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NORVEGIA 3

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Informazioni generali:

DURATA DEL VIAGGIO: 14 -15 giorni.

PERIODO DEL VIAGGIO CONSIGLIATO: Luglio – Settembre.

COME ARRIVARE DALL’ITALIA: In aereo. Consigliamo di sfruttare per l’andata lo scalo di


Bergen e per il ritorno quello di Alesund. Alternativamente si
può utilizzare per il ritorno lo scalo di Molde.

FUSO ORARIO: Stessa ora dell’Italia.

DOCUMENTI NECESSARI: Carta d’Identità.

PATENTE RICHIESTA: Patente Italiana.

RISCHI SICUREZZA E SANITARI: Nessuno.

MONETA: CORONA NORVEGESE.

TASSO DI CAMBIO: 1 € = 8,98 Corone Norvegesi.

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Descrizione del viaggio:

1° - 2° giorno: BERGEN

Bergen, adagiata su sette colline e in bilico su sette fiordi è una delle più belle città di tutta la Scandinavia. Custodisce infatti tesori
architettonici perfettamente conservati, uno scenario naturale nei dintorni d’eccezione (con numerose funicolari che permettono di
ammirarlo), una prospera vita culturale e una tradizione turistica consolidata. E’ vero, come la maggior parte della Norvegia occidentale
paga dazio con un clima spesso plumbeo e piovoso ma se sarete fortunati da visitarla col bel tempo vi apparirà quasi surreale.

 La visita di Bergen non può non avere inizio dallo storico quartiere di Bryggen. Il quartiere più antico e suggestivo di Bergen si trova
sulla riva orientale del porto di Vagen ed è caratterizzato dai suoi tipici edifici variopinti dai tetti spioventi e posti parallelamente tra
loro, costruiti con assi di legno grezzo e con fondamenta di legno o pietre accatastate. I 58 edifici costituenti sono l’emblema della
città e risalgono al 1702, anno della loro ricostruzione in seguito a un violentissimo incendio che devastò la città dell’epoca. Nel
Bryggen, nonostante l’afflusso turistico spesso imponente, si riesce a respirare ancora oggi l’aria marinaresca di un tempo mescolata
a una fervida tradizione commerciale con numerosi negozi, boutique e atelier che completano questi vicoli pavimentati. Sembra
incredibile ma questo quartiere storico ha seriamente rischiato di essere raso al suolo nel 1955 quando venne colpito da un ennesimo
incendio e si pensò che fosse meglio rimpiazzarlo con edifici moderni visto anche che le fondamenta di varie case erano state spostate
da una violenta esplosione di una nave carica di munizioni nel 1944 (per questo molti edifici del Bryggen sono storti). Fortunatamente
questi progetti sono oggi stati del tutto accantonati. All’interno di uno di questi edifici sorge poi l’Hanseatiske Museum, il Museo
Anseatico, che ripercorre la storia dei commerci del tardo medioevo e fino all’età moderna e mostra con dettaglio quelle che furono le
misere condizioni di vita di commercianti e marinai contrapposte allo sfarzo in cui vivevano i governatori della Lega Anseatica. Vi è
anche una ricostruzione di una Schotstuene (Sala Riunioni) dell’epoca in cui erano soliti riunirsi i mercanti per discutere d’affari.
Poco dietro il Bryggen, verso la collina non mancate di adocchiare al chiesa di Mariakirken, di stampo romanico del XII secolo che è
la costruzione più antica ancora in piedi di tutta Bergen (notevole il pulpito donato dalla Lega Anseatica alla chiesa nel 1676) e
quindi ritornando sulle banchine poco oltre il Bryggen potrete ammirare la torre fortezza di Rosenkrantztarnet e la sala cerimoniale di
Hakonshallen.
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Vista d’insieme delle costruzioni costituenti il Bryggen e interni della fortezza Rosenkrantztarnet.

