenti
all’estinzione dello strumento di riserva di proprietà. L’efficacia di uno strumento di riserva di
proprietà viene meno anche quando i diritti del compratore, del locatario-acquirente, dell’utilizzatore
in un contratto di leasing finanziario o del commissionario sui, o in relazione ai, beni forniti
nell'ambito del contratto di vendita, di locazione-vendita, di leasing finanziario o di commissione a
vendere cessano di esistere.

IX. –6:102: Perdita della garanzia reale dovuta ad acquisto in buona fede della proprietà
(1) La perdita del diritto di garanzia per acquisto in buona fede della proprietà del bene gravato da parte di
un terzo libera dal diritto di garanzia, è determinata dall’Art. VIII.–3:102 (Acquisto in buona fede
della proprietà di un bene libero da diritti reali limitati).
(2) Ai fini dell’Art. VIII.–3:102 (Acquisto in buona fede della proprietà di un bene libero da diritti reali
limitati), paragrafo (1)(d), prima frase, l’acquirente è ritenuto a conoscenza del fatto che l’alienante
non ha il diritto o il potere di trasferire all’acquirente la proprietà libera dal diritto di garanzia, se
questo diritto è registrato ai sensi del Capitolo 3, Sezione 3, salvo che:
(a) l’alienante agisca nell’ambito del corso ordinario dei propri affari; ovvero
(b) la registrazione sia effettuata nei confronti di un garante diverso dall’alienante.
(3) La perdita di effetti di uno strumento di riserva di proprietà per acquisto in buona fede, da parte di un
terzo, della proprietà del bene fornito è determinata dall’Art. VIII.–3:101 (Acquisto in buona fede per
tramite di una persona priva del diritto o del potere di trasferimento della proprietà). Il paragrafo (2) di
cui sopra trova applicazione con gli opportuni adattamenti.

IX. –6:103:Prescrizione del diritto garantito


Un diritto di garanzia può essere realizzato anche se il diritto garantito è prescritto e fino a due anni dopo
che il debitore del diritto garantito ha invocato la prescrizione nei confronti del proprio creditore.

IX.–6:104:Conseguenze dell’estinzione
(1) L’estinzione totale o parziale del diritto di garanzia implica la corrispondente estinzione del gravame sul
bene interessato.
(2) Se, e nella misura in cui, si estingue un diritto di garanzia , il creditore garantito non ha più diritto al
possesso o al controllo del bene gravato nei confronti del suo proprietario. Per il diritto alla
cancellazione di una iscrizione nel registro europeo delle garanzie reali, trova applicazione l’Art. IX.–
3:315 (Diritto del garante alla cancellazione o modificazione di una iscrizione).
(3) Il creditore garantito è obbligato ad informare ciascun terzo che detenga i beni gravati della eliminazione
del vincolo e a chiedere istruzioni al garante, qualora il terzo detenga i beni per conto del creditore
garantito.
(4) Qualora, nel caso di un diritto al pagamento gravato da garanzia, sia stata data comunicazione del
vincolo al terzo debitore, il creditore garantito ha l’obbligazione di dare comunicazione al debitore
della cessazione del vincolo.
(5) Se, e nella misura in cui, si estingue uno strumento di riserva di proprietà, la proprietà del venditore, del
fornitore o del locatore dei beni forniti non è più soggetta alle regole di questo Libro. L’acquisto della
proprietà dei beni forniti da parte dell’acquirente, del locatario-acquirente, dell’utilizzatore in un
contratto di leasing finanziario o del commissionario, o il diritto di questi ultimi di utilizzare i beni
forniti, sono soggetti all’accordo delle parti. Al diritto alla cancellazione della registrazione nel registro
europeo delle garanzie reali si applica il paragrafo (2), seconda frase.

IX.–6:105: Creditore garantito responsabile di rendere conto dei proventi


In caso di estinzione del diritto di garanzia, il creditore garantito ha la responsabilità di rendere conto di tutti
i proventi derivanti dai beni gravati, siano essi stati, o meno, ricevuti, utilizzati o consumati, e a trasferirli
al garante.

IX.–6:106: Regresso del terzo garante


(1) Se un garante che non sia il debitore del diritto garantito (terzo garante) paga l’ammontare ancora dovuto
dell’obbligazione soggetta a garanzia, gli Artt. IV.G.–2:113 (Diritti del garante in seguito
all’adempimento), IV.G.–1:106 (Pluralità di garanti: regresso interno) e IV.G.–1:107 (Pluralità di
garanti: regresso nei confronti del debitore) trovano applicazione con gli opportuni adattamenti.
(2) Un garante diverso dal debitore gode, nei confronti del debitore, della medesima posizione della persona
che abbia prestato una garanzia personale accessoria.

CAPITOLO 7: ESIGIBILITÀ DELLA GARANZIA A SEGUITO DI MANCATO


ADEMPIMENTO ED ESECUZIONE

Sezione I: Disposizioni generali

IX. –7:101: Diritti del creditore successivi all’esigibilità della garanzia a seguito di mancato
adempimento
(1) Al verificarsi di un evento che comporta l’esigibilità della garanzia, e qualora tutte le condizioni
aggiuntive convenute dalle parti siano soddisfatte, un creditore garantito può esercitare i diritti stabiliti
dal presente Capitolo.
(2) Se è interessato un terzo tra quelli elencati all’Art. IX.–3:101 (Efficacia nei confronti dei terzi) paragrafo
(1) e sono soddisfatti i requisiti di quella disposizione, un creditore garantito può esercitare i diritti
stabiliti dal presente Capitolo solo se il diritto di garanzia è efficace secondo le regole di cui al Libro IX
Capitolo 3. Se non sono interessati terzi di cui sopra, è sufficiente che il diritto di garanzia sia stato
costituito validamente. Le disposizioni in materia di prelazione restano impregiudicate.

IX. –7:102: Norme imperative


Le regole del presente Capitolo sono imperative nei rapporti tra il creditore garantito che conduce
l’esecuzione ed il garante, salvo diversa disposizione.

IX.–7:103: Esecuzione stragiudiziale e giudiziale


(1) Salvo diverso accordo, il creditore garantito può promuovere l’esecuzione stragiudiziale del diritto di
garanzia.
(2) Un diritto di garanzia su di un bene di un consumatore può essere esecutato solo da un Tribunale o altra
autorità competente, salvo che, una volta divenuta esigibile la garanzia, il garante consumatore abbia
concordato l’esecuzione stragiudiziale.
(3) In caso di uno strumento di riserva di proprietà le parti non possono accordarsi al fine di escludere
l’esecuzione stragiudiziale e il paragrafo (2) non trova applicazione.
(4) L’esecuzione deve essere intrapresa dal creditore garantito in maniera commercialmente ragionevole e,
per quanto possibile, in cooperazione con il garante e, se presente, ciascun terzo interessato.

IX.–7:104: Diritto all’assistenza del Tribunale e al risarcimento del danno


Ciascuna parte o terzo i cui diritti siano violati da procedure esecutive o da una opposizione a misure
esecutive giustificate può:
(a) rivolgersi al Tribunale competente o ad altra autorità, che deve decidere in tempi brevi, per ottenere un
provvedimento che imponga alla parte responsabile di agire in conformità con le disposizioni del
presente Capitolo; e
(b) agire contro la parte responsabile per ottenere il risarcimento del danno.

IX.–7:105: Accordo precedente all’esigibilità della garanzia sull’appropriazione dei beni gravati
(1) Qualunque accordo concluso prima dell’esigibilità della garanzia a seguito di mancato adempimento,
che preveda il trasferimento della proprietà dei beni gravati al creditore garantito dopo che la garanzia
sia diventata esigibile, o che abbia tale effetto, è nullo.
(2) Il paragrafo (1) non trova applicazione:
(a) se il bene gravato è fungibile ed è commercializzato in un mercato riconosciuto con prezzi
pubblicizzati; ovvero
(b) se le parti concordano in anticipo un altro metodo che consenta la pronta determinazione di un
ragionevole prezzo di mercato.
(3) Il paragrafo (2)(b) non trova applicazione al garante consumatore.
(4) Quando l’appropriazione è consentita, il creditore garantito ha diritto di appropriarsi dei beni gravati solo
a concorrenza dell’ammontare del loro prezzo di mercato riconosciuto o concordato alla data
dell’appropriazione. Il garante ha diritto a qualsiasi eccedenza rispetto all’ammontare delle obbligazioni
garantite. Il debitore rimane responsabile per qualsiasi rimanenza.
(5) Il presente Articolo non si applica agli strumenti di riserva di proprietà.

IX.–7:106:Diritto del garante al riscatto


(1) Anche successivamente all’esigibilità della garanzia per mancato adempimento, se l'importo residuo
dell'obbligazione coperta dal diritto di garanzia è pagato, il garante può pretendere dal creditore garantito
la cessazione dell’esercizio dei diritti di cui al presente Capitolo e la restituzione del possesso del bene
gravato.
(2) I diritti del garante ai sensi del paragrafo (1) non possono essere esercitati se:
(a) in caso di un’esecuzione ai sensi della Sezione 2, il bene gravato è stato appropriato o venduto,
oppure il creditore garantito ha concluso un contratto vincolante per vendere il bene a un terzo; o
(b) nel caso dell’esercizio dei diritti ai sensi della Sezione 3, il titolare di uno strumento di riserva di
proprietà ha risolto il rapporto derivante dal contratto di compravendita, di locazione-vendita, di
leasing finanziario o di commissione a vendere.

IX.–7:107:Comunicazione dell’esecuzione al consumatore


(1) Un creditore garantito può esercitare i diritti di cui al presente Capitolo nei confronti di un consumatore
solo se, almeno dieci giorni prima dell’inizio dell’esecuzione, invia al garante una comunicazione in
forma testuale dell’esecuzione e, se il garante non è il debitore, anche al debitore, qualora anche
quest’ultimo sia un consumatore.
(2) La comunicazione dell’esecuzione deve:
(a) designare inequivocabilmente l’obbligazione garantita e stabilire l’ammontare che è dovuto al
termine del giorno precedente l’invio della comunicazione;
(b) contenere la dichiarazione che qualsiasi altra condizione per l'esecuzione concordata tra le parti è
stata soddisfatta;
(c) contenere la dichiarazione che il creditore garantito intende escutere la garanzia ed identificare quei
beni gravati contro i quali il creditore garantito intende procedere; e
(d) contenere la sottoscrizione del, o per conto del, creditore garantito.
(3) La comunicazione deve essere redatta in una lingua ufficiale del luogo di residenza del consumatore.

IX.–7:108:Responsabilità solidale di una pluralità di garanti


(1) Qualora, per garantire la medesima obbligazione o la medesima parte di un’obbligazione, siano stati
costituiti più diritti reali di garanzia, il creditore può richiedere la soddisfazione del proprio credito da
uno qualsiasi, da alcuni o da tutti i diritti di garanzia costituiti. L’Art. IV.G.–1:105 (Pluralità di garanti:
responsabilità solidale nei confronti del creditore) trova corrispondente applicazione.
(2) Il paragrafo (1) si applica, con gli opportuni adattamenti, se in aggiunta a uno o più diritti reali di
garanzia, è stata concessa una garanzia personale da uno o più soggetti.

IX.–7:109: Regresso del terzo garante


Se l’obbligazione garantita è soddisfatta dall’esecuzione sui beni di un garante diverso dal debitore, il
regresso tra più fornitori di garanzie reali, o tra fornitori di garanzie reali e personali, così come il
regresso contro il debitore, sono disciplinati dagli Artt. IV.G.–2:113 (Diritti del fideiussore successivi
all’adempimento); IV.G.–1:106 (Pluralità di garanti: regresso interno) e dal IV.G.–1:107 (Pluralità di
garanti: regresso contro il debitore), applicati con gli opportuni adattamenti.
Sezione 2: Esecuzione dei diritti di garanzia

Sotto-sezione 1:Esecuzione stragiudiziale: disposizioni sugli atti preparatori alla realizzazione

IX.–7:201:Diritto del creditore al possesso del bene materiale


(1) Il creditore garantito non ha diritto di prendere possesso di un bene materiale gravato, salvo che:
(a) il garante acconsenta nel momento in cui il creditore garantito esercita questo diritto; ovvero
(b) il garante abbia acconsentito al diritto del creditore garantito di prendere possesso e né il garante, né
l’effettivo possessore si oppongano nel momento in cui il creditore garantito esercita questo diritto.
(2) Nelle esecuzioni contro un consumatore, il diritto di prendere possesso ai sensi del paragrafo (1) non
sorge fin quando non siano trascorsi dieci giorni dalla ricezione della comunicazione dell’esecuzione.
(3) Salvo diversamente disposto, il consenso o l’accordo alla presa del possesso ai sensi del paragrafo (1)
include il diritto di entrare nella proprietà del garante o del terzo possessore allo scopo di esercitare il
diritto alla presa del possesso.

IX.–7:202: Diritto del creditore di immobilizzare e conservare il bene gravato


(1) Il creditore garantito ha il diritto di attuare tutte le misure necessarie ad immobilizzare il bene gravato,
prevenirne l’utilizzo o la disposizione non autorizzati e proteggerlo fisicamente. I paragrafi da (1) a (3)
dell’Articolo precedente si applicano con gli opportuni adattamenti.
(2) Il creditore garantito ha il diritto:
(a) di attuare le misure ragionevolmente necessarie per conservare, mantenere ed assicurare il bene
gravato e di ottenere dal garante il rimborso di tali misure;
(b) di concedere il bene gravato in locazione a terzi allo scopo di conservarne il valore; o
(c) di attuare qualsiasi altra misura protettiva concordata con il garante.

IX.–7:203: Intervento del Tribunale o di altra autorità


(1) Il creditore garantito può agire presso il Tribunale competente o altra autorità per l’emanazione di un
provvedimento che consenta al creditore di ottenere il possesso o di accedere al bene gravato, se il
garante o il terzo in possesso del bene rifiuta di consegnarlo al creditore garantito o di consentire a
quest’ultimo di prenderne possesso.
(2) Su richiesta di una delle parti, un Tribunale o altra autorità può ordinare l’adozione delle misure di
protezione menzionate all’Articolo precedente.

IX.–7:204:Vincolo su un diritto al pagamento


(1) Quando il bene gravato è un diritto che legittima il garante ad ottenere il pagamento da un terzo debitore,
il creditore garantito può esercitare i diritti di cui al presente Capitolo solo se il creditore garantito:
(a) invia al terzo debitore:
(i) una copia di una comunicazione dell’esecuzione che soddisfi i requisiti dell’Art. IX.–7:107
(Comunicazione dell’esecuzione al consumatore), se il garante è un consumatore; e
(ii) negli altri casi, una comunicazione dell’esecuzione che soddisfi i requisiti di cui al paragrafo (2)(a)
e (d) del medesimo Articolo; e
(b) informa il terzo debitore, con la massima precisione possibile a seconda delle circostanze, della
natura, dell’ammontare e della esigibilità del diritto del garante al pagamento nei confronti del terzo
debitore.
(2) Il terzo debitore è tenuto ad informare il creditore garantito esecutante dell’ammontare e della
esigibilità di diritti concorrenti di altri creditori garantiti di cui il terzo debitore sia a conoscenza.

IX.–7:205:Titoli di credito
(1) Gli Artt. IX.–7:201 (Diritto del creditore al possesso del bene materiale); IX.–7:202 (Diritto del creditore
di immobilizzare e conservare il bene gravato) ed IX.–7:203 (Intervento del Tribunale o di altra autorità)
trovano applicazione alla presa del possesso di titoli di credito.
(2) L’Art. IX.–7:204 (Vincolo su un diritto al pagamento) non si applica ai titoli di credito.

IX.–7:206: Titoli rappresentativi di merci


L’Articolo precedente si applica anche alla presa del possesso di un titolo rappresentativo di merci.

Sotto-sezione 2: Esecuzione stragiudiziale: realizzazione del bene gravato

IX.–7:207: Regola generale di realizzazione


(1) Il creditore garantito ha il diritto di realizzare il bene gravato per soddisfare il diritto garantito dai
proventi:
(a) della vendita del bene gravato ai sensi dell’Art. IX.–7:211 (Vendita mediante asta pubblica o privata
o vendita a trattativa privata), salvo diverso accordo tra le parti;
(b) della locazione del bene gravato ad un terzo e riscossione dei frutti;
(c) dell’appropriazione ai sensi dell’Art. IX.–7:216 (Appropriazione del bene gravato da parte del
creditore garantito); o
(d) esercitando i metodi di realizzazione (riscossione, vendita o appropriazione) per i diritti al pagamento
e i titoli di credito ai sensi dell’Art. IX.–7:214 (Realizzazione della garanzia su un diritto al
pagamento o su un titolo di credito).
(2) Qualora sia necessaria una comunicazione dell’esecuzione ai sensi dell’Art. IX.–7:107 (Comunicazione
dell’esecuzione al consumatore), il paragrafo (1) trova applicazione solo se sono trascorsi dieci giorni
dalla consegna della comunicazione.
(3) Il creditore garantito può nominare un rappresentante privato o rivolgersi al Tribunale competente per
attuare tutte od alcune delle misure per la realizzazione dei beni gravati.

IX.–7:208:Comunicazione di atti stragiudiziali


(1) Un creditore garantito può esercitare il suo diritto a disporre del bene gravato solo se comunica la sua
intenzione di procedere in tal senso.
(2) Il paragrafo (1) non si applica se il bene gravato è deperibile, o può altrimenti perdere rapidamente
valore, oppure è un bene fungibile commercializzato in un mercato riconosciuto con prezzi pubblicizzati.

IX.–7:209: Destinatari della comunicazione


La comunicazione prevista dall’Articolo precedente deve essere fornita:
(a) al garante, al debitore (se diverso dal garante) e agli altri soggetti che, per quanto ne sia a conoscenza
il creditore garantito, siano responsabili per l’obbligazione coperta dalla garanzia; e
(b) ai seguenti soggetti titolari di diritti sul bene gravato:
(i) altri creditori garantiti che abbiano registrato tali diritti;
(ii) soggetti che erano in possesso o avevano il controllo del bene gravato all’apertura dell’
esecuzione; e
(iii) altri soggetti dei cui diritti sul bene gravato il creditore abbia effettiva conoscenza.

IX.–7:210:Tempo e contenuto della comunicazione


(1) La comunicazione prevista dall’Art. IX.–7:208 (Comunicazione di atti dispositivi stragiudiziali) deve
essere fornita entro un giusto tempo. Una comunicazione che raggiunga i suoi destinatari almeno dieci
giorni prima dell’atto dispositivo è considerata come fornita entro un giusto tempo.
(2) La comunicazione deve indicare:
(a) il luogo e il tempo della prevista disposizione;
(b) una descrizione ragionevole del bene gravato di cui si intende disporre;
(c) l’eventuale prezzo minimo per la disposizione del bene gravato e le modalità di pagamento; e
(d) il diritto del garante, del debitore e degli altri soggetti interessati, di evitare la disposizione del bene
gravato pagando l’ammontare ancora dovuto dell’obbligazione garantita.
(3) La comunicazione deve essere redatta in una lingua che soddisfi l’aspettativa di informare i suoi
destinatari.

IX.–7:211:Vendita mediante asta pubblica o privata o per trattativa privata


(1) La realizzazione di tutti o di parte dei beni gravati può avvenire mediante un’asta munita di supervisione
ufficiale (asta pubblica) o mediante un’asta alla quale sia invitato il pubblico (asta privata).
(2) La realizzazione di tutti o di parte dei beni vincolati può avvenire mediante trattativa privata, se
concordato in tal senso dalle parti o se esiste un prezzo di mercato pubblicizzato per il bene gravato.
(3) Il creditore garantito può stabilire i dettagli delle disposizioni da assumere ai sensi dei paragrafi
precedenti.
(4) Se il trasferimento è condizionato a diritti preesistenti precedenti e su richiesta, il creditore garantito
deve informare l’acquirente dei dettagli rilevanti.
(5) Se il creditore garantito acquista il bene gravato per asta pubblica o privata, la vendita può essere
annullata dal garante entro un periodo di dieci giorni dopo l’asta.
(6) Quando il proprietario del bene gravato partecipa come acquirente alla realizzazione del bene gravato ai
sensi del presente Articolo, la vendita opera come un accordo volto a liberare il bene dai gravami.

IX.–7:212:Prezzo commercialmente ragionevole


(1) Il creditore garantito è tenuto a realizzare un prezzo commercialmente ragionevole per il bene gravato.
(2) Se esiste un mercato riconosciuto che sia facilmente accessibile al creditore garantito, un prezzo è
commercialmente ragionevole se corrisponde al prezzo di mercato al momento della vendita, tenendo
conto di eventuali caratteristiche speciali del bene gravato.
(3) Se il paragrafo precedente non trova applicazione, il prezzo è commercialmente ragionevole se il
creditore garantito ha attuato le misure che ci si potrebbe aspettare a seconda delle circostanze.
(4) Se la vendita avviene mediante trattativa privata, il garante può pretendere che il creditore comunichi al
garante il prezzo o la fascia di prezzo che ci si attende. Se il garante è in grado di dimostrare tale fascia di
prezzo sia significativamente al di sotto ciò che si può ragionevolmente ricavare da un’asta privata o
pubblica, il garante può pretendere che il creditore garantito organizzi un’asta privata o pubblica. Salvo il
paragrafo (5) dell’Articolo precedente, un prezzo raggiunto in questa modo è vincolante tra le parti.

