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31/03/2020 Antologia

Descrivi in maniera oggettiva e soggettiva la tua stanza.

Descrizione oggettiva

La mia stanza è piuttosto grande, non ci sono finestre ma c’è un lucernario elettrico che posso aprire e
chiudere premendo un interruttore. Condivido la stanza con mio fratello Vito, e infatti c’è un letto a castello
color legno e arancione; Vito ha scelto di dormire sul letto più alto. Accanto al letto a castello c’è un
armadio, anche questo color legno e arancione, che si abbina alle pareti verdi e gialle. In corrispondenza
della parete a destra dell’armadio si trova una grande cassettiera colorata su cui si trovano delle foto e dei
giocattoli. In corrispondenza della parete opposta ai letti si trova una grande scrivania, un termosifone e in
alto è appeso un televisore. Sull’altra parete si trova un piccolo canestro da basket. La mia stanza è spesso
in disordine e piena di libri, zaini e cartelline che ci servono per la scuola.

Descrizione soggettiva

La mia stanza è piuttosto grande, non ci sono finestre ma c’è un lucernario elettrico che posso aprire e
chiudere premendo un interruttore. Condivido la stanza con mio fratello Vito, e infatti c’è un letto a castello
color legno e arancione; Vito ha scelto di dormire sul letto più alto, in passato litigavamo spesso perché
volevo dormirci io ma lui non era d’accordo. Accanto al letto a castello c’è un armadio, anche questo color
legno e arancione, che si abbina alle pareti verdi e gialle che ha dipinto mio padre per rendere la stanza più
allegra. In corrispondenza della parete a destra dell’armadio si trova una grande cassettiera colorata su cui
ci sono delle foto delle nostre vacanze in Calabria e a Carrisiland e alcuni dei nostri giocattoli preferiti (come
ad esempio il drago che mio fratello ha avuto per il compleanno qualche anno fa). In corrispondenza della
parete opposta ai letti si trova una grande scrivania su cui di solito facciamo i compiti, un termosifone e in
alto è appeso un televisore su cui io e Vito guardiamo i nostri programmi preferiti (a me piace molto “La
casa di carta”). Sull’altra parete si trova un piccolo canestro da basket (fatto da mio padre) con cui non
giochiamo più tanto spesso perché i nostri genitori si arrabbiano se vedono i segni del pallone sul muro. La
nostra stanza è spesso in disordine e piena di libri, zaini e cartelline che ci servono per la scuola; nostra
madre ci sgrida sempre per questo, ma proprio non riusciamo a tenerla in ordine perché ci passiamo molto
tempo ogni giorno.