 In seconda giornata potrete invece dedicarvi alla visita delle aree meno centrali di Bergen. Innanzitutto, adiacenti al Bryggen, potrete
entrare nella Domkirke (Cattedrale) di Bergen, dedicata a Sant’Olav e quindi cimentarsi nella visita della Bergen Kunstmuseum, la
maggiore galleria d’arte della città, che ospita opere soprattutto del ‘700 e ‘800 di autori famosissimi come Munch, Mirò, Picasso,
Rodin e Paul Klee. Sempre in quest’area parte la cremagliera di Floibanen che con una pendenza del 26% porta in pochi minuti alla
vetta del Monte Floyen (320m) da cui si godono viste memorabili su Bergen. La stazione di cima è anche un ottima base di partenza
per camminate lungo i vari sentieri che si addentrano nella foresta o per iniziare i percorsi che in discesa riportano nel cuore di
Bergen. Altre viste panoramiche eccezionali di Bergen si possono godere dall’arrivo della funivia Ulriken 643posta sul Monte Ulriken
a 643m sul livello del mare. Anche se un poco fuori mano rispetto al centro, se il meteo lo concede, è uno dei siti più fotogenici della
città. Dedicate poi il resto della giornata a gironzolare per negozi o ritempravi lo spirito in uno dei numerosi pub della città.

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Il Bergen Kunstmuseum e la funivia Ulriken 643 che risale l’omonima montagna e offre magnifiche vedute di Bergen e dei fiordi
circostanti.

3° giorno: EIDFJORD, VORINGFOSS

Eidfjord, posto a circa 150km da Bergen (2 ore di macchina) e affacciato sull’Herdangerfjord, è uno dei villaggi più tipici di questa parte di
Norvegia. Eidfjord è letteralmente incastonato tra ripidi pareti di roccia verticale e il fiordo ma è anche spesso invaso dai numerosi turisti
che sbarcano dalle navi da crociera che qui attraccano, specie in estate. Ci sono poi diversi siti interessanti poco fuori l’abitato: nella valle
che si inoltra a ovest tra le montagne percorrendo l’ultimo tratto del fiordo non dovete dimenticarvi di visionare dapprima le cascate di
Skytjefossen che con un salto di 300m colmano il dislivello tra l’altopiano di Hardangervidda e il fondovalle e quindi visitare la Fjellgarden
Kjaesen. Questa fattoria abbarbicata a 530m dal fondovalle è una vera delizia per gli occhi e un simposio di solitudine. Riportandosi verso
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Eidfjord inoltratevi poi nella valle che si protende a sud dell’abitato: qui troverete dapprima l’Hardangervidda Natursenter, che vi farà da
splendida introduzione al parco che visiterete l’indomani presentandovi ambienti e fauna del vicino altopiano e poi, dopo una ventina di
chilometri (20 minuti), incrocerete le celebri Voringoss. Queste cascate (che compiono un salto complessivo di 182m) sono una vera
meraviglia e una delle attrazioni naturali più vistate di Norvegia. Per la notte raggiungete già l’abitato di Flam, posto a 130km (2 ore) da
Eidfjord.

La celebre fattoria di Kjaesen e le imponenti cascate di Voringfoss.

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4° giorno: FLAM, FINSE – HARDANGERVIDDA

Flam è un piccolo villaggio posto alla testata dell’Aurlandsfjorden, in posizione scenografica attorniato dalle montagne. Sebbene possa
apparire come uno dei tanti villaggi norvegesi sui fiordi Flam è vitatissimo e ricco di infrastrutture per turisti poiché è punto di arrivo della
celebre linea ferroviaria Flamsbana. Questo capolavoro di ingegneria copre in 20km un dislivello di 864m percorrendo ben 20 gallerie,
oltrepassando grandi cascate e riuscendo a risalire la maggiore pendenza al mondo tra le ferrovie a scartamento normale. Ed è proprio
questo il mezzo con cui vi consigliamo di iniziare la giornata (più presto possibile), pagando il biglietto di sola andata fino alla stazione di
Finse (2 ore). Questa locallità è collocata in un’area molto spettacolare dell’altopiano di Hardangervidda, che presenta la più incontaminata
area di tundra della Norvegia meridionale e che offre rifugio alla più grande mandria di renne selvatiche della Norvegia. Finse è
praticamente composta solo dalla sua stazione (non ci sono strade) che funge da perfetta base per brevi trekking attorno al prospiciente lago
da cui si possono godere splendide viste anche sul grande ghiacciaio Hardangerjokulen a sud. Senza che si faccia eccessivamente tardi
affittate poi una bicicletta a Finse per ridiscendere il percorso fatto in treno al mattino lungo la cosiddetta Rallarvegen o Strada dei
Manovali, che venne costruita per garantire gli approvvigionamenti dei lavoratori che stavano costruendo la linea Oslo – Bergen a inizi
‘900. Il percorso da Finse a Flam è di 56km, 30 dei quali praticamente tutti in discesa. Rallarvegen è battuto e spettacolare e permette di
godersi appieno dei paesaggi solitari e maestosi di quest’area della Norvegia piacevolmente libera da centri abitati e strade asfaltate. La
giornata è impegnativa ma vi ricompenserà con esperienze memorabili.