IX.–7:213: Diritti dell’acquirente sui beni dopo la realizzazione tramite vendita


(1) L’acquirente acquisisce diritti sui beni venduti liberi dai diritti:
(a) del garante;
(b) del creditore garantito esecutante;
(c) di creditori garantiti con prelazione successiva, siano essi titolari di diritti di garanzia o di diritti
derivanti da strumenti di riserva della proprietà, e
(d) di titolari di altri diritti reali limitati con prelazione di grado inferiore rispetto ai diritti del creditore
garantito.
(2) I seguenti diritti sui beni venduti continuano ad esistere dopo il trasferimento, salvo che il creditore
garantito esecutante abbia proceduto con il potere di disporre dei beni venduti come liberi da questi
diritti, ovvero che l’acquirente acquisti in buona fede ai sensi dell’Art. IX.–6:102 (Perdita della garanzia
reale dovuta all’acquisto in buona fede della proprietà):
(a) diritti di creditori garantiti con prelazione di grado superiore, siano essi titolari di diritti di garanzia o
di uno strumento di riserva della proprietà; e
(b) altri diritti reali limitati con prelazione di grado superiore.
(3) La posizione dell’acquirente non è pregiudicata dal mancato rispetto dei requisiti della comunicazione di
cui al presente Capitolo, o da qualsiasi altra violazione di disposizioni procedurali stabilite dal presente
Capitolo per l’asta o la vendita privata.
(4) Se il creditore garantito o il garante partecipano alla realizzazione mediante vendita in qualità di
acquirenti, i paragrafi precedenti trovano applicazione con gli opportuni adattamenti in relazione agli
effetti della vendita.

IX.–7:214:Realizzazione della garanzia sui diritti al pagamento o su un titolo di credito.


(1) Quando il bene gravato è un diritto al pagamento o un titolo di credito, il creditore garantito può
richiedere l’adempimento dovuto dal terzo debitore, o può vendere o cedere o appropriarsi del diritto al
pagamento o del titolo di credito.
(2) Se esistono altri diritti di garanzia sul diritto al pagamento gravato dalla garanzia o sul titolo di credito
che godano di prelazione, il creditore garantito non ha diritto, nei confronti di tali creditori con
prelazione di grado superiore, a riscuotere il diritto al pagamento o il titolo di credito.
(3) Il terzo debitore, eccetto il debitore di un titolo di credito, può rifiutarsi di pagare, salvo che il creditore
garantito invii una comunicazione indicante l’ammontare dovuto, supportata da adeguata prova.
(4) Il creditore garantito può anche riscuotere o altrimenti esecutare qualunque altro diritto di garanzia
personale o reale al quale si estenda la garanzia sul diritto al pagamento ai sensi dell’Art. IX.–2:301
(Costituzione della garanzia sul diritto al pagamento di somme di denaro), paragrafo (4).

IX.–7:215:Distribuzione dei proventi


(1) I proventi di una esecuzione stragiudiziale su di un bene gravato svolta ai sensi delle disposizioni
precedenti devono essere distribuiti dal creditore garantito nel seguente ordine:
(2) Primo, il creditore garantito che ha agito in via esecutiva può imputare i proventi alla soddisfazione del
diritto garantito, incluse le spese sostenute per l’esecuzione.
(3) Secondo, il creditore garantito la cui garanzia reale abbia una prelazione di grado inferiore rispetto al
diritto del creditore garantito esecutante ha diritto a ricevere gli eventuali proventi rimanenti, dopo
aver effettuato la deduzione di cui al paragrafo (2), sino a concorrenza dell’ammontare
dell’obbligazione coperta dalla garanzia di tale creditore. In caso di pluralità di creditori garantiti con
prelazione di grado inferiore, i proventi rimanenti sono distribuiti a seconda dell’ordine della
prelazione tra i loro diritti. La frase precedente si applica, con gli opportuni adattamenti, ai titolari di
altri diritti reali limitati con prelazione di grado inferiore rispetto al creditore garantito esecutante;
invece di un’obbligazione coperta dalla garanzia, è decisivo il valore di questi diritti.
(4) Terzo, eventuali proventi che rimangano dopo le deduzioni di cui ai paragrafi (2) e (3) devono essere
restituiti al garante.
(5) Nessun creditore garantito può ricevere più dell’ammontare massimo che è stato pattuito o registrato per
il diritto di garanzia di tale creditore. Questo limite non si applica alle spese ragionevoli sostenute per
l’esecuzione.

IX.–7:216: Appropriazione del bene vincolato da parte del creditore garantito


Il creditore garantito può accettare i beni gravati a totale o parziale soddisfazione del diritto garantito alle
seguenti condizioni:
(a) il creditore garantito deve fornire preavviso dell’intenzione di acquisire tutti o parte dei beni gravati, a
totale o parziale soddisfazione del diritto garantito, specificando i dettagli rilevanti;
(b) la proposta deve essere inviata alle persone specificate nell’Art. IX.–7:209 (Destinatari della
comunicazione);
(c) devono essere soddisfatte le condizioni di cui agli Artt. IX.–7:210 (Tempo e contenuto della
comunicazione), paragrafi (1), (2)(b) e (d) e (3), e IX.–7:212 (Prezzo commercialmente ragionevole)
paragrafo (1), applicato con gli opportuni adattamenti;
(d) la proposta deve indicare l’ammontare garantito dovuto al termine dell’affare al giorno precedente
l’invio della comunicazione, e l’ammontare del diritto di cui si propone la soddisfazione accettando
il bene gravato; e
(e) nessun destinatario deve aver sollevato opposizione a tale proposta per iscritto ed entro dieci giorni
dalla ricezione della proposta da parte di ciascun destinatario.

Sotto-sezione 3: Esecuzione giudiziale

IX.–7:217: Regole applicabili


(1) L’esecuzione giudiziale deve essere intrapresa secondo le regole procedurali dello Stato Membro
presso il Tribunale o altra Autorità competente dove il creditore garantito ha promosso l’esecuzione.
(2) Il creditore garantito può fare istanza al Tribunale o ad altra Autorità competente per esercitare
qualsiasi diritto riconosciuto nelle Sotto-sezioni precedenti. Questi diritti possono essere riconosciuti
dal Tribunale o altra Autorità competente a prescindere dalla circostanza che essi, ai sensi delle
precedenti Sotto-sezioni, dipendano o siano esclusi da un accordo tra le parti, o da un consenso,
ovvero dall’assenza di obiezioni da parte del garante o di altre persone.

Sezione 3: Regole relative agli strumenti di riserva della proprietà

IX.–7:301: Conseguenze dell’esigibilità della garanzia nel caso di strumenti di riserva della
proprietà
(1) Il titolare di uno strumento di riserva della proprietà esercita i diritti conferitigli da questa garanzia
mediante risoluzione del rapporto contrattuale derivante da un contratto di vendita, di locazione-
vendita, di leasing finanziario o di commissione a vendere, ai sensi delle regole generali di cui al Libro
III, Capitolo 3, Sezione 5.
(2) Qualunque diritto sui beni forniti, costituito o trasferito dal compratore, dal locatore-acquirente,
dall’utilizzatore o dal commissionario, si estingue , salvo che:
(a) quest’ultimo sia stato autorizzato a costituire o trasferire tali diritti;
(b) l’acquirente sia protetto dall’Art. IX.–2:108 (Acquisto in buona fede di un diritto di garanzia)
all’Art. IX.–2:111 (Diritti di garanzia su contanti, titoli negoziabili e documenti) o dall’Art. IX. –
6:102 (Perdita della garanzia reale dovuta ad acquisto in buona fede della proprietà); o
(c) i diritti dell’acquirente godano eccezionalmente di priorità sui diritti assegnati al titolare dello
strumento di riserva della proprietà.
(3) In caso di retro-vendita, riscatto o leasing di ritorno, il titolare dello strumento di riserva della
proprietà ha diritto a qualsiasi eccedenza che possa essere realizzata sul prezzo originale dei beni
forniti.
(4) Un terzo a cui lo strumento di riserva della proprietà sia stato trasferito tramite accordo o ex lege, è
legittimato ad esercitare i diritti di cui ai commi da (1) a (3).

IX.–7:302: Possesso, immobilizzazione e conservazione


L’Art. IX.–7:201 (Diritto del creditore al possesso del bene materiale), l’Art. IX.–7:202 (Diritto del
creditore di immobilizzare e di conservare il bene gravato) ed l’Art. IX.–7:203 (Intervento del
tribunale o di altra autorità) si applicano in relazione allo strumento di riserva della proprietà con gli
adattamenti stabiliti all’Art. IX.–1:104 (Strumenti di riserva della proprietà: regole applicabili) comma
(2).
LIBRO X

TRUSTS

CAPITOLO 1: DISPOSIZIONI FONDAMENTALI

Sezione 1: Ambito di applicazione e rapporto con le altre norme

X.-1:101: Trusts rientranti nell’ambito di applicazione di questo Libro


(1) Questo Libro si applica ai trusts istituiti ai sensi del Capitolo 2 (Istituzione di un trust).
(2) Con gli opportuni adeguamenti questo Libro viene applicato anche ai trust:
(a) istituiti mediante:
(i) una dichiarazione che preveda quell’effetto come disposto da atti normativi; o
(ii) una decisione giudiziale che produca quell’effetto per il futuro; o
(b) derivanti dall’applicazione di una disposizione contenuta in una legge disciplinante una
materia non oggetto di queste regole.
(3) Ai sensi di questo Libro, per “tribunale” si intende una persona o organo pubblico,
sempreché sia autorizzato ad agire in forza dalla legge nazionale applicabile, ma non si intende
un collegio arbitrale.

X.-1:102: Prevalenza della legge sulle garanzie mobiliari


In relazione ai trusts a scopo di garanzia, questo Libro è soggetto all’applicazione delle regole
contenute nel Libro IX (Garanzie reali su beni mobili).

Sezione 2: Definizione, effetti legali speciali e parti

X.-1:201:Definizione di trust
Un trust è un rapporto giuridico nel quale il trustee è obbligato ad amministrare o disporre di uno
o più beni (il fondo in trust) secondo le clausole che regolano il rapporto (clausole del trust) a
vantaggio del beneficiario o per promuovere scopi di pubblica utilità.

X.-1:202: Effetti legali speciali di un trust


(1) Un trust produce effetto in conformità con le regole contenute nel Capitolo 10 (Rapporti con
i terzi) con la conseguenza che il fondo in trust deve considerarsi come un fondo distinto dal
patrimonio personale del trustee e da altri patrimoni acquisiti o gestiti dal trustee.
(2) In particolare (e ad eccezione di motivi diversi dall’attribuzione del fondo in trust al trustee):
(a) i creditori personali del trustee non possono avere diritto di soddisfarsi sul fondo in trust,
né per mezzo di procedimenti esecutivi né per mezzo di procedure di insolvenza.
(b) al fondo in trust non si applicano le regole che allocano i diritti di proprietà in forza di
rapporti matrimoniali o di parentela;
(c) i successori del trustee non sono titolari di alcun diritto sul fondo in trust alla morte del
trustee.

X.-1:203: Le parti del trust


(1) Il disponente è la persona che costituisce o vuole costituire un trust tramite un atto giuridico.
(2) Il trustee è la persona cui è affidato il fondo in trust, quando il trust è istituito o nel momento
successivo in cui egli è nominato e che assume l’obbligazione menzionata nella sezione X.-1:201
(Definizione di trust).
(3) Il “beneficiario” è la persona che, secondo le clausole del trust, ha il diritto di, o i requisiti
per, beneficiare del fondo in trust.
(4) L’ausiliario del trust è la persona che, conformemente con le clausole del trust, ha il potere di
nominare o revocare il trustee oppure di accettare le sue dimissioni.
(5) Salvo diversamente disposto, da altre disposizioni contenute in questo Libro:
(a) il disponente può altresì essere trustee o beneficiario;
(b) allo stesso modo il trustee può essere beneficiario; e
(c) ciascuna di queste parti del trust può essere ausiliario.
(6) In questo Libro il successore di una persona è l’erede o il rappresentante, il quale, secondo le
norme che disciplinano la successione, diventa titolare di un diritto sul patrimonio del defunto.
Laddove il contesto lo ammetta, il riferimento ad una parte (o all’altra parte) all’interno di un
accordo di trust si riferisce al successore della parte se la persona è deceduta.

X.-1:204: Pluralità di trustee


(1) Qualora vi siano più trustee, il trust si considera solidale.
(2) Qualora i beni istituiti in trust siano attribuiti a diversi trustee, la comproprietà è congiunta.

X.-1:205: Persone che godono del pieno diritto a pretendere l’adempimento delle
obbligazioni del trustee
(1) Il beneficiario vanta un diritto di credito nei confronti del trustee qualora esso riguardi il
diritto di, o i requisiti per, beneficiare.
(2) Le persone che possono pretendere l’adempimento dell’obbligazione del trustee derivante da
un trust per promuovere scopi di pubblica utilità sono:
(a)qualunque ente o organo pubblico che abbia quella funzione; e
(b)qualunque altra persona che abbia un sufficiente interesse all’adempimento delle
obbligazioni.
(3) Il trustee può esigere l’adempimento delle obbligazioni del co-trustee.

X.-1:206: Il diritto di, e i requisiti per, beneficiare


1) Una persona ha diritto di beneficiare se le clausole del trust determinano che il trustee, in
alcune circostanze debba disporre in tutto o in parte del fondo in trust in modo da attribuirle un
beneficio.
2) Una persona ha i requisiti per beneficiare se le clausole del trust consentono che il trustee,
in determinate circostanze, possa disporre in tutto o in parte del fondo in trust in modo che
possa conferirle un beneficio, a prescindere dal fatto che l’ottenimento del beneficio dipenda
dalla discrezionalità del trustee o di altra persona.
3) I requisiti per beneficiare diventano un diritto di beneficiare se il trustee dà al beneficiario
comunicazione della decisione di conferirgli il beneficio in conformità con le clausole del trust
che disciplinano tale scelta.
4) In questo Libro per “beneficio” non si intende l’esercizio, da parte del trustee, del diritto a
proporre l’azione di regresso sul fondo in trust.
Sezione 3: Modifiche e aggiunte alle regole generali
X.-1:301: Estensione del significato di gratuità
(1) In questo Libro “gratuito” significa eseguito o corrisposto in assenza di un corrispettivo.
(2)Un atto giuridico o un beneficio è anche considerato gratuito all’interno di questo Libro se,
tenendo in considerazione il valore dei diritti istituiti dall’atto o dal beneficio corrisposto, il
valore del corrispettivo sia così modesto che l’equità richieda di non prenderlo in considerazione.

X.-1:302:Comunicazione
(1) Laddove questo Libro disponga che si dia comunicazione a una persona, ma ciò non sia
ragionevolmente praticabile, la comunicazione può essere data davanti a un giudice.
(2) Quando esistono diversi trustee, il requisito dell’effettuata comunicazione è soddisfatto se
questa è data almeno a uno di loro, ma la comunicazione sul mutamento nella figura dei trustee
deve essere data al trustee che rimane in carica dopo tale mutamento .
X.-1:303: Natura vincolante delle norme
Le norme contenute in questo Libro sono inderogabili, se non altrimenti disposto.

CAPITOLO 2: ISTITUZIONE DEL TRUST

Sezione 1: Regole generali sull’istituzione in forza di un atto giuridico

X.-2:101: Requisiti ai fini dell’istituzione


Un trust è istituito in rapporto al fondo appartenente al disponente, senza ulteriori requisiti, se:
(a) il disponente dichiara la propria intenzione di istituire un trust in relazione a tale fondo;
(b) la dichiarazione soddisfa i requisiti previsti nell’Art. X.-2:201 (Requisiti della
dichiarazione); e
(c) trovano applicazione o l’Art. X.-2:102 (Istituzione per mezzo di trasferimento) o l’Art.
X.-2:103 (Istituzione senza trasferimento).

X.-2:102: Istituzione per mezzo di trasferimento


(1) Se gli altri requisiti ai fini dell’istituzione sono soddisfatti, il trust è istituito quando, in
attuazione della dichiarazione, il fondo in trust è trasferito alla persona che assume la qualità di
trustee o che è identificata nella dichiarazione stessa come la persona che è o sta per diventare
trustee.
(2) Le regole relative ai contratti a fini di liberalità si applicano per analogia all’accordo
intercorso tra il disponente e il trustee prescelto per il trasferimento del fondo durante l’arco di
vita del disponente.
(3) Laddove il disponente si sia obbligato unilateralmente a istituire un trust verso la persona
prevista quale trustee del fondo, tale persona è trustee del diritto di credito creato per mezzo di
tale atto a meno che quest’ultimo rifiuti questo diritto.

X.-2:103: Istituzione senza trasferimento


(1) Se gli altri requisiti per l’istituzione sono soddisfatti, un trust è istituito con la sola
dichiarazione, senza trasferimento alcuno, sempreché:
(a) tale dichiarazione indichi che il disponente sarà il solo trustee;
(b) la dichiarazione abbia natura testamentaria e non preveda in merito al
trustee; o
(c) (i) il disponente adempia con tutti gli atti a lui richiesti ai fini del trasferimento
del fondo in favore del trustee prescelto,
(ii) il trustee prescelto non accetti o non possa accettare il fondo, e
(iii) non sia altrimenti previsto nella dichiarazione.
(2) Quando un trust è istituito secondo il paragrafo (1), il disponente diventa trustee.

Sezione 2: Dichiarazione

X.-2:201: Requisiti della dichiarazione


(1) I requisiti stabiliti nella Sezione 1 (Regole generali sull’istituzione in forza di un atto
giuridico) per una dichiarazione della volontà di istituire un trust sono:
(a) la dichiarazione effettuata dal disponente o da persona che ha il potere di compierla
nell’interesse e per conto del disponente; e
(b) la dichiarazione che soddisfa tutti i requisiti di forma contenuti nell’Art. X.-2:203
(Requisiti formali della dichiarazione)
(2) Non è richiesta alcuna comunicazione o pubblicazione della dichiarazione nei confronti delle
parti.

X.-2:202: Tipi di dichiarazione


(1) Una persona dichiara la propria volontà di istituire un trust quando, attraverso espressioni o
comportamenti concludenti, dispone che la persona cui il fondo è attribuito o sarà
successivamente attribuito sia vincolata giuridicamente in qualità di trustee.
(2) Nel determinare se una o più espressioni contenute in un testamento o in altro documento
dispositivo di beni costituiscano un’espressione della volontà di istituire un trust in relazione a
tali beni, bisogna preferire l’interpretazione che attribuisca effetto a tali espressioni nella loro
totalità.

X.-2:203: Requisiti formali della dichiarazione


(1) Qualora il trasferimento di un fondo richieda l’utilizzo di un atto scritto da parte del cedente,
l’espressione della volontà di istituire un trust non ha alcun effetto a meno che non sia contenuta
in tale atto di trasferimento o venga espressa nella stessa forma o in forma equivalente.
(2) La dichiarazione che stabilisca che il disponente è il solo trustee non ha effetto, a meno che
non sia resa nella stessa forma dell’atto unilaterale di liberalità.
(3) Laddove il trust venga istituito alla morte del dichiarante, la dichiarazione non ha effetto
salvo che non venga effettuata nel testamento.

X.-2:204: Revoca o modifica della dichiarazione


(1) Il dichiarante ha la facoltà di revoca o modifica della dichiarazione o di una disposizione
contenuta in essa in qualunque momento antecedente all’istituzione del trust.
(2) La revoca o modifica non ha effetto se non soddisfa gli eventuali requisiti formali applicabili
alla dichiarazione.
(3) Tuttavia, la dichiarazione o una sua disposizione può essere revocata sostanzialmente
distruggendo o disfacendo l’atto scritto in cui è contenuta, nella misura in cui quest’ultimo
riguardi la dichiarazione o una sua disposizione, se la legislazione nazionale applicabile consente
che una disposizione volta a produrre gli effetti giuridici contenuti in tale atto possa essere
revocata in questa forma.
X.-2:205: Effetti della dichiarazione in assenza dei requisiti
Qualora il fondo venga trasferito all’asserito trustee in applicazione della dichiarazione la quale
non soddisfi i requisiti previsti nell’Art. X.-2:201 (Requisiti della dichiarazione), il cessionario
riceve il fondo secondo le clausole di un trust istituito allo scopo di ritrasferire lo stesso fondo al
disponente.