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L’ardita linea ferroviaria Flamsbana che risale da Flam a Finse e la ciclabile Rallarvegen che si snoda nell’altopiano di Hardangervidda.

5° giorno: LAERDALSTUNNEL, URNES

La tappa successiva consiste in un breve trasferimento da Flam a Gjerde, maggior centro della valle di Jostdalen e punto di appoggio
privilegiato per esplorare il parco nazionale di Jostedalsbreen. I 150km circa dello spostamento si compiono in poco tempo e permettono di
avere tempo prezioso per recuperare il materiale per i due gironi successivi e organizzarsi con le guide montane del luogo. Lungo il percorso
comunque avrete modo di entrare in contatto con due siti di grande interesse: il Laerdalstunnel e Urnes.
Il Laerdalstunnel (25km, 20 minuti da Flam), iniziato nel 1995 e portato a termine nel 2000, con i suoi 24,5km di lunghezza è il traforo più
lungo del mondo e lo percorrerete non appena usciti da Flam per dirigervi a nord. E’ vero un tunnel non è un’attrazione magari
entusiasmante ma se vi soffermerete a pensare all’ingegno necessario e ai macchinari indispensabili a scavare un tale foro nella montagna
non potrà non colpirvi. E’ talmente lungo che sono state previste brevi curve lungo i suoi 24,5km per prevenire eventuali addormentamenti
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dei conducenti e sono state ricavate tre grandi grotte al suo interno da usarsi come aree di sosta di emergenza.
Continuando a guidare in direzione nord dopo un primo attraversamento di un fiordo su uno degli efficientissimi traghetti norvegesi
raggiungerete rapidamente (65km, 90 minuti traghetto compreso) l’anonimo borgo di Solvorn, laddove vi consigliamo di lasciare
momentaneamente l’auto e imbarcarvi nuovamente su un’imbarcazione per attraversare il Lustrafjord e pervenire al piccolissimo centro di
Urnes (20 minuti la tratta) che è rinomato per la sua Stavkirke, il più antico luogo di culto di tutta la Norvegia. Fondata nel 1070 e
ampiamente modificata nel secolo successivo è oggi ammirabile in tutta la sua bellezza, riccamente adorna com’è inoltre di numerosissime
decorazioni lignee. Dopo questo pellegrinaggio potrete riprendere il traghetto a ritroso per Solovorn e da qui muovervi come accennato i
precedenza verso Gjerde (50km, 50 minuti) che fungerà da vostra base per il proseguo del viaggio.

L’interno del Laerdalstunnel e la bucolica immagine della chiesa in legno più antica di Norvegia: la Urnes Stavkirke.

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6° - 7° giorno: PARCO NAZIONALE DI JOSTEDALSBREEN

Questi due giorni sono dedicati all’esplorazione della più grande calotta glaciale dell’Europa continentale: lo Jostedalsbreen che per
decenni è stato uno dei pochissimi ghiacciai al mondo a continuare un lento avanzamento e solo negli ultimi decenni ha invertito questa
tendenza. Con 487kmq di estensione e uno spessore medio fino a 600m di ghiaccio lo Jostedalsbreen domina l’area più elevata della regione
di Sogn og Fjordane. L’escursione che vi proponiamo è altamente impegnativa e da affrontarsi solo con guide locali (che tra l’altro utilissime
anche per fornirvi il materiale necessario in loco) e prevede una due giorni di escursione per raggiungere la massima elevazione della calotta
glaciale, ossia Hogste Breakulen posto a 1957m. Nonostante non sia un’elevazione eccessiva l’inizio della traccia è posto a soli 300m circa e
quindi il dislivello è comunque cospicuo. Si attraversa dapprima il grande altopiano roccioso di Hauganosi fino alla sua propaggine più
incuneata nel ghiacciaio (Steinmannen, 1633m) che sarà la vostra base per il pernotto in tenda d’alta quota sulla via del ritorno. Da qui con
un lungo traverso con gli sci, quasi in piano, si raggiunge poi l’addolcita calotta sommitale. Nel tratto finale il panorama è grandioso, vi
sentirete immersi in un ambiente talmente maestoso che non tarderà a pervadervi una sensazione di piccolezza materiale alternata però a
sensazioni di libertà assoluta e meraviglia nei confronti delle creazioni di madre natura. La notte in tenda è poi per veri avventurosi ma sarà
anche forse ciò che più vi rimarrà nella memoria: soli nel vostro sacco a pelo tra le nevi perenni ascoltando riecheggiare il vento sulla tenda
e, appena usciti, sentirsi immersi nella sinfonia della natura. La via del ritorno in seconda giornata ricalca il tracciato della prima. Se avrete
ancora energie una volta rientrati a Gjerde spostatevi al bel lago glaciale posto al termine della lingua di ghiaccio detta Nigardsbreen che
scende dalla calotta principale fin nel fondovalle. Il contrasto tra l’azzurro cristallino delle acque, il grigio delle rocce, il verde della
vegetazione e il bianco del ghiacciaio è molto suggestivo e fotogenico. (Il lago tra l’altro è attraversabile con un traghetto in pochi minuti).

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Le immensità glaciali della calotta sommitale del Jostedalsbreen e la lingua glaciale del Nigardsbreen che sbocca nel grande lago di fusione.

8° giorno: SOGNEFJELLVEGEN, LOM


L’ottavo giorno consiste in un altro spostamento breve (150km) da Gjerde a Lom, utile per riprendere energie. La strada che porta dal
Lustrafjord a Lom è detta Sognefjellvegen (n°55) ed è una delle strade più pittoresche della Norvegia. Costruita nel 1939 tocca presso il
passo di Sognefjell, posto a 1434m, il punto più elevato di qualsiasi strada della Scandinavia, tanto che si fregia del soprannome di “strada
sul tetto della Norvegia”. Il percorso è un susseguirsi ininterrotto di laghi glaciali, macchie di pini, fiumi impetuosi, massicci montani che si
stagliano imponenti e piccole costruzioni col tetto in torba, il che invoglia a numerose pause per sgranchirsi le gambe e dedicarsi alla
fotografia. La percorribilità della strada è in genere garantita solo da luglio a settembre.
Si arriva quindi a Lom, un piccolo paese che rappresenta però davvero la quintessenza del villaggio montano norvegese. Una serie di rapide
fluviali precipita nel centro del villaggio, composto perlopiù di case in legno scuro arroccate sui pendii delle alture e questo crea un grande
impatto scenico. Lom è impreziosita dalla locale Svakrykje in stile normanno del XII secolo, anche se fu ampiamente modificata nel 1663 con
l’aggiunta di due navate ed assunse la sua pianta a croce attuale , dal Fossheim Steinsenter, museo che vanta la più grande collezione di
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pietre, minerali, fossili e gemme della Norvegia e dal Norsk Fjellmuseum, museo della montagna che funge anche da centro visitatori per
l’adiacente Parco Nazionale di Jotunheimen.

Gli ampi scenari montani che si aprono lungo la Sognefjellvegen e le rapide che caratterizzano l’abitato di Lom.

9° - 10° giorno: PARCO NAZIONALE DI JOTUNHEIMEN

Questo è l’altro grande parco nazionale della Norvegia centrale, anche se obiettivamente non presenta eguali per chi è appassionato di
escursionismo. Qui alte vette e ghiacciai si alternano a ampie vallate spoglie e grandi spazi aperti punteggiati di laghi cristallini, il tutto in un
ambiente che è la migliore rappresentazione della tundra. Racchiude inoltre le vette più elevate dell’intera Norvegia e raggiunge il suo picco
nel Galdhopiggen (2469m). Anche il nome Jotunheimen è evocativo della location, tradotto suona infatti come “Dimora dei Giganti”.
L’itinerario esplorativo che vi proponiamo inizia dalla località di Spiterstulen (5km, 10 minuti da Lom), raggiungibile in automobile e posta a
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1120m, e risale quindi la grande valle glaciale di Visdalen fino a raggiungere il maestoso lago Leirvatnet (1403m,) ubicato in zona centrale e
inviolata rispetto all’area protetta del parco. Qui c’è possibilità di dormire presso il rifugio Leirvassbu Lodge. Viste d’eccezione su gran
parte del parco sono possibili dalla vetta della piramide di roccia, ben isolata, che domina il Lago Leirvatnet, ossia il Monte Kyrkja (2032m)
raggiungibile in circa due ore dal lago. L’indomani consigliamo vivamente di esplorare liberamente le numerose valli locali impreziosite da
numerosi laghetti glaciali prima di ridiscendere con calma la valle di Visdalen per rientrare prima a Spiterstulen e quindi a Lom.
Alternativamente in mono giornata da Spiterstulen si può approcciare la lunga e impegnativa salita al Galdhopiggen (2469m, 1470m di
dislivello, circa 8 ore tra andata e ritorno, vetta più alta di Norvegia.