Sezione 3: Rifiuto del trust e del diritto di beneficiare

X.-2:301: Diritto del trustee di rifiutare il trust


(1) Se una persona è diventata trustee, senza accettare tale funzione al momento dell’istituzione
del trust, può rifiutare detta funzione mediante comunicazione:
(a) al disponente; o
(b)al co-trustee che abbia piena capacità giuridica e accetti la funzione.
(2) Il rifiuto può consistere nel respingere tutti i diritti che gli sono stati attribuiti o nella mancata
accettazione dell’intero trust, ma entrambi operano come un rifiuto o come una mancata
accettazione.
(3) Il rifiuto è irrevocabile.
(4) Se una persona incorre in costi al fine di effettuare il rifiuto, quella persona ha il diritto di
essere rimborsata dai co-trustee, che abbiano accettato il fondo in trust e la funzione oppure, nel
caso in cui non ci siano co-trustee, dal disponente.
(5) Nel caso di rifiuto da parte dell’unico trustee o se non ci sono altri co-trustee che abbiano
accettato il fondo in trust e la funzione, il disponente diventa trustee del fondo concordemente
con l’art. X.-2:103 (Istituzione senza trasferimento) paragrafo (1)(c), a meno che la
dichiarazione che intende istituire il trust preveda diversamente.
(6) Fatti salvi i precedenti paragrafi di questo Articolo, i requisiti per il rifiuto e i loro effetti sono
determinati dall’applicazione oppure dall’analoga applicazione dell’Art. II.-4:303 (Possibilità di
rifiutare un diritto o un vantaggio).

X.-2:302: Rifiuto del diritto di, o dei requisiti per, beneficiare


I diritti del beneficiario, in applicazione dell’Art. II.-4:303 (Possibilità di rifiutare un diritto o un
vantaggio), di rifiutare il diritto di, o i requisiti per, beneficiare si esegue mediante
comunicazione ai trustee.

Sezione 4: Regole addizionali per istanze particolari

X.-2:401: Nel caso di donazione o trust


(1)Quando una persona trasferisce un bene a una persona a titolo gratuito e sia incerto se e in
quale misura il cedente intende donare un bene o istituire un trust su di esso a beneficio del
cedente, si presume che il cedente intenda:
(a) donare al cessionario, se ciò è possibile nel contesto del rapporto tra le parti e
accordi antecedenti o simultanei presi dal cedente;
(b) in qualunque altro caso, nel quale il cessionario sia un trustee a beneficio del
cedente.
(2)La presunzione descritta nel paragrafo (1) può essere abbandonata (assieme alla volontà
alternativa stabilita nel paragrafo (1)) se si dimostra che al tempo del trasferimento, il cedente
non disponeva del bene a vantaggio esclusivo del cessionario o, eventualmente, non ne aveva
intenzione.
(3) I paragrafi (1) e (2) si applicano rispettivamente, quando il trasferimento venga effettuato nei
confronti di una pluralità di cessionari (includendo l’ipotesi di trasferimento al cedente e a un
terzo).
(4)Quando si dimostri o si presuma che il cedente intende disporre del fondo a beneficio di un
cessionario soltanto in parte, o a beneficio esclusivo di uno dei cessionari, ma non verso un co-
cessionario, si considera che il cedente avesse l’intenzione di istituire un trust in favore del
cessionario in quella misura.

X.-2:402: Prevalenza delle regole di diritto successorio


Quando il trust produce effetto alla morte del disponente, al trust devono essere applicate, in
primo luogo, le regole di diritto successorio se determinano:
(a) come debba essere disposto il fondo del defunto al fine della soddisfazione delle esequie;
e
(b) (i) che il disponente poteva disporre liberamente di qualunque parte del fondo,
(ii) qualora una persona vanti una pretesa nei confronti di qualsiasi parte del fondo per
ragioni di parentela o altro legame con il defunto, e
(iii) come si possano soddisfare tali pretese.

X.-2:403: Trust nei confronti del diritto a ricevere un legato o nella pendenza del
trasferimento di un legato
Quando il disponente dichiara che il legatario è trustee in rapporto a un legato dal disponente e la
dichiarazione soddisfa i requisiti previsti nell’Art. X.-2:201 (Requisiti della dichiarazione), ma il
legato non è stato ancora trasferito, il legatario diventa trustee di tale diritto nei confronti del
successore del disponente derivante dall’acquisto del legato alla morte del disponente.

CAPITOLO 3: IL FONDO IN TRUST

Sezione 1: Requisiti per il fondo in trust iniziale

X.-3:101: Il fondo in trust


(1) I beni di un trust, ancorché non dello stesso tipo, costituiscono un unico fondo in trust se
sono attribuiti agli stessi trustee e se:

(a) le clausole del trust poste in relazione ai beni indicati formano un unico fondo o
richiedono di essere amministrati unitariamente; o

(b) i trust separati in relazione ai beni sono oggetto di un unico adempimento rispetto alle
relative obbligazioni.

(2) Quando i trust sono istituiti simultaneamente, negli stessi termini, e nei confronti degli stessi
trustee, i beni di un trust costituiscono un unico fondo in trust a meno che le disposizioni stesse
prevedano altrimenti.
(3) In questo Libro per “parte del fondo in trust” si intende una porzione del fondo in trust, un
bene specifico o porzione di un bene del fondo, o uno specifico ammontare da procurare al di
fuori di questo.

X.-3:102: Beni del trust ammessi

I beni del trust possono consistere in diritti reali o altri diritti, sempreché siano trasferibili.

X.-3:103: Accertamento e segregazione del fondo in trust

(1) Un trust è istituito solamente in relazione a un fondo nella misura in cui, al momento in cui
il trust produce effetto,

(a) il fondo è sufficientemente definito in forza delle clausole del trust o i beni che
costituiscono il fondo sono altrimenti determinabili; e

(b) il fondo è segregato da altri beni.

(2) Una dichiarazione della volontà di istituire un trust in relazione a un fondo indiviso deve
considerarsi, per quanto lo permettano le altre disposizioni della dichiarazione, come una
dichiarazione della volontà di istituire un trust relativo al fondo nel suo insieme alle seguenti
condizioni:

(a) il trustee è obbligato a suddividere il fondo in trust indicato; e

(b) fino a quando il fondo non sia suddiviso, i diritti e le obbligazioni previsti in forza delle
disposizioni della dichiarazione si applicano in rapporto alla parte a cui quella quota
corrisponde.

Sezione 2: Mutamenti del fondo in trust

X.-3:201: Incrementi rispetto al fondo in trust


(1) Successivamente alla creazione di un trust, un bene che sia suscettibile di appartenere al
fondo in trust diviene parte di questo se è acquisito dal trustee:
(a) nell’adempimento delle obbligazioni derivanti dal trust;
(b) in quanto incremento al fondo o attraverso l’utilizzo del fondo in trust;
(c) facendo uso di informazioni o di opportunità ottenute nell’esercizio della funzione del
trustee, se l’uso non è in contrasto con le clausole del trust; o
(d) durante o dopo il trustee disponga di quel bene diversamente da quanto stabilito nelle
clausole del trust.
(2) Quando ci sono diversi trustee, un bene può far parte del fondo in trust ai sensi di questo
Articolo senza essere acquisito da ognuno di loro.

X.-3:202: Diminuzioni rispetto al fondo in trust


(1) Un bene cessa di far parte del fondo in trust quando cessa di essere attribuito alla persona
designata ai sensi dell’obbligazione contenuta nell’Articolo X.-1:201 (Definizione di trust).
Quando ci sono diversi trustee, un bene rimane parte del fondo in trust fintantoché è attribuito
ad almeno uno dei trustee nell’esercizio di tale funzione.

X.-3:203: Confusione del fondo in trust con altri beni


(1) Se i beni del fondo in trust si confondono con altri beni attribuiti al trustee in modo tale che i
beni del trust cessano di essere identificabili, il trust si estende nei confronti di tale insieme e
l’Art. VIII.-5:202 (Commistione) si applica per analogia, se ogni fondo ha un proprietario
differente, così come nella determinazione della condivisione del fondo, il quale dovrà essere
amministrato e disposto concordemente al trust originale.
(2) Se gli altri beni appartengono al patrimonio personale del trustee, qualunque diminuzione del
fondo sarà allocata nella quota personale spettante al trustee.

X.-3:204: Perdita o esaurimento del fondo in trust.


(1)Un trust si estingue quando siano state eseguite tutte le disposizioni sul fondo in
adempimento delle obbligazioni del trust o per qualunque altra ragione il fondo in trust cessi di
esistere.
(2) Quando il trustee ha l’onere di reintegrare il fondo in trust quale risultato di un
inadempimento delle obbligazioni fiduciarie derivanti dal trust, il trust si ripristina se il fondo in
trust è reintegrato.

CAPITOLO 4: CLAUSOLE DEL TRUST E INVALIDITÀ

Sezione 1: Clausole del trust

X.-4:101:Interpretazione
Fatte salve le altre regole sull’interpretazione di atti giuridici unilaterali, quando il significato di
una disposizione del trust non possa essere stabilita altrimenti, sono da preferire le
interpretazioni in forza delle quali:
(a) produce effetto l’insieme delle parole e delle espressioni impiegate;
(b) il comportamento ragionevole di un trustee non è considerato inadempimento di una
sua obbligazione;

(c) è evitata o ridotta il più possibile qualunque lacuna circa le disposizioni relative al
fondo in trust; e
(d) al disponente sono conferiti o il diritto di beneficiare o l’estensione di tale diritto
sempreché il trust sia istituito a titolo gratuito, durante l’arco di vita del disponente e il
disponente abbia o possa essersi riservato tale diritto.

X.-4:102: Disposizioni incomplete sul fondo in trust


(1) Nella misura in cui le clausole del trust e le regole di questo Libro non dispongano altrimenti
in relazione al fondo in trust nelle circostanze del caso, il fondo in trust deve essere impiegato a
vantaggio del disponente.

(2)Tuttavia, se la disposizione incompleta del fondo in trust deriva dal fatto che non possa
essere riconosciuto alcun effetto a un trust per la realizzazione di scopi di pubblica utilità, o
perché l’adempimento delle obbligazioni che derivano da detto trust non esauriscono il fondo in
trust, quest’ultimo dovrà essere destinato alla realizzazione di scopi di pubblica utilità i quali
siano il più vicino possibile agli scopi originari.

X.- 4:103: Accertamento dei beneficiari


(1) Una disposizione del trust volta a conferire il diritto a ricevere un beneficio è valida solo se
il beneficiario è sufficientemente identificato dal disponente o è altrimenti individuabile al
momento in cui il beneficio è esigibile.
(2) Una disposizione del trust volta a consentire a un trustee di conferire il beneficio a una
determinata categoria di persone in relazione a cui la scelta sia fatta dal trustee o da una terza
persona è valida solo se, al momento in cui la scelta è ammessa, può essere determinata con una
ragionevole certezza se la persona che sarà scelta è membro di tale categoria.
(3) Una persona può essere beneficiaria nonostante questa persona nasca solo dopo la creazione
del trust.

X.-4:104: Accertamento del diritto di, o dei requisiti per, beneficiare


(1) Il diritto di, o i requisiti per, beneficiare sono validi solo nella misura in cui il beneficio sia
sufficientemente definito dalle clausole del trust o sia altrimenti determinabile al momento in
cui il beneficio diventa esigibile o deve essere conferito.
(2)Se il beneficio da conferire non è determinabile solo perché un terzo non è in grado di fare la
scelta o non la fa affatto, i trustee possono compiere tale scelta salvo che non sia altrimenti
disposto nel trust.

X.-4:105: Trust istituito allo scopo di pagare i creditori


Un trust istituito allo scopo di saldare un debito, o in favore di un creditore, produce l’effetto di
un trust a vantaggio del debitore per l’adempimento della sua obbligazione, con l’effetto di
liberarlo.

Sezione 2: Invalidità

X.-4:201: Annullamento ad opera del disponente


Fatti salvi gli altri necessari adeguamenti, il Libro II Capitolo 7 (Cause di invalidità) è
modificato come segue qualora sia applicato a trust istituiti a titolo gratuito durante l’arco di vita
del disponente:
(a) il disponente può annullare il trust o una sua disposizione, se il trust è stato istituito o la
disposizione è stata inclusa in ragione di un errore di fatto o di diritto, a prescindere dal
fatto che i requisiti contenuti nell’Art. II.-7:201 (Errore) paragrafo (1)(b) siano soddisfatti;
(b) il disponente che era in uno stato di soggezione rispetto a un beneficiario, o era la parte
debole nel rapporto di trust rispetto a tale beneficiario, può risolvere il trust o una
disposizione di esso nella misura in cui il trust preveda un beneficio a favore di quel
beneficiario a meno che il beneficiario dia prova del fatto di non avere approfittato della
situazione del disponente traendo un beneficio eccessivo o un vantaggio manifestamente
ingiusto;
(c) il tempo considerato ragionevole per dare comunicazione dell’annullamento (II.-7:210
(Termini)) non ha inizio finché:
(i) il disponente non eserciti un diritto esclusivo a beneficiare dei redditi
o
(ii) il fondo in trust non consista in uno o più diritti a beneficiare che non sono ancora
esigibili; e
(d) quando si applica il sottoparagrafo (c)(i), l’accettazione di un beneficio non si considera
come tacita conferma del trust.

X.-4:202: Tutela dei trustee e di terzi in seguito all’annullamento.


(1) La titolarità del trustee sul fondo in trust non è pregiudicato in seguito all’annullamento.
(2) Salvo che il trustee fosse al corrente o potesse ragionevolmente essere al corrente del
fatto che il trust o una sua disposizione fossero suscettibili di annullamento:
(a) il trustee non è responsabile nei confronti di alcun atto di amministrazione o
disposizione sul fondo in trust che era compatibile con le clausole del trust antecedenti
all’annullamento ;
(b) il trustee può opporre contro il titolare del beneficio, in seguito all’annullamento,
le eccezioni che il trustee avrebbe potuto opporre al beneficiario che aveva diritto a tale
vantaggio prima di questo; e
(c) il trustee mantiene ogni diritto di agire in via di regresso sul fondo in trust
costituito prima dell’annullamento.
(3)L’annullamento del trust non pregiudica diritti spettanti a terzi i quali prima
dell’annullamento abbiano acquisito diritti del beneficiario derivanti dal trust, o una garanzia
o altri diritti limitati, se:
(a)il terzo non sapeva o non poteva sapere che il trust o una sua disposizione potesse
essere risolta; e
(b) la disposizione non è a titolo gratuito.

X.-4:203: Scopi del trust inattuabili


(1)Un trust istituito per scopi diversi dal fornire un vantaggio ai beneficiari o per la
realizzazione di scopi di pubblica utilità, ha gli effetti di un trust in favore del disponente.
(2) Il trustee ha il potere revocabile di disporre del fondo in trust concordemente al trust
originario per la realizzazione dello scopo inattuabile nella misura in cui:
(a) la realizzazione di tale scopo non violi un principio fondamentale o una norma
imperativa e non sia contrario ad un interesse pubblico;
(b) possa essere determinato con una ragionevole certezza, a prescindere dall’esistenza di
disposizioni del fondo in trust in tal senso; e
(c) la disposizione non sia manifestamente sproporzionata rispetto al beneficio derivante
dalla stessa.

CAPITOLO 5: POTERE DECISIONALE- DISPOSITIVO DEL TRUSTEE

Sezione 1: Le decisioni del trustee

X.-5:101: La discrezionalità del trustee


(1) Fatte salve le obbligazioni del trustee ai sensi del presente Libro e le eccezioni previste in
altre regole, i trustee sono pienamente liberi di determinare quando e come esercitare i propri
poteri dispositivi che meglio si adattino alle obbligazioni stabilite nel trust.
(2) Fatto salvo il caso in cui le clausole del trust o altre disposizioni prevedano altrimenti, i
trustee non sono vincolati, né si devono considerare vincolati, ad alcun tipo di indicazione e
desiderio proveniente dalle altre parti del trust o da altre persone.
(3) I trustee non sono tenuti a rendere note le ragioni che sorreggono le loro decisioni a meno
che il trust sia istituito per la realizzazione di scopi di pubblica utilità o a meno che le clausole
del trust prevedano altrimenti.

X.-5:102: Potere decisionale esercitato da più trustee


Se vi sono più trustee, i loro poteri e scelte discrezionali sono prese a maggioranza semplice, a
meno che le clausole del trust o altre disposizioni del presente Libro non dispongano altrimenti.

X.-5:103: Conflitto d’interessi nell’esercizio del potere discrezionale


A meno che le clausole del trust non dispongano altrimenti, il trustee può non partecipare a una
decisione che implichi l’esercizio o meno del proprio potere discrezionale se l’effetto della
decisione è quello di confermare, riaffermare o ampliare il diritto a ricevere un beneficio o
l’eleggibilità al beneficio in favore del trustee.
Sezione 2: Poteri del trustee

Sotto-sezione 1: Regole generali

X.-5:201: Poteri in genere


1) Fatte salve le restrizioni derivanti dalle disposizioni o altre disposizioni contenute in questo
Libro, il trustee può compiere qualunque atto in adempimento delle obbligazioni derivanti dal
trust quali:
a) atti che il proprietario del fondo può compiere legalmente; o
b) atti che una persona potrebbe essere autorizzata a compiere per conto di un’altra.
2) Fatte salve le restrizioni e modificazioni delle clausole del trust, gli altri Articoli di questa
Sezione disciplinano i poteri del trustee in casi particolari.

X.-5:202: Restrizioni in caso di numero minimo di trustee


(1) Qualora il numero di trustee sia inferiore rispetto al minimo richiesto dalle clausole del trust
o da queste regole, i trustee possono esercitare soltanto:
(a) il potere di nomina dei trustee;
(b) il diritto di intraprendere un’azione giurisdizionale per la scelta;
(c) il diritto regolato dall’Art. X.-6:201 (Diritto al rimborso e all’indennità al di fuori del
fondo in trust); e
(d) qualunque altro diritto o potere del trustee di ampliare il proprio esercizio che sia:
(i) espressamente previsto per le circostanze del caso dalle clausole del trust;
(ii) necessarie per la conservazione del fondo in trust; o
(iii) necessarie per la soddisfazione dei debiti derivanti dal trust il cui adempimento sia
esigibile o imminente.
(2)Se il trust è istituito tramite trasferimento ad almeno due trustee e il numero minimo di
trustee sia di due, a meno che il trust non disponga diversamente.

Sotto-sezione 2: Poteri particolari del trustee

X.-5:203: Potere di autorizzazione al mandatario


(1) I trustee possono autorizzare un mandatario ad agire nell’interesse degli stessi trustee e,
fatte salve le restrizioni imposte nei seguenti Articoli di questa Sezione, possono affidare ad
altri l’adempimento di obbligazioni derivanti dal trust.
(2) Alcuni dei trustee possono autorizzare uno di loro ad agire nei propri interessi.
(3) L’adempimento personale del trustee è in ogni caso richiesto nelle decisioni sul se o come
esercitare:
(a) l’attività discrezionale di conferire un vantaggio a un beneficiario o la scelta di uno
scopo pubblico da realizzare o le modalità di realizzazione dello stesso;
(b) il potere di sostituzione dei trustee; o
(c) il potere di delega dell’adempimento delle obbligazioni derivanti dal trust.
(4) La persona cui è affidata l’adempimento delle obbligazioni ha le medesime obbligazioni
di un trustee, sempreché riguardino tale adempimento.
(5) Il trustee è obbligato a non concludere, senza un buon motivo, un contratto di mandato
che non sia per iscritto o che includa le seguenti disposizioni:
(a) una disposizione conferente un mandato irrevocabile;
(b) disposizioni che escludano le obbligazioni del mandatario stabilite nel Libro IV.D,
Capitolo 3, Sezione 1 (Principali obbligazioni del mandatario) o le modifichino a discapito
dell’obbligazione principale;
(c) una disposizione che permetta al mandatario di subcontrattare;
(d) una disposizione che permetta al mandatario di agire in conflitto d’interessi;
(e) una disposizione che escluda o limiti la responsabilità del mandatario derivante
dall’inadempimento dell’obbligazione principale.
(6) I trustee sono obbligati a controllare l’adempimento del mandatario e, se lo richiedono le
circostanze, ad impartirgli indicazioni o porre fine al rapporto di mandato.

X.-5:204: Potere di trasferire la titolarità a una persona che si sia impegnata a diventare
trustee
(1) I trustee possono trasferire i beni di un trust a una persona che si sia impegnata a
diventare trustee in relazione ai beni e alla loro disposizione secondo le istruzioni dei trustee
originari e in difetto di qualsiasi altra indicazione di trasferirli nuovamente ai trustee originari
su loro richiesta.
(2) Il ricevente deve essere:
(a) una persona che si assuma tali impegni nel corso degli affari;
(b) una persona giuridica controllata dai trustee; o
(c) una persona giuridica designata eleggibile, in forza di un atto normativo, per adempiere
l’obbligazione derivante dal trust o che soddisfi i requisiti ivi contenuti per questo scopo
(3) Allo stesso modo si applica l’Articolo X.-5:203 (Potere di autorizzazione al mandatario)
paragrafi (5) e (6).

X.-5:205: Potere di trasferire il controllo materiale a un depositario


(1) I trustee possono collocare i beni di un trust e i documenti relativi a quei beni sotto il
controllo fisico di una persona la quale si impegna a mantenere i beni del trust al sicuro e di
riconsegnarli ai trustee su loro richiesta.
(2) Allo stesso modo si applica l’Art. X.-5:204 (Potere di trasferire la titolarità a una persona
vincolata a diventare trustee) paragrafi (2) e (3).