Visdalen, porta d’ingresso alle aree più remote dello Jotunheimen e il grande lago Leirvatnet in cui si riflette la sagoma del Monte Krykja.

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11° giorno: GEIRANGER, ANDALSNES

Dopo i due giorni di attività fisica nel parco di Jotunheimen ecco una tappa più leggera che vi condurrà subito presso uno dei luoghi più
celebri della Norvvegia: Geiranger (125km, 2 ore da Lom). Il piccolissimo abitato (sempre sovraccarico di turisti e enormi navi da crociera
in alta stagione) deve tutta la sua fortuna all’incredibile scenario naturale in cui sorge: il sinuoso e ripido Geirangerfjord, lungo 20km, con
le sue acque verde smeraldo sembra uscire da un dipinto, con numerose cascate che cadono a capofitto nelle sue acque dalle ripidi pareti
rocciose circostanti. Consigliamo vivamente di partecipare a una mini crociera andata-ritorno per Hellesylt (1 ora andata e 1 ora ritorno)
che vi permetterà di esplorarlo degnamente e di godere di viste che risultano precluse se vi fermerete solo nell’abitato o cercherete di
esplorarlo via terra. Se proprio non poteste o riusciste a cimentarvi in questa mini crociera vi ricordiamo due meravigliosi bellavista sul
fiordo: Dalsnibba che è il più alto e il primo che potrete raggiungere arrivando da Lom mediante una deviazione di 5km su una strada a
pagamento e Flydalsjuvet, circa 5km sopra Geiranger, sempre sulla strada in arrivo da Lom. Questo secondo punto panoramico è quello
della celebre foto da manifesto con cui viene generalmente sponsorizzato il Geirangerfjord, state però attenti che per raggiungere la roccia si
deve percorrere un breve sentiero di qualche centinaio di metri però molto esposto, scivoloso e non messo in sicurezza.
Dopo aver occupato buona parte della giornata a Geiranger rimettetevi in cammino per raggiungere il villaggio di Andalsnes (90km, 2 ore).
La statale 63 che collega Geiranger ad Andalsnes è una delle più maestose dell’intera Norvegia: ultimata nel 1936 dopo 8 anni di intensi
lavori raggiunge il suo apice di bellezza nella ripida discesa dal passo verso Andalsnes. Qui la cosiddetta Trollstigen (La Scala dei Troll)
compie 11 stretti e ripidi tornanti, spesso con la carreggiata ridotta a una sola corsia di marcia, disegnando un serpentone inconfondibile
verso il fiordo. In questa sezione inoltre potrete ammirare tra le altre l’impetuosa cascata Stigfossen che compie il suo balzo di 180m nel
vuoto proprio nei pressi della statale. Poco prima di raggiungere Andalsnes voltate a destra per una deviazione di 5km lungo la statale 136,
qui infatti è collocata l’altra grande attrazione del luogo, ossia la Trollvegen. La Trollvegen è la parete verticale più alta d’Europa con il suo
dislivello verticale di 1800m ed è rimasta un problema insoluto per gli alpinisti fino al 1958, quando finalmente una cordata anglo-
norvegese riuscì a domarla.

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Il fiordo di Geiranger solcato da grandi navi in tutta la sua maestosità e la parete da record di Trollvegen.