X.-5:206:Potere di delega
Il trustee può delegare a un terzo l’adempimento di alcune delle obbligazioni del trustee
derivanti da un trust e l’esercizio di alcuni dei poteri del trustee, incluso l’esercizio di scelte
discrezionali, il potere di disporre del fondo in trust e il potere di delegare, ma rimane
responsabile dell’adempimento in conformità all’art. III.-2.106 (Adempimento tramite un
ausiliario del debitore).

X.-5:207: Potere di scelta negli investimenti


Nella misura in cui i trustee siano obbligati a investire il fondo in trust, possono decidere
qualunque tipo di investimento e determinare la particolare forma di investimento che risulti
più idonea per il corretto adempimento di tale obbligazione.

X.-5:208: Potere di sottoscrivere il rendiconto per la revisione contabile


Laddove sia opportuno, il trustee può presentare il proprio rendiconto, ai fini della revisione
contabile, a un revisore indipendente e competente.

CAPITOLO 6: OBBLIGAZIONI E DIRITTI DEI TRUSTEE E DEGLI AUSILIARI


DEL TRUST

Sezione 1: Obbligazioni del trustee

Sotto-sezione 1: Regole generali


X.-6:101: Obbligazione generale del trustee
(1) Il trustee è tenuto ad amministrare il fondo in trust e ad esercitare ogni potere di
disposizione sul fondo come un prudente gestore di affari altrui a vantaggio dei beneficiari o
per la realizzazione di scopi di pubblica utilità, concordemente con il diritto e le clausole del
trust.
(2) In particolare, il trustee è tenuto ad agire con la dovuta professionalità e diligenza,
correttezza e buona fede.
(3) Fatto salvo il caso in cui le disposizioni di un trust prevedano altrimenti:
(a) queste obbligazioni includono le obbligazioni particolari previste nell’Art. X.-6:102
(Professionalità e diligenza richiesta) e la seguente Sotto-sezione; e
(b) un’amministrazione o disposizione del fondo in trust è a vantaggio di un beneficiario
solo se ne deriva un vantaggio economico a tale persona.

X.-6:102: Professionalità e diligenza richiesta


(1) Al trustee è richiesto di agire con la professionalità e la diligenza che si può ragionevolmente
esigere da una persona competente e accurata nella gestione di affari altrui, in considerazione del
fatto che la funzione sia retribuita o meno.
(2) Se il trustee agisce nell’ambito della propria attività professionale, deve agire con la
professionalità e la diligenza attesa da un membro di tale professione.

Sotto-sezione 2: Obbligazioni particolari del trustee

X.-6:103: Obbligazioni di segregazione, sicurezza e assicurazione


1) Il trustee è obbligato a mantenere il fondo in trust segregato da altri patrimoni e di mantenere
il fondo in trust al sicuro.
2) In particolare, il trustee può non investire in beni che sono specialmente a rischio di
appropriazione indebita a meno che venga impiegata un’attenzione particolare alla loro
salvaguardia. Quando il bene consiste in un titolo di credito al portatore, tale attenzione deve
essere rivolta alla sicurezza del luogo in cui il documento è custodito compatibilmente con l’Art.
X.-5:205 (Potere di trasferire il controllo materiale a un depositario).
3) Il trustee è obbligato ad assicurare il fondo in trust contro eventuali perdite, nella misura in cui
questo sia possibile e opportuno.

X.-6:104: Obbligazione di fornire informazione e resoconto


1) Il trustee è obbligato ad informare il beneficiario titolare del diritto di ricevere un beneficio,
dell’esistenza del trust e di tale diritto.
2) Il trustee è obbligato a compiere gli sforzi ragionevoli per informare il beneficiario
dell’esistenza del trust e dell’eleggibilità del beneficiario che riunisce i requisiti per beneficiare .
3) Nel determinare quali sforzi sono ragionevoli per le finalità contenute nel paragrafo (2), è
necessario considerare se:
a) le spese richieste sono proporzionate rispetto al valore del vantaggio che potrà essere
conferito a quel beneficiario;
b) il beneficiario fa parte di una determinata categoria di persone in relazione alle quali
al trustee è richiesto di dare un beneficio; e
c) la praticità nell’identificazione e nella comunicazione con il beneficiario.
4) Il trustee è tenuto a fornire l’informazione sullo stato e sugli investimenti del fondo in trust,
sui debiti derivanti dal trust, e sugli atti di disposizione del fondo in trust e dei relativi proventi.

X.-6:105: Obbligazione di conservare il rendiconto


Il trustee è obbligato a conservare la contabilità in relazione al fondo in trust (rendiconto).

X.-6:106: Obbligazione di acconsentire all’ispezione e la copia di documenti relativi al trust


(1) Il trustee deve acconsentire al beneficiario o altra persona che possa pretendere
l’adempimento delle obbligazioni derivanti dal trust di ispezionare i documenti del trust e di fare
delle copie a spese dei richiedenti.
(2) Il paragrafo (1) non si applica:
(a) alle opinioni di un consulente legale relative ad attuali o futuri procedimenti giudiziari
sulle competenze dei trustee verso le persone che richiedono l’ispezione; e le prove raccolte
per tali procedimenti;
(b) alle comunicazioni tra i trustee e altri beneficiari e qualunque altra comunicazione dalla
cui scoperta possa derivare la rottura del rapporto fiduciario che riguarda i trustee nelle
proprie competenze verso un terzo.
(3) I trustee possono rifiutare l’ispezione e la copia dei documenti del trust nella misura in cui
siano relativi ad informazioni riservate per i trustee nell’esercizio della loro funzione se il
beneficiario non fornisce un’adeguata garanzia circa il mantenimento della riservatezza.
(4) A meno che il trust sia istituito per la realizzazione di scopi di pubblica utilità, i trustee
possono rifiutare l’ispezione e la copia di documenti nella misura in cui questi svelino i
motivi delle decisioni prese dai trustee sull’esercizio o mancato esercizio discrezionale, le
delibere dei trustee che hanno preceduto tale decisione, e il materiale rilevante per le
deliberazioni.
(5) Le clausole del trust possono ampliare i diritti di ispezione e di copia previsti in questo
Articolo.
(6) In questo Libro “i documenti del trust” sono consistono in:
(a) Qualunque documento contenente la dichiarazione del disponente sulle intenzioni
riguardanti il trust (ancorché non ritenute vincolanti) e qualunque atto giuridico o decisione
giudiziale in variazione delle clausole del trust;
(b)i verbali delle riunioni dei trustee;
(c) i documenti e le comunicazioni iscritte ricevute dal trustee nell’esercizio della sua
funzione, incluse le opzioni di una consulenza legale prese dal trustee a spese del fondo in
trust;
(d)qualunque documento contenente atti giuridici conclusi o effettuati dai trustee;
(e) le quietanze delle disposizioni del fondo in trust; e
(f) il rendiconto.

X.-6:107:Obbligazione di investire
(1) Il trustee è obbligato a investire il fondo in trust, nella misura in cui sia disponibile per
l’investimento, e nello specifico:
(a) disporre di quei beni che normalmente non producono reddito né aumentano di valore e
di investire i proventi;
(b) avvalersi di una consulenza professionale circa l’investimento del fondo, se i trustee
difettano dell’esperienza richiesta per l’efficiente e il prudente investimento in fondi nella
misura e natura del fondo in trust;
(c) compiere una diversificazione di investimenti per cui nel complesso:
(i) i rischi di insuccesso o perdita di specifici investimenti sono diversificati; e
(ii) il guadagno atteso supera significativamente il potenziale insuccesso o perdita; a
meno che il fondo in trust sia così esiguo che la diversificazione degli investimenti
risulti inopportuna; e
(d) riesaminare ad intervalli regolari l’opportunità di modificare o meno gli investimenti.
(2) Il trustee non è obbligato ad investire i beni:
(a) che sono richiesti in tempi brevi ai fini del trasferimento o dell’utilizzo da parte di un
beneficiario o per la soddisfazione di un debito del trust; o
(b) i cui investimenti potrebbero ostacolare i trustee nel portare a termine altre obbligazioni
regolate da questo Libro.
(3) l’obbligazione di investire non autorizza il trustee a disporre dei beni del trust che
compatibilmente con le sue disposizioni siano conservati dai trustee o trasferiti in natura a un
beneficiario.

X.-6:108: Obbligazione di astensione dall’acquisto di beni del fondo in trust o diritti dei
creditori del trust
(1) Il trustee è obbligato ad astenersi dall’acquisto di un bene del trust o il diritto di un
creditore del trust nei confronti degli altri trustee, né personalmente né attraverso un
mandatario.
(2) Il contratto di vendita di un bene del trust il quale è concluso come risultato di un
inadempimento dell’obbligazione descritto può essere evitato da qualunque altra parte del trust
o da qualunque titolare dell’esigibilità dell’adempimento delle obbligazioni derivanti dal trust.
(3) La possibilità di annullare il contratto si aggiunge ai mezzi di tutela per inadempimento.
(4)Questo Articolo si applica con gli opportuni adeguamenti ad altri contratti per l’acquisto o
l’utilizzo di un bene del trust o un diritto in corrispondenza di un debito del trust.

X.–6:109: Obbligazione di non ottenere arricchimenti o vantaggi non autorizzati


(1) Il trustee è obbligato a non utilizzare il fondo in trust, o le informazioni o le opportunità
ottenute in qualità di trustee, per ottenere un arricchimento a meno che tale uso sia autorizzato
dalle clausole del trust.
(2) Il trustee non può compensare il diritto all’adempimento nei confronti di un beneficiario,
dovuto al trustee a titolo personale, con il diritto di quest’ultimo di beneficiare .

X.–6:110: Obbligazioni relative ai co-trustee


Il trustee è obbligato a:
(a) cooperare con i co-trustee nell’adempimento delle obbligazioni previste dal trust; e
(b) adottare le misure opportune se sa o ha motivo di sospettare che:
(i) un co-trustee non ha adempiuto a una qualsiasi delle obbligazioni previste, o derivanti,
dal trust, ovvero tale inadempimento è imminente; e
(ii) l'inadempimento può causare, o ha causato, perdite al fondo in trust.

Sezione 2: Diritti del trustee

X.–6:201: Diritto al rimborso e all’indennità al di fuori del fondo in trust


Il trustee ha diritto ad un rimborso o ad un’indennità al di fuori del fondo in trust relativamente
alle spese e ai debiti del trust nei quali il trustee è incorso nell’adempimento delle obbligazioni
previste dal trust.

X.–6:202: Diritto al compenso al di fuori del fondo in trust


(1) Il trustee ha diritto a tale compenso al di fuori del fondo in trust se ciò è previsto dalle
clausole del trust.
(2) Il trustee che agisce in quanto tale nell’ambito della sua professione ha diritto ad essere
ragionevolmente remunerato al di fuori del fondo in trust per il lavoro svolto in adempimento
delle obbligazioni previste dal trust, a meno che ciò sia incompatibile con le clausole del trust.
(3) Il paragrafo (2) non si applica se:
(a) Il trustee, in qualità di beneficiario, ha diritto ad un rilevante vantaggio dal fondo in trust;
ovvero
(b) il trust è stato istituito in forza di un contratto fra il trustee e il disponente; ovvero
(c) il trust promuove scopi di pubblica utilità.

X.–6:203: Diritti relativi ad acquisti non autorizzati


(1) Il presente Articolo si applica quando:
(a) il trustee acquista un bene o un altro arricchimento in conseguenza dell’inadempimento di
un’obbligazione prevista dal trust; e
(b) il bene diventa parte del fondo in trust o l'arricchimento si aggiunge al fondo in esecuzione
di un’obbligazione di restituzione.
(2) Il trustee ha diritto al rimborso o all’indennizzo per qualsiasi spesa o obbligazione che è stato
necessario sostenere per l'acquisto. Se il trustee ha precedentemente soddisfatto in tutto o in parte
l’onere ai sensi dell’ Art. X.-7:201 (Onere del trustee di ripristinare il fondo in trust), ha diritto
ad un rimborso dal fondo in trust pari al valore aggiunto del fondo in trust rispetto al ripristino.
(3) Il trustee ha diritto anche ad un adeguato compenso se:
(a) l’acquisto è stato effettuato in buona fede per incrementare il fondo in trust; e
(b) Il trustee avrebbe titolo ad un compenso ai sensi dell’Art. X.–6:202 (Diritto al compenso
al di fuori del fondo in trust) paragrafo (2)(b) se l’acquisto fosse stato effettuato adempiendo
ad un’obbligazione prevista dal trust.
(4) Se l'acquisto è il risultato di un inadempimento dell'obbligazione previsto dall’Art. X.–6:109
(Obbligazione di non ottenere arricchimenti o vantaggi non autorizzati) a cui un beneficiario ha
validamente acconsentito, il trustee può rinunciare ai diritti di cui ai paragrafi (2) e (3) ed
acquisire il diritto del beneficiario consenziente di beneficiare dall’acquisto.
(5) Ai sensi del presente Articolo un trustee non ha diritto a più del valore dell'acquisto.

X.–6:204: Corrispondenti diritti nei confronti dei beneficiarî


(1) Quando il diritto in capo al trustee ai sensi dell’Art. X.–6:201 (Diritto al rimborso e
all’indennità al di fuori del fondo in trust) supera il valore del fondo in trust, il trustee può
recuperare la differenza dai beneficiarî.
(2) La responsabilità dei beneficiarî ai sensi del paragrafo (1) è:
(a) limitata all’arricchimento che il beneficiario ha ottenuto in relazione alle clausole del trust;
e
(b) soggetta all’eccezione di mancato arricchimento, VII.–6:101 (Mancato arricchimento) con
gli opportuni adeguamenti.
(3) Il diritto alla restituzione ai sensi del paragrafo (1) si estingue sei mesi dopo che il diritto al
rimborso o all’indennizzo è sorto.
X.–6:205: Diritto di assicurarsi per la responsabilità personale a spese del fondo in trust
(1) Il trustee ha diritto al rimborso o all’indennizzo al di fuori del fondo in trust in relazione alle
spese o ai debiti in cui è ragionevolmente incorso per ottenere un’assicurazione per la
responsabilità derivante dall’Art. X.–7:201 (Onere del trustee di reintegrare il fondo in trust).
(2) Il paragrafo (1) non si applica nella misura in cui:
(a) il trustee ha diritto ad un compenso per l'adempimento delle obbligazioni derivanti dal
trust; ovvero
(b) l’assicurazione è relativa alla responsabilità derivante da un inadempimento doloso o
gravemente colposo.

Sezione 3: Obbligazioni dell’ausiliario del trust

X.–6:301: Obbligazioni dell’ausiliario del trust


(1) L’ausiliario del trust è obbligato a comunicare l'identità del trustee se questa informazione gli
è nota e non sarebbe altrimenti conoscibile.
(2) Nel decidere se esercitare un potere l’ausiliario del trust è obbligato:
(a) ad agire in buona fede; e
(b) a non ottenere arricchimenti non autorizzati dalle clausole del trust.

CAPITOLO 7: MEZZI DI TUTELA CONTRO L’INADEMPIMENTO

Sezione 1: Adempimento in natura, controllo giurisdizionale e rimedi accessori

X.–7:101: Adempimento in natura


(1) L’azione volta ad ottenere un adempimento in natura di un’obbligazione prevista dal trust
richiede che il trustee abbia disposto, o comunque si sia occupato, di un bene del trust in maniera
diversa da quanto stabilito dalle clausole del trust.
(2) L’adempimento in natura non può essere preteso se la prestazione richiede che il trustee
eserciti un potere discrezionale.

X.–7:102: Controllo giurisdizionale


(1) A domanda di una parte del trust o di una persona che abbia diritto a pretendere
l’adempimento di un’obbligazione prevista dal trust, il tribunale può rivedere una decisione dei
trustee o di un ausiliario del trust circa l’esercizio, o le modalità di esercizio, di un potere o di un
potere discrezionale conferito dalle clausole del trust o da questo Libro.
(2) Un ex trustee che è stato rimosso per decisione dei trustee o da un ausiliario del trust senza il
suo consenso ha un analogo diritto al controllo giurisdizionale di tale decisione.
(3) Il tribunale può annullare una decisione dei trustee o di un ausiliario del trust qualora sia
irrazionale o manifestamente irragionevole, sorretta da motivazioni non pertinenti o scorrette, o
comunque costituisca abuso di potere o sia stata presa al di fuori dei poteri dei trustee o
dell’ausiliario del trust.
X.–7:103: Ulteriori mezzi di tutela
Altre regole possono prevedere:
(a) rendiconti e ispezioni relative al fondo in trust, alla sua amministrazione e alla sua
disposizione, ordinate dal tribunale;
(b) il pagamento o il trasferimento in giudizio di denaro o altri beni del fondo in trust;
(c) la nomina per ordine del tribunale di un curatore per amministrare il fondo in trust;
(d) l'esercizio dei diritti e dei poteri del trustee da parte di un funzionario o ente pubblico, in
particolare per quanto riguarda i trust volti a promuovere scopi di pubblica utilità;
(e) la sospensione dei diritti e dei poteri dei trustee di amministrare e disporre del fondo;
in caso di effettivo o sospetto inadempimento delle obbligazioni previste dal trust.

Sezione 2: Riparazione e restituzione dell’arricchimento non autorizzato

X.–7:201: Onere del trustee di ripristinare il fondo in trust


(1) Il trustee è obbligato a ripristinare il fondo in trust per le perdite causate dall’inadempimento
di qualsiasi obbligazione in forza del trust o da questo derivante se l'inadempimento:
(a) non è giustificato; e
(b) deriva dalla violazione, da parte del trustee, della professionalità e della diligenza
richieste.
(2) In ogni caso, una persona è responsabile ai sensi del paragrafo (1) solo se sapeva di essere
trustee, ovvero tale situazione era evidente.
(3) Il trustee non è responsabile solo perché un co-trustee, un agente o un’altra persona obbligata,
o un curatore autorizzato del fondo in trust ha causato perdite al fondo in trust.
(4) Il paragrafo (3) non pregiudica le responsabilità del trustee derivanti:
(a) dal paragrafo (1) al di fuori dall’inadempimento di un’obbligazione prevista dal trust, in
particolare:
(i) l'obbligazione di agire con la professionalità e la diligenza richieste nella nomina o
nell’assunzione di tale persona e nel concordare i termini dell’assunzione; o
(ii) l’obbligazione di tenere sotto controllo le prestazioni di tale persona e, se richiesto
dalle circostanze, di adottare le misure per proteggere il fondo in trust; o
(b) al di fuori della delegazione di prestazioni (Art. X.–5:206 (Potere di delega));
(c) ai sensi dell’Art. VI.–3:201 (Responsabilità per il danno causato dai lavoratori subordinati
e dai rappresentanti); ovvero
(d) perché il trustee ha indotto, assistito o collaborato nell’inadempimento di tale persona.
(5) III.–3:702 (Valutazione dei danni in generale) si applica con gli opportuni adeguamenti per
determinare la misura del ripristino.
(6) I seguenti diritti del trustee sono sospesi fino a quando lo stesso abbia ripristinato
completamente il fondo in trust:
(a) ogni diritto di regresso sul fondo in trust; e
(b) ogni diritto di beneficiare che il trustee vanta in qualità di beneficiario.
(7) Il presente Articolo sia applica compatibilmente alle clausole del trust.
X.–7:202: Onere del trustee di risarcire il beneficiario
(1) Il trustee che è responsabile ai sensi dell’Art. X.–7:201 (Onere del trustee di reintegrare il
fondo in trust) è obbligato anche a risarcire il beneficiario che, nonostante la reintegrazione del
fondo in trust, non abbia ottenuto un vantaggio a cui aveva diritto ovvero avrebbe avuto diritto
secondo le clausole del trust se non vi fosse stato alcun inadempimento.
(2) I beneficiarî hanno un diritto al risarcimento uguale a quello derivante dall’inadempimento di
un obbligazione contrattuale.
(3) Il presente Articolo è soggetto alle clausole del trust.

X.–7:203: Restituzione dell’arricchimento non autorizzato


Qualora il trustee ottenga un arricchimento a seguito dell’inadempimento dell'obbligazione di cui
all’Art. X.–6:109 (Obbligazione di non ottenere arricchimenti o vantaggi non autorizzati) e tale
arricchimento non diventi parte del fondo in trust ai sensi dell’Art. X.–3:201 (del Incrementi
rispetto al fondo in trust), il trustee è obbligato ad aggiungere l'arricchimento al fondo in trust o,
ove ciò non fosse possibile, ad integrarlo aggiungendo il corrispondente valore monetario.

Sezione 3: Cause di esonero dalla responsabilità

X.–7:301: Consenso del beneficiario all’inadempimento


(1) Il trustee ha una causa di esonero dalla responsabilità nella misura in cui la reintegrazione, il
risarcimento o la restituzione andrebbero a vantaggio di un beneficiario che ha validamente
acconsentito all’inadempimento.
(2) I beneficiarî acconsentono all’inadempimento quando acconsentono al comportamento del
trustee che integra l’inadempimento e comunque:
(a) i beneficiarî sapevano che tale comportamento avrebbe integrato un inadempimento;
ovvero
(b) era evidente che tale comportamento avrebbe integrato un inadempimento.
(3) Il paragrafo (1) si applica sia quando l’inadempimento abbia arrecato un vantaggio al
beneficiario, sia quando lo abbia svantaggiato.
(4) Quando il beneficiario prende parte all’inadempimento in qualità di trustee, il paragrafo (1) si
applica relativamente agli eventuali co-trustee responsabili. Il diritto di regresso fra debitori
solidali, per quanto riguarda ogni residuo onere di reintegrare il fondo in trust o di risarcire i
beneficiarî, rimane inalterato.
(5) Il consenso non è valido se è conseguenza di un errore causato da false informazioni fornite
dal trustee o dalla violazione da parte del trustee di un’obbligazione di informare.

X.–7:302: Prescrizione
Il termine generale di prescrizione per un diritto di credito previsto in seno al trust non inizia a
decorrere nei confronti di un beneficiario, fino a quando il vantaggio non gli è dovuto

X.–7:303 Tutela del trustee


(1) Il trustee è liberato se adempie nei confronti di una persona che, a seguito di una ragionevole
richiesta di informazioni, sembra aver titolo al credito conferito.
(2) Il diritto del beneficiario, che aveva diritto al beneficio, nei confronti di chi ha ricevuto il
vantaggio derivante dal Libro VII (Arricchimento senza causa) rimane inalterato.
Sezione 4: Responsabilità solidale e decadenza

X.–7:401: Responsabilità solidale


(1) Quando diversi trustee sono responsabili per lo stesso inadempimento, la loro responsabilità è
solidale.
(2) Nei rapporti interni tra i debitori solidali stessi, le quote di responsabilità sono proporzionali
alla specifica responsabilità di ogni debitore per l'inadempimento, tenuto conto delle competenze
e dell’esperienza come trustee.
(3) La specifica responsabilità del debitore per un inadempimento al quale tale debitore ha
acconsentito non si riduce per il semplice fatto che lo stesso non ha preso parte attiva alla
realizzazione.

X.–7:402: Decadenza del diritto del beneficiario collaborante di beneficiare


(1) Quando un beneficiario ha concorso nell’inadempimento del trustee, il tribunale può
ordinare, su istanza del trustee o di un altro beneficiario, che il diritto del beneficiario che ha
collaborato sia decaduto.
(2) Il diritto del beneficiario che ha validamente acconsentito all’inadempimento, ma non ha
concorso in esso, può essere perso solo nella misura in cui il beneficiario si sia arricchito grazie
all'inadempimento.
(3) Nella misura in cui il diritto di beneficiare è perduto ai sensi del presente Articolo, i vantaggi
che gli sono altrimenti dovuti devono essere utilizzati in modo da soddisfare la responsabilità del
trustee fino a quando tale responsabilità si estingua o il diritto del beneficiario si esaurisca.

CAPITOLO 8: MUTAMENTO NELLA FIGURA DEL TRUSTEE O DEGLI AUSILIARÎ


DEL TRUST

Sezione 1: Regole generali sul mutamento nella figura del trustee

X.–8:101: Poteri di mutare la figura del trustee in generale


(1) Dopo l’istituzione del trust, una persona può essere nominata trustee e il trustee può
dimettersi o essere rimosso:
(a) in conformità con un potere:
(i) in forza delle clausole del trust o
(ii) conferito in capo al trustee da questa Sezione; ovvero
(b) tramite decisione giudiziale ai sensi della presente Sezione.
(2) L'esercizio dei poteri di cui al paragrafo (1)(a) non produce alcun effetto se non viene fatto
per iscritto. Lo stesso vale per le indicazioni vincolanti per il trustee relative all’esercizio di tale
potere.
(3) L’esercizio di un potere ai sensi delle clausole del trust da parte di una persona che non sia
anche un trustee in carica non ha effetto fino a quando non è data comunicazione di ciò ai trustee
in carica.
(4) Le dimissioni o la rimozione di un trustee unico sono efficaci solo se viene
contemporaneamente nominato un sostituto .

X.–8:102: Poteri di mutare la figura dei trustee conferiti ai trustee


(1) I poteri conferiti dalla presente Sezione ai trustee possono essere esercitati solo:
(a) con decisione unanime; e
(b) se nelle circostanze del caso, l’ausiliario del trust non ha un corrispondente potere; ovvero
non può esercitare, o non esercita tale potere entro un termine ragionevole dopo una richiesta
in tal senso da parte dei trustee.
(2) Secondo il paragrafo (1), i trustee hanno l'obbligazione di esercitare i loro poteri ai sensi della
presente Sezione in conformità con qualsiasi indicazione congiunta dei beneficiarî qualora gli
stessi abbiano il diritto congiunto di estinguere il trust rispetto all’intero fondo.
(3) Le clausole del trust possono modificare o escludere i poteri conferiti dalla presente Sezione
sui trustee.

Sezione 2: Nomina dei trustee

X.–8:201: Restrizioni generali sulle nomine


(1) La nomina di una persona come trustee non ha effetto se:
(a) è evidente che i co-trustee avrebbero il potere di rimuovere tale persona, se nominata, per
motivi di incapacità della persona, rifiuto di agire, o inadeguatezza;
(b) la persona nominata non è d'accordo ad agire come trustee; ovvero
(c) la nomina supera il numero massimo di trustee previsto dalle clausole del trust.
(2) La disposizione contenuta nelle clausole del trust secondo la quale ci deve essere un solo
trustee deve essere intesa come indicante il numero massimo di due trustee.

X.–8:202: Nomina effettuata dagli ausiliarî del trust o dai trustee


(1) I trustee possono nominare uno o più trustee aggiuntivi.
(2) I trustee in carica possono nominare un sostituto trustee al posto della persona che ha cessato
di esserlo.
(3) A meno che le clausole del trust non dispongano altrimenti, un’auto-nomina da parte di un
ausiliario del trust non ha effetto.

X.–8:203: Nomina per ordine del tribunale


Su istanza di qualsiasi parte del trust o di qualunque persona che abbia diritto a pretendere
l’adempimento di un’obbligazione prevista dal trust, il tribunale può nominare:
(a) un sostituto trustee in luogo della persona che ha cessato di essere trustee, o
(b) uno o più trustee aggiuntivi,
Se in tali circostanze:
(i) nessun altro è in grado o è disposto a esercitare il potere di nomina; e
(ii) la nomina appare idonea a favorire una gestione efficiente e prudente nonché la
disposizione del fondo in trust in conformità con le clausole del trust.

Sezione 3: Dimissioni dei trustee


X.–8:301: Dimissioni con il consenso degli ausiliarî del trust o dei co-trustee
(1) L’ausiliario del trust che potrebbe nominare un sostituto trustee in caso di dimissioni, può
acconsentire alle dimissioni.
(2) L’ausiliario del trust può acconsentire alle dimissioni senza il consenso dei trustee in carica
solo se contemporaneamente viene nominato un sostituto trustee.
(3) I trustee in carica possono acconsentire alle dimissioni.
(4) Qualora, dopo le dimissioni di un trustee, rimangano in carica almeno due trustee o un trustee
speciale, un trustee può dare le dimissioni solo con il consenso di un ausiliario del trust o di un
co-trustee.
(5) I trustee speciali, ai fini di questo Libro sono:
(a) ogni ente o organo pubblico che ha la funzione di agire come trustee; e
(b) ogni persona giuridica designata come tale in un provvedimento legislativo o
soddisfacente i requisiti stabiliti in un provvedimento legislativo per tale scopo.

X.–8:302: Dimissioni con l’approvazione del tribunale


Il Tribunale può approvare le dimissioni di un trustee che non può altrimenti dimettersi se ciò è
propizio per svincolare il trustee dalle obbligazioni previste dal trust, tenendo conto dell’effettiva
possibilità, in seguito a tali dimissioni, di assicurare sia un’amministrazione efficiente e prudente
sia una disposizione del fondo secondo le clausole del trust,.

Sezione 4: Rimozione dei trustee

X.–8:401: Rimozione da parte dell’ausiliario del trust o dei co-trustee


(1) Quando il tribunale potrebbe rimuovere un trustee per motivi di incapacità, rifiuto di agire, o
inadeguatezza, i trustee in carica possono rimuovere tale trustee.
(2) La rimozione del trustee da parte dell’ausiliario del trust o dei trustee non ha effetto fino a
che non viene data comunicazione della rimozione al trustee che deve essere rimosso.

X.–8:402: Rimozione per ordine del tribunale


(1) Su istanza di qualsiasi parte del trust, il tribunale può rimuovere il trustee senza il consenso di
quest’ultimo e indipendentemente dalle clausole del trust se non è opportuno che il trustee
rimanga tale, in particolare per ragioni di:
(a) incapacità del trustee;
(b) inadempimento, anche se ancora in corso, di qualsiasi obbligazione del, o derivante dal,
trust;
(c) inadeguatezza del trustee;
(d) permanente o ricorrente disaccordo fondamentale con i co-trustee su una materia che
richiede una decisione unanime; ovvero
(e) altri interessi che sostanzialmente confliggono con l'adempimento delle obbligazioni
previste, o derivanti, dal trust.

Sezione 5: Effetti del mutamento nella figura del trustee


X.–8:501: Effetti sulle obbligazioni e sui diritti del trustee
(1) Una persona che viene nominata trustee è vincolata dal trust e acquisisce i relativi diritti e
poteri. Ai sensi dei paragrafi seguenti del presente Articolo, un trustee che si dimette o viene
rimosso è liberato dal trust e perde i diritti e i poteri.
(2) L'obbligazione di cooperare con i co-trustee persiste fino alla scadenza di un termine
ragionevole dopo le dimissioni o la rimozione.
(3) Il diritto di un ex trustee al regresso sul fondo in trust ha effetto come diritto contro i trustee
in carica. Il diritto al rimborso, all’indennizzo o alla remunerazione nei confronti dei beneficiarî
rimane inalterato.
(4) Un ex trustee rimane vincolato:
(a) dall’obbligazione ex Art. X.–6:109 (Obbligazione di non ottenere arricchimenti o vantaggi
non autorizzati);
(b) dai debiti del trust; e
(c) dalle obbligazioni nascenti dall’inadempimento.

X.–8:502: Attribuzione e cessione di beni del trust


(1) La titolarità su di un bene del trust viene attribuita a una persona nominata trustee, senza una
decisione giudiziale in tal senso, se tale titolo è:
(a) idoneo a trasferire il bene con l’accordo tra cedente e cessionario, senza necessità di alcun
ulteriore atto di trasferimento o formalità; ovvero
(b) in base al diritto nazionale applicabile, attribuita al trustee collegiale.
(2) Il conferimento di un bene ad una persona nominate trustee non spoglia di tale bene i trustee
in carica.
(3) Una persona che si dimette o viene rimossa dalla qualità di trustee decade immediatamente
dall’incarico.

X.–8:503: Trasmissione dei documenti del trust


Il trustee in carica o i sostituti trustee hanno diritto alla consegna dei documenti del trust in
possesso degli ex trustee. Chiunque sia in possesso di tali documenti ha il diritto di farne e
conservarne copie a proprie spese.

X.–8:504: Effetti della morte o dello scioglimento del trustee


(1) Quando uno dei trustee muore o, se si tratta di una società trustee, questa viene sciolta, il
fondo in trust rimane attribuito ai trustee rimasti in carica. Questo vale anche per l'esclusione di
qualsiasi persona succeduta al trustee deceduto o estinto.
(2) Quando muore l’unico trustee, gli eredi del trustee defunto diventano trustee e quindi:
(a) vengono vincolati dal trust e acquistano i corrispondenti poteri e diritti;
(b) diventano responsabili dei debiti del trust sostenuti dal trustee deceduto nella misura del
fondo del defunto; e
(c) il fondo in trust viene attribuito agli eredi del trustee,
tuttavia i successori del trustee possono esercitare solo i poteri di cui all’Art. X.–5:202
(Restrizioni in caso di numero minimo di trustee) paragrafo (1), indipendentemente dal numero
dei successori.
(3) Le disposizioni testamentarie del trustee relative al fondo in trust non hanno effetto, ma le
clausole del trust possono conferirgli il potere di nominare un trustee per testamento.
(4) Le obbligazioni derivanti dall’inadempimento incombono sui successori del trustee defunto.

Sezione 6: Morte o scioglimento degli ausiliarî del trust

X.–8:601: Effetti della morte o dello scioglimento degli ausiliarî del trust
I poteri degli ausiliarî del trust terminano con la morte o lo scioglimento di questi ultimi, ma le
clausole del trust possono consentire un esercizio del potere nel testamento.

CAPITOLO 9: ESTINZIONE E MUTAMENTI DEL TRUST E TRASFERIMENTO DEI


DIRITTI DI BENEFICIARE

Sezione 1: Estinzione
Sotto-sezione 1: Regole generali sull’estinzione

X.–9:101: Tipologie di estinzione


(1) Il trust, rispetto al fondo o parte di esso, può essere estinto:
(a) dal disponente o dai beneficiarî in base a un diritto previsto dalle clausole del trust;
(b) dal disponente ai sensi dell’Art. X.–9:103 (Diritto del disponente di estinguere un trust
gratuito);
(c) da un beneficiario ai sensi dell’Art. X.–9:104 (Diritto dei beneficiari all’estinzione);
(d) dal trustee ai sensi dell’Art. X.–9:108 (Estinzione da parte del trustee);
(e) dalla confusione di diritti e obbligazioni Art. X.–9:109 (Confusione del diritto e
dell’obbligazione).

X.–9:102: Effetti della estinzione sulla responsabilità del trustee


(1) Nella misura in cui il trust è estinto il trustee è liberato.
(2) A meno che le parti interessate non convengano diversamente, l’estinzione del trust non
libera il trustee dalla responsabilità:
(a) nei confronti di un beneficiario, derivante dall’inadempimento del trustee delle
obbligazioni previste, o derivanti dal trust; ovvero
(b) nei confronti dei creditori del trust.

Sotto-sezione 2: Estinzione da parte del disponente o dei beneficiarî

X.–9:103: Diritto del disponente di estinguere un trust gratuito


(1) Salvo quanto previsto dai paragrafi (2) e (3), il disponente non ha diritto di estinguere un trust
o una clausola di esso semplicemente perché il trust è stato istituito gratuitamente,
indipendentemente dal fatto che:
(a) il trust sia stato istituito senza un trasferimento da parte del disponente;
(b) il disponente si sia riservato il diritto di beneficiare.
(2) Il disponente può estinguere un trust istituito a titolo gratuito, o una clausola di tale trust, per
beneficiare una persona che ancora non esiste.
(3) Il disponente può estinguere un trust istituito gratuitamente per beneficiare un’altra persona
nella stessa misura in cui, se il vantaggio fosse stato conferito tramite donazione, potrebbe
revocare tale donazione a tale beneficiario.

X.–9:104: Diritto dei beneficiarî all’estinzione


(1) Un beneficiario con piena capacità giuridica può estinguere il trust rispetto al fondo o alla
parte dello stesso che è a suo beneficio esclusivo.
(2) Se ognuno di essi ha piena capacità giuridica, più beneficiarî hanno un corrispondente diritto
congiunto di estinguere il trust rispetto al fondo o alla parte dello stesso, che è a loro beneficio
esclusivo.
(3) Un trust non può essere estinto rispetto ad una parte del fondo se ciò può incidere
negativamente sul trust rispetto al resto del fondo che è a vantaggio di altri beneficiari o per
promuovere scopi di pubblica utilità.

X.–9:105: Significato di "vantaggio esclusivo"


(1) Un fondo o una parte di esso deve considerarsi a vantaggio esclusivo di un beneficiario, se
tutto il capitale e tutto il reddito futuro derivante dal capitale non può che essere disposto, in
conformità con le clausole del trust, a vantaggio di tale beneficiario o del suo patrimonio.
(2) Ai fini del paragrafo (1) non si deve prendere in considerazione la possibilità che il
beneficiario acconsenta o non riesca ad esercitare un diritto contrario rispetto ad un proprio
vantaggio.

X.–9:106: Comunicazione dell’estinzione ed i suoi effetti


(1) Il disponente o i beneficiarî esercitano il diritto di estinguere il trust dandone comunicazione
per iscritto al trustee.
(2) Il trust o la parte di esso che viene estinta dal disponente inizia a produrre effetti, a partire da
tale momento, come trust a beneficio del disponente.
(3) Quando un beneficiario, esercitando il diritto di estinguere il trust, indica al trustee di
trasferire il fondo ad una persona diversa dai beneficiarî, la comunicazione dell’estinzione
attribuisce a tale persona il diritto di beneficiare del fondo o dalla parte di esso che deve essere
trasferita.
(4) A meno che il trasferimento sia impossibile o illecito, il trustee è obbligato a trasferire il
fondo, o parte di esso, in conformità con la comunicazione dell’estinzione e senza ritardo.
L'obbligazione di trasferire sostituisce l'obbligazione di amministrare e disporre del fondo o della
parte di esso, in conformità con le clausole del trust.
(5) Se il trasferimento è impossibile perché richiederebbe la cessione di una quota indivisa di un
bene per il quale quote indivise non sono ammesse, il trustee è obbligato:
(a) a dividere il bene e a trasferire le quote divise, per quanto ciò sia possibile e ragionevole; e
altrimenti
(b) a vendere il bene, ove ciò sia possibile, e trasferire la corrispondente quota dei proventi.
(5) Il trust è estinto quando e nella misura in cui il trasferimento richiesto venga effettuato.
X.–9:107: Diritto del trustee di trattenere
(1) Il trustee può trattenere la parte del fondo che deve essere trasferita in quanto necessaria per
soddisfare:
(a) i debiti del trust;
(b) i diritti di regresso sul fondo maturati dal trustee; e
(c) i costi di trasferimento e di ogni necessaria divisione o vendita di un bene,
nella misura in cui tali debiti, diritti e costi sono riferiti alla parte del fondo che deve essere
trasferita.
(2) Il diritto di trattenere la parte termina se la persona che lo esercita paga un corrispettivo per i
debiti, diritti e costi riferiti alla parte del fondo che deve essere trasferita.

Sotto-sezione 3: Altre modalità di estinzione

X.–9:108: Estinzione da parte del trustee


(1) Quando un beneficiario ha diritto di estinguere il trust ai sensi dell’Art. X.–9:104 (Diritto dei
beneficiari all’estinzione) paragrafo (1), il trustee può dare comunicazione a tale beneficiario
richiedendogli di esercitare tale diritto entro un termine ragionevole fissato nella comunicazione.
Se il beneficiario non adempie entro tale termine, il trustee può estinguere il trust per mezzo di
un trasferimento a tale beneficiario. Tale beneficiario è obbligato ad accettare il trasferimento.
(2) Il trustee può anche estinguere il trust in giudizio mediante pagamento di una somma di
denaro o mediante il trasferimento di altri beni del fondo, qualora altre regole lo prevedano.

X.–9:109: Confusione del diritto e dell’obbligazione


(1) Un trust termina quando l’unico trustee è anche l'unico beneficiario e il fondo in trust è a
vantaggio esclusivo di tale beneficiario.
(2) Quando i trustee sono più di uno, il paragrafo (1) si applica per analogia solo se hanno un
diritto comune a beneficiare.
(3) Se un trust sussiste in relazione al diritto di beneficiare o tale diritto è gravato da un diritto di
garanzia o un altro diritto limitato, il trustee rimane vincolato da tale trust o gravame.

Sezione 2: Modifica

X.–9:201: Modifica da parte del disponente o dei beneficiarî


(1) Le clausole del trust possono essere modificate dal disponente o dai beneficiarî in conformità
di:
(a) un diritto previsto dalle clausole del trust;
(b) un diritto di cui al paragrafo (2).
(2) Il disponente o il beneficiario che ha diritto a estinguere il trust ha un corrispondente diritto di
modificare le clausole del trust nella misura in cui si riferiscono al fondo o alla parte di esso per i
quali il trust potrebbe essere estinto.
(3) L'esercizio da parte di più beneficiarî del diritto congiunto a modificare le clausole del trust
richiede il loro accordo in tal senso.
(4) La modifica che avrà effetto dalla morte della persona che esercita il diritto alla modifica non
ha effetto se non viene posta in essere tramite testamento.
(5) La modifica non ha effetto fino a che non venga data comunicazione scritta al trustee.

X.–9:202: Modifica per ordine del tribunale delle clausole di amministrazione del trust
(1) Su istanza di qualsiasi parte del trust o di qualsiasi persona avente diritto di far rispettare
l’adempimento delle obbligazioni previste dal trust, il tribunale può modificare una disposizione
del trust relativa all’amministrazione del fondo in trust se tale modifica favorisce una gestione
più efficiente e prudente del fondo.
(2) Una modifica ai sensi del paragrafo (1) non può incidere in modo significativo
sull’operatività delle clausole del trust che disciplinano la sua disposizione a meno che il
tribunale non abbia anche il potere di modificare tali disposizioni ai sensi di uno dei seguenti
Articoli.

X.–9:203: Modifica dei trust a vantaggio di beneficiarî per ordine del tribunale
(1) Su istanza di qualsiasi parte del trust o di qualsiasi persona che trarrebbe vantaggio se la
clausola da modificare fosse rimossa, il tribunale può modificare una clausola del trust che
conferisce il diritto di beneficiare o l’idoneità a beneficiare ad una persona che:
(a) ancora non esiste; ovvero
(b) attualmente non rientra nella descrizione, come ad esempio l'appartenenza ad una
categoria di persone, da cui il diritto dipende.
(2) Lo stesso vale quando una disposizione del trust conferisce il diritto di, o i requisiti per,
beneficiare in un tempo remoto nel futuro o subordinato al verificarsi di un evento improbabile.