12° giorno: KRISTIANSUND, ATLANTERHAVSVEIEN


Con la dodicesima tappa dell’itinerario si concludono gli spostamenti in Norvegia e probabilmente lo stato scandinavo dà sfoggio proprio in
quest’ultima giornata on the road dei suoi scenari stradali migliori in assoluto. Dapprima portatevi da Andalsnes fino a Kristiansund lungo
la rapida e comoda statale 39 (125km, 2 ore e mezza).
Kristiansund è uno storico centro dedito alla pesca e all’essicazione del merluzzo, attività che è stata alla base dell’economia locale per
secoli. Arroccata su tre isole collegate tra loro presenta ancora un cantiere navale caotico, una florida attività legata all’industria ittica e sta
riciclandosi come centro servizi funzionale alle imprese petrolifere che operano sulle piattaforme off shore nel Mare del Nord. Sono proprio
l’atmosfera un po’ retrò e un po’ affaccendata e i numerosi ottimi ristoranti di pesce a contraddistinguerla, oltre a una pittoresca ma molto
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contenuta Gamle Byen (Città Vecchia) e al complesso Norsk Klippfiskmuseum (Museo del Baccalà Norvegese) allestito in un magazzino per
la lavorazione del pescato del 1749 che illustra i 300 anni di storia di tale attività in città.
Per dirigervi alla volta di Alesund, dove consigliamo di pernottare, ritornate verso sud questa volta seguendo la strada statale 64 che
lambisce la costa. Già il tratto iniziale tra Kristiansund e Bremsnes (10km, 15 minuti), posta sull’isola di fronte a Kristiansun, è molto
particolare, si tratta infatti di un lungo tunnel sottomarino di comunicazione tra gli abitati, ma questa strada raggiunge l’apice della sua
bellezza nel tratto tra Karvag (30km, 30 minuti da Kristiansund) e Vevang (10km, 15 minuti) che viene comunemente chiamato
Atlenterhavsveien, ossia Strada dell’Oceano Atlantico. Qui 17 diverse piccole isolette vengono collegate da otto ponti rialzati imponenti in un
susseguirsi di opere ingegneristiche d’avanguardia e paesaggi naturali incontaminati. Se avrete la fortuna di percorrere questo tratto
durante una giornata di forte vento e mare mosso l’esperienza risulterà sia mozzafiato che indimenticabile. Non dimenticate però che da
Vevang ad Alesund, meta della serata, vi sono ancora ben 125km (2 ore e mezza) e un attraversamento in battello da Molde, pertanto
calcolate bene i tempi di percorrenza.

Esterno del Norsk Klippfiskmuseum presso Kristiansund e una vista aerea della meravigliosa strada costiera Atlenterhavsveien.

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13° giorno: ALESUND

Alesund è la principale realtà urbana tra Trondheim e Bergen e sono molti i turisti a reputarla tanto affascinante quanto la più famosa
località posta più a sud. Da sempre centro di pesca di prima importanza Alesund presenta ancora oggi la più nutrita flotta di pescherecci di
tutta la Norvegia e presenta un centro storico assai densamente costruito che sorge aggrappato ad una stretta penisola a forma di amo che si
protende nell’oceano. Tra le attrattive di maggior richiamo di Alesund si ricordano l’Alesund Museum che illustra temi locali come la storia
della caccia alla foca, della pesca al merluzzo e racconta del grandissimo incendio che colpì la città nel 1904 e che la rase completamente al
suolo (tutte le sue case erano in legno e addossate l’una alla altre nella città vecchia) e della sua velocissima ricostruzione operata secondo i
canoni architettonici art nouveau (o Jugendstil che dir si voglia). Proprio in tema non mancate lo Jugendstil Senteret, un centro d’arte
incentrato su questa corrente artistica che pone grande attenzione alla tipologia di ricostruzione messa in atto ad Alesund a inizi ‘900. Infine
non perdetevi l’Atlanterhavsparken, parco e acquario che spiega la biodiversità e gli ambienti sottomarini nord atlantici e che permette di
vedere nei suoi grandi acquari numerosi esemplari della fauna marina locale. Alesund merita almeno una giornata piena di permanenza,
anche per gustare con calma i favolosi piatti a base di freschissimo pesce che inondano la sua cucina come le varie preparazioni del laks
(salmone), la fiskesuppe (zuppa di pesce), le fiskebolle (polpettine di pesce), i gaffelbitar (filetti di aringa marinati in sale e zucchero e poi
affumicati), la sildesalat (inslaata di aringa, cetriolo e cipolle), le spekesild (aringhe sotto sale), oltre agli ubiquitari frutti di boscoo, tra cui i
camemori, deliziosi lamponi artici. Calcolate pertanto almeno un giorno in più al vostro viaggio da dedicarsi al viaggio di ritorno che può
comodamente iniziare dall’aeroporto cittadino.

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Vista panoramica del quartiere storico di Alesund e una delle grandi vasche dell’Atlanterhavsparken.

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