X.–9:204: Modifica per ordine del tribunale dei trust volti a promuovere scopi di pubblica
utilità
(1) Su istanza di qualsiasi parte del trust o di qualsiasi persona avente diritto di pretendere
l’adempimento delle obbligazioni previste dal trust, il tribunale può modificare una clausola del
trust che prevede la promozione di uno scopo di pubblica utilità se, a causa di un cambiamento
delle circostanze, la promozione del particolare scopo previsto dalle clausole del trust non può
essere considerata come un uso appropriato ed efficace delle risorse.
(2) Una modifica ai sensi del paragrafo (2) deve essere in favore della finalità generale o
particolare di pubblica utilità che il disponente, probabilmente, avrebbe scelto se avesse istituito
il trust dopo il cambiamento delle circostanze.

Sezione 3: Trasferimento del diritto al beneficio

X.–9:301: Trasferimento del diritto al beneficio mediante atto giuridico


(1) Ai sensi degli altri paragrafi di questo Articolo, il trasferimento con atto giuridico di un
diritto di beneficiare è disciplinato dal Libro III, Capitolo 5 Sezione 1 (Cessione dei crediti).
(2) Il trasferimento gratuito non ha effetto a meno che non sia fatto per iscritto.
(3) Un trasferimento che ha effetto alla morte del cedente ha efficacia solo in conformità con il
diritto successorio applicabile.

CAPITOLO 10: RAPPORTI CON I TERZI


Sezione 1: Disposizioni generali circa i creditori

X.–10:101: Regola generale circa i creditori


(1) La persona con cui il trustee ha obbligato il trust (creditore del trust) può soddisfare il suo
diritto al di fuori del fondo in trust (ai sensi dell’Art. X.–10:202 (Diritti dei creditori del trust in
relazione al fondo in trust)), ma gli altri creditori non possono se non nella misura in cui queste
regole non dispongano diversamente.
(2) Il paragrafo (1) non pregiudica alcun diritto dei creditori di una parte del trust di richiedere il
diritto di tale parte relativo fondo in trust.

X.–10:102: Definizione di debito del trust


(1) Un’obbligazione è un debito del trust qualora sorga in capo al trustee:
(a) in qualità di proprietario, in tale momento, di un bene in trust;
(b) ai fini e in conformità con le clausole del trust;
(c) in qualità di trustee e da un contratto o altro atto giuridico oneroso, salvo che il creditore
sapesse, o si potesse ragionevolmente esigere che sapesse, che l'obbligazione non è stata
contratta in conformità con i clausole del trust;
(d) come risultato di un'azione o di un’omissione nell'amministrazione o disposizione del
fondo in trust o nell’adempimento di un debito del trust; o
(e) altrimenti materialmente connesse con il fondo del trust.
(2) Le obbligazioni dei trustee di rimborsare, indennizzare o remunerare un ex trustee o un
trustee che ha esercitato un diritto di prelazione sono debiti del trust.
(3) Le altre obbligazioni del trustee non sono debiti del trust.

Sezione 2: Creditori del trust

X.–10:201: Diritti dei creditori del trust nei confronti del trustee
(1) Il trustee è personalmente responsabile per la soddisfazione dei debiti del trust.
(2) A meno che il trustee e i creditori del trust stabiliscano che:
(a) la responsabilità sia limitata al valore del fondo al momento in cui il diritto del creditore
alla prestazione viene azionato; e
(b) non assoggettandola alle norme sul cambiamento del trustee, la responsabilità non si
esaurisca qualora il fondo in trust cessi di essere assegnato al trustee.
(3) Una parte di un contratto non deve essere considerata come se avesse prestato il consenso
all’esclusione o alla limitazione di responsabilità solo perché l'altra parte rivela di concludere il
contratto in qualità di trustee.

X.–10:202: Diritti dei creditori del trust in relazione al fondo in trust


I creditori del trust possono soddisfare il diritto al di fuori del fondo:
(a) per far valere la responsabilità personale del trustee ai sensi dell’Art. X.–10:201 (Diritti
dei creditori del trust nei confronti del trustee); ovvero
(b) nell'esercizio di un diritto di garanzia sul fondo in trust.
X.–10:203: Protezione del disponente e dei beneficiarî
Il disponente o i beneficiarî, in tali qualità, non sono responsabili nei confronti dei creditori del
trust.

Sezione 3: Debitori del trust

X.–10:301: Diritto di pretendere l’adempimento delle obbligazioni dei debitori del trust
(1) Quando il trustee ha un diritto di credito e tale diritto appartiene al trust, il diritto di
pretendere l'adempimento da parte del debitore (debitore del trust) è attribuito al trustee.
(2) Il paragrafo (1) fa salvi:
(a) il diritto dei beneficiarî all’adempimento da parte del trustee delle obbligazioni previste dal
trust relativi al diritto nei confronti del debitore del trust; ovvero
(b) le norme procedurali che consentono al beneficiario di essere parte in giudizio contro il
debitore del trust di cui anche il trustee è parte.

X.–10:302: Compensazione
Il credito di un trustee nei confronti di un debitore del trust può essere compensato solo con:
(a) un credito corrispondente a un debito del trust; ovvero
(b) il credito di un beneficiario al di fuori del fondo in trust.

X.–10:303: Liberazione del debitore del trust


La liberazione di un debitore del trust da parte del trustee non ha effetto se:
(a) la liberazione non è in esecuzione delle obbligazioni previste dal trust in capo al trustee; e
(b) (i) la liberazione è gratuita; ovvero
(ii) il debitore sa o ha motivo di sapere che la liberazione non è in esecuzione delle
obbligazioni derivanti dal trust in capo al trustee.

Sezione 4: Acquirenti di beni del trust e diritti gravanti su tali beni

X.–10:401: Responsabilità dei donatarî e degli acquirenti in malafede


(1) Quando un trustee trasferisce un bene del trust ad un terzo e tale trasferimento non è in
conformità con le clausole del trust, il cessionario acquista il bene assoggettato al trust, se:
(a) il trasferimento è gratuito; ovvero
(b) il cessionario sa, o dovrebbe ragionevolmente sapere, che il trasferimento è effettuato da
un trustee e non è in conformità con le clausole del trust.
(2) Un cessionario al quale è stato imposto un trust ai sensi del paragrafo (1) ha un
corrispondente diritto alla restituzione di qualsiasi vantaggio conferito in cambio.
(3) Il trust imposto ai sensi del paragrafo (1) si estingue se:
(a) il vantaggio che è stato conferito dal cessionario in cambio viene disposto in esecuzione di
un’obbligazione prevista dal trust; o
(b) il trustee o un terzo soddisfano l'obbligazione di reintegrare il fondo in trust.
(4) Il cessionario deve essere ragionevolmente a conoscenza di un evento se:
(a) ciò sarebbe risultato da un'indagine ragionevolmente attenta; e
(b) tenuto conto della natura e del valore del bene, della natura e dei costi di tale inchiesta, e
delle pratiche commerciali, è giusto e ragionevole attendersi che il cessionario, in tali
circostanze, effettui tale indagine.
(5) Il presente Articolo si applica anche quando un trustee crea un diritto di garanzia o un altro
diritto limitato in trust a favore di un altro.

Sezione 5: Altre regole in materia di responsabilità e tutela dei terzi

X.–10:501: Responsabilità per l’induzione o l’aiuto nell’uso erroneo del fondo in trust
(1) La responsabilità extracontrattuale che deriva dal danno causato ad altri in virtù dell’Art.
VI.–2:211 (Perdita a seguito di induzione all’inadempimento) viene modificata come previsto
dal paragrafo (2).
(2) Una persona che induce intenzionalmente un trustee all’inadempimento di un’obbligazione
prevista dal trust, o che intenzionalmente concorra nell’inadempimento, è responsabile in solido
con esso qualora questi sia obbligato a reintegrare il fondo in trust.

X.–10:502: Tutela dei terzi nei rapporti con il trustee


(1) Un contratto che il trustee conclude inadempiendo un’obbligazione prevista dal trust con una
persona che non è parte del trust, non è nullo o annullabile per tale motivo.
(2) La persona che non è a conoscenza dei fatti può far valere ciò che risulta da un documento
del trust e la veridicità delle dichiarazioni in esso contenute in favore di una persona che non è
parte del trust e contro il trustee.
ALLEGATO
DEFINIZIONI

Accessory Pertinenza
La “pertinenza”, in relazione ad una
An “accessory”, in relation to
garanzia reale, è il bene materiale
proprietary security, is a corporeal
strettamente connesso ad un bene
asset that is or becomes closely
connected with, or part of, a movable mobile o immobile, o parte di esso,
che possa essere separato, senza
or an immovable, provided it is
danno ed in modo ragionevole sotto
possible and economically
reasonable to separate the accessory il profilo economico, dal bene
without damage from the movable or mobile o immobile.
(IX.-1:201)
immovable. (IX.–1:201)
Acquisition finance device Garanzia per il finanziamento
An “acquisition finance device” is dell’acquisto
La “garanzia per il finanziamento
(a) a retention of ownership device;
dell’acquisto” si riferisce (a) ad uno
(b) where ownership of a sold asset
strumento di riserva della proprietà;
has been transferred to the buyer,
(b) in caso di trasferimento di
those security rights in the asset
proprietà al compratore di un bene
which secure the right (i) of the seller
venduto, si riferisce a quei diritti di
to payment of the purchase price or
garanzia sul bene che garantiscono
(ii) of a lender to repayment of a loan
il diritto (i) del venditore al
granted to the buyer for payment of
pagamento del prezzo d’acquisto o
the purchase price, if and in so far as
(ii) del mutuante alla restituzione
this payment is actually made to the
del prestito concesso al compratore
seller and (c) a right of a third person
per il pagamento del prezzo
to whom any of the rights under (a)
d’acquisto, se e in quanto tale
or (b) has been transferred as security
pagamento sia realmente effettuato
for a credit covered by (a) or (b).
al venditore; e (c) si riferisce al
(IX.–1:201(3))
diritto del terzo a cui sia stato
trasferito uno dei diritti previsti ai
sotto-paragrafi (a) o (b), come
garanzia di un credito incluso in (a)
o (b). (IX.-1:201(3))
Advanced electronic signature Firma elettronica avanzata
La “firma elettronica avanzata” è
An “advanced electronic signature”
una firma elettronica che soddisfa i
is an electronic signature which is (a)
seguenti requisiti: (a) è connessa in
uniquely linked to the signatory (b)
maniera esclusiva al firmatario, (b)
capable of identifying the signatory
è idonea ad identificare il
(c) created using means which can be
firmatario, (c) è creata con mezzi
maintained under the signatory’s sole
sui quali il firmatario può
control; and (d) linked to the data to
conservare il proprio controllo
which it relates in such a manner that
esclusivo; e (d) è collegata ai dati
any subsequent change of the data is
cui si riferisce in modo tale da
detectable. (I.–1:108(4)).
consentire l'identificazione di ogni
successiva modifica dei dati. (I.-
1:107(4)).
Act of assignment Atto di cessione
L’ “atto di cessione” di un credito è
An “act of assignment” of a right is a
un contratto o un altro atto
contract or other juridical act which
giuridico volto a realizzare il
is intended to effect a transfer of the
trasferimento di un credito. (III.-
right. (III.–5:102(2))
5:102(2))
Agent Mandatario
Il “mandatario” è la persona
An “agent” is a person who is
autorizzata ad agire per un’altra
authorised to act for another.
persona.
Assets Beni
Per “beni” si intende qualsiasi
“Assets” means anything of
attivo avente un valore
economic value, including property;
patrimoniale, inclusi i diritti aventi
rights having a monetary value; and
un valore economico e
goodwill.
l’avviamento.
Assignment Cessione
Per “cessione”, in relazione ad un
“Assignment”, in relation to a right,
credito, si intende il trasferimento
means the transfer of the right by one
di un credito da parte di una
person, the “assignor”, to another,
persona, il “cedente”, ad un altra, il
“the assignee”. (III.–5:102(1))
“cessionario”.(III.-5:102(1))

Authorisation Autorizzazione
L “autorizzazione” è l’atto con cui
“Authorisation” is the granting or
è conferito il potere al
maintaining of authority. (II.–
rappresentante o la continuazione
6:102(3))
del suo esercizio.(II.-6:102(3))
Authority Potere
Il “potere” in relazione al
“Authority”, in relation to a
representative acting for a principal, rappresentante che agisce per il
rappresentato, è il potere di incidere
is the power to affect the principal’s
sulla sfera giuridica del
legal position. (II.–6:102(2))
rappresentato. (II.6:102(2))
Avoidance Annullamento
L’“annullamento” di un atto o
“Avoidance” of a juridical act or
rapporto giuridico è il meccanismo
legal relationship is the process
per mezzo del quale una parte o, a
whereby a party or, as the case may
seconda del caso, il giudice fa
be, a court invokes a ground of
valere un motivo di invalidità per
invalidity so as to make the act or
rendere l’atto o rapporto, che è
relationship, which has been valid
stato valido fino a quel momento,
until that point, retrospectively
retroattivamente privo di effetti.
ineffective from the beginning.
Barter, contract for Permuta, contratto di
Il contratto di “permuta” di beni
A contract for the “barter” of goods
mobili materiali è il contratto per il
is a contract under which each party
quale ciascuna parte si obbliga a
undertakes to transfer the ownership
trasferirne la proprietà, al momento
of goods, either immediately on
della conclusione del contratto o in
conclusion of the contract or at some
future time, in return for the transfer un momento successivo, verso il
of ownership of other goods. (IV.A.– corrispettivo del trasferimento della
1:203) proprietà di altri beni mobili
materiali. (IV.A.-1:203)
Beneficiary Beneficiario
Il “beneficiario”, in relazione al
A “beneficiary”, in relation to a trust,
trust, è la persona che, secondo le
is a person who, according to the
disposizioni del trust, ha il diritto
trust terms, has either a right to
di, o i requisiti per, beneficiare dei
benefit or an eligibility for benefit
beni oggetto del trust. (X.-1:203(3))
from the trust fund. (X.–1:203(3))
Benevolent intervention in Gestione di affari altrui
another’s affairs La “gestione di affari altrui” è
l’operazione per mezzo della quale
“Benevolent intervention in
una persona, il gestore, interviene
another’s affairs” is the process
con l’intenzione prevalente di
whereby a person, the intervener,
arrecare vantaggio ad un’altra,
acts with the predominant intention
l’interessato, senza essere
of benefiting another, the principal,
but without being authorised or autorizzato o obbligato a farlo. (V.-
1:101).
bound to do so. (V.–1:101)
Business Professionista
Per “professionista” si intende
“Business” means any natural or
legal person, irrespective of whether qualsiasi persona fisica o giuridica,
pubblica o privata, che agisce a fini
publicly or privately owned, who is
relativi alla propria attività
acting for purposes relating to the
commerciale, lavorativa o
person’s self-employed trade, work
or profession, even if the person does professionale indipendente, anche
quando non intenda trarre profitto
not intend to make a profit in the
da tale attività. (I.-1:105(2)).
course of the activity. (I.–1:106(2))
Claim Pretesa
La “pretesa” è la domanda fondata
A “claim” is a demand for something
sull’affermazione di un diritto .
based on the assertion of a right.
Claimant Ricorrente
Il “ricorrente” è la persona che fa
A “claimant” is a person who makes,
valere una pretesa, o ha ragioni per
or who has grounds for making, a
farla valere.
claim.
Co-debtorship for security Assunzione cumulativa del debito
purposes a scopo di garanzia
L’“assunzione cumulativa del
A “co-debtorship for security
debito a scopo di garanzia” è
purposes” is an obligation owed by
l’obbligazione assunta da due o più
two or more debtors in which one of
debitori in cui uno dei debitori, il
the debtors, the security provider,
garante, assume l’obbligazione nei
assumes the obligation primarily for
confronti del creditore
purposes of security towards the
creditor. (IV.G.–1:101(e)) principalmente a scopo di garanzia.
(IV.G.-1:101(e)).
Commercial agency Agenzia commerciale
L’“agenzia commerciale” è il
A “commercial agency” is the legal rapporto giuridico derivante da
relationship arising from a contract contratto, in cui una parte, l’agente
under which one party, the di commercio, si obbliga ad agire
commercial agent, agrees to act on a su base continuativa in veste di
continuing basis as a self-employed intermediario indipendente, allo
intermediary to negotiate or to scopo di negoziare o concludere
conclude contracts on behalf of contratti per conto di una
another party, the principal, and the controparte, il preponente, e il
principal agrees to remunerate the preponente si obbliga a remunerare
agent for those activities. (IV.E.– l’agente di commercio per le sue
3:101) attività. (IV.E.-3:101).
Compensation Risarcimento
Per “risarcimento” si intende il
“Compensation” means reparation in
risarcimento in denaro (VI.-
money. (VI.–6:101(2))
6:101(2)).
Complete substitution of debtor Sostituzione completa del
There is complete substitution of a debitore
Si ha sostituzione completa del
debtor when a third person is
debitore quando una terza persona
substituted as debtor with the effect
si sostituisce al debitore con
that the original debtor is discharged.
l’effetto di liberare il debitore
(III.–5:203)
originario. (III.-5:203)
Condition Condizione
La “condizione” è un elemento che
A “condition” is a provision which
subordina un rapporto giuridico o
makes a legal relationship or effect
il suo effetto al verificarsi o meno
depend on the occurrence or non-
di un evento futuro ed incerto. La
occurrence of an uncertain future
condizione può essere sospensiva o
event. A condition may be
risolutiva. (III.-1:106)
suspensive or resolutive. (III.–1:106)
Conduct Comportamento
Per “comportamento” si intende
“Conduct” means voluntary
behaviour of any kind, verbal or non- ogni condotta volontaria di
qualsiasi genere, verbale o non
verbal: it includes a single act or a
verbale; può consistere in un
number of acts, behaviour of a
singolo atto o in una pluralità di
negative or passive nature (such as
accepting something without protest atti, in un comportamento omissivo
o acquiescente (come accettare
or not doing something) and
qualcosa senza contestare o
behaviour of a continuing or
reagire), come pure nel
intermittent nature (such as
comportamento di natura
exercising control over something).
continuativa o discontinua (come il
comportamento attuato nel
l’esercizio del controllo su
qualcosa).
Confidential information Informazione riservata
L‘“informazione riservata”, per la
“Confidential information” means
information which, either from its sua natura o per le circostanze in
nature or the circumstances in which cui fu ottenuta, è l’informazione il
cui carattere confidenziale per
it was obtained, the party receiving
l’altra parte è noto, o avrebbe
the information knows or could ragionevolmente dovuto esser noto,
reasonably be expected to know is a colui che la riceve. (II.-3:302(2))
confidential to the other party. (II.–
2:302(2))
Construction, contract for Costruzione, contratto di
Il “contratto di costruzione” è il
A contract for construction is a
contratto ai sensi del quale una
contract under which one party, the
parte, il costruttore, si obbliga a
constructor, undertakes to construct
costruire un’opera per l’altra parte,
something for another party, the
committente, oppure a modificare
client, or to materially alter an
materialmente un edificio già
existing building or other immovable
esistente, o un altro immobile per il
structure for a client. (IV.C–3:101)
committente. (IV.C.-3:101)
Consumer Consumatore
Per “consumatore” si intende la
A “consumer” means any natural
persona fisica che agisce
person who is acting primarily for
principalmente per scopi estranei
purposes which are not related to his
alla propria attività commerciale o
or her trade, business or profession.
professionale. (I.-1:106(1))
(I.–1:106(1))
Consumer contract for sale Contratto di vendita con il
A “consumer contract for sale” is a consumatore
Il “contratto di vendita con il
contract for sale in which the seller is
consumatore” è il contratto di
a business and the buyer is a
vendita in cui il venditore è un
consumer. (IV.A.–1:204)
professionista e il compratore è un
consumatore. (IV. A.-1:204)
Contract Contratto
Il “contratto” è l’accordo volto a
A “contract” is an agreement which
costituire un rapporto giuridico
is intended to give rise to a binding
obbligatorio o ad avere altri effetti
legal relationship or to have some
giuridici. È un atto giuridico
other legal effect. It is a bilateral or
bilaterale o multilaterale.
multilateral juridical act. (II.–
(II.1:101(1))
1:101(1))
Contractual obligation Obbligazione contrattuale
L’“obbligazione contrattuale” è
A “contractual obligation” is an
l’obbligazione derivante da un
obligation which arises from a
contratto, per via di una previsione
contract, whether from an express
esplicita o tacita, oppure da una
term or an implied term or by
norma di legge, che grava su di una
operation of a rule of law imposing
determinata parte contrattuale.
an obligation on a contracting party
as such.
Contractual relationship Rapporto contrattuale
Il “rapporto contrattuale” è il
A “contractual relationship” is a
rapporto giuridico derivante dal
legal relationship resulting from a
contratto.
contract.
Co-ownership Comproprietà
Si ha “comproprietà”, ai sensi del
“Co-ownership”, when created under
Book VIII, means that two or more Libro VIII, quando due o più
co-owners own undivided shares in comproprietari hanno la proprietà
the whole and each co-owner can di quote indivise dell’intero bene e
dispose of that co-owner’s share by ogni comproprietario può disporre
acting alone, unless otherwise autonomamente della propria quota,
provided by the parties. (Cf. VIII.– salvo diversamente disposto dalle
1:203) parti. (Cf. VIII.-1:203).
Corporeal Materiale
“Materiale”, in relazione a un bene,
“Corporeal”, in relation to property,
significa avente una forma solida,
means having a physical existence in
liquida o gassosa.
solid, liquid or gaseous form.
Costs Costi
Per “costi” si intendono anche le
“Costs” includes expenses.
spese.
Counter-performance Controprestazione
La “controprestazione” è la
A “counter-performance” is a
prestazione dovuta in cambio di
performance which is due in
un’altra prestazione.
exchange for another performance.
Court Tribunale
Per “tribunale” si intende anche il
“Court” includes an arbitral tribunal.
collegio arbitrale.
Creditor Creditore
Il “creditore” è la persona che ha il
A “creditor” is a person who has a
diritto all’adempimento di
right to performance of an
obligation, whether monetary or non- un‘obbligazione, sia essa pecuniaria
o meno, da parte di un’altra
monetary, by another person, the
persona, il debitore.
debtor.
Damage Danno
Per “danno” si intende qualsiasi
“Damage” means any type of
tipo di pregiudizio.
detrimental effect.
Damages Danni (risarcimento dei)
Per “danni” si intende la somma di
“Damages” means a sum of money
to which a person may be entitled, or denaro cui una persona ha diritto, o
che è liquidata dal tribunale, come
which a person may be awarded by a
risarcimento del danno.
court, as compensation for some
specified type of damage.
Debtor Debitore
Il “debitore” è la persona che ha
A “debtor” is a person who has an
obligation, whether monetary or non- assunto un’obbligazione, pecuniaria
o non pecuniaria, nei confronti di
monetary, to another person, the
un’altra persona, il creditore.
creditor.
Default Esigibilità della garanzia a
“Default”, in relation to proprietary seguito di mancato adempimento
security, means any non-performance Per “esigibilità della garanzia a
seguito di mancato adempimento”,
by the debtor of the obligation
covered by the security; and any in relazione alle garanzie reali, si
other event or set of circumstances intende ogni inadempimento da
agreed by the secured creditor and parte del debitore dell’obbligazione
the security provider as entitling the garantita, così come ogni altro
secured creditor to have recourse to evento o insieme di circostanze
the security. (IX.–1:201(5)) stabilite dal creditore garantito e dal
garante, che danno diritto al
creditore garantito ad escutere la
garanzia. (IX.-1:201(5)).
Defence Eccezione
L’“eccezione” rispetto ad una
A “defence” to a claim is a legal
objection or a factual argument, other pretesa è la contestazione giuridica
o l’argomentazione fattuale, diversa
than a mere denial of an element
dal mero diniego di un elemento,
which the claimant has to prove
che deve essere provata e che, se
which, if well-founded, defeats the
fondata, paralizza la pretesa in tutto
claim in whole or in part.
o in parte.
Delivery Consegna
Per “consegna” a una persona, agli
“Delivery” to a person, for the
purposes of any obligation to deliver effetti dell‘obbligazione di
goods, means transferring possession consegna del bene mobile
materiale, s’intende il trasferimento
of the goods to that person or taking
del possesso a quella persona o il
such steps to transfer possession as
compimento degli adempimenti
are required by the terms regulating
necessari per il suo trasferimento
the obligation. For the purposes of
secondo le norme che regolano
Book VIII (Acquisition and loss of
l’obbligazione. Ai sensi del libro
ownership of goods) delivery of the
VIII (Acquisto e perdita della
goods takes place only when the
transferor gives up and the transferee proprietà di beni mobili materiali)
la consegna del bene mobile
obtains possession of the goods: if
materiale ha luogo solo quando
the contract or other juridical act,
l’alienante lo rilascia e l’acquirente
court order or rule of law under
which the transferee is entitled to the ne consegue il possesso: se il
contratto o altro atto giuridico, la
transfer of ownership involves
carriage of the goods by a carrier or a decisione del tribunale, o la norma
di legge, ai sensi dei quali
series of carriers, delivery of the
l’acquirente ha diritto al
goods takes place when the
trasferimento della proprietà,
transferor’s obligation to deliver is
prevedono il trasporto per mezzo di
fulfilled and the carrier or the
un vettore o una serie di vettori, la
transferee obtains possession of the
consegna ha luogo quando viene
goods. (VIII.–2:104)
adempiuta l’obbligazione
dell’alienante di consegnare il bene
mobile materiale e il vettore o
l’acquirente ne conseguono il
possesso. (VIII.-2:104)
Dependent personal security Garanzia personale accessoria
A “dependent personal security” is La “garanzia personale accessoria”
è l’obbligazione assunta dal garante
an obligation by a security provider
nei confronti del creditore al fine di
which is assumed in favour of a
garantire un’obbligazione presente
creditor in order to secure a present o futura del debitore nei confronti
or future obligation of the debtor del creditore e il cui adempimento è
owed to the creditor and performance dovuto solo se, e nei limiti in cui, è
of which is due only if, and to the dovuto l’adempimento di
extent that, performance of the latter quest’ultima obbligazione.(IV.G.-
obligation is due. (IV.G.–1:101(a)) 1:101(a))
Design, contract for Progettazione, contratto di
Il contratto di progettazione è il
A contract for design is a contract
under which one party, the designer, contratto ai sensi del quale una
parte, il progettista, si obbliga a
undertakes to design for another
progettare per l’altra parte, il
party, the client, an immovable
committente, un immobile che sarà
structure which is to be constructed
costruito dal committente o per
by or on behalf of the client or a
conto di esso, o un bene mobile o
movable or incorporeal thing or
service which is to be constructed or immateriale oppure un servizio, che
saranno costruiti o realizzati da o
performed by or on behalf of the
per conto del committente. (IV.C.-
client. (IV.C.-6:101)
6:101).
Direct physical control Controllo materiale diretto
Il controllo materiale diretto
Direct physical control is physical
consiste nel controllo materiale
control which is exercised by the
esercitato dal possessore
possessor personally or through a
personalmente o attraverso un
possession-agent exercising such
rappresentante nel possesso, il
control on behalf of the possessor
quale esercita tale controllo per
(direct possession). (VIII.–1:205)
conto del possessore (possesso
diretto). (VIII.-1:205)
Discrimination Discriminazione
“Discrimination” means any conduct Per “discriminazione” s’intende
ogni comportamento o situazione in
whereby, or situation where, on
cui, per ragioni riguardanti il sesso,
grounds such as sex or ethnic or
racial origin, (a) one person is treated l‘etnia o la razza, (a) una persona è
trattata meno favorevolmente di
less favourably than another person
come un’altra persona è stata
is, has been or would be treated in a
trattata o sarebbe stata trattata in
comparable situation; or (b) an
una situazione analoga; o (b) una
apparently neutral provision,
criterion or practice would place one disposizione, un criterio o una
prassi apparentemente neutri
group of persons at a particular
porrebbero un gruppo di persone in
disadvantage when compared to a
una situazione di particolare
different group of persons. (II.–
svantaggio rispetto ad un altro.
2:102(1))
(II.2:102(1))
Distribution contract Distribuzione, contratto di
A “distribution contract” is a contract Il “contratto di distribuzione” è il
contratto in base al quale una parte,
under which one party, the supplier,
il fornitore, accetta di fornire
agrees to supply the other party, the
all’altra parte, il distributore,
distributor, with products on a
continuing basis and the distributor prodotti su base continuativa, e il
distributore accetta di acquistarli, o
agrees to purchase them, or to take
and pay for them, and to supply them prenderli e pagarli, e fornirli ad
altri, i quali agiscono in nome e per
to others in the distributor’s name conto del distributore. (IV.E.-
and on the distributor’s behalf. 5:101(1))
(IV.E.–5:101(1))
Distributorship Rapporto di distribuzione
Il “rapporto di distribuzione” è il
A “distributorship” is the legal
rapporto giuridico derivante dal
relationship arising from a
contratto di distribuzione.
distribution contract.
Divided obligation Obbligazione parziaria
L’obbligazione dovuta da due o più
An obligation owed by two or more
debitori è un’“obbligazione
debtors is a “divided obligation”
parziaria” quando ciascun debitore
when each debtor is bound to render
è tenuto ad adempiere solo parte
only part of the performance and the
della prestazione e il creditore può
creditor may require from each
esigere da ciascun debitore solo la
debtor only that debtor’s part. (III.–
rispettiva parte di prestazione. (III.-
4:102(2))
4:102(2))
Divided right Credito parziario
Il credito di due o più creditori alla
A right to performance held by two
prestazione è un “credito parziario”
or more creditors is a “divided right”
quando il debitore è tenuto nei
when the debtor owes each creditor
confronti di ciascun creditore solo
only that creditor’s share and each
per la parte che a questi compete e
creditor may require performance
ciascun creditore può pretendere
only of that creditor’s share. (III.–
solo l’adempimento della sua parte.
4:202(2))
(III.-4:202(2))
Donation, contract for Donazione, contratto di
Il contratto di donazione di beni
A contract for the donation of goods
mobili materiali è il contratto con
is a contract under which one party,
cui una parte, il donante, si obbliga
the donor, gratuitously undertakes to
a trasferirne gratuitamente la
transfer the ownership of goods to
proprietà ad un’altra, il donatario,
another party, the donee, and does so
con l’intento di recare un vantaggio
with an intention to benefit the
a quest‘ultimo. (IV.H.-1:101)
donee. (IV.H.–1:101)
Durable medium Supporto durevole
Per “supporto durevole” s’intende
A “durable medium” means any
qualsiasi supporto su cui
material on which information is
l’informazione è conservata allo
stored so that it is accessible for
scopo di renderla accessibile per
future reference for a period of time
uso futuro per un periodo di tempo
adequate to the purposes of the
adeguato ai fini dell’informazione,
information, and which allows the
e che permetta di riprodurre tale
unchanged reproduction of this
informazione in modo identico. (I.–
information. (I.–1:107(3))
1:106(3))
Duty Dovere
Una persona ha il “dovere” di fare
A person has a “duty” to do
something if the person is bound to qualcosa se è obbligata a farlo, o se
do it or expected to do it according to si può pretendere che lo faccia, in
base ad uno standard normativo
an applicable normative standard of
applicabile di condotta. Un dovere
conduct. A duty may or may not be può o meno essere vincolante nei
owed to a specific creditor. A duty is confronti di uno specifico creditore.
not necessarily an aspect of a legal Un dovere può prescindere
relationship. There is not necessarily dall’esistenza di un rapporto
a sanction for breach of a duty. All giuridico. L’inadempimento di un
obligations are duties, but not all dovere non è necessariamente
duties are obligations. oggetto di una sanzione. Tutte le
obbligazioni sono doveri, ma non
tutti i doveri sono obbligazioni.
Economic loss Perdita patrimoniale
v. “Perdita”.
See “Loss”.
Electronic Elettronico
Per “elettronico” si intende quanto
“Electronic” means relating to
è pertinente alla tecnologia
technology with electrical, digital,
elettronica, digitale, magnetica,
magnetic, wireless, optical,
senza fili, ottica, elettromagnetica o
electromagnetic, or similar
con caratteristiche simili.
capabilities.
Electronic signature Firma elettronica
Per “firma elettronica” si intendono
An “electronic signature” means data
dati in forma elettronica che sono
in electronic form which are attached
allegati oppure connessi tramite
to, or logically associated with, other
associazione logica ad altri dati e
data and which serve as a method of
che servono come metodo di
authentication. (I.–1:108(3))
autenticazione. (I.-1:107(3))
Financial assets Attività finanziarie
Sono “attività finanziarie” gli
“Financial assets” are financial
strumenti finanziari e i diritti al
instruments and rights to the
pagamento di una somma di
payment of money. (IX.–1:201(6))
denaro. (IX.-1:201(6))
Financial instruments Strumenti finanziari
Sono “strumenti finanziari” (a) i
“Financial instruments” are (a) share
titoli azionari e gli strumenti
certificates and equivalent securities
equivalenti, così come le
as well as bonds and equivalent debt
obbligazioni e gli strumenti di
instruments, if these are negotiable
debito equivalenti, se negoziabili,
(b) any other securities which are
(b) qualsiasi altro titolo che viene
dealt in and which give the right to
trattato e che dà diritto ad acquisire
acquire any such financial
simili strumenti finanziari o che dà
instruments or which give rise to
origine a saldi in contanti, eccetto i
cash settlements, except instruments
mezzi di pagamento, (c) le quote di
of payment (c) share rights in
partecipazione in organismi di
collective investment undertakings
investimento collettivo, (d) gli
(d) money market instruments and
strumenti del mercato monetario ed
(e) rights in or relating to the
(e) i diritti sui precedenti strumenti
foregoing instruments. (IX.–
o relativi ad essi. (IX.-1:201(7))
1:201(7))
Franchise Affiliazione commerciale
L’“affiliazione commerciale” è il
A “franchise” is the legal
rapporto giuridico derivante da un
relationship arising from a contract
under which one party, the contratto in base al quale una parte,
franchisor, grants the other party, the l’affiliante, concede all’altra parte,
franchisee, in exchange for l’affiliato, in cambio di un
remuneration, the right to conduct a corrispettivo, il diritto di svolgere
business (franchise business) within un’attività imprenditoriale (attività
the franchisor’s network for the in affiliazione) all’interno della rete
purposes of supplying certain dell’affiliante, al fine di fornire
products on the franchisee's behalf certi prodotti in nome e per conto
and in the franchisee's name, and dell’affiliato, e in base al quale
whereby the franchisee has the right l’affiliato ha il diritto e l’obbligo di
and the obligation to use the utilizzare il nome commerciale o il
franchisor’s trade name or trademark marchio, nonché altri diritti di
or other intellectual property rights, proprietà intellettuale, know-how e
know-how and business method. tecniche commerciali
(IV.E.–4:101) dell’affiliante. (IV.E.-4:101)
Fraudulent Doloso
A misrepresentation is fraudulent if it La dichiarazione è dolosa quando è
formulata con la consapevolezza o
is made with knowledge or belief
la convinzione che l’informazione
that it is false and is intended to
comunicata sia falsa, per indurre il
induce the recipient to make a
destinatario in errore recandogli un
mistake to the recipient’s prejudice.
A non-disclosure is fraudulent if it is pregiudizio. La reticenza è dolosa
quando è diretta a indurre in errore
intended to induce the person from
whom the information is withheld to la persona a cui l’informazione non
viene comunicata, recandole un
make a mistake to that person’s
pregiudizio. (II.-7:205(2))
prejudice. (II.–7:205(2))
Fundamental non-performance Inadempimento grave
L’inadempimento di
A non-performance of a contractual
un’obbligazione contrattuale è
obligation is fundamental if (a) it
grave se (a) priva sostanzialmente il
substantially deprives the creditor of
creditore di ciò che ha il diritto di
what the creditor was entitled to
ricevere in base al contratto, in
expect under the contract, as applied
relazione all’intera prestazione o a
to the whole or relevant part of the
parte rilevante di essa, salvo che, al
performance, unless at the time of
momento della conclusione del
conclusion of the contract the debtor
contratto, il debitore non avesse
did not foresee and could not
previsto e non avrebbe
reasonably be expected to have
ragionevolmente potuto prevedere
foreseen that result or (b) it is
tale risultato, o (b) è doloso o
intentional or reckless and gives the
gravemente colposo e dà al
creditor reason to believe that the
creditore ragione di ritenere di non
debtor’s future performance cannot
potere fare affidamento sul futuro
be relied on. (III.–3:502(2))
adempimento da parte del debitore.
(III.-3:502(2))
Global security Garanzia globale
La “garanzia globale” è la garanzia
A “global security” is a security
che viene prestata per garantire
which is assumed in order to secure
tutte le obbligazioni del debitore
all the debtor’s obligations towards
nei confronti del creditore, o il
the creditor or the debit balance of a
current account or a security of a saldo debitorio di un conto
similar extent. (IV.G.–1:101(f) corrente, ovvero una garanzia
avente una simile estensione.
(IV.G.-1:101(f))
Good faith Buona fede
La “buona fede” è uno stato
“Good faith” is a subjective mental
mentale soggettivo caratterizzato
attitude characterised by honesty and
dall‘onestà e dall‘ignoranza che una
an absence of knowledge that an
situazione apparentemente regolare
apparent situation is not the true
non corrisponde alla situazione
situation.
effettiva.
Good faith and fair dealing Buona fede e correttezza
Per “buona fede e correttezza” si
“Good faith and fair dealing” is a
intende uno standard di
standard of conduct characterised by
comportamento caratterizzato da
honesty, openness and consideration
onestà, trasparenza e
for the interests of the other party to
considerazione degli interessi
the transaction or relationship in
dell’altra parte rispetto all’affare o
question. (I.–1:103)
al rapporto in questione. (I.-1:103)
Goods Beni mobili materiali
Per “beni mobili materiali” si
“Goods” means corporeal movables.
intendono i beni mobili corporali.
It includes ships, vessels, hovercraft
Sono inclusi le navi, i vascelli, gli
or aircraft, space objects, animals,
hovercraft, gli aeromobili, gli
liquids and gases. See also
oggetti aerospaziali, gli animali, i
“movables”.
liquidi e i gas. Vedi anche “beni
mobili”.
Gross negligence Colpa grave
La “colpa grave” consiste nella
There is “gross negligence” if a
mancanza della diligenza
person is guilty of a profound failure
manifestamente richiesta in
to take such care as is self-evidently
relazione alle circostanze.
required in the circumstances.
Handwritten signature Firma autografa
Per “firma autografa” s’intende il
A “handwritten signature” means the
nome o il segno che rappresenta
name of, or sign representing, a
una persona, scritto di pugno da
person written by that person’s own
parte di quest’ultima, a scopo di
hand for the purpose of
autenticazione. (I.-1:107(2))
authentication. (I.–1:108(2))
Harassment Molestie
Per “molestie” s’intende un
“Harassment” means unwanted
comportamento non desiderato
conduct (including conduct of a
(compresa una condotta di natura
sexual nature) which violates a
sessuale) che viola la dignità della
person’s dignity, particularly when
persona, in particolare quando
such conduct creates an intimidating,
questo comportamento crea
hostile, degrading, humiliating or
condizioni ambientali intimidatorie,
offensive environment, or which
ostili, degradanti, umilianti o
aims to do so. (II.–2:102(2))
offensive, o quando mira a crearle.
(II.-2:102(2))
Immovable property Beni immobili
Per “beni immobili” s’intendono il
“Immovable property” means land
suolo e tutto ciò che è così unito ad
and anything so attached to land as
esso da non poter essere spostato
not to be subject to change of place
con mezzi usuali.
by usual human action.
Incomplete substitution of debtor Sostituzione non completa del
There is incomplete substitution of a debitore
Si ha sostituzione non completa del
debtor when a third person is
debitore quando un terzo si
substituted as debtor with the effect
sostituisce ad esso, rimanendo il
that the original debtor is retained as
debitore originario obbligato nel
a debtor in case the original debtor
caso in cui il sostituto non adempia
does not perform properly. (III.–
correttamente. (III.-5:205)
5:205)
Incorporeal Immateriale
“Incorporeal”, in relation to property, Il termine “immateriale”, in
relazione ad un bene, significa che
means not having a physical
esso non ha consistenza fisica in
existence in solid, liquid or gaseous
forma solida, liquida o gassosa.
form.
Indemnify Indennizzare
“Indennizzare” significa effettuare
To “indemnify” means to make such
un pagamento che pone una
payment to a person as will ensure
persona al riparo da una perdita.
that that person suffers no loss.
Independent personal security Garanzia personale autonoma
Una “garanzia personale
An “independent personal security”
autonoma” è un‘obbligazione
is an obligation by a security
assunta dal garante a favore del
provider which is assumed in favour
creditore per finalità di garanzia, la
of a creditor for the purposes of
quale è espressamente o
security and which is expressly or
tacitamente dichiarata autonoma
impliedly declared not to depend
dall’obbligazione di un’altra
upon another person’s obligation
persona nei confronti del creditore.
owed to the creditor. (IV.G.–
(IV.G.-1:101(b))
1:101(b))
Indirect physical control Controllo materiale indiretto
Il controllo materiale indiretto
Indirect physical control is physical
consiste nel controllo materiale
control which is exercised by means
esercitato per mezzo di un’altra
of another person, a limited-right-
persona, che è possessore
possessor (indirect possession).
immediato (possesso indiretto).
(VIII.–1:205)
(VIII.-1:205)
Individually negotiated Clausole negoziate
See “not individually negotiated” individualmente
Vedi “clausole non negoziate
and II.–1:110.
individualmente” e II.-1:110.
Ineffective Inefficace
“Inefficace”, in relazione ad un
“Ineffective” in relation to a contract
contratto o altro atto giuridico,
or other juridical act means having
significa privo di effetti, qualunque
no effect, whether that state of affairs sia la situazione, temporanea o
is temporary or permanent, general permanente, generale o limitata.
or restricted.
Insolvency proceeding Procedura di insolvenza
Per “procedura di insolvenza” si
An “insolvency proceeding” means a
intende un procedimento collettivo
collective judicial or administrative
giudiziario o amministrativo,
proceeding, including an interim
incluso un procedimento sommario,
proceeding, in which the assets and
in cui i beni e gli affari di una
affairs of a person who is, or who is
persona che è, o è ritenuta,
believed to be, insolvent are subject
insolvente sono sottoposti a
to control or supervision by a court
controllo o supervisione da parte di
or other competent authority for the
un Tribunale o altra autorità
purpose of reorganisation or
competente, a fini di
liquidation.
riorganizzazione o di liquidazione.
Intangibles Intangibili
“Intangibili”, in relazione alle
“Intangibles”, in relation to
garanzie reali, si riferisce ai beni
proprietary security, means
immateriali e comprende le
incorporeal assets and includes
garanzie non rappresentate da un
uncertificated and indirectly held
documento e possedute
securities and the undivided share of
indirettamente, come pure le quote
a co-owner in corporeal assets or in a
indivise di comproprietà su beni
bulk or a fund. (IX.–1:201(8))
mobili, su una massa di beni mobili
materiali o su un insieme di beni.
(IX.-1:201(8))
Interest Interessi
Per “interessi” si intendono gli
“Interest” means simple interest
interessi semplici, senza presumere
without any assumption that it will
che siano capitalizzati
be capitalised from time to time.
periodicamente.
Invalid Invalido
“Invalido” in relazione ad un atto o
“Invalid” in relation to a juridical act
rapporto giuridico, significa che
or legal relationship means that the
l’atto o rapporto è nullo o è stato
act or relationship is void or has been
annullato.
avoided.
Joint obligation Obbligazione congiunta
Un’obbligazione che vincola due o
An obligation owed by two or more
più debitori è un’“obbligazione
debtors is a “joint obligation” when
congiunta” quando tutti i debitori
all the debtors are bound to render
sono tenuti ad adempiere insieme la
the performance together and the
prestazione e il creditore può
creditor may require it only from all
esigerla soltanto da tutti i debitori
of them. (III.–4:102(3))
insieme. (III.-4:102(3))
Joint right Credito congiunto
Il diritto alla prestazione di due o
A right to performance held by two
or more creditors is a “joint right” più creditori è un “credito
congiunto” quando il debitore deve
when the debtor must perform to all
adempiere nei confronti di tutti i
the creditors and any creditor may
creditori insieme e ciascun
require performance only for the creditore può esigere la prestazione
benefit of all. (III.–4:202(3)) soltanto a favore di tutti. (III.-
4:202(3)).
Juridical act Atto giuridico
Per “atto giuridico” si intende
A “juridical act” is any statement or
qualsiasi dichiarazione o accordo,
agreement, whether express or
espresso o risultante tacitamente da
implied from conduct, which is
un comportamento, diretto in
intended to have legal effect as such.
quanto tale a produrre effetti
It may be unilateral, bilateral or
giuridici. Può essere unilaterale,
multilateral. (II.–1:101(2))
bilaterale o plurilaterale. (II.-
1:101(2))
Keeper Custode
Il custode, in relazione ad un
A keeper, in relation to an animal,
animale, veicolo o sostanza, è la
vehicle or substance, is the person
persona che ne trae vantaggio o
who has the beneficial use or
che ne ha il controllo materiale nel
physical control of it for that
proprio interesse.
person’s own benefit and who
exercises the right to control it or its
use.
Lease Locazione
La “locazione” è il rapporto
A “lease” is the legal relationship
giuridico derivante da un contratto
arising from a contract under which
per cui una parte, il locatore, si
one party, the lessor, undertakes to
obbliga a mettere a disposizione
provide the other party, the lessee,
dell’altra, il conduttore, un diritto di
with a temporary right of use in
godimento temporaneo dietro la
exchange for rent. (IV.B.–1:101)
corresponsione di un canone. (IV.
B.-1:101)
Limited proprietary rights Diritti reali limitati
I diritti reali limitati sono i diritti
Limited proprietary rights are such
dotati delle seguenti caratteristiche,
rights of the following character as
se qualificati o disciplinati come
are characterised or treated as
proprietary rights by any provision of diritti reali da qualsiasi
disposizione di queste regole
these model rules or by national
law:– (a) security rights (b) rights to modello o dal diritto nazionale: -
use (c) rights to acquire (including a (a) diritti di garanzia (b) diritti di
right to acquire in the sense of VIII.– godimento (c) diritti d’acquisto
2:307 (Contingent right of transferee (incluso il diritto d’acquisto
regolato dall VIII.-2:307 (Diritto
under retention of ownership)) and
(d) trust-related rights. (VIII.–1:204) dell’acquirente in caso di riserva di
proprietà)) e (d) diritti relativi
all’istituto del trust. (VIII. – 1: 204)
Limited-right-possessor Possessore immediato
Il “possessore immediato”, in
A “limited-right-possessor”, in
relazione ad un bene mobile
relation to goods, is a person who
materiale, è la persona che esercita
exercises physical control over the
goods either (a) with the intention of il controllo materiale sul bene: (a)
con l’intenzione di agire nel proprio
doing so in that person’s own
interesse, e sulla base di uno
interest, and under a specific legal
relationship with the owner- specifico rapporto giuridico con il
possessor which gives the limited- proprietario-possessore, il quale
right-possessor the right to possess attribuisce al possessore immediato
the goods or (b) with the intention of il diritto al possesso, o (b) con
doing so to the order of the owner- l’intenzione di farlo per conto del
possessor, and under a specific proprietario-possessore, sulla base
contractual relationship with the di uno specifico rapporto
owner-possessor which gives the contrattuale con quest‘ultimo, il
limited-right-possessor a right to re- quale gli conferisce il diritto di
tain the goods until any charges or trattenere il bene mobile materiale
costs have been paid by the owner- finché il proprietario-possessore
possessor. (VIII.–1:207) non abbia pagato ogni onere o
costo. (VIII.-1:207)
Loan contract Mutuo, contratto di
Il contratto di mutuo è un contratto
A loan contract is a contract by
con cui una parte, il mutuante, si
which one party, the lender, is
obbliga a mettere a disposizione
obliged to provide the other party,
dell’altra parte, il mutuatario, un
the borrower, with credit of any
credito di qualunque ammontare
amount for a definite or indefinite
per un periodo di tempo definito o
period (the loan period), in the form
indefinito (durata del mutuo), sotto
of a monetary loan or of an overdraft
forma di un prestito pecuniario, o di
and by which the borrower is obliged
una apertura di credito, e il
to repay the money obtained under
mutuatario si obbliga a restituire il
the credit, whether or not the
denaro ottenuto, sia che il mutuo
borrower is obliged to pay interest or
sia a titolo gratuito oppure preveda
any other kind of remuneration the
il pagamento di interessi o altro tipo
parties have agreed upon. (IV.F.–
di remunerazione. (IV.F.-1:101(2))
1:101(2))
Loss Perdita
Per “perdita” s’intende sia la
“Loss” includes economic and non-
perdita patrimoniale che quella non
economic loss. “Economic loss”
patrimoniale. La “perdita
includes loss of income or profit,
patrimoniale” comprende il
burdens incurred and a reduction in
mancato reddito o profitto, gli oneri
the value of property. “Non-
sostenuti e la riduzione di valore
economic loss” includes pain and
dei beni. La “perdita non
suffering and impairment of the
patrimoniale” comprende la
quality of life. (III.–3:701(3) and
sofferenza psicofisica e il
VI.–2:101(4))
deterioramento della qualità della
vita. (III.-3:701(3) e VI.-2:101(4))
Mandate Mandato
Il “mandato” conferito ad un
The “mandate” of an agent is the
mandatario consiste nel potere e
authorisation and instruction given
nelle istruzioni conferite dal
by the principal, as modified by any
mandante, come eventualmente
subsequent direction, in relation to
modificate successivamente, in
the facilitation, negotiation or
conclusion of a contract or other relazione alla predisposizione,
negoziazione, o conclusione di un
juridical act with a third party.
contratto, o di altro atto giuridico
(IV.D.–1:102(1)(a))
con un terzo. (IV.D.-1:102(1)(a))
Mandate for direct representation Mandato con rappresentanza
Il “mandato con rappresentanza” è
A “mandate for direct
un mandato per via del quale il
representation” is a mandate under
mandatario agisce in nome del
which the agent is to act in the name
mandante, o comunque in modo
of the principal, or otherwise in such
tale da manifestare l’intenzione di
a way as to indicate an intention to
incidere direttamente sulla sfera
affect the principal’s legal position
giuridica del mandante. (IV.D.-
directly. (IV.D.–1:102(1)(d))
1:102(1)(d))
Mandate for indirect Mandato senza rappresentanza
representation Il “mandato senza rappresentanza”
è un mandato ai sensi del quale il
A “mandate for indirect
mandatario agisce in nome proprio
representation” is a mandate under
o comunque in un modo tale da non
which the agent is to act in the
manifestare l’intenzione di incidere
agent’s own name or otherwise in
direttamente sulla sfera giuridica
such a way as not to indicate an
del mandante. (IV.D.-1:102(1)(e))
intention to affect the principal’s
legal position directly. (IV.D.–
1:102(1)(e))
Merger of debts Confusione
La confusione è l’unione in
A “merger of debts” means that the
un’unica persona delle qualità di
attributes of debtor and creditor are
united in the same person in the same debitore e creditore per lo stesso
titolo.
capacity.
Merger clause Clausola di onnicomprensività
La clausola di onnicomprensività è
A “merger clause” is a term in a
la clausola contrattuale che
contract document stating that the
stabilisce che il documento
document embodies all the terms of
racchiude tutto il contenuto del
the contract. (II.–4:104)
contratto. (II.-4:104)
Monetary loan Mutuo pecuniario
Il mutuo pecuniario è la somma
A monetary loan is a fixed sum of
determinata di denaro prestata al
money which is lent to the borrower
mutuatario che quest’ultimo si
and which the borrower agrees to
obbliga a restituire, a rate oppure in
repay either by fixed instalments or
un’unica soluzione, al termine della
by paying the whole sum at the end
durata del mutuo. (IV.F.-1:101(3))
of the loan period. (IV.F.–1:101(3))
Motor vehicle Veicolo a motore
Per veicolo a motore si intende
“Motor vehicle” means any vehicle
qualsiasi veicolo azionato da una
intended for travel on land and
forza meccanica, destinato al
propelled by mechanical power, but
trasporto terrestre, esclusi i veicoli
not running on rails, and any trailer,
che procedono su rotaia, e qualsiasi
whether or not coupled. (VI.–
rimorchio, sia o meno agganciato
3:205(2))
alla motrice. (VI.-3:205(2))
Movables Beni mobili
Per “beni mobili” si intendono i
“Movables” means corporeal and
beni materiali e immateriali diversi
incorporeal property other than
immovable property. dai beni immobili.
Negligence Colpa
Vi è “colpa” se una persona non si
There is “negligence” if a person
attiene allo standard di diligenza
does not meet the standard of care
che si poteva ragionevolmente
which could reasonably be expected
esigere in relazione alle
in the circumstances.
circostanze.
Non-economic loss Perdita non patrimoniale
Vedi perdita.
See “Loss”.
Non-performance Inadempimento
Per “inadempimento” di
“Non-performance”, in relation to an
un’obbligazione, si intende ogni
obligation, means any failure to
mancanza della prestazione dovuta,
perform the obligation, whether or
sia o meno scusabile. Esso include
not excused. It includes delayed
il ritardo nell’adempimento e
performance and defective
l’inesatto adempimento (III.-
performance. (III.–1:101(3))
1:102(3)).
Notice Comunicazione
Per comunicazione si intende la
“Notice” includes the
comunicazione di un’informazione
communication of information or of
o di un atto giuridico. (I.-1:109)
a juridical act. (I.–1:105)
Not individually negotiated Clausole non negoziate
A term supplied by one party is not individualmente
Una clausola inserita da una parte
individually negotiated if the other
non è negoziata individualmente se
party has not been able to influence
l’altra parte non ha potuto
its content, in particular because it
influenzarne il contenuto,
has been drafted in advance, whether
specialmente se è stata redatta
or not as part of standard terms. (II.–
preventivamente, sia o meno
1:110)
inclusa in condizioni generali di
contratto. (II.-1:110)
Obligation Obbligazione
L’obbligazione è il dovere di
An obligation is a duty to perform
adempiere la prestazione che in un
which one party to a legal
rapporto giuridico una parte, il
relationship, the debtor, owes to
debitore, deve all’altra, il creditore.
another party, the creditor. (III.–
(III.-1:102(1))
1:102(1))
Overdraft facility Apertura di credito
L’apertura di credito è un accordo
An overdraft facility is an agreement
per cui un credito di valore
whereby a fluctuating, limited credit
variabile, e di ammontare limitato,
is made available on an account.
è reso disponibile su un conto.
(IV.F.–1:101(4))
(IV.F.-1:101(4))
Owner-possessor Proprietario-possessore
Il “proprietario-possessore” in
An “owner-possessor”, in relation to
relazione ad un bene mobile
goods, is a person who exercises
materiale, è la persona che esercita
physical control over the goods with
il controllo materiale su quel bene,
the intention of doing so as, or as if, con l’intenzione di agire in qualità
an owner. ((VIII.–1:206) di proprietario o come se lo fosse.
(VIII.-1:206)
Ownership Proprietà
La “proprietà” è il più ampio dei
“Ownership” is the most
diritti che una persona, “il
comprehensive right a person, the
proprietario”, può vantare su di un
owner, can have over property,
bene, compreso il diritto esclusivo
including the exclusive right, so far
di usare, godere, modificare,
as consistent with applicable laws or
distruggere, disporre e recuperare il
rights granted by the owner, to use,
bene, nella misura in cui tale diritto
enjoy, modify, destroy, dispose of
sia compatibile con le norme
and recover the property. ((VIII.–
vigenti o ai diritti conferiti dal
1:202)
proprietario. (VIII.-1:202)
Performance Adempimento
L’ adempimento di un’obbligazione
“Performance”, in relation to an
consiste nel fare da parte del
obligation, is the doing by the debtor
debitore quanto deve essere fatto
of what is to be done under the
secondo l’obbligazione, oppure
obligation or the not doing by the
nell’astenersi dal fare ciò che non
debtor of what is not to be done.
deve essere fatto. (III.–1:102(2))
(III.–1:101(2))
Person Persona
Per persona si intende sia una
“Person” means a natural or legal
persona fisica, sia una persona
person.
giuridica.
Physical control Controllo materiale
Il “controllo materiale”, in
“Physical control”, in relation to
relazione ad un bene mobile
goods, means direct physical control
materiale, comprende sia il
or indirect physical control. (Cf.
controllo diretto, sia quello
VIII.–1:205)
indiretto (VIII.- 1:205)
Possession Possesso
Il “possesso”, in relazione ad un
Possession, in relation to goods,
bene, significa esercitare il
means having physical control over
controllo materiale sul bene .(VIII.–
the goods. (VIII.–1:205)
1:205)
Possession-agent Rappresentante nel possesso
Il “rappresentante nel possesso” è
A “possession-agent”, in relation to
una persona (ad esempio, un
goods, is a person (such as an
lavoratore dipendente) che esercita
employee) who exercises direct
il controllo materiale diretto sul
physical control over the goods on
bene mobile materiale per conto del
behalf of an owner-possessor or
proprietario-possessore, o del
limited-right-possessor (without the
possessore immediato (senza
intention and specific legal
l’intenzione o lo specifico rapporto
relationship required for that person
giuridico richiesto affinché
to be a limited-right-possessor); and
quest’ultimo sia possessore
to whom the owner-possessor or
immediato), e a cui il proprietario-
limited-right-possessor may give
possessore o il possessore
binding instructions as to the use of
immediato possono dare istruzioni
the goods in the interest of the
owner-possessor or limited-right- vincolanti circa l’utilizzo del bene,
possessor. A person is also a nel proprio interesse. È
possession-agent where that person rappresentante nel possesso anche
is accidentally in a position to colui che si trova casualmente nella
exercise, and does exercise, direct posizione di esercitare, ed
physical control over the goods for effettivamente esercita, il controllo
an owner-possessor or limited-right- materiale diretto sul bene mobile
possessor. (VIII.–1:208) materiale al posto del proprietario-
possessore o del possessore
immediato. (VIII.-1:208)
Possessory security right Diritto di garanzia possessoria
Il “diritto di garanzia possessoria” è
A “possessory security right” is a
un diritto di garanzia che
security right that requires
presuppone che il creditore
possession of the encumbered
garantito abbia il possesso del bene
corporeal asset by the secured
materiale gravato, direttamente o
creditor or another person (except the
tramite un’altra persona (diversa
debtor) holding for the secured
dal debitore) che lo custodisce per
creditor. (IX.–1:201(10))
il creditore garantito. (IX.-
1:201(10))
Prescription Prescrizione
La prescrizione, in relazione al
“Prescription”, in relation to the right
diritto all’adempimento di
to performance of an obligation, is
the legal effect whereby the lapse of un’obbligazione, è l’effetto
giuridico per cui il trascorrere di un
a prescribed period of time entitles
determinato periodo di tempo
the debtor to refuse performance.
legittima il debitore a rifiutare
l’adempimento.
Presumption Presunzione
La presunzione consiste
A “presumption” means that the
existence of a known fact or state of nell’esistenza di un fatto noto o di
uno stato di cose che consentono di
affairs allows the deduction that
dedurre un fatto ignoto da fatti noti,
something else should be held true,
salvo prova contraria.
until the contrary is demonstrated.

Price Prezzo
Il “prezzo” è quanto dovuto dal
The “price” is what is due by the
debitore in forza di un’obbligazione
debtor under a monetary obligation,
pecuniaria, come corrispettivo della
in exchange for something supplied
fornitura, ed è espresso in una
or provided, expressed in a currency
valuta che la legge riconosce come
which the law recognises as such.
tale.
Proceeds Proventi
I “proventi”, in relazione ai diritti
“Proceeds”, in relation to proprietary
reali di garanzia, comprendono
security, is every value derived from
qualunque valore derivante da un
an encumbered asset, such as value
bene gravato, come per esempio
realised by sale, collection or other
disposition; damages or insurance quanto realizzato tramite la vendita,
la riscossione coatta o qualsiasi
payments in respect of defects,
modo di realizzare il valore del
damage or loss; civil and natural
bene; dal risarcimento del danno o
fruits, including distributions; and dal conseguimento di indennizzi
proceeds of proceeds. (IX.– assicurativi in relazione a difetti,
1:201(11)) danni o perdite; da frutti civili o
naturali, incluse altre distribuzioni;
nonché dagli ulteriori guadagni
derivanti dai proventi (IX.-
1:201(11))
Processing, contract for Lavorazione, contratto di
Il contratto di lavorazione è un
A contract for processing is a
contratto ai sensi del quale una
contract under which one party, the
parte, il prestatore, si obbliga a
processor, undertakes to perform a
prestare la sua opera su di un bene
service on an existing movable or
mobile o immateriale oppure su di
incorporeal thing or to an immovable
un immobile per un’altra parte, il
structure for another party, the client
committente (salvo che l’opera
(except where the service is
consista nell’intervento su un
construction work on an existing
edificio o su un altro immobile).
building or other immovable
(IV.C.– 4:101)
structure). (IV.C.–4:101)
Producer Produttore
Per “produttore“ s’intende, il
“Producer” includes, in the case of
fabbricante di prodotti
something made, the maker or
manifatturieri, la persona che estrae
manufacturer; in the case of raw
o acquisisce materie non lavorate, il
material, the person who abstracts or
coltivatore o l’allevatore di prodotti
wins it; and in the case of something
agricoli o di animali d‘allevamento.
grown, bred or raised, the grower,
Una definizione specifica si applica
breeder or raiser. A special definition
ai fini del VI.-3:204.
applies for the purposes of VI.–
3:204.
Property Bene
Per “bene” s’intende ogni cosa che
“Property” means anything which
può essere oggetto di
can be owned: it may be movable or
appropriazione: può essere mobile
immovable, corporeal or incorporeal.
o immobile, materiale o
immateriale.

Proprietary security Garanzie reali


Sono “garanzie reali” i diritti di
A “proprietary security” covers
garanzia su qualsiasi tipo di bene,
security rights in all kinds of assets,
siano essi mobili o immobili,
whether movable or immovable,
materiali o immateriali (IV.G.-
corporeal or incorporeal. (IV.G.–
1:101(g))
1:101(g))
Proprietary security, contract for Garanzia reale, contratto di
Il “contratto di garanzia reale” è il
A “contract for proprietary security”
contratto mediante il quale il
is a contract under which a security
provider undertakes to grant a garante si obbliga a concedere una
garanzia al creditore garantito;
security right to the secured creditor;
oppure un creditore conserva in
or a secured creditor is entitled to
proprio favore un diritto di
retain a security right when garanzia quando trasferisce la
transferring ownership; or a seller, proprietà; oppure un venditore, un
lessor or other supplier of assets is locatore o altri fornitori si